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n ot i z i e e a p p r o f o n d i m e n t i s u f i s c o l avo r o e a mm i n i st r az i o n e n e l l a g e st i o n e c o o p e r at i va anno XI • numero 3

Il prestito sociale legislazione, responsabilità sociale, regolamenti Mensile delle Cooperative di Servizio all’Impresa aderenti a Legacoop: Lombardia, Piemonte, Toscana Marzo 2010 3 euro | Abbonamento annuale 30 euro Spedizione in abbonamento postale 70% filiale di Milano


sommario E d i to r i a le 1 Il prestito sociale - legislazione, responsabilità sociale, regolamenti fisco e tributi 4 Donazioni deducibili in favore delle cooperative sociali 6 Adempimenti successivi all’approvazione del bilancio d’esercizio l avo r o e p r ev i d e n z a 10 Donazioni deducibili in favore delle cooperative 14 Premio di concentrazione a favore delle PMI n o r m e e s o c i età 16 Donazioni deducibili in favore delle cooperative sociali g e st i o n e d i i m p r e sa 24 Donazioni deducibili a favore delle PMI quesiti 31 Sicurezza sul lavoro: lavoratrici durante il periodo di gravidanza


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Premio di concentrazione a favore delle PMI L’aumento dell’imposta di bollo e delle tasse sulle concessioni governative

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Adempimenti successivi all’approvazione del bilancio d’esercizio

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Adempimenti successivi all’approvazione


Gescoop Notizie e approfondimenti su fisco, lavoro, amministrazione e gestionali. Editore e proprietà:

20132 Milano, via Palmanova 22 Registrazione Tribunale di Milano n. 215 dell’11/04/1996 Amministrazione: tel. 02.285011

Direttore Responsabile: Giorgio Oldrini Direttore: Bruno Vergallo Redazione: Gianni Beghetto, Serena Bitossi, Salvatore Buscemi, Elena Danese, Andrea Fortunat, Paolo Franco, Stefania Gagliano, Daniele Gerbino, Carlo Inzaghi, Mirko Lattuada, Laura Locatelli, Luciano Mazzoni, Valentino Mondellini, Elena Pagliaretta, Pietro Attilio Panzetti, Patrizia Pichierri, Dario Vedani, Valentina Venturi, Sabina Villa. Segreteria di redazione: Silvia Marelli, tel. 02.285011 Produzione: Glifo Associati via Palmanova 22 - Milano Progetto grafico e impaginazione: Plum comunicazione visiva e design via Lazzaro Palazzi 19 - Milano Disegni e illustrazioni: Plum comunicazione visiva e design

Abbonamento annuale: € 75 Per le cooperative aderenti a Legacoop € 50 Nel prezzo sono compresi 11 numeri annuali ed eventuali numeri monografici aggiuntivi. Prezzo cadauno € 8 Per informazioni su gestione, abbonamenti, numeri, arretrati, cambi di indirizzi ecc... rivolgersi a Silvia Marelli, tel. 02.285011 Valentina Gandolfi tel. 02.28456207 Nel pieno rispetto di quanto disposto dal D.Lgs. 196/2003 in materia di tutela dei dati personali, chi non desidera ricevere Gestione Cooperativa è pregato di segnalarlo al numero di tel. 02.28456207. Le opinioni espresse negli articoli non vincolano in alcun modo Legacoop Questo numero è stato chiuso in redazione alle ore 12.00 del giorno 28 novembre 2008


mar zo 2010 • n u m e ro 3

n ot i z i e e a p p r o f o n di m e n t i s u f i s c o lavo r o e a m m i n i st r a z i o n e d e l l e c o o p e r at i v e


Il prestito sociale legislazione, responsabilità sociale, regolamenti

L

di Mau ro Gor i Legacoop Responsabile Area Economica e Politiche per la competitività

egacoop Lombardia, e attorno ad esso si raggrupparono alcuni professionisti operanti in diversi settori, con l’obiettivo di offrire alle cooperative associate, un supporto e un aggiornamento continuo sulle principali tematiche riguardanti le proprie imprese. L’idea fu quella di dare alle cooperative un prodotto innovativo, che andasse ad aggiungersi a quelli già offerti dal mercato e dal sistema Legacoop, dando alla rivista un taglio di approfondimento e di discussione sui principali argomenti e cercando di rendere più semplici tematiche che tali non erano. Legacoop Lombardia, e attorno ad esso si raggrupparono alcuni professionisti operanti in diversi settori, con l’obiettivo di offrire alle cooperative associate, un supporto e un aggiornamento continuo sulle principali tematiche riguardanti le proprie imprese. L’idea fu

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quella di dare alle cooperative un prodotto innovativo, che andasse ad aggiungersi a quelli già offerti dal mercato e dal sistema Legacoop, dando alla rivista un taglio di approfondimento e di discussione sui principali argomenti e cercando di rendere più semplici tematiche che tali non erano. Inizialmente la rivista trattava i temi classici gestionali quali: fisco, contabilità, lavoro e gestione societaria. Nel corso degli anni si è allargata ad altre materie di interesse cooperativo, quali: sicurezza del lavoro, controllo di gestione, privacy, contributi e convenzioni e altro ancora. Questo ha fatto si che si passasse da una rivista iniziale composta da 8-12 pagine alle attuali 2832. Sono stati prodotti numeri monografici volti ad approfondire tematiche di grande interesse (Legge “Biagi”, riforma del Diritto Societario, “Leggi Finanziarie”) sulle quali, sono stati organizzati seminari e convegni di approfondimento che hanno visto la partecipazione, in qualità di relatori, di personaggi di primo piano del mondo politico e professionale. Dal 2005 la rivista ha iniziato ad ospitare interventi di personalità provenienti da varie esperienze, che hanno aperto ciascun numero con un redazionale nel quale sono stati trattati temi di natura economica, giuridica e finanziaria, con un taglio di approfondimento non necessariamente afferente agli aspetti gestionali. All’evoluzione della rivista si è accompagnata quella quantitativa e qualitativa dei collaboratori, i quali hanno sempre partecipato in modo propositivo e con entusiasmo disinteressato. Tutti i collaboratori della rivista, infatti, non hanno mai percepito compensi per

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la loro attività. Sempre nel 2005 si sono unite a questa esperienza Legacoop Calabria, Legacoop Piemonte, Legacoop Toscana e alcune realtà territoriali dell’Emilia-Romagna permettendo un ulteriore accrescimento qualitativo e una più capillare diffusione sul territorio. Purtroppo per motivi indipendenti dalla nostra volontà e, principalmente, per il fatto che l’organizzazione che fino ad oggi ha provveduto a sostenere finanziariamente la rivista non è più in grado di farlo, non è più possibile proseguire nella pubblicazione. Questo non vuol comunque essere un addio definitivo ma un possibile arrivederci. Abbiamo già iniziato, infatti, a valutare la possibilità di riproporre in forme diverse una nuova edizione della rivista. G ian n i B eg h etto Presidente Coopservizi

L

a redazione di Gestione Cooperativa ha appreso con rammarico la decisione di Legacoop Lombardia di non procedere oltre alla pubblicazione della rivista e il numero di dicembre sarà l’ultimo numero di questa Testata che con cadenza mensile ha dato un contributo alla gestione di molte cooperative, alimentando il dibattito sulle principali tematiche di questi anni e dando innovativi spunti gestionali. La redazione, che ha operato senza alcun compenso per tutti questi anni, ritiene che la decisione rischi di isolare ancora di più un mondo, come quello coope-

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rativo, che è sottoposto da anni al fuoco di fila degli attacchi di quanti nella cooperazione ravvisano un avversario e non una modalità democratica di espressione della realtà economica dell’intero paese. Da molte parti sono giunti apprezzamenti per il lavoro fatto e sino a poco tempo fa si discuteva sull’opportunità di diffondere la rivista su tutto il territorio nazionale, dandole maggiore struttura e corpo. Ma questo è il passato, il mancato sostegno al mensile da parte dell’organismo istituzionale non può che essere letto come la rinuncia della Legacoop a far sentire all’interno del sistema la sua voce, con conseguenze non piccole sul piano della diffusione delle idee e sul progresso del sistema COOP in Italia. In altre parole, tagliare uno dei pochi strumenti di diffusione delle idee esistenti potrebbe causare la perdita di visibilità all’intero sistema cooperativo. Italo B ru no Ve rgallo Direttore Gestione Cooperativa

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on Dicembre 2008 Gestione cooperativa non andrà più in stampa. Insieme al foglio della cooperazione italiana era un appuntamento importante, testimonianza di una cooperazione che cresce, si consolida e diffonde informazioni e notizie dal punto di vista cooperativo. Gestione Cooperativa era importante, perché arrivava dovunque, rimaneva sui tavoli e nelle sale d’atte-

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sa dove si sfogliava e lasciava circolare notizie e punti di vista, rimaneva sulle scrivanie, passava nelle mani del tipografo, del postino, del portiere e ancora chissà quanti per forza di cose nper i cooperatori che trovavano risposte e approfondimenti tematici in linea con le esigenze dell’impresa. Alle volte la concretezza di una realtà passa anche attraverso simboli e segni inaspettati, un giornale, un foglio con i suoi colori e la sua veste grafica. Ringraziamo la redazione, gli ideatori e quanti hanno consentito la sua nascita. G iorg io G e m e lli Presidente Legacoop Calabria

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l bilancio è senza dubbio positivo. Molti – cooperative e loro consulenti, noi della struttura – hanno manifestato apprezzamento. Con la chiusura delle pubblicazioni viene quindi a mancare uno strumento messo a disposizione degli associati che si era dimostrato concretamente utile. Speriamo che le strutture territoriali di Legacoop che hanno partecipato all’iniziativa costruiscano occasioni per riflettere sui motivi che hanno condotto. Un grazie ai compagni di avventura, ai collaboratori tecnici, alla Redazione e al suo Direttore. A Gianni Beghetto in modo particolare, per aver investito, oltre alla competenza, anche molto cuore. Ste fan ia Gag liano Area Servizi Legacoop Piemonte

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È

un vero peccato che Gestione Cooperativa cessi la pubblicazione. Mi pare una prospettiva accettabile solo immaginando che si tratti di una pausa di riflessione per affinare una strategia di comunicazione ancora di più all’altezza delle nuove sfide del movimento cooperativo. Questo restringimento degli spazi di confronto sulle politiche, di narrazione delle vicende imprenditoriali delle cooperative, di erogazione di informazioni tecniche utili alla gestione, non può essere spiegato solo con le ristrettezze economiche. So bene che nei momenti difficili anche le aziende tagliano sui costi più flessibili e la comunicazione è la prima ad essere ridimensionata, ma nessuno può pensare di fare politica, fare impresa, fare sistema senza comunicare, comunicare e ancora comunicare. È un imperativo categorico!!! Ho avuto l’onore di essere tra i collaboratori di questa rivista e posso testimoniare che la sua importanza non è solo legata alla qualità dei contenuti e quindi alla divulgazione come servizio. C’è una virtù secondaria ma non meno importante che sta nello sforzo di concettualizzazione che molti di noi sono stati chiamati a fare nonostante il tanto lavoro chini sul desco. Quando ci venirativa abbiamo tutti cercato di mettere in ordine i fatti e le idee che ci ronzano attorno. Sono sicuro che ci mancherà. Marco B u lgar e lli Direttore Cooperare Sviluppo Spa

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Sgravi fiscali per i compensi relativi al lavoro straordinario e per i premi di risultato di Dar io Ve dan i

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ome noto – vista l’ampia eco mediatica che ne è stata data – con l’emanazione del D.L. 27 maggio 2008, n. 93 convertito in L. n. 126/2008 è stato introdotto uno speciale regime di detassazione sugli importi erogati ai lavoratori a titolo di lavoro straordinario e di produttività.

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fisco e tributi


In particolare, il provvedimento, ha previsto la detassazione degli straordinari e dei premi di risultato aziendali, in via sperimentale, per il periodo che va dal 1° luglio 2008 al 31 dicembre 2008. La misura agevolativa, consiste nell’applicazione alle somme predette, nel limite complessivo di 3.000 euro lordi, di un’imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle addizionali regionale e comunale, pari al 10%. Stando alle notizie di stampa, sembrerebbe che il Governo sia intenzionato a reiterare il provvedimento anche per l’anno 2009. È noto peraltro che questa norma è stata fatta oggetto di ampie critiche, una su tutte l’inutilità di detassare le prestazioni straordinarie in un momento di congiuntura economia negativa, qual è quello attuale, nel quale le imprese più che far ricorso al lavoro straordinario sembrano far maggiore ricorso alla Cassa integrazione. Ma la singolarità, più che nel provvedimento, sta nelle successive Circolari emanate dall’Agenzia delle Entrate che forniscono un’interpretazione delle disposizioni talmente estensiva da superare ogni migliore immaginazione. L’Agenzia delle Entrate, con propria Circolare n. 49 del 11 luglio u.s., aveva infatti già fornito le indicazioni in ordine alle modalità operative e di applicazione delle novità introdotte con il richiamato provvedimento, ma poi ha sentito il bisogno di diramare un’ulteriore provvedimento, la circolare n. 59/E/2008 del 22 ottobre u.s.

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con la quale vengono forniti ulteriori chiarimenti per l’applicazione dell’imposta sostitutiva del 10%, allargando ulteriormente le ipotesi di agevolazione.

Soggetti beneficiari Le misure fiscali sono riservate ai lavoratori dipendenti del settore privato, i quali abbiano percepito nel 2007 redditi di lavoro dipendente di ammontare non superiore a 30.000 euro lordi. Per redditi di lavoro dipendente si intendono solo quelli indicati all’art. 49 del Tuir (testo unico imposte dirette) e cioè oltre ai compensi percepiti per lavoro subordinato, anche le pensioni e gli assegni ad esse equiparate. Ai fini della verifica della soglia reddituale si devono considerare tutti i redditi di lavoro dipendente, relativi al 2007, soggetti a tassazione ordinaria (con ovvia esclusione di quelli assoggettati a tassazione separata).

Somme oggetto dell’agevolazione Straordinari Come accennato, l’efficacia della disposizione è limitata in via sperimentale al periodo compreso tra il 1° luglio e il 31 dicembre 2008: a) alle prestazioni di lavoro straordinario; b) alle prestazioni di lavoro supplementare ovvero alle prestazioni rese in funzione di clausole elastiche, con esclusivo riferimento a contratti di lavoro a tempo parziale stipulati prima


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del 29 maggio 2008. In base alle indicazioni fornite dalla Agenzia delle Entrate, nel periodo predetto vi rientrano le prestazioni per lavoro straordinario e supplementare effettuate a dicembre 2008 se retribuite entro il 12 gennaio 2009. Per lavoro straordinario si intende quello definito come tale dalla contrattazione collettiva, a

Rientrano nel regime di esenzione anche gli importi corrisposti a titolo di straordinari forfettizzati, sempre che ciò sia previsto dalla contrattazione collettiva. prescindere dal superamento o meno dell’orario legale (stabilito dalla legge in 40 ore settimanali). Con riferimento invece a prestazioni di lavoro a tempo parziale, l’esenzione fiscale deve intendersi riferita sia al lavoro supplementare sia alle prestazioni rese in funzione di clausole elastiche, laddove al lavoratore viene richiesto comunque di svolgere una prestazione lavorativa eccedente rispetto all’orario inizialmente concordato. Nella circolare n. 59/2008 viene precisato che l’imposta sostitutiva, fermo restando il limite dei 30.000 euro, si applica su tutte le somme complessivamente erogate per le ipotesi agevolate e non solo sulla maggiorazione dovuta rispetto al trattamento ordinario (vale a dire l’intera ora di lavoro straordinario o supplementare comprensiva di retribuzione ordinaria e maggiorazione).

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fisco e tributi

Sempre in base alle indicazioni dell’Agenzia delle Entrate possono addirittura rientrare nello speciale regime di tassazione, là dove diano luogo a incrementi di produttività, innovazione ed efficienza organizzativa ed altri elementi di competitività e redditività legati all’andamento economico dell’impresa: • le somme erogate al personale che presta la propria opera nelle festività in ragione delle ore di servizio effettivamente prestate, ciò anche per la quota di retribuzione per la prestazione svolta all’interno dell’orario contrattuale di lavoro (per esempio part-time di 30 ore settimanali che include anche la domenica); • l’indennità o maggiorazione che viene corrisposta ai lavoratori che, usufruendo del giorno di riposo settimanale in giornata diversa dalla domenica (sia nel caso di riposo compensativo che di spostamento definitivo del turno di riposo), siano tenuti a prestare lavoro ordinario la domenica; • le somme erogate per il lavoro notturno ordinario in ragione delle ore di servizio effettivamente prestate; • gli specifici, ulteriori compensi erogati per prestazioni rese durante la giornata del sabato, in caso di orario articolato su cinque giorni lavorativi alla settimana, con la giornata del sabato normalmente “prevista” come non lavorativa. Straordinario forfettizato. Già con la circolare n. 49/2008 era stato chia-


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rito che gli emolumenti corrisposti a titolo di straordinario forfetizzato rientrano tra gli importi ai quali si applica il regime agevolato di tassazione in ragione dell’effettivo svolgimento delle prestazioni straordinarie. Con la nuova circolare n. 59/2008 l’ambito di applicazione dell’agevolazione viene ampliato ulteriormente, prevedendo che la tassazione agevolata, ovviamente in presenza dei requisiti previsti normativamente, si deve riferire all’intero importo corrisposto al lavoratore a titolo di straordinario forfetario indipendentemente dalla effettività di prestazioni lavorative eccedenti l’orario normale.

sostitutiva trovi applicazione alle sole prestazioni di lavoro eccedenti l’orario ordinario effettuate e retribuite nel periodo considerato”. Dunque i superminimi sarebbero erogati per compensare il lavoro straordinario, e come tali sarebbero soggetti alla detassazione ma forse accortisi dello sproposito, nella Circolare si afferma che “il regime fiscale agevolato troverà applicazione solo su quella parte di superminimo specificatamente identificato dalle parti a tali scopi”. Appare evidente come simili affermazioni non necessitino nemmeno di commento essendo fuori da ogni realtà.

Personale direttivo. Sempre nella circolare in commento viene ritenuta l’applicabilità dello speciale regime fiscale anche per quei compensi erogati in misura fissa al personale direttivo, genericamente definiti «superminimi», «assegni ad personam» o «indennità di funzione e/o mansione», ma che, “nell’assoluta maggioranza dei casi, sono erogati anche al fine di compensare eventuali prestazioni di lavoro rese oltre l’orario normale osservato in azienda”. Insomma, secondo le “Entrate” “Le somme erogate a livello aziendale, a prescindere dalla denominazione utilizzata, possono usufruire della agevolazione fiscale a condizione ovviamente che serva a compensare eventuali prestazioni di lavoro rese oltre l’orario normale osservato in azienda – in questo caso, si ritiene che l’imposta

Banca ore. Per quanto riguarda l’istituto che consente di fruire di riposi compensativi a fronte di prestazioni di lavoro aggiuntive, la c.d. «banca delle ore», viene precisato che la stessa può essere attratta dalla agevolazione limitatamente alla maggiorazione retributiva erogata “posto che l’agevolazione è considerata solo per la parte di retribuzione in denaro e non per le erogazioni in natura fatto questo che si concreta quando vi è fruizione di permessi in luogo del pagamento di ore lavorate in eccedenza”.

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Lavoro a tempo parziale. Singolare interpretazione anche per quanto concerne le clausole flessibili nel lavoro a tempo parziale. Dopo aver affermato che in caso di lavoro


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Raccomandata elettronica di f. russo

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egli ultimi 5 anni si è assistito ad una emissione inarrestabile di norme legislative, che hanno interessato il sistema di riscossione delle Entrate. Il processo di riforma è finalizzato a rendere piÚ efficiente ed efficace il recupero delle somme iscritte a ruolo in capo ai contribuenti inadempienti

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Tale processo si è concretizzato, in primis, in un cambiamento nella struttura organizzativa. Il Servizio Nazionale della riscossione, a suo tempo affidato ad aziende concessionarie è stato soppresso ed è stata costituita una Società ad hoc “Riscossione Spa”, oggi “Equitalia spa”, partecipata dall’Agenzia delle Entrate e dall’Inps. Le attività connesse alla riscossione sono state ampliate e sono stati potenziati i poteri conferiti ad Equitalia spa. Da un lato, la Società di riscossione può svolgere, sia direttamente sia attraverso gli agenti della riscossione, ovvero attraverso le società partecipate a maggioranza non inferiore al 51%, attività di riscossione e attività di liquidazione e di accertamento delle entrate erariali e patrimoniali degli enti pubblici, comprese quelle degli enti territoriali. Dall’altro lato, nella fase di esecuzione forzata gli agenti della riscossione possono adottare tutte le misure cautelari ed esecutive e gli altri strumenti che la procedura civile consente. Il presente lavoro si propone di svolgere una breve disamina dei poteri e degli strumenti conferiti agli agenti della riscossione, focalizzando l’attenzione su alcuni di essi, in quanto oggetto di modifiche o perché di nuova introduzione. Di contro, si fornisce una panoramica delle possibili scelte alle quali può fare ricorso il contribuente a tutela dei propri diritti allorquando gli vengono notificate posizioni debitorie (ruoli) attraverso la cartella di pagamento. È indubbio che negli ultimi anni l’operato degli agenti della riscossione

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abbia garantito un maggior recupero effettivo delle entrate. Non si può, tuttavia, negare che, un uso improprio degli strumenti conferiti, accompagnato, purtroppo spesso, da una scarsa conoscenza da parte del contribuente delle con-

Rientrano nel regime di esenzione anche gli importi corrisposti a titolo di straordinari forfettizzati, sempre che ciò sia previsto dalla contrattazione collettiva. seguenze, possa ledere i diritti di quest’ultimo. In questa ottica, l’Amministrazione Finanziaria si collocherebbe in una posizione tale da minare quel rapporto basato sulla collaborazione e sulla fiducia tanto decantato nello Statuto del Contribuente.

Ruolo e cartella di pagamento Quando si parla di ruolo si fa riferimento ad un elenco predisposto da un ente impositore (Agenzia delle Entrate, Enti locali, Inps etc.), contenente i soggetti e le somme che risultano da essi dovute e non versate oltre l’ordinaria scadenza. La disciplina di riferimento è contenuta nel D. Lgs. n.46/1999 “Riordino della disciplina della riscossione mediante ruolo[…]” e nel Dpr. n. 602/73 “Disposizioni sulla riscossione delle imposte sul reddito […]”. Il ruolo è consegnato all’agente della ri-


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REDDITO AL LORDO DELLA EROGAZIONE "A"

EROGAZIONE "B"

REDDITO AL NETTO DELLA EROGAZIONE "C" = "A" - "B"

IMPORTO DEDUCIBILE DELLA EROGAZIONE

NOTE

100.000

9.000

91.000

9.000

9.000 minore del 10% di "C"

100.000

100.000

9.000

91.000

63.000 è il vaolre minimo tra il 10% e 70.000

9.000

63.000

63.000

9.000

63.000 è il valore minimo tra il 10% e 70.000

91.000

9.000

100.000

100.000

9.000 minore del 10% di "C"

Va segnalato che il tetto massimo di 70.000 euro reet, quat in hendreet praesen iamet, conse exerit landre cor sum et, secte veratis exerat wis eu facilit, sequam dolortis dolore magnit adio coreraessim.

scossione per il recupero coattivo. Per effetto dell’art.17 della L. n.46/99 come modificato dall’art.1 c.151 della L. n. 244/2007, la riscossione coattiva mediante ruolo si applica alle entrate erariali, non solo di natura tributaria, alle entrate degli enti locali, quando gli stessi non provvedano alla riscossione diretta ma optino per la riscossione mediante il ruolo. La riscossione mediante il ruolo ha luogo anche per i crediti degli enti previdenziali. La cartella di pagamento è l’atto con il quale l’agente della riscossione, territorialmente competente in relazione al domicilio fiscale del contribuente, notifica al contribuente e all’eventua-

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le coobbligato, entro un termine perentorio, le somme iscritte a ruolo. La cartella di pagamento deve contenere necessariamente alcuni elementi, a pena di nullità: • avviso di pagamento; • avviso di mora, ovvero, portare a conoscenza del contribuente debitore che, nel caso di inadempimento oltre il termine canonico di 60 giorni dalla sua notifica o in assenza di impugnazione della cartella con provvedimento di sospensione, l’agente della riscossione procederà con l’esecuzione di espropriazione forzata nei confronti del contribuente medesimo; • data di esecutività del ruolo;


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• il destinatario della cartella, in particolare il codice fiscale del contribuente; • indicazione del responsabile del procedimento di iscrizione del ruolo e del responsabile del procedimento di emissione e notificazione della cartella di pagamento per i ruoli consegnati dal 1° giugno 2008 agli agenti della riscossione (obbligo introdotto dall’art.36 c. 4-ter del D.L. n.248/2007, convertito con modificazioni dalla L. n.31/2008); • estremi da cui trae origine il titolo per l’iscrizione a ruolo. Il ruolo è un titolo esecutivo che deve necessariamente essere sottoscritto dal titolare dell’ufficio creditore o da un suo delegato mediante firma elettronica. Numero utenti

Metri senza il calcolo della tolleranza

Metri con la tolleranza già calcolata

1

36

36-20% = 28,8

2

42

42-20% = 33,6

3

58

36-20% = 28,8

4

36

42-20% = 33,6

5

42

42-20% = 33,6

Notifica di cartella di pagamento: cosa fare L’iscrizione a ruolo di una certa somma a carico del contribuente non vuol dire che la pretesa

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dell’impositore sia sempre fondata. Ci sono delle situazioni in cui versamenti eseguiti, crediti d’imposta spettanti, non risultano rispettivamente pervenuti o riconosciuti dall’ente impositore per errore, per smarrimento o per omessa presentazione di documentazione quando richiesta. In altre situazioni possono esserci diversità di veduta, generate da una disciplina non sempre chiara e, quindi, suscettibile di diverse interpretazioni. A seguito di notifica di una cartella di pagamento il contribuente ha, quindi, queste alternative: Se la pretesa è fondata pagare entro il termine di 60 giorni dalla notifica; se si versa in una situazione di temporanea difficoltà finanziaria, vi è la possibilità di chiedere, la rateizzazione delle somme iscritte a ruolo. Se si ritiene illegittima la richiesta: • al fine di ottenere entro 60 giorni dalla notifica della cartella, inoltrare istanza di autotutela all’ente impositore competente, lo sgravio del ruolo e, di conseguenza, l’annullamento della cartella di pagamento. In tal caso, l’ente impositore competente invia apposita comunicazione all’agente della riscossione; • fare ricorso nel termine di 60 giorni adendo la Commissione competente il ricorso contro il ruolo, come previsto dall’art.39 del DPR. n. 602/73, non sospende tuttavia la procedura di riscossione da parte del concessionario, a meno che a quest’ultimo non pervenga provvedimento di sospensione o da parte dell’Ente impositore


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quesiti

Obbligo di indicazione nello statuto delle disposizioni di cui all’art. 2512 c.c. qu es ito

Siamo una cooperativa, non ancora associata a Legacoop che ha avuto una revisione biennale da parte di un funzionario del Ministero. Nel verbale viene contestato che: “nello statuto non è enunciato quanto previsto dall’art. 2512 c.c.”. Dobbiamo quindi modificare lo statuto o possiamo ricorrere contro questa decisione?

lettera firmata

r is posta

di Dar io Ve dan i

In ordine al quesito sollevato si osserva quanto segue. L’art. 2512 c.c. offre la prima indicazione delle caratteristiche che le cooperative debbono presentare al fine della loro qualificazione quali società a mutualità prevalente, differenziandole sulla base del tipo di scambio mutualistico definito dall’oggetto sociale. Così, per quanto riguarda le cooperative di utenza, viene stabilito che si sarà in presenza di mutualità prevalente quando, in ragione dello scambio mutualistico, le stesse svolgano la loro attività prevalentemente in favore dei soci,

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consumatori o utenti di beni e servizi. Per quanto concerne le cooperative di lavoro – fattispecie riguardante il nostro caso – il disposto precisa che sono considerate a mutualità prevalente quelle che si avvalgono prevalentemente, nello svolgimento della loro attività delle prestazioni lavorative dei soci. La norma lascia dunque alle cooperative di lavoro ampia scelta in ordine alla possibilità di avvalersi o meno delle prestazioni lavorative di soggetti non soci, siano essi lavoratori subordinati o autonomi. Più semplicemente, afferma che per garantire alla cooperativa lo status di mutualità prevalente le prestazioni dei


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quesiti

lavoratori non soci non dovranno prevalere su quelle dei soci, ai sensi dei criteri di misurazione di cui al successivo art. 2513 c.c. Com’è noto, l’art. 2513 pone in capo ad amministratori e sindaci l’onere di documentare la condizione di prevalenza della cooperativa nella nota integrativa al bilancio. Per quanto riguarda le

cooperative di lavoro, il costo del lavoro dei soci deve essere superiore al cinquanta per cento del totale del costo del lavoro così come rilevato all’art. 2425 c.1, punto B) 9 c.c. Amministratori e sindaci dovranno quindi evidenziare contabilmente i costi per il personale socio da una parte e non socio dall’altra, composti da: salari e stipendi, oneri sociali

Sicurezza del lavoro: lavoratrici durante il periodo di gravidanza qu es ito

Siamo una cooperativa, non ancora associata a Legacoop che ha avuto una revisione biennale da parte di un funzionario del Ministero. Nel verbale viene contestato che: “nello statuto non è enunciato quanto previsto dall’art. 2512 c.c.”. Dobbiamo quindi modificare lo statuto o possiamo ricorrere contro questa decisione?

lettera firmata

r is posta

di Dar io Ve dan i

In ordine al quesito sollevato si osserva quanto segue. L’art. 2512 c.c. offre la prima indicazione delle caratteristiche che le cooperative debbono presentare al fine della loro qualificazione quali società a mu-

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tualità prevalente, differenziandole sulla base del tipo di scambio mutualistico definito dall’oggetto sociale. Così, per quanto riguarda le cooperative di utenza, viene stabilito che si sarà in presenza di mutualità prevalente quando, in ragione dello scambio mutualistico, le stesse svolgano la loro atti-


GECOOP