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“CENSURATI DI TUTTO

MONDO...

IL VENITE SU CURRENT TV!”


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UNA PICCOLA RIVOLUZIONE TELEVISIVA ARRIVA ANCHE IN ITALIA. PER LIBERARE L’INFORMAZIONE 

di Boris Sollazzo

C’era una volta un uomo politico che parlava con discorsi ispirati, ma era troppo timido negli incontri diretti con i suoi elettori. C’era una volta un figlio e nipote di statisti che mancava di carisma, ma non di buone idee e di abilità. C’era una volta, nel non lontano 2000, l’“ex futuro presidente degli Stati Uniti”. Parliamo di Al Gore Jr., già vicepresidente di Clinton e in quell’anno avversario di George W. Bush, rampollo fantoccio di una “famiglia” (più nel senso di clan economico che in quello umano e politico) che già contava un ex presidente, George Sr., e un governatore della Florida, Jeb. Proprio nello stato di quest’ultimo il più clamoroso broglio

DALLA CASA BIANCA ALL’INFORMAZIONE

V

icepresidente degli Usa durante la Presidenza Clinton, candidato alla Casa Bianca nel 2000, membro della board of directors di Apple dal 2003, nel 2005, per tre decenni di contributi ad internet, ha ricevuto, dall’Accademia Internazionale delle Arti Digitali e della Scienze, il Lifetime Achievement Award. Nel 2004 ha fondato il network Current Tv. Nel 2006 è stato protagonista del documentario An Inconvenient Truth per il quale ha vinto 2 Oscar, nel 2007 ha vinto il Premio Nobel per la Pace per il suo impegno in difesa dell’ambiente. Nel 2007 ha organizzato il Live Earth.

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CURRENT TV IN ITALIA Il progetto è stato affidato a Tommaso Tessarolo

PREMIO OSCAR Nel 2007, il 12 ottobre, ha ottenuto due premi Oscar per il film An Inconvenient Truth: come miglior documentario e miglior canzone

elettorale della storia politica occidentale scippò la presidenza ad Al Gore, stretto tra un’informazione pilotata (Fox, quando tutto dava lui vincente, cominciò a negare l’evidenza e mistificare la verità sancendo la vittoria del candidato repubblicano) e una corte suprema a maggioranza conservatrice. Poteva essere la sua fine, è stata la sua rinascita. Il mondo è crollato l’11 settembre, l’Afghanistan e l’Iraq hanno sconvolto le nostre vite, e forse con lui sarebbe stato diverso. Lui, che ora ha trovato carisma e leadership, è uno dei pensatori più ascoltati e amati e con la sua battaglia contro il riscaldamento globale ha vinto due Oscar, un Pulitzer (per il documentario Una verità sconveniente) e persino un Nobel. E che per contrastare le concentrazioni di proprietà che stanno uccidendo la libertà di informazione,

ABBIAMO UNITO LA LIBERTÀ E L’ENTUSIASMO DI INTERNET ALLA DIFFUSIONE DI MASSA DELLA TV

nel 2003 ha cofondato con Joel Hyatt il canale televisivo-telematico Current Tv, che è arrivato anche in Italia (canale 130 piattaforma Sky). «Siamo indipendenti, liberi e alieni a ogni pressione - afferma orgogliosamente Al Gore -. Abbiamo unito la libertà e l’entusiasmo di internet alla diffusione di massa della tv, non permettendo che quest’ultima lo can-

nibalizzasse. Siete il primo paese non anglofono ad accogliere Current e sono felice che dall’8 maggio gli italiani, che non hanno paura di dire la verità e che magari vengono censurati, abbiano uno spazio importante per esprimersi». Current Tv, infatti, è una piccola rivoluzione. Un target di ascolto e utilizzo di 18-34enni, lo sviluppo di contenuti affidato a un team di 30 persone e, soprattutto, agli stessi spettatori, con pods (dai 2 agli 8 minuti) e altri strumenti interattivi (community, forum, votazioni) che permetteranno una totale democrazia nella scelta dei contenuti e del loro posizionamento. Chiunque, se in possesso di notizie verificate e di un buon talento di ripresa video, potrà diventare reporter. Qualità e veridicità le uniche condizioni. Quelle che spesso, nell’informazione italiana, sono solo un optional. «Qui non c’è

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il solito gruppo di potere oligopolistico, ma il giudizio della gente. E sono orgoglioso di aver affidato questo progetto a Tommaso Tessarolo, un rivoluzionario come me che da anni parla e scrive del libero accesso ai media. Parliamo di notizie sociali e giornalismo partecipato, che avrà una diffusione non solo italiana ma in tutta la rete di Current (Usa e Gran Bretagna principalmente)». Tessarolo è un giovane (e già questo è un miracolo in Italia, paese per vecchi per eccellenza) e ha le idee chiare. «Current parte dalla presa di coscienza fortissima dei giovani adulti che sempre di più usano internet per informarsi, intrattenersi e persino per socializzare, a scapito di tutti gli altri media. Età e mezzo sono le basi di questa rivoluzione nell’ottica dell’informazione. Abbiamo lanciato il sito italiano (www.current.it) e ci sono già 200 videomaker interessati e 80 attivi. Ma non chiamateci videosharing». E infatti più che YouTube, Current sembra la versione aggiornata e potenziata di Arcoiris Tv, pioniere italiano di questa contaminazione di tecnologie di diffusione. «Penso alla guerra in Iraq - riprende l’ex vicepresidente Usa - e a come i network siano stati condizionati dall’obbligo di essere patriottici. Così il 77% degli americani pensa che il responsabile dell’11 settembre fosse Saddam Hussein. Come è potuto succedere? E il mondo è pieno di questi esempi di cattiva informazione, di notizie pilotate e non approfondite, dalla Russia al Sud Africa. Se il Myanmar è stato devastato, per esempio, si deve anche al fatto che tutti i poteri, quello mediatico com-

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preso, sono in mano al governo. Non mi voglio pronunciare sull’Italia, ma noto solo una cosa: noi, con tutti i difetti della politica e dell’informazione americana, abbiamo fatto 27 dibattiti con i candidati alla presidenza. Voi neanche uno, e persino dopo la vittoria non c’è stato un confronto». Inevitabile provare a chiedergli delle primarie americane e di un suo ritorno alla politica. «Nessun commento sulle elezioni, la situazione è troppo fragile, ma posso dirvi che non sarò nel gabinetto di nessuno dei tre candidati, la mia forma di lotta ormai è questa e si svolge sui temi decisivi per il mondo attuale: ambiente e informazione. Senza il primo moriremo, senza liberare la seconda dalle concentrazioni di poteri e proprietà non si avrà una piena democrazia». L’aspetto sorridente si incupisce un attimo dopo la nostra provocazione, una richiesta di chiarimento sulla grande contraddizione alla base di quest’impresa. Gli facciamo l’unica domanda non fatta, in un’ora, da nessun altro giornalista. Qui in Italia è ospitato pro-

LA LIBERTÀ D’ESPRESSIONE NEGATA, NELLA STORIA, HA SEMPRE E SOLO PORTATO CATASTROFI

prio da quel Murdoch che ha ormai una corporation mediatica intercontinentale e quasi monopolistica. E che con Fox fu il suo carnefice. Un patto con il diavolo? «Sky Italia ha sposato in pieno e con coraggio il nostro lavoro, rispettandone la totale autonomia da chiunque e qualunque cosa. Ha mostrato una totale identità di vedute con noi e un apertura non comune». Persino le pubblicità potranno essere create da singoli e i “pezzi” saranno pagati dai 200 ai 1000 euro. Gli ideali, Al Gore l’ha capito, vanno incoraggiati e non sfruttati. E punta su quei giovani che in tutto il mondo sono ignorati, tranne che come target di consumo. «Arriverà il momento delle nuove generazioni, anche se è vero che, a partire proprio da Usa e Italia, il mondo sta invecchiando. Noi cerchiamo di dare voce proprio a questa generazione che sente il bisogno e il desiderio di esprimersi senza censure né condizionamenti». Una splendida idea che in America ha portato a inchieste giornalistiche di grande interesse, da Katrina ai naziskin russi. «Questa è la strada da percorrere - conclude Al Gore -: la libertà d’espressione negata, nella Storia, ha sempre e solo portato catastrofi. Liberare l’informazione è la battaglia principale: i padri fondatori degli Stati Uniti già nel 18° secolo parlavano del dovere di avere una “cittadinanza ben informata”. Ora significa lottare per media liberi, facilmente accessibili, partecipativi. Questa è stata la mia scelta». Su Sky 130 potremo capire se ha fatto la cosa giusta. 


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