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lo affiancavano. Tre brutti ceffi di cui uno con una benda nell’occhio e la bocca sdentata. - Giovanni! perdio! - gli gridò dietro arrabbiato: - Finalmente ti abbiamo trovato. Ma dove ti eri cacciato che ti abbiamo cercato per tutta la notte? sei stato alla Stamberga del Drago e ti sei ubriacato, vero? stavolta ci sarai andato sul pesante, con quel buon vino che servono in quell’osteria Il cavallo scalpitava sbuffando e gli altri tre uomini ridevano divertiti, uno stormo di cornacchie si alzò in volo gracchiando, sembravano rallegrarsi per l’evento accaduto. - Sei ridicolo Giovanni, non puoi farti vedere ubriaco a quel modo, sembri un volgarissimo servo, meriteresti che ti facessi arrestare per qualche giorno, anche se sei mio nipote; così andresti a fare compagnia a quel bracconiere che abbiamo nella cella sotto la torre Gli uomini che scortavano il gigante si guardarono senza smettere di ridere. Rimbambito e come ipnotizzato non riusciva neppure a parlare, anche se non avrebbe potuto dire nulla perché, lui, non sapeva nulla. - Giovanni? io mi chiamo Giovanni? - pensò disperatamente. - Senti, ragazzo… - gli tuonò l’uomo con gli occhi fuori dalle orbite faticando a trattenere fermo lo stallone - … torna a casa e dormici sopra per un po’, stasera ci vedremo a cena e non ti permettere mai più; se ti vuoi ubriacare lo farai all’interno del castello, ed ora vai a toglierti quegli abiti ridicoli che ti trovi addosso. Vai da Matilde che sarà in pena per te, aveva paura che ti avessero rapito gli amici del bracconiere di Camino per chiedere il riscatto Il morello era inquieto e nitrì. - Matilde era in pena per me? chi è Matilde? - si domandò prendendosi il capo fra le mani. I quattro cavalieri girarono le loro cavalcature e al piccolo trotto oltrepassarono il ponte levatoio che si lamentò scricchiolando sotto il loro peso. Rimase ancora per un po’ fermo sul sentiero: che fare? certo che il gran mal di testa che si trovava poteva benissimo essere causato veramente da una colossale bevuta. Non ricordava assolutamente nulla. Esisteva una taverna da quelle parti? si guardò in giro spaesato. Raccolse il bastone e l’oggetto che non sapeva proprio che cosa fosse e lo osservò attentamente, mai vista cosa simile. Quante domande si pose - Sono pazzo, sicuramente sto per impazzire pensò Entrò nel castello attraversando il ponte levatoio come vide fare agli uomini che lo avevano preceduto e si trovò in un ampio cortile. 24

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