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gno che mi aiuti, almeno con la tua presenza Ci fu ancora un lungo silenzio, poi Umberto sospirò - Va bene, procediamo. Sono d’accordo con te che questi… cosi… non c’entrano nulla con le streghe e i sortilegi - Ti ringrazio Umberto, sapevo che mi avresti aiutato. Sei un ragazzo intelligente Avevano davanti agli occhi tutti gli oggetti, ma quello che più attirò la loro attenzione era la scatoletta di metallo argentato: aveva da un lato un occhio di vetro e dall’altro uno specchio nero, dove, riflessa su di esso si intravedeva l’immagine di chi guardava. Giovanni rigirò tra le mani l’oggetto e provò a premerne i pulsanti, erano tanti, su di essi c’erano delle scritte in una strana lingua, lettere e numeri. Ne premette qualcuno a caso e non successe nulla, spostò una levetta e di scatto gettò l’oggetto lontano da sé: aveva fatto uno strano rumore e si spaventarono a morte - Per la miseria! che succede? - disse a voce alta. Umberto fece un salto all’indietro per allontanarsi. Con cautela Giovanni si avvicinò per riprendere lo strano marchingegno ma aveva paura delle conseguenze. Lo afferrò e notò che non succedeva nulla, c’era solamente una piccola luce di colore verde. Toccò un tasto e lo specchio, dove poco prima si rifletteva il suo viso, si illuminò di colpo. Terrorizzato lo gettò ancora una volta lontano da sé. Si rifece coraggio e lo riprese obbligandosi a trattenerlo tra le mani. Pigiò vari bottoni e s’illuminò ancora, poi si spense e si riaccese, all’improvviso dallo specchio apparvero delle figure. - Mio Dio! ma… che sta succedendo? - esclamò Giovanni tremando d’eccitazione. Lo stalliere era muto dalla paura e dallo stupore, dallo specchio le immagini presero forma e si mossero, erano colorate e… parlavano. - Che diavoleria è mai questa? - una bella ragazza apparve, gli sorrise e mandò un bacio, poi, si girò e corse verso un mare d’acqua azzurra, se ne scorgevano le onde in lontananza. Si tuffò nell’acqua e dopo alcune bracciate scomparve tra i flutti riemergendone poco dopo. Ritornò verso di lui e rimase incantato, non solo per la bellezza della donna ma ancora di più per il suo abbigliamento: aveva una fascia di stoffa che nascondeva il seno e un paio di mutandine succinte, era bellissima. Giovanni avvicinò la strana scatola argentata per udire meglio - Francesca! brava! nuoti come un pesce e pensare che avevi paura dell’acqua e di annega62

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