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Azimut rettamente dall’appaltatore, essendo vietato il subappalto se non autorizzato dal committente (Art. 1565 c.c.) e, salvo patto contrario, la materia necessaria al compimento dell’opera deve essere fornita dal primo (Art. 1658 c.c.). Se, viceversa, i materiali sono forniti dall'appaltante e presentano difetti tali da compromettere la regolare esecuzione dell'opera, l'appaltatore è tenuto a darne pronto avviso affinché il committente ne fornisca altri non difettosi. L’opera deve essere compiuta secondo le modalità pattuite e a regola d’arte; nei tempi previsti dal contratto va consegnata al committente. - GARANZIA PER I VIZI Le difformità ed i vizi dell’opera obbligano l’appaltatore alla relativa garanzia (Art. 1667 c.c.), che consiste (Art. 1668 c.c.) nell’eliminazione a proprie spese o nella riduzione proporzionale del prezzo, a scelta del committente, sempre facendo salvo il diritto al risarcimento del danno nel caso di colpa dell’appaltatore. Se l’inadempimento è grave (tale che l’opera sia del tutto inadatta alla destinazione), il committente può chiedere la risoluzione del contratto (sempre Art. 1668), sempre salvo il diritto al risarcimento del danno, come normalmente previsto in relazione ad ogni contratto. - TOLLERARE DI VERIFICHE IN CORSO D'OPERA ED ADEGUARSI ALLE DISPOSIZIONI DELLA DIREZIONE LAVORI Il committente, direttamente o tramite preposto, ha il diritto di verificare che l'appaltatore stia effettuando l'opera correttamente (Art. 1662 c.c.). Infatti, il controllo costante in fase di realizzazione evita di dover procedere a correttivi ad opera conclusa (più complessi tecnicamente ed anche più dispendiosi). Ovviamente, qualora si accerti che l'esecuzione non procede secondo quanto contrattualmente pattuito o comunque a regola d'arte, il committente ha diritto di mettere in mora l'appaltatore, intimandogli di provvedere agli adeguamenti del caso entro un congruo termine, trascorso il quale il contratto si risolve di diritto, con conseguente diritto al risarcimento del danno in favore del committente (Art. 1662, comma 2, c.c.). VICENDE VERIFICABILI IN CORSO D'OPERA VARIAZIONI AL PROGETTO - CONCORDATE (Art. 1659 c.c.): per iscritto, su autorizzazione del committente. In difetto non possono essere apportate unilateralmente dall’appaltatore. Se il prezzo è determinato a corpo o globalmente, per le variazioni non spetta aumento del compenso, salvo patto contrario. - NECESSARIE (Art. 1660 c.c.): ai fini dell'esecuzione dell'opera (ma anche per adeguarsi a norme tecniche e/o giuridiche inderogabili). Se le parti non si accordano, spetta al giudice la determinazione delle variazioni da introdurre e le correlative variazioni del prezzo. Se l'importo delle variazioni supera il sesto del prezzo complessivo convenuto, l'appaltatore può recedere dal contratto e può ottenere, secondo le circostanze un'equa indennità. Se le variazioni sono di notevole entità,

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Condominio il committente può recedere dal contratto ed è tenuto a corrispondere un equo indennizzo. Ovviamente ciò vale qualora la necessità non sia sorta a causa dell'errore dell'appaltatore: in quel caso, infatti, risponderebbe per non corretto adempimento dell'opera e non potrebbe pretendere alcuna indennità. - UNILATERALMENTE RICHIESTE DAL COMMITTENTE Si tratta di variazioni non necessarie, né pattuite fra le parti. In questo caso (Art. 1661 c.c.) l'appaltatore è comunque tenuto ad eseguirle se il loro ammontare non supera un sesto del prezzo complessivo dell'intera opera pattuita. In questo caso spetterà all'appaltatore il compenso per il maggior lavoro. ONEROSITA' O DIFFICOLTA' DELL'ESECUZIONE (Art. 1664 c.c.) - Aumenti o diminuzioni del costo dei materiali o della mano d'opera: se si tratta di variazioni superiori ad un decimo del prezzo complessivamente convenuto, la parte che ne risulta danneggiata può chiedere una revisione, ma solo per la parte eccedente al decimo. Viceversa nessuna variazione è consentita. - Difficoltà di esecuzione derivante da cause geologiche, idriche …, tali da rendere notevolmente più onerosa la prestazione per l'appaltatore: questi avrà diritto ad un equo compenso. CONCLUSIONE DELL'OPERA VERIFICA/COLLAUDO - ACCETTAZIONE Conclusa l'opera, l'appaltatore deve consegnarla al committente, il quale, prima di riceverla, ha diritto di verificarla e, se non si rilevano vizi o difformità dell'opera rispetto al progetto o alle regole della buona tecnica, ne comunica il risultato positivo (Art. 1665 c.c.). Tale comunicazione ha natura di atto unilaterale recettizio contenente una dichiarazione di scienza denominata collaudo, ed è logicamente successiva alla verifica, anche se di fatto si tratta di adempimenti intimamente connessi. Concluse le suddette attività, l'opera va formalmente accettata. Con tale accettazione sorge l'obbligo del pagamento del prezzo pattuito (salvi acconti in sede di SAL o pagamenti di singole partite ex Art. 1666 c.c.). L'accettazione, e la precedente verifica, vanno effettuate appena l'appaltatore, conclusa l'opera, mette il committente in condizione di poterle eseguire. Se questi non esegue la verifica, o comunque non dà comunicazione dell'esito all'appaltatore entro breve termine, l'opera si ha per accettata. Ugualmente si ha accettazione implicita se il committente riceve senza riserve l'opera. Diversamente, non costituisce automaticamente accettazione la semplice verifica della contabilità finale, anche se può essere considerata indice presuntivo di questa. VIZI E DIFFORMITA' DELL'OPERA Si intende per difformità dell'opera una discordanza rispetto a quanto contrattualmente stabilito e/o progettualmente previsto. I vizi dell'opera, invece, consistono in mancanze di qualità della stessa rispetto a quanto sarebbe dovuto essere eseguito secondo le LUGLIO 2016

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Azimut n3 2016  

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