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ranzò con il pensiero di quello che avrebbe fatto nel primo pomeriggio e alle raccomandazioni di Francesca in merito ai pericoli del luogo. Balle, pensò, nel duemilasedici credere a queste scemenze. Personalmente, da quella sera delle stelle cadenti con l’incendio del bosco, Lorenzo e Francesca non videro più nulla. Nel loro girovagare notturno in cerca di pace e di tranquillità sostavano spesso in quella zona, aspettando di vedere se il fatto sarebbe successo ancora una volta: ma non si ripeté. Finiva sempre che nell’attesa, facessero l’amore in auto, come due ragazzini, e l’unico fuoco che ardeva era quello della loro passione. Poi, fosse anche successo, non se ne sarebbero neppure curati tanto erano presi dal… fuoco dei loro giochi amorosi. E vennero così le due del pomeriggio, Lorenzo non voleva partire tardi perché la zona era raggiungibile a piedi. Ancora un’occhiata all’equipaggiamento e via, finalmente verso l’avventura pomeridiana. Il Monferrato gli presentò subito le credenziali, era meraviglioso, ed in particolare il Basso Monferrato che termina di netto sul corso del Po, Lorenzo non era mai sazio della sua bellezza. Una vista stupenda della pianura sottostante gli sfuggiva via dal finestrino di lato. Lui e Francesca, da anni amanti di fotografia, si perdevano spesso tra gli innumerevoli paesaggi e scattavano immagini stupende per arricchire il comune archivio fotografico. Una distesa immensa di risaie gli passavano sotto gli occhi attenti, e le immaginava allagate, a rimandare i colori del cielo e a far sembrare, i paesi della pianura, isole in mezzo ad un’immaginaria laguna. La selva di Trino appariva sinistra, una striscia nera di alberi: era ciò che rimaneva di una oscura foresta che, prima della venuta dei frati cistercensi che la disboscarono, si estendeva fino alle porte della città viscontea di Vercelli inghiottendo nel profondo della vegetazione viandanti e fuorilegge. Il Po, l’antico Eridano, dall’alto sembrava un luminoso serpente che lambiva la collina, l’occhio lo accompagnava dalla fortezza di Verrua fino a nascondersi dietro la collina della Rocca delle Donne. L’auto percorse strade tortuose arrivando in pianura alla Piagera. Girò a sinistra e imboccò la strada per Vallegio-

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