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loppo sul ponte levatoio con un rumore tremendo di zoccoli: la passeggiata era finita. Raggiunsero le stalle e scesero dalle loro cavalcature, era tardo pomeriggio ma ancora presto per ritirarsi per la cena, non andando a Moncestino avevano tempo a disposizione. - Senti, Umberto - disse Giovanni avvicinandosi all’amico che si apprestava ad alleggerire i cavalli dalla bardatura - perché appena finito qui, non andiamo a casa mia a vedere gli oggetti che ho nella borsa? Matilde non c’è, non voglio che sappia nulla di questa storia. Già è stata male per la mia perdita di memoria, poveraccia - Si fermò un attimo a pensare, poi continuò - Preferisco che ci sia anche tu perché là dentro, ci sono cose sconvolgenti! ecco perché tergiversavo quando me lo hai chiesto Umberto lo guardò trasalendo - Che hai detto che c’è, la dentro? cose sconvolgenti? - Sì, Umberto, ho detto così, ma sarai tu a vederle con i tuoi occhi; finisci qui e andiamo. Con te avrò più coraggio! Portarono i cavalli nei loro recinti e si incamminarono verso la casa di Giovanni. Salirono lesti la scala che li portava verso la camera da letto. L’assenza di Matilde era provvidenziale. - Immagino che tu conosca la casa, vero? Umberto? - Certo che sì, ci giocavamo da ragazzini qua dentro, specialmente d’inverno quando fuori faceva freddo - Accomodati, che prendo la borsa! Umberto sedette su di una sedia accanto ad uno scrittoio mentre Giovanni prendeva, nascosta fra gli abiti del grosso armadio, la strana borsa nera che aveva con sé quando approdò in quello strano luogo. Si avvicinò allo scrittoio e ne svuotò il contenuto. Anche questa volta una moneta cadde sul pavimento e rotolò accanto ai piedi di Umberto che si chinò a raccoglierla. - Preparati, Umberto, a vedere cose stranissime che ti lasceranno sbalordito. Tu sei capace a leggere e quindi mi sarai di aiuto Lo stalliere prese la moneta rigirandosela tra le dita e rimase esterrefatto per quello che vi leggeva. Si guardarono, Umberto aveva gli occhi sbarrati. Giovanni prese il libricino a due pagine e gli fece vedere l’immagine impressa. La moneta gli sfuggi dalle dita, ricadde a terra e ritornò di nuovo rotolando tra i piedi di Umberto, paralizzato dallo stupore. 60

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