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LA STAMPA

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QUOTIDIANO FONDATO NEL 1867 VENERDÌ 18 GIUGNO 2010 • ANNO 144 N. 166 • 1,20 € IN ITALIA (PREZZI PROMOZIONALI ED ESTERO IN ULTIMA) SPEDIZIONE ABB. POSTALE - D.L. 353/03 (CONV. IN L. 27/02/04) ART. 1 COMMA 1, DCB - TO www.lastampa.it

I MONDIALI

Genova, l’ex capo della polizia «indusse il questore a mentire»

La Francia ko È a un passo dall’eliminazione

Diaz, De Gennaro condannato a un anno e 4 mesi Maroni e Alfano: “Siamo con lui”

Sconfitti 2-0 dal Messico, i bleues restano a un punto L’Argentina schianta la Sud Corea (4-1) Pieracci e Semprini ALLE PAGINE 8 E 9

Il prefetto Gianni De Gennaro

Roberto Beccantini e Giulia Zonca ALLE PAGINE 40 E 41

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Il meglio di TIM e Telecom Italia per il business.

La spunta Tremonti: conteggiati i debiti privati. Manovra, sindaci in piazza: ci costringete a tagliare i servizi. Brancher al posto di Scajola

Tassa sulle banche, sì dell’Ue “Avanti anche se il G20 si oppone”. Merkel: paghi chi ha provocato la crisi

SCUOLA

Chi supera il test di terza media?

I leader Ue hanno raggiunto l’intesa sulla tassa alle banche, «anche se il G20 dovesse opporsi». «Paghi chi ha provocato la crisi», ha detto la Merkel. Sì alla linea Tremonti: saranno conteggiati i debiti privati. Barbera, Bertini, La Mattina,

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ALBERTO BISIN

PROCESSO ALLA BP, L’IRA DEL PUBBLICO: «VERGOGNATEVI»

UN FACILE

Malaguti, Rossi, Spini, Zanotti e Zatterin PAG. 2-7

CAPRO ESPIATORIO l Consiglio Ue la cancelliera tedesca, Angela Merkel, ha richiesto a gran voce una tassa sulle banche. Quale coraggio, quale visione politica: ardire di proporre ai politici europei una nuova tassa! Peccato, voli aerei gratuiti ai politici d’Europa e alle loro famiglie saranno lasciati al prossimo incontro. Scherzo per evitare di disperare davanti alle sorti europee. Il motivo della disperazione non è la tassa in sé. I banchieri si sanno difendere molto bene, troppo bene, e confido che la proposta cadrà nel dimenticatoio della politica populista o comunque sarà annacquata a sufficienza da non avere effetti rilevanti. Mi preoccupa invece il modello interpretativo del funzionamento delle economie di mercato e dei rapporti tra mercato e politica che sta dietro questa proposta. Esso è inetto ed incoerente. Non si tratta di distorsioni ideologiche: il governo italiano, ed il ministro Tremonti in particolare, sono asseriti fautori dello stesso modello, così come lo sono l’amministrazione Obama e il presidente Sarkozy.

LE RIFORME

Basta l’autocertificazione per una nuova impresa

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Oggi al Consiglio dei ministri i «ritocchi» alla Costituzione per liberare l’economia

Amabile A PAGINA 15

Baroni, Masci e Schianchi A PAGINA 5

Vertice tra il Senatùr e Fini. E la Bongiorno chiede modifiche

Intercettazioni, Bossi “Ci vuole l’ok del Colle” Appalti G8, il cardinale Sepe convocato dai pm «Bisogna trovare una via d’uscita sulle intercettazioni. Se Napolitano non firma, siamo fregati». Lo ha detto Bossi dopo aver incontrato Fini. Intanto Giulia Bongiorno, presidente della commissione Giustizia, chiede modifiche al ddl. E, nell’ambito dell’inchiesta su appalti e favori, i pm di Perugia convocano il cardinale Sepe. Galeazzi, Grignetti,

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Il giuramento dell’ad Bp prima della deposizione sui danni della marea nera

MAURIZIO MOLINARI CORRISPONDENTE DA NEW YORK

QUEL CHE OBAMA DOVEVA DIRE

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MASSIMO GRAMELLINI Della motivazione con cui il tribunale di Firenze ha negato la libertà provvisoria a due comandanti delle ferocissime Truppe d’Appalto (Balducci & De Santis) mi ha colpito l’ultima riga: «Gli indagati mostrano una evidente carenza di percezione della antigiuridicità del proprio comportamento». Insomma, dopo mesi di cella, i signori della Cricca continuano a non capire cos’hanno fatto di male. Anche il caso Scajola e le recenti dichiarazioni dell’ex ministro Lunardi rivelano uno stile di vita allucinante percepito come assolutamente normale. La famosa filosofia dell’Embè. Ho ristrutturato casa a un amico, embè? L’amico ha dato un lavoro a mio figlio, embè? Mio figlio ha messo su una società con la moglie dell’amico, embè? Un embè tira l’altro e alla fine tutti confluiscono nel Grande Embè che rischia di

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A PAGINA 18

a nuova stella dei liberal si chiama Rachel Maddow e deve fama e popolarità alla grinta con cui incalza ogni sera dal video il presidente per cui ha votato, Barack H. Obama.

Buongiorno

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Dalle tappe del Giro d’Italia ai segreti della foresta tropicale. Ieri in 575 mila hanno affrontato il quiz nella prima prova scritta dell’esame di terza media.

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Magri, Ruotolo, Zancan E IL TACCUINO DI Sorgi PAG. 10-13

Il grande Embè sommergerci. Perché Balducci e De Santis non sono schegge impazzite, ma espressioni estreme di un atteggiamento diffuso: il primato delle relazioni sulle capacità, delle conoscenze sulla conoscenza. Chi entra in contatto con un ente pubblico non si chiede neanche più quali siano le procedure. La sua unica preoccupazione è: conosco qualcuno lì dentro? Il morbo ha invaso persino i recinti sacri della giustizia, dove l’avvocato più ricercato non è quello che conosce la legge, ma quello che conosce il giudice. «L’Italia è tutta un frou frou di do ut des» scriveva lo scrittore Enzo Siciliano, assiduo frequentatore delle terrazze romane, altamente specializzate in materia. Non immaginava di avere coniato l’epigrafe delle mille cricche d’Italia.

Impresa Semplice. Il braccio destro che fa per me.

FEDERICO GEREMICCA

MA IL QUIRINALE NON SI È MOSSO ualcosa si muove. E se qualcosa si muove, paradossalmente, è perché qualcuno è rimasto cocciutamente fermo sulla propria posizione.

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2 Primo Piano

LA STAMPA VENERDÌ 18 GIUGNO 2010

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MANOVRA ENTI LOCALI IN RIVOLTA

I sindaci in piazza “Non ci obbligate a ridurre i servizi” Bossi vede Tremonti: “Le Regioni sono un bel problema” Formigoni: “Temiamo una sforbiciata anche alla sanità” ROMA

Prima sono saliti sulle barricate, annunciando un corteo davanti Palazzo Madama a Roma per il 23 giugno e subito dopo sono saliti al Colle da Napolitano per far sentire la loro voce: i comuni italiani non vogliono essere «obbligati a tagliare servizi essenziali per le famiglie», anche se già si stanno attrezzando per far quadrare i conti con le soluzioni più fantasiose. E hanno deciso di compiere il passo più eclatante, minacciando una protesta di piazza in massa per non esser da meno rispetto alle regioni che hanno fatto da battistrada. E ieri sera Chiamparino e Alemanno, che guidavano la delegazione dell’Anci, sono usciti soddisfatti dall’incontro con il Capo dello Stato, «che ha mostrato di recepire le nostre richieste». I bombardamenti partiti da Milano con Formigoni hanno infatti sortito un primo effetto: far smuovere un pezzo da novanta come Umberto Bossi che ha ammesso

Una delegazione è salita al Colle «Le nostre richieste sono state recepite» l’esistenza di un «bel problema, perché la manovra non tocca il federalismo, però le regioni si sentono un pò nude, sentono di ricevere troppo poco. E bisognerà fare in modo di aiutare le regioni virtuose». Un argomento quanto mai spinoso, che il leader del Carroccio ha affrontato ieri sera con Tremonti in persona. Arrivando all’incontro con animo fiducioso, «lo so che è difficile, ma credo che qualcosa si possa fare». Il “senatur” è consapevole che la base leghista non gradisce che gli enti locali subiscano questi colpi dal governo centrale e non vuole arrivare domenica al raduno di Pontida disarmato di fronte ai suoi. E nel ruolo di mediatore si è speso pure il ministro del Lavoro Sacconi, convinto che con le Regioni sia possibile trovare una intesa sui tagli anche se queste «devono riflettere» sui possibili risparmi che possono effettuare a cominciare dallo scioglimento di alcuni enti o agenzie. «Non hanno nessuna azione di dimagrimento da fare? » Dopo l’uscita di Bossi, «qualcosa comincia a muoversi», è stato il commento di Formigoni, che però non ha

Le città I provvedimenti per salvare i conti

Milano Via le quote azionarie Si pensa al taglio delle quote azionarie nelle società partecipate considerate non più strategiche, alla riorganizzazione del personale e maggior austerità nelle spese di rappresentanza. Secondo una stima la finanziaria inciderà nelle casse di Palazzo Marino per 180 milioni di euro (70 sul 2011 e 110 sul 2012).

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Torino Rifiuti più cari Nel bilancio 2010 appena approvato il Comune di Torino ha aumentato in media del 9% la Tarsu (raccolta rifiuti), con un incremento del 5% per le utenze domestiche: nelle casse entreranno 18 milioni di euro in più. La Cosap (occupazione del suolo pubblico) aumenterà nella misura massima del 9%.

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risparmiato un’altra frecciata all’indirizzo del Tesoro, svelando che «i governatori temono che ci possa essere una diminuzione anche dei finanziamenti alla sanità, nonostante il governo sostenga che quel settore non sarà toccato». E se governatori e sindaci conducono un’azione a tenaglia spalleggiati dal premier sarà difficile per Tremonti reggere l’urto. Anche perché i comuni hanno chiesto al governo di riaprire un tavolo di confronto con gli enti locali, mostrando rispetto per i saldi della manovra. Con una lista di proposte di merito, come «un riequilibrio dei tagli di spesa fra i livelli di governo, con una maggiore riduzione delle spese di funzionamento dei ministeri; una riduzione del peso finanziario a carico della manovra dal 2010; l’attribuzione ai comuni di una quota certa delle risorse recuperate dal contrasto dell’evasione fiscale». [CAR. BER.]

L’auto blu? Un’utilitaria I

Bologna I tagli del commissario Il commissario straordinario, Anna Maria Cancellieri, potrebbe approfittare ddella gestione per dirottare i fondi destinati a stipendi di assessori e gettoni dei consiglieri ad altre voci del bilancio. «Il nostro obiettivo sarà di salvaguardare i servizi».

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Varese Rincara l’asilo nido Potrebbe arrivare ad un aumento delle tariffe degli asili nido e delle mense scolastiche, o a tagli nelle spese per i servizi. Non verranno toccate, ha assicurato il sindaco, Attilio Fontana, le tariffe dei mezzi pubblici. Fontana aveva chiesto ai cittadini a marzo di destinare il 5 per mille al loro Comune.

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Ieri la delegazione dell’Anci è stata ricevuta dal Capo di Stato Giorgio Napolitano (foto sopra) A Milano 400 sindaci hanno sfilato (foto grande) contro i tagli agli enti locali previsti dalla manovra

“Napolitano è sensibile al dramma delle città”

Napoli A Napoli dove ci sarà una prima manovra di assestamento a settembre. «Ilnostro impegno - spiega l’assessore al Bilancio del Comune Michele Saggese - sarà quello di non aumentare le tariffe ma di tagliare le spese». Primo provvedimento: gli assessori hanno sostituito le auto blu con utilitarie, per risparmiare anche sulla benzina.

Sul Colle

Chiamparino: non chiediamo meno sacrifici ma più equità

Intervista

,, ANDREA ROSSI TORINO

opo quasi un’ora di colloquio al Quirinale Sergio Chiamparino, sindaco di Torino e presidente nazionale dell’Anci, esce rinfrancato. «Il presidente Napolitano si è mostrato sensibile. Ci ha rafforzato nella convinzione che i Comuni sono l’anello indispensabile della catena che collega istituzioni e cittadini. E ci ha sollecitato a spiegare all’esecutivo le conseguenze della manovra sugli enti locali».

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Quali potrebbero essere, sindaco?

«La Finanziaria, per la parte che riguarda i tagli - 16 miliardi su 24 - ricade per oltre il 90

per cento su regioni, province e comuni. E su di noi, oltre ai quattro miliardi in meno per i prossimi due anni, graveranno a cascata anche i tagli degli altri enti locali. In Piemonte sta già accadendo».

MELILLI

«Le Province manifestino con le città»

Con quali risultati?

«Con l’assestamento di bilancio deciso dalla giunta Cota (risparmi per 900 milioni nel prossimo biennio) non sapremo come garantire alcuni servizi essenziali. Hanno ridotto di 4 milioni su 20 il finanziamento al trasporto pubblico locale, con l’effetto di mettere a rischio il funzionamento del metrò. Ed è solo un esempio». Su quali altri settori dovrete intervenire?

«Hanno tolto 12 milioni di euro all’assistenza, una cifra pari all’intero comparto dell’assistenza domiciliare, che a Torino significa offrire un sostegno a 10 mila famiglie e aver creato 4 mila posti di lavoro, spesso sottratti all’occupazione sommersa. Tutti i Comuni, anche i più virtuosi, versano in queste condizioni: il sindaco di un piccolo paese in provincia di Padova poco fa mi ha raccontato che dovrà ridurre del 60 per

«Credo che i presidenti delle Province debbano tutti raccogliere l’invito dell’Anci e partecipare alla manifestazione davanti al Senato, il 23 giugno, in concomitanza della conferenza Stato-città, contro la manovra. I tagli agli enti locali sono davvero insopportabili ed eccessivi rispetto ai sacrifici chiesti ai ministeri». Lo ha detto il presidente della provincia di Rieti ed ex presidente dell’Unione delle Provincie, Fabio Melilli. «Se a ciò si aggiunge che gli altrettanto pesanti tagli alle Regioni, si comprende che questa manovra distrugge il welfare locale.

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Sergio Chiamparino (Anci)

cento le spese. Così si finisce per pagare i dipendenti perché non lavorino». La manovra, però, è necessaria. L’Italia non può permettersi di lasciar precipitare i conti pubblici. I Comuni non vogliono fare la loro parte?

«Certo che siamo disposti a farla. E non contestiamo nemmeno l’entità della manovra. Non vogliamo una Finanziaria più leggera. Il problema è la distribuzione dei sacrifici. Se resta invariata dovremo tagliare i servizi».


LA STAMPA VENERDÌ 18 GIUGNO 2010

Tremonti sotto assedio Ultimo assalto dei ministri Brancher allo Sviluppo economico, nomina in rampa di lancio

Retroscena ALESSANDRO BARBERA ROMA

l nuovo Patto di stabilità europeo ci impone una disciplina di bilancio di lungo periodo. Sarà una fase complessa e difficile...». Giulio Tremonti è all’Accademia dei Lincei, un angolo di quiete a due passi dal traffico caotico della Capitale. Invitato ad un convegno internazionale della Cassa depositi e prestiti, per un paio d’ore tenta di alienarsi dai problemi che lo assediano a Via XX settembre. Ci sono Mario Monti, Dominique Strauss Kahn, Jaques Attali. Tremonti parla di questioni alte, ma con la testa è al lungo lavoro di mediazione che lo attende nei prossimi giorni, forse settimane, fino a quando la manovra non avrà imboccato il voto finale alla Camera. Una delle questioni che lo impegna da settimane è il destino del ministero dello Sviluppo. I veti reciproci su mol-

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Il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti col direttore dell’Fmi, Dominique Strauss-Kahn

IL SUCCESSORE DI SCAJOLA

Ipotesi di dicastero senza portafoglio, rafforza Fitto e il titolare dell’Economia Dovrete anche ridurvi lo stipendio.

«Un punto che nemmeno abbiamo sollevato, anche se mi piacerebbe capire perché si azzerano le indennità per i consiglieri di quartiere, si riducono quelle di consiglieri comunali, assessori e sindaci e non si taglia di una virgola su parlamentari e consiglieri regionali. È lo stesso meccanismo per cui si grava sui Comuni e non sui ministeri, dove ci sarebbe da tagliare: basta fare un giro per rendersene conto». In definitiva cosa chiedete?

«Si torni alle cifre discusse a suo tempo con Tremonti: la metà di quelle attuali. Altrimenti non posLA RICHIESTA

«Torniamo alle cifre da cui è partito il governo La metà di queste» IL FEDERALISMO

«Con questa cura da cavallo non potrà mai decollare» siamo farcela. E parlaredi federalismodiventainutilee paradossale». Scusi?

«Se i Comuni, soggetti del federalismo, vengono caricati dell’onere di risanare i conti dello Stato continuando per di più a non godere di alcuna autonomia fiscale, come possiamo pensare a una riforma come quella che sta a cuore alla Lega?». Sta dicendo che non si realizzerà mai?

«Dico che con questa cura da cavallo i Comuni ci arriveranno in ginocchio e senza alcuna possibilità di metterla in pratica».

te delle ipotesi avanzate dal premier e, non ultimo, il no di Emma Marcegaglia, hanno impedito finora la soluzione al rebus. La questione ora però sarebbe ad una svolta: dopo l’incontro fra Bossi e Fini, ieri circolava voce di un accordo per nominare a successore di Claudio Scajola il leghista Aldo Brancher. Brancher potrebbe essere nominato già oggi ma di fatto senza portafoglio, una soluzione che rafforzerebbe ancora di più il ruolo del superministro e di Raffaele Fitto, al quale pochi giorni fa è stata affidata la gestione dei fondi a favore delle Regioni più povere finora concentrati allo Sviluppo. La questione che più preoccupa Tremonti è però la manovra: con il passare dei giorni la lista di coloro che lamentano le conseguenze dei tagli alla spesa si allunga e si compatta pericolosamente. Regioni, Province, Comuni, magistrati, medici, insegnanti, su alcuni dettagli il ministro dell’Economia deve fare i conti anche con le lamentele di Abi e Confindustria, contrarie alle norme che modificano la legge fallimentare. La durezza e la complessità delle misure è direttamente proporzionale alla quantità di richieste di modifica: perché quest’anno, prima ancora delle trappole e delle richieste dei parlamentari - alle 13 di oggi scade il termine per gli emendamenti in Commissione - la manovra deve fare i conti con le lamentele di pezzi dello Stato. E così, benché la parola d’ordine resti «l’invarianza dei saldi», alcuni mini-

Aldo Brancher Uomo di fiducia del Cavaliere BELLUNESE, IMPRENDITORE E DIRIGENTE D'AZIENDA, ELETTO IN VENETO PER IL PDL, GIÀ SOTTOSEGRETARIO NEI GOVERNI BERLUSCONI II E III È SOTTOSEGRETARIO ALLA SEMPLIFICAZIONE E CURA I RAPPORTI CON BOSSI

stri hanno avuto mandato a mediare. La questione più scivolosa per il governo sono le barricate delle Regioni: Roberto Formigoni sta bussando ad ogni porta per ottenere una riduzione dei tagli a loro carico. Il pressing qualcosa lo ha già prodotto se Bossi, dopo aver invitato mercoledì Formigoni a «non esagerare» ieri ha annunciato che avrebbe visto Tremonti a cena «per vedere il da farsi». Del resto se la Lega vuole portare a casa i decreti attuativi sul federalismo fiscale entro l’estate, ha bisogno della sponda dei governatori. La soluzione al rebus è in mano a Fitto, il quale non a caso parla già di modifiche all’articolo 14, quello che determina le modalità dei tagli. L’altro segnale di apertura è sulla sanità: la manovra, così come è oggi, prevede l’estensione del blocco del

turn over ai dipendenti Asl e degli ospedali. Una misura che, agli occhi dei governatori, di fatto significherebbe un taglio surrettizio alla spesa sanitaria, sulla quale, almeno nelle intenzioni, la manovra non prevederebbe risparmi. «Stiamo facendo verifiche per APERTURA SULLA SANITÀ

Fazio: «Stiamo facendo verifiche per mitigare il blocco del turn-over»

mitigare la misura», spiegava ieri il ministro Ferruccio Fazio. La strada per Tremonti resta strettissima, perché quali che saranno i compromessi, il saldo della manovra dovrà restare invariato, pena pesanti conseguenze per il rendimento dei titoli pubblici sui mercati.

Il primo emendamento del Pd Una tassa per i “Berlusconi” CARLO BERTINI ROMA

Due giorni fa, di fronte al quesito sul perché abbia scelto di servire come antipasto a Tremonti una lenzuolata di liberalizzazioni da 10 miliardi, Pierluigi Bersani rispondeva con un ghigno: «Ogni giorno ha la sua pena e sabato alla manifestazione di Roma, parlerò pure dei miliardari..». E in effetti, di ritorno dalla Cina, finito di leggere il decreto anti-crisi, uno dei primi commenti di Bersani fu «ma Berlusconi e quelli come lui non pagano neanche un euro?» E così da due settimane, la squadra di esperti del Pd guidata dal responsabile economico Stefano Fassina, lavora agli emendamenti alla manovra che oggi sarà depositato, sapendo che una delle proposte “qualificanti”, come si dice in gergo, deve essere proprio rivolta a quelli che il

segretario chiama «i miliardari». Compito non semplice se si vuole evitare l’accusa di passare per i soliti tassatori; e quindi dopo una raffica di riunioni, alla fine si è trovata una soluzione che non è però una “patrimoniale” di bertinottiana memoria. «Noi siamo tra i paesi europei - spiega Fassina - che tassano meno i redditi da capitale, quindi la nostra proposta è uniformare la tassazione di questi proventi al 20%, lasciando fuori i titoli di stato, ma comprendendo i dividendi di azioni, obbligazioni, i capital gain da compravendite e una cedolare del 20% sui redditi immobiliari». E i miliardari alla Berlusconi come verrebbero toccati da questa misura? «Sicuramente hanno anche dei redditi da capitale la cui tassazione aumenterebbe dal 12,5 al 20%». Ma per far sostenere una buona parte dei sacrifici «anche ai ric-

chi», il Pd ha deciso di proporre pure «un prelievo una tantum aggiuntivo del 5% sui capitali regolarizzati dallo “scudo”. Facendo in modo che quei 250 mila italiani che hanno evaso le tasse, ai quali oggi è consentito di opporsi all’accertamento fiscale passato e futuro, non siano più al riparo dei controlli previsti dal redditometro». Fatta salva la fantasia dei singoli deputati, il pacchetto di emendamenti “ufficiali” del Pd, comprende anche un alleggerimento del carico Irpef per le donne con figli a carico e più risorse per scuole e università. Con quali coperture finanziarie? Riorganizzare la pubblica amministrazione: meno prefetture, niente province nelle aree metropolitane e una fusione Inps-Inpdap; e mettere in gara le frequenze liberate dal digitale terrestre per rastrellare 5-6 miliardi di euro.

Primo Piano 3

L’INIZIATIVA ANM

E i magistrati preparano la class action contro i tagli RAPHAEL ZANOTTI

Lo Stato datore di lavoro taglia gli stipendi alle toghe? E allora il giudice si rivolge... al giudice. Nel Paese in cui il conflitto d’interesse è una categoria dell’immaginario, l’Anm, il sindacato dei magistrati, ha appena incaricato uno studio legale perché verifichi la manovra finanziaria che taglia gli stipendi a tremila giovani magistrati, un terzo circa del totale. L’idea è quella di portare in giudizio il governo. «Sarà una specie di class action spiega il presidente della sezione piemontese dell’Anm, Edmondo Pio - anche se poi ogni magistrato agirà personalmente». Il paradosso è che saranno altri magistrati, ovvero i giudici del Tar, a dover decidere chi ha ragione. Non basta. Il bello è che anche chi dovrebbe rappresentare il governo davanti al giudice non è proprio indifferente al problema. L’Avvocatura dello Stato, i cui stipendi sono agganciati a quelli dei magistrati, da un po’ di tempo è pensierosa. Sta valutando di promuovere il primo sciopero della sua storia. Ovviamente contro contro la manovra del governo. Auguri, insomma. «Anche questo è uno dei motivi per cui nessuno aveva mai ritoccato gli stipendi dei magistrati - spiega il presidente nazionale dell’Anm, Giuseppe Cascini - Le valutazioni della professionalità e gli scatti di anzianità non sono un privilegio. Sono studiati apposta per evitare questo genere di pasticci. La magistratura è un organo indipendente che valuta la legalità dei provvedimenti di chi governa, e non può farlo se deve andare in contemporanea a trattare le proprie retribuzioni». L’Anm offrirà assistenza legale a tutti i magistrati che ne faranno richiesta. I giudici dei tribunali amministrativi, insomma, rischiano di essere travolti da migliaia di ricorsi fotocopia presentati da colleghi. «Io ancora non dispero in una cambiamento da parte del governo - spiega Cascini - ma se il provvedimento dovesse restare com’è oggi, siamo pronti alla battaglia». Cosa vuol dire? Davanti al Tar i magistrati sono pronti a sollevare questione di legittimità costituzionale sul decreto. «È in ballo l’indipendenza della magistratura, che è uno dei principi fondamentali della nostra Carta» dice ancora il giudice Pio. Indovinate a quale categoria appartengono coloro che dovranno valutare se il provvedimento viola la Costituzione? Esatto.

jena Intercettazioni Meno male che Bossi c’è.

jena@lastampa.it


VENERDÌ 18 GIUGNO 2010 LA STAMPA 4


LA STAMPA VENERDÌ 18 GIUGNO 2010

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MANOVRA

Cambia la Costituzione Integrazioni e ritocchi agli articoli 41 e 118, Oggi l’esame al Consiglio dei ministri

LE RIFORME AL VIA Carlo Sangalli

«Riducendo la burocrazia tagliamo 16 miliardi di costi» utto ciò che rientra nel perimetro di una buona politica per le piccole e medie imprese e che, partendo dalla riduzione dei tempi, costi e pesi burocratici eccessivi, consenta di accelerare e irrobustire la crescita ci vede non solo favorevoli ma convinti assertori. L'iniziativa del governo di creare una piattaforma di regole in grado di liberare energia di impresa nel circuito dell'economia è dunque condivisibile. Ciò detto, però, noi vorremmo che l’obiettivo dell’intero pacchetto, fosse quello di consentire a tutte le aziende, quale ne sia la dimensione, di ricercare maggiore efficienza e competitività. In questo senso, noi crediamo che una delle maggiori difficoltà da rimuovere sia la «grande tassa» della burocrazia, che costa al sistema delle imprese oltre 16,5 miliardi l'anno. Un conto, effettivamente, troppo salato e non più ulteriormente sostenibile. [R. MAS.]

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Imprenditore Carlo Sangalli è presidente di Confcommercio e di Rete Imprese Italia

Meno lacci e imprese più libere

Vincenzo Boccia

«Per crescere avanti tutta con la semplificazione»

L Industriale Vincenzo Boccia è presidenti dei Piccoli di Confindustria

Per avviare una nuova attività basterà un’autocertificazione

Piero Alberto Capotosti

Massimo Calearo

«Non serve modificare le norme costituzionali»

«Guardare all’interesse del Paese senza ideologie»

on vedo la necessità di toccare la Costituzione, perlomeno in riferimento agli articoli 41 e 118. Il 41 non è un freno alla libertà d'impresa, ma anzi la sua modifica può dare l'impressione che si tratti di un alibi per poter giustificare quello che fino a oggi non si è fatto con legge ordinaria. Il primo comma è chiarissimo: l'iniziativa economica privata è libera. Incontra, tra l'altro, il limite dell'utilità sociale, che richiama il concetto tedesco di «economia sociale di mercato» proprio per evitare che si intraprendano iniziative dannose al bene comune: se qualcuno vuole aprire un'impresa, non bisogna stabilire che non si adottino tecniche inquinanti o che si assicurino condizioni di lavoro salubri? Il terzo comma parla solo di controlli, senza precisare come e quando debbano essere esperiti. La libertà di concorrenza, che oggi è tutelata dall'articolo 117, può essere attuata benissimo con legge ordinaria dello Stato. [F. SCH.]

ono d'accordo sul fatto che si debba velocizzare il sistema ed essere più vicini alle piccole imprese, che sono la maggioranza in Italia. Bisogna guardare solo agli interessi del Paese senza ideologie: in questo modo maggioranza e opposizione possono trovare una convergenza, importante perché l'economia viaggia a una velocità superiore alla politica. Non sono andato in profondità nella proposta del governo, ma la ritengo corretta, anche se mi auguro che tutto questo non sia un'operazione di facciata. La cosa più importante sarebbe concedere all'impresa degli strumenti di crescita, ma non sono contrario all'ipotesi di rivedere gli articoli 41 e 118 della Costituzione. E sono perfettamente d'accordo con il disegno di legge sulla segnalazione di avvio attività: è giusto dare fiducia a chi vuole partire, ma siccome il furbo normalmente non paga, facciamo invece che se si becca qualcuno che bara gli facciamo pagare una multa molto seria. [F. SCH.]

N Giurista Piero Alberto Capotosti è presidente emerito della Corte costituzionale

Alberto Mingardi è direttore generale dell’Istituto Bruno Leoni

Massimo Calearo è parlamentare dell’Api e industriale

«Deve poter trainare anche altri interventi»

«Non basta semplificare adesso è l’ora di abolire»

redo sia lecito temere che questo progetto del ministro dell'Economia possa servire soltanto a fare «parlare d'altro». La modifica dell'art. 41 non è stata necessaria, in passato, per consentire eventi che hanno cambiato in profondità il rapporto Stato-mercato in Italia (penso alle privatizzazioni), non se ne comprende l'improvvisa urgenza ora. Ciò detto, gli articoli della Costituzione relativi ai rapporti economici sono davvero datati e sono il frutto del compromesso fra due culture, cattolicesimo sociale e marxismo, nessuna delle quali aveva una comprensione molto profonda dei meccanismi del mercato. Se la modifica costituzionale fosse una sorta di grande obiettivo simbolico che traina e che non frena altre iniziative per la semplificazione della vita economica, potrebbe essere una cosa auspicabile. Così come lo sarebbe un intervento contro la moltiplicazione dei poteri di veto. [P.B.]

«Il problema delle regole? In troppi non le rispettano» ono d’accordo che si intervenga su questa materia, soprattutto per snellire la pesante trafila burocratica. Giova ricordare, a questo proposito, che siamo al 76˚ posto per libertà d’impresa. Tuttavia questo non basta. Il problema della libertà d’impresa in Italia non è che ci sono troppe regole, ma che le regole non si rispettano e così si altera il sistema della libera concorrenza. Per uno sviluppo solido e duraturo è necessario un sistema rapido di giustizia civile, un intervento serio e drastico sull’evasione fiscale e un recupero dell’economia sommersa. Le piccole imprese che rispettano le regole, pagano le tasse, retribuiscono come prescritto i dipendenti, eccetera, sono aziende che vogliono crescere e svilupparsi. Quelle che, invece, prosperano al nero, non solo non vogliono crescere ma fanno concorrenza sleale alle prime. [R. MAS.]

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Roger Abravanel è consulente d’impresa ed ex direttore Mc Kinsey Italia

Imprenditore e deputato

Nicola Rossi

Roger Abravanel

Consulente

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Alberto Mingardi

C Economista

e iniziative del governo per la promozione della libertà di impresa incontrano senza dubbio il nostro pieno apprezzamento. La semplificazione delle norme e dei percorsi burocratici ai quali le nostre piccole e medie aziende sono costrette, costituisce da sempre uno dei nostri obiettivi prioritari. Una maggiore libertà è necessaria per velocizzare la capacità delle imprese di uscire dalla crisi, ma anche per dare una forte spinta al nostro sistema produttivo. I troppi freni stanno diventando un fardello pesante in uno scenario globale. Si tratta di agire in due direzioni: da un lato liberare risorse per lo sviluppo, dall’altro mettere a punto tutti quegli strumenti che possono far sì che nel nostro Paese le imprese operino in condizioni di vera e piena concorrenza. Ci sono delle riforme che possono essere realizzate in tempi brevi e senza oneri aggiuntivi, al primo posto la burocrazia, la semplificazione e le liberalizzazioni. [R. MAS.]

PAOLO BARONI ROMA

«Le regole giuste sono un investimento. Le regole sbagliate sono un costo. Le regole possono essere sbagliate in sé, ma possono essere sbagliate anche perché sono troppe». E visto che l’Italia si trova «al bivio tra declino e sviluppo», il governo ha deciso di «scaricare la zavorra». E’ questa la filosofia del progetto «Libertà d’impresa», suggerito nei giorni scorsi dal ministro Tremonti, che approda oggi al Consiglio dei ministri per un primo esame preliminare. Il pacchetto è imperniato su due distinti provvedimenti: una legge ordinaria, che dovrebbe servire a semplificare le procedure amministrative e che potrebbe essere approvata abbastanza rapidamente, ed un più complesso disegno di legge costituzionale per modificare gli articoli 41 e 118 della Carta. In particolare, la bozza del ddl prevede che controlli «ex post», autocertificazione e segnalazione di inizio attività vengano estese «a tutte le ipotesi» in cui si possano applicare, mentre le «restrizioni del diritto di iniziativa economica» vengono «limitate allo stretto necessario». Fatti salvi i casi regolati da legge penale, la nuova Costituzione si basa sul principio della «buona» fede dell’imprenditore. In questo quadro anche le modifiche alla Costituzione servono a formare una sorta di baluardo anti-burocrazia. All’articolo 41 sono aggiunti alcuni commi per

sancire che «la Repubblica promuove il valore della responsabilità personale in materia di attività economica non finanziaria» e che «gli interventi regolatori dello Stato, delle Regioni e degli Enti locali che riguardano le attività economiche e sociali si informano al controllo ex post». All’articolo 118, ultimo comma, verrà invece aggiunto un comma che recita: «Stato, Regioni ed Enti locali riconoscono l’istituto della segnalazione di inizio attività e quello della autocertificazione, lo estendono necessariamente a tutte le ipotesi in cui è ragionevolmente applicabile,

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Economista e politico Nicola Rossi è parlamentare eletto nelle liste del Partito democratico

«L’Italia è a un bivio tra declino e sviluppo: è arrivata l’ora di scaricare la zavorra» con esclusione degli ambiti normativi ove le leggi penali prevedono fattispecie di delitto o che derivano direttamente dalla attuazione dalle normative comunitarie o internazionali». Inoltre, «in materia urbanistica» si danno sei mesi di tempi a Stato, Regioni, Città metropolitane, Province e Comuni per adeguare le loro normative «in modo che le restrizioni del diritto di iniziativa economica siano limitate allo stretto necessario per salvaguardare altri valori costituzionali». E tre mesi di tempo per «rendere pubblico l’elenco dei casi che escono dal campo di applicazione» della semplificazione.

ivedere gli articoli 41 e 118 non credo sia una priorità ma non è nemmeno del tutto inutile: che la Costituzione abbia una modalità un po' datata di guardare al mercato è evidente. Poi bisogna vedere come lo si fa, in che maniera le parole mercato e concorrenza compariranno. Ritengo però prioritarie una serie di altre cose per rendere più semplice l'attività d'impresa: oggi un imprenditore passa buona parte della giornata a fare lo slalom tra le procedure burocratiche, che spesso servono solo a dare lavoro a uffici o professionisti. Non basta semplificare, bisogna abolire: la Pubblica Amministrazione fa troppe cose, è bene che ne faccia di meno. Quindi il ddl sulla segnalazione di avvio d'impresa in teoria va benissimo, ma è un parere provvisorio: di questo tipo di semplificazioni ne abbiamo viste molte negli ultimi 15 anni, e non sempre hanno funzionato. L'abilità della burocrazia nel ricreare lavoro per se stessa è pressoché infinita. [F. SCH.]

Fiorella Kostoris

«Si può fare di tutto senza toccare la Carta» er liberare lo sviluppo da una serie di lacci obsoleti non è assolutamente necessario cambiare l’articolo 41 della Costituzione. Tutte le misure del caso si possono prendere senza intaccare la legge fondamentale dello Stato. Il testo dell'articolo 41 dice che «l’impresa non deve contrastare con l'utilità sociale» e non credo sia necessario cambiare questa impostazione. Si può discutere, semmai, del fatto che questo dettato risenta di una di una concezione intrinsecamente negativa dell’impresa, del profitto, del denaro in generale, che ha molto a che vedere con la cultura cattolica e comunista (molto diverse tra loro, ma in questo simili) proprie dell’epoca in cui la costituzione è stata fatta. Ma è del tutto evidente che un’attività economica, quale che sia impresa, banca, cooperativa, eccetera - non debba stridere con l’utilità sociale. [R. MAS.]

P Economista Fiorella Kostoris, economista, sino al 2003 ha diretto l’Isae


6 Primo Piano

LA STAMPA VENERDÌ 18 GIUGNO 2010

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LA GRANDE CRISI

La reazione delle banche

IL VERTICE DEI VENTISETTE

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L’Europa si prepara a tassare la finanza Il summit di Bruxelles: avanti anche se il G20 non volesse seguirci MARCO ZATTERIN CORRISPONDENTEDABRUXELLES

Altro che vertice «normale», come lo ha definito il presidente stabile dell’Ue, il belga Herman Van Rompuy. In otto ore i 27 leader dell’Unione hanno confezionato un pacchetto di indirizzi politici che potrebbe seriamente influenzare le regole e l’andamento delle cose economiche nei prossimi mesi. C’è l’intesa per rafforzare il patto di stabilità che sovrintende l’euro, con sanzioni più nette, maggior coordinamento strategico e concetto di debito allargato «all’italiana». C’è un accordo a varare «un prelievo sulle banche e la transazioni finanziarie», che il resto del mondo ci segua oppure no. E c’è la mossa per certificare che il sistema creditizio è sano: entro luglio saranno resi noti gli «stress test» sugli istituti, le singole pagelle «che rassicureranno gli investitori sul fatto che non avremo altri psicodrammi». Tutto questo non è «normale», perché non lo sono i tempi e nessuno si nasconde che la crisi non è finita e la crescita fatica a consolidarsi. L’Europa si è rifatta il trucco in vista del G-20 di Toronto, vuole andare all’incontro fra i grandi con proposte precise e la volontà comune

Confermato il sì alla linea italiana Saranno conteggiati anche i debiti privati di sostenerle. Qualche dissidio resta, sopratutto sul «prelievo bancario» che non piace a chi teme di vedere i capitali in fuga, eppure Francia e Germania lo porteranno comunque in Canada. «Lo introdurremo anche da soli», assicurano la cancelliera Merkel e il presidente Sarkozy. E la nuova imposta potrebbe decollare entro il 2012. La Repubblica ceca si è riservata il diritto di non farlo, del resto la strategia fiscale sarà coordinata, ma svolta a livello dei singoli stati. Gli altri sono compatti, anche il Regno Unito. Il «sistema di prelievi e tasse sulle istituzioni finanziarie», si legge nelle conclusioni del summit svoltosi a Bruxelles, mira ad «assicurare una equa ripartizione degli oneri (della crisi)» e a essere «incentivo per evitare i rischi sistemici». Il come e quando dipendono dalla Commissione, che dovrà studiare i passaggi tecnici e fare rapporto in ottobre. I 27 auspicano che il contesto regolatorio su cui lavora l’esecutivo Ue sia completato entro il 2011. Tutti chiedono al presidente Barroso di essere rapido, il portoghese fa lo stesso con Parlamento e Consiglio. Sull’agenda

viene sottolineato il doppio dossier delle «vendite allo scoperto» e dei «crediti default swap», i derivati speculativi che hanno gonfiato il debito greco. Saranno ammanettati entro l’anno, se tutto fila. Gli stress test si vedranno il mese venturo. Il premier spagnolo Zapatero lo ha deciso in casa propria, pubblicherà l’elettrocardiogramma finanziario delle sue banche. La Germania ha fatto un passo analogo, gli altri seguiranno. Si tratta di svelare i numeri sulla reazione degli istituti a choc di sistema. Barroso afferma che così «proveremo che il sistema è solido, con un’adeguata capacità di reazione». Tutto ciò dovrebbe spazzar via l’incertezza dai mercati e arginare la speculazione. Il resto lo faranno i governi, insieme. I leader hanno approvato il piano Europa 2020, proseguimento della Strategia di Lisbona che fissa i binari comuni per lo sviluppo continentale; buoni propositi da verificare. Più efficace appare il rafforzamento della «governance» economia, non «governo»

Titoli di Stato Addio al Cct Arriva il Ccteu Addio al Cct, arriva il Ccteu: il ministero dell’Economia e delle Finanze annuncia l’emissione di un nuova classe di titoli a tasso variabile con cedole semestrali indicizzate all’Euribor 6 mesi che andranno gradualmente a sostituire i Cct in circolazione. Il nuovo titolo sarà emesso, con una scadenza di 7 anni, ma il Tesoro si riserva di proporre altre durate in base alle preferenze espresse dal mercato. Fin dalle prime operazioni di emissione, incluse quelle sindacate, il Tesoro, per quote limitate rispetto ai volumi delle singole operazioni, darà agli investitori che detengono i vecchi Cct in portafoglio la possibilità di cambiarli con i Ccteu. A salvaguardia dei possessori dei vecchi Cct il Tesoro si impegna a garantirne la liquidità e l’efficienza del mercato secondario.

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come volevano alcuni, non la Germania, sempre attenta al lessico in questi casi. Davanti ai conti pubblici si agirà in modo preventivo, anche con il «semestre europeo» per il coordinamento delle leggi finanziarie, insistendo sulla stabilità: qui l’Italia, con Francia e Belgio, ha ottenuto che la nozione di debito, cruciale per le sanzioni possibili, sia l’ag-

Entro luglio il verdetto degli «stress test» per valutare la solidità degli istituti di credito gregato di pubblico e privato, un successo per un paese col passivo al 118% del pil. Si è discusso a lungo e il consenso è giunto sulla formula che dà «più rilevanza ai livelli e alle evoluzioni del debito e della sua sostenibilità complessiva». Alla fine avremo quasi un vero governo dell’economia, in mano al Consiglio. Ieri ognuno ha ceduto qualcosa. Ma in serata, tutti pensavano di aver vinto.

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I numeri chiave

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l’anno di avvio dell’imposta

Questo l’impatto sulle banche italiane dei nuovi requisiti, previsti dall’accordo di Basilea III, sulle dotazioni di capitale L’impatto è stimato in base a calcoli prudenziali

Il vertice dei Ventisette paesi dell’Unione europea si è accordato per varare «un prelievo sulle banche e la transazioni finanziarie» Servirà ad attutire i danni di un’eventuale nuova crisi

I banchieri: “Paghiamo colpe non nostre” Ma intanto i fondi speculativi puntano al ribasso sui titoli del settore FRANCESCO SPINI MILANO

Se una tassa sulle transazioni finanziarie, in funzione antispeculatori, «può anche essere accettabile», nuove gabelle che colpiscano le banche nel loro business tradizionale «proprio no: siamo già stati colpiti duramente, pur non avendo colpe nella genesi della crisi». I contorni della proposta dell’Unione Europea sono ancora poco definiti, a cominciare dalle modalità con cui la tassa sarà ap-

plicata. Le banche sono ancora in attesa di conoscere i dettagli per fare i conti. Le ipotesi che circolano non piacciono. «Colpire le banche tradizionali è una sciocchezza - sbotta un banchiere, a capo di un importante istituto - perché sono quelle che poi prestano il denaro all’economia del territorio». Difficile, per i banchieri interpellati, accettare il principio caro a Bruxelles che sia giusto far pagare i costi della crisi a chi l’ha causata. Il motivo è semplice: in Italia nessuno ritiene di averla procurata («eravamo i più prudenti e ci siamo salvati»), ma di averla subita. Reazioni ufficiali da parte dell’Abi, ieri, non ne sono arrivate. A Palazzo Altieri, però, hanno potuto apprezzare le parole pronunciate in mattinata dal

ministro degli Esteri Franco Frattini, secondo cui in Italia «non abbiamo bisogno di tassare le banche» anche perché le nostre «hanno dimostrato di non essere sanguisughe». È attesa una presa di posizione anche della Federazione delle banche europee. Il cui presidente, l’amministratore delegato di UniCredit Alessandro Profumo, ancora di recente ha ribadito la sua posizione in merito, sostenendo di preferire una maggior prevenzione, attraverso una sorveglianza più stretta, a nuove tasse o all’introduzione di requisiti patrimoniali più severi. Così, mentre le associazioni dei consumatori plaudono a una proposta «sacrosanata» come la definisce il Codacons dalle banche, dove ricordano la

Robin Hood tax, attaccano. «Il sistema italiano ha retto tutto quel che poteva reggere - osserva un altro manager del credito - con moratorie di ogni genere a famiglie e imprese». Ora, la preoccupazione è che «in un momento in cui siamo tutti in difficoltà col patrimonio» si aggiungano nuovi orpelli, quando le banche - in tempo di crisi - sono preoccupate per gli effetti dei nuovi requisiti di Basilea III, il cui impatto per gli istituti italiani è stato recentemente stimato in oltre 20 miliardi di euro. Qualcuno punta il dito Oltreoceano, dove le banche di investimento continuano a fare utili «con gli stessi sistemi di prima». L’accusa è che tutte le forme di finanza innovativa, come i derivati, «crescono e prospe-

rano», come e più di prima. E «nessuno fa nulla». A Piazza Affari l’ipotesi tassa non causa però sfracelli tra i titoli bancari. Bisognerà capire molte cose, a cominciare da come la nuova imposta si incastrerà con l’altra in arrivo sulle transazioni. Questa interesserà gli operatori più attivi e talvolta spregiudicati. «Il risultato sarà un mercato con meno operazioni, meno liquido, con prezzi non rappresentativi», spiega un operatore. Nemmeno tra gli hedge fund c’è fibrillazione. «Si attendono dettagli», dicono nell’ambiente. Nell’attesa si cavalca l’incertezza sulle banche, delle quali a luglio saranno pubblicati gli stress test. Morale: gli hedge in prevalenza si sono posizionati «corti». Scommettono sull’arrivo di nuovi ribassi.


LA STAMPA VENERDÌ 18 GIUGNO 2010

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Retroscena AMEDEO LA MATTINA INVIATO A BRUXELLES

Al vertice dei 27 capi di Stato e di governo dell’Ue la cancelliera tedesca Angela Merkel propone di creare una nuova tassa a carico delle banche, ma anche di tutta la finanza

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L’Ue fa sapere che gli stress test delle banche europee non saranno pubblicati prima dell’inizio di luglio. Gli istituti di credito tirano un sospiro di sollievo in Borsa

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Nella bozza di conclusioni del vertice europeo si parla di una tassa sulle banche ma non c’è traccia di una tassa sulle transazioni finanziarie. Per le banche europee la situazione è migliore del previsto e in Borsa prevale l’ottimismo

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Il presidente della Commissione europea, José Manuel Barroso, ha chiesto al Consiglio Ue che siano resi pubblici gli stress test sulle banche. E in Borsa torna un po’ d’incertezza, ma le banche riescono a chiudere la seduta in lieve rialzo.

Bot spagnoli Successo dell’asta da 3,5 miliardi La Spagna supera senza intoppi due aste cruciali di titoli di Stato a lunga scadenza, riuscendo a collocarne sul mercato un ammontare prossimo ai massimi dei livelli previsti, anche se ha dovuto nuovamente offrire rendimenti elevati. Ieri sul mercato il Tesoro spagnolo ha piazzato bond a 10 e 30 anni di scadenza per 3,479 miliardi di euro. L’operazione veniva guardata come un possibile test dopo che da giorni alcune indiscrezioni di stampa, seccamente smentite da Ue e Madrid, parlavano di difficoltà sui finanziamenti del paese e ipotizzavano possibili aiuti dell’Ue. Nella prima asta sono stati collocati titoli per 3 miliardi di euro a fronte di richieste per 5,657 miliardi con un rendimento medio del 4,864%. Nell’asta a 30 anni sono stati invece collocati bond per 479 milioni a fronte di una richiesta pari a 1,173 miliardi. Il rendimento medio è stato del 5,908%. Nel complesso il governo mirava a collocare titoli per 2,5-3,5 miliardi. A seguito del successo delle due aste, la Borsa di Madrid ha chiuso in rialzo dello 0,74%. Bene anche l’euro che è arrivato a sfiorare quota 1,24 dollari dopo il colloccamento dei titoli spagnoli. Finlamnete la SPagna, che ha varato due pacchetti antideficit da 65 miliardi, incassa notizie positive.

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erlusconi porta a casa una vittoria in Europa, ma non era come al solito, raggiante e capace di intestarsi anche l’aria fritta, mentre proprio ieri aveva di che inorgoglirsi. Apparentemente aveva il broncio con i giornalisti che si inventerebbero le sue disavventure politiche, tra intercettazioni arenate e manovra economica colpite dall’urlo delle Regioni. Con Bossi che spariglia e fa da sponda all’arci-nemico Fini. Tutto congiura contro il suo governo impantanato nella giungla della maggioranza, con tanta voglia di mandare tutti a quel Pese e magari andare a elezioni. Qui a Bruxelles sembra invece che il problema siano le «iene dattiolografe» (il copyright è di D’Alema) con cui non vuole parlare. E che inseguendolo nei vicoli di Bruxelles, aspettandolo davanti al suo antiquario preferito in rue Blaes, rimangono con la gola secca. «Presidente, perché non parla?»,

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E Berlusconi incassa la vittoria dell’Italia Van Rompuy: “Sul debito è passata la vostra proposta” no raccontato gli sherpa italiani - si è rischiata la rottura. A un certo punto il presidente ha messo le carte in tavolo». Di fatto ha minacciato di mettere il veto sul documento finale. «Queste decisioni si prendono all’unanimità e io non sono d’accordo». L’antifona era chiara. Non ha usato il termine veto, ma è come se l’avesse fatto. Del resto era stato il ministro degli Esteri Frattini due giorni fa ad anticipare che l’Italia avrebbe giocato duro. La linea rossa di Berlusconi è stata vincente e ai suoi collaboratori sull’aereo che lo riportava in Italia ha detto di essere «molto soddisfatto, abbiamo ottenuto un risultato importante». Appena saputa la notizia Tremonti ha esultato. «Ho appena parlato per te-

SOSTENIBILITÀ COMPLESSIVA

Sì all’esposizione aggregata che somma quella pubblica a quella di imprese e famiglie gli chiede una giornalista del Tg3. «Per strada non parlo. E poi voi vi inventate tutto, continuate a inventarvi tutto», risponde scuro in volto il premier. Per strada no, ma neanche una conferenza stampa, una dichiarazione dentro Justus Lipsius, il palazzo dove si svolgono i Consigli Ue. Come hanno fatto i suoi colleghi europei per piantare le loro bandierine. Eppure lui aveva una bandiera grande da piantare a Bruxelles. E’ stato lo stesso presidente dell’Ue, Herman Van Rompuy, a ammettere che nel documento finale è passata sostanzialmente la proposta italiana. «Il concetto di sostenibilità com-

IL SUCCESSO

Silvio Berlusconi con José Manuel Barroso (a sinistra) e Nicolas Sarkozy

Tremonti: siamo in pista e abbiamo il biglietto che ci compete Frattini: Italia nel gruppo di testa

plessiva comprende molti parametri, anche quello del debito privato». Insomma, per vigilare sui conti dei Paesi Ue è stata accolta la richiesta dell’Italia di tener conto del concetto di "debito aggregato": quello pubblico più quello privato di imprese e famiglie. Berlusconi voleva recuperare il ruolo di protagonista in Europa ed è riuscito a riprendersi la scena che in qualche modo gli aveva rubato Giulio Tremonti visto come il garante del rigore da parte dei Paesi più virtuosi. E il colpo gli è riuscito. Ma ha dovuto sudate molto. Non ha avuto alcuna sponda dalla Merkel (anzi per lei conta solo il debito pubblico il resto sono chiacchiere), no-

lefono con il presidente Berlusconi: ha ottenuto uno straordinario successo per il nostro Paese. Siamo in pista e abbiamo il biglietto che ci compete». Del resto, ha aggiunto il ministro dell’Economia, il sistema economico italiano è nel suo complesso «molto sostenibile». Frattini può dire che il il risultato ottenuto conferma «l’Italia nel gruppo di testa e ci permette di affrontare con ancor più determinazione le prossime frasi di rafforzamento della governance europea». Anche il ministro degli Esteri ha parlato al telefono con Berlusconi, che a suo avviso ha agito da «statista in Europa, con fermezza e visione strategica».

nostante la tanto sbandierata «diplomazia del cucù». Il premier italiano ha dovuto però fare i conti con l’ostilità dichiarata di Sarkozy, Cameron e Zapatero e di altri Paesi nordici che soffrono di un un alto indebitamento delle loro imprese e famiglie. E non sono contenti di metterlo nel calderone della «sostenibilità complessiva». Un terreno invece sul quale l’Italia può vantare un popolo di formiche. C’è stato un momento in cui Berlusconi non riusciva a sbloccare la trattativa. E’ dovuto intervenire con determinazione diverse volte durante la plenaria e la colazione di lavoro. «La discussione si è fatta molto vivace - han-

City, si cambia Londra cancella la sua Consob Le competenze passano a Bank of England

il caso ANDREA MALAGUTI CORRISPONDENTE DA LONDRA

nvestito di una missione superiore, deciso a restituire all’Inghilterra la dignità e la stabilità finanziaria che la storia reclama, George Osborne, ministro del Tesoro, annuncia nel prestigioso salone della Mansion Hall, la rivoluzione epocale

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IL MINISTRO DEL TESORO

«Nessuno ha controllato Il disastro è arrivato senza che scattassero allarmi» che si abbatterà sui grattacieli di vetro e di specchi della City, abolendo con un tratto di penna funzioni e poteri della Financial Services Authority (Fsa), l’autorità indipendente incaricata nel 1997 da Gordon Brown di controllare gli istituti finanziari, e

Primo Piano 7

consegnando a Mervyn King, governatore della Banca d’Inghilterra, un potere mai conosciuto prima nelle mani di un solo uomo. Nessuno potrà più permettersi pericolosi equilibrismi. Non ci sarà un’altrà Northern Rock, non sotto un governo Tory, non ci saranno altre angosciate corse agli sportelli dei risparmiatori. «Dovranno essere le banche a supportare le persone e non le persone a supportare le banche». Osborne parla mercoledì sera, anticipando, non a caso, il primo viaggio di David Cameron al Consiglio Europeo, ben sapendo che il Primo Ministro ribadirà al Vecchio Continente l’irrevocabilità del piano di tagli e di controllo previsto dal suo Paese e soprattutto dirà che «Londra non accetterà nessun trasferimento di sovranità da Westminster a Bruxelles». Il confine tra la consapevolezza del proprio compito e la diffidenza verso chi, dopo il disastro greco, trema per le sorti di Spagna e Portogallo, è difficile da stabilire. Ma il rigore inglese è condiviso da Italia, Francia e Germania, tanto che Angela Merkel si spinge a dire che «bisogna tassare chi ha messo a rischio il mercato». Il segnale è per

tutti lo stesso: ridimensionare il gigantismo delle banche. Lo strappo compiuto alla Mansion Hall dal ministro del Tesoro, davanti a figure antiche, assorte in professioni senza tempo, in quella che sembrava una cena di aristocratici ed è diventaDAVID CAMERON

«Londra non accetterà nessun trasferimento di sovranità da Westminster a Bruxelles» ta la linea di confine tra l’era Brown e l’era Cameron, è netto. «Ci sono problemi reali di affidabilità. Ed è per questo che introdurremo dele tasse e chiederemo di frenare il pagamento dei bonus. Siamo a questo punto perché nessuno stava controllando il livello del debito e il disastro è arrivato senza

che scattasse l’allarme». Il come e il quanto saranno comunicati poi. Il messaggio è abbastanza destabilizzante senza bisogno di aggiungere cifre. Seppellisce il passato cancellando rudemente l’infelice trinomio TesoroFsa-Banca d’Inghilterra, sapendo persino lui che a volte un eccesso di maleducazione è spiacevole ma necessario. «L’organizzazione di ieri ha fallito». Il nuovo corso prevede che Mervyn King si preoccupi non solo della politica monetaria, ma anche della stabilità finanziaria attraverso una supervisione che imponga prudenza a chinque stia per compiere operazioni di mercato, macro o micro che siano. «Semplicemente il governatore dovrà spegnere la musica quando la danza si farà un po’troppo selvaggia», chiosa elegantemente Osborne, lasciando capire che l’intervento sarà capillare e comincerà da una politica più rigorosa sulla concessione dei mutui: basta prestiti indiscriminati che coprono la cifra totale. Ci saranno tetti e controlli. Il potere della Banca d’Inghilterra sarà mitigato e completato da una serie di strutture: una autorità che protegga i consumatori operativa entro il 2012 e una agenzia contro i crimini economici da predisporre nelle prossime ore. Decisivo il ruolo di una commissione di cinque saggi, guidati da Sir John Vickers, che studierà il modo per ridurre i rischi del sistema. Anche Hector Sants, presidente uscente della Fsa, si mette il naso finto e la parrucca e giura, rinnegando un suo discorso di 18 mesi fa, di volere collaborare al nuovo piano («Lavoreremo parallelamente finché sarà necessario»), mentre la City tace lasciando filtrare un ovvio senso di disagio. Così, innaturalmente, la coalizione conservatori-libdem trascina ancora al centro, nelle proprie mani e in quelle dello Stato, le chiavi del potere, perché oggi rovesciare la storia è la distanza più breve tra il caos e il bisogno di una vita ordinata.


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8 Primo Piano

LA STAMPA VENERDÌ 18 GIUGNO 2010

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GIUSTIZIA GENOVA, L’APPELLO SUL G8

16 mesi

14 mesi

L’ex capo della Polizia Gianni De Gennaro condannato in appello a un anno e 4 mesi

L’ex capo della Digos di Genova era accusato assieme a De Gennaro

Gianni De Gennaro

Spartaco Mortola

Blitz alla scuola Diaz De Gennaro condannato Ribaltata la sentenza di primo grado: istigò l’ex questore a mentire ALESSANDRA PIERACCI GENOVA

Condannati l’ex capo della Polizia, prefetto Gianni De Gennaro, attuale direttore del Dis, Dipartimento delle informazioni per la sicurezza, e l’ex capo della Digos di Genova, Spartaco Mortola, attuale vicequestore vicario di Torino: indussero a cambiare testimonianza l’ex questore di Genova, Francesco Colucci, chiamato a ricostruire in aula la notte dell’irruzione alla Diaz, durante il G8 di Genova. Un anno e quattro mesi per De Gennaro e un anno e due mesi per Mortola, che erano stati entrambi assolti, oltre al

risarcimento delle parti civili. E’ la terza sentenza di appello, dopo quella per le violenze nella caserma di Bolzaneto e appunto l’irruzione alla Diaz, che ribalta i giudizi di primo gra-

La Corte stabilisce che gli imputati dovranno anche risarcire le parti civili do, accogliendo la tesi dell’accusa relativa a una catena di comando che nel luglio del 2001 portò alla sanguinosa irruzione nella scuola-dormitorio dei no global (93 feriti) e al-

la costruzione di false prove per giustificarla e poi ai tentativi di depistare le indagini. Ieri ci sono volute oltre tre ore e mezzo di camera di consiglio prima che il presidente Maria Rosaria D’Angelo leggesse la sentenza, dietro le porte chiuse per il rito abbreviato, lasciando sbigottiti i legali degli imputati, Coppi e Biondi per De Gennaro, Iunca e Gazzolo per Mortola, che pure nel prolungarsi dell’attesa erano apparsi sempre più cupi. «Una sentenza che ci lascia esterrefatti, aspettiamo di leggerne le motivazioni, ricorreremo in Cassazione» dicono. Mortola non c’era, De Gennaro, presente quasi sem-

pre alle udienze, se n’è andato quando la corte si è riunita. D’Angelo è lo stesso presidente cui si deve l’aggravamento delle pene per le torture nella caserma di Bolzaneto. Tre ribaltamenti segnano un nuovo corso della giustizia? «Perché non pensare invece che non erano giuste le sentenze di primo grado? - dice Enrico Zucca, il pm che con Francesco Cardona Albini ha condotto l’accusa, prima di passare alla Procura Generale -. L’appello serve anche per questo». Il sostituto procuratore generale Ezio Castaldi aveva chiesto 2 anni per l’ex capo della Polizia e un anno e 4 mesi

BIANCONERI

L’irruzione notturna della polizia alla scuola Diaz

per l’ex dirigente della Digos. Il dettaglio su cui De Gennaro, stando all’accusa, voleva che Colucci cambiasse la sua versione dei fatti riguardava chi avesse inviato alla Diaz, dopo l’irruzione, Roberto Sgalla, direttore dell’ufficio pubbliche relazioni del dipartimento di polizia. Colucci in aula corresse la ricostruzione resa al pm durante l’inchiesta dicendo di aver inviato lui stesso Sgalla, e non il capo della polizia. Mortola, invece, avrebbe «aiutato» il suo ex questore a ricostruire gli avvenimenti durante una conversazione prima della testimonianza in aula. Fra le telefonate fra Mortola e Colucci c’è quella

in cui l’ex questore dice: «Il capo ha praticamente fatto marcia indietro in un secondo interrogatorio e io devo rivedere un po’ il discorso di quello che ho dichiarato io di Sgalla. Questo serve per aiutare i colleghi che sono inquisiti a Genova». E ancora: «Sono stato a Roma e il giorno 3 devo venire a Genova, il capo m’ha dato le sue dichiarazioni dove praticamente tiene ben testa al magistrato. A questo punto dovrei dire: sicuramente, ripensandoci bene, io ho avvertito Sgalla». E dopo la deposizione in aula, a un altro interlocutore dichiara: «Anche il capo mi ha telefonato per dire: li hai messi alla sbarra».

in azzurro

Cento anni di juventini in Nazionale

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LA STAMPA VENERDÌ 18 GIUGNO 2010

Primo Piano 9

Maroni: ho piena fiducia in lui

Il Viminale fa quadrato. Alfano: innocente fino al giudizio definitivo FRANCESCO SEMPRINI NEW YORK

Il punto Conclusi tutti i maggiori processi

«Gianni De Gennaro ha la mia piena e totale fiducia». Non lascia spazio a dubbi il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, che da New York commenta la sentenza di condanna in Appello nei confronti dell’ex capo della Polizia. «Sono rammaricato per questa decisione che ribalta la sentenza di primo grado», spiega il ministro a margine dei lavori della conferenza sul Crimine organizzato transnazionale, organizzata alle Nazioni Unite. «Attendiamo fiduciosi la pronuncia della Cassazione, perché immagino che De Gennaro vi farà ricorso». Nel frattempo per lui come per tutti vale la presunzione di innocenza: «E’ uno dei cardini del nostro sistema giuridico sancito dalla Costituzione». De Gennaro può continuare a contare sulla «piena e totale fiducia mia personale e in qualità di ministro dell’Interno. Fino alla

sentenza definitiva, da questo punto di vista, da parte mia non cambia nulla». A fargli eco è il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, secondo cui «l’innocenza del prefetto, fino a condanna definitiva, è sancita dalla Costituzione». Il direttore del Dis è una persona «che ha servito lo Stato con dedizio-

Il titolare dell’Interno a una conferenza Onu elogia l’esperienza italiana anti-mafia ne» aggiunge il Guardasigilli rinnovando «stima e fiducia» nei suoi confronti. Durante l’incontro con la stampa, il titolare del Viminale è tornato sulla vicenda dell’ex boss di mafia, Gaspare Spatuzza, al quale la commissione centrale degli Interni ha deciso di non concedere il programma di protezione. «Non è stata una

Reazioni FLAVIA AMABILE ROMA

on hanno intenzione di arrendersi Gianni De Gennaro e i suoi avvocati. L’ex capo della Polizia è stato condannato in secondo grado a un anno e 4 mesi per i disordini avvenuti durante il G8 di Genova. Ribaltata quindi la sentenza di primo grado, ora la parola spetta alla Cassazione. «Siamo rimasti molto sorpresi da questa sentenza - commenta Franco Coppi, uno dei difensori -. Il materiale probatorio esaminato dalla Corte d’appello era assolutamente identico a quello utilizzato dal giudice di primo grado e la prima sentenza appariva solida, ben costruita e aderente alle risultanze probatorie». «Non riusciamo a capire - ag-

N Finora le sentenze della corte d’appello di Genova per il G8 hanno interessato i 25 manifestanti accusati delle violenze di strada (nel loro caso è pendente il ricorso in Cassazione) e i 27 poliziotti imputati per l’irruzione notturna nella scuola Diaz.

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scelta politica», dice Maroni il quale precisa che «non si è deciso di togliere la protezione a Gaspare Spatuzza, perché lui continua ad avere la tutela che già aveva e che è commisurata al rischio che corre. Inoltre i magistrati potranno avvalersi della sua collaborazione». E sul caso si è pronunciato anche il procuratore nazionale Antimafia, Pietro Grasso, il quale ha spiegato di avere «fiducia nella giurisdizione: i magistrati di sorveglianza possono comunque dare benefici penitenziari ai collaboratori indipendentemente dal programma di protezione». E proprio di crimine organizzato si è parlato nel corso dei lavori dell’Assemblea generale plenaria alla quella hanno partecipato i due ministri assieme al procuratore con l’obiettivo di sostenere il rafforzamento della convenzione di Palermo e dei tre protocolli aggiuntivi. «Abbiamo rilevato un interesse da parte di molti e ritenia-

È ancora pendente il processo al comandante Vincenzo Canterini (foto), condannato in primo grado a quattro mesi di reclusione per violenza privata per aver utilizzato uno spray urticante nei confronti di alcune persone in strada. Era stato invece assolto dal reato di lesioni.

Il processo per l’uccisione di Carlo Giuliani, a carico di Mario Placanica (foto), il carabiniere indagato per omicidio, è stato archiviato nel 2003 per legittima difesa. La corte d’Assise di Cosenza ha assolto nel 2008 tutti i 13 no global indagati per associazione sovversiva.

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ministro dell’Interno

Pronto il ricorso. E il governo gli chiede di restare al suo posto Il processo Ieri la sentenza d’appello ha stabilito che Gianni De Gennaro, l’ex capo della Polizia, istigò l’ex questore Colucci a mentire sui fatti della notte dell’irruzione alla scuola Diaz

IL VICE DEL COPASIR

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Roberto Maroni

Lo stupore della difesa “Nessuna nuova prova”

Giuseppe Esposito, del Pdl «Contro di lui una decisione politica» giunge - come lo stesso materiale abbia potuto essere valutato in senso diametralmente opposto». «Ovvio conclude Coppi - che proporremo ricorso contro questa decisione non appena sarà nota la motivazione». Si va avanti, dunque, e nel frattempo governo e maggioranza si sono stretti intorno all’ex capo della Polizia. A lui va la totale stima e fiducia del ministro di Grazia e Giustizia Angelino Alfano che ne parla come di una persona «che ha servito lo Stato con dedizione e la cui innocenza è sancita fino alla condanna definitiva dalla nostra Costituzione». E il Pdl, compatto, fa quadrato invitandolo a non rinunciare ai suoi incarichi pubblici al vertice dei servizi segreti. «De Gennaro - afferma il vicepresidente Pdl del Copasir Giuseppe Esposito - resti al suo posto» E spiega la sentenza come «una condanna di tipo politico». Per il deputato Giorgio Stracquadanio è «l’azione di un pezzo di Anti Stato che cerca di demolire la legittimazione democratica dello Stato, delle sue istituzioni, degli uomini che compiono lealmente il loro dovere». Per Maurizio Gasparri, presidente del gruppo del Pdl alla Camera: «Tra De Gennaro e la sentenza sul G8 preferisco De Gennaro». E Beatrice Lorenzin, deputato e componente della commissione Affari Costituzionali della Camera: «Faremo ridere il mondo. L’unico straniero

Fino alla sentenza in Cassazione nel mio giudizio su di lui non cambia assolutamente nulla

mo ci possa essere un’accelerazione nella sottoscrizione», dice Maroni il quale menziona in aula l’esperienza italiana quale una delle migliori nella lotta alla criminalità organizzata e in particolare nel sequestro dei patrimoni mafiosi. Il capo del Viminale ha inoltre confermato a Ronald Noble, numero uno della Interpol, la disponibilità dell’Italia a ospitare la conferenza del 2012. Incisivo l’appello del segretario generale Ban Ki-moon: «Quest’anno ricorre il decimo anniversario della Convenzione di Palermo, è senza dubbio uno dei più importanti strumenti nella lotta al crimine organizzato, e per questo deve essere rinforzata». Sulla figura di Giovanni Falcone si è invece soffermato il presidente dell’Assemblea, Ali Abdussalam Treki, il quale ha commemorato «quanti hanno perso la vita difendendo i valori della giustizia e della libertà. Tra questi c’è Giovanni Falcone».

Il materiale probatorio esaminato dalla Corte d’appello era identico a quello del giudice di primo grado... Franco Coppi uno dei difensori di De Gennaro

Tra l’ex capo di polizia De Gennaro e la sentenza sul G8 preferisco De Gennaro Maurizio Gasparri presidente del gruppo del Pdl alla Camera

Molto rammaricato, ma sono certo che l’ultimo grado ristabilirà la verità dei fatti Pier Ferdinando Casini leader dell’Udc

premiato dall’Fbi condannato dalla sempre più accertate le brutalità di magistratura italiana». stampo sudamericano e la sospensioAnche fuori dal Pdl si levano voci a ne dello Stato di diritto messe in opefavore di De Gennaro. Il leader del- ra dai tutori dell’ordine pubblico in l’Udc Pier Ferdinando Casini si dice occasione del G8 di Genova alla scuo«molto rammaricato» ma anche «cer- la Diaz e alla caserma di Bolzaneto. to che la Cassazione ristabilirà la veri- Nonché i gravi tentativi di celare o attà dei fatti». Solidarietà, «gratitudi- tenuare le efferatezze e le deviazioni ne» e «vicinanza» all’ex capo della Po- della catena di comando attuati dai lizia dal ministro per l’Attuazione del suoi massimi responsabili». programma di goPer l’Arci la converno Gianfranco DE MAGISTRIS, IDV danna «è un passo Rotondi «per ciò che verso la «Si dimetta. Sono tappe importante ha rappresentato e verità. Ma non baper poter restituire verità sta. Adesso vanno inrappresenta per il e giustizia al Paese intero» dividuate le responPaese». Silenzio da parte sabilità politiche». del Pd, mentre fanFERRERO, PRC Lo affermano Paolo no sentire forte il lopresidente na«Sempre più accertate le Beni, ro apprezzamento zionale Arci, e Walbrutalità sudamericane, ter Massa, presidenper la sentenza gli altri partiti dell’op- e la volontà di celare i fatti» te Arci Liguria, sotposizione. L’eurotolineando che «giuparlamentare dell’Idv Luigi De Magi- stizia non è fatta, ma un po’ di luce sì». stris chiede le dimissioni di Gianni D’accordo anche Paolo Cento di SiniDe Gennaro dal Dis: «Questa è una stra e Libertà: «Durante il G8 di Genodelle tappe giudiziarie che si stanno va vi è stata una sistematica violaziopercorrendo per poter restituire ve- ne dello Stato di diritto che richiede rità e giustizia al Paese intero, che ora un accertamento delle responsabiporta e porterà sempre i segni di una lità politiche e una nuova riforma deferita politico-istituzionale profon- mocratica delle forze dell’ordine, a coda». E Paolo Ferrero, segretario di minciare dalla riconoscibilità degli Rifondazione Comunista: «Risultano operatori di ordine pubblico».


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INTERCETTAZIONI DOPO IL RINVIO

Bossi vede Fini: “Serve l’intesa con il Quirinale” Berlusconi indeciso se abbandonare definitivamente la legge

I no del Quirinale Quando il Colle non firma

I berlusconiani pensano che il Carroccio non voglia ammainare la bandiera della legalità done la colpa sul «dannoso» Fini, ovviamente, ma anche su Napolitano e, perché no, sull’egoismo della Lega. Al momento, non risulta che Berlusconi abbia chiaro il da farsi. Prende tempo, quello sì. E aspetta scettico che Verdini, Quagliariello e La Russa incontrino la prossima settimana Bocchino e Augello (gli emissari di Fini) per cercare l’ennesima tregua.

Cosa dice l’articolo 74 Il Presidente della Repubblica, prima di promulgare la legge, può con messaggio motivato alle Camere chiedere una nuova deliberazione. Se le Camere approvano nuovamente la legge, questa deve essere promulgata

Intervista

,, ANTONELLA RAMPINO ROMA

ià oggi in base all’attuale codice di procedura penale non è possibile pubblicare il testo delle intercettazioni, e invece sono stati pubblicati o addirittura recitati in video testi integrali. Il centrodestra invece di chiedere l’applicazione dei divieti attuali tira fuori una norma che cala una pietra tombale, non si possono pubblicare intercettazioni neanche per riassunto, fino alla conclusione delle indagini preliminari». Di tutti i costituzionalisti italiani il professor Augusto Barbera è tra quei pochissimi che si dissero inizialmente favorevoli a una legge sulle intercettazioni. «C’è stato un eccesso delle cosiddette intercettazioni a strascico, ovvero effettuate non per avere la prova di un reato ma per vedere se qualcuno stesse commettendo un qualche reato». Ma adesso, visto quel che nel disegno di legge del governo Berlusconi si sta preparando, la sua riflessione è che «la legge ha bisogno di fortissime modifiche».

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Dunque la legge è emendabile. Ma

Gianfranco Fini con Umberto Bossi in una foto d’archivio

22 “no” 1985-1992

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1992 - 1999

“Senza modifiche la Consulta dovrà bocciare il ddl” Barbera: “Palesemente incostituzionale” anzitutto vorrei chiederle cosa pensa da tempo la Corte Costituzionale richiadi Bossi che, replicando quel che Ber- ma al principio della ragionevolezza. E lusconi disse sulla manovra finanzia- non è ragionevole che per ottenere il ria, ha chiesto quasi un via libera pre- consenso alla intercettazione sia necessario un collegio di ventivo del Colle. E’ costituzional- L’ERRORE DEL CENTRODESTRA tre giudici, e che per ha sede nel dimente corretto «Dovrebbe semplicemente giunta stretto della Corte cercare il consenchiedere l’applicazione d’Appello, quando so del Quirinale dei divieti attuali» per privare della liprima che il testo bertà personale basia stato varato dal Parlamento? PRECEDENTE LEGISLATURA sta un solo giudice.

«Escludo che il Quirisono ragionevoli «Con la Legge Mastella si Non nale abbia fatto trapele proroghe di tre lare i propri orienta- introduceva il responsabile giorni in tre giorni, del segreto istruttorio» con le carte che giramenti. Ma la frase di Bossi rivela la consano dal Tribunale al capevolezza delle palesi incostituzionalità poluogo del distretto... Norme di tipo di vari punti della legge». ostruzionistico». Quali sono?

«Molte. Ma oltre alla contraddizione con questo o quell’articolo della Carta,

E’ irragionevole che non si possano pubblicare atti pubblici?

«Questa è una scelta politica. Colpisce il

Napolitano

qualche eventuale modifica che plachi il Presidente. Invano, però. L’Ambasciatore pare non abbia cavato un ragno dal buco. Lassù gli hanno detto chiaro e tondo di lasciarli perdere, il Colle giudicherà la legge solo alla fine del percorso, il primo cittadino della Repubblica non vuole essere coinvolto nella rissa interna al Pdl dove si scaricano rancori personali insormontabili. Se la veda il Cavaliere direttamente con Fini, e magari pure con Bossi. Già, perché quei due adesso vanno a braccetto. Sarebbe stato istruttivo cogliere l’espressione del premier, quando il portavoce Bonaiuti gli ha riferito che Gianfranco e Umberto hanno confabulato per venti minuti alla Camera. Purtroppo Berlusconi era a Bruxelles, assorbito dal Consiglio europeo, tra l’altro imbestialito con quei giornali che tutte le mattine gli pubblicano tra virgolette lenzuolate di confidenze, vere o presunte. Insomma, lo stato d’animo si può solo intuire. E’ quello del duce accerchiato. Tradito da tutti. Attaccato perfino da Radio Vaticana, dove un docente universitario cattolico manda all’inferno la legge sulle intercettazioni in quanto contraria alla dottrina della fede... Ma quello che più brucia al Cavaliere è il faccia a faccia tra Fini e Bossi, a ruota dell’altro tra Fini e Tremonti. Nato, stavolta, per puro caso. Il presidente della Camera ha visto Bossi in Aula (così raccontano i rispettivi staff) e gli si è avvicinato per ringraziarlo di certe aperture amichevoli del giorno prima. Il Senatùr ne avrebbe profittato al volo: «Parliamo un attimo delle intercettazioni. Io sono preoccupato...». La sostanza è che di perplessità sulla legge la Lega ne ha una sporta piena. Sono quante quelle di Fini o poco ci manca. Sospettano i berlusconiani che Bossi, «istigato» dal ministro Maroni, non voglia cedere al presidente

Fini, come me, si rende conto che è inutile andare a testate contro il muro

riconosce come figlio suo, però sempre meglio di zero. Nel secondo caso, Berlusconi non avrebbe scudo contro le intercettazioni future, però potrebbe rivolgersi all’Italia: «Vedete? Ho le mani legate» (secondo l’agenzia Agi già lo va dicendo in giro). E ancora: «In questo Paese le riforme sono diventate impossibili». Scarican-

Ciampi

L’incontro tra i due alla Camera. Il senatur «Parliamo un attimo, sono preoccupato»

Se il Presidente non firma sei fregato comunque

della Camera la bandiera della legalità. Qualunque sia la ragione, Umberto si nasconde anche lui dietro Napolitano: «Se il Presidente della Repubblica non firma la legge siamo fregati», dichiara ai media. Quindi occorre «parlare col Quirinale e con Berlusconi per trovare una via d’uscita», di sicuro «se si va a testa bassa non si risolvono le cose», capito Silvio? Inutile tentare forzature, tipo approvazione in agosto con voto di fiducia. La Lega non ci starebbe. Ammettono alti dignitari del premier che, a questo punto, gli restano solo due strade. O Silvio accetta la lunga lista di modifiche indicate da Fini, nel qual caso la legge sulle intercettazioni passa in un batter d’occhi. Oppure, con la scusa di rinviare la discussione a settembre perché c’è altro più urgente, chiude la legge in un cassetto e getta via la chiave. Ogni soluzione ha vantaggi e svantaggi. Nel primo caso il Cavaliere, sconfitto, metterebbe la firma a un testo che non

Scalfaro

Da certi musi lunghi a Palazzo Chigi si capisce che non è andata come doveva. Gianni Letta il tentativo lo ha fatto, non con il Capo dello Stato direttamente ma con i suoi collaboratori più fidati. Per capire se davvero Napolitano è orientato (così sostengono dalle parti di Fini) a bocciare la legge sulle intercettazioni nella versione attuale. E poi per farsi suggerire

Così il leader della Lega

Cossiga

UGO MAGRI ROMA

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1999 - 2006

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in carica

buon senso, più che la Costituzione. Se un atto non è coperto da segreto investigativo, perché impedire ai giornali italiani di pubblicarlo, quando un quotidiano o un sito straniero può farlo? Non serve a niente». Ma non basterebbe applicare le leggi esistenti?

«Quelle norme ci sono, e non sono mai state applicate. Ma i problemi ci sono, tanto che il governo Prodi aveva progettato una sua legge. In un clima diverso, io oggi avrei visto attorno a un tavolo magistrati, giornalisti e politici per affrontarlo. Invece, questo ddl è ostruzionistico, e sembra fatto apposta per impedire la trasparenza». Cosa recupererebbe del disegno di legge Mastella? Lì si creava nei tribunali una figura nuova, una sorta di responsabile del segreto istruttorio, proprio per poter applicare le norme esistenti.

«Quella era un’ottima idea, e andrebbe decisamente ripresa, perché consentirebbe appunto di applicare le leggi che sono già nel codice. Anche per i giornali basta applicare i divieti che già esistono, e cioè l’articolo 684 del codice penale che prevede l’arresto fino a un mese e una contravvenzione di 250 euro per la pubblicazione di atti segretati. Su questo punto il ddl è incostituzionale, non perché prevede sanzioni che già esistono, ma perché impedisce ai cittadini il diritto di conoscere finanche i contenuti delle indagini. Dobbiamo tenere sempre presenti i criteri di ragionevolezza e di buon senso. Se si vieta qualcosa, anche la pubblicazione di qualcosa, nasce subito un mercato parallelo, un mercato nero. Con tutto quello che comporta e significa».


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Retroscena FRANCESCO GRIGNETTI ROMA

rocede soave, Giulia Bongiorno, ma implacabile. Spetta a lei fare la relazione alla commissione Giustizia sul ddl Intercettazioni per come è tornato alla Camera dal Senato, e la più fidata consigliere di Gianfranco Fini demolisce un pezzo alla volta il testo che è uscito da Palazzo Madama con il sigillo dell’ufficio di presidenza del Pdl. Esordio cauto: «Ci sono soluzioni che condivido pienamente, su altre invece avanzo dei suggerimenti al governo». E guarda caso i «suggerimenti» della Bongiorno ricalcano pressoché integralmente quanto filtra dal Quirinale. In commissione l’ascoltano tutti a bocca aperta: quelli della maggioranza perché presi in contropiede da una tale gragnuola di critiche, quelli dell’opposizione perché piacevolmente sorpresa. E al termine, un berlusconiano doc come Enrico Costa, capogruppo Pdl in commissione, dice: «Osservazioni avanzate a titolo personale. La sua relazione non è affatto neutra». Non era mai successo che un relatore di maggioranza fosse sconfessata così platealmente. Ma la partita è solo agli inizi e c’è un possibile sbocco assai sgradito al Pdl: se la Bongiorno trasformerà i suoi «suggerimenti» in altrettanti emendamenti, può la maggioranza bocciarli serenamente perché l’indicazione è di far presto e non tornare al Senato? Il sottosegretario Giacomo Caliendo è un altro che ieri ascoltava abbastanza seccato. E’ reduce da una battaglia al Senato per salvare questo testo, ora si ricomincia con

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I paletti della Bongiorno “fuoco amico” nel Pdl Irritazione nella maggioranza per la relazione della finiana La Fnsi «No a strutture di controllo in redazione» Il Consiglio Nazionale della Federazione nazionale della stampa, «individua con allarme nella nascita di “strutture di comando” un ulteriore, inaccettabile tentativo di rendere ancor più assolutistiche, iper-verticistiche e accentrate le attuali organizzazioni redazionali a tutto danno della qualità del prodotto, della fluidità produttiva, del quotidiano confronto, della libertà di espressione».

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Giulia Bongiorno

il fuoco amico. Perciò sorrideva e ponderazione che a volte non assidiceva sornione: «C’è tutto il tempo cura il singolo magistrato, rispetto per riflettere. D’altra parte alla Ca- a una procedura di questo genere mera avevamo fissato un termine un tribunale collegiale potrebbe credi 60 giorni e andava bene. Al Sena- are problemi di impatto». Questioto siamo passati a 75 giorni più le ne poi da collegare ai cosiddetti reaproroghe rinnovati-satellite delle bili di 72 ore. Co«SUGGERIMENTI» associazioni mame vedete, sui i cui termiRicalcano pressoché fiose, tempi già siamo ni secondo i fiintegralmente quanto niani sono tropintervenuti una filtra dal Quirinale po stretti: «Involta...». Ma l’elenco dei tervenendo su suggerimenti di Giulia Bongiorno è questo punto si potrebbero superalungo. Si inizia con la questione del- re anche quelle problematiche». E la proroga oltre i 75 giorni canonici, qui non solo Idv e Pd hanno annuito, proroga straordinaria di tre giorni ma s’è aggiunto anche un deputato in tre giorni: «Se è vero che un tri- leghista, Luca Paolini, che ha definibunale collegiale assicura quella to «poco pratico» il meccanismo del-

la proroga di 72 ore in 72 ore. Sulle multe per gli editori, poi, la Bongiorno è tornata a chiedere altre modifiche: «Mi chiedo quanto sia ammissibile la responsabilità delle persone giuridiche in materia di stampa e quanto sia conciliabile con la libertà del singolo direttore». Al Senato è stata poi inserita una prerogativa in più per i parlamentari: sarebbe necessaria l’autorizzazione all’intercettazione anche quando capita d’imbattersi nell’ascolto di un parlamentare su un’utenza terza. «Si tratta di capire come si possa chiedere ex ante un’autorizzazione rispetto ad un’ipotesi che non si può prefigurare in anticipo. E poi ci sono problemi di possibile conflitto con una recente sentenza della corte costituzionale». Abbastanza liquidatoria, invece, la Bongiorno, su una ipotesi cara al Pd e ai giornalisti, e cioè la cosiddetta udienza-stralcio in cui un giudice, sentite le parti, dovrebbe stabilire quali intercettazioni devono rimanere segrete e quali sono pubblicabili. «Un’udienzetta... è già prevista e non è applicata». Infine il comma D’Addario, novità introdotta al Senato, ovvero il reato di riprese e registrazioni fraudolente punibile a querela della persona offesa con la pena da 6 mesi a 4 anni: sulla «congruità» e «ragionevolezza» della pena, la parlamentare ricorda che fece delle osservazioni anche la commissione Affari Costituzionali del Senato.

Taccuino MARCELLO SORGI

Ma un iter concordato farebbe comodo al premier entrata in scena di Umberto Bossi sul terreno accidentato della legge sulle intercettazioni inaugura la fase due della strategia dell’accerchiamento di Fini e il tentativo di rimettere insieme i cocci della maggioranza, a partire dai due estremi. Il Senatur e il Presidente della Camera, si sa, non si sono mai amati. La loro è da molti anni una convivenza forzata all'interno del centrodestra. Una delle ragioni per cui Fini ha rotto con Berlusconi è che considera l'alleanza del Pdl con la Lega sbilanciata verso quest'ultima, e la consuetudine dei pranzi settimanali ad Arcore tra il Cavaliere e la delegazione del Carroccio una plateale dimostrazione della disparità tra i membri dell'alleanza. A quegli incontri, infatti, Fini non è mai stato ammesso. E il tentativo di riequilibrare i rapporti istituendo un altro parallelo incontro settimanale tra il presidente del consiglio e il presidente della Camera, dopo un paio di tentativi, s'è rivelato fallimentare e ha dato luogo a litigate memorabili, alternate da lunghi periodi di mancata frequentazione. Mentre appunto i finiani -

L’

in testa la solforosa presidente della commissione giustizia Giulia Bongiorno - ieri alla Camera davano fuoco alle polveri, chiedendo un ripensamento e una riscrittura di parte del contestato testo varato dal Senato, un Bossi piuttosto affaticato dalla torrida giornata romana, e sorretto a tratti dal figlio Renzo, si dirigeva verso l'ufficio del più alto inquilino di Montecitorio. La discussione tra i due, s'è capito da quel che lo stesso Bossi ha

detto all'uscita, come si dice dev'essere stata franca. Il leader leghista s'è presentato da mediatore e non da ambasciatore di un Berlusconi molto irato. La conclusione è che, se quella di Fini non è una tattica pregiudiziale che punta a far saltare la legge, si può discutere quali emendamenti servono per migliorare il testo e approvarlo rapidamente, rispedendolo al Senato per l'esame finale. Berlusconi nel frattempo si occuperebbe di approfondire con Napolitano tutte le riserve emerse finora, per sì che una volta approvata la legge possa seguire anche la firma del Quirinale. In due settimane il problema potrebbe essere risolto così. L'iter concordato consentirebbe a Fini di avere la parola finale su un testo mai condiviso fino in fondo, a Berlusconi di evitare la brutta figura di un altro rinvio, e a Bossi, oltre al merito di aver riportato la pace nella maggioranza, la possibilità di chiedere un'accelerazione sulla manovra economica e garanzie precise sul completamento del federalismo, la riforma che da sempre interessa più di tutto alla Lega.


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GRANDI EVENTI LE INCHIESTE

PERUGIA

Casa di via Giulia i pm convocano Sepe Dubbi della procura sulle dichiarazioni rese da Bertolaso GUIDO RUOTOLO INVIATO A PERUGIA

E adesso dovranno sentire anche il vescovo di Napoli, il cardinale Crescenzio Sepe, ex Prefetto della Congregazione «Propaganda Fide», chiamato in causa da Guido Bertolaso. E insieme a lui i pm Sergio Sottani e Alessia Tavarnesi chiameranno Francesco Silvano, l’economo di Comunione e liberazione che Sepe mise a disposizione di Bertolaso per la

Il gip sulle aziende di Diego Anemone: divieto di lavorare per lo Stato per 8 mesi ricerca di una casa. Che fu trovata in via Giulia. Non sono stati ancora presi i contatti tra la Procura di Perugia e il Vaticano per fissare l’incontro. Il cardinale Sepe, che ha una doppia cittadinanza, italiana e vaticana, potrebbe avvalersi di quella vaticana e dunque la Procura dovrebbe inoltrare la rogatoria internazionale con la richiesta di sentirlo. Ma per «eleganza istituzionale», il vescovo di Napoli dovrebbe far valere la sua cittadinanza italiana e quindi accogliere l’invito della Procura. Nel giorno in cui da Oltretevere arriva una presa di distanza dalla vecchia gestione (leggi quella del cardinale Sepe) di Propaganda Fide, che amministra un patrimonio immobiliare nella capitale di svariati miliardi di euro, il vescovo di Napoli viene chiamato in causa da Guido Bertolaso. Che non ha convinto i pm perugini nell’ultimo interrogatorio. Il giallo di via Giulia potrebbe riservare altre sorprese. I pm sono gli convinti che la versione di Bertolaso non è credibile. Che quell’appartamento di via Giulia, frequentato dal 2003 dal numero uno della Protezione civile, fu messo a disposizione da Angelo Zampolini, ovvero da Diego Anemone. A proposito, ieri il gip Ricciarelli ha depositato la sua decisione sulla richiesta della Procura di commissariare le imprese Anemone: nessun commissariamento, solo un provvedimento di divieto di avere contatti con la pubblica amministrazione per otto mesi. Un provvedimento che riguarda il futuro. Insomma, gli appalti pubblici in corso non saranno congelati. Dunque via Giulia. Guido Bertolaso sostiene che nel 2003, fuori casa per motivi familiari, fu ospitato in un collegio universitario di Propaganda Fide. Ma i suoi ritmi di lavoro furono ben presto incompatibili con gli orari del colle-

gio e allora si rivolse al cardinale Sepe che, a sua volta, lo mise in contatto con Francesco Silvano, che gli procurò la casa di via Giulia. Al cardinale Sepe, i pm Sottani e Tavarnesi vorrebbero chiedere conferma del racconto di Bertolaso. E naturalmente, potrebbero anche rivolgergli dei chiarimenti sulla gestione del patrimonio immobiliare di Propaganda Fide e sul ruolo di Angelo Balducci. L’accusa però è convinta che il racconto di Bertolaso fa acqua da tutte le parti. Lui non ha saputo spiegare perché fu ospitato gratis in via Giulia. Si è limitato a dire che pagava le bollette. Agli atti della inchiesta infatti risultano verità contrapposte: intanto dal 1979 il proprietario di quella casa è Raffaele Curi. Bertolaso ha messo a verbale involontariamente un formidabile riscontro all’accusa: e cioé che quelle bollette erano intestate a un certo Roda. Alberto Roda era il vecchio proprietario dell’appartamento che fu venduto a Raffaele Curi. C’è poi il particolare di una minuta di una lettera di prote-

Diego Anemone L’uomo attorno a cui gira tutto: è un costruttore romano

Guido Bertolaso Il capo della Protezione civile

sta indirizzata a Bertolaso dal proprietario della casa che si lamentava dei crediti che vantava per la casa. E quella minuta Curi l’ha consegnata ai pm. Infine, il nome di Bertolaso compare in un’agenda del proprietario della casa di via Giulia. E se è vero che quell’appartamento era frequentato salturariamente dall’ospite, il portiere di un palazzo accanto ha confermato di aver visto entrare in quel portone proprio Guido Bertolaso. In attesa di leggere le motivazioni del gip Ricciarelli, i legali di Diego Anemone tirano un sospiro di sollievo. Insomma, di fronte a una richiesta di commissariamento è prevalsa una misura cautelare molto più lieve: il divieto di rapporti con la pubblica amministrazione di otto mesi. I pm Sottani e Tavarnesi non rilasciano commenti. Ma è chiara la loro delusione. Nella richiesta di commissariamento, aveva scritto che ai vertici delle aziende del gruppo «la pratica corruttva finalizzata alla gestione degli appalti era invalsa ormai da tempo».

Il personaggio

La procedura

CASERTANO DI CARINARO, 67 ANNI, È STATO L’ ORGANIZZATORE DEL GIUBILEO DEL 2000 E MINISTRO VATICANO DELLE MISSIONI ATTUALMENTE È IL VESCOVO DI NAPOLI

HA LA DOPPIA CITTADINANZA ITALIANA E VATICANA: SE SI AVVALE DEL PASSAPORTO STRANIERO, I PM DEVONO CHIEDERE LA ROGATORIA AL GIUDICE UNICO DI CITTÀ DEL VATICANO

ROMA

Una task force del mattone al servizio del cardinale Retroscena GIACOMO GALEAZZI CITTA’ DEL VATICANO

uemila appartamenti nella capitale, amicizie, favori a politici e «grand commis». Nelle stanze di «Propaganda Fide» si sono intrecciate relazioni di potere e conclusi affari sui quali la magistratura italiana vuole vederci chiaro. Uno scenario

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a tinte fosche che mal si adatta al ministero che sovrintende alla Chiesa povera del Terzo Mondo e si occupa, per conto del Papa, dei missionari cattolici sparsi in ogni angolo del pianeta. Quel che è certo è che per anni nel dicastero delle Missioni non si è mossa foglia senza che non lo volessero i due «consultori» Francesco Silvano, braccio destro del cardinale Sepe al comitato organizzatore del Giubileo e Angelo Balducci, provveditore delle opere pubbliche per il Lazio e gentiluomo di Sua Santità. Un «direttorio» privo di controlli burocratici della Santa Sede e capace di muoversi al massimo livello sulle due sponde del Tevere grazie

alla natura «bifronte»: al contempo ita- l’Opus Dei e responsabile amministraliana e vaticana. La «task force» targa- tivo di «Propaganda Fide». ta Sepe contava su una cintura di fedeUn blocco di potere capace di far lissimi nei posti giusti come Pasquale passare di mano palazzi nel centro di de Lise, presidente aggiunto del Consi- Roma. Nel grande business del mattoglio di Stato e diretne ecclesiastico, nultore della CommisI FEDELISSIMI la sfuggiva ai «Sepe sione tributaria cenE’ Silvano, per Piazzati nei posti chiave boys». trale, l’avvocato delesempio, a firmare i per gestire 2 mila stabili contratti con la Cnn e lo Stato Ettore Fie un vorticoso giro d’affari gli altri network stragliolia (capo dell’ufficio legislativo del vinieri che per le diretcepremier Francesco Rutelli nel secon- te televisive si contendono a suon di doldo governo Prodi e presidente in tre ar- lari le terrazze della congregazione vabitrati per contenziosi su grandi opere ticana. «Finché sul soglio pontificio sepubbliche) e monsignor Francesco di deva Karol Wojtyla, Crescenzio Sepe Muzio, esponente di primo piano del- era un intoccabile», spiegano Oltreteve-


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Primo Piano 13

Una giustificazione per tutti i favori Claudio Scajola

Pietro Lunardi

Angelo Balducci

Fabio De Santis

Ministro dello sviluppo economico si dimette per lo scandalo dell’appartamento al Colosseo: «Forse la mia casa è stata acquistata a mia insaputa»

L’ex ministro delle Infrastrutture, intervistato da Repubblica ammette di aver aiutato costruttori per avere lavori scontati: «Favori fatti come persona, non come ministro»

Presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, al centro della rete di affari legati alle Grandi opere, viene arrestato il 10 febbraio 2010: si proclama innocente

Provveditore delle opere pubbliche della Toscana, arrestato il 10 febbraio Anche lui si proclama innocente, anche lui secondo il Tribunale del Riesame deve restare in carcere

FIRENZE

“Cricca inconsapevole di ciò che ha fatto” Respinta la richiesta di scarcerazione presentata da Balducci e De Santis NICCOLÒ ZANCAN INVIATO A FIRENZE

Non c’è accordo sotto il cielo di Firenze. La competenza dell’inchiesta sulla scuola dei marescialli resta sospesa. Decisione rinviata al 6 luglio. «Quando avremo conosciuto le motivazione della Cassazione e potremo valutare tutti gli elementi utili», dispone il presidente della I sezione del Tribunale Emma Boncompagni. Ma intanto la procura di Roma ha già ricevuto parte dei faldoni di inchiesta. Di fatto sta già lavorando. E la giornata di ieri è sembrata quasi un lungo addio, sofferto e combattuto. Firenze o Roma? Dove è avvenuto il patto corruttivo fra il costruttore fiorentino

Riccardo Fusi - che voleva riprendersi l’appalto per la scuola - e la cricca? Scontro sulla competenze

Posizioni contrapposte. Muro contro muro. Il pm Giuseppina Mione: «Rispettiamo la sentenza della Suprema Corte. Ma questa procura ha portato avanti un ragionamento lineare. Lo ha fatto perché convinta che il patto corruttivo si sia consumato il 18 febbraio 2008 a Firenze». L’avvocato Roberto Borgogno difende Angelo Balducci: «Nell’ordinanza di custodia sono documentati 12 incontri compresi fra il 23 gennaio 2008 e il 9 gennaio 2009. Undici di questi sono avvenuti a Roma. Solo uno a Firenze, il terzo. L’unico che non vide protagonisti i pubblici ufficiali. Sarebbe il primo caso di corruzione per rappresentanza». Balducci e De Santis non erano presenti all’incontro decisivo. Per il pm Mione non è affatto strano: «Non volevano sporcarsi le mani».

Ci sono stati momenti anche tesi in aula. La procura di Firenze ha prodotto una memoria per difendere la competenza. Il passaggio cruciale è quello in cui viene citato il verbale di Pierfrancesco Gagliardi, cognato di Francesco Maria De Vito Piscelli, considerato l’intermediario fra Fusi e la cricca. Ebbene, a proposito dell’incontro del 18 febbraio, Gagliardi ammette: «Quel giorno ci fu un accordo verbale». Pactum sceleris

I pm osservano: «Trattasi di dichiarazioni che convalidano fortemente l’assunto accusatorio, introducendo elementi ulteriori rispetto a quelli scaturiti dalle attività di intercettazione: il 18 febbario 2008, in Firenze, Fusi stipula il pactum sceleris, il cui oggetto risulta ben delineato: le gare di appalto gestite dalla struttura di via della Ferratella nell’ambito dei grandi eventi e la reimmissione nel can-

I giudici

Gli indagati mostrano un atteggiamento di totale chiusura nei confronti delle ipotesi accusatorie e una evidente carenza di percezione dell’antigiuridicità del loro comportamento Tribunale Risame

re, anche perché era protetto della sua potentissima conterranea madre Tekla Famiglietti, superiora delle Brigidine, molto apprezzata dal segretario papale Stanislao Dziwisz anche per la capacità di procurare ingenti offerte alle casse vaticane. Da «numero tre» della Segreteria di Stato, segretario della congregazione per il Clero e soprattutto organizzatore del Giubileo, acquista meriti che gli valgono nel 2001 la porpora e la promozione a «Propaganda Fide», dicastero strategico della Santa Sede poiché gode di ampia autonomia. Come «Papa rosso», così viene chiamato il ministro delle Missioni, controlla la nomina dei vescovi destinati in Africa, Asia e parte dell’America Latina (un terzo delle 2.800 diocesi del mondo). E gestisce una notevole quantità di denaro, come i proventi delle collette nelle parrocchie per le giornate missionarie. In più ci sono i nove miliardi di patrimonio immobiliare, incamerato nel tempo (soprattutto a Roma e provincia) grazie a donazioni e lasciti di chi vuole sostenere l’evangelizzazione del Terzo Mondo. Quasi sempre in zone di pregio (come il palazzetto a via dei Prefetti venduto all’ex ministro Lunardi). E’ lì che Sepe fa fruttare il sistema e la squadra di

Firenze

tiere della scuola dei marescialli di Firenze». La discussione sulla competenza ha svelato in parte le strategie difensive e accusatorie. Mentre in aula rimbalzava l’ennesima conferma sulla solidità dell’inchiesta. Perché su un punto - finora tutti i giudici chiamati a pronunciarsi si sono trovati d’accordo: la fondatezza delle misure cautelari. Anche il Tribunale del Riesame ha stabilito che Balducci e De Santis devono stare in carcere. Motivazioni durissime: «L’inquietante contesto emergente dagli oltre due anni di intercettazioni non può essere ritenuto minimamente scalfito, in ragione dell’atteggiamento di totale chiusura nei confronti delle ipotesi accusatorie. Ove l’affermazione deve essere intesa come riferita non alla mancata risposta totale o parziale alle accuse - come maliziosamente suggerito dalla difesa - ma all’evidente carenza di perce-

zione di antigiuridicità del proprio comportamento». Come dire: non parlano, ma soprattutto non hanno compreso la gravità della situazione. E questo comportamento è la prova, secondo i giudici del Riesame, che la cricca è ancora forte: «Permane il sodalizio e la solidarietà fra gli indagati, a dispetto della carcerazione sofferta. Elementi che convincono che un sistema così oliato e potente non possa ritenersi scardinato...». Il ruolo dei familiari

Gli arresti domiciliari a Roma sarebbero inappropriati: «Anche per il coinvolgimento emerso, sia pure a vario titolo, di familiari e in particolare mogli, ben inserite nel sistema, anche se con ruoli non penalmente rilevanti. Il che contribuisce a confermare la pervasività del sistema stesso. Un sistema che costituisce un vero e proprio stile di vita antigiuridico».

manager collaudati nel grande cantiere ne le missioni cattoliche in tutto il mondell’Anno Santo. Per 5 anni tutto funzio- do», la linea del Vaticano è netta e risuona alla perfezione fino al cambio di pon- nano nelle Sacre Stanze le parole «ditificato. Poi, in pochi mesi la «squadra» scontinuità», «assunzione di responsaperde leader (Sepe viene trasferito a bilità», «risanamento». Napoli) e «patrono» (Dziwisz torna a Nel Palazzo Apostolico creano Cracovia da arcivescovo). «sconcerto e preoccupazione» i riflessi Il cardinale casertano che sognava negativi e si prendono le distanze dagli la poltrona di Segretario di Stato è sca- «eventuali illeciti che le autorità comvalcato da Tarcisio Bertone che scende petenti devono accertare e perseguia Roma portandosi re». Insomma, nessuda Genova il proprio L’ASCESA DEL PAPA ROSSO na copertura né dife«team». All’ospedale Da numero 3 delle segreteria sa ad oltranza per la pediatrico del Vaticagestione degli immoal Giubileo del 2000 bili durante il quinno, al «Sepe boy» Silalle missioni e donazioni quennio a «Propavano subentra il bertoniano Giuseppe ganda Fide» del carProfiti e il ministero LA FINE DEL POTERE dinale casertano. Al delle Missioni finisce dell’onesto ma Con l’arrivo di Bertone posto nello «spoil system» poco incisivo Dias, arriva il team genovese Benedetto XVI vuole del nuovo corso. BeL’arcivescovo va a Napoli un «Papa rosso» che nedetto XVI nomina prefetto l’indiano sappia traghettare Ivan Dias che però, per problemi di salu- fuori dagli scandali immobiliari. Intante, non riesce ad assumerne effettiva- to allarmano i possibili sviluppi dell’inmente il controllo. La «notte» della con- chiesta di Perugia e in Curia si richiagregazione non accenna a farsi giorno. mano alla mente i tempi bui del crack Finché non arrivano i pm di Perugia. Ambrosiano quando «davanti agli in«La responsabilità è personale». Per gressi vaticani c’erano le auto della po«respingere fango e ombre da un orga- lizia italiana con il mandato di arrestanismo fondamentale della Santa Sede re l’arcivescovo Marcinkus non appeche da quattro secoli coordina e sostie- na avesse messo piede fuori».


VENERDÌ 18 GIUGNO 2010 LA STAMPA 14

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sabato 19 e domenica 20


LA STAMPA VENERDÌ 18 GIUGNO 2010

Il ministero Le valutazioni ora sono più oggettive

Primo Piano 15

I ragazzi Prove difficili e non potevamo copiare

SCUOLA

Chi sa fare il test di terza media? Dal sesso dell’autostoppista, alle tappe del giro d’Italia, ai segreti della foresta tropicale Ieri in 575 mila al quiz della “minimaturità”: per la prima volta il risultato entra nel voto finale

Qual è il risultato della seguente espressione?

1 +1 2 +1 1 1 2

7

B. 4 C. 2 D. 4

Piero e Giorgio partono per una breve vacanza. Decidono che Piero pagherà per il cibo e Giorgio per l’alloggio. Questo è il riepilogo delle spese che ciascuno di loro ha sostenuto: Lunedì Martedì Mercoledì

3

GIORGIO

PIERO

27 euro 30 euro 49 euro

35 euro 30 euro 21 euro

Al ritorno fanno i conti per dividere in parti uguali le spese. A. Quanti euro deve dare Piero a Giorgio per far sì che entrambi abbiano speso la stessa somma di denaro Risposta: euro

A. B. C. D.

Circa 100 cm3 Circa 200 cm3 Circa 300 cm3

5

Circa 400 cm3

La massa del pianeta Saturno è 5,68x1026 kg, quella del pianeta Urano 8,67x1025 kg e quella del pianeta Nettuno 1,02x1026 kg. Metti in ordine i tre pianeti da quello di massa minore a quello di massa maggiore

2° 3°

tempo

Un «ecosistema» è un sistema in cui

D.

C. D.

C. D.

C. D.

4

A.

Purché

B. C. D.

modo

Non hanno bisogno di adattarsi alle variazioni stagionali Ricevono in ogni stagione l’acqua di cui hanno bisogno Crescono in continuazione per la particolare fertilità del suolo Appartengono tutte a una specie con particolari caratteristiche

Il clima ai tropici è caratterizzato da

Cosicché

causa

Le relazioni tra organismi e ambiente sono controllate dall’uomo Si sviluppano precise relazioni tra organismi e ambiente Tutti gli organismi restano integri allo stato naturale Si proteggono con leggi apposite la natura e tutti i suoi organismi

Nelle foreste tropicali le piante sono «sempreverdi», cioè non perdono mai le foglie, perché

B.

Non è possibile dirlo perché hé autostoppista è un nome invariabile per genere Non è possibile dirlo perché sorridente è un aggettivo invariabile per genere

scopo

Il suo equilibrio se non subentrano terni errni nii fattori esterni In equilibrio rio ua ali i ruoli nei q quali si sono atti specializzati i vegetali

A.

Nel periodo: «Avendo nevicato molto, il tratto di autostrada era stato chiuso», la frase sottolineata indica

A. B.

C.

C.

Una donna

Poiché

In equilibrio i rapporti complessi fra le specie vegetali

B.

Un uomo

Affinché

B.

A.

3

Scegli, fra le quattro riportate sotto, la congiunzione che connette in modo appropriato le due frasi seguenti: «Ti perdono» - «tu prometta di non dire più bugie»

A. B.

6

2

Completa la frase seguente con la forma opportuna del verbo fare.

Leggi la frase seguente: Un’autostoppista sorridente mi chiese un passaggio L’autostoppista è

Il suo equilibrio adattandosi a ogni situazione

Una stagione umida in cui si concentrano le precipitazioni Una distribuzione uniforme delle precipitazioni durante l’anno Una variazione equilibrata delle temperature dal caldo al freddo Una scarsità di piogge che rischia di rendere il terreno arido Partners - LA STAMPA

3 2

B. Si sviluppano precise relazioni

alle variazioni stagionali

Abbia fatto

tra organismi e ambiente

2 1

C.

Il suo equilibrio se non subentrano fattori esterni

AMBIENTE

sono invase dai turisti

1

A. Nella città d’arte le vie e le piazze C.

I miei genitori partiranno la prossima settimana

GRAMMATICA

A. B. C. D.

3

10 euro

1 C. D. 2

4 45 Km

MATEMATICA

5

4

A.

D.

Temo che ieri Mario non bene il compito in classe

Un barattolo di pelati da 0,4 kg è alto 11 cm e ha la base di 6 cm di diametro. Qual è il volume del barattolo?

4 C. Circa 300 cm3 5 1° Urano 2° Nettuno 3° Saturno

4

In quale delle seguenti frasi ci sono contemporaneamente un complemento di luogo e uno di agente A. Nella città d’arte le vie e le piazze sono invase dai turisti B. In primavera le rondini ritornano dai paesi africani C. In campagna dalla mia finestra vedo le colline lontane D. In autunno le foglie cadute dagli alberi tappezzano le strade

La foresta tropicale è un sistema che mantiene

A. Non hanno bisogno di adattarsi

3

2

A. 1

1

3

2

4,5 Km 15 Km 45 Km 450 Km

Quale delle seguenti frasi non potrebbe essere espressa anche in forma passiva? A. Con il pallone Luigi ha rotto un vetro del vicino B. Hanno premiato i vincitori della gara con una medaglia C. I miei genitori partiranno la prossima settimana D. Tuo padre certo ti sgriderà per quello che hai fatto

Causa

A. B. C. D.

1

4 B. Una donna 6 C. D. Purché

LE RISPOSTE

Su una carta stradale due località sono distanti 3 cm. Sapendo che la scala della carta è di 1:1.500.000, a quale distanza si trovano le due località?

Ambiente

5

1

Grammatica

concentrano le precipitazioni

?

Matematica

A. Una stagione umida in cui si

Era la grande novità dell’esame di terza media di quest’anno: la prova nazionale unica predisposta dall’Invalsi. Dopo due anni di esperimenti stavolta si fa sul serio: le risposte dei 575 mila studenti coinvolti in questa mini-maturità alle domande del test contribuiranno a fare media con gli altri tre scritti (italiano, matematica e lingua straniera, che raddoppia con le sezioni con bilinguismo) e l’orale. A sentire i commenti degli studenti, e anche a leggere le domande del test, c’è da immaginare che le medie risulteranno un po’ meno alte. D’altra parte il ministro dell’Istruzione Maria Stella Gelmini l’ha precisato ieri: «Si tratta di una prova oggettiva, realizzata secondo criteri internazionali per stabilire la preparazione reale dei ragazzi. La prova contribuisce così a modernizzare il sistema su basi internazionali ed a garantire agli studenti una preparazione più seria e rigorosa». Se questo era lo scopo, gli studenti sembrano meno entusiasti. Anzi. Ad un sondaggio proposto da Skuola. net, a cui hanno risposto 843 ragazzi, circa il 61 % di loro ritiene che la difficoltà della prova sia stata superiore rispetto al livello di preparazione raggiunto al termine del ciclo di studi. Solo il 12% l’ha giudicata più semplice. Agli studenti non è andato giù anche un’infrazione delle regole previste per questo tipo di test, la presenza di domande che non si riferivano al testo da commentare. Protesta Luca: «Allora io ho fatto oggi la prova, ma era una truffa perché in italiano c’erano delle domande che non erano presenti sul testo, come ad esempio: che cos’è la biosfera e che cosa sono le piante sempreverdi ? assurdo!!! ci hanno imbrogliato fateci caso». Anche Moon96: «Le prove erano abbastanza complesse, nel secondo brano di italiano c’erano domande la cui risposta non era contenuta nel testo. A noi non hanno dato quindici minuti di riposo bensì tre. Ad ogni modo sono stati molto rigidi nel consentire a nessuno di copiare e non ci hanno aiutato per niente». Qui accanto pubblichiamo alcuni dei test che i ragazzi hanno affrontato ieri.

4

FLAVIA AMABILE ROMA


NA VB AL VC BI AO

VENERDÌ 18 GIUGNO 2010 LA STAMPA 16


LA STAMPA VENERDÌ 18 GIUGNO 2010

Politica 17

GRASSANO SUBENTRA AL GOVERNATORE DEL PIEMONTE

Paesi e buoi

La Lega dice no all’eletto-inquisito in Parlamento

DI MATTIA FELTRI

eri è stato il turno del ministro della Cultura, Sandro Bondi: «Io ho la coscienza a posto». Tutti i giorni questi della maggioranza ne combinano di peggiori e di pessime - e sovente in guerra civile - eppure hanno sempre la coscienza a posto. Andate a controllare. Silvio Berlusconi: «Io ho la coscienza a posto». Gianfranco Fini: «Io ho la coscienza a posto». Angelino Alfano: «Io ho la coscienza a posto». Roberto Maroni: «Io ho la coscienza a posto». Italo Bocchino: «Io ho la coscienza a posto». Perfino Claudio Scajola dice di avere la coscienza a posto. Il sospetto è che, quando fanno l’esame di coscienza, questi copiano.

I

“Non lo vogliamo nel nostro gruppo” PIERO BOTTINO ALESSANDRIA

Il presidente della Regione Piemonte Roberto Cota si è dimesso da deputato. Attesa dalle elezioni di marzo, la notizia si può liquidare in due righe tant’era scontata vista l’incompatibilità tra le due cariche, se non ci fosse un conseguenza anch’essa inevitabile: a Montecitorio gli subentra Maurizio Grassano, alessandrino, al momento imputato di truffa a quel Comune di cui è consigliere (e fino a sei mesi fa presidente del Consiglio). Alla Lega Nord l’eventualità di portare un imputato in Parlamento non è piaciuta fin dall’inizio, anche se a dir la verità in quel consesso si trovano posizioni giudiziarie molto più delicate. «Non farà parte del nostro gruppo» ha detto deciso il capogruppo Marco Reguzzoni. Del resto Grassano non è più leghista almeno da settembre quando, dagli arresti domiciliari, si dimise dal partito e nessuno fece alcunché per trattenerlo. Quindi di fatto la Lega perde un seggio a Montecitorio. La notizia della sua prossima nomina a parlamentare manca ovviamente la ratifica dell’assemblea, ma visti i precedenti appare scontata - ha raggiunto ieri mattina Grassano proprio durante una delle udienze del suo processo. Ha ostentato retorico distacco, come già aveva fatto subito dopo la vittoria di Cota alle regionali: «Della mia elezione al Parlamento non me ne frega niente, anche se ovviamente sono onorato del compito che i cittadini del Piemonte mi hanno affidato con il loro voto». Chi gli è stato vicino in questi mesi sostiene comunque che un po’ scalpitava: considerando l’ostilità della Lega temeva forse una trappola o un rinvio della scelta del neo presidente regionale. Traspare anche da un’altra frase pronunciata ieri: «Co-

ta ha fatto solo il suo dovere a dimettersi perché era in una posizione di incompatibilità e bisogna rispettare la legge». Sarebbe facile fare dell’ironia sul «rispetto della legge», ma

Accusato di truffa al Comune di Alessandria: «Ora è più importante vincere il processo» lui aggiunge: «In questo momento il problema per me è solo il processo perché voglio che venga ristabilito il mio onore davanti ai cittadini: non ho mai rubato né truffato il Comune

che mi ha avuto come amministratore per 17 anni». Vediamolo dunque questo processo che, iniziato a febbraio, è alla decima udienza e se va bene finirà in autunno. La Procura si mosse ad aprile 2009, dopo che alcuni articoli su La Stampa riportavano a galla il caso di un allora presidente del Consiglio comunale dal costo enorme per l’amministrazione in rimborsi alla ditta di cui era dipendente. La legge è chiara: l’ente deve rimborsare ogni datore di lavoro per le ore perse dal dipendente nell’espletamento delle sue funzioni pubbliche. Solo che per Grassano nel periodo dal 2003 al 2007 s’era raggiunta la somma

Reazioni ROMA

on lo vogliamo. Niente da fare. «Mai nel nostro gruppo». Non usa giri di parole il presidente dei deputati leghisti alla Camera, Marco Reguzzoni, per argomentare lo stop al deputato che prenderà il posto del dimissionario Roberto Cota dall’emiciclo parlamentare per via dell’incarico di presidente della Regione Piemonte. «Maurizio Grassano? - puntualizza Reguzzoni - non sarà accolto tra di noi. Il gruppo della Lega Nord ha deciso così...». Niente da fare, insomma, per il neoeletto deputato di Novi Ligure finito in manette lo scorso settembre quando era presidente del Consiglio comunale di Alessandria con l’accusa di aver tentato di inquinare le prove nell’ambito di una vicenda giudiziaria che lo vedeva indagato che, se è vero che siederà in Parlamento, è altrettanto vero però che il suo posto non sarà al fianco dei suoi

N

Maurizio Grassano, ex presidente del Consiglio comunale di Alessandria

di 760 mila euro e, dopo, risultava avere uno stipendio netto sui 7 mila euro al mese. Manager di una multinazionale, amministratore di banca? Macché, dirigente di un’impresa novese di tinteggiatura con un paio di dipendenti, priva di computer e con sede nell’alloggio del proprietario.

La Procura vuol dimostrare che c’era un accordo tra Grassano e il titolare per spartirsi i rimborsi che arrivavano dal Comune. La difesa, al contrario, sostiene che lui lavorava davvero tanto. Si tratta di capire se il giro d’affari dell’azienda giustificasse quei compensi.

Cota: “E’ un esempio di moralizzazione Se anche gli altri...” La scelta del gruppo è giusta Si tratta di una vicenda spiacevole, ma nel nostro movimento funziona così Carolina Lussana Deputato leghista, vicepresidente della commissione Giustizia

La giustizia farà il suo corso, ma siamo leghisti e queste cose non si possono assolutamente tollerare Sebastiano Fogliato Vicepresidente del gruppo del Carroccio alla Camera

ormai ex compagni di viaggio leghisti. Né dal fronte del Carroccio qualcuno tenta di venirgli in soccorso. Del resto «come si può», argomenta Sebastiano Fogliato: «La vicenda è quella che è, non è di poco conto. Eppoi noi siamo leghisti e queste cose non si possono assolutamente tollerare». Punto e a capo. «Non ci sono giustificazioni - riprende Fogliato - la giustizia farà il suo corso, ma da queste parti non si passa». E più o meno così la pensa anche il capogruppo a Palazzo Madama della Lega Nord, Federico Bricolo, nonché il parlamentare Fabio Rainieri che pur non «conoscendo né la vicenda giudiziaria di Grassano né le vicissitudini politiche del neo eletto», si limita a sottolineare che «se il partito ha agito in questa maniera ha tutte le sue ragioni per farlo». E

Comunque ora Grassano sta per diventare deputato: manovra permettendo, gli toccheranno 5.486 euro al mese d’indennità più 4 mila di diaria, più 4190 di rimborsi per «rapporto tra eletto ed elettore», più 3 mila e rotti annui di telefono. Un sogno che si avvera.

di scelta «doverosa» parla anche il deputato Nicola Molteni: «Credo che la posizione del nostro capogruppo sia così chiara che c’è veramente poco da aggiungere. Questa, del resto, è la linea del nostro partito, la linea di Umberto Bossi». Sulla stessa lunghezza d’onda, ovviamente, anche Carolina Lussana, per la quale «la scelta del gruppo è giusta. Si tratta di una vicenda spiacevole, che ci ha riguardato, ma nel nostro movimento politico funziona così». «E’ uno dei principi cardine» fa eco il senatore Sandro Mazzatorta, «da noi vige un codice di autoresponsabilizzazione degli amministratori sul quale non si può transigere». Di moralizzazione della politica parla, invece, Roberto Cota, governatore del Piemonte. «Grassano non fa più parte della Lega Nord - puntualizza -, si è autosospeso e non so nemmeno a quale gruppo aderirà. Di certo non al nostro. Questa decisione è un esempio del carattere del nostro partito, che proprio della moralizzazione nella politica ha fatto un elemento cardine della propria azione. Mi piacerebbe - conclude il governatore del Piemonte - che in situazioni analoghe anche altri movimenti politici si comportassero in questo modo». [PAO. FES.]


. R

18 Estero

LA STAMPA VENERDÌ 18 GIUGNO 2010

PER QUASI 5 ORE INTERROGATO DALLA COMMISSIONE ENERGIA USA

In fumo Incendio controllato del greggio arrivato in superficie al largo delle coste delle Louisiana

Processo alla Bp L’ira del pubblico “Vergognatevi”

10 miliardi di dollari la cifra che Bp sta trattando con alcune banche per finanziare il fondo per le vittime della marea nera. Un’emissione di titoli potrebbe essere annunciata già la prossima settimana

L’ad Hayward in difficoltà davanti alle domande “Non ero io che prendevo le decisioni cruciali” MAURIZIO MOLINARI CORRISPONDENTEDANEWYORK

Accuse di avidità, sospetti di controlli carenti, ironie sui vuoti di memoria e un diluvio di cifre per dimostrare errori di gestione che farebbero licenziare qualsiasi manager: Tony Hayward, ceo di British

Fischi, insulti e accuse «Siete il gruppo petrolifero che ci ha causato più danni» Petroleum, viene processato per quasi cinque ore dalla commissione Energia e Commercio della Camera di Washington esponendosi a una gogna resa pubblica dalla diretta tv accompagnata dalla cifra del suo stipendio in sovraimpressione, 4,6 milioni di dollari nel 2009. Bart Stupak, presidente democratico della commissione, lo accoglie facendogli ascoltare per 60 minuti la raffica di accuse, spesso al limi-

te dell’insulto, che esprimono la rabbia di milioni di cittadini. Hayward assiste immobile alla ricostruzione del disastro e guarda nel vuoto quando un megaschermo proietta le lacrime di mogli e figli degli 11 operai morti. Poi Stupak gli dice: «Ora giuri» di dire la verità. Hayward si alza, pronuncia la formula di rito e appena inizia a parlare dietro di lui, dal pubblico, una donna con le mani sporche di petrolio grida «Vergogna» nel sonoro consenso dell’aula. Riguadagnato l’ordine, sul ceo si scaglia Henry Waxman, il deputato-mastino della California, chiedendo «perché Bp scelse per la piattaforma poi esplosa un disegno più rischioso al fine di risparmiare fra 7 e 10 milioni di dollari». Hayward prima dice di «non aver preso parte alla decisione» e poi aggiunge che «l’Ente federale delle miniere aveva approvato il progetto» ma Waxman lo interrompe: «Lei non vuole rispondere né si vuole prendere responsabilità, tenta di scari-

NELLO UTAH

Il condannato a morte chiede la fucilazione E’ tornata la fucilazione di Stato negli Usa. All’alba un detenuto di 49 anni, Ronnie Lee Gardner, condannato a morte per duplice omicidio, è stato fucilato in un carcere dello Utah, dopo 25 anni di detenzione. È stato lo stesso Gardner a chiedere questo metodo di esecuzione, che ha ritenuto il meno doloroso tra quelli consentiti dalla legge americana. Erano 14 anni che negli Usa non veniva eseguita una fucilazione. Dal 1976, quando è tornata la pena di morte, ce ne sono state soltanto due.

I

care la responsabilità su altri, è da irresponsabili». Poi tocca al repubblicano John Sullivan che riversa su Bp l’accusa di «essere l’azienda petrolifera che ha causato più disastri ecologici in America» citando precedenti degli ultimi dieci anni. Hayward ammette solo che «abbiamo avuto seri problemi a cui abbiamo posto rimedio». Prende la parola John Dingell, democratico del Michigan, bersagliandolo con due dozzine di domande scritte sui difetti di costruzione tecnica della piattaforma Deepwater Horizon esplosa il 20 aprile. L’impassibilità di Hayward non regge al ritmo martellante

di Dingell: il ceo si difende con una sfilza di «non so», «devo chiedere» e «non ero presente» ai quali il deputato replica secco «fateci avere presto queste informazioni». Democratici e repubblicani puntano a essere con Bp assai più duri di quanto fatto il giorno precedente da Barack Obama nello Studio Ovale. Ma c’è anche un corto circuito nella commissione quando il repubblicano Joe Barton, del Texas, definisce un’«estorsione» i 20 miliardi di dollari che Obama ha ottenuto da Bp per il fondo indipendente che servirà a pagare i risarcimenti. La Casa Bianca parla di «affermazioni

vergognose» e poiché nell’aula Hayward non commenta, sono i democratici a chiedergli di farlo: servono 10 minuti di domande per fargli dire il desiderato «non è un’estorsione». Tutti i maggiori network danno in diretto l’audizioneprocesso a Capitol Hill, sovrapponendola sui teleschermi alle immagini in diretta della fuga di greggio come alla notizia del ritrovamento nelle acque del Golfo della carcassa di una balena morta da una settimana. Potrebbe essere il mammifero più grande ucciso dalla marea nera, a conferma che i danni più seri all’ambiente stanno avvenendo sotto la superficie.


.

LA STAMPA VENERDÌ 18 GIUGNO 2010

L’INVIATO USA MITCHELL PREME SUL GOVERNO: PRESTO NUOVI COLLOQUI CON L’AUTORITÀ PALESTINESE

Estero 19

BELGIO DOPO IL VOTO

Israele allenta il blocco su Gaza

Il mandato esplorativo al separatista Netanyahu: potranno passare più generi di consumo e materiale edile De Wever TEL AVIV

La Striscia di Gaza

Le pressioni internazionali seguite al cruento blitz sulla nave turca Marmara hanno avuto effetto e ieri il governo israeliano ha deciso in principio di allentare - ma non di rimuovere - la morsa imposta a Gaza tre anni fa, da quando cioè vi detta legge il movimento islamico Hamas. La

Resta il blocco navale Da Beirut partono altre due imbarcazioni pacifiste con aiuti decisione del governo Netanyahu (ancora di carattere generico) riguarda i valichi terrestri fra Israele e Gaza attraverso i quali potranno passare una maggiore quantità di generi di consumo e

ISRAELE

L'ALLEGGERIMENTO DEL BLOCCO ano o Mare Liba Mediterraneo

Siria

Cis isgiord sgiordania giord d Gerusalemme Gerusa Ger alemme a

Potranno entrare Resta in vigore il blocco beni a uso civile navale materiali per progetti civili Nusseirat (cemento, ferro...)

Jabalya

Fonte: Unrwa dati 2009

GAZA

Striscia di Gaza

ISRAELE

Egitto GIORDANIA GIO Khan Yunis

Gush Katif

1,5 mln

360

Popolazione

Superficie

kmq

Rafah

EGITTO O

41,8% Disoccupazione

materiali necessari alla realizzazione di grandi progetti. Per questi ultimi Israele insiste affinché la loro gestione resti anche a Gaza sotto il controllo esclusivo di organizzazioni internazionali.

60% Famiglie malnutrite

Lo sforzo di impedire l’ingresso nella Striscia di armamenti per Hamas è destinato a proseguire: per questa ragione Israele ha ribadito ieri che il blocco marino - che il 31 maggio ha portato alla uccisione di

nove passeggeri turchi sulla Marmara - non sarà revocato. Anche in futuro le imbarcazioni dirette a Gaza con l’intento di forzare il blocco saranno intercettate in alto e mare e condotte al porto israeliano di Ashdod per le ispezioni. L’annuncio sull’allentamento del blocco di Gaza (accompagnato dall’impegno israeliano all’emissario George Mitchell di rilanciare adesso i «colloqui di avvicinamento» con Abu Mazen) è stato accolto con favore dai Paesi occidentali, mentre i diretti interessati a Gaza hanno ostentato indifferenza. «I nostri problemi più assillanti sono la mancanza di lavoro e l’impossibilità fisica di spostarci - ha spiegato un analista politico locale. Le decisioni israeliane non alterano in alcun modo questo stato di cose». Secondo Taher a-Nunu,

portavoce dell’esecutivo di Hamas, Israele «cerca solo di migliorare la propria immagine» dopo agli spargimenti di sangue sulla Marmara. Hamas esige «la fine totale dell’assedio, la apertura di tutti i valichi; l’inaugurazione di una rotta navale dal porto di Gaza». Ieri il ministro israeliano della difesa Ehud Barak ha avvertito che il governo libanese sarà tenuto responsabile del carico stivato su due imbarcazioni che si accingono a salpare da Beirut con aiuti per Gaza. L’Intelligence di Israele teme che su quelle navi possano salire kamikaze. Secondo informazioni diffusesi ieri gli Hezbollah libanesi cercano intanto di coordinare con la Turchia nuove «flottiglie» umanitarie per Gaza. In questo contesto non viene esclusa una visita di Hassan Nasrallah da Recep Tayyp Erdogan. [A. BA.]

Re Alberto II del Belgio ha affidato i negoziati preliminari per la formazione del governo federale a Bart De Wever, il presidente della Nuova alleanza fiamminga N-Va vincitore delle elezioni di domenica scorsa. Da lunedì il leader separatista, finora praticamente sconosciuto al di fuori delle Fiandre dove ha sbaragliato i cristiano-democratici del premier uscente, riceverà i sindacati e le organizzazioni di categoria. Seguiranno i leader dei partiti politici fiamminghi e francofoni. Sembrano già accantonate le sue dure dichiarazioni sull’indipendentismo delle Fiandre e sull’evaporazione del Paese, martellate per tutta la campagna elettorale.

VERTICE DI BRUXELLES

L’Ue decide nuove sanzioni contro l’Iran

La storia ALDO BAQUIS TEL AVIV

l grido di «No alla Corte Suprema, il Signore è il nostro Re», oltre centomila zeloti trascinati dai più importanti rabbini ortodossi fra cui il centenario e carismatico Shalom Yossef Elyashiv hanno inscenato ieri una gigantesca prova di forza a Gerusalemme e a Bené Braq (Tel Aviv) per chiarire che in casi estremi essi non sono disposti a sottostare alle strutture laiche di Israele. In prospettiva, hanno posto sul tavolo la richiesta di una autonomia rabbinica all’interno dello Stato per i loro fedeli, quasi il 10% della popolazione. La frattura è iniziata in A Gerusalemme e Tel Aviv sono scesi ieri in piazza complessivamente 100.000 manifestanti, in gran parte di fede ashkenazita una scuola della colonia ortodossa di Emmanuel (Cisgiordania), quando mesi fa qualcuno ha notato che il cortile aveva un muro divisorio: da una parte c’erano le allieve timorate ashkenazite (di estrazione europea) e dall’altra le timorate sefardite (di famiglie originarie di Paesi arabi). Per entrare nella scuola «Netivei Shalom» (i percorsi della pace) le ashkenazite e le sefardite passavano da ingressi diversi, e facevano ricreazione in ore diverse. Malgrado un primo intervento della Corte Suprema, secondo cui questa discriminazione non poteva sussiste- nel Settecento in Europa) ne no adesso destinati a privarsi John e nemmeno supponeva il assalito verbalmente due volre in una scuola che benefi- avrebbero risentito. dei genitori, gli zeloti colpiti gigantesco psicodramma in te, nella sua abitazione. A suo cia di finanziamenti pubblici, Partita come una questio- dagli ordini di carcerazione corso nei sobborghi ortodossi. parere i sefarditi israeliani donei mesi successivi i genitori ne di carattere educativo, la avevano indossato i vestiti Perché oltre al fronte più evi- vranno dotarsi di istituzioni di delle allieve ashkenazite si sfida si è trasformata in una «buoni» del sabato, si erano dente - quello fra i rabbini alto livello, «per non essere sono arroccati in una posizio- contestazione aperta, fronta- calcati gli «streimel» (i cappel- ashkenaziti e la Corte Supre- più costretti a bussare alla porne di chiusura. le, ideologica li di pelliccia di volpe) ed erano ma (la più autote di persone Quasi tutte le alDISCRIMINAZIONI dei rabbini orto- in stato di esaltazione religio- revole istituzioLE ACCUSE che non ci vogliolieve sefardite - Il primo gruppo viene dossi e antisio- sa. «Siamo come gli antichi ne laica di Israe- “Le bimbe sefardite non no». hanno stabilito nisti all’autori- ebrei di fronte ai persecutori le, assieme con Ma anche dall’Europa centrale tà dei giudici di romani, siamo pronti a immo- la Knesset) sono spiritualmente Shas, da decen- «non hanno adeguate alle nostre” ni partito di goun livello spiri- l’altro dai Paesi arabi Gerusalemme. larci» ha detto uno di loro. Più c’era un secontuale adegua«Siamo a un mi- tardi a Bené Brak, davanti a do fronte: fra verno, ritiene to». Non si abbigliano a dove- nuto di distanza dall’anar- decine di migliaia di zeloti, si è l’élite religiosa ashkenazita e che in casi estremi l’autorità re e forse alcuni dei loro pa- chia», ha avvertito la leader di addirittura andati oltre: «An- quella sefardita che vent’anni dei rabbini debba prevalere renti hanno addirittura in ca- Kadima, Tzipi Livni. Da parte che se per noi si appronteran- fa ha fondato l’influente parti- sulla Corte Suprema. Dunque sa apparecchi televisivi, in sua la Corte Suprema ha ordi- no camere a gas, non faremo to Shas. un banco di prova critico per aperta ribellione ai divieti nato gli arresti di quaranta compromessi sull’educazione Dietro alla battaglia di Em- la società israeliana che ha virabbinici. Frequentandole, le coppie di genitori «ribelli». dei nostri figli», ha detto uno manuel c’è appunto il rabbino sto ieri un assente importante: allieve ashkenazite (tutte apIeri, mentre distribuivano degli oratori. Yaakov Yossef, figlio del fon- il premier Benyamin Netanpartenenti alla dinastia rab- fra le famiglie di amici e vicini i Ieri Tel Aviv era più inte- datore di Shas Ovadia Yossef. yahu, che ha preferito disintebinica di Salonim, formatasi 180 figli complessivi che saran- ressata al concerto di Elton Ieri gruppi di zeloti lo hanno ressarsi della vicenda.

A

La rivolta degli ashkenaziti “Prima la Torah, poi lo Stato”

I leader dell’Unione europea, riuniti al vertice di Bruxelles, hanno deciso di adottare ulteriori sanzioni contro l’Iran, che si aggiungeranno a quelle dell’Onu. La Russia ha subito espresso il suo disappunto. Saranno vietati i nuovi investimenti, i trasferimenti di tecnologie, i servizi nel settore del petrolio e del gas, soprattutto per quanto riguarda la raffinazione del petrolio e la liquefazione del gas. Nel settore commerciale le misure si estenderanno soprattutto ai prodotti «sensibili», che rischiano di essere utilizzati a scopi militari. Seguendo la linea dettata dall’Onu, verrà allungata la lista delle persone cui saranno congelati i beni e negato il visto d’ingresso.

A SAN PIETROBURGO

Sequestrate 100 mila copie di un libro I giudici di Gerusalemme ordinano l’arresto di 80 ultraortodossi anti Putin “Volevano escludere le allieve della corrente sefardita dalle scuole” La polizia russa ha seque-

strato 100 mila copie di un libro particolarmente critico nei confronti del primo ministro Vladimir Putin, scritto da due esponenti dell’opposizione extraparlamentare, Boris Nemtsov (noto in Italia per «Inafferrabile Russia» e «Disastro Putin», Spirali Edizioni) e Vladimir Milov. La pubblicazione doveva essere distribuita a San Pietroburgo, in occasione del Forum economico internazionale che si è aperto ieri. Secondo gli attivisti che lavorano con Nemtsov, le ragioni del sequestro «non sono chiare». La polizia parla di «infrazione alle regole sul traffico» e di «possibile violazione della legge sull’attività imprenditoriale».


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20 Estero

LA STAMPA VENERDÌ 18 GIUGNO 2010

Italiani in Cina Business & Love

Reportage TEODORO CHIARELLI INVIATO A PECHINO

ivono e lavorano qui, nelle megalopoli di Pechino, Shanghai o Chongqin, ma anche in realtà minori, sconosciute in Italia. Si sono integrati in un modello sociale tanto diverso dal nostro e ora fanno anche il grande salto: si sposano con ragazze cinesi e esattamente un anno dopo è stato inaumettono al mondo figli con occhi a man- gurato lo stabilimento. Abbiamo 70 addorla e carnagione mediterranea. Quasi detti e fatturiamo una decina di milioni sempre sono figli di imprenditori partiti di euro. L’87% delle vendite sono sul venti o trent’anni fa alla volta della Cina mercato cinese, il resto nel Sud Est asiaper fare affari e hanno finito per creare tico. Il nostro obiettivo è arrivare entro nuove attività e sviluppare aziende. il 2015 a coprire il 20% del mercato cineMatrimonio misto significa integra- se e di fatturare almeno 55 milioni di euzione razziale, dove persone di diverse ro». Progetti ambiziosi in Cina, come culture e tradizioni contribuiscono a ca- ambiziosi sono i piani di sviluppo del pire meglio i rispettivi mondi, con bene- gruppo Faam, una delle tante medie fici evidenti in ogni aspetto della vita so- aziende italiane capaci di competere ciale ed economica. Anche questo uno con successo sui mercati internazionali. strumento per rafforzare le relazioni «Anche per questo - commenta Federitra i due Paesi e rendere ancora più for- co Vitali - il nostro sistema imprenditote il made in Italy riale meriterebbe in tutta l’Asia. E ben altra attenzione quegli industriali da parte di chi ci goche tanti anni fa verna». hanno rischiato i loIl gruppo Faam ro capitali per fattura oggi 100 miun’avventura in Cilioni di euro e occupa na, oggi si ritrova330 persone. Ha una no nonni di bambitecnologia vincente ni di coppie miste, nelle batterie al litio fieri di avere nipotie ha firmato un acni cinesi. cordo con Magneti Ermanno Vitali Marelli che prevede ha 31 anni, è vicedilo sviluppo congiunrettore generale to dei prodotti e la lodella Faam (azienro commercializzada marchigiana leazione entro la seconder nella produzioda metà del 2010. ne di batterie induL’intesa propone sul striali per trazione mercato globale un e stazionarie) ed è Ermanno Vitali, 31 anni, Power Train tutto sbarcato in Cina vicedirettore della Faam, e la italiano per i veicoli nel 2006. Suo pa- moglie Yen, che lavora a Nanchino elettrici. «Abbiamo dre Federico, 57 in una società italiana di programmato forti anni, fondatore delconsulenza. Hanno una figlia investimenti - prosel’azienda, da oltre di un mese, Isabella gue Federico Vitali vent’anni fa la spoStiamo ragionando la fra il quartier generale di Monterub- con Marelli di realizzare insieme uno biano, in provincia di Fermo, e questo stabilimento per arrivare nel giro di pogrande Paese. «Mi ha sempre parlato chi anni a un fatturato di un miliardo di con entusiasmo della Cina - racconta Er- euro. Il mercato c’è e noi vogliamo costimanno - senza nascondere naturalmen- tuire un’offerta competitiva e di alto conte i suoi grandi problemi. Così dopo la tenuto tecnologico in un settore che rivelaurea e dopo aver vinto una borsa di ste un’importanza strategica primaria studio in Inghilterra, quando ho saputo nello scenario della mobilità sostenibile del progetto di aprire uno stabilimento del prossimo futuro e nell’area della proa Yixing, nello Jiangsu, fra Shanghai e pulsione ibrida ed elettrica». Nanchino, mi sono candidato senza dirGusto della sfida che ha caratterizzagli nulla. Ed eccomi qua». to anche il figlio Ermanno, che si è trovaUn’esperienza dura, ma nello stesso to catapultato in una realtà così diversa tempo esaltante. «Abbiamo iniziato la come quella cinese. «All’inizio è stata ducostruzione nell’ottobre del 2006 ed ra - racconta -. Non riuscivo ad abituar-

V

La prima generazione ha creato imprese, i figli sposano le cinesi

L’IMPRENDITORE

«A Yixing non c’era neppure un ristorante occidentale Vivevo da recluso, solo lavoro» USI E COSTUMI

Una coppia cosmopolita

“Il senso della vita è sempre lo stesso. Il filo non si è interrotto.” (Sant’Agostino) Improvvisamente è mancato

prof. Giovanni Nicolotti Lo annunciano la moglie Maria Laura, le figlie Cecilia ed Elena, la mamma e il papà, il fratello e la sorella, cognati, suoceri, nipoti e parenti tutti. Funerali sabato 19 giugno ore 11,30 parrocchia Santi Angeli Custodi. La famiglia ai fiori preferisce la creazione di un fondo a supporto dello studio delle Scienze Forestali tanto amate da Giovanni. – Torino, 17 giugno 2010 O.F. Beato Cottolengo - tel. 011.8172464 Mamma e papà ti tengono stretto al loro cuore. GIOVANNI, grazie per tutta la gioia e l’amore che ci hai dato. Angelo e Marilù. Gli zii Giorgio e Vittoria Abbate Daga con Chiara sono vicini a Laura ed ai familiari tutti ricordando con profondo dolore ed infinito rimpianto il carissimo GIOVANNI. Chiara, Massimo ed Emanuela Deandreis partecipano commossi al dolore della famiglia Nicolotti per la perdita del caro cugino GIOVANNI. La S.E. Special Engines, la Demak, la Demak America, Amministratori e tutti i colleghi si stringono a Claudia e a tutta la sua famiglia per la grave perdita del fratello GIOVANNI. Maurizio, Silvia, Jo Gastaldi e le rispettive famiglie sono vicini a Claudia ed a tutta la famiglia Nicolotti per l’immensa perdita del caro GIOVANNI.

Da oggi guardando in cima agli alberi della sua amata Torino vedrete un Angelo in più. La Souriau Italy vi è vicina in questo momento di dolore per la perdita di

Giovanni Nicolotti – Torino, 17 giugno 2010 Gli amici ed i colleghi del Verde Pubblico della Città di Torino partecipano con sincero affetto al dolore della famiglia per l’improvvisa scomparsa del

prof. Giovanni Nicolotti – Torino, 18 giugno 2010 Preside, docenti e personale della facoltà di Agraria di Torino partecipano al lutto per l’improvvisa scomparsa del

prof. Giovanni Nicolotti ricordandone le doti umane e professionali. – Grugliasco, 17 giugno 2010

«I cinesi sono molto simili a noi Condividiamo valori come amicizia, famiglia, cultura»

Coppie in posa dopo la celebrazione del matrimonio collettivo a Chongqing

Angelo Garibaldi, Alberto Matta, Lodovica Gullino, Giacomo Tamietti, Davide Spadaro, Massimo Pugliese e tutto il personale di Parologia Vegetale dell’Università di Torino piangono la scomparsa del

prof. Giovanni Nicolotti ricordandone le profonde doti umane, l’impegno scientifico e la grande generosità. – Grugliasco, 17 giugno 2010 Amministratori e personale tutto della IPLA S.p.A. partecipano, increduli e sgomenti, al dolore della famiglia per la immatura scomparsa del

prof. Giovanni Nicolotti ricordandone con commozione la preziosa collaborazione scientifica, presto sfociata, a livello dei tecnici, in profonda stima e amicizia. – Torino, 17 giugno 2010

Direttore, docenti e personale del dipartimento di Valorizzazione e Protezione delle Risorse Agroforestali partecipano al lutto per la prematura scomparsa del

prof. Giovanni Nicolotti ricordandone le qualità di docente e di ricercatore. – Grugliasco, 17 giugno 2010 I professori Paolo Gonthier, Gian Pietro Cellerino e Naldo Anselmi con i giovani di Patologia Forestale dell’Università di Torino, piangono la scomparsa del

prof. Giovanni Nicolotti da loro ammirato per i meriti scientifici e soprattutto amato per le virtù umane. – Grugliasco, 17 giugno 2010

mi al cibo. La città aveva un milione e mezzo di abitanti, ma non c’era neppure un italiano. Quattro anni fa non esisteva un McDonald’s né un altro ristorante occidentale. E meno che meno svaghi e divertimenti di tipo occidentale». Una vita da recluso, tutta lavoro e ancora lavoro. Inevitabile imparare un po’ di lingua per sopravvivere e scappare in qualche weekend a Shanghai o Nanchino. E proprio in un locale di Nanchino Ermanno conosce una graziosa ragazza che parla inglese. «Ho poi scoperto che faceva la giornalista per il quotidiano economico di Pechino The Observer racconta -. Ci siamo risentiti al telefono, abbiamo iniziato a vederci e ci siamo innamorati. Si chiama Yen, che significa Limpida, e ha la mia età. Oggi lavora a Nanchino in una società di consulenza italiana. Sposarci ci è sembrato naturale. Difficoltà a capirci, culture troppo diverse? Tra me e lei nessun problema». E i genitori? «Mio padre ha reagito con entusiasmo, mia madre aveva qualche dubbio. I genitori di lei, dopo le diffidenze iniziali, mi hanno accolto benissimo. Poi, con l’arrivo un mese fa di Isabella, l’entusiasmo è diventato totale e generale». Il più scatenato sembra proprio nonno Federico: «Che mio figlio sposasse una cinese non mi ha assolutamente meravigliato. Sono contento che sia un cittadino del mondo. Il futuro è qui, dove si ha il coraggio di guardare avanti e pensare al futuro. Sì, sono orgoglioso di avere una nipotina nata in Cina». Il figlio Ermanno annuisce: «Consiglio a tutti i giovani che ne hanno l’op-

La società Fratelli Airaudi s.a.s. di Airaudi Mauro & C. partecipa con profondo cordoglio ed è vicina ai familiari in questo triste momento. Lorenzo Lacchia e la società Sidam sono vicini alla famiglia e manifestano la stima e l’amicizia per il

prof. Giovanni Nicolotti – Torino, 17 giugno 2010 Ciao GIOVANNI, sarai sempre il nostro Ranger. Gli amici del liceo e famiglie. I colleghi del dipartimento di Biologia Vegetale e dell’Istituto Protezione Piante CNR sono vicini alla famiglia.

Cristianamente è mancata all’affetto dei suoi cari

Margherita Quirico ved. Garlando L’annunciano Marco con Paola, Marta e Matilde; parenti tutti. Un particolare ringraziamento a Teresangela per l’affetto e l’aiuto. Non fiori ma donazioni al volontariato. Per comunicazioni su orario Funerali telefonare 011.3174544. – Torino, 17 giugno 2010 Hai sempre lottato per difendere i diritti dei lavoratori, ci mancherai. Le compagne e i compagni della Federazione dei Lavoratori della Conoscenza della CGIL di Torino e del Piemonte, vicini nel dolore ad Anna e alle piccole Alice ed Elisa, piangono la scomparsa di

Salvo Merlo giovane ricercatore e Dirigente Sindacale della FLC CGIL Nazionale – Torino, 17 giugno 2010 Il Presidente, il Direttore Generale ed i dipendenti tutti dell’Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica si uniscono al dolore della famiglia per la prematura scomparsa del

dott. Salvatore Merlo – Torino, 17 giugno 2010 Gli amici dell’Area della Ricerca di Torino: Claudio, Cristina, Ernesto, Flavio, Francesca, Gianfranco, Gianni, Gianni, Ivano, Laura, Nora, Raffaella, Sara, Toto, Vincenzo, Vito sono vicini ad Anna ed alle piccole Alice ed Elisa in questo momento di profondo dolore per la scomparda di SALVO. I Malartan piangono commossi la prematura scomparsa del caro SALVO.

portunità di venire qui in Cina a trascorrere 5-10 anni della loro vita. Un’esperienza straordinaria, hai l’opportunità di conoscere gente di tutto il mondo e crearti un bagaglio di esperienze inimmaginabile altrove. Bisogna venirci con un po’ di pelo sullo stomaco, perché in molte aree ci sono ancora carenze di igiene e di pulizia e sul fronte dei diritti umani i problemi non mancano. Ma i cinesi sono molto simili a noi, condividono valori come l’amicizia, la famiglia, il rispetto degli anziani e la cultura. Io dico sempre: venite in Cina con un foglio bianco, cancellate tutti i pregiudizi, non ve ne pentirete». Lui, l’Ermanno da Monterubbiano, a rientrare nelle Marche per ora non ci pensa proprio. «Ho davanti almeno altri 3 anni di lavoro qui. L’Italia può attendere».

Ci ha lasciati

Filippo Mario Ulandi Colonnello dei Carabinieri Lo annunciano: la moglie Lella, la mamma e parenti tutti. I Funerali si svolgeranno sabato 19 ore 11 nella chiesa di Santa Barbara, via Assarotti. Il Santo Rosario verrà recitato stasera ore 21 stessa chiesa. Il presente è partecipazione e ringraziamento. – Torino, 17 giugno 2010 Mi hai insegnato a vivere, aiutami a farlo senza di te, Lu. Cara Lella, ti siamo vicini con affetto in questo momento di grande dolore. Marta, Luigi, Fulvia. Il nostro caro AMICO non c’è più ci stringiamo a Lella con tutto il nostro affetto. Arturo Irene. Il Comandante ed il personale della scuola Allievi Carabinieri di Torino, in questo doloroso momento, per la scomparsa di

Filippo Mario Ulandi Colonnello si stringono affettuosamente alla signora Lella. – Torino, 17 giugno 2010 La famiglia Zonca partecipa con profonda commozione la scomparsa di

Filippo Mario Ulandi Colonnello e porge alla famiglia sentite condoglianze. – Voghera, 18 giugno 2010 Ciao FILIPPO, ti abbraccio. Primo Mino.

Si stringono a Lella ricordando FILIPPO gli amici: Maria Luisa e Franco; Ludovica e Piergiorgio; Manuela e Umberto; Paola e Dario. Anna con la mamma e Paolo si stringono forte a Lella in questo terribile momento. Ci ha lasciati

Iginia Brovarone ved. Dassetto Lo annunciano i figli Lorenzo, Paolo con Silvana, Giovanni con Elena, e nipote Fabrizio. Si ringrazia sentitamente Loredana e Beatrice per la loro continua presenza, la Casa del Sole di Favria nella persona di Raimondo e Luigina Renna e tutto il personale. Funerali oggi ore 15 chiesa Madonna della Divina Provvidenza. – Torino, 17 giugno 2010 Cristina e Livio si stringono a Gianni e fratelli per la perdita della MAMMA. Mauro e Flavio Dassetto con le rispettive famiglie si uniscono al dolore. Serenamente è mancato

Francesco Sinisi anni 81 L’annunciano: la moglie Rosa; le figlie: Patrizia con Sergio, Miriam con Sergio e Gabriele; parenti tutti. Funerali in Torino sabato 19 corr. alle ore 10 nella chiesa Maria Regina della Pace, corso Giulio Cesare. Veglia di preghiera in chiesa venerdì 18 ore 17,30. La presente è partecipazione e ringraziamento. – Torino, 17 giugno 2010 (continua a pag. 25)


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LA STAMPA VENERDÌ 18 GIUGNO 2010

il caso FRANCESCO GRIGNETTI ROMA

Nuovi mercati In Europa e Usa le vendite ristagnano, le gang criminali colonizzano i Paesi poveri, con un potenziale enorme

Estero 21

Malati truffati Nelle farmacie nigeriane metà delle tavolette di clorochina sono falsificate: e la malaria dilaga nuovamente

“Droga e frodi, l’Africa muore” Rapporto choc dell’Onu: dal Sudamerica arrivano coca ed eroina, dalla Cina farmaci contraffatti numeri sono spaventosi: solo nenti sostanze nocive. «Il governo ciin Europa sono circa 140.000 nese ha preso la questione molto sele vittime della tratta di esseri riamente», annota il Rapporto. Ci soumani a scopo di sfruttamen- no state condanne a morte per sei citto sessuale, con un ricavato tadini cinesi. annuale da parte dei loro sfruttato«Il principale mercato dei farmari di 3 miliardi di dollari. Per quanto ci contraffatti cinesi è la Cina stesriguarda il traffico di migranti, le sa», segnala l’Onu. È un flagello che due rotte principali vanno dall’Afri- colpisce le province più povere e reca all’Europa e dall’America Latina mote. Ma da qualche tempo queste agli Stati Uniti: quest’ultima rotta medicine taroccate hanno cominciacoinvolge dai 2 ai 3 milioni di mi- to a viaggiare per il mondo. Se ne trogranti ogni anno, generando per i vano molte tracce su Internet e ancontrabbandieri un profitto di 6,6 che a casa nostra i Nas hanno scopermiliardi di dollari. Un fiume di dro- to qualche caso di medicinali contrafga, poi, inonda fatti comprati inl’Europa, generancautamente on-lido un mercato di ne. Ma per fortuna 20 miliardi di dolil nostro sistema lari solo in eroina. farmaceutico naAttualmente è zionale, e quelli eula Russia il Paese ropei, sono indenni maggiormente colda questa truffa. pito (si stimano 70 Non altrettanto si tonnellate di eroipuò dire per Paesi na consumata), Il mercato delle droghe resta poverissimi e dalle con trenta-quaranil più ricco per le organizzazioni strutture statuali tamila giovani ruscriminali internazionali. Segue minime come quelsi uccisi dalla drola tratta di essere umani (circa li africani. Perciò ga ogni anno. Il for10 miliardi, compresi quelli l’Organizzazione tissimo calo nel derivanti dalla prostituzione) e il mondiale si Sanità consumo di cocai- mercato dei farmaci contraffatti denuncia che il na in America, in67% delle tavolette vece, sta scatenando la guerra tra le di clorochina vendute in Ghana sono gang messicane e l’apertura di nuove contraffatte, il 57% nello Zimbabwe, rotte che investono l’Africa. Scenari il 47% in Mali, il 43% in Kenia. apocalittici, quelli che emergono dal Si rischia la catastrofe sanitaria. 1˚ Rapporto sul crimine organizzato Nel novembre 2009, si è scoperta transnazionale a cura di Unodc, l’uffi- una società di Mumbai, in India, che cio specializzato delle Nazioni Unite, importava immunoglobuline di prodiretto dall’italiano Antonio Maria duzione umana dalla Cina e le re-imCosta, e presentato a New York ai pacchettava con false etichette che ministri dell’Interno e della Giustizia riproducevano i marchi di una famodi tutto il mondo. sa multinazionale. Il tutto è finito sul Il quadro è preoccupante. Si van- mercato nero con uno sconto del 25% no consolidando intere aree del sul prezzo ufficiale. Inutile dire che mondo che sfuggono al controllo de- le immunoglobuline del prodotto non gli Stati e si autoorganizzano come erano all’altezza. E che erano finite paradisi criminali. L’Africa è sul- in normali farmacie di città africane. l’orlo del collasso. Lo sfruttamento illegale di risorse naturali e il contrabbando di specie selvatiche stanno distruggendo ecosistemi fragili e portando alcune specie all’estinzione. La Cina, poi, che ha messo le mani su ricchissimi giacimenti di materie prime africane, da quelle parti inonda anche i mercati di merci contraffatte. Fino alla metà dei medicinali testati in Africa (e nel Sud-Est asiatico) sono contraffatti e di qualità scadente. Oltre il danno, la beffa: ad acquistare quei farmaci taroccati aumentano, anziché diminuire, i rischi per la salute. l Consiglio di Sicurezza delle Na«Purtroppo c’è una ricca aneddozioni Unite, il consesso a numero tica - si legge nel Rapporto dell’Onu chiuso dove siedono i Paesi che che dimostra quanto il problema sia governano le grandi questioni del serio. È stata condotta una ricerca mondo, si è occupato di crimine orgasu 581 farmacie della Nigeria. È risul- nizzato in Afghanistan, Congo, Centato che il 48% dei prodotti di cura al- tro America, Somalia e Africa occile infezioni conteneva principio atti- dentale. L’Onu è allarmata dallo stravo fuori dai limiti accettabili». Un al- potere delle gang criminali che stantro studio, minore, condotto in Gha- no destabilizzando interi Paesi del na su 17 prodotti farmaceutici, ha Terzo Mondo. E le conclusioni sono mostrato che solo sei avrebbero su- esplicite: il problema è stato finora perato i test della farmacopea inter- sottovalutato, le risposte nazionali nazionale e solo tre avrebbero rispet- sono inadeguate, occorre ben altro. tato i parametri europei. Contraffa- Racconta Antonio Maria Costa, dizione cinica: addirittura in sette Pae- rettore esecutivo di Unodc, l’Ufficio si africani i prodotti contro la mala- Droga & Crimine delle Nazioni Uniria, quelli contenenti clorochina, era- te: «Abbiamo verificato, dati alla mano spesso contraffatti e inutili a bat- no, che il problema si va spostando tere la malattia. Qualcosa gli Stati geograficamente. L’offerta di droga fanno: in Tanzania c’è stata un’opera- nel mondo s’è fermata; era cresciuta zione di polizia chiamata «Mamba», in maniera drammatica per tutti gli qualcosa di simile in Uganda. Anni 90, ora c’è un forte declino per Si lamenta Dora Akunyili, ex di- eroina, coca e oppio nel Mondo occirettore generale dell’Agenzia per il dentale e così i narcotrafficanti si controllo di cibo e droghe in Nigeria: stanno guardando attorno per trova«La maggior parte dei sanitari falsifi- re nuovi mercati. Gli ultimi flussi incati ci arriva da India e Cina». E qual- vestono il Terzo Mondo. Sono mercacosina comincia a funzionare: dalla ti immensi dal punto di vista demoNigeria nel giugno 2009 hanno gira- grafico. Abbiamo visto che le nuove to alle autorità cinesi dei farmaci an- rotte della cocaina e dell’eroina attratimalarici contraffatti, con false eti- versano l’Africa. Lo stesso accade in chette di «made in India», e conte- America: c’è un flusso inedito verso

I

20

miliardi di dollari dal traffico di eroina

Intervista

,, I

Commerci letali tra l’Asia e il Continente Nero PAESI ESPORTATORI DI MEDICINALI CONTRAFFATTI

PAESI IMPORTATORI DI MEDICINALI CONTRAFFATTI

PAESI ESPORTATORI D’AVORIO D’ELEFANTE

PAESI IMPORTATORI D’AVORIO D’ELEFANTE

Intossicazione da farmaci contraffatti

Vendita illegale d’avorio

2Africa %

25

14.364

tonnellate vendute illegalmente nel 2009

sequestri tra il 1989 e il 2009

39Asia %

8% Vicino

18%

Oriente

America Latina

8% Nord 9%

575 in Cina

16 % Europa

Cina

Fonte: PHARMACEUTICAL SECURITY INSTITUTE

Nigeria Congo

(+600% in 20 anni)

America

Eurasia

Maggiori Paesi esportatori

Giappone Corea del Sud

India

Africa dell’Ovest

Rep. Dem. del Congo

Africa dell’Est

Vietnam

Singapore Gabon

Malaysia Kenya

Tanzania Zambia

Malawi Africa del Sud Zimbabwe

Mozambico

Fonte: UNODC Partners - LA STAMPA

“I narcos comprano nazioni e presidenti” Il direttore dell’Unodc: il terzo mondo rischia il crac corruzione e non ci sono strutture mediche, sanitarie e farmaceutiche per lottare contro il problema». Il risultato sarà agghiacciante: nel vuoto statuale potranno crescere a dismisura i cartelli criminali.

Antonio Maria Costa

il Brasile. Ciò suscita in noi grande preoccupazione. Nei prossimi dieciquindici anni la droga sarà sempre meno presente nei Paesi ricchi e sempre più nei Paesi poveri». E il Terzo Mondo rischia di uscirne definitivamente schiantato.

«Immaginate l’effetto in uno Stato dove non ci sono adeguate strutture di repressione. Dove c’è collusione e

«Indubbiamente. Ormai i cartelli della criminalità organizzata, finanziatisi in gran parte dalla droga, ma non solo, hanno una potenza economica e di fuoco, militare quasi, che eccedono la capacità di molti Stati di difendersi. Abbiamo visto che nell’Africa occidentale e in quella orientale, e nel Sahel, alcuni Paesi stanno soccombendo: le strutture militari e di polizia sono passate di mano, acquistate di peso dai trafficanti, che hanno comprato terre, elezioni, gerarchie, intere famiglie presidenziali. Di qui l’interesse del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite: di solito non si occupa di droga o di criminalità organizzata, ma nella misura in cui il crimine diventa una minaccia alla sicurezza, anche il Consiglio se ne deve occupare». Emblematico, il cambio di agenda.

«Sì, il simbolo della potenza stessa

che questi cartelli hanno acquisito». In tutto ciò, l’Afghanistan resta un buco nero.

«Rappresenta ciò che noi riteniamo inevitabile quando non c’è controllo del territorio, non c’è uno Stato, e non c’è partecipazione politica dei cittadini. Ma non c’è solo l’Afghanistan: gli effetti della perdita di controllo del territorio li vediamo anche nella Birmania orientale dove il governo di Rangoon non c’è. O in Colombia occidentale, nelle varie province dove gli insorti gestiscono i traffici». L’Afghanistan però ci tocca più da vicino perché è il rubinetto dell’eroina ed è una sfida ingaggiata dalla Nato. Ci sono sul campo anche i nostri soldati.

«In Afghanistan abbiamo visto che in effetti gli insorti si finanziano attraverso il traffico di droga. Io sono lontano dal dire che la droga sia il problema principale dell’Afghanistan, ma è altrettanto vero che i problemi non si possono risolvere se non si risolve il problema della droga». [FRA. GRI]


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22 Cronache

LA STAMPA VENERDÌ 18 GIUGNO 2010

DOPO OTTO MESI DI INDAGINI

“Tredici a processo per Cucchi”

Roma, la richiesta dei pm: dopo le botte, fu abbandonato a se stesso ALESSIA MELONI ROMA

Fu picchiato brutalmente dagli agenti penitenziari mentre si trovava nelle celle di sicurezza del tribunale di Roma, in attesa del processo per direttissima, all’indomani del suo arresto e poi non fu curato in modo sufficientemente adeguato mentre era in ospedale. Non cambia l’impostazione della Procura capitolina sulla morte di Stefano Cucchi, il geometra di 31 anni arrestato il 16 ottobre scorso per spaccio di stupefacenti e deceduto sei giorni

Per salvare il giovane sarebbe bastato dargli un cucchiaino di zucchero dopo al reparto detenuti dell’ospedale Sandro Pertini. I pm Vincenzo Barba e Maria Francesca Loy, hanno lasciato invariato quanto ipotizzato nell’avviso di fine indagine, nella richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di 13 persone: gli agenti della polizia penitenziaria Nicola Minichini, Corrado Santantonio e Antonio Domenici, dei medici Aldo Fierro (già direttore della struttura protetta dedicata ai detenuti del nosocomio), Silvia Di Carlo, Flaminia Bruno, Stefania Corbi, Luigi Preite De Marchis e Rosita Caponetti, degli infermieri Giuseppe Flauto, Elvi-

6 medici Richiesto il rinvio a giudizio di sei camici bianchi

La battaglia per Stefano A destra Stefano Cucchi, Sopra, la sorella Ilaria, che ha sempre sostenuto il rapporto diretto tra le botte subite dal fratello e la sua morte

3 infermieri Per i pm devono finire alla sbarra anche 3 infermieri del Pertini

4 agenti Processo richiesto per tre agenti e per il dirigente del Prap

ra Martelli e Domenico Pepe, del dirigente del Prap (Provveditorato regionale dell’amministrazione penitenziaria) Claudio Marchiandi. I magistrati sono convinti che il ragazzo sia stato abbandonato a se stesso dal personale della struttura sanitaria, tanto che il suo decesso fu cer-

tificato falsamente come morte naturale, mentre per salvarlo sarebbe bastato forse un cucchiaino di zucchero. Lesioni aggravate, abuso di autorità nei confronti di arrestato, falso ideologico, abuso d’ufficio, abbandono di persona incapace, rifiuto in atti d’ufficio, favoreggiamento, omissione di re-

ferto, sono i reati contestati a seconda delle singole posizioni processuali dai pm nella richiesta di rinvio a giudizio che sarà valutata dal gup Rosalba Liso. Sono le conclusioni di otto mesi di indagini durante le quali sono state, tra l’altro, acquisite le testimonianze di oltre ottanta persone.

La vicenda

16/10/2009 L’arresto Stefano Cucci, 31 anni, geometra, è arrestato per spaccio di stupefacenti. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il giovane viene preso a calci e spintoni dagli agenti penitenziari nelle celle di sicurezza del tribunale di Roma poco prima di comparire davanti al giudice per la convalida dell’arresto.

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22/10/2009 Il decesso Lo stesso 16 ottobre Cucchi viene ricoverato nel reparto detenuti del Pertini. Una dottoressa redige una falsa cartella in cui definisce «buone» le condizioni del giovane. Stefano Cucchi peggiora di giorno in giorno e il 22 muore. Sul certificato viene scritto che si tratta di «morte naturale».

I

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il 16 ottobre 2009 Cucchi fu picchiato con calci e spintoni dagli agenti penitenziari nelle celle di sicurezza del tribunale di Roma, poco prima che il giovane comparisse davanti al giudice per la convalida dell’arresto. Per i pm non fu il pestaggio a cau-

sarne la morte, ma le omissioni di chi avrebbe dovuto prendersi cura di lui. Per i magistrati la macchina per coprire le responsabilità dei poliziotti si attiva subito: Cucchi viene portato nel reparto dedicato ai detenuti del Pertini, invece che in una struttura adeguata, per precostituire le condizioni formali per coprire gli agenti penitenziari sostenendo che stesse bene. A tal fine si attiva il direttore dell’ufficio dei detenuti del Prap, Claudio Marchiandi, in quel momento a passeggio con la fidanzata perché non in servizio: si precipita al Pertini per convincere il medico di turno, Rosita Caponetti, a ricoverare Cucchi. Dopo una iniziale resistenza, la dottoressa accetta il ricovero, redigendo una falsa cartella in cui le condizioni del giovane sono definite buone. Poi Cucchi muore, secondo i pm, per le negligenze degli altri cinque medici e dei tre infermieri che

Anziché ricoverarlo in una struttura idonea fu portato nel reparto detenuti del Pertini non adottarono «i più elementari presidi terapeutici e di assistenza, che nel caso di specie apparivano doverosi e tecnicamente di semplice esecuzione ed adottabilità, essendo certamente idonei a evitare il decesso del paziente». «Presenteremo una memoria al gup sull’ipotizzabilità, a carico delle guardie di polizia penitenziarie, del reato di omicidio preterintenzionale», ha commentato l’avvocato Fabio Anselmo, legale della famiglia Cucchi. Il penalista si è invece detto soddisfatto per le accuse rivolte ai medici: «Il loro comportamento è stato particolarmente insopportabile».


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LA STAMPA VENERDÌ 18 GIUGNO 2010

Cronache 23

La consigliera islamica che spaventa il Trentino

Personaggio FRANCESCA PACI ROMA

uindici giorni fa, quando è stata eletta tra le fila del Pd di Rovereto, Aicha Mesrar pensava a tutto fuorché a cosa avrebbe indossato ieri per la seduta inaugurale del consiglio. Sono passati vent’anni dal giorno in cui, appena maggiorenne, lasciò la natia Casablanca per studiare lingue all’università di Trento e, nonostante qualche sguardo sospettoso dopo gli attentati dell’11 settembre 2001, nessuno le aveva mai chiesto ragione dell’hijab avvolto intorno al capo. E’ probabile che se la settimana scorsa l’avversario leghista Willy Angeli non avesse levato l’indice puntatore, spostando l’attenzione dalla propria sconfitta alla di lei identità religiosa, pochi avrebbero notato la prima consigliera comunale accessoriata di velo. Ma l’abito fa sempre il monaco e adesso Aicha giura che, casomai le fosse chiesto di cambiarlo, rifiuterà a costo di dimettersi. «Dopo aver lavorato nove anni alla Provincia sono allo sportello immigrazione della Questura e ho sempre portato il foulard senza problemi» racconta al telefono della casa in cui vive con il marito e i due figli di 11 e 14 anni. Poi è entrata nella squadra del neo sindaco Andrea Morandi e a Wil-

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Rovereto, in aula per la prima volta con il velo dopo aver sconfitto la Lega Gli immigrati in Italia

L’ORGOGLIO

«Pronta a dimettermi se qualcuno mi chiederà di non indossarlo più»

Gli immigrati aumentano e assomigliano sempre più agli italiani. Secondo un’indagine commissionata dal ministero del lavoro a Censis, Ismu e Iprs, gli stranieri sono oggi 5 milioni, una cifra cresciuta del 47,2% negli ultimi 4 anni. Il 77% ha un lavoro regolare, ma sebbene il 40,5% sia laureato o diplomato (rispetto al 44,9% degli italiani), solo il 2,4% svolge mestieri intellettuali.

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IL CARROCCIO

«Per protesta ci rivolgeremo a lei usando soltanto il dialetto» ly Angeli dev’essere sembrata una tale provocazione da minacciare di protestare contro «l’islamica a Palazzo Pretorio» rivolgendole la parola solo in dialetto. Lo stesso in cui si esprime Aicha: «La polemica è nata perché sono entrata in politica, finora questo pezzo di stoffa, che lascia riconoscibile il viso, era uno qualsiasi dei tanti indossati dalle donne musulmane di Rovereto». In discussione non c’è il burqa integrale, bandito dalla Francia al Belgio, ma la testa coperta alla Dalia Mogahed, consigliere per l’islam del presidente Obama. «Personalmente sono allergica al velo ma bisognerebbe spiegare alla Lega che stavolta non si tratta di un’imposizione nè d’un simbolo politico e, a fronte d’una libera scelta, conta la persona, una marocchina de-

Da Casablanca a Trento AICHA MESRAR È ARRIVATA IN ITALIA 20 ANNI FA PER STUDIARE ALL’UNIVERSITÀ SPOSATA, DUE FIGLI DI 14 E 11 ANNI, HA LAVORATO PRIMA PER LA PROVINCIA POI ALLO SPORTELLO DELLA QUESTURA DEDICATO AGLI IMMIGRATI CANDIDATA A ROVERETO NELLE FILE DEL PD, È STATA ELETTA 15 GIORNI FA

L’hijab sul capo Il velo indossato dalla consigliera del Pd Aicha Mesrar è l’hijab, parola che deriva dal verbo arabo celare, proteggere senza separare. E’ un fazzoletto stretto sulla testa e avvolto intorno al collo. Le altre tipologie di velo musulmano sono: il foulard più lievemente appoggiato sui capelli, il chador iraniano simile a una mantella che copre il capo e le spalle, il niqab bandito in diversi paesi europei che lascia visibili soltanto gli occhi (compresa la variante afghana chiamata burqa). Mentre una circolare del 2004 ammette l’uso del velo sul capo, in Italia è proibito tenere il viso coperto.

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mocratica diventata cittadina italiana nel 2008 e regolarmente eletta» osserva Souad Sbai, parlamentare di Forza Italia e direttrice dell’associazione Acmid Donna. La Sbai sa che su questo argomento la comunicazione è ardua: «Perfino nel mondo arabo, immigrato e non, c’è una profonda spaccatura tra quelle che portano l’hijab e le laiche, non si parlano neppure». Il Trentino, abituato alla mediazione culturale, sta a guardare con minor diffidenza del vicino Veneto pungolato dal Carroccio. Le valli alpine che ospitano 46 mila stranieri, l’8,8% della popolazione, hanno appena consegnato il municipio di Carzano a Cesare Castelpietra, primo sindaco nero del Belpaese nonostante il nome italicissimo come il calciatore Mario Balotelli. Lia Giovanazzi Beltrami, assessore alla solidarietà e alla convivenza della Provincia Autonoma di Trento considera la storia di Aicha il compimento di un

LA DECISIONE DEL COMUNE MENTRE LA CITTÀ È SOMMERSA DALL’IMMONDIZIA

Palermo, supertassa sui rifiuti Aumento del 66% ma non basterà a coprire i buchi del bilancio LAURA ANELLO PALERMO

Se non fossimo nella terra di Pirandello, ci sarebbe da stupirsi. Nella città che a intermittenza rivive l’incubo rifiuti, è stato approvato un aumento della tassa della spazzatura del 66 per cento. Ma, paradosso nel paradosso, l’opposizione esulta, la maggioranza è in frantumi, il sindaco Diego Cammarata nell’occhio del ciclone. Già, perché l’aumento voluto dall’amministrazione doveva essere dell’83 per cento: una manovra che si è infranta sui malumori per il viaggio del

primo cittadino ai Mondiali di calcio in Sudafrica e che ha lasciato il povero fedelissimo consigliere Giuseppe Milazzo con il cerino in mano, a raccogliere solo un voto sull’emendamento della super-stangata. Un’altra batosta per il sindaco, che deve fare i conti con truppe allo sbaraglio e soprattutto con 18 milioni di euro di entrate in meno del previsto, necessari a evitare il tracollo di un carrozzone pubblico che ha imbarcato 2.100 ex detenuti - la Gesip - e che ora rischia di dover portare i libri in tribunale. Ma la botta per i palermitani è arrivata lo stesso, l’epilogo di una vicenda surreale che vede gli albergatori assediati dalla «munnizza» ma costretti, da tre anni, a pagare il triplo delle tasse dei colleghi milanesi. Che ha visto tra le entrate del bilancio 2009 ben 25 milioni di euro per cartelle Tarsu intestate a defunti e imprese fallite. Il colpo di mano nel 2006,

L’immondizia si accumula anche nelle vie del centro

quando la giunta, per fronteggiare la crescita vertiginosa dei precari assunti dietro i vari capipopolo, stabilì un aumento alla Tarsu del 75%. Proteste, ricorsi, rivolte di imprenditori. Finché il Tar stabilì che l’aumento era illegittimo, cosa che non ha impedito al Comune di applicarlo negli anni successivi, nonostante

chiunque si sia rivolto ai giudici abbia avuto i soldi indietro. Di qui l’esigenza di un passaggio in Consiglio per sanare il vecchio aumento e metterci un altro mini-carico dell’8 per cento, necessario a sanare la voragine Gesip. Un passaggio cruciale, tanto da far deporre l’ascia di guerra ai ribelli del Pdl di Gianfranco Mic-

processo: «Da due anni portiamo avanti il piano di coesione sociale insieme ad associazioni tipo la cooperativa Città futura di Aicha». Il risultato, ragiona Giovanna Zincone, consulente del Capo dello Stato per la coesione sociale e autore del volume «Immigrazione: segnali d’integrazione» è «un piccolo segnale di riconoscimento, magari poco significativo ma simbolico dal punto di vista della rappresentanza». Tanto da strappare l’applauso del presidente dei Giovani Musulmani Omar Jibril: «Speriamo sia un inizio, abbiamo molte iscritte laureate e di talento scartate ai colloqui perché velate». Willy Angeli incassa il colpo, ma non è convinto: «Non ce l’ho con la signora, alla cui vittoria mi tolgo tanto di cappello, ma con il principio, il Trentino non è pronto a una consigliera islamica. Al di là del fazzoletto può far paura quello che c’è sotto». Ieri sera a Palazzo Pretorio c’era Aicha Mesrar.

cichè - il vecchio sponsor, oggi nemico del sindaco - sotto l’egida di Berlusconi. Ma i giochi non sono andati come previsto, complice il viaggio a Johannesburg del primo cittadino che gli è valso la tirata d'orecchie del ministro Stefania Prestigiacomo: «Ha fatto una sciocchezza». Fatto sta che la maggioranza si è sbriciolata sotto i colpi di una pur frammentata opposizione e non si è potuto far altro che arrivare a una mediazione: aumento, ma del 66%. Una beffa per una città dove lo spettro napoletano è stato allontanato solo momentaneamente, con la discarica quasi satura e i paesi sul mare sommersi dai rifiuti all’inizio della stagione turistica. Una mini-stangata che non basta: Cammarata prevedeva di incassare 113 milioni, ne mancano 18. La falla va turata in fretta: entro il 7 luglio bisogna approvare il bilancio, già falcidiato dai tagli in Finanziaria (40 milioni nel 2011 e 69 nel 2012), altrimenti lo farà un commissario nominato dalla Regione. Si prospettano snervanti maratone in giunta e in Consiglio comunale. Senza uno straccio di maxischermo per vedere i Mondiali.

Il Lotto Concorson.72-Giovedì17giugno2010

Bari Cagliari Firenze Genova Milano Napoli Palermo Roma Torino Venezia Nazionale

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83 32 86 81 83 75 22 79 27 7 58

37 45 11 62 82 54 35 35 51 66 34

76 55 58 77 77 90 65 64 5 6 43

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VENERDÌ 18 GIUGNO 2010 LA STAMPA 24


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LA STAMPA VENERDÌ 18 GIUGNO 2010

Cronache 25

Nel Casertano Colonnello dell’esercito ammazza il fratello

La storia CARMINE FESTE CERIGNOLA (Foggia)

Un colonnello dell’esercito in pensione, Antonio Mercurio, 67 anni, ha ucciso ieri a Mondragone, provincia di Caserta, il fratello Carmine di 43 anni. Poi ha chiamato i carabinieri che lo hanno arrestato. Secondo la ricostruzione dei militari, la vittima avrebbe scacciato alcuni operai dal proprio terreno e per questo motivo il fratello si sarebbe recato sul posto: voleva verificare la situazione e prevenire eventuali conflitti con gli operai. Arrivato sul posto, il colonnello avrebbe trovato il fratello armato di un grosso coltello e in uno stato di profonda agitazione. Per paura di essere colpito, stando al suo racconto, gli avrebbe sparato un colpo dalla pistola d’ordinanza alla nuca, uccidendolo. L’uomo è stato interrogato dal pubblico ministero di turno che lo ha arrestato.

I

ieni, ti porto al mare. Prendiamo la moto in garage e ci godiamo questa bella giornata». Ma nel garage non è andata così. Vito, 33 anni, ha puntato la pistola di suo padre contro il bellissimo volto di Michelina Ewa, 16 anni. L'ha uccisa con un colpo solo. Poi con un altro colpo ha troncato anche la sua vita. E' finito così un amore durato cinque mesi tra il giovane di Cerignola con saltuari lavori da falegname e piccoli precedenti penali per droga e la ragazzina venuta dalla Polonia che in provincia di Foggia stava costruendo il suo futuro. Perché Michelina Ewa Wojcicka è morta? Vito Calefato potrebbe averla uccisa in preda ad un raptus di gelosia. Probabilmente la ragazzina aveva deciso di troncare quella loro relazione. O forse no. Michelina potrebbe anche solo aver detto al suo fidanzato di volersi trovare un lavoro a San Ferdinando di Puglia dove viveva con la sua famiglia. In paese raccontano che le avevano offerto un po-

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L’OSSESSIONE

L’uomo ripeteva: «Sarai soltanto mia, a costo di morire» sto in un'azienda agricola. Ma pare anche che il suo fidanzato non fosse d'accordo. Voci, per il momento, mezze cose sussurrate da chi ha voglia di dare una mano nelle indagini, ma non fino al punto di esporsi. Questa è una terra difficile in cui l'omertà ha impedito finora di risolvere tanti altri delitti. La verità di questo omicidio-suicidio verrà fuori solo dalla ricostruzione del contesto nel quale i due vivevano e dagli interrogatori dei loro familiari. Per il momento resta lo choc forte di due paesi che all'afa insopportabile di questi giorni aggiungo-

(segue da pag. 20) Improvvisamente è mancata all’affetto dei suoi cari

Maria Antonietta Campero in Avidano anziana La Stampa di anni 69 Ne danno il triste annuncio la mamma Rosa, il marito Elio, il figlio Gianluca con Monica, Benedetta e Ludovico. Santo Rosario venerdì 18 giugno ore 19 e Funerali sabato 19 giugno ore 10,30 nella parrocchia Beata Vergine Consolata, via Ulzio di Collegno. Non fiori ma offerte per la Ricerca e la Cura del Cancro. – Collegno, 18 giugno 2010 Il Presidente, il Consiglio di Amministrazione, il Collegio Sindacale, il Direttore Generale, il Vice Direttore Generale, i Dirigenti e i Dipendenti tutti dell’Editrice La Stampa S.p.A. partecipano al dolore dei famigliari per la scomparsa dell’ex dipendente

Maria Antonietta Campero in Avidano – Torino, 18 giugno 2010 I Seniores La Stampa ricordano la cara COLLEGA. E’ mancato

Marco Oggero anni 89 Lo annunciano la moglie Giuseppina, la figlia Gabriella con Claudio e l’adorato nipote Maurizio. Funerali nella chiesa parrocchiale di Camerano sabato 19 giugno alle ore 16 con partenza dall’ospedale di Asti alle ore 15,30. – Camerano Casasco, 17 giugno 2010

I rilievi dei militari nel garage dove sono stati trovati i due corpi

Uccisa a 16 anni dal fidanzato di 33 Cerignola: lei, bellissima, voleva lasciarlo. Dopo l’omicidio si è tolto la vita no un dolore non meno difficile da affrontare. Sotto choc anche il ragazzo che ha trovato i due corpi nel garage. Era sceso per prendere la motocicletta. Ha trovato il corpo di Vito Calefato a faccia in su mezzo fuori dal box. Il giovane indossava una polo ed un paio di jeans. Poco lontano c'era Michelina. Indossava un paio di pantaloncini corti. Il suo bellissimo volto ed i suoi capelli biondi erano ormai in un lago di sangue. Ieri mattina Vito era andato a San Ferdinando per prendere la fidanzata. Poi la tappa a Cerignola per il cambio dell'auto con la moto e, probabilmente

Flora Onorati

Il giorno 16 giugno 2010 è venuto a mancare all’affetto dei suoi cari il BARONE GENERALE AMBASCIATORE

Amedeo Guillet Ne danno il triste annuncio i figli e la nuora, Paolo, Susanne e Alfredo. Per espresso desiderio del defunto i Funerali si svolgeranno in forma strettamente privata. – Roma, 18 giugno 2010

chelina per andare a lavorare nell'azienda agricola con la quale era in contatto. A Cerignola parlando di Vito si racconta anche che in occasione di un precedente fidanzamento qualcuno lo abbia sentito dire ad un'altra ragazza: «Se mi lasci, ti uccido e mi uccido». Una strategia folle che questa volta il giovane avrebbe messo in pratica per davvero. L'inchiesta accerterà le cause di questa tragedia. Il dirigente del Commissariato di Cerignola, Luciano Di Prisco, dovrà ricostruire cosa c'è stato tra i due prima della tragica fine. E lo farà attraverso le testimonianze dei genitori e de-

gli amici dei due ragazzi trovati cadavere nel garage. I corpi di Michelina e Vito intanto sono stati trasferiti nell'obitorio degli Ospedali Riuniti di Foggia a disposizione del medico legale. Michelina è morta per un colpo di pistola sparatole alla tempia da distanza ravvicinatissima. Vito ha rivolto l'arma contro di sé perché probabilmente la sua vita sarebbe stata insopportabile dopo la morte di Michelina, la fidanzata che non voleva lasciare e che non avrebbe neppure far lavorare. Sarebbe dovuta essere sua, solo sua. Anche a costo della morte.

Aldo Chiarini, Jean Pierre Moneger, i Dirigenti ed i colleghi tutti di GDF Suez Italia e di Cofely Italia partecipano commossi al grave lutto che ha colpito il collega Walter per la scomparsa del padre

Alfredo Calosso – Milano, 17 giugno 2010 La famiglia Chiarini prende parte al dolore del caro amico Walter per la morte del padre

Alfredo Calosso – Milano, 17 giugno 2010 Cristianamente è mancato

Sergio Lenta anziano GTT anni 79 L’annunciano: la figlia Monica con Renato, Andrea e Claudio; i cognati Graziella e Giorgio con Barbara, Michelangelo e figli. Funerali in Torino sabato 19 corr. ore 10,30 in chiesa San Giulio d’Orta, corso Cadore, 17/3. – Lanzo Torinese, 16 giugno 2010

ANNIVERSARI 2008

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Vanna Comoglio in Farinetti I tuoi valori, la tua lealtà sempre ci accompagneranno. Tuo marito, figlio, nipote, sorella. 2007

2010

dott. Giuseppe Ladisa Sempre nel mio cuore. Franca. 2008

2010

Enzo Grosso 2009

18 GIUGNO

COMUNE DI GENOVA DIREZIONE AFFARI GENERALI E GARE E CONTRATTI SETTORE GARE E CONTRATTI Via Garibaldi 9, 16124 Genova

Sempre con noi. Egle e Luciano Ferrero si uniscono al dolore di Elisabetta e Remo. – Torino, 15 giugno 2010

la corsa fino al mare. Ma nel garage la discussione che forse era iniziata già durante il viaggio, potrebbe essere degenerata. Vito ha perso la testa, si è allontanato ed è tornato con la pistola di suo padre, una calibro 7,65 regolarmente detenuta dall'uomo che di mestiere fa il carpentiere. Vito potrebbe aver insistito nel difendere il suo amore dalla volontà della ragazza di chiudere quella storia. O, stando a quanto ora raccontano nella cittadina della Capitanata, potrebbe aver provato ad imporre la propria volontà di non acconsentire a quella specie di «autorizzazione» chiesta da Mi-

2010

Gianfranca Pedrazzini

www.comune.genova.it - ccontratti@comune.genova.it

AVVISO D’APPALTO AGGIUDICATO Si rende noto che il Comune di Genova, mediante procedura aperta, ha provveduto ad aggiudicare i servizi bancari e finanziari per l’acquisizione di un finanziamento per un importo massimo di Euro 20.000.000,00 (da perfezionarsi in una o più tranches entro il 31/12/2010) per opere pubbliche e investimenti. L’avviso di appalto aggiudicato è stato inviato alla G.U.C.E. il 14/06/2010, è affisso all'Albo Pretorio del Comune, è in corso di pubblicazione sulla G.U.R.I. ed è scaricabile sui siti internet: www.comune.genova.it www.appaltiliguria.it www.serviziocontrattipubblici.it IL DIRETTORE Dott.ssa Nadia MAGNANI

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26 Società

LA STAMPA VENERDÌ 18 GIUGNO 2010

La storia CARLO RIMINI MILANO

La ricerca Analizzato il comportamento di un campione di dodicimila famiglie con figli per un periodo di dieci anni

I risultati Le probabilità di separazione diminuiscono dove l’uomo svolge uno o più semplici compiti domestici Cosa serve sono quattro gli aiuti considerati rilevanti: pulizia della casa e spesa; cura dei figli quando la madre è impegnata; cura dei figli la sera; metterli a letto

Niente divorzio se lui fa le pulizie S 212

Studio inglese: col marito “casalingo” la coppia è più solida

e volete salvare un matrimonio ed evitare il divorzio convincete il marito a svolgere almeno una parte dei lavori domestici. Il consiglio viene da una imponente indagine condotta da Wendy SigleRushton, una ricercatrice del «Department of Social Policy» della London School of Economics. Lo studio ha analizzato i comportamenti di oltre 12 mila famiglie inglesi con figli e le ha catalogate in base ad alcune variabili tra le quali il fatto che la moglie svolga un lavoro remunerato all’esterno della famiglia e che il marito dia il proprio contributo ai lavori domestici. L’indagine ha studiato i comportamenti del campione di famiglie per oltre dieci anni. E si è così ricostruita la propensione al divorzio di ciascun modello di famiglia. Gli studiosi inglesi hanno ritenuto necessario precisare che cosa si intenda per aiuto domestico da parte del marito e hanno descritto quattro compiti considerati rilevanti: 1) la collaborazione alla pulizia della casa o alla spesa; 2) l’aiuto nella cura dei figli mentre la madre è impegnata; 3) la cura dei figli la sera; 4) il fatto di

Le unioni in Italia

mila i matrimoni

Record negativo nel 2008 per numero di riti civili e religiosi. Nel ‘78 sono stati oltre 300 mila

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anni l’età media Nel 2008 gli sposi al primo matrimonio superavano i 30. Nel ‘78, l’età stava attorno ai 25

mettere i figli a letto la sera. Le famiglie sono state quindi catalogate in base al numero di compiti domestici svolti dal marito durante il giorno. Un rilievo particolare è stato dato all’attività del padre che si occupa dei figli mentre la madre è al lavoro. Si tratta dunque di attività che nel modello tradizionale di famiglia venivano sempre compiute dalla madre. Sono rilevanti lavori come preparare la tavola per il pranzo, passare l’aspirapolvere, rifare i letti, oltre a tutto ciò che riguarda la cura dei figli. Non vengono invece presi in considerazione altri compiti domestici, che invece frequentemente sono svolti dai mariti, come i lavori straordinari di manutenzione della casa, la riparazione di oggetti o l’acquisto di beni particolari di uso non quotidiano. I risultati di questo lavoro sono sorprendenti. Fino agli anni ‘80 del secolo appena concluso si affermava infatti che solo la «specializzazione di genere» fosse un fattore di «stabilizzazione del matrimonio». È un modo per dire che maggiore è l’impegno delle donne in un lavoro remunerato all’esterno della famiglia, maggiore è il rischio di divorzio. Questa opinione trova effettivamente conferma nel-

ELENA LOEWENTHAL

LE REGOLE DEL NUOVO MODELLO DI FAMIGLIA a vita è fatta di piccole e grandi tragedie. Soprattutto delle prime, a quanto lascia intendere lo studio della prestigiosa London School of Economics.Cci viene spiegato qualcosa che sembra un’evidenza, ma finché non te la trovi davanti così seriamente documentata stenti quasi a crederci: i matrimoni finiscono, il più delle volte, per delle ragioni banali, ma vere. Non di rado per un equivoco in quel gioco delle parti che è il presupposto d’ogni vita di coppia: se lui si sente in obbligo di riparare lavandini che perdono, avvitare impervie lampadine, sappia che farebbe meglio a lavare i piatti e passare l’aspirapolvere. Nella famiglia moderna l’interscambiabilità dei ruoli è essenziale. Il prin-

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cipio è ovvio: se lei porta a casa reddito, perché lui non dovrebbe rifare il letto o cambiare il pannolino al pupo? Eppure la realtà non corrisponde alle regole, e il modello attuale di famiglia è minato non tanto da vigliacchi tradimenti o crisi esistenziali, quando dallo stillicidio della quotidianità. Il marito deve sapere di essere a rischio se non è disposto a dare una mano nelle pulizie, se non fa la spesa, se non si occupa dei figli – non per impartire ramanzine ma anche e soprattutto per portarli a ginnastica o aiutarli a fare i compiti. In particolare, è deprecabile il marito che si rifiuta di mettere a nanna i bambini (cosa che non di rado è un’operazione snervante almeno quanto un cliente moroso o un attacco di narcisismo

del capo). Questo ed altro basta per arrivare a un divorzio, non in nome di alati sentimenti o romantiche passioni (alternative). Piuttosto, con i piedi saldamente per terra. Anche se in fondo, forse, basterebbe capirsi. Lei trova naturale essere aiutata in casa, visto che lavora fuori come e magari più di lui. Lui fatica a rinunciare al proprio ruolo, anche perché è piuttosto comodo. Lui fa finta di non vedere gli sguardi d’odio, lei alza le spalle e pensa, «lo sapevo che sarebbe finita così». La crisi arriva quando ormai il danno è fatto. Ed è un vero peccato, perché forse sarebbe bastata una spolverata, un bacio della buona notte, la tavola apparecchiata prima che lei torni a casa sfinita dall’ufficio, dopo l’ennesima riunione.

l’indagine inglese, ma è emerso che coesiste anche un fattore che opera in una direzione opposta: le probabilità di divorzio diminuiscono sensibilmente nelle famiglie in cui vi è una forte propensione del marito a svolgere più di uno dei quattro compiti domestici considerati. La propensione al divorzio subisce un’ulteriore drastica diminuzione se il marito si occupa dei figli mentre la moglie è impegnata nel suo lavoro remunerato all’esterno della famiglia. Ciò signifiOLTRE IL TRADIMENTO

Il matrimonio può finire senza fatti eclatanti soltanto perché la vita insieme è troppo difficile ca che, se i coniugi sono intercambiabili nello svolgere i compiti domestici, la famiglia è più solida. Insomma, secondo gli inglesi, se il matrimonio va a rotoli la colpa è spesso del marito che non aiuta. Il lavoro e i numeri della ricerca inglese trovano conferma anche nell’esperienza quotidiana dei nostri tribunali. Il tradimento non sembra essere più la prevalente causa delle separazioni. Il matrimonio finisce senza che accada

un fatto eclatante, ma semplicemente perché la vita assieme è troppo difficile e complicata. Se la moglie lavora, non sopporta di non essere aiutata a casa proprio in quelle attività tradizionalmente considerate femminili. Nei ricorsi per separazione presentati dalle signore (che sempre più spesso assumono l’iniziativa di rivolgersi al giudice) sono frequenti i racconti di mariti che la sera, invece di riordinare la cucina e mettere a letto i figli, escono con gli amici. Una signora, nel corridoio di un tribunale, ha detto al suo avvocato: «Per mio marito la partita di calcetto è sacra e la palestra è una priorità» e ha aggiunto, più rassegnata che addolorata, «faccia un po’ quello che vuole!». Le statistiche inglesi però non dicono una cosa. I pessimi mariti, dopo la separazione, talvolta diventano ottimi padri. Combattono per avere i figli durante la settimana e non solo per il week-end, per averli più tempo possibile durante le vacanze. Sono disposti a perdere una serie infinita di partite di calcetto pur di stare qualche ora con i loro bambini ed escono persino prima dal lavoro per andarli a prendere a scuola un pomeriggio alla settimana. Della serie: meglio tardi che mai.


VENERDÌ 18 GIUGNO 2010 LA STAMPA 27

NA VB AT VC BI AO


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LA STAMPA VENERDÌ 18 GIUGNO 2010

In Italia FTSE/MIB FTSEItalia All Share

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Euro-Dollaro CAMBIO

All’Estero DOW JONES (New York) NASDAQ (New York) DAX (Francoforte)

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Petrolio dollari/barile

FTSE (Londra)

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ECONOMIA FINANZA

+0,23% +0,05% +0,53% +0,30%

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32,5961

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TRE I NODI SUL NUOVO ISTITUTO: LA POSIZIONE DI UNICREDIT, I VALORI D’INGRESSO, LA MANCATA ADESIONE DEGLI ALTRI ENTI PIEMONTESI

Fondazione Crt, frenata su Carito Palenzona: «Non c’è bisogno di una nuova banca». Verso una revisione del progetto ti interpellate. Perché il progetto vero non è stato presentato. Carige e i suoi consulenti - Rothschild per la parte finanziaria - stanno infatti approfondendo con Bankitalia, in questa fase, gli aspetti regolamentari e autorizzativi, con particolare attenzione alla parte relativa ai requisiti patrimoniali previsti da Basilea 3. Un incontro tra Carige e Crt che avrebbe dovuto almeno iniziare a delineare la futura entità era previsto per i primi giorni della prossima settimana, ma a ieri non sarebbe stato ancora confermato. Il progetto sul quale starebbero ragionando Carige e i

GIANLUCA PAOLUCCI TORINO

«Carito non è una nuova banca». Parole lapidarie, pronunciate ieri dal vicepresidente di Unicredit nonché «uomo forte» della Fondazione Crt -, Fabrizio Palenzona, a proposito della nuova entità bancaria che dovrebbe nascere sull’asse Torino-Genova. Condizionale d’obbligo, in questa fase: dietro le parole di Palenzona ci sarebbe infatti una profonda revisione del progetto così come annunciato nel febbraio scorso. «In Italia c’è il problema del rafforzamento del sistema bancario, il numero di banche a disposizione è sufficiente, al massimo si possono riorganizzare», ha spiegato il vicepresidente di Unicredit. Palenzona ha aggiun-

Ipotesi ancora tutte aperte ma si allontana l’idea di un nuovo istituto autonomo to: «Bisogna vedere il progetto, non c’è bisogno di nuove banche». Secondo quanto ricostruito, sarebbero tre i nodi sul tappeto. La posizione di Unicredit, la mancata adesione delle altre fondazioni piemontesi e il prezzo ipotizzato da Carige. Intorno a Carito, anche a causa di una certa intepestività delle indiscrezioni uscite in febbraio, si sarebbero coalizzati vari interessi ostili al progetto. Ad iniziare proprio da Uni-

Il numero di banche è sufficiente al massimo si possono riorganizzare Fabrizio Palenzona Vicepresidente Unicredit

La storica sede della Cassa di risparmio di Torino, che adesso ospita la Fondazione Crt

credit, della quale la Fondazione Crt è uno dei principali azionisti, per niente entusiasta dell’arrivo di un nuovo concorrente su un territorio importante per raccolta e radicamento come il Piemonte. Né avrebbe giovato la freddezza con la quale il progetto è stato accolto dalle altre fondazioni piemontesi, che nell’idea iniziale avrebbero dovuto anch’esse essere coinvolte finanziariamente e non solo. Terzo nodo da risolvere è quello dei valori. La proposta arrivata a Torino prevedeva una valorizzazione degli sportelli giudicata troppo elevata dai consulenti dell’ente di via XX settembre. Da qui, l’ipotesi di revisio-

Da martedì le offerte per il polo assicurativo

Aviva, Cattolica e otto private equity Fila di pretendenti per Liguria-Sasa Sembra esserci la fila di corteggiattori per la Liguria-Sasa, il polo assicurativo che Fondiaria Sai ha intenzione di vendere. I pretendenti che stanno guardando il dossier sono otto fondi di private equity, i big assicurativi europei, Aviva, Allianz e Axa e una sola compagnia italiana, la Cattolica. Questi pretendenti, secondo l’agenzia Radiocor, potranno presentare martedì 22 un’offerta non vincolante. Il

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gruppo FonSai, assistito da Mediobanca e Kpmg, punta a incassare circa 350-400 milioni dalla vendita del polo assicurativo, che ha una raccolta premi di 800 milioni, un patrimonio netto di 200 milioni e una rete di 750 agenzie. La tabella di marcia prevede il closing dell’operazione per fine agosto. L’asset ha suscitato molto interesse tra i private equity, tra cui Clessidra, Cinven e Investindustrial.

ne radicale del «progetto Carito». Non più una società mista, partecipata da Banca Carige e Fondazione Crt, con un impegno finanziario diretto dell’ente torinese pronta ad essere allargata alle altre fondazioni della Regione, come discusso all’inizio. Ma una semplice «societarizzazione» degli sportelli di Carige a Torino e in alcune province del Piemonte, i circa quaranta delle discussioni iniziali, con un proprio marchio ben distinto da quello della Cassa genovese e un largo margine di autonomia rispetto a Carige, ma consolidata nei conti della banca guidata da Giovanni Berneschi. Ancora è tutto in fase di ipotesi, precisano tutte le fon-

Carige starebbe approfondendo gli aspetti autorizzativi con Banca d’Italia consulenti - per la Crt è la Sin& rgetica di Bruno Ermolli - è dunque più limitato per l’impatto finanziario ma con l’ambizione di poter fornire ugualmente quel radicamento territoriale che è stato la ragione principale della sua formulazione. «Al momento sono aperte tutte le opzioni», spiega una fonte vicina ai consulenti. Da quella «minima» accennata sopra a quella massima nei termini annunciati a febbraio. «Ma la soluzione prospettata inizialmente pare allontanarsi» spiega la fonte, anche se resta aperta l’opzione di di un apporto finanziario diretto della Crt in una società che sarebbe comunque consolidata dentro Carige.

LA VERTENZA SUL FUTURO DELLO STABILIMENTO IN VISTA DEL REFERENDUM SULL’INTESA

La Sevel sciopera per Pomigliano Camusso: Cgil vicina a chi voterà sì Dal sindaco della cittadina campana un manifesto pro accordo MARINA CASSI TORINO

Scioperi a sorpresa di due ore, raccolte di firme. Negli stabilimenti Fiat disseminati lungo la penisola la Fiom sta organizzando la solidarietà ai lavoratori di Pomigliano. E ieri è arrivato il risultato delle elezioni delle Rsu a Melfi dove la Fiom è tornato a essere il primo sindacato con 18 delegati. Flettono gli altri sindacati, chi più chi meno, tranne la

Ugl che arriva a 5 Rsu raddoppiando i voti. Lo sciopero è stato alla Sevel di Atessa: due ore a cui hanno aderito, secondo i meccanici Cgil, il 60% degli addetti alla Lastratura e l’80 del Montaggio. Per l’azienda 17% al mattino e del 22 al pomeriggio. Il sindacato lo giudica un primo risultato a cui si accompagna la raccolta di firme a Torino: per la Fiom sono state 2.500 in due giorni alle Carozzerie di Mirafiori. E’ qui che è nata la lettera inviata all’ad Fiat, Sergio Marchionne, in cui si legge «di fronte alla possibilità di vedere la produzione aumentare negli stabilimenti italiani, siamo pronti a fare la nostra parte, ma questo non può avvenire a scapito dei nostri salari, dei no-

stri diritti, della nostra dignità e della possibilità di contribuire a migliorare la nostra vita e la stessa impresa in cui lavoriamo». E conclude: «Fare la nostra parte per noi vuol dire sforzo e lavoro, ma anche, e allo stesso modo, difesa della nostra salute e dei nostri diritti. La messa in discussione di questi per i lavoratori di Pomigliano è per noi la messa in discussione dei nostri: per questo siamo con loro, ci consideri in campo». Ieri Raffaele De Luca Tamajo, ordinario di diritto del lavoro, consulente del Lingotto e autore della clausola di responsabilità tanto discussa ha ribadito: «Mon ci sono sanzioni per chi sciopera, ma sanzioni per chi si assenta al di fuori dello sciopero». L’appello Fiom è sta-

to votato all’unanimità anche alle Presse di Mirafiori che erano state convocate unitariamente per illustrare il piano industriale di Marchionne. Già lunedì alle Carrozzerie dello stabilimento torinese le assemblee erano state, altroché gremite come raramente negli ultimi anni, anche piuttosto dure. E una analoga raccolta di firme è stata avviata anche a Cassino. Sempre a Torino, al mattino i numeri due di Cgil e Cisl, Susanna Camusso e Giorgio Santini, hanno partecipato a iniziative delle rispettive confederazioni sulla manovra del governo. La leader Cgil ha detto: «Siamo al fianco di quei lavoratori che probabilmente diranno di sì in ragione del fatto che per loro il lavoro è il punto fondamentale;

Lo stabilimento Fiat di Pomigliano d’Arco in provincia di Napoli

non li lasceremo soli e lo accompagneremo nella difesa di quei diritti che oggi la Fiat mette in discussione». Di altro tenore la dichiarazione di Santini: «Chi conosce Pomigliano sa che ci sono anomalie in quello stabilimento e se uno investe vuole garanzie sul rispetto delle regole;

le deroghe vanno legate alla realtà specifica». E ritiene che l’accordo non sia esportabile. A Pomigliano, intanto, il sindaco ha fatto affiggere dei manifesti per il sì in cui si vede un Panda operaio con l’elmetto della Fiat e un cartello con la scritta «sì» appeso al collo.


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LA STAMPA VENERDÌ 18 GIUGNO 2010

In breve

RINVIATO A GIUDIZIO INSIEME AD ALTRE SETTE PERSONE PER IL CRAC DELLA CASA DI MODA ROMANA

Lo stilista Gai Mattiolo a processo per bancarotta Accordo col Tribunale per la gestione dei marchi ALESSIA MELONI ROMA

In aula L’11 novembre avrà inizio davanti ai giudici della X sezione del tribunale penale di Roma il processo a Gai Mattiolo (nella foto con la sorella) e altre 7 persone sott’accusa per la bancarotta della griffe romana

Dalla gloria delle passerelle dell’alta moda ad una decisamente meno glamour aula di giustizia. Una brutta vicenda quella che vede protagonista il 42enne stilista romano Gai Mattiolo, che sarà ora processato per l’accusa di bancarotta anche se, al contempo, il Tribunale di Roma martedì gli ha restituito la gestione dei marchi e dell’azienda. Una decisione, questa,

Sott’accusa l’avvocato di fiducia Tabegna e l’amministratore Sciunnacche che permetterà «di preservare il valore intrinseco della griffe romana, consentendone il ritorno nella filiera distributiva, rilanciandone l’immagine, salvaguardando e incrementando anche i posti di lavoro». Il procedimento che vedrà il creatore di moda sul banco degli imputati culminò con l’arresto dello stilista il 5 dicembre del 2008. Ieri il gup di Roma Luciano Imperiali ha disposto il rinvio a giudizio del designer e di altre 7 persone: l'amministratore Franco Sciunnacche, l'avvocato di fiducia Giancarlo Tabegna, i consiglieri Giada Mattiolo, Attilio Vaccari e Alessandro Nicolais, Christian Goeccking, Alain Jodry. Accolta così la richiesta del pubblico ministero Luca Tescaroli. Il processo nei loro confronti avrà inizio l’11 novembre prossimo davanti ai giudici della X sezione del tribunale penale collegiale. Bancarotta fraudolenta preferenziale impropria, distrattiva impropria e semplice, omessa presentazione delle dichiarazioni annuali relative alle imposte

sui redditi e all'imposta sul valore aggiunto della «Gai Mattiolo Holding sa» e della «World Fashion Kft», sono i reati contestati. In particolare, per l’accusa, Mattiolo, Tabegna e Sciunnacche devono rispondere della banca-

rotta di 1.549.370,70 euro a favore della «Gai Mattiolo Holding sa» attuata mediante compensazione tra crediti e debiti, e di quella distrattiva impropria, relativamente al contratto di licenza per lo sfruttamento commerciale

IL DECRETO LEGGE SUI TABACCHI

Sigarette low cost e fai da te in arrivo raffica di aumenti Brutte notizie per consumatori di sigarette fai da te e low cost. È in arrivo una stangata che per le bionde arrotolate a mano potrebbe portare un bel tesoretto nelle casse dello Stato visto che le vendite negli ultimi 5 anni anni sono aumentate del 133%. Oggi sul tavolo del Consiglio dei ministri ci sarà un decreto che interviene sulle accise di questo tipo di prodotti per adeguarsi alla normativa europea ma anche per ragioni di tutela della salute pubblica o e delle casse dello Stato. L’accisa per le sigarette meno care

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potrà salire da 110% al 115%, mentre quella sulle sigarette arrotolate a mano potrà essere del 109% rispetto a quella prevista per la classe a più buon mercato. Il giro d’affari dei rivenditori è del peso di 17 miliardi, solo per quanto riguarda la vendita delle bionde a cui va aggiunto un indotto di 20 miliardi per lotto, gratta e vinci. Anche per questo il governo ha pensato all’introduzione di corsi di formazione per i tabaccai per quanto riguarda l’aspetto economico e fiscale del loro lavoro ma che si dovranno pagare da soli.

dei marchi «Gai Mattiolo» in Italia e all'estero, stipulato tra la «Gai Mattiolo sa» e la «Gai Mattiolo spa» il 3 gennaio 2002 per un valore di 5.013.275,53 euro rappresentato dalle royalties pagate e accantonate nelle contabilità dai licenziatari ad eccezione di quelle versate, a qualsiasi titolo, alla «Fashiontrend spa» in liquidazione, a partire dal secondo semestre 2006. La tenuta irregolare della contabilità della «Gai Mattiolo spa» è stata attribuita dalla Procura, oltre che ai tre, anche a Giada Mattiolo, Vaccari e Nicolais per il compreso tra il 2001 e il 2006. Tabegna, secondo l’accusa, si sarebbe appropriato illegittimamente di 192 azioni della «Gai Mattiolo Fashion sa» e di altre 2.376 della «Gai Mattioli Holding sa».

Tra i reati contestati l’omessa presentazione delle dichiarazioni annuali sulle imposte Intanto, come si è detto, il designer è rientrato in possesso dei suoi marchi. Il tribunale di Roma ha infatti autorizzato il custode giudiziario a riaffidargli la gestione e la tutela di tutti i marchi. L’accordo raggiunto presenta un importante elemento di novità, poiché per la prima volta un Tribunale penale si occupa direttamente della preservazione e dell’accrescimento del valore economico di un marchio posto sotto custodia. «Questo accordo mi riempie di soddisfazione – ha commentato lo stilista – perché ribadisce lo stretto legame tra il mio ruolo e il valore del marchio. Ringrazio pertanto il Tribunale di Roma per la fiducia nei miei confronti, dimostrata anche dall’unicità del provvedimento: primo caso in Italia di partnership con un custode giudiziario».

Aerei

Vola il primo B-787 con i motori Ge-Avio

Economia 29

10 MILIARDI DI MC IN PIÙ

Gasdotto Itgi Accordo fatto fra Turchia, Grecia e Italia LUIGI GRASSIA

Ha volato ieri sullo stato di Washington il primo Boeing 787 equipaggiato con un motore GEnx prodotto al 12% dalla torinese Avio. Sei su dieci dei B-787 finira ordinati saranno equipaggiati con questo motore.

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L’ad di Enel, Conti

«Da Ipo Green Power 3-4 miliardi di euro» Enel prevede di collocare il 30% di Enel Green Power incassandone 3-4 miliardi e conferma la Borsa per l’autunno. Lo ha detto a Panorama l’ad di Enel, Fulvio Conti. Sul nucleare Conti ha detto che se l’Italia tornerà a produrre elettricità col nucleare «il costo dell’energia scenderà di un 20-30%.

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Intesa Sanpaolo

Verso cessione di 180 sportelli all’Agricole Martedì il consiglio di gestione di Intesa Sanpaolo darà il via libera alla cessione dei 150-200 sportelli al Credit Agricole. La cessione riguarderà la Cassa di Risparmio di La Spezia (Carispe), con l’intera rete di 85 sportelli in Liguria ed Emilia Romagna, più altri cento sportelli del gruppo presenti tra Roma, Milano e Firenze.

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Il bilancio del 2009

InfoCamere, ricavi a 108 milioni L’assemblea di InfoCamere, presieduta da Alessandro Barberis, ha approvato il bilancio 2009, che registra ricavi per 108 milioni e un risultato netto sostanzialmente in pareggio.

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La controllata di Telecom

Per Ssc investimenti per 34 milioni Investimenti per 34 milioni nel 2010-2012 e 646 esuberi con la possibilità di reimpiegare nel Gruppo Telecom fino a 100 addetti. Questi i numeri del piano di Ssc, società di servizi informatici di Telecom, presentati ai sindacati dall’ad Stefano Gigli.

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Dopo una serie di tira-e-molla, dovuti al fatto che i turchi si tiravano indietro all’ultimo momento, ieri è stata firmata l’intesa che dà via libera al sistema di gasdotti Itgi, pensato dall’Edison per portare in Italia 10 miliardi di metri cubi in più di metano ogni anno. Itgi è una sigla che sta per «Interconnessione TurchiaGrecia-Italia». Il progetto complessivo prevede il potenziamento delle attuali reti turca e greca e le connessioni fra loro e con la rete italiana (Igi), incluso il metanodotto sottomarino Poseidon fra la Grecia e l’Italia. In più c’è una deviazione fra la Grecia e la Bulgaria. Il metano arriverà in Italia dall’Azerbaigian, una repubblica che la geopolitica e la geoeconomia collocano nell’Asia centrale ex sovietica, zona complicata ma dalle molte risorse. Il documento siglato ieri è, tecnicamente, un «memorandum of understanding» fra tre aziende: 1) l’italiana Edison, 2) la società di stato del gas greca Depa e 3) la società di stato del gas turca Botas. I due punti più importanti su cui si è raggiunto l’accordo sono le condizioni del transito del metano attraverso la Turchia fino al confine greco e il possibile ingresso dei turchi nella società di costruzione e gestione del metanodotto Poseidon, finora partecipata al 50% da Edison e Depa. L’Itgi è la prima realizzazione europea del cosiddetto Corridoio Sud, che mira a portare gas in Occidente senza fare ricorso alle tubature che attraversano Russia e Ucraina, e riconosciuto per questo dall’Ue come Progetto d’interesse europeo e meritevole di un finanziamento di 100 milioni di euro. «Questa firma rappresenta un grande passo avanti per l’Itgi - spiega Umberto Quadrino, amministratore delegato dell’Edison - perché completa il quadro relativo ai diritti di transito in Turchia e ci consente di accelerare i contratti d’acquisto del gas con l’Azerbaigian».


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30 Economia

LA STAMPA VENERDÌ 18 GIUGNO 2010

I candidati da 16 a 2

Retroscena

Fuggi fuggi dalla gara per Tirrenia Dei sedici candidati iniziali sono rimasti solo il fondo Cinven e la newco guidata da Lauro con Regione Sicilia

FABIO POZZO TORINO Con il contributo del

Goldman e Morgan Stanley non sanno ancora quanto ricaveranno dall’Ipo AgBank sottoscrittori di Hong Kong di Agricultural Bank of China sanno chi comanda. Sei banche, di cui cinque estere, stanno quotando la banca cinese. Eppure, a dispetto del loro impegno, AgBank deve ancora dire loro chi sarà il gran capo o quanto saranno pagate. Al di fuori della Cina, tali tattiche aggressive sono sconosciute. Come il nome in cima al prospetto informativo dell’Ipo, il ruolo di coordinatore globale dà prestigio. Può anche determinare un profitto extra, poiché la posizione può includere una commissione di performance o una maggiore tranche di azioni da distribuire. AgBank ha scelto i suoi sottoscrittori a maggio. Tre di essi - Goldman Sachs, Morgan Stanley e China International Capital Corporation - erano perfino presenti alle riunioni direttive straordinarie. Eppure, nessuno di loro sa a chi sarà assegnato il prezioso titolo. Anche la remunerazione rimane insolitamente confusa. Secondo persone ben informate, mancano le tipiche rassicurazioni che le banche otterranno grosso modo quello che hanno stabilito. AgBank può forse pensare di potersi permettere di diffondere un po’ d’incertezza. Il vice presidente, Pan Gongsheng, ha esperienza nel manovrare le banche occidentali, avendo gestito la grande emissione contestata della banca Icbc nel 2006. Con un importo potenziale di 14 miliardi di dollari, la quotazione a Hong Kong di AgBank è la più grande dell’anno. Inoltre, le banche saranno contente di ottenere le commissioni di precedenti Ipo di banche cinesi, circa il 2,5% dell’importo raccolto. Per loro, AgBank è un accordo a basso rischio, con circa il 40% delle azioni già assegnate a investitori a lungo termine e un sub-consorzio di collocamento titoli che acquisterà forse la metà di ciò che rimane. Ma l’incertezza deve essere frustrante. Le banche globali, come Goldman Sachs, Morgan Stanley, hanno perso tempo, denaro e fatto seri tentativi per creare un clima favorevole in Cina. Senza tale generosità, le cinque banche estere impegnate nella quotazione di AgBank non avrebbero forse potuto far parte dell’accordo. Ma il loro lavoro deve ancora essere trasformato in un trattamento preferenziale. [JOHN FOLEY]

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Cancellare la Consob inglese è una scelta sbagliata e inutile eorge Osborne ha ideato un piano a metà. La ristrutturazione della regolamentazione bancaria elaborata dal nuovo Cancelliere dello Scacchiere del Regno Unito è un mix di politica sensata e inutile. Positiva è la creazione di un comitato indipendente della Banca d’Inghilterra (BoE) per identificare e prevenire le bolle finanziarie. Questo eliminerà il grande divario tra la politica monetaria e la regolamentazione di tutti i giorni delle singole banche. Se ci fosse stato un severo comitato di politica finanziaria quando i prestiti immobiliari e speculativi avevano cominciato ad andare fuori controllo, la crisi avrebbe potuto essere evitata. Gli strumenti del comitato non sono stati definiti e dovrebbero consentire il controllo sia dell’offerta di credito, variando i requisiti di capitale e di liquidità delle banche, sia della domanda di credito, imponendo per esempio un livello massimo per i rapporti tra prestito ipotecario e valore dell’immobile. I membri dovrebbero essere indipendenti, come nel caso del Comitato di politica monetaria della BoE, e i verbali delle riunioni dovrebbero essere pubblicati. La notizia negativa è la decisione di Osborne di scorporare l’Autorità che regola i mercati finanziari, la Consob inglese creata un decennio fa dal governo Laburista. Questa decisione sembra politica e inutile. La BoE assumerà la responsabilità della Fsa per quanto riguarda la regolamentazione delle banche. Non è chiaro quello che la banca centrale può aggiungere. L’Olanda, che aveva grosso modo l’ordinamento del Regno Unito, non è riuscita a controllare le sue banche, mentre il Canada, dove la banca centrale è rimasta fuori dalla supervisione diretta, è stata un vincitore nella crisi. Mervyn King, il governatore della BoE, sostiene che una conoscenza approfondita contribuirà a rendere il quadro più chiaro. Forse, ma la riorganizzazione è destinata a essere destabilizzante: i cambiamenti non saranno completati fino al 2012. La Fsa, che sta già lottando per trattenere le sue persone migliori, è destinata a perdere di più durante la transizione. Almeno è rimasto l’ad Hector Sants, che avrebbe dovuto lasciare l’Fsa quest’estate. I cambiamenti creano un periodo molto rischioso. [PETER THAL LARSEN]

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Per approfondimenti: http://www.breakingviews.com/ (Traduzioni a cura del Gruppo Logos)

n fuga da Tirrenia. Dei 16 candidati iniziali ne sono rimasti soltanto due. E il 28 giugno scade il termine di presentazione delle offerte vincolanti. In lizza ancora il fondo Cinven, anche se pare che la casa madre inglese stia sollevando più d’un dubbio, e Mediterranea Holding, la newco guidata da Salvatore Lauro e partecipata dalla Regione Sicilia. Un passo indietro per tutti gli altri, da Moby Lines a Gnv, da F2I di Vito Gamberale a Carlyle. «Abbiamo manifestato sperando che cambiasse qualcosa... La nostra più grande perplessità è legata alla Siremar, la compagnia regionale compresa nel pacchetto Tirrenia. Si tratta due realtà diverse, anche sotto il profilo gestionale. Non rientra nel nostro Dna gestire linee regionali. Senza contare la rivoluzione che rappresenterebbe per la nostra società la presenza di sovvenzioni si e se ne stanno a casa. I greci statali» spiega Luigi Parente, non sono interessati al Tirread di Moby Lines. no. E gli armatori italiani non E ora, che accadrà? «Si hanno la forza di comprarsela chiude la gara con chi resta, da soli». Anche l’ipotesi cordaoppure si fa un’Alitalia bis. O ta non convince Vettosi: «Le ancora, la Tirrenia va in liqui- joint-venture in questo settore dazione», spiega Fabrizio si risolvono in consorzi che in Vettosi, direttore generale un mercato competitivo e model fondo VSL (sponsorizza- nopolistico come è quello del to Palladio), che è advisor di cabotaggio non funzionano». Cinven. A proposito: che farà Restano i private equity. «TirCinven il 28 giugno? «Non lo renia è una troppo complessa sappiamo ancora». per essere gestita solo da un La radiografia della gara fondo». di privatizzaC’è la questiozione da parte L’ESPERTO ne Siremar. Il godi Vettosi è im- «Gli armatori italiani verno ha deciso pietosa. «E’ stadi «regalare» alnon hanno la forza le Regioni le to commesso lo stesso erro- di comprarla da soli» compagnie rere della prima gionali di Tirrefase della privatizzazione Ali- nia, che collegano le isole. Catalia: come, non c’è nessuno remar, Toremar e Saremar soche vuole la compagnia e met- no finite agli enti interessati, ti pure dei paletti? L’imposta- mentre Siremar è rimasta sul zione della gara, sotto il profi- tavolo perché la Regione Sicilo tecnico, è sbagliata. E con lia non l’ha voluta. «E’ normale un improvvido timing: dal che prima la Regione Sicilia ripunto di vista macroeconomi- fiuti la Siremar gratis e ora sia co, causa crisi, e da quello pronta a comprarla insieme a strategico». Stategico? «Gli Tirrenia?». Vettosi definisce la armatori del Baltico, forti sul «regionale» una «palla al pietraffico merci, soffrono la cri- de»: tante linee, personale

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Fuga da Tirrenia “Meglio liquidarla” Vettosi (Vsl): “Sbagliata la gara di privatizzazione” «che costa più di quello di Tir- zione. «La più probabile, a querenia», «un fatturato di 20 mi- sto punto. Si liquida Tirrenia lioni contro 55 milioni di sov- con le sovvenzioni e si mettono venzioni pubbliche». sul mercato navi e linee». Lo E poi c’è la Tirrenia. «In re- «spezzatino», insomma. Per i altà non è così male. Genera un sindacati, uno scenario «dramutile di 80 milioni l’anno, i debi- matico». Il 22 lo diranno anche ti sono scesi a 570 milioni, è for- al ministro dei Trasporti Altete sulle merci, le navi non sono ro Matteoli, cui chiedono gatutte da buttare». Nel conto an- ranzie su salari, previdenze e che il patrimonio immobiliare, occupazione. la pinacoteca... E le sovvenzioMa la liquidazione, dal punni pubbliche. «Sì, ma possono to di vista imprenditoriale, pocostituire un interesse solo trebbe essere una soluzione vacon una gestione efficiente del- lida? «Tecnicamente sì - spiela compagnia». ga l’ad di Moby, Gli scenari L’AD DI MOBY Parente -. Sarebprossimi, dunpiù fruttuosa «Uno spezzatino be que. La gara si per chi vende e frutterebbe anche per chi chiude con chi di più a chi vende» compra, perché c’è. «Se restasse solo Mediterraavrebbe più cernea, si tratterebbe però di una tezze. Il valore reale della flotfinta privatizzazione: sarebbe ta, ad esempio, in questo mouna regionalizzazione» com- mento è di difficile valutaziomenta Vettosi. Oppure, la gara ne: diversamente, se le unità va deserta. «Allora si potrebbe fossero asservite alle linee. E andare a una sorta di Alitalia ancora, con la liquidazione si bis, con un’autorità garante supererebbe anche la questioche si attiva per attirare capi- ne delle sovvenzioni nel mirino tali, soggetti anche non solo Ue: Bruxelles non vuole contridello shipping, da affiancare a buti a pioggia, ma se fossero asun private equity». segnati a singole linee, il proTerza soluzione, la liquida- blema cadrebbe».

DA TORINO A ROMA BOOM DI SCIOPERI E PROTESTE DEI LAVORATORI

Eutelia e Seat in rivolta Bialetti chiude definitivamente lo stabilimento di Omegna TORINO

La crisi continua a creare gravi danni all’occupazione in Italia. Ieri Bialetti ha confermato la decisione di chiudere lo stabilimento di Omegna, mentre

i lavoratori Seat Pagine Gialle, Engineering ed Eutelia sono scesi in piazza per difendere i posti di lavoro. Sulla chiusura da parte di Bialetti di Omegna ieri è stato raggiunto un accordo al ministero dello Sviluppo economico. La Provincia del Verbania Cusio Ossola cercherà di trovare nuovi investitori interessati all’impianto, favorendo il ricollocamento del personale, mentre azienda e sindacati proseguiranno il confronto sugli ammortizzatori sociali.

Sempre ieri circa 300 lavoratori della Seat hanno manifestato davanti alla sede di Torino e hanno sfilato in corteo fino alla Engineering, altra azienda in crisi. L’adesione allo sciopero nazionale di Seat è stato in media dell’80%. Lo sciopero «è stato indetto - spiegano i sindacati - contro le strategie aziendali di spezzettare e distruggere l’impresa per cercare di recuperare un pò di soldi per gli obiettivi finanziari dei Fondi, infischiandosene della realtà sociale ed economica di un’azien-

da che ha creato finora ricchezza e sicurezza per migliaia di famiglie». La Seat Pagine Gialle ha in corso una trattativa con Engineering per la cessione del ramo d’azienda Data Center. Su questo è già fissato un incontro mercoledì all’Unione Industriale di Torino. «Il progetto di cessione del Data Center Seat - spiega l’azienda - ha l’obiettivo di valorizzare l’asset Centro Elaborazione Dati». A Roma, invece, il presidente della Camera dei deputati, Gianfranco Fini, ha ricevuto una delegazione di lavoratori di Eutelia che ha manifestato in Piazza Montecitorio per chiedere al governo di riaprire il tavolo di crisi presso la presidenza del Consiglio dei ministri. [L. FOR.]


Borsa 31

LA STAMPA VENERDÌ 18 GIUGNO 2010

LEGENDA. AZIONI: il prezzo ufficiale rappresenta il prezzo medio dell’intera quantità di titoli trattata nella seduta. Il prezzo di riferimento è costituito dal prezzo medio dell’ultimo 10% di titoli trattati. La capitalizzazione è espressa in milioni di Euro. EURO 50: selezione dei 50 titoli più significativi quotati in Europa. Prezzo con variazione percentuale sul

I fondi di investimento sono on line su LaStampa.it. Una volta digitato il link http://economia.lastampa.it/ si trova l’elenco andando alla sezione mercati (al centro della pagina internet) e cliccando su Fondi.

OBBLIGAZIONI 17-06-2010

il punto

TITOLI

PREZZO

B IMI nov14 Top10 BP II B Intesa 04/14 B Intesa/14 STEuro Barclays lug14 FRN eur Barclays ott19 MC eur Barclays apr21 Inv.Float Barclays dic15 eur 4.4% Barclays gen25 Eur 15Y Bei 96/16 Zc Bei/20 EIB CMS Bers /18 Life Bim Imi 98/18 Step Down Bnl 05/11 RBP 6a Bnl 06/12 R2 BP CEDB to CMS 2025 Centrob /18 Zc Comit 98/28 Zc Cr.Suisse ago15 MC eur Credem Dic14 Lower T2 AM 99,25 Dexia Cr giu 12 F. to C Dexia Cr mar 12 Fix to C Dexia Cr mar 12 Fix to H Dexia Cr. Obbl. DJE50 Dexia Cred Euro Var Dexia Cred. CMS 11 Dexia Cred. Mz 12 Sc.R Enel 07/15 Eu 5.25% Enel 07/15 Eu 5.25% Enel 07/15 Ind Enel Feb16 Eur 3.5 Enel TV 05/12

LUIGI GRASSIA

MALE MEDIOLANUM E CAMPARI CORRONO AUTOGRILL E ATLANTIA na Borsa di Milano più indecisa che mai chiude con gli indici Ftse Mib e All Share praticamente fermi, entrambi inchiodati a uno striminzito +0,03%. L’incertezza si legge anche nei singoli comparti, dove i segni più e i meno si sono distribuiti senza dare alla giornata di contrattazioni un indirizzo preciso. I titoli bancari sono stati spinti dalla chiusura positiva di un’asta di titoli pubblici in Spagna e invece zavorrati da alcuni report negativi. Alla fine il responso è stato Bpm -1,24%, Banco Popolare -0,59% e Ubi Banca -0,54%, invariata Intesa mentre Unicredit avanza dello 0,80% grazie a una promozione di Exane. Male il risparmio gestito con Mediolanum -1,79% e Azimut -1,67%. Nell’energia bene A2A (+1,64%) ed Enel a +0,44% mentre perde qualcosa l’altro gigante di settore, l’Eni (-0,55%). Rialzi per Autogrill (+2,35%) e Atlantia (+2,33%), giù Campari (-2,67%).

U

FUTURES SU FTSE MIB

TITOLI

110,49 96,99 98,46 99,77 97,43 100,26 102,61 102,28 86,61 100,62 111,72 107,32 103,66 98,98 99,99 73,75 40,61 105,62

96,41 100,44 97,12 96,82 100,25 98,03 94,26 100,35 108,98 100,18 102,06 99,30

PREZZO

Eni giu 15 4% Eur Eni giu 15 Eurib 6m+0.89 Fiat Step up/11 IMI fb15 Bposta MC Eur IMI st14 Bposta MC Eur Interb/11 BG Medio mag20 Eur 4.5 Medio nov 14 Eur 2.65 Medio Nv14 Eur 3 Medio Nv14 TV Eur Medio/11 ST Gn06 Medio/11 ST Lg06 Medio/11 ST Mag06 Medio/12 Inf. Linked Medio/15 MC Eur Mediob 14 BP1 Rel3 Mediob 96/11 Zc Merrill 12 BP3 Rel 3 Merrill Lynch 2005/11 Morgan ST13 Rel BP Pop Bg CV/12 tv Rbs 01-11 tv Rbs 01-15 MC Rbs 01-20 tv Eurib. Rbs 01-20 tv sicur. Rbs 04-14 tv Rbs 05-11 zc Rbs 06-12 3.5% Rbs 09-14 4% Rbs 09-16 4.3% Rbs 10-11 tv Rbs 10-19 6%

INDICE BORSA VALORI DI MILANO

FTSE MIB FTSE Italia All Share FTSE Italia Mid Cap FTSE Italia MIB Storico FTSE Italia Stars FTSE Italia Small Cap D.J.Eurostoxx 50

Mercati

Fondi su LaStampa.it

precedente. OPZIONI: call è il prezzo di chi acquista; put quello di chi vende. Sono indicati: il mese di scadenza dell’opzione; la base del prezzo del titolo; il prezzo, cioè il premio da pagare; il volume dei pezzi negoziati; l’interesse aperto, riferimento per i future. EURIBOR: è il tasso interbancario comune delle piazze finanziarie dell’area euro: lettera è il prezzo di chi vende; denaro quello di chi acquista.

TITOLI

104,62 100,89 103,09 103,07 106,78 97,43 103,21 99,90 100,58 98,34 100,40 100,24 99,41 97,78 101,75 99,64 97,10 101,50 102,95 96,96 98,29 99,18 101,01 103,81 99,74 101,54 101,93 102,00 101,32 101,12 98,43 96,62

PREZZO

Rbs 12-19 4.6% RBS 23MZ18 Mc Eur Rbs mg22 Mc Eur RBS MZ20 Tsf Rep Aus/22 FBL UBI giu14 Tasso Misto UBI giu19 MC eur UBI lug14 Tasso Misto UBI mar16 LowT2 Amor UBI mar19 LowT2 Call UBI nov15 LowT2 Amor UBI set 13 Tasso M. UniCr mag 13 BP R3 UniCr mar 13 BP Reload3 UniCr/10 ind UniCr/15 LT UniCr/16 LT

99,36 101,07 101,70 99,00 97,41 98,79 100,25 99,28 98,62 100,40 96,49 99,02 98,23 97,35 101,28 97,73 99,11

TITOLI DI STATO BoT 10-30/06/10 S 09-15/07/10 A 10-15/07/10 T 10-30/07/10 S 09-16/08/10 A 10-31/08/10 S 09-15/09/10 A 10-15/09/10 T 10-30/09/10 S 09-15/10/10 A 10-29/10/10 S 09-15/11/10 A 10-30/11/10 S 09-15/12/10 A

99,99 99,97 99,97 99,95 99,93 99,90 99,87 99,88 99,82 99,78 99,75 99,71 99,69 99,65

EURIBOR 17-06-2010

VAR %

20568,91 21122,16 23427,56 15981,99 10780,00 21687,48 2728,12

+0.03 +0.03 -0.11 +0.37 +0.29 +0.22 +0.35

PER.

TA.360

1 sett 1 mese 2 mesi 3 mesi 4 mesi 5 mesi 6 mesi 7 mesi

TA.365

PER.

0,3690 0,4491 0,5627 0,7391 0,8232 0,9196 1,0250 1,0666

8 mesi 9 mesi 10 mesi 11 mesi 12 mesi

0,3640 0,4430 0,5550 0,7290 0,8120 0,9070 1,0110 1,0520

TA.360

TA.365

1,1010 1,1530 1,1920 1,2320 1,2810

1,1162 1,1690 1,2085 1,2491 1,2987

SCADENZA

CAMBI VALUTE

APERT.

CHIUS.

MIN.

MAS.

-

20575

20450

20770

Gi10

MONETE AUREE VALUTA

EURO

Sterlina (v.c) Sterlina (n.c) Sterlina (post.74) Marengo Italiano Marengo Svizzero Marengo Francese Marengo Belga Marengo Austriaco 20 Marchi 10 Dollari liberty 10 Dollari Indiano 20 Dollari liberty 20 Dollari St.Gaude

216,395 - 239,120 216,395 - 239,120 216,395 - 239,120 168,881 - 193,671 162,684 - 190,469 162,684 - 190,469 162,684 - 190,469 162,684 - 190,469 214,691 - 240,152 459,647 - 547,444 462,229 - 557,773 903,800 - 1027,749 903,800 - 1027,749

RENDIMENTI ESTERI TITOLI PUBBLICI

USA 10 anni CAN 10 anni UK 10 anni GER 10 anni FRA 10 anni

REND.

ESP 10 anni HOL 10 anni SVE 10 anni GIA 10 anni

REND.

5,660% 5,550% 4,820% 1,230%

QUOTAZIONI BOT SCADENZA

%

-0.70 -0.66 -0.49 0,80 0,04 -0.01 0,00

A A.S. Roma A2A Acea Acegas-Aps Acque Potabili Acsm-Agam AdF-Aeroporti Firenze Alerion Amplifon Antichi Pell Apulia Pront Arena Arkimedica Atlantia Autogrill Autostrada To-Mi Autostrade Mer. Azimut

B B&C Speakers Banca Generali Banco Popolare Basicnet Bastogi Bca Carige Bca Carige r Bca Intermobiliare Bca Pop.Milano Bca Pop.Spoleto Bca Profilo Bco Desio-Brianza Bco Desio-Brianza rnc Bco Popolare w10 Bco Santander Bco Sardegna rnc Bee Team Beghelli Benetton Group Beni Stabili Best Union Co. Biancamano Bioera Boero Bartolomeo Bonifiche Ferraresi Borgosesia Borgosesia rnc BPM 09-13 w Brioschi Bulgari Buone Società Buzzi Unicem Buzzi Unicem rnc

C Caleffi Caltagirone Caltagirone Editore Cam-Fin Camfin 09-11 w Campari Cape Live Carraro Cattolica As CDC Cell Therap Ceramiche Ricchetti CHL CIA Ciccolella Cir Class Editori Cofide Cogeme Set Conafi Prestito' Cred. Artigiano Cred. Bergamasco Cred. Emiliano Cred. Valtellinese Crespi Csp

D Danieli Danieli rnc De'Longhi

E Edison Edison r Enel Enervit Eni

Ufficiale Euro

0,841 1,298 8,435 4,010 1,522 0,997 12,299 0,559 3,803 0,595 0,381 0,028 0,612 15,316 10,189 10,539 20,113 7,406

Divid.

Minimi Anno

Massimi Anno

Quantità trattate Capitalizz.

0,832 1,304 8,450 4,000 1,519 1,000 12,400 0,560 3,815 0,591 0,378 0,028 0,600 15,400 10,230 10,590 20,000 7,360

-2.52 +1.64 +0.54 -1.72 -0.39 +1.21 -1.59 -0.18 +0.33 -0.76 -1.18 -0.71 -0.83 +2.33 +2.35 +1.34 +0.25 -1.67

nr 0,679 0,097 1,115 0,657 7,232 0,150 3,739 nr 1,483 nr 0,851 0,100 12,265 0,010 0,485 0,033 2,889 nr 0,438 nr 0,365 nr 0,024 nr 0,385 0,391 14,111 nr 8,270 0,180 8,931 0,800 16,000 0,200 6,483

1,041 1,465 8,435 4,336 1,924 1,082 14,309 0,636 4,208 0,779 0,459 0,041 0,741 18,958 10,189 11,489 24,278 9,816

2,818 8,055 4,648 2,895 1,780 1,610 2,610 4,153 3,573 4,190 0,496 3,735 3,625 0,020 9,005 10,150 0,379 0,643 5,920 0,597 1,130 1,432 1,012 21,000 29,160 1,000 1,193 2,565 0,170 6,215 0,475 8,890 5,500

+0.63 2,787 0,130 2,457 +0.31 8,056 0,450 6,791 -0.59 4,664 0,080 4,065 -0.17 2,898 0,165 1,915 +2.01 1,734 nr 1,639 +1.07 1,602 0,080 1,484 -0.10 2,575 0,100 2,510 0.00 4,148 nr 3,152 -1.24 3,584 0,100 3,177 +0.96 4,199 0,130 3,850 +0.61 0,496 nr 0,430 -0.40 3,725 0,105 3,580 0.00 3,626 0,126 3,608 -3.83 0,019 nr 0,010 +2.33 9,062 0,222 7,358 +1.30 10,019 0,430 9,504 -2.82 0,380 nr 0,370 +0.47 0,640 0,020 0,608 -1.25 5,944 0,230 5,385 -0.50 0,597 0,010 0,538 -1.40 1,106 nr 1,062 -3.24 1,455 nr 1,253 0.00 1,012 nr 1,010 0.00 21,000 0,400 19,000 +2.10 28,820 0,180 28,602 0.00 0,978 nr 0,881 0.00 1,184 nr 1,157 +3.32 2,527 nr 2,230 -0.93 0,170 nr 0,169 +0.24 6,240 0,050 5,372 -1.86 0,475 nr 0,406 +0.45 8,944 0,180 8,040 0.00 5,591 0,204 5,022

3,095 8,635 5,481 3,225 2,219 2,023 2,990 4,321 5,568 4,833 0,677 4,348 4,127 0,083 12,059 10,903 0,495 0,753 6,738 0,722 1,600 1,561 1,709 21,500 35,352 1,407 1,392 5,288 0,240 6,802 0,730 12,034 7,651

1,079 2,050 1,795 0,258 0,029 4,103 0,349 2,300 21,790 1,850 0,396 0,353 0,142 0,295 0,793 1,512 0,479 0,694 0,569 0,840 1,377 22,840 4,808 3,930 0,151 0,980

+1.31 1,071 0,010 0,946 +0.74 2,013 0,080 1,909 -1.37 1,823 0,050 1,751 0.00 0,257 nr 0,239 -4.26 0,030 nr 0,030 -2.67 4,134 0,060 3,505 +4.18 0,350 nr 0,296 -0.43 2,303 nr 2,204 +0.46 21,757 0,850 18,703 0.00 1,836 nr 1,574 +6.32 0,398 nr 0,245 -2.75 0,358 nr 0,307 -1.18 0,141 nr 0,120 -1.50 0,298 0,010 0,272 -0.38 0,807 nr 0,700 -0.79 1,528 nr 1,343 +0.10 0,476 0,010 0,446 +2.66 0,679 nr 0,607 -2.49 0,575 nr 0,533 -2.15 0,829 0,080 0,776 -1.01 1,381 0,058 1,339 -0.04 22,735 1,000 22,133 +0.94 4,805 0,080 4,068 -0.32 3,924 0,120 3,761 +0.67 0,150 nr 0,141 +1.87 0,980 0,050 0,754

1,146 2,454 2,172 0,315 0,056 4,291 0,416 2,690 24,257 2,460 0,843 0,569 0,189 0,324 1,033 1,929 0,695 0,790 0,954 1,200 1,910 25,646 5,714 5,690 0,231 1,131

38954 11000 126429 136412 54563 2668068 8100 22959 66537 6400 27033354 19694 472626 2000 27134 2965748 147269 1336359 273982 80202 82426 354 115548 932383 50792 11810

13 242 228 173 0 2401 18 106 1177 23 284 19 22 27 146 1210 49 489 33 39 393 1403 1597 817 9 33

16,010 -2.85 16,405 0,225 15,112 8,690 -0.69 8,803 0,246 8,131 3,213 +1.66 3,194 0,080 2,763

20,475 11,166 3,582

65820 129503 58382

671 356 478

0,966 -0.41 0,975 1,294 +1.09 1,293 3,973 +0.44 3,972 1,103 0.00 1,102 16,150 -0.55 16,197

1,156 2407568 5052 1,566 1201 143 4,240 105025067 37350 1,480 0 20 18,634 17435426 64873

0,043 0,880 0,073 1,249 0,490 3,505 0,030 1,102 0,500 14,494

119114 35035998 353991 9184 17784 35461 510 136227 362345 188903 161972 2637754 212968 3827840 1498017 222448 630 632390

111 4065 1796 220 55 76 111 246 755 27 90 36 53 9194 2592 927 88 1061

1000 31 190832 897 5072005 2987 110869 177 1072 31 2678060 2589 4563 449 3819 648 4452390 1488 1426 125 182635 336 14075 436 0 48 1485417 0 30996 74570 5632 66 89947 26 33009 128 197214 1086 4980821 1144 7155 10 38490 49 0 9 0 91 480 162 0 67 0 1 8021 0 794076 134 1970245 1880 14867 5 1016450 1479 101049 228

0,10 0,29 -0.14 -0.29 -0.67 0,14 -0.37 0,67 -0.04 0,01

MERCATI

17-06-2010

Londra

16-06-2010

EURO

1234,50 1007,0371

1245,00

Milano (Euro/gr.)

32,5961

32,5300

-

Argento (Euro/Kg.)

504,6300

510,2697

-

PREZZO

TASSO %

24 56 86 116 147 177 207 239 267 298 329 359

99,971 99,927 99,868 99,779 99,707 99,648 99,498 99,409 99,270 99,159 98,996 98,850

0,000 0,350 0,460 0,580 0,620 0,600 0,790 0,780 0,890 0,920 0,940 0,000

MERCATI

QUOTAZ.

Amsterdam (Aex) Bruxelles (Bel 20) Francoforte (Dax Xetra) Hong Kong (Hang Seng) Londra (Ftse 100) Madrid (Ibex 35) Parigi (Cac 40) Sydney (AllOrd) Tokio (Nikkei) Zurigo (Smi) New York (Dow Jones) Nasdaq i

VAR.%

+0.15 +0.38 +0.53 +0.38 +0.30 +0.74 +0.19 -0.55 -0.67 -0.23 +0.23 +0.05

335.26 2523.36 6223.54 20138.40 5253.89 9755.10 3683.08 4546.95 9999.40 6475.25 10433.79 2307.16

Dati forniti da IL SOLE 24 ORE - RADIOCOR.

I dividendi indicati si riferiscono all’anno solare corrente o a quello precedente. Prezzo Differ. % Riferim. Riferim.

X

(Prezzi vendita in $ per oncia). Un’oncia Troy=gr. 31,1035.

Il Mercato Azionario del 17-06-2010 AZIONI

QUOT.

BORSE ESTERE

GIORNI

15/07/10 16/08/10 15/09/10 15/10/10 15/11/10 15/12/10 14/01/11 15/02/11 15/03/11 15/04/11 16/05/11 15/06/11

EURO

Dollaro Usa 1,2363 1 0,8089 Yen giapponese 112,8900 100 0,8858 Sterlina inglese 0,8349 1 1,1977 Franco Svizzero 1,3778 1 0,7258 Corona ceca 25,731 100 3,886 Corona danese 7,439 10 1,344 Corona estone 15,647 100 6,391 Corona islandese 100 Corona norvegese 7,870 10 1,271 Corona svedese 9,574 10 1,044 Dollaro australiano 1,428 1 0,700 Dollaro canadese 1,267 1 0,789 Dollaro Hong Kong 9,630 1 0,104 Dollaro neozelandese 1,763 1 0,567 Dollaro Singapore 1,720 1 0,581 Fiorino ungherese 279,210 100 0,358 Lat lettone 0,708 1 1,413 Leu rumeno 4 10000 2360,996

ORO CHIUSURE

TITOLI PUBBLICI

3,480% 3,300% 1,580% 2,660% 3,100%

MERCATI

AZIONI

Prezzo Differ. % Riferim. Riferim.

Minimi Anno

Massimi Anno

Enia Erg Erg Renew Ergy Capital Eutelia Exor Exor priv Exor risp

5,720 +0.26 5,715 0,357 5,228 9,730 -0.76 9,798 0,400 9,089 0,787 -1.32 0,785 nr 0,671 0,700 -0.92 0,711 nr 0,504 0,215 0.00 0,215 nr 0,100 14,170 0.00 14,213 0,270 10,937 9,375 -0.05 9,455 0,322 6,116 10,490 -0.38 10,520 0,348 8,215

6,311 10,776 0,978 1,207 0,396 14,361 9,455 10,520

F Fastweb

12,980 9,280 5,450 5,830 0,141 9,210 0,539 8,580 5,470 1,135

-1.14 13,153 nr 12,297 +0.71 9,265 0,170 7,690 +1.02 5,438 0,310 4,636 +1.39 5,790 0,325 4,947 -4.42 0,146 nr 0,127 -0.32 9,242 0,410 8,485 +1.80 0,526 nr 0,505 -0.29 8,610 0,400 7,661 -0.91 5,498 0,452 5,149 +1.25 1,108 nr 1,057

19,304 10,931 6,413 6,726 0,205 11,359 0,597 12,155 8,243 1,242

74476 1046 18348535 10119 149138 562 121614 463 125530 7 2720274 5343 31806 131 899674 1072 184171 234 7300 12

0,081 -2.75 0,081 nr 0,081 0,348 -1.28 0,351 nr 0,313 5,335 -0.19 5,260 0,150 5,121 0,555 -1.86 0,561 nr 0,487 1,395 0.00 1,395 0,050 1,363 15,490 +0.06 15,510 0,350 13,901 3,858 -2.16 3,889 0,200 3,717 4,190 +0.12 4,190 0,100 2,637 7,150 +16.83 6,815 nr 4,296 5,255 -1.31 5,330 nr 3,997 1,775 -2.53 1,800 nr 1,614 4,800 -2.04 4,888 nr 4,518

0,143 0,657 6,472 0,668 1,701 19,099 5,316 4,199 7,242 5,597 2,428 5,411

1500 0 61095 31 3304 236 383082 825 0 5 9153355 24147 1856001 1008 80617 503 162960 40 60090 747 493485 737 82 29

Fiat Fiat prv Fiat rnc Finarte C.Aste Finmeccanica FNM Fondiaria-Sai Fondiaria-Sai rnc Fullsix

G Gabetti 09/13 w Gabetti Pro.Sol. Gas Plus Gemina Gemina rnc Generali Geox Gewiss Greenvision Gruppo Coin Gruppo Ed. L'Espresso Gruppo Minerali M.

H Hera I I Grandi Viaggi Il Sole 24 Ore Immsi Impregilo Impregilo rnc Indesit Indesit rnc Industria e Inn Intek Intek r Intek w 11 Intesa Sanpaolo Intesa Sanpaolo rnc Invest e Svil w09 Invest e Sviluppo Iride It Holding Italcementi Italcementi rnc Italmobiliare Italmobiliare rnc IW Bank

K K.R.Energy Kerself Kinexia KME Group KME Group 06-11 w KME Group 09-11 w KME Group rnc

L Lazio Lottomatica Luxottica

MMaire Tecnimont Management e C. Marcolin Mediacontech Mediaset Mediobanca Mediolanum Mediterranea Acque Meridiana Fly Meridie Mid Industry Cap Milano Ass. Milano Ass. rnc Mittel MolMed Mondadori Mondo HE Monrif Monte Paschi Siena Montefibre

1,495 +1.15 0,900 1,340 0,755 2,093 8,140 9,875 7,600 1,875 0,485 0,775 0,052 2,303 1,837 0,009 0,044 1,450 0,176 6,870 3,895 24,520 17,390 1,550

Ufficiale Euro

Divid.

1,495 0,080

1,444

+1.12 0,888 nr 0,830 -0.52 1,343 0,098 1,336 +0.13 0,752 0,030 0,727 +3.33 2,088 0,080 1,812 +1.75 8,144 0,780 7,604 +0.82 9,850 0,150 7,823 0.00 7,602 0,168 7,163 -0.21 1,822 nr 1,822 -2.41 0,483 0,072 0,315 +0.06 0,755 0,109 0,586 0.00 0,053 nr 0,029 -0.11 2,309 0,080 1,958 +1.32 1,825 0,091 1,572 0.00 0,008 nr 0,006 -4.40 0,044 nr 0,042 -0.82 1,466 0,085 1,295 0.00 0,184 nr 0,184 +0.29 6,874 0,120 6,284 +0.97 3,892 0,120 3,518 +1.03 24,479 0,856 20,610 +1.81 17,143 0,934 15,876 +0.98 1,553 0,046 1,498

0,069 -1.84 4,365 -2.95 2,610 +1.46 0,300 -0.17 0,018 -10.00 0,020 -1.00 0,550 -1.61

2979113

616 1473 74 54 14 2278 726 96

1667

1,045 12093 40 1,958 71751 58 0,954 341528 258 2,605 12032843 840 8,649 1300 13 10,303 291558 1119 8,491 2231 4 2,482 18838 43 0,636 68598 63 0,965 9118 4 0,092 9500 0 3,196 105169849 27357 2,489 3404053 1702 0,014 0 0 0,091 489775 11 1,517 11649269 1081 0,184 0 45 10,280 596724 1217 5,455 243694 410 32,985 17533 543 23,365 123669 280 1,991 4361 114

0,049 3,898 2,176 0,261 0,016 0,016 0,549

0,199 9,128 2,881 0,363 0,040 0,026 0,701

5666890 107949 4313 1263298 15000 5000 31426

66 77 56 114 0 0 20

0,306 +0.33 0,303 nr 0,301 11,720 -0.09 11,703 0,740 11,247 21,350 -0.42 21,389 0,350 17,871

0,370 14,793 21,790

52707 376884 731287

21 2013 9944

-2.14 2,896 0,070 2,283 +0.26 0,155 nr 0,130 +16.10 2,146 nr 1,314 0.00 2,676 nr 2,412 +0.45 5,007 0,220 4,635 +0.47 6,428 nr 5,761 -1.79 3,459 0,065 3,175 0.00 2,990 0,060 2,363 +3.55 0,111 nr 0,097 -3.38 0,407 nr 0,399 -0.91 10,912 0,439 10,912 +0.20 1,481 0,100 1,340 -0.92 1,628 0,116 1,466 +0.15 3,310 0,200 3,265 -0.07 1,530 nr 1,189 -1.69 2,635 nr 2,306 -1.13 0,141 nr 0,110 +2.33 0,439 nr 0,410 -0.57 0,960 0,013 0,832 0.00 0,174 nr 0,119

3,270 0,170 2,146 3,348 6,487 8,827 4,568 2,991 0,158 0,600 15,490 2,179 2,373 4,136 1,886 3,228 0,180 0,481 1,333 0,206

387560 65826 476107 1352 5172479 3862834 2413077 10580 328414 564927 1250 1082503 3363 8497 59177 465174 30260 15000 17180309 7500

934 74 133 50 5915 5535 2530 229 39 21 41 826 50 233 161 683 3 66 5274 23

2,863 0,154 2,235 2,700 4,998 6,420 3,425 2,990 0,111 0,386 10,900 1,490 1,615 3,315 1,518 2,623 0,140 0,440 0,959 0,176

0,070 nr 4,418 0,010 2,610 nr 0,298 nr 0,018 nr 0,020 nr 0,553 0,072

1,741

Quantità trattate Capitalizz.

193590 166183 103479 62330 0 407061 334895 12624

AZIONI

Prezzo Differ. % Riferim. Riferim.

Montefibre rnc Monti Ascensori

0,465 +0.32 1,045 -2.52

N Noemalife Novare

6,000 1,190

O Olidata P Parmalat Parmalat w15 Piaggio Pierrel Pierrel 08/12 w Pininfarina Piquadro Pirelli & C. Pirelli & C. rnc Pirelli Real E. Poligrafici Editoriale Poltrona Frau Pop.Emilia Romagna Pop.Sondrio Pramac Premafin Finanziaria Premuda Prysmian

R R. Ginori 1735 Ratti RCF RCS MediaGroup RCS MediaGroup risp Retelit Retelit w 08-11 Rich Ginori 11 w Risanamento Rosss

S Sadi Safilo Group Saipem Saipem risp Saras Sat Save Screen Service BT Seat PG Seat PG r SIAS Snai Snam Gas Snia Snia w10 Socotherm Sol Sopaf Sorin STMicroelectronics

T Tamburi Tas Telecom IT Telecom IT Media Telecom IT Media rnc Telecom IT rnc Tenaris Terna TerniEnergia Tiscali Tiscali 09/14 w Tod's Toscana Fin Trevi Finanziaria Ind.

U UBI Banca UBI w 09-11 Uni Land Unicredit Unicredit risp Unipol Unipol pr

V Valsoia Viaggi Ventaglio Vianini Industria Vianini Lavori

Ww Cr Val 2010 w Cr Val 2014 W Mediobanca 11 w Meridie 11

Divid.

Minimi Anno

Massimi Anno

Quantità trattate Capitalizz.

AZIONI

Prezzo Differ. % Riferim. Riferim.

Ufficiale Euro

Divid.

Minimi Anno

Massimi Anno

0,473 nr 1,073 0,020

0,255 1,031

0,521 1,457

54500 2761

12 14

War ErgyCapital 11 Warr Kre 09/12

0,097 -3.00 0,029 +7.41

0,099 0,029

nr nr

0,096 0,023

0,250 0,087

48598 27700

0 0

-0.08 0.00

6,000 1,190

nr nr

5,381 1,150

6,243 1,190

329 0

26 16

Y Yorkville Bhn

0,101 +1.00

0,100

nr

0,081

0,187

262538

7

Z Zucchi

0,380 +1.47

0,376

nr

0,337

0,581

37667

13

Zucchi rnc

0,501 +0.60 0,509 +2.00

0,503 0,503

nr nr

0,389 0,466

0,613 0,647

53925 14800

12 2

0,096 1,732 nr 0,741 0,070 1,817 nr 3,419 nr 0,195 nr 1,888 0,062 1,048 0,015 0,366 0,041 0,426 nr 0,309 0,008 0,423 nr 0,676 0,150 8,006 0,330 6,312 nr 1,003 nr 0,908 0,020 0,700 0,417 11,285

2,139 1,093 2,537 5,101 0,340 3,048 1,373 0,490 0,562 0,539 0,542 0,876 11,380 7,605 2,361 1,069 1,050 15,762

7676339 30149 507610 3890 0 702 19868 42209260 104580 5627491 21346 89383 171397 226654 67657 98947 39801 1660703

3448 0 787 56 0 59 64 2515 63 326 66 112 2218 2068 39 401 106 2394

STAR

0,053 0,172 0,828 1,031 0,637 0,328 0,069 0,011 0,295 0,656

0,110 0,285 0,981 1,419 0,821 0,475 0,137 0,040 0,436 1,839

3040805 23800 4400 264510 89310 61886 37008 0 441940 1777287

25 52 27 773 19 54 0 0 99 21

-1.11 0,433 0,020 0,400 -0.12 8,459 nr 6,110 -1.68 26,514 0,550 23,078 0.00 26,670 0,580 23,000 -0.34 1,746 0,170 1,538 0.00 9,000 0,110 8,504 -0.80 6,787 0,237 5,755 +1.41 0,610 0,020 0,551 +2.49 0,139 nr 0,126 +0.50 1,005 nr 1,000 +0.86 7,053 0,120 6,243 -0.94 2,633 nr 2,178 -1.23 3,425 0,140 3,218 0.00 0,100 nr 0,081 0.00 0,002 nr 0,002 0.00 1,452 nr 1,452 0.00 4,302 0,084 3,620 +0.55 0,074 0,005 0,070 -0.82 1,458 nr 1,195 +0.07 6,998 0,070 5,823

0,509 9,720 29,959 29,930 2,311 10,720 8,028 0,736 0,207 1,750 7,476 3,116 3,805 0,138 0,006 1,452 4,529 0,131 1,567 7,982

3550 40 91483 481 3474016 11700 0 4 679806 1660 100 89 2519 376 181816 85 10620040 268 47 1 224795 1605 231914 308 10810082 12231 0 14 0 0 0 56 17990 390 778475 31 265555 686 6739401 6370

1,389 14,859 1,138 0,528 0,628 0,900 17,411 3,233 4,863 0,187 0,005 56,321 1,480 13,152

2600 131 265 20 62505863 12985 6377277 71 4959 2 9266810 4665 4087253 18235 44714752 6413 35949 89 49144547 234 3165730 0 40966 1677 117165 45 178970 824

-0.57 -0.90 -0.14 +4.38 +3.04 +1.07 +0.64 +5.08 +0.88 +2.25 0.00 -0.60 +16.58 +0.76 +0.26 0.00 -3.26 +0.74 -1.49 +2.19 +1.32 -0.80 +1.12 -1.44 +1.37 +3.70 0.00 -0.42 -0.82 -3.11 +1.34 -0.44 -0.96 0.00 +2.60 +1.30 +0.91 -1.00 -1.37 +1.03 -2.47 +0.39 -0.74 +3.00 -0.34 -3.28 +0.67 +3.13 +0.22 +0.68 -1.39 +1.10 +1.04 -1.60 0.00 -2.30 0.00 -0.97 +1.40 +0.66 0.00 +1.24 +0.10 +7.56 -1.03 +1.68 -0.45 -1.66 -0.64 -1.44 -2.17 +0.33 +1.09 +0.25 -0.39 0.00 0.00 -2.17 -0.80 -2.26 +1.81 +0.66

53,843 2,750 0,207 0,306 0,271 13,283 1,566 4,588 7,391 45,097 0,541 3,328 0,428 5,348 1,951 5,259 0,949 4,071 2,489 4,947 2,435 2,466 1,360 1,168 3,542 0,837 3,299 1,198 34,582 1,428 4,158 13,586 1,541 11,398 1,689 3,900 22,204 7,014 1,889 0,966 3,815 3,844 2,367 3,047 1,182 13,462 4,116 0,321 1,330 2,566 3,416 0,821 1,958 2,958 2,574 6,648

nr 0,085 nr 0,007 nr 0,310 0,090 0,130 0,370 nr 0,010 0,100 nr nr 0,030 0,225 nr 0,250 0,200 0,120 0,060 nr nr 0,096 nr nr 0,035 nr 0,120 nr nr nr nr 0,300 0,019 0,150 0,565 0,175 nr 0,040 nr 0,080 0,100 0,035 0,050 0,900 nr nr 0,020 nr 0,130 nr 0,120 0,062 nr 0,460 nr nr 0,206 0,068 nr 0,030 nr nr nr nr nr 0,275 0,350 0,500 0,816 0,800 0,180 nr nr nr nr nr 0,170 nr nr 0,243

53,433 2,627 0,180 0,285 0,257 12,054 1,475 3,984 6,447 41,765 0,483 3,044 0,350 4,651 1,374 4,446 0,783 3,875 2,164 4,398 2,175 2,351 1,316 1,098 3,231 0,804 2,995 1,107 23,514 1,234 3,693 11,536 1,026 11,369 1,477 3,521 22,067 6,111 1,802 0,794 3,169 3,780 2,028 2,695 1,101 12,833 3,156 0,222 1,299 2,346 3,322 0,764 1,791 2,687 2,574 5,907

72,282 3,882 0,253 0,539 0,349 15,402 1,700 6,248 7,791 51,981 0,619 4,198 0,645 6,594 2,038 5,950 1,204 5,824 3,157 5,170 3,354 2,760 2,161 1,386 6,134 1,061 4,103 1,379 34,582 2,334 5,698 17,524 1,719 13,003 1,996 4,412 27,750 9,840 2,919 1,267 4,758 4,565 2,485 3,808 1,599 15,120 4,116 0,321 1,587 3,688 3,865 0,909 2,497 3,962 2,574 7,135

587 44646 3135669 111130 55500 734810 64377 1285238 7252 611 138063 66480 377500 30272 10083 50884 368584 1656 19253 15150 284649 1175 34689 11810 1210 74312 27633 218280 1067352 2574 2854 58705 937880 2401 30254 6551 2834 136492 34475 187965 1145 5457 19724 52410 376856 7170 382054 94532 2232 10419 525 86186 9716 678273 0 87932

5,980 4,804 2,503

8,095 5,970 3,137

10603 3433 16000

1,649 2,200 9,983 12,321 1,600 2,905 6,629 9,174 0,172 0,259 1,982 2,298 5,113 6,072 14,721 17,268 15,264 18,004 4,807 6,200 3,795 5,597 4,730 5,622 1,797 2,411 7,832 17,500 3,550 177,500 0,722 0,722 5,502 7,293 3,447 4,026 0,057 0,087 5,113 7,219 3,799 4,538

1240 1027 270 2818 536657 19200 523083 1503 1190 8687 21369 5513 235717 1300 0 0 1575 9101 1156121 1434212 120410

225 186 151 33 29 1328 367 452 254 822 196 250 32 147 51 351 101 37 195 84 388 25 29 175 57 69 193 367 1902 20 32 154 66 55 107 108 278 368 67 50 20 162 34 112 366 459 398 0 37 45 15 165 61 333 77 442 0 29 190 353 0 81 13 0 62 74 91 1243 142 203 83 33 83 234 28 0 20 15 247 0 310 336

1,990 0,991 2,115 3,750 0,241 1,941 1,262 0,481 0,463 0,385 0,500 0,800 8,685 6,715 1,295 0,980 0,768 13,130

-0.62 1,995 -0.55 0,994 +0.24 2,118 +1.69 3,729 0.00 0,223 -0.41 1,958 -2.55 1,282 0.00 0,481 -0.86 0,465 -1.16 0,388 +1.01 0,500 -0.99 0,798 -1.31 8,741 +0.60 6,711 -1.75 1,290 -0.46 0,977 +0.59 0,752 -0.30 13,153

0,055 -2.85 0,189 +2.22 0,847 +0.36 1,051 -0.47 0,659 -0.08 0,339 -1.74 0,070 0.00 0,019 0.00 0,361 -0.28 1,860 +5.20 0,444 8,490 26,360 26,670 1,745 9,000 6,795 0,611 0,140 1,005 7,055 2,645 3,410 0,099 0,003 1,425 4,285 0,074 1,458 6,965

Ufficiale Euro

0,055 nr 0,189 nr 0,839 0,040 1,055 nr 0,657 0,050 0,341 nr 0,070 nr 0,019 nr 0,362 nr 1,839 nr

1,199 11,120 0,972 0,217 0,420 0,773 15,370 3,200 3,600 0,127 0,003 55,070 1,460 12,960

+0.84 -1.16 +0.62 -0.09 +14.44 0.00 -0.84 +0.16 +0.56 +3.93 -3.33 +0.05 +0.27 +1.49

1,175 11,143 0,970 0,217 0,405 0,774 15,447 3,200 3,587 0,126 0,003 54,791 1,461 12,875

0,030 nr 0,050 nr nr 0,061 0,309 0,158 0,100 nr nr 1,500 nr 0,120

1,163 11,143 0,889 0,217 0,300 0,714 13,756 2,868 1,875 0,109 0,003 45,757 1,234 11,143

7,415 0,018 0,610 1,892 2,343 0,690 0,463

-0.54 -3.26 +1.08 +0.80 +2.29 +0.15 -1.18

7,415 0,018 0,602 1,889 2,333 0,691 0,466

0,300 nr nr 0,030 0,045 0,040 0,045

6,706 0,017 0,524 1,563 2,266 0,626 0,433

4,348 +1.16 0,138 0.00 1,330 -0.37 4,145 -0.12

4,255 0,150 0,139 nr 1,330 0,020 4,143 0,100

4,122 0,139 1,300 3,994

4,548 0,139 1,478 4,731

5814 0 300 2903

44 20 40 181

0,162 -4.76 0,325 +6.05 0,039 -5.12 0,016 0.00

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901424 85667 2503852 0

0 0 0 0

nr nr nr nr

10,441 2550285 4739 0,050 1305981 0 0,950 74337 96 2,336 561799229 36402 2,949 8698 57 0,974 9458058 1022 0,641 7700871 425

Acotel Group Actelios Aedes Aeffe Aicon Ansaldo Sts Ascopiave Astaldi Banca Ifis BB Biotech Bca Finnat Bca Pop.Etruria Lazio Bialetti Industrie Biesse Bolzoni Brembo Buongiorno Cad It Cairo Communication Cembre Cementir Hold Centrale Latte Torino Cobra D'Amico Dada Damiani Datalogic Dea Capital Diasorin Digital Bros DMail Group Dmt EEMS El.En. Elica Emak Engineering Esprinet Eurotech Exprivia Fidia Fiera Milano Gefran Granitifiandre IGD Ima Interpump Interpump 09/12 w Irce Isagro IT WAY Juventus FC La Doria Landi Renzo Mariella Burani FG MARR Mirato Mondo Tv Mutuionline Nice Omnia Network Panariagroup Poligrafica S.Faustino Prima Ind 09/13 w Prima Industrie Reno de Medici RDB Recordati Reply Sabaf S.p.a. Saes Saes rnc Servizi Italia Sogefi Stefanel Stefanel risp Trevisan-Cometal TXT e-solution Vittoria Assicurazioni Warr Aedes 14 Yoox Zignago Vetro

53,700 2,750 0,207 0,310 0,271 13,260 1,581 4,650 7,450 45,500 0,540 3,320 0,450 5,320 1,955 5,225 0,936 4,090 2,475 4,905 2,490 2,470 1,358 1,163 3,520 0,840 3,250 1,191 33,890 1,400 4,165 13,590 1,548 11,400 1,700 3,900 22,200 6,945 1,872 0,980 3,755 3,855 2,345 3,090 1,180 13,290 4,118 0,329 1,372 2,575 3,373 0,825 1,950 2,923 2,523 6,585 6,635 4,878 3,040 1,790 10,490 2,170 7,200 0,194 1,991 5,940 15,500 17,740 5,625 4,520 5,115 2,005 9,030 168,700 0,719 5,870 3,710 0,065 6,200 4,200

6,626 4,804 3,047 1,779 10,544 2,170 7,216 0,196 1,982 5,942 15,409 17,624 5,639 4,484 5,112 2,011 8,756 168,700 0,722 5,867 3,720 0,066 6,077 4,199

Quantità trattate Capitalizz.


.

32 Lettere e Commenti

LA STAMPA VENERDÌ 18 GIUGNO 2010

LA STAMPA

LETTERE AL DIRETTORE

MARIO

CALABRESI

pubblico tedesco non mette in dubbio, quindi, che in quanto tale debba fornire un servizio adeguato a chi in Germania paga il canone. È ovvio che in Italia non è così. I risultati sono davanti agli occhi di tutti: una partita al giorno e collegamenti in studio e in loco improntati al cattivo gusto, al riso facile tra vecchi amici, per finire poi sempre e solo a parlare dell’Italia. Ma questa del calcio è solo una delle tante, tantissime prese in giro che la RAI riserva, disattendendo il suo ruolo di servizio pubblico e aprendo quindi la strada a chi, come me, non si sente destinatario di un servizio adeguato e vuole avere giustizia, promuovendo una class action dato che non credo di essere l’unico a sentirmi insoddisfatto.

Non tutti guardiamo gli stessi Mondiali ono un pensionato, vivo in Sardegna, e mi associo alla delusione degli abbonati Rai per le partite dei mondiali che non ci fanno vedere. Bella anche la programmazione. Visto che fanno vedere solo una partita al giorno, non sarebbe il caso di far vedere almeno le squadre che potrebbero vincere il mondiale?Argentina, Spagna, per esempio, chi le ha viste? Mentre abbiamo visto il Sud Africa già due volte! Pazienza, il canone è solo aumentato di un paio di euro, non possiamo pretendere nulla. Adesso gioca l’Argentina, vado ai giardinetti e dopo, visto che vicino casa stanno facendo uno scavo nella strada, assieme agli altri pensionati ci godiamo lo spettacolo.

S

PAOLO MASCIA

Questi mondiali di calcio ci raccontano di come siano cambiate la nostra televisione e la nostra vita sociale. Fino a pochi anni fa il calcio domenicale e i mondiali avevano riti precisi e collettivi: si vedevano le stesse partite, si ascoltavano gli stessi commenti, ora tutto è frammentato e la differenza non è più tra chi è appassionato e chi si disinteressa ma tra chi ha l’abbonamento al satellite e chi no. La Rai è poco competitiva - ad eccezione della radio che ha una diretta che dura tutta la giornata - soprattutto per chi avrebbe il tempo per vedersi tutte le partite. Il costo del calcio e dei diritti televisivi hanno fatto del mondiale un prodotto non più alla portata del servizio pubblico e il grande pubblico ora ne paga il prezzo.

GAETANO PISCIOTTA

a copertura dei mondiali è l’ennesima presa in giro verso chi paga il canone. Per parlare con cognizione di causa ho guardato il sito della tv tedesca pubblica ZDF e ho visto che la programmazione del 17 giugno, a partire dalle 12,30 fino alle 24, è quasi interamente dedicata al calcio, con trasmissione in diretta di tutte le partite, collegamenti giornalistici, report diversi collegati al tema dell’Africa. Il servizio

L

Quotidiano fondato nel 1867 m

DIRETTORE RESPONSABILE MARIO CALABRESI VICEDIRETTORI MASSIMO GRAMELLINI, CESARE MARTINETTI VITTORIO SABADIN, LUCA UBALDESCHI REDATTORI CAPO CENTRALI FLAVIO CORAZZA, MARCO BARDAZZI LAURA CARASSAI (RESPONSABILE EDIZIONI PIEMONTE E VALLE D’AOSTA)

DARIO CORRADINO CAPO DELLA REDAZIONE ROMANA PAOLO MASTROLILLI CAPO DELLA REDAZIONE MILANESE MICHELE BRAMBILLA RESPONSABILE EDIZIONI LIGURIA ALESSANDRO CHIARAMONTI ART DIRECTOR CYNTHIA SGARALLINO PHOTOEDITOR MAURO VALLINOTTO REDAZIONI GIAMPIERO PAVIOLO ITALIA, FRANCESCA SFORZA ESTERI, MARIO FORTINI SOCIETÀ, MARCO SODANO, GIANLUCA PAOLUCCI ECONOMIA E FINANZA, RAFFAELLA SILIPO SPETTACOLI, GUIDO BOFFO SPORT, GUIDO TIBERGA CRONACA DI TORINO m

EDITRICE LA STAMPA SPA PRESIDENTE JOHN ELKANN AMMINISTRATORI JEAN-MARIE COLOMBANI, LUCA CORDERO DI MONTEZEMOLO LODOVICO PASSERIN D’ENTRÈVES, GIOVANNA RECCHI, LUIGI VANETTI DIRETTORE GENERALE LUIGI VANETTI VICEDIRETTORE GENERALE ANGELO CAPPETTI RESPONSABILE DEL TRATTAMENTO DEI DATI (D. LGS.196/2003): MARIO CALABRESI m

REDAZIONE AMMINISTRAZIONE

E

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L’acqua smaschera i lavori non fatti In questi giorni di evidente maltempo mi pare lapalissiano che bastano due giorni di pioggia perché il livello dei fiumi assuma proporzioni critiche assai. Ora, mi domando, ma bisogna per forza di cose fare gli italiani fino in fondo e dunque aspettare una catastrofe per dire poi «... eh sì i fiumi sono anni che non si dragano...», «... eh sì io li avrei anche dragati ma mancavano i fondi» … funerali di Stato, lacrime. Non sarebbe meglio darci una scavatina in periodi non sospetti, magari con il sole?

I

A.R.

nonno, entrambi generali, dell’Arma del Genio; quella che, in occasione di catastrofi, scava tra le macerie, ripristina strade e ponti, costruisce ricoveri e nelle nostre missioni all’estero si diletta in «cosucce» come disinnescare trappole esplosive e bonificare campi minati. Ho partecipato spesso alla festa dell’Arma e rassicuro il lettore Sig. Negri: nessuno sperpero; solo fatica, passione e tanto orgoglio. I costi? Credo siano inferiori a quelli sopportati per qualche ministro o sottosegretario con pochette verde che, pur avendo giurato fedeltà alla Repubblica, invece di onorare i nostri ragazzi che rischiano la vita nel mondo preferisce andare a giocare ad Asterix da qualche parte, magari con scorta e auto blu!

Sindrome di Down e tagli «ricuciti» Titola La Stampa «Tagli, la rivolta delle Regioni». Giorno dopo giorno abbiamo visto «scivolar via» dalla manovra di Tremonti la riduzione dello stipendio dei parlamentari, la cancellazione delle province, i cosiddetti enti inutili. Adesso tocca alle Regioni alzare la voce e ne vedremo gli esiti. Alla fine fra i pochi che subiranno i tagli rimarranno le persone affette da sindrome di down per le quali, in nome della crociata contro i falsi invalidi, è prevista una severa riduzione della pensione mensile.

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ogni anno, in una caserma della Légion Etrangère quando si celebra il fatto d’armi di Camerone, oppure osservi il Battle of Britain Circus della RAF, il costosissimo reparto che presenta in volo gli aerei della Battaglia d’Inghilterra oppure visiti la Victory di Nelson a Trafalgar, ancorata sul Tamigi. Gli sprechi nelle Forze Armate sono tanti, primo fra tutti le indennità di missione; ma i soldi per celebrare - dopo un duro addestramento - le glorie dei Corpi, non lo sono.

Pur da semplice capitano di complemento in congedo ho l’onore di far parte, come mio padre e mio

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Epidemie a scuola in nome della privacy Il Governo parla di sburocratizzare i rapporti con la pubblica amministrazione eliminando permessi e altro, vorrei raccontare un episodio di ordinaria follia «burocratica». La Regione Piemonte, per portarsi avanti, ha eliminato il certificato di guarigione per la riammissione dei bambini malati a scuola, e questo fa sì che genitori irresponsabili mandino a scuola i figli non ancora perfettamente guariti che, di conseguenza, infettano tutti gli altri. Nella scuola frequentata da mia figlia si è diffusa, come ogni anno, la varicella. I genitori di una bambina malata, invece di tenerla a casa per 3 settimane, come consigliato dal pediatra per scongiurare il contagio,

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MAURIZIO DEGIANI

Forze Armate/2 Non è quello lo spreco La critica del lettore Negri alle celebrazioni delle varie Specialità delle Forze Armate, che a suo parere costituirebbero spreco di denaro, mi sembra pretestuosa. Le tradizioni sono la forza dei reparti e vanno custodite e alimentate; senza di esse, i militari sarebbero una compagine senza radici e senza orgoglio. Nei paesi più attenti del nostro agli sprechi, le tradizioni militari sono coltivate assai meglio: provi il lettore a entrare, il 30 aprile di

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c.

contatti

LETTERA FIRMATA TORINO

Margini dei farmacisti e costi dei farmaci In riferimento alla lettera del Sig. Marco Chierici, vorrei far presente al lettore che la nota lozione per le micosi ungueali in questione è preparata ad una concentrazione del 28% di principio attivo, pertanto il costo sicuramente elevato del prodotto è in parte giustificato da questo aspetto. Vorrei ricordare al lettore che moltissimi farmaci di fascia A, rimborsati dal Servizio Sanitario hanno molte volte prezzi irrisori e un margine per la farmacia (considerate le varie trattenute Asl) che oserei definire ridicoli. Discorso analogo per molti farmaci da banco.

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DOTT. NICOSIA FARMACISTA COLLABORATORE TORINO

La foto non era del procuratore Per un errore redazionale, la foto pubblicata ieri a corredo dell’intervista al procuratore aggiunto di Reggio Calabria Nicola Gratteri ritraeva in realtà il prefetto Francesco Gratteri. Ce ne scusiamo con gli interessati e con i lettori.

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LE LETTERE VANNO INVIATE A LA STAMPA VIA MARENCO 32, 10126 TORINO E-MAIL: LETTERE@LASTAMPA.IT FAX: 011 6568924

Editrice La Stampa REDAZIONE AMMINISTRAZIONE TIPOGRAFIA 10126 Torino, via Marenco 32, tel. 011.6568111, fax 011.655306; Roma, via Barberini 50, tel. 06.47661, fax 06.486039/06.484885; Milano, via Washington 70, tel 02.762181, fax 02.780049. Internet: www.lastampa.it. ABBONAMENTI 10121 Torino, via Roma 80, tel 011.56381, fax 011.5627958. Italia 6 numeri (c.c.p. 950105) consegna dec. posta anno €274; Estero: €730. Arretrati: un numero costa il doppio dell’attuale prezzo di testata. Usa La Stampa (Usps 684-930) published daily in Turin Italy, $ Usa 745

L’editoriale dei lettori

LA RIFORMA DI DE SANCTIS Da ministro della Pubblica Istruzione fu attento alla vita materiale della scuola e di chi vi lavorava. Per il 150˚dell’Unità un invito a rileggerne gli scritti

LORENZO CATANIA

GUIDO GUASCONI MARESCIALLO ESERCITO ITALIANO

ELENA BRUSA

Forze Armate/1 Fatica e orgoglio

l’hanno rimandata a scuola dopo una settimana e con ancora le crosticine piene di liquido. Risultato: più di metà classe a casa con la varicella. Quel che è peggio è che mia moglie è all’ultimo mese di gravidanza e la varicella può avere effetti drammatici sul feto. Era necessario eliminare i certificati medici di riammissione? E ora chi salvaguarda la salute pubblica dagli irresponsabili che, nascondendosi dietro la privacy, fanno ciò che vogliono?

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el contesto delle manifestazioni per il 150˚ anniversario dell’Unità d’Italia, è passata finora sotto silenzio la figura di Francesco De Sanctis (1817-1883), autore di una celebre Storia della letteratura italiana, uomo politico e ministro della Pubblica Istruzione nel governo presieduto da Cavour nel 1861 e poi da Cairoli nel 1878. Nella sua veste di ministro, De Sanctis si impegnò per una riforma scolastica aperta alle classi popolari e prestò attenzione alla vita materiale della scuola e di chi vi lavorava. Non a caso un primo grave problema affrontato fu quello dell’edilizia scolastica. A differenza di Carducci e di altri intellettuali del tempo, intese il Risorgimento come un punto di partenza e non di arrivo. Per questo, distante da ogni ipocrisia, non ignorò le miserie degli strati più umili e la loro subalternità, così come le deplorevoli condizioni dei maestri di scuola. In maniera coerente con il suo realismo etico-politico, scrisse che occorreva trasformare la plebe in un popolo capace di scrollarsi di dosso le corrotte abitudini del passato, l’indifferenza e l’inerzia morale. Consapevole dei suoi diritti e dei suoi doveri e amante della libertà, che nasce dalla lotta contro gli ostacoli materiali che avviliscono gli uomini e li rendono schiavi rassegnati. In un momento come l’attuale, in cui il Mezzogiorno è un problema ancora presente e la dequalificazione dell’istruzione pubblica avanza, ricordare la figura di De Sanctis e rileggere i suoi scritti credo che sia utile per una rivisitazione obiettiva degli avvenimenti, dei vizi d’origine e delle cause di debolezza che portarono alla mal digerita Unità d’Italia. Ci fa riflettere sulle caratteristiche del nostro Paese, sempre in bilico fra il vecchio e il nuovo e mai veramente moderno. Diviso in parti diseguali come prima del 1861.

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57 anni, insegnante di Italiano e Storia, Catania

CONCESSIONARIA PER LA PUBBLICITA’ PUBLIKOMPASS SPA. Direzione: Milano 20146 via Washington 70, tel. 02 24424.611, fax 02 24424.490. Torino 10126 via Marenco 32, tel. 011 6665.211, fax 011 6665.300. Bari via Amendola 166/5, tel. 080 5485111. Bologna via Parmeggiani 8, tel. 051 6494626. Padova via Mentana 6, tel. 049 8734717. Catania corso Sicilia 37/43, tel. 095 7306311. Firenze via Turchia 9, tel. 055 6821553. Palermo via Lincoln 19, tel. 091 6235100. Roma piazza Colonna 366, tel. 06 6954111, fax 06 69548125. Napoli via dell’Incoronata 20/27, tel. 081 4201411. Messina via Uberto Bonino 15/c, tel. 090 6508411. DISTRIBUZIONE ITALIA TO-DIS S.r.l. via Marenco 32, 10126 Torino. Telefono 011 670161, fax 011 6701680.


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LA STAMPA VENERDÌ 18 GIUGNO 2010

Illustrazione di Dariush Radpour

Lettere e Commenti 33

MA IL QUIRINALE NON SI È MOSSO FEDERICO GEREMICCA SEGUE DALLA PRIMA PAGINA

a chiave di lettura che il Quirinale offre come possibile spiegazione delle novità che nelle ultime 48 ore sembrano aver reso un po’ meno pesante il clima intorno alla contestata legge in materia di intercettazioni, in fondo è molto semplice. A rimanere fermo, naturalmente, è stato il Colle: che ha sia evitato coinvolgimenti nella stesura (o nelle correzioni) del provvedimento in questione, sia respinto ogni tentativo di far intendere - a lavori parlamentari in corso - che non avrebbe firmato il testo così come licenziato da Palazzo Madama. Questa posizione ha non solo «ridato dignità al Parlamento e al lavoro di entrambe le Camere» (come annotano al Quirinale) ma anche prodotto le novità di cui si diceva all’inizio. Novità che, a stringere, possono essere ridotte a due: la disponibilità di Berlusconi a non insistere (almeno per ora) su una approvazione-lampo della legge anche alla Camera, e l’invito alla prudenza e alla disponibilità al confronto lanciato ieri da Bossi dopo un incontro con Fini. Il leader leghista, infatti, è uscito dal colloquio con il presidente della Camera con una ferma convinzione: «Se il Colle non firma la legge, siamo fregati». E’ la conclusione cui è arrivato dopo che Fini gli ha tratteggiato il vicolo cieco che vede di fronte alla maggioranza nel caso di forzature. A cosa potrebbe portare, infatti, un ulteriore surriscaldamento del clima? A un devastante braccio di ferro in Parlamento, con due possibili conseguenze. La prima: una prova di forza inutile, considerato che il Quirinale potrebbe davvero non controfirmare il testo, se non modificato (per esempio nelle direzioni indicate ieri da Giulia Bongiorno, presidente della commissione Giustizia della Camera); la seconda: un ulteriore e rapidissimo peggioramento del clima politico, che potrebbe forse mettere in discussione la stessa sopravvivenza del governo, e certamente seppellire ogni ipotesi di riforma condivisa. Si tratta di argomenti che hanno preoccupato e fatto breccia nelle convinzioni di Bossi, che ora afferma: «Bisogna dare un’accelerazione per trovare una via d’uscita». E gli stessi argomenti, in fondo, devono aver fatto venire qualche dubbio anche al premier. Per una lunga fase, infatti, Silvio Berlusconi ha coltivato (e non è detto non coltivi ancora...) la tentazione di andare allo showdown con l’opposizione e la parte recalcitrante della sua maggioranza, ponendo tutti di fronte a un bivio: o si approva la legge così com’è o si fila dritti alle elezioni anticipate. I dubbi devono esser cresciuti quando gli è stato spiegato che, in caso di crisi, l’approdo al voto sarebbe tutt’altro che scontato... Chi glielo ha spiegato? Va detto, intanto, che il premier ha ormai sufficiente esperienza politica per aver chiaro che andare a elezioni anticipate non è proprio cosa semplicissima; ma molto, in questo senso, devono aver pesato anche le ambasciate e i consigli di Gianni Letta. È vero che è un po’ di tempo che l’uomo di raccordo tra Palazzo Chigi e il Colle non sale al Quirinale per colloqui ufficiali col Capo dello Stato: ma non perde nessuna occasione per sondare gli umori di Giorgio Napolitano. E’ andata così anche un paio di giorni fa, quando Letta e il Presidente si sono incontrati alla presentazione dei diari di Croce, alla Laterza. Il colloquio non è stato lunghissimo, ma è bastato a far capire al sottosegretario alla presidenza che dal Quirinale non sarebbero arrivati ostacoli pregiudiziali alla legge ma nemmeno sconti di alcun genere: un modo per dire «non fate affidamento su una mia firma se il testo non verrà modificato nei suoi aspetti più discutibili». Quali siano questi aspetti, ieri lo ha fatto intendere bene Giulia Bongiorno, che ha proposto correzioni al testo nient’affatto marginali. Insomma, come si ipotizzava, alla Camera è cominciata un’altra partita, assai diversa da quella giocata al Senato. Come finirà? E’ presto per dirlo. Tanto presto che forse se ne riparlerà tra settembre e ottobre...

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UN FACILE CAPRO ESPIATORIO

ALBERTO BISIN SEGUE DALLA PRIMA PAGINA

l modello ha due ingredienti concettuali fondamentali. Il primo è che Stati e mercati combattono per il controllo del sistema economico globale, ognuno con i propri strumenti: tasse per gli Stati e capitali speculativi per i mercati. Il secondo è che l’obiettivo dei mercati è il profitto, mentre quello degli Stati è il bene dei cittadini. Il modello fornisce una chiara interpretazione delle recenti politiche della Ue per fronteggiare la crisi finanziaria: la buona politica europea ha prima salvato i cittadini greci e spagnoli dall’ecatombe indotta dalle banche cattive e dai loro accoliti, gli ancor peggiori speculatori - ed ora richiede i giusti danni alle banche, in forma di tassa e naturalmente per conto dei cittadini. Naturalmente il governo tedesco non è il solo a favorire questa interpretazione: il ministro Tremonti non perde occasione per vantare la primogenitura intellettuale di queste politiche e il premier Berlusconi propone se stesso come motore primo della salvezza universale a mezzo dell’intervento europeo sui mercati dei titoli greci e spagnoli. Il successo di questo modello interpretativo tra i politici è facilmente spiegabile col fatto evidente che permette ad essi di additare facili capri espiatori per il proprio comportamento irresponsabile e soprattutto per la propria incapacità di regolamentare quei mercati finanziari che, invece di combattere, essi proteggono e favoriscono ad ogni occasione. Ma il mo-

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dello resta inetto ed incoerente perché basato sulla fondamentale incomprensione del funzionamento sia dell’economia di mercato che del sistema politico democratico. Prima di tutto, l’economia di mercato, proprio perché l’obiettivo dei mercati è il profitto, funziona solo quando associata alla responsabilità individuale, quando imprenditori, imprese, e società rischiano i capitali propri. Inoltre, il sistema politico democratico è da parte sua anch’esso motivato dal profitto. Se il profitto monetario della classe politica è spesso considerato corruzione, ed è in quanto tale illecito, il profitto elettorale è invece motivazione principe dell’azione politica, e spesso affatto in linea con il bene dei cittadini tutti. Se si comprende questo, si comprende allora che la politica europea non ha salvato i cittadini greci e spagnoli, ma piuttosto le banche che al governo greco e a quello spagnolo hanno irresponsabilmente elargito generosi finanziamenti. In questo modo la politica europea ha protetto le banche; ma non tutte, solo quelle che non hanno saputo fare il proprio me-

stiere. Ed ora propone di tassarle; tutte naturalmente. Non c’è niente male come salvataggio universale: tassare i comportamenti responsabili per finanziare quelli irresponsabili. E non è tutto qui. Perché i proventi di un’eventuale tassa sull’attività bancaria, prima di riversarsi nei forzieri dei banchieri amici, passano naturalmente da quelli dei governi e lì rimangono attaccati in buona parte. E qui siamo alla seconda fondamentale incomprensione, quella riguardante i sistemi politici democratici. Nella ricerca del successo elettorale, i governi hanno una accentuata tendenza alla spesa pubblica, eccessiva, inefficiente, e soprattutto clientelare. La tassa sull’attività bancaria proposta dal Consiglio Ue, quindi, favorisce doppiamente comportamenti irresponsabili, socializzando le perdite delle banche e incrementando le risorse che gli stati possono devolvere alla spesa. Non resta molto da dire, considerando che è proprio la spesa senza controllo a costituire la maggiore minaccia alla crescita economica europea. Complimenti alla cancelliera Merkel e al Consiglio Ue tutto.

QUEL CHE OBAMA DOVEVA DIRE MAURIZIO MOLINARI SEGUE DALLA PRIMA PAGINA

rentasette anni, californiana e gay dichiarata, Maddow si definisce una «national security liberal» e per avere idea di cosa significa basta guardare come ha reagito al discorso di Obama alla nazione pronunciato dallo Studio Ovale martedì sera. Ventiquattro ore dopo, Maddow si è presentata all’appuntamento serale con i telespettatori nel suo show sulla Msnbc facendosi montare attorno in diretta un set identico a quello da cui aveva parlato Obama. E ha pronunciato lei le parole «che avrei voluto sentire dal mio Presidente». La durata è stata la stessa: poco meno di 20 minuti. Ma i contenuti sono assai più chiari delle tre promesse all’America fatte da Ba-

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rack. Ecco le parole che ha pronunciato Rachel Maddow, autodefinendosi a più riprese «the fake president», il falso presidente: «Vi annuncio tre grandi novità. Primo, mai più nessuno potrà trivellare in posti dove è incapace di gestire le conseguenze di cosa fa. Secondo, ho creato un nuovo posto di comando federale per ripulire dal petrolio l’intero Golfo del Messico. Terzo, il Senato quest’anno passerà la riforma sull’energia che ci consentirà di liberarci del greggio». E ha chiuso con due annunci: «Chiediamo da subito aiuto a chiunque nel mondo è in grado di contribuire a chiudere la falla o a contenere il greggio, e chiuderò il carcere di Guantanamo». Timbro da anchorwoman a parte, ci sono pochi dubbi che sono queste le parole che la maggior parte degli americani - liberal o no - si aspettavano di ascoltare dal Presidente e se Rachel Maddow ha scelto di pronunciarle è per dare voce a un’America che non vuole

lasciare ai conservatori del «Wall Street Journal» e di Fox Tv il monopolio delle critiche alla Casa Bianca. E’ un’America alla quale appartengono anche deputati e senatori democratici che hanno definito «troppo timido» il discorso di Obama, nonché il «New York Times» diretto da Bill Keller che è stato il primo giornale, con la firma di Frank Rich, a definire il disastro ecologico nel Golfo del Messico «peggio di Katrina» e che ha poi commentato l’intervento dallo Studio Ovale con un editoriale intitolato «From the Oval Office» rimproverando al Presidente di «non aver rassicurato gli americani» e di non aver saputo indicare «chi è il responsabile del disastro» a quasi due mesi di distanza dall’esplosione della piattaforma Deepwater Horizon di British Petroleum. La scelta dei liberal di inchiodare il Presidente democratico ai propri errori ricorda quanto avvenne fra il 2005 e il 2007 quando furono giornali, tv e poli-

tologi conservatori a criticare più aspramente il repubblicano George W. Bush per i ritardi nella risposta all’uragano Katrina che aveva inondato New Orleans come per le difficoltà in cui versava la guerra in Iraq. Allora come oggi coloro che hanno voluto, sostenuto e votato per il Presidente in carica sono i suoi critici più spietati perché accomunati da una convinzione dichiarata: solo convincendo la Casa Bianca a riconoscere i propri sbagli e a correggerli al più presto si può sperare di vincere le prossime elezioni. Ovvero, difendere il proprio leader quando sbaglia è un suicidio politico. E l’errore più grave che i liberal come Rachel Maddow addebitano a Barack Obama è quello di essere un presidente debole e indeciso, che esita a compiere scelte forti come ad assumersi responsabilità pesanti, preferendo puntare sul facile populismo per additare al pubblico sdegno il capro espiatorio di turno.


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LA STAMPA VENERDÌ 18 GIUGNO 2010

CULTURA SPETTACOLI

DOMANI SU TUTTOLIBRI

Anche noi siamo asini

L’asino protagonista del festival di montagna e viaggi «LetterAltura», La Spagna di Marías e il gulag di Herta Müller. Napoli dopo Saviano. Il Mondo di Pannunzio e il «mare aperto» di Scalfari. Il diario di lettura del regista Sorrentino

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per contenuto o modalità di proposizione».

Intervista

Perché tanto entusiasmo da parte degli editori per l’iPad e per la Apple?

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«L’iPad è un avvincente esempio di cosa possa fare un tablet. È il primo gradino di una sorta di rivoluzione in Internet, nel modo in cui le persone fruiscono di contenuti editoriali. Sono molto ottimista sui tablet che verranno, che non sono un’esclusiva di Apple, sia chiaro. Offrono maggiori opportunità di personalizzazione, quindi maggiori chance di monetizzazione, inducendo a una nuova fruizione del giornalismo, tanto più se i contenuti si potranno evolvere nel corso della giornata, abbandonando la staticità dei contenuti informativi».

FRANCESCO SPINI MILANO

ister «Google News», gran guru delle notizie in Rete, i giornali di carta li legge ancora? «Certo. Compro il New York Times ogni mattina. E poi settimanali come l’Economist e il New Yorker, il mensile Atlantic. Sono cresciuto in India, leggendo molti giornali, in casa mia entravano almeno due quotidiani. E poi ascoltavamo la Bbc alla radio. Internet non c’era, ma leggevamo pure Time magazine e Newsweek. Come vede, avevo a disposizione molte fonti di informazione...». Poi questo ricercatore quarantenne che di nome fa Krishna Bharat è andato in America, deciso a fare «lo scienziato informatico, mai pensato di fare il giornalista». A Stanford incontra Larry Page e Sergey Brin, che nel ’99 lo arruolano tra i migliori cervelli della loro creatura: Google, il padre di tutti i motori di ricerca. Sfruttando al meglio quel 20% dell’orario di lavoro concesso quale tempo libero («un grande investimento dell’azienda, che permette a tutti di essere artisti e inventori») lui li ripaga a fine 2001 quando sviluppa Google News, gran collettore di notizie, bestia nera degli editori di mezzo mondo. La genesi è qui: «Quando sono arrivato negli Stati Uniti - racconta - ho trovato molte persone che apprendevano tutte le notizie da un solo canale tv, da un solo giornale. Un problema che ho sentito ancor di più dopo l’11 settembre: in parte Google News, che abbiamo lanciato nel 2002, è stato un tentativo di aiutare le persone a leggere prospettive differenti, ad avere di fronte più punti di vista. In realtà noi aiutiamo la democrazia e amplifichiamo la libertà di stampa».

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Risultato: 8 anni dopo gli editori vi odiano.

Che fine farà il vecchio giornale di carta?

«La vera ragione dell’acquisto di uno stampato è conservarne a lungo il contenuto. Penso ai libri o ai periodici. L’unico motivo per mantenere in vita i giornali cartacei è la comodità - che un pc non ha - di leggerli in poltrona, in un parco, su un autobus, in treno. Ma si possono trovare modi migliori, e il tablet va in questa direzione». Quando leggerà la sua ultima copia cartacea del New York Times?

«Non so dire se ci sarà davvero un'ultima copia. Già oggi le notizie le leggo solo online, sulla carta cerco solo quegli approfondimenti che potrei anche conservare, giustificando così la sopravvivenza dell’edizione fisica». Che errori fanno i giornali tradizionali nel loro approccio a Internet?

A ciascuno il suo giornale L’inventore di Google News spiega le strategie del motore di ricerca: “Coi tablet si personalizza l’informazione, ma la carta non morirà”

«Il problema è che con Internet sono cambiati i fondamentali economici. Per lungo tempo gli editori hanno avuto l’esclusiva nell’accesso ai lettori e dunque al mercato pubblicitario. Con Internet oggi ogni cittadino è un potenziale editore, può fare televisione. E tutto il sistema è finito sotto attacco in termini di concorrenza».

«Non vogliamo diventare una media company, non saremo mai un editore, il nostro successo è il successo degli editori, noi vogliamo essere un intermediario di fiducia tra i lettori e chi produce contenuti».

E voi siete percepiti come nemici, non crede?

Parlando di notizie online, il «tutto gratis» sta davvero finendo?

Riguardo a cosa?

«Quindici anni fa Google non esi- «In realtà sta emergendo un modello steva. Furono gli editori a decidere ibrido. Ci sono notizie che hanno un di mettere i loro contenuti online grande seguito popolare e di cui tutti scrivono. Quangratuitamente, Michael cercando il guaA CASA do dagno con la «Leggevamo più testate, mi ha Jackson è morin centinaia pubblicità. Ora colpito che in America la gente to, hanno prodotto che affrontano comprasse solo un quotidiano» articoli al propoi problemi di sito. In casi coquesto cambiamento, percepiL’IPAD me questo, proscono Google «Rappresenta il primo gradino vare a proporre pezzo esclusicome sinonimo della rivoluzione del modo un vo per cui il letdi Internet: logico che ne ri- in cui fruire non solo delle notizie» tore possa pagare è molto difficerchino i difetti. Ma se gli editori non vogliono cile. Qui l’unica forma di remunerazioche le loro notizie vengano segna- ne continuerà a essere la pubblicità». late da noi, possono impedirlo. Cosa si pagherà, invece? Non monetizziamo Google News «Tutto quanto possa essere unico, con la pubblicità e nei giornali pos- approfondito, esclusivo. Insomma: altamente differenziato dal resto, sono stare tranquilli».

Il guru indiano dell’on line Studioso di informatica l’indiano Krishna Bharat nel ‘99 è approdato a Google. Nel 2001 ha inventato Google News grazie al quale nel 2003 ha vinto il Webby Award

«C’è troppo desiderio di ricreare il modello della carta stampata. Oggi più del 50% del traffico di un giornale arriva dai social network: tutte le pagine devono diventare delle home page da cui sia possibile accedere al resto del sito informativo, che oggi dipende troppo dalla sua pagina iniziale. Gli articoli su un tema di lunga durata che si trascina per giorni, a volte per mesi - penso, ad esempio, alla falla da cui fuoriesce il greggio nel Golfo del Messico, alla crisi economica, al riscaldamento globale -, non sono collegati tra di loro, sono isolati, anziché riuniti in dossier navigabili in continua evoluzione». Qual è il futuro di Google News?

«Finora abbiamo lavorato perché le notizie essenziali, secondo le indicazioni dei giornali, venissero ben rappresentate da ciascun punto di vista. Col servizio “Serendipity” (quel fenomeno per cui si trova qualcosa di interessante che non si stava cercando, ndr) vogliamo proporre pezzi di approfondimento che stupiscano e siano istruttivi. Ci sarà inoltre un servizio su misura del lettore, che vedrà notizie legate ai suoi interessi». Sicuro che Google non diventerà mai un supergiornale?

«Solo una guida per i lettori».


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Cartesio MARIO BAUDINO

La leggerezza di Arbasino e gli artisti alla Toffolo

In quanto tale / 1

L’ultimo numero di Nuovi Argomenti dedica quattro lunghi saggi a Alberto Arbasino. Quello scritto da Alessandro Piperno è in realtà il resoconto di un pomeriggio di conversazioni, in cui l’autore di Fratelli d’Italia dice molte cose. Una, lapidaria: «Molti hanno scambiato la mia leggerezza per frivolezza. Strano che nessuno mi abbia mai legato alla leggerezza di Calvino. Che tra l’altro non era leggero affatto. Era serio, ai limiti della seriosità. Per lui la leggerezza era una conquista. A me veniva naturale. Che ci posso fare?».

In quanto tale / 2

Intanto, sabato scorso, Arbasino ha ricevuto il premio Teramo alla carriera, e parlato a lungo di scrittura e impegno. I cosiddetti interventi politici e civili, si è chiesto, forse non li legge più nessuno. Per questo, ha spiegato, «mi sembra più efficace, invece di prediche, mandare interventi di poche righe a diverse testate». Chiarita la filosofia delle sue «letterine», ci racconta però che sta raccogliendo gli articoli degli anni Sessanta, quando girava la California annusando i nuovi movimenti giovanili, e quel che sarebbe accaduto di lì a poco. Si è accorto di essere già arrivato a migliaia di pagine. Finirà che saranno

JOYCE CAROL OATES a bambina era nuda sotto il camice di carta. La bambina sanguinava da una decina di minuscole ferite sul cranio straziato dal rasoio e tremava, nuda sotto il camice di carta verde pallido tagliato dalle enormi forbici almeno per accorciarlo, visto che non lo si poteva stringere, in modo che le arrivasse giusto giusto alle caviglie scarne. Un camice di carta preso dal reparto medico nel carcere femminile della Contea di Herkimer. Sul sedile posteriore della Dodge, un rottame arrugginito, c’era la bambola di gomma. Si chiamava Dolly, la bambina aveva quella bambola di gomma da quando era nata, da due anni e undici mesi. La faccia di Dolly era sporca e gli occhi non vedevano più. La piccola bocca era una piega nella carne di gomma indurita. E anche Dolly era quasi calva, le restava solo qualche chiazza di capelli chiari dove i riccioli fulvi e soffici aderivano al cranio di gomma. Una ventina di chilometri a nord della cittadina di Carthage, le distese di fango presso il fiume. Con aspre grida di scherno i corvi ingiuriavano Dio. Con grida di scherno, pretendevano di sapere proprio come il giudice (donna, di mezza età) pretendeva di sapere perché una bambina di nemmeno tre anni era stata trovata sporca e poco vestita a frugare nel cassonetto di un supermercato alla ricerca di cibo come un cane randagio o un animale selvatico che indietreggia nella luce di una torcia. E come se lo spiega la madre e cos’ha da dire la madre a sua discolpa. Ora, all’alba, il cielo rossastro continuava a espandersi. Il cielo grigio di calcestruzzo si ritirava. Una luce scintillante sulle strisce d’acqua stagnante nelle distese di fango. A meno di un chilometro dal Black Snake River, in una zona desolata a Nord della Contea di Beechum sulle colline ai

piedi dei Monti Adirondack. Eppure quel posto non era sempre stato così desolato, lo si capiva dai resti di un mulino abbandonato, da una strada sterrata e da detriti marci tra le alte erbe palustri che ondeggiavano e sussurravano nel vento. Radici di alberi scoperte e tronchi abbattuti in decomposizione mostravano i volti sgomenti e contorti dei dannati. E quanta bellezza in quei posti squallidi, la Bambina di Fango ne avrebbe fatto tesoro. Perché tutti noi facciamo tesoro dei posti dove siamo stati mandati a morire e non siamo morti. Non c’è odore più pungente dell’acre odore di sudiciume nelle distese di fango, in cui penetra l’acqua salmastra del fiume che diventa stagnante, intrappolata da alghe di un verde acceso come pastelli a cera. Vaste e insondabili distese di fango piene di canne, erba del diavolo, e disseminate di immondizia: pneumatici, stivali, stracci, ombrelli rotti, vecchi giornali, stufe abbandonate, frigoriferi con le porte spalancate come braccia vuote. Vedendo un piccolo frigorifero gettato di lato nel fango la bambi-

In quanto parroco

Che fanno gli artisti veneti fuori del Veneto? «Fanno esattamente il gioco che il pubblico si aspetta da loro, e il modello che portano in giro è sempre quello di Lino Toffolo». Lo dice lo scrittore, attore e drammaturgo Vitaliano Trevisan al Corriere, parlando del nuovo libro in uscita per Laterza (Tristissimi giardini). E spara a zero su Marco Paolini, star conterranea, per lo spet-

Joyce Carol Oates, 72 anni, è una delle voci più significative della narrativa americana. Da tempo in odore di Nobel, ha come temi ricorrenti i traumi psicologici, la violenza, le tensioni sociali. Tra i suoi libri Una famiglia americana, Perché sono uomini, Blonde, L’età di mezzo, Bestie, Occhi di tempesta, Stupro, una storia d’amore, Sexy, La madre che mi manca, La figlia dello straniero. L’ultimo libro pubblicato in Italia dal suo editore Mondadori è Sorella, mio unico amore (2009)

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Era giunto il momento, disse la donna portando con sé la piccola verso il mulino abbandonato

centinaia, per Adelphi, a gennaio. La motivazione del premio ricevuto era un ampio ritratto critico. Ma riassumibile in pochissime parole: «A Arbasino, in quanto tale».

Cultura 35

tacolo dedicato al Sergente nella neve di Mario Rigoni Stern. «Assistevo in diretta allo svilimento, allo scempio del libro», all’atteggiamento in scena «così sfrontatamente sicuro, sfacciato, privo di ogni riguardo». Paolini anzi «quel noto attore», perché non lo nomina mai - gli ricordava «il parroco della mia infanzia» fra odori «di incenso e sacrestia». Niente di così grave, a Paolini è andata bene. In un libro dell’anno scorso, Grotteschi e arabeschi, Trevisan immaginò la messa a morte di un regista dai comportamenti descritti come ributtanti. Era Matteo Garrone, celeberrimo per aver diretto Gomorra.

Prima Dolly: la donna strappò Dolly di mano alla bambina e la gettò nel fango. Ecco, questa è la prima! La donna parlava con voce stridula ed eccitata. La bambola di gomma giaceva attonita laggiù nel fango. Poi la bambina: la donna prese in braccio la bambina per buttarla giù nel fango dalla sporgenza - la bambina le si aggrappò osando gridare per la prima volta Mamma! Mamma! - la donna si liberò dalla presa della bambina e la allontanò, la strattonò, la spinse giù con un calcio, giù dal pendio di due metri nel fango fermo e luccicante vicino all’orribile bambola di gomma, e lì la bambina iniziò a dimenare braccia e gambe, magre e nude, a pancia in giù ora, la sua faccina attonita nel fango così che il grido Mamma fu subito smorzato e lassù in cima la donna cercava di prendere qualcosa - un ramo spezzato - per colpire la bambina perché Dio è misericordioso e non vuole far soffrire la bambina, ma la donna non riuscì a raggiungere la bambina e così, presa dalla frustrazione, gettò il ramo contro la bambina perché tutta la calma della donna era svanita e ora ansimava, quasi singhiozzava senza fiato e l’orribile bambola di gomma continuava a rimanere dov’era caduta, a galla nel fango, e la bambina agitandosi veniva risucchiata dal fango, un fango gelido e gorgogliante che non aveva nessuna intenzione di riscaldarsi al sole, un fango che riempi-

La sollevò per buttarla giù e lei le si aggrappò, osando gridare per la prima volta «Mamma! Mamma!»

JOYCE CAROL OATES

La Bambina di Fango salvata da Re Corvo Racconto inedito della scrittrice americana Una cupa storia tra degrado morale e delirio mistico na pensò Adesso mi mette lì dentro. Ed ecco arrivare un tumulto di corvi, merli e storni, come se la bambina avesse parlato ad alta voce. Rivolta agli uccelli la donna gridava, Dio vi maledirà! La Sua maledizione è già cominciata. Ma la donna non poteva far altro che agitare i pugni. Nessuno di quegli uccelli neri ci fece caso e le grida rauche non si placarono, come se gli uccelli stessero parlando con la bambina e non con la donna. Era giunto il momento, disse la donna. Un giorno e una notte e un altro giorno, e ora la notte si era trasformata nell’alba del nuovo giorno, era giunto il momento e così la donna camminava portando con sé la bambina verso il mulino abbandonato, trascinando la bambina con il camice di carta strappato. [...]

Oggi a Roma Al Festival Letterature Il brano di cui anticipiamo in questa pagina la parte finale è tratto dal racconto inedito di Joyce Carol Oates La Bambina di Fango nella terra di Moriah, che l’autrice leggerà oggi al IX Festival Internazionale di Roma «Letterature» (a partire dalle ore 21, Basilica di Massenzio). La serata sarà aperta dal filosofo e scrittore Stefano Zecchi che leggerà un suo inedito dal titolo Ossessione. Vita in fuga: l’amore del temporaneo. L’accompagnamento musicale è affidato a Meg, ex del gruppo 99 Posse.

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Una debole foschia si alzava dalle profondità di quel pantano come il respiro esalato da oggetti morenti. La bambina cominciò a piangere disperata. Quando la donna la trascinò lungo la sporgenza di terra la bambina cominciò a divincolarsi, ma senza riuscire a liberarsi. La bambina era debole e malnutrita, ma non sarebbe comunque riuscita a liberarsi perché la donna era forte e la forza di Dio la pervadeva facendola sembrare un faro luminoso e accecante. La luce le infiammò il viso, non era mai stata così sicura di sé e così felice di essere sicura come adesso. Perché ora sapeva che l’angelo di Dio non le sarebbe apparso come era invece apparso ad Abramo e Agar che aveva dato alla luce il figlio di Abramo e con il figlio era stata cacciata nel deserto da Abramo per morire di sete. Ecco, la restituisco a Te. Come Tu mi hai ordinato, la restituisco a Te.

va la bocca della bambina, un fango che le riempiva gli occhi, un fango che le riempiva le orecchie, finché ormai non c’era più nessuno sulla sporgenza lì sopra a osservare la sua lotta e non si sentiva alcun rumore tranne le grida dei corvi oltraggiati. Il Re dei Corvi volò ad avvertire un cacciatore sulla sponda del Black Snake River. Schiamazzando e sbattendo le ali come una creatura che ha perso il dono della parola ma non il bisogno di parlare. Il cacciatore osservò il Re dei Corvi e per un attimo pensò di sparargli con la sua calibro 22, ma poi seguì il Re dei Corvi lungo la riva del fiume verso le distese di fango e lì il cacciatore vide una bambola nel fango, il cacciatore andò a guardare meglio e si accorse che la bambola in realtà era viva, era una bambina di circa tre anni: la testa della bambina era stata rasata e sanguinava da numerosi tagli e graffi, la bambina era nuda con addosso solo quello che sembrava un camice di carta, la bambina aveva perso i sensi e respirava in modo quasi impercettibile. Così il cacciatore salvò la Bambina di Fango. Nelle distese di fango presso il Black Snake River, in quell’angolo desolato della Contea di Beechum, c’era un migliaio di corvi e tra questi il più grande era il Re dei Corvi. E il Re dei Corvi osservò le azioni crudeli della donna e la bambina gettata nel fango e il Re dei Corvi cominciò a volare sopra di loro sbattendo le enormi ali e gridando, schiamazzando contro la donna in fuga, il Re dei Corvi sarebbe volentieri piombato sulla donna e le avrebbe cavato gli occhi solo che il Re dei Corvi non poteva lasciare la bambina nel fango, in quel fango che la risucchiava come sabbie mobili.


36 Spettacoli

LA STAMPA VENERDÌ 18 GIUGNO 2010

La carriera

Personaggio FULVIA CAPRARA ROMA

ra stato Rocco, il cronista impavido del Muro di gomma di Marco Risi, simbolo del giornalismo nobile, quello che non rinuncia alla ricerca testarda della verità: «L’avevo scelto perché non recitava, ma interpretava il personaggio, aderendo profondamente alla sua etica, esprimendone il sentimento. E poi perché era elegante e perché non aveva i vizi e le astuzie degli attori consumati». Nella storia, dedicata ai misteri irrisolti della strage di Ustica, Salani riprendeva la figura di un giornalista vero, Andrea Purgatori, oggi sceneggiatore di cinema e di fiction: «Tra pochi giorni, a Bologna, avremmo dovuto celebrare il trentennale della strage. I familiari delle vittime mi hanno chiamato chiedendomi di dire qualcosa per ricordarlo». Corso Salani è morto l’altroieri a Ostia, mentre passeggiava sul lungomare con la moglie. Aveva 48 anni, da poco aveva finito di girare una docu-fiction sulle morti bianche I casi della vita, realizzata con l’Enel: «Ha lavorato tutto il giorno - spiega il produttore, Francesco Pamphili -, aveva il suo solito sorriso, la spontaneità e la voglia di lavorare che trasmetteva a tutti». Risi è scioccato: «È una frustata a freddo. Corso era la persona che avrei voluto essere, gentile, educata, preziosa». A differenza di tanti, nell’ambiente, «non se la tirava, non voleva apparire». Un anti-attore, in tutto e per tutto: «L’avevo no-

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«Occidente»

«Piano, solo»

«Il mostro di Firenze»

Corso Salani nel film del 2000 di cui fu interprete e regista

Con Mariella Valentini nel film del 2007 dal romanzo di Veltroni

Insieme a Bebo Storti nella fiction televisiva del 2009

Addio a Corso Salani l’antidivo che sfidò “Il muro di gomma” Protagonista del film su Ustica, aveva 48 anni Giornalista testardo Corso Salani in una scena del Muro di gomma di Marco Risi, il film del ‘91 sulla strage di Ustica in cui l’attore interpretò Andrea Purgatori, il giornalista che indagò sui misteri. Fiorentino, Salani è morto a Ostia mentre passeggiava con la moglie

tato in una scena di un film di Luchetti, indossava una tuta da meccanico, mi colpì perché, anche vestito in quel modo, mostrava una grande eleganza». Risi decise di fargli un provino. E dopo Il muro di gomma, lo volle ancora per Nel continente nero, commedia amara ambientata in Kenya dove Salani «era un po’ il Trintignant del Sorpasso, la quintessenza della persona innocente, semplice, che si ritrova davanti al suo opposto, la belva umana senza scrupoli». Fiorentino, diplomato all’Istituto di Scienze cinematografiche nell’84, regista debuttante con Zelda, girato in Super8 sull’isola di Capraia, poi aiuto di Carlo Mazzacurati, poi ancora regista, nel ‘95 (Con gli occhi stanchi e Cono Sur), Salani, ricorda Risi, «seguiva un suo ALLA COMMEMORAZIONE

I familiari delle vittime della strage chiedono che sia ricordato pure lui progetto. Una volta gli ho prestato 10 milioni di lire perché voleva fare un film su Julio Iglesias, mi stupì che a uno come lui piacesse la musica di Iglesias». Nella sua città (dove domani alle 11 si svolgeranno i funerali, chiesa di Santa Lucia), era tornato per recitare in Piano, solo il film di Riccardo Milani sul musicista Luca Flores. Poi l’esperienza di Mar Nero, esordio di Federico Bondi: «Quando entrava sul set dimostrava la naturalezza di un attore spontaneo». Tra i ricordi di Salani, fuori dal mondo del cinema fortemente scosso da una scomparsa così imprevista e repentina, c’è anache quello del presidente della regione Puglia, Nichi Vendola: «Corso mi ha dedicato un documentario, mi ha seguito per 33 giorni durante la mia prima campagna elettorale, nel 2005. È stato un compagno di viaggio prezioso».

In breve Indiana & Ally McBeal

Terzo matrimonio per Harrison Ford

Indiana Jones si sposa per la terza volta e come moglie sceglie Calista Flockhart, attrice celebre per aver interpretato l’avvocato Ally McBeal nell’omonima e fortunata serie tv. L’attore (67 anni) e l’attrice (45) che convivevano dal 2001, si sono sposati nel Nuovo Messico.

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E in concerto a Parma

Bob Dylan pittore in mostra a Torino Bob Dylan eclettico stasera è al parco Ducale di Parma per l’ultima tappa del suo «Never Ending Tour», l’appuntamento più atteso del Parma Poesia Festival, poi cambia veste per mostrarsi pittore. Le sue opere «On the road» saranno ospitate dal festival torinese Traffic. Grazie alla partnership con la prestigiosa galleria londinese Halcyon, dal 12 luglio sarà esposta in prima nazionale all’Accademia Albertina una selezione di opere fra le circa 300 realizzate da Dylan per The Drawn Blank Series. Acquarelli e gouaches dipinti dall’artista nel 2007 rielaborando schizzi e appunti di viaggio accumulati fra il 1989 e il ‘92.

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LA STAMPA VENERDÌ 18 GIUGNO 2010

“Il vero rock è come il vino: una filosofia”

Colonna sonora SANDRO CAPPELLETTO

Betta canta l’eroismo di Borsellino

Intervista

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,, ANDREA SCANZI ROCCHETTA TANARO (ALESSANDRIA)

uigi Veronelli lo definì il figlio maschio che avrebbe voluto avere. Insegna all’università, è sopravvissuto a un aneurisma e parla come un guru ecologista. Pochi musicisti hanno densità e spigoli come Omar Pedrini, eppure di lui si parla troppo spesso per le storie, concluse, con Eleonoire Casalegno e Valentina Piccinini. Ora Pedrini esce con una raccolta di canzoni che celebra i vent’anni di carriera, La capanna dello zio rock. Il disco verrà venduto anche in alcune enoteche, abbinato alla Barbera Montebruna di Cantine Braida. Sul retro etichetta, una poesia di Pedrini.

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Qual è il rapporto tra vino e musica?

«Il matrimonio perfetto, fin dai tempi di Dioniso e Bacco. Il vino è la parte filosofica del pasto. Il rock è più da birra e il jazz da vino, ma nelle feste delle grandi rockstar non mancavano mai bottiglie di Bollinger». E Veronelli?

«Un fratello, più che un padre. Aveva 40 anni più di me ma era lui quello giovane. Diceva che questo sarebbe stato il secolo della comunicazione e della condivisione. Le rivoluzioni partono dalle élite, Veronelli era un’anima sensibile che aveva capito». Cosa?

«Che il futuro dell’uomo non è Ulisse, come pensavo, ma nell’attenzione al Pianeta. Il discorso di Obama sulle energie pulite è fondamentale. Stiamo tornando al passato ma non ce ne rendiamo conto, appesantiti da macchine e I-Pad. Le rockstar comprano in campagna perché temono il futuro. Persi-

iedo lassù in alto a Montebruna. Mite colle, dolci curve. Come donna appena vinta giaci nuda dove ieri c’era l’uva. Perché è femmina il Barbera lo è la terra, la fatica, la fortuna. Sento il suono del silenzio a Montebruna è finita la vendemmia ed ora è pace. Le parole della terra sono mosto, legna e bruma. Si fa sera su Piemonte e Montebruna. Alzo gli occhi verso sera: è ancor sole ed è già luna! no il mio figlio adolescente, Pablo, si pone domande inquietanti». Non sta teorizzando la casa in collina di pavesiana memoria?

«A Cetona, dove abita mio padre (la madre è scomparsa per un aneurisma e le è dedicato il disco, ndr), non ho voluto recinti. Olio e vino li regalo agli amici. La nostra casa è il rifugio del viandante, c’è per tutti un bicchiere di Chianti. Chi viene regala il suo formaggio, torniamo al baratto ed è bellissimo». Perché è tornato a vivere in Franciacorta?

«Un ritorno alla semplicità, aiutato dalla lettura di Cristo, che ritengo un Profeta. Gioco a carte con i vecchi. Devi sconfiggere la diffidenza iniziale, poi scopri che sono come bambini. Giocano ore per una caramella e quella caramella ha molto più valore dei 10 milioni del Texas HoldEm». Quanto l’hanno aiutata le filosofie orientali?

Profeta ecologista Omar Pedrini festeggia i vent’anni di carriera con un album La capanna dello zio rock E non parla delle sue storie d’amore con Elenoire Casalegno e Valentina Piccinini: «Però in tivù dalla D’Urso ci sono andato Lei è corretta»

«L’uomo, se è in crisi, si avvicina alLa critica integralista l’ha un po’ l’arte per evadere e alla religione per mollata. sperare. Ho frequentato tre anni un «Lo strappo fu quando andammo nel Ashram e letto tutto, dal Corano al ‘91 a Sanremo coi Timoria. Poi però confucianesimo. Gandhi diceva: dob- ci sono andati tutti. Non amo piacere biamo essere pronti a morire ogni agli snob, parola che per me viene da giorno. La filosofia orientale insegna “sine nobilitate”, senza nobiltà. Sono ad accettare la natura come una so- troppo alternativo per il pop e vicerella. Vale anche per Tiziano Terza- versa: le acque in cui mi muovo meni, che sapeva come dentro tutti noi glio sono le zone dì’ombra». viva l’anima di un Lei ha lavorato con peccatore». Morgan e Aldo BuDICEVANO DI LUI Questo come si traduce nella sua musica?

Per l’enologo Luigi Veronelli era «il figlio maschio che avrei tanto voluto avere»

si, che con la tivù si sono scottati.

«La tivù è come l’Ame«In questo disco ho rica di Bukowski: il poscoperto che un assto perfetto se il tuo solo di fisarmonica DICE DI LORO cavallo vince. Morgan può essere più deva- «Morgan sembra un pugile è un amico fragile, anstante della Gibson dato incontro a tanti suonato: lo bastonano tutti eccessi. Non era pronululante di Slash. Ho Busi? È il nuovo Tondelli» to per una tale sovraetagliato tantissimo. Mi chiamo Omar sposizione, che dà beEdoardo e sono stato davvero Edward nefici in banca ma può ucciderti. Oggi Mani di Forbice». sembra un pugile suonato, lo bastonano tutti, pure l’ex moglie. Vorrei portarChe ci faceva da Barbara D’Urso? «Amo mescolarmi, sbircio le persone lo a Cetona per un progetto a due, come ai semafori: se in tivù posso dire quel- tra Lou Reed e Bowie. Aldo è diverso, lo lo che voglio, vado. Per questo non an- scontro lo cerca: un intellettuale vero, drò alla Vita in diretta, dove l’unico come Tondelli. Raramente lo condiviaspetto che interessa sono le mie fi- do, ma per dirla con Voltaire darei la vidanzate. Ero un po’ a disagio, ma ta per le sue idee. Mentre non la darei D’Urso è stata corretta». per Sgarbi».

Se Rossini a Parigi val bene una mossa Grande «prima»

«La donna del lago»: all’Opéra voci divine e regia polverosa ALBERTO MATTIOLI INVIATO A PARIGI

Palais Garnier gremito per l’«entrée au repertoire» dell’Opéra, in una nuova produzione con il Covent Garden e la Scala, della Donna del lago di Rossini, anno di molta grazia - quattro opere nuove! - 1819. Meglio tardi che mai, verrebbe da dire; ma, dopo i tempi eroici, l’impressione è che oggi ci sia un calo l’interesse per il Rossini serio in generale e in particolare per quello «napoleta-

no», il più spericolato, innovativo e visionario. Il problema, di solito, sono le regie. Per esempio, questa di Lluís Pasqual è, molto semplicemente, ridicola: il genere di spettacolo dove la recitazione consiste nello sguainare spade senza motivazioni apparenti o nello spalancare le braccia in prossimità dell’acuto, mentre quelli che il regista crede siano «buchi» drammaturgici, per esempio i meravigliosi preludi strumentali, vengono riempiti con dei ballettini grulli da sabato sera televisivo. Con tutto ciò, scene e costumi della premiata ditta Frigerio & Squarciapino sono sfarzosi e non viene richiesto allo spettatore di pensare, quindi a Milano questa produzione potrebbe anche piacere. A Parigi, all’uscita

opo anni di assenza, la giovane Luce torna a Palermo, la sua città. La circonda una percezione di morte, antica e contemporanea insieme, forse non irrimediabile. Debutta al Maggio Natura viva, opera «per donna sola» di Marco Betta su libretto di Ruggero Capuccio, che firma anche la regia. Il testo diventa una vibrante rabbia e memoria civili nell’episodio - il più risolto - dedicato alla morte di Paolo Borsellino, dove si ribadisce la tremenda tesi del doppio interesse a uccidere il giudice: della Mafia e dello Stato. Più spesso, però, prevalgono toni diversi: evocativi e artificiosi nell’omaggio a Caravaggio e piuttosto ideologici nel finale quando, dopo tante morti, appare una culla, speranza di una rinascita: natura viva, nonostante tutti. Chiara Muti, la «donna sola», raggiunge i risultati più convincenti quando interiorizza e raffredda la temperatura rovente della parola, non quando l’esaspera in una declamazione perfino verista, urlata. La scena di Nicola Rubertelli immagina il salone in abbandono di un palazzo palermitano, un tempo nobile: sfatta atmosfera fin-de-siècle, dove agiscono con gesti di datata retorica teatrale altre voci femminili, questa volta cantanti, e coreografici fantasmi. Betta consegna una partitura sapiente, dove vivono gli amori musicali di sempre: i suoni arcaici dei canti della sua Sicilia, i compianti corali, echi di madrigali, l’omaggio a un cullante minimalismo. Musica che attraversa la storia e si offre come incantamento e memoria, questa sì viva davvero, e che vorremmo più libera nei confronti del testo. Aldo Sisillo dirige con equilibrio i sedici musicisti.

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Omar Pedrini porta il suo nuovo cd in enoteca insieme alla Barbera doc e a una poesia ad hoc I suoi versi

Spettacoli 37

Juan Diego Flórez e Joyce DiDonato: l’Opéra è impazzita per loro

di Pasqual è partita una salva di «buuu!» come raramente capita di sentire. Il sistema per passare una bella serata (si replica fino al 10 luglio, e anche stavolta Parigi val bene una mossa), comunque c’è: basta chiudere gli occhi. Le orecchie sono lusingate lo stesso. Dirige, benissimo, Roberto Abbado. Però se l’Opéra era zeppa di rossiniani doc era per la compagnia, in effetti memorabile. Con Joyce DiDonato, mezzosoprano neanche tanto acuto, si capiscono finalmente le particolarità della scrittura rossiniana per Isabella Colbran: le fratture dei registri, le discese al grave, i colori sensuali di una voce «scura» fecero sì che il Maestro (e futuro marito della diva) diventasse per lei assai meno apollineo del solito. E,

Firenze, teatro Goldoni

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a proposito di dionisiaco: il celebre rondò è stato travolgente, a parte, a voler essere pignoli, un’unica variazione un po’ (un po’ molto) fuori stile. Quanto a Juan Diego Flórez, spara con l’abituale facilità i soliti folli sopracuti e le consuete sovrumane agilità. La novità è che adesso accanto al grande virtuoso c’è anche l’interprete, «Giacomo dolente» e lacerato non solo nelle iperboli del libretto. Benissimo anche Daniela Barcellona, un Malcolm meno spettacolare di alcuni suoi gloriosi predecessori ma ben cantato, sicuro, convincente. Detto che Simon Orfila è un buon Douglas, resta Colin Lee che litiga con le note di Rodrigo; peccato, perché il timbro, baritonaleggiante, sarebbe quello giusto. Ma la voce, per cantare, purtroppo non basta. Come per fare l’opera non basta la musica. Quindi adesso, per favore, trovate un regista che capisca Rossini


38 Spettacoli

LA STAMPA VENERDÌ 18 GIUGNO 2010

Le RECENSIONI

I FILM DEL W EEKEND a cura di

L IETTA T ORNABUONI

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A LESSANDRA L EVANTESI K EZICH

scito in Usa la scorsa settimana, A-Team, che si ispira all’omonima serie tv in auge negli anni ‘80, ha provocato irritate reazioni di critica. Come apprezzare l’ennesima pellicola che, avvitandosi su un insulso pretesto, procede a furia di spari, fughe, salti, ammazzamenti, esplosioni? E poi, dove è finito il fattore umano? Una volta fra una scena di azione e l’altra avevamo modo di simpatizzare con i protagonisti, scoprirne i punti di forza e le debolezze, partecipare ai loro problemi. Adesso non ce n’è il tempo: in un’estrema radicalizzazione della famosa battuta hitchcockiana «Il ci-

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Ispirato all’omonima serie tivù Anni Ottanta Per chi ama il genere il divertimento è sicuro nema è la vita con le parti noiose tagliate», una frenesia da video gioco ha invaso il grande schermo. In tale ottica, attualizzata la cornice di guerra dal Vietnam all’Iraq, raddoppiato il livello di violenza e concessa la licenza di uccidere, la strada scelta da Joe Carnahan, regista e sceneggiatore di A-Team, è stata quella di dare per scontati i personaggi riproponendo in chiave ultrasintetica le caratteristiche basilari di ognuno: saldamente autorevole Hannibal Smith/Liam Neeson, che ha sempre pronto un piano; mercuriale e donnaiolo «Sberla» Peck/Bradley Copper; forzuto e ingenuo Baracus/Quinton «Rampage» Jackson e demenziale ma (forse) non demente come appare il superpilota Murdock/Sharlto Copley. Quanto alla trama, basta sapere che i magnifici quattro, membri di

PESSIMO *** MODESTO DISCRETO *** BUONO **** ***** OTTIMO

il dvd LIETTA TORNABUONI

ALICE DOPO 60 ANNI? È GIOVANE

Bradley Cooper (a sinistra) è il tenente Templeton «Sberla» Peck, qui in una scena di A-Team con Yul Vazquez

AVVENTUROSO

A-Team, che videogioco Inseguimenti frenetici tra spari e fughe, ma è ottima adrenalina Fermo immagine CLAUDIA FERRERO

e non avete l’animo romantico rischiate la noia. Ma Bright Star, sull’amore tra il poeta John Keats e Fanny Brawne (Abbie Cornish, foto), può essere preso proprio come un esercizio di rieducazione sentimentale. Antidoto alle relazioni col turbo, le lunghe attese alla finestra. Rimedio agli sms cancellabili con un clic, le lettere scritte a mano (anche qui, tempi lunghi, e rimangono,

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nel bene e nel male). Interamente rivisto il concetto di intimità (a volte una parete tra due amanti fa miracoli). E poi c’è l’eventualità della separazione: qui niente di nuovo, come nell’800, serve coraggio.

una squadra specialissima dell’esercito incastrata da misteriosi traditori (leggi lo stato maggiore e i servizi segreti), si impegnano a combattere da un lato per riabilitare il proprio nome, dall’altro per fare giustizia dei veri cattivi. Il resto è confusione, però a questo punto occorre precisare che promotori dell’impresa sono i due fratelli Scott. In veste di produttori Ridley e Tony pilotano l’operazione secondo i ben oliati parametri del loro cinema, ispirandosi ai fumetti senza preoccuparsi di dare al film una profondità maggiore che alla serie tv, tanto non funziona quasi mai (il sofisticato Miami Vice di Michael Mann

docet); e conferendo all’avventura un’indiscutibile livello di qualità formale. Sarà un cinema epidermico, ambiguo e stupido, ma è realizzato con maestria e, per chi ama il genere, il divertimento è sicuro. [A. LK.] A-TEAM di Joe Carnahan; con Liam Neeson, Bradley Cooper. Usa, 2010 TORINO, Massaua, Greenwich, Ideal, Pathé, Reposi, The Space Cinema, Warner Village MILANO, Colosseo, Medusa, Orfeo, Plinius, Uci GENOVA, Cineplex, Odeon, Uci ROMA, Adriano, Andromeda, Atlantic, Broadway, Cineland, Europa, Galaxy, Gregory, Jolly, Lux, Maestoso, Odeon, Reale, Trianon, Uci, Vis Pathé NAPOLI, Arcobaleno, Med, Metropolitan PALERMO, Lux

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Titolo: Alice nel paese delle meraviglie (1951) Regia: Geronimi, Luske, Jackson Genere: Animazione Distribuzione: Disney

nsieme con l’Alice di Tim Burton, uscito in dvd Disney anche nell’edizione Blue Ray, con tutte le sue anomalie fascinose e non fascinose (la protagonista ha 19 anni, vuol sottrarsi a un matrimonio indesiderato), forse è divertente rivedere la prima Alice, cartone animato rimasto in 60 anni straordinariamente libero, sperimentale, giovane. Tratto dai romanzi (Alice, Attraverso lo specchio) che Lewis Carroll scrisse nel 1865 e 1872, capovolgendo l’etica e l’etichetta vittoriane per raccontare il mondo assurdo ma ragionevole scoperto in sogno dalla sua eroina bambina, ha il difetto di rendere il film più realista che surreale, e il pregio di rappresentare personaggi bellissimi come il gatto del Cheshire.

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DRAMMATICO

COMMEDIA

COMMEDIA

COMMEDIA

Un weekend in noir che racconta l’Iran

Titolo promettente poi ci si diverte poco

La notte di Catania guarisce gli animi

Le regole d’amore? Sono fatte per fallire

na villa in rovina affacciata sul mare plumbeo del Caspio: è qui che si insedia un gruppo proveniente da Teheran - tre coppie sposate con bimbi, un amico divorziato e certa Elly, graziosa maestrina invitata nella prospettiva di presentarla a quest’ultimo. L’intento è quello di trascorrere un weekend in allegria, ma la malinconica cornice preannuncia che la tragedia è in agguato. All’improvviso sparisce Elly, non si sa se risucchiata dalle onde, e la ricerca angosciosa del suo corpo fa emergere un complesso tessuto di contraddizioni e reticenze nei personaggi coinvolti. Alla fine spunta anche un fratello che invece si scopre essere un fidanzato; e sulla giovane si addensano una serie di interrogativi senza risposta. Si potrebbe instaurare un confronto fra About Elly di Asgar Farhadi, Orso d’argento 2009 per la regia a Berlino, e L’avventura di cui in qualche modo ripropone lo spunto narrativo. Ma se in Antonioni la sparizione di una donna faceva emergere il vuoto esistenziale di una borghesia in crisi di valori, il cineasta iraniano nel suo bel film gioca di stile e di elusione per raccontarci fra le righe di come un regime repressivo arrivi inesorabilmente a condizionare una società nei suoi rapporti anche nel privato. [A. LK.]

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A I protagonisti Jay Baruchel e Alice Eve

ome càpita ai giornali di gossip, alle commedie sentimentali americane succede spesso di essere ricche soltanto di un titolo, con poca sostanza e poca realtà, senza arrivare ad essere divertenti o almeno interessanti. Cosa accade quando una ragazza molto bella e desiderata s’innamora di un impiegato timido e modesto? Che lui acquista una certa sicurezza di sé, e che l’ex di lei provoca scontri rischiosi. E come va a finire? Bene. Ossia che la coppia si rinsalda, oppure che lui capisce di non essere all’altezza e si ritira, oppure che lei cambia idea. Son film destinati a nutrire l’insaziabile rete delle televisioni, che arrivano nei cinema nel periodo in cui l’estate e i Mondiali di calcio rendono l’offerta più debole. [L. T.]

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ABOUT ELLY di Asgar Farhadi con Golshifteh Farahani, Taraneh Alidousti Iran, 2009

LEI È TROPPO PER ME di Jim Field Smith con Jay Baruchel, Alice Eve, Mike Vogel Usa, 2009

TORINO, Greenwich MILANO, Centrale ROMA, Doria, Fiamma PALERMO, Aurora

TORINO, Pathé, Ugc MILANO, Uci GENOVA, Uci ROMA, Adriano, Cineland, Ugc, Vis Pathé

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lcune cose insolite: Catania di giorno e di notte, un sedere maschile nudo in primo piano, una maglietta con la scritta «Da vicino, nessuno è normale», la disperata affermazione «Non esiste più il mio futuro», Alessandro Haber sentenzioso. Un ragazzo non riesce ad accettare l’abbandono da parte dell’amata, vive nel passato, è infelice. Trova il lavoro seral-notturno di consegnare pizze a domicilio, passa in motorino ore di incontri inimmaginabili e strani, conosce persone infelici come lui e peggio di lui, non arriva a capire il segreto della pizzeria «Blu cobalto». La mattina, dopo una notte lunga una vita, si sveglia, fa la doccia, si sbarba, esce. Si sente leggero, quasi contento: il buio doloroso è finito. Il primo film del trentenne Daniele Gangemi, interpretato da Corrado Fortuna di My Name Is Tanino di Virzì, è troppo poco nutrito, quasi una semplice idea oppure uno sketch, una sfilata di personaggi che sfiorano la macchietta e sono recitati con impaccio. Mostra però sensibilità, capacità di creare un’atmosfera quasi magica: se la pizzeria «Blu cobalto» oscilla tra padrone pseudofilosofo e figlio del padrone mafioso (un’immagine di Catania?), il clima notturno del film è efficace, sognante. [L. T.]

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Nia Vardalos con John Corbett

vventure e stupidaggini del cinema: sette anni fa, Il mio grosso grasso matrimonio greco, prodotto dalla moglie di Tom Hanks di origini greche, protagonista Nia Vardalos, diventa un successo americano da 241 milioni di dollari; e adesso ci ritroviamo Nia Vardalos nel triplice ruolo di sceneggiatrice, regista, attrice principale, e si viene a sapere che sta scrivendo il prossimo film di Hanks. «5 appuntamenti» è una commedia su una giovane donna decisa a non concedere a ogni corteggiatore più di cinque appuntamenti, còlta di sorpresa dal mancato funzionamento della sua regola con un uomo nuovo: di qui incertezze, pastrocchi, dubbi e lieto fine. [L. T.]

A

UNA NOTTE BLU COBALTO di Daniele Gangemi; con Corrado Fortuna, Regina Orioli, Alessandro Haber. Italia, 2008

5 APPUNTAMENTI PER FARLA INNAMORARE di Nia Vardalos; con Nia Vardalos, John Corbett, Stephen Guarino. Usa, 2009

TORINO, Nazionale MILANO, Eliseo GENOVA, City ROMA, Barberini, Lux NAPOLI, La Perla PALERMO, Igiea Lido

TORINO, Pathé, Reposi, The Space Cinema, Warner, Ugc; MILANO, Medusa, Orfeo, Plinius, Uci; GENOVA, Cineplex, Uci; ROMA, Adriano, Andromeda, Atlantic, Barberini, Cineland, Embassy, Lux, Odeon, Trianon, Ugc, Vis Pathé; NAPOLI, Metropolitan, Med; PALERMO, Uci Cinemas

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LA STAMPA VENERDÌ 18 GIUGNO 2010

Spettacoli 39

Programmi tv Rai 1 6.45 Unomattina Estate 9.30 Tg1 Flash 10.40 Verdetto finale 11.30 Appuntamento al cinema 11.35 Tg 1. Che tempo fa 11.45 La Signora in giallo Telefilm 13.30 Telegiornale Varietà 14.00 Tg 1 Economia 14.10 Don Matteo 4 Serie 15.05 Raccontami - Capitolo II Serie 16.50 Tg Parlamento 17.00 Tg1 17.15 Mondiale Rai Sprint 18.45 L’eredità Gioco Si possono vincere fino a 250 mila euro. Conduce Carlo Conti 19.55 Telegiornale 20.10 Rai Sport

20.30 Calcio: InghilterraAlgeria SPORT. Fabio Capello, allenato-

re dell’Inghilterra, scende in campo contro l’Algeria dopo aver già affrontato gli Stati Uniti nel gruppo C 22.50 Tg 1 23.05 Rai Sport Notti Mondiali Sport 1.00 Tg 1 Notte. Che tempo fa 1.35 Appuntamento al cinema 1.40 Sottovoce Attualità

TV & TV

ALESSANDRA COMAZZI

lla Guerra degli italiani, la seconda, History Channel, canale 407 di Sky, dedica cinque puntate il giovedì, regista Davide Savelli: si è cominciato il 10 giugno, 70esimo anniversario della dichiarazione di guerra, Mussolini al balcone, labbro inferiore sporgente, folla oceanica, e la parola d’ordine che «è una sola, categorica e imperativa per tutti: vincere!». Ovazione. E questa già sarebbe una bella storia giornalistica, pure tragicamente vera. Il programma è documentato benissimo, con filmati dell’Istituto Luce e di altri archivi internazionali, ma soprattutto con inediti amatoriali. Narra la vita, durante il conflitto, di dieci italiani che vi presero parte, ufficiali, soldati semplici, partigiani, repubblichini, spie, infermiere che, insieme, compongono una sorta di puzzle auditivo. Ricorda a esempio il torinese Giuseppe Sajeva, nato alla fine degli Anni Venti: «Appartengo a una famiglia ebraica e ho frequentato la scuola ebraica. Studiavamo la storia fascista, diventavamo figli della lupa e balilla, i programmi scolastici erano identici. Non c’era nessuna differenza tra noi e gli altri bambini. Ma nel ‘39 l’Italia, la mia amata patria, non mi voleva più». Ma non si limitò a non volerlo più. La storia sarebbe maestra di vita, se solo sapessimo ascoltare i maestri.

A

Rai 2 10.30 Tg2 Mattina 10.45 Tg2 Costume e società 11.00 Tg2 Medicina 33 11.10 Nonsolosoldi 11.15 The love boat Telefilm 12.05 Il nostro amico Charly TF 13.00 Tg 2 Giorno 13.30 Tg2 Costume e società 13.50 Tg2 Eat Parade 14.00 Dribbling Mondiale 14.30 Ghost Whisperer TF 15.15 Squadra Speciale Colonia Telefilm 16.00 La signora del West TF 16.50 Las Vegas Telefilm 17.35 Art Attack 18.00 Tom & Jerry Cartoni 18.25 Tg sport Sport 18.30 Tg 2 19.00 Rai Sport 20.00 Classici Disney Cartoni 20.30 Tg 2 20.30

21.05 NCIS SERIE. Con Sean Murray. McGee, mentre si trova in servizio, uccide un uomo che si scoprirà più tardi essere un poliziotto in incognito. Ma McGee è innocente

23.25 Tg 2 23.40 Inganni di sangue Film-tv 1.10 Tg Parlamento Attualità 1.20 Squadra Speciale Lipsia Telefilm 2.10 Appuntamento al cinema

Rai 3

Canale 5

9.10 Obiettivo ragazze Film (comm., 1963) ★★ 10.35 Cominciamo Bene Estate 12.00 Tg 3. Raisport notizie 12.25 Cominciamo Bene Estate 13.00 Condominio Terra... 13.10 Julia Soap Opera 14.00 Tg Regione 14.20 Tg 3. Meteo 3 14.50 Condominio Terra... 15.00 Tg 3 Flash L.I.S. 15.05 La Tv dei ragazzi di Raitre 16.00 Melevisione 16.30 Pomeriggio sportivo 17.15 Doc Martin Telefilm 18.05 GeoMagazine 2010 19.00 Tg 3. Tg Regione 20.00 Blob Videoframmenti 20.10 Seconde Chance Telefilm 20.35 Un posto al sole Soap Opera 21.05 Tg 3

6.00 Tg 5 Prima pagina Attualità 7.55 Traffico 7.57 Meteo 5 7.58 Borse e monete 8.00 Tg 5 Mattina 8.40 Finalmente soli Telefilm 9.10 La banda Olsen Junior Film-tv (avv., 2001) con Aksel Leth, Jacob Bernit. Regia di Peter Flinth 11.00 Forum Attualità 13.00 Tg 5. Meteo 5 13.40 Beautiful Soap Opera 14.10 CentoVetrine Soap Opera 14.45 Alisa - Segui il tuo cuore Telenovela 15.45 Baci a la carte Film-tv 17.45 A gentile richiesta 20.00 Tg 5. Meteo 5 20.30 Velone Varietà

7.00 Beverly Hills, 90210 TF 7.55 Cartoni animati 9.45 Capogiro 11.20 Champs 12 Telenovela 12.25 Studio Aperto. Meteo 13.00 Studio Sport 13.35 MotoGp Quiz Quiz 13.40 Camera Café 14.05 One piece tutti all’arrambaggio Cartoni animati 14.35 I Simpson Cartoni 15.00 Champs 12 Telenovela 16.00 Blue water high Telefilm 16.30 H2o Telefilm 17.00 Chante! Telefilm 17.25 Kilari Cartoni animati 17.50 Spongebob Cartoni 18.30 Studio Aperto 19.00 Studio Sport 19.30 Samantha chi? Telefilm 20.05 I Simpson Cartoni 20.30 Viva Las Vegas Quiz

Rete 4 7.10 Kojak Telefilm 8.15 Il fuggitivo Telefilm Con Tim Daly, Mykelti Williamson 9.10 Balko Telefilm 10.30 Agente Speciale Sue Thomas Telefilm 11.30 Tg4 - Telegiornale 12.00 Carabinieri Telefilm 13.05 Distretto di polizia Telefilm 14.05 Forum - Il meglio di Attualità 15.35 Sentieri Soap Opera 16.15 Orgoglio e pregiudizio Film (dramm., 1940) con Greer Garson, Laurence Olivier★★★ 18.55 Tg4 - Telegiornale 19.35 Tempesta d’amore Telenovela 20.30 Renegade Telefilm

La 7 6.00 Tg La7. Meteo. Oroscopo. Traffico 7.00 Omnibus Magazine 9.15 Omnibus Life Magazine 10.00 Omnibus (ah)iPiroso 10.35 Punto Tg Attualità 11.00 Due minuti un libro 11.05 Movie flash 11.10 Matlock Telefilm 12.30 Tg La7 12.55 Sport 7 Sport 13.00 Movie flash 13.05 The district Telefilm 14.05 La battaglia del Sinai Film (guerra, 1969) con Franco Giorgelli, Katia Christine ★★ 16.10 Cuore d’Africa Telefilm 18.05 Relic Hunter Telefilm 19.00 Crossing Jordan Telefilm 20.00 Tg La7 20.30 Otto e Mezzo Attualità

21.10 Gli archivi della storia

21.10 Il matrimonio del mio migliore... ★★★

21.10 C.S.I. - Scena del crimine

21.10 Sorvegliato speciale

DOCUMENTARI. Puntata dedica-

FILM. (comm., 1997) con Julia

TELEFILM. Con George Eads. Tre

FILM. (dramm., 1989) con S. Stal-

FILM. (dramm., 1957) con D.

ta a Lourdes e alla storia della giovane Bernadette Soubirous, che riferì di aver assistito a diciotto apparizioni della Madonna

Roberts, Rupert Everett. Regia di P. J. Hogan. Julianne Potter non accetta l’idea che il suo ex fidanzato si stia per sposare

persone diverse vengono uccise la stessa sera. In comune avevano un animale domestico di nome Gareth. Nick indaga

lone, D. Sutherland. Regia di J. Flynn. Sei mesi prima di uscire di galera, un detenuto viene sbattuto in un carcere-lager

Kerr, R. Mitchum. Regia di J. Huston. Una suora e un rude marine sono naufraghi durante la guerra

22.10 C.S.I. - New York Telefilm 23.05 The Shield Telefilm Il serial multipremiato che racconta la vita di alcuni poliziotti di Los Angeles 1.00 Grand Prix - Prove sintesi Sport

23.35 Prima di mezzanotte Film (comm., 1988) con Robert De Niro, Charles Grodin, Yaphet Kotto, John Ashton, Joe Pantoliano, Dennis Farina. Regia di Martin Brest

23.30 Crozza Alive Varietà 1.40 Tg La7 2.00 Movie flash 2.05 Brutti, sporchi e cattivi Film (comm., 1976) con Nino Manfredi, Marcella Michelangeli

23.10 Blu notte Attualità 24.00 Tg 3 Linea notte 0.10 Tg regione 1.00 Appuntamento al cinema 1.10 Viva la crisi - Lavoro Attualità

Raisport 1

Rai Movie 6.30 L’ascesa Film 8.30 Scipione detto anche l’Africano Film 10.20 Tutti i figli di mammasantissima Film 12.05 John Travolto da un insolito destino Film 13.50 La carbonara Film 15.45 Giordano Bruno Film 17.45 Perfect stranger Film 19.25 Sfrattato cerca casa equo canone Film 21.00 Al bar dello sport Film 22.45 Fear x Film 0.25 Il segno di Venere Film 2.05 Troppo forte Film 3.55 La vedova elettrica Film 5.45 Stracult

Italia 1

14.05 Mountain bike: Granfondo Damiano Cunego 14.30 Tg Sport Sport 14.50 Motociclismo: CIV 2010 15.20 Automobilismo “Racing 4” Sport 15.50 Automobilismo “Solo Velocità” Sport 16.30 Nuoto: Internazionali d’Italia Sette Colli Sport 18.30 Ciclismo: Giro BIO - Giro d’Italia Dilettanti Sport 19.15 Mountain bike: Internazionali d’Italia Sport 20.00 Pallavolo: Italia-Serbia World League 2010-Fase Preliminare Sport 22.30 Boxe: Campionato Int.le IBF s.welter Sport 23.30 Tg Sport Sport

23.30 Matrix Extra Attualità 1.30 Tg 5 Notte. Meteo 5 2.00 Velone Varietà Conduce Enzo Iacchetti, con la partecipazione di Nina Senicar e del Gabibbo 2.45 Highlander Telefilm

Rai 4

Sportitalia

Iris

14.00 Il tredicesimo piano Film 15.40 The Cleaner Uno di troppo ep.9 Serie 16.25 Beverly Hills 90210 VIII serie Il prezzo della fama ep. 26 Serie 17.10 Streghe V Super streghe Ep. 5 Serie 18.00 Roswell Serie 18.50 Eureka III Serie 19.35 4400 Serie 20.20 Alias 21.10 Battlestar Galactica Serie 22.50 Linea mortale Film 0.45 Strade perdute Film 3.00 4400 Serie 3.45 Angel Telefilm 4.35 Go - Una notte da dimenticare Film

9.30 Giro di Svizzera - R Sport 10.00 Calcio Best 2009/10 - Calcio Sudamericano Sport 12.00 African Soccer Show 12.30 Si Golf Sport 13.00 Si News Diretta Sport 14.00 Calcio Best 2009/10 Campionati Europei 16.00 Iaaf Magazine Sport 16.30 Magazine Sport 17.00 Best Of Calcio Internazionale Sport 19.00 Nba News Sport 19.30 Si News Diretta Sport 20.00 Solocalcio Diretta Sport 20.30 Calcio Best 2009/10 Europa League Sport 22.30 Si News Diretta Sport 23.00 Solocalcio: Speciale Sud Africa 2010 Sport

11.58 Listen Up Telefilm 12.30 Everwood Telefilm 13.18 Anica Flash 13.27 La Ciociara Miniserie 15.11 Note di Cinema 15.19 Alfred Hitchkock Presenta Telefilm 15.44 Tgcom Notiziario 15.50 Come le Formiche Film 17.18 Innocenti omicidi Film 18.49 Ti racconto un Libro 19.09 Anica Flash 19.12 24 Telefilm 20.01 The Shield Telefilm 20.47 Tgcom Cinema e Dintorni 20.55 Philadelphia security Film 22.29 Il cacciatore delle tenebre Film 0.06 Tgcom Notiziario

★★

★★★

Dal satellite

Rai Storia 17.10 Res Tore Blu Notte - Il Caso Calvi 17.55 Res Gestae Personaggi 18.00 La Storia siamo noi Storie da fotoromanzo 19.00 Res Tore Videosera-Lambro musica ribelle 19.40 Come Eravamo primavera 1971 una classe modello 19.45 Come Eravamo - Giovani 20.00 Res Tore La Straordinaria Storia d’Italia - Per le strade del sud 21.00 Rewind Maria Jose’, l’ ultima regina 22.45 Res Tore Una donna,Un paese-Mary Wilson 23.05 Come Eravamo -Super 8

21.10 L’anima e la carne

21.00 Passaggio per il paradiso Un uomo non può andare in paradiso finché non compierà una serie di buone azioni MGM

The Longshots Storia vera di Jasmine Plummer, prima donna a giocare al Football americano SKY CINEMA 1 Questo piccolo grande amore 1972. Andrea e Giulia s’innamorano sulle note delle canzoni di Claudio Baglioni SKY FAMILY

Baciami, stupido Un compositore in cerca di successo presenta Kim Novak a Dean Martin. Di Wilder SKY CLASSICS Kaw - L’attacco dei corvi imperiali È l’ultimo giorno di lavoro per lo sceriffo Wayne, ma inizia l’incubo SKY MAX

21.05 Una pallottola spuntata 33 1/3: L’insulto finale Il tenente Leslie Nielsen è in pensione, ma viene richiamato in servizio SKY CINEMA MANIA

21.15 Nella rete del serial killer Una gattina viene uccisa in diretta sul web SKY HITS 22.30 La pazza storia del mondo Un Bignami superconcentrato di storia dell’umanità. Di e con Mel Brooks SKY CINEMA MANIA

22.35 Bio-Dome Fidanzati a due ambientaliste, ragazzi prendono parte a un progetto scientifico MGM

Joy+1, Mya+1,Steel+1 ripetono la programmazione Joi, Mya, e Steel posticipati di un’ora

JOI

MYA

STEEL

P. CALCIO

P. CINEMA

S. UNIVERSAL

16.33 Er-Medici In Prima Linea Telefilm 17.20 The Mentalist Telefilm 18.48 Joi Extra 19.03 E alla fine arriva Mamma! Telefilm 19.28 Studio 60 on the Sunset Strip Telefilm 20.14 Criminal Intent Telefilm 21.00 Friday Night Lights Telefilm 21.46 Ritorno al futuro Film 23.37 Life Telefilm 0.24 The Mentalist Telefilm

14.35 Men in trees Telefilm 15.23 Chante! Telefilm 16.27 La Complicata Vita di Christine Telefilm 16.51 Mya Mag 17.00 Ai Limiti della Legge Film 18.33 Solo un Padre Film 20.11 Closer Telefilm 21.00 Grey’s Anatomy Telefilm 21.53 Dirt Telefilm 22.43 Una mamma per amica Telefilm

11.25 Fringe Telefilm 12.15 Supernatural Telefilm 13.15 West Wing Telefilm 14.05 Danni collaterali Film 15.55 Robocop Telefilm 16.45 Chuck Telefilm 17.35 West Wing Telefilm 18.25 Ultima Pallottola Miniserie 20.10 Chuck Telefilm 21.00 Fringe Telefilm 21.45 Supernatural Telefilm 22.45 Heroes Telefilm 23.30 Smallville TF

16.18 Hi - Lites Serie A: Ottava Giornata di Ritorno Sport 17.00 Campionato Serie A 20092010: Roma Juventus Sport 18.47 Hi - Lites Serie A: Nona Giornata di Ritorno Sport 19.30 Calcio Mercato 20.35 Campionato Serie A 20092010: Inter Milan Sport 22.22 Campionato Serie A 20092010: Palermo - Lazio Sport

6.34 Teste di cocco Film 8.15 Cuori ribelli Film 10.34 Amici per pa Morte Film 12.22 Syriana Film 14.32 La Ricerca della Felicita’ Film 16.35 Apocalypse now Film 19.08 I Mostri Oggi Film 21.00 Coraline e la Porta Magica Film 22.47 La Fidanzata di Papa’ Film 0.29 Il cartaio Film 2.18 Cuori ribelli Film

15.35 Grace Of My Heart-La Grazia Nel Cuore Film 17.35 Hollywood Collection 18.10 Sweet Charity (Una Ragazza Che Voleva Essere Amata) Film 21.00 Ogni maledetta domenica Film 23.40 Talk of Fame 0.15 Il sapore del sangue Film 2.00 Under The Influence 2.30 The Big Easy Film

I film 22.40 Rogue - Il solitario Quando il suo collega viene assassinato da Rogue, Jason Statham giura di vendicarsi SKY MAX

22.45 Hotel Bau I tutori di Andi e suo fratello, due orfani, non accettano di ospitare il loro cucciolo SKY CINEMA 1 23.00 Space Chimps Missione Spaziale La divertenti avventure spaziali di un gruppo di scimpanzé. Animazione SKY FAMILY

23.05 Hero Wanted Dopo la morte della moglie, un uomo diventa un eroe quando salva una ragazzina SKY HITS 23.10 Ombre bianche La tranquilla vita di un eschimese viene travolta dal contatto con la civiltà SKY CLASSICS

0.10 Vivere e morire a Los Angeles Due poliziotti devono incastrare lo spietato pittore falsario Willem Dafoe MGM 0.30 Bride Wars - La mia migliore nemica Amiche sull’orlo delle nozze e di una crisi di nervi nel film diretto da Gary Winick SKY CINEMA 1

0.40 Inkheart - La leggenda di Cuore d’Inchiostro Mo e sua figlia possiedono il dono magico di dar vita ai personaggi dei libri SKY FAMILY 0.45 -2 Livello del terrore Vigilia di Natale. Donna in carriera è rinchiusa in un garage da uno psicopatico SKY HITS

1.05 Susanna Capolavoro. La vita del paleontologo Cary Grant è sconvolta da Katharine Hepburn SKY CLASSICS 2.00 Hannah Montana - The Movie Di giorno Miley è una ragazza normale, la notte è una popstar di fama mondiale SKY CINEMA 1

2.05 Mister Wonderful Gus è operaio in un’azienda e gran parte dello stipendio finisce all’ex moglie MGM Dark Storm SKY MAX 2.10 El dia de la bestia Madrid, vigilia di Natale 1995: un prete si prepara all’avvento dell’Anticristo SKY CINEMA MANIA

2.25 The Dentist Il dottor Feinstone è un dentista affermato. Ma dentro di sé ha un tarlo SKY HITS 2.30 Il leone africano Il documentario descrive le caratteristiche e le abitudini del leone africano SKY FAMILY 2.50 Proibito Don Paolo arriva in un paese sardo, insanguinato da un’antica faida SKY CLASSICS 3.40 Nella morsa del ragno Il detective Cross alle prese con Soneji che ha rapito la figlia di un senatore SKY MAX 3.45 Vittorie perdute Uno dei primi film sulla guerra del Vietnam MGM

Revolutionary Road 1950. Cronaca di un matrimonio naufragato sulla Revolutionary road SKY CINEMA 1

Sport

Intrattenimento 21.00 Criminal Minds FOX CRIME

SOS Tata FOX LIFE Excalibur - Parte 1 JIMMY

21.10 Lie to Me FOX 21.55 Whitechapel FOX CRIME Cougar Town FOX LIFE 22.00 Excalibur - Parte 2 JIMMY

22.20 Modern Family FOX LIFE

22.45 Medium FOX LIFE 22.50 La camera delle torture FOX CRIME 23.00 Mental FOX 23.20 Queer as Folk JIMMY 23.40 Defying Gravity FOX LIFE

23.45 Numb3rs FOX CRIME Dr. House FOX 0.10 Webdreams - Sesso on line JIMMY

20.00 Beach Soccer: Serie A Coppa Italia SKY SPORT 1

Wrestling: WWE Superstars SKY SPORT 2 Pallavolo: Italia-Serbia - World League 2010Fase Preliminare RAISPORT SAT

20.25 Bowling: PBA Tour EUROSPORT 1

21.00 Calcio: Werder Brema - Bayern Monaco SKY SPORT 1

21.30 Strongest Man: Champions League EUROSPORT 1

22.30 Boxe: Campionato Int.le Ibf s.welter RAISPORT SAT

22.45 Magazine: Ke Nako Sudafrica ep. 9 e 10 SKY SPORT 1


NA VB AO

40

LA STAMPA VENERDÌ 18 GIUGNO 2010

SPORT Bleu tenebra DALLA FINALE DI BERLINO A UNA CLAMOROSA SCONFITTA

Francia travolta dal Messico e quasi fuori Era arrivata ai Mondiali col mani di Henry GIRONE A POLOKWANE

Francia

0

Messico

2

Francia

Messico

(4-2-3-1)

(4-1-2-3)

Lloris 6; Sagna 5, Gallas 5, Abidal 5, Evra 5; Toulalan 5, Diaby 5; Govou 4 (24’ st Valbuena 5), Ribery 5, Malouda 5; Anelka 4 (1’ st Gignac 5)

Perez 7; E. Juarez 6 (10’ st J. Hernandez 7), Osorio 6, Rodriguez 6, Salcido 7; Marquez 7; Torrado 6, Moreno 6; Giovani 6, G. Franco 5 (17’ st C. Blanco 7), Vela sv (32’ pt Barrera 6,5)

ALL. Domenech

4

ALL. Aguirre

7

RETI: st 19’ Hernandez, 33’ C. Blanco (rig.)

ARBITRO: Al Ghamdi (Arabia Saudita) 6. AMMONITI: G. Franco, Toulalan, E. Juarez, Rodriguez, Abidal, Moreno. SPETTATORI:50 mila.

ROBERTO BECCANTINI POLOKWANE

Blu tenebra. Il Messico tira una riga sulla Francia di Raymond Domenech: a casa, per favore. Perché ciò avvenga, basterà che la squadra di Ja-

vier Aguirre e l’Uruguay pareggino. Scommettiamo? Di torte se ne intendono anche loro. Povera Francia, un disastro dopo l’altro. Con e senza Malouda. Con Ribery più esterno o più interno. Con Henry più fuori che dentro (per favore, non diventi un alibi). Sono gli Zidane che cambiano il destino, non i Domenech: questi, al massimo, possono solo irritarlo. Dopo la finale di Berlino, la Francia si è sciolta, letteralmente: fuori nella fase a gironi degli Europei 2008; fuori, al novantanove per cento, nella fase a gironi del primo Mondiale africano. Il Messico, che in amichevole le aveva suonate anche all’Italia lippiana, l’ha rosolata a fuoco lento, attento a non sperperare gli spiccioli di episodi. Se il gol con il quale Javier Hernandez ha sbloccato il risultato puzza di fuorigoco, il verdetto no, il verdetto è limpido. C’erano in campo un gruppo che giocava e un gregge che arrancava: non poteva che vincere il primo. Rispetto allo squallido nulla con l’Uruguay, Domenech («Devo trovare le parole per questa sconfitta») aveva tolto Gourcuff, inserito Malouda

(«È una vergogna perdere così») e accentrato Ribery. La sfida ha prodotto un ritmo che, in passato, avrebbe messo in crisi il Messico, non ora. Anzi. Nel primo tempo, sono sue le (rare) occasioni, soprattutto sul fianco sinistro, là dove Salcido, terzino-ala come Dio comanda, stordisce la coppia Sagna-Govou e arriva a impegnare Lloris. I francesi si rifugiano nelle sgroppate di Ribery, sul quale i difensori vigilano a

Domenech, un disastro dopo l’altro: «Adesso non riesco nemmeno a trovare le parole» tripla mandata. Diaby e Toulalan (ammonito, niente Sud Africa) portano palla. I blu ruminano il solito calcetto sterile, impotente. E in materia di retropassaggi, la gittata non sempre ponderata favorisce i «morsi» di Guillermo Franco e Giovani. Marquez è il pendolo dell’orologio messicano, le cui lancette dettano i tempi di una manovra che il freddo di Polokwane contribuisce a rendere frenetica su entram-

Da sinistra, Toulalan, Sagna e Diaby: sono l’immagine della delusione della Francia

bi i fronti. Nessun dubbio che il Messico sia più squadra, ma l’equilibrio sembra la nebbia di certe notti padane: si taglia col coltello. Alla ripresa, la musica non cambia: e, a essere sinceri, non è una bella musica. Anzi. Con Gignac al posto di Anelka, un fantasma, Domenech cerca più profondità. Pia illusione. Finalmente Malouda: Perez si avvita. Tutta qui, la produzione offensiva dei blu. Aguirre, che aveva già avvicendato l’infortunato Vela con Barrera, richiama Juarez (ammonito, niente Uruguay) e sguinzaglia il ventiduenne Javier Hernan-

dez, ritoccando l’assetto. Sono le punizioni a far guadagnare metri, come le touches nel rugby. Malouda e Ribéry si scambiano e si cercano, finendo per annullarsi. Gignac rema al largo, la spinta di Sagna ed Evra è flebile. La sfida rimane incollata a cadenze esasperate, la staffetta tra Guillermo Franco e Cuauthemoc Blanco introduce l’episodio che spacca la notte. Lancio di Marquez per Javier Hernandez, siamo sul filo del fuorigioco se non oltre, Abidal e Gallas si astengono, Hernandez, tutto solo, scarta addirittura Lloris. Valbuena rileva un Govou

fumoso e legnoso, la Francia attacca per inerzia, non più di due passaggi azzeccati e, negli occhi, lo spettro di una resa senza condizioni. La frittata che Abidal combina su Barre-

Malouda: «È stata una vergogna». Martedì a Uruguay e messicani basterà un pareggio ra (rigore netto, trasformato da Cuauhtemoc Blanco, classe 1973) ribadisce quanto lo spogliatoio fosse già allo sbando prima di scendere in campo, e


LA STAMPA VENERDÌ 18 GIUGNO 2010

Personaggio GIULIA ZONCA INVIATA A JOHANNESBURG

a intruso a re in 5 giorni. Gonzalo Higuain è l’uomo che ha segnato di più in Sudafrica, quello che in pratica ha portato l’Argentina dritta agli ottavi e anche un pezzo di storia della sua nazionale perché prima di lui solo due giocatori erano riusciti a fare tre gol in una partita durante il Mondiale: Guillermo Stabile contro il Messico nel 1930 e Gabriel Batistuta per ben due volte, contro la Grecia nel 1994 e contro la Giamaica nel 1998. Higuain li ha raggiunti con un 4-1 sulla Corea del Sud, quasi una partita in esclusiva visto che l’unica rete non sua è un autogol di Park Chu Young, due colpi di testa e un guizzo in area per buttare dentro un tiro di Messi respinto prima dal portiere e poi dal palo, per dimostrare che è un attaccante completo, che può fare tutto e si merita il posto e la fiducia di Maradona. Una considerazione guadagnata a fatica, perché Diego, che qui ha scommesso su di lui e lo ha voluto titolare anche se qualsiasi logica diceva Milito, ci ha messo una vita ad accorgersi di questo talento o meglio a perdonarlo. Higuain detto el Pipa o el Pipita dal soprannome del padre Jorge, poteva scegliere di giocare anche per la Francia e da ragazzino ha rifiutato convocazioni di entrambe le parti. Maradona, che fa dell’argentinità un punto di forza, si era segnato il no a una chiamata Under 20 (quindi non vincolante per il futuro). Higuain aveva solo 17 an-

D

non ci sia più niente da fare, ma tutto da rifare. Non invidio Laurent Blanc, colui che dovrà farsi carico delle macerie lasciate da Domenech e, diciamolo con franchezza, da una generazione di giocatori ormai alla frutta: a livello anagrafico, e sul piano delle risorse intere, concrete, non quelle millantate in tv o sui giornali. Per la cronaca, e per la storia, una Francia eliminata senza gol all’attivo non sarebbe neppure una novità. Era già successo ai Mondiali del 2002: 0-1 con il Senegal, 0-0 con l’Uruguay, 0-2 con la Danimarca. Buona notte, tristezza.

Lo scippo di Parigi Trap vittima del colpo di mano

La Francia era arrivata ai Mondiali grazie al «furto» dello scorso novembre a Parigi, quando pareggiò 1-1 nei supplementari contro l’Irlanda del Trap (all’andata 1-0 per la Francia). Il pari fu segnato da Gallas su assist di Henry, che però aveva toccato due volte la palla con la mano sinistra: l’arbitro svedese Hansson non vide, graziando i francesi.

I

Higuain show, l’uomo che poteva essere Trezeguet L’Argentina schiaccia la Corea del Sud: gli ottavi sono a un passo Tre gol del bomber nato in Francia: solo nel 2009 scelse la Selección LETTERA DEL N˚1 UEFA

Platini smentisce gli attacchi, Diego: «Allora mi scuso» Maradona per la prima volta nel Mondiale parla italiano, risponde a una domanda, poi va avanti così, tocca al delegato Fifa fargli cambiare lingua e lui improvvisa lo show: «Perché bacio i miei giocatori? Alt, a me piacciono le donne, quelle bionde, come la mia fidanzata Veronica». Sta per andarsene e un uomo della federazione gli passa una busta. Diego si risiede: «Ho ricevuto una lettera da Platini, c’è scritto che lui non ha mai detto le frasi che mi hanno fatto reagire male. Visto che è così, chiedo scusa». Solo che non ha l’aria di crederci molto.

I

Higuain e Maradona festeggiano la sonante vittoria ottenuta contro la Corea del Sud

GIRONE B JOHANNESBURG

Argentina

4

Corea del Sud

1

TENTATIVO VANO

Domenech gli aveva offerto la maglia 26, quella di David ni, era indeciso e si sentiva troppo giovane per scegliere. È nato a Finistère, nel 1987, anno in cui il papà era tesserato per il Brest, ma la coincidenza resta il solo legame con la Bretagna perché el Pipita è rientrato in Argentina a meno di un anno e ha passato molti mesi all’ospedale di Buenos Aires per una meningite fulminante che gli ha condizionato l’infanzia. Non avrebbero scommesso in molti sul suo futuro da campione. Nel 2009 segue i consigli del padre e sceglie la Selección, in un disperato tentativo di sedurlo Domenech gli offre la maglia 26, la prima vestita da Trezeguet, un argentino che ha scelto i Bleus. Niente da fare, lui ha deciso ma a Diego la firma sui documenti non basta. Non lo vuole e lo prova solo quando la qualificazione è a rischio, il 10 ottobre 2009, contro il Perù. Higuain segna e convince, Maradona se ne innamora. Qualcuno dice che ha cambiato idea per colpa della superstizione, una delle sue fisse: Pipita porta buono e va tenuto. Non lo ha più tolto dal campo anche se da allora Higuain, stella nel Real Madrid con 27 gol in questa stagione, in Nazionale è sparito. Leggero anche nella partita

41

Argentina

Coreadel Sud

(4-3-1-2)

(4-2-3-1)

Romero 6; Gutierrez 5, Demichelis 4,5, Samuel sv (23’ pt Burdisso 6), Heinze 6,5; Mascherano 6, Maxi Rodriguez 6, Di Maria 6,5; Messi 7,5; Tevez 6,5 (30’ st Aguero sv), Higuain 7,5 (37’ st Bolatti sv)

Jung Sung-Ryong 5; Oh Beom-Seok 5, Lee Young-Pyo 5,5, Cho Yong-Hyung 5,5, Lee Jung-Soo 6; Kim JungWoo 5,5, Ki SungYong 5 (1’ st Kim Nam Li 6); 6,5 Park Ji-Sung, Lee Chung-Yong 6,5, Park Chu-Young 5 (38’ st Lee Dong Gook sv); 6YeomKi-Hun

ALL.Maradona

ALL. Huh

7

6

RETI: pt 16 autogol Park Chu-Young), 33’ Higuain, 46’ Lee Chung-Yong; st 31’ e 35’ Higuain

ARBITRO: De Bleeckere (Bel) 6 AMMONITI: Yeom Ki-Hun, Lee ChungYong, Mascherano,Gutierrez, Heinze SPETTATORI:82.175

d’esordio, contro la Nigeria, pareva che Maradona ce l’avesse proprio con lui quando ha strigliato l’attacco: «Non si può più sbagliare così» e in patria critiche dure e dubbi su Milito in panchina. Higuain è diventato nervoso, lunedì, giorno libero per l’Argentina, lo ha passato con il padre. Tutta la famiglia lo ha seguito in Sudafrica ma lui è rimasto un giorno intero con Jorge, el Pipa senior, ex difensore dell’Argentina. Si è fatto raccontare la tensione di

certe gare e ha ritrovato la calma. Dentro Soccer City è rinato. Non che sia difficile giocare là davanti con Messi che inventa qualcosa su ogni palla che tocca, Tevez che spinge e i coreani fuori giri che sbagliano i tempi e lo lasciano solo in mezzo all’area. Se mai è dietro che l’Argentina arranca e un errore di Demichelis apre la strada alla rete di Lee, quella del 2-1. Un attimo di smarrimento che coincide con l’intervallo, poi di nuovo Higuain, anche se il 3˚ gol è in fuorigioco. Pazienza, lui se lo tiene stretto: «Ora tra i sogni di questo Mondiale devo aggiungere il titolo di miglior marcatore. Lo sono dopo due partite ed è una posizione che devo difendere. Dedicato al papà ovviamente, ma il momento più bello è LA VITTORIA DEL PIBE

Maradona lo preferisce a Milito, rimasto per tutta la gara in panchina stato l’abbraccio di Maradona: mi ha dato una forza incredibile». Diego il motivatore, l’allenatore più discusso è quello che funziona meglio. Regge, non fa il matto e almeno fino a ora guida la Selección con grande carisma. La truppa lo segue, le riserve accettano l’ombra. Milito a Johannesburg si è accorto che sarà dura trovare spazio, però ha partecipato alla festa sul campo. Con l’Inter ha vinto tutto e ora è tornato indietro, è di nuovo una comparsa. Scelta di Maradona, che ha battezzato i suoi senza pensare solo al campo. E al momento lo schema funziona.


42 Sport

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Espulso Kaita La rimonta arriva con l’uomo in più

La storia PAOLO MASTROLILLI INVIATO A CITTÀ DEL CAPO

nche i poveri ridono, al Mondiale di calcio. Durante tutto il 2010 la Grecia ha fatto parlare di sé per una cosa sola: la terribile crisi economica che ha messo a rischio la sopravvivenza dell’euro. Ma la prima notizia buona dell’anno, dopo il prestito dell’Unione Europa che ha salvato il Paese dal fallimento, è arrivata dal calcio. Mai nella sua storia la Grecia aveva vinto una partita al Mondiale, e per un curioso gioco del destino c’è riuscita proprio nella stagione che avrebbe

A

SOLLIEVO

Nel giorno dell’impresa sportiva, l’ok di Ue e Fmi alle riforme economiche

potuto smembrarla come nazione. Complice la scellerata Nigeria, che dopo essere andata in vantaggio dopo 16 minuti con Uche si è lasciata andare a tutto il repertorio di scempiaggini a cui ci avevano abituato un tempo le squadre africane, compreso un calcione di Kaita con giusta espulsione, facendosi così raggiungere e poi superare da Salpingidis e Torosidis. Ricordateveli questi due nomi, ché da ieri sera valgono ad Atene quanto Leonida alle Termopili. Soprattutto se la gioia per la vittoria mondiale servisse a far dimenticare un po’ la rabbia per i sacrifici necessari alla ripresa. Mescolando le disgrazie, cominciamo da quelle del

IL TABELLONE

Deludenti Dopo i Bafana quasi fuori un’altra africana

Finalmente Grecia: il calcio distrae un Paese in ginocchio Nigeria ko: nell’anno orribile di Atene una vittoria storica, la prima in un Mondiale perché l’allenatore che ieri ha fatto vincere gli ellenici è proprio il tedesco Otto Rehhagel. Alla fine ha prevalso la necessità di salvare Atene per salvare la moneta unica, e quindi la Ue e l’Fmi hanno messo insieme un prestito da 110 miliardi di euro che ha tirato Papandreou fuori dai guai. In cambio, però, hanno chiesto la riduzione del deficit dal 13,6 al 2,6% entro il 2014, sommata a una forte riduzione della spesa pubblica, la riforma delle pensioni e quella del mercato del lavoro. Risultato: dopo gli scontri

GIRONE B BLOEMFONTEIN

Grecia

2

Nigeria

1

Grecia

Nigeria

(3-5-2)

(4-4-1-1)

Tzorvas,Vyntra, Kyrgiakos, Torosidis, Tziolis, Papadopoulos, Papastathopoulos (36’ pt Samaras), Karagounis, Katsouranis, Salpingidis, Gekas (34’ st Ninis)

Enyeama, Odiah, Shittu, Yobo, Taiwo (10’ st Echiejile, 32’ st Afolabi), Uche, Etuhu, Haruna, Kaita, Yakubu, Odemwingie (1’ st Obasi)

ALL.Rehhagel

ALL. Lagerback

110

RETI: pt 16’ Uche, 44’ Salpingidis; st 26’ Torosidis

ARBITRO: Ruiz (Colombia) AMMONITI: Papastathopoulos, Tziolis, Samaras, Obasi ESPULSO: 33’ pt Kaita SPETTATORI:25 mila circa

pallone. È vero che la Grecia nel 2004 aveva fatto l’impresa di vincere l’Europeo in casa del Portogallo, ma finora il suo cammino ai Mondiali era stato una tragedia. Una sola partecipazione, 1994 negli Stati Uniti, che si era conclusa con tre schiaffoni: due sconfitte per 0-4, con Argentina e Bulgaria, e un secco 0-2 proprio con la Nigeria. Roba da rinunciarci per sempre. Invece la Grecia ha tenuto duro, si è qualificata per il Sudafrica, ha preso un’altra

Miliardi di euro L’esultanza di Salpingidis, autore del gol dell’1-1. Poi, nella ripresa, Torosidis firmerà la rete della vittoria

sberla umiliante dalla Corea va Atene, per verificare codel Sud nella giornata d’esor- me procedono le riforme prodio, ma ieri è resuscitata te- messe dal premier George nendo aperto il discorso qua- Papandreou per uscire dalla lificazione. crisi. A maggio, infatti, la L’ironia del Grecia era pradestino ha voluBILANCIO DI COPPA ticamente fallito che questa non aveva i Solo quattro i precedenti ta: vittoria storica soldi per pagaGli ellenici non avevano re gli stipendi, avvenisse proprio nel giorno mai segnato: ora sognano e tanto meno in cui una deleper onorare il gazione del Fondo Moneta- suo debito. Che Atene avesse rio Internazionale, della Ban- imbrogliato sui conti per enca Centrale Europea e della trare nell’euro era risaputo, Commissione Europea visita- ma la dimensione del guaio

aveva sorpreso tutti: deficit al 13,6% del Pil e debito fuori controllo, a fronte di una crescita negativa del 2,5% nel 2009, e di una disoccupazione schizzata all’11,7% nei primi tre mesi del 2010. In Europa molti erano inorriditi, al punto di sostenere che la Grecia doveva pagare i suoi errori e fallire. Così, per esempio, la pensava la cancelliera tedesca Merkel, condizionata anche dalle elezioni che l’aspettavano in casa. Altro scherzo del destino,

IL PRESTITO ALLA GRECIA Da parte di Unione Europea e Fmi

di maggio che hanno fatto diverse vittime, quasi ogni giorno qualcuno proclama uno sciopero. Il responso della visita della delegazione, per fortuna, è stato positivo quanto quello del campo da calcio. Le riforme procedono, e se la Grecia supererà un nuovo esame previsto a luglio, a settembre riceverà la seconda rata del prestito salvavita. Al Mondiale, insomma, ci toccherà tifare Atene anche per la pace sociale dell’eurozona.


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Jabulani Il ct: «È il peggiore pallone mai visto in carriera»

Sport 43

Grobbelaar: «Se schiera ancora Green, sbaglia»

Capello, l’Inghilterra ha già preso la mira Sir Fabio al bivio: processo scontato se non batte l’Algeria “Il portiere? So chi giocherà, ma non l’ho detto a nessuno”

DOPO L’ESORDIO SUPER

La Germania cerca il pass con la Serbia GIRONE D PORTELIZABETH

Germania

Serbia

(4-2-3-1)

(4-3-2-1)

SkyMondiale ore 13,30

con i tedeschi su questo, accusandoli di aver avuto un vantaggio perché usavano Jabulani nel loro campionato già da dicembre. Meno PAOLO MASTROLILLI male che il capitano Gerrard INVIATO A JOHANNESBURG ha chiuso la polemica, che aveva finito per coinvolgere persino Beckenbauer, pronon è tanto il tor- to a rispondere criticando il mentone del gioco di Capello «palla avanportiere, che ti e pedalare». Jabulani, ha continua sem- tagliato corto Gerrard, «non pre uguale; è il va bene, però è lo stesso per fatto che Fabio Capello, for- tutte le squadre e dobbiamo se per la prima volta nella adeguarci». sua carriera, si trova davanChi non si adegua al diti ad una prova senza appel- scorso di Sir Fabio sui portielo. O stasera batte l’Algeria, ri, però, è un vecchio mito del confermando che l’Inghil- calcio britannico come Bruce terra aveva fatto bene ad Grobbelaar. L’uomo che i tifoaccoglierlo come il messia, si della Roma non perdoneoppure rischia di trovarsi ranno mai adesso lavora per davvero in croce. una tv, e ci ha consegnato La coscienza di questa questo consiglio da girare a preoccupazione si leggeva Capello: «Se fa giocare ancosulla faccia scolpita di Ca- ra Green, sbaglia: un errore pello, mentre ieri parlava ai del genere non può non avere giornalisti. A partire dal conseguenze. Mandarlo in portiere, ovviamente, dopo campo adesso non significa la papera di Green che era dargli una seconda chance, costata la vittoria nell’esor- ma esporlo al rischio di un dio contro gli Stati Uniti: nuovo errore che lo distrug«Ho deciso chi gerebbe per giocherà, ma PARTENZA FALSA sempre. Io al non lo saprete «Capita, la pressione suo posto farei fino a domani. giocare il più è troppo forte e c’è esperto James, Non lo sa nepchi rende di meno» per dare a Grepure il diretto interessato, en la possibiliperché la forPAROLA DI GERRARD tà di guardare mazione si dà Il capitano impiegato e riflettere in il giorno della panchina. Poi, partita». Non più avanti: «Mi piace se James si inla soluzione» fortunasse o sempre va così, in realtà: non ce la facesquando un allenatore non se, prenderei Green da una ha dubbi, non ha motivo di parte e gli direi in faccia: ecmanifestarli. Il consenso co, questa è la tua occasione, tra i giornalisti inglesi al se- riscattati e portaci in finale». guito della nazionale è che Sir Fabio è andato molto Capello darà un’altra chan- vicino ad ammettere di aver ce a Green. Ieri ha detto che sbagliato formazione contro «tutti sbagliano, portieri, di- gli Stati Uniti, ma in buona fefensori, attaccanti, e qual- de: «Penso di aver messo in che volta anche gli allenato- campo gli undici che prima ri». Poi c’è quel maledetto della partita mi sembravano Jabulani, che proprio non lo più in forma. L’unica cosa diconvince: «E’il peggior pal- versa che vorrei vedere sono lone che abbia visto nella meno errori: se giocheremo mia vita. Prende traiettorie come contro gli Usa, ma senstrane, aiuta gli errori. Sui za tutti gli sbagli fatti in difelanci lunghi è assolutamen- sa e in attacco, non avremo te imprevedibile». Gli ingle- problemi a vincere, anche se si hanno persino litigato rispetto molto l’Algeria».

Personaggio

N

GIOCANO ANCHE GLI STATI UNITI GIRONE C

GIRONE C

JOHANNESBURG

Slovenia

CITTA’DEL CAPO

Stati Uniti

(4-4-2)

(4-4-2)

SkyMondiale 1 ore 16

1 S.Handanovic 2 Brecko 4 Suler 5 Cesar 13 Jokic 10 Birsa 8 Koren 18 Radosavljevic 17 Kirm 14 Dedic 11

Novakovic

(4-4-2)

Raiuno eSky Mondiale 1 ore 20,30

1 6 15 5 3 10 4 13 8 17

12 2 18 6 3 7 4 8 14 21

Green Johnson Carragher Terry Cole Lennon Gerrard Lampard Barry Heskey

Buddle

14

10

Rooney

ALL:B. Bradley

Algeria

(4-4-2)

Howard Cerundolo DeMerit Onyewu Bocanegra Donovan M. Bradley Clark Dempsey Altidore

ARBITRO: Coulibaly (Mali) ALL:Kek

Inghilterra

Chaouchi Bougherra Halliche Yahia Belhadj Matmour Yebda Lacen Ziani Kadir

16 2 5 4 3 13 19 8 15 21

Djebbour

11

ARBITRO: Irmatov (Uzbekistan) ALL:Capello

ALL:Saadane

Capello spera pure che a Rustenburg ci sia stato un problema di emozione: «Certe volte la prima partita va così: la pressione è troppo forte e qualcuno non rende al massimo». Per la prova d’appello, comunque, qualche aggiustamento l’ha già deciso, portiere a parte: rientrerà Barry, per piazzarsi davanti alla difesa e dare più sicurezza al reparto, rimasto stordito dall’infortunio a Rio Ferdinand. Questo consentirà a Gerrard di spostarsi a sinistra e assumere compiti più offensivi: «E’ una soluzione che mi piace», ha commentato il capitano, benedicendo tutte le soluzioni di Sir Fabio, come un talismano portato sul palco a confermare che la squadra è unita dietro all’allenatore. Inclusa la scelta di far giocare Heskey davanti a Rooney: «Wayne sta benissimo. Vedrete, è solo questione di tempo prima che trovi il fondo della rete». E’ Capello, però, che di tempo a disposizione non ne ha più molto: forse appena novanta minuti, questa sera con l’Algeria.

1 Neurer 16 Lahm 17 Mertesacker 3 Friedrich 14 Badstuber 6 Khedira 7 Schweinsteiger 13 Muller 8 Ozil 10 Podolski Klose

11

Riscatto Fabio Capello cerca oggi la vittoria dopo il pareggio iniziale con gli Stati Uniti

64 Anni oggi Fabio Capello è nato a Pieris (Gorizia) il 18 giugno 1946

Stojkovic Ivanovic Subotic Vidic Kolarov Stankovic Kacar Tosic Jovanovic Krasic

1 6 20 5 3 10 4 7 14 17

Zigic

15

ARBITRO: Undiano (Spagna) ALL:Loew

ALL:Antic

PORT ELIZABETH

Quando il gioco si fa duro, eccetera eccetera. GermaniaSerbia appartiene alle partite da «ultima spiaggia». Il riferimento riguarda i serbi, sculacciati all’esordio dal Ghana, non certo i tedeschi, comodi eversori dell’Australia. E comunque, se non proprio tutto, nel calcio può succedere molto. Radomir Antic, su questo argomento, potrebbe scrivere un libro. Quando allenava il Real Madrid, venne licenziato nonostante fosse primo in classifica. «Faremo di tutto - garantisce - per riscattare la sconfitta con i ghanesi». Sconfitta propiziata dall’espulsione di Lukovic e dalla «parata» di Kuzmanovic, che produsse il rigore della svolta. Joachim Loew va sul velluto. Giocherà la stessa forma-

Il ct tedesco Joachim Loew

zione che ha sbranato i canguri, con il gioiellino Muller sulla destra e Podolski a sinistra. Unica punta, Klose. Di precedenti ufficiali, fra Germania e Serbia, ne esiste uno solo: l’amichevole disputata il 31 maggio 2008 a Gelsenkirchen e vinta 2-1 dai tedeschi: reti di Jankovic, Neuville e Ballack, il grande assente per infortunio. Piace, della Germania, il taglio giovanile. Delle grandi è stata quella che ha lasciato l’impressione più gradevole, tara australiana a parte. Le riserve riguardano la fase difensiva, che a Durban gli avversari si guardarono bene dal mettere sotto pressione: e le poche volte che lo fecero, crearono problemi non lievi. Dejan Stankovic non si nasconde: «Aver perso la prima ci pone nelle condizioni più precarie e delicate. Difficile che l’Australia - quella, almeno vista contro i tedeschi - possa dare dei grattacapi al Ghana. Non abbiamo alternative: persino un pareggio potrebbe non bastare». [RO. BE.]


44 Sport

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A Vercelli «Ci salvammo anche senza gli stipendi»

Il carattere «Ho coraggio e un pizzico di spensieratezza»

Marchetti, portiere dell’Ave Maria “È la mia preghiera, l’ho tatuata sul braccio. Buffon inimitabile, ma se sono qui...” Intervista

,, MARCO ANSALDO INVIATO A CENTURION

Federico Marchetti, per quale ragione gli italiani devono credere che lei non farà rimpiangere Buffon?

I suoi punti di riferimento quali sono stati?

«Ora è Buffon, ovvio. Da ragazzo erano Schmeichel e Taglialatela: mi piaceva il modo spettacolare con cui parava nel Napoli». Buffon le è vicino?

«Mi ha detto di stare tranquillo e di fare quello che so. Ha fiducia in me». Il carattere come l’aiuta?

«Ho coraggio, una punta di spensieratezza e la convinzione nei miei mezzi. Ma vivo l’emozione anche se la lascio trasparire alla mia maniera: sono il tipo che si lascia andare e fa emergere il proprio lato simpatico solo quando ha confidenza».

«Lui è completo in tutto, ha una reattività e una velociQuesti palloni sono un protà straordinarie e non per blema in più? niente è il migliore al mon- «Chi ha esperienza di Mondo. Non lo posso imitare pe- diali ed Europei dice che sorò come muscolarità ed no i peggiori di sempre: soesplosività me la cavo be- no più veloci del solito e sbalne: sono un portiere che lano le traiettorie soprattutpunta sulla forto quelle alte za e se sono MIRACOLATO e tese. Però qui vuol dire ci penso: «Ho visto la morte non che un po’ di sono in un soqualità la pos- in faccia: un incidente gno, è l’occache mi porto dentro» sione della visiedo». ta e la voglio Eppure a Vercelli, cinINCOMPRESO sfruttare».

que anni Spera di «Al Toro non hanno fa, dicevaprendere il no che non creduto in me: in C2 e posto a Bufin B per fortuna sì» era buono fon anche neppure nella Juve? per la C. Non ci capivano «So di avere un’opportunità importante per mettermi in niente o è cambiato lei?

«Non ricordo che la pensassero così. La prima volta ci salvammo benché non ci pagassero neppure gli stipendi, la seconda pure».

mostra. Il resto si vedrà, a cominciare dalla valutazione che fa di me il Cagliari e pare che sia alta. Al momento non ci penso».

Comunque nessuno credeva in lei.

Come si caricherà prima della partita?

«Per fortuna ho trovato chi l’ha fatto. Non al Toro, dove sono cresciuto, ma in C2 e in B dopo il fallimento che mi rese disoccupato. In fondo è stata una fortuna: ho potuto giocare, imparare e crescere, superando momenti difficili».

Come l’incidente in cui si salvò per miracolo?

«Uscimmo illesi in tre e quando vedi la morte in faccia...È una brutta esperienza che mi porto dentro come la morte in altri due incidenti di Andrea e Francesco, che giocavano nella Pro Vercelli e con i quali formavamo un gruppo molto unito anche fuori campo. Sono storie che segnano il destino. Da lassù loro mi guardano e sono più felici di me per il momento che sto vivendo». L’Ave Maria che si è fatto incidere sul braccio ha qualcosa a che vedere con tutto questo?

«E’ la mia preghiera. L’ho tatuata in caratteri particolari ma non c’entrano niente con Zarathustra, come ho letto da qualche parte». Un destino da portiere o un portiere nato per caso?

«Da bambino avevo un bel tiro e pensavo di fare l’attaccante: un giorno andai al provino nella società del mio paese, Cassola. Pioveva, molte madri tennero a casa i figli e poichè mancava un portiere chiesero a me di farlo. Cominciò tutto lì, da quel momento».

Devozione e miti

Il tatuaggio L’«Ave Maria» sul braccio I versi della preghiera se li è fatti incidere sul braccio destro dopo la morte di 2 suoi amici in un incidente stradale.

I

Il modello Giuseppe Taglialatela Insieme al portiere danese Schmeichel, l’ex numero uno del Napoli è stato il suo primo punto di riferimento.

I

«Di solito ascolto Vasco Rossi».

Nel suo Veneto leghista faranno il tifo per lei o contro la Nazionale?

«Io in questa storia della politica non ci entro. So che ho sempre tifato Italia e lo facevano anche i miei amici: forse saranno cambiati i tempi ma non sto parlando di un secolo fa».

La passione Le canzoni di Vasco Rossi Prima delle partite si carica ascoltando il repertorio di Vasco Rossi, il suo cantante preferito.

I

“Non importa da dove si parte” azzurri stregati da “Invictus” In ritiro si vede il film di Eastwood: la scelta del ct per rafforzare il gruppo DALL’INVIATO A CENTURION

Nelson Mandela, o almeno la sua trasposizione cinematografica impersonata da Morgan Freeman, è stato scelto come l’ispiratore dell’Italia di Lippi dopo esserlo stato della Nazionale sudafricana che vinse i Mondiali di rugby del ’95. Non è un caso che, la sera scorsa, nel ritiro degli azzurri al Leriba Lodge abbiano voluto vedere «Invictus», il film di Clint Eastwood che racconta

di come l’uomo più carismatico del Sudafrica seppe caricare una squadra a pezzi e per troppo tempo lontana dalle scene internazionali facendone il simbolo vincente della Nazione arcobaleno. Il rugby, uno sport seguito fino ad allora soltanto dai bianchi, conquistò per la prima volta anche i neri usciti dalla lunga «apartheid». Il messaggio sportivo (oltre a quelli politici), trasmesso dal film è lo stesso che Lippi vuole sia colto dalla Nazionale: non importa da dove si parte quando si è animati dalla voglia di riuscire e da un ideale che unisce. La videoteca è uno degli intrattenimenti privilegiati del ritiro azzurro, dove è facile annoiarsi. Ai giocatori manca il contatto con le famiglie, limitato ai colloqui

via internet o con i cellulari. Domani tuttavia arriverà dall’Italia un primo contingente di parenti. Ci saranno le fidanzate di Pazzini e Quagliarella, cui seguiranno nei prossimi giorni la moglie di Maggio (si sono sposati alla vigilia della partenza per il ritiro) e quella di Gilardino, insieme alla fidanzata di Montolivo. Le altre famiglie raggiungeranno il Sudafrica soltanto se l’Italia accederà alla semifinale. A Centurion sono già presenti soltanto Giuseppe Iaquinta, padre di Vincenzo, e Alfredo Criscito, padre del terzino genoano, accompagnato dallo zio del giocatore: hanno seguito l’Italia a Città del Capo dove i figli hanno giocato nell’esordio del Mondiale contro il Paraguay [M.ANS.]

Allenamento con sorpresa

In campo per far numero diventa streaker involontario Scatti, passaggi, cross. Per gli azzurri e per un ragazzo di una formazione di calcio locale a cui Lippi ha fatto riscorso per far sì che il conto dei giocatori utilizzati per gli schemi tornasse pari. Fin qua tutto normale, o quasi. Poi, l’imprevisto: il giovane, e sconosciuto, calciatore, un po’ goffo e su di peso, nello slancio si è perso i pantaloncini mostrando all’intero gruppo della Nazionale il suo fondoschiena fra le risate generali e molta sorpresa. Il ragazzo non si è perso d’animo riprendendo a correre.


NA NO VB AL AT VC BI AO IM SR

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Sport 45

I Mondiali in diretta multimediale e interattiva su www.lastampa.it/sudafrica2010

Chiellini

on vige ancora la democrazia a casa Italia, perché a legiferare è sempre uno, Marcello Lippi, però gli emendamenti con i quali il ct ha modificato e sta modificando la Nazionale sono d’ispirazione popolare, diciamo: condivisi dalla squadra, quando non caldeggiati. Come dire: «Forse ci troviamo meglio così». Del resto, negli anni Lippi ha cementato un gruppo anche nel modo di ragionare, lavorare e confrontarsi. Capita così che l’Italia parta in un modo, continui con un assetto e finisca con un altro ancora. In fondo accadde anche durante la vittoriosa campagna di Germania, anche se in quel caso era una monarchia assoluta, senza consultazioni. Quattro anni più tardi è un po’ diverso, racconta chi ben conosce l’ambiente azzurro, perché con il tempo e le battaglie vinte insieme, il ct s’è fidato sempre più dei suoi samurai: da Cannavaro a Buffon, da Pirlo a Zambrotta, a Gattuso, per dirne alcuni. Tutta gente che mai ha messo in discussione l’autorità di Lippi, anzi, ma che qualche parola e opinione la scambia. Lui ascolta, poi decide. Ecco allora che pure in Sudafrica la Nazionale sta variando assetti: Chiellini riportato al centro, dopo l’idea di riscoprirlo terzino, Marchisio riposizionato in mezzo e non più trequartista, e la scelta delle due punte, sono tre robuste varia-

N

Provato per tutto il ritiro in altura a Sestriere come trequartista, l’esperimento è naufragato contro il Paraguay dove lo juventino ha sofferto

Il voto dei senatori l’Italia cambia anche così

aveva e senza mai fiatare, pur tra oggettive difficoltà. L’idea del ct e dello staff tecnico non era quella di inventarsi un numero dieci alla Sneijder, ma di piazzare un trequartista alla Pinzi (del Chievo), adatto agli inserimenti e capace di difendere dalla prima linea di trincea. Funzionò poco, o per nulla, e la squadra se ne accorse. Stavolta, però, Lippi tirò dritto, presentando la scelta contro il Paraguay: è durata un tempo. E zioni. I giocatori hanno attuato non dovrebbe essere ripropogli esperimenti sul prato, poi sta, domenica davanti alla Nuohanno riferito sensazioni e im- va Zelanda, con Marchisio sipressioni, come i collaudatori stemato a centrocampo, sulla di formula 1. La prima modifica sinistra. all’ordine del giorno fu il disloDentro casa Italia si sono camento di Chiellini da terzino poi accorti, e chi sta davanti di sinistro, antico mestiere. Idee più, che in attacco si fa parecnata al Sestriere, ipotizzata ma chio fatica, e che diventa davvenon attuata per il lieve infortu- ro dura sopravvivere da soli, nio dello juventino. Neppure come Gilardino nel primo temnell’amichevole po dell’esordio. di Ginevra, ma SUGGERIMENTI Oltre a diversi poi provata nel se Chiellini centrale giocatori, primo allenan’era convinto e il ritorno al 4-4-2 anche Lippi che mento a porte chiuse, al Sou- contromosse condivise dopo l’intervallo thdowns Colleha variato moduge. Qualche dubbio sulla tenu- lo, votando la fiducia al collauta di Bonucci unita a perplessi- dato 4-4-2. Come pure dovrebtà del gruppo contribuirono al- be giocare la prossima. Mentre la scelta del ct: Chiellini centra- in caso di altre calamità (duranle. Altra questione, Claudio te la gara), il terzo portiere diMarchisio trequartista, ruolo venterà Palombo, già provato mai esplorato prima dal giova- come centrale di difesa: nessune juventino: che, al solito, ha na petizione popolare stavolta, eseguito dando tutto quello che pare solo sia il più bravo.

Da Cannavaro a Pirlo: Lippi ascolta e qualche volta ci ripensa

Una preziosa coppia di marenghi d’oro racconta la nascita dell’Italia Unita Il concetto dell’oro viene sempre unito, non a torto, a quello di valore e rarità, poiché le quotazioni del prezioso metallo aumentano costantemente nel tempo. Ma il valore del metallo non è tutto: nelle monete d’epoca, la preziosità dell’oro si fonde con il pregio storico e collezionistico, creando un connubio di insuperabile fascino e bellezza. In vista del Centocinquantenario dell’Unità, Bolaffi ha il piacere di offrirle un’accoppiata numismatica di grande prestigio, una testimonianza della storia d’Italia che l’affascinerà di certo: il dittico del 10 e 20 lire d’oro di Vittorio Emanuele II, “ponte” ideale tra la penisola divisa in tanti Stati e una Nazione unica, sotto lo stesso sovrano. Due monete assolutamente autentiche, in perfetto stato di conservazione, corredate dalla Garanzia Bolaffi e racchiuse in un elegante cofanetto.

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MASSIMILIANO NEROZZI INVIATO A CENTURION

L’attaccante della Fiorentina è apparso troppo isolato nell’attacco dell’Italia Così per domenica contro la Nuova Zelanda, Lippi cambierà modulo

Marchisio

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Retroscena

Gilardino

Il difensore bianconero era sbarcato in Sudafrica con il compito di spostarsi a sinistra nella difesa azzurra, ma alla vigilia dell’esordio ha ritrovato il suo ruolo da centrale

professione firma

n. città

prov. cell. data di nascita data

INFORMATIVA. I dati personali da Lei forniti saranno trattati ai sensi del D. Lgs. 196/2003 solo per adempiere alle Sue richieste e per la comunicazione di informazioni commerciali o l’invio di materiale pubblicitario su prodotti e/o servizi della Bolaffi S.p.A. e a fini contabili, fiscali e amministrativi. Il trattamento dei dati personali avviene mediante strumenti cartacei, informatici e telematici. I dati personali forniti potranno essere comunicati in ambito nazionale solo a società del nostro gruppo oppure a società alle quali la nostra società abbia affidato l’esecuzione parziale o totale degli obblighi contrattuali verso di Lei. In ogni momento Lei potrà richiedere la cancellazione, l’aggiornamento o la rettificazione dei dati personali ovvero esercitare gli altri diritti previsti dall’art. 7 del D. Lgs. 196/2003. Il conferimento dei dati personali è obbligatorio per poter adempiere alle Sue richieste. Titolare e responsabile del trattamento dei dati è la Bolaffi S.p.A. Per ogni comunicazione potete scrivere a Bolaffi S.p.A., Via Cavour n. 17, 10123 - Torino (ITALIA); telefono: 0039+011+5576300 - fax: 0039+011+5178025. Con riferimento ai trattamenti dei dati personali ed alla loro comunicazione, nel rispetto dell’informativa sopra riportata, di cui ho preso visione:  Do il mio consenso  Non do il consenso


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LA STAMPA VENERDÌ 18 GIUGNO 2010

L’ingegnere «Bastava una scatola simile a un decoder»

Sport 47

Il regista «L’azienda rispose che c’erano controindicazioni»

La Rai bocciò il filtro digitale anti-vuvuzela Coro di proteste dei telespettatori italiani Bbc e Canal+ hanno eliminato il disturbo radio. Così Rai e Zdf hanno chiesto alla Fifa di meglio bilanciare i canali audio della regia internazionale, abbassando l’impatto dei microfoni piazMASSIMILIANO NEROZZI zati a bordo campo. INVIATO A CENTURION Da altre parti, nel frattempo, hanno già adottato le contromisure: la Bbc e la pay tv ome fosse l’inva- francese Canal+ hanno eliminasione degli ultra- to il rumore delle trombette corpi stile Anni con un filtro digitale: il sistema 50, tutto il pianeta si basa sul blocco delle frequensi sta attrezzando ze emesse dalle vuvuzela ed è per debellare il baccano cau- stato collaudato per la prima sato dalle vuvuzela, le trom- volta martedì. Un filtro che la bette made in Sudafrica che Rai avrebbe potuto avere già otmartellano i timto mesi fa, ma pani degli esseri APPELLO ALLA FIFA poi non se ne feumani in campo Richiesta di abbassare ce nulla: «Di un e dei telespettasistema del getori sul divano il volume dei microfoni nere mi parlò sistemati sul campo dopo l’esperiendi casa. Almeno secondo le deciza della Confene di mail arrivate negli ulti- derations Cup un ingegnere itami giorni alla Rai e all’emit- liano - racconta il regista Rai tente di stato tedesca Zdf: Giancarlo Tomasetti, ora in Sul’insofferenza ha portato al- dafrica per il Mondiale -. Lo sotcuni ad abbassare il volume toposi all’azienda, ma sembra del televisore e ad affiancare che ci fossero delle controindile immagini al sonoro della cazioni tecniche, per le quali

Retroscena

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Un tifoso suona la vuvuzela, strumento simbolo del Sudafrica odiato da molti giocatori e telespettatori stranieri

non sono competente». Del baccano se n’è accorto pure lui, indirettamente: «Dalla regia sorride - posso farmi pulire il segnale, ma mia moglie dall’Italia mi sta bombardando di messaggi dicendo che a volte per il rumore delle trombe non si sente nulla». Il rimedio, appunto,

ci sarebbe, confermava ieri quell’ingegnere, Lindoro Del Duca, docente di Elaborazione numerica del segnale alla scuola di specializzazione in Fisica sanitaria dell’università La Sapienza di Roma: «La cosa più semplice - spiega - era quella di applicare un piccolo filtro digi-

tale, della grandezza di un decoder, al segnale internazionale, e di questo parlai a lungo con la Fifa. E successivamente ci fu il contatto con la Rai. In otto mesi non è successo nulla, eppure è un problema che si potrebbe risolvere». Ecco la ricetta digitale: «La vuvuzela, come tutti

A JOHANNESBURG

Mandela in chiesa per i funerali della pronipote Zenani Nelson Mandela, il primo presidente nero nella storia del Sudafrica, ha assistito ieri a Johannesburg ai funerali della pronipote Zenani, 13 anni, morta in un incidente stradale il giorno della cerimonia di apertura dei Mondiali. L’ex Premio Nobel per la Pace, che compirà 92 anni il 18 luglio e ha problemi di salute, era accompagnato dalla moglie Graca.

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gli strumenti, emette un suono chiaramente periodico, che si può eliminare, lasciando invece intatto il rumore di fondo dello stadio, come quello del pubblico. Il rumore stocastico, o randomico, cioè, come le urla del pubblico, gli applausi, e i cori». Dove invece non si possono applicare filtri, spuntano i divieti. Basta dare un’occhiata alla lista degli oggetti proibiti dall’All England Club, dove da lunedì si giocherà il torneo di Wimbledon di tennis: «Clacson e altri oggetti rumorosi, nella cui categoria rientrano anche le vuvuzela». Le trombette sudafricane hanno invaso anche gli Usa, contagiando il mitico Yankee Stadium di baseball. Anthony Zachariadis, 27 anni, tifoso degli Yankees, s’è azzardato a suonarla nel corso della partita casalinga giocata la scorsa notte contro i Philadelphia Phillies: la vuvuzela è stata immediatamente sequestrata dalle guardie di sicurezza dello stadio. Farlo qui in Sudafrica pare un po’ più complicato.


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48 Sport

LA STAMPA VENERDÌ 18 GIUGNO 2010

Storari e Martinez doppietta della Juve Il portiere affiancherà Buffon: al Milan vanno 4,5 milioni Dopo l’accordo con il Catania, oggi la firma dell’esterno ri di Champions - un biennale di poco inferiore al milione a stagione. «È il momento più gratificante della mia carriera», commentava ieri pomerigJACOPO D’ORSI gio il numero uno dai lunghi TORINO capelli, salito alla ribalta del grande calcio dopo una vita spesa in provincia. Ladispoli, uve scatenata. Dopo Ancona, Messina, Levante la lunghissima gior- (Spagna) e Cagliari, tra le alnata di trattative tre, prima del boom dell’ultivissuta ieri all’hotel ma stagione, vissuta tra Milan Gallia di Milano il e Samp (prestito a gennaio). dg Beppe Marotta ha mes- La Juve ha individuato in lui il so a segno un doppio colpo, portiere affidabile da affiancaimpacchettando il portiere re a Manninger per permetteMarco Storari, 33 anni, e re a Buffon di recuperare con l’esterno uruguaiano Jorge calma dall’ernia che l’ha blocMartinez, 27. Il secondo e il cato ai Mondiali. Soprattutto terzo acquisto del nuovo se SuperGigi dovrà operarsi, corso dopo Simone Pepe ipotesi che in corso Ferraris (26), l’ala strapnon è ritenuta pata all’UdineCON IL BARI affatto improse prima dei CompleNuovo incontro babile. Mondiali. tano il giro di Il vice Buf- per Bonucci: ingaggio portieri, oltre a sempre più vicino Sorrentino al fon arriva dal Milan. L’affare Genoa, Curci alè decollato nella notte, dopo la Samp, Amelia in prestito al che la Juve aveva pensato an- Milan e Rubinho in prestito che a Stefano Sorrentino (31) dal Palermo al Chievo. del Chievo, ora destinato al Incassato l’ennesimo no del Genoa. Per Storari biancone- Cska Mosca per Milos Krasic, ro siamo ai dettagli: al Milan esterno serbo che oggi giocheandranno circa 4,5 milioni di rà la seconda partita del suo euro, al giocatore - espressa- Mondiale contro la Germania, mente richiesto da Del Neri Marotta ha definito con il Cadopo i sei mesi vissuti alla tania anche l’acquisto di Martigrande alla Samp con tanto nez, nonostante l’ultimo tentadi qualificazione ai prelimina- tivo di inserimento della La-

Retroscena

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zio. Oggi l’ad siciliano Pietro Lo Monaco, dopo il contatto telefonico di ieri, sarà a Milano per le firme. La Juve spenderà circa 12 milioni pagabili in tre anni per regalare a Del Neri il secondo dei quattro esterni da acquistare entro il 3 luglio, giorno della partenza per il ritiro di Pinzolo. Quanto a Krasic, la differenza tra richiesta (più di 15 milioni) e offerta (13) con il Cska è ancora ampia, ma adesso la Juve ha meno fretta e può dedicarsi alla definizione di altre operazioni. La più importante, prossima alla conclusione, porta al difensore Leonardo Bonucci, 23 anni, a metà tra Genoa e Bari. Dopo l’accordo trovato lunedì con i rossoblù (il 50% del cartellino di Bonucci in cambio di Criscito e del rinnovo della comproprietà di Palladino), ieri Marotta ha trattato con i pugliesi (offerti Almiron e la metà di Paolucci per l’altro 50% di Bonucci). Le parti si sono riaggiornate a oggi, quando con un ulteriore summit a tre si potrebbe trovare la soluzione a uno dei rebus più intricati di questo mercato. Per il secondo centrale in entrata, oltre che allo svincolato William Gallas (33) con cui si tratta sull’ingaggio, la Juve ha pensato anche a Thomas Manfredini (30) dell’Atalanta. Un altro pupillo di Del Neri.

Esperto Marco Storari, 33 anni, viene da sei mesi di prestito alla Samp

11 Le squadre in carriera Dal Ladispoli al Milan: è stato pure al Levante (Spagna)

GALLIANI: «CELLINO CI HA FATTO UN FAVORE»

Allegri tecnico rossonero: il Cagliari lo libera Massimiliano Allegri è libero: ora può diventare il nuovo tecnico del Milan. Tutto grazie ad una telefonata tra Galliani e Cellino avvenuta ieri mattina: l’allenatore toscano oggi firma la risoluzione. Senza nessun indennizzo, come conferma l’ad rossonero: «Il Cagliari non ci ha chiesto nulla. Cellino mi ha fatto un favore, lo ringrazio». Il club sardo, dal

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Massimiliano Allegri, 42 anni

canto suo, sottolinea con una nota: «Pur avendo il Milan dato la sua disponibilità, non abbiamo richiesto alcun indennizzo, considerando l’impossibilità di quantificare il valore dei sentimenti». Poi la stoccata all’ex tecnico: «Restano amarezza e delusione lasciate dallo scarso coinvolgimento dimostrato da Allegri nel finale di campionato». [T. CAI.]

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LA STAMPA VENERDÌ 18 GIUGNO 2010

Che caratteristiche dovranno avere i giocatori del suo Toro?

Intervista

«Vogliamo gente affamata e di qualità, la categoria di provenienza è secondaria. Con me si è affermata gente come Do Prado e Gabionetta. Mi interessa anche capire se dei tanti giocatori andati via in prestito a gennaio alcuni si possano riproporre nel nuovo progetto. Chi arriverà o chi resterà lo farà perché dimostra di avere personalità e di saper interagire con l’ambiente. Per scoprire queste cose il campo non basta, serve anche il dialogo».

,, PIETRO IVALDI TORINO

ocation inconsueta, l’Air Palace Hotel di Leinì, per la presentazione di Franco Lerda: il successore di Colantuono, sesto allenatore dell’era Cairo, ha firmato un biennale da 350 mila euro a stagione. Con le facce sorridenti e distese di chi va a un battesimo, il tecnico cuneese, il presidente che ha confermato di volersi tenere il club - e il ds Gianluca Petrachi (biennale anche per lui e per il team manager Giacomo Ferri) hanno tracciato le linee guida del Toro di domani. L’obiettivo non può che essere la A, da raggiungere attraverso una campagna acquisti mirata,

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MODULO 4-2-3-1

«Credo nel gruppo: saremo tra i favoriti ma serve umiltà» dove il primo colpo potrebbe essere Rolando Bianchi («Non dobbiamo per forza venderlo ha detto Cairo - se è motivato resta»). «Chiedo scusa al Sassuolo - le prime parole di Lerda, tornato 23 anni dopo l’esperienza da calciatore - ma al Toro non potevo dire di no». Lerda, è la realizzazione di un sogno?

«Proprio così. Da piccolo fantasticavo di giocare nel Toro e l’ho fatto, da grande volevo diventarne l’allenatore e ora sono qui. Provo una gioia enorme».

Come sarà la prossima B?

«Dura, equilibrata, mai scontata. La B è strana: quest’anno è retrocessa la Triestina che aveva un bilancio quattro volte superiore al Crotone. Il Toro è tra le quattro-cinque GRANATA 23 ANNI DOPO Da sinistra: il ds Gianluca Petrachi, il nuovo tecnico Franco Lerda, e il presidente Urbano Cairo

Bentornato Lerda “Fame e bel gioco ecco il mio Toro” Cita Mou: “Con l’ambiente ho una certa empatia” E Cairo medita un regalo: “Bianchi può restare” Lei è riuscito a dare un gioco piacevole e una mentalità offensiva alle squadre che ha allenato. Ce la farà anche con i granata?

«Punto sempre a giocare bene. Il Toro dovrà essere umile, aggressivo, sempre pronto a fare

la partita con atteggiamento propositivo. Le pressioni in una grande piazza come questa sono enormi, ma oggi respiro un clima positivo. A Crotone anche nei momenti difficili c’era allegria, il pessimismo è poco costruttivo».

Il modulo sarà il 4-2-3-1?

«Credo di sì, perché permette di sviluppare un buon gioco con i terzini che appoggiano l’azione degli esterni, liberando la fantasia del trequartista. Ma non sarà l’unico schema. Tutto dipenderà da chi avrò a disposizione».

«Realizzo un altro sogno E voglio una squadra che sappia essere ottimista» favorite che lotteranno per la A, ma crederci già promossi sarebbe un errore». Nel suo staff tecnico compaiono il vice allenatore Flavio Destro e il preparatore dei portieri Raffaele Di Fusco. Tutti ex del Toro.

«Una pura coincidenza. Destro era il mio secondo a Crotone, Di Fusco era con me alla Pro Patria. Sono qui perché sanno lavorare bene, così come il preparatore atletico Domenico Borrelli e il collaboratore tecnico Giacomo Chini». Che allenatore è Lerda?

«Uno che vuole sempre migliorarsi e finora ha avuto la fortuna di trovare sempre gruppi pronti a seguirlo. Credo nel lavoro in campo e fuori, oltre che in un rapporto schietto e onesto con lo spogliatoio, con cui penso di avere una certa “empatia” (ride)... Questa l’ho imparata da Mourinho».

Sport 49

In breve Basket: finali scudetto

Siena-Milano 3-0 Nella terza finale scudetto, Armani Milano-Montepaschi Siena 75-88: situazione 3-0 per i toscani, domani sera (20,30, SkySport2) a Milano match-point in gara 4.

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Volley: World League

Italia, esame serbo Sfida al vertice nel 3˚ weekend di World League: stasera (ore 20 a Montecatini, RaiSport1) e domenica c’è Italia-Serbia. Martino, escluso da Anastasi, lavorerà fino ad agosto con gli azzurri del beach-volley.

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Ciclismo: in Svizzera

Cavendish al bando L’inglese Mark Cavendish ha disertato senza spiegazioni la 6ª tappa del Giro di Svizzera dopo che il giorno prima era stato duramente contestato da altri corridori perché ritenuto responsabile della drammatica caduta di martedì. Ieri ha vinto per distacco Robert Gesink (Ola), che è anche il nuovo leader di classifica.

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Nuoto: Settecolli

Super Pellegrini Nella prima giornata del Settecolli a Pescara, Federica Pellegrini ha vinto i 400 sl in 4’03”12, miglior prestazione mondiale del 2010.

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Rally Salento

Abarth in vetta Le Abarth Grande Punto di Rossetti e Basso difendono a Lecce il primato nel campionato Costruttori e Piloti. Al via anche sette Abarth 500 in lizza per il Trofeo.

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Distribuito in Piemonte; nel resto d’Italia chiedendo all’edicolante il “Servizio M-DIS”

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Quale Università? un MODO nuovo per fare la SCELTA giusta uesta non è la solita guida, fitta di dati non sempre facili da decifrare. Sono gli stessi presidi delle Università piemontesi a parlare, in un dialogo ideale con i ragazzi che si preparano a scegliere il corso di studi. L’offerta formativa di ciascuna Facoltà, l’impegno che richiede, le capacità necessarie per avere successo, le possibilità di trovare un lavoro soddisfacente sono i temi principali toccati in questo volume.

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LA STAMPA VENERDÌ 18 GIUGNO 2010

MotoGp: italiani sul set per il ruolo di Valentino

Marco Simoncelli

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Il migliore fra gli esordienti, mai caduto, con i più veloci al Mugello. Buca lo schermo: il più simile a Rossi

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A Silverstone senza Rossi: quanto valgono gli altri nostri piloti?

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Impiega un po' di tempo per adattarsi alle nuove categorie. Talvolta rischia troppo. Poi la sua moto è quella che è

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Andrea Dovizioso

Retroscena

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ANDREA SCANZI SILVERSTONE

Ha fatto 3 podi in 4 gare, denotando continuità e sicurezza. Ha voglia di dimostrare alla Honda di essere più veloce di Pedrosa

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l Motomondiale sbarca a Silverstone orfano di Valentino Rossi. Potrebbe essere l'occasione per constatare lo stato di salute dell'altra Italia, quella sin qui oscurata - sia per risultati che per visibilità - dal Dottore. Come stanno Dovizioso, Simoncelli, Melandri e il vecchio Capirossi? Sapranno sfruttare, anche mediaticamente, l'occasione? «Una

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Marco Melandri

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Non brilla certo per carisma e personalità, è fin troppo introverso nel carattere. Molti lo ritengono un grande pilota, senza riconoscergli però le qualità del campione

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Ha talento e sta trovando feeling con la Honda del Team Gresini. Non avendo mai legato con Rossi, ha più stimoli

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Molto incostante, viene da due stagioni disastrose e forse nel 2011 andrà in Superbike. Sembra un po' in disarmo

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DOVIZIOSO

«La sua assenza peserà su Lorenzo non su di noi» bella domanda - riflette Filippo Preziosi, direttore generale di Ducati Corse -. L'unico dato certo è che Valentino costituisce una gigantesca anomalia: piloti così nascono ogni trent’anni. C'è stato Agostini e poi Rossi. Forse nel mezzo Doohan. Ingiusto cercare eredi e fuori luogo prenderlo come metro di paragone». Livio Suppo, ora alla Honda dopo il Mondiale con Sto-

Sport 51

ner, ammette: «Senza Valentino, la cui assenza spiace a tutti, gli italiani e la Ducati avranno oggettivamente più spazio. Non credo però agli aspetti psicologici, non è che adesso senza Valentino si sentiranno tutti più leggeri. Quello che ne risentirà di più è Lorenzo: con Rossi accanto aveva più stimoli e un punto di riferimento. Per Dovizioso non cambia nulla ed è lui quello che sta meglio». Però non ha il carisma di Rossi. «Sono piloti, devono essere veloci e

non estroversi. Vale ha un dono di natura anche nella comunicazione, ma non possiamo paragonare tutti a lui. Gli somiglia Simoncelli, che però impiega sempre un po’ ad adattarsi alle nuove categorie. Ci siamo abituati a gente come Valentino, Casey e Jorge, subito veloce anche in MotoGp. Ma non è quella la normalità». La risposta più netta è di Carlo Pernat, nome storico e manager di Capirossi: «Inutile girarci intorno, oggi la moto

non è preparata a un presente senza Valentino. Men che meno l'Italia. È come la boxe senza Cassius Clay o il calcio senza Maradona. Un Dovizioso può riempire metà bacinella, non certo colmare il vuoto enorme. Vale ha tutto: è bravo, vince, buca il video. Forse negli anni, non certo adesso, potrà avvicinarsi Simoncelli». E Melandri? «È in grado di fare qualche bella gara ogni tanto, non molto di più. Di sicuro i piloti non avranno più alibi né scuse, le prossi-

me 4-5 gare saranno una bella cartina al tornasole». Il grande atteso è Andrea Dovizioso, tre podi in quattro gare con la Honda ufficiale: «L’assenza di Vale può influire su Lorenzo: lui rischia di avere meno stimoli, ma per noi non cambia nulla». Be’, c'è un avversario in meno (e che avversario). «Direi una bugia se non pensassi al titolo, ma dobbiamo fare ancora uno step ulteriore per giocarcela». La rivalità con Pedrosa? «Servirà a mi-

gliorarci, come in Yamaha». Il «Dovi» è talento timido. Se gli chiedi se si senta il più forte degli italiani, tolto Rossi, non risponde. Poco cambia quando si fa notare che adesso anche lui avrà più visibilità (e responsabilità). «Ripeto: l'infortunio non sposta le cose. Non per me. Continueranno a esserci milioni di italiani che guarderanno le moto solo perché, e finché, c'è Valentino. E' sempre stato così. Fa parte del gioco e non sono geloso».


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LA STAMPA VENERDÌ 18 GIUGNO 2010

il caso

Nord-Ovest in breve

Come avverrà il trapianto da samaritano Novara

LE MODALITÀ CON CUI SARÀ POSSIBILE DONARE UN ORGANO SENZA CONOSCERE IL RICEVENTE

MARCO ACCOSSATO

AMMALATO

Ragazza scomparsa, il giallo della chiamata al cellulare: forse era l’ex fidanzato

DONATORE

ricevente 1 Ilsi possibile procura un donatore

a mia vita è finita, mi sento un fallito; la mia famiglia mi ha abbandonato e ho perso la cosa più cara: mia figlia di 5 anni». Da una cella del carcere di Torino un detenuto di 58 anni condannato per tentato omicidio ha visto la sua esistenza distrutta e ha scritto ai medici dell’ospedale Molinette: «Da qui uscirò soltanto fra quindici anni, non trovo altro modo per fare del bene: voglio donare un rene per salvare una vita». Donatore samaritano. E’ la terza richiesta piemontese che arriva al centro nazionale trapianti e al comitato di bioetica da quando il ministero ha dato il via libera a donare gli organi anche agli sconosciuti. Ma è la prima volta che una domanda simile giunge da chi è dietro alle sbarre, e il caso è stato affrontato ieri a Roma per un verdetto. Accettare o rifiutare? La questione apre evidenti implicazioni, anche etiche: «Senza un organo - è un sospetto che ha assalito non solo chi ha ricevuto la lettera - un detenuto-donatore potrebbe poi chiedere il beneficio degli arresti domiciliari». Oppure «potrebbe invocare uno sconto di pena, per una sorta di “buona condotta”». Il verdetto a Roma è inequivocabile: la legge consente di donare un organo, e la legge è uguale è per tutti. Liberi e detenuti. Dunque: «Quest’uomo - spiega Nanni Costa, direttore del Centro nazionale Trapianti - seguirà

alcuni casi però non 2 In c'è compatibilità tra i due

Nanni Costa

riceve 3 L'ammalato allora l'organo da un

L'organo donato dal parente/amico può andare a un altro ricevente idoneo

donatore samaritano compatibile Dovrà essere rispettato l'anonimato sia del donatore che del ricevente

Il direttore Centro nazionale trapianti: «Il detenuto seguirà lo stesso iter di tutti come previsto in questi casi»

Il donatore «samaritano» e il suo nucleo famigliare saranno sottoposti, prima dell'intervento, a una valutazione Partners psichiatrica e psicologica LA STAMPA

“Anche un carcerato può essere samaritano” In prigione per tentato omicidio: sono pentito, dono un rene lo stesso iter previsto per tutti: dopo una prima valutazione clinica da parte del centro regionale di riferimento, verrà sottoposto a visita psicologica e psichiatrica. Se supererà i primi step, verrà sottoposto a una seconda valutazione da parte di un’équipe nazionale di esperti». «Nella mia vita ho sbagliato tanto, ora è giusto che aiuti chi ne ha bisogno», scrive il detenuto, originario della provin-

cia di Catanzaro, arrestato dopo aver sparato alla moglie di trent’anni più giovane che voleva portarsi via la loro bimba di 5. Prosegue: «Ho un amico malato da tre anni, costretto alla dialisi: ho promesso che l’avrei aiutato e ora è arrivato il momento di farlo». L’uomo fa istanza ai giudici. «La mia - dice - è una donazione volontaria, non una vendita. E questa mia decisione è insindacabile, anche a costo di

arrivare a un gesto estremo». Non sarà necessario minacciare il suicidio. La sentenza è arrivata subito dal centro trapianti: le sbarre non possono essere un ostacolo. «Non c’è nessun motivo ribadisce Lorenzo D’Avack, vicepresidente del Comitato nazionale di Bioetica - per escludere un detenuto che voglia fare una donazione di organi samaritana». marco.accossato@lastampa.it

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Specchio dei tempi «Sono un miracolo, ma non per i medici dell’Inps» - «Perché è meglio la bicicletta» - «IntesaSanpaolo, ma dov’è l’attenzione per il cliente?» - «Riqualifichiamo via della Consolata cominciando col disciplinare il traffico» m

«Quattro anni fa, mi hanno trovato due tumori. Dopo 3 interventi (asportazione di stomaco ecc. ecc.), radio, chemio riprendo a lavorare, ma 8 ore seduta, con dolori forti, non riesco. Chiedo l’invalidità, non per avere la pensione, sia chiaro, ma per usufruire della Legge 104, che permette di ridurre l’orario di lavoro di due ore a giorno. Faccio la visita e ottengo l’invalidità. A febbraio 2010 ho dovuto fare la visita di revisione: non mi hanno neanche guardato in faccia, ora io sto bene (...) e quindi, mi hanno revocato questo "privilegio". A parte far notare che, anche se non ho avuto recidive della malattia, non mi sono ricresciute le parti asportatemi, vorrei sapere con quale criterio uno che fino al giorno prima era invalido al 100%, dal giorno successivo non lo è più, e soprattutto come mai i medici che mi hanno in cura mi considerano una specie di miracolo, mentre per l’Inps praticamentesto troppobene...».

quasi totale mancanza di spazi e di tutele sono profondamente irritato dagli aneddoti contro i cittadini che si muovono in bicicletta. Innanzitutto la conflittualità non nasce dalle singole persone, ma dal contesto urbano: laddove sono presenti degli spazi percorribili, pedoni, ciclisti e auto vivono quasi in armonia, laddove invece non c’è spazio, l’unica modalità di trasporto che rimane incastrata continuamente senza avere alcuno spazio è la bicicletta: l’unico mezzo che non solo non inquina, ma non incrementa il traffico, non uccide (le auto sì), non fa rumore e determina, come ampiamente dimostrato da mezza Europa, un alto miglioramento della qualità di vita di tutti i cittadini, automobilisti compresi. «E poi.. perché non ricordare che le già pochissime (30 corsie ciclabili contro 12.000 corsie per le auto) vengono usate costantemente come parcheggi e marciapiedi? Al prossimo incidente lascio la bici e mi rimetto in auto nuovamente anche io».

MONICA LOVERA

ALESSANDRO BIASUTTI

Un lettore scrive:

«Reduce dall’ennesimo incidente contro di me (senza colpe) che uso (anche) la bicicletta come mezzo di trasporto rischiando ogni giorno la vita per colpa di una

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Un lettore scrive:

«Ai primi di marzo 2010 scrivevo all’ufficio reclami di Intesa San Paolo una lettera denunciante un’operazione irregolare effettuata sul mio conto corrente.

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«Sul sito istituzionale della banca viene pubblicizzato che verrà data sempre una risposta al cliente entro 30 giorni. Trascorsi 30 giorni non avendo ricevuto il minimo riscontro, scrivevo al responsabile dell’ufficio: anche in questo caso nemmeno un cenno di ricevuto. «In maggio scrivevo allora all’a.d. Corrado Passera per sollecitare una risposta quantomeno dovuta: nulla di nulla. «E’ questa la tanto decantata attenzione alla centralità del cliente? Non mi pare affatto». MASSIMO MORELLO

Un lettore scrive:

«Sarebbe possibile prendere seriamente in considerazione la vivibilità di via della Consolata? «Nonostante l’allargamento della Ztl, la via continua ad essere percorsa giorno e notte (tranne quel breve intervallo 7,30-10,30 nei giorni lavorativi) da migliaia di mezzi in totale sprezzo delle norme del codice stradale (molto diffuso lo stazionamento sul marciapiede) e della limitazione di velocità, che è di 30 (trenta) chilometriorari. «Più diminuisce il traffico, più aumenta la velocità, tanto che non è raro essere svegliati nottetempo dal rumore di mezzi lanciati a tutta velocità… sulle buche e sui dossi della pavimentazione! Accanto

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Alessandria

Sanremo

Detenuto in tribunale si getta dal balcone

I giudici perdonano evasione su Facebook

Un detenuto marocchino si è gettato dal secondo piano del tribunale di Alessandria. Ha fatto un volo di 12 metri e si è ferito a mani, piedi, gambe. Operato è piantonato in ospedale. Non si sa se abbia voluto tentare una evasione oppure il suicidio. Il detenuto, che proveniva da Torino, era in attesa della sentenza. Immediata la reazione dei sindacati che dicono: «Tragedia annunciata».

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Asti

Scaricavano 63 kg di hashish Li hanno sorpresi a scaricare l’hashish a pacchi, più che a panetti, come due manovali incaricati di spostare sacchi di cemento: 63 kg di droga invece, il più ingente quantitativo mai sequestrato nell’Astigiano. Valore commerciale al «dettaglio»: 600-700 mila euro. In carcere

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E’ durata una settimana la punizione inflitta dai giudici a Roberto Mento, ex dirigente del casinò di Sanremo, che si era visto revocare gli arresti domiciliari per essere stato sorpreso ad utilizzare il social network Facebook. Ieri i magistrati hanno accolto l’istanza dell’avvocato difensore. Mento attende di essere processato per associazione a delinquere finalizzata ai furti ai danni dei casinò della «Msc Crociere».

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Roberto Parisi, 47 anni, domiciliato a Montegrosso, ex guardia giurata che in passato avrebbe lavorato anche come procacciatore di pubblicità nel mondo editoriale (è il proprietario della «500» su cui viaggiava la droga) e Manuel De Luna, 24 anni, Asti, località Vallaversa, che non aveva precedenti: ma curiosamente il padre di quest’ultimo, Giuseppe, 47 anni, pochi giorni fa era stato arrestato a sua volta a Villanova.

Savona

La polizia sgomina minigang di pusher A Savona la Squadra mobile ha sgominato una minigang di spacciatori di droga: giovani tra i 17 e 24 anni che «trattavano» fino a un chilo di hashish per volta rifornendo coetanei e compagni di scuola. Ieri è stato arrestato un ventiquattrenne, ritenuto uno dei fornitori della minigang: in casa aveva anche piantine di marijuana e sostanze da «taglio».

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Verbania

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Una lettrice scrive:

Il racconto degli amici davanti alla troupe di «Chi l’ha visto», la commozione e la speranza che Simona Melchionda si faccia viva con una telefonata o un sms. L’ultimo, inviato alla madre domenica 6 giugno, «Dormo fuori», ha consegnato Simona al buio totale. Quella domenica pomeriggio avrebbe ricevuto, secondo alcuni ragazzi, una telefonata che ha prodotto in lei un cambiamento: «Era molto agitata mentre parlava». Sarebbe stata la chiamata di un ex fidanzato. Lunedì la registrazione su Rai Tre.

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(solitamente un parente/amico)

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Torino Nord-Ovest 53

alla questione della velocità, infatti, c'è quella della pavimentazione, che avrebbe bisogno non tanto dei continui rattoppi in catrame “alleggerito" che si sgretolano alla prima pioggia, quanto di una sostituzione radicale, con la rimozione delle rotaie da tempo inutilizzate, e la realizzazione di unacopertura che renda più sicura la percorrenza (in bicicletta si rischia seriamente) e che abbassi i livelli dell’inquinamento acustico (i sampietrini lasciamoli alle piazze pedonali come è per loro... vocazione!) E non mi si dica per cortesiache si mantiene una pavimentazione così degradata e pericolosa perché altrimenti la genteal volanteandrebbeancorapiù veloce, ché mi sembra come quando qualcuno accusa le donne di essere troppo belle per poterlerispettare... «Insomma: adesso che “è passata la Sindone" e la via è stata finalmente compresa nell’area a Traffico Limitato, sarebbe possibile avere anche una strada bella, sicuraevivibilenon soloperquanti -motorizzati-la percorronopiùo meno legittimamente o ci bivaccano impuniti per il rito etilico della movida,ma anche per quanticiabitano?». LUISA BORIO

specchiotempi@lastampa.it www.specchiodeitempi.org Commenti alle lettere su www.lastampa.it/specchiotempi

Bialetti, nessuna soluzione dall’incontro a Roma La fabbrica di Moka chiuderà tra dieci giorni Niente da fare per Bialetti: la storica fabbrica di Moka, a Crusinallo di Omegna, chiuderà i battenti tra dieci giorni. La conferma definitiva è arrivata ieri all’incontro al Ministero delle attività produttive, in cui l’azienda ha ribadito che lo stabilimento omegnese non è considerato remunerativo e ha respinto il piano «alternativo» presentato dai sindacati, che prevedeva riduzioni del costo del lavoro. Al termine della discussione è stato firmato un accordo per assicurare il confronto sugli ammortizzatori sociali.

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Cuneo

Vercelli

Rubavano preziosi e fondevano l’oro

Una donna guidava la gang dei clandestini

I colpi grossi, in due ville a Balzers, in Liechtenstein, bottino 190 mila franchi svizzeri, oro e preziosi. Altri furti in Svizzera. Uno anche a Ceva, nel Cuneese (gioielli e una pistola). I preziosi finivano in un piccolo negozio di Mondovì, «Affari d’oro». Venivano smontati e il metallo prezioso fuso, a Valenza, nell’Alessandrino. La banda, composta da 12 persone, è stata sgominata dai carabinieri.

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In due anni di indagini, la polizia stradale ha sgominato un’organizzazione che utilizzava documenti falsi, dalle patenti al 730 e alle buste paga, per rinnovare i permessi di soggiorno a centinaia di extracomunitari clandestini. Sono cinque le persone arrestate, altre 85 sono state denunciate, più di 500 le pratiche sospese. L’inchiesta, partita da Vercelli, si è estesa al Milanese: a capo della banda c’era una donna di 55 anni.

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Biella

Aosta

L’aeroporto fa gola a Caltagirone

«La manovra taglierà 600 posti di lavoro»

Aeroporto: la maggioranza degli azionisti si è dichiarata a favore di una linea che salvaguardi gli investimenti fatti, valorizzi lo scalo, per poi venderlo a operatori del settore. Indiscrezioni parlano di Ali Trasporti Aerei spa Ata del gruppo Acqua Marcia della famiglia Caltagirone, proprietaria del Terminal di Milano Linate Ovest e dell'aeroporto privato di Linate.

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Secondo Cgil e Partito democratico della Valle d’Aosta, la manovra varata dal ministro Giulio Tremonti costerà all’incirca 600 posti di lavoro nel giro di tre anni. Il grido d’allarme riguarda i lavoratori e i precari di Regione, scuola e Sanità. E la previsione potrebbe essere al ribasso. «Fare i conti precisi - dicono dal sindacato - è ancora difficile: la manovra è troppo confusa».

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LA STAMPA VENERDÌ 18 GIUGNO 2010

La cronaca su La Stampa del 10 settembre 2003 Un giallo destinato a non avere soluzione

il portone, gli ingressi. Furono usate, anche allora, le tecniche più sofisticate e, effettivamente, emersero numerosi e preziosi indizi. Le tracce biologiche recuperate sui margini della calza di nylon usata per strangolare la donna, le impronte digitali trovate sulla presa della corrente dove fu inserita la presa elettrica del trapano, il manico del trapano stesso. E poi le impronte, anzi le tracce, ritrovate sul corpo della vittima che, prima di soccombere all’assassino, si era difesa con la forza della disperazione. Alcune persone erano state a lungo sospettate e fu ricostruito il profilo genetico di decine di residenti della zona. Tra le ipotesi, infatti, anche quella di un delitto occasionale, nato per dissapori o altro ancora. O un delitto su commissione.

Pioveva la mattina del 9 settembre 2003. Una giornata ventosa, nuvole nere e temporali. Alle 14,30 il dirigente della squadra mobile, Sergio Molino, affiancato dall’allora capo della Omicidi, Marco Basile e dall’attuale capo, Luigi Mitola, entrò nell’alloggio al quarto piano di via Cadorna 28, zona San Paolo. C’erano già gli esperti della Scientifica al lavoro, fu un sopralluogo lungo e minuzioso, su una scena del delitto complicata, che riguardava non solo la camera da letto, dove era stato scoperto il cadavere della pensionata, ma in ogni angolo, compresi i ripostigli,

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Delitto del trapano un’impronta svela il nome del killer E’ di un marocchino deceduto, caso risolto dopo 7 anni

La storia MASSIMO NUMA NICCOLO’ ZANCAN

on esistono delitti perfetti. Non lo è stato l’omicidio di Clotilde Zambrini, 73 anni, strangolata con una calza di nylon e brutalizzata con la punta numero 13 di un trapaClotilde Zambrini fu uccisa il no Black&Decker. Era la mat9 settembre 2003 tina del 9 settembre 2003. I vicini di casa avevano notato la Sette anni dopo i progressi porta socchiusa, al secondo nelle tecniche di rilievo della piano di via Cadorna 28, nel polizia scientifica hanno perquartiere Santa Rita. Sembra- messo di trovarla. Un lavoro va un mistero maledetto. Im- minuzioso. I dattiloscopisti delpossibile da rila squadra di Tosolvere. Anni di SQUADRA COLD CASE rino l’hanno eviindagini, interin moIl prezioso lavoro denziata rogatori, camdo nitido, indei «dattiloscopisti» grandimento dopionature a tapdella Scientifica po ingrandimenpeto del Dna dei parenti e di to, grazie a nuomolti residenti della zona. An- vi potentissimi scanner. Fino a ni di sospetti e nessuna certez- quando l’impronta si è rivelata za. Ma la traccia dell’assassi- la firma sul delitto. no c’era. C’è sempre stata. Nei giorni scorsi è stata inseL’ombra di una banalissima rita nella banca dati Afis, dove impronta digitale, lasciata per sono conservate tutte le imerrore vicino al cadavere. pronte delle persone identifica-

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La vittima

te dalle forze dell’ordine in Italia. L’esito della ricerca è stato scioccante: l’impronta appartiene a un ragazzo marocchino morto nei mesi scorsi. Adesso gli investigatori della sezione omicidi, coordinati dal pm Sandro Ausiello, potrebbero decidere di riesumare il cadavere per un ulteriore confronto genetico con le tracce isolate sulla scena del delitto. Mentre è già stato disposto un secondo controllo nei laboratori della scientifica di Roma sull’impronta che ha riaperto il caso. E’ il primo successo della squadra cold-case, quelA scoprire il corpo senza vita nel suo alloggio furono alcuni la che si occupa di vecchi casi insoluti grazie all’ausilio delle nuo- vicini di casa che si insospettirono vedendo la porta socchiusa ve tecnologie. Sono le 14,08 del 9 settem- prima occhiata, l’orrore: dal let- cone) ha lasciato segmenti di bre 2003. Nel palazzo di via Ca- to della camera, spuntava un impronte digitali, non compledorna 28, San Rita, la vita scor- piede. Il corpo di Clotilde river- te, e tracce biologiche da cui è reva come sempre. Un inquilino so; nella nuca conficcata la pun- stato tratto il Dna. notò che la porta dell’alloggio al ta di un trapano, il collo avvolto La Mobile, in quelle ore, punquarto piano, doda una specie di tava al ristretto ambiente dei fave abitava ClotilCACCIA AL DNA cappio. Morta da miliari e degli amici più stretti, de Zambrini, 73 Il corpo del sospettato alcune ore. L’as- per dare un nome e un volto alanni, vedova e sassino l’aveva l’assassino. Vengono lungamenpotrebbe essere afferrata per le te sentiti i figli, Walter Bianco, mamma di due fipresto riesumato braccia, le aveva allora cinquantaquattrenne, la gli, è aperta. La signora Clotilde, stretto il collo, moglie Margherita Piersanti, la ex operaia in pensione, è un tipo colpita con violenza. Per stran- figlia Ornella, e il nipote Andrea piuttosto diffidente, molto di- golarla aveva usato un paio di Antonelli. I detective della Omiscreta e assai metodica. Ogni calze autoreggenti trovate su cidi si concentrano su un lontamattina la spesa, giù al mercato una sedia: la corda che aveva no ex di Clotilde, compagno di e nei negozi di fiducia, poi a casa con sè si era spezzata. lavoro alle Meccaniche Tesio, di con le borse. I vicini, discretissiIl killer del trapano (trova- Mappano, Michele G.. Ma era mi, si avvicinarono, a dopo una to poi in un ripostiglio sul bal- una falsa pista.

L’omicidio in via Cadorna 28

CONTRO IL GOVERNO

Finanziaria, toghe in sciopero il 1˚luglio RAPHAËL ZANOTTI

Sciopero il 1˚ luglio dei magistrati ordinari e di quelli della Corte dei Conti. Sciopero a oltranza dei giudici del Tar dalle udienze di merito dal 21 giugno fino a tutto luglio. Persino l’Avvocatura dello Stato medita di incrociare le braccia, e sarebbe la prima volta nella sua storia. Una protesta tanto unitaria, nel mondo della giustizia, non si era mai vista. Tutto a causa della finanziaria del governo che decurterà lo stipendio ai magistrati più giovani del 30%, secondo l’Anm. Una protesta che incrocia quella del personale amministrativo. Cgil, Flp e Rdb denunciano: «A Torino c’è una scopertura dell’organico del 25%, l’ultimo concorso risale al 1996 e l’ultima riqualificazione addirittura al 1980, trent’anni fa». Per questo a Torino la giunta distrettuale di Piemonte e Valle D’Aosta dell’Anm ha siglato un documento insieme alle altre categorie coinvolte. «Questa è una manovra ingiusta e sbagliata - dichiara il presidente dell’Anm locale, Edmondo Pio - Congela le carriere dei magistrati e finisce per colpire l’indipendenza della magistratura». Non è un modo di dire. L’Anm ha dato mandato a uno studio legale per verificare la possibilità di un ricorso al Tar per bloccare il decreto. Il paradosso è che dovrà valutarlo la magistratura amministrativa, altre toghe. Davanti al Tar, i magistrati hanno intenzione di sollevare una questione di costituzionalità. «È in gioco l’indipendenza della magistratura». Anche i magistrati amministrativi vivono lo stesso problema. «La legge prevede che qualunque ritocco alle nostre retribuzioni debba ottenere il parere del Consiglio di Stato spiega Paolo Lotti del direttivo dell’Anma, l’associazione delle toghe amministrative Questo passaggio non è avvenuto. Si profila la possibilità che si tratti di un provvedimento illegittimo». Negli ultimi due anni al tribunale di Torino sono state presentate 200 domande di risarcimento per eccessiva lunghezza dei processi.

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LA STAMPA VENERDÌ 18 GIUGNO 2010

Il tempo

Al Nord torna un po’ di sole, ma domani nuovi temporali

SITUAZIONE

NORD

CENTRO

SUD

L’ondata di piogge e temporali che si è abbattuta sulle regioni del Nord e in particolare al Nord-Ovest si ritira temporaneamente grazie all’afflusso di aria più asciutta da Nord. Domani aria fresca valicherà le Alpi portando altri acquazzoni e temporali al Nord, rimane ancora al margine il Centro-Sud

Si ripristinano condizioni più soleggiate o con cielo poco nuvoloso; maggiori addensamenti saranno presenti sull’Alto Adige e sui rilievi friulani, associati a qualche rovescio di breve durata nel pomeriggio. Venti di libeccio in rinforzo in Liguria

Giornata di bel tempo con condizioni soleggiate, a parte qualche passaggio nuvoloso sul basso Lazio. In mattinata temporanea variabilità su Ogliastra e Cagliaritano con qualche rovescio, seguito da ampie schiarite. Venti di maestrale in moderato rinforzo in Sardegna.

Passaggi nuvolosi tra Campania, Molise e Gargano e non escluso qualche piovasco molto isolato tra le ore centrali e il pomeriggio. Altrove più soleggiato con velature in estensione tra pomeriggio e sera.

SOLE

NUVOLOSO

POCO NUVOLOSO

IN EUROPA

Il Sole

LE PREVISIONI DI OGGI

COPERTO

VARIABILE

PIOGGIA DEBOLE-MODERATA

PIOGGIA INTENSA

TEMPORALE

NEBBIA

LA TENDENZA DELLE TEMPERATURE In aumento al Nord dove tornano sui 25 gradi, rimane caldo al Sud con oltre 25 gradi su Puglia e Sicilia

DOMANI

NEVE

VENTO

Sorge alle ore 5 e 32 minuti

Culmina alle ore 13 e 11 minuti

Primo Quarto

La Luna Si leva alle ore 12 e 25 minuti

MARE CALMO

Tramonta alle ore 20 e 51 minuti

Cala alle ore 0 e 14 minuti

POCO MOSSO

19 Giugno

MARE MOSSO

MARE AGITATO

Permane una moderata variabilità associata a rovesci sulle zone comprese tra Pirenei, regioni Nord-alpine, Baviera fino ad Austria, Ungheria e Repubblica Ceca e Slovacchia. Maltempo in Scandinavia; sul resto del continente prevalgono condizioni soleggiate.

Le precipitazioni attese oggi

Trento 11 24 Aosta 10 25

Torino 12 26

Milano 14 27 Genova 17 22

Bologna 13 26 Firenze 12 23

Perugia 15 25

Mattinata soleggiata, nel pomeriggio variabilità al Centro-Nord con temporali su zone del Nord e isolati in Toscana

Trieste 15 22

Venezia 13 25

Ancona 19 24

Roma 16 28

DOPODOMANI

DEBOLI

L‘Aquila 12 24 Campobasso 16 23

FORTI

MOLTO FORTI

Foggia 20 31

Vigilanza meteo di oggi e domani Bari 20 33

Napoli 19 28

Alghero

MODERATE

Quasi ovunque assenti a parte rovesci molto isolati su rilievi alpini

Potenza 17 28

17 23

Cagliari 19 22

Catanzaro 18 32 Palermo 20 28

Variabile e fresco al Centro-Nord con rovesci e temporali su Emilia Romagna e sparsi su zone centrali e Campania

Reggio Calabria 18 32 Catania 19 31 A cura di www.nimbus.it

ALGERI ANKARA BAGHDAD BANGKOK BEIRUT BOMBAY BRASILIA BUENOS AIRES CALGARY CARACAS CASABLANCA CHICAGO CITTÀ DEL CAPO CITTÀ DEL MESSICO DAKAR DUBAI FILADELFIA GERUSALEMME HONG KONG IL CAIRO JOHANNESBURG KINSHASA LA MECCA L'AVANA LOS ANGELES MANILA MELBOURNE MIAMI MONTREAL NAIROBI NEW YORK NUOVA DELHI PECHINO SHANGHAI SINGAPORE TOKYO WASHINGTON

MIN °C MAX °C OGGI

19 16 27 27 23 27 12 10 10 25 17 20 6 15 24 32 15 21 26 21 0 20 29 26 16 26 8 26 15 14 17 27 20 24 26 21 18

23 28 42 35 36 30 28 12 14 32 23 32 17 23 31 45 30 34 30 38 12 29 40 33 19 32 15 34 29 23 26 40 26 30 31 25 30

CITTÀ

AMSTERDAM ATENE BARCELLONA BELGRADO BERLIN BERNA BRATISLAVA BRUSSELS BUCAREST BUDAPEST COPENHAGEN DUBLIN EDIMBURGO HELSINKI ISTANBUL LISBONA LONDRA LUBIANA MADRID MOSCA OSLO PARIGI PODGORICA PRAGA REYKJAVIK ROMA SARAJEVO S. PIETROBURGO SOFIA STOCCOLMA TALLINN TIRANA VARSAVIA VIENNA VILNIUS ZAGABRIA

MIN °C MAX °C OGGI

12 22 16 20 15 13 17 11 18 17 12 14 13 10 20 14 12 15 12 10 13 14 21 16 8 16 15 11 17 14 7 19 12 18 12 17

14 32 26 31 23 16 22 20 27 25 15 20 17 15 24 22 19 22 27 20 17 23 33 18 11 28 28 18 27 17 19 32 23 22 21 26

MODERATA

ELEVATA

ESTREMA

Venerdì Al mare

Tempo e temperature previsti nel mondo e in Europa CITTÀ

NESSUNA

Rientrano gli stati di allerta per 24 ore, ma domani transitano nuovi temporali con locali grandinate al Nord

In Liguria arrivano i venti dell’Ovest in Sardegna, burrasca di maestrale GIANFRANCO MEGGIORIN n minimo depressionario in approfondimento dal pomeriggio di sabato sul Mar Ligure darà ulteriore impulso ai venti occidentali già presenti quest’oggi tra il Golfo del Leone e la Sardegna. Da sabato notte è prevista burrasca da maestrale sulla Sardegna in progressiva estensione al Tirreno ed allo Ionio nel corso della Domenica. Sabato il Libeccio sarà forte sul Ligure ma Domenica ruoterà a Nord-Est. Sul versante Adriatico i venti soffieranno moderati da Ovest-sud-Ovest precedendo la Bora che si prevede irromperà sull’Istria Domenica notte con lo spostamento a Est del sistema perturbato. Sabato, l’incursione dei venti settentrionali potrà portare tempo-

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rali, anche forti, dapprima sul Mar Tirreno e successivamente Domenica sull’Adriatico. L’estate del diporto nautico e dello yachting fatica a decollare a causa delle condizioni meteo marine ancora molto instabili. Il tempo sul mare non si è ancora assestato e la ragione principale è dovuta ad un Anticiclone delle Azzorre che, per ora, si mantiene sull’Atlantico. Questo significa che i nostri mari restano esposti al transito di ripetute depressioni accompagnate dai rispettivi fronti. I fronti, in estrema sintesi, i sistemi nuvolosi che si spostano sospinti dai venti che li generano. Per certi versi il fronte non è altro che «il vestito» del vento ovvero la parte visibile dell’aria che si sposta: le nubi. Se l’aria in avvicinamento è

più calda rispetto a quella in cui ci troviamo osserveremo l’arrivo di un fronte caldo, con i suoi cieli grigi e le piogge diffuse, se invece l’aria che si avvicina è più fredda il fronte freddo porterà nubi cariche di precipitazioni irregolari, temporali e forti venti rafficosi. In genere il fronte caldo ha un carattere moderato, il fronte freddo ha un carattere irruento ed è il più temibile sul mare. In questo periodo lo scenario Mediterraneo è caratterizzato da frequenti fronti freddi sospinti da un anticiclone ancora troppo lontano. Navigare in uno scenario meteorologico di questo tipo impone grande attenzione e la saggezza del marinaio sta nel saper decidere, senza esitazione, un cambio di rotta o di itinerario. www.navimeteo.it


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MERCANTILE», «LA GAZZETTA DEL LUNEDI’», «L’INFORMAZIONE IL DOMANI». PREZZI ESTERO: AUSTRIA, FRANCIA, MONACO P., GERMANIA, GRECIA, PORTOGALLO, SPAGNA € 1,85; IRLANDA € 2; SLOVENIA € 1,34; C. TICINO FRS. 2,70; SVIZZERA FRANCESE FRS. 2,80; SVIZZERA TEDESCA FRS. 2,80; UK GBP 1,40.

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LA STAMPA VENERDÌ 18 GIUGNO 2010

LA STORIA

LA LABURISTA DI COLORE CHE STUDIA DA LADY DI FERRO ANDREA MALAGUTI CORRISPONDENTE DA LONDRA

a Lady di Ferro dei Laburisti, la Margaret Thatcher di sinistra - le piace molto raccontarsi così -, l’unica donna a correre per la leadership del partito assieme a quattro maschi quarantenni, bianchi, famosi e potenti, è una spigolosa signora nera di 57 anni nata a Londra da una famiglia di immigrati giamaicani e considerata dai colleghi, a seconda delle stagioni, una pericolosa estremista, un genio intellettuale, una combattente indomabile, oppure una ribelle incoerente e ondivaga dotata di una pericolosa dialettica e consacrata da un massiccio appoggio popolare. «Non è facile fare i conti con me». Diane Abbott, divorziata dal 1993 dopo due anni di matrimonio, madre single, prima donna di colore eletta alla Camera dei Comuni, ex assistente sociale, è oggi l’anomalia più vistosa della politica inglese. Nei sondaggi sulla corsa alla successione di Gordon Brown, è alle spalle dei fratelli Miliband, però vicina, sorprendentemente vicina, e a chi le chiede se sarebbe disposta a entrare nel governo ombra lei risponde candida: «Sarò io a formarlo, perché dovrei fare il ministro?». Ed è ovviamente la parola «ombra» a darle fastidio. Per ottenere il quorum necessario a entrare nella cinquina dei prescelti è stato decisivo il voto di David Miliband, che credendo di puntare su un cavallo zoppo si è poi trovato costretto a rallegrarsi con un sms sgangherato: «complimenti Dianne». Non Diane, Dianne. «Preferisco non commentare». Sottovalutata? «All’ultimo congresso nazionale mi hanno fatto sedere dietro una colonna e hanno trovato il modo di non lasciarmi parlare». Come se ci fossero dei punti premio per ogni dimostrazione concreta di crudeltà, ma l’indifferenza della classe dirigente è sempre stata compensata dall’attenzione quasi morbosa delle masse anonime, nel quartiere e nel partito. Ehi Diane, tu sei come noi. «Magari è una questione generazionale, loro vengono da un mondo che non è il mio, sono il New Labour, e penso che mi considerino una non persona. Cambieranno idea». In una vita fatta di battaglie contro il razzismo e le discriminazioni, non sono stati pochi gli incidenti di percorso. Nel 2003, dopo avere attaccato Tony Blair e Harriet Harman per avere educato i figli in esclusive scuole private, fece la stessa scelta per la sua bambina, iscrivendola alla City of London, istituto da diecimila sterline l’anno. Fu crocifissa, si difese in modo scomposto. «C’è poco da dire è una scelta incoerente e indifendibile». Che però portò fino in fondo. «Non è facile essere una madre single. I colleghi non ti capiscono quando dici che devi la- conservatore, disse di non aver mai sciare una riunione perché la tua sentito una frase di razzismo così bambina ha la febbre. Ho lottato e esplicito in vita sua e il governo finsono ancora qui. Voglio che almeno landese protestò ufficialmente facenlei abbia tutte le do per altro notare opportunità che IL MODELLO che proprio quell’anla vita offre». NaMiss Finlandia «Mi piaceva la Thatcher. no turale. era una ragazza neNon le idee, la sua storia. ra, Lola Odusoga, Già nel 1996 I colleghi la temevano» che loro considerauna sua gaffe aveva fatto il givano finlandese esatro del mondo. «Basta infermiere fin- tamente come loro. Diane si scusò. landesi negli ospedali, è assurdo Laureata in storia a Cambridge, che i malati siano assistiti da perso- la Abbott è una donna larga con ne che non hanno visto un nero in vi- un’espressione dura, come se avesse ta loro». Ian Bruce, parlamentare il sospetto che qualcuno la stia im-

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brogliando pesantemente, ma con lo specchio non ha mai avuto il rapporto che molti giovani hanno con l’analista, si è sempre presa così com’è. «Vengo da una famiglia, da una storia, che ha conosciuto la schiavitù e si è ribellata all’idea di raccogliere cotone, caffé e zucchero per i ricchi. Sono figlia di un saldatore e di un’infermiera, la bellezza per me sta nell’avere dignità». In prima fila nella battaglia contro l’invio di soldati in Iraq, la sua invettiva per stigmatizzare la detenzione durata 42 giorni di un sospetto terrorista è stato premiato dal Parlamen-

to come miglior discorso del 2009 e quando David Miliband ha deciso di mettere il suo nome nell’urna non ha forse pesato la forza innaturale della sua dialettica. «I Miliband? È strano vedere due fratelli, così vicini d’età, correre per la stessa poltrona. Come madre mi viene da dire che c’è qualcosa di artificioso. Possono anche raccontare di andare d’accordo, ma io fatico a crederci. Ma davvero dobbiamo scegliere la nostra guida in un così piccolo lago di geni?». Non cerca collaborazione, preferisce lo scontro e il dominio, secondo un copione che un’altra donna qua-

rant’anni fa ha scritto al suo posto. «Mi piaceva la Thatcher. Non le sue idee, ma la sua storia. Aveva una personalità regale e i suoi colleghi maschi avevano paura di lei». Ed è sulla parola «paura» che appoggia tutto il peso della sua storia.

L’autore ANDREA MALAGUTI, 45 ANNI, SPOSATO CON ISABELLA, DUE FIGLI, LEONARDO E BEATRICE, CORRISPONDENTE DE LA STAMPA DA LONDRA, SI È OCCUPATO MOLTO DI SPORT, DI CRONACA E DI CUCINA DEI GIORNALI. INNAMORATO DI ROMA E DI TORINO, NONOSTANTE LE DELUSIONI HA UNA INSENSATA PASSIONE PER IL BOLOGNA E PER LA FORTITUDO

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