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gioiademocratica

Aprile 2013

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gioia gioiademo democratica cratica gioiademocratica Anno II n. 8 - Aprile 2013

Distribuzione gratuita

Mensile del Circolo Cittadino Pd Gioia del Colle

Occorre un Pd d’alta sartoria di Andrea Luigi Mongelli

Dopo la sciagurata avventura vissuta dal Pd, dalle politiche alla riconferma di Giorgio Napolitano a Presidente della Repubblica, il nostro partito è obbligato, da subito, a scrollarsi di dosso quel marchio prêt-à-porter che non gli appartiene. Allora che fare? Semplice: bisogna ritornare a rispolverare le ideologie, quindi avere come punto di riferimento la disciplina di partito. Punti fermi che difficilmente possiamo trovare nel DNA dei partiti padronali (Pdl e Movimento 5 Stelle), ma che deve essere linfa vitale per un partito che da un po’ di tempo risente (lo si è visto anche da noi), del comportamento dei singoli. Questi ultimi sempre pronti a scaricare sugli altri, e con un certo livore, le proprie responsabilità. Atteggiamento, quindi, che ci induce ad inseguire il passaggio da partito “prêt-à-porter” a partito “d’alta sartoria”. Ed in questo caso chi deve essere il gran maestro? In un primo momento, per averlo votato, ho creduto che l’uomo giusto fosse Bersani, però così non è stato e non per sua negligenza. Infatti, in questo caso a farne le spese, oltre al Pd, è stato soprattutto lui, certamente non il Re del partito, bensì il segretario scelto dalla base. Segretario che pur essendo stato bravo a favorire il rinnovamento, è stato poco attento ad arginare il lavoro sotterraneo dei vassalli e dei valvassori, “Un terribile guaio per il Pd - scriveva domenica scorsa Scalfari - che i democratici sono obbligati a risolvere”, perché se pagina 2

Buon compleanno! Le domande di una militante

Mi piacerebbe sapere: di Lucia Laterza Perché per più di un mese Bersani ha inseguito i “grillini” per la formazione di un nuovo Governo respingendo con decisione la possibilità delle “larghe intese” o di “Governissimo” , ecc. ecc. con il Pdl (leggi Berlusconi) e poi d’incanto proporre l’intesa con lo stesso per l’elezione di Franco Marini al Quirinale (attenzione le mie perplessità sono sul metodo non sulla persona)? Perché (e a chi) non andava bene l’elezione di Stefano Rodotà, persona di sicura fede democratica, di limpida onestà e profondo conoscitore della Costituzione? L’esperienza mortificante di questi giorni servirà ai dirigenti (o sarebbe forse più corretto chiamarli maggiorenti) di questo partito per RINNOVARE mentalità e metodo e capire che “intercettare le istanze provenienti dalla base” non è vuota retorica, ma è l’esigenza di ciascun cittadino il cui ascolto è stata,

ci piaccia o no, la carta vincente del M5S ? Si può pensare che le persone abbiano esigenze, ma anche proposte, che vanno ascoltate, elaborate, sintetizzate in un PROGRAMMA approvato a maggioranza da presentare alle altre forze politiche e su quelle fondare delle ALLEANZE trasparenti che non abbiano il sapore di “inciucio” e che ci evitino i percorsi a slalom tra sinistra e destra in cerca di alleati, così come è successo anche nelle vicende cittadine per la scelta del candidato SINDACO delle ultime elezioni amministrative?

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Attualità

Aprile 2013

Il Pd ritrovi la sua missione originaria di Gianni Valletta

Quanto accaduto in questi giorni ha completamente disorientato e amareggiato i militanti, gli elettori e i simpatizzanti del Pd e del Centrosinistra. Un autentico cupio dissolvi si è materializzato in diretta durante le elezioni del nuovo Presidente della Repubblica. Il sogno di un nuovo corso al governo si è trasformato in un atroce incubo. Il segretario Bersani, legittimato dal voto di oltre 3 milioni di persone alle primarie, si è dimesso a causa dei veti incrociati e delle diatribe interne. Ora tutti ci chiediamo: che fare? Dove andare? C’è ancora spazio per il Pd? Questi alcuni degli interrogativi a cui non si riesce a dare o ad avere immediata risposta. Eppure, proprio adesso, non bisogna lasciarsi prendere dallo sconforto, cedere al

senso di smarrimento e abbandonare tutto. Proprio adesso, che forse si è toccato davvero il fondo, occorre provare ancora una volta (forse l’ultima) a rilanciare il progetto del Pd, tornare a quell’impostazione originaria di sintesi vera, e non di potere, tra le anime riformiste e progressiste di questo Paese. Per avviare la ricostruzione e il rilancio, la prima fondamentale componente è quella ineluttabile del ricambio generazionale, a Roma, come a Bari, come a Gioia. Un ricambio già in atto che tuttavia va completato e incoraggiato perché le nuove leve compiano coraggiosamente quel balzo in avanti e voltino davvero pagina. Abbiamo fortemente bisogno di nuova classe dirigente di persone coraggiose ed entusiaste che ci proiettino nel futuro senza rancori generazionali, ponendosi sempre dinanzi il rispetto delle istituzioni repubblicane, della loro storia,

nel rifiuto di ogni pulsione demagogica e populistica. La situazione economica non necessita soltanto di un governo, ma anche di partiti rinnovati e davvero rappresentativi della società. C’è una insopprimibile esigenza di cambiamento nel Paese che non si può non ascoltare e a cui occorre rispondere con misure rapide ed adeguate, con gli strumenti della politica e della proposta e non con quelli dell’insulto e dell’invettiva. Solo un partito che ha a cuore le riforme ed il progresso della società, vero, rinnovato ma solido, può portare a sintesi queste esigenze, evitando che sbocchino in una deprecabile logica di contrapposizione tra piazza e istituzioni. L’altra componente essenziale di questo processo di rilancio del partito è quella territoriale. I circoli diventino il motore propulsore di questa rinascita, perché è sul territorio, nelle periferie, a contatto con i

Il partito non è un “carrierificio” a cura della Redazione

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bbiamo raccolto l’opinione dell’On. Dario Ginefra, deputato pugliese del Pd, sulle vicende degli ultimi giorni che hanno investito il partito e sui possibili scenari futuri. Quali sono state le sensazioni che hai provato in questi travagliati giorni? Sono cresciuto in un Partito capace di governare i processi e non di subirli. Sarà stato il mancato successo alle elezioni politiche e la conseguente giusta delusione, ma ho visto un gruppo dirigente incapace di mantenere la stessa posizione per due giorni consecutivi, comunque la si pensasse. Siamo passati dagli ammiccamenti a Grillo, alle ipotesi di grandi intese con una eccessiva disinvoltura e questo ha avuto ripercussioni anche sul disorientamento degli elettori e della nostra base. Questa è stata anche una delle ragioni dell’insuccesso delle ipotesi avanzate di Presidenti della Repubblica. Ognuno aveva in tasca il suo candidato ideale e viveva il voto come fosse una conta congressuale. A tutto

ciò si aggiunga la totale incapacità di alcuni gruppi dirigenti locali di svolgere un ruolo di governo delle pulsioni di tante e tanti elettori e simpatizzanti. Mentre noi andavamo a votare Prodi, il padre dell’Ulivo, il Segretario e il Presidente regionale del PD pugliese ci invitavano a disobbedire e a votare un altro candidato per mezzo dei social network. Credo sarebbe stato più apprezzabile che dirigenti nazionali del Partito così autorevoli avessero fatto pesare il loro parere con Bersani e nelle sedi decisionali proprie, magari riunendo la delegazione dei grandi elettori pugliesi per assumere determinazioni ragionate e condivise. Il passaggio dagli striscioni di “bentornato a Silvio” al grillismo di maniera è solo un indicatore di questo annaspamento. La rielezione di Giorgio Napolitano era l’unica soluzione praticabile? Credo che il discorso di insediamento del Presidente Napolitano abbia fugato ogni dubbio sulla bontà della scelta finale. Non accetto le letture dietrologiche alle quali con troppa facilità dirigenti, o presunti tali, si sono piegati negli scorsi giorni. Il Paese ci chiede riforme economiche

e istituzionali e l’idea di mettere prima la propria bandierina rispetto a quella nazionale è per me un errore politico indegno della tradizione di responsabilità da sempre appartenuta al nostro movimento. Quali scenari si aprono adesso? Il progetto del PD resta ancora valido? Che fare a tuo giudizio per rilanciarlo? Il progetto del PD è quantomai attuale, ma deve essere governato da chi non ha con sè le scorie del ventennio che ci portiamo alle spalle ed è in grado di anteporre l’interesse di tutti a quello di pochi. Il Partito non è un ‘carrierificio’ e tutte le ambizioni sono legittime ma devono essere ricondotte ad un’ambizione collettiva per restituire al riformismo del centrosinistra il ruolo che gli compete. Avere un ruolo dirigenziale deve tornare ad essere una missione e non una scorciatoia per assumere qualche incarico istituzionale. Il Partito deve tornare ad avere un ruolo di mediazione tra rappresentanti e rappresentati e la politica nei partiti lo strumento per tradurre le idee diffuse in scelte di governo responsabili e razionali superando la semplificazione della ‘democrazia diretta” e riconsegnando al connubio ragione-sentimento il primato rispetto alla pura emotiva pulsione.

problemi reali di ogni giorno, che si percepiscono le reali e più stringenti esigenze delle persone. Un partito diventa tanto più forte e coeso se si dota di fondamenta salde e quindi di una base che si sente coinvolta incidendo davvero nei processi decisionali. Il Pd, per poter sopravvivere, deve assolutamente ritrovare quindi la propria missione originaria e soprattutto darsi finalmente quell’identità di forza progressista e riformista che ha a cuore le fasce più deboli, ma che sappia anche ricostruire un rapporto serio tra impresa e lavoro per far ripartire finalmente l’Italia. Si discuta approfonditamente nei circoli e in tutte le sedi, ma nel contempo è opportuno avviare quanto prima una vera e decisiva fase congressuale dove il progetto e il sogno del Pd, di un partito di sinistra moderno e riformista, aperto a istanze laiche, cattoliche e a tutte le forze sane della società, vada rilanciato senza più esitazioni. Ora o mai più.

Occorre un Pd d’alta sartoria da pagina 1 non sarà così, difficilmente eviteremo di essere un perfetto terreno di coltura nel quale cresceranno sempre più i pericolosi batteri del tradimento. E traditori non sono solo i pochi o i tanti che si stanno additando in queste ultime ore, ma anche coloro i quali “predicano bene e razzolano male”. Quelli che bene farebbero a parlare prima e non dopo e che all’occorrenza buttano la pietra e cercano di nascondere la mano. Passando al locale, ed in particolare al nostro giornale, posso annunciare che stiamo lavorando per trasferire sul web “gioiademocratica” (mantenendo per l’approfondimento l’edizione cartacea), senza però trascurare quello che accade a palazzo San Domenico. Istituzione dalla quale dopo un anno di attività attendiamo fatti e trasparenza amministrativa, perché solo così si possono neutralizzare i “veleni”…


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È finita la Spe(s)ranza? di Peppino Vasco

Sì, pare proprio sì! Infatti, in ossequio ad una discutibile legge vigente, i Comuni con meno di 30 mila abitanti non possono gestire nessuna municipalizzata e la nostra comunità, attualmente, ne conta 28.100. E non potremmo mai avere mille pargoletti entro il prossimo 30 settembre, data “ultimatum” della Legge sopra richiamata. Tra l’altro, bisogna considerare il rapporto natalitàmortalità. Occorrono, dunque, misure urgenti: Comuni limitrofi e non, devono consorziarsi in quanto con 10-11 milioni di euro si potrebbe realizzare un impianto, non di certo l’inceneritore, dalla cui lavorazione si ricaverebbe energia ed altro. Non guasterebbe il coinvolgimento di associazioni, ormai in atto, ma anche di ditte serie private con il controllo di organi di utenti

oppure, avanti con altre idee! Non troppo tempo fa Gioia del Colle, per la quantità di differenziata raccolta era ai primissimi posti della Puglia, perché adesso non lo siamo più, nonostante l’impegno di campagne promozionali tipo: Progetto “Vivamente - Differenziamoci dell’Ogechi/Onlus gestita dall’A.So.Tu.Dis di Gioia? Il Piano Industriale, redatto dal Prof. Giovanni Mummolo, offre un’analisi completa dello scenario in cui si trova oggi il nostro paese e fornisce una serie di indicazioni, che se attuate, garantirebbero aumenti della raccolta differenziata fino ad arrivare a valori superiori al 50%; misure che si potrebbero mettere in pratica in due o tre anni. Abbiamo preso visione del fatto che, attualmente, solo Gioia e Sammichele hanno fatto un buon lavoro con l’umido, con il nostro comune che mensilmente raccoglie 10.000 kg di frazione umida, il doppio rispetto a Sammichele. Allora,

perché non rispondono gli altri Comuni pur compresi nel richiamato progetto? Il Piano Industriale presentato alla città da parte dell’Ing. Giovanni Mummolo del Politecnico di Bari è ben fatto con una ricchezza di dati della comunità. Oggi i 32 dipendenti rimasti, rispetto ai 60 presenti quando Gioia in estensione territoriale era molto inferiore all’attuale e con una produzione di rifiuti quasi cento volte in meno all’attuale, sono decisamente pochi e preoccupati per il loro destino. Solo nove dipendenti ramazzano (scopano) tutta la città divisa in zone estesissime e difficili da tenere pulite specie quan-

do partiti, ditte commerciali ed altri, buttano per terra i rifiuti. Senza la presunzione di trovare il pelo nell’uovo al Piano, in esso abbiamo riscontrato scarse proposte di interventi concreti quali le campagne promozionali di avvertimento e poi repressive (chi sbaglia paga). Certo viene menzionata la necessità urgente di arrivare subito, almeno a 45 unità, ma chi paga se non ci sono azioni di rivalsa per chi non paga, per chi non osserva elementari norme di affissione e distribuzione dei “benedetti rifiuti”?

Isdraele ci aggiorna sull’ex ospedale e canta di Giovanna Magistro

I

l compagno Peppino Vasco mi disse che al Dott. Isdraele avrei dovuto “farlo cantare”. Ma sono canzoni stonate, direbbe qualcuno. Dell’ ex Ospedale c’è poco da essere soddisfatti per quello che siamo riusciti noi gioiesi ad ottenere. A otto mesi dalla chiusura ufficiale, oggi sono in corso i lavori per la ristrutturazione dello stabile. Si inizia dal piano terreno per proseguire con il primo e il secondo piano; allestiranno n.2 laboratori chirurgici (Oculistica e Ortopedia, specializzati in cataratta e tunnel carpale) e n.2 laboratori medici di “diabete” e “ipertensione arteriosa”. Nei piani alti dello stabile si trasferiranno gli ambulatori di distretto Asl oggi presenti in Via Ludovico Ariosto, sempre in adempimento al piano di riduzione costi. L’ex pronto soccorso, da più di un anno è un Punto di primo intervento (prestazioni di soccorso base, senza medici specialistici), resta “nonostante le promesse del direttore generale e del Sindaco”, dice Isdraele, h12, cioè aperto nelle ore diurne. Il vicino Comune di Santeramo ha lottato per averlo h24, il Comune di Conversano ha lottato per avere la “Casa della salute” con un centro di eccellenza e day ospital di medicina generale. Noi

a Gioia abbiamo giocato la partita lasciando la porta senza un portiere. “Proprio ieri (9 aprile, ndr) la Dott. ssa Laddaga ha previsto per maggio l’apertura dei primi due laboratori di oculistica e ortopedia.” Nella conversazione con Isdraele è emerso che il servizio Emodialisi, di cui offriamo un punto base a Gioia, passerà dal distretto di Putignano a San Paolo-Bari, perché Putignano ha perso il reparto di Nefrologia, con attivi oggi solo n.4 posti letto. La voce di Isdraele si riempie poi di soddisfazione, quando ricorda che la battaglia per avere lasciato attivi ser-

vizi come Endoscopia e Radiologia ha permesso di raddoppiare su Gioia l’attività nei primi tre mesi del 2013, in quanto tramite l’agenda CUP i pazienti provengono da tutta la Regione. “Oggi abbiamo anche l’OPT, l’omo-

grafo e salette ristrutturate in Radiologia”, aggiunge. Noi avevamo un ospedale provinciale, senza contare che abbiamo una base militare, che siamo un centro di quasi trentamila abitanti, e che quindi - politicamente - avremmo potuto attivarci per una riconversione differente della sanità diagnostica: investire per esempio sull’acquisto di una strumentistica di emergenza per veloci screening, analizzando una sola goccia di sangue del paziente. I piccoli centri medici devono offrire un primo livello di diagnostica per alleggerire l’agenda e i reparti degli ospedali specializzati per gravi patologie. Passando alla politica, Isdrale non si candidò nelle ultime amministrative comunali ma appoggiò la lista FLI che oggi in maggioranza comunale conta le presenze di Federico Antonicelli, Gianfranco Tisci (Consiglieri comunali) e l’Assessora al contenzioso, al personale e al traffico Maria Antonietta Taranto. Il FLI, che passerà forse a un gruppo misto dato l’esito elettorale che a livello nazionale, ha cancellato la figura politica di Fini con la conseguente fuoriuscita da FLI Puglia di Giammarco Surico. Non ci risulta che vi siano incontri

politici periodici tra rappresentanti eletti e componenti del FLI gioiese, ma Isdraele è un punto di riferimento per molte personalità che vivono la politica a Gioia. Uomo di valori che consiglia chiunque lo chieda, al di là delle bandiere di partito. Povia stesso avrebbe fatto bene ad ascoltarlo più volte in questi mesi, per la questione Sanità. E dell’Amministrazione Povia a scadenza del primo anno di mandato, per chi lo ha appoggiato ricordando le prime due Giunte fatte da uomini di valore e di grande impegno, nella speranza di un tris secco, il Dott. Isdraele dice soltanto: “… ultimamente zoppica un po’. Vediamo dei cantieri aperti ma sono ereditati dall’ex Giunta Longo. Lui all’opposizione era contro il progetto del parcheggio di scambio ma oggi scopro che lo vuole. Del problema depuratore siamo molto lontani da una soluzione. Non è un governo cittadino fluido questo, ci sono le prime marette in Giunta da quello che osservo e ascolto. La gestione delle zone F, dei Tributi, che i cittadini non hanno compreso bene... insomma, alcune scelte si sarebbero potute valutare diversamente. Credo che siamo ancora lontani da una gestione ottimale del paese”.


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Intervista al Sindaco Povia di Antonella Campagna e Dario Magistro

Era poco meno di un anno fa quando dai palchi dei comizi Sergio Povia affermava “hic sunt leones”. Oggi, è sempre un buon piazzista, abile ad esaltare la sua mercanzia, troppo diplomatico per chi come lui ama “quelli che dicono pane al pane e vino al vino”, fortemente sicuro di sé e con uno spiccato umorismo nero da rasentare il cinismo. Ma dopo un anno, il Sindaco è ancora contento di esserlo? Se devo giudicare dalle cose che in sei mesi avranno soluzione: via Roma, via Einaudi con il P.R.U., il fascio delle ferrovie dello stato che ci viene finanziato, la 167 per cui ci sono 400mila euro, il parcheggio di scambio, l’ex discarica di via Vicinale del Monte che diventerà campo da rugby,la mensa del gal, il cimitero, posso dire che abbiamo 16 milioni e mezzo di euro da investire in opere pubbliche. Una parte li ha recuperati la precedente amministrazione, che aveva avviato i progetti, ma quattro o cinque milioni li abbiamo recuperati noi. Per cui, se tutto questo si tramutasse in attività, noi avremo entro la fine del 2013 una città completamente cambiata sul piano infrastrutturale. E cosa c’è ancora da fare? Abbiamo il bando sulla pubblica illuminazione, il fotovoltaico che possiamo ancora applicare al vincitore della pubblica illuminazione, la Spes che dobbiamo trasformare con l’ARO (di

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Un anno da leoni cui siamo presidente e capofila), abbiamo tutta le questione delle zone F che stiamo rivalutando. Ora ditemi se questo non vale il programma di due amministrazioni. Ma Sergio Povia ha qualche cruccio? Sono deluso da Donato Lucilla, non come persona, ma dal movimento. Mi aspettavo molta più collaborazione, invece si sono avvitati sulla discussione inerente la trasparenza. L’altro cruccio è che, il più delle volte, ci si avvicina e si affronta la politica con troppa artificiosità, rimanendo aggrovigliati in una burocrazia sempre più astrusa e complessa che di certo, non rendendo fluida la macchina amministrativa, rallenta i benefici per la città. E il tuo ex segretario, Enzo Cuscito? Io per Enzo provo un profilo di affetto. Ci sono, però, calunniatori di professione in giro dai quali lui dovrebbe prendere le distanze sul piano personale, perché è una bella persona. La querela la ritirerai? No, ma arrivo ad augurarmi che abbia ragione lui perché, se ha ragione lui, io dovrò pagare dazio ma, se ho ragione io, lui dovrà spiegarmi perché diffama. Nell’opposizione c’è anche il Pdl… Mastrangelo è un ragazzo in gamba che si candida a proporsi come sindaco per il centrodestra. Tuttavia con alcuni esponenti del Pdl, secondo me, è possibile avviare un dialogo nell’interesse della città. Com’è il tuo rapporto con Enzo Lavarra? Il suo intervento sulla questione tribu-

ti, così come quello di Mario Loizzo, l’ho considerato una ingerenza odiosa messa in atto in maniera plateale da un’esponete di un partito, del mio partito, nei confronti di un’amministrazione… Il mio partito? Ma io sono tendenzialmente un liberale di sinistra. Se il segretario del Pd fosse Renzi, la rifaresti la tessera? Io sogno all’idea che una personalità come Renzi si affermi. Renzi è un protagonista della vita politica, Bersani è un grande amministratore… Se il progetto è liberale riformatore io sono all’interno di questo progetto. Un giudizio sulla tua maggioranza... Io non ho influito sulle scelte della mia maggioranza, né posso dire di essere dispiaciuto per gli atteggiamenti di qualcuno. Non riesco a capire perché Gianni Vasco si sia candidato nel Pd e in una maggioranza che sosteneva questa amministrazione sapendo, in linea di principio, i punti su

cui ci saremmo scontrati. Si tratta, comunque, di una maggioranza molto eterogenea La mia maggioranza è una maggioranza composita, però, esclusi alcuni tratti caratteristici, siamo consapevoli che abbiamo dei compiti da assolvere. Ma nel momento in cui non dovesse avere più la compattezza di un tempo

I residenti della 167: “il P.R.U. è partito!” “Ora possiamo davvero dire che il grazie al P.R.U., di realizzare una seP.R.U. è partito!!!”, si conclude così rie di interventi di urbanizzazione in una nota di alcuni cittadini del Co- cambio della costruzione di alloggi in mitato di quartiere “167”. Una storia, edilizia convenzionata a vendere. Già quella del Piano di Recupero Urbano nel 2010, tuttavia, si è avuto il primo della zona 167, che ha inizio nel 2007 ridimensionamento del Piano, con l’ee che nel corso di questi anni, per liminazione, tra le opere da realizzare, diversi motivi relativi all’economia del P.R.U., ha visto il contrarsi delle opere inizialmente previste. L’obiettivo di questo strumento urbanistico, messo in moto dalla Regione Puglia, è quello di consolidare il tessuto urbano e favorire un’equa distribuzione di infrastrutture e di servizi. Tutto ciò avviene attraverso una collaborazione tra pubblico e privato. Nel nostro paese, la Via Luigi Einaudi ditta Debar, ha ottenuto,

della piattaforma commerciale, del centro polifunzionale, ora comunque in fase di realizzazione ma con altri fondi, della sistemazione di via della Chiusa e del raccordo con via Federico II di Svevia. Pochi giorni fa, il Consiglio Comunale ha deliberato una ulteriore contrazione per cui non verranno più realizzati: la sistemazione di parte di via della Fiera, parte della rete di captazione delle acque meteoriche, la sistemazione a verde attrezzato dell’area interna al comparto ex coop.va “Casa” e dulcis in fundo il raccordo (completamento della rotonda) tra via Einaudi e via Noci. Gli abitanti del quartiere, però,non ci stanno e ritengono gli interventi odierni non corrispondenti alle attese. Contestano, ad esempio la realizzazione della pista ciclabi-

le su via Einaudi, al posto della quale avrebbero preferito il completamento della rotonda in via Noci e la sistemazione del verde attrezzato. Il Sindaco getta acqua sul fuoco e afferma: “in questi anni sono cambiate le condizioni generali, sono mutate le esigenze della città e alcune attività sono state addirittura cancellate”. A questo proposito, il primo cittadino precisa che, nel rapporto tra Comune e imprenditore privato, il bilancio, tra quello che si dà e quello che si ha, è assolutamente equilibrato e frutto di un calcolo matematico. “Allora dico io - continua Povia rendiamo via Einaudi utilizzabile, facciamola diventare una bretella di trasferimento comoda per il profilo di cittadinanza e chiudiamo il P.R.U. Anche perché, sul P.R.U. e sulle zone del P.R.U. non interessate dagli interventi, abbiamo agito con altre forme di finanziamento”. (a.c.)


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o dovesse ritenere che il periodo di questa amministrazione è finito, io non griderei al complotto. Parliamo un poco di vita amministrativa, cominciamo con la questione tributi. E’ una grande opportunità. Oggi manca l’innovazione della macchina amministrativa, tra l’altro è qui che Vito Mastrovito ha fallito totalmente. I tributi saranno il nostro banco di prova in questo campo. Ci dici qualcosa in più sulle zone F, visto che si inizia a parlare di una maggioranza un po’ instabile? No, no anzi devo dire che si è trovata la quadra in merito a questo argomento. Andiamo in Consiglio Comunale prossimamente. Il vero problema nato sulle zone F è più che altro legato ad un dubbio interpretativo della norma e, nello specifico, nell’interpretazione del termine “opera pubblica”, da intendere sempre e comunque rispettosa della valutazione VAS (Valutazione Ambientale Strategica). A tal proposito, voglio però segnalarvi una sentenza del Consi-

glio di Stato, del 5 ottobre 2012, che condanna il Comune di Ostuni per non aver concesso il permesso di costruire in zone F a dei privati per la realizzazione di un’opera di interesse generale. In un anno di amministrazione il problema Coop è stato risolto? Noi potremmo risolvere il problema dichiarando, come Consiglio Comunale, l’intero immobile di interesse generale e chiedendo la sanzione al costruttore o ai gestori. Alla fine da questa storia il Comune potrebbe ricavare il denaro sufficiente per risarcire i privati che hanno visto le loro iniziative compromesse comprando, ad esempio, i negozi nella piazzola. Oggi, ammesso e non concesso che ci sia stata una forzatura, il C.C. ha la possibilità di sanare. Per il secondo anno Povia, ti senti di fare qualche promessa? Purtroppo, almeno dalle previsioni, anche questo secondo anno non sarà affatto facile poiché dobbiamo fare i conti con la riduzione sempre più drastica dei trasferimenti statali. Inoltre, dovremmo verificare il gettito fiscale ricavato dall’IMU; rispetto alle proiezioni, potremmo aver ricavato una maggiore entrata attestandoci intorno

agli 8 milioni e 200mila euro. Dal consuntivo che ci apprestiamo ad approvare, capiremo se possiamo garantire almeno quanto offerto fino ad ora. Di bilancio hai parlato anche in Consiglio. Sì. A tal proposito vorrei che ciascun gruppo facesse un vero bilancio preventivo. In questo modo, quando ciascuno di noi si sarà reso conto delle possibilità finanziarie del Comune ricavate dal bilancio definitivo, potremo fare una valutazione politica per stabilire quelle che sono le priorità per la città. Allora Sindaco concludiamo con i voti agli assessori… Gli assessori li promuovo tutti. Giuseppe Masi è un generoso perché si muove su di un terreno molto ampio. Franco Ventaglini è molto operativo capace di tornare, anche dopo due giorni di lavoro a Bari, con un provvedimento, torna con i fatti. Piera De Giorgi è una persona che mi dà molta ampiezza, che studia i provvedimenti, è una donna di rara intelligenza. E così è Filippo Donvito che fa un lavoro estremamente delicato. Mentre Mariantonietta Taranto è comunque un avvocato che offre le sue competenze alla collettività.

I nuovi sensi unici sono provvisori

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o avevano annunciato da tempo, non si sapeva quando ma che ci sarebbe stata una rivoluzione nei sensi unici nella cosiddetta maglia 9, tra via Roma e via Dante per intenderci, era noto. Del resto già nel 2002, anno in cui fu approvato dal Consiglio Comunale il vigente piano traffico, gli architetti Zaccheo e D’Errico (tecnici del PTU) avevano concordato con l’architetto Giacinto Donvito (vincitore del concorso di idee per la riqualificazione di via Roma) le opere da effettuarsi, tanto è vero che nel piano generale del traffico è inserito il progetto di via Roma e piazze collegate. Tuttavia di quel piano è rimasto ben poco. La Giunta comunale, infatti, senza passare dal Consiglio, ha approvato una serie di modifiche non previste dal PTU; ad esempio l’inversione di circolazione di via Leonardo Da Vinci o, ancora, l’inversione dell’ultimo

tratto di via Buonarroti, quest’ultima prevista dal piano traffico ma legata alla realizzazione di una rotatoria che avrebbe regolarizzato il traffico in Piazza Umberto I. Il Sindaco, a questo proposito ha affermato: “probabilmente qualche eccezione, rispetto a quanto previsto dal piano traffico l’abbiamo fatta. Quello

Cantiere in via Roma

è un quartierino che, secondo me, dovrebbe essere agito solo dai residenti. In ogni caso non si tratta di soluzioni definitive, anche perché se si chiuderà il passaggio a livello di via Dante, e non ho dubbi che si chiuderà, via Marconi verrà interdetta al traffico”. In sostanza si tratta di provvedimenti provvisori legati al rifacimento di via

Roma, ma in animo dell’amministrazione vi sono numerose modifiche che saranno valutate e che vanno dal doppio senso sull’ultimo tratto di via Ariosto, al senso unico di via Celiberti. “Verosimilmente - precisa Povia queste modifiche passeranno dal Consiglio. Dico verosimilmente perché le cose semplici non si possono rendere difficili attraverso passaggi inutili” ed aggiunge, seppur sorridendo “se potessi governare con i poteri del Consiglio e della Giunta, sarei un uomo felice”. Ultima modifica rispetto alle opere concordate riguarda l’eliminazione di una rotatoria in piazza Kennedy. In quella zona la sede stradale, sebbene pavimentata in pietra, sarà unica per automobilisti e pedoni, spariranno i marciapiedi e verranno inseriti dei dissuasori, ovvero colonnine simili a quelle presenti in piazza Luca D’Andrano, con qualche rischio in più per la sicurezza. (a.c.)


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Giovani & Cultura

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Scuola di formazione politica: il bilancio comunale di Giorgio Donvito e Domenico Santamaria

Dopo aver parlato dell’organigramma del Comune e del Testo Unico degli Enti Locali, nella seconda lezione della Scuola Politica dei Giovani Democratici abbiamo discusso del Bilancio Comunale. Relatore dell’incontro è stato l’Ing. Francesco Ferrante. Le norme che regolano la costituzione e l’utilizzo del Bilancio Comunale sono raggruppate nel Testo Unico degli Enti Locali, nel quale sono presenti il Piano Esecutivo di Gestione (PEG) e i Decreti Legislativi 336/96 “342/97” 410/98 che introducono il principio di omogeneità degli enti loca-

li e le sanzioni per chi causa il dissesto finanziario. A partire dal 2014 entreranno in vigore la legge 196/2009 e il D.Lgs 118/2011 volti ad ottimizzare il sistema di gestione e controllo del bilancio. Il bilancio comunale deve rispondere ad una serie di Principi Fondamentali, in primis quello dell’unità il quale prevede che la previsione di bilancio ed il rendiconto debbano essere unitari; annualità: i documenti del sistema di bilancio, sia di previsione sia di ren-

diconto, devono essere programmati a cadenza annuale e si riferiscono ad un periodo di gestione che coincide con l’anno solare; integrità: si richiede che nel bilancio di previsione e nel rendiconto non siano presenti compensazioni di partite. Inoltre dovrà rispondere ai principi di veridicità, pareggio finanziario e pubblicità. Un discorso a parte merita il principio dell’universalità. Secondo questo principio, è necessario includere nel sistema di bilancio tutte le operazioni ed i relativi valori finanziari, economici e patrimoniali relativi all’ente locale, in modo da poter

fornire una rappresentazione veritiera e corretta dell’andamento dell’ente. Sono quindi incompatibili con il principio dell’universalità le gestioni fuori bilancio, ovvero tutte le voci che non necessitino autonomia gestionale e che non facciano parte del bilancio stesso; gli unici debiti fuori bilancio consentiti sono quelli relativi al pagamento di sentenze esecutive e alla copertura di disavanzi dei consorzi. Il bilancio comunale si attiene ad un iter di formazione e formalizzazione ben preciso. I dirigenti stilano le proposte sulla base di un’analisi qualiquantitativa; queste vengono prese in esame prima dal Direttore Generale e poi dal Consiglio Comunale che stila il bilancio politico o budget di gestione, il quale verrà successivamente approvato dalla giunta. Nella fase di formalizzazione si segue il processo inverso che termina con l’approvazione del budget di gestione e l’assegnazione delle risorse finanziarie ai dirigenti. Un doveroso ringraziamento va all’amico Francesco Ferrante per essere stato abile nel rendere chiaro e interessante un argomento così ostico e al contempo fondamentale quale quello del Bilancio Comunale.

Le Giornate dell’Europa a Gioia: Unità nella diversità di Piera De Giorgi La consapevolezza che il 2013, Anno Europeo dei Cittadini, sia importante per rafforzare la conoscenza dei diritti e delle responsabilità connessi alla cittadinanza dell’Unione, ha spinto il Comune di Gioia del Colle e lo Europe Direct Puglia, antenna di informazione predisposto dalla Commissione europea con l’obiettivo di promuovere attivamente il dibattito locale e regionale sull’Unione europea e fornire ai cittadini informazioni sulle istituzioni, la legislazione, le politiche, i programmi e le possibilità di finan-

ziamento dell’Unione europea, ad organizzare “Le Giornate dell’Europa”. Il nostro Comune insieme alla Provincia di Barletta - Andria - Trani, Provincia di Brindisi, Comuni di Bari, Alberobello, Mola di Bari, Cisternino, Centro Studi Erasmo, A.R.P.T.R.A., Associazione Quasar, Consiglio Regionale della Puglia, Giunta Regionale della Puglia, tante realtà guidate dall’Università degli Studi di Bari attraverso il Responsabile Scientifico Prof. Ennio Triggiani è divenuto struttura ospitante di uno dei Centri di informazione della Rete Europe Direct per il periodo 2013-2017 (COM/ROM/ ED/2013-2017) pertanto responsabile di azioni di informazione e incontri tematici sull’Unione Europea. In questa ottica si svolgeranno nel Chiostro di Palazzo San Domenico a Gioia “Le Giornate dell’Europa”, una tre giorni che sarà aperta il 9 maggio, giornata della Festa dell’Europa, con un convegno su ‘L’Europa dei diritti e delle pari opportunità’, il convegno sarà l’occasione per presentare ‘I tuoi diritti in Europa’, una pubblicazione nella quale i Diritti Fondamentali dell’Unione Europea sono stati illustrati dagli studenti gioiesi dopo una attenta analisi e riflessione guidata dagli insegnanti. Il 10 maggio sarà dedicato a ‘L’Europa delle mobilità’,

la giornata vedrà il coinvolgimento degli studenti degli Istituti Comprensivi di Gioia nella mattina in attività di informazione attraverso giochi e quiz, nel pomeriggio invece gli studenti degli Istituti di Istruzione Superiore con la presenza della Associazione di Ambito “Incontrarsi al Sud” si confronteranno

... si svolgeranno nel Chiostro di Palazzo San Domenico a Gioia “Le Giornate dell’Europa”, una tre giorni che sarà aperta il 9 maggio...

sulla Carta dei Diritti fondamentali dell’Unione Europea con momenti musicali. L’11 maggio presso il Teatro Rossini si svolgerà ‘L’Europa delle generazioni e culture’: giovani cantanti,

il Coro dell’Università della Terza Età, la Banda di Gioia offriranno al territorio uno spettacolo corale, la musica delle generazioni, mentre saranno letti a più voci gli articoli della Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea. “Le Giornate dell’Europa” dunque come apertu-

ra a nuove possibilità di riflessione sull’Europa, dialogo e comprensione dei diritti, collaborazione, promozione della cultura dello stare insieme. “Unità nella diversità”.


Aprile 2013

Cultura

Brevi considerazioni sul dialogo tra un impegnato e un non so... di Lyuba Centrone

[Voce fuori campo:] Chi sei? [G:] Mah, non so. [Voce fuori campo:] Chi sei? [G:] Sono un non so. [Voce fuori campo:] L’ironia è un’arma della borghesia. Chi sei? [G:] Sono… sono uno che scrive. [Voce fuori campo:] Ah, sei un poeta! [G:] Beh, chiamami come ti pare. [Voce fuori campo:] Un poeta rivoluzionario? [G:] Sì, rivoluzionario. [Voce fuori campo:] E di cosa parli? [G:] Parlo dell’uomo, dei suoi rapporti, dell’amore, parlo di un albero… [Voce fuori campo:] Ah, di un albero, ero lì che ti aspettavo! Ma non lo sai che parlare di un albero in tempo di rivoluzione è come tradire la rivoluzione? [G:] C’è la rivoluzione? [Voce fuori campo:] Non fare lo spiritoso! Parlavo dell’impegno, dell’impegno ideologico. E’ così che Giorgio Gaber scelse di presentarsi al pubblico del Politeama genovese il 6 novembre 1972. Lo spettacolo in scena si intitolava “Dialoghi tra un impegnato e un non so”. Performance storica, spettacolo altisonante e degno di un intellettuale come Gaber, immerso nel suo tempo. Il dialogo continuava e dopo molti botta e risposta finalmente sembrava giungere al punto da cui tutto lo spettacolo prendeva forma: “Un’idea, modificarla, cambiarla, elaborarla ci

vuole mica tanto! È cambiarsi davvero, è cambiarsi di dentro che è un’altra cosa!” Così un Gaber stizzito rispondeva alla misteriosa voce fuori campo. E’ da questo lavoro teatrale che l’ Arci Lewbosky in collaborazione con La PrimaVera Gioia, prende a prestito il titolo della serie di incontri “impegnati” che animeranno il Chiostro del Palazzo San Domenico nei prossimi

mesi. Lo scopo di questa mirabile iniziativa, non inedita per l’Arci che ne ha già proposto una versione più “raccolta” all’interno della sua sede, è quello di provare a riformare un’ idea, quella di Università, e attraverso risposte concrete, scardinare il pensiero del “privato è meglio”. Difatti casuale certo non è che un evento del genere sia organizzato proprio da due associazioni gioiesi, a Gioia del Colle, cittadina che, fiera, ospita una nota Università Privata. I “Non So” in questo caso sono interpretati da uomini e donne qualsiasi, curiosi e interessati;

l’ Impegnato a mano a mano cambia aspetto. Lo scorso 5 aprile per esempio ha assunto le fattezze del Prof. Luciano Monzali, docente di Storia delle Relazioni Internazionali e di Storia dei Paesi del Mediterraneo presso l’ Università Aldo Moro di Bari che, divertito, ha saziato il curioso entusiasmo di estemporanei Non So sul tema “Balcani e la politica estera perpetrata dal Fascismo italiano negli anni del Secondo Conflitto Mondiale”. Ovviamente per fare in modo che la discussione non si svolgesse sul piano dell’ ovvietà e delle generalizzazioni, i Non So hanno avuto la possibilità di leggere e approfondire l’argomento trattato, attraverso gli scritti dello stesso Monzali, reperibili presso la Libreria Librellula che ogni mese ospiterà fra i suoi scaffali, i libri che consentiranno a qualsiasi nuovo volenteroso Non So, di presentarsi preparato al dialogo. Il prossimo tema affrontato sarà la Malasanità e questa volta il ruolo dell’ Impegnato sarà interpretato da Onofrio Romano, Professore di Sociologia presso la Facoltà di Scienze Politiche di Bari, il libro in questione si intitola “In odore di Sanità”. La data dell’ incontro verrà definita nei prossimi giorni… e se un giorno un Non So diventasse un Impegnato? “Tutti noi ce la prendiamo con la storia, ma io dico che la colpa è nostra”.

Porte aperte ai tuoi beni culturali di Piera De Giorgi

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’evento ‘CulTour, porte aperte ai beni culturali’ un percorso fra ville, giardini, chiese, opere d’arte, tradizioni di Gioia del Colle si pone come punto di partenza dell’Assessorato alla Cultura sul finire del mese di aprile verso un viaggio per scoprire/riscoprire il valore culturale di alcuni dei beni presenti nel territorio cittadino oltre a proporre una lettura diversa, un punto di vista alternativo su ciò che ci circonda con l’ambizione di generare visioni e sensazioni nuove insieme al rispetto dell’identità territoriale. L’evento CulTour consente alla comunità l’incontro non solo con i beni scientifici, naturalistici e demo-etno-atropologici ma anche con quelli artistici, archeologici e archi-

tettonici grazie agli incontri divulga- una interessante applicazione allo tivi e didattici con professionisti che studio e alla ricerca su beni cultuoperano nel territorio come gli esperti rali, paleontologici, antropologici e dell’Associazione Meridiana onlus ed artistici; e poi passeggiate fra i beni anche con gioiesi affermati in ambito artistici conservati presso Palazzo internazionale come il Dott. Vincenzo San Domenico, le chiese di San Celiberti, archeologo presso il Centre Domenico e S. Angelo e il centro. Europé de RecherTuttavia il perches Préhistoriques corso non si esaude Tautavel, in Franrirà con gli eventi cia. Le porte si aprono programmati ma alla visione dei giarsi configura come dini e delle ville stoun itinerario che riche delle famiglie durante la stagioCassano e Colombone estiva offrirà Colacicco di cui sai bei cortili delle ranno analizzati gli case antiche e aspetti naturalistici, le chiese spesso Museo Civiltà Contadina - Gioia storici e architettonichiuse alla visione ci; la raccolta sulla civiltà contadina e e fruizione della comunità di eventi industriale del Dott. Vito Santoiemma culturali. Gli spazi si aprono a scosarà esempio di bene demo-etno-an- perte, comunicazioni, generazioni/ tropologico; la tecnologia laser fornirà rigenerazioni di nuovi sguardi.

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Anna Terio, gioiese di successo di Giuseppe Santoiemma La scena teatrale italiana di avanguardia vede nella coppia di autori Ricci/ Forte una delle sue espressioni più ispirate degli ultimi anni. Il loro spettacolo “Grimmless”, andato in scena di recente anche al Teatro Kismet di Bari gli scorsi 13 e 14 aprile, è stato rappresentato con successo in tanti teatri italiani ed europei. Fra gli interpreti principali della compagnia, la gioiese Anna Terio. L’abbiamo incontrata per saperne di più su di lei e sulle sue importanti esprienze artistiche. “Lavoro come performer con Stefano Ricci e Gianni Forte dal 2007 e ‘Grimmless’ è in realtà l’ultimo dei nostri lavori insieme, dopo ‘Metamorphotel’, ‘Pinter’s anatomy’, ‘Wunderkammer soap’ e ‘SDCIG’. Abbiamo partecipato a festival e ras-

segne in tutto il mondo, dalla Russia alla Germania, dalla Spagna alla Svizzera e tanti altri paesi ancora”. Il pubblico internazionale ha apprezzato molto il lavoro della compagnia italiana. “Sì, è così - dice Anna - questa esperienza mi ha regalato tantissime soddisfazioni, ma certamente l’applauso di un pubblico, quello di Mosca, che non solo parla un’altra lingua ma addirittura scrive con un altro alfabeto è stata l’emozione più grande che io ricordi”. Anna non si è fermata solo al teatro, nel suo curriculum diverse altre esperienze nel mondo dello spettacolo: “Sì, ho partecipato a numerose produzioni televisive e cinematografiche, esperienze del tutto differenti dal percorso teatrale ma altrettanto interessanti e divertenti. Ultimamente ho partecipato a due film girati qui in Puglia: in uno ho recitato al fianco di Claudio Santamaria (‘Il venditore di medicine’ di Antonio Morabito), nell’altro interpretavo la migliore amica di Bianca Guaccero (‘Anche no’ di Alessio De Leonardis)”. Anna non ci ha nascosto le sue aspirazioni per il futuro: “Senz’altro continuerò a collaborare con l’ensemble ‘Ricci/Forte’, e contemporaneamente spero di riuscire ad entrare sempre di più nel meraviglioso mondo del cinema come sogno sin da bambina”. Non ci resta dunque che fare il nostro in bocca al lupo ad Anna per proseguire nella sua già brillante carriera.


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Rubriche

Ricordiamo Donato di Vito e Donato Mastrovito

Ciò che colpiva di Donato Milano era la sua incrollabile coerenza, che a volte rasentava l’intolleranza, e la grande disponibilità verso chi aveva bisogno, al di là delle proprie convinzioni e appartenenze. Impegnato politicamente non ha mai ceduto alle mode e alle lusinghe del momento. La sua militanza politica è stata caratterizzata da una posizione moderata di centro che però guardava a sinistra. Ecco perché la Democrazia Cristiana è stata la sua prima naturale collocazione per poi evolvere, finita la D.C., verso il Partito Popolare e, per ultimo, approdare al Partito Democratico. La sua parabola politica perciò non è stata mai condizionata da opportunismi o vantaggi personali, ma ha rappresentato il naturale e coerente evolversi di quei partiti. E’ stato anche per diverso tempo amministratore comunale in qualità di consigliere, nonché di assessore all’urbanistica. Un tratto significativo della sua personalità è individuabile nella piena e disinteressata disponibilità verso gli altri, con particolare riguardo alle persone deboli e malate che a lui si rivolgevano. La moglie ha trovato sempre

in lui un complice convinto nell’aiuto verso i poveri e gli ultimi del mondo, anche attraverso adozioni a distanza. Significativa è stata la sua battaglia per la sopravvivenza dell’ospedale Paradiso di Gioia e per il mantenimento del reparto dialisi, di cui lui è stato il principale sostenitore anche in veste di paziente (è stato un dializzato per oltre vent’anni) e di promotore delle numerose istanze presso gli organi sanitari a tutti i livelli. Ciò non tanto per un proprio vantaggio, quanto per venire incontro ai disagi di tante persone sofferenti. Il suo spirito di solidarietà e la sua generosità trovarono riscontro in un episodio verificatosi agli inizi del suo lungo calvario di dializzato, affrontato con coraggio e determinazione. In lista di attesa da qualche anno, fu chiamato per il trapianto del rene essendosi reso disponibile quello di un donatore compatibile. Già preparato per essere sottoposto al trapianto, venuto a conoscenza che il rene disponibile era compatibile anche con un ragazzo giovane che veniva dopo di lui nella lista, non esitò a rinunciare a favore di quest’ultimo con la motivazione che rispetto a lui il ragazzo aveva davanti ancora una prospettiva di vita molto più lunga della sua. Con questo ricordo salutiamo commossi l’amico fraterno e leale.

La lezione di don Tonino Mai come in questi ultimi travagliati periodi si sente l’assenza di una personalità davvero universale come quella di don Tonino Bello. In questi giorni, a vent’anni dalla sua scomparsa, ha avuto luogo presso il centro ricreativo della Parrocchia di San Vito l’incontro “Don Tonino Bello e la politica”, sulla base del recente omonimo libro scritto da Cesare Paradiso. Relatori dell’incontro lo stesso Cesare Paradiso, assieme al vescovo di Castellaneta Mons. Pietro Fragnelli. A fare gli onori di casa il parroco di San Vito don Vito Campanelli e Antonio Notarnicola. Una figura essenziale non solo per il suo spiritualismo francescano e per la sua appassionata testimonianza evangelica: don Tonino ha sempre esortato tutti, non solo i cattolici ma anche i non credenti, alla partecipazione attiva nella società e al valore civico della politica, di cui già più di venti anni fa il vescovo di Molfetta coglieva con lucidità i limiti e le contraddizioni. Il testo di Paradiso è un’occasione interessante per approcciarsi all’analisi dell’opera di don Tonino Bello partendo da un punto di vista più focalizzato, ma non per questo meno ricco di spunti. (Giuseppe Santoiemma)

Rubrica

Più trasparenza dell’amministrazione dei condomini a cura dell’avv. Tommaso Covella

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ono circa 70 anni che in Italia non si metteva mano ad una riforma complessiva della materia, ma dopo una gestazione di circa 2 anni, è approdato lo scorso 17 settembre all’esame della Camera un provvedimento di riforma che entrerà in vigore il 18 giugno 2013. Le novità previste riguarderanno l’assemblea e i quorum necessari per le delibere, nonché la gestione finanziaria del condominio, ma anche nuovi aspetti, come l’ingresso nel mondo del web. Per rendere più snelle le procedure, in sede assembleare si abbasserà il quorum, cioè il numero legale necessario per rendere valide le assemblee e le loro delibere: - per la costituzione in prima convocazione, il 50% + 1 dei condomini e 2/3 dei millesimi; - per la costituzione in seconda convocazione (quella effettiva): 1/3 dei condomini e 1/3 dei millesimi, novità assoluta perché fino ad ora in seconda convocazione non c’era bisogno del quorum costitutivo; - per le delibere (sempre in seconda convocazione): 50% + 1 dei partecipanti e 1/3 dei millesimi. Viene introdotto anche un limite all’utilizzo delle deleghe, per cui nei condomini di più di 20 appartamenti, un singolo condomino non potrà rappresentare più di 1/5 dei condomini o di 1/5 dei millesimi. Le violazioni del regolamento condominiale saranno sanzionate con multe fino ad un massimo di 200 euro, che per i recidivi possono salire a 800. Alcuni dei cambiamenti riguardano la figura dell’amministratore, che per poter svolgere questo ruolo dovrà aver frequentato un corso di formazione e deve aver conseguito il diploma di scuola superiore. All’amministratore viene anche ri-

Direttore Responsabile ed Editoriale Luigi Mongelli Redattori Antonella Campagna, Piera De Giorgi, Giorgio Donvito, Teresa Genco, Arianna Gentile, Lucia Laterza, Dario Magistro, Giovanna Magistro, Luca Nicastri, Vanni Nicastri, Domenico Santamaria, Giuseppe Santoiemma, Giovanni

Valletta, Giuseppe Vasco. Hanno collaborato Tommaso Covella e Lyuba Centrone. Redazione Piazza Cesare Battisti, 18 70023 Gioia del Colle (Ba) gioiademg@libero.it Editore Circolo Cittadino Partito Democratico Gioia del Colle Piazza Cesare Battisti, 18 70023 Gioia del Colle (Ba) pdgioia@libero.it Amministrazione Enrico Mancino

Progetto grafico Michele Ficarella Foto Archivio gioiademocratica Mario Di Giuseppe Vignettista Federica Dalfino Pubblicità Gianfranco Falcone pubblicità.gioiadem@libero.it Tipografia SUMA via De Gasperi, 44 Sammichele di Bari tipografiasuma@libero.it Tel. 0808917238

chiesto di godere dei diritti civili, di non essere stato condannato per reati contro il patrimonio e di non essere stato protestato. La nomina dell’amministratore sarà obbligatoria solo se i condomini sono almeno 9 e il suo mandato non avrà scadenza ma, al termine di ogni anno, egli potrà essere revocato per gravi inadempienze, come l’accertamento di irregolarità fiscali. Tra le inadempienze potrà esserci anche il non aver ottemperato all’obbligo di aprire uno specifico conto corrente sul quale far transitare tutti i movimenti di denaro relativi al condominio. Al momento della nomina, l’amministratore dovrà presentare una polizza assicurativa di responsabilità civile, che copra gli atti compiuti nello svolgimento del mandato e i cui oneri saranno a carico dei condomini. Per risolvere le numerose controversie condominiali che intasano le aule dei tribunali, è prevista una nuova forma di mediazione facoltativa, da avviare con una convocazione preventiva di almeno 20 giorni e da concludere entro 4 mesi. Un’altra novità riguarda la convocazione delle assemblee: viene infatti stabilito che la prima e la seconda convocazione non possono essere fissate nello stesso giorno solare, quindi nell’ambito delle stesse 24 ore. Viene inoltre introdotto con l’art. 16 il divieto di inserire nel regolamento condominiale norme che proibiscano la presenza di animali domestici nelle abitazioni. Infine, la riforma autorizza esplicitamente a mettere in rete siti Internet condominiali, nei quali possano essere pubblicati tutti gli atti e i rendiconti (delibere, verbali, dati contabili, ecc) affinchè ci sia un controllo costante delle spese.

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