Issuu on Google+


Giambattista Brizzi

Edificio Teixeira Soares Proposta di restauro e rifunzionalizzazione di un edificio Art Déco a Curitiba

Laureando

Giambattista Brizzi Relatori

Marco Zuppiroli Walter Nicolino Correlatore

Rodrigo Josè Firmino Tesi di Laurea

Corso di Laurea Magistrale in Architettura A.A. 2015/2016 Università degli Studi di Ferrara


Tesi di Laurea

Corso di Laurea Magistrale in Architettura A.A. 2015/2016 Università degli Studi di Ferrara

in collaborazione con: Pontifícia Universidade Católica do Paraná - PUCPR


In un'epoca in cui vari strumenti digitali contribuiscono alla mancanza di comunicazione fisica, è forse compito dell'architetto offrire spazi reali e piacevoli per una comunicazione diretta tra le persone?


INDICE

Abstract 9 Abstract | english version 11 I. INQUADRAMENTO STORICO 13 I.1. La storia e l’evoluzione della ferrovia nello stato del Paranà I.2. La modernità dimenticata a Curitiba: l’Art Déco I.3. Curitiba: la relazione tra il centro storico e il quartiere Rebouças

II. L’EDIFICIO TEIXEIRA SOARES

63

II.1. Modifiche ed interventi dalla sua nascita ad oggi II.2. Il complesso Teixeira Soares oggi

III. NUOVI SCENARI NELLA SOCIETÀ DELL’INFORMAZIONE 87 III.1. Il nuovo digital milieu III.2. Esempi contemporanei di intervento sulle preesistenze

IV. PROPOSTA DI UN NUOVO POLO UNIVERSITARIO IV.1. La realtà universitaria di Curitiba IV.2. Le esigenze di un nuovo polo universitario IV.3. Il dialogo tra tecnologia, didattica e lo spazio esterno

119


V. PROGETTO DI RESTAURO DELLA TEIXEIRA SOARES 137 V.1. L’inserimento nel contesto urbano V.2. Studio e proposte di intervento V.3. Ambiti progettuali

ALLEGATI 177 BIBLIOGRAFIA 197 RIDUZIONI TAVOLE 205


Abstract In un'epoca caratterizzata dall'iperconnessione, in cui le nuove tecnologie digitali stanno promuovendo nuove forme di comunicazione e di relazione influenzando il modo di percepire lo spazio, questa tesi sviluppa una riflessione sul tema del restauro e su quali siano i nuovi possibili margini di intervento nel recupero di un'architettura del Novecento. Viene tracciato un quadro sull'identità delle preesistenze in un clima di comunicazione pervasiva che negli anni '90 si credeva portasse l'edificio a diventare un oggetto immateriale, icona telematica priva di sostanza. In questa realtà inedita e stimolante prende vita l'ipotesi di restauro e di rifunzionalizzazione dell' Edificio Art Déco Teixeira Soares attraverso un progetto di riattivazione di uno spazio legato, fino a pochi anni fa, alla gestione ferroviaria, che rinnova i suoi spazi a nuovo polo universitario. Il restauro propone la vecchia sede amministrativa ferroviaria come nuovo nodo urbano aperto non solo agli studenti, ma a tutti i cittadini. Tuttavia l'Università nella società dell'informazione impone di confrontarsi con competenze diverse da quelle precedenti. Se fino a pochi anni fa eravamo obbligati a postazioni fisse per la didattica ora non ci sono potenzialmente limitazioni spaziali e si può scegliere di studiare in qualsiasi luogo a qualsiasi ora. Per questo motivo gli spazi devono essere pensati secondo diversi gradienti di privacy: da quelli più autonomi, a spazi di interazione fra realtà diverse, sino a spazi accessibili al pubblico. Da queste premesse si può ben definire come la nuova sistemazione a polo universitario si pone in perfetta assonanza con il carattere ampio e identitario dell'edificio. Perchè a Curitiba? Curitiba, capitale dello Stato Brasiliano del Paranà, da molti anni sta potenziando il sistema universitario per diventare punto di riferimento per studenti brasiliani e stranieri. Ma Curitiba è anche una città che si è ipertroficamente sviluppata e pesantemente trasformata negli ultimi decenni e, proprio per la strategia urbanistica di ristrutturazione di alcuni tessuti storici, diventa importante la proposta di un restauro critico che promuova la conservazione di edifici simbolo di una modernità dimenticata. Questi presupposti hanno fatto propendere il lavoro di tesi verso due direzioni: la comprensione e la restituzione dell'unità figurativa dell'edificio Art Dèco e la rifunzionalizzazione degli spazi di minore interesse architettonico, per ospitare la nuova funzione universitaria, rispettando il principio di compatibilità e senza trascurare le necessità dei nuovi spazi di apprendimento. Ne deriva così l'ipotesi di estendere le potenzialità spaziali della fabbrica oltre il suo involucro per ragionare su un programma che metta in relazione l'interno con l'esterno, in una condizione in cui le persone siano rese partecipi di uno spazio esterno che, informato dalle nuove tecnologie, diviene esso stesso luogo per la didattica.

9


Abstract | english version This dissertation reflects on the topic of restoration while considering which are the current aims for intervention in a Twentieth Century architecture, in a digital era where new technologies are promoting new forms of communication and relationship, influencing the way of perceiving space. The purpose is to draw a picture of the pre-existence identity in a climate of pervasive communication, whereas in the nineties it was believed that the digital process would turn the building into a virtual object, a telematic icon without substance. Within this unique and challenging reality, the idea of restoration and re-functionalization of the Art DĂŠco building Teixeira Soares comes to life through a reactivation project of a space that until a few years ago was linked to the railway management. The project aim is to renew this space as a new university hub and to propose the restoration of the old railway administrative headquarters as a new urban node not exclusively open to students, but to all citizens. Plus, in the contemporary informational society, the University requires people to deal with responsibilities that are different from the previous ones. A few years ago we were forced to designated positions for teaching, while nowadays there are potentially no spatial limitations, indeed everyone can choose to study at any place and any time. For this reason, the space must be designed according to different gradients of privacy: from the most autonomous areas, to those that allow interaction between different realities, until the publicly accessible ones. The new University has to be the new creative core in order to become the new home of the most talented workforces. Starting from these premises, it is possible to clearly describe how the new university function reveals to be in perfect harmony with the wide character of the building as well as with its historical identity. Why Curitiba? During the past few years, the capital of the Brazilian state of ParanĂĄ has been enhancing its university system to become a reference hub for both Brazilian and foreign students. Besides, in the last decades, Curitiba has been hypertrophically developing until this city has been heavily transformed. Because of the urban strategy of restructuring some of the historical districts of the city, the proposal of a critical restoration becomes important in order to promote the preservation of those buildings that are symbols of a forgotten modernity. These assumptions led this research towards two directions: understanding the figurative importance of the Art DĂŠco architecture and, at the same time, suggesting the refunctionalization of the spaces with less identity, in order to host the new university function while respecting the main principle of compatibility, without underestimating the needs of the new learning spaces. Hence, the hypothesis of this thesis is to extend the industry spatial potential beyond its shell by promoting a program that relates the interior with the exterior, while designing a condition where people become active participants in an outdoor area that, being informed by new technologies, becomes a place for studying and therefore defines a space for learning outdoor.

11


I. INQUADRAMENTO STORICO


I.1. La storia e l’evoluzione della ferrovia nello stato del Paranà Le origini della ferrovia Alla base della rivoluzione industriale, che ha profondamente mutato la storia del ‘700, vi sono state importanti invenzioni che hanno trasformato il mondo del lavoro. Nel 1712, il britannico Thomas Newcomen inventò la macchina a vapore, perfezionata da James Watt nel 1770, che veniva usata principalmente nei frantoi agricoli e per l’azionamento delle pompe per l’acqua nelle miniere. Il sistema a vapore è stato uno degli strumenti chiave della rivoluzione industriale iniziata in Inghilterra nel 18° secolo. Quando l’inglese Richard Trevithick sviluppò la prima macchina a vapore, montata su di un telaio a quattro ruote che poteva muoversi su rotaie, fu la nascita, nel 1804, della prima locomotiva. Le prime sperimentali avventure ferroviarie1 furono attuate in Europa e in America ma sembrarono destinate a fallire in pochi anni senza alcun seguito. La prima linea ferroviaria aperta ai viaggiatori fu realizzata in Scozia nel 1825. La nuova tecnologia si diffuse poi in Francia e negli Stati Uniti e, negli anni quaranta, anche in Italia2. La ferrovia divenne il simbolo della modernità, lo strumento del progresso che interpretava lo spirito della nuova epoca3 tanto da divenire soggetto d’interesse dei poeti e degli artisti4 con una visione romantica. Ma il treno, utilizzabile da parte di ogni cittadino, divenne ben presto il mezzo di tutti5 fino a rappresentare un bene comune prezioso e inalienabile. La ferrovia, creando un diretto collegamento tra le città, favorì gli scambi e portò un forte sviluppo economico. Le città videro una profonda trasformazione urbana e nei territori e, rendendo accessibili aree lontane in tempi prima inimmaginabili, si attuarono importanti piani urbanistici e territoriali. Ma le città dovettero adattarsi all’arrivo dei binari, mentre in Italia la realizzazione delle stazioni si scontrava con il tessuto storico, in particolar modo con le particolari caratteristiche morfologiche, con la bellezza del paesaggio e con il rispetto dei monumenti, in Brasile le ferrovie divennero nuovi poli di attrazione ed elementi fondamentali per il

1     L’inizio della ferrovia avviene nel 17° secolo quando nelle miniere, per il trasporto dei carri di carbone, venivano usate rotaie in legno che poi vennero rivestite di metallo e, nel 18° secolo, realizzate interamente in ferro. 2     In Italia la prima linea fu nel 1839 nel Regno delle Due Sicilie a cui seguì quella nel Lombardo-veneto nel 1840. 3     Per i futuristi la ferrovia diviene simbolo del futuro. 4     Molti pittori hanno dipinto come soggetto la ferrovia come presenza moderna nelle città: Monet, Degas, Turner… 5     “Il Vagone di terza classe” (Le Wagon de troisième classe) è un dipinto del pittore francese Honoré Daumier, del 1862, attualmente esposto presso il National Gallery of Canada di Ottawa, che ritrae passeggeri di umili origini.

14


Tramroad Locomotive, 1804 Richard Trevithick

15


successivo sviluppo urbano. All’arrivo della linea ferroviaria, nelle città seguiva di conseguenza la costruzione della stazione ferroviaria. Le prime stazioni erano piccoli fabbricati costruiti in legno ma le dimensioni aumentarono velocemente per accogliere il traffico che cresceva incessantemente. La stazione rappresentava un’entità nuova all’interno della città con un rapporto dialettico non sempre positivo in quanto talvolta comportava problemi, soprattutto dal punto di vista urbanistico, di difficile soluzione ; gli architetti però si cimentarono soprattutto nella ricerca architettonica di forme innovative per il fabbricato viaggiatori e per il piazzale antistante, mentre gli ingegneri cercarono soluzioni essenziali per i problemi legati agli impianti tecnologici. La stazione dall’Ottocento fino all’epoca della seconda guerra mondiale ha subito diverse fasi1. Nell’Ottocento nel campo della cultura e dell’arte prevalevano accademismo e romanticismo; in Italia i principali progettisti italiani delle prime stazioni facevano capo alla scuola torinese2 e alla scuola di Brera3, dando esempi di ricerca formale ed astratta della purezza classica con sovrastrutture ornamentali fino all’eclettismo. L’architettura era principalmente basata sull’uso del ferro e sulle forme classiciste, che richiamavano la monumentalità e il prestigio. Dall’altra parte gli ingegneri davano vita a ponti, viadotti e fabbricati con un nuovo linguaggio dato dalla spontaneità e dalle forme purissime. Fin dalla stazione di Liverpool road a Manchester, considerata la più antica, la progettazione ha dovuto combinare il significato di nuova porta della città e di simbolo del progresso tecnologico. Ma l’importanza della città è uno dei fattori che più influisce sulla tipologia delle stazioni. Le città più importanti venivano raggiunte da una o più linee ferroviarie che terminavano in stazioni di testa. Le stazioni di testa, fino a 30.000 mq, erano solitamente organizzate con una pianta ad U con corpo centrale sopraelevato per la biglietteria, mentre al primo piano erano collocati gli alloggi del personale; nei corpi bassi laterali erano collocate le sale d’aspetto, il caffè, i ristoranti, le rimesse e le scuderie per i cavalli. Nei pressi della stazione erano collocati i magazzini merci, e le officine. Le città di minore importanza, invece, erano servite da una linea ferroviaria di transito,     -dal 1830 al 1845 vengono realizzate le prime modeste stazioni soprattutto in Gran Bretagna e negli Stati Uniti, -dal 1845 al 1850 vengono individuate soluzioni di alta qualità tra cui la Gare de l’Est a Parigi che diventa il modello principale, -tra il 1860 e il 1890 vengono elaborate soluzioni sempre più raffinate, -tra il 1890 e il 1914 emerge un’esasperazione dell’architettura e delle soluzioni ingegneristiche ed infine -tra il 1915 e il 1956 un linguaggio architettonico contemporaneo. 2     di Carlo Promis (Frizzi, Formento, Antonelli, Mazzucchetti) 3     Brogli, Nava, Moretti, Stacchini 1

16


Il vagone di terza classe, 1862 HonorĂŠ Daumier

17


per la fermata semplice, ed erano di circa 5.000 mq, con uno o due binari o attrezzate per l’incrocio dei treni. Alcune tipiche caratteristiche costruttive distinguono la stazione dalle altre tipologie edilizie: la copertura molto ampia e talvolta la presenza di una torre1. Tipologicamente le prime soluzioni della seconda metà dell’Ottocento, con la ricerca del grandioso e del monumentale, presentavano un grande atrio di proporzioni gigantesche2, come spazio intermediario fra la città e i binari. Ma anche le funzioni mutano e riflettono il passare del tempo, se nell’Ottocento grandi spazi vengono dedicati alle sale d’attesa e al ristorante con una divisione in classi e genere, nel XX secolo invece si pone più attenzione ai servizi con servizi igienici, saloni da barba, profumerie, sale di scrittura e farmacie. Agli inizi del Novecento l’innovazione del cemento armato offrì agli ingegneri maggiori possibilità creative, anche se il ferro non venne abbandonato per la snellezza e la facilità di montaggio, e dal petrolio delle lampade si passò all’illuminazione elettrica3. Anche le grandi esposizioni universali, che ebbero luogo a cavallo tra i due secoli, portarono ad un messaggio universale di rinnovamento che era proprio dello stile razionalista con la ricerca della semplicità, dell’armonia, della sincerità espressiva legata alla funzione. Esempio di moderna architettura funzionalista è Santa Maria Novella4 a Firenze, del 1935, di linee semplici, di impianto razionale e con materiali tradizionali. Con la seconda guerra mondiale molte stazioni sono state colpite e, dopo il conflitto, si è tentato il recupero o la ricostruzione totale ex-novo. Lo sviluppo ferroviario ha subito pesanti trasformazioni nel corso della sua evoluzione, se inizialmente la stazione era fortemente richiesta perché portava lo sviluppo degli scambi nelle città, in seguito la divisione urbanistica che comportava creava forti conflitti, ed infine, con il calo dell’utilizzo delle rotaie, si è posto il problema del riutilizzo di tutti gli edifici accessori, talvolta riqualificati a museo o trasformati in centri commerciali5.

Le ferrovie brasiliane In Brasile il trasporto delle merci inizialmente avveniva attraverso centinaia di mulattiere che convogliavano la produzione agricola dall’interno del paese verso i centri urbani e i porti per l’esportazione. Nel 1828, durante il regno di Dom Pedro e durante la reggenza provvisoria, nel 1835, venne offerta ad investitori privati una concessione per la costru-

    Come a Boston, Worcester e Detroit.     Francoforte, New York City Milano Centrale. 3     1892 Torino Porta Nuova 4     Firenze Santa Maria Novella (abbreviata Firenze SMN) è la stazione centrale di Firenze, la quarta in Italia per flusso di passeggeri. Il fabbricato viaggiatori fu progettato all'inizio degli anni trenta da un team di architetti detto Gruppo Toscano, guidati da Giovanni Michelucci. 5     Come la Gare d’Orsay a Parigi. 1 2

18


Sviluppo delle strade ferrate brasiliane

19


zione e l’esercizio per 40 anni di strade ferrate, ma nessun investitore dimostrò interesse. Il primo tentativo di trasporto ferroviario fu nel 1840  con il medico inglese Thomas Cochrane che ottenne una concessione per la costruzione, mai realizzata, di una ferrovia fra Rio de Janeiro e San Paolo. Successivamente il dottor Cochrane organizzò il primo sistema di carri ferroviari a trazione animale del paese, a Rio de Janeiro, gestito dalla Companhia Carris de Ferro. A metà degli anni Quaranta, l’impresario Irineu Evangelista de Sousa, al ritorno da un viaggio d’affari in Inghilterra dove conobbe le fabbriche, le fonderie e il mondo delle imprese capitalistiche, si convinse che il Brasile doveva intraprendere il cammino dell’industrializzazione. Al suo rientro decise di diventare un imprenditore industriale investendo nei settori più diversi, fra cui quello ferroviario. Nel 1852 Irineu Evangelista sottoscrisse un contratto con la provincia di Rio de Janeiro per un collegamento ferroviario fra la spiaggia di Estrela e Petrópolis. Nel 1854, durante il viaggio inaugurale, l’imperatore Pietro II concesse in premio a Irineu Evangelista de Souza il riconoscimento del titolo di Barone di Mauá. La locomotiva, la prima ad operare in Brasile, battezzata Baronesa1, percorse la distanza di 14,5 km fra la spiaggia di Estrela e Fragoso, con una velocità media di 38 km / h. Dopo l’inaugurazione della strada ferrata di Petrópolis, altre compagnie ferroviarie ampliarono la rete ferroviaria in 222 dei 26  Stati federati del Brasile. L’espansione ferroviaria dell’inizio del XX secolo portò sviluppo economico e sociale ad innumerevoli comuni dell’interno. Ma l’espansione sfrenata provocò alcuni problemi che perdurano fino ad oggi: Diversi tipi di scartamento che impediscono l’unificazione della rete ferroviaria nazionale, con la diffusione dello scartamento metrico per questioni di economia; Tracciati sinuosi, costruiti con lo scopo di una riduzione dei costi di costruzione o garantendo un grande margine ai costruttori3, ma pregiudicando l’efficienza del trasporto ferroviario. Stato e privati dovranno investire per la correzione/rettificazione di parte di questi tracciati e smantellandone altri antieconomici durante tutto il XX secolo, sottraendo investimenti alla modernizzazione della rete ferroviaria. Piccole ferrovie disperse e isolate furono costruite per tutto il territorio nazionale, ma in breve tempo entravano in fallimento, obbligando lo Stato ad acquisire diverse compagnie ferroviarie per impedire il collasso economico delle regioni dipendenti da questo mezzo di trasporto.

    Baronesa in omaggio alla moglie di Irineu.     Più il Distretto Federale. 3     All'inizio del XX secolo, lo Stato pagava i costruttori di ferrovie pubbliche per chilometro costruito. 1 2

20


Sviluppo delle strade ferrate brasiliane

21


Negli anni trenta e quaranta lo Stato investì nella riorganizzazione finanziaria e tecnica delle ferrovie pubbliche. Negli anni cinquanta, con l’espansione della rete stradale, i difetti della rete ferroviaria si fecero via via più evidenti e molte compagnie furono nazionalizzate per evitare una catena di fallimenti. Dopo la nazionalizzazione di varie ferrovie, lo Stato brasiliano decise di unificarle amministrativamente. Il 30 settembre 1957 fu fondata la Rede Ferroviária Federal (RFFSA) che unificò 42 ferrovie, creando un sistema regionale composto da 22 linee; solamente le ferrovie statalizzate dal governo di San Paolo rimasero fuori dalla RFFSA, formando nel 1971 la compagnia statale Fepasa1. Durante le crisi petrolifere ed economiche degli anni 1980, gli investimenti pubblici nelle ferrovie diminuirono, causando lo smantellamento parziale della rete. Il governo decise allora di dare in concessione il trasporto ferroviario merci ai privati. Nel 2007, la Rete fu ufficialmente estinta. Nel 2011 il trasporto merci per iniziativa privata si trovava in una buona fase, recuperando parzialmente le perdite dell’ultimo periodo dell’era statale. Nel 2008, il governo federale ha annunciato la costruzione della ferrovia ad alta velocità Rio de Janeiro-San Paolo. Attualmente il Brasile sta preparando un accordo con Perù e Cina per costruire una ferrovia transoceanica2 che dovrebbe collegare l’Oceano Atlantico al Pacifico. Un investimento da 30 miliardi di dollari  che punta ad essere un’alternativa al Canale di Panama.

La Rete ferroviaria Paranaguá-Curitiba Controversie economiche, ostacoli burocratici, interferenze politiche e mancanza di soldi dello stato sono motivi sempre più comuni per giustificare il ritardo di qualsiasi opera pubblica. Anche un secolo e mezzo fa il progetto di uno dei più importanti edifici ferroviari del Brasile imperiale stentò a decollare per motivi molto simili. Aperto il 2 febbraio 1885, la ferrovia Paranaguá-Curitiba deve la sua esistenza alle manovre politiche del governo imperiale, che, nonostante interessi divergenti e mancanza di risorse, volle realizzare il collegamento tra la capitale e la costa di Paraná. Il vecchio tracciato ferroviario oggi rimane un punto di riferimento per la sua ingegneria,

1     Dopo aver statalizzato le sue principali ferrovie, il governo di San Paolo decise di unificarle amministrativamente prendendo esempio dalla RFFSA, formando così la Ferrovia Paulista SA (Fepasa) il 10 novembre 1971. 2     che dovrebbe collegare l’Oceano Atlantico al Pacifico. Un investimento da 30 miliardi di dollari  che punta ad essere una (altra) alternativa al Canale di Panama e che conterebbe su una sostanziosa partecipazione di investitori cinesi. Come spiega il giornale brasiliano Folha de Sao Paulola la Cina dipende e dipenderà sempre di più dai prodotti agricoli brasiliani, in particolare per i semi di soia e per questo è molto interessata ad una ferrovia che porti direttamente le merci sulla costa pacifica del Perù, evitando così di far passare le sue navi dal Canale di Panama in via di ampliamento (e sotto influenza USA)  oppure da quello in progetto in Nicaragua.

22


La Rete ferroviaria Paranaguรก-Curitiba

23


per l’importanza economica e la bellezza delle sue strutture che, attraverso i tunnel nella roccia e i ponti che sembrano galleggiare nel vuoto, si piega sopra le scogliere e sfida gli spiriti più coraggiosi. Il percorso della linea ferroviaria iniziò nel 1871 con Rebolledo ma i suoi appunti non sono rimasti. L’indagine dei primi studi della ferrovia, nel 1876, è dovuta all’ingegnere Carlos Rivière che ha redatto la prima mappa speciale della provincia di Paraná con le prime informazioni geologiche, orografiche e idrologiche. Finalmente nel 1880 Dom Pedro II posa a Paranaguá la prima pietra angolare che segna l’inzio della costruzione della rete. Ma prima della realizzazione della ferrovia sono stati necessari molti interventi: abbattere la foresta e fare movimenti di terra per livellare il terreno, esplosioni e perforazioni per aprire percorsi in montagna. I lavori, soggetti a frane e inondazioni, hanno causato incidenti, alcuni dei quali mortali, ma il flagello più grande dei lavoratori sono state le malattie tropicali, in particolare la malaria e il tifo che afflissero i cantieri soprattutto tra il 1881 e il 1882. Alla realizzazione dell’opera, svolta contemporaneamente su più fronti in tre sezioni del tracciato, non hanno lavorato schiavi, gran parte dei lavoratori erano immigrati e la maggior parte dei posti chiave erano occupati da italiani o tedeschi. Importanti figure resero parte all’opera: Antonio Pereira Rebouças Nato nel 1839 a Bahia, Antonio Rebouças si forma come ingegnere nella Escola Politécnica do Rio de Janeiro e si specializza in Europa nella costruzione di ponti e tracciati ferroviari. L’ingegnere elaborò i primi studi per la costruzione della ferrovia che collegava Curitiba al litorale. Anni prima, tra il 1864 e il 1866, fu incaricato di dirigere la costruzione della Estrada Graciosa. Morì di tifo nel 1874, mentre lavorava per la costruzione di un ponte in ferro di attraversamento del fiume Piracicaba. Antonio Ferrucci Nato a Macerata nel 1829, Ferrucci si formò in Scienze Matematiche Applicate nell’Università di Pisa nel 1848. Con esperienze precedenti nella costruzione di tracciati ferroviari in Italia, lavorò anche in Egitto per seguire la costruzione del Canale di Suez. Si trasferì in Paraná nel 1880 per dirigere la costruzione della ferrovia Paranaguá-Curitiba. L’italiano rivisitò il progettò di Rebouças proponendo alcune modifiche. Morì a Roma nel 1907. João Teixeira Soares Nato nel 1848 in Minas Gerais, si formò come ingegnere nel 1872. All’età di 34 anni assunse la direzione dell’opera della ferrovia dopo il ritiro dal ruolo di direttore lavori di Antonio Ferrucci. Teixeira Soares assunse l’incarico quando iniziava la salita della Serra do Mar; il tracciato più difficile di tutto il percorso. Con la conclusione della strada in ferro nel 1884, l’ingegnere lasciò il Paraná. L’imperatore Pedro II gli concesse la massima onorificenza imperiale “a Comenda da Ordem da Rosa”. Teixeira Soares morì nel 1928 a

24


La Rete ferroviaria Paranaguรก-Curitiba

25


Parigi al servizio del governo brasiliano.

La RFFSA Il 1950 è stato caratterizzato dalla crisi del settore ferroviario brasiliano in quanto il processo di industrializzazione e urbanizzazione ha favorito la rete autostradale. Conseguentemente le società ferroviarie, che fino ad allora avevano tratto profitto, hanno iniziato a fallire. Nel tentativo di frenare questo scenario, il governo federale ha scelto di unificare la gestione delle 18 reti esistenti attraverso la RFFSA, che per 40 anni ha assunto l’incarico di curare la rete ferroviaria in 19 stati brasiliani e gestire, conservare, riorganizzare, ampliare e migliorare circa 1.500 locomotive e, nel 1969, circa 22 mila chilometri di linee nel nordest, sud-est, sud-ovest e sud. Il 25 Settembre 1942 il governo federale istituisce la RVPSC - Rede de Viação Paranà - santa Catarina, con la volontà di creare una compagnia ferroviaria statale che favorisse un maggior controllo di un flusso ferroviario sempre più in espansione. La RVPSC nasce quindi come accorpamento delle seguenti ferrovie: Estrada de ferro Paranà, Estrada de ferro Norte do Paranà, companhia Ferroviària São Paulo - Paranà, Estrada do ferro São Pauolo - Rio Grande; e stabilisce la sua sede proprio nell’edificio Teixeira Soares, da poco ultimato. È importante considerare anche gli eventi storici che avvengono negli anni ‘50, quando la crescita economica dello stato del Paranà e il grande afflusso di utenti nell’utilizzo del sistema ferroviario portano la compagnia RVPSC ad attuare nuove e pesanti trasformazioni per ampliare la sede. Ma le vere trasformazioni politiche avvengono negli anni’60, quando l’Edificio Teixeira Soares diviene sede della compagnia Rede Ferroviària Federal S.A. - RFFSA, istituita dal governo nel 1957 per la Legge n 3.1151. In pochi anni la RFFSA diviene importante simbolo del progresso e di innovazione per tutto lo stato brasiliano, ma a causa di una violenta crisi finanziaria che colpisce il settore ferroviario, nel 1969 le ferrovie sotto la RFFSA furono accorpate in 4 sistemi regionali: Sistam Regional Nordeste, Centro, Centro-Sul e Sul, rispettivamente con sede a Recife, Rio de Janeiro, São Paulo e Porto Alegre. In meno di dieci anni, nel 1976, la RFFSA crea dieci soprintendenze regionali coordinate da una amministrazione centrale con sede a Rio de Janeiro, e quando, nell’arco temporale 1980-1992, una nuova crisi colpisce fortemente il sistema ferroviario la RFFSA viene inclusa nei programmi di destatalizzazione, in data 1992. Nel 1997 la RFFSA viene venduta e attualmente le linee ferroviarie sono controllate dal gruppo ALL, una impresa del gruppo di investimento GP, che nel 2007 portarono all’estinzione definitiva della RFFSA. Nel 2008, dopo la privatizzazione della rete l’immobile Teixeira Soares, ex sede amministrativa della RVPSC, viene concessa alla UFPR, Università Federale del Paranà. 1

    Fonte: RFFSA, Rede Ferroviària Federal S.A.

26


Sede amministrativa della RFFSA Edificio Teixeira Soares

27


Entrambe RVPSC e RFFSA erano imprese ferroviarie che adottavano una politica di vantaggi per i dipendenti e per le comunità che vivevano intorno alle stazioni. Nei dintorni del complesso ferroviario era comune trovare le cosiddette case famiglia, case costruite per i dipendenti, dove vivevano con le rispettive famiglie. Conduttore, frenatore, controllore, ingegneri, capi stazione, vivendo nelle vicinanze del luogo di lavoro, garantivano il buon funzionamento e la manutenzione delle linee ferroviarie. C’erano vari modelli di case ferroviarie: Le semplici case di legno erano solitamente occupate da dipendenti con livello di istruzione più basso, ad esempio, i cosiddetti arigós responsabili della pulizia. Le case in linea al bordo dei binari erano “case famiglia”. C’erano case per due o per quattro famiglie, ognuna con il proprio spazio individuale. Le case di mattoni più grandi erano solitamente occupate da dipendenti con livello di istruzione superiore, come gli ingegneri. Il modello di casa è stato ripetuto con la logica della produzione in serie. Fábio Domingos Batista ha analizzato i progetti e ha identificato 18 tipi di case di legno e 50 case in muratura progettate da tecnici aziendali. Uno dei più grandi centri ferroviari in Paraná è stato costruito vicino all Oficina Curitiba nel quartiere Cajuru che divenne noto per Vilas Oficina; è stato inizialmente formato da 96 case distribuite in sei blocchi. Il Villagem Colorado, vicino allo stadio Durival Britto, è stato un altro importante complesso residenziale. Nel libro “attraverso le rotaie”, gli autori sottolineano che la costruzione di villaggi operai, oltre a rispondere alle esigenze della rete e a soddisfare le richieste dei lavoratori per l’edilizia abitativa, ha contribuito alla formazione di una classe con una propria identità. Il personale della Network Rail, dagli arigós ai sovrintendenti, si sentiva estremamente onorato di lavorare in una società che forniva istruzione per i bambini, piani pensionistici, assistenza sanitaria, alloggio, ed altro. Quando si parla con i lavoratori pensionati si coglie un grande spirito di appartenenza alla società, grande dedizione e rispetto.

L’emblema della RVPSC L’emblema della RVPSC, Rede de Viação Paranà - santa Catarina, presenta all’interno di una cremagliera le iniziali e la scritta della compagnia istituita il 25 Settembre del 1942. Interessante è il messaggio di questo emblema: la cremagliera simboleggia il funzionamento meccanico del sistema ferroviario, mentre la ruota della locomotiva, posta in sommità come base del trasporto ferroviario moderno, attraversa delle fiamme che simboleggiano la bandiera Nazionale, la quale innalzata dalla locomotiva divulga un messaggio, per tutto il paese, di unione e amore per il lavoro.

28


Emblema della RVPSC

29


La condizione attuale della RFFSA In Brasile il progresso delle ferrovie si è fermato da almeno 60 anni. La rapida crescita voluta dal Presidente Juscelino Kubitschek nel 1950, ha fatto sì che il paese si allontanasse sempre di più dalle ferrovie. Dopo tutto, la costruzione di ferrovie è sempre stata più ardua ed ha sempre richiesto per la realizzazione tempi più lunghi rispetto alla costruzione di strade. E’ impossibile crescere “50 anni in cinque”, come Juscelino Kubitschek avrebbe voluto. L’insegnante Dilma de Andrade de Paula, dell’Istituto di Storia dell’Università Federale di Uberlandia, dice che con JK la ferrovia ha cessato di essere oggetto di investimenti internazionali a favore dell’industria automobilistica “Il governo Juscelino Kubitschek ha investito pesantemente nella realizzazione del settore auto, ha aumentato la costruzione di strade, macchine per l’industria, attrezzature e parti di auto. Il massiccio afflusso di investimenti esteri1 è stato accompagnato dalla creazione graduale e dal consolidamento del settore automobilistico “, scrive la storica nell’articolo “154 anni di ferrovie in Brasile “, pubblicato nel 2008. Se la ferrovia, alla metà del secolo scorso, rappresentava la spina dorsale dello sviluppo del Paraná, oggi il treno ha perso terreno a causa dello sviluppo dei trasporti con camion, auto e pullman per merci e passeggeri. Attualmente, solo il 30% delle merci viene trasportato su rotaia in Brasile e circa il 60% con mezzi stradali, il trasporto passeggeri, ha un tasso ancora più basso, solo il 3% dei viaggiatori, Ma anche se sottodimensionata, la ferrovia che collega la capitale dello stato verso la costa gioca ancora un ruolo importante ma, nonostante l’importanza strategica della linea, la sua conservazione è tutt’altro che ideale L’ingegnere Paulo Ferraz, che era capo dell’ufficio RFFSA in Paraná e Santa Catarina, afferma che dopo il processo di privatizzazione, tra il 1996 e il 1998, la qualità della manutenzione delle ferrovie è scesa su tutta la linea in tutto il paese avendo “calato gli standard di manutenzione, chiuso rami di minore redditività e ottimizzato l’utilizzo dei mezzi su ruote”. Slaughter afferma che la rotaia potrebbe essere utilizzata sia per il trasporto di merci che di passeggeri “Ci sono piani e progetti per questo. Speriamo che l’investimento in nuove linee ferroviarie sia posto in essere”. Egli afferma anche che “nel paese ci sono due tipi di indicatori che impediscono allo stesso treno di circolare in diverse ferrovie. Per risolvere questo problema dovrebbe essere costruita una terza rotaia, ma sarebbe troppo costoso. Per ora, il trasbordo è il più conveniente”. Attualmente il viaggio in treno, per il panorama mozzafiato unico in Brasile e i paesaggi lussureggianti della Serra do Mar, attira turisti da tutto il Brasile e il 20% dall’estero, la maggior parte di loro è francese, olandese e tedesca. 1

    Anche la FIAT ha investito molto in Brasile creando grandi industrie automobilistiche.

30


Altro grande problema da risolvere è quello degli immobili che, dopo il processo di privatizzazione nel 1997, sono vuoti e senza nessuna destinazione. La conservazione di questo patrimonio è una grande sfida da affrontare da parte dei governi locali, statali e federali. Le proprietà sono passate sotto un’analisi dell’Istituto Patrimonio Artistico Nazionale (IPHAN) che, dopo aver studiato questo materiale, lo ha dichiarato di interesse culturale. Secondo il sovrintendente di Iphan-PR, José La Pastina Filho, l’agenzia non ha la capacità operativa di amministrare tutti i beni dichiarati di interesse culturale, per cui sono necessarie le partnership con i governi locali per lo smaltimento della proprietà, trasformandole in biblioteche, centri culturale, sede di uffici, musei o centri di informazione turistica. Tuttavia, molte amministrazioni comunali non mostrano interesse e le proprietà sono in balia dell’azione dei vandali e sono senza manutenzione. Questo è ciò che sta accadendo alla stazione Paranaguá, in disuso dal 2000 che si trova in pessime condizioni. Il sito, nell’elenco del Dipartimento di Stato della Cultura dal 1990, è diventato un punto di incontro per i tossicodipendenti. In mezzo a tante storie di abbandono dei beni ferroviari, un particolare progetto dimostra che è possibile coniugare la redditività con la conservazione del patrimonio e della conservazione ambientale. A circa 45 minuti d’auto dal centro di Curitiba si trova, nel comune di Piraquara, la città di Roca Nova. In mezzo a decine di case c’era la vecchia stazione ferroviaria, chiusa, ma conservato. Nel 2000, l’uomo d’affari Ari Portogallo ha comprato la stazione e la vecchia galleria abbandonata dal 1969 e, dopo un importante investimento, ha aperto un ristorante nell’edificio della stazione, e ha trasformato il tunnel in una cantina per i vini prodotti nel Rio Grande do Sul dove il visitatore può vedere tutte le fasi del processo di invecchiamento. Lo sviluppo di Ari Portogallo è la prova che i vincoli ambientali e storico-culturali possono essere visti da qualcuno come ostacoli da altri ,invece, come un’opportunità. Parte della storia della ferrovia di Paranagua-Curitiba può essere raccontata attraverso i treni che si avventuravano sulle scogliere della Serra do Mar. Nel 1966 venne in Brasile Patrick Dollinger, francese appassionato di treni e ferrovie, che rimase colpito dall’abbandono del patrimonio ferroviario e, nel 1977, ha fondato l’Associazione brasiliana di Railway Preservation (ABPF), sulla falsariga di quelle in Europa e negli Stati Uniti. L’entità, senza scopo di lucro, riunisce interessati a preservare e diffondere la storia della ferrovia brasiliano, ogni regione ha il suo ABPF. In Paraná è stata fondata nel novembre 1994 e conta attualmente 12 membri che lavorano volontariamente al recupero di vecchi treni.

31


I.2. La modernità dimenticata a Curitiba: l’Art Déco L'Art Déco in Brasile La modernità era la parola d'ordine per chi visse nella decade tra gli anni '20 e '30 del secolo scorso. Da sola, la parola condensava significati diversi: era la velocità, l'automobile, il grammofono. Il moderno è stata l'ultima moda del momento, segno concreto di emancipazione e autonomia. Moderno è stato tutto ciò che venne costruito e prodotto in quegli anni, e definì anche una serie di denominazioni che solo successivamente vennero descritte come Art Déco1. L'Art Déco è un movimento artistico internazionale che ha avuto inizio in Europa nel 1910, conosce il suo apogeo negli anni 1920 e 1930 ed il declino dal 1935 al 1939. L'Art Deco influenza le arti decorative, l'architettura, l'interior design e il design industriale, così come le arti visive, la moda, la pittura, le arti grafiche e cinematografiche.. Tuttavia proprio perchè considerata una forma popolare e alternativa del Movimento Moderno l'espressione Art Déco, coniata nel 1966 durante la mostra Les Années 25 allestita nel Museu de Artes Decorativas a Parigi, non fu riconosciuta come forma stile proprio. Cubismo ed esotismo, ereditati dalla Art Nouveau, permeano lo stile Déco, senza rinunciare alla raffinatezza, gli oggetti hanno una decorazione geometrizzata, e molti sono i motivi ispiratori tratti dalle antiche civiltà egizia, mesopotamica e precolombiana2. Accanto ad oggetti industrializzati, di design industriale, ci sono anche oggetti fatti a mano in un numero limitato di copie. Anche l'uso di materiali meno nobili, come bakelite, cemento armato, compensato di legno, acciaio tubolare e l'inizio della produzione in serie hanno contribuito ad abbassare i prezzi degli oggetti per una produzione in serie. In architettura il Déco è la tendenza a passare dall'Art Nouveau e dall'eclettismo al modernismo; predominano le linee verticali ed il rigore geometrico con la tendenza a razionalizzare i volumi e gli elementi ornamentali. Ma l'Art Déco all’inizio non viene facilmente accettata, molti committenti, nel costruire le loro fabbriche moderne, richiedono all'architetto di dare alla facciata un tocco decorativo in stile barocco o gotico. Negli Stati Uniti si sviluppano due correnti nell’architettura Déco: lo stile di Miami, con forme più pure con pochi ornamenti, e lo stile di New York e Chicago, fortemente caratterizzato da una ricca decorazione e dall'uso di elementi metallici. (es. New York, l'Empire State Building e il Chrysler Building). L'Art Déco fu perciò una modernità spesso dimenticata e la città di Curitiba è un buon esempio di questo disinteresse nei confronti di uno stile che tuttavia influenzò profonda-

1     Termine derivato dal nome dell'Exposition Internacionale des Arts Décoratifs et Industriels Modernes del 1925. 2     Ad esempio una scrivania in legno laccata, avorio e metallo come riproduzione di un tempio azteco.

32


Chrysler Building, New York, 1930 William van Alen

33


mente l'aspetto architettonico urbano, considerato per un breve periodo espressione di progresso e di innovazione. E nonostante il termine venisse utilizzato per descrivere uno stile appartenete a diversi campi applicati, tuttavia importante è la connotazione moderna che diede alle prime opere pubbliche1, quali i palazzi delle poste e le sedi amministrative, e ai primi grattacielo che segnarono il profilo urbano. L'estetica Art Déco, si diffonde velocemente in teatri, cinema e sale espositive ma, adottando linee più semplificate, influenzò anche le abitazioni operaie popolari e le industrie, dimostrando come questo stile fosse in grado di rispondere anche ad esigenze più popolari, attraverso un'architettura a basso costo caratterizzata da forme ed elementi semplici da riprodurre. Dopotutto, per le sue linee dinamiche ma severe, l'Art Déco divenne l'architettura monumentale simbolo di progresso che caratterizzò lo Estado Novo di Getúlio Vargas2. Per gran parte delle principali città brasiliane, il 1940 significò lo sviluppo di paesaggi urbani verticali in stile Art Déco e variazioni di contenuti razionalisti. San Paolo già alla fine degli anni '20 vedeva l'edificazione dell' edificio Martinelli, mentre a Rio de Janeiro veniva inaugurato il grattacielo del giornale A Noite, dove i concetti perrettiani3 di un'architettura con struttura in cemento armato, vengono eseguiti seguendo un'estetica Art Déco. Anche Curitiba, in quel periodo, conobbe una rapidissima crescita verticale, tuttavia, nonostante l'intensa produzione diffusa per tutta la città, queste architetture vengono dimenticate dai cittadini. Sorge un incredibile vuoto temporale quando si parla di preservare i beni edificati in questo periodo. La modernità che si vuole conservare a Curitiba sembra abbia saltato questi anni, per passare direttamente alla decade del 1950, quando arrivò di fatto l'architettura moderna influenzata dalla scuola carioca e paulista. Il risultato è che a proposito dell'influenza dell' Art Déco a Curitiba si parla poco, ancor meno si fa ricerca e gli edifici appartenenti a questa epoca vengono pesantemente trasformati senza alcuna considerazione per l'architettura dei fabbricati esisitenti. La stessa legge che protegge lo stile eclettico e quello moderno, sembra non prendere in considerazione il periodo Déco4. Tuttavia non si può preservare 1     Diversi esempi di opere pubbliche in stile Art Déco nel Sud America, più precisamente in Brasile, sono i palazzi delle poste e le sedi amministrative delle Reti Ferroviarie.x 2     Getúlio Dornelles Vargas (São Borja, 19 aprile 1882 – Rio de Janeiro, 24 agosto 1954) è stato presidente del Brasile per due periodi, dal 3 novembre 1930 al 29 ottobre 1945 e dal 31 gennaio 1951 al 24 agosto 1954. Nel novembre 1937 promosse un colpo di Stato instaurando lo "Stato nuovo", dittatura di orientamento fascista, centralizzata, nazionalista e industrialista 3     Auguste Perret (Ixelles, 12 febbraio 1874 – Parigi, 25 febbraio 1954) è stato un architetto francese che, oltre alla sua grande attività, è noto anche come maestro di Le Corbusier. Applicò al calcestruzzo forme e proporzioni prese dall'arte greca e dal classicismo francese, con strutture e superfici molto sofisticate. 4     Sutil M. S., Beirais e platibandas: a arquitetura de Curitiba na primeira metade do século 20. Curitiba, UFPR. Tesi di Dottorato, 2003.

34


Viaduto do Chà, São Paulo, 1938 Elisiário da Cunha Bahiana

35


quello che non si conosce e disinteressarsi di uno stile che ha segnato profondamente questa città. In questo caso, la conoscenza e l'analisi diviene il primo passo fondamentale per riaffermare l'architettura Art Déco come testimone di un importante periodo architettonico per valorizzare una parte storica fondamentale del tessuto urbano. In Brasile l'architettura Déco è diffusa in tutto il paese, ma le principali collezioni d'arte brasiliana déco sono concentrate a San Paolo, Rio de Janeiro e Goiânia. Ci sono anche esempi importanti a Campo Grande, con le opere dell'architetto Federico Urlass, Belo Horizonte e Juiz de Fora, oltre a molti altri. Altri complessi architettonici significativi in​​ stile Art Déco si trovano in Irai (RS), Cipo (Bahia) e Campina Grande (PB). E' stata l’Art Déco che ha ispirato i primi edifici a Goiânia, nuova capitale del Goiás, progettata nel 1933 da Attilio Correa Lima, il cui patrimonio architettonico è considerato uno dei più significativi del paese. Anche all'interno dello Stato di Goiás, Ipameri ha, nel centro della città, il più grande patrimonio di architettura Art Déco conservata: il Teatro Stella, la Banca del Brasile, il Municipio, l'edificio della Chevrolet e Ford Anche San Paolo ha grandi esempi, come l'edificio della Banca di San Paolo, e alcune opere eseguite dall'architetto Rino Levi. In Brasile, lo stile ha influenzato artisti come scultori e pittori ed il Cristo Redentore di Rio de Janeiro è la più grande statua Art Déco nel mondo, costruita tra il 1922-1931. Nell'urbanistica troviamo una forte influenza del modernismo nella gerarchia delle strade, con i flussi lenti separati da quelli veloci, e nelle città radiali come il piano urbanistico Déco utilizzato a Goiania che segue un prototipo di città-giardino di Ebenezer Howard e realizza la presenza dei punti della Carta di Atene (lavorare, vivere, ricreare e circolare). Elisario Bahiana Elisiário Antonio da Cunha Bahia (Rio de Janeiro RJ 1891 - São Paulo SP 1980) si iscrive nel 1908 alla Scuola Nazionale di Belle Arti - Enba di Rio de Janeiro, dove il padre e lo zio, gli architetti Oscar Henrique da Cunha Bahia e Bahia Gastão sono insegnanti. Si laurea nel 1920 distinguendosi come il miglior studente. Dal 1920 al 1927 lavora a Rio de Janeiro con gli architetti Enoch da Rocha Lima, Mário dos Santos Maia e Joseph Gire e la Sociedade Comercial e Construtora Ltda, e svolge progetti anche a San Paolo, dove si trasferisce definitivamente nel 1930. Nel 1943 inizia il suo insegnamento presso la Facoltà di Ingegneria, che dà poi origine alla scuola Mackenzie Architettura, dove dà lezioni di pratica professionale e del paesaggio fino al 1970. Rappresentante di una generazione di architetti formati nei primi decenni del XX secolo, Elisiário Bahia si distingue per la costruzione a San Paolo di icone del paesaggio urbano degli anni 1930 e 1940, come il viadotto Chá, 1934/1938, e gli edifici Saldanha Marinho

36


Edifìcio Saldanha Marinho, São Paulo, 1933 Elisiário da Cunha Bahiana

37


1929 / 19331 e João Bricola, 1936-1939. La sua produzione, identificata come Art Déco, guida lo sviluppo dell'architettura moderna in Brasile, sia attraverso l'uso di nuove tecnologie, come il cemento armato, sia attraverso l'adozione di un linguaggio geometrico astratto quasi totalmente spogliato dagli ornamenti1. Tra il 1920 e il 1927 opera a Rio de Janeiro e progetta con l'architetto francese Joseph Gire la Notte (“La Noite”), sede della redazione del giornale, che è considerato uno degli edifici in cemento armato più alto dell’America Latina dell’epoca - con 24 piani e 102,5 metri2. Ispirato dall’architetto francese Auguste Perret, Bahia cerca un'architettura che è l'espressione della nuova tecnologia del cemento armato. Questa ricerca, tuttavia, non implica l'adozione dei cinque punti dell'architettura moderna di Le Corbusier o lo sfruttamento delle sue possibilità tecniche ed artistiche come nella produzione di Oscar Niemeyer. Essa si verifica all'interno della composizione, rivelando il legame dell'architetto carioca con la tradizione accademica appresa alla Scuola Nazionale di Belle Arti - Enba. Infatti è chiaro che l'architetto sostiene ancora il metodo della composizione Beaux-Arts che è caratterizzata dallo sviluppo tripartito delle facciate - corpo di base e la corona - e la precisa definizione di assi ortogonali fra loro non solo per organizzare la disposizione delle facciate interne ma garantendo così una simmetria della composizione. L'attenzione alla struttura, l'economia formale dei suoi edifici, ma allo stesso tempo la permanenza di certi precetti accademici, in particolare quelli relativi alla composizione, fanno sì che gli storici dell'architettura considerano Elisiário bahiana un architetto di transizione tra la tradizione Beaux arti e l'architettura moderna.

A Curitiba la prima casa Art Déco La storia del primo edificio modernista a Curitiba ha lasciato la maggior parte dei cittadini del 1930 molto perplessi. A molti sembrava una casa molto divertente, quasi l’opera di un pazzo. Non vi era il solito tetto a falde ed i vicini arrivarono a raccogliere dei fondi da dare a Federico Kirchgässner perché potesse dare alla casa la decenza di un grande tetto spiovente. All’epoca una casa senza tetto, con solo una terrazza come copertura e dei portici che incorniciano i paesaggi, era davvero troppo insolita per essere compresa. Il rapporto delle persone con l’opera inizialmente è stato bizzarro. All’ingresso la porta a vetri, con due piccole finestre ai lati, aveva la forma di una croce, e i passanti fermandosi si facevano il segno della croce, credendo di essere di fronte ad una cappella; allora l’archi-

    Correia T., Art déco e indústria – Brasil, décadas de 1930 e 1940, O Art déco no Brasil. Anais do Museu Paulista: História e Cultura Material. Arquivado desde o original em 19 de dezembro de 2012. Consultado em 21 de outubro de 2010. 2     la sua struttura è dimensionata dall'ingegnere Emilio Henrique Baumgart. 1

38


Sede do Jornàl A Noite, Rio de Janeiro,1930 Elisiário da Cunha Bahiana

39


tetto Kirchgässner, indignato, trasformò la porta finestra e portò l'ingresso principale della casa sul lato. "Molte persone si sono fermate davanti al lavoro in corso a chiedere cosa fosse e hanno detto che era sciocco investire denaro per un’opera così orribile " scrive nel suo libro l’architetto Iran Dudeque. Anche se la casa non veniva apprezzata, la gente non riusciva però a contenere la curiosità di sapere come era dentro. Si può immaginare la reazione dei cittadini di Curitiba, abituati alla latrina, nel sapere che casa Kirchgässner aveva un bagno accanto alla camera da letto matrimoniale. Il bagno e gli armadi erano qualcosa di impensabile all'epoca. All’interno la disposizione delle camere era scandalosa per le famiglie tradizionaliste. La residenza aveva una sola camera da letto, matrimoniale, con le pareti a strisce grigie, luci blu, verde e oro che denotavano l’amore per l’arte greca condiviso dai due artisti Federico e Hilda. Ma c’era una sola camera in questa casa, a presupporre che la coppia di innamorati non aveva alcuna intenzione di avere figli. Ma ne ebbero due e con la nascita del secondo la sala della musica fu trasformata in una camera da letto. In realtà questo edificio, progettato e costruito da Frederick Kirchgässner come propria abitazione nel 1930, segna la prima manifestazione di architettura modernista a Curitiba1. Questa casa è un piccolo capolavoro, sia per il progetto che per la cura nella tecnica costruttiva, per i portici e l'uso della terrazza all'ultimo piano, sia per la raffinatezza con cui sono stati eseguiti tutti i dettagli della casa, dagli infissi fino ai mobili.

L’architetto Frederich Kirchgässner Frederico Kirchgässner, nato a Dortmund in Germania, è stato portato in Brasile dai suoi genitori dove è stato registrato come nato il 12 Aprile 1899 in Ibirama, Santa Catarina. Da bambino si è trasferito a Curitiba ed ha studiato presso la scuola tedesca Jesus College Deutcheknabeuschule Bom. Incoraggiato da uno zio decano della scuola femminile di Baden Baden, si è iscritto ad un corso per corrispondenza alla Scuola d’Arte di Berlino. Nel 1929, Kirchgässner a Berlino, sostenne gli esami fino alla laurea in architettura, frequentando anche un corso di Belle Arti, e lì ha incontrato Hilda, che doveva diventare sua moglie. Kirchgässner ha iniziato a lavorare nella città di Curitiba, come designer nel 1916, rimanendo presso il Dipartimento di Urbanistica fino alla pensione. Morì a Curitiba il 19 agosto 1988. Poeta, pittore, architetto, costruttore, progettista, geometra, Federico Kirchgässner è una delle personalità più affascinanti dell’architettura del Paraná, ma, stranamente, ha ricevuto pochi elogi. Mentre alcuni architetti della migliore formazione culturale, come Lubomir Ficinski, Ma1

    Fonte: Acervo Jornal Gazeta do Povo.

40


Residencia Kirchgässner, Curitiba, 1930 Frederich Kirchgässner

41


noel Coelho e Rafael Dely, hanno sempre ricordato di citare l'importanza di Kirchgässner nell’architettura brasiliana, il ​​suo nome e il suo lavoro sono stati dimenticati, anche per la maggior parte dei professionisti. Per fare un documentario in grado di mostrare al pubblico chi era Federico Kirchgässner e l'importanza del suo lavoro, Faisal Iskander e Naif Salah hanno cercato la sua vedova, la signora Hilda, i suoi due figli e una nipote, per mettere in immagini la vita di questo uomo che oggi a Curitiba non ha neppure una strada intitolata a suo nome. Precursore di molte idee, che l’amministrazione di Jaime Lerner ha usato come marketing promozionale (es, negli anni '30, una sorta di veicolo "ligeirinho" su rotaie), Kirchgässner avrebbe dovuto essere lodato in modo più concreto, compresa la valutazione di una delle sue opere più significative, la propria residenza. L'architetto Imaguire Jr., nel corso di Ingegneria [UFPR] , ha avuto questa iniziativa : impostare un lavoro di sei mesi di alcuni studenti per la riproduzione del modello di casa Kirchgässner, per il design molto avanzato per suo il tempo. Nella costruzione si riflettono i suoi principi di progettazione "del nuovo linguaggio architettonico che difende le forme geometriche pure, la ricerca dell'essenza, la creazione di un ambiente armonioso con la condizione fondamentale per il rinnovamento dell'uomo " come ha scritto la professoressa Maria Luisa Piermartiri nel catalogo della mostra delle sue opere, l’unica esposizione tenutasi in suo onore. Si sottolinea anche che "nella casa, sono stati oggetto di nuove proposte non solo l'edificio, ma anche i mobili, le carte da parati e gli infissi, in linea con la posizione gropiusiana che l’architettura è il coronamento di tutte le arti”."Nel mosaico di modernità che si stava tessendo in Germania tra le due guerre è come se una tessera si fosse trasferita a Curitiba, condensando in un singolo artista modalità varie". Purtroppo, la città non ha capito la sua visione d'avanguardia e Kirchgässner non ha avuto molte possibilità di sviluppare altri progetti, dedicando quindi se stesso più all’urbanistica, come uno dei primi responsabili del master plan di Curitiba. Si dedicò anche alla pittura ad olio, alla penna e all’inchiostro, e “nelle sue opere appare la sua concezione romantica su temi come la nascita di un'idea o la denuncia di false illusioni della gente", come ha detto Maria Luisa Piermartiri. Poeta, con una visione umanistica, Kirchgässner merita di essere ricordato per aver introdotto in Brasile i moderni concetti di architettura, un vero pioniere dell'architettura del Paraná.

42


Residencia Kirchgässner, Curitiba, 1930 Frederich Kirchgässner

43


I.3. Curitiba: la relazione tra il centro storico e il quartiere Rebouças Le origini della città Curitiba venne fondata nel 1693 dai portoghesi come villaggio coloniale, con il nome Villa da Nossa Senhora da Luz dos Pinhais. Il nome venne cambiato in Curityba nel 1721. Il primo nucleo urbano1, protetto dal fiume Ivo e il fiume Belem, sorgeva a largo do Matriz dove venne costruita la prima chiesa, prima e unica edificazione in pietra dell’epoca. Nel 1853 il Paranà, che era parte della Provincia di San Paolo, si separa per fondare una provincia autonoma con la città di Curitiba come capitale. Alla fine del secolo XIX l’accesso a Curitiba avveniva da due strade principali dal Mato Grosso (iniziata nel 1871), a ovest, che legava Curitiba all’interno e dalla Graciosa (inaugurata nel 1876), a nordest, che faceva da collegamento al litorale. Quando fu inaugurata la strada di Graziosa i mulini del “maté” vennero trasferiti dal litorale a Curitiba stabilendosi sulla strada del Mato Grosso (oggi Avenida do Batel) e vennero costruiti i palazzetti dove abitava l’elite. Le due strade principali nell’area prossima al centro divennero Batel, o strada del Mato Grosso, e Alto da Glòria, la strada di Graziosa. Nel 1885 Curitiba, con lo sviluppo del capitalismo, si ampliò notevolmente e venne raggiunta dalla ferrovia. Per opera dell'ingegnere italiano Antonio Ferrucci, venne costruita la prima stazione ferroviaria della città, nuovo polo per l'espansione della nuova città industriale. La costruzione della ferrovia Paranaguà-Curitiba agevolò l'esportazione di erva mate2 e legno verso l'Oceano, e contemporaneamente favorì l'afflusso di nuovi immigrati. Nel 1890, a partire dall'inaugurazione della rete ferroviaria Paranguà-Curitiba, la città iniziò a crescere economicamente e demograficamente, espandendosi lungo gli assi di uscita dalla città. Per Villaça sono due i fattori che influenzano le direzioni preferite per l’espansione urbana nelle città brasiliane: le vie regionali (rodovia e ferrovia) e le attrattive naturali. Per Curitiba erano le vie i di trasporto che costituivano il più forte elemento per l’espansione urbana in quanto non aveva grandi attrazioni naturali. Curitiba, delimitata dal Rio Ivo e rio Belem, non aveva grandi ostacoli naturali alla sua espansione come monti, laghi od oceani perciò poteva espandersi a 360°. Venne superato il limite posto dal fiume Ivo, che venne canalizzato. Nel 1894 la prima stazione ferroviaria divenne un edificio a 2 piani progettato da Michelangelo Cuniberti per far fronte al sempre crescente flusso di viaggiatori. Il maggior utilizzo della rete ferroviaria portò ad una crescita urbana velocissima sviluppata secondo una maglia ortogonale. L'asse Barão do Rio Branco vide un importante sviluppo come nuova via di rappresentanza e di ingresso alla città e qui furono costruiti i palazzi pubblici come la sede del governo provinciale (oggi Museo dell’immagine e del suono) e il palazzo del Congresso Provinciale (oggi Camera del Consiglio Comunale), mentre dietro

    Notizie già attorno al 1721 grazie agli scritti dell' ispettore generale portoghese Rafael Pires Pardinho 2     Albero le cui foglie venivano usate per il the 1

44


Inizio XIX secolo

1885

1890

1930

L'evoluzione storica della cittĂ 

45


alla ferrovia continuò ad espandersi l'area industriale con il nome di quartiere Rebouças. Il tracciato ferroviario e il fiume Belem definiscono due limiti importanti e l'espansione della città si rivolge verso nord-ovest. Con il Piano Wilheim-IPPUC, del 1966, la strada Avenida Sete de Setembro, ortogonale al percorso matrice Barão do Rio Branco, divenne una degli assi strutturali della nuova mobilità urbana e fulcro per la nuova espansione urbana verticale, spesso a discapito dell'edilizia storica presente. Quando, attorno al 1970, venne dismessa la stazione ferroviaria e venne smantellata una parte dei tracciati ferroviari, furono collegati tra loro gli assi urbani esistenti, come Rua Rockfeller. La città industriale venne trasferita a sud della città di Curitiba e il quartiere Rebouças divenne un quartiere malfamato. Nel 18801 fu realizzata la prima grande opera di risanamento di Curitiba con la costruzione del Passeio Publico (Parco Pubblico), tra il Centro e Rua Alto da Gloria, con l’obiettivo di drenare il rio Belém. In direzione sud della stazione, nella zona sud/sud-est, si formarono più tardi i quartieri popolari di Curitiba, includendo anche i municipi vicini lungo la linea ferroviaria., dove è il quartiere Porto. In questa zona pianeggiante, spesso inondata dal rio Iguaçu, si concentrarono i clandestini e nacquero le prime favelas , nel 1940-1950, prima nel quartiere Quiteria e più tardi la favela Pinto. Importante trasformazione urbana avvenne nel 1950 quando si diffuse il processo di verticalizzazione (già nel 1933 fu inaugurato il primo grattacielo di Curitiba ubicato nell’area di Cinelandia, in centro), fu costruito il Centro Civico, centro amministrativo, in un’area attigua al centro, in piazza Tiradentes venne costruita la cattedrale e nel centro venne costruito il Palazzo Iguaçu, nuova sede del Governo dello Stato. Dapprima i grattacieli erano destinati a commerci e servizi, poi nel 19602 e 1970 si cominciarono a costruire alti edifici residenziali. Di questo periodo è il “nuovo centro” a Batel rivolto ai gruppi di alto reddito. Solamente dal 1990 la maggior parte di edifici di commercio e di servizio fu costruita fuori dal limite del centro a Batel, Agua Verde e Bigorrilho. Ma un fatto molto importante che ebbe molte ripercussioni urbanistiche fu l’evoluzione del trasporto pubblico, inizialmente si diffusero i tram a trazione animale nel 1887, che nel 1912 furono sostituiti dal tram elettrico (che all’inizio circolava in centro e che poi si sviluppò fino ad avere tre linee), successivamente i viaggiatori, nel 1928, iniziarono a circolare con gli autobus, più a buon mercato. Queste scelte alla fine portarono addirittura alla dismissione della ferrovia con tutte le conseguenti variazioni urbanistiche.

La stazione di Curitiba Dopo l'inaugurazione della linea ferroviaria nel 1885 si arrivò a completare, seppure con un mese di ritardo rispetto al primo viaggio di linea "ufficiale", anche la costruzione del palazzo storico della stazione a cui seguirono importanti cambiamenti del contesto urbano di Curitiba. La zona della stazione, che un tempo era un luogo circondato da paludi, con lo sviluppo     tra il 1889 e 1900 più di 50.000 immigranti entrarono nel Paranà.     Nel 1966 fu inaugurato il primo grande edificio d’abitazioni , chiamato Nossa Senhora da Luz, in una zona dove poi venne trasferita la Cidade Industrial di Curitiba (CIC). 1 2

46


Anni 2000

La stazione di Curitiba, 1885

47


commerciale divenne un centro di produzione importante per lo sviluppo economico e sociale per la capitale della provincia del Paranà. Ma la stazione, oltre all’edificio principale per il servizio passeggeri, richiedeva anche la realizzazione1 di un’infrastruttura adeguata per ricevere i treni con le merci provenienti dalla costa. Il complesso ferroviario necessitava di officine per la manutenzione, di ricoveri per i treni, di cantieri di manovra e di capannoni. L’area dedicata ai trasporti richiedeva un’estensione notevole e a questo scopo venne scelta una zona a 800 metri dal centro storico in un prolungamento di Rua Leitner, a 800 metri da Rua Do Comércio, a cui era collegata attraverso Rua da Liberdade, l'attuale Rua Barão do Rio Branco. La stazione, analoga al modello italiano semplice, presentava al piano terra, con linee semplici, tre porte per l'accesso dei passeggeri e un orologio sulla parte alta della facciata. Durante la posa della prima pietra della costruzione ferroviaria della stazione di Paranaguá, alla presenza di Dom Pedro II, fu seppellita, proprio sotto la prima pietra, un'urna che conteneva un cucchiaio d'argento con cui l'imperatore aveva posto il cemento, i giornali del giorno, delle monete e una copia del verbale. L'intenzione era che l'urna venisse aperta durante il primo centenario della ferrovia, invece un'esplosione2 della stazione Paranaguá, nel 1913, distrusse la prima pietra e scomparve l'urna3. Ben presto si rese però necessario l’ampliamento della stazione originaria con una sopraelevazione dell’edificio e l’ingegnere italiano Michelangelo Cuniberti lo realizzò nel 1894,

1     Il più delle volte le ferrovie e le stazioni sviluppavano nuovi centri urbani. Una stazione costruita in una zona isolata nel tempo richiedeva edifici di supporto per i passeggeri: alberghi, bar, ristoranti. D'altra parte, la stazione offriva anche servizi alla popolazione come telegrafo, posta, trasporto valori. C'era una simbiosi tra la stazione e la comunità attorno ad essa. Gran parte delle stazioni brasiliane della seconda metà del 19° secolo e la prima metà del 20° secolo sono state costruite in stile eclettico. Hanno finito per essere divulgatori di questo stile e le nuove tecniche di costruzione. Lungo una linea ferroviaria si trovavano diversi modelli di stazione, alcuni molto semplici ed altri sontuosi, in relazione alla loro posizione sulla rotta della ferrovia, di passaggio o terminali. 2   Il 1 Luglio 1913 un’esplosione ha scosso le strutture dei magazzini della vecchia stazione ferroviaria a Curitiba. L'esplosione è avvenuta dove si trovava un carrello. Secondo i giornali del tempo, vi furono 13 morti e diversi feriti. Il rumore è stato sentito per quasi ogni città e una densa nuvola di fumo ha coperto parte del cielo. Lo stesso giorno, il giornale della sera "Diário da Tarde" ha scritto che "alle due del pomeriggio, più o meno, un frastuono enorme assordante echeggiò nella città. Circa 730 chilogrammi di polvere da sparo, caricati in tre vagoni, sono stati fatti saltare in aria. La danni hanno colpito tutte le case vicine. Pezzi di vagoni sono arrivati quasi ​​ a raggiungere il Congresso, attuale sede del Rio Branco Palace”. A quel tempo si diceva che il materiale era stato venduto dal Ministero della Guerra per essere utilizzato per le gallerie nella Serra do Mar. Tram, linee telegrafiche e telefoniche hanno smesso di funzionare e sembrava una scena di guerra, con animali morti, feriti e morti sul terreno. E’ stata una delle peggiori tragedie della capitale, che all'epoca aveva circa 50 mila abitanti. 3     Nel 1935 è stata seppellita un'altra urna per commemorare il cinquantesimo anniversario della costruzione. Dentro all’urna vi erano i manifesti del giorno per commemorare la data, un grafico che mostrava l'evoluzione delle opere ferroviarie (1880-1885) e una medaglia commemorativa. Cinquant'anni dopo, nel 1985, l’urna è stata aperta. Un'altra urna, con i materiali del centenario, è stata sigillata e seppellita nel giardino della vecchia stazione di Curitiba. Questa urna sarà aperta nel 2035 per commemorare il 150 ° anniversario della ferrovia.

48


La stazione di Curitiba, 1930 e oggi

49


utilizzando le fondamenta e i muri preesistenti. La ferrovia ha avuto un’importanza notevolissima per Curitiba, ne ha diviso la storia tra il prima e il dopo e lo spazio tra fronte e retro. Di fatto fungeva da elemento divisorio tra il fronte, dove il grande afflusso di passeggeri nobilitò l'attuale Rua Barão do Rio Branco come via di rappresentanza e di ingresso alla città, rispetto alla zona retrostante, il quartiere Rebouças, che divenne invece centro dello sviluppo industriale. Ma quando nel 1918 vennero trasferiti gli uffici della società ferroviaria in un'altra posizione, e nel 1949 anche le varie strutture di manutenzione furono trasferite nelle vicinanze del Cappone del quartiere Imbuia, la stazione perse importanza fino ad essere definitivamente dismessa a seguito della crisi ferroviaria, della privatizzazione della rete e dell'apertura della Rodoviaria nel 1972. Dal 1984 il vecchio edificio della stazione nella piazza Eufrásio Correia ospita il Museo Ferroviario ed oggi la stazione si mostra come elemento di facciata dello Shopping Estaçao che sorge alle sue spalle. La sala d'ingresso della stazione è stata conservata proprio come all’epoca e in primo piano vi è il box office con il simbolo del traffico della rete Paraná-Santa Catarina. Nel museo si racconta la storia della ferrovia di Paranaguà-Curitiba e la sua relazione con lo sviluppo economico del Paraná.

Cenni storici sul quartiere Reboucas: ex-quartiere industriale Per iniziativa del commendator Ferrucci, direttore delle ferrovie Curitiba-Paranaguà, fu iniziata la costruzione della stazione ferroviaria di Curitiba in un luogo che distava 800 mt dalla via del commercio in centro città dove vi era spazio sufficiente per ricevere i passeggeri, caricare e manovrare il materiale e gli animali. Grazie allo straordinario sviluppo dell’economia locale, dovuto ai collegamenti ferroviari, si sviluppò di conseguenza anche il quartiere Rebouças nel 1885-1906 e nel 1920 fu la prima zona ad avere acqua condotta, luce elettrica, marciapiedi e collettori fognari. Il quartiere Rebouças, nato infatti dal sorgere del tracciato ferroviario, è oggi una delle aree più interessanti da analizzare nel tessuto storico di Curitiba. Da un passato industriale che svanì, ad un periodo di abbandono, questo quartiere di cui l'Edificio Teixeira Soares è simbolo storico, sta attraversando nell'ultimo decennio un tentativo di rinascita. É infatti molta la potenzialità di questo luogo che, se pur nato come polo di riferimento contrapposto al centro storico, ha perso con il tempo la sua importanza. Nel 1943, anno di costruzione dell'Edificio Teixeira Soares, il quartiere venne rafforzato nella sua vocazione di zona industriale attraverso il Piano dell''urbanista Alfred Agache1, che riconoscendo il crescente commercio che avveniva in quell'area, previde di rafforzare il quartiere attraverso miglioramenti urbani quali la costruzione di hotel, case operaie e marciapiedi per pedonalizzare l'area. Questo progetto dell’urbanista francese evidenzia come in questo periodo l’America latina, e l’Africa, rappresentavano una grande opportunità per gli architetti, come palestra per le sperimentazioni di nuovi concetti urbanistici. Questo piano però non riuscì a consolidare la vocazione industriale del quartiere soprat-

    Alfred Hubert Donat Agache, più semplicemente noto come Alfred Agache (Tours, 24 febbraio 1875 – Parigi, 1959) è stato un architetto, urbanista e sociologo francese. É conosciuto per i suoi numerosi progetti per la pianificazione di importanti città brasiliane come Rio de Janeiro, Recife, Porto Alegre e Curitiba, volute e finanziate dal regime di Getúlio Vargas, nella decade 1940-1950.

1

50


1.

2. 1. Piazza Eufrasio Correa con la stazione di Curitiba sul fondo, 1930 2. Il presidente della Repubblica, Afonso Pena, nella piazza di fronte alla stazione, 1909

51


tutto a partire dalla creazione della Cidade Industrial nel 1973. In termini macroeconomici, in Brasile, il settore ferroviario dei trasporti perse rilevanza a favore del trasporto autostradale e attraverso il Piano Direttore del 19661, con il trasferimento della zona industriale a sud della città. Il piano di zonizzazione del quartiere Rebouças fu indirizzato verso una vocazione preferibilmente commerciale. Con la disattivazione delle industrie e il trasferimento nella Cidade Industrial gli operai abbandonarono il quartiere, i tracciati ferroviari vennero smantellati e gran parte delle fabbriche vennero svuotate, formando vuoti silenziosi. Il quartiere che, seppur così vicino al centro, si trovava proprio dall'altro lato della linea ferroviaria, privato dalla sua caratteristica socioeconomica originaria in breve tempo venne dimenticato dai cittadini curitibani. L'importanza che la stazione ferroviaria svolgeva non risultava vincolata esclusivamente alla sua funzione interna, quanto al dinamismo che generava nell'intorno attraverso l'afflusso di viaggiatori e merci di scambio. Dopo la sua dismissione, tutti gli edifici intorno subirono una profonda depressione e l'Edificio Teixeira Soares non ne fu escluso. Tuttavia la nascita dello Shopping Estação, inaugurato nel 2002, dimostra la volontà da parte dei cittadini di riappropriarsi di un quartiere storico, per troppo tempo abbandonato, per restituirgli un nuovo dinamismo culturale ed economico e incrementare così un'immagine positiva del centro storico della città2.

Relazioni tra il centro storico e l’ex-quartiere industriale Analizzando il rapporto dialettico tra il centro storico e il quartiere è facile notare come gli eventi storici hanno profondamente influenzato i rapporti tra le due aree. Inizialmente, la stazione ferroviaria era fortemente richiesta perchè portava una grande sviluppo degli scambi nella città e lo sviluppo ferroviario si è, di conseguenza, fortemente evoluto e ampliato. Tuttavia, con il passare del tempo , il tracciato ferroviario genera una forte divisione urbanistica, che con il calo delle rotaie, pone poi il problema del riutilizzo delle ex-aree industriali. Possiamo così sintetizzare i cambiamenti e le trasformazioni dal punto di vista della relazione fra città e stazione in tre fasi principali. Il primo insediamento dell'infrastruttura ferroviaria, nato solitamente nella prima periferia, viene accompagnato dalla pianificazione di un percorso di collegamento al centro storico. Poco dopo i primi anni di edificazione delle stazioni, queste si ingrandiscono, inglobando gli spazi contigui, con una crescita che si è protratta fino alla prima guerra mondiale. Successivamente,nascono tuttavia i primi conflitti fra la barriera della ferrovia e la crescita della città e, per ovviare a questi problemi, si attuano piani di ristrutturazione che durando fino agli anni cinquanta del Novecento. Questo periodo vede il passaggio dalla trazione a vapore a quella elettrificata e il prevalere del ruolo funzionale su quello simbolico-figurativo della stazione. Infine, un'ulteriore

1     Il Piano Direttore di Curitiba del 1966, proposto dal lavoro condiviso tra l'impresa Serete e Jorge Wilheim Arquitetos Associados, si basa sulla pianificazione del sistema di trasporto Trinario ,per cercare un'integrazione tra le strutture fisiche e funzionali della città nel dirigere uno sviluppo urbano lineare. È proprio per monitorare e coordinare l'attuazione di questo piano strategico, che fu creato l'IPPUC, l' Instituto de Pesquisa e Planejamento Urbano de Curitiba. 2     D'Aléssio Ferrara L., Duarte F., Caetano K. E., Curitiba: do modelo à modelagem, Curitiba, Annablume, 2007.

52


Relazioni tra il centro storico e il quartiere Reboucas

53


ristrutturazione e riconversione è causata dalla perdita del predominio del trasporto su rotaia sia per i viaggiatori, sia per lo scambio delle merci. La stazione, che un tempo si trovava ai margini del tessuto urbano, ora si trova localizzata in aree centrali, e se non più utilizzata ai fini del trasporto, il grande impianto dismesso viene riconvertito in attività ad alta valorizzazione culturale, come musei o centri commerciali.

Individuazione storica del processo tipologico, da matrici elementari a derivazioni complesse Quando esaminiamo un processo tipologico producente un qualsiasi oggetto antropico, risulta facile riscontrare che, almeno nelle aree di maggior incremento civile, i prodotti dell'uomo tendono a complicarsi. Cioè, se seguiamo l'evoluzione di un tipo - un tipo edilizio1 o di un altro genere - scopriamo che la differenza sostanziale tra un tipo anteriore e un suo successore è dovuta ad una maggiore complessità del più recente rispetto al precedente. Così, attraverso l'esame di un processo tipologico, possiamo passare da un prodotto odierno, del quale possiamo avere quindi una percezione immediata, alla matrice elementare che gli soggiace, semprechè riusciamo a riconoscere l'evoluzione nel costruito recente, ricostruendo logicamente i termini intermedi tra il prodotto odierno e la sua matrice. Tuttavia, nonostante l'analisi sia stata eseguita con molte attenzioni, bisogna considerare che nelle strutture antropiche non c'è mai un punto limite nel risalimento della storia, che non sia a sua volta derivabile da termini anteriori; piuttosto è possibile riconoscere un termine intermedio, che assumiamo come limite iniziale per la caratteristica di poter essere riconosciuto come necessario momento di passaggio per la formazione di tutti i tipi successivi. Da queste considerazioni si può partire ad analizzare l'evoluzione del processo tipologico dell'area che interessa la nascita della linea ferroviaria di Curitiba e l'inserimento della prima stazione ferroviaria2. Partendo dal primo insediamento ferroviario, avvenuto nel 1880 , con l'inaugurazione della stazione ferroviaria, è stato importante evidenziare come la costituzione di un polo in relazione al centro storico, posto a 800 metri di distanza, abbia dato origine ad un percorso matrice di sviluppo urbano. Il percorso matrice, così progettato, determina una fascia di pertinenza continua e parallela al percorso stesso, accompagnata da una simmetrica fascia di pertinenza dall'opposto margine del percorso medesimo. Di conseguenza il parallelo inizio di una edilizia su percorso matrice, richiede che l'edificazione sul margine del percorso abbia un limite nella sua estensione lineare: limite che corrisponde all'accorgersi della presenza di aree non edificate, alle spalle delle due simmetriche fasce di pertinenza , e collocate più in prossimità del polo più di quanto non lo sia il proseguimento del percorso. Contemporaneamente l'evoluzione urbana porta alla

1     Il termine tipo edilizio è stato usato, per il passato ma ancora oggi, per intendere un qualche raggruppamento di edifici aventi un qualche carattere, o una serie di caratteri, in comune. 2     É necessario innanzitutto specificare che Curitiba, nata come piccola villa come punto di pasaggio per seguire l'estrazione dell'oro, attraversa un momento critico di suddivisione della terra in quadras, ed un successivo momento spontaneo nella conformazione dell'aggregato urbano tramite la formazioni dei lotti.

54


Individuazione storica del processo tipologico, da matrici elementari a derivazioni complesse

55


naturale edificazione di un edilizia sui percorsi di impianto, che si sviluppano per diversa natura, non condizionati infatti dalla presenza di due polarità, bensì dall'esigenza di raggiungere da tale varco ciascuna casa. Quest' ultima possiamo definirla come un'edilizia che viene fabbricata quindi, su percorsi che nascono già in previsione dell'utilizzazione edilizia dei loro margini. Con il passare degli anni, se pur in un arco di tempo limitato, il sempre maggior utilizzo della rete ferroviaria porta ad una crescita urbana velocissima che segue la maglia ortogonale, pianificata precedentemente. Il percorso matrice, denominato Rua Barão do Rio Branco, diviene la nuova via di rappresentanza e di ingresso alla città mentre per la prossimità al nuovo polo ferroviario, retrostante la stazione, si viene a creare l'area industriale, conosciuto oggi come quartiere Rebouças. É logico pensare che ciascun percorso d'impianto non prosegua la sua fabbricazione indefinitivamente, oltre un certo limite bisogna sopperire ad un'ulteriore urgenza, quella di favorire la percorrenza tra due percorsi d'impianto, se non altro per evitare che due edifici su due fronti opposti dello stesso isolato in fieri si connettano esclusivamente attraverso il percorso matrice. Si tende così a formare percorsi di collegamento tra percorso d'impianto che tuttavia, nel caso specifico dell'area analizzata, vengono edificati dalla conseguente necessità di uscire dalla città attraversando, dove possibile, il tracciato ferroviario. É in questo termine intermedio del processo tipologico che nasce come nuovo nodo Rua João Negrão e si vengono a creare su di essa i primi insediamenti, che saranno il limite iniziale da cui prenderà vita e si svilupperà l'Edificio Teixeira Soares. Con il Piano Direttore del 1966 si definisce il Sistema Trinario, costituito da assi strutturali ad alta velocità per il sistema BRT (Bus Rapid Transport) e percorsi rapidi paralleli a senso unico. Sempre seguendo il nuovo piano strategico per la pianificazione infrastrutturale, il nuovo nodo lineare diviene l' Av. Mal. Floriano Peixoto, come percorso di uscita dalla città. Notiamo così che la dialettica tra tempi di formazione dei tessuti si concretizza in termini riassumibili, per ogni passo,nella legge dei successivi raddoppi1. L'edificazione di un percorso duplica una fascia di pertinenza simmetricamente al suo asse, un percorso di impianto raddoppia l'edilizia già attuata sul segmento di percorso di matrice dal quale si distacca, mentre un secondo percorso d'impianto duplica l'edilizia attuata sul primo. Un percorso di collegamento tende invece a fungere a sua volta da percorso matrice formando un'ulteriore fascia di isolati, parallela a quelli formatosi precedentemente, e così via a continuare l'evoluzione successiva del processo tipologico da matrici elementari a derivazioni più complesse. I tre tipi di aggregati, letti in relazione ai tipi di percorso, esauriscono la struttura formativa del tessuto urbano analizzato fino alla metà degli anni '90, ma non completano il quadro delle mutazioni progressive del tessuto già edificato. Occorre perciò procedere definendo un ulteriore tipo di percorso, il percorso di ristrutturazione. Per percorso di ristrutturazione possiamo definire quel tipo di percorso che si sovrappone ad un tessuto edilizio precedente, organizzatosi secondo una dialettica dei tre percorsi precedentemente descritti, nel caso si ritenga necessario un collegamento diretto tra polarità presistenti o sopraggiunte nell'aggregato, e qualora tale collegamento non sia già assicurato da un da un percorso matrice precedente. Tuttavia con la dismissione del Ponte Preta nel 1970 e l’inaugurazione della Rodofer    Caniggia G. e Maffei G. L., Lettura dell'edilizia di base, Firenze, Alinea editrice s.r.l., 2008

1

56


Individuazione storica del processo tipologico, da matrici elementari a derivazioni complesse

57


roviaria nei due anni successivi, la stazione ferroviaria viene completamente disattivata provocando diversi vuoti urbani nell'ex-quartiere industriale. Con lo smantellamento del tracciato ferroviario nell'area interessata dall'analisi si formano infatti percorsi di ristrutturazione di attraversamento del margine precedente per collegare direttamente l'ex quartiere industriale al centro storico. Attraverso queste trasformazioni si modificano pesantemente i flussi carrabili che furono il limite iniziale per l'edificazione dei fabbricati storici esistenti, quale la stazione ferroviaria e l'edificio Teixeira Soares. Sempre con il Piano Wilheim - IPPUC del 1966 la strada Avenida Sete de Setembro, ortogonale al percorso matrice Barão do Rio Branco diviene una degli assi strutturali della nuova mobilità urbana e fulcro per la nuova espansione urbana verticale, spesso a discapito dell'edilizia storica presente. Ne è un esempio il progetto di realizzazione dello Shopping Estação che ha inglobato la storica stazione ferroviaria. In conclusione, l'analisi svolta, procedendo dal particolare verso il generale, mediante una scomposizione di un tutto organico nelle sue parti è mirata a raggiungere una sintesi per comprendere e quindi rappresentare gli elementi analizzati. Il tutto è stato svolto non solo al fine di rendersi conto del perchè e del come sia stata raggiunta l'odierna complessità, ma per sciogliere tale complessità e renderne facilmente leggibili le componenti.

[ Approfondimento: il Ponte Preta ]

Popolarmente conosciuto come "Ponte Preta"14, il viadotto Machado da Costa è stato costruito nei primi anni del 1940, in sostituzione del ponte originario della ferrovia Curitiba-Paranaguá. La storia del viadotto ferroviario su Rua João Negrão è descritta nella "Guida degli edifici tutelati del Paraná"15. Il primo ponte, inaugurato il 2 febbraio 1885, era conosciuto come il ponte di Rua Schmidlin, dal nome del proprietario del terreno locale. Durante la stagione delle piogge la zona però si trasformava in una palude e pertanto si dovette elevare la ferrovia e costruire il viadotto. Con l'aumento del traffico ferroviario ne è stato costruito un altro, inaugurato nel 1944, con la struttura metallica, importata dagli Stati Uniti e assemblata sotto la supervisione del suo progettista, l’ingegnere Oscar Machado Costa. Secondo il rapporto del tecnico Paul Sidney Ferraz, la nuova struttura, progettata per sostenere una maggiore circolazione dei treni, è considerata "il primo lavoro al mondo con il contrappeso di cemento a punte e telaio in ferro per garantire la stabilità". Supportata da pilastri in pietra, la struttura principale è costituita da tre travi ad altezza variabile16 con contrappesi in cemento armato. Un documento di Construtora Roca descrive il disegno del progetto e la situazione attuale: "La struttura, prima del suo genere in tutto il mondo, è stata progettata tenendo conto delle restrizioni per l’altezza massima, dal momento che la greide (profilo longitudinale) della ferrovia non poteva essere cambiata”. Il ponte è caduto in disuso negli anni '70 per l'apertura della rodovia, ma è considerato dall’Unità di Conservazione di interesse per la città ed è stato tutelato da parte dello Stato 14

"Ponte Preta" a causa del colore con cui è stato dipinto per molti anni

15

di Alcídio de Souza e C. Cyro Lyra

2,52m supporto e 1,52 nel centro della campata. La lunghezza totale del ponte è 32,893m in cui la campata centrale ha 21,285m e laterale 5,804m. La distanza tra le travi principali è di 5m.

16

58 54


Approfondimento Ponte Preta

59 61


del Paraná, nel 1976. Con la pavimentazione di Rua João Negrão e la necessità di traffico per i veicoli di altezza superiore alla media sono sorte difficoltà per il traffico stradale. La struttura, a causa degli incidenti dei camion e di altri veicoli che hanno un’altezza più alta del consentito17, ha subito alcuni colpi ed è stata parzialmente danneggiata, in particolare i controventi delle travi. Negli ultimi anni sono stati presentati reclami dagli utenti e dalla Camera del Comune, per chiedere una soluzione definitiva, che però porta ad un vicolo cieco dal momento che: - Il "Ponte Preta" è un'opera d'arte, tutelata da parte dello Stato del Paraná18, - Il decreto Comunale n ° 1033/2001, "Crea la ferrovia paesaggio. Settore Speciale Conservazione Curitiba e altre disposizioni" . - Nel 2007, alla liquidazione e scioglimento della RFFSA, si afferma che sarà l'Istituto Nazionale del Patrimonio Storico e Artistico (IPHAN) a gestire i beni mobili e immobili di interesse artistico, storico e culturale, provenienti da RFFSA estinta e gestire la loro cura e manutenzione. Il municipio, accanto al SMOP / OPP, COSEDI e IPPUC ha preparato diversi studi per valutare uno spostamento e retrocederlo, ma vi sono difficoltà tecniche dovute alla vicinanza con l'angolo tra la via Rua João Negrão e l'Avenida Sete de Setembro, e non c'è abbastanza spazio a livello di raccordo con questa croce. In questo punto circolano bus espressi delle linee prioritarie per il trasporto pubblico in città e la correzione geometrica dell'incrocio delle vie potrebbe modificare l'accesso dei lotti nelle vicinanze. Anche la proposta di trasformazione da ponte a portale, aumentando la sua altezza di circa un metro per facilitare la circolazione dei veicoli più alti, combacia con la richiesta di costruire un "Portale Memoriale della ferrovia"; ma anche la possibilità di elevare il cavalcavia è stata esclusa perché dovrebbe essere sviluppata una progettazione strutturale specifica mentre il disegno originale, con i suoi muri di sostegno e pilastri in muratura di pietra, deve essere conservato. Probabilmente con una corretta progettazione delle luci si potrebbe trasformare il ponte in monumento, così come l'edificio Teixeira Soares. Inoltre si potrebbe utilizzare il viadotto come estensione espositiva del Museo Ferroviario con il posizionamento di due vetture ferroviarie sul cavalcavia.

Per assicurare l'integrità di Ponte Preta è stato limitato l'uso per i camion e veicoli con un'altezza di 3,60 m.

17

18

1976/08/13, da Registrazione n ° 56 - II in Storia Libro.

60 56


Approfondimento Ponte Preta

61 57


II. L’EDIFICIO TEIXEIRA SOARES


II.1 Modifiche ed interventi dalla sua nascita ad oggi Avvicinandoci ad una analisi più inerente all'edificio Teixeira Soares è il caso di sottolineare come la consultazione approfondita della letteratura che interessa l'oggetto di analisi sia risultata fondamentale per consentire di tracciare un panorama delle fasi costruttive svoltisi nel tempo. É doveroso sottolineare che il percorso di ricerca storiografico è stato condotto in modo critico, basandosi su di una interpretazione delle fonti dirette e indirette1. Conclusasi la fase di ricerca è stato possibile constatare come le relazioni storiche abbiano influenzato in modo deciso le modificazioni avvenute nell'edificio, che in questo percorso di tesi sono state restituite attraverso rappresentazioni diacroniche in assonometria e in proiezione ortogonale (planimetrie, sezioni e alzati). Il linguaggio del disegno è risultato così fondamentale per restituire la processualità storica dell'edificio che, se pur l'oggetto di analisi non presenti una lettura particolarmente complessa, evidenzia sostanziali modificazioni in un arco temporale molto limitato.

La nascita nel 1941 e il suo ruolo

La storia dell'edificio Teixeira Soares ci racconta bene l'importanza che questo complesso ha avuto proprio a partire dalle sue innumerevoli trasformazioni che nel corso di pochi decenni lo hanno portato prima ad un'importante sviluppo verticale e poi ad una significativa saturazione dei suoi spazi interni. Nato proprio negli anni '40 presenta chiari motivi appartenenti all' Art Déco, corrente che in quegli anni già influenzava le maggiori città brasiliane come Rio de Janeiro e San Paolo. Conforme a quanto si constata nella relazione annuale riferita all' anno 1941, i lavori di costruzione dell'edificio iniziarono nel 1940 quando il terreno venne consegnato in gestione alla rete ferroviaria per collocarvi la nuova sede2. L'intervento ad opera della ditta di costruzione Irmãos Thà viene descritto dai primi documenti storici come una costruzione di due piani volta a consentire accessi indipendenti sia per le officine sia per la sede amministrativa e progettata per collegare il piano terreno su Rua João Negrão, a quota 0.00mt, al livello del podio soprastante, a quota 4.40mt. Nel 1941 si conclusero i lavori di costruzione e le Reti Ferroviarie di Curitiba ebbero la loro prima sede amministrativa e la facciata principale venne posta su Rua João Negrão, in modo da essere, per tutti i viaggiatori, riferimento di arrivo alla stazione di Curitiba. Tuttavia, differentemente dallo stato attuale, la prima sede si presentava con la torre dell'orologio alla sinistra dell'alzato principale e al piano terra ospitava un garage per autocarri e un ufficio stampa, mentre solo il piano primo era sede degli uffici. Solo successivamente iniziarono i lavori per l'addizione delle officine specializzate alla riparazione delle locomotive e dei macchinari ferroviari, che si conclusero un anno più tardi. Nel 1942 il complesso raggiunse così un'area complessiva totale di 7663,00mq. Analizzando invece la struttura dell'edificio attraverso le rappresentazioni in sezione del Dalla Negra R. e Nuzzo M., L'architetto Restaura, Caserta, Spring Edizioni, 2008. Il Professore Dalla Negra evidenzia l'importanza delle schedature tematiche, che non devono essere costituite da una semplice raccolta di immagini e rilievi, bensì necessitano di essere supportate da considerazioni critiche e da utili raffronti.

1

2

Fonte:IPHAN, Instituto do Patrimônio Histórico e Artístico Nacional, Curitiba.

64 60


1941

1943

Modifiche ed interventi dalla nascita ad oggi Edificio Teixeira Soares

6165


1941, si può notare come alcune difformità tra gli allineamenti dei solai della torre dell'orologio e degli uffici, descrivano bene come l'edifico Teixeira Soares non fu costruito ex-novo ma nacque dall'aggregazione di due edifici preesistenti, il cui raccordo tra le differenze dei solai esistenti venne delineato proprio attraverso motivi architettonici di Art Déco.

La trasformazione del 1943

Il 25 Settembre 1942 il governo federale istituisce la RVPSC3 - Rede de Viação Paranà - santa Catarina, con la volontà di creare una compagnia ferroviaria statale che favorisse un maggior controllo di un flusso ferroviario sempre più in espansione. La RVPSC nasce quindi come accorpamento delle seguenti ferrovie: Estrada de ferro Paranà, Estrada de ferro Norte do Paranà, companhia Ferroviària São Paulo - Paranà, Estrada do ferro São Pauolo - Rio Grande; e stabilisce la sua sede proprio nell'edificio Teixeira Soares, da poco ultimato. Passano solo due anni quando la nuova compagnia ferroviaria necessita di trasformare l'edificio che non si presentava sufficientemente adatto per ospitare i nuovi spazi di lavoro. Nei documenti relativi al 1943 si può leggere che l'edificio esistente, non solo venne ampliato con l'addizione di tre piani ulteriori, ma subì trasformazioni importanti anche dal punto di vista distributivo e funzionale, che lo portarono a coprire una superficie di 13.000mq4. Viene infatti invertita la configurazione precedente della facciata per dare nuovo risalto al lato prossimo al ponte della ferroviaria. Seguendo queste direttive si può ben leggere l'ampliamento verticale che portò alla formazione della nuova torre nel lato destro dell'alzato. È con questa trasformazione che l'edificio diviene un importante simbolo di ingresso alla stazione ferroviaria della città, caratterizzato dalla sua altezza e dall'uso di ulteriori motivi Art Déco quali le finiture terminali e le finestre circolari di richiamo ad un'architettura navale. La rapida crescita del tracciato ferroviario e della stessa stazione ferroviaria porta importanti trasformazioni anche nel fronte retrostante la facciata su Rua João Negrão, viene infatti aggiunto pochi anni dopo, nel 1947, il deposito per le locomotive e i vagoni che successivamente diverrà sede del centro di trattamento dei dati.

Le aggiunte tra gli anni '50 e '60

Le successive trasformazioni della fabbrica, conseguenti l'adeguamento alle nuove esigenze della compagnia, ci hanno restituito un edificio profondamente ampliato e mutato. È importante considerare anche gli eventi storici che avvengono in questi anni, infatti, negli anni '50 la crescita economica dello stato del Paranà e il grande afflusso di utenti nell'utilizzo del sistema ferroviario portano la compagnia RVPSC ad attuare nuove e pesanti trasformazioni per ampliare la sede. Significativa nell'aspetto architettonico è l'aggiunta al piano terzo, di un volume di collegamento trasversale all'edificio e la costruzione di un ulteriore volume, privo di interesse architettonico, che fosse di servizio alla stazione, come spazio di deposito. Importanti sono anche alcune trasformazioni interne che interessano questo decennio, dove l'aggiunta di nuovi elementi di collegamento porta ad una notevole saturazione dei vani originali. Ma le vere modificazioni interne avvengono negli anni'60, quando l'Edificio Teixeira So3

Fonte: RFFSA, Rede Ferroviària Federal S.A.

4

Fonte:IPHAN, Instituto do Patrimônio Histórico e Artístico Nacional, Curitiba.

66 62


1950

1960

Modifiche ed interventi dalla nascita ad oggi Edificio Teixeira Soares

6367


ares diviene sede della compagnia Rede Ferroviària Federal S.A. - RFFSA, istituita dal governo nel 1957 per la Legge n 3.115. In questi anni la fabbrica subisce importanti alterazioni sia all'interno delle ex-officine, che perso il precedente ruolo industriale vengono suddivise tramite un solaio per dare spazio ad ulteriori uffici della compagnia, sia all'interno della torre originaria che divine spazio per gli uffici della direzione della sede. Nel caso specifico delle ex-officine, la trasformazione dovuta all'adeguamento alla nuova funzione cambia le direttrici di ingresso del flusso di percorrenza dato che la le grandi aperture per l'ingresso delle locomotive vengono chiuse da grandi vetrate e la divisione volumetrica che si viene a creare porta alla formazione di nuove finestre per l' illuminazione del piano superiore. Tali modificazioni avvengono nel totale disinteresse verso l'architettura della fabbrica, che subisce in questo modo alterazioni anche nell'alzato principale, quali l'apertura delle finestre della direzione, nella torre dell'orologio del 1941.

Le modifiche dell'ultimo decennio

Dalle trasformazioni degli anni '60 ad oggi, la fabbrica non presenta particolari differenze sia nel suo assetto strutturale che figurativo, tuttavia importanti trasformazioni sono avvenute nel contesto circostante. É infatti con la dismissione del Ponte Preta nel 1970 e successivamente con la vendita nel 1997 della RFFSA che il l'edificio viene progressivamente dismesso. Dopotutto la nascita della ferrovia aveva trasformato il quartiere Rebouças, retrostante la stazione, in un quartiere industriale che con la crisi della ferrovia venne abbandonato progressivamente. Nel 2002 con l'inaugurazione dello Shopping Estação, la città cerca di rivitalizzare un luogo che sembra aver dimenticato il suo importante ruolo storico e sembra aver perso qualsiasi interesse per i cittadini. Tuttavia le trasformazioni del tessuto dovute al'edificazione del nuovo centro commerciale creano una inversione di polarità e la torre dell'orologio dell'edificio Teixeira Soares, simbolo di innovazione,divine il retro di un fabbricato la sua unica funzione risiede in un podio, che prima era il punto di arrivo dei treni e che in pochi anni è divenuto un parcheggio di automobili a servizio del nuovo Shopping Center5. In conclusione possiamo cosi percorre in una serie di accostamenti tra le foto storiche e le foto attuali, le importanti trasformazioni precedentemente descritte.

D'Aléssio Ferrara L., Duarte F., Caetano K. E., Curitiba: do modelo à modelagem, Curitiba, Annablume, 2007.

5

68 64


Nel confronto tra due fotografie scattate percorrendo Rua João Negrão, in prossimità dell'incrocio con l'Avenida Sete de Setembro, risulta evidente come l'ampliamento eseguito nel 1943 abbia collocato la nuova torre dell'orologio lungo il tracciato ferroviario, più precisamente a lato dell'importante Ponte Preta. Tali modificazioni, conseguenti l'adeguamento alle nuove esigenze della compagnia RVPSC, ci hanno restituito un edificio profondamente ampliato e mutato, ma le trasformazioni avvengono rispettando l'architettura della fabbrica precedente, che non subisce pesanti trasformazioni nella torre preesistente.

6569


Nel confronto tra due fotografie scattate percorrendo Rua JoĂŁo NegrĂŁo, in prossimitĂ  della torre originaria, delineano bene le pesanti trasformazioni avvenute negli anni '50 e '60. Divenuta sede della direzione della RFFSA, la torre storica dell' Edificio Teixeira Soares venne bucata per aumentarne la superficie aeroilluminata. Tali modificazioni, conseguenti l'adeguamento alle nuove esigenze della compagnia RFFSA, ci hanno restituito un edificio profondamente ampliato e mutato. Tali trasformazioni, avvenute nel totale disinteresse verso l'architettura della fabbrica, ha portato ad interventi incongrui nella fronte storica, quali l'apertura delle finestre della direzione nella torre dell'orologio del 1941 e l'aggiunta all'attuale torre dell'orologio di elementi di collegamento totalmente dissonanti.

7072


Nel confronto tra due fotografie scattate all'interno delle ex-officine è possibile riconoscere le trasformazioni che negli anni '60 hanno profondamente alterato le volumetrie originali per fare spazio ai nuovi uffici generali della RFFSA. Tali modificazioni che hanno portato all'addizione di un solaio di ripartizione del precedente spazio industriale ci hanno restituito un vano interno profondamente mutato attraverso trasformazioni avvenute nel totale disinteresse verso la precedente architettura della fabbrica. Anche in questo caso, per aumentarne la superficie aeroilluminata, le facciate sono state ampiamente modificate attraverso ampie bucature.

6771


II.2 Il complesso Teixeira Soares oggi La perdita di identità nel nuovo contesto urbano

Il quartiere Rebouças, nato da quella soglia che il tracciato ferroviario segnò nel 1885, quando venne edificata la prima stazione ferroviaria di Curitiba, è oggi una delle aree più interessanti da analizzare nel tessuto storico della città. Da un passato industriale che svanì, ad un periodo di abbandono, questo quartiere, di cui l'Edificio Teixeira Soares è simbolo storico, sta attraversando nell'ultimo decennio un tentativo di rinascita. É infatti molta la potenzialità che giace in questo luogo che, se pur nato come polo di riferimento contrapposto al centro storico, ha perso con il tempo la sua importanza. Nel 1943, anno di costruzione dell'Edificio Teixeira Soares, il quartiere venne rafforzato nella sua vocazione di zona industriale attraverso il Piano dell''urbanista Alfred Agache6 che, riconoscendo il crescente commercio che avveniva in quell'area, previde di rafforzare il quartiere attraverso miglioramenti urbani quali la costruzione di hotel, ville operaie e marciapiedi per pedonalizzare l'area. Tuttavia la deflazione della sua vocazione industriale risultò chiara a partire dalla creazione della Cidade Industrial nel 1973. In termini macroeconomici, in Brasile, il settore ferroviario dei trasporti perse rilevanza a favore del trasporto autostradale e, attraverso il Piano Direttore del 19667, con il trasferimento della zona industriale a sud della città, venne alterato il piano di zonizzazione del quartiere Rebouças verso una vocazione preferibilmente commerciale. Con la disattivazione delle industrie e il trasferimento nella Cidade Industrial gli operai abbandonarono il quartiere, i tracciati ferroviari vennero smantellati e gran parte delle fabbriche vennero svuotate, formando vuoti silenziosi. Il quartiere che, se pur così vicino al centro si trovava proprio dall'altro lato della linea ferroviaria, privato della sua caratteristica socioeconomica originaria, in breve tempo venne dimenticato dai cittadini curitibani. L'importanza che la stazione ferroviaria svolgeva non risultava vincolata esclusivamente alla sua funzione interna, quanto al dinamismo che generava nell'intorno attraverso l'afflusso di viaggiatori e merci di scambio. Dopo la sua dismissione tutti gli edifici intorno subirono una profonda depressione e l'Edificio Teixeira Soares non ne fu escluso. Tuttavia la nascita dello Shopping Estação, inaugurato nel 2002, dimostra la volontà da parte dei cittadini di riappropriarsi di un quartiere storico, per troppo tempo abbandonato, per restituirgli un nuovo dinamismo culturale ed economico e incrementare così un'immagine positiva del centro storico della città8. Questa trasformazione diviene così un'importante punto di partenza per restituire all'Edificio Teixeira Soares una nuova

Alfred Hubert Donat Agache, più semplicemente noto come Alfred Agache (Tours, 24 febbraio 1875 – Parigi, 1959) è stato un architetto, urbanista e sociologo francese. É conosciuto per i suoi numerosi progetti per la pianificazione di importanti città brasiliane come Rio de Janeiro, Recife, Porto Alegre e Curitiba, volute e finanziate dal regime di Getúlio Vargas, nella decade 1940-1950.

6

Il Piano Direttore di Curitiba del 1966, proposto dal lavoro condiviso tra l'impresa Serete e Jorge Wilheim Arquitetos Associados, si basa sulla pianificazione del sistema di trasporto Trinario ,per cercare un'integrazione tra le strutture fisiche e funzionali della città nel dirigere uno sviluppo urbano lineare. È proprio per monitorare e coordinare l'attuazione di questo piano strategico, che fu creato l'IPPUC, l' Instituto de Pesquisa e Planejamento Urbano de Curitiba.

7

D'Aléssio Ferrara L., Duarte F., Caetano K. E., Curitiba: do modelo à modelagem, Curitiba, Annablume, 2007.

8

72 68


Il complesso Teixeira Soares oggi

73 69


visibilità all'interno di un tessuto urbano che ad oggi sembra averlo dimenticato. Ed è proprio a causa dell'importante crescita verticale che si è sviluppata perimetralmente allo storico lotto ferroviario se, oggi, la torre dell'orologio, storico simbolo di innovazione e progresso, appare dimessa dinnanzi alla mole dei grattacieli circostanti.

Il rilievo architettonico come indagine preliminare

Il primo approccio con l'edificio è avvenuto attraverso il rilievo architettonico che, tramite la rappresentazione della sola trama architettonica, ha aiutato a cogliere i rapporti dimensionali e gli elementi di regolarità e non della struttura. Questa fase di rilievo è stata accompagnata dalla ricerca storica per l'analisi delle tecniche costruttive e delle apparecchiature murarie, e ha permesso di confrontarsi con le vicende della fabbrica che hanno trasformato l'edificio. L'edificio è costituito da un'area totale costruita di 13798,32mq, e si presenta allo stato attuale in una condizione di abbandono e degrado dovuto alla mancata manutenzione. Breve descrizione di come si presenta oggi l'Edificio Teixeira Soares: Il piano terra, situato a quota 0,00mt, si trova allo stesso livello di Rua João Negrão, e presenta una consistenza esistente di 3764,78 mq. La lunghezza della facciata principale misura 65mt, mentre la profondità del fabbricato risulta di metri 55. Nell'estensione della fronte principale si colloca, a limite del terrapieno, il basamento di sostegno del monumento Ponte Preta, bene che risulta classificato come patrimonio storico della città. Lungo la facciata di Rua João Negrão, la fabbrica possiede 10 accessi di cui, allo stato attuale, solo uno risulta regolarmente accessibile. Sempre al piano terra troviamo la hall dell' ingresso principale che attraverso una scala, che ancora ben conserva un carattere squisitamente Art Déco, ci guida al piano primo. Lateralmente alla hall principale, le porte danno accesso ad una sequenza di vani e al garage dell'edifico. Proseguendo per il corridoio centrale si arriva poi a due grandi giardini interni, progettati per favorire la naturale illuminazione e ventilazione degli spazi interni. Alla fine del corridoio incontriamo l'ingresso per un auditorium che, quando ancora attivo, ospitava 150 sedute. Il piano primo, situato a quota 4,40mt, si trova invece alla medesima quota dell'Avenida Sete de Setembro. Questo piano possiede un unico accesso, situato di fronte al parcheggio esistente, con entrata da Rua Rockfeller. Il piano è quello con la consistenza maggiore: misura un area di 4763,51mq. Lungo il lato destro del corridoi di ingresso si trova il volume che anticamente ospitava le vecchie officine e che negli anni '60 venne suddiviso attraverso un solaio intermedio per creare nuovi postazioni per l'ampliamento degli uffici della RFFSA. Nella parte laterale di sinistra invece si trovano i volumi più moderni del complesso, che ospitarono il centro per il trattamento dei dati della RFFSA e che oggi si presentano con gravi problemi strutturale e ben leggibili come superfetazioni costruite in epoche successive. Proseguendo lungo il corridoio si possono notare ulteriori elementi di collegamento inseriti posteriormente all'edificio originario attraverso interventi incongrui. I vani restanti furono adibiti ad uffici della RFFSA, mentre gli uffici di servizio nazionale vennero collocati nei locali della storica torre dell'orologio. Oggi è possibile vedere negli ambienti della vecchia torre, le grandi aperture fatte verso Rua João Negrão che servirono per aumentare la superficie aeroilluminante ma che trasformarono drasticamente la composizione del fronte esterno. Il secondo piano invece, a quota 9,23mt, presenta una consistenza di 3827,25mq, che

74 70


Il rilievo architettonico come indagine preliminare

75 71


Il rilievo architettonico come indagine preliminare

76


Il rilievo architettonico come indagine preliminare

77


Il secondo piano invece, a quota 9,23mt, presenta una consistenza di 3827,25mq, che molto si avvicina a quella del piano terra. É possibile accedervi attraverso il vano scale storico e attraverso elementi di collegamento che vennero aggiunti tra gli anni '50 e '60. I vani erano precedentemente suddivisi in diversi ambienti di lavoro per ospitare gli uffici generali della RFFSA. Il terzo piano, situato a quota 13,36mt, presenta una consistenza di 1188,15mq dovuta all'aggiunta di un volume di collegamento costruito negli anni'50. Anche a questo piano è possibile accedervi attraverso il vano scale storico e attraverso un elemento di collegamento aggiunto negli anni '50. L'ultimo piano invece, a quota 17,49mt, è definito da una consistenza di 254,63mq e vi si accede esclusivamente attraverso una scala interna. L'area è suddivisa in sei stanze che ospitavano l'amministrazione della RFFSA. La documentazione fotografica ha accompagnato il processo di restituzione del rilievo architettonico, sia esternamente che internamente all'edificio. Per le facciate esterne sono state avviate all'inizio del percorso di tesi le procedure per la realizzazione dei fotopiani1. Le schede comprendono tutte le informazioni reperibili ad un esame a vista, quali la natura dei materiali costruttivi e da rivestimento, i fenomeni di alterazione, di degrado e le possibili cause, tutti elementi che sono tornati utili in sede di progetto.

Analisi delle vocazioni d'uso Come ricordano tutte le Carte del Restauro, ma anche come suggerisce il buon senso, una corretta destinazione d'uso è fondamentale in un edifico storico per favorirne la buona conservazione. Tanto più importante risulta nel caso in analisi dove, nonostante l'intensa produzione Art Déco sia diffusa per tutta la città, gli edifici appartenenti a questo periodo vengono dimenticati dai cittadini e vengono pesantemente trasformati senza alcuna considerazione per l'architettura del fabbricato esistente. Un caso, quello brasiliano, dove la stessa legge che tanto protegge lo stile eclettico e quello moderno, sembra non prendere in considerazione l'interesse culturale che riveste il patrimonio edilizio Déco. Ciò premesso, occorre considerare che per rispettare l'edificio anche nel suo utilizzo, le destinazioni d'uso sono state commisurate con le compatibilità dell'edificio, sia prestando attenzione all'aspetto materico-strutturale che distributivo. Si è posta così attenzione, attraverso un riconoscimento critico-valutativa di ogni singolo ambiente, a valutare quello che può essere definito l'indice di 'vocazione d'uso'2 dell'edificio. Segue così l'elenco di lavoro tracciato: - Ambiente di interesse architettonico: ambienti che presentano caratteristiche architettoniche interessanti, necessitano di interventi di restauro al fine di restituirne i caratteri connotativi essenziali laddove ce ne sia bisogno. Nel tempo sono stati aggiunti elementi divisori che ne alterano la conformazione spaziale. Sono consentiti modesti interventi di ristrutturazione e/o suddivisione, caratterizzati da un alto livello di reversibilità e da un basso impatto impiantistico.

    Utilizzando Photoshop come programma per queste operazioni.     Dalla Negra R. e Nuzzo M., L'architetto Restaura, Caserta, Spring Edizioni, 2008.

1 2

78


Pianta Piano Primo

Pianta Piano Terra

Analisi delle vocazioni d'uso

79


- Ambiente di modesto interesse architettonico soggetto a pesanti modifiche: ambienti che presentano caratteristiche architettoniche interessanti che tuttavia hanno subito trasformazioni tali da alterare i caratteri originari. Necessità di restituire le volumetrie connotative dell'ambiente originale per conferire nuovo significato spaziale. Non essendo più possibile restituire la funzione originaria, l'ambiente necessità di un intervento al fine di ricostituirne i caratteri connotativi essenziali, anche in chiave moderna. - Ambiente di modesto interesse architettonico: ambienti che hanno subito pesanti modifiche che hanno comportato la perdita delle caratteristiche originarie. I nuovi rivestimenti non presentano alcun interesse storico o artistico. Sono consentiti interventi di ristrutturazione e/o suddivisione. É previsto un adeguamento tecnico dei locali alle esigenze attuali. Senza limitazioni di utilizzo. - Ambiente di scarso interesse architettonico: ambienti che presentano scarso interesse dal punto di vista storico e architettonico e che hanno subito pesanti modifiche e suddivisioni. Sono ambienti che beneficiano di interesse perchè oramai integrati nell'attuale volumetria del complesso o perchè parti parziali di vani precedenti. È possibile intervenire con un grado di libertà maggiore con opere dichiaratamente moderne in vista di un loro riutilizzo. - Corpi di fabbrica di recente realizzazione e superfetazioni: corpi di fabbrica o elementi giustapposti nel corso del tempo che hanno portato ad una saturazione della volumetria originaria dell'edificio. Per questi è prevista la totale rimozione. - Ascensore d'epoca: elemento di collegamento che necessita di modifiche atte ad un adeguamento tecnico al fine di poter essere utilizzato.

80


Pianta Piano Terzo

Pianta Piano Secondo

Analisi delle vocazioni d'uso

81


Pianta Piano Quarto

82


Analisi delle vocazioni d'uso

83


PROSPET TO NORD OVEST Fotopiano | Scala 1:100

PROSPET TO NORD EST Fotopiano |

universitĂ  degli studi di ferrara - Dipartimento di Architettura

tesi di laurea - A.A. 2014-2015

84

relatore - Arch. Marco Zuppiroli

secondo relatore - Arch. Walter Nicolino

correlatorE - Arch. Rodrigo Josè Firmino

laureando - Giambatti


+ 18.28

+ 13.36

+ 9.23

+ 4.40

PROSPET TO SUD OVEST

5

0

10 m

Rilievo architettonico | Scala 1:250

+ 25.00

+ 14.55

+ 4.40

+ 0.00

PROSPET TO SUD EST

5

0

10 m

Rilievo architettonico | Scala 1:250

T - RUA J OÃ O N E G R Ã O Scala 1:100

ista Brizzi

85

1

edificio

teixeira

soares

Proposta di restauro e rifunzionalizzazione di un edificio art déco di Curitiba

2

3

4

5

6

7

8

9 10 11


III. NUOVI SCENARI NELLA SOCIETÀ DELL'INFORMAZIONE


III.1. Il nuovo digital milieu La ricerca e i pensieri che espongo qui sono il risultato di osservazioni ed esperienze che ho lentamente accumulato ne corso degli ultimi anni. Volevo concentrare su questo argomento l'intera tesi di laurea per arrivare ad un progetto di composizione che ne esprimesse i contenuti fondamentali. Per cause diverse ho dovuto rinunciare al progetto originario. Sono così costretto a limitarmi a poche note, accontentandomi di accennare a questi nuovi possibili scenari. Mi riterrò fortunato se la mia ricerca potrà destare l'interesse di altri.

La comunicazione dalla Galassia Gutemberg alla realtà connessa "Ubiquitous computing names the third wave in computing, just now beginning. First were mainframes, each shared by lots of people. Now we are in the personal computing era, person and machine staring uneasily at each other across the desktop. Next comes ubiquitous computing, or the age of calm technology, when technology recedes into the background of our lives." Mark Weiser Nel 1991Mark Weiser1 scrisse un saggio lungimirante per lo Scientific American2 preannunciando l'epoca dell'Ubiquitous Computing che descrisse come emobodied virtuality, ovvero una realtà immersiva, in contrasto con l'avanguardia nascente della realtà virtuale. Questa distinzione è alla base di questa ricerca di tesi che, nel campo della progettazione, vuole ricercare nuovi possibili scenari per la progettazione degli spazi di lavoro e studio. Dopotutto, per architetti e urbanisti, non può esserci rivoluzione più significativa nella tecnologia digitale della nuvola intelligente che oggi avvolge la totalità dei centri urbani connettendoli tra loro. Ma per definire l'attuale epoca dell'iperconnessione bisogna partire dal presupposto che oggi la relazione tra tecnologia e società è sempre più sfumata, ed è solo nel 1988 che lo stesso Mark Weiser coniando il termine Ubiquitous Computing, definisce le caratteristiche di questa nuova realtà connessa. Nella sua analisi i computer, non più oggetti isolati posti su di una scrivania, ci circondano sempre ed ovunque: i muri posso cosi diventare lavagne elettroniche e display; i libri possono diventare tablet contenenti non più solo testi ma informazioni e contenuti   Mark D. Weiser (July 23, 1952 – April 27, 1999) fu uno scienziato, direttore dello Xerox PARC negli Stati Uniti d'America. Weiser è riconsociuto globalmente come il padre del ubiquitous computing.  2     Scientific American è una delle più antiche e prestigiose riviste di divulgazione scientifica pubblicata dal Nature Publishing Group. Fu fondata da Rufus Porter il 28 agosto 1845 negli Stati Uniti d'America. 1

88


DIAGRAMMA STORICO DELLA COMUNICAZIONE

MOBILE COMMUNICATION

Connected reality digital on analogue

the virtual reality dream virtuality vs reality

11.000bC Agricultural Rev. Writing

1450-1780s I Industrial Rev. Gutenberg Press

1850s II Industrial Rev. Radio/TV

1970s 1990s ICT Revolution ICT Revolution Mainframe personal computer computer

2000 Cloud Computing Ubiquitous Computing

STORYBOARD

B

Places

A

2,0

B

Urban Dweller

1,5

A

1,0

Time 10

B

E

Places

F D A

Nomad_Bedouin

C G

8

D

6

C

4

B

E

2

A

0

Time

L’attuale situazione universita sedi racchiuse in campus pe gliati. Tuttavia i problemi de taria non possono essere riso l’ampliamento delle sedi esist zione di nuove sedi, che in piano urbanistico vigente, politica di speculazione che f sione verticale di tipologia a complesso esistente. (ne è u shopping mall sovrapposto ferroviaria.). Il tema centra essere quello di proporre una configuri più nel modello di ne culturale, bensi trasformi no del “campus” in un “com più integrato nel tessuto urba La soluzione potrebbe consi centro multifunzionale con u

5

B

Places

E

A

D C

01.da una parte di risponder le tecnologie digitali stann universitari?

4

3

2

A tale proposito prendo immagini a confronto tra du

B Rielaborazione grafico carlorattiassociati 1

Digital Nomad

A

89

0

Time

Con questi confronti non sostituzione dei tradizionali mento, ma solo aggiungere precendenti. Questo confron re che se fino a pochi anni all’uso esclusivo di postaz studiare, oggi la potenzialità


aggiuntivi, mentre le fotocamere non sono più solo macchine per scattare le fotografie ma computer dotati di memoria propria e in grado di modificarle. Con il loro arrivo, questi stessi computer digitali iniziarono a mutare il modo di usufruire della loro stessa tecnologia: l'utente infatti non ne fa più un uso limitato esclusivamente al tempo in cui sta seduto di fronte al suo personal computer, ma chiunque ne inizia a fare largo uso durante i momenti più svariati: dai momenti di attesa del mezzo pubblico alle altre attività quotidiane, il tutto senza neppure rendersene conto. Se si considera il percorso evolutivo degli strumenti di comunicazione, è possibile metterlo in relazione con la capacità di mobilità da esso consentita nella definizione del rapporto tra emittente e destinatario. E' infatti da notare come sia profondo il cambiamento che la tecnologia ha portato nel processo di comunicazione nel corso della storia. Se fino alla seconda Rivoluzione Industriale la tecnologia più innovativa era dichiarata anche da una sua notevole e massiva presenza meccanicistica, da lì a poco la tecnologia digitale portò ad una riduzione sempre più essenziale dei dispositivi tecnologici e ad una connessione wireless sempre più invisibile, ma sempre più capillare. Ci siamo circondati di questa realtà connessa grazie alla grande diffusione di tutti i nuovi dispositivi portatili. I nuovi smartphones contengono molte più informazioni elettroniche delle vecchie linee telefoniche, un processo che non solo porta alla sostituzione delle attuali tecnologie con nuovi dispositivi sempre migliori, ma apre anche infinite nuove possibilità di connessione e fruizione degli spazi tradizionali. E pensare che solo fino al secolo scorso, molti urbanisti e sociologi preconizzavano la fine delle città, affermando che Internet avrebbe portato all'annullamento delle distanze e dello spazio, dando vita a vere e proprie città virtuali. Nel 1995 è il visionario George Gilder1 che scrisse: " we are headed for the death of cities” [a cuasa della continua crescita delle tecnologie digitali] “cities are leftover baggage from the industrial era, ovvero: le città sono il residuo dell' Epoca Industriale. Dopotutto non avrebbe mai potuto immaginare che la tecnologia, abbandonando ogni forma di virtualità, si sarebbe integrata sempre di più con la realtà. Sono ormai diversi anni che questa intelligenza digitale si è calata nelle nostre vite, attraverso gli oggetti e gli edifici, per poter rispondere in tempo reale al mutare delle nostre esigenze. Oggi tali dispositivi provvedono a definire funzioni ottimali in contesti ottimali e in futuro potrebbero essere in grado di dare risposte sempre più adeguate e immediate. Ma     George Gilder (New York, 29 novembre 1939) è redattore capo del Gilder Technology Report e presidente della Gilder Publishing LLC. Dagli anni ottanta la sua attenzione si rivolge alle questioni delle telecomunicazioni, e diventa uno dei più rispettati opinionisti sul futuro delle telecomunicazioni. La sua consulenza viene spesso richiesta anche dal senato degli Stati Uniti e altre organizzazioni internazionali

1

90


91


nonostante la capillarità dell'Internet delle cose e delle comunicazioni istantanee su scala globale, il mondo fisico ha conservato la sua forza e la sua importanza e la Rete Internet non si è posta quindi in contrasto alle strutture spaziali tradizionali, ma le ha rafforzate, aumentandole di nuove possibilità. Per utopisti come Weiser la distinzione tra la realtà virtuale ed una realtà connessa diffusa suggerisce quindi un ambiente integrato con l'intelligenza informatica che può assumere sfumature con declinazioni interessanti e ancor più naturali, "as refreshing as taking a walk in the woods".

Smart or Adaptive environment? Continuando il discorso precedente diviene così importante considerare la tecnologia digitale come un contesto esistente in cui ripensare in modo creativo a nuove interazoni tra le persone, la tecnologia e lo spazio circostante. È evidente come, al giorni d'oggi, le tecnologie digitali stiano trasformando le relazioni tra le persone e gli spazi urbani, creando nuove forme di mobilità e nuovi spazi per le attività e per l'aggregazione. Come accennato precedentemente lo sviluppo dei dispositivi mobili e delle nuove tecnologie wireless hanno segnato, all'inizio del XXI secolo, il passaggio da postazioni fisse in cui la connessione era esclusivamente in un determinato ambiente, ad una connessione diffusa tra gli ambienti in cui l'utente è così immerso durante tutti i suoi movimenti. Quelle che negli anni novanta venivano chiamate città virtuali stanno trovando la loro reale espressione in città wireless, dove l'ubiquità informatica ci sta facendo entrare nell'epoca di una realtà connessa e senza fili che, grazie agli innumerevoli dispositivi (cellulari 4G, ricevitori GPS, e reti Wi-Fi e bluetooth),rende le nostre città più intelligenti. La rivoluzione digitale ha tuttavia modificato in modo sostanziale la nostra realtà: il nuovo layer digitale1 distribuendosi nel nostro ambiente, arricchisce le nostre città e i nostri spazi con un nuovo livello di funzionalità in grado di analizzare l'ambiente e processarne le informazioni. Implementando queste due funzioni appartenenti alla sfera del digitale non solo si contribuisce ad analizzare l'ambiente circostante, ma cosa più importante, a definire una percezione stessa dell'ambiente. Tutto ciò offre cosi ai cittadini nuovi scenari di lavoro e di aggregazione, grazie ad un'elettronica sempre più miniaturizzata e diffusa che rende l'ambiente circostante in grado di imparare, piano piano,a parlare. Per descrivere questa tecnologia si parla più genericamente di Smartdust2, ovvero di una polvere intelligente che riceve, analizza e invia dati e

    C. Ratti, Architettura che percepisce e risponde, ted.com.     Il concetto di smartdust fu introdotto nel 2001 da Kristofer S. J. Pister, dell'Università della California a Berkeley[1], anche se idee simili erano state partorite ben prima nell'ambito della fantascienza, e un embrione del progetto, noto con il nome di Smart Matter, era stato formulato allo Xerox Palo Alto Research Center. Le unità costituenti il network sono ipotizzate della dimensione di un granello di sabbia, oppure di una particella di polvere (da cui il nome del sistema) 1 2

92


On space time foam, TomĂ s Saraceno

93


informazioni, in tempo reale e in modo accessibile a tutti. Dopotutto la parola smart, oggi, viene usata un po' dappertutto, si parla di smart-city, smart-buildings, smart-homes. Tuttavia, perchè le tecnologie entrino a far parte del concetto più tradizionale dell'architettura, si potrebbe ritenere la parola smart non perfettamente adatta. Si potrebbe invece fare riferimento ad una connettività diffusa definita dalla presenza di una sensoristica sempre più evoluta che rende responsive gli oggetti intorno a noi grazie all'Internet delle cose o alla sharing knowledge portata dalla mole di dati che gli utenti generano. Il concetto di una tecnologia adaptive è dunque il principale aspetto di una rivoluzione digitale che propone nuovi spazi ripartendo non dalle tecnologie, ma dalle persone. Concetto che diviene quindi fondamentale per ripensare un' architettura che torna ad essere sempre più sensibile a quello che in fondo è il protagonista del gioco: l'uomo. Tuttavia dietro l'etichetta Smart ci sono dei cambiamenti importanti basati sul fatto che quelle tecnologie che sono entrate nella nostra vita e l'hanno cambiata negli ultimi 20 anni, oggi, si stanno sovrapponendo allo spazio pubblico e stanno cambiando il nostro modo di capire, di progettare e in ultima analisi di vivere le nostre città. E' certamente un campo nuovo che sta esplorando varie strade e compiendo esperimenti diversi, collocandosi in varie discipline: dall'informatica, alla pianificazione, dalla scienza dell'architettura ai suoi aspetti più sociali. Questi cambiamenti stanno trasformando le città in computer all'aria aperta e i loro effetti sono dirompenti su diversi aspetti dall'energia, ai trasporti, al riciclo. Presa in considerazione la vastità degli ambiti che il tema potrebbe affrontare, questa ricercare di tesi vuole soffermarsi specificamente sul come, nell'epoca dell'iperconnessione e dei nuovi strumenti digitali, si devono comportare gli spazi in cui viviamo, studiamo e lavoriamo. In particolare vuole muovere un piccolo passo per comprendere come le tecnologie digitali, che stanno cambiando gli spazi per l'apprendimento, possano 'informare' il recupero di un edificio preesistente appartenete ad un contesto storico in profonda trasformazione.

La definizione di informational territories Le città stanno diventando, in questo modo, città wireless, ovvero, un ambiente generalmente connesso che avvolge l'utente per tutta la durata delle sue attività quotidiane. Nelle città contemporanee sta quindi cambiando il concetto tradizionale di luogo, che ,relativamente piano, muta sempre di più verso uno spazio connesso digitalmente in cui si è in grado di accedere alle informazioni in tempo reale attraverso reti wireless che definiscono zone permanentemente connesse come luoghi informati dalle nuove tecnologie. Non dovrebbe risultare fuori luogo pensare che la società digitale contemporanea definisca nuove forme di spazio. Si potrebbero quindi definire i nuovi spazi contemporanei come 'territori informati', ovvero quali zone in cui la presenza di un accesso al flusso di informa-

94


Differenti realtĂ  a confornto

95


zioni crea una intersezione tra lo spazio urbano e il mondo digitale. Il 'territorio informato' si presenta quindi, non tanto come uno luogo virtuale, ma come uno spazio ibrido non delimitato tanto da perimetri architettonici, ma definito dall'intensità di relazione tra la presenza digitale e lo spazio fisico. Possiamo rintracciare questi territori informati esaminando l'uso di spazi pubblici arricchiti della nuova infrastruttura composta dalle reti wireless. Un esempio potrebbe essere un punto hotspot di accesso alla rete presente in un qualsiasi parco pubblico o in una piazza cittadina; questi spazi diventano in questo modo 'territori informati', in grado di permettere a chiunque di accedere al suo archivio digitale e permettendogli di lavorare o socializzare in un luogo che diviene differente dall'accezione esclusiva di spazio fisico quale un parco o una piazza, per discostarsi contemporaneamente da quell'idea novecentesca di spazio internet inteso come uno spazio virtuale parallelo alla realtà. Con il proprio smartphone qualsiasi utente può accedere alle informazioni in tempo reale: dalla durata di attesa per la prossima metropolitana, dal calcolare la distanza che lo separa dal suo punto di arrivo, alla localizzazione in tempo reale dei suoi amici, al tempo di attesa per il prossimo spettacolo. Queste possibilità di connettività diffusa, cambiando radicalmente il senso di attesa, permettono di creare nuove dinamiche di movimento di risposta in tempo reale e , allo stesso tempo, stanno trasformando anche i vari luoghi informali in veri e propri spazi attivi per lo scambio dell'informazione. André Lemos, docente dell'Università UFBA1 , definisce questi spazi controllati digitalmente quali: informational territories2, non tanto per una definizione formale che oggi potrebbe essere ascrivibile ad una nuvola (Cloud), ma per la loro funzione in grado di riconfigurare gli spazi attraverso la tecnologia. Questa nozione di spazio permette di osservare nuovi processi produttivi dell'informazione, creando spazi sempre più complessi più che complicati. Tutto questo porta il cittadino a svolgere le sue attività non più solo in postazioni di lavoro fisse, ma in nuovi territori informali, informati dalla tecnologia digitale. Se le città nate dall'epoca industriale costituirono la loro urbanità e i loro edifici sull'incentrante ruolo politico e sociale dei media di massa, oggi il cambiamento indotto dalla rivoluzione digitale sta portando le città contemporanee a basarsi su un'intensa interazione tra il tradizionale ruolo dei mass-media e l'emergente ruolo della Rete. Questi nuovi territori sono spazi arricchiti da funzionalità che potremmo definire post-mass media, in cui chiunque può non solo usufruire delle informazioni, ma anche produrne di nuove. Le informazioni divengono sempre più customizzabili e, nella maggioranza dei casi, divengono un prodotto di un flusso bidirezionale (from everybody to everybody)3, molto differente     Federal University of Bahia, Brasile     Lemos A., Cibercultura, Bahia, Editora Sulina, 2008 3     Parliamo, dunque, di persone che hanno un ruolo attivo -e partecipativo- in rete che chiamiamo comunemente prosumer per il fatto che, contestualmente, sono produttori e consumatori di informazione, di critiche, di commenti, di relazioni. Quanto meno questi oggetti promuovono le relazioni 1 2

96


97


dal flusso unidirezionale della tradizione mediatica di massa (from one to everybody). Ed è grazie a questo trasformazione che la comunicazione e l'informazione, entrando sempre di più nella nostra quotidianità, hanno reso sempre più importante il ruolo informale della conversazione, dell'interazione, e delle relazioni, delineando cosi la necessità di ripensare gli spazi pubblici come luoghi interattivi, in grado di rispondere alle nove necessità. Divenuta parte degli informational territories urbani l'architettura diviene così uno spazio attivo e dinamico, articolata dalle relazioni sociali e non più racchiusa all'interno delle sue mura.

La mobilità del nomade digitale "Prima di innalzare il menhir - in egiziano benben, 'la prima pietra che emerse dal caos' - l'uomo possedeva una forma simbolica con cui trasformare il paesaggio. Questa forma era il camminare, un'azione imparata con fatica nei primi mesi della vita per poi diventare un'azione non più cosciente ma naturale." Francesco Careri Parlare dell'errare non è semplice, soprattutto se lo si deve condensare in poche righe come formazione per un'azione progettuale. Proprio per questo non ci si soffermerà sull'importanza che il camminare ha avuto per la storia artistica e sociale dell'uomo, ma procederò rapidamente a spiegare meglio il ruolo che il 'nomade digitale' svolge all'interno di questo percorso di ricerca. L'atto di attraversare lo spazio nasce dal bisogno naturale di muoversi per reperire il cibo e le materie prime necessarie alla propria sopravvivenza, ma una volta soddisfatte le esigenze primarie il camminare si è trasformato in una forma simbolica che ha permesso all'uomo di abitare il mondo. Modificando così i significati dello spazio attraversato, il percorso è stato la prima azione che ha portato in un paesaggio sconfinato un ordine sul quale si è sviluppata la storia dell'architettura. Così, da questa semplice azione del camminare, si sono sviluppate le più importanti relazioni che l'uomo intesse con il territorio, e si arriva alla formazione di una città in cui gli 'spazi dello stare' si pongono come isole del grande mare formato dallo 'spazio dell'andare'1. fra cose e persone o fra persone. Per una maggior definizione del termine prosumer Cfr. Toffler A. (1980), La terza ondata. I processi di democratizzazione alla fine del XX secolo, Il Mulino, Bologna, 1998; Bartoletti R., Paltrinieri R. (2012), Consumo e prosumerismo in rete: processi di creazione del valore, Franco Angeli, Milano. 1   Careri F., Walkescapes, Roma, Piccola Biblioteca Einaudi, 2006.

98


Foto aerea di Curitiba

99


In questa città sono cresciuti spazi di transito e territori in trasformazione continua nel tempo, ed è in questi territori che oggi, nell'epoca dell'iperconnessione, si può superare la millenaria separazione tra spazi nomadi e spazi sedentari. Un interessante esempio di questa ricucitura dei rapporti tra questi due spazi è possibile leggerlo proprio attraverso la formazione degli informational territories, precedentemente descritti. In questi spazi informati dalle nuove tecnologie prende così posto il 'nomade digitale'. Con la parola nomade, diventa immediato aprire un confronto con i Beduini, nome con cui nel mondo arabo si designano i nomadi originari della penisola arabica, in contrapposizione ai sedentari delle aree coltivate e delle città. Sono nomadi, abitano in tende, ma appartengono ad un territorio in quanto, come scrisse G. Deleuze, nel loro errare per muoversi da un posto ad un altro alla ricerca di beni di prima necessità, come l'acqua, tracciano percorsi che definiscono un territorio. Questi poli di arrivo tuttavia esistono solo per essere lasciati alle spalle, e ciò che ha davvero significato e valore è lo spazio del percorso stesso. Deleuze afferma così che la vita del nomade è nell''intermezzo'. Si può affermare dunque che il tracciato nomade, per quanto segua delle piste o degli itinerari rituali, non ha la funzione del percorso sedentario che consiste nel distribuire agli uomini uno spazio chiuso, assegnando a ciascuno la propria parte e regolandone la comunicazione tra le parti. Il tracciato nomade fa esattamente il contrario, distribuisce gli uomini in uno spazio aperto, indefinito1. Tuttavia per spiegare chi sia il nomade digitale bisogna ancora aspettare e, dopo aver raccontato brevemente chi abita lo 'spazio dell'andare', è necessario prendere in considerazione chi ha abitato, fino agli ultimi decenni, lo 'spazio dello stare': l'urban dweller of yesterday, ovvero la figura che ha caratterizzato il cittadino dell'ultimo secolo. L'urban dweller of yesterday preso a riferimento è colui che, con la rivoluzione dell'ICT2 degli anni '90 che portò alla diffusione del personal computer, si trovò a vivere in quei grattacieli formati da un'interminabile scansione di uffici, che ancora oggi si alternano tra un percorso e l'altro della città. Si potrebbe dire che la lettura comune di quegli edifici quali oggetti statici, stabili e duraturi nel tempo, potrebbe essere solo una questione di punti di vista. Possono essere analizzati in termini di forma, funzione ed estetica. Visti dal punto di vista dei regolamenti, potrebbero venire considerati come il risultato di investimenti che

    Cfr. Deleuze G., Guattari F., Mille plateaux, Paris, Minuit, 1980.     Le tecnologie dell'informazione e della comunicazione (in inglese Information and Communications Technology, in acronimo ICT), sono l'insieme dei metodi e delle tecnologie che realizzano i sistemi di trasmissione, ricezione ed elaborazione di informazioni (tecnologie digitali comprese). L'uso della tecnologia nella gestione e nel trattamento delle informazioni, dal secondo dopoguerra in poi ha assunto una crescente importanza per le organizzazioni e per i cittadini, in particolare con il boom di Internet a partire dagli anni novanta.

1 2

100


Beduino nel deserto

101


rispettano una determinata zonizzazione e determinate regole di sicurezza. Tuttavia, diverso è il punto di vista dei fruitori di quei grattacieli, che, proprio negli anni '90, li vedono come oggetti fissi, edificati su una ripetitiva griglia strutturale e saturati da una interminabile ripetitività di postazioni di lavoro, che, negli ultimi decenni ha organizzato i loro stili di vita e di lavoro. Questo punto di vista lo riassume bene Aaron Bensky1 scrivendo: "The building where our office is was designed to last, to look like an office building, not to fall down or otherwise harm us, to work as efficiently as possible, and to be there when we return to work tomorrow." Ciò che davvero importa, per descrivere la condizione del cittadino degli anni '90, è che l'architettura di quel periodo sembrava interessare poco o nulla ai sui fruitori che spendevano il loro tempo seduti davanti ad una scrivania, navigando in uno spazio virtuale che esisteva a prescindere dall'edificio in cui ci si trovava. In quegli anni gli edifici non erano accoglienti luoghi di lavoro che miravano al benessere dei dipendenti, ma semplicemente postazioni fisse di lavoro in cui svolgere le ore di lavoro quotidiane prima di tornare a casa. Questi luoghi divennero cosi simbolo della sedentarietà urbana. Ma il nomadismo in realtà ha sempre vissuto in osmosi con la sedentarietà e la città attuale contiene al suo interno spazi nomadi (i vuoti) e spazi sedentari (i pieni), che vivono gli uni accanto agli altri in un delicato equilibrio. Tuttavia, fino a pochi anni fa, ancora si attendeva il momento in cui gli spazi sedentari avrebbero aperto le porte dei loro confini per generare una rete di nuove relazioni sociali con lo spazio esterno, momento che ha dato origine alla formazione del nomade digitale. Anche il nomade digitale, come il cittadino degli anni '90, si muove da un luogo ad un altro, ma nel farlo può compiere una scelta, come avviene per il beduino. Il territorio in cui si muove il nomade digitale è proprio l'informational territory, ovvero quegli spazi fisici metropolitani, informati dalle nuove tecnologie. Il nomade digitale combina quindi ad un movimento fisico attraverso gli spazi pubblici, una navigazione attraverso l'Internet delle cose, ridefinendo lo spazio tradizionalmente pensato. Ma ciononostante la possibilità di muoversi sempre e ovunque, il luogo più significativo per questo nuovo utente non è dunque l'intermezzo, come per il beduino, ma quella rete di spazi che gli permettono di creare sempre nuove relazioni. Possiamo così riassumere che se il beduino compie la scelta di muoversi da un punto A (punto in cui si trova) a un punto X, che sia in grado di rispondere alle sue necessità primarie, come la ricerca d' acqua, diversamente l'urban dweller of yesterday, che può venir identificato come un generico impiegato d'ufficio, doveva muoversi da un stazione fissa A(casa) ad una stazione fissa B, luogo di lavoro, considerando la direzione del percorso

1   Aaron Betsky (nato nel 1958) è un critico, curatore, docente e scrittore di testi di architettura e design. Ex direttore del Cincinnati Art Museum è l'attuale direttore della Frank Lloyd Wright School of Architecture. 

102


MOBILE COMMUNIC MOBILE COMMUNIC

the virt the virtu

11.000bC 11.000bC Agricultural Agricultural Rev. Rev. Writing Writing

1450-1780s 1450-1780s 1850s1850s I Industrial I Industrial Rev. Rev. II Industrial II Industrial Rev. Rev. Gutenberg Gutenberg PressPress Radio/TV Radio/TV

1970s1970s 1990s1990s ICT Revolution ICT Revolution ICT Revolution ICT Revolution Mainframe Mainframe personal personal computer computer computer computer

2000200 Cloud Cloud Comput Com Ubiquitous Ubiquitous Comp C

STORYBOARD STORYBOARD

A

B

B

UrbanUrban Dweller Dweller

2,0

Places

A

Places

B

A

B

2,0

1,5

1,0

1,5

A

1,0

TimeTime

10

E

F D

A

A

Nomad_Bedouin Nomad_Bedouin

C

Places

F

B

D

C G

G

E

8

D

Places

B

C B

E

6

4

2

A

0

10

E

Digital Digital Nomad Nomad

A

Storyboard spaziale sala sala computer computer

consultazione consultazione indoor indoor dei libri dei libri

103

D

B

1

0

0

TimeTime 5

E

B

2

2

A

C

C

3

4

B

Places

B B

Places

A A

D

4

6

C

5

E

8

D

A

4

3

2

1

0

TimeTime


come spazio e tempo in funzione dell'arrivo al punto B. Il nomade digitale si muove, invece, da un punto A (casa) a un punto B (università), ma informato in tempo reale di cosa gli stia accadendo intorno e consapevole della sua posizione rispetto al luogo di un eventuale evento, può scegliere di cambiare direzione (per prendere parte a questo evento, incontrare un amico) senza dover rinunciare ad arrivare al punto B. Questa mobilità "aumentata" porta l'uomo digitale a muoversi tra i luoghi della città, variando la sua direzione in tempo reale. E grazie alla presenza di territori informati dalla tecnologia digitale può così tornare a compiere la scelta di fermarsi in ambienti più o meno informali, quali caffè, foyer o un qualsiasi punto wi-fi, per lavorare, divertirsi, scattare una fotografia, mappare un luogo o semplicemente salutare un amico. Con la formazione degli informational territories sembra che la città nomade stia ricominciando a vivere all'interno della città sedentaria. Si può così vedere come lo sviluppo tecnologico, che fino alla II Rivoluzione Industriale portò alla produzione di dispositivi sempre più fisicamente incombenti e fissi, abbia liberato nuovamente l'uomo nello spazio attraverso dispositivi sempre più leggeri costantemente collegati da una rete digitale invisibile. Nel III millennio l'ultimo passo evolutivo della tecnologia, invece di creare un modo virtuale parallelo, in versione Matrix, ha portato ad una "evaporazione" della stessa in una nuvola digitale e intelligente, dove bit e atomi si combinano condividendo lo stesso spazio. Nel 1964, Marshall McLuhan1 scrisse: “The telephone: speech without walls. The phonograph: music hall without walls. The photograph: museum without walls. The electric light: space without walls. The movie, radio and TV: classroom without walls. Man the food-gatherer reappears incongruously as information-gatherer. In this role, electronic man is no less a nomad than his Paleolithic ancestors.”2 In conclusione, un piccolo passo di questa ricerca è stato quindi quello di analizzare l'importanze che il luogo riacquista proprio nell'epoca del digitale, e di smentire ogni immaginario anti-architettonico e virtuale di questo nomadismo digitale. Dopotutto è camminando che l'uomo ha cominciato a costruire il paesaggio naturale che lo circondava ed è tornando a camminare che progetterà spazi informati da una tecnologia che ci sarà solo quando ve ne sarà la necessità, e riallaccerà in questo modo il rapporto con il paesaggio che lo circonda.

    Herbert Marshall McLuhan (Edmonton, 21 luglio 1911 – Toronto, 31 dicembre 1980) è stato un sociologo, filosofo, critico letterario e professore canadese. La sua riflessione ruota intorno all'ipotesi secondo cui il mezzo tecnologico che determina i caratteri strutturali della comunicazione produce effetti pervasivi sull'immaginario collettivo, indipendentemente dai contenuti dell'informazione di volta in volta veicolata. Di qui la sua celebre tesi secondo cui "il medium è il messaggio". 2     McLuhan M., Understanding Media: The Extensions of Man, Cambridge, The MIT Press, 1998. 1

104


MOBILE COMMUNIC 11.000bC 1450-1780s 1850s 1990s Rev. Agricultural1970s Rev. I Industrial II Industrial Rev. ICT Revolution ICT Revolution Writing Gutenberg Press Radio/TV Mainframe personal computer computer

L’attuale situazione u B racchiuse in cam sedi gliati. Tuttavia i prob taria non possono ess l’ampliamento delle s zione di nuove sedi A piano urbanistico v Time politica di speculazio sione verticale di tipo complesso esistente. E shopping mall sovra D ferroviaria.). Il tema essere C quello di prop configuri più nel mod B ne culturale, bensi tra noA del “campus” in Time più integrato nel tess La soluzione potrebb centro multifunziona

B

A

Urban Dweller

B

1,5

B

1,0

Time

10

B

8

Places

D

F

8

D A C

Places

E

F

C

1,5

1,0

A

10

A

Places

2,0

Places

A

douin

er

2 Cloud C Ubiquitou

2,0

B

eller

mad

1850s 1970s 1990s II Industrial Rev. 2000 ICT Revolution ICT Revolution Cloud Computing Radio/TV Mainframe personal computer Ubiquitous Computing computer

STORYBOARD

D

6

C

4

6

4

2

B

Nomad_Bedouin G

E

G

2

E

0

A

0

Time

5

5

B

A

E D C B

Digital Nomad

E

4

B

3

2

3

2

B

1

4

01.da una parte di ris le Dtecnologie digital universitari? C

Places

A

Places

v.

1450-1780s I Industrial Rev. Gutenberg Press

the virtual reality dream virtuality vs reality

A tale proposito p immagini a confront A Time 1

0

A

0

Time

Storyboard spazio-temporale sala computer consultazione indoor dei libri

consultazione indoor dei libri deposito cartaceo

105

Con questi confron sostituzione dei trad mento, ma solo agg precendenti. Questo re che se fino a poc all’uso esclusivo di studiare, oggi la poten più ampia e ad aule d no affiancare aree di r li. Oltretutto questa li ti tecnici e architetto spazio esterno come lavoro. Inoltre il clim mente la possibilità d


III.2. Esempi contemporanei di intervento sulle preesistenze La Manifattura Tabacchi di Rovereto, carlorattiassociati - Walter Nicolino & Carlo Ratti, KKA ‘’Qui la storia (Manifattura) e la tecnologia più avanzata coabitano, le scatole si smantellano, il verde e l’uomo convivono. Forse ormai non c’è più bisogno di chiamare architettura quanto di nuovo verrà qui alla luce. In questo luogo, semplicemente, ci sono persone. Persone che insieme al tempo, insieme alla natura, iniziano una ricca conversazione. Una conversazione che un tempo era tale e, in quel momento, sarà di nuovo.’’ Kengo Kuma Il progetto Manifattura nasce con lo scopo di rifunzionalizzare la pre-esistenza storica, valorizzandola, grazie ad un progetto sostenibile, e di trasformarla in una sede di imprese che si occupano del tema dell’ecosostenibilità e delle clean technologies. L’intervento è caratterizzato dal riutilizzo in loco dei materiali delle demolizioni e dall’uso di materiali costruttivi locali a basso impatto ambientale, inoltre nel recupero degli edifici e degli impianti e nella realizzazione ex-novo di alcune strutture è fondamentale l’approccio sostenibile volto alla riduzione del consumo di risorse naturali non rinnovabili. Un altro punto cardine del progetto è la promozione dell’innovazione, che nasce grazie al confronto e allo scambio di idee, promossa attraverso la progettazione di spazi comuni riconfigurabili secondo le esigenze delle imprese e non più fissi e chiusi in se stessi. La rifunzionalizzazione dello spazio industriale è quindi finalizzata alla creazione di un moderno polo produttivo che sia anche centro di ricerca, sperimentazione e innovazione, grazie alla creazione di un network di aziende. Inoltre il sito diventa punto di riferimento importante per la zona grazie alla creazione di servizi e all’apertura al pubblico di un’area verde e delle piazze, cuore del complesso originale. Grazie al nuovo parco sopraelevato la Manifattura si trova a ricoprire un ruolo fondamentale: ponte tra l’area urbana e l’area verde che la circonda in un continuo dialogo di integrazione e compenetrazione. La manifattura Tabacchi situata a Borgo Sacco, Rovereto nasce nel 1854 data alla quale risale la costruzione della maggior parte degli edifici del nucleo originario. Fin dai primi decenni del Novecento si ha una progressiva crescita della produzione e quindi conseguenti ampliamenti fino agli anni Sessanta, dovuti anche al cambiamento dei metodi e delle macchine necessari alla realizzazione dei prodotti. La chiusura definitiva avviene nel 2008, a seguito della quale la rifunzionalizzazione dell’area è stata affidata al team internazionale formato da Arup, Kengo Kuma & Associates, Carlorattiassociati e Kanso. Il centro della Manifattura storica è la grande piazza attorno a cui si sviluppa il complesso,

106


Š carlorattiassociati - Walter Nicolino & Carlo Ratti, KKA

107


uno spazio aperto al pubblico che fonde produzione e servizi pubblici. Al di sotto si trova l’auditorium a cui è possibile accedere dall’edificio dell’orologio. La piazza è composta da due corti distinte ma collegate dal ponte trasparente, che permette di capire cosa accade all’interno dell’edificio. Per quanto riguarda i ponti, utilizzati originariamente per il passaggio dei carrelli con il tabacco, sono state attuate due attività parallele, il recupero e rifunzionalizzazione dei ponti originali e la costruzione di nuovi. I ponti si trasformano in punti di incontro e scambio di idee, spazi comuni per il lavoro. I nuovi ponti sono invece due: quello centrale, che collega le due maniche dell’edificio, e quello tra l’edificio principale e quello dell’orologio. I ponti preesistenti e di nuova costruzione rappresentano il collegamento tra nuovo e originale, per la creazione di un nuovo spazio flessibile e funzionale. Gli spazi produttivi sono caratterizzati da una copertura verde praticabile che funge da parco, area pubblica aperta a tutti. La direzionalità del tetto-giardino mira all’integrazione dello stesso e degli edifici esistenti al paesaggio circostante caratterizzato da vigneti. La copertura sfuma a livello fisico e percettivo verso l’area parallela alle rive del fiume Leno dove sono già presenti attività ricreative, e si lega ad esse con continuità aggiungendo nuove infrastrutture e servizi: un ristorante, una palestra e l’impianto di trigenerazione; risulta quindi l’area dell’intervento di rifunzionalizzazione maggiormente rivolta al pubblico. Scendendo gradualmente sulla sua riva inoltre, la copertura verde permette in alcuni punti l’accesso diretto al fiume. Allo spazio pubblico si oppone l’area produttiva, posta al di sotto di esso, a cui possono accedere soltanto gli utenti interni e i lavoratori, attraverso ingressi pedonali, ciclabili e carrabili, controllati e limitati. Gli edifici dell’area produttiva sono disposti in stecche parallele e caratterizzati da un alto grado di flessibilità, con la possibilità, grazie all’altezza interna di 8 metri di adattare e modificare la configurazione attraverso mezzanini secondo le necessità. A connettere il nuovo e l’originale, l’area verde e il corpo centrale della Manifattura, il deck, che attraverso rampe permette lo smistamento dei flussi di circolazione, pubblico e privato, e l’accesso all’area verde e all’area produttiva. Il deck in legno simbolicamente rappresenta il ponte di collegamento tra l’area urbana Borgo Sacco, la Manifattura e l’area verde. Queste, prima in contrasto tra loro, non sono più separate ma si compenetrano e dialogano; il progetto Manifattura diventa un punto di incontro tra territorio e ambiente urbano. La copertura verde proveniente dall’area lungo Leno grazie al deck, in corrispondenza della Manifattura, scende a livello delle piazze creando, di fronte all’edificio dell’orologio, uno spazio-anfiteatro dove è possibile sostare. È sulla facciata sul retro dell’edificio dell’orologio che è stata installata la facciata multimediale, che grazie alla tecnologia Media mesh può funzionare come una schermatura semi-trasparente, ma anche come un vero e proprio schermo a supporto delle attività svolte nella Manifattura o semplicemente per eventi pubblici. La Media façade non sostituisce la facciata originale, ma la implementa e la rifunzionalizza attraverso l’introduzione della tecnologia.

108


Š carlorattiassociati - Walter Nicolino & Carlo Ratti, KKA

109


Il Matadero di Madrid, Ensamble Studio ‘’While alphabetic reading is an abstract creation that interprets the order of coded signs, the architectural space is a concrete creation that structures energies and compensated forces, but that requires interpretation to be read and activity to make sense.’’ Antón García-Abril in "El cultural" Matadero Madrid è un ex macello nel distretto Arganzuela di Madrid, la cui costruzione risale al 1911. Il complesso con i suoi 148.300 m2 ha mantenuto la sua originale funzione fino al 1996, quando il Madrid City Council ha approvato la rifunzionalizzazione degli edifici, al fine di recuperare e proteggere il patrimonio storico culturale madrileno. Il complesso già dagli anni Settanta aveva subito processi di riqualificazione, alcuni edifici erano stati adibiti a spazi a cui destinare attività socio-culturali di vario genere. Il progetto nasce per potenziare l’offerta pubblica e per creare un nuovo centro culturale metropolitano, un luogo per l’arte e per il tempo libero, catalizzatore sociale e urbanistico. Matadero madrid mette a disposizione infatti uno spazio adeguato alla comunicazione, diffusione ed esposizione dell’offerta culturale nazionale e internazionale, in cui gli artisti possano trovare un luogo per la presentazione e creazione delle loro opere, e in cui possano collaborare e confrontarsi per una sperimentazione interdisciplinare. Inoltre Il Matadero si occupa di promuovere esposizioni di arti visive, design e nuovi media, attività didattiche ed educative. Il complesso si trova in posizione strategica nell’area metropolitana di Madrid, apparentemente isolato dal tessuto urbano della città, ma connesso alle più importanti infrastrutture dal Madrid Rio linear park, il più importante asse di collegamento dell’assetto urbanistico della città. All’interno del complesso storico il Reader’s house occupa i magazzini 13, 14, 17b e 17c. l’ufficio del responsabile dello spazio e l’ufficio per le operazioni e gestione del programma si trova nel magazzino 17c, il magazzino 17b diventa un auditorium polivalente, opportunamente vicino ma indipendente dal resto degli spazi, i magazzini 13 e 14, edifici gemelli, ospitano invece le principali attività pubbliche. Progettata dalla Germán Sánchez Ruipérez Foundation e completata nel 2012, il Reader’s house è un luogo finalizzato all’educazione e all’innovazione, dove la lettura è intesa come un processo attivo e creativo che può essere implementato attraverso una varietà estesa di supporti di cui il libro è solo un esempio. Il processo di rifunzionalizzazione ha portato ad uno stretto dialogo tra la struttura del complesso originario preesistente, in precarie condizioni di stabilità, per cui è stato necessario un intervento di consolidamento, e l’inserimento di una nuova struttura.

110


Š Ensamble Studio - The reader's house, Madrid

111


Nei magazzini 13 e 14 ciò si esplicita nell’introduzione, attraverso le aperture esistenti, di spesse travi in calcestruzzo prefabbricato che fungono da ponti e poggiano sulle pareti in muratura del complesso. Questi attraversano lo spazio degli edifici gemelli e, senza supporti intermedi, connettono trasversalmente quelle che erano precedentemente due unità indipendenti. Questi elementi architettonici traducono dunque lo spirito del progetto di rifunzionalizzazione, cioè l’atto di comunicazione e connessione. Non solo permettono un collegamento tra i magazzini, ma oltre a ciò strutturalmente diventano vie aeree che offrono un supporto aggiuntivo per l’attività. Si configura quindi uno scenario mutevole attraverso la definizione di due livelli fisici, percettivi e funzionali: il livello inferiore aperto, dinamico, sociale, facilmente accessibile dalla strada, è dedicato a mostre e alle attività di gruppo, mentre il livello superiore si presenta come uno spazio intimo di ricerca e studio, visivamente connesso allo spazio principale dell'edificio originale, ma riparato dalle strutture lineari.

112


Š Ensamble Studio - The reader's house, Madrid

113


La fondazione Prada di Milano, OMA "La caratteristica di questa sede è di essere un complesso di ambienti e di materiali diversissimi che coabitano: spazi orizzontali e verticali, intimi e smisurati, trasparenti e chiusi, sia pur all'interno del corpo unitario della fabbrica, concepita come una città dentro la città" Rem Koolhaas La fondazione Prada ha inaugurato il 9 maggio del 2015 la sua nuova sede firmata dallo studio olandese OMA nella periferia a sud di Milano, per rappresentare il suo impegno culturale attraverso spazi espositivi di nuova generazione. L'intervento è il risultato della trasformazione di una ex-distilleria risalente ai primi anni del Novecento, che da vita ad un complesso caratterizzato da una configurazione architettonica articolata e molteplice, nel quale il nuovo si innesta sul vecchio alla ricerca di una equilibrata coesistenza. L'intervento propone infatti tre elementi inediti - il Podium, il Cinema e la Torre di nove piani - per rapportarsi con i sette edifici preesistenti. Da secoli gli uomini sono intervenuti sulle opere architettoniche erette dai loro predecessori, lavorando sul costruito per adattarlo agli usi e alle necessità del loro tempo. Opere di demolizione, riduzione, addizione, alterazione e innovazione al fine di caratterizzare la preesistenza con nuove configurazioni. Alcune volte le aggiunte raggiunsero valori artistici più alti delle parti originarie, altre volte valori del tutto differenti, tuttavia spesso basta una sola soluzione irriverente a rovinare una composizione architettonica che prima aveva una sua stratificazione organica e una sua bellezza. Qualcuno potrebbe sovrapporre a delle officine dismesse elementi stravaganti dettati dalla sua pura creatività, sicuro di aver fatto una cosa originale dal momento che non la si era mai vista prima. In realtà il suo intervento ha su di noi lo stesso effetto di una brusca interruzione mentre leggiamo la storia dell'edificio e delle sue mutazioni. Ma in questo caso lo studio olandese non si limita a esasperare al massimo il contrasto tra l'estrema semplicità dovuta ad un restauro filologico dell'esistente ex-distilleria, appartenente al primo decennio del Novecento, e il fascino di nuove strutture più esasperate e stravaganti; proponendo invece una calibrata coesistenza tra le differenti epoche, crea nuovi volumi caratterizzandoli con forme geometriche semplici ma rivestendoli con materiali particolarmente inusuali, quali la schiuma d'alluminio. L'intervento risana gli edifici preesistenti senza stravolgerli, ma contraddistinguendoli tramite strutture in acciaio applicate alle pareti portanti durante la fase del restauro, per rinforzare e conservare le superfici originali. Il risultato è un complesso repertorio di ambienti che alterna spazi a scala differente, men

114


© OMA - Rem Koolhaas

115


tre i cortili offrono al pubblico piacevoli spazi comuni di riposo, scanditi da un'accurata attenzione alle pavimentazioni esterne, come il recupero di blocchetti squadrati di legno di quercia, ricavati da vecchie traversine ferroviarie, proprio come si usava nelle officine di una volta. Il Podium si presenta come una monumentale teca di vetro, in cui l'arte classica dialoga con una struttura high-tech, mentre la vista spazia sui volumi circostanti. Impressionante è anche il vicino auditorium, le cui pareti mobili e spazi interni si trasformano da una riflettente scatola chiusa per proiezioni e conferenze, ad un occasionale cinema o teatro pubblico all'aperto. Grande contrasto si ha invece tra l'eccezionale forza espressiva del deposito e della sua esposizione, e il lusso della Haunted House, le cui pareti esterne sono state ricoperte con una lamina d'oro a 24 carati. Con questa nuova proposta di recupero architettonico, viene sostituita la concezione consueta ed esclusiva di un ambiente di archeologia industriale che faccia da cornice a nuove prestigiose addizioni, con un'idea di un ambiente quale insieme di elementi in condizione di reciproca codipendenza. Una risposta intelligente al vero problema del restauro, di progettare una condizione che favorisca l'incontro del nuovo con l'antico, operando secondo le ragioni della storia ed indivisibilmente secondo le esigenze espressive contemporanee. Con il suo intervento, Rem Koolhaas dà vita ad un'articolata ricchezza spaziale non solo per offrire una risposta più estesa alla varietà e all'originalità della collezione artistica presente, ma per offrire una possibilità di partecipazione più ampia, rivolta a tutte le generazioni. Inoltre, cercando nuovi modi di condividere le idee, il progetto della Fondazione Prada si pone come stimolante punto di partenza per il recupero dell'area in cui sorge, al fine di rigenerare la situazione di una periferia milanese che vede molte delle sue aree fino ad oggi dismesse.

116


© OMA - Rem Koolhaas

117


IV. PROPOSTA DI UN NUOVO POLO UNIVERSITARIO


IV.1. La realtà universitaria di Curitiba La storia dell'Università Federale del Paranà “O dia 19 de dezembro representou a emancipação política do Estado e deve também representar sua emancipação intelectual” Victor Ferreira do Amare e Silva La storia della Università Federale del Paraná (UFPR), la più antica istituzione universitaria brasiliana, è strettamente legata agli avvenimenti che hanno segnato la storia dello stato prima e durante il XX secolo. Già nel 1892 l’avvocato e giornalista José Francisco da Rocha Pombo posa la prima pietra dell’università1, tuttavia a causa dell’instabilità causata dalla Revolução Federalista,  scoppiata nel sud del paese per le divergenze tra le fazioni federali e repubblicane, il progetto non viene completato. L’inizio del Novecento è un periodo caratterizzato da un progresso economico, grazie anche alla grande produzione di erba-mate e al suo florido commercio. Nel 1912 anche la leadership politica si mobilita per la creazione di un’università, dal momento che si aveva bisogno di più professionisti qualificati e si voleva dare un'identità forte al popolo del Paraná. Risale al 19 dicembre 1912 la fondazione da parte di Victor Ferreira do Amaral e Silva, direttore della pubblica istruzione, della prima università dello stato, con il motto Scientia et labor, che rappresenta l’emancipazione dello stato stesso del Paranà. Ciò è stato possibile anche grazie alla riforma Rivadavia che nega l’obbligo per lo stato a garantire un’istruzione ai cittadini e ha quindi dato ai privati la libertà di creare istituti di istruzione superiore. A partire dall’anno successivo l’università inizia a funzionare come ente privato con corsi di Giurisprudenza, Scienze Sociali, Ingegneria, Medicina e Chirurgia, Economia, Odontoiatria, Farmacia e Ostetricia. Lo stesso Victor Ferreira do Amaral, primo preside dell’università, richiede la costruzione dell’edificio principale, ancora oggi simbolo della città di Curitiba, nella Praça Santos Andrade su un’area donata dal Comune. Con l’avvento della prima guerra mondiale arriva anche la recessione economica e le prime difficoltà: in particolare il decreto 11530/1915, che impone l’obbligo alla città ospitante l’istituzione ad avere più di centomila abitanti, questo non era il caso di Curitiba, e la chiusura delle università private, nel tentativo da parte del governo federale di centralizzare il potere in istituti di istruzione superiore2.  In Paraná è stato necessario quindi creare alternative per evitare la chiusura delle università.  La soluzione è stata quindi frammentare l’istituzione universitaria e smembrare le scuole in singole istituzioni, ciascuna individualmente riconosciuta dal governo. Per circa

120


trent’anni si cerca di ripristinare l’istituzione, fino al 1946 quando i collegi esistenti, insieme alla Facoltà di Lettere e Filosofia, vengono raccolti nuovamente come Università del Paranà; ciò è stato possibile grazie al sostegno fondamentale della stampa e della comunità del Paranà. Inizia in questo momento la battaglia per la federalizzazione dell’università, durata fino al 1951, quando viene istituita come ente pubblico e gratuito. Con la sua federalizzazione, l'istituzione attraversa una fase di espansione rappresentata dalla costruzione dell'Ospedale Clinico (1953), il complesso della canonica (1958) e il Centro Politecnico (1961). La storia dell’UFPR, simbolo di Curitiba e motivo di orgoglio per lo stato, rappresenta una lotta combattuta con audacia dai suoi creatori e da tutta la comunità paranaense.

121


IV.2. LE ESIGENZE DI UN NUOVO POLO UNIVERSITARIO L'università come Creative Hub Il potenziale che risiede nel ruolo delle università come motore per lo sviluppo economico regionale non è una novità. I primi anni del XXI secolo sono infatti caratterizzati dalla presenza della cosiddetta classe creativa1, composta non solo da artisti, musicisti, designer, ma anche da medici, architetti, scienziati, ricercatori, intellettuali, che si concentrano in quelle città in grado di soddisfare le esigenze di uno stile di vita connotato da forti stimoli culturali, uno stile di vita intenso, che cambia e che si rinnova continuamente. È una classe composta da talenti in grado di attrarre risorse finanziarie, soprattutto perché numerose imprese decidono di localizzarsi in quegli stessi luoghi in cui è più facile acquisire capitale creativo. In altre parole, oggi non sono più le persone che si spostano dove ci sono le aziende, ma sono le aziende che si stabiliscono in quei luoghi in cui è più facile trovare i talenti, generando un circuito economico virtuoso caratterizzato da un maggiore sviluppo, da una nuova cultura del vivere e da nuovi stimoli. In tutte le società avanzate, gli scenari produttivi sono caratterizzati dall’economia dell’informazione e della conoscenza, nelle quali la creatività genera il vantaggio competitivo; l’utilizzo ottimale delle conoscenze da parte delle imprese, rende la risorsa umana protagonista nella creazione della ricchezza e diviene condizione irrinunciabile per la diffusione del benessere. Il luogo preposto ad innescare tali virtuosismi sono quelle parti di città in grado di offrire tecnologia, innovazione, nuovi ambiti di esplorazione e ricerca, nei quali il talento è riconosciuto e può accrescersi; è quella parte di città multiculturale che esalta e protegge la diversità degli individui; quella città che sa divenire luogo di scambio, sempre aperta dal punto di vista tecnologico, sociale e culturale, orientata alla persona prima che all’impresa, che attira più facilmente la risorsa scarsa del talento e, di conseguenza, diventa attrattiva anche per le imprese e per il mondo del business in generale. In tutto questo, l'università è certamente un'istituzione chiave della Creative Economy2, per usare un termine che piace a Richard Florida, sociologo statunitense della classe creativa. Ciò che però non è del tutto compreso è la varietà di ruoli che può svolgere all'interno del tessuto urbano, in grado di creare delle relazioni molto più complesse di quelle che possono essere colte solo ad un primo sguardo. Infatti l 'università non coltiva solo progetti di ricerca che confluiscono nelle aziende ma, per contribuire seriamente allo sviluppo economico regionale, l'università deve essere in 1     Secondo Richard Florida, economista americano della Carnegie Mellon University di Pittsburgh, la creatività oggi è divenuta un motore generale del cambiamento non solo negli stili di vita o nella gestione del tempo libero, ma anche nelle attività produttive e nel lavoro. Florida ritiene che la creatività sia la forza dotata di maggiore effetti nel determinare la crescita economica nei diversi paesi. 2     Secondo Florida, oggi attorno all’attività creativa (sia tecnologica che artistica) viene costruita un’intera infrastruttura economica, al punto da proporre il termine di “economia creativa”.

122


Faculdade de Arquitetura e Urbanismo da Universidade de São Paulo (FAU-USP) João Vilanova Artigas e Carlos Cascaldi

123


grado di svolgere tre ruoli fondamentali: sviluppare la tecnologia, attirare nuovi talenti e creare uno comunità accogliente e tollerante. In primo luogo, l'Università deve porsi appunto come centro di produzione di ricerche d'avanguardia che, investendo campi dall'informatica alla biotecnologia, porti innovazioni tecnologiche per poter essere una risorsa importante per le aziende. In secondo luogo, deve porsi come straordinaria calamita di talenti. Richiamando eminenti professori e ricercatori, è suo compito attrarre studenti da diverse città ed incoraggiare le aziende e le nuove start-up a collocarsi vicino al suo centro. In questo modo si può così generare un contesto economico e sociale in grado di evolversi e rinforzarsi vicendevolmente. L'università deve così essere in grado di creare un clima di progressiva apertura e tolleranza, che aiuti a richiamare studenti e professionisti da tutte le parti del mondo, favorendone un'importante e proficua comunicazione. In altre parole, i centri universitari forniscono l’habitat nel quale diverse forma di creatività – artistica, culturale, tecnologica o economica – può mettere radici e fiorire; proprio per questo, i “luoghi” continuano ad esercitare un’importantissima influenza sullo sviluppo dei territori. Secondo alcuni questo avviene per la naturale tendenza delle imprese altamente tecnologiche a raggrupparsi nella stessa zona. Secondo altri, come Putnam, sarebbe il “capitale sociale” – una comunità unita, solidale – a causare sviluppo economico. Tuttavia questi nuovi centri creativi sono invece caratterizzati dall’intrecciarsi di legami deboli e dalla convivenza di diverse anime culturali. Secondo la teoria del “capitale umano” – basato sulla misurazione del livello di istruzione della gente – ovunque si sviluppi un agglomerato di intelligenze, un piccolo paese come in una grande città, lì si accumulerà ricchezza. Proprio nello svolgere diversi ruoli, le università contribuiscono a rafforzare una qualità generale del luogo in cui si stabiliscono. Si può dire che i maggiori centri di ricerca siano la chiave - se non la chiave - il cuore della Creative Economy. Il miracolo dello sviluppo high-tech di Boston non sarebbe mai potuto avvenire senza il supporto dell' MIT e la Silicon Valley non sarebbe assolutamente la stessa cosa senza il contributo promosso dalla Stanford University. Molti dei maggiori centri di sviluppo sono infatti sede di importanti università. Ma una università non può trasformare un tessuto urbano da sola e anche se molti di questi centri generano conoscenze innovative, relativamente pochi tra questi tessuti possono assorbirle ed applicarle. La comunità circostante, oltre alla possibilità, deve avere la capacità di sfruttare l'Innovazione e le tecnologie che l'università genera. Lo scopo principale del progetto diviene così quello di trasformare la proprietà intellettuale in una crescita economica, ma, per fare ciò, è necessario che il centro universitario sia in grado di relazionarsi con il quartiere circostante. Solo risolvendo problemi legati all'accessibilità, alla delimitazione tra pubblico e privato e al rapporto tra spazi di condivisione e spazi di comunicazione, l'Università può rendere più efficiente, produttiva e piacevole l'interazione quotidiana con il tessuto circostante. Il fine è di generare innovazione all'interno di una

124


MIT, Media Lab Complex Fumiko Maki

125


struttura sociale che la sappia far maturare.

Nuovi spazi per l'apprendimento nell'epoca dell'e-learning La nascita dell’Internet delle cose è una delle componenti più significative nella trasformazione dell’istruzione universitaria. Il segno macroscopico di questo passaggio è dato dall’enorme potenzialità che gli studenti iscritti possono trovare attraverso l’ e-learning1, ovvero grazie ad un'istruzione tradizionale integrata attraverso conoscenze condivise su di una piattaforma virtuale. Questa potenzialità risiede nell’enorme incremento degli iscritti che finalmente possono prendere parte ad un'università che sviluppa i suoi corsi su due piani paralleli: da un lato il lavoro svolto sulla piattaforma digitale consente ai partecipanti di interagire e relazionarsi a distanza, utilizzando lo spazio digitale della community come una sorta di laboratorio virtuale per l'apprendimento; dall'altro, per completare il lavoro svolto online, l'attività prevista durante workshop o lezioni frontali costituisce il momento di approfondimento e verifica delle conoscenze nel mondo analogico. In altre parole, il mondo nuovo digitale non elimina quello precedente, ma semplicemente vi si sovrappone. Ma il fenomeno quantitativo ha implicazioni qualitative ancora più rilevanti che, al di là degli aspetti dimensionali, investono la funzione e la struttura organizzativa dell’università. I problemi di questa espansione universitaria non possono essere risolti semplicemente con l’ampliamento delle sedi esistenti o con la proliferazione di nuove sedi. La trasformazione dell’università, informata dalle nuove tecnologie, non mette in crisi tutti i tradizionali rapporti su cui l’insegnamento universitario è stato fino ad ora fondato, tuttavia richiede di rispondere in tempi rapidi alle nuove esigenze che la realtà universitaria richiede e a modificarne le finalità. Queste finalità convergevano sostanzialmente all’unico obiettivo di fornire le nozioni necessarie allo svolgimento di una professione, che poteva essere considerata stabile. Nella società contemporanea, che vede la crescita di una classe creativa, le professioni non sono più stabili, ma al contrario tendono sempre più ad una continua oscillazione tra una sempre maggiore differenziazione di competenze e verso un sempre più intenso interscambio di cognizioni e di esperienze. Ne deriva che l’università di questa classe creativa, pur conservando il fine di preparare a una professione, deve mutare i modi in cui persegue questo fine ed in primo luogo deve rinnovare la sua tradizionale struttura organizzativa – commisurata alle esigenze dell’insegnamento nozionistico – affiancando una struttura che consenta un maggior scambio interdisciplinare e nuove forme di comunicazione digitale, a favore di una partecipazione

    Per e-learning si intende l'uso delle tecnologie multimediali e di Internet per migliorare la qualità dell'apprendimento facilitando l'accesso alle risorse e ai servizi, così come anche agli scambi in remoto e alla collaborazione (creazione di comunità virtuali di apprendimento).

1

126


Connessioni internet globali

127


più ampia. Al contrario della struttura universitaria precedente la cui missione principale era il rafforzamento del sistema verticale gerarchico che l’aveva istituita e che la sosteneva, l’università della classe creativa, come prodotto di un processo di trasformazione “democratica” della società, assume implicitamente la funzione “democratica” di contribuire ad una diffusione ancora più ampia della conoscenza; tutto questo per un superamento delle compartimentazioni verticali a favore di una connessione orizzontale tra studenti e docenti di tutto il mondo che permetta una vastissima condivisione del sapere e un'accessibilità per gli studenti appartenenti a tutte le classi sociali. L’università della nuova classe creativa implica così un contatto ed un coinvolgimento continuo degli studenti all’interno ed all’esterno della sede universitaria ed una condivisione continua con gli avvenimenti e il contesto circostante. Questa università è alla ricerca di un rinnovamento che già si configura radicalmente diverso dai precedenti: “non più un’isolata guarnigione culturale, è una trama specifica ma non necessariamente emergente di una tessitura più generale che coinvolge tutti gli aspetti della vita associativa”.1 Dopotutto diviene importantissimo il nuovo ruolo che le università decidono di assumere per lo sviluppo culturale della società, soprattutto nel caso di un'università pubblica quale l'UFPR. Nell'ambito di questi grandi cambiamenti alcune dinamiche interessano direttamente il mondo dell'architettura e la progettazione di nuovi spazi di apprendimento: una connettività pervasiva alla rete svincola oggi l'apprendimento universitario dalle rigide logiche spaziali tradizionali, aprendo nuove prospettive all'integrazione di spazi per l'educazione e-learning e alla rivalorizzazione di spazi esterni intelligenti.

    De Carlo G., Pianificazione e disegno delle Università, Roma, Edizioni Universitarie Italiane, 1968

1

128


UniversitĂ  di biotecnologie Luciano Pia

129


IV.3. IL DIALOGO TRA TECNOLOGIA, DIDATTICA E LO SPAZIO ESTERNO Nuovi spazi di lavoro per la condivisione del sapere "Cultures and climates differ all over the world, but people are the same. They will gather in public if you give them a good place to do it." Jan Gehl Nell'ambito di questi grandi cambiamenti alcune dinamiche interessano direttamente il mondo dell'istruzione. Una connettività pervasiva alla rete svincola oggi il lavoro dalle logiche spaziali rigide e gerarchiche che hanno caratterizzato gli spazi universitari dal dopoguerra ad oggi. Questa libertà concede oggi la possibilità di scegliere dove e come è preferibile studiare. All'aula tradizionale si affiancano infatti metodi differenti di apprendimento, da seminari intensivi fino a lezioni e-learning1, tenute a distanza. Queste nuove possibilità superano le tradizionali limitazioni spaziali, quali le postazioni di lavoro fisse, e si può finalmente scegliere di studiare in qualsiasi luogo a qualsiasi ora. È Richard Florida, direttore del Martin Prosperity Institute all'Università di Toronto, che nel suo libro The Rise of the Creative Class ci mostra come la creatività non sia una funzione in grado di accendersi e spegnersi come un interruttore, ma fluisca dalle capacità della singola persona senza poter essere inquadrata in orari e tempistiche troppo definite e costrittive. La classe creative promuove così uno stile di vita che nega una netta distinzione tra lavoro e tempo libero. In linea con Florida, Thomas Allen, ricercatore al MIT e considerato il progenitore del moderno workspace design, evidenzia l'importanza della vicinanza nell'interazione, e come persone a più di 20 metri di distanza, difficilmente interagiscano, se pur sempre all'interno di uno stesso ambiente. Ma la necessità di prossimità e interazione, che presuppone lo scambio di informazioni, spesso richiede ambienti in cui poter trovare privacy e il giusto isolamento per una concentrazione focalizzata. Il professore americano conclude affermando che la prossimità non deve mettere a repentaglio la privacy, ma deve essere occasione di scambio, incontro e interazione. Per questo motivo gli spazi devono essere pensati secondo diversi gradienti di privacy, da quelli più autonomi, completamente privati, a quelli di condivisione all'interno dello stesso ambiente di lavoro, sino a spazi di interazione fra realtà diverse che includano l'accesso al pubblico. I nuovi spazi per l'apprendimento necessitano quindi di

    Per e-learning si intende l'uso delle tecnologie multimediali e di Internet per migliorare la qualità dell'apprendimento facilitando l'accesso alle risorse e ai servizi, così come anche agli scambi in remoto e alla collaborazione (creazione di comunità virtuali di apprendimento).

1

130


UAL Campus for Central Saint Martins at King's Cross Stanton Williams

131


quello stesso ambiente sociale teorizzato da Jane Jacobs, in cui la giornalista pensava che la creatività fosse stimolata da incontri formali e casuali. E proprio parlando di un'innovazione principalmente sociale, il giornalista e sociologo canadese, Malcom Gladwell, sostiene che le idee nascano tanto da conversazioni e contatti casuali all'interno di differenti gruppi di una stessa realtà, quanto da incontri formali all'interno di un team definito. In generale sono le più recenti ricerche a mostrare che gli spazi preferiti sono quelli pubblici e di socialità, e che attività prima svolte in postazioni fisse quali lo studio o il lavoro, si stiano facendo affiancare sempre più da luoghi informali: dall'aula computer al tavolino di un caffè, o dalla sala studio al parco. Luoghi che, nel rispetto della privacy, siano in grado di fornire concentrazione ed isolamento quando necessario.

Nuovi spazi per un working-outdoor informato dalle nuove tecnologie Quando parliamo di vita, racconta il professore Mancuso1, prima di tutto pensiamo a noi stessi, e poi agli animali. Eppure si stima che tra il 95 per cento e il 99,5 per cento della biomassa del pianeta sia composta da piante. Se si osserva la questione della vita in questi termini, la presenza animale, compresa la nostra, è ininfluente. Tuttavia il mondo vegetale ha sempre suscitato scarsa attenzione: nella Bibbia, Noè salva dal diluvio universale una coppia di ogni specie animale ma si dimentica dei vegetali. Eppure è il ramoscello d’ulivo portato da una colomba a segnalargli che il diluvio è finito e la prima cosa che fa, terminato il diluvio, è piantare l’albero della vite. Aristotele riteneva il mondo vegetale più vicino al mondo inorganico che a quello animale: le piante non possono muoversi né sentire, dice, e dunque non sono “animate”. Poi ci ripensa, perché dopotutto sono in grado di riprodursi, e decide che sì, non sono proprio inanimate, ma quasi. Noi la pensiamo più o meno ancora come Aristotele. Che si abbia perso contatto con la Natura non è assolutamente una novità. Ma la causa di ciò è antecedente alla scelta della Natura di ritirarsi lontano dalle conurbazioni industriali o più verosimilmente dal momento in cui l'uomo l'ha iniziata a respingere, distruggendola. La risposta è forse che la Natura, con il passare del tempo, ha perso la sua aurea divina. Da sempre è stata metafora di purezza, di innocenza, divenendo Madre di tutto il creato e simbolo di una graziata natività e istintività. Tutto ciò che prima affascinava l'uomo, spaventandolo, nella città contemporanea è diventata quanto mai una realtà lontana, ammessa solo quando controllata e graziosamente curata in parchi e corti urbane. Bisogna quindi ammettere che sebbene sia sempre stata presente, ha sempre assunto un ruolo differente in relazione alle differenti società. E il sempre più irrompente sviluppo tecnologico

    Stefano Mancuso insegna all'Università di Firenze. È direttore del LINV (Laboratorio Internazionale di Neurobiologia Vegetale) e della rivista «Plant Signaling & Behavior». È uno dei fondatori della neurobiologia vegetale

1

132


Una domenica pomeriggio sull'isola della Grande-Jatte Georges-Pierre Seurat

133


l'ha relegata alla parte di grande antagonista della cultura, della società e della città e dello spazio abitabile. Ma oggi, avvolti da una nuvola intelligente anche quando usciamo dalle mura domestiche, l'opposizione tra interno ed esterno è in continua trasformazione e i suoi confini sono sempre meno distinguibili. Con la diffusione della tecnologia digitale gli spazi interni non sono più il luogo esclusivo per il commercio, il lavoro, l'educazione e l'intrattenimento, e d'altra parte gli spazi esterni non sono più qui parchi e giardini caratterizzati dalla loro pura e autentica naturalezza. Tanto più che oggi come si potrebbe rispondere con certezza a chi chiede: cosa sia davvero naturale? Contrariamente ad una concezione precedente che divideva nettamente la realtà naturale da quella artificiale, é proprio grazie al'artificialità di una connettività diffusa, che le nuove tecnologie wireless divengono una porta che ci riconduce allo spazio naturale esterno, identificato non più come rifugio dal mondo artificiale, ma come nuovo spazio attivo. Nel caso dei dipinti impressionisti, questi ci distaccano dal mondo naturale, creando una cornice che, come una finestra, ci separa da quel campo di grano, da quel lago con le ninfee e da quelle terre esotiche, delimitandoci all'interno di uno spazio interno concluso. Cosi le finestre, diventate vetrate sempre più grandi, creano infine un palco in cui lo spazio esterno viene immortalato nella sua naturale dinamicità. Può risultare quindi presuntuoso credere di progettare spazi legati alla natura, semplicemente mettendoli al di là di un muro, che sia di vetro o di pietra. Oggi a quella natura tradizionale si è sovrapposto un layer tecnologico in grado di arricchire lo spazio fisico solo quando ve ne sia necessità, e creare spazi ibridi che non siano solo percorribili ma che siano usufruibili. Il tutto senza prelevare alla natura quella forza emotiva, ma creando una tecno-poetica alla pari dell'arte precedente. La logica risiede proprio nell'immaterialità delle informazioni digitali, che, nel nuovo secolo, restituisce forza alla materialità della natura; ridefinendo la nostra relazione con gli spazi esterni a tal punto da non essere nè suoi spettatori da uno spazio chiuso, nè tantomeno suoi antagonisti. In questo modo il cittadino torna ad essere partecipante attivo degli spazi esterni. Così in questi spazi esterni, sempre più intelligenti e reattivi, l'acustica, l'olfatto e una differente percezione spaziale si affianca alla visibilità precedente e diviene interessante tentare di ripensare nuovi spazi esterni per l'apprendimento e l'intrattenimento che sfruttino la tecnologia digitale per diventare sempre più responsive alle nuove esigenze, per immergersi finalmente in spazi informati sempre più dalla presenza elettronica.

134


MFO Park, Zurich, Switzerland Raderschall Landschaftsarchitekten AG + Burckhardt & Partner AG

135


V. PROGETTO DI RESTAURO DELLA TEIXEIRA SOARES


V.1. L'INSERIMENTO NEL CONTESTO URBANO Nuove relazioni urbanistiche I più moderni esempi di aree industriali sono oggi insediamenti di polarizzazione e di specializzazione territoriale. Queste tipologie hanno in comune la presenza di una "programmazione generale", riguardante sia la realizzazione delle infrastrutture, si la scelta del mix funzionale e la gestione dell'intero complesso. Un'evoluzione recente è il parco tecnologico, dove l'alto contenuto scientifico delle attività ospitate diventa elemento propulsore per una diversa qualità del manufatto e dell'ambiente connettivo. È questo il caso del progetto di restauro e di rifunzionalizzazione dell'edificio Teixeira Soares per diventare nuovo polo universitario della UFPR. Gli esempi storici di tali insediamenti hanno dimostrato la loro capacità di aggregare, intorno alle principali attività di ricerca, attività culturali e ricreative. In questi interventi sono particolarmente evidenti i mutamenti che questi edifici legati all'industria hanno conosciuto negli ultimi anni; prevalentemente nel periodo di grande espansione e speculazione tra gli anni '50 e '60. Il venir meno di un certo tipo di separazione è tra i più evidenti: storicamente legata all'idea di recinto, la fabbrica è costruita protetta da divisori che non permettano l'accesso libero ai binari e alla viabilità ferroviaria. Diviene così un brano di tessuto alternativo che, solo attraverso il muro di cinta e lo svettare della torre dell'orologio, denunciava la sua esistenza. Oggi gli spazi dell'industria quando non sono stati cancellati per lasciare posto a nuovi uffici o residenze, sono un'occasione unica, spesso in luoghi centrali della città, per sperimentare inediti modi di vivere e lavorare, veri e propri spazi laboratorio in cui memoria e contemporaneità si fondono per riattivare intere parti di città. Ma che ne è dei luoghi che tutt'oggi raccolgono l'insieme di funzioni eredi del vecchio mondo industriale? Se pochi sono gli edifici che riescono a sottrarsi alla logica del capannone da catalogo, modulare e standardizzato variamente rivestito e banalmente allineato lungo le strade, è pur vero che tra questi pochi e conosciuti esempi alcuni caratteri comuni possono essere ritrovati. Infatti importante è l'influenza Art Déco nell'Edificio Teixeira Soares, che però fu una modernità spesso dimenticata e la città di Curitiba è un buon esempio di questo disinteresse nei confronti di uno stile che influenzò profondamente l'aspetto architettonico urbano, considerato per un breve periodo espressione di progresso e di innovazione. Dopotutto, per le sue linee dinamiche ma severe, l'Art Déco divenne l'architettura monumentale simbolo di progresso che caratterizzò lo Estado Novo di Getúlio Vargas. Per gran parte delle principali città brasiliane, il 1940 significò lo sviluppo di paesaggi urbani verticali in stile Art Déco e variazioni di contenuti razionalisti. Anche Curitiba, in quel periodo, conobbe una rapidissima crescita verticale, tuttavia, nonostante l'intensa produzione diffusa per tutta la città, queste architetture vennero dimenticate dai cittadini. Una chiara inversione

138


tavola 07

Inquadramento urbano della cittĂ  di Curitiba

S.E. ZR 4 ZR 3 ZC ZP SH

139 universitĂ  degli studi di ferrara - Dipartimento di Architettura

tesi di laurea - A.A. 2014-2015

relatore - Arch. Marco Zuppiroli

secondo relatore - Arch. Walter Nicolino

Cultural Institution University Centers Structural Axes

correlatorE - Arch. Rodrigo Josè Firmino

laureando - Giambattista Brizzi


per far conoscere queste architetture deve partire innanzitutto dalla necessità di riaprire questi enclave industriali per permettergli di misurarsi con il contesto urbano o paesaggistico con la progressiva scomparsa di quel vero e proprio limite tra due mondi che erano i muri di confine. Da qui una delle principali sfide del progetto è stata quella di reinventare il modello della officina ferroviaria per trasformarla in una struttura flessibile e integrata nel paesaggio urbano. La riprogettazione dello spazio retrostante la facciata su Rua João Negrão ha permesso di restituire un rapporto diretto con gli spazi circostanti, soprattutto ricucendo un nuovo scambio diretto con lo Shopping Estação, importante polo di attrazione del quartiere. L'apertura di Rua Rockfeller come nuovo percorso di ristrutturazione, seguita allo smantellamento del tracciato ferroviario, incise profondamente come margine tra il nuovo polo commerciale e l'oramai abbandonata Teixeira Soares. Fulcro del progetto diviene così una fluidità del piano terra dell'edificio che permetta una relazione diretta tra Rua João Negrão e Rua Rockfeller. Attraverso la proposta del masterplan la ricerca di tesi integra ad un progetto di restauro più conservativo, un intervento di rifunzionalizzazione che riprogetti lo spazio da connessioni verticali a nuove connessioni orizzontali.

140


141


PL ANIVOLUMETRICO Scala 1:500

10

0

142

20 m


143


144


145


V.2. STUDIO E PROPOSTE DI INTERVENTO Analisi dei degradi e proposte di intervento mirate alla conservazione della fabbrica Una volta eseguito lo stato di fatto è risultato necessario entrare nel dettaglio rappresentativo tramite una serie di tavole che descrivono diverse tematiche correlandole tra loro. Il primo passo è stato l'individuazione di tutti i materiali presenti nella facciata, rappresentati tramite i colori, tenendo fede come base, il rilievo dello stato di fatto. Il passo successivo è stato relativo all'individuazione dei fenomeni di alterazione e degradazione dei materiali, facendo riferimento a fenomeni scientificamente individuati e descritti, ad una corrispondente terminologia e ad una graficizzazione codificata. La comunità scientifica è largamente concorde nell'adottare le Raccomandazioni della Commissione UNI-NorMal1. Tra queste, di particolare importanza ai fini dell'analisi, è la UNI-NorMal 11182/20062, dalla quale possono evincersi agevolmente per confronto, le manifestazioni di alterazione e di degradazione dei materiali lapidei naturali e artificiali, vale a dire la quasi totalità dei materiali da costruzione. La necessità di trovare un espediente grafico consistente nell'indicare le singole patologie, così come richiesto dalla raccomandazione UNI11182, unificandole con un nuovo simbolo grafico laddove si riscontrano una sommatoria di fenomeni. Tutte le informazioni sono state così organizzate in una tabella di facile lettura per trovare una facile correlazione tra i materiali, i fenomeni alterativi e degradativi, le cause di tali fenomeni e l'indicazione dei singoli interventi. Le indicazioni degli interventi di restauro sono state riferite genericamente ad ogni patologia, bensì alla sommatoria dei fenomeni che si riscontrano sull'edificio zona per zona3. Di seguito la tabella redatta per l'intervento delle due facciata analizzate:

    La Commissione NorMal è stata istituita nel 1977 per iniziativa di un gruppo di studiosi del CNR e dell'Istituto Centrale del Restauro (ICR), coordinato da Giovanni Urbani, allora direttore dell'ICR. Con il nullaosta del Ministero del Tesoro, in data 19 giugno 1996è stata firmata una convenzione tra il Ministero dei Beni Culturali e l'UNI(Ente Nazionale Italiano di Unificazione), per l'istituzione di una Commissione UNI-NorMal deputata all'aggiornamento delle norme e alla redazione di quelle nuove. 2     Questo documento ha sostituito il precedente NorMal 1/88 che a sua volta aveva sostituito il NorMal 1/80. 3     Le indicazioni degli interventi elencati nella tabella costituiscono delle sintetiche voci di spesa alle quali manca solo l'indicazione dei costi, essendo il dato quantitativo direttamente desumibile dai grafici. 1

146


PATOLOGIE

CAUSE

INTERVENTI

EFFLORESCENZA

- Umidità di risalita; cristallizzazione salina in

INTERVENTO INCONGRUO

- Sostituzione seriore di alcuni conci che presentano una cromia dissonante rispetto all'apparato murario originale

AS 3; CO 2; INT 6

- Accumulo di materiali estranei a causa della presenza di inquinanti atmosferici, favorito dall'umidità di risalita - Caduta accidentale - Erosione causata dall'esposizione alle intemperie

PLT 1; CO 2; INT 1; INT 2; PRO 1

- Erosione meccanica; -Mancanza di manutenzione;

PLT 1; INT 6

PLT 5

LATERIZIO FACCIAVISTA

- Mancanza di manutenzione;

DISGREGAZIONE DEPOSITO SUPERFICIALE

MANCANZA

CEMENTO

PATINA BIOLOGICA

- Regime termoigrometrico sfavorevole; - Alto tasso di umidità relativa; - Migrazione di acqua/umidità nel supporto - Scorrimento delle acque meteoriche.

- Inquinamento ambientale, particolato atmosferico; azione del tempo; - Mancanza di manutenzione. - Presenza seriore di impianti obsoleti;

CERAMICA

METALLI

INTONACO E TINTEGGIATURA

- Perdita di coesione del legante.

AS 1

RIMOZIONE COLONIZZAZIONE BIOLOGICA Asportazione della colonizzazione biologica di piante superiori che vanno ad attestar diretta prossimità ai prospetti dell'edifcio.

AS 2

ASPORTAZIONE RESIDUI SUPERFICIALI Rimozione degli elementi privi di coerenza con il sottofondo, operazione preliminare di aggiunte e integrazioni

AS 3

ASPORTAZIONE INTEGRAZIONI INCONGRUE Asportazione degli interventi eseguiti con materiale non compatibile con il substrato tramite l'azione meccanica di spatole e scalpelli. Prestando attenzione a non danneggiare il materiale sottostante. Si intende anche valido per la rimozione di elementi incongrui con l'immagine architettonica.

PLT 1; PLT 3; PRO 1;

AS 4

PLT 1

tecniche poco aggressive e calibrate in relazione al tipo di materiale ed alla sostanza che si intenda asportare. PLT 1; PLT 5; CO 2; INT 1; INT 2; INT 3;

PULITURA DEPOSITI

PLT 1

- Integrazioni seriori che presentano una composizione materica ed una cromia dissonante rispetto all'apparato murario originale

AS 3; CO 2; INT 1; INT 2; INT 3;

PRESENZA DI VEGETAZIONE

- Umidità di risalita; - Cicli di gelo e disgelo; - Scorrimento delle acque meteoriche.

AS 2; AS 1; PLT 3; CO 2;

- Inquinamento ambientale, particolato atmosferico; azione del tempo; - Umidità di risalita; - Cicli di gelo e disgelo; - Scorrimento delle acque meteoriche; - Mancanza di manutenzione.

PLT 1; PLT5; CO 3; INT 3; PRO 1;

DEPOSITO SUPERFICIALE

- Inquinamento ambientale; - azione del tempo; - Mancanza di manutenzione.

PLT 1

FESSURAZIONE

- Dissesto dell'apparato murario di supporto; - Cicli di gelo e disgelo; - Scorrimento delle acque meteoriche.

AS 2; INT 4;

PATINA BIOLOGICA

- Regime termoigrometrico sfavorevole; - Alto tasso di umidità relativa; - Migrazione di acqua/umidità nel supporto

PLT 3

CO 2

PLT 2; PRO 2

CO 3

DEPOSITO SUPERFICIALE DISGREGAZIONE EFFLORESCENZA ALTERAZIONE CROMATICA

COLATURA OSSIDAZIONE

- Umidità di risalita; cristallizzazione salina in

PULITURA METALLI Pulitura mediante soluzione acida

PLT 3

PULITURA BIOLOGICA Applicazione puntuale di sostanza lichenicida, previa rimozione di muschi o vegetazione.

PLT 4 PLT 5

- Azione antropica

MANCANZA

- Erosione meccanica; -Mancanza di manutenzione;

PULITURA EFFLORESCENZE Utilizzo di impacchi di polpa di cellulosa per l'estrazione dei sali dalla muratura

CONSOLIDAMENTO:

Intervento teso a migliorare le caratteristiche meccaniche del materiale, arrestando il degrado (disgregazioni, polverizzazioni).

CO 1

PLT 4

PLT 1; PLT 3; PLT 5; INT 6

CONSOLIDAMENTO LAPIDEO DISGREGATO Consolidamento del materiale lapideo decoeso o disgregato tramite l'impiego di resine al silicato d'etile. CONSOLIDAMENTO LATERIZIO DISGREGATO Consolidamento del laterizio decoeso o disgregato tramite l'impiego di resine al silicato d'etile. CONSOLIDAMENTO INTONACO

- Inquinamento ambientale, particolato atmosferico; azione del tempo; - Mancanza di manutenzione.

INTEGRAZIONE:

Intervento che va a risarcire eventuali mancanze (dovute a varie tipologie di degrado) ed a restituire l'unità d'immagine dell'opera architettonica.

INT 1

INTEGRAZIONE LATERIZI Risarcimento dei laterizi con stucco a base di grassello di calce.

INT 3

INTEGRAZIONE PARTI DI INTONACO MANCANTI Applicazione di intonaco con malta a base di calce idraulica a basso contenuto di sali solubili. Stesura dello stesso in vari strati prestando attenzione a rimanere a livello dell'intonaco esistente.

PLT 1

AS 4; INT 7;

- Azione antropica

IN T EGRAZION E FR AT TU RE E PIC CO LE C AVI T A' C ON MAT ER IALE IN PAS T A

AS 3

- Azione antropica

RISARCIMENTO DEL GIUNTO DI MALTA Risarcimento e stilatura dei giunti di malta.

INT 2

INT 4 ELEMENTI INCONGRUI

PULITURA GRAFFITI VANDALICI

-Scorrimento delle acque meteoriche; - Mancanza di manutenzione;

GRAFFITO VANDALICO

IMPIANTI E CANALIZZAZIONI

non hanno intaccato il substrato mediante pulitura meccanica eseguita con l'uso di spugne e spazzole di saggina, previa valutazione della consistenza del materiale.

PLT 2

INT 5

stucco a base di grassello di calce PLM(tonalizzato a seconda dell'integrazione). INTEGRAZIONE LAPIDEO NATURALE Integrazione delle parti mancanti e/o sostituzione di integrazioni incongrue e parti fortemente ammalorate e irrecuperabili con l'utilizzo del materiale lapideo originale si preferisce una stuccatura localizzata.

PLT 4

GRAFFITO VANDALICO

- Azione antropica

PRESENZA DI VEGETAZIONE

- Umidità di risalita; - Cicli di gelo e disgelo; - Scorrimento delle acque meteoriche.

EFFLORESCENZA

- Umidità di risalita; cristallizzazione salina in

INT 6

INTEGRAZIONE DI ELEMENTI MANCANTI Integrazione delle lacune nei laterizi, nelle pietre o nelle ceramiche con nuovi elementi tonalizzati con cromie simili a quelle esistenti

AS 2; AS 1; PLT 3; CO 1;

INT 7

INTEGRAZIONE PLUVIALI DETERIORATI Sostituzione puntuale delle parti di pluviale deteriorate e/o con evidente presenza di ruggine o ammaccature.

PLT 5

PROTEZIONE:

intervento teso alla salvaguardia del materiale dall'aggressione degli agenti

- Mancanza di manutenzione; ESFOLIAZIONE

- Umidità di risalita; - Cicli di gelo e disgelo; - Scorrimento delle acque meteoriche.

PLT 1; CO 1; PRO 1

MANCANZA

- Erosione meccanica; -Mancanza di manutenzione;

PLT 1; INT 5

COLATURA

- Scorrimento delle acque meteoriche

PLT 1

PRO 1 PIETRA BASAMENTO

ASPORTAZIONE IMPIANTI DETERIORATI Sostituzione di impianti danneggiati e non più in grado di svolgere la loro funzione,

PULITURA:

INTERVENTO INCONGRUO

DEPOSITO SUPERFICIALE

IMPIANTI

ASPORTAZIONE

della facciata.Esempio ne sono i pluviali.

LACUNA

ELEMENTI INCONGRUI

Bisognatener conto che l'intonaco non presentaforme di distaccoma si presentain una condizione perfettamente aderente al sostrato per entrambe le facciate analizzate. Consideratainvece una pellicola pittorica fragile, si procederàfacilmenteper la sua rimozione e si provvederàad una ritinteggiaturamediantesilicati. Le lacunepresentisonostatecausateda interventi incongrui per l'installazione di impianti, nel corso degli anni '60.

COLATURA DEPOSITO SUPERFICIALE

PIETRA DUQUINHO

CONSIDERAZIONI PRELIMINARI

147

PRO 2

PROTEZIONE DALL'ACQUA Applicazione a spruzzo o a pennello di un prodotto protettivo organico (come del materiale a cui è applicato, che aderisca al substrato e garantisca l'idrorepellenza, una barriera agli inquinanti e la permeabilità al vapore.

PROTEZIONE METALLO metallici più direttamente esposti alle intemperie.


PROSPET TO NORD EST Stato di fatto

PLT 5

PLT 1

PLT 1

PLT 1

PLT 1

CO 2

PLT 5

PLT 5

PLT 5

PLT 1

PLT 1

PLT 5

PLT 5

INT 1

CO 2

CO 2

CO 2

CO 2

PLT 5

CO 2

PLT 1

AS 4

PLT 2

INT 2

INT 2

INT 2

INT 2

PLT 2

INT 2

AS 2

INT 2

INT 6

INT 7

PRO 2

PRO 1

INT 3

INT 3

INT 3

PRO 2

INT 3

INT 4

INT 3

PLT 5

PLT 5

AS 3 CO 2 INT 1 INT 2 INT 3

PLT 1 PLT 5 CO 2 INT 1 INT 2 INT 3

PLT 1

PLT 2

PLT 1

PLT 3

PRO 2

PLT 3

PLT 5

AS 5

PLT 5

PLT 4

PLT 5

CO 3

PLT 3

INT 1

INT 6

INT 3

CO 2

INT 2

AS 2

AS 4

INT 3

AS 3

PLT 4

AS 3

INT 6

AS 3

AS 2 INT 4

AS 3

PLT 1

AS 2

AS 3

AS 3

AS 4

CO 2

INT 7

PLT 4

AS 3

PLT 2 PRO 2

INT 4

PROSPET TO NORD EST

Analisi dei materiali, del degrado ed indicazio

università degli studi di ferrara - Dipartimento di Architettura

tesi di laurea - A.A. 2014-2015

148

relatore - Arch. Marco Zuppiroli

secondo relatore - Arch. Walter Nicolino

correlatorE - Arch. Rodrigo Josè Firmino

laureando - Giambatti


T - RUA J OÃ O N E G R Ã O | Scala 1:100

INT 6 PLT 5 PLT 1

1

5

PLT 2

2

AS 3

2

CO 2

3

PLT 5

PRO 2

INT 5 AS 3

PLT 1 PLT 3 PRO 1

PLT 2 PRO 2

PLT 1 PLT 3 PRO 1

PLT 1 PLT 5 CO 2

AS 2

INT 1 INT 2

PLT 1

INT 3

INT 4

PLT 1

PLT 4

AS 3

PLT 4

PLT 4

AS 3

PLT 1

PLT 5

AS 5

AS 2

PLT 3

INT 4

AS 3

PLT 5 AS 2 PLT 1

CO 3

INT 4

AS 2 AS 5 PLT 2 CO 2 PLT 3

PLT 4

PLT 1

PLT 1

AS 3

PLT 4

PLT 2

PLT 1

AS 2

PLT 1

PRO 2

PLT 3

AS 5

PLT 3

PLT 5

AS 5

CO 1

PLT 3

PLT 5

PLT 3

PLT 5

CO 2

PLT 3

PRO 1

PRO 1

INT 6

CO 2

INT 6

INT 3

CO 3

PLT 1

AS 3

PLT 2 PRO 2

PLT 4

PLT 1

AS 3

AS 3

AS 2

PLT 1

PLT 1

PLT 4

PLT 1

PLT 4

PLT 2

PLT 4

PLT 1

PRO 2

PLT 4

PLT 1

AS 2

PLT 1

PLT 3

AS 5

CO 1

PRO 1

PLT 3

PRO 1

PLT 5

PLT 4

PLT 4

AS 2 AS 5 PLT 3

CO 3

PRO 1

CO 3

T - RUA J OÃ O N E G R Ã O

one degli interventi di restauro | Scala 1:100

ista Brizzi

149

1

edificio

teixeira

soares

Proposta di restauro e rifunzionalizzazione di un edificio art déco di Curitiba

2

3

4

5

6

7

8

9 10 11


PROSPET TO NORD OVE Stato di fatto | Scala 1:100

AS 3

PLT 2

PLT 1

AS 3

PLT 1

PLT 1

CO 2

CO 2

CO 2

CO 2

CO 2

INT 1

INT 1

INT 1

INT 1

INT 1

INT 2

INT 2

INT 2

INT 2

INT 2

INT 3

INT 3

PRO 1

PRO 1

PRO 1

PLT 5

PRO 2

PLT 2 PRO 2

PLT 2 PRO 2

PLT 2 PRO 2

PLT 2 PRO 2

PLT 1

AS 3

PLT 3

AS 3

PLT 2

CO 2

PRO 2

PLT 3

AS 3 CO 2

INT 1

INT 1

INT 2

INT 2

INT 3

INT 3

PROSPET TO NORD OVE

Analisi dei materiali, del degrado ed indicazione degli intervent

università degli studi di ferrara - Dipartimento di Architettura

150

tesi di laurea - A.A. 2014-2015

relatore - Arch. Marco Zuppiroli

secondo relatore -


PATOLOGIE

LATERIZIO FACCIAVISTA

EFFLORESCENZA

INTERVENTO INCONGRUO

DISGREGAZIONE DEPOSITO SUPERFICIALE MANCANZA

CEMENTO

PATINA BIOLOGICA

INTONACO E TINTEGGIATURA

INTERVE PLT 5

- Sostituzione seriore di alcuni conci che presentano una cromia dissonante rispetto all'apparato murario originale

AS 3; CO 2; IN

- Accumulo di materiali estranei a causa della presenza di inquinanti atmosferici, favorito dall'umidità di risalita - Caduta accidentale - Erosione causata dall'esposizione alle intemperie

PLT 1; CO 2; I INT 2; PRO 1

- Erosione meccanica; -Mancanza di manutenzione;

PLT 1; INT 6

- Regime termoigrometrico sfavorevole; - Alto tasso di umidità relativa; - Migrazione di acqua/umidità nel supporto - Scorrimento delle acque meteoriche.

PLT 1; PLT 3; PRO 1;

COLATURA DEPOSITO SUPERFICIALE

METALLI

CAUSE - Umidità di risalita; cristallizzazione salina in superficie; - Mancanza di manutenzione;

- Inquinamento ambientale, particolato atmosferico; azione del tempo; - Mancanza di manutenzione.

PLT 1

LACUNA

- Presenza seriore di impianti obsoleti; - Dilavamento e infiltrazioni acque in microfessure; - Perdita di coesione del legante.

PLT 1; PLT 5; C INT 1; INT 2; I

INTERVENTO INCONGRUO

- Integrazioni seriori che presentano una composizione materica ed una cromia dissonante rispetto all'apparato murario originale

AS 3; CO 2; IN INT 2; INT 3;

- Umidità di risalita; - Cicli di gelo e disgelo; - Scorrimento delle acque meteoriche.

AS 2; AS 1; PLT 3; CO 2;

- Inquinamento ambientale, particolato atmosferico; azione del tempo; - Umidità di risalita; - Cicli di gelo e disgelo; - Scorrimento delle acque meteoriche; - Mancanza di manutenzione.

PLT 1; PLT5; C INT 3; PRO 1;

PRESENZA DI VEGETAZIONE

DEPOSITO SUPERFICIALE DISGREGAZIONE EFFLORESCENZA ALTERAZIONE CROMATICA

DEPOSITO SUPERFICIALE

- Inquinamento ambientale; - azione del tempo; - Mancanza di manutenzione.

PLT 1

FESSURAZIONE

- Dissesto dell'apparato murario di supporto; - Cicli di gelo e disgelo; - Scorrimento delle acque meteoriche.

AS 2; INT 4;

PATINA BIOLOGICA

- Regime termoigrometrico sfavorevole; - Alto tasso di umidità relativa; - Migrazione di acqua/umidità nel supporto

PLT 3

COLATURA OSSIDAZIONE

- Umidità di risalita; cristallizzazione salina in superficie; -Scorrimento delle acque meteoriche; - Mancanza di manutenzione;

PLT 2; PRO 2

CERAMICA

ST

AS 3 PLT 1

CO 2

INT 1

CO 2

CO 2

CO 2

INT 1

INT 2

INT 1

INT 1

INT 1

INT 2

INT 2 PRO 1

PLT 5

PLT 1

AS 3

INT 2

INT 3

INT 2

INT 2

INT 2

INT 3

INT 3

PLT 5

PRO 1

INT 3

PRO 1

PLT 5

- Azione antropica

MANCANZA

- Erosione meccanica; -Mancanza di manutenzione;

DEPOSITO SUPERFICIALE

IMPIANTI

CO 2

CO 2 INT 1

ELEMENTI INCONGRUI

AS 3

CO 2 INT 1

PLT 1

PLT 1 CO 2 INT 1 INT 2

PIETRA DUQUINHO

AS 3

GRAFFITO VANDALICO

PIETRA BASAMENTO

PRO 1

PLT 4

PLT 1; PLT 3; P INT 6

- Inquinamento ambientale, particolato atmosferico; azione del tempo; - Mancanza di manutenzione.

PLT 1

IMPIANTI E CANALIZZAZIONI

- Azione antropica

AS 4; INT 7;

ELEMENTI INCONGRUI

- Azione antropica

AS 3

GRAFFITO VANDALICO

- Azione antropica

PLT 4

PRESENZA DI VEGETAZIONE

- Umidità di risalita; - Cicli di gelo e disgelo; - Scorrimento delle acque meteoriche.

AS 2; AS 1; PLT 3; CO 1;

EFFLORESCENZA

- Umidità di risalita; cristallizzazione salina in superficie; - Mancanza di manutenzione;

PLT 5

ESFOLIAZIONE

- Umidità di risalita; - Cicli di gelo e disgelo; - Scorrimento delle acque meteoriche.

PLT 1; CO 1; P

MANCANZA

- Erosione meccanica; -Mancanza di manutenzione;

PLT 1; INT 5

COLATURA

- Scorrimento delle acque meteoriche

PLT 1

IMMAGINI DI RIFERIMENTO

PLT 2

PLT 3

PRO 2

PLT 3

PLT 2

AS 3

PRO 2

CO 2

PLT 3

PLT 2

PLT 1

AS 3

PRO 2

CO 2

CO 2

INT 1

INT 1

INT 2

INT 2

INT 2

INT 3

PRO 1

INT 3

INT 1

LATERIZIO FACCIAVISTA

INTONACO E TINTEGGIATURA

Efflorescenza

Lacuna

Disgregazione e deposito superficiale

Deposito superficiale, disgregazione, efflorescenza e alterazione cromatica

INTERVENTI INCONGRUI

ST

ti di restauro | Scala 1:100

- Arch. Walter Nicolino

correlatorE - Arch. Rodrigo Josè Firmino

edificio

laureando - Giambattista Brizzi

Proposta di restauro e rifun

151


Definizione delle destinazioni d'uso e dei flussi di percorrenza La tesi riparte per il progetto distributivo all'interno dell'edificio Teixeira Soares, dal programma funzionale redatto dall'UFPR per ospitare tre suoi dipartimenti: Il Dipartimento di Psicologia, di Comunicazione e del Turismo. Inoltre è previsto di trovare sede per l'archivio storico della RFFSA e ospitare i laboratori di ricerca dei tre dipartimenti. Il progetto ha così cercato di adeguare le funzioni richieste agli ambienti preesistenti. Dopo l'analisi delle vocazioni d'uso si è optato per una distribuzione che favorisca l'accesso del pubblico per far sì che l'università non si presenti come un enclave di stampo industriale, ma come nuovo polo attrattore. Le nuove tecnologie offrono dopotutto grandi potenzialità per quanto riguarda l’interazione. Sempre più spesso osserviamo la progettazione di ambienti che reagiscono alle azioni di chi ci vive, interazioni che aprono possibilità impreviste così come è accaduto, ad esempio, per internet, come sostiene lo studioso americano Jonathan Zittrain. Si tratta di un grande cambiamento che sta investendo i campi dell’architettura e urbanistica attraverso la capacità di creare sistemi vivi, ispirati a meccanismi evolutivi naturali. L’utilizzo della tecnologia digitale, negli spazi pubblici in particolare, sta trasformando il modo di vivere e interagire con la città e le modalità di interrelazione tra i cittadini stessi. Tutti abbiamo visto, per esempio, persone che lavorano nei parchi pubblici e nelle caffetterie grazie all’accesso wireless a internet. E piano piano che il wireless si estende, lavoro e apprendimento saranno sempre meno concentrati in uffici e scuole e sempre più distribuiti nella città. Università, scuole e istituti di ricerca stanno lasciando gli isolati campus suburbani costruiti negli anni Ottanta e Novanta per trasferirsi in aree urbane, fianco a fianco con abitazioni, luoghi di divertimento, installazioni culturali. La disponibilità del wireless ridistribuirà le persone nelle città in modi profondamente diversi. Oltre a offrire connessioni in uscita via internet, le reti wireless forniscono informazioni e servizi anche in entrata, permettendo di aggiungere un layer di informazioni che cambiano di zona in zona; dirette specificamente all’utente e al luogo dove si trova, indirizzando il richiedente a un parcheggio, a un luogo d’interesse, all’appuntamento con un amico. In un progetto quale la rifunzionalizzazione dell' edificio Teixeira Soares, l’utilizzo di questi dispositivi può risolvere problemi legati all’accessibilità, al gradiente di utilizzo, alla delimitazione tra pubblico e privato, al rapporto tra spazi di condivisione e spazi di comunicazione. Nuove barriere invisibili, programmabili e riconfigurabili, possono delimitare i diversi gradienti spaziali, che sono principalmente di quattro tipi: - spazi pubblici indoor, con accesso 24/7, di incontro e socialità, con funzioni quali la biblioteca, la ristorazione, l'archivio storico e sale polivalenti rivolte all'intero quartiere Rebouças; - spazi pubblici outdoor, con accesso 24/7, di incontro e socialità ma che permettono di vivere attivamente lo spazio esterno in modo informale o come ambiente di lavoro; - spazi semi-pubblici, con funzioni regolamentate, limitate nell’accessibilità e nell’orario,

152


153


quali auditorium e spazi espositivi; - spazi semi-privati, di condivisione ed incontro tra le diverse realtà universitarie e le aziende esterne, quale la rifunzionalizzazione delle ex-officine, adibite a nuovo spazio di lavoro che presenta diversi gradienti di privacy; - spazi privati, nuclei più legati alla didattica tradizionale, quali aule e laboratori, accessibili attraverso il vano scala storico in stile Art Déco e il nuovo foyer di ingresso, prospicente allo Shopping Estaço. All'ultimo piano della torre dell'orologio, si trova un caffè panoramico che offre un'area ricreativa legata direttamente agli ambienti universitari. Un'infrastruttura agile può così rendere più efficiente, produttiva e personalizzabile la nostra interazione quotidiana con gli spazi pubblici.

154


155


V.3. AMBITI PROGETTUALI La Galleria Urbana L'edificio Teixeira Soares è stato ripensato in fase di progetto come nuovo polo attrattore non solo per gli studenti universitari ma per tutti gli abitanti di Curitiba. Una forza attrattiva non solo data dal programma funzionale, ma dall'edificio stesso che, sollevato visualmente da terra, guida fisicamente il visitatore al suo interno. Un flusso che ricuce la storica nodalità di Ruã João Negão con la nuova nodalità di rua Rockfeller, e l'ingresso dello Shopping Estação. Un percorso di ristrutturazione che muta i flussi di percorrenza, passando delicatamente all'interno dell'edificio. Il tema progettuale legato alla rifunzionalizzazione del piano terra prevede di proporre una nuova relazione e nuovi spazi pubblici tra l'edificio Teixeria Soares e la storica stazione ferroviaria, oggi trasformata nello Shopping Estação, ribaltando quella idea di enclave, storicamente legata all'architettura industriale, e reinventando la relazione con gli spazi esterni. L'originale sequenza spaziale viene reinterpretata e riportata alla libertà spaziale precedente, attraverso una sezione architettonica che crea una nuova fluidità tra la struttura esistente e l'esterno. La demolizione dei locali di deposito privi di valore storico, lascia spazio ad una rampa di collegamento tra i due differenti livelli di quota, di Ruã João Negão e il podio ferroviario. La planimetria diviene così strumento organizzativo non solo per convenzione, in quanto organizzatore spaziale del programma, ma come script attento alle relazioni umane. Una sceneggiatura libera che prevede scenari aperti e molteplici, ad uso dell'università e del cittadino. All'utente vengono offerte possibili opzioni e traiettorie che passano per vari livelli di attivazione, fino ad arrivare al parco nel podio soprastante. Come in un browser, si procede da uno spazio all'altro, in modo non gerarchico, non lineare, per incontrare e collegare. Si passa così da una connessione verticale ad una connessione orizzontale.

156


157


159


160


161


Il Nuovo Dehors "In our work we attempt to extend the spatial potential of a building beyond its internal envelope. Our buildings also investigate the potential of spaces contained by the building mass outside the building programme — courtyards, terraces, colonnades: spaces… that form a relation between interior and exterior… a condition where interior space can be extended by opening onto a controlled exterior”. David Chipperfield Il contrasto tra i nuovi spazi urbani e le città industriali dello scorso secolo è davvero grande: le infrastrutture caratteristiche delle città industriali – linee ferroviarie, viadotti, ponti tralicci elettrici, torri per le trasmissioni e così via – erano massicce, rigide, monumentali nel loro aspetto, qualche volta brutali. Esse creavano grandi disparità tra zone servite e zone non servite. Le infrastrutture contemporanee, reti con e senza fili, server, snodi, sensori e strumenti mobili, sono, al contrario, per lo più invisibili, silenziose e sempre più onnipresenti. Finché non se ne ha bisogno, non si sa neppure che esistono. Tuttavia la connettività ed uno smart design, nonostante le buone intenzioni, sembra spesso spingere ulteriormente l'architettura in un dominio tecnocentrico. Bisognerebbe avere delle riserve sulla fiducia incondizionata nella tecnologia come punto centrale della professione e ricercare quali siano le vere potenzialità di questa realtà connessa. Gli spazi contemporanei devono poter essere usati in modo multifunzionale dai loro abitanti e permettere rapidi cambi tra attività collegate digitalmente, in spazi non più riservati a utilizzazioni fisse ma dinamici e modellabili. La vocazione di uno spazio non dipenderà più da un architetto o da un costruttore, ma da quello che le persone vorranno farne. Così nasce la proposta di uno spazio esterno di lavoro, che si presenta come un grande dehors che si affaccia al parco circostante. Uno spazio architettonico esterno o piuttosto uno spazio esterno controllato architettonicamente. Viene progettato un ambiente che sia un filtro graduale verso l'esterno. Un luogo caratterizzato come spazio architettonico, ma non come volume finito. Delineati i percorsi principali, questi vengo rafforzati attraverso una scansione di setti e tiranti in acciaio. La rampa a gradoni fluisce all'interno delle ex-officine formando un piccolo auditorium esterno, mentre i pilastri, oltre a definire la scansione spaziale, sono il centro del sistema di collegamento impiantistico, in modo da rendere perfettamente funzionale l'intero spazio. Si vuole così pensare ad un'estensione che appartenga tanto all'edificio, quanto al parco, in cui attività molteplici si svolgono contemporaneamente. Un'architettura che sia così spaziale, sensibile ma allo stesso tempo polivalente. Come in un ambiente di lavoro ci si può collegare a internet per fare ricerche fino a sera, grazie ad una illuminazione artificiale e a prese elettriche facenti parte di un sistema autosufficiente. Come in un parco, si può

162


163


164


165


166


167


168


169


girare liberamente tra le diverse zone e vedere le persone lavorare o rilassarsi nel posto che si sono scelte.

Le Ex-Officine L'intervento è un progetto di riattivazione di uno spazio legato fino a pochi decenni fa alla lavorazione e riparazione ferroviaria, al fine di rinnovare, attraverso un restauro integrato, i proprio spazi per adattarli ad un nuovo ambiente universitario. Per questo risulta importante definire quali nuovi spazi per l'apprendimento si possano affiancare a quelli tradizionali, per rispondere alle esigenze contemporanee. Gli spazi dell'aula stanno lentamente cambiando dal modello gerarchico e rigido diffuso dal dopoguerra ad oggi. Sia nelle piccole sedi che nei grandi complessi centrali si possono osservare spazi sempre più aperti e trasparenti, modellati sui flussi di circolazione e collegati ad aree comuni di incontro e pausa attorno a cui si dispongono le aule tradizionali. Queste ultime stanno cambiando a loro volta e, a differenza dei vecchi spazi privati introversi e standardizzati, sono più aperte e integrate in un complesso spaziale riconfigurabile e personalizzabile per le singole attività. In questo spazio è stata progettata una destinazione di cooworking che possa essere uno spazio semi-privato, di condivisione ed incontro tra le diverse realtà universitarie e le aziende esterne. Il tema si propone di elaborare una composizione architettonica che, recuperando la volumetria storica a doppia altezza, presenti molteplici scenari e diversi gradienti di privacy. Elementi chiave del nuovo spazio di apprendimento possono essere: - la riconfigurabilità; - la flessibilità di spazi e arredi; - l'illuminazione naturale; - i soffitti alti; - la circolazione perimetrale; - gli spazi comuni quali punti di incontro e socialità; - le caratterizzazioni materiche degli ambienti; I differenti livelli di privacy sono così ottenuti con diversi gradienti di trasparenza e di partizione per effetti visivi sempre nuovi e diversi, dopotutto la creatività è stimolata proprio da questi effetti visivi e da una informalità che incoraggia gli studenti a sentirsi a proprio agio, generando un senso di appartenenza. Sempre di più si osserva la valorizzazione delle strutture esistenti caratterizzanti lo spazio, che contribuiscono a creare un ambiente più informale e casual. La differente caratterizzazione spaziale diviene una delle caratteristiche più apprezzate tra gli studenti che possono così alzare il loro livello di educazione e formazione vivendo sempre più piacevolmente i vari gradienti di privacy concessi dall' Università. Importante risulta poi una flessibilità spaziale in grado di permettere diverse modalità di aggregazione a seconda dei diversi gruppi di studio, dei vari eventi della giornata, di

170


171


attività extra-universitarie. Il tutto integrando ai metodi tradizionali, strumenti digitali e metodi di apprendimento e-learning, sempre più appartenenti all'epoca dell'iperconnessione. E un clima universitario ancor più partecipativo viene favorito e incentivato con la presenza, a fianco della classica biblioteca e delle sue aule studio, dalla convivialità di diversi spazi comuni quali il bar, il ristorante, il dehors e il parco per massimizzare la presenza degli studenti nell'università anche al di fuori delle ore di lezione. In un epoca di grande mobilità, in cui lo studente diviene nomade digitale, solo annullando quella barriera virtuale tra lo studio e il tempo libero si può riportare lo studente a migliorare la sua formazione, favorito dalla continua interrelazione con i suoi professori e i suoi compagni di studio.

172


173


Foto storica

174


175


ALLEGATI


Rappresentazione in proiezione ortogonale delle trasformazioni storiche


Graficizzazione dell'evoluzione storica dell'edificio Ante 1941


Graficizzazione dell'evoluzione storica dell'edificio 1941


Graficizzazione dell'evoluzione storica dell'edificio 1941


Graficizzazione dell'evoluzione storica dell'edificio 1943


Graficizzazione dell'evoluzione storica dell'edificio 1943


Graficizzazione dell'evoluzione storica dell'edificio 1943


Graficizzazione dell'evoluzione storica dell'edificio 1950


Graficizzazione dell'evoluzione storica dell'edificio 1950


Graficizzazione dell'evoluzione storica dell'edificio 1950


Graficizzazione dell'evoluzione storica dell'edificio 1960


Graficizzazione dell'evoluzione storica dell'edificio 1960


Planimetrie di progetto


Pianta di progetto - Piano terra


Pianta di progetto - Piano primo


Pianta di progetto - Piano secondo


Pianta di progetto - Piano terzo


Pianta di progetto - Piano quarto


BIBLIOGRAFIA


Bibliografia Almada M., Conde L. P. F., Guia da arquitetura art-déco no Rio de Janeiro. Rio de Janeiro: Secretaria Municipal de Urbanismo/Casa da Palavra, 2000 Antonioni S., Going Social: la pubblicità nell’epoca dei social network, in Mazzoli L. (coordinatrice), Network effect. Quando la rete diventa pop, Torino, Codice, 2009 Ascott R., Telematic Embrace, Berkley, LA, University of California Press, 2003 Atsushi M., The Rise of Sharing, Tokyo, International House of Japan, 2014 Aurigi A., Cindio FD., Augmented urban spaces, Ashgate Pub Co, 2008 Aurigi A., Making the digital city, Ashgate Pub Co, 2005 Bartoletti R., Paltrinieri R. Consumo e prosumerismo in rete: processi di creazione del valore, Milano, Franco Angeli, 2012 Calvino I., Lezioni americane, Milano, Mondadori Editore, 2000 Caniggia G., Maffei G. L., Lettura dell'edilizia di base, Firenze, Alinea editrice s.r.l., 2008 Careri F., Walkescapes, Roma, Piccola Biblioteca Einaudi, 2006 Carpo M., Architecture in the Age of Printing, Cambridge, Mass., The MIT Press, 2001 Cassimally H., McEwen A., L'Internet delle cose, Milano, Apogeo, 2014 Castells M., The Informational City: Information Technology, Economic Restructuring, and the Urban-Regional Process, Oxford, Blackwell, 1989 Deleuze G., Guattari F., Mille plateaux, Paris, Minuit, 1980 De Oliveira D., Curitiba e omito da cidade modelo, Editora UFPR, 2000 De Micheli M., Le Avanguardie artistiche del Novecento, Milano, 1959 Dudeque I., Espirais de madeira: uma história da arquitetura de Curitiba, São Paulo, Studio Nobel, 2001 Fenianos E. E., Rebouças- O bairro da harmonia, Curitiba: UniverCidade, 2002 Firmino R. J., Duarte F., Ultramari C., ICTs for Mobile and Ubiquitous Urban Infra-

202


structures: Surveillance, Locative Media and Global Networks, Hershey: IGI Global, 2010 Firmino R. J., Cidade Ampliada: desenvolvimento urbano e as tecnologias da informação e comunicação, São Paulo: ECidade, 2011 Florida R., The Rise of the Creative Class Revisited, New York, Basic Books, 2012 Florida R., Cities and the Creative Class, New York, Routledge, 2005 Fujimoto S., Primitive future, Tokyo, Lixil, 2008 Gehl J., Cities for People, Island Press, 2010 Hal F., Koolhaas R., Junkspace, Quodlibet, 2006 Idenburg F., Relations, Milano, Postmedia books, 2010 IPPUC, Propostas para a revitalizaço do bairro Rebouças. Curitiba: DiverCidade. IPPUC, 1996 IPPUC, O Novo Rebouças, Curitiba, Patrimonio, IPPUC, 2001 Jacobs J.,The Death and Life of Great American Cities, New York, Random House, 1961 Kogan M. - Studio MK27, Inspiration and Process in Architecture, Moleskine, 2014 Kuma K., Anti-object, London, AA Publications, 2012 Lerner J., Acupuntura Urbana, Curitiba, Editora Record, 2000 McLuhan M., Understanding Media: The Extensions of Man, Cambridge, The MIT Press, 1998 McLuhan M., The Medium Is the Massage, New York, Random House, 1967 McLuhan M., The Gutemberg galaxy, Toronto, The University of Toronto Press, 1962 Mitchell W., City of Bits: Space, Place and the Infobahn, Cambridge, Mass., The MIT Press, 1995 Mori V. H., (org.). Patrimônio: atualizando o debate. São Paulo: Iphan, 2006 Negroponte N., Being Digital, Alfred A. Knopf, 1995 Norberg-Schulz C., Genius Loci, Milano, Electa Editrice, 1981

203


Offenhuber D., Ratti C., Decoding the city: Urbanism in the Age of Big Data, Basel, Birkhäuser, 2014 Pennacchio A., Architettura dell'identità, Milano, Postmedia books, 2014 Polli S. S., Curitiba, Metròpole Corporativa. Fronteiras da Desigualidade, Rio de Janeiro, UFRJ, Tese [Pòs-Graduaçao], 2006 Rahm P. Architects, Constructed Atmospheres, Milano, Postmedia books, 2014 Santos M., O espaço do cidadão, Nobel, 1987 Segawa H., Arquitetura no Brasil. São Paulo: Edusp, 1998 Serapião F., Revista Monolito, n.5 & 6. Editora Monolito, 2012 Studio MK27, Projetos Selecionados. Portfólio do escritório, 2011 Ultramari C., Moura R., Meròpole - Grande Curitiba: teoria e pràtica, Curitba, IPARDES, 1994

Consultazione Tesi Leitão S. R., Inclusão do excluido: politica de mobilidade e dinamica do mercado deterras na expansão da Curitiba metròpole, São Paulo, FAUUSP, Tese [Doutorado], 2010 Sallem A. L., Morfologia e desnho urbano na configuraçao da cidade planejada: o caso de Curitiba, Curitiba, PPGTU-PUCPR, Tese [Maestrado], 2006 Sutil M. S., Beirais e platibandas: a arquitetura de Curitiba na primeira metade do século 20. Curitiba, UFPR, Tese [Doutorado], 2003 Polli S. S., Curitiba, Metròpole Corporativa. Fronteiras da Desigualidade, Rio de Janeiro, UFRJ, Tese [Pòs-Graduaçao], 2006 Pilotto A. S., Àrea metropolitana de Curitiba: um estudo a partir da espaço intra-urbano, São Paulo, FAUUSP, Tese [Maestrado], 2010 Gusso R. J., O Novo Rebouças: revitalição urbana, cultura e gentrificação, Curitiba, UFPR, Tese [Graduaçao], 2004

204


Consultazione Articoli e Pubblicazioni Oliveira, Dennison de., Um bairro e duas cidades. In: Gazeta do Povo, 29/04/2001 Caldeira T.P.R., Enclaves fortificados: a nova segregacão urbana, São Paulo, Novos Estudos Cebrap, n. 47, 1997 Rosario N., Planejamento Urbano em Curitiba: saber técnico, clssificação dos citadinos e partilha da cidade, Curitiba, Revista de Sociologia e Pòlitica, Editora UFPR, 2001 Baracho M.L.G., Rebouças: o bairro na historia da Cidade, in: Boletim Informativo da Casa Rom􀁩rio Martins. Curitiba: Fundaço Cultural de Curitiba, v26, n.124, 2000 Lemos A., City and mobility. Cell phones, post-mass functions and informational territories, São Paulo, Revista Galáxia, 2008 Lemos A., Mobile communication and new sense of places: a critique of spatialization in cyberculture, São Paulo, MATRIZes, 2007 Foglietti L., Internet delle cose: cresce in Italia il numero degli oggetti connessi, in Wired.it, 25 febbraio 2014, [online] testo disponibile in: http://www.wired.it/internet/ web/2014/02/25/internet-delle-cose-oggetti-connessi-italia. Weiser M., The Computer for the 21st Century, Scientific American Special Issue on Communications, Computers, and Networks, September, 1991 Correia T., Art déco e indústria – Brasil, décadas de 1930 e 1940, O Art déco no Brasil. Anais do Museu Paulista: História e Cultura Material. Arquivado desde o original em 19 de dezembro de 2012. Consultado em 21 de outubro de 2010 Bianco G., Campos N., Cândido M., Redescobrindo o art-déco e o racionalismo clássico na arquitetura belenense. In: Arquitextos – periódico mensal de textos de arquitetura. Texto Especial nº 187 Colquhon A., L'architettura delle stazioni in Francia e in Inghilterra, in "Casabella", III, n 624, p. 46, 1995 Graham S., Aurigi A., Urbanising Cyberspace? The Nature and Potential of the Virtual Cities Movement, City 7-8, 1997 Graham S., Aurigi A., Virtual cities, social polarization, and the crisis in urban public space, Journal of Urban Technology 4, 1997 Aurigi A., Reflections towards an agenda for urban-designing the digital city, Urban Design International 18, 2012

205


Duarte F., Firmino R. J., Infiltrated city, augmented space: information and communication technologies, and representations of contemporary spatialities,Curitiba, PUCPR, 2009 Organi di ricerca e pianificazione: IBGE - Instituto Brasileiro de Geografia e Estatística (http://www.ibge.gov.br/home/) IPARDES - Instituto Paranaense de Desenvolvimento Economico e Social (http://www. ipardes.gov.br/) Portal da Prefeitura de Curitiba (www.curitiba.pr.gov.br) COMEC - Coordenação da Região Metropolitana de Curitiba (www.comec.pr.gov.br) IPPUC - Instituto de Pesquisa ePlanejamento Urbano de Curitiba (www.ippuc.org.br) Ministério das Cidades (www.cidades.gov.br)

Consulenze esterne Prof. Arch. Sylvia Ramos Leitao (PUCPR): Prova intermedia di avanzamento di tesi Prof. Arch. Clovis Ultramavi (PUCPR): Riferimenti e metodo Prof. Arch. Thomaz Ramalho (PUCPR): Riferimenti Prof. Lella Mazzoli (Università di Urbino “Carlo Bo”): Riferimenti e metodo Ing. Mauro Mello Piazzetta (Inv. RFFSA Curitiba): Riferimenti Celia Regina Carrano de Oliveira (Superintendência Estadual do IPHAN no Paraná): Riferimenti

206


Ringraziamenti A Marco Zuppiroli per la passione nell’insegnamento e l’amore verso la materia che mi ha trasmesso attraverso il sostegno costante. A Walter Nicolino per i tanti stimoli, la competenza e per aver visto in questa tesi uno strumento di ricerca che potesse percorrere strade non ancora battute. Ao Rodrigo Firmino pela convivência e auxílio com contribuições de grande valor no decorrer deste trabalho. A tutte le amicizie che mi hanno supportato durante questi anni condividendo importanti momenti lungo il mio percorso di studio. A Marco per la profonda amicizia e per quella creatività che in questi anni mi ha tanto suggestionato e a Gabriele per i suoi consigli disegnati con esattezza e misura. A Manuela per esserci stata dall’inizio, e ai ragazzi conosciuti in Brasile, che in questa tesi mi hanno accompagnato fino alla fine. A Valentina molto più di un semplice ringraziamento per avermi accompagnato durante tutto il mio percorso universitario. Con lei ho potuto discutere ogni pensiero e disegno di questa tesi. A tutta la mia famiglia che ha sempre creduto nelle mie capacità. A Costantino, Gioia e Cesare, con l’affetto e la passione che mi hanno trasmesso, dedico questo lavoro.

207


RIDUZIONI TAVOLE


Cat

REBOUÇAS PARANÀ CURITIBA

BRASILE

Sho Ex

analisi dell'impianto fondiario originale Individuazione storica del processo tipologico, da matrici elementari a derivazioni complesse 1890

1885

Inizio XIX secolo

A partire dall'inaugurazione della rete ferroviaria Paranguà-Curitiba la città inizia a crescere economicamente e demograficamente, espandendosi lungo gli assi di uscita dalla città. Viene superato il limite posto dal fiume Ivo che viene canalizzato. Grazie ad un'opera di correzione fluviale nasce il Passeio Pùblico. Sorgono i primi insediamenti della città industriale nell'area retrostante la stazione ferroviaria. Il tracciato ferroviario e il fiume Belem definiscono due margini importanti che favoriscono l'espansione della città verso nord-ovest.

Curitiba entra nei flussi del capitalismo e costruisce, per opera dell'ingegnere italiano Antonio Ferrucci, la prima stazione ferroviaria della città, che diviene nuovo polo per l'espansione della nuova città industriale. La costruzione della ferrovia Paranaguà - Curitiba agevola l'esportazione di erva mate e legno verso l'Oceano, favorendo l'afflusso di nuovi immigrati. Nella stessa epoca viene sostituita l'Ingreja Matriz con l'attuale cattedrale neogotica. Cattedrale

Il nucleo urbano sorge come villa attorno a Largo do Matriz dove viene costruita la prima chiesa che diviene la prima e unica edificazione in pietra. Del primo nucleo, protetto dai fiumi Ivo e Belem, si hanno notizie già attorno al 1721 grazie agli scritti dell' ispettore generale portoghese Rafael Pires Pardinho.

0m

t

Rio Ivo 80

Rio Belem Stazione

1693

1850

Curitiba viene fondata come villaggio coloniale dai portoghesi, con il nome Vila da Nossa Senhora da Luz dos Pinhais.Il nome viene cambiato in Curityba nel 1721.

1600

1880

Curitiba viene elevata al rango di capitale della Provincia del Paranà.

1700

L'ingegnere italiano Antonio Ferrucci inizia l'opera di costruzione del tracciato ferroviario Paranaguà-Curitiba.

1882

Il giovane ingegnere brasilian Joao Teixeira Soares assume controllo delle opere per porta avanti la costruzione dei traccia ferroviari.

1800 1848-1928 Teixeira Soares 1839 - 1874 Antonio Rebouças 1829 - 1907 Antonio Ferrucci

Polo/Centro storico

Polo/Centro storico

Polo/Stazione

Polo/Stazione

Edilizia su percorsi di impianto contemporaneamente allo sviluppo dell’edilizia lungo il percorso matrice.

Costituzione di un polo in relazione al centro storico attraverso la nascita della stazione ferroviaria. Edilizia su percorso matrice nell'asse Barão do Rio Branco.

800 mt

SVILUPPO DELLE STRADE FERRATE 745 km

9973 km

21325 km

32477 km

210 1854-1870

università degli studi di ferrara - Dipartimento di Architettura

1871-1890

tesi di laurea - A.A. 2014-2015

1891-1910

relatore - Arch. Marco Zuppiroli

secondo relatore - Arch. Walter Nicolino

1911-1930

correlatori - Arch. Rodrigo Josè Firmino

1931-195

laureando - Giambatti


ttedrale

Edificio Teixeira Soares

opping Estação Stazione Ferroviaria

no il are ati

54

ista Brizzi

01

02

03

Curitiba nasce come piccola villa come punto di passaggio per seguire l’estrazione dell’oro.

Momento critico di suddivisione della terra in “quadras”

Momento spontaneo nella conformazione dell’aggregato urbano tramite la formazione dei lotti.

Anni 2000

1930

Attorno al 1970 viene dismessa la stazione ferroviaria e smantellati parte dei tracciati ferroviaria. Questo ha comportato la nascita di percorsi di ristrutturazione di collegamento tra gli assi urbani esistenti, come Rua Rockfeller. La città industriale viene trasferita a sud e il quartiere Rebouças diviene malfamato.

Il sempre maggior utilizzo della rete ferroviaria porta ad una crescita urbana velocissima che segue una maglia ortogonale. Importante sviluppo dell'asse Barão do Rio Branco come nuova via di rappresentanza e di ingresso alla città e retrostante la ferrovia continua ad espandersi l'area industriale che divine il quartiere Rebouças.

Con il Piano Wilheim - IPPUC del 1966 la strada Avenida Sete de Setembro, ortogonale al percorso matrice Barão do Rio Branco, diviene una degli assi strutturali della nuova mobilità urbana e fulcro per la nuova espansione urbana verticale, spesso a discapito dell'edilizia storica presente. Ne è un esempio il progetto di realizzazione dello Shopping Estação che ha inglobato la stazione ferroviaria storica.

Edificio Teixeira Soares

1894

La stazione ferroviaria viene sostituita da un edificio a 2 piani progettato da Michelangelo Cuniberti.

1900

1943

1966

Piano Agache

1970

Piano Direttore Dismissione Wilheim - IPPUC Ponte Preta

1942

1957

Il 25 Settembre il governo federale istituisce la RVPSC Rede de Viação Paranà santa Catarina.

Il 16 marzo viene istituita per la Legge n 3.115, la compagnia Rede Ferroviària Federal S.A. - RFFSA.

1984

1972

Con l'inaugurazione della Rodoferroviaria la stazione ferroviaria viene completamente disattivata.

La stazione ferroviaria diviene sede del Museo Ferroviario.

1997

La RFFSA viene venduta e attualmente le linee ferroviarie sono controllate dal gruppo ALL, una impresa del gruppo di investimento GP.

2002

Inaugurazione dello Shopping Estação.

2000

1957-1997 periodo RFFSA - Rede Ferroviària Federal S.A. 1942-1957 periodo RVPSC

1997-oggi privatizzazione della Rete Ferroviaria Legenda evoluzione urbana Municipio di Curitiba Aree verdi

Polo/Centro storico

Polo/Centro storico

1654-1830 1831-1857

1858-1900 1901-1927

2001-2007 2008-2012

1967-1985 1986-2000

1928-1938 1939-1966

Polo/Stazione Polo/Stazione

São José dos Pinhais Edilizia su percorso di collegamento tra percorsi di impianto con formazione successiva del proseguimento dei percorsi d'impianto. Rua Joao Negrao diviene nodo lineare come via di uscita dalla città.

São José dos Pinhais Con il Piano Direttore del 1966 si definisce il Sistema Trinario, costituito da assi strutturali ad alta velocità per il sistema BRT (Bus Rapid Transport) e percorsi rapidi paralleli a senso unico. Il nuovo nodo lineare diviene Av. Mal. Floriano Peixoto.

Con lo smantellamento del tracciato ferroviario nell'area interessata dall'analisi si formano percorsi di ristrutturazione di attraversamento del margine precedente per collegare direttamente l'ex quartiere industriale al centro storico.

São José dos Pinhais São José dos Pinhais

34207 km

Antonio Rebouças

Antonio Ferrucci

João Teixeira Soares

Nato il 13 giugno del 1839 a Bahia, Antonio Rebouças si forma come ingegnere nella Escola Politécnica do Rio de Janeiro e si specializza in Europa nella costruzione di porti e tracciati ferroviari. L'ingegnere elaborò i primi studi per la costruzione della ferrovia che collegasse Curitiba al litorale. Anni prima, tra il 1864 e il 1866, fu incaricato per dirigere la costruzione della Estrada Graciosa. Morì di tifo il 26 maggio del 1874, mentre lavorava per la costruzione di un ponte in ferro di attraversamento del fiume Piracicaba.

Nato a Macerata il 4 gennaio del 1829, Ferrucci si formò in Scienze Matematiche Applicate nell'Università di Pisa nel 1848. Con esperienze precedenti nella costruzione di tracciati ferroviari in Italia, lavorò anche in Egitto per seguire la costruzione del Canale di Suez. Si trasferì in Paranà nel 1880 per dirigere la costruzione della ferrovia Paranaguà-Curitiba. L'italiano rivisitò il progettò di Rebouças proponendo alcune modifiche. Morì a Roma nel 1907.

Nato il 13 ottobre del 1848 in Minas Gerais, si formò come ingegnere nel 1872. All'età di 34 anni, nel gennaio del 1882, assunse la direzione dell'opera della ferrovia dopo il ritiro dal ruolo di Direttore Lavori di Antonio Ferrucci. Con la conclusione della strada in ferro nel 1884, l'ingegnere lasciò il Paranà. L'imperatore Pedro II concesse all'ingegnere la massima onorificenza imperiale: a Comenda da Ordem da Rosa. Teixeira Soares morì il 28 agosto 1928 mentre si trovava a Parigi a servizio del governo brasiliano.

Estação de Curityba 1885

Estação de Curitiba 1930

Estação de Curitiba oggi

L'edificio della prima stazione ferroviaria di Curitiba viene inaugurato nel 1885, contemporaneamente all'inaugurazione della linea ferroviaria Paranaguà-Curitiba. La posizione scelta per il nuovo polo ferroviario si colloca a 800 metri dal centro storico, collegata attraverso l'attuale Rua Barão do Rio Branco.

Nel 1894 la stazione venne inaugurata nuovamente per opera dell'ingegnere italiano Michelangelo Cuniberti. Il progetto prevedeva l'utilizzo delle fondazioni e delle pareti della stazione preesistente. Il grande afflusso di passeggeri nobilitò l'attuale Rua Barão do Rio Branco come via di rappresentanza e di ingresso alla città. L'attuale quartiere Rebouças, alle spalle della stazione, divenne invece centro dello sviluppo industriale. (Acervo do Instituto Històrico e Geogràfico do Paranà)

Con la crisi ferroviaria, la privatizzazione della rete portò all'inaugurazione della Rodoviaria nel 1972 e la stazione di Curtiba venne dismessa. Oggi la stazione si mostra come elemento di facciata dello Shopping Estaçao che sorge alle sue spalle, e i vani storici della stazione ospitano il Museo Ferroviario.

211

(Acervo Biblioteca Nacional)

©Brunno Covello / GP

1

edificio

teixeira

soares

Proposta di restauro e rifunzionalizzazione di un edificio art déco di Curitiba

2

3

4

5

6

7

8

9 10 11


Nel confronto tra due fotografie scattate percorrendo Rua João Negrão, in prossimità dell'incrocio con l'Avenida Sete de Setembro, risulta evidente come l'ampliamento eseguito nel 1943 abbia collocato la nuova torre dell'orologio lungo il tracciato ferroviario , più precisamente a lato dell'importante Ponte Preta. Tali modificazioni, conseguenti l'adeguamento alle nuove esigenze della compagnia RVPSC, ci hanno restituito un edificio profondamente ampliato e mutato, ma le trasformazioni avvengono rispettando l'architettura della fabbrica precedente, che non subisce pesanti trasformazioni nella torre preesistente.

la modernità dimenticata a curitiba: l'art déco Analisi delle fasi evolutive dell’edificio

1930

1941

Rappresentazione dei nuclei primitivi dai quali, nel 1940, inizia la costruzione dell'Edificio Teixeira Soares ad opera della ditta di costruzione Irmãos Thà, che prevede l'edificazione di un immobile di due piani che consenta accessi indipendenti e che colleghi il piano terreno su Rua João Negrão al livello del podio soprastante, a quota 4.40mt. La progettazione dell'edificio nasce dall'aggregazione dei due volumi preesistenti e le differenze tra i solai esistenti vengono delineate in facciata attraverso un chiaro motivo art déco.

1943

Conclusione dei lavori di costruzione della sede amministrativa della prima rete ferroviaria. L'edificio si presenta con una torre dell'orologio più alta, posta alla sinistra della facciata principale. Ospita al piano terreno un garage per autocarri, uffici grafici e un'area tecnica riservata alla stampa, mentre al piano primo gli uffici per i servizi amministrativi della rete. Solo successivamente iniziano i lavori per l'addizione delle officine specializzate alla riparazione delle locomotive e dei macchinari ferroviari

L'edificio Teixeira Soares divenuto sede amministrativa della nuova RVPSC viene ampliato verticalmente con l'addizione di 3 piani soprastanti mentre, nella parte retrostante la facciata su Rua João Negrão, viene aggiunto nel 1947 il deposito per le locomotive e i vagoni che successivamente diverrà sede del centro di trattamento dei dati. L'aspetto architettonico presenta chiari elementi in stile art déco come le finiture terminali della nuova torre dell'orologio e le finestre circolari che richiamano un'architettura navale.

1942

Il 25 Settembre il federale istituisce la R Rede de Viação P santa Catarina.

1942-1957 peri

Prospetto Nord Est - 1941 Scala 1:500

Prospetto Sc

Prospetto Nord Ovest - 1941 Scala 1:500

Prospetto N Sc

D’

Prospetto Sud-Ovest

D Prospetto Nord-Est

10

20 m

Prospetto Nord-Ovest

0

Sezione Sc

Sezione D-D’ - 1941 Scala 1:500

Planimetria - 1941 Scala 1:500

Elisiário da Cunha Bahiana Sede do Jornàl A Noite Rio de Janeiro | 1930

Edifìcio Saldanha Marinho São Paulo | 1933

Viaduto do Chà São Paulo | 1938

Jòquei club São Paulo | 1941

212

Elisiário da Cunha Bahiana 1891, Rio de Janeiro 1980, São Paulo

università degli studi di ferrara - Dipartimento di Architettura

tesi di laurea - A.A. 2014-2015

relatore - Arch. Marco Zuppiroli

secondo relatore - Arch. Walter Nicolino

Rappresentante di una generazione di architetti formati nei primi decenni del XX secolo, si distingue per la costruzione a San Paolo di icone del paesaggio urbano degli anni ‘30 e ’40, come il viadotto Chá e gli edifici Saldanha Marinho e Jòquei club. La sua produzione, identificata come Art Déco, guida lo sviluppo dell'architettura moderna in Brasile, sia attraverso l'uso di nuove tecnologie, come il cemento armato, sia attraverso l'adozione di un linguaggio geometrico astratto quasi totalmente spogliato dagli ornamenti. Tra il 1920 e il 1927 opera a Rio de Janeiro e progetta con l'architetto francese Joseph Gire La Noite, sede della redazione del giornale, considerato uno degli edifici in cemento armato più alto dell’America Latina dell’epoca.

correlatorE - Arch. Rodrigo Josè Firmino

laureando - Giambatti


Nel confronto tra due fotografie scattate all'interno delle ex-officine è possibile riconoscere le trasformazioni che negli anni '60 hanno profondamente alterato le volumetrie originali per fare spazio ai nuovi uffici generali della RFFSA. Tali modificazioni che hanno portato all'addizione di un solaio di ripartizione del precedente spazio industriale ci hanno restituito un vano interno profondamente mutato attraverso trasformazioni avvenute nel totale disinteresse verso la precedente architettura della fabbrica. Anche in questo caso, per aumentarne la superficie aeroilluminata, le facciate sono state ampiamente modificate attraverso ampie bucature.

Nel confronto tra due fotografie scattate percorrendo Rua João Negrão, in prossimità della torre originaria, delineano bene le pesanti trasformazioni avvenute negli anni '50 e '60. Divenuta sede della direzione della RFFSA, la torre storica dell' Edificio Teixeira Soares venne bucata per aumentarne la superficie aeroilluminata. Tali modificazioni, conseguenti l'adeguamento alle nuove esigenze della compagnia RFFSA, ci hanno restituito un edificio profondamente ampliato e mutato. Tali trasformazioni, avvenute nel totale disinteresse verso l'architettura della fabbrica, ha portato ad interventi incongrui nella fronte storica, quali l'apertura delle finestre della direzione nella torre dell'orologio del 1941 e l'aggiunta all'attuale torre dell'orologio di elementi di collegamento totalmente dissonanti.

1950

1960

La crescita economica dello stato del Paranà e il grande afflusso del sistema ferroviario portano la compagnia RVPSC ad attuare nuove e pesanti trasformazioni della sede. Importante è l'aggiunta al piano terzo di un elemento di collegamento trasversale all'edificio e la costruzione di un ulteriore volume, privo di interesse architettonico, in direzione della stazione. Da notare anche pesanti trasformazioni che avvengono all'interno, dove la costruzione di nuovi elementi di collegamento porta ad una notevole saturazione dei vani originali.

Divenuta sede della RFFSA l'Edificio Teixeira Soares subisce importanti alterazioni nella facciata principale prospicente Rua João Negrão, come l'apertura di finestre nella prima torre dell'edificio, ma pesanti modifiche avvengono anche nell'interno delle ex-officine, che perso i precedente ruolo industriale vengono suddivise tramite un solaio per dare spazio ad ulteriori uffici della compagnia. Questi interventi stravolgono totalmente l'aspetto architettonico originale sia in alzato che in planimetria.

1980-1992

Una nuova crisi colpisce fortemente il sistema ferroviario.

1970

1984

La stazione ferroviaria diviene sede del Museo Ferroviario.

Dopo la privatizzazione della rete l'immobile Teixeira Soares, ex sede amministrativa della RVPSC, viene concesso alla UFPR, Università Federale del Paranà.

Inaugurazione dello Shopping Estação.

Dismissione Ponte Preta

1957

governo RVPSC Paranà -

1969

Le ferrovie sotto la RFFSA vengono accorpate in quattro sistemi regionali.

Il 16 marzo viene istituita per la Legge n 3.115, la compagnia Rede Ferroviària Federal S.A. - RFFSA.

1972

Con l'inaugurazione della Rodoferroviaria la stazione ferroviaria viene completamente disattivata.

2000

1997

La RFFSA viene venduta e attualmente le linee ferroviarie sono controllate dal gruppo ALL, una impresa del gruppo di investimento GP.

2007

La RFFSA viene estinta definitivamente.

1957-1997 periodo RFFSA - Rede Ferroviària Federal S.A.

iodo RVPSC

1997-oggi privatizzazione della Rete Ferroviaria

o Nord Est - 1943 cala 1:500

Prospetto Nord Est - 1950 Scala 1:500

Prospetto Nord Est - 1960 Scala 1:500

Nord Ovest - 1943 cala 1:500

Prospetto Nord Ovest - 1950 Scala 1:500

Prospetto Nord Ovest - 1960 Scala 1:500

e D-D’ - 1943 cala 1:500

Prospetto Sud Ovest - 1950 Scala 1:500

Sezione D-D’ - 1960 Scala 1:500

ista Brizzi

2008

2002

Frederico Kirchgassner Residencia Kirchgässner Curitiba | 1930

213

Frederico Kirchgässner

1899, Dortmund 1988, Curitiba

Correhio Velho Curitiba | 1934

Kirchgässner ha iniziato a lavorare nella città di Curitiba, come designer nel 1916, rimanendo presso il Dipartimento di Urbanistica fino alla pensione. Poeta, pittore, architetto, costruttore, progettista, geometra, è una delle personalità più affascinanti dell’architettura del Paraná, ma, stranamente, ha ricevuto pochi elogi. Mentre alcuni architetti della migliore formazione culturale hanno sempre ricordato di citare l'importanza di Kirchgässner nell’architettura brasiliana, il suo nome e il suo lavoro sono stati dimenticati, anche per la maggior parte dei professionisti. Merita di essere ricordato per aver introdotto in Brasile i moderni concetti dell’architettura art déco.

1

edificio

teixeira

soares

Proposta di restauro e rifunzionalizzazione di un edificio art déco di Curitiba

2

3

4

5

6

7

8

9 10 11


Emblema della RVPSC L'emblema della RVPSC, Rede de Viação Paranà - santa Catarina, presenta all'interno di una cremagliera le iniziali e la scritta della compagnia istituita il 25 Settembre del 1942. La cremagliera simboleggia il funzionamento meccanico del sistema ferroviario, mentre la ruota della locomotiva, posta in sommità come base del trasporto ferroviario moderno, attraversa delle fiamme che simboleggiano la bandiera Nazionale, la quale innalzata dalla locomotiva divulga un messaggio, per tutto il paese, di unione e amore per il lavoro.

Edificio teixeira soares Il rilievo architettonico come indagine preliminare Locale tecnico

+ 25.00 + 22.77 + 18.28

Piano Quarto 254,63 mq

+ 13.36 + 9.23

Direzione RFFSA + 4.40 + 0.00

PROSPET TO NORD OVEST Rilievo architettonico | Scala 1:500

Centro di comunicazione

Amministrazione RFFSA

+ 25.00 + 22.77

+ 17.49

Piano Terzo 1188,15 mq

+ 13.36

Direzione RFFSA

+ 9.23 + 4.40 + 0.00

P RO S P E T TO N O R D E S T RUA J OÃ O N E G R Ã O Rilievo architettonico | Scala 1:500 + 22.77

+ 17.49 + 13.36 + 9.23 + 4.40 + 0.00

Piano Secondo 3827,25 mq

S E Z I O N E A - A’

Uffici generali della RFFSA

Rilievo architettonico | Scala 1:500

+ 25.00

+ 17.49 + 13.36 + 9.23

Uffici Servizio di contabilità e statistica

+ 4.40 + 0.00

Processamento dei dati

SEZIONE B-B’ Rilievo architettonico | Scala 1:500

Archivio Ufficio di servizio nazionale

Uffici

Piano Primo 4763,51 mq

Auditorium Deposito

Garage Deposito

Locali tecnici Hall principale Archivio tecnico

Archivio generale

Piano Terra 3764,78 mq

0

10

20 m

214

P R O S P E T T O AV E N I D A Fotopiano |

università degli studi di ferrara - Dipartimento di Architettura

tesi di laurea - A.A. 2014-2015

relatore - Arch. Marco Zuppiroli

secondo relatore - Arch. Walter Nicolino

correlatorE - Arch. Rodrigo Josè Firmino

laureando - Giambatti


Viaduto Joao Negrao

Popolarmente conosciuto come Ponte Preta, il viadotto Machado da Costa è stato costruito agli inizi degli anni ’40, in sostituzione del ponte originario della ferrovia Curitiba-Paranaguá. La nuova struttura, progettata per sostenere una maggiore circolazione dei treni, è considerata "il primo lavoro al mondo con il contrappeso di cemento a punte e telaio in ferro per garantire la stabilità". Supportata da pilastri in pietra, la struttura principale è costituita da tre travi ad altezza variabile con contrappesi in cemento armato. Il ponte è caduto in disuso negli anni '70 per l'apertura della rodovia, ma è considerato dall’Unità di Conservazione di interesse per la città ed è stato tutelato da parte dello Stato del Paraná, nel 1976.

P R O S P E T T O AV E N I D A S E T E D E S E T E M B R O

7850 2350

5500

900

A’

5050

P RO S P E T TO N O R D E S T RUA J OÃ O N E G R Ã O

5050 6550

B

600

2450

PROSPET TO SUD OVEST

6550

2600

1019

A

450

B’

PROSPET TO NORD OVEST

3000 8000

PL ANIVOLUMETRICO Scala 1:500

A SETE DE SETEMBRO

PROSPET TO SUD EST

0

10

20 m

215

Scala 1:100

ista Brizzi

1

edificio

teixeira

soares

Proposta di restauro e rifunzionalizzazione di un edificio art déco di Curitiba

2

3

4

5

6

7

8

9 10 11


PROSPET TO NORD OVEST Fotopiano | Scala 1:100

PROSPET TO NORD EST Fotopiano |

216 universitĂ  degli studi di ferrara - Dipartimento di Architettura

tesi di laurea - A.A. 2014-2015

relatore - Arch. Marco Zuppiroli

secondo relatore - Arch. Walter Nicolino

correlatorE - Arch. Rodrigo Josè Firmino

laureando - Giambatti


+ 18.28

+ 13.36

+ 9.23

+ 4.40

PROSPET TO SUD OVEST

5

0

10 m

Rilievo architettonico | Scala 1:250

+ 25.00

+ 14.55

+ 4.40

+ 0.00

PROSPET TO SUD EST

5

0

10 m

Rilievo architettonico | Scala 1:250

T - RUA J OÃ O N E G R Ã O Scala 1:100

ista Brizzi

217 1

edificio

teixeira

soares

Proposta di restauro e rifunzionalizzazione di un edificio art déco di Curitiba

2

3

4

5

6

7

8

9 10 11


PROSPET TO NORD EST Stato di fatto

PLT 5

PLT 1

PLT 1

PLT 1

PLT 1

CO 2

PLT 5

PLT 5

PLT 5

PLT 5

INT 1

CO 2

CO 2

CO 2

CO 2

PLT 5

CO 2

INT 2

INT 2

PLT 2

INT 2

AS 2

INT 2

INT 3

INT 3

PRO 2

INT 3

INT 4

INT 3

PLT 1

PLT 1

AS 4

PLT 2

INT 2

INT 2

INT 6

INT 7

PRO 2

PRO 1

INT 3

PLT 5

PLT 1

PLT 5

PLT 5

AS 3 CO 2 INT 1 INT 2 INT 3

PLT 1 PLT 5 CO 2 INT 1 INT 2 INT 3

PLT 2

PLT 1

AS 3

AS 4

PLT 3

PRO 2

PLT 3

PLT 5

AS 5

CO 2

INT 7

PLT 5

PLT 4

PLT 5

CO 3

PLT 3

INT 1

INT 6

INT 3

CO 2

INT 2

AS 2

AS 4

INT 3

PLT 1

AS 3

PLT 4

AS 3

INT 6

AS 3

AS 2 INT 4

AS 3

PLT 1

AS 2

AS 3

PLT 4

AS 3

PLT 2 PRO 2

INT 4

PROSPET TO NORD EST

218 università degli studi di ferrara - Dipartimento di Architettura

tesi di laurea - A.A. 2014-2015

relatore - Arch. Marco Zuppiroli

Analisi dei materiali, del degrado ed indicazio

secondo relatore - Arch. Walter Nicolino

correlatorE - Arch. Rodrigo Josè Firmino

laureando - Giambatti


T - RUA J OÃ O N E G R Ã O | Scala 1:100

INT 6 PLT 5 PLT 1

1

5

PLT 2

2

AS 3

2

PRO 2

CO 2

3

PLT 5

INT 5 AS 3

PLT 1 PLT 3 PRO 1

PLT 2 PRO 2

PLT 1 PLT 3 PRO 1

PLT 1 PLT 5 CO 2

AS 2

INT 1 INT 2

PLT 1

INT 3

INT 4

PLT 1

PLT 4

AS 3

PLT 4

PLT 4

AS 3

PLT 1

PLT 5

AS 5

AS 2

PLT 3

INT 4

AS 3

PLT 5 AS 2 PLT 1

CO 3

INT 4

AS 2 AS 5 PLT 2 CO 2 PLT 3

PLT 4

PLT 1

PLT 1

AS 3

PLT 4

T - RUA J OÃ O N E G R Ã O

one degli interventi di restauro | Scala 1:100

ista Brizzi

PLT 2

PLT 1

AS 2

PLT 1

PRO 2

PLT 3

AS 5

PLT 3

PLT 5

PLT 3

PLT 5

CO 2

INT 6

INT 6

PLT 1

AS 3

PLT 2 PRO 2

PLT 4

PLT 1

AS 3

AS 3

AS 2

PLT 1

PLT 1

PLT 4

PLT 1

PLT 5

AS 5

CO 1

PLT 3

CO 2

PLT 3

PRO 1

PRO 1

INT 3

CO 3

PLT 4

PLT 2

PLT 4

PLT 1

PRO 2

PLT 4

PLT 1

PLT 5

PLT 3

AS 5

CO 1

AS 2

PRO 1

PLT 1

PLT 3

PRO 1

AS 5

AS 2

PLT 4

PLT 4

PLT 3

CO 3

PRO 1

CO 3

219 1

edificio

teixeira

soares

Proposta di restauro e rifunzionalizzazione di un edificio art déco di Curitiba

2

3

4

5

6

7

8

9 10 11


PROSPET TO NORD OVEST Stato di fatto | Scala 1:100

AS 3

PLT 2

AS 3

AS 3

PLT 1

PLT 1

PLT 1

PLT 1

AS 3

CO 2

CO 2

CO 2

CO 2

CO 2

CO 2

CO 2

CO 2

INT 1

CO 2

CO 2

INT 1

INT 1

INT 1

INT 1

INT 1

INT 1

INT 1

INT 2

INT 1

INT 1

INT 2

INT 2

INT 2

INT 2

INT 2

INT 2

INT 2

INT 3

INT 2

INT 2

INT 3

INT 3

PRO 1

PRO 1

PRO 1

INT 3

PLT 5

PRO 1

INT 3

PLT 5

PRO 1

PLT 5

PLT 1

AS 3

PRO 2

PLT 2 PRO 2

PLT 2 PRO 2

PLT 2 PRO 2

PLT 2 PRO 2

PLT 1

AS 3

PLT 3

AS 3

PLT 2

CO 2

PRO 2

PLT 3

INT 1 INT 2 INT 3

AS 3

PLT 2

CO 2

PRO 2

PLT 3

PLT 3

PLT 2 PRO 2

AS 3 CO 2

INT 1

INT 1

INT 2

INT 2

INT 3

INT 3

PLT 3

PLT 2 PRO 2

PROSPET TO NORD OVEST Analisi dei materiali, del degrado ed indicazione degli interventi di restauro | Scala 1:100

220 università degli studi di ferrara - Dipartimento di Architettura

tesi di laurea - A.A. 2014-2015

relatore - Arch. Marco Zuppiroli

secondo relatore - Arch. Walter Nicolino

correlatorE - Arch. Rodrigo Josè Firmino

laureando - Giambatti


LATERIZIO FACCIAVISTA

PATOLOGIE

CAUSE

PLT 5

INTERVENTO INCONGRUO

- Sostituzione seriore di alcuni conci che presentano una cromia dissonante rispetto all'apparato murario originale

AS 3; CO 2; INT 6

- Accumulo di materiali estranei a causa della presenza di inquinanti atmosferici, favorito dall'umidità di risalita - Caduta accidentale - Erosione causata dall'esposizione alle intemperie

PLT 1; CO 2; INT 1; INT 2; PRO 1

- Erosione meccanica; -Mancanza di manutenzione;

PLT 1; INT 6

DISGREGAZIONE DEPOSITO SUPERFICIALE MANCANZA

- Regime termoigrometrico sfavorevole; - Alto tasso di umidità relativa; - Migrazione di acqua/umidità nel supporto - Scorrimento delle acque meteoriche.

CEMENTO

ASPORTAZIONE: rimozione accurata della superficie degradata o di elementi successivamente ammalorati, al fine di sostituirli

AS 1

RIMOZIONE COLONIZZAZIONE BIOLOGICA Asportazione della colonizzazione biologica di piante superiori che vanno ad attestarsi in diretta prossimità ai prospetti dell'edifcio.

AS 2

ASPORTAZIONE RESIDUI SUPERFICIALI Rimozione degli elementi privi di coerenza con il sottofondo, operazione preliminare di aggiunte e integrazioni

AS 3

ASPORTAZIONE INTEGRAZIONI INCONGRUE Asportazione degli interventi eseguiti con materiale non compatibile con il substrato tramite l'azione meccanica di spatole e scalpelli. Prestando attenzione a non danneggiare il materiale sottostante. Si intende anche valido per la rimozione di elementi incongrui con l'immagine architettonica.

AS 4

ASPORTAZIONE IMPIANTI DETERIORATI Sostituzione di impianti danneggiati e non più in grado di svolgere la loro funzione, degradati o di materiale incoerente con la figuratività architettonica complessiva della facciata.Esempio ne sono i pluviali.

PLT 1; PLT 3; PRO 1;

COLATURA - Inquinamento ambientale, particolato atmosferico; azione del tempo; - Mancanza di manutenzione.

DEPOSITO SUPERFICIALE

INTONACO E TINTEGGIATURA

CONSIDERAZIONI PRELIMINARI Bisogna tener conto che l'intonaco non presenta forme di distacco ma si presenta in una condizione perfettamente aderente al sostrato per entrambe le facciate analizzate. Considerata invece una pellicola pittorica fragile, si procederà facilmente per la sua rimozione e si provvederà ad una ritinteggiatura mediante silicati. Le lacune presenti sono state causate da interventi incongrui per l'installazione di impianti, nel corso degli anni '60.

- Umidità di risalita; cristallizzazione salina in superficie; - Mancanza di manutenzione;

PATINA BIOLOGICA

METALLI

INTERVENTI

EFFLORESCENZA

PLT 1

PULITURA: asportazione di deposito dalla superficie del manufatto con l'ausilio di tecniche poco aggressive e calibrate in relazione al tipo di materiale ed alla sostanza che si intenda asportare.

LACUNA

- Presenza seriore di impianti obsoleti; - Dilavamento e infiltrazioni acque in microfessure; - Perdita di coesione del legante.

PLT 1; PLT 5; CO 2; INT 1; INT 2; INT 3;

INTERVENTO INCONGRUO

- Integrazioni seriori che presentano una composizione materica ed una cromia dissonante rispetto all'apparato murario originale

AS 3; CO 2; INT 1; INT 2; INT 3;

PRESENZA DI VEGETAZIONE

- Umidità di risalita; - Cicli di gelo e disgelo; - Scorrimento delle acque meteoriche.

AS 2; AS 1; PLT 3; CO 2;

- Inquinamento ambientale, particolato atmosferico; azione del tempo; - Umidità di risalita; - Cicli di gelo e disgelo; - Scorrimento delle acque meteoriche; - Mancanza di manutenzione.

PLT 1; PLT5; CO 3; INT 3; PRO 1;

DEPOSITO SUPERFICIALE DISGREGAZIONE EFFLORESCENZA ALTERAZIONE CROMATICA

PLT 1

PULITURA DEPOSITI Pulitura dei depositi incoerenti presenti sullo strato superficiale del materiale che non hanno intaccato il substrato mediante pulitura meccanica eseguita con l'uso di spugne e spazzole di saggina, previa valutazione della consistenza del materiale.

PLT 2

PULITURA METALLI Pulitura mediante soluzione acida

PLT 3

PULITURA BIOLOGICA Applicazione puntuale di sostanza lichenicida, previa rimozione di muschi o vegetazione.

PLT 4

PULITURA GRAFFITI VANDALICI Pulitura meccanica con spazzole morbide per rimuovere i graffiti vandalici

PLT 5

PULITURA EFFLORESCENZE Utilizzo di impacchi di polpa di cellulosa per l'estrazione dei sali dalla muratura affetta da efflorescenza.

DEPOSITO SUPERFICIALE

- Inquinamento ambientale; - azione del tempo; - Mancanza di manutenzione.

PLT 1

FESSURAZIONE

- Dissesto dell'apparato murario di supporto; - Cicli di gelo e disgelo; - Scorrimento delle acque meteoriche.

AS 2; INT 4;

PATINA BIOLOGICA

- Regime termoigrometrico sfavorevole; - Alto tasso di umidità relativa; - Migrazione di acqua/umidità nel supporto

PLT 3

CO 2

- Umidità di risalita; cristallizzazione salina in superficie; -Scorrimento delle acque meteoriche; - Mancanza di manutenzione;

PLT 2; PRO 2

CO 3

GRAFFITO VANDALICO

- Azione antropica

PLT 4

MANCANZA

- Erosione meccanica; -Mancanza di manutenzione;

COLATURA OSSIDAZIONE

CONSOLIDAMENTO: Intervento teso a migliorare le caratteristiche meccaniche del materiale, arrestando il degrado (disgregazioni, polverizzazioni).

CO 1

CONSOLIDAMENTO LAPIDEO DISGREGATO Consolidamento del materiale lapideo decoeso o disgregato tramite l'impiego di resine al silicato d'etile. CONSOLIDAMENTO LATERIZIO DISGREGATO Consolidamento del laterizio decoeso o disgregato tramite l'impiego di resine al silicato d'etile. CONSOLIDAMENTO INTONACO Applicazione diffusa di prodotti consolidanti, come il latte di calce, che vadano ad agire nei pori e nelle microfratture superficiali dell'intonaco.

INTEGRAZIONE: Intervento che va a risarcire eventuali mancanze (dovute a varie

CERAMICA

tipologie di degrado) ed a restituire l'unità d'immagine dell'opera architettonica.

AS 3

INT 2 INT 3

PRO 1

PLT 5

IMPIANTI

INT 1

INT 2

ELEMENTI INCONGRUI

CO 2

CO 2 INT 1

- Inquinamento ambientale, particolato atmosferico; azione del tempo; - Mancanza di manutenzione.

DEPOSITO SUPERFICIALE

PLT 1 CO 2 INT 1 INT 2

PIETRA DUQUINHO

PLT 1

PIETRA BASAMENTO

PRO 1

PLT 1; PLT 3; PLT 5; INT 6

INT 1

INTEGRAZIONE LATERIZI Risarcimento dei laterizi con stucco a base di grassello di calce.

INT 3

INTEGRAZIONE PARTI DI INTONACO MANCANTI Applicazione di intonaco con malta a base di calce idraulica a basso contenuto di sali solubili. Stesura dello stesso in vari strati prestando attenzione a rimanere a livello dell'intonaco esistente.

INT 4

INTEGRAZIONE FRATTURE E PICCOLE CAVITA' CON MATERIALE IN PASTA Risarcimento di mancanze di materia, accessibili dalla superficie del manufatto, con stucco a base di grassello di calce PLM(tonalizzato a seconda dell'integrazione).

INT 5

INTEGRAZIONE LAPIDEO NATURALE Integrazione delle parti mancanti e/o sostituzione di integrazioni incongrue e parti fortemente ammalorate e irrecuperabili con l'utilizzo del materiale lapideo originale ma caratterizzato da un trattamento di superficie a fiammatura. L'intervento si vede rivolto alle aree di maggior superficie, mentre per mancanze di piccole dimensioni si preferisce una stuccatura localizzata.

PLT 1

IMPIANTI E CANALIZZAZIONI

- Azione antropica

AS 4; INT 7;

ELEMENTI INCONGRUI

- Azione antropica

AS 3

RISARCIMENTO DEL GIUNTO DI MALTA Risarcimento e stilatura dei giunti di malta.

INT 2

GRAFFITO VANDALICO

- Azione antropica

PLT 4

INT 6

INTEGRAZIONE DI ELEMENTI MANCANTI Integrazione delle lacune nei laterizi, nelle pietre o nelle ceramiche con nuovi elementi tonalizzati con cromie simili a quelle esistenti

PRESENZA DI VEGETAZIONE

- Umidità di risalita; - Cicli di gelo e disgelo; - Scorrimento delle acque meteoriche.

AS 2; AS 1; PLT 3; CO 1;

INT 7

INTEGRAZIONE PLUVIALI DETERIORATI Sostituzione puntuale delle parti di pluviale deteriorate e/o con evidente presenza di ruggine o ammaccature.

PROTEZIONE: intervento teso alla salvaguardia del materiale dall'aggressione degli agenti naturali esterni (infiltrazioni d'acqua, depositi superficiali di sostanze nocive, ecc.) e/o di natura antropica, ricorrendo all'uso di tecniche consone ad ogni caso specifico.

EFFLORESCENZA

- Umidità di risalita; cristallizzazione salina in superficie; - Mancanza di manutenzione;

PLT 5

ESFOLIAZIONE

- Umidità di risalita; - Cicli di gelo e disgelo; - Scorrimento delle acque meteoriche.

PLT 1; CO 1; PRO 1

MANCANZA

- Erosione meccanica; -Mancanza di manutenzione;

PLT 1; INT 5

COLATURA

- Scorrimento delle acque meteoriche

PLT 1

PRO 1

PROTEZIONE DALL'ACQUA Applicazione a spruzzo o a pennello di un prodotto protettivo organico (come siliconi, polisilossani, ecc) compatibile con le caratteristiche fisiche e meccaniche del materiale a cui è applicato, che aderisca al substrato e garantisca l'idrorepellenza, una barriera agli inquinanti e la permeabilità al vapore.

PRO 2

PROTEZIONE METALLO Applicazione di trattamento anticorrosivo al fine di preservare gli elementi metallici più direttamente esposti alle intemperie.

IMMAGINI DI RIFERIMENTO LATERIZIO FACCIAVISTA

INTONACO E TINTEGGIATURA

CERAMICA

Efflorescenza

Lacuna

Graffito vandalico

METALLI

Colatura e ossidazione CEMENTO

Disgregazione e deposito superficiale PLT 1

AS 3

CO 2

CO 2

INT 1

INT 1

INT 2

INT 2

PRO 1

INT 3

ista Brizzi

Mancanza

Deposito superficiale, disgregazione, efflorescenza e alterazione cromatica

Deposito superficiale

INTERVENTI INCONGRUI

221

1

edificio

teixeira

soares

Proposta di restauro e rifunzionalizzazione di un edificio art déco di Curitiba

2

3

4

5

6

7

8

9 10 11


222


223


224


225


226


227


228


229


TPV_ThermoPhotoVoltaic Energy

Layer A

Accumulo energia

Protezione dalla pioggia

Layer B

progetto dEL NUOVO DEHORS

Raccolta dell’acqua

Approfondimento di progetto dello spazio esterno per la didattica

Metalli a memoria di forma

Layer C

to

men

gia

reg

b Om

_dotati di struttura per l’alloggiamento di impianti di illuminazione e acqua ne

Raccolta dell’energia

Approfondimento tecnologico _scala 1:50

Raccolta dell’acqua protezione dalla pioggia

protezione dalla pioggia protezione dal sole

tpv per il recupero di energia

Stor

controllo microclimatico arredo per spazi di lavoro

protezione dal sole

illuminazione artificiale tpv per il recupero di energia

protezione dalla pioggia

cablaggi

protezione dalla pioggia

arredo esterno

proiezioni

protezione dal sole

protezione dal sole

illuminazione artificiale

tpv per il recupero di energia

tpv per il recupero di energia controllo microclimatico

Meeting room

Biblioteca

Temporary workstation

Gradinata

Working room

230 università degli studi di ferrara - Dipartimento di Architettura

tesi di laurea - A.A. 2014-2015

relatore - Arch. Marco Zuppiroli

secondo relatore - Arch. Walter Nicolino

correlatorE - Arch. Rodrigo Josè Firmino

laureando - Giambattis


+ 14.45

+ 8.45

+ 4.40

+ 0.00

Sezione E-E’ | Scala 1:250

5

0

10 m

o ebulizzata

+ 8.16

+ 4.40

+ 0.00

Sezione - Stato di fatto | Scala 1:500

0

10

A

Sezione - Stato sovrapposto | Scala 1:500

20 m

B

0

10

20 m

Ricostruzioni

A

C

B

C

A

A’

B

B’

_navigatore

ryboard

sta Brizzi

Demolizioni

controllo bioclimatico attraverso acqua nebulizzata illuminazione artificiale 3

1 2

5

7

4 6

1

5 2

1. Pavimentazione esterna in listoni in legno Teak 2. Massetto per la posa della pavimentazione esterna 3. Alloggiamento per impianti 4. Magrone 5. Membrana impermeabilizzante 6. Strato drenante a granulometria varia 7. Muro di contenimento in C.A.

3

4 6

Raccolta dell’energia

Pilastro sezionato Sezione A-A’

Sezione tecnologica della soluzione a layer A-B-C Sezione B-B’

Raccolta dell’acqua

Schema di funzionamento del sistema di recupero di acqua ed energia Scala 1:50 Spazio di lavoro all’aperto

Area ricreativa Percorso in quota

Auditorium

231 1

edificio

teixeira

soares

Proposta di restauro e rifunzionalizzazione di un edificio art déco di Curitiba

2

3

4

5

6

7

8

9 10 11



Edificio Teixeira Soares - M. Arch. Thesis