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Il sommelier racconta... di Sergio Ramoino

Il Gabiano è anche un vino

Il Piemonte, grazie alla sua posizione geografia, e’ un terreno particolarmente vocato alla viticultura. Circa il 30% della sua superficie e’ collinare, con un terreno tenero, costituito da marne e marne argillose, su cui si sviluppa il 90% della viticoltura. A cio’si aggiunga un clima tipicamente temperato a carattere subcontinentale con inverni freddi ma poco piovosi. Le estati invece sono calde ed afose nella zona pianeggiante, ma più fresche e ventilate sui pendii. In questa regione si annoverano un gran numero di vini sia a Denominazione di origine Controllata (D.O.C.) che a Denominazione di origine Controllata e Garantita pari a circa il 40% delle qualità. Le forme più diffuse di allevamento della vite sono il Guyot, con tutte le varianti ed evoluzioni, e Pergola soprattutto nei terrazzamenti. Il Monferrato si estende dalle colline torinesi fino ai confini orientali della Lombardia, e la zona di maggior interesse, per noi, e’ definito il “Monferrato Casalese” che si estende attorno ala città di Casale, fino ai confini della provincie di Torino e Vercelli. Le uve a bacca rossa più frequentemente coltivate nelle nostre zone sono la barbera, il grignolino, freisa e malvasia, come vitigni autoctoni, anche se si va estendendo la coltura di vitigni detti “internazionali”, come il pinot nero, il cabernet sauvignon e altri. Quelle a bacca bianca il cortese e il moscato come autoctoni, e pinot bianco, lo chardonnay e altri come vitigni “internazionali”. La zona che prendiamo in considerazione è il Monferrato Casalese, zona che comprende circa 40 comuni, terra di grande vocazione vinicola e di lunga storia della viticoltura, con diverse colture che esprimono caratteri differenti, anche se non di molto, addirittura da collina a collina. In omaggio a codesta rivista possiamo incominciare con un vino che si ottiene solo da vigneti coltivati nei Comuni di Gabiano e Moncestino: è il GABIANO la cui Denominazione di Origine Controllata è stata istituita con D.P.R. del 1983. Tale vino si ottiene, secondo il disci-

plinare, e per ottenere tale denominazione, esclusivamente nei Comuni sopracitati, con uve Barbera per il 90/95 % e freisa o grignolino a completamento. La resa del vitigno non deve superare le 8 tonnellate di uva per ettaro, e una resa non superiore al 70%, avere una gradazione alcoolica minima di 12%, ed il vino così ottenuto può essere immesso in commercio nella primavera successiva la vendemmia. Mentre si può ottenere la tipologia “Riserva” che deve però avere un invecchiamento di almeno 26 mesi, e cioè commercializzato dopo 24 mesi dal 1° gennaio dell’anno successivo la vendemmia, ed una gradazione alcoolica minima di 12,5%. Le caratteristiche del “Gabiano classico” sono: colore rubino intenso, tipico dell’uva barbera, odore vinoso, che si attenua con il passare del tempo, un sapore asciutto, dovuto ai tannini tipici dell’uva, di buon corpo, e si presta benissimo a tutti gli antipasti della cucina piemontese, con predilezione per i salumi (cacciatorino e muletta). Nella versione “Gabiano riserva”, riscontriamo sempre un colore rubino, che tende però al granato con l’invecchiamento, di conseguenza il profumo sarà meno vinoso, e si sposterà verso sentori più morbidi, con profumi più evoluti dovuti al passare del tempo, così come il gusto, quasi vellutato, gradevolmente tannico, e lo accompagneremo a piatti dai sapori più decisi (agnolotti, arrosti leggeri, e formaggi di media stagionatura). L’invecchiamento, soprattutto per il Gabiano classico, non dovrà essere molto prolungato, mentre per il Gabiano Riserva si potrà osare un poco di più. Soprattutto per la versione Riserva si consiglia di stappare la bottiglia almeno un’ora prima del consumo, e servirlo alla temperatura di 15/18 gradi, in bicchieri a calice di media ampiezza, riempiendo il bicchiere per un terzo. Sperando di aver dato qualche notizia utile alfine di valorizzare e far conoscere il nostro territorio e i suoi prodotti, mi congedo da Voi e …..arrivederci alla prossima.

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Gabiano e dintorniGabianoedintorniGabianoedintorni In copertinaIncopertinaIncopertina Il sommelier racconta…Ilsommelierracconta…Ilsommelierr...

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