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- Sai, Giovanni! - disse Umberto abbassando la voce ancora scosso dall’accaduto - Astore è ancora giovane ma ha già eguagliato le gesta del suo predecessore che è raffigurato sul fodero della tua spada Si fermò a parlare guardando se attorno c’era qualcuno che avesse potuto udire ciò che stava dicendo - Non so se ha senso questo discorso, visto che tu ormai hai scoperto chi sei, ma per tua informazione te lo voglio dire lo stesso, anche perché fin quando non avremo trovato il vero Giovanni continuerai ad esserlo tu, quindi devi essere a conoscenza di tutto Smise ancora per poco, poi continuò - L’autore del magnifico intarsio che hai sul fodero della tua spada si chiamava Eusebio, lavorò per tuo zio qualche anno e poi se ne andò in Francia dove se ne persero le tracce. Il coperchio della cassapanca che hai nella tua stanza fu lui a scolpirlo, e quello, tuo padre non lo vide mai Giovanni ascoltava attentamente gettando occhiate a Zero che mangiava la sua biada all’ombra di una grossa robinia. Zero e Astore, due animali che gli erano entrati nel cuore come amici fedelissimi, come avrebbe mai potuto separarsene alla fine della incredibile storia? Gli arrivò da lontano la voce del sergente - Coraggio, uomini, a cavallo, ricomponiamo la colonna e ripartiamo. Ci vorrà qualche tempo prima che il Faina si accorga della perdita di un uomo, sempre che sia uno dei suoi. Dobbiamo raggiungere l’abbazia prima del crepuscolo. Ricomponiamo la colonna, coraggio, diamoci da fare! Il bosco si infittì e il sentiero si restrinse, a stento il grosso carro riusciva a transitare tra gli alberi che costeggiavano il percorso, grosse buche ostacolavano l’avanzare del mezzo mettendo a dura prova gli assi delle ruote e la forza dei quattro palafreni. - Piano, se si rompe una ruota siamo nei guai, non ne abbiamo un’altra di ricambio - urlò l’uomo a cassetta dalla sua garitta corazzata. - Mandiamo avanti qualcuno a controllare se il sentiero è così malandato ancora per molto - disse Fosco. - No sergente! a che servirebbe? - osservò Umberto contrariandolo - Sarebbe meglio che restassimo tutti uniti. Tanto avanti dobbiamo andarci in ogni caso - Si! hai ragione, Umberto. Andiamo avanti piano e stiamo attenti! - rispose il sergente. Astore, nel frattempo, si era alzato in volo, aveva spiegato le ali ed era salito 88

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