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- L’abate Uberto mi ha detto di chiedere di lei, sono Edoardo, il figlio del conte Enrico di Moncestino. Sono al seguito della scorta che accompagnerà madonna Francesca: sono il suo futuro sposo e ci terrei vederla al più presto, se mi potesse annunciare, le sarei veramente grato Il frate alzò lo sguardo dalla pergamena e sorrise al ragazzo - Ah! bene, il futuro sposo della giovane Visconti, bene. Attendi un attimo che vado ad annunciarti alla sua assistente. Sei arrivato in tempo, siamo al vespro e tra poco sarà ora di cena. La nostra regola ci impone di cenare quando c’è ancora la luce del sole - Grazie padre. Mi basta vederla anche per poco! - farfugliò Edoardo trepidante e sudato con il cuore che martellava. Fra Celestino si alzò e si allontanò a passo lento nel lungo corridoio sparendo nella semioscurità, dalla quale, dopo poco, pervenne un rumore d’uscio che sbatteva e un’eco di voci sommesse. Passi veloci e un fruscio di vesti strascicate si avvicinavano a Edoardo, che molle sulle gambe, attendeva il momento tanto atteso. - Mio caro Edoardo! - esclamò la dama di compagnia a braccia aperte. - Gertrude! Carissima, come sono lieto di rivederla - si abbracciarono affettuosamente al centro della stanza, sotto gli occhi di frate Celestino che nel frattempo era giunto a tergo della grassa assistente. - Fatti vedere, figliolo caro, ma come ti sei fatto bello, alto, assomigli tutto a tuo padre - disse la donna, osservandolo dalla testa ai piedi. - Quanto tempo è passato dall’ultima volta che ci siamo visti? eri ancora un ragazzino quando eri a corte a Vercelli con i tuoi genitori. Tua madre, sta bene? - Sì Gertrude, sta benissimo grazie, ma Francesca dov’è che non tengo più dall’emozione? non vedevo l’ora di arrivare per vederla - esclamò il giovane agitato, guardando sopra le spalle della donna verso il lungo corridoio. - Arriverà subito, ragazzo mio, e resterai incantato per la sua bellezza. Si sta cambiando d’abito per la cena; noi ceneremo in foresteria, non possiamo venire con gli uomini nel refettorio E tenendo le mani del ragazzo tra le sue continuò - Sembra ieri che passeggiavate nei giardini del palazzo e io vi ammiravo da lontano senza essere vista. Sono contenta che il mio signore abbia acconsentito alle nozze, come sono contenta che vi sposerete a Moncestino, fuori dai fasti di palazzo 101

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