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munissimo servo. Con l’aiuto di due inservienti e un cavallo da tiro, trainarono all’esterno il grosso carro, che si mosse abbastanza facilmente nonostante il tanto tempo di inutilizzo. Con scope e secchiate d’acqua lo riportarono all’antico splendore, ne oliarono e ingrassarono i mozzi, misero in efficienza le paratie metalliche che la ruggine aveva bloccato nei cardini impedendo di sollevarsi. Caricarono le vettovaglie, le coperte e le armi e tutto ciò che avevano bisogno per l’imminente viaggio nel bosco di Trino. Passarono il resto della mattinata indaffarati nei preparativi. Umberto si rivelò una persona affabile e spiritosa, spesso faceva ridere Giovanni con le sue battute distraendolo dai suoi pensieri. - Oggi vedrai Edoardo - disse mentre caricava un barile d’acqua - Dammi una mano, coraggio! questo pesa! - Giovanni ubbidì senza fiatare, si alzò, e aiutò l’amico. - E’ un bravo ragazzo, Edo - disse Umberto, fissando la botte con dei cunei di legno sul pavimento del carro - forse un pochino ingenuo, che crede a tutto quello che gli raccontano. Sapesse mai quello che sta per succedergli, ucciderebbe tuo zio, tanto è innamorato di Francesca Giovanni lo ascoltava tacendo, si era seduto sul timone del carro e si godeva l’ombra che esso proiettava sul selciato del cortile. Pensava al sogno - Lorenzo… aiutami, ti prego … - le parole d’aiuto gli risuonavano spesso nella testa. Osservava tutto attorno a lui, l’amico Umberto, il castello - e se fosse un sogno? se stessi sognando? se tutto ciò non esistesse realmente? - Si destò di soprassalto dal torpore udendo le parole di Umberto che gli arrivavano da lontano e aumentavano d’intensità - Non lo vedo proprio nella veste dell’uomo sposato - stava dicendo Umberto - mi domando come avranno fatto a combinare questo matrimonio. So che suo padre aveva trascorso gran parte della sua vita alla corte dei Visconti a Vercelli. Povero Edoardo, non vorrei proprio essere nei suoi panni. Come prenderà la cosa? Farsi sverginare la moglie da un altro uomo non è mica tanto bello. Se fosse la mia donna lo ucciderei Umberto aspettò un poco poi continuò con una battuta che fece ridere Giovanni - Sempre che ci riesca! Si guardarono sorridendo insieme. - Il conte ha già i suoi anni, è allenato perché si fa le serve, però non si sa mai - Giovanni si avvicinò al suo cavallo nero e lo accarezzò - Beh! dai, penseremo 54

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