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eppo e il Tedesco, i due uomini più intelligenti della banda del Faina avevano seguito di nascosto il drappello armato che viaggiava a passo lesto attraverso gli ultimi scampoli di foresta. Dovevano stare all’erta perché erano consapevoli che, sopra le loro teste, aleggiava un pericolo: uno splendido volatile dalla vista acutissima. Gli avesse mai notati, Astore, dall’alto del suo volteggiare, avrebbero potuto recitare, se le sapevano, le loro ultime preghiere. Era recente l’incidente occorso al loro compare: davanti ai loro occhi avevano ancora la maschera di sangue del poveretto caduto dall’alto dell’albero su cui era salito per spiare la piccola colonna armata sulla strada per Lucedio. Il falco, con i suoi aguzzi artigli l’aveva sfigurato fino a renderlo irriconoscibile, un’orbita vuota, l’altra con ancora l’occhio a penzoloni, il resto del volto deturpato dai solchi sanguinolenti lasciati dagli artigli. - Accidenti! Ceppo! - imprecò il Tedesco - non stiamo così all’aperto, quella bestiaccia ci noterà e non torneremo più al campo. Io ho una moglie che mi aspetta - Ancora qualche metro e saremo a portata di vista. Dobbiamo assolutamente portare a casa delle informazioni, il Faina ci massacrerà se andiamo a casa senza notizie utili Un gruppo di aironi cenerini, disturbati dagli intrusi, si alzò in volo con un battito d’ali che parve incredibilmente amplificato dalla suggestione nella quale versavano i due fuorilegge. - Maledetti! Uccelli di merda, che casino piantano su, fermati Ceppo, stiamo giù, per l’amor del cielo che il falco ci vede. Se ci individua siamo perduti, attireremo anche l’attenzione degli armigeri. Perdio! Imprecò disperatamente il Tedesco. Fece qualche passo incespicando in una radice che affiorava dal terreno, poi, sbalordito da ciò che vedeva esclamò quasi gridando - Ma quanti sono? laggiù c’è un esercito intero! oh no, non sono pane per i nostri denti Ceppo, scappiamo via subito e in fretta! - Ma parla piano figlio di buona donna! sssssst... stai zitto! Imprecò Ceppo ponendo l’indice a contatto del suo naso aquilino butterato.

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