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02/03/2013

Edilizia e Territorio - Progetti e concorsi

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E i geometri fanno un passo indietro sul cemento armato Un passo indietro rispetto al Ddl Vicari. Ma anche il tentativo di spingere al massimo il tasto delle competenze, senza invadere territori fuori portata, come le grandi costruzioni in zona sismica o in cemento armato. Il Consiglio nazionale dei geometri si prepara a presentare ufficialmente al suo prossimo congresso una nuova bozza di regolamento della professione. Con l'obiettivo di incardinarla in Parlamento durante la legislatura in partenza. Il testo cerca una soluzione di compromesso rispetto alla spinta espansiva degli scorsi mesi. Lo dice chiaramente il presidente del Cng, Fausto Savoldi: «Per noi è importante la collaborazione; vogliamo lavorare in maggiore connessione con le altre categorie». Così, sulla questione degli edifici in cemento armato, i geometri fanno un passo indietro. «In autonomia, in base al regolamento, potremo progettare solo edifici in muratura e muratura armata, senza invadere il campo degli ingegneri». Qualche piccolo affondo, invece, viene fatto sulla questione delle zone sismiche, riprendendo quasi letteralmente una formulazione che arriva direttamente dal Ddl Vicari. Ancora Savoldi: «Sotto i 5mila mc fuori terra, anche in zona sismica, potremo progettare, purché ci sia il calcolo strutturale di un ingegnere o di un architetto». Mentre per i geometri laureati «vengono previste competenze proporzionate al tipo di laurea». Sempre che il Parlamento approvi. «Appena avviata la nuova legislatura ci muoveremo con forza per portare avanti la bozza». © RIPRODUZIONE RISERVATA G.La.

SCENARIO CATASTO - Rassegna Stampa 04/03/2013

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Pronta una nuova proposta di legge sul regolamento della professione dopo l'addio al Ddl Vicari


Retrofitting energetico tra prestazioni e costi  

 


CORRIERE.IT BRESCIA  DIETRO LE QUINTE LE ASSEMBLEE, I TRUCCHI PER PLACARE NEGOZIANTI INFURIATI, GLI INCIDENTI SIMULATI

Il geometra, il perito, gli ingegneri : «Noi, la Squadra speciale metrò» Dai cantieri al collaudo dei treni: anni a scovare soluzioni «Mi chiamo Wolf, risolvo problemi». Avete presente Harvey Keitel in Pulp fiction di Tarantino? Moltiplicatelo per cinque ed ecco a voi la Squadra Speciale Metrobus di Brescia Mobilità. All'anagrafe: il geometra Marco Frati, il perito industriale Marco Ghini e gli ingegneri Alberto Cartapani, Luca Marcucci e Laura Zucca. A dire il vero ci sarebbe anche il sesto, cioè il capo, l'ingegner Mauro Rainieri. Ma, come il Charlie delle Charlie's Angels, lui comanda, ma rimane nell'ombra. In ogni caso, se la metropolitana non vi garberà, sapete con chi prendervela: la Spectre sono loro. Se invece l'adorerete, sono i vostri supereroi: tipo i Fantastici Quattro, solo più numerosi. Non che abbiano i superpoteri, per carità. Ma qualche dote fuori dal comune, sì. Perché far viaggiare sottoterra un treno senza conducente, non sarà una chimera alla Jules Verne, come sarebbe sembrato solo qualche decennio fa, ma resta pur sempre una bella impresa.La missione della Squadra speciale (tecnicamente, gruppo di controllo Area metrobus) è stata di tradurre nel concreto il progetto uscito dalla matita e dalla testa di un bresciano di genio, l'ingegner Lamberto Cremonesi di Crew, designer del metrò per conto di Astaldi e Ansaldo. Con il quale il rapporto è stato, come si suol dire, «dialettico». Insomma, qualche scontro c'è stato, ma era inevitabile. Perché traghettare un progetto del genere dal mondo delle idee alla terraferma, anzi, qualche metro sotto, non è davvero faccenda da poco. Un tragitto (a tratti piuttosto somigliante a una via crucis) lungo un ventennio. Che Marco Frati ha vissuto stazione per stazione. «Seguo il progetto dagli anni Novanta, quando ero in Asm - racconta Frati -. Ricordo ancora le assemblee che il presidente Schiffer e l'ingegner Capra facevano in città per convincere i bresciani della bontà del progetto. E i dubbiosi erano tanti. Ci furono anche due referendum, che non raggiunsero il quorum. Chi diceva "non riuscirete mai a finirlo", chi obiettava "spenderete molto più di quel che dite". Qualcuno ci accusava persino di volerli mandare sottoterra prima del tempo. Però, ad ogni incontro, molti riuscivamo a convincerli».


Più difficile è stato riuscire a convincere commercianti e inquilini rimasti assediati per anni dai cantieri. In quel caso, qualche superpotere è servito davvero. «In effetti, credo ci voglia una certa predisposizione caratteriale ammette con un sorriso Luca Marcucci, leccese d'origine ma trapiantato a Bovezzo -. Per conciliare le esigenze di chi lavora nel cantiere e di chi ci abita intorno, ci vogliono tanta pazienza e capacità di ascoltare». Possibile non gli sia mai scappato un invito a spedire l'interlocutore di turno a una destinazione irriferibile? «Qualche volta la tentazione arriva. Per questo non devi mai dimenticare che, in quelle situazioni, non parli per te stesso, sei la faccia dell'azienda». Noi pensiamo che sia stato addestrato grazie a ripetute sedute di meditazione yoga, con tanto di lettini di chiodi e passeggiate sui tizzoni ardenti, ma lui ci spiega che, in realtà, bastano alcune semplici regole. «La prima è non dire mai, a chi ti chiama per lamentarsi "adesso non ho tempo". Piuttosto: "passo senz'altro domani: mi dica a che ora le fa comodo". Secondo, non dare il numero di cellulare a chi sai che protesta per partito preso. Terzo: mettere le mani avanti, avvisare in anticipo dei disagi in arrivo nei giorni successivi». Sarà. Noi continuiamo a pensare che, per avere ancora quel sorriso disarmante, l'ingegner Marcucci un corso di meditazione trascendentale l'abbia fatto. Se lui e Frati si sono occupati dei cantieri, Marco Ghini è invece l'uomo dei treni. E, visto che l'Ansaldo-Breda i vagoni li ha costruiti a Reggio Calabria e allestiti a Napoli, in pochi anni ha messo insieme tante miglia aeree da far invidia al George Clooney di Tra le nuvole . «Mi sono occupato dei collaudi, per cui, nei periodi più "caldi" dovevo volare a Napoli o Reggio due o tre volte la settimana. In compenso, sono stato il primo, ad agosto 2009, a viaggiare sul metrobus». Che, come dicevamo, si muove senza conducente. Grazie ad un sistema automatico di guida che si chiama Atc. Quello che sa tutto in in materia è Alberto Cartapani, che si è occupato dell'impiantistica e l'aereo ha dovuto prenderlo più volte anche lui, ma per Pittsburgh, negli Stati Uniti, dove la tecnologia Atc è stata sviluppata. Lui ammette di avere sviluppato quantomeno l'occhio bionico: «Quando scendo in una stazione del metrò, non riesco a far a meno di immaginare gli impianti nascosti dietro le pareti: illuminazione, ventilazione, riscaldamento, telesorveglianza. E poi gli impianti di controllo della circolazione dei treni. È un po' come se avessi la vista a raggi X». Laura Zucca, che nella squadra Metrobus è entrata per ultima, nel 2009, dopo la scomparsa di un altro componente, il compianto Bruno Bovoloni, ha invece subìto un altro curioso effetto collaterale. «Mi sono occupata, in particolare, della gestione dei finanziamenti. E, a forza di parlar di certe cifre, pure in famiglia mi scappava detto milioni di euro quando invece erano migliaia». Finita la parte burocratico-amministrativa, le è toccata la partita della sicurezza. C'è lei dietro la maxi-esercitazione di evacuazione dell'autunno scorso: 150 "figuranti", bebè compresi, bloccati nel tunnel fra due stazioni. «È andato tutto bene, si sono anche divertiti. E, alla fine, panini per tutti». Lei, però, che si preoccupa della sicurezza degli altri, confessa di aver avuto un dubbio iniziale anche per la propria: «La prima volta che sono salita sul metrobus, un paio d'anni fa, e l'ho visto viaggiare a 80 all'ora senza guidatore, mi sono detta: ma non sarebbe meglio andar un po' più piano?». Chissà se se lo chiederanno anche i bresciani. Piuttosto loro, la Squadra Speciale, non è che da domani, a lavoro finito, finiranno in depressione? «Vorrà dire pressione, altro che depressione - ribatte Ghini -. Il grosso del lavoro viene adesso. Per noi un'anomalia può essere statisticamente insignificante. Ma se le immagina le critiche, se anche la minima cosa va storta proprio i primi giorni?». «E poi i cantieri, almeno il sabato e la domenica sono chiusi - gli fa eco Marcucci -. A metropolitana aperta, invece, ogni giorno è buono per una lamentela». Insomma, loro saranno anche supereroi (o quasi). Ma voi viaggiatori, portate un po' di pazienza. E, soprattutto, trattate bene i vagoni e le stazioni. «Io questi treni li ho visti nascere passo dopo passo - dice ancora Ghini - se trovo qualcuno a imbrattarli di scritte mi arrabbio davvero». Writer avvisato... Luca Angelini 


ISTRUZIONE ROVIGO Istituto tecnico per geometri Bernini, dall’anno scolastico 2013/2014 partirà il nuovo corso Tecnologie del legno nelle costruzioni

Qui si formano esperti di materiali e bioarchitettura  

  Nuovi indirizzi di studio al passo con la tecnologia. All’istituto tecnico per geometri Bernini di Rovigo, dal prossimo anno scolastico sarà attivato il corso “Tecnologie del legno nelle costruzioni” orientato, ad esempio, all’insegnamento dei materiali utilizzati nelle costruzioni in pietra, legno e con tecniche di bioarchitettura. Il corso si affiancherà al corso base “Costruzioni ambiente e territorio”


Rovigo - Una nuova opportunità per gli studenti dell’istituto per geometri di Rovigo sarà attiva dal prossimo anno scolastico. Si tratta dell’opzione Tecnologie del legno nelle costruzioni che si affiancherà al corso base Cat (Costruzioni ambiente e territorio). Come spiega la dirigente scolastica Maria Grazia Faganello, l’indirizzo Cat integra competenze nel campo dei materiali, delle macchine e dei dispositivi utilizzati nelle industrie delle costruzioni, nell’impiego degli strumenti per il rilievo, nell’uso degli strumenti informatici per la rappresentazione grafica e per il calcolo, nella valutazione tecnica ed economica dei beni privati e pubblici e nell’utilizzo ottimale delle risorse ambientali. Approfondisce competenze grafiche e progettuali in campo edilizio, nell’organizzazione del cantiere, nella gestione degli impianti e nel rilievo topografico. l corso è orientato alla formazione della figura professionale del geometra: l’iscrizione al relativo collegio provinciale è subordinata ad un preventivo corso di perfezionamento di almeno due anni presso un istituto tecnico di formazione superiore (Its) o una laurea triennale presso un istituto universitario (in passato era necessario un biennio di praticantato). Nell’opzione “Tecnologie del legno nelle costruzioni” il diplomato ha competenze nel campo dei materiali utilizzati nelle costruzioni in pietra, legno e con tecniche di bioarchitettura; nell’uso delle macchine e dei dispositivi utilizzati nelle industrie del legno impiegati nelle realizzazioni di carpenteria in legno; nell’impiego degli strumenti di rilievo; nell’impiego dei principali software per la progettazione esecutiva; nella stima di terreni, fabbricati, aree boscate e delle altre componenti del territorio e allo svolgimento di operazioni catastali.

 


Edifici multipiano in legno, la frontiera della sostenibilità, della tecnologia, del comfort   L'AQUILA - CONVEGNO IL 6 MARZO ALL’AUDITORIUM DEL PARCO ALLE ORE ORE 15:00 PRESSO PARCO DELCCASTELLO, VIALE DELLE MEDAGLIE D’ORO 

L’AQUILA - Velocità di realizzazione, economicità, comfort abitativo, strutture antisismiche ed in classe A: questi i vantaggi dell’utilizzo del legno nelle costruzioni. Se ne parlerà mercoledì 6 marzo, presso l’Auditorium del Parco de L’Aquila con l’evento Edifici Multipiano in Legno, promosso da ARCA – ARchitettura, Comfort, Ambiente – con il supporto di Agorà. Alle ore 15,00 tecnici, professionisti, esponenti degli ordini professionali ed imprese di costruzione si incontreranno per analizzare le potenzialità di un materiale quanto mai versatile quale il legno nella realizzazione di edifici multipiano. Questo nuovo modo di costruire di qualità sta prendendo sempre più piede nei contesti urbani grazie anche al superamento dei limiti strutturali – come altezza o numero di piani – presenti in Italia così come in Europa. Nella realizzazione di edifici multipiano, infatti, il legno rende possibile la compresenza, in una stessa struttura, di estetica, sostenibilità, tecnologie avanzate negli impianti, nella domotica e nel comfort abitativo Non più un tabù, dunque, ma edifici che si integrano sempre più con strumenti rinnovabili e che garantiscono un basso impatto ambientale. Oltre ad essersi “sviluppati in verticale” – ad oggi sono presenti edifici che superano i sette piani di altezza – riescono ad avere ottimi comportamenti sia in caso di terremoto che di incendio. E l’Italia è protagonista nella realizzazione di ricerca sperimentale in scala 1:1 con l’obiettivo di studiare il comportamento sismico degli edifici in legno. Esempio emblematico e location di tutto prestigio l’Auditorium del Parco, primo edificio certificato ARCA Silver, progettato da Renzo Piano: realizzato nel centro storico della città è un la prova di come in una stessa opera possano coesistere molte delle tecnologie più avanzate sviluppate per l’utilizzo moderno del legno anche in funzione delle sue prestazioni antisismiche. In un contesto come quello aquilano, soprattutto dopo il terremoto del 2009, era necessario riconsiderare la ricostruzione della città in maniera intelligente. Ed il legno è il materiale che può risolvere al meglio le problematiche riscontrate post sisma. L’Auditorium, inaugurato lo scorso Ottobre con l’orchestra Mozart diretta da Claudio Abbado, è stato finanziato dallaProvincia Autonoma di Trento e realizzato con legno proveniente dalle foreste di Paneveggio, lo stesso che Stradivari sceglieva per i suoi violini. Una particolarità, questa, che va ad aggiungersi alla quantità di materiale utilizzato: ben 1.165 metri cubi di legno prodotti dalle foreste trentine in sole 6 ore. Ospiti della giornata aquilana Alfredo Moroni, Assessore alle OO.PP. di L’Aquila e alcune delle più grandi personalità del settore tra cui il Prof. Ario Ceccotti, Direttore CNR IVALSA e Norbert Lantschner, Presidente Fondazione ClimAbita e ideatore Agenzia CasaClima.


Il workshop avrà la struttura di un vero e proprio forum tecnico con seri obiettivi di aggiornamento e formativi. Il tutto verrà animato da un interessante dibattito tra relatori e professionisti che metteranno a disposizione della platea il proprio know-how. L’evento è patrocinato da Trentino Sviluppo, Consiglio nazionale degli Ingegneri, Consiglio nazionale dei Geometri e Geometri Laureati, Consiglio nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Pianificatori, Consiglio nazionale dei Periti Industriali, Consiglio dei Geometri e Geometri Laureati della Provincia dell’Aquila, Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Pianificatori di Roma e Provincia, Legambiente, Comune di Roccaraso e Comune di L’Aquila.

 


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