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GRAZIE, EMANUELE 5

MARCO SAU, IL TALENTINO DI TONARA 22

COME FARE LA SPESA 26

ANNO 40, N. 4 - OTTOBRE 2012

I CAGLIARITANI SCELGONO LA BICICLETTA

RIVOLUZIONE A DUE RUOTE Ma la città cambia davvero?

1€


SOMMARIO · OTTOBRE 2012 ·

p Marco Sau Alla scoperta del talentino di Tonara. Pattolino è tornato e ha voglia di stupire.

Dialogo

Portfolio Is Arenas

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Primo piano 8 Il nuovo volto del Lungomare Sant'Elia / Il futuro dello stadio L'intervista 10 Incontro con Stefano Tunis, direttore dell'Agenzia regionale per il Lavoro Storia di copertina Come cambia Cagliari sulle due ruote

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Personaggi cagliaritani 14 Enrico Endrich

Fotogallery Caricature in mostra

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Enrico Atzeni si racconta 18 Quella volta che scoprimmo i Giganti

Parola all'esperta Come fare la spesa

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Passione biancoblù 20 La Dinamo Sassari ha rotto i campanili Marco Sau 22 Alla scoperta del talentino di Tonara Dieci domande dieci Lea Gramsdorff

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Talk Show 27 Parla come mangi / La cagliaritanità di ieri e di oggi Filo diretto con MetroCagliari 28 Voce ai lettori Time Out 29 Salute, musica, cucina, tech, cinema, arte, moda, sport & fitness, viaggi 3


DIALOGO La rubrica del direttore

Giorgio Ariu

Grazie, Emanuele

«

C’è chi muore di fame e chi spreca. Mentre persiste per miliardi di uomini il drammatico problema della fame e mentre ancora insufficiente appare l’impegno dei governi e degli organismi internazionali. E dentro casa nostra si incomincia a sbagliare col neonato». Emanuele Sanna, medico pediatra, nel 1981 denunciava così nelle nostre pagine de Il Cagliaritano le cattive abitudini alimentari e rilanciava l’importanza dell’allattamento dei neonati con il seno materno. Da anni curava per il nostro giornale tutti gli aspetti della medicina legati alla prevenzione. Mi aveva consegnato con orgoglio la sua tesi di laurea sul tema dell’allattamento e aveva coinvolto nella "nostra" missione altri collaboratori: il suo maestro Mario Silvetti, Gianfranco Ferretti, Gianluigi Gessa, Sandro Tagliamonte, Duilio Casula e tanti altri. A cavallo degli anni ’70 e ’80, altre prestigiose firme irrobustivano il nostro Giornale: Francesco Masala, Fernando Pilia, Paolo Montaldo, Ugo Ugo, Siro Vannelli, Michelangelo Pira, Francesco Macis, Luigi Cogodi, Giovanni Lilliu, Vincenzo Caredda, Vindice Ribichesu, Mannelli, Giuseppe Podda, Michelangelo Pira, Maria Rosa Cardia, tra gli altri; e tanti esordienti iniziavano

dal nostro Giornale: Alfredo Franchini, Paolo Figus, Gianfranco Murtas, Stefano Lenza, Nando Mura, Giorgio Pellegrini, Giampaolo Meloni, Lucio Salis, Giuseppe Macciotta, Antonello Angioni, Paolo Figus, Ignazio Artizzu. Ebbene, Emanuele Sanna fungeva da catalizzatore. Uomo di sinistra aperto al confronto, aveva capito che dentro il giornale a scrivere di arte ci stava bene pure Enrico Endrich, l’ex podestà, e aveva capito anche il mio rifiuto a dirigere e rifondare “Rinascita Sarda”, la nobile voce del PCI, rivolto nientemeno che al Padre Nobile di tutta la sinistra, Umberto Cardia. Il comunista Emanuele Sanna, figlio di contadini, spaurito universitario da Samugheo alla Casa dello studente dei tanti “imboscati” e dei tanti marpioni, aveva trovato subito dalla sua parte il “boss muscolare” Giorgio Oppi. Il dialogo era la sua missione. E così aveva suggerito a Giuseppe Podda di far esordire qui da noi Sergio Atzeni, e a me - nel 1980 - aveva fornito la generosa consulenza per la rubrica “È salute” all’interno del talk show “Fatti sentire” a Videolina. E ancora la spinta decisiva perché curassi importanti Campagne Sociali, con epicentro il Brotzu, attorno alla Donazione del Sangue (testimonial Gigi Riva, tra gli altri) e alla Lotta al Favi-

smo. Egli ha voluto spesso stare accanto al nostro lavoro, generosamente e con quella carica sorridente che ci permetteva di sognare da giovani comunicatori. Emanuele ha lasciato la Sua Sardegna, la Sua Samugheo, la Sua bella famiglia, la moltitudine di amici troppo presto. Da lassù ci guarderà ancora col sorriso generoso. Grazie ancora.

Il Cagliaritano: 40 anni giovane giovane

F

ebbraio 1973-ottobre 2012: da 40 anni circa dirigo questo giornale. Una vita. Iniziammo coi calzoni corti, liberi e folli pensatori. Con il formato tabloid. Ora, dopo i continui rifacimenti di grafica e contenuti, ci rinnoviamo ancora, ma non solo nella veste così giovane. Porte e finestre sempre aperte al nuovo, ai giovani. La grande Palestra de Il Cagliaritano, irriducibile e libero come sempre, affronta la Grande Crisi da Guerriero militante sempre in cerca di un po’ di luce che illumini il nostro e il cammino dei sardi.

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PORTFOLIO

Focus

PORTF FOC 6


Prime luci a Is Arenas Il nuovo stadio del Cagliari, dopo la prima gara a porte chiuse e l'annullamento di quella con la Roma, finalmente ha aperto i battenti ai circa 4.000 tifosi abbonati. Le polemiche, tante, sono all'ordine del giorno. La stagione dei rossoblÚ è appena cominciata, ma appare lunga e piena di difficoltà. Foto, Eugenio Matta

FOLIO CUS 7


PRIMO PIANO

Focus

Lungomare Sant’Elia Il nuovo volto del lungomare cagliaritano, una zona con un grande potenziale turistico lasciata troppo a lungo all’abbandono. Entro un anno rinascerà, grazie a un progetto finanziato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, dalla Regione Sardegna e dal Comune di Cagliari.

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essuna utopia, nessun sogno. È l’assicurazione che giunge dal Comune di Cagliari: il progetto di riqualificazione del Lungomare Sant’Elia sta partendo e cambierà il volto di una delle zone più belle della città. «Se tutto va come abbiamo previsto, il prossimo ottobre Cagliari avrà un nuovo lungomare, e presto il collegamento tra la via Roma e il Poetto attraverso Sant’Elia», ha affermato il sindaco Massimo Zedda. Una passeggiata con chioschi, servizi igenici e aree verdi, area parcheggi 8

e pista ciclabile, oltre a una terrazza panoramica in legno direttamente affacciata sul mare, in cui sarà possibile prendere il sole e accedere all’acqua. I lavori riguarderanno l’area del Piazzale Lazzareto, dove saranno disposti un’area pedonale di accesso al centro culturale e un parcheggio alberato, e la passeggiata verso la piccola darsena dei pescatori. Poi da lì all’Arena Spettacoli, nei pressi del canale di Terramaini. La prima parte della passeggiata prevede sei fasce parallele alla costa, ognuna con una propria caratteristica: la prima sarà la terrazza

con docce a servizio della balneazione e scalette per l’accesso all’acqua; la seconda la vera passeggiata sul mare; la terza sarà la zona destinata ai chioschi e su cui si potrà realizzare il tradizionale mercato domenicale; la quarta, una seconda passeggiata; la quinta prevede la pista ciclabile e la sesta sarà destinata ad uno spazio verde. Dall’imboccatura della darsena fino al canale di Terramaini, la passeggiata sarà suddivisa invece in quattro fasce: la prima terrazza sul mare; la seconda ospiterà un filare di palme; la terza sarà destinata alla pista ciclabile,


COMUNECAGLIARINEWS.IT

Anche lo stadio verso vita nuova. Futuro senza calcio? La riqualificazione di Sant’Elia passerà anche attraverso il rinnovamento dello stadio. La Giunta, infatti, ha approvato l’istituzione di un concorso internazionale d’idee volto a dare nuova vita all’intera struttura. IL LUNGOMARE

IN CIFRE

p 4.609.444 euro

Il costo complessivo della riqualificazione.

705 la quarta sarà costituita da uno spazio verde. Il tutto con l’utilizzo di materiali che daranno continuità con via Roma e il Poetto: legno, calcestrutto effetto lavato, ghiaia a vista, inserti naturali e pietra calcarea di Orosei. «Una bella occasione di sviluppo per il quartiere e per Cagliari», continua il sindaco, «perfettamente inserita nell’idea che ci siamo dati: che Cagliari e i cagliaritani, nonché i turisti, possano riappropriarsi del mare». I lavori avranno un costo di 4,6 milioni di euro, finanziati dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, dalla Regione Sardegna e dal Comune di Cagliari, e la loro ultimazione è prevista per il prossimo autunno.

metri La lunghezza complessiva.

5.000 mq

L’area pedonale del Lazzareto.

8.000

mq L’area dei parcheggi (156 posti auto).

10 OTT. 2013

La data di consegna dei lavori.

Polifunzionalità e modernità saranno le linee guida dell’intero progetto, con l’intenzione di consolidare lo stretto rapporto tra quartiere e stadio aumentando le possibilità d’interazione tra le parti. Spazio quindi a impianti collaterali per la pratica sportiva riservati al comune fruitore, contornati da strutture per la medicina sportiva; uffici e sale a disposizione di gruppi e associazioni, superfici in e outdoor dedicate a mostre e spettacoli; largo anche all’inserimento di ristoranti e caffetterie, e la possibilità di impiantare un centro benessere. Nessuna demolizione però, solo interventi strutturali di messa a nuovo. Lo stadio punta così a diventare un fulcro fondamentale per la ripresa e la valorizzazione dell’intera area, istituendo un vero e proprio centro nevralgico della vita rionale. Futuro senza Cagliari Calcio, dunque? Sulla questione è intervenuto, ancora una volta, Gigi Riva: «Questo stadio ha già dato tanto alla Sardegna, sono fermamente convinto che lo spazio ideale per la squadra del Cagliari rimanga il Sant'Elia e che, opportunamente ristrutturato, possa anche mantenere la funzione di stadio olimpionico. Aspetto con molta curiosità e ottimismo l'esito del concorso di idee bandito dal Comune». Noi tutti aspettiamo, tifosi e non. 9


MAURIZIO ARTIZZU

LA VO RO


I nuovi percorsi per l'occupazione Al servizio delle istituzioni e, soprattutto, dei sardi: l’Agenzia regionale per il Lavoro si scontra ogni giorno con i problemi di un’isola sempre più in crisi. Il Cagliaritano ha incontrato il suo direttore, Stefano Tunis, per parlare di questo momento difficile. Incontro di Giorgio Ariu

L

e cifre impietose sulla disoccupazione ci portano dentro un osservatorio particolare, l’Agenzia regionale per il Lavoro.

Direttore, ci dia una sua lettura. «Il problema non sono le cifre ma il mancato adattamento al sistema economico che deve accompagnarci nell’avvenire e che sarà fondato sul settore terziario (servizi, turismo, etc.)». Ci spieghi il ruolo dell’Agenzia: come vi muovete per aggredire la Grande Crisi? «Esiste un gap sulla veicolazione nel mondo del lavoro. Per questo abbiamo progettato alcune misure che hanno dato impulso al mondo dell’occupazione, in particolare i Tirocini con Voucher (TFO) e i Piani di Inserimento Professionale (Pip)». Quali sono i risultati di queste azioni? «A partire dal 2010 il nostro contributo è stato l’attivazione di 2200 Pip e 3700 TFO, oltre ai mille percorsi di inserimento con Master and Back». Alla luce della Riforma del Lavoro, avete accolto nuovi segnali? «È molto presto per recepire nuovi segnali ma i tecnicismi lavoristici non penso possano portare risultati sul lavoro. Ciò che conta è l’economia nel suo complesso, i tecnicismi sul mercato del lavoro non producono occupazione. Pare che questa riforma sia stata impostata sulla possibilità di un incremento del gettito

fiscale previdenziale, mentre non ha riguardato la prestazione e la retribuzione, che sono gli elementi essenziali del contratto di lavoro». I giovani talentuosi: quali sono le strategie messe in campo dall’Agenzia per connetterli con le aziende? «Normalmente i giovani con talento e un bagaglio culturale competitivo non hanno bisogno del nostro aiuto. Ne hanno bisogno quelli meno dotati di talento

di vita ci ha allontanato dalle professioni che avevano minore attitudine a mantenere un alto livello di vita». Sullo scenario internazionale si muovono, come voi, altre agenzie tipo Menpower, Openjobmetis e Randstad. In tempo di crisi è un proliferare di sigle, agenzie e presidi: vi misurate su scenari drammatici, si può fare di più? «Non si possono assimilare le attività di soggetti privati come queste agenzie, che si occupano soprattutto di somministrazione, con quella di un soggetto pubblico come noi. Queste agenzie svolgono sicuramente un ruolo importante ma è un altro mestiere. Le modalità di incontro domanda-offerta per tramite di soggetti pubblici sono sicuramente insufficienti, quindi riescono a ritagliarsi uno spazio importante in questo frangente. Noi siamo invece a disposizione delle istituzioni, in qualunque modalità decidano di indirizzare la loro decisione politica. L’Agenzia fornisce l’impegno professionale per dare contenuto tecnico adeguato all’indirizzo deciso dalla politica. Siamo umili faticatori al servizio degli organi istituzionali».

«Ciò che conta è l’economia nel suo complesso, i tecnicismi sul mercato del lavoro non producono occupazione» e di possibilità. È a loro che rivolgiamo maggiormente la nostra attenzione. Chi è dotato di talento ha bisogno di aiuto soprattutto in quelle che vengono chiamate “competenze trasversali”». Risulta anche a voi che i giovani, e non solo loro, rifiutino lavori come panettiere, falegname, infermiere...? «È un fatto legato all’economia italiana: l’abbandono di professioni a carattere manuale ha costituito un problema per la nostra economia, infatti in alcuni settori c’è stata la necessità del supporto dei lavoratori extracomunitari. Il nostro stile

Il vostro presidio, nel quartiere di Is Mirrionis, assume quasi il valore di un simbolo di questa missione... «Sicuramente il contatto con il disagio aumenta certe sensibilità, tant’è che abbiamo progettato un’azione di inclusione per i quartieri svantaggiati, “Med more and better job,” che ha coinvolto migliaia di residenti e si proietta nel futuro perché offre la possibilità agli abitanti del quartiere di partecipare alle decisioni sulla ristrutturazione di una struttura importante come l’Hangar. Bisogna precisare però che noi non ci occupiamo direttamente di incontro domanda-offerta di lavoro, per questo ci sono gli sportelli specializzati».

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Come cambia Cagliari sulle due ruote Una città più vivibile grazie alla mobilità “alternativa”: questa è la base della rivoluzione promossa dal Comune di Cagliari e supportata da tante associazioni. Una rivoluzione a doppio senso, che parte non solo dalle istituzioni, ma dagli stessi cagliaritani che, sempre più numerosi ed entusiasti, scelgono la bicicletta.

DIEGO LECCA

di Lorelyse Pinna

T

ra entusiasmi, scetticismo e polemiche, continua la trasformazione di Cagliari “a misura di ciclisti”. C’è chi sostiene che sia solo una moda, una delle tante che in città divampano per poi riassorbirsi nel giro di qualche anno. Ma che sia una moda o un vero e proprio cambiamento di abitudini dei cagliaritani, ora più sensibili ai problemi ambientali, con la complicità della crisi e dell’aumento del prezzo del carburante, il boom della bici è una realtà. Nel giro di qualche mese esaurite le tessere del bike sharing, in aumento le vendite dei negozi specializzati, i bike rentals e gli iscritti alle associazioni. «Le iscrizioni e la partecipazione attiva sono andate oltre ogni nostra aspettativa», conferma Virgilio Scanu, presidente di Cagliari Città Ciclabile, «è il sintomo di un cambio di mentalità che sarà ulteriormente incrementato dalle nuove piste ciclabili». Il popolo su due ruote è in attesa infatti dei percorsi che completeranno il progetto di creare un anello intorno al centro storico della città in collegamento con l’hinterland: con circa due milioni di euro di finanziamento che la Regione ha sbloccato di recente, alle piste già realizzate come quella di via Dante, via Paoli e via 12

dei Conversi, si aggiungeranno il collegamento tra piazza Matteotti e Su Siccu, che arriverà fino alla pista ciclabile a ridosso del canale di Terramaini e all’ingresso del Parco di Molentargius. Da lì, il percorso si congiungerà con quello che da Su Siccu attraverserà viale Diaz, via Cimitero e via Dante fino a piazza Giovanni. Da piazza Matteotti si potrà poi arrivare fino al Poetto attraverso uno scavalcamento del canale di Mammarranca, verso il quartiere di Sant’Elia. E sempre all’interno del finanziamento regionale è compreso anche l’ampliamento delle stazioni di bike sharing, che da quattro passeranno a sedici coprendo i punti nevralgici della città, da Bonaria a viale Buoncammino, dal parco di Monte Urpinu a quello di Terramaini. Altre sei stazioni integrate con il bike sharing elettrico, poi, saranno pronte entro l’anno. «Un progetto molto vasto che coinvolge Regione, Provincia e sedici Comuni sino a Maracalagonis e che al momento si trova


DIEGO LECCA

DANIELE ZEDDA

nella sua fase iniziale, ma che dovrebbe rendere entro un anno Cagliari interamente ciclabile e collegata con tutti i paesi dell’hinterland, da cui finalmente si potrà raggiungere il capoluogo anche in bicicletta», commenta Scanu. L’altro passo sarà posizionare nuove rastrelliere per le biciclette nelle zone più importanti del centro. «Sono interventi mutuati dalle esperienze di altre città europee ed italiane», spiega il presidente della Commissione Trasporti Guido Portoghese, e porteranno un vantaggio per i cittadini non solo dal punto di vista economico ed ecologico, ma anche da quello della sicurezza stradale: «I percorsi ciclabili urbani permettono di ottenere una riduzione della sezione stradale», continua, «per esempio in via Sonnino le tre corsie si riducono così a due, con una riduzione anche della velocità degli autoveicoli che ancora nelle ore di minor traffico risulta troppo alta». È il cosiddetto “traffic calming”, istituito per la prima volta a Cagliari e che prevede la razionalizzazione dell’asfalto riducendo al minimo i rischi e creando una mobilità sostenibile migliore di quella esistente e non riservata solo alle auto. Di queste azioni fanno parte l’istituzione e l’ampliamento delle aree pedonali, come quella della Marina e di Corso Vittorio Emanuele nei weekend, come anche la proposta di abbassare il limite di velocità nelle strade del centro a 30 Km orari. Proposte che fanno discutere ma che rispondono alle esigenze

di una città più “sostenibile” e a misura di persona, in adeguamento alle Direttive europee in materia di sicurezza stradale. «Questa è la direzione da seguire se Cagliari vuole diventare una città più moderna e vivibile», conclude Portoghese, «gran parte della città risulta già accessibile alle bici, ora rimane da risolvere il problema delle auto». Ancora troppe auto, ma anche poca disciplina. E fanno notizia anche a Cagliari i diverbi tra ciclisti e automobilisti. Virgilio Scanu minimizza: «Abbiamo notato che talvolta emerge l’idea sbagliata di un presunto conflitto generalizzato tra ciclisti e automobilisti, di contese sugli spazi stradali e interessi contrastanti, che non esistono e non hanno motivo di esistere. Diverbi tra ciclisti e automobilisti possono apparire una novità per la nostra città, dove nell’ultimo anno è cresciuto notevolmente l’uso della bicicletta. Ma se facciamo un confronto tra il numero degli episodi analoghi tra automobilisti e automobilisti, ci rendiamo conto che nell’uso della bicicletta questi episodi sono veramente sporadici». La convivenza tra questi due modi di spostarsi per il centro cittadino deve comunque migliorare a partire dall’idea che la maggior parte dei ciclisti è anche automobilista. Il consiglio del presidente di Cagliari Città Ciclabile è scegliere la bici per i percorsi brevi, per esempio quelli verso le scuole. Si ridurrebbero così il traffico e gli ingorghi, le famiglie spenderebbero meno e sia i genitori che i figli si sentirebbero più liberi e indipendenti. E chissà se i cagliaritani, a cose fatte, non apprezzeranno anche queste soluzioni.

LE TENDENZE Come nelle grandi rivoluzioni culturali, anche tra gli appassionati di bici cagliaritani ci sono varie tendenze, modi diversi di approcciarsi ai problemi della città e di rivendicare i propri diritti. I più “aggressivi” sono quelli di Critical Mass, l’iniziativa diffusa in tutto il mondo che prevede un raduno settimanale di ciclisti, che tutti insieme invadono una strada rallentando il traffico cittadino. Partono da piazza Repubblica, annunciati dal suono dei campanelli delle loro bici. Ci sono poi modi più “soft” per promuovere l’uso della bicicletta: l’iniziativa dell’associazione Città Ciclabile per esempio, che ogni mercoledì estivo propone la serata “Bici+gelato”. Ci si incontra in piazza Giovanni, si scegli una gelateria artigianale e via, alla volta di quello più buono. E in inverno si passa alla pizza. Un’occasione per stare insieme e fare un po’ di movimento, che coinvolge dai più giovani ai pensionati. E c’è anche chi punta sull’informazione, come sul sito pisteciclabili.com, dove i ciclisti, anche cagliaritani, si scambiano esperienze ed opinioni sui percorsi cittadini e quelli fuori porta. Per ogni percorso vengono indicate tipologia (pista ciclabile, pedonale, sentiero), lunghezza, difficoltà, pendenza e dislivello.

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I GRANDI PERSONAGGI CAGLIARITANI

A cura di Antonello Angioni Avvocato e scrittore

ENRICO ENDRICH Tutta una vita per amore della Sardegna Il ricordo di Enrico Endrich, avvocato penalista, uomo politico, oratore di rara chiarezza, esperto d’arte e, prima di tutto, vero galantuomo.

S

ono passati oltre 25 anni dalla sua morte. Eppure alla commemorazione di Enrico Endrich, svolta a Cagliari il 10 dicembre 2010 nel sottopiano del Palazzo Civico, in quel suggestivo spazio che fu la sede storica delle animate conferenze degli “Amici del Libro”, non si trovava posto a sedere. Il tempo è giudice implacabile: attua una sorta di selezione naturale tra gli uomini lasciando “in vita”, attraverso il ricordo, solo quelli di maggior valore. È proprio il caso di Enrico Endrich, avvocato penalista, uomo politico, oratore di rara chiarezza, esperto d’arte e, prima di tutto, vero galantuomo. Originario del Trentino, era nato a Meana Sardo nel 1899 da Ferdinando e Amalia Altieri. Il 30 dicembre 1919, appena ventenne, conseguì la laurea in giurisprudenza, presso l’Università di Cagliari, riportando la votazione di 110 e lode e la pubblicazione della tesi in diritto romano. Il 28 agosto 1921 si iscrisse all’Albo degli Avvocati. Impegnato in politica, aderì al Partito Sardo d’Azione e, quando il prefetto Asclepia Gandolfo promosse la fusione tra sardisti e fascisti, ne fu uno dei principali artefici, cosa che fece “per amore della Sardegna” come ebbe a precisare. Nel 1923 fece parte del direttorio incaricato della ricostituzione del fascio di Cagliari e, nello stesso periodo, studiò a fondo la natura giuridica e le funzioni dei sindacati e delle corporazioni. Fu podestà di Cagliari dal 1928 al 1934: sono gli anni in cui la città vola verso la modernità dotandosi (o progettando la costruzione) di edifici pubblici che verranno realizzati dopo breve tempo. Alla sua dinamica e intelligente amministrazione si deve la sistemazione del Terrapieno con le palestre, i vivai comunali e l’ingresso dei giardini pubblici nonché l’istituzione, nel fabbricato dell’ex polveriera dei Giardini Pubblici, della Galleria Comunale d’Arte. In tutto ciò Endrich era coadiuvato dall’architetto Ubaldo

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Un uomo con un alto senso dello Stato, inteso come fatto spirituale e morale

Badas, personaggio dalle grandi capacità tecniche e professionali. Sempre agli anni della sua amministrazione vanno ascritte la sistemazione della via Roma (con i portici ed il viale alberato) e della piazza del Carmine, la realizzazione della nuova facciata della Cattedrale, la costruzione dell’Albergo del Povero in viale Sant’Ignazio, la sistemazione dei bastioni di Santa Croce, le case popolari di piazza Kennedy ed altri importanti interventi tra cui vanno ricordati la creazione della strada per il Poetto, la sistemazione dell’arenile e la costruzione dell’ippodromo. Lasciata la funzione di podestà, dal 1934 ricoprì l’incarico di segretario federale e, dal 1939 all’agosto del 1943, fu consigliere nazionale nella Camera dei Fasci e delle Corporazioni per la XXX legislatura. Durante la Seconda Guerra Mondiale fu ispettore nazionale in Tripolitania. Fu prefetto di Cosenza nel 1943 fino all’arrivo delle truppe anglo-americane (anche se in realtà Endrich rimase al suo posto sino al mese di dicembre). Dopo la guerra, esercitò con successo per qualche anno la professione forense a Napoli. Rientrato a Cagliari nel 1951, due anni dopo, venne eletto deputato al parlamento nelle liste del Movimento Sociale Italiano. Tuttavia nel gennaio del 1955 si dimise allorché venne approvata la legge che istituiva la pensione ai parlamentari. Ciò - secondo Endrich - era il segno evidente della politica intesa come professione anziché come missione: cosa ch’egli non approvava in alcun modo. Questo particolare - sconosciuto ai più - ci dà il senso dell’uomo e della sua moralità, perché Endrich è stato una delle persone più integre che sia possibile immaginare, la voce di una politica fondata su valori alti.

N

el 1972 venne eletto senatore, sempre nelle file nel Movimento Sociale Italiano, e nel 1974, conclusa la legislatura, si ritirò dalla vita politica attiva per de-


dicarsi prevalentemente alla professione forense. Nel contempo poté coltivare la sua passione per le arti figurative e la pittura in particolare. A lui si devono, tra l’altro, alcuni dei migliori “profili” di pittori sardi. Enrico Endrich era uomo di grande cultura e molteplici interessi. Scrisse anche alcuni pregevoli saggi tra cui ricordiamo: Il gregge e il pastore. Sul fascismo in Sardegna, in Il Littore Sardo, 1923; Lineamenti storici, politici e militari della Sardegna, in Archivio storico sardo, XXI, 1-2, 1938; Profili d’artisti, 1985; Cinquant’anni dopo, scritto nel 1977 ma pubblicato postumo nel 1990. Ed è stata proprio la recente ristampa di quest’ultimo lavoro l’occasione per ricordare Endrich a venticinque anni dalla sua scomparsa. Ci hanno pensato, con le loro brillanti relazioni, lo storico Aldo Accardo (docente universitario), il giurista Rafaele Corona (già presidente della II Sezione Civile della Corte di Cassazione), l’allora assessore alla cultura del Comune di Cagliari Giorgio Pellegrini (docente universitario) e l’avvocato Francesco Onnis (già deputato di Alleanza Nazionale). L’incontro - coordinato dall’avvocato Mariano Delogu, senatore del PDL - è stato assai interessante e piacevole grazie anche alla messa in onda, nel megaschermo allestito nel sottopiano del Palazzo Civico, di una video intervista allo scrittore Marcello Veneziani e di un filmato di un comizio tenuto da Endrich a Cagliari nel 1980, vale a dire cinque anni prima della morte. Durante l’incontro ha preso la parola anche il Sindaco di Cagliari dott. Emilio Floris. Dai diversi interventi, è emerso il ritratto di un uomo di grande valore e carisma: onesto e integerrimo, di profonda umanità e generosità d’animo, desideroso di giustizia, assai severo nel giudicare se stesso ma indulgente verso gli altri, contrario ad ogni forma di violenza e ipocrisia, coerente e coraggioso. Un uomo con un alto senso dello Stato, inteso come fatto spirituale e

Fino a che la vita glielo consentì, combatté la sua battaglia senza piegarsi alle convenienze

morale attraverso il quale trova forma concreta l’organizzazione politica, giuridica ed economica della nazione.

L’

avvocato Endrich è stato un grandissimo oratore. «Da quando l’ho conosciuto - ha ricordato Raffaele Corona - ho sempre sentito parlare della sua eloquenza, della sua straordinaria perizia nell’arte del dire. Egli conosceva alla perfezione le regole dell’oratoria che sfoderava nelle arringhe davanti ai giudici, come pure nei comizi e nelle conferenze. Aveva un’ottima padronanza della lingua italiana e una memoria prodigiosa: preparava con scrupolo i discorsi, li mandava a mente, li ricordava alla perfezione e li pronunziava sempre a braccio, spesso senza il sussidio di appunti». Nello scrivere Cinquant’anni dopo, Endrich voleva rivolgersi alle giovani generazioni. E ciò è naturale, perché l’uomo guardava sempre verso il futuro. E certo non nascondeva tale intento: «Queste note - esordisce - sono scritte per i giovani, per i giovani sardi, i quali probabilmente non le leggeranno mai. Queste note, buttate giù alla buona, non sono uno sfogo di rancore. Figuriamoci! All’età in cui sono giunto [allora aveva 78 anni n.d.r.] non c’è più spazio, nella mente e nel cuore, per i rancori. Si pensa a ben altro: si pensa al trapasso supremo e si paventa il giudizio dell’Eterno. Se mai, queste note autobiografiche sono un tentativo d’impedire che si continui a travisare un certo periodo della storia sarda. So bene che è un tentativo vano perché i più “dritti” continueranno a costruire le loro fortune sul travisamento dei fatti». È certo non si sbagliava, ma non per questo si tirò indietro. Come aveva sempre fatto, fino a che la vita glielo consentì, combatté la sua battaglia, senza piegarsi alle convenienze, senza indugiare in sterili giochi di potere, assolutamente indisponibile a patteggiamenti o riverenze. A costo di autoescludersi.

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ercato dell’ultimo minuto”). Un mercato dove per gli ultimi, non bisogna sprecare neppure un minuto e o. per la sperimentazione di questo nuovo mercato è dell’invenduto alimentare. Nasce così il Last Minute

Il proge

Fasi e

anno perso il loro valore commerciale, vengono cit. Questi beni, pur avendo perso il valore di scambio, e d’uso, ma non solo. Grazie al dono ed alla solidarietà, lia le relazioni sociali ed estende la nozione di valorizavvenire in un luogo, un non mercato appunto, dove eno titolo anche attori diversi dalle imprese commerconsumatori con potere d’acquisto. Qui entrano in ni no profit e le persone bisognose da queste assisrè, Lo spreco utile. Il libro del cibo solidale. Trasfororsa con i Last Minute Market: Food & Book, Edizioni 2004, pp.19-20)

Il modello Last Minute Market Food è una metodologia studiata e collaudata dall’Università di Bologna, Dipartimento di economia e ingegneria agrarie, che, attraverso il suo Spin-Off, Last Minute Market srl, è in grado di fornire tutte le competenze necessarie all’attivazione e gestione di progetti di recupero dell’invenduto. Il metodo consiste nella possibilità di recuperare e ridistribuire in loco i beni alimentari rimasti invenduti per le ragioni più varie, ma ancora perfettamente salubri, alle associazioni di assistenza che gestiscono mense per indigenti e a quelle che gestiscono l’assistenza agli animali d’affezione. La differenza con gli altri modelli già in uso è il concetto di spesa dell’ultimo minuto, che non prevede quindi stoccaggio e giacenza di prodotti e ne riduce al massimo i successivi sprechi e costi. Nei moduli applicativi finora attuati di Last Minute Market Food non viene esclusa nessuna tipologia di attività commerciale, dalla grande struttura distributiva (ipermercato) al piccolo negozio di alimentari di vicinato per arrivare alla mensa industriale.

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so ì c ta 25 ta ile rio u in cia om no” giu to so per re a na r gn st le i co iso si ven zion e v . o 2 en as st rsa pr occ dut i, in eng 00 uto soc i ne su ol oge upa i, c gr ono 3, no iaz ce l te la rm io ssa rr Ve tre c tti L no ome ado coi co a ni ri ito ne he as de qu di nv sid tiv ca pe rio l o to in t M m el es lt , S S i an le er i t de am rita r i d n ici ar u te ch cit ut tta en tiv nd i v lia de te ni e ar ti “le te c e. ivid alor , L gn M m ass e u gli ua e gg on om a, ar en is n en rla e d la ba in ket to d ton a do ti e c el Le rd Pie Fo eg o ia, m od li ind man arit bu gg a o on e To n so an ige da tiv sc te, n im n d i e an E o t i a e mi sta ali a i e q pro le a Ma lia R ti fi bba uel dot srch om no ndo le c ti e. ag ra a na he na tt ti. , L iva I igu ti, ria ,

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Grafica: AntonioPalumbo.it

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Le imprese possono gestire i prodotti invenduti in maniera innovativa e attivare un’azione concreta di Responsabilità Sociale di Impresa, oltre a risparmiare sui costi di smaltimento.

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Le Istituzioni vedono diminuire il flusso di rifiuti da gestire e ottengono maggiori risorse per l’assistenza alle fasce più deboli della popolazione.

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Il terzo regionale settore (associazioni e delle enti di carità) riceve prodotti gratuiti e di Rete economie solidali qualità e può così ridurre i costi di gestione e liberare maggiori risorse da reinvestire in qualità e quantità di servizi offerti ai propri assistiti. contro gli sprechi alimentari I cittadini hanno una migliore qualità di vita vivendo in un ambiente con meno rifiuti e più solidarietà.

Rete regionale delle economie solidali contro gli sprechi alimentari Il Mondo ringrazia.

COS’È ALIMENTIS Il progetto Alimentis, promosso nel 2004 dall’Agenzia regionale per il lavoro attraverso una sperimentazione del modello “Last Minute Market” nell’area vasta di Cagliari, consolida la propria attività attraverso la costruzione di altri rapporti donatore/beneficiario per la donazione di alimenti invenduti ma ancora salubri ai fini solidali da parte di soggetti operanti in altre aree della Sardegna, con la specifica finalità di costruire una vera e propria “rete regionale delle economie solidali contro gli sprechi”. Il modello LMM può essere esteso ad altri ambiti di intervento oltre a quello food (farmaci, libri e raccolta diretta di prodotti agricoli). FASI E OBIETTIVI Il progetto è diviso in differenti fasi che partono dal potenziamento nell’area in cui il modello è stato sperimentato, attraverso la stabilizzazione o la formalizzazione dei rapporti in essere tra donatore e beneficiario e arrivano all’attivazione della rete su scala regionale: 1. Potenziamento del modello nell’area vasta di Cagliari; 2. Identificazione delle aree territoriali nel cui ambito attuare il modello “Alimentis” già sperimentato nell’area vasta di Cagliari; 3. Identificazione e contatto dei soggetti potenzialmente interessati all’attuazione del modello “Alimentis” nei territori identificati come oggetto degli interventi; 4. Attivazione delle esperienze “Alimentis” territoriali; 5. Coordinamento operativo delle esperienze territoriali in funzione della costituzione della rete regionale prevista dal progetto Alimentis;

6. Diffusione nei punti della rete, costituita nel tempo, di un’ omogenea metodologia di rilevazione dei dati finalizzati all’operatività dell’Osservatorio regionale delle povertà, previsto dalla L.R. 23/2005; LE SPECIFICHE DEL PROGETTO - la diffusione su tutto il territorio regionale del modello già sperimentato nel precedente progetto Alimentis; - la promozione, a livello regionale, di una rete che, utilizzando il modello Alimentis”, favorisca il raccordo tra tutti i soggetti impegnati nella donazione, nella raccolta e nel riutilizzo a fini solidali dei prodotti invenduti; - il supporto all’Osservatorio regionale delle povertà, attraverso la raccolta dei dati forniti dalla rete, nelle sue attività istituzionali. La “Rete regionale delle economie solidali contro gli sprechi”, attraverso il raccordo tra tutti gli attori indispensabili per l’attuazione, l’espansione e il consolidamento del modello su tutta l’area regionale, darà continuità e sostenibilità all’intervento sperimentale proposto dal progetto Alimentis. INVENDIBILE MA BUONO Trasformare lo spreco in risorsa: questo è l’obiettivo del modello Last Minute Market (il “mercato dell’ultimo minuto”). Un mercato dove per favorire gli indigenti, gli ultimi, non bisogna sprecare neppure un minuto e neanche un prodotto. Il terreno privilegiato per la sperimentazione di questo nuovo mercato è quello della gestione dell’invenduto alimentare. Nasce così il Last Minute Market Food: “(...) i surplus, che hanno perso il loro valore


INFORMAZIONE PUBBLICITARIA

commerciale, vengono donati a chi è in deficit. Questi beni, pur avendo perso il valore di scambio, mantengono il valore d’uso, ma non solo. Grazie al dono ed alla solidarietà, questo scambio amplia le relazioni sociali ed estende la nozione di valorizzazione perché deve avvenire in un luogo, un non mercato appunto, dove possono entrare a pieno titolo anche attori diversi dalle imprese commerciali (for profit) e dai consumatori con potere d’acquisto. Qui entrano in scena le organizzazioni no profit e le persone bisognose da queste assistite”.

costi. Nei moduli applicativi finora attuati di Last Minute Market Food non viene esclusa nessuna tipologia di attività commerciale, dalla grande struttura distributiva (ipermercato) al piccolo negozio di alimentari di vicinato per arrivare alla mensa industriale.

La “Rete regionale delledelle economie solidali contro gli sprechi”, attraverso il raccordo tra tutti gli attori La “Rete regionale economie solidali contro gli sprechi”, attraverso il raccordo tra tutti gli attori indispensabili per l’attuazione, l’espansione e il consolidamento del modello su tutta l’areal’area regionale, indispensabili per l’attuazione, l’espansione e il consolidamento del modello su tutta regionale, darà darà continuità e sostenibilità all’intervento sperimentale proposto dal progetto Alimentis. continuità e sostenibilità all’intervento sperimentale proposto dal progetto Alimentis. - la diffusione su tutto il territorio regionale del modello già sperimentato nel precedente progetto - la diffusione su tutto il territorio regionale del modello già sperimentato nel precedente progetto Alimentis; Alimentis; - la promozione, a livello regionale, di una il modello Alimentis”, favorisca il il - la promozione, a livello regionale, di rete una che, rete utilizzando che, utilizzando il modello Alimentis”, favorisca raccordo tra tutti i soggetti impegnati nellanella donazione, nellanella raccolta e neleriutilizzo a finiasolidali dei dei raccordo tra tutti i soggetti impegnati donazione, raccolta nel riutilizzo fini solidali prodotti invenduti; prodotti invenduti; - il supporto all’Osservatorio regionale delledelle povertà, attraverso la raccolta dei dati dalladalla rete, rete, - il supporto all’Osservatorio regionale povertà, attraverso la raccolta dei forniti dati forniti nellenelle sue attività istituzionali. sue attività istituzionali.

UN AIUTO CONCRETO I beni recuperati creano una risorsa sul territorio di valore estremamente superiore ai costi necessari per individuarla e renderla accessibile per le associazioni caritative. Il modello è stato sostenuto normativamente con la Legge n. 155 del 25 giugno 2003, la cosiddetta “legge del buon samaritano”. Così come vengono coinvolti tutti gli enti caritativi e le associazioni, in grado di esercitare una domanda di prodotti invenduti, come quelle che assistono indigenti e quelle che si occupano del mantenimento degli animali abbandonati. I progetti Last Minute Market Food sono stati finora attivati, oltre che in Sardegna, in Piemonte, Emilia Romagna, Liguria, Veneto, Sicilia, Lombardia, Toscana e Marche.

Gli obiettivi specifici del progetto sono:sono: Gli obiettivi specifici del progetto

1. Potenziamento del modello nell’area vasta di Cagliari 1. Potenziamento del modello nell’area vasta di Cagliari 2. Identificazione delledelle aree aree territoriali nel cui attuare il modello “Alimentis” già sperimentato 2. Identificazione territoriali nelambito cui ambito attuare il modello “Alimentis” già sperimentato nell’area vasta di Cagliari; nell’area vasta di Cagliari; 3. Identificazione e contatto dei soggetti potenzialmente interessati all’attuazione del modello “Ali- “Ali3. Identificazione e contatto dei soggetti potenzialmente interessati all’attuazione del modello mentis” nei territori identificati comecome oggetto deglidegli interventi; mentis” nei territori identificati oggetto interventi; 4. Attivazione delle esperienze “Alimentis” territoriali; 4. Attivazione delle esperienze “Alimentis” territoriali; 5. Coordinamento operativo delle esperienze territoriali in funzione delladella costituzione delladella rete rete 5. Coordinamento operativo delle esperienze territoriali in funzione costituzione regionale prevista dal progetto Alimentis; regionale prevista dal progetto Alimentis; 6. Diffusione nei punti della rete, costituita nel tempo, di un’ omogenea metodologia di rilevazione 6. Diffusione nei punti della rete, costituita nel tempo, di un’ omogenea metodologia di rilevazione dei dati all’operatività dell’Osservatorio regionale delledelle povertà, previsto dalladalla L.R. 23/2005; dei finalizzati dati finalizzati all’operatività dell’Osservatorio regionale povertà, previsto L.R. 23/2005;

da Andrea Segrè, Lo spreco utile. Il libro del cibo solidale. Trasformare lo spreco in risorsa con i Last Minute Market: Food & Book, Edizioni Pendragon, Bologna, 2004, pp.19-20.

DA SPRECO A RISORSA Il modello Last Minute Market Food è una metodologia studiata e collaudata dall’Università di Bologna, Dipartimento di economia e ingegneria agrarie, che, attraverso il suo Spin-Off, Last Minute Market srl, è in grado di fornire tutte le competenze necessarie all’attivazione e gestione

VANTAGGI PER TUTTI Le imprese possono gestire i prodotti invenduti in maniera innovativa e attivare un’azione concreta di Responsabilità Sociale di Impresa, oltre a risparmiare sui costi di smaltimento.

Il progetto è diviso in differenti fasi che partono dal potenziamento nell’area in cui il modello è statostato Il progetto è diviso in differenti fasi che partono dal potenziamento nell’area in cui il modello è sperimentato, attraverso la stabilizzazione o la formalizzazione dei rapporti in essere tra donatore e e sperimentato, attraverso la stabilizzazione o la formalizzazione dei rapporti in essere tra donatore beneficiario e arrivano all’attivazione delladella rete su regionale: beneficiario e arrivano all’attivazione retescala su scala regionale:

FasiFasi e obiettivi e obiettivi

Le Istituzioni vedono diminuire il flusso di rifiuti da gestire e ottengono maggiori risorse per l’as-

Caritas  SCaritas   an  Saturnino   Fondazione   Onlus   Onlus   San  Saturnino   Fondazione  

di progetti di recupero dell’invenduto. sistenza alle fasce più deboli della popolazione. Il metodo consiste nella possibilità di recuperare e ridistribuire in loco i beni alimentari rimasti inIl terzo settore (associazioni e enti di carità) venduti per le ragioni più varie, ma Rete ancora perriceve prodotti gratuiti e di qualità e può così regionale delle delle economie solidali Rete regionale economie solidali fettamente salubri, alle associazioni di assistenza ridurre controcontro gli sprechi alimentari gli sprechi alimentarii costi di gestione e liberare maggiori riche gestiscono mense per indigenti e a quelle sorse da reinvestire in qualità e quantità di servizi che gestiscono l’assistenza agli animali d’affezioofferti ai propri assistiti. ne. La differenza con gli altri modelli già in uso è I cittadini hanno una migliore qualità di vita il concetto di spesa dell’ultimo minuto, che non vivendo in un ambiente con meno rifiuti e più prevede quindi stoccaggio e giacenza di prodotsolidarietà. Per aderire al progetto come donatore o beneficiario basta contattare i nostri uffici: Per aderire al progetto come donatore o beneficiario basta contattare i nostri uffici: ti e ne riduce al massimo i successivi sprechi e


“Quella volta che scoprimmo i Giganti” La vita di un archeologo innamorato del proprio mestiere e della propria terra: collega e amico del compianto professor Lilliu, Enrico Atzeni racconta l’inizio della sua carriera, le sue scoperte, e svela la sua seconda passione, il calcio. di Valentina Caruso

L

a preistoria della Sardegna, quella che apprendiamo dai libri, quella che si impara a scuola e all’università, oggi non sarebbe così importante e conosciuta se non fosse per l’instancabile opera di grandi studiosi che hanno trascorso la loro vita riportando alla luce quegli antichi siti che parlano di una terra dal passato ricco e glorioso. Uno di questi è il professor Enrico Atzeni, archeologo cagliaritano di fama internazionale, professore ordinario di Paletnologia e Antichità Sarde che ha insegnato per oltre quarant’anni a Cagliari. Allievo e, in seguito, collega del compianto Giovanni Lilliu, è stato direttore del Dipartimento di Scienze Archeologiche e Storico-Artistiche e della Scuola di Specializzazione in Studi Sardi, membro della Société Préhistorique Française e dell’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria. Lo abbiamo incontrato nel suo laboratorio che si trova sotto il Museo Archeologico di Cagliari, nella Cittadella dei Musei. È così che ha inizio un racconto emozionante, di quelli che incantano. «Ho sempre avuto la passione dell’archeologia, avevo letto i testi di numerosi autori del passato come il La Marmora, lo Spano, il Patroni e il Taramelli e anche autori stranieri che avevano visitato e raccontato l’Isola attraverso le loro opere. Lo studio delle culture antiche, l’antropologia era una materia che mi appassionava tantissimo. Ma l’insegnamento di antropologia culturale, quella che interessava a me, ancora non esisteva, vi erano solo i corsi di antropologia umana nella facoltà di Medicina che però riguardavano l’evoluzione dell’anatomia umana e non la cultura antica. Così da principio mi iscrissi proprio in Medicina e studiai antropologia umana, anche se la mia passione era un’altra. Un giorno incontrai Giovanni Lilliu, quando la facoltà di Lettere era ancora in via Corte

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d’Appello a Cagliari, prima di trasferirsi a «Mi resi conto che certi reperti con Sa Duchessa negli anni ‘40. Gli dissi che decorazioni stilisticamente rapportabili non riuscivo a inquadrare certi sporadici tra loro non erano ancora stati inquareperti dell’area cagliaritana, per lo più drati cronologicamente. Era una fase ancora inediti ma di certo importanti per culturale ancora ignorata in Sardegna, si i raffronti extrainsulari, i quali non ritrovaconoscevano dei pezzi isolati provenienti vo nemmeno nella letteratura archeolodal Sulcis, della stessa tipologia, che chiagica. Mi sembravano, però, informazioni marono cultura di Bonnanaro, ma non piuttosto interessanti che mi sarebbe si era mai trovato un contesto unitario piaciuto far vedere a lui, così mi diede e poi sepolcrale come quello che avevo appuntamento a casa sua. Fu una lunga appena studiato a Settimo San Pietro nel chiacchierata: gli portai i materiali di una sito di Cuccuru Nuraxi. tomba sconvolta Il lavoro di una nei terreni arativi vita che ha dato «Ho sempre avuto la di Settimo S. Pietro all’archeologo la passione dell’archeoloe lui mi chiese più grande soddidi realizzare una gia, avevo letto i testi di sfazione della sua sintesi che avrebbe «La più numerosi autori antichi e carriera: poi pubblicato nella grande soddisfaziorivista di studi sardi stranieri che avevano vine nella mia profesdi cui era direttore. sione fu proprio il sitato e raccontato l’isola Realizzai così il mio recupero di queste primo articolo». attraverso le loro opere» importanti fasi del La stesura dell’arprenuragico, della ticolo permise al preistoria e protoprofessore di ritornare più volte nei siti storia della Sardegna, una testa di ponte che aveva precedentemente esplorato. di straordinaria importanza sulla via della Erano gli anni ‘50 e l’archeologo si rese trasmissione della civiltà. Gli elementi conto della presenza di reperti che avefondativi dell’Europa moderna risalgono vano caratteristiche molto simili tra loro, al Neolitico e all’età del Bronzo. La Sardein primis il tipo di decorazione. Reperti gna, nella specificità della sua insularità, che, messi insieme, costituivano una vera manteneva, conservava e sviluppava gli e propria fase culturale inquadrabile croelementi di fondazione, di derivazione e nologicamente, che aveva quindi bisogno arrivo e nel contempo fondamentale era di essere isolata all’interno del contesto anche il rapporto col resto del Mediterpreistorico fino ad allora inteso in senso raneo: esportava la selce ed esportava troppo generale. In questo modo si è pre- l’ossidiana. Lentamente siamo quindi sa sempre più coscienza dell’importanza arrivati ad una cronologia prenuragica che rivestì la storia sarda, del progresso che prima veniva fatta partire dall’inizio culturale e sociale, tanto da seguire del II millennio, ora invece grazie a questi un percorso unico nel Mediterraneo e studi facciamo risalire al lontano VI che ha portato a fare necessariamente millennio a.C.». distinzioni tra diverse culture o “facies” Scoperte che ci permettono di comprenprenuragiche esclusivamente sarde, oggi dere quanto fosse importante, anche dal alla base degli studi di preistoria mediterpunto di vista strategico e delle risorse, ranea, e che prendono nome dal luogo in quest’isola situata al centro del Meditercui furono individuate per la prima volta. raneo, con un fertile retroterra, ricca di


Il professor Enrico Atzeni e, a sinistra, un esemplare del Museo Archeologico di Cagliari.

metalli nel sottosuolo e luogo fondamenalle macchine. Io mi ero incantato, contale per i traffici verso tutte le direttrici tinuavo a fotografare questi frammenti del mondo allora conosciuto: Nord-Africa, non preoccupandomi dell’arrivo della penisola iberica e soprattutto il settore pioggia, quando notai una sorta di zanna orientale del Mediterraneo. «La Sardegna bianca ricurva immersa in una pozza ci porta verso le aree orientali dove sono d’acqua. Mi dissero che era un pezzo di di casa le statuine della Dea Madre, gli calcarenite levigato dall’acqua, ma io un ipogei a “Domus de Janas”, i vasi tripodi po’ perplesso notai che presentava una che non si trovano in nessun’altra parte placca con un motivo a zig-zag e dissi d’Europa se non nell’area egeo-balcaniche l’acqua queste cose di certo non ca». era in grado di realizzarle. Risalii su, mi A lui e al professor Lilliu si deve un tolsi la giacca, affondai le mani e riuscii a altro fondamentale apporto alla storia tirarlo fuori dalla fossa: era una grande antica della Sardegna: un fondamentale testa ancora ben conservata, la testa più apporto agli studi e delle ricerche sui bella che potessi recuperare, col naso e celebri giganti di Monti Prama grazie a gli occhi a cerchi concentrici, con quel una improvvisata escursione nel periodo motivo tipico che finalmente ci permise natalizio. «Abbiamo dato il primo con grande gioia di inquadrarli cronolocontributo al loro studio nei lontani anni gicamente e culturalmente nel periodo ‘70. Vidi i loro resti nuragico». Un’avnelle fotografie che «Ho giocato nel Cagliari venturosa scoperta mi diede l’ispettore e stavo per esordire in alla Indiana Jones, onorario di Oristache ha permesso prima squadra. Era il 18 no, appassionato di far riaffiorare le di archeologia: statue simbolo di dicembre, ricordo che migliaia di misteun’importante fase mi svegliai con la febbre della storia della Sarriosi frammenti di statue in pietra i Giganti di alta, ebbi una pleurite e il degna, bianca e gessosa Monti Prama, la cui sogno svanì» sparsi dall’aratro. datazione è tutt’ora Erano irriconoscibioggetto di studi li, sfigurati, e non ma che i più fanno c’era un elemento che potesse permetrisalire all’età del Ferro, nel periodo della terci di fornire una datazione. Passò circa piccola bronzistica. Infatti altro non sono un anno da quando erano venuti alla luce che il parallelo colossale dei bronzetti e nessuno si era ancora pronunciato su nuragici: pugilatori, arcieri, guerrieri nel quei frammenti, quando il professor Lilliu periodo della massima espansione della mi chiese di accompagnarlo nel Sinis. civiltà nuragica tra VIII e VII secolo a.C. Era il periodo delle vacanze di Natale, Sono tante le soddisfazioni professionali purtroppo o forse per fortuna, si avvicinò del professor Atzeni, le scoperte si sono un temporale e ci affrettammo a tornare susseguite così come le pubblicazioni di

articoli e volumi di archeologia (una fra tutte l’opera intitolata “La preistoria del Golfo di Cagliari”) sui punti nodali della ricerca scientifica; a lui si deve la creazione dei numerosi Civici Musei Archeologici quali a Paulilatino, Laconi con la straordinaria scoperta delle enigmatiche “statuemenhir”, risalenti al IV-III millennio a.C., Villanovaforru, Mogoro, Settimo S.Pietro, Santadi. Ma quanto c’è ancora da studiare e cosa si può fare per fare in modo che l’archeologia non venga messa da parte? «Bisognerebbe creare un vertice, una cabina di regia per la voce Preistoria e Protostoria della Sardegna che allarghi e prosegua la ricerca con competenza. Purtroppo è un settore che sta andando in crisi per mancanza di finanziamenti e per un diffuso poco interesse verso la cultura». C’è ancora tanto da studiare e indagare, la ricerca non può fermarsi. Il professore ci riserva un’altra piacevole sorpresa: nella sua vita infatti non c’è stata solo l’archeologia, ma anche lo spazio e la passione per il calcio. «Ho giocato nel Cagliari quando ancora il campo stava in via Pola. Ho fatto il settore giovanile a partire dagli allievi del grande allenatore Mariolino Congiu e stavo per esordire in prima squadra, quando il Cagliari era in Serie C ed era guidato da un mister ungherese. Dovevo esordire proprio in prima squadra, all’incirca il 18 dicembre, ma ricordo ancora che mi ammalai in una giornata gelida precedente in cui soffiò un forte maestrale. Mi svegliai con la febbre alta, ebbi una pleurite. Allora non c’erano i medicinali di oggi e mi misero due anni a riposo. Poi dovetti abbandonare il calcio anche per via dello studio, ma lo spirito agonistico lo conservai e utilizzai proprio per l’archeologia». Un archeologo innamorato del proprio mestiere che ha dedicato la propria vita a far riemergere un passato ancora tanto misterioso e affascinante. La fierezza del popolo sardo, l’identità, l’appartenenza a questa terra forse oggi non sarebbero così sentite se non ci fossero state persone come lui, che hanno permesso a tutti i sardi di scoprire il proprio grandioso passato.

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La Dinamo Sassari ha rotto i campanili Dall'estate 2011, quando Mele decise di vendere la società, di strada la Dinamo ne ha fatta parecchio. Grazie al nuovo presidente Sardara, agli sponsor ritrovati e ad un caloroso pubblico. A Sassari, e in tutta l'isola, non si vuol smettere di sognare.

F

di Alessandro Perra - Fotoservizio, Mario Lastretti

orse non tutti ricordano quel tiro di Marcelus Kemp, giugno 2010, contro Veroli: il tiro simbolo della promozione, il tiro da cui è iniziato ufficialmente il sogno biancoblù di una città, Sassari, che sembra emanare da tempo gli aromi cestistici lituani, vista la passione, l’energia e la posizione che - dopo anni - la pallacanestro occupa nelle gerarchie sportive dei sardi. Da quel tiro sono passati ormai due anni. Kemp fa la differenza in Turchia col Besiktas, mentre la Dinamo, dopo una clamorosa stagione d’esordio nella massima serie, culminata - nonostante le mille difficoltà economiche e la forsennata ricerca di uno sponsor - con un più che dignitoso sesto posto, fra pochi giorni si appresta a giocare un’inattesa EuroCup. E non grazie ad un colpo di fortuna. Facendo qualche passo indietro, l’estate 2011 rappresenta lo spartiacque di questa favola. Luciano Mele mette in vendita la società: il più lugubre scenario è quello di una cessione del titolo altrove, fuori dall’isola. Poi l’arrivo di Stefano Sardara, allora patron della Robur, la seconda squadra sassarese. Sardara, alimentato dall’immensa passione cestistica che gli scorre nel sangue, sigla un accordo con lo storico marchio Banco di Sardegna, che dopo un anno sabbatico torna ad essere il main sponsor biancoblù, e conferma l’intoccabile coach Sacchetti. Ma soprattutto il funambolico playmaker Travis Diener, da Fond du Lac, Wisconsin, a cui vengono affiancati il cugino fraterno Drake Diener, il figlio dei playground americani Quinton Hosley, e l’enfant prodige di Atlanta Kito Benson, scelto al draft NBA dagli Hawks ma disponibile grazie al lockout americano. La prima volontà di Sardara sembra quella di voler trasportare la realtà Dinamo in tutta l’isola, e da fenomeno provinciale farlo diventare un fenomeno regionale. E proprio oltre i confini sassaresi, a Cagliari, il prestigioso torneo con la Montepaschi Siena campione d’Italia, l’Olympiacos campione d’Europa, e il Partizan Belgrado, avvicina anche i cagliaritani alla compagine di coach Sacchetti. Tanti scelgono di abbonarsi al PalaSerradimigni, altri si accontentano di festeggiare i risultati nelle dirette delle trasferte trasmesse in Tv. La cavalcata della Dinamo parte il 9 ottobre 2011, nel migliore dei modi: battuta nettamente la matricola Casale, i sassaresi inanellano una clamorosa serie di successi che a febbraio li catapulta, per la prima volta nella loro storia, alle final eight di Coppa Italia. E poco importa se ai quarti di finale arriva una sconfitta con Siena, che si laureerà vincitrice della competizione pochi giorno dopo. Questa storica partecipazione rappresenta per il Banco un’iniezione di fiducia, le cui conferme arrivano dai risultati del girone di ritorno. Guidata dal suo quintetto base, con l’ausilio dei comprimari 20

Sopra, coach Sacchetti e, a destra, Plisnić abbraccia il presidente Stefano Sardara. Sotto, l'ex Quinton Hosley va a canestro in un PalaSerradimigni gremito.


italiani come Pinton, Vanuzzo e Sacchetti, all’occorrenza chirurgici, la Dinamo conserva l’imbattibilità casalinga eguagliando anche il record senese di sette vittorie consecutive in stagione. Al termine della regular season la formazione sassarese chiude quarta in classifica. Ad attenderla ai playoff c’è la Virtus Bologna, compagine storica del nostro basket e ultima italiana ad avere portato a casa l’Eurolega. Ma il

campo, ancora una volta, regala sorprese tanto piacevoli quanto inattese: Sassari fa sua gara-1, ripetendosi poi in gara-2 con un clamoroso tiro di Drake Diener sulla sirena. Si va a Bologna per gara-3, dove i padroni di casa giocano meglio ma vacillano nei momenti decisivi. La Dinamo ci crede e, con un’altra tripla allo scadere, stavolta di capitan Vanuzzo, centra la storica semifinale contro i cinque volte campioni

Sotto, il caloroso "Commando", il tifo organizzato della Dinamo che ad ogni partita casalinga infiamma il PalaSerradimigni. A destra, la guardia americana Drake Diener.

d’Italia della Mens Sana Siena. Sfida che si dimostrerà senza storia, troppo più forti i senesi che, dopo aver battuto la squadra del patron Sardara, batteranno in finale l’Olimpia EA7 Milano. Ma la notizia più bella arriva pochi giorni dopo la fine del campionato. A sorpresa, infatti, vengono confermati per la stagione appena cominciata i cugini Drake e Travis Diener, affiancati dal veterano di lusso Thornton, dal polacco Ignerski, dall’italoamericano Diliegro, e dai confermatissimi Pinton, Sacchetti, Vanuzzo, Easley e il giovanissimo Spissu. Proveranno, dopo uno splendido pre-campionato illuminato dalla vittoria contro il Fenerbache di Pianigiani e McCalebb, a ripartire da dove ci si era lasciati. Lo faranno con l’umiltà di sempre, portando avanti uno splendido progetto che oramai sta allargando sempre più il suo perimetro, permettendo alla Dinamo di diventare la squadra, non solo di Sassari ma di tutta la Sardegna.

SELARGIUS IN A2 CON LA SQUADRA FEMMINILE Dopo 15 ani la squadra femminile dell’ASD GS Basket San Salvatore di Selargius torna in serie A2, all’apice della pallacanestro femminile isolana. Una grande gioia per le ragazze selargine, che nel corso degli ultimi anni avevano solo sfiorato l’impresa. Il coronamento di un sogno, guadagnato con un campionato eccezionale: 22 vittorie su 22 gare, dimostrazione della classe, ma anche del grande spirito di gruppo della squadra di Fabrizio Staico. 21


MARCO SAU Così fa girare palla il talentino di Tonara, ormai sogno proibito delle grandi squadre. Pattolino è tornato e ha voglia di stupire. di Giampaolo Gaias, Curatore Editoriale TuttoCagliari.net

L’

erba del vicino è sempre più verde. E anche Cagliari e il Cagliari non fanno eccezione. Prestiti, comproprietà, acquisti di giocatori stranieri, scommesse sudamericane, giovani proveniente dai vivai di altre squadre. E poi va a finire che il talentino lo hai in casa. Marco Sau da Tonara, paese del famoso e delizioso torrone, si è finalmente presentato al popolo rossoblù in tutto il suo splendore. Lui, piccoletto e rapido, ha impiegato poco meno di mezz’ora per conquistare e conquistarsi il Cagliari. La sua rincorsa al sogno Serie A era partita fin da bambino. Cresciuto nel settore giovanile della sua Tonara, è passato al Cagliari nel 2005. Qui ha disputato due campionati con la Primavera. Nel 2007, intravisto il suo talento, viene mandato per la prima volta in prestito, al Manfredonia. 31 presenze e 10 gol, mica male come esordio tra i professionisti. Poi il salto in B, all’AlbinoLeffe, inserito come contropartita nella trattativa che porta Marchetti in rossoblù. Forse un passo affrettato, azzardato. Sau gioca 18 partite senza segnare nemmeno un gol. Nella stagione successiva si torna in Lega Pro con la maglia del Lecco: 30 presenze e 4 gol. Il Cagliari lo riscatta e lo manda a crescere al Foggia, con Zeman in panchina. Il boemo, da sempre grande maestro del gioco offensivo, dà fiducia al folletto sardo e Sau la ricambia con gli interessi. Stagione da autentico bomber: 33 presenze condite da ben 20 gol. Pattolino, soprannominato così perché un cuginetto lo chiamava Patto non riuscendo a pronunciare ancora il nome Marco, si presenta all’Italia e torna al Cagliari (nonostante il contenzioso tra i rossoblù e il Foggia). L’ultimo giorno di mercato viene girato in prestito alla Juve Stabia. Senza aver fatto la preparazione estiva, Pattolino si mette al servizio di mister Braglia che piano piano gli dà fiducia. Marco ricambia a suon di grandi prestazioni e di gol, alla faccia di chi diceva che «Fare gol in B è più difficile che farlo in Lega Pro». A fine stagione Sau viene premiato per il

gol più bello della stagione (destro a giro a Marassi contro la Samp poi promossa in A) e conclude l’anno con 36 presenze e 21 gol, secondo nella classifica dei capocannonieri dietro Immobile del Pescara. Quest’estate è tornato finalmente al Cagliari, stavolta per restarci, nonostante gli scettici continuavano con la solita tiritera: «Fare gol in A è più difficile che farlo in B». Ci ha messo poco meno di 30 minuti per smentirli tutti. Prima due bei cross non sfruttati dai compagni, poi un numero in mezzo a due sulla fascia e infine il gol, di testa, dopo una ribattuta corta di Ujkani. Pattolino Sau è tornato. Tornato a casa dopo anni a girovagare per l’Italia, da Nord a Sud. È tornato più maturo, convinto dei suoi mezzi e delle sue capacità. Non per questo presentuoso, tutt’altro. Risponde alle domande di Sky che lo premia come man of the match a Palermo (terza giornata di campionato, quella del suo esordio stagionale) con una calma e una sincerità da campione consumato. Lui che nell’intervista lancia un messaggio di solidarietà ai lavoratori sardi in difficoltà e dice di essere contento, con le sue prestazioni, di portare alto il nome della Sardegna. I tifosi ormai lo hanno già adottato, lui sardo come loro. Ora Pattolino non può più nascondersi. Ha dimostrato, in poco meno di mezz’ora, che in Serie A ci può stare eccome. Qualche squadra importante ha già segnato il suo nome sul proprio taccuino (vedi Zeman e la sua Roma), qualche altra lo farà a breve. Compito del Cagliari è proteggere e far crescere al meglio il suo talentino, che dopo Palermo non si vuole più fermare. Pattolino è tornato e ha voglia di stupire. In barba a tutti i critici e a chi, tempo fa e anche recentemente, ha forse dubitato del suo talento.

I VOTI AL GIOCATORE

LA PAGELLA PIEDE DESTRO PIEDE SINISTRO COLPO DI TESTA SENSO DEL GOL TECNICA

FANTASIA

8 7 6 7 8 8 23


DIECI DOMANDE DIECI k

Lea Gramsdorff 02. Fare l’attrice è una scelta professionale o di vita? «Nessuna delle due. È una questione vocazionale: non si sceglie, purtroppo». 03. Quali personaggi, tra attori e registi, hanno influenzato il tuo percorso? «L’incontro con un grande maestro russo, Jurij Alshitz; Meryl Streep; Ettore Scola; gli amici colleghi e le discussioni nei bar. Non so, davvero tanti, e forse allo stesso tempo nessuno».

Sin da piccola aveva capito che la sua vera passione era la recitazione e ha deciso di seguirla. Ammessa all’esclusivo Centro Sperimentale di Cinematografia, ha lavorato con grandi registi del calibro di Lina Wertmuller, Ettore Scola e Liliana Cavani. Il trasferimento a Cagliari l’ha poi allontanata dal cinema, avvicinandola però ad un’altra sua grande passione, la pittura. Ma per poco: l’incontro con Lelio Lecis, fondatore e direttore artistico del Teatro Stabile di Innovazione e Ricerca Akròama, l’ha portata di nuovo a recitare, stavolta in teatro.

04. Qual è stata, fino ad oggi, l’esperienza più significativa della tua carriera? «Un film intitolato “Mathilde”, di una regista croata, Nina Mimica, mai uscito purtroppo. E poi sempre la prossima».

07. Qual è la difficoltà più grande nel fare teatro in Sardegna? «La stessa che c’è in tutta Italia: pochi soldi per la cultura. Per il resto, a Cagliari ci sono molte realtà teatrali di qualità, quindi non è cosi difficile».

05. Quali qualità deve possedere un attore? «Arte e scienza, direbbe Platone. Poi attrazione morbosa per l’animo umano, disciplina e irrequietezza. Carisma».

08. Meglio protagonisti in un’opera poco nota o un ruolo secondario in una “da tutto esaurito”? «Comunque vada, avere un bel personaggio per le mani. Poi, certo, fare l’attore senza pubblico è una tragedia...».

06. Un consiglio che senti di dare ad un aspirante attore? «Scoprire chi è come artista. E studiare, tanto. Ho conosciuto Harvey Keitel, lavorato con Jeremy Irons: vanno ancora a scuola».

09. Le razioni della platea influiscono un’esibizione? «Sì, tanto. Il pubblico fa buona parte del lavoro, durante uno spettacolo, può renderlo fantastico o una noia mortale. In scena si riceve il respiro di chi guarda, la sua attenzione o la sua distrazione. È per loro che si fa, dopotutto». 10. Quale futuro per il teatro in Sardegna? «Radioso, ovviamente! Tanti teatri, grandi e piccoli, dove i professionisti vivono della loro professione, e tanto pubblico». Incontro di Simone Ariu

STEFANO FANNI

01. Cosa ti ha spinta a diventare un’attrice? «Un sogno d’infanzia».


U CARICATURE IN MOSTRA

MOSTRA "DI... SEGNI & DI SOGNI"

Sono stati oltre centocinquanta i visitatori accorsi al vernissage di Renato Figari, avvocato e vignettista cagliaritano in mostra di recente alla Galleria Espace S&P con le caricature dal titolo "Di... segni & di sogni". Tra questi, il sindaco Zedda, il preside della Facoltà di Giurisprudenza Deiana, l’assessore ai Trasporti Solinas, i giornalisti Enrico Pilia e Giorgio Porrà. Tutti si sono divertiti nel vedere le caricature esposte, attrazione per cagliaritani e turisti anche nei dieci giorni successivi. Fotoservizio, Massimiliano Trotta

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LA PAROLA ALL’ESPERTA

Consigli pratici per sopravvivere al caro prezzi, acquistando prodotti ad elevato valore nutrizionale per mangiar bene e vivere meglio.

Dott.ssa Sara Canu, Biologo Nutrizionista

C

hi ha detto che tutti i mali vengono per nuocere di certo si sbagliava: le difficoltà che la vita ci offre sono delle ottime opportunità per crescere e migliorare, basta saperle cogliere. Di solito non abbiamo con noi una guida che aiuti a destreggiarci, perciò diventa facile sbagliare. Ecco qualche consiglio su come orientarsi tra gli scaffali degli alimentari imparando a saper scegliere, anche quando i soldi sono pochi. La recente crisi e il ridotto potere d’acquisto impongono tagli alle spese per arrivare a fine mese. La domanda è: cosa tagliare e come? Gli Italiani hanno risposto con una forbice sul paniere alimentare. Come disse il filosofo Feuerbach, “Siamo quello che mangiamo”, questa è la prima regola da tenere a mente. La bussola ci deve guidare a tagliare, sì, ma facendo scelte oculate. Vediamo cosa non deve mai mancare e quando il ridotto consumo risulta persino un toccasana, non solo per il portafoglio ma anche per la salute. Mai rinunciare a frutta e verdura. Devono essere presenti tutti i giorni nelle nostre tavole perché sono ricchi di vitamine, sali minerali e fibre, fini regolatori delle funzioni vitali che esercitano azioni antiossidanti. Inoltre, ci proteggono da stati infiammatori, malattie cardiocircolatorie, degenerative e tumorali. Scegliere in base alla stagionalità e comprare direttamente dai produttori, che spesso possiedono piccole botteghe, o nelle cooperative locali. La garanzia è un prodotto “a km zero”, meno caro e più fresco. Quanto comprare? Piccole quantità per il fabbisogno di pochi giorni perché, in quanto prodotti facilmente deteriorabili, andrebbero consumati subito dopo la raccolta e conservati adeguatamente. Il rischio è dover buttare parte dell’acqui26

Come fare la spesa

in prodotti scadenti, animali malati, dalle proprietà nutrizionali dubbie. Un’alternativa ottima oltreché economica ai prodotti animali è rappresentata dai legumi che forniscono proteine vegetali e, quando abbinati ai cereali, serviti come piatto unico, forniscono tutti gli amminoacidi essenziali al nostro organismo. Consumare pasta, riso e pane quotidianamente, stando attenti alle quantità, è indispensabile per garantirci buone fonti d’energia pulita. Molti centri di distribuzione organizzata lanciano periodicamente offerte vantaggiose: sono i prodotti meno deteriorabili, quindi può risultare utile fare delle scorte. La bilancia è nostra alleata nel risparmio, infatti sarebbe buona prassi pesare le quantità individuali di consumo, così da evitare di buttare la pasta avanzata e agevolando anche il controllo del peso forma. Risparmia di più chi si applica ai fornelli. Cibi precotti e pasti sono un onere che pesa Come disse il filosofo Feuerbach, pronti sul portafoglio. Ma tutto ciò si può facilmente evitare cucinan“Siamo quello che mangiamo”: anche piatti semplici, senva intesa e colta l’opportunità di do za essere dei cuochi provetti. rivalsa che la crisi attuale ci offre, Prodotti dolciari industriali, mesnack salati e bevande costringendoci a mettere in atto rendine, gasate rappresentano una le buone norme della cucina tra- spesa superflua su cui si può agire tagliando e sostituendo dizionale mediterranea con la preparazione domestica di torte e spremute di frutta, sto, e con esso il risparmio. ottime per la prima colazione di grandi Per contro, quello che si può limitare è e piccoli. il consumo di formaggi, insaccati e carni rosse. Un vantaggio per la nostra salute, Per concludere, si tratta di invertire comoltre che un risparmio economico: sono portamenti e abitudini acquisiti durante ricchi di grassi saturi e sale, fattori di gli anni del boom economico, che se da rischio nell’ipertensione, malattie cardiouna parte ci ha consentito di vivere mecircolatorie, implicati nei processi tumorali glio, dall’altra ha influenzato - spesso necome quelli all’intestino, soprattutto se gativamente - le nostre scelte alimentari, consumati in quantità eccessive. Ridurre il con la conseguente epidemia crescente consumo settimanale è buona regola, ma di obesità e sovrappeso. In questo senso attenzione alla qualità: anche in questo va intesa e colta l’opportunità di rivalsa caso rivolgersi a rivenditori di prodotti che la crisi attuale ci offre, costringendoci locali, facendo particolare attenzione alle a mettere in atto le buone norme della carni d’importazione di cui è difficile traccucina tradizionale mediterranea che i ciare la filiera. Può capitare d’imbattersi nostri nonni conoscevano bene.


Parla come mangi DIEGO LECCA

di Chiara Fadda

«Buongiorno» «Buongiorno, desidera?» «Un croissant, grazie» «Ecco a lei, buona giornata» A occhio e croce potrebbe sembrare un

dialogo tradotto dal francese all’italiano, tratto da un libro di qualche scrittore parigino, invece è semplice ordine fatto nei “peggiori bar di Caracas”, o meglio di Cagliari. Siamo in Italia, terra del padre Dante e del suo erede Benigni. Sono conversazioni che, se notiamo, si possono sentire all’ordine del giorno: domandare un panino per il break mattutino non è in fin dei conti così trendy come chiedere un toast con salsa cocktail o un sandwich (probabilmente sono più saporiti). Quella di oggi è la lingua del brunch, dell’happy hour, dei drink ma anche dei buffet, dei self-service; gli assidui frequentatori dei pub più in della città comunicano così tra di loro, rientra nella quotidianità. Forse, per chi dei lounge bar ne conosce appena la location, parlare in questi termini potrebbe risultare inusuale, oserei dire ridicolo. Bisogna però spezzare una lancia in favore dei fan degli stranierismi: oggigiorno è impossibile non stare al passo coi tempi e non adeguarsi ai mutamente che una lingua può subire negli anni. Sembra comunque esagerato sostituire qualsiasi parola con il corrispettivo inglese, francese o tedesco quando esistono validi equivalenti nella nostra lingua.

TALK

La cagliaritanità di ieri e di oggi di Giampaolo Lallai

Sa crabonera cagliaritana consiste nel raggiungere di nascosto e all’improvviso una persona alle spalle mettendole la mano destra sul fondo dei pantaloni e l’altra sul collo. Con molto vigore e massima rapidità la si spinge, poi, di corsa in avanti per decine di metri tra l’immancabile ilarità dei presenti. Il malcapitato,

Ma torniamo ‘’a bomba’’ sul cibo: chi non è amante dei dolci? Nelle nostre pasticcerie ne possiamo trovare di tutti i tipi: torte farcite con la chantilly (sempre per ragioni di economia linguistica, dire ‘’torte farcite con crema e panna montata’’ sarebbe troppo impegnativo) o un bel krapfen ripieno di crema, cioccolato o marmellata (come si diceva? Bomba con la crema? No, troppo kitsch). Mi chiedevo: cosa c’è di meglio di un bel vassoio di bignè mignon per un pranzo in famiglia o con dei cari amici? Come già accennato all’inizio dal cliente del bar, abbiamo i croissants e, nelle ‘’chiare sere d’estate’’, come ci cantava il nostro connazionale Claudio qualche anno fa, è sempre un piacere, sia per grandi che per piccini, gustare un’ottima mousse al cioccolato o alle fragole, oppure un fresco frappé o un milkshake alla frutta. Potrei continuare per ore, potrei elencare tanti altri esempi attinenti alla cucina, passando dal dolce al salato, dalle bevande ai gelati, dagli snacks alle quiches, ma rischierei di risultare prolissa. Concludo affermando che sia un discreto paragone quello tra cibo e lingua: la cucina italiana è conosciuta, apprezzata e preservata in ogni angolo del pianeta; facciamo in modo che lo diventi anche il nostro idioma.

SHOW

colto di sorpresa, tenterà ripetutamente di voltarsi per capire per lo meno chi gli sta tirando l’inopinata beffa. Ma la vera abilità dell’autore della crabonera è anche quella di fare in modo che questo dubbio resista il più a lungo possibile e che la vittima non riesca a raccapezzarsi affatto per l’intera durata del veloce tragitto. Lo scherzo, oggi in disuso, era tipico della cagliaritanità di un tempo, quella stessa che era formidabile nell’affibbiare i soprannomi a quasi tutta la popolazione. I luoghi preferiti nei quali agire erano naturalmente quelli più frequentati, come il mercato, il porto, le passeggiate, la spiaggia. I soggetti presi di mira erano soprattutto i boriosi, i superbi e, insomma, i meno simpatici. In tanti mettevano la loro ben nota e vasta esperienza a disposizione di chiun-

que si accingesse a fare una crabonera; elargivano consigli preziosi come, ad esempio, quello di preferire nettamente i tratti in pianura o, meglio ancora in discesa, ma mai in salita perché troppo faticosi (traballosus) e non adatti a chi soffriva di mal di schiena (de dolori a sa schina). Sa crabonera è diventata sinonimo di allontanamento di una persona da un certo contesto. Perciò sono molti quelli che sognano di vederla finalmente attuata nei confronti di quei politici ed amministratori locali che con la loro azione maldestra hanno procurato solo danni irreparabili alla collettività. La canzone satirica Tangu e arena, sui recenti disastri subiti dal Poetto, la propone, addirittura, come immediata “sanzione” popolare: ’oliat circada sa manera po ddus spesai a crabonera! (occorrerebbe trovare la maniera per mandarli via con la crabonera!). 27


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DIEGO LECCA

DIAMO VOCE AI LETTORI

Ing. Carlo Poledrini, Direttore Generale ARST

Fai le tue domande su MetroCagliari inviando una mail a: info@giacomunicazione.it con oggetto "Filo diretto con MetroCagliari".

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prossimo mese di giugno 2013. Da quel momento, la Cittadella sarà perfettamente raggiungibile da Piazza Repubblica (e dalle altre altre fermate) attraverso MetroCagliari».

> Di recente ho acquistato una bici che, finalmente, posso usare in più zone di della città. Quando sarà possibile portarla anche su MetroCagliari? Mario

> In quanto studente, ho un abbonamento ai mezzi di trasporto Ctm di Cagliari. Posso utilizzarlo anche su MetroCagliari? Se sì, con dei costi aggiuntivi? Antonio

«Abbiamo appena completato tutte le necessarie attività tecniche, propedeutiche all’avvio del servizio, che coinvolgono non solo l’Azienda ma anche il Ministero delle infrastrutture e trasporti. Abbiamo pure inviato una proposta di tariffazione alla Regione Sardegna – competente in materia di tariffe – ed attendiamo questa ultima autorizzazione per definire la data di avvio». > Sono una studentessa universitaria che vive in centro città. Potrò mai andare alla Cittadella Universitaria di Sestu, dove seguo le lezioni, con MetroCagliari? Luisa «Confidiamo di inaugurare la nuova tratta, in corso di costruzione, entro il

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«La convenzione che regola i rapporti tra ARST e l’azienda che opera a livello cittadino, è in corso di revisione in quanto scaduta. Siamo in attesa che la Regione, cui compete la materia, definisca il quadro generale del sistema tariffario da applicare posto che non sono pochi i viaggiatori che utilizzano solo MetroCagliari e vorrebbero poter acquistare i relativi abbonamenti senza necessariamente disporre di un abbonamento urbano». > I cani sono ammessi su MetroCagliari? Carlotta «Non vi è al momento una norma specifica per MetroCagliari mentre esiste per i servizi extraurbani; in detti servizi è possibile portare a bordo cani

di piccola taglia purché trasportati con gli appositi contenitori. Sono fatti salvi i cani utilizzati da particolari categorie di persone svantaggiate. Si ritiene che le stesse regole possano essere estese a MetroCagliari». > Posso usare un abbonamento ARST (della corriera) su MetroCagliari? Armando «Tutti i titoli di viaggio ARST possono essere utilizzati su MetroCagliari, purché in corso di validità». > Ultimamente si parla tanto di Metro fino alla via Roma. Solo voci o qualcosa di più concreto? Nel caso, quali i tempi di realizzazione? Giuseppe «Sia la Regione Sardegna che il Comune di Cagliari considerano l’estensione di MetroCagliari una fondamentale scelta strategica per il futuro della mobilità di Cagliari e dell’area vasta. Al proposito, l’opera è stata inserita nel Piano Strategico dell’Area Vasta recentemente approvato da tutti i sindaci dell’Area. Quindi ben di più di semplici voci. I tempi di realizzazione dell’opera, dal momento dell’inizio dei lavori, non superano i due anni».


TIMEOUT salute + musica + cucina + tech + cinema arte + moda + sport & fitness + viaggi

A cura di Simone Ariu, Lorelyse Pinna e Manuela Salidu

Zumba mania tutto l’anno È venuto a trovarci in redazione Jack, il brasiliano che ha fatto ballare la costa con i ritmi afro-caraibici

L

a rincorsa alla perfetta forma fisica è per molti una vera impresa, soprattutto se fatica e divertimento non viaggiano sullo stesso binario. Quella che per tanti è una chimera è invece diventata una realtà, e risponde al nome di Zumba Fitness. Armonico connubio di fitness e danza, la Zumba, nata in quel di Miami dalla mente del personal trainer colombiano Beto Perez, attraversa i confini del training ideando un nuovo modo di fare aerobica. I movimenti del fitness si mescolano alle note caraibiche, generando un fenomeno che dagli anni ’80 ad oggi ha coinvolto e travolto quasi dieci milioni di persone in tutto il mondo. Anche in Italia l’onda Zumba comincia progressivamente a mietere vittime. Sarà per la freschezza delle sue musiche, sarà per l’allegria che ogni lezione riesce ad infondere, fatto sta che pure la Sardegna non ha saputo resistere all’uragano di matrice americana. E mentre altrove la Zumba diventa un must, nelle coste isolane a decollare è l’Acqua Zumba.

Cos’è l’Acqua Zumba? A delinearne meglio i contorni ci aiuta Jak Are, unico promotore in Sardegna dell’affascinante variazione sul tema: «L’Acqua Zumba si propone di trasferire in acqua i movimenti della disciplina tradizionale, così i vantaggi dello sforzo fisico si sommano ai benefici del lavoro acquatico, favorendo l’azione dimagrante e assecondando il senso di benessere». Sole, mare e musica ritmata per sentirsi meglio? Suona quasi come un sogno ad occhi aperti. Ed è un bel sogno quello che i quasi trecento avventori delle lezioni di Acqua Zumba, tenute dallo stesso Jak nelle acque del mare di Santa Margherita di Pula, hanno avuto modo di sperimentare da giugno ad agosto. «Abbiamo avuto un seguito davvero inaspettato: in pochi giorni siamo passati dall’avere dieci intrepidi allievi a dover gestire più di trecento divertiti compagni d’avventura. Bambini, anziani, donne, uomini: tutti hanno voluto condividere con noi la gioia del movimento». E proprio per la sua grande versatilità la Zumba incontra il favore del vasto pubblico: movimenti semplici,

coreografie di facile memorizzazione e libertà d’interpretazione fanno sì che le porte della disciplina rimangano aperte a chiunque. Sforzo fisico e sacrificio diventano alla stesso tempo àncora e via di fuga dalla routine quotidiana, un nirvana a tempo determinato. Quindi non c’è da stupirsi se il fenomeno Zumba continui a reclutare sempre nuovi adepti. «In una realtà difficile come quella odierna, la gente ha soprattutto necessità di ricominciare a sorridere. La Zumba è questo: divertirsi, ritrovare l’armonia con il proprio corpo e il piacere di condividere la propria gioia con gli altri. Ciò che più conta è sgomberare la mente. Mens sana in corpore sano, appunto. Lontani dalle scrivanie e dagli squilli del telefono, quello che conta rimane il bisogno ancestrale della condivisione. Tra un tweet e l’altro l’esigenza è comunque stare insieme, fianco a fianco. Con la musica in sottofondo, il sole in fronte e l’acqua a circondare il tutto. E poco importa inciampare o sbagliare il movimento: l’importante è divertirsi. Zumba docet.

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Vanessa Barrui con Jessica Chastain per YSL

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ves Saint Laurent lancia sul mercato la sua nuova fragranza, “Manifesto”, scegliendo come testimonial l’affascinante e richiestissima attrice Jessica Chastain, candidata all’Oscar per il film The Help. Ma a far notizia, almeno per noi sardi, è la presenza della giovane modella Vanessa Barrui nello spot Tv della maison francese. Vanessa, reduce da un anno lavorativo di grandissime soddisfazioni, si è dichiarata «al settimo

cielo, è stata un’esperienza fantastica». Già, perché non solo è stata scelta tra oltre quattrocento ragazze, ma ha avuto l’opportunità di lavorare con un regista come Nicolas Winding Refn (suo il capolavoro Drive, con Ryan Gosling) e la Chastain, appunto. A caratterizzare la campagna pubblicitaria di Manifesto, fragranza con note di vaniglia e ribes nero, è il viola: «il colore della seduzione assoluta per il signor Saint Laurent», ha spiegato Stephan Bezy, general manager del marchio YSL. E la scelta della testimonial è ricaduta sulla Chastain (nella foto assieme alla “nostra” Vanessa Barrui, nel backstage) perché continua Bezy - «incarna la quintessenza della femminilità, è una donna della sua epoca: indipendente, determinata e originale. Ci hanno convinto la forza delicata di Jessica, il suo fascino solare e la sua mente libera».

La notte dei creativi

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echaKucha Night Cagliari chiama a raccolta designer, architetti, grafici, fotografi, ma anche artisti, stilisti, scrittori e fumettisti, musicisti, videomaker e professionisti nel campo dell’editoria e della comunicazione, per la quarta edizione dell’evento dedicato a chiunque abbia un progetto creativo, un’idea, una passione, e voglia condividerli. Il PechaKucha Night della città di Cagliari offrirà ai partecipanti la possibilità di esporre il proprio progetto al Teatro Civico. I selezionati prenderanno parte all’evento, incluso nella terza edizione di Alig’Art, il progetto che si propone di favorire la crescita e lo sviluppo di un cittadino libero e consapevole attraverso la pratica artistica e la didattica non convenzionale.

EJE '12, festival di suoni L'European Jazz Expò, uno dei più importanti eventi musicali dell'isola, ha portato con sé una ventata di buona musica: Enrico Rava, Billy Cobham e tanti altri

SARA DEIDDA

L’

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ottava edizione dell’European Jazz Expò, nonostante i tagli ai finanziamenti, ha offerto come ogni anno tanta musica di qualità: numerosissimi gli artisti che si sono avvicendati sui palchi, sul meraviglioso sfondo del parco di Monte Claro. I nostrani Paolo Carrus, Gianrico Manca, Andrea Morelli e Simona Bandino (in duo con Peter Waters) durante la prima serata; Alberto Sanna, Rossella Faa, Sebastiano Dessanay, Mario Brai e Arrogalla nella seconda. E poi Nico Casu, Gianluca Dessì e Alessia Annis. Ma anche grandi nomi della musica nazionale ed internazionale, in una miscela di generi, stili e tradizioni: da Alex Britti e Stefano di Battista a Enrico Rava e i Sud Sound System, dall’orchestra balcanica di Boban I Marko Markovich a Billy Cobham, batterista che suonò con Davis e Mahavisnhu Orchestra. Insomma, difficile riassumere tre serate davvero dense, tutte concluse nello spazio del Teatro dei Fiori, dove lo spettacolo è continuato fino a tarda notte con live session che hanno coinvolto il pubblico presente. Non ci resta che attendere la prossima edizione...


Passerella di talenti

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Nuova stagione al Teatro Massimo Cagliari e l'amore di sempre per la stagione di prosa: nel capoluogo arriveranno Solenghi, Costa, Dapporto e uno spettacolo su Pantani

I

l programma degli spettacoli della Stagione di Prosa del Teatro Stabile della Sardegna è stato svelato. Per l’anno 2012/2013, il terzo di permanenza e gestione del Teatro Massimo di Cagliari, sono previste cinque produzioni, ma anche l’ospitalità di compagnie e attori di prestigio internazionale: il Teatro Stabile di Genova che presenterà “Moscheta” di Angelo Beolco detto Ruzante, con la regia di Marco Sciaccaluga e con Tullio Solenghi, Irma spettacoli con “Arie” di Giorgio Gallione con Lella Costa, il Teatro Stabile di Bologna che presenterà “Otello”, con Massimo Dapporto e Maurizio Donadoni e la regia di Nanni Garella, Teatro dell’Albe con lo spettacolo “Pantani”, scritto e diretto da Marco Martinelli, e Familie Flöz

con “Infinita”, di e con B. Leese, B. Reber, H. Schüler e M. Vogel. Fuori abbonamento le residenze artistiche per giovani compagnie sarde, la seconda edizione del “Festival della Filosofia”, che, dopo il grande successo dello scorso anno, prevede lo spettacolo “L’avventura d’essere sé – identità, verità e finzione” a cura di Roberta De Monticelli e Pierluigi Lecis, la Vetrina sulle Residenze Teatrali Lombarde in collaborazione con Cada Die Teatro e le tre “Serate tra amici”. Come ogni anno saranno organizzati anche incontri, laboratori e recite dedicate a scuole e Università, insieme a numerose altre iniziative. Tante anche le formule di abbonamento e le offerte riservate a giovani, studenti, insegnanti e associazioni.

i è svolta di recente, al Parco della Musica di Cagliari, la IIª edizione di “Sfila che ti passa – Le mode cambiano, lo stile resta”, evento benefico organizzato dal Rotaract Club di Quartu S. Elena Margine Rosso. Alla sfilata hanno partecipato dieci giovani stilisti emergenti che hanno gareggiato con le loro creazioni davanti ad un pubblico numeroso ed un’attenta giuria. Vincitori della serata il brand Feel Good (Premio giuria popolare) e Lucia Pia (Premio giuria tecnica). Corollario dell’evento la raccolta fondi (oltre 4.000 euro raccolti) per i progetti Service da destinarsi ad enti come l’Ospedale Oncologico Businco di Cagliari. Soddisfazione da parte del presidente del Club, Luca Baltolu: «Questa prospettiva di Service sarà l’emblema dell’Anno Sociale perché, considerando il momento di crisi globale che stiamo vivendo, nel suo piccolo, il Club Quartu non si limiterà unicamente alla raccolta fondi, ma cercherà in ogni suo evento di valorizzare e dare una concreta opportunità, un piccolo spiraglio di luce per tutte le professionalità che provano ad emergere in ambito artisticoartigianale dove l’insularità gioca un ruolo determinante in negativo».

Quelle performance sotto la finestra

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arina Cafè Noir e Vertical Stage Session: un connubio particolare e ben riuscito di letteratura e musica, quello sperimentato in via Roma. Dai balconi dell’antico palazzo Manca, al numero 75, proprio di fronte al porto, si è diffusa la dichiarazione d’amore per la città di Cagliari e il Marina Cafè Noir del reading di Giacomo Casti, accompagnata da Arrogalla e Waves

on Cavas, l’inno alla letteratura di Paco Ignacio Taibo, ma anche la musica del dj set di Andrea Bertolini e le canzoni di Samuel, Pierfunk, Dj Pisti e i Motel Connection, per una serata che ha confermato quanto Cagliari meriti un posto speciale tra le città di cultura. Migliaia i giovani, e non solo, che hanno affollato la via sul mare e che hanno ballato in questa serata dal sapore di festa. Ma l’evento ha coinvolto anche i residenti

del palazzo, che dalle finestre delle loro abitazioni hanno applaudito e salutato la folla: contente Sabrina e Alessandra che gestiscono il B&B che ha ospitato il “palco”, contenti i loro ospiti e tutti i giovani che ballavano sui balconi. Persino i meno giovani, che hanno partecipato e sorriso divertiti. Unico neo: la rimozione tardiva dei rifiuti. I residenti della Marina si sono lamentati la mattina successiva per aver trovato il quartiere ancora invaso da buste e bottiglie a causa del ritardo nell’intervento della società De Vizia.

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New York a portata di clic

Prova storica del cagliaritano

Il successo di un gruppo di amici con il pallino della Grande Mela

SAILREV.TV

Enrico batte Scheidt

L'

impresa è compiuta. Nella penultima giornata dei Campionati Italiani Classi Olimpiche, nelle acque di Follonica, il 24enne Enrico Strazzera è riuscito a chiudere la prova al primo posto, lasciando solo le briciole al pluricampione olimpico Robert Scheidt, autentico dominatore della categoria laser. E lo ha fatto in condizioni climatiche estreme (vento oltre i 30 nodi) che rendono il sapore di questa vittoria ancora più buono. Strazzera ha poi chiuso i CICO con un buon terzo posto finale.

Q

uando pensiamo agli Stati Uniti, la prima città che ci viene in mente è New York, giusto? E se provate a cercare New York su Internet, non potrete fare a meno di accedere a NYC-Site.com, il primo sito italiano dedicato a questa incredibile metropoli, importante punto di riferimento consultato soprattutto da coloro che sono alla ricerca di informazioni, notizie e curiosità, in vista di un imminente viaggio o semplicemente per condividere una passione.

Ed è proprio la passione il semplice ingrediente che quasi quindici anni fa, esattamente nel 1998, ha contribuito alla realizzazione di questo sito che ha preso vita proprio qui, nella nostra città, Cagliari, grazie al lavoro di un gruppo di amici col pallino della Grande Mela. E ancora oggi è da qui che il sito viene gestito, anche se vanta numerose collaborazioni con persone che vanno ben oltre i confini sardi. Una passione quindi, e il desiderio di condividerla con gli altri. E questo è anche il cuore del portale: la condivisione delle proprie esperienze per scoprire ogni volta una New York nuova. La comunità che negli anni si è venuta a creare è una fonte inesauribile di consigli, esperienze, risposte utili a chi legge ma anche a chi scrive. NYC-Site.com nasce dal basso, da quelle persone che questa città la amano e la vogliono condividere con gli altri. Tutto quello che è New York passa da qui, in piena libertà e nel rispetto di tutti.

La cucina formato 4x4 Nasce a Cagliari iDinner!, il servizio che rivoluziona l’idea del takeaway. E non solo...

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a vita, si sa, diventa ogni giorno più angusta e frenetica: barcamenarsi tra mille impegni diventa una regola non scritta ma fondamentale per sopravvivere alla quotidianità. E quando anche trovare il tempo per fare la spesa diventa un’utopia, a farne le spese sono le buone vecchie abitudini di una volta, come le cene in famiglia. Siamo forse giunti alla fine di un’epoca? Non ancora, perché a preservare il feeling con la realtà casalinga hanno pensato gli ideatori di iDinner! Tutto nasce, curiosamente ma non troppo, davanti ad una tavola apparecchiata per cena: è proprio qui, dal semplice dialogo tra due famiglie alle prese con i problemi di tempo, che prende vita il progetto. Artefici del nuovo servizio sono Federica Budroni, nutrizionista, Jenny Svensson, ingegnere edile, Fabio Mameli, odontoiatra e Andrea Masci, imprenditore. Una task force quanto mai eterogenea e multinazionale per quello che, al

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giorno d’oggi, sembra essere un vero e proprio miraggio: ritrovare il tempo per stare insieme, in cucina. Le linee guida del progetto sono molto semplici: iDinner! si occuperà di pianificare, bisettimanalmente, quattro cene per quattro persone, provvedendo alla spesa e alla consegna della stessa, accompagnando il pacchetto con le indicazioni e le ricette per preparare, per sé e per la propria famiglia, sedici deliziosi pasti. Il tutto nel rispetto delle buone regole nutrizionali, con la predilezione per la filiera corta nella scelta delle materie prime e con la ricerca della semplicità di preparazione, per venire incontro ad ogni tipologia di utente. Spazio ai fornelli quindi ai cuochi provetti ma anche a chi ha poca dimestichezza con la cucina, siano uomini o donne. Il servizio (69,90 euro il costo) consegnerà all’indirizzo specificato dai fruitori l’intero pacchetto di ingredienti utili alla preparazione delle quattro pietanze, diversificate giornalmente e per categorie

di prodotti, per assecondare le richieste nutrizionali di un’alimentazione sana ed equilibrata. Il “manuale d’utilizzo” farà poi da spalla alla preparazione dei pasti. Intrinseca sarà poi la soddisfazione di aver ritrovato, tra le mura domestiche, un piccolo angolo senza tempo, dove riassaporare le gioie di una cena in famiglia. iDinner! è attivo sul territorio isolano dal 23 aprile scorso, attraverso le sedi operative di Cagliari e Sassari, ma l’espansione all’intero confine nazionale è imminente, con le prossime aperture delle sedi di Firenze, Milano, Pisa, Torino e Verona. La “novità” della cena casalinga si prepara quindi a varcare le soglie della penisola, in quella che si preannuncia come la rivincita dell’”oggi cucino io”. Patria del buon cibo, la Sardegna si riscopre portatrice dell’idea del mangiar sano, specie in tempi duri come questi ultimi, in cui le congiunture sociali e societarie poco favorevoli ci allontanano dal piacere delle piccole cose. Come un sereno pasto in famiglia, ricordo di un tempo quasi remoto. Il futuro però è facilmente riconquistabile, anche stando ai fornelli. Basta volerlo: a pianificare tutto, poi, ci pensa iDinner!. Più semplice di così…


SE MANGIO FUORI CASA

Quei piatti che ti sorridono Alessandro esalta al meglio la cucina di mare, ma per gli ovuli vale la pena cambiare menù

È

la meta preferita per il pranzo fuori porta, il ristorante che richiama uomini d’affari e i tanti viaggiatori sull’asse Aeroporto di Elmas-Strada Statale 125 per le spiagge. Ma anche un costante ed irrinunciabile approdo per i campidanesi orgogliosi del loro “storico locale”. Nella sala ampia e luminosa, curata nei dettagli, il pescato del giorno è a vista, così come la zona cottura. Poi la sequenza dei prodotti di stagione con la spettacolarità dei funghi. Il servizio veloce ed accurato, ma non assillante, sono una costante. L’ospitalità e l’efficienza di Alessandro, poi, un valore aggiunto che vi farà tornare volentieri a “Sa Barracca”. Sa Barracca Viale Europa, 53 09045 Quartu Sant’Elena (CA) Telefono 070 813570 E-mail sabarracca@tiscali.it

fh Vuoi vedere recensito il tuo ristorante o locale? Chiamaci allo 070 728356 o mandaci una mail a info@giacomunicazione.it.

Il top della Marina

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iacomo, Valentina e Andreana, emigrati di ritorno dopo le importanti esperienze nel circuito della buona tavola milanese, hanno aggiunto più di una stella nell'offerta della ristorazione tipica della Marina. La favorevole posizione fronte porto, poi, esalta la cucina tipica cagliaritana. Tutto è improntato sulla trasparenza: dall'accoglienza, che ha sempre stregato calciatori e attori di passaggio, ad un menù con un rapporto qualità-prezzo tanto apprezzato da tutti. La Stella Marina di Montecristo Via Sardegna, 140 09124 Cagliari (CA) Telefono 347 5788964

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MARCO SAU, IL TALENTINO DI TONARA 22

COME FARE LA SPESA 26

ANNO 40, N. 4 - OTTOBRE 2012

1€

ANNO 40 - N. 4 OTTOBRE 2012

I CAGLIARITANI SCELGONO LA BICICLETTA

RIVOLUZIONE A DUE RUOTE Ma la città cambia davvero?

FOTO DI COPERTINA Diego Lecca

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DIRETTORE RESPONSABILE Giorgio Ariu (g.ariu@giacomunicazione.it)

STAMPA E ALLESTIMENTO Grafiche Ghiani

CAPOREDATTORE Simone Ariu (s.ariu@giacomunicazione.it)

SCRITTI Antonello Angioni, Giorgio Ariu, Simone Ariu, Sara Canu, Valentina Caruso, Chiara Fadda, Giampaolo Gaias, Giampaolo Lallai, Alessandro Perra, Lorelyse Pinna, Manuela Salidu

SEGRETERIA DI REDAZIONE Antonella Solinas (info@giacomunicazione.it) PROGETTO GRAFICO Simone Ariu (s.ariu@giacomunicazione.it) REDAZIONE E CENTRO DI PRODUZIONE via Sardegna, 132 - 09124 Cagliari · Tel. e Fax 070 728356 CONCESSIONARIA PER LA PUBBLICITÀ GIA Comunicazione (info@giacomunicazione.it)

FOTO Maurizio Artizzu, Comunecagliarinews.it, Sara Deidda, Stefano Fanni, Mario Lastretti, Diego Lecca, Eugenio Matta, Massimiliano Trotta Registrazione presso il Tribunale di Cagliari (n. 271 del 23 Gennaio 1973)

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