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gioiademocratica

Dicembre 2011

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gioia gioiademo democratica cratica gioiademocratica Anno I n. 9 - Dicembre 2011

Grazie, Enzo! La Redazione

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a notizia delle dimissioni di Enzo Cuscito ci ha amareggiati ma non sorpresi. Certo, il Comunicato stampa diffuso dal Circolo è apparso molto stringato. Ma le ragioni sono state precisate: motivi professionali (un secondo ruolo scolastico che lo vedrà impegnato duramente) e motivi personali (che richiedono più tempo da dedicare alla famiglia). Non c’è da aggiungere altro. Se non dire che Enzo Cuscito da più di un anno ha capeggiato il partito come meglio ha saputo fare, non amando molto i riflettori, non rispondendo quasi mai alle polemiche (e a qualcuno che non gli ha reso la vita facile), ma facendosi forte della fiducia riposta in lui dai tanti che lo hanno apprezzato e condiviso dentro e fuori il partito. Enzo Cuscito ha riempito la Sezione di P.zza C. Battisti di ideali, di idee e di nuovi progetti, concentrando le sue energie per avvicinare più giovani al partito. Si è fatto promotore di una vera politica di rinnovamento con la quale ha saputo contrastare certe rendite di posizione senza soggezione e senza riverenze (perchè la “casta” vive ovunque, anche nei partiti). Un docente, un uomo di Chiesa e un dirigente di partito che ha sempre messo davanti alle sue aspirazioni personali quelle dei valori irrinunciabili del fare politica, a cui serve tanta opera di convincimento e pazienza. Non è stata una decisione indolore quella di dimettersi: ma lui l’ha presa e, secondo noi, con molta sofferenza. Da dirigente responsabile quale è, e chi lo conosce bene non può avere dubbi, ha assunto la consapevolezza che al Pd non avrebbe potuto dare il massimo del suo impegno, specie in un periodo pre-elettorale e molto delicato politicamente, che richiede lucidità e tanto tempo da dedicare al lavoro di continua a pag. 2

Supplemento a Paese&Paesi

Distribuzione gratuita

E’ arrivato il commissario! di Paolo Covella

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ioia Democratica ci aveva azzeccato. Se non la data, perlomeno i due eventi. In uno dei tanti cartelli esposti nell’ambito della Festa democratica di settembre, aveva pronosticato che a fine settembre, Berlusconi e Longo sarebbero andati a casa. Il primo però ci è andato a novembre mentre il secondo, qualche giorno prima, il 28 ottobre (anniversario della marcia su Roma…). A di là del dato politico, quello che si coglie è lo scenario profondamente modificato nei due palazzi del potere. Seguendo le TV, notiamo che a Roma, al posto delle quotidiane sfilate dei nani e delle ballerine, ora troviamo attempati professori, che si muovono con sobrietà e misura. Mentre a Gioia, si respira una atmosfera silenziosa ed ovattata, al posto del clima da caserma, da presepio e da mercato che aveva invaso Palazzo San Domenico per tre anni, con quel via vai di faccendieri, di festaioli e di sedicenti politici che animavano la chiassosa corte di Piero Longo. Abbiamo perciò risalito le scale del Municipio, (dopo l’incontro ufficiale con tutta la stampa loca-

le) per ascoltare la D.ssa Filomena Dabbicco, la “nuova” commissaria straordinaria. Una persona gentile, ma concreta e determinata, che insieme al Dott. Luciano Marzano (già commissario a Gioia 20 anni fa nella famosa terna post scioglimento per mafia) e alla D.ssa Rachele Grandolfo, arbitrerà le sorti del nostro Comune per i prossimi mesi. Inevitabili le prime domande sulla situazione finanziaria

Dimissioni E. Cuscito: Obiettivo Gioia: i comunicati del Pd parla A.M. Longo pag. 2

Interviste a C. De Leonardis

del comune: per mesi infatti, vuoi per l’enfasi della opposizione, vuoi per la cocciuta indisponibilità della Giunta nel riferire al Consiglio parole chiare sull’argomento, si era diffusa l’impressione che i conti del comune fossero davvero traballanti. Secondo il commissario invece, “la situazione economica e finanziaria continua a pag. 2

Borboni e Terroni pag. 6

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Teatro Rossini: Gli smemorati della intervista a Marvulli “Padania” pag. 3

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AGENTE GENERALE Antonello Bianco Agenzia Fondiaria-Sai - GIOIA DEL COLLE - Corso Garibaldi, 6 Tel. 0803431282 - 0803447075 - Fax. 0803441025

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Politica & Attualità

Dalla prima pagina

E’ arrivato il commissario non è così tragica “anche se non ha ancora portato a compimento tutte le “operazioni di studio e di approfondimento necessarie”. In ogni caso, sembra un bilancio complessivamente in equilibrio e senza “buchi preoccupanti”. Si lavorerà perciò all’insegna del risparmio, così come d’altra parte, è d’obbligo in tutti gli enti locali del Paese duramente provati dai tagli delle varie finanziarie governative. Attualmente ha deciso di affidare la “supplenza” dei compiti dirigenziali a persone “presenti in posizioni d’organico”, per poi indire un nuovo concorso pubblico. L’unico dirigente sarà l’ingegnere comunale, che verrà a scavalco da Acquaviva e che affronterà prioritariamente le problematiche più urgenti dei lavori pubblici, allo scopo di non perdere i finanziamenti già assegnati. Come dire, tutte le criticità legate alla urbanistica e ai lavori pubblici emerse in questi tre anni, saranno affrontate dal nuovo consiglio comunale che, se tutto va bene, si insedierà a maggio. Per quanto riguarda il personale, dopo aver rafforzato il concetto già espresso nella conferenza stampa di presentazione, durante la quale ha avuto parole di apprezzamento per i dipendenti, si augura che le stesse risultanze possano

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alla pressante “domanda” di loculi. La D.ssa Dabbicco ha affrontato anche il tema dell’ordine pubblico, confrontandosi sia con il locale comandante della Compagnia dei Carabinieri, che con quello della Polizia Municipale, allo scopo di creare le necessarie sinergie per poter meglio controllare la sicurezza nella nostra città, tema questo, che ultimamente sta tenendo in ansia la cittadinanza. (hanno collaborato: Andrea Luigi Mongelli e Dario Magistro)

arrivare anche dall’incontro programmato con la Commissione trattante (i sindacati). La patata bollente dei vari contenziosi, sarà invece esaminata con cura, dando la precedenza a quelli che possono risolversi con danni certi a carico del comune, mentre per la complicata faccenda della Spes, si dovrà procedere ad un accurato monitoraggio della gestione che presenta qualche punto da chiarire. Infatti, si sta attuando uno studio preciso che entro dicembre porterà a conclusioni definitive, specie sullo spinoso tema dei vantati crediti comunali. Altro punto caldo, lasciato in sospeso dalla precedente amministrazione, è quello legato al Cimitero, per il quale non si parla più di project financing, bensì di ampliamento: in pratica si sta per approvare l’operazione di “sopraelevazione “in modo tale da rispondere

COMUNICATO STAMPA 30/11/2011 Il Circolo del Partito Democratico di Gioia del Colle comunica che, a causa di sopraggiunti impegni di carattere professionale e familiare, il Segretario Prof. Enzo Cuscito, ritenendo di non poter assumere a tempo pieno la guida del partito in un momento così delicato, ha rimesso il mandato nella mani della Segreteria cittadina. Questa, al fine di garantire la prosecuzione del lavoro avviato per la costruzione del “Cantiere dell’alternativa”, ha rimesso le decisioni conseguenti nelle mani del Coordinamento, da convocare unitamente alla Federazione Provinciale del Partito. La Segreteria Cittadina del Pd

Dalla prima pagina

Grazie, Enzo! partito. Il Pd ha cercato di proporre più soluzioni: ma dopo vari tentativi ha preferito non insistere oltre. Per il Partito Democratico, prima dell’uomo politico viene la persona: e il rispetto delle scelte degli altri è fondamentale per continuare a volersi bene. Il suo discorso in Piazza Plebiscito a novembre se lo ricordano tutti: una sferzata alla pigrizia, alla indifferenza. Una carica di valori per il rinnovamento della politica, che, strano a dirsi, ad alcune orecchie suona sgradita. Ora il PD tenterà con più fatica di proseguire nella stessa strada che il Segretario ha iniziato a percorrere. E aspetta di averlo ancora presente nelle lotte che lo attendono. Prima o poi. La Redazione

Costituito l’Esecutivo del PD 5/12/2011 Il Coordinamento del Circolo PD di Gioia del Colle, riunito alla presenza del Segretario provinciale Avv. Vito Antonacci, dopo aver preso atto delle dimissioni di Enzo Cuscito dalla carica di segretario, e dopo averlo calorosamente ringraziato per la sua dedizione ed il suo impegno, ha deliberato alla unanimità, di costituire un comitato esecutivo che, in stretto raccordo con il Coordinamento e con l’Assemblea degli iscritti, proseguirà nella attività del partito sino alle elezioni per poi convocare il Congresso cittadino. L’esecutivo è composto da Gianni Valletta, designato qual coordinatore, da Piera De Giorgi, da Vito Ludovico, da Filippo Antonicelli, da Giorgio Donvito e da Paolo Covella.

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fase promozionale


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Politica & Attualità

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De Leonardis: La partecipazione diretta è il più potente fattore di aggregazione politica Dario Magistro

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ul momento politico gioiese e sugli sviluppi futuri, parla Claudio De Leonardis. Cos’è il “Polo dei Moderati”. Cosa significa? Il “grande Centro” con a capo Povia, o un movimento che vede la “Puglia prima di Tutto” come promotore cardine? “Adesso il rinnovamento”, era questo lo slogan che aveva sancito la nascita di questa nuova coalizione. Rinnovamento, soprattutto, nei metodi della politica, nei linguaggi del confronto, nei codici degli accordi. Per questo non avrebbe dovuto esserci un capo della coalizione bensì proposte e progetti che delineassero i confini dello stare insieme creando un giusto mix fra forza giovanile ed esperienza amministrativa in grado di discutere con il respiro lungo di chi vuole rilanciare il nostro paese non fuggendo dalle responsabilità ma senza accettare caricature. Molti punti del programma sembrano riprendere quello usato in passato dallo stesso Longo. Questo cosa significa? Le promesse sono sempre le stesse o , semplicemente, l’amministrazione Longo ha completamente disatteso le aspettative? Credo che i punti individuati in quella che noi stessi abbiamo definito bozza di programma, proprio perché aperta al contributo di quanti, forze politiche o singoli cittadini, vorranno contribuire con proposte o modifiche, rappresentino un insieme di problemi che riteniamo essere prioritari per la nostra comunità. Non si tratta di solite promesse, si tratta, invece, di impegni che vorremmo sottoscrivere con la città sulla base di una priorità di interventi concreti e che toccano il vivere quotidiano della nostra comunità. Forse l’errore della precedente Amministrazione è stato proprio quello di prediligere opere faraoniche, mai compiute, o ancora, produrre sforzi amministrativi nel risolvere problemi che non rivestono invece carattere di priorità per il nostro paese. Da figlio d’arte, quale futuro vedi per l’Ospedale Paradiso? Se prendiamo in considerazione la situazione di altri territori, come Bitonto, dove, a seguito della riduzione dell’offerta sanitaria, si era creata una situazione identica se non peggiore a quella di Gioia, possiamo renderci conto come lo smembramento di interi reparti o la chiusura di ospedali non necessariamente coincide con una diminuzione dei servizi sanitari offerti alla popolazione, proprio perché, attivando tutta una serie di interventi, si è colmato quell’offerta sanitaria che è stata ridotta a seguito dei tagli. Per questo saremo vicini a tutte quelle

iniziative che vanno nella direzione sopra descritta da parte di quei movimenti spontanei che sorgono non solo per la difesa del nostro ospedale ma dell’intera sanità gioiese. A Gioia, ultimamente , si parla molto di rinnovamento: tralasciando i progetti per i giovani , questo “Polo dei Moderati” auspica di avere al suo interno altri giovani oltre te? L’augurio e l’auspicio spero non riguardi solo il “Polo dei Moderati” ma coinvolga anche ogni altra coalizione oltre ai singoli partiti. Mi piacerebbe che la prossima campagna elettorale disegnasse orizzonti nuovi ed inediti, dove centrale sia il primato dei volti e non dei voti, dove il codice delle alleanze venisse sancito dalle idee e dai programmi e non dai numeri e dai quozienti e dove si provi a ragionare su una idea di città e di sviluppo senza la foga del dover vincere a tut-

ti i costi per non commettere l’errore di creare una coalizione elettorale ma non di governo e per non ridurre la politica a supermercato elettorale creando uno scenario dove lo spazio per i giovani rischia di ridursi sempre più. “Procedere infine all’individuazione del candidato sindaco attraverso le forme più democratiche possibili”. Con questa frase, nel caso di candidato non condiviso, è sbagliato intendere che siete disposti ad adottare lo “strumento” delle primarie? Se si, visto che quest’ultimo rappresenta uno dei punti cardine del Pd, ti sembra possibile un’alleanza con una coalizione di centro - sinistra? Le vicende della sinistra pugliese hanno raccontato che l’appello alla partecipazione diretta e’ il più potente fattore di aggregazione politica, molto più efficace, rapido e trasparente di mille estenuanti vertici nelle segrete stanze. La chiusura ormai atavica del-

la politica che tiene in ostaggio l’idea di rinnovamento non prevede repliche perché si fonda su un modello che relega il popolo ad un ruolo passivo ed inerte di spettatore. Conseguenza di tutto questo e’ la tendenza a considerare la partecipazione popolare come un impaccio: perché impedisce alle strategie dei vertici politici di dispiegarsi per intero e ne mette pertanto a rischio la riuscita, inceppandone il funzionamento e svelandone la truffa su cui si fondano. Ora, però, quell’idea di rinnovamento auspicata da più parti deve tradursi in logiche conseguenze per trasformarsi in un percorso di alternative che possano contrastare le culture della conservazione. Per questo occorre lanciare un offensiva del dialogo programmatico ed una gara delle idee, per non ridurre la politica a rissa e degenerazione polemica, per non commettere errori già fatti e per sfidare quel senso di chiusura presente in tutti i sistemi di potere che si incrosta alla politica quando è secca di valori ed arida di passioni. Chi condividerà questo percorso troverà in noi un alleato sincero ed affidabile e non un avversario politico. Per fare ciò, però, ci vuole la volontà di molti e non di pochi.

Obiettivo Gioia

“Se ci sarà richiesto dai cittadini scenderemo in campo” Giovanna Magistro

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Gioia c’è un’Associazione che in meno di un anno, ha all’attivo un meeting con tutte le associazioni gioiesi (Giugno 2011) e un evento dedicato al tema del bene individuale (di pochi) contro il bene comune (di tutti). Sotto il periodo natalizio vi saranno altre iniziative cittadine. Il collegamento con una possibile scesa in campo nella politica locale lo abbiamo approfondito incontrando Anna Maria Longo, la Presidente. Obiettivo Gioia nasce dall’idea che per incidere nei cambiamenti della propria collettività, i cittadini devono agire direttamente e non aspettare che siano gli altri a farlo, soprattutto quando quello che c’è intorno non funziona a dovere. Interessarsi del bene comune, vuol dire anche interessarsi alla vita sociale e per forza di cose alla vita politica, dove vengono prese le decisioni che contano e che incidono sul destino di tutti. Ma da qui a farne parte, il passo non è breve, soprattutto se si crede che per sedere anche solo ai banchi consiliari bisogna essere preparati, altrimenti si commettono quei danni cui i cittadini di Gioia hanno assistito in questi ultimi anni. Il malcontento è diffuso, anche se Gioia manifesta poco la propria indignazione, forse perché convinta che il cambiamento non esista. “ Ma io non la vedo così – afferma la Presidente Longo - perché se anche due tre persone ci seguono vuol dire che abbiamo sottratto alle solite logiche della politica due tre cittadini che domani saranno molti di più”. I partiti locali hanno chiesto a Obiettivo

Gioia di coalizzarsi per le prossime elezioni. Lo ha fatto anche il Centro dei moderati, che vedrebbe dentro di sé la naturale collocazione dell’Associazione. “Non saremo in questo Centro ibrido che vedo formarsi a Gioia in questo periodo – precisa la Longo - dei tanti partiti ma con le solite facce e con nessuna alternativa”, e tiene a precisare che nella vicina campagna elettorale Obiettivo Gioia non si candiderà. Un altro tentativo è stato fatto dalla neo Italia Futura perché all’interno di Obiettivo Gioia c’era chi avvertiva una curiosità per il movimento nazionale di Montezemolo, ma non c’è stato un buon esito, quando si è capito che la sede di Italia Futura gioiese (guidata da S.Povia e F.Donvito!) ha ben presto preso un cammino tutto politico tradendo di fatto l’idea di creare un movimento di talenti, di esperienze positive per la città. “Voglio i contenuti, i programmi e non voglio valutare le persone come ho fatto magari in altre occasioni. Anche perché chi si presenta come nuovo, non contiene in verità alcun cambiamento. Per quanto io riconosca l’esperienza di chi ha operato riconosco anche che da un certo momento in poi ha operato male, e quindi non capisco perché i cittadini debbano ridare fiducia in chi ha commesso molti errori ”. A.M. Longo si dichiara da sempre vicina al centrosinistra e precisamente al Partito Democratico nel quale riconosce, finalmente aggiunge, un’aria di cambiamento sia nelle persone che nelle intenzioni. “Mi auguro che si vada fino in fondo e che con un colpo solo si spazzino via un po’ di persone che saltano di qua e di là, perché il cambiamento non può essere di sole parole ”.


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Un dibattito tra ex

Dongiovanni: “Io traditore? E’ l’amministrazione Longo che è venuta sgretolandosi nei fatti” Giovanna Magistro

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espinge le accuse di chi lo vuole tra i traditori di Piero Longo e non risponde alle offese con la stessa moneta. L’Avv. Leonardo Dongiovanni, nella seconda puntata di Agorà, così risponde alla domanda principale e conferma di essere stato un consigliere che non “ha demandato il cervello” a nessuno e che ai numeri della maggioranza ha preferito l’autonomia delle scelte. Ribatte Giovanni Mastrangelo, difensore sino all’ultimo dell’ex sindaco, che vive il confronto con una certa emozione, sciorinando però, argomenti cruciali: il cimitero, il passaggio a livello, il programma elettorale. Mastrangelo ritiene un errore l’aver imperniato la maggioranza, troppo spesso su unodue elementi trainanti. Secondo il suo parere, quando si fa parte di una coalizione vincente, si vota sempre a favore dei provvedimenti per rispettare i punti programmatici e non si cambia rotta, costi quel che costi. Dongiovanni invece è dell’opinione contraria: si argomentano e si approfondiscono gli

atti nella forma e nella sostanza, esprimendo ciascuno la propria decisione anche se contraria, costi quel che costi. Anche se il costo più alto è quello di rompere gli equilibri, come poi è accaduto. Dongiovanni da un anno circa (è entrato in CC al posto di F. Donvito) ha lamentato la mancanza di comunicazione interna con il Sindaco, sempre affiancato dalle “solite due tre figure – le soubrette - nelle vetrine di feste e festini”, la non condivisione di un progetto largamente condiviso e la rottura su alcune questioni importanti come la chiusura del passaggio a livello di via Dante. La questione è abbastanza delicata, come ormai è noto a tutti i cittadini, in quanto la convenzione firmata tra il Comune ed RFI (ai tempi della Giunta Mastrovito) è oggetto di un aspro contenzioso. Per cui o il Comune risarcisce o cerca un nuovo dialogo con le Ferrovie. Se il contenzioso dovesse finire male per il Comune le somme ricadrebbero “sui cittadini e

Ragazzi, fatevi avanti! Giorgio Gasparre

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unedì 21 ultimo scorso è stato un giorno o meglio una sera molto particolare: ho raccolto con attenzione lo sfogo di un giovane militante PD e la trasmissione di Gad Lerner sulla rivoluzione in Egitto. Ora, cosa può esserci di particolare in una serata simile? Due cose accomunano gli eventi e rendono, per me, particolare quella sera: i giovani e il desiderio dei giovani. E’ una cosa che mi entusiasma. Ascoltare e vedere dei giovani che spingono al massimo la voglia di “dire la propria” e di ricavarsi un posto “intelligente” nella storia del proprio Paese è una cosa bellissima. Questi ragazzi che si ritrovano nelle piazze virtuali dove dialogano e poi si vedono nella piazza Tahrir (della libertà) hanno grandi potenzialità. Riescono a contaminare il presente collettivo nell’attimo in cui l’hanno pensato. Sono capaci di pensare il futuro senza trascurare il passato. Hanno un solo timore: l’ossessiva e pressante presenza di noi vecchi. Noi vecchi che “sappiamo come va il mondo”. Noi vecchi che avendo assimilato schemi mentali non ci sforziamo di confrontarli con i loro. Noi vecchi abituati a concepire la politica o come affare o come “gioco” o come luogo di sfogo presenzialista. Loro, i giovani, si fanno gruppo e si muovono. E muovono gli altri, le idee, il presente verso il futuro nella fatica del muro dei vecchi. Un muro che deve smettere di farsi ostacolo trasformandosi in sostegno muto, osservante, pronto a moltiplicare lo sforzo per reggere le difficoltà e i pesi che potrebbero, i nostri ragazzi, non sopportare. E allora è giunto, anche da noi, il tempo di sgomberare il campo dalla nostra presenza. A te giovane del PD mi permetto di dire ( sono sempre un insegnante, perdio! Non dimenticarlo): prenditi il tuo tempo, la tua parte di storia, il tuo futuro. Se lo farai insieme ad altri, farai prima e meglio. Sappi che quando lo farai anzi lo farete, io e molti altri come me saranno lì a farvi da muro di sostegno. La prima mossa tocca a voi. Avanti con coraggio e intelligenza: non vi mancano.

non certamente sugli amministratori”, sottolinea Mastrangelo. Mentre i due avvisi pubblici (per l’area mercatale e la rete illuminante) pare siano stati revocati a causa del suolo non comunale per il primo progetto e la mancanza di requisiti per il secondo. Insomma pecche tecniche, come la famosa rotatoria in via G. Di Vittorio valutato come altro errore progettuale. Ma i tecnici che lavorano negli uffici comunali chi li valuta? Certamente non i cittadini. L’amministrazione Longo è venuta sgretolandosi nei fatti, tiene a sottolineare Dongiovanni, e se poi si preferisce accusare tre consiglieri (tutti professionisti di alto livello, precisa l’Avv.) come venduti alle logiche di palazzo dei poteri forti e delle lobby politiche,

è un falso demagogico. Ma in politica “ogni consigliere è portatore di piccoli o grandi interessi“ e spesso questi interessi cozzano con gli interessi di tutti i cittadini, denuncia Mastrangelo. Ci auguriamo che a prevalere sia sempre la passione politica e gli interessi dei cittadini, non solo di piccolegrandi categorie. Ma l’amministrazione Longo prima di andare a casa ha come ultimo atto bocciato la delibera che voleva privatizzare il cimitero (alla fine hanno votato tutti i consiglieri a favore tranne Povia, da sempre favorevole al project financing). Mastrangelo a chiusura del suo intervento, lancia una proposta ai partiti: elaborare 5-6 punti programmatici che valgano per tutte le coalizioni che si candideranno alle prossime elezioni così da garantire (almeno nelle promesse) le risposte alle criticità essenziali di questo Comune.

Ermando Ottani Socialismo e antifascismo a Gioia del Colle - Nicola Capozzi Suma Editore, Sammichele di Bari 2011 - € 15,00 A Gioia del Colle, librerie ed edicole: Minerva, Arcadia, Aretusa, Librelulla, Agorà, Pegaso, Curione, Carmen, Dafne, Eureka, Il Giocattolaio Le lotte del movimento bracciantile, l’antifascismo, le delusioni e le speranze della Puglia nelle contraddizioni del Novecento: le vicende biografiche di Vito Nicola Capozzi (1889-1976), antifascista gioiese e personalità di rilievo del socialismo pugliese, ci consentono di riflettere su alcuni passaggi nodali che emergono dall’intreccio che lega la storia locale agli avvenimenti della “grande storia”. Alle nuove generazioni si può dire che Capozzi ha saputo interpretare e dare voce alle esigenze di un’Italia povera e dimenticata ed ha combattuto la sua lotta contro il fascismo e per la giustizia sociale, pagandone di persona le conseguenze più dolorose. In un momento storico in cui chi alza la voce sembra farlo solo per perseguire interessi personali, la figura di Nicola Capozzi ci ricorda che sono gli ideali di giustizia e solidarietà sociale a dare senso e significato alla storia di una comunità. La presentazione del libro avverrà venerdì 20 gennaio 2012 nel chiostro del Comune di Gioia del Colle.


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Attualità

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Teatro Rossini: quale futuro? programmata noi, e per rifarmi ad una metafora calcistica: si giocherà entre il Direttore Tecni- la partita (la Stagione) senza gli alleco Organizzativo uscente, natori (direttori) ma sulla base dello Giancarlo Castellano, non schema di gioco (progetto) presentato vuole parlare del Teatro chiudendo dagli stessi allenatori uscenti! Mi sarei il discorso con un “Il Teatro è un ca- aspettato una convocazione da parte pitolo archiviato della mia vita”, il della Commissaria, visto e consideDirettore Artistico uscente, Prof.Vito rato il lavoro svolto, potrei dire, quaMarvulli, si confessa: si a titolo di volontariato: ho ricevuto Cosa ne pensa dell’attuale situazio- rimborsi spese. Noi direttori avevamo ne politica locale? presentato all’ex sindaco un progetto “Il passaggio dei tre consiglieri dis- in linea con la volontà del comune, sidenti, che hanno consegnato Longo di risparmiare: con una riduzione dei alla minoranza, va compreso con due costi di gestione rispetto all’anno prediverse chiavi di lettura: da una par- cedente pari al 32%, lasciando inaltete l’autoritarismo e l’accentramento rato il costo dei biglietti e dell’abbodella politica di Longo namento, un progetto e dall’altra la frantuche aveva ricevuto Diritto mazione della politica apprezzamenti dallo e dei partiti più in geall’informazione e stesso ex sindaco”. nerale. Non parlerei di Nel comizio del 13 tradimento, che è un’e- dovere di replica… Novembre, l’ex sinsperienza più morale daco ha parlato del che politica. Parlerei Il numero scorso di Gioia De- successo di pubblipiuttosto di nomadi- mocratica conteneva a pag. 3 co del Teatro negli smo politico! Ne sono un’inchiesta, da me condotta, anni della sua cariesempi i movimenti sulle mense scolastiche di ca. Può confermarci ultimi di Sergio Povia Gioia, nella quale riportavo questi dati? al 3° Polo, la posizione le opinioni espresse dalle fa- “Abbiamo fatto un politica di Claudio De miglie che usufruiscono del raffronto tra la geLeonardis all’interno servizio mensa. stione privata e queldel consiglio comu- Ma il Segretario Generale, la del nostro triennio nale opposta a quella nonché Dirigente del III Set- e per la precisione occupata in consiglio tore incaricato dall’ammini- abbiamo confrontato provinciale. E che dire strazione precedente, Dott. i dati della stagione di Vito Ludovico? Da Giuseppe Dioguardi, non 2007/2008 con la mecandidato sindaco qua- ha gradito l’articolo e mi ha dia del triennio ed il le era, non ha eserci- convocata a colloquio per ri- risultato è stato: tato la funzione di le- marcare il suo disappunto nei Stagione 2007/2008 ader dell’opposizione riguardi delle critiche delle 80 abbonamenti e che invece gli sarebbe famiglie che, a suo dire: “di- 2000 spettatori cono quello che vogliono”. Triennio 2008/2011 spettata di diritto”. Ha già avuto modo di Nulla mi avrebbe fatto più 315 abbonamenti e incontrare la Com- piacere che riportare ai let- 4800 spettatori”. missaria? E se si, l’è tori l’opinione del dirigente. Professore non crestato confermato l’in- Ma il Dott. Dioguardi mi de che sarebbe più carico di Direttore ha espresso la volontà di non corretto specificavoler rilasciare alcuna inter- re intanto che la Artistico? “L’incontro è stato vista e che non aveva null’al- prima stagione a chiesto da Giancarlo tro da dichiararmi oltre il suo gestione diretta da (Castellano, ndr) ma dissenso! Pur rispettando il parte del Comune non sono stato ancora suo modo di pensare, resta è stata quella del ricevuto. Nel frattem- in me la convinzione di aver 2007/2008, fortepo ho ricevuto la co- ben rappresentato il disagio mente voluta dal municazione ufficiale delle famiglie, sulla organiz- Prof.Vito Mastrodal Comune che il mio zazione del servizio mensa. vito (predecessore E anche quella secondo cui di Piero Longo nelincarico è sospeso”. Vuol dire che è più che giusto che un alto la carica di sindaquest’anno il Teatro funzionario del comune, si co) e poi sostenuta degni di replicare per chiarire dal resterà chiuso? Commissario “Mi risulta che il Tea- come stanno le cose in ordine Palumbo e non la tro seguirà la Stagione ad uno dei più delicati servizi stagione 2008/2009 così come l’abbiamo della città. (t.g.) come sostenete da

Teresa Genco

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ormai tre anni…e che se si vuole confrontare due diversi tipi di gestione del Teatro, sarebbe più corretto confrontare le medie dei dati numerici delle due gestioni (quella Povia-Mastrovito rispetto a quella Longo)? I numeri sarebbero ben altri! E a tal proposito Le ricordo che il Suo raffronto, peraltro matemati-

camente non corretto, non ha tenuto conto che nella stagione 2007/2008 gli abbonamenti erano molti di più di 80 (80 abbonamenti erano quelli da 11 spettacoli, 33 erano da 5 spettacoli, a questi vanno poi aggiunti gli abbonamenti alla musica delle associazioni locali) così come il numero degli spettatori da Lei fornito non tiene conto degli spettacoli dei Teatri per Diletto ed i Concerti a serata secca che il Teatro ha avuto il pregio di ospitare. GarantendoLe che mi farò portavoce della Sua richiesta di un incontro pubblico dove possa spiegare quello che è stato il Suo lavoro di Direttore Artistico del nostro Teatro, mi tolga una curiosità: a prescindere dal risultato delle prossime elezioni locali, si autocandiderebbe nuovamente al ruolo di Direttore del Teatro? “No, non mi autocandiderei ma sicuramente mi metterò a disposizione di chiunque abbia bisogno di me rispetto al lavoro che ho svolto in questi ultimi tre anni”.

Borboni e terroni

Presentato a Bari il nuovo libro di Pino Aprile Peppino Vasco

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ualche sera fa, nel rinato Teatro Petruzzelli, ha avuto luogo una iniziativa sulla ennesima fatica editoriale del nostro concittadino giornalista e scrittore Pino D’Aprile, dal titolo: “Giù al Foto F. Vasco Sud”. Previsto inizialmente nel foyer del teatro, l’incontro è stato poi spostato nella più vasta platea, dato l’enorme pubblico presente. In molti si chiedevano il perché di questa rinnovata attenzione verso i temi della storia nazionale letti in chiave “borbonica” dal nostro scrittore. E l’opinione più diffusa era che il Sud è stato ed è ancora una risorsa per la crescita del Paese. Il sottotitolo del libro infatti è: “perchè i TERRONI salveranno l’Italia”. E’ un libro di 470 pagine e per ora è impossibile darne un giudizio complessivo. Ma non è difficile immaginare le analogie con l’altro libro di D’Aprile, Terroni, in cui di smitizza il ruolo dei piemontesi nella unificazione dell’Italia e si polemizza duramente con la vulgata leghista contro il Sud del Paese. L’autore trova così terreno fertile anche in coloro i quali non accettano l’idea che la casa Borbone sia stato un modello di modernità: ed infatti centinaia sono le richieste di presentazione del libro e gli incontri già programmati. Raffaele Nigro e Michele Emiliano, naturalmente da par loro, ponevano domande molto stuzzicanti. Alle quali D’Aprile rispondeva non senza rievocare la sua appartenenza gioiese. Non è infine mancato il colpo di teatro: l’orchestra ha eseguito alcune canzoni napoletane e poi l’Inno borbonico. Con la raccomandazione, da parte di Emiliano, di non alzarsi in piedi, durante l’esecuzione perché quello si fa per il nostro inno nazionale. Che è e rimane l’elemento identitario della nostra storia e del nostro futuro.

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Storia & Cultura

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Gli smemorati della “Padania” Sergio D’Onghia

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struttura urbana di Gioia non sarebbe la stessa senza le case e i palazzotti costruiti, ad inizio secolo, con i dollari degli “americani”. Quanto fosse imponente questo flusso di capitali che rientrava in Italia - una vera rarità per le nostre immobili finanze –, non sfuggì all’attenzione degli economisti

n questi giorni in cui monta la polemica della Lega sul diritto di cittadinanza, per i figli degli immigrati nati nel nostro paese, non ci pare fuori luogo ricordare, seppur brevemente in questa nostra rubrica, il contributo che gli emigranti meridionali diedero alla nostra nazione, nei primi decenni del’900. Non è ancora quantificabile con certezza, nonostante la miriade di studi e ricerche pubblicate sul periodo, quanto il loro sacrificio abbia accelerato lo sviluppo economico dei nostri Gli emigranti nel dopoguerra paesi. Grazie alle loro “rimesse” monetarie, gli dell’epoca. Nel 1912, in un quaderno endemici capitali di cui disponeva il della rivista «La Voce», interamente nostro Mezzogiorno furono corrobodedicato alla Questione meridionale, rati di nuova linfa che, in alcuni casi, Luigi Einaudi poteva affermare che portò alla formazione di una piccola «il popolo del Mezzogiorno si redime e media borghesia commerciale o dalla servitù della miseria e dell’ignoalla nascita, nelle campagne, di una ranza. Ma non per opera del governo, piccola proprietà agraria. La stessa delle leggi fabbricate dai parlamentari

Michele racconta... il futuro Antonella Campagna

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l cinema italiano, quello buono, quello purtroppo spesso in ombra, parla gioiese. E’ di Michele Fasano, infatti, la sceneggiatura, la regia e la produzione del film “In me non c’è che futuro…”. Un documentario in due parti: la prima dal titolo “Alle origini di un modello” la seconda “Il modello comunitario concreto”. Si tratta di un attento ritratto di Adriano Olivetti, fondatore dell’omonima azienda che sotto la sua guida giunse ad essere la più grande impresa italiana con un enorme successo commerciale internazionale. Il regista, dopo un lungo lavoro di ricerca, offre una ricostruzione potente e completa di tutto il cosiddetto “modello Olivetti”. Dal film esce l’ immagine di un Adriano Olivetti come quella di un imprenditore illuminato che non considerava le organizzazioni strutture gerarchiche e gli operai semplici manodopera, ma persone a cui garantire formazione permanente e veri e propri servizi di sostegno come asili nido o colonie estive per i figli degli operai e una particolare attenzione

per i lavoratori ammalati. Le vicende dell’azienda si inseriscono nel quadro storico dell’epoca viene rievocato il periodo fascista con l’arresto e l’esilio di Olivetti. Il film, che sarà inserito in un percorso televisivo, è già disponibile in due DVD allegati ad un libro omonimo. Fa piacere constatare il grande successo di critica che ha ottenuto l’ultimo lavoro di un nostro conterraneo e leggere il plauso della lady di ferro della Cgil Susanna Camusso, anche perché , come lei stessa ha chiarito, Olivetti ribaltava i rapporti nella coppia padrone-servo che fino ad allora (e nella maggioranza dei casi ancora oggi, ndr) erano incentrati nell’esclusività dell’obbedienza unilaterale come prerequisito per raggiungere gli obiettivi. Il documentario sarà proiettato, dopo la prima nazionale tenutasi ad Ivrea ed altre date che hanno interessato tutta Italia, anche nell’ambito del Biografilm Festival che si terrà a Bologna nel giugno del prossimo anno. Resta la speranza che si crei l’occasione per l’organizzazione di una proiezione anche nel paese natio del regista.

o per virtù fattiva delle classi dirigenti. Si redime e s’innalza per virtù propria. […] Una grandiosa rivoluzione accade invero nel Mezzogiorno ad opera della emigrazione verso la Tunisia, l’Argentina, sovratutto verso gli Stati Uniti: rivoluzione economica, sociale, politica ed intellettuale». Molti degli “agnomi” delle famiglie del nostro paese conservano, a distanza di un secolo, il ricordo dell’avventura transoceanica di quei nostri giovani contadini. Sarebbe davvero interessante compilarne un’anagrafe; quantificare quanti di loro abbiano fatto ritorno a Gioia e quanti siano rimasti ad inseguire il “sogno americano”. Non saremmo troppo lontani dal vero se ipotizzassimo cifre a tre zeri, prendendo in considerazione solo i primi vent’anni del novecento, pensando ai gioiesi partiti per il mondo. Durante la Seconda guerra mondiale, poi, migliaia e migliaia di soldati italo-americani - emigranti di seconda generazione o bambini partiti in tenera età - non mancheranno di restituire il loro sangue a

quella patria lontana di cui conoscevano, nel migliore dei casi, solo il dialetto e qualche malinconica canzone, con l’orgoglio e le mostrine di quella che era ormai diventata la loro “nuova” nazione. Rendevano all’Italia quella libertà che i loro padri avevano perduta su «quell’Atlantico cattivo», nero e profondo come un addio. Mi hanno raccontato di un giovane aviere di Brooklyn venuto a Gioia, nel ’45, per conoscere nonni e zii, e di un marines di “minz ‘o larie” sopravvissuto all’eroico, quanto drammatico, sbarco in Normandia. Combattevano per donarci quella democrazia che permette oggi, ai nostri ringhiosi connazionali leghisti, di negare quel diritto alla nazionalità, che i nostri emigranti si videro riconosciuto per il solo fatto di essere uomini. Conosco anche l’aneddoto di una bambina gioiese che fece la sua prima comunione con un vestitino bianco ricavato dalla tela di un paracadute alleato, dono generoso di un soldatino americano, per metà italiano e per metà polacco, di nome Edoardo… Ma questa è un’altra storia…

Giovani idee... fanno il vero progresso Angela Tamborrino

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inalmente, a breve vedrà la luce il progetto di Laboratori Urbani che interesserà i paesi di Gioia e Turi. Questo piano, lanciato dalla Regione Puglia nell’ambito di Bollenti Spiriti, si propone di rivalutare gli spazi dismessi del nostro territorio regionale con iniziative culturali, attività sociali e servizi per il lavoro e la formazione, fornendo tecnologie e mezzi. Concepito durante la Giunta Mastrovito da un gruppo nutrito di realtà locali come il Circolo del Cinema Band à Part, il Teatro del Vago e il WWF, il progetto è stato sposato e portato avanti dall’allora assessore alle Politiche Giovanili Romeo Donvito. In linea con l’obiettivo del bando, è stato individuato come luogo ideale l’ultimo piano dell’edificio comunale degli uffici di Servizi Sociali che, grazie ad un investimento da parte della Regione di 250.000 Euro, è stato attrezzato per realizzare un laboratorio audio-video, una sala prove e registrazione audio, una sala teatrale fornita di proiettore e una sala lettura-conferenze. Il patrocinio dell’iniziativa è stato affidato al Teatro Kismet per la durata di cinque anni (soprattutto perché non ci sono stati altri pretendenti), ma la gestione vedrà partecipi le molte realtà associative locali presenti sul nostro territorio, ognuna con un suo progetto. Seppur con una lunga gestazione, questa realtà si sta concretizzando, rendendo reali quelle che (a parole) sono state le molte promesse elettorali (vedasi la disponibilità dell’ ex sindaco di ospitare nella sua torretta di controllo le associazioni gioiesi) dei soliti politicanti di queste parti. Adesso sta alla città e all’iniziativa dell’associazionismo locale non lasciare sprecata questa opportunità. La partnership del Teatro Kismet è una guida importante, ma non bisogna dimenticare che questo è un servizio per il paese ed è il paese che ne deve sfruttare al meglio le potenzialità.

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Attualità

Dicembre 2011

Interessante iniziativa alla scuola media “Enrico Carano”

Del ‘vedere’ la legalità Piera De Giorgi ‘Il mondo è quel disastro che vedete, non tanto per i guai combinati dai malfattori, ma per l’inerzia dei giusti che se ne accorgono e stanno lì a guardare’. Sarà per il ricordo di questa grande affermazione di Einstein che i responsabili del progetto PON sulla ‘Legalità nel mondo del lavoro ’ della scuola Media Statale ‘Carano’ e l’Associazione Libera, presidio di Gioia del Colle, hanno organizzato un percorso

rativo di sicurezza, l’I.N.A.I.L ed anche le regole del lavoro in un’industria. E’ stato realizzato un bel giornale presentato al termine del Progetto ai genitori, alle Forze dell’Ordine, alla comunità tutta, nel quale sono stati riportati gli articoli creati dagli studenti nei momenti formativi previsti dal percorso. Un numero nel quale si ripercorrono, attraverso le parole dei ragazzi, i mo-

I ragazzi della Carano in una villa confiscata al camorrista Setola a Casal di Principe. di ricerca-azione, ovvero conoscenza attraverso l’esperienza sul campo, di tematiche relative al concetto di legalità, al ruolo delle forze dell’ordine, al concetto di trasgressione. Gli studenti hanno familiarizzato con la Carta Costituzionale, il Codice Penale, hanno incontrato le rappresentanze sindacali, hanno scoperto il piano ope-

menti fondamentali di una educazione alla legalità e al rispetto delle regole. Che passa attraverso gli incontri sia con chi sa ‘organizzare il coraggio’ ovvero Pino Masciari, un testimone di giustizia scomodo, che con Domenico Centrone, il Console Onorario di Polonia, il quale ha portato alla luce quel fenomeno sottaciuto del capora-

lato costato la vita a diverse decine di operai polacchi giunti in Italia illusi da false promesse e ritrovatisi ridotti in schiavitù. Era presenta anche il

giornalista Alessandro Leogrande, il cui romanzo ‘Uomini e caporali’ ha messo in evidenza come il lavoro nei campi costituisce un ponte tra un passato e presente simili per forme di sfruttamento che si tende ad occultare ma che continuano a macchiare di sangue la Puglia. Gli studenti della ‘Carano’ hanno presentato con orgoglio il loro incontro con gli studenti di Ortanova (paese in provincia di Foggia abitato soprattutto da immigrati) i quali hanno illustrato i dati di una loro ricerca sul caporalato, di cui hanno scoperto la gravità grazie ai contatti con la scuola gioiese.

Il giornale rivela una tensione verso una formazione rivolta alla conoscenza della Carta Costituzionale in quella parte delle norme che regolano il rapporto dell’uomo con il proprio lavoro e che impediscono al datore di lavoro di limitare il lavoro dei dipendenti realizzata in particolar modo nell’incontro con il procuratore capo di Potenza, Giovanni Colangelo, il quale ha ribadito che la conoscenza dei propri diritti fondamentali consente di prevenire condizioni di sfruttamento e soprattutto conferisce lo status di cittadini e non di sudditi. L’analisi globale del risultato dell’intervento formativo ci è sembrata estremamente interessante perché ha confermato l’importanza del vedere, conoscere, incontrare e ha fatto in modo che i giovanissimi abbiano elaborato la propria idea di legalità come dialogo, libertà, sviluppo economico e con sicurezza, da piccoli adulti, la abbiano presentata attraverso le multiformi esperienze vissute grazie alla guida della comunità scolastica ed il tutor esterno Nicola Romanelli di LiberaGioia. Ci piace chiudere proprio con le parole appassionate di quest’ultimo che ci riempiono di speranza e fiducia ‘solo essendo e diventando uomini e donne che sulla propria pelle, con la propria vita testimoniano il principio della legalità si può costruire un mondo più giusto in cui il rispetto delle regole sia la garanzia dei diritti di tutti’.

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gioiademocratica dicembre 2011