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staffa, si aggrappò all’arcione e montò in sella. Il cavallo lo facilitò nell’impresa e non si mosse, aspettò che infilasse l’altro piede nella staffa e solo allora si agitò impaziente. Nitrì e scodinzolò sbuffando - Buono, Zero! - gli disse, afferrandolo per le briglia. - Stammi dietro, andiamo! - gridò Umberto a Giovanni dando di sprone. Zero eseguì un giro su sé stesso nitrendo e partì al trotto inseguendo Umberto e il suo destriero. Oltrepassarono il ponte con un fracasso incredibile. L’aria che arrivava sul volto dei cavalieri era gradevole, anche se, alternati, arrivavano soffocanti sbuffi di calore. Imboccarono il largo sentiero in discesa, lo stesso dal quale Giovanni era arrivato il giorno prima al castello. Umberto non se ne rese conto, procedeva veloce distaccandoli, sparendo oltre la curva nascosta tra gli alberi. Zero era un fulmine e correva giù dal sentiero criniera al vento. Ma Giovanni, ad un tratto sentì che qualcosa non andava, lo percepiva dai movimenti di Zero che da poco si erano fatti esitanti. - Zero! che succede? - gridò al cavallo che rallentò il passo e si fermò quasi di colpo, non voleva più continuare e tentava di disarcionarlo mentre nitriva. - Coraggio, bello! andiamo che perdiamo Umberto! ma che ti prende? - gli gridò il giovane dando di sprone. Zero non ubbidiva e aveva paura di qualcosa, s’impennò, alzò gli zoccoli anteriori e non ci fu verso di farlo continuare. Fu allora che Giovanni, sbarrando gli occhi terrorizzato, si accorse che davanti a loro un vortice di polvere e foglie si stava formando velocemente, ingrossandosi sempre di più: divenne nero come la pece puntando diritto verso di loro. Un odore di fumo acre li soffocava mentre gli alberi attorno a loro iniziarono a piegarsi sotto l’impeto di un vento che, nel giro di pochi attimi, si fece freddo come d’inverno. - Accidenti! che sta succedendo? - gridò Giovanni preso da uno spavento incredibile. Lo stallone arretrò nitrendo, scartò di lato imbizzarrendosi quasi da disarcionare il cavaliere. Giovanni si tenne saldo in sella, spronò il morello che riprese la strada al galoppo portandolo lontano da quel luogo, inseguendo Umberto sul sentiero in discesa verso la valle sottostante. Lo trovarono più avanti, fermo sulla strada ad attenderli. - Giovanni! hai problemi con Zero? - gli chiese allarmandosi, notando il volto cereo dell’amico. - No! con Zero no, ma hai visto che vortice strano? 57

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Nel vortice del tempo  

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