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Page 89

alto nel cielo in un batter di ciglia, ed ora, controllava con la sua vista acuta la foresta verdeggiante sotto di sé. Sembrava che tutto procedesse al meglio, quando, Zero nitrì e si fermò, eseguì un giro su sé stesso e ritornò a nitrire alzando le zampe anteriori come faceva sempre quando annusava il pericolo. Giovanni si aggrappò saldamente all’arcione per non cadere. - C’è qualcosa che lo spaventa, ha annusato un pericolo! - esclamò a voce bassa Umberto, mentre il sergente, che aveva notato il movimento, si avvicinava per controllare ciò che stava accadendo. La freccia era partita fendendo l’aria, andando a conficcandosi sullo scudo di Umberto che, fortunatamente teneva alzato. Si alzarono in volo alcuni corvi che si erano appollaiati sui rami di alcuni alberi vicini. Nello svolgersi di un secondo Giovanni diede di sprone a Zero che partì veloce verso la zona del sottobosco dalla quale era partito il dardo. In un attimo furono addosso all’energumeno, che, non facendo in tempo a caricare la balestra estrasse la spada e lo affrontò; Zero si impennò e nitrì assalendo il tizio che indietreggiò cadendo sulla schiena goffamente, cercò di rialzarsi ma la sua stazza gli impediva i movimenti; Giovanni gli fu addosso in un baleno, sfoderò la sua spada che scintillò cozzando contro la lama del ribaldo che si arrese all’istante. Tre armigeri gli furono immediatamente addosso, immobilizzandolo. - Legatelo! - ordinò Fosco, aveva appena sfoderato la sua spada ed ora la puntava alla gola dell’uomo a terra. - Caricatelo sul carro, il bastardo! lo interrogheremo strada facendo L’energumeno si divincolò, ma una volta legato e caricato sul carro non si mosse più. Alcuni calci lo raggiunsero alle reni e urlò di dolore dibattendosi. - L’avete in consegna voi del carro, non fatevelo scappare. Se appartiene alla banda del Faina ci dirà che cosa ha in mente di fare, quel tagliagole di un trinese Intanto, nel bosco, a qualche centinaio di metri dal drappello, la banda del Faina si era riunita per fare il punto della situazione. - Maledetto imbecille! - imprecò Bartolo, dando un calcio a delle picche appoggiate ad un tronco per sfogarsi dalla rabbia. - Doveva solamente starsene sotto la pianta, a capire quello che gli diceva quel poveraccio del Rosso per poi riferirmi le mosse di Fosco, invece, ha voluto fare l’eroe, quel coglione. Ora si è fatto acciuffare e magari spiffererà tutto al sergente 89

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