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la Repubblica

MARTEDÌ 13 MARZO 2012

PIEMONTE ECONOMIA ECONOMIA

TORINO

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L’indagine per il primo semestre 2012 è drammatica: metà delle aziende prevede la riduzione del fatturato

“Stato di default per l’edilizia” L’allarme dell’Ance: subito il nostro pacchetto di misure STEFANO PAROLA ESPRESSIONE è forte: «Stato di default». Il presidente dei costruttori edili piemontesi la usa per descrivere la situazione della sua categoria: «Il nostro settore – dice il numero uno regionale dell’Ance, Giuseppe Provvisiero – è nel pieno della crisi. Non vogliamo però rimanere passivi di fronte a questa situazione molto difficile e per questo abbiamo formulato un pacchetto di proposte in grado di risollevare la situazione». L’allarme scatta dall’indagine congiunturale che l’associazione ha fatto per tastare il polso degli imprenditori edili sui primi sei mesi del 2012: «I risultati – dice il presidente del Centro studi dell’Ance Piemonte, Filippo Monge – delineano una situazione drammatica per l’edilizia. L’aggravarsi di una restrizione creditizia patologica e senza precedenti e l’acuirsi del grave fenomeno dei ritardati pagamenti stanno mettendo in ginocchio le imprese edili.

L’

L’iniziativa

GRANDI TIMORI Il presidente dell’Ance Piemonte Giuseppe Provvisiero

Metà delle aziende intervistate prevede infatti una riduzione del fatturato con conseguenze a livello occupazionale». A pensare di aumentare gli affari in questo semestre è appena il 5,4% degli imprenditori.

Mentre uno ogni tre immagina di essere costretto a diminuire la quantità di personale e appena lo 0,5% prevede invece di fare assunzioni. Appena il 2,3% delle aziende dichiara di avere difficoltà a trovare manodope-

ra generica, per un motivo molto semplice: il lavoro non c’è. Gli unici dati un po’ meno negativi riguardano l’edilizia privata: le imprese segnalano tempi di pagamento passati dai 155,5 giorni della seconda metà del 2011

ai 150,2 attuali, ma anche un portafoglio ordini medio che lievita da 6,1 a 7,2 mesi. Tutto invariato invece nel settore pubblico, che paga a 110 giorni e che offre ordini per 2,9 mesi. Di qui, l’esigenza di ottenere una serie di misure per aiutare il settore edile a uscire dallo “stato di default”. L’elenco del presidente Provvisiero comincia così: «Per prima cosa occorre sbloccare i pagamenti e rivedere il patto di stabilità interno. Poi va sfruttato il ruolo anticiclico dell’edilizia con investimenti in infrastrutture e con procedure in grado di agevolare l’utilizzo del parternariato pubblico e privato». E poi prosegue: «Altri aspetti chiave su cui continuare a insistere sono la semplificazione normativa, l’allineamento del costo del personale e della fiscalità con quelli applicati negli altri Paesi europei, una maggiore attenzione alle piccole e medie imprese e ai giovani, anche attraverso un’adeguata formazione e specializzazione». © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Mauro Zangola: “L’attenzione sarà su due filoni: la meccatronica e i nuovi materiali” metà finanziato dal ministero dello Sviluppo economico) che nei prossimi due anni servirà a trasferire l’innovazione dal sistema della ricerca al mondo delle Pmi. Perché, come spiega il presidente dell’Unione industriale, Gianfranco Carbonato, «I soggetti medio-grandi già collaborano da tempo con il Politecnico, ma sono i piccoli che hanno difficoltà. Ed è giusto aiutare chi ha idee innovative». Le attività di Target, che intende coinvolgere mille imprese, impegneranno 36 persone tra addetti dell’I3p, dell’Area trasferimento tecnologico del “Poli” e dei laboratori Lim, che si occupa di Meccatronica, e Chilab, specializzato in nuovi materiali. Questo perché «concentreremo la nostra attenzione su due ambiti, l’automazione e la sensoristica», spiega il coordinatore dell’iniziativa Mau-

Dopo i dati dell’Agenzia

“Abusivismo? Cuneo non è tra le capitali” MARTINO VILLOSIO L QUINTO posto in Italia per numero di edifici fantasma, dietro a Napoli, Cosenza, Salerno e Reggio Calabria. Prima nel Nord. I dati dell’Agenzia del Territorio hanno proiettato la provincia di Cuneo in cima alla poco onorevole classifica dell’abusivismo edilizio. La magra figura, però, viene ridimensionata da Franco Maggio, direttore dell’Ufficio Regionale dell’Agenzia del Territorio. «I dati del Cuneese non vanno assolutamente associati all’abusivismo - spiega Maggio -. Si tratta per la maggior parte di regolarizzazioni catastali di pratiche non presentate in tempo utile. Anzi, da parte dei cittadini e degli imprenditori cuneesi c’è stata una vera corsa a regolarizzare le posizioni con il Catasto, una sollecitudine maggiore rispetto ad altre realtà dove le attività dell’Agenzia sono ancora in corso». L’Agenzia, dopo le riprese aeree dal 2007 al 2011, ha pubblicato l’elenco delle particelle di terreno su cui ricadono fabbricati non dichiarati al catasto, circa 2 milioni e 200 mila. Entro il 30 aprile 2011 biso-

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Il presidente Carbonato: “E’ giusto aiutare anche i piccoli che hanno idee innovative”

Ecco Target, un milione per mille imprese la ricerca del Poli si trasferisce nelle Pmi RICERCATORI del Politecnico apriranno i loro cassetti in cerca di quei progetti di ricerca che, per quanto interessanti, non hanno mai trovato finanziamenti e pure le piccole e medie aziende rispolvereranno quelle idee innovative che non sono mai riusciti ad approfondire. Insieme cercheranno nuovi prodotti, perfezioneranno quelli già esistenti o miglioreranno i processi di fabbricazione. È l’obiettivo che si pone Target, il progetto promosso da Politecnico, Unione industriale e I3p, l’incubatore d’impresa dell’ateneo di corso Duca degli Abruzzi. In ballo c’è un milione (per

Il caso

ro Zangola. E aggiunge: «Le fasi saranno tre: una di studio e analisi dei progetti d’innovazione, una di dimostrazione e prototipizzazione, che in genere è la più costosa, e l’ultima di sostegno alle imprese innovative». Sarà anche un modo per farsi le

ossa in vista del 2014: «L’idea – dice il rettore del Politecnico, Marco Gilli – è di arrivare a dare al progetto un respiro internazionale: dobbiamo prepararci al nuovo programma quadro europeo, che prevede che tra un anno e mezzo i finanziamenti europei siano con-

cessi solo a progetti di ricerca collaborativa tra università e sistema socio-economico». Ma per il mondo accademico sarà anche un modo per imparare a velocizzarsi: «Non si tratta – dice il presidente di I3p, Marco Cantamessa – di fare le solite cose con i tempi

tranquilli cui ci siamo abituati negli anni passati, ma di accelerare il ritmo del trasferimento tecnologico. Oggi la competizione è globale e arrivare tardi vuol dire perdere la partita». (ste. p.)

Patto con Shanghai baosteel

Il Centro congressi si regala un libro per i primi 20 anni

La Mw di Rivoli in Cina costruirà ruote per veicoli

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GGI più che mai l’obiettivo di tutte le imprese piemontesi è agganciare la ripresa dei mercati emergenti. E la Mw di Rivoli, azienda del gruppo Cln che fabbrica ruote per i principali costruttori d’auto mondiali, ci sta provando. L’ultima mossa è la nascita di una joint venture con la Shanghai Baosteel, il maggior gruppo siderurgico cinese, nonché uno dei più grandi produttori d’acciaio del mondo. L’accordo, siglato il 29 febbraio, prevede la creazione di una società partecipata da entrambe le aziende, la Chongqing Baosteel-Mw Wheels. La nuova realtà italo-cinese si occuperà di costruire e gestire una nuova fabbrica in Cina, a Chongqing. Obiettivo: realizzare ruote in acciaio per auto e veicoli commerciali leggeri e pesanti in un sito produttivo in grado di raggiungere una capacità massima di 3 milioni e mezzo di esemplari. Dunque, uno dei più grandi player europei del settore ruote “sposa” una delle più potenti realtà siderurgiche del mondo. Il risultato? Dall’azienda rivole-

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Il volume di Allemandi incontro per le aziende associate e che rappresenta un esempio di mecenatismo culturale unico all’interno del sistema confindustriale», ricorda il presidente del Centro, Pietro Mulatero. E l’ad Giancarlo Bonzo evidenzia come la palazzina abbia oggi «una funzione sociale e culturale di forte richiamo sul territorio, riconosciuta da tutti, ma incuriosisce conoscere a quale periodo storico farla risalire, a quali famiglie sia appartenuta. I suoi ambienti sono scrigni ricchi di storie, che raccontano epoche, stili e relazioni tra le persone». (ste. p.) © RIPRODUZIONE RISERVATA

Il direttore Maggio: “E’ solo l’effetto di una corsa a mettersi in regola con il Catasto”

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Sulla palazzina di via Fanti

UELLA di via Vela non è la solita sede troppo grigia o troppo avveniristica che può avere un’associazione di imprenditori. Il quartier generale dell’Unione industriale di Torino è una palazzina di fine Ottocento ricca di piccoli tesori: arazzi di manifattura inglese del primo Settecento, una sala cinese con decorazioni orientali, ovali del pittore piemontese settecentesco Vittorio Amedeo Rapous, bassorilievi in marmo di Edoardo Rubino, ma anche opere di arte moderna. A raccontare la storia della sede degli imprenditori ci pensa un volume, «La palazzina Marone Cinzano», scritto da Arabella Cifani e Franco Moretti, edito da Umberto Allemandi & C. Un libro che è anche il modo che il Centro congressi dell’Unione industriale ha scelto per celebrare i suoi primi vent’anni. «È passato ormai un ventennio da quando la giunta dell’Unione industriale decise di far ristrutturare una parte dell’edificio per realizzare una struttura dedicata ai congressi, che continua a essere un luogo di

Il direttore Franco Maggio

Joint venture per la Mw se lo raccontano così: «I rispettivi know how dei due partner permetteranno di fornire ruote ad alto contenuto tecnologico e un efficace servizio per la clientela domestica e internazionale». Per la Mw, che ha già tre siti produttivi in Italia e altri tre in Francia, Polonia e Romania, si tratta del primo stabilimento al di fuori dei confini europei. Infatti, si legge nella nota diffusa dall’azienda, «l’accordo è un ulteriore passo avanti nella strategia di globalizzazione e di ampliamento del mercato che la nostra impresa persegue da anni». (ste. p.) © RIPRODUZIONE RISERVATA

gnava mettersi in regola. Dal 2 maggio 2011, per gli immobili per cui non sono arrivate le pratiche di aggiornamento, sono cominciati i rilievi sul campo dei tecnici dell’agenzia per attribuire le rendite presunte. «A Cuneo la quota di questi accertamenti è stata minima - aggiunge Maggio - quasi tutti si erano già messi in regola». Non solo. «Nella maggior parte dei casi le nuove costruzioni sono lavori di ampliamento, regolarmente autorizzati dai Comuni», spiega Maggio. A far salire la Granda nella classifica hanno contribuito anche l’estensione del territorio, la presenza di grosse centrali idroelettriche, gli immobili a destinazione pubblica per i quali non era ancora stato fatto l’accatastamento. Le case fantasma, nel caso della Granda, non c’entrano nulla. A far schizzare il dato sono stati gli immobili catalogati come «altri». Capannoni artigianali e industriali, soprattutto, ovvero il nerbo di un sistema produttivo fatto di piccole imprese capillarmente diffuse. Il presidente di Ance Cuneo Filippo Monge prende atto con stupore: «Questi dati potrebbero essere la somma di interventi di ampliamento, fatti non certo per speculare ma per creare lavoro. Comunque dimostrano il fallimento degli Sportelli Unici per le imprese, che dovevano semplificare le procedure amministrative per allargare o insediare nuove aziende». © RIPRODUZIONE RISERVATA


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