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L’architetto, autodidatta e dilettante Conte Francesco Ottavio Antonio Blasio Magnocavalli

Un personaggio Monferrino nel senso più pieno. Note le sue opere in quel di Casale, meno quelle sulle nostre colline. Merita farsi un giro per vederle e ricordare l’originale autore

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Parliamo di un personaggio famoso che si dedicò a tante arti: scrittore, amministratore pubblico e architetto, ma che si definì sempre dilettante e autodidatta. Fra le attività svolte quella per cui oggi è più conosciuto (gli edifici si notano più degli scritti) è probabilmente quella di architetto. All’epoca molti nobili si dilettavano in Varengo di Gabiano questa arte. Numerose chieguì gli studi, secondo la tradizione se sono infatti presenti nei nostri familiare, presso il collegio dei noterritori costruite sulla base dei suoi bili di Parma, diretto dai gesuiti, progetti. Le sue realizzazioni sono dove rimase fino al 1727 facendovi fortemente influenzate dal Palladio le prime esperienze teatrali. Uscito e segnate dall'uso creativo del latedal collegio compì un breve viaggio rizio. Segnaliamo: le chiese dei Ss. a Milano. Negli anni universitari si Vittore e Quirico a Odalengo era dedicato alla vita gaudente tipiGrande, di S. Eusebio a Varengo ca della gioventù di Gabiano, che nobile dell’epoca, era il feudo di famiincappando anche glia, a S. Eusebio a in qualche inconFabiano di Solonveniente. Durante ghello, poi sempre le feste carnevalenelle nostre colline sche del 1731 a la chiesa di S. Maria Casale, lui ed una delle Grazie e l’oracomitiva di amici torio della Confracavalieri e dame si ternita di S. Micheerano mascherati le, a Moncalvo, con abiti ecclesianonché quelle di S. stici, usando anche Germano a San quello del CardinaGermano MonferraFabiano di Solonghello le Malpassuti che cuto e le chiese parrocstodiva la di lui nipote. Pare che chiali di S. Maria Assunta a Balzola, proprio Magnocavalli indossasse S. Grato a Penango. Sorvoliamo, l’abito cardinalizio. ma solo per motivi di spazio su Il fatto destò scalpore e la bravata quanto fece a Casale. gli costò la detenzione per poco più Magnocavalli nato il 1 febbraio di un mese nella fortezza di Ceva. 1707 a Casale Monferrato da Ippo"Rinsavito", dal 1733 fece parte di lito, signore di Monromeo, considiritto del Consiglio cittadino casagnore di Cuccaro e dal 1707 conte lese quale decurione nobile di pridi Varengo, titolo ereditato dal Mama classe, e ricoprì nei tre decenni gnocavalli e da Rosa Veronica Picca successivi numerose cariche pubbliPatrona. La famiglia paterna, nota che e amministrative: nel 1733 e in Casale dal secolo XIII, aveva nel 1737 ragioniere, nel 1734 provespresso giudici, notai e consiglieri veditore del Comune e nel 1736 comunali, ed era riconosciuta come sindaco di prima classe; dal 1740 al "famiglia di baldacchino" (patrizia) 1756 fu anche riformatore delle alla fine del XVI secolo. Rimasto regie scuole per la provincia del orfano di padre nel 1714, fu educaMonferrato. Rieletto consigliere to dalla madre fino al 1718; proseOdalengo Grande

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