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RASSEGNA STAMPA del 9 Aprile 2013

A CURA DI


Geometri: più innovazione, responsabilità e competitività con gli standard di qualità della professione Si svolgerà a Rimini dal 10 al 13 aprile il 44° Congresso Nazionale Geometri e Geometri Laureati, articolato in più sessioni, dal tema quanto mai attuale "Geometra: ruolo e competenza in evoluzione". L'evento costituirà l'occasione per discutere, definire ed approvare la proposta di nuovo Regolamento professionale della Categoria - già esaminata dall'Assemblea dei Presidenti del Cng - da presentare come disegno di legge al Parlamento italiano. L'apertura ufficiale si terrà il 10 aprile alla presenza di congressisti, autorità, ospiti ed esperti relatori. I lavori inizieranno l'11 aprile e saranno articolati in sessioni plenarie e tematiche. Nel corso della mattinata appuntamento alla Sala dell'Arco con la presentazione degli standard di qualità delle attività professionali dei geometri, atto finale del progetto tra UNI e Consiglio Nazionale Geometri e Geometri Laureati (CNGeGL) finalizzato alla qualificazione professionale della categoria dei geometri per garantire appieno l'efficienza delle attività professionali a imprese e consumatori. Il processo di qualificazione professionale passa attraverso la specificazione dei requisiti di conoscenza, competenza, capacità ed esperienza delle prestazioni assicurate dai geometri e geometri laureati, in modo da soddisfare le esigenze della committenza pubblica e privata, dell'impresa e del cittadino. Ruggero Lensi, Direttore Relazioni Esterne Sviluppo e Innovazione UNI, presenterà le 48 specifiche dedicate alle attività professionali più ricorrenti svolte nei settori applicativi dell'edilizia, urbanistica e ambiente, dell'estimo e attività peritale, della geomatica e attività catastale. Si tratta di documenti di autoregolamentazione, una sorta di disciplinari tecnici per i quali UNI ha fornito un supporto metodologico alla stesura dei contenuti secondo le regole editoriali proprie delle norme tecniche. La sessione plenaria del 12 aprile è destinata invece all'incontro con i rappresentanti degli Istituti Tecnologici (dirigenti scolastici e docenti tecnici Cat), e i dirigenti del Miur: argomento dell'incontro è l'istruzione tecnica secondaria in relazione all'accesso alla professione del geometra. Il 13 aprile è prevista la sessione plenaria conclusiva del Congresso.


Milano: Comune accelera piano efficienza energetica in edifici pubblici Accelera il piano del Comune di Milano per migliorare l'efficienza energetica degli edifici pubblici. Un'azione che permette di risparmiare anche sulla spesa. Sono questi i contenuti della delibera approvata ieri dalla Giunta, che prevede la trasformazione a gas naturale degli impianti piu' vecchi ancora in funzione in parte dei 600 edifici comunali, con una spesa del 6% piu' bassa sul servizio energia tutti gli anni, e l'allacciamento al teleriscaldamento A2A di ulteriori 700.000 metri cubi (29 edifici) con i quali si potranno risparmiare sul canone circa 160mila euro ogni anno (comprensivi di Iva). "Prosegue concretamente l'impegno dell'Amministrazione per portare Milano a essere sempre piu' una citta' sostenibile, con un piano di efficientamento che cresce e si struttura. Stiamo continuando a investire sull'ampliamento della rete di teleriscaldamento e sulla trasformazione degli impianti piu' vecchi, per dare alla citta' un'aria piu' pulita e per raggiungere risultati importanti nella lotta all'inquinamento atmosferico", spiega l'assessore alla Mobilita', Ambiente ed Energia Pierfrancesco Maran. "Coniugare risparmio economico ed efficientamento energetico e' un ottimo risultato raggiunto da questa amministrazione. Il nostro impegno e' di portare avanti lo sviluppo del teleriscaldamento: la collaborazione con A2A sara' sempre piu' forte, per assicurare alla citta' un miglioramento delle condizioni ambientali che solo le emissioni zero possono garantire", sottolinea l'assessore ai Lavori Pubblici Carmela Rozza. Ed e' proprio sul risparmio economico e l'efficientamento energetico che si basa l'affidamento del servizio energia a Rti Cofely. La convenzione, che avra' durata di sette anni e riguardera' circa 600 edifici comunali, include la garanzia di interventi di riqualificazione energetica sufficienti a risparmiare un quantitativo di energia che, nel corso dei sette anni, ammontera' a 1.877 Tep (tonnellate equivalenti di petrolio).


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Domande&Risposte

Un piano in più, l'indennità resta per pochi La riforma del condominio non ha cambiato la norma e lascia quindi spazio ad equivoci interpretativi Franco Guazzone Tra le norme del Codice civile che richiedono un intervento urgente figura l'articolo 1127: il rischio è che rimanga un equivoco sulla determinazione del valore dell'indennità di sopraelevazione. La metodologia di calcolo dell'indennità non è infatti corretta, neanche nel caso in cui la sopraelevazione si riferisca al sopralzo di un intero piano di unica proprietà, in quanto il valore ricercato dovrebbe essere quello dell'area diviso per il numero dei piani esistenti, escluso quello in sopralzo. Nella maggioranza dei casi, peraltro, la sopraelevazione riguarda solo un parte di piano: se la norma venisse applicata alla lettera produrrebbe effetti ancora più sperequativi, escludendo di fatto dai soggetti destinatari dell'indennità tutti i condomini le cui unità non siano direttamente sottostanti, in proiezione alla nuova fabbrica. Il nocciolo della questione è rappresentato dal fatto che la locuzione «un'indennità pari valore attuale dell'area da occuparsi con la nuova fabbrica, diviso il numero dei piani compreso quello da edificare», di fatto comporta l'invarianza del valore totale dell'area di sedime in presenza di una sopraelevazione. Invece il valore di un'area edificata è proporzionale a quello dell'edificio che vi insiste, per cui se si aggiunge un piano al fabbricato esistente, il valore dello stesso fabbricato aumenta nel suo complesso, incrementando anche, in proporzione, quello dell'area. La seconda parte del comma 4 dell'articolo 1127 dovrebbe quindi intendersi come «valore dell'area di pertinenza della nuova fabbrica», da valutarsi col metodo del valore di trasformazione dell'area medesima, partendo dal valore di mercato della nuova fabbrica da cui si devono detrarre i costi di progettazione e costruzione, gli oneri di urbanizzazione e concessione, gli interessi sui capitali investiti e l'utile del promotore (cioè colui che sopraeleva). Inoltre, i destinatari dell'indennità devono essere tutti i condomini, indipendentemente dalla tipologia dell'edificio, che potrebbe comprendere anche più corpi di fabbrica. Peraltro gli effetti della sopraelevazione sono presenti anche nel caso del recupero di sottotetti. Da quanto premesso, risulta evidente la necessità di correggere la legge 220 e l'articolo 1127 del Codice andrebbe così modificato: «Chi fa sopraelevazione o recupero di sottotetto deve corrispondere agli altri condomini un'indennità pari al valore attuale dell'area, relativa alla nuova fabbrica, detratto l'importo della quota a lui spettante». © RIPRODUZIONE RISERVATA La nomina del sostituto nei «piccoli condomìni» La riforma del condominio permette anche all'amministratore dimissionario di rivolgersi all'autorità giudiziaria per far nominare un altro amministratore. È possibile farlo anche in caso di condominio con meno di nove condòmini? RLa facoltà concessa all'amministratore dimissionario di chiedere la nomina del suo successore da parte dell'autorità giudiziaria è fondata sul presupposto che l'autorità giudiziaria abbia il potere di nominare un amministratore. Facoltà che non è prevista per i cosiddetti "piccoli condomìni", che con la riforma passeranno da quattro a otto condòmini. Quindi in caso di cessazione della carica da parte di un amministratore nominato per scelta della maggioranza dei condòmini, sarà questa a decidere se nominarne uno nuovo o riappropriarsi del potere di amministrare direttamente il bene comune ai sensi dell'articolo 1105 del Codice civile. L'iter giusto per integrare l'ordine del giorno Qual è la procedura giusta per chiedere

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di aggiungere un argomento all'ordine del giorno della riunione ordinaria di fine gestione? RIl condomino può formulare un'istanza, preferibilmente scritta, all'amministratore, che tuttavia non è obbligato a inserire l'argomento richiesto all'ordine del giorno. In tal senso si è pronunciata la Cassazione con la sentenza 26336/2008. L'amministratore è invece obbligato a convocare l'assemblea e a inserire l'argomento oggetto dell'istanza all'ordine del giorno qualora ne facciano richiesta almeno due condomini che rappresentino un sesto del valore dell'edificio (articolo 66 delle disposizioni di attuazione del Codice civile). La riforma (legge 220/12) ha poi previsto due casi in cui, su richiesta di un solo condomino, l'amministratore è obbligato a convocare l'assemblea. Si tratta delle ipotesi previste dai novellati articoli 1220, comma 3, e 1229, comma 11, del Codice civile. L'omessa convocazione può comportare la revoca dell'amministratore, costituendo tale grave irregolarità ai sensi dell'articolo 1129, comma 12, n. 1. Diritto di voto confermato anche per i morosi L'amministratore del mio condominio convocherà la prossima riunione appena dopo il 18 giugno. I soggetti morosi da più di sei mesi avranno ancora diritto di voto? RSì. La legge di riforma, pur introducendo una stretta nei confronti della morosità, non prevede l'esclusione dei morosi dal voto. I limiti all'impianto solare sul lastrico dell'edificio Amministro un condominio dove in passato l'assemblea ha negato a un condomino l'installazione di un impianto fotovoltaico sulla copertura del fabbricato. La nuova legge adesso agevola la realizzazione di questi impianti. Quale posizione deve tenere l'amministratore? Concretamente, come mi devo comportare per mantenere equidistanza fra le parti? RIl nuovo articolo 1122-bis del Codice civile prevede al comma 2 la possibilità di installare impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili, destinate a servire singole unità del condominio, sul lastrico solare, su ogni altra idonea superficie comune, nonché sulle parti di proprietà individuale dell'interessato. È bene precisare che la norma richiamata prevede la comunicazione dell'interessato all'amministratore solo ove si rendano necessarie modificazioni alle parti comuni. L'assemblea potrà intervenire efficacemente, con la maggioranza di cui all'articolo 1136, comma 5, del Codice civile (maggioranza degli intervenuti e almeno i due terzi del valore dell'edificio) prescrivendo adeguate modalità alternative di esecuzione o imponendo cautele a salvaguardia della stabilità, della sicurezza o del decoro architettonico dell'edificio e provvedendo - a richiesta degli interessati - a dividere l'uso del lastrico solare e delle altre superfici comuni, salvaguardando le diverse forme di utilizzo previste dal regolamento di condominio o comunque in atto. L'amministratore non entra nelle liti tra vicini di casa Il condòmino del piano di sopra stende i panni in modo da causare un costante stillicidio sul mio terrazzo. L'amministratore gli ha scritto ma non è cambiato nulla e per questo mi dice che non può fare altro e di rivolgermi personalmente a un legale a tutela dei miei diritti. È corretto? RTrattandosi di questione che riguarda due condomini individualmente e che non coinvolge parti comuni l'amministratore non può fare nulla di più. Sanzioni fino a 800 euro se si viola il regolamento Nel regolamento di condominio a volte sono inserite anche norme di vivere civile che riguardano più la sfera privata che il condominio. L'amministratore ha l'obbligo di far rispettare anche queste regole? RTra le attribuzioni dell'amministratore del condominio, l'articolo 1129 del Codice civile indica espressamente l'obbligo di curare l'osservanza del regolamento di condominio. Alla luce della norma richiamata, pertanto, SCENARIO CATASTO - Rassegna Stampa 09/04/2013

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l'amministratore dovrà intervenire in tutti i casi disciplinati nel corpo del regolamento adottato, in riferimento alle proprie attribuzioni di legge, trovando un concreto limite solo davanti a eventuali disposizioni strettamente privatistiche. Da ultimo, si precisa che a seguito della nuova legge 220/2012, il nuovo articolo 70 delle disposizioni di attuazione del Codice prevede in caso di infrazione, una sanzione fino a 200 euro, e in caso di recidiva, fino a 800 euro. Addio alla cassa in contanti per le quote condominiali L'articolo 9 della legge 220/2012 obbliga l'amministratore a far transitare le somme ricevute a qualunque titolo su specifico conto corrente. Premesso che sono anni che ho aperto conti correnti singoli per ogni stabile amministrato e che vivo in una piccola cittadina dove è consuetudine venire a pagare allo studio dell'amministratore perché c'è ancora necessità del contatto diretto e personale, molte volte mi trovo in cassa contanti e, per non fare un doppio lavoro (versare in banca e fare assegni), pago con questo contante le spese postali o le piccole manutenzioni (ad esempio l'elettricista per la sostituzione delle lampadine). Sarà possibile farlo anche dopo l'entrata in vigore della riforma o l'indicazione di legge è così categorica? RLa nuova formulazione dell'articolo 1129 del Codice civile prevede tra gli obblighi dell'amministratore del condominio l'obbligo specifico e chiaro circa il transito delle somme ricevute o erogate per conto del condominio, su uno specifico conto corrente, postale o bancario, purché intestato al condominio. La norma prosegue, conferendo esplicipo potere in capo ai singoli condomini, di fare richiesta all'amministratore per visionare ed estrarre copia a proprie spese, della rendicontazione periodica. Alla luce di quanto sopra, non si ritiene possibile continuare nei comportamenti descritti nella domanda. L'iniziativa del Sole 24 Ore Come migliorare la riforma Sulle criticità della riforma del condominio Il Sole 24 Ore ha lanciato l'iniziativa «Correggere la riforma», attraverso la quale ha raccolto le osservazioni delle associazioni di categoria e professionali coinvolte nella riforma: Agiai, Alac, Anaci, Anaip, Anammi, Anapi, Apac, Apu, Arai, Arpe-Federproprietà, Assocond, Asppi, Assoedilizia Confedilizia, Confabitare, Confappi-Fna, Confiac, Gesticond, Mapi, Ordine degli avvocati di Milano, Consiglio notarile di Milano, Unai, Unioncasa-Confai e Uppi. Presto sarà redatto un testo normativo da presentare al Governo LE GUIDE DEL SOLE La riforma del condominio Le prime risposte Hanno risposto ai quesiti dei lettori: Maurizio Cardaci, Francesca Cerretti, Angela Di Pisa, Paola Pontanari, Paolo Risotti, Luana Tagliolini, Marco Tamburini, Gian Vincenzo Tortorici Gli esperti delle associazioni di amministratori e della proprietà edilizia: 8Domenico Italia, Fabio Scaffai (Agiai); 8Paolo Gatto, Marco Spera (Alac); 8Pietro Maria Di Giovanni, Fabio Gerosa, Massimo Ginesi, Sarah Pacetti, Carlo Parodi, Bruno Piscitelli, Edoardo Riccio (Anaci); 8Daniele De Bonis, Giovanni De Pasquale, Arnaldo Del Vecchio, Germana Granieri, Giuseppe Maria Paolo De Pasquale (Anaip); 8Vittorio Fusco, Maria Sancilio (Anapi); 8Milena Elena Marelli, Raffaella Rispoli (Apac); 8Giovanni Bardanzellu, Diletta Bocchini, Giuseppe Bonura, Giuseppe Magno, Mauro Mascarucci, Vivalda Paolini, Massimo Parisella (Arpe-Federproprietà); 8Vittorio Sardini (Asppi); 8Carlo Callin, Augusto Cirla (Assocond Conafi); 8Marco Marchiani (Assoedilizia); 8Franco Pani (Confabitare); 8Franco Pagani, Silvio Rezzonico (Fna-Confappi); 8Marina Benzi (Foro immobiliare); 8Paola Mauro, Vincenzo Nasini, Diego Russello (Gesticond); 8Gerardo Michele Martino (Mapi); 8Sergio Gaglianese (Sinteg); 8Giulio Aleandri (Unai); 8Paolo Giuggioli, Gabriele Bruyère (Uppi)


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Sul sito del Sole 24 Ore lo speciale sulla riforma e, da domani, tutte le risposte www.ilsole24ore.com/riformacondominio

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EoS, la fiera per specialisti dell’efficienza energetica CalabriaInnova e AREA Science Park promuovono un Dating Tecnologico sul tema efficienza energetica negli edifici. L’evento si terrà venerdì 17 Maggio 2013 a Udine in occasione della fiera EoS – Exposition of Sustainability.Il Dating Tecnologico promuove, attraversoincontri onto-one, soluzioni e tecnologie innovative per migliorare l’efficienza energetica in edifici pubblici e privati, domestici o industriali e attivare cooperazioni in ricerca e business. Alla manifestazione partecipano imprese, centri di ricerca, dipartimenti universitari, consulenti e Pubbliche Amministrazioni con offerte o richieste di tecnologie innovative nei seguenti ambiti: involucri e componenti per gli Edifici, impianti energetici, servizi di gestione energetica, servizi in materia di efficienza energetica negli edifici. La partecipazione all’evento è gratuita. Per registrarsi è necessario redigere il proprio profilo in inglese entro il 20 aprile 2013 sul sito. Per informazioni di dettaglio e supporto ai fini dell’iscrizione: Carmelina Esposito – email: carmelina.esposito@calabriainnova.it – tel. 0968 289552 Vera Tomaino -email: vera.tomaino@calabriainnova.it – tel. 0965 289554


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Il Gazzettino - Treviso

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Tasse troppo pesanti per i terreni edificabili: «Tornino agricoli» VITTORIO VENETO - Via l'edificabilità dai terreni: è la nuova e particolare richiesta presentata da molti cittadini che, in questi mesi, sta «intasando» di lavoro gli uffici tecnici del comune di Vittorio Veneto. La crisi rivela un'altra faccia della sua medaglia: i vittoriesi non riescono a sostenere più il peso delle tasse e, dove possono, chiedono di ridurle. Dieci, cento o mille euro possono fare la differenza per molte famiglie, se risparmiati. La rendita catastale di un terreno edificabile è ben superiore a quella di un terreno agricolo. E di conseguenza si pagano più tasse. Anche con l'Imu, che ha sostituito l'Ici, per chi possiede un terreno edificabile l'imposta da versare spesso raggiunge cifre importanti. Da qui la decisione di molti vittoriesi di chiedere un declassamento del terreno posseduto. È quanto emerso venerdì sera in sede di consiglio comunale quando all'ordine del giorno si parlava di Pat, il piano di assetto del territorio, un tema chiesto dai consiglieri di minoranza per capire lo stato di avanzamento, che, a latere, ha fatto emergere come la crisi si insinui anche con nuove forme nelle famiglie vittoriesi. «Il Pat che stiamo portando avanti tiene conto anche della crisi economica che sta coinvolgendo l'area del vittoriese - ha spiega il sindaco Gianantonio Da Re -. Ci sono oggi sempre più domande di persone che vengono nel mio ufficio o in quello dell'assessore per chiedere di togliere l'edificabilità all'interno di vari comparti. Non si può non tenere conto di queste necessità. Queste necessità sono reali». All'ufficio dell'edilizia privata del comune le richieste non mancano, anche se a volte non sempre è possibile venire in contro a quelle che sono le nuove esigenze dei cittadini. Se un tempo avere un terreno edificabile era una fonte di guadagno certa, spesso ricercata, oggi questi terreni rappresentano invece una palla al piede per molti cittadini che soffrono la crisi. Un fenomeno sintomatico di quelle che sono le difficoltà che da mesi segnano il settore edile e immobiliare. Claudia Borsoi

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BOOM DI RICHIESTE


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