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CANTIERI

Storie di Misura Attraverso la misura osservo la distanza tra due punti E grazie a questa cerco di capire l’equilibrio delle cose

ISTITUZIONI

Progetti e interventi per la città Intervista al Sindaco di Ancona, Valeria Mancinelli

ISTRUZIONE

Progetti degli studenti per l’abbattimento delle barriere architettoniche


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Periodico regionale a cura del Collegio dei Geometri e Geometri Laureati della Provincia di Ancona Corso Garibaldi 91/a - 60123 Ancona (AN) info@geometrian.it - www.geometrian.it Anno XL - N. 4/2016

Azimut

PUBBLICAZIONE TRIMESTRALE Reg. Trib. Ancona 8 Luglio 1975 Comitato di Redazione PressCom-Comunicazione Integrata Piazza Ciabotti, 8 - 60035 Jesi (AN) Tel. 0731.215278 - Fax 0731.213352 info@presscom.it DIRETTORE RESPONSABILE Diego Sbaffi COORDINAMENTO EDITORIALE Davide Amicucci d.amicucci@presscom.it REDAZIONE Diego Sbaffi Giampiero Fabbri Vinicio Montanari Luca Orletti HANNO COLLABORATO A QUESTO NUMERO: Giorgio De Rosa, Giancarlo Vitali, Luigi Morra, William Tantucci CONSULENTI PER LA COMUNICAZIONE Gianni Moreschi (g.moreschi@presscom.it) IMPAGINAZIONE Studio FLORIO - Via Aldo Moro, 38 62010 Sambucheto di Montecassiano (MC) CREDITI FOTOGRAFICI Archivio AZIMUT PUBBLICITÁ CONCESSIONARIA AZIMUT PressCom - Piazza Ciabotti, 8 60035 Jesi (AN) Tel. 0731.215278 - Fax 0731.213352 Emanuele Anselmi e.anselmi@presscom.it

Azimut viene inviato gratuitamente agli iscritti agli Albi Professionali del Collegio dei Geometri e Geometri Laureati della Provincia di Ancona, agli uffici decentrati del Genio Civile, agli uffici tecnici dei Comuni e delle Province, a tutti gli enti pubblici e a tutti coloro che hanno rapporti con la categoria. La collaborazione è aperta a tutti i singoli professionisti e agli organi rappresentativi di categoria. Manoscritti, dattiloscritti, elaborati, disegni, fotografie, anche se non pubblicati, non vengono restituiti. Ogni autore risponde direttamente delle proprie affermazioni che non impegnano nè la redazione nè il Collegio. Gli scritti possono essere pubblicati anche siglati o anonimi, per desiderio degli autori i cui nomi restano comunque reperibili presso la redazione.

Inserzionisti: a Geomax.................................. 2 di Cop. a Subissati................................ 3 di Cop. a Namirial................................. 4 di Cop.

Sommario

2 Editoriale 3 Normativa

Le novità fiscali di periodo afferenti la pro fessione e le agevolazioni per i lavori edilizi Terza parte

8 Normativa Le linee di vita sono obbligatorie? Seconda e ultima parte

14 Istruzione Progetti degli studenti per l'abbattimento delle barriere architettoniche

19 Cantieri Storie di Misura 21 Istituzioni Progetti e interventi per la città, intervista al S . indaco di Ancona, Valeria Mancinelli

24 Condominio Il Terremoto

Una tragedia anche per gli Amministratori di Condominio OTTOBRE 2016

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Azimut Editoriale Il numero 4 di Azimut si apre con la nuova puntata delle novità fiscali di periodo afferenti la professione e le agevolazioni per i lavori edilizi di Giorgio De Rosa. Con la seconda puntata terminiamo poi l'articolo sulle linee vita scritto da Giancarlo Vitali. Segue poi il resoconto del progetto “Una città per tutti”, realizzato in collaborazione tra Coordinamento AREA – Associazioni disabili in rete, l'Istituto Superiore ISTVAS di Ancona e il Collegio dei Geometri e Geometri Laureati della Provincia di Ancona, con i progetti degli studenti per l'abbattimento delle barriere architettoniche ad Ancona. Di seguito l'esperienza del Geometra William Tantucci con il rilievo di Piazza Cavour ad Ancona in occasione della ristrutturazione, seguito da una nostra intervista al Sindaco del Comune di Ancona, Valeria Mancinelli. Chiude la consueta rubrica sul condominio. Buona lettura

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Normativa

Le novità fiscali di periodo afferenti la professione e le agevolazioni per i lavori edilizi di Giorgio De Rosa

... continua dal numero precedente

Contribuenti Forfetari Il regime dei contribuenti Forfetari è stato introdotto dalla legge di stabilità 2015, con l’intento che a partire dal 01/01/2015 dovesse sostituire l’ormai vecchio regime dei contribuenti minimi. Tuttavia nel primo anno dalla sua entrate in vigore, tale regime ha affiancato quello dei contribuenti minimi, mentre solo a partire dal 01/01/2016, il regime forfetario è diventato l’unico regime “agevolato” al quale possono accedere i contribuenti cosiddetti “minori”. Con la legge di stabilità 2016, il regime forfetario è stato oggetto di revisione, e tra le altre modifiche, la più importante è stata l’aumento delle soglie di ricavi per poter accedere a tale regime, che come vedremo, costituiscono la prima causa ostativa al regime. Tale regime costituisce il regime naturale per i contribuenti che rientrano nelle condizioni per essere ammessi, come vedremo nei punti che seguiranno, ed è pertanto richiesto l’esercizio di una opzione per i soli soggetti che pur rientrando nelle condizioni previste, decidano di avvalersi del regime ordinario. I soggetti ammessi a tale regime sono esclusivamente le persone fisiche che svolgono attività di impresa o di lavoro autonomo e che al contempo:  Nell’esercizio precedente non hanno conseguito ricavi ovvero percepito compensi, ragguagliati ad anno, superiori ad alcune soglie specificamente individuate, suddivise per categorie di codice attività. Nello specifico per i professionisti la soglia è di Euro 30.000=. Nel calcolo del predetto limite non rilevano i ricavi ed i compensi derivanti dall’adeguamento agli studi di settore e ai parametri;  Nell’anno precedente non hanno sostenuto spese per dipendenti o collaboratori di ammontare complessivamente superiore ad Euro 5.000,00= lordi;  Il costo complessivo al lordo degli ammortamenti dei beni strumentali alla chiusura dell’esercizio precedente non supera l’ammontare di Euro 20.000,00=. Tuttavia nel calcolo di questo limite occorre considerare che:  Per i beni concessi in locazione finanziaria rileva il

costo sostenuto dal concedente; • Per i beni in locazione, noleggio e comodato rileva il valore normale degli stessi; • I beni detenuti in regime di impresa, arte o pro fessione, utilizzati promiscuamente per l’esercizio dell’impresa, dell’arte o della professione e per l’uso personale o familiare del contribuente, con corrono nella misura del 50%; • Non rilevano i beni di costo unitario non superiore ad Euro 516,46=; • Non rilevano i beni immobili utilizzati per l’eserci zio dell’impresa, dell’arte o della professione. • hanno percepito redditi di lavoro dipendente e redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente non superiori ad Euro 30.000,00=; tuttavia tale requisi to non è rilevante se il rapporto di lavoro è cessa to. Non possono avvalersi del regime forfetario: • Le persone fisiche che si avvalgono di regimi spe ciali ai fini dell’imposta su valore aggiunto o di re gimi forfetari di determinazione del reddito; • I non residenti, ad eccezione di quelli che sono residenti in uno degli stati membri dell’Unione eu ropea che producano nel territorio dello stato ita liano redditi che costituiscono almeno il 75% del reddito complessivamente prodotto; • I contribuenti che in via esclusiva o prevalente ef fettuano cessioni di fabbricati o porzioni di fabbri cato, di terreni edificabili, o di mezzi di trasporto nuovi; • Gli esercenti attività d’impresa, arti o professioni che partecipano contemporaneamente all’eserci zio dell’attività, a società di persone o associazio ni a esse assimilate, ovvero a società a responsabi lità limitata trasparenti. I contribuenti in regime forfetario sono completamente al di fuori del mondo IVA, quindi: • Non devono addebitare l’IVA in fase vendita; • Non possono detrarre l’IVA in fase acquisto. Tuttavia si deve fare attenzione ai seguenti punti: • In caso di acquisti intracomunitari o operazioni in OTTOBRE 2016

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reverse charge, i contribuenti forfetari dovranno versare l’IVA relativa entro il 16 del mese successivo alla registrazione ed integrazione dell’operazione; • In caso di transito da regime ordinario a regime forfetario, deve essere effettuata la rettifica del la detrazione IVA relativa agli acquisti di beni ad utilizzo pluriennale effettuati negli anni prece denti: • Per i beni strumentali ammortizzabili, la rettifi ca deve essere eseguita se non sono passati più di 5 anni dalla data in cui sono entrati in fun zione, per i beni strumentali immobili, la retti fica deve essere eseguita se non sono passati più di 10 anni dalla data di acquisto o completamento; • Tuttavia non va eseguita la rettifica per i beni che hanno un costo unitario non superiore ad Euro 516,46= e con un coefficiente di ammortamento superiore al 25%; • Per le rimanenze che residuano al 31/12 dell’ulti mo esercizio in regime ordinario, va rettificata l’IVA a credito detratta al momento dell’acquisto del bene (ovviamente tale rettifica non riguarda i professionisti in quanto non rilevano nessuna ri manenza); • Per quanto riguarda i canoni di leasing, va retti ficata l’IVA relativa al maxicanone iniziale, relati vamente alla frazione corrispondente al periodo di residua durata del contratto o della rata; • Tali rettifiche devono essere effettuate con la pri ma dichiarazione annuale IVA che il contribuente deve effettuare dopo l’entrata nel nuovo regime forfetario. A titolo esemplificativo, se il contri buente transita in tale regime dal 01/01/2016, dovrà effettuare la rettifica dell’IVA precedente mente detratta, con la dichiarazione IVA 2016 per l’anno 2015. Le agevolazioni che si possono ottenere con tale regime sono notevoli, in quanto tali contribuenti: • Sono esonerati dagli obblighi di registrazione e di tenuta delle scritture contabili e da tutti gli obbli

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Azimut ghi previsti in materia di imposta sul valore ag giunto, fermo restando l'obbligo di conservare i documenti ricevuti ed emessi e l’obbligo di nume razione e di conservazione delle fatture di acqui sto e delle bollette doganali, di certificazione dei corrispettivi e di conservazione dei relativi docu menti; • Non sono tenuti a operare le ritenute sulle presta zioni rese da parte di altri professionisti, ed in tale caso occorrerà rilasciare una apposita dichia razione dalla quale risulti che il reddito a cui le somme afferiscono è soggetto solo ad imposta sostitutiva; • Non sono tenuti ad assoggettare a ritenute d’ac conto i ricavi o compensi, rilasciando un’apposita dicitura, come vedremo in seguito, nella propria fattura emessa; • Sono esonerati dall’IRAP; • Sono esonerati dagli Studi di Settore e dallo Spe sometro. Ai fini reddituali il reddito d’impresa e di lavoro autonomo è assoggettato ad aliquota sostitutiva del 15%, che in alcuni casi può addirittura ridursi ad 1/3 (5%) per i primi 5 anni di attività. La tassazione con aliquota ridotta al 5% è consentita ai soggetti che: • non abbiano esercitato, nei tre anni precedenti, attività artistica, professionale o d'impresa, anche in forma associata o familiare; • non abbiano esercitato la stessa attività, che si in tende esercitare in regime forfetario, sotto for ma di lavoro dipendente o autonomo, escluso il caso in cui l'attività precedentemente svolta con sista nel periodo di pratica obbligatoria ai fini dell'esercizio di arti o professioni; • esercitino un'attività svolta in precedenza da altro soggetto, a condizione che l'ammontare dei relati vi ricavi e compensi, realizzati nel periodo d'im posta precedente quello di riconoscimento del be neficio, non sia superiore ai limiti che, a seconda dell’attività, consentono l’accesso al regime. Alcune precisazioni: • Il reddito si calcola per cassa, ossia in relazione ai ricavi e/o compensi percepiti. Ciò vale sia per i professionisti, che già naturalmente operano per cassa (a prescindere dal regime contabile adot tato), che per le imprese, alle quali normalmente si applicherebbe il metodo della competenza, os sia il calcolo del reddito imponibile indipenden temente dal fatto che i costi ed i ricavi abbiano


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già avuto la loro manifestazione finanziaria; • Al reddito così determinato, si applica il relativo coefficiente reddituale previsto per categoria di attività di appartenenza, che nel caso dei profes sionisti è pari al 78%; • Sono deducibili dal reddito i contributi previden ziali ed assistenziali versati in osservanza di dispo sizioni di legge; • Il reddito così ottenuto costituisce la base imponi bile alla quale verrà applicata l’imposta sostitu tiva del 15% (o 5% se ricorrono le condizioni, per i primi 5 anni di attività); • Il reddito imponibile determinato con il regime forfetario non concorre alla formazione del red dito complessivo del contribuente, quindi la con seguenza immediata è che, in assenza di altri red diti, il contribuente non potrà più beneficiare del le deduzioni e detrazioni tipiche dei contribuenti tradizionali, a titolo esemplificativo, non potrà beneficiare della deduzione delle spese mediche, della deduzione degli interessi passivi sul mutuo prima casa, delle detrazioni previste per lavoro autonomo, etc. • Quindi alla luce di tutto ciò, occorre valutare at tentamente la convenienza di tale regime a con fronto con il regime ordinario. Nelle fatture emesse si dovranno riportare le se guenti diciture: “ Operazione non soggetta ad IVA ai sensi art. 1 comma 58, della Legge 190 del 23 Dicembre 2014 relativa al regime forfetario.” “Le somme oggetto di fatturazione afferiscono al

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reddito soggetto all’imposta sostitutiva propria del regime forfetario di cui all’art. 1 commi da 54 a 89, della Legge 190 del 23 Dicembre 2014, pertanto non devono essere assoggettati alla rite nuta d’acconto, come previsto dall’art. 1 comma 67 della presente legge.” Inoltre si ricorda che vi è l’obbligo di apporre la marca da bollo di Euro 2,00= sulle fatture di importo superiore ad Euro 77,47=. I contribuenti che, pur essendo naturalmente nel regime dei forfetario, optano per il regime ordinario, sono obbligati a rimanervi almeno per un triennio. Trascorso il primo triennio, l’obbligo di permanenza diventa annuale, e comunque fino a quando permane la concreta applicazione della scelta operata (comportamento concludente). In deroga alla regola ordinaria, nel corso di Telefisco 2016, l’Agenzia delle Entrate ha stabilito che i soggetti che nel corso del 2015, pur avendo i requisiti per il regime forfetario, avevano optato per il regime ordinario, possono revocare tale opzione e transitare nel regime dei contribuenti forfetari dal 01/01/2016 se rispettano i requisiti per accedervi. Tale possibilità è consentita poiché la legge di stabilità 2016 ha modificato alcuni importanti requisiti per accedere al regime forfetario, per cui al contribuente è stata data la possibilità di scegliere se aderire o meno a questo regime forfetario “riformato”. Il regime dei contribuenti forfetari cessa di operare dall’anno successivo a quello nel quale viene meno una delle condizioni di accesso, oppure si verifica una delle cause di esclusione. È da notare che se si superano i limiti reddituali, a OTTOBRE 2016

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Normativa prescindere dall’ammontare di reddito che eccede la soglia, il contribuente esce dal regime dei forfetari a partire comunque dall’esercizio successivo (si ricorda che nel precedente regime dei contribuenti minimi, se il reddito superava di oltre il 50% il limite massimo consentito, il contribuente era obbligato ad uscire già in corso d’anno, con tutte le conseguenti implicazioni fiscali derivanti).

Bonus Mobili – Novità fino al 31/12/2016 La legge di stabilità per l’anno 2016 ha previsto la proroga, per tutto l’anno 2016, della detrazione del 50% per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici di classe energetica non inferiore ad A+, o A per i forni, finalizzati all’arredo degli immobili oggetto di ristrutturazione. A prescindere dalla somma spesa per l’intervento di ristrutturazione, la cifra massima agevolabile per l’acquisto di mobili è pari ad Euro 10.000,00=, da ripartire in 10 quote annuali di pari importo. Il principale presupposto per avere la detrazione è la realizzazione di un intervento di recupero del patrimonio edilizio, sia su singole unità immobiliari residenziali, sia su parti comuni di edifici residenziali (guardiole, appartamento del portiere, lavatoi, ecc.). Le spese per tali interventi devono essere state sostenute a partire dal 26 giugno 2012. Quando si effettua un intervento sulle parti condominiali, i condomini hanno diritto alla detrazione, ciascuno per la propria quota, solo per i beni acquistati e destinati ad arredare le parti condominiali stesse. Il bonus non è concesso, invece, se acquistano beni per arredare il proprio immobile. Per usufruire della detrazione per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici, è inoltre indispensabile che la data di inizio lavori sia anteriore a quella in cui sono sostenute le spese. Non è necessario, invece, che le spese di ristrutturazione siano sostenute prima di quelle per l’arredo dell’abitazione. La detrazione spetta per l’acquisto di: • mobili nuovi (tra questi, letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli, sedie, comodini, divani, poltro

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Azimut ne, credenze, nonché i materassi e gli apparec chi di illuminazione). È escluso l’acquisto di porte, pavimentazioni (per esempio, il parquet), tende e tendaggi, nonché di altri complementi di arredo • grandi elettrodomestici nuovi di classe energetica non inferiore alla A+ (A per i forni), per le apparecchiature per le quali sia pre vista l’etichetta energetica. Per gli elettrodome stici che ne sono sprovvisti, l’acquisto è agevolato solo se per essi non è ancora previsto l’obbligo di etichetta energetica. Rientrano nei grandi elet trodomestici, per esempio: frigoriferi, congela tori, lavatrici, asciugatrici, lavastoviglie, apparec chi di cottura, stufe elettriche, piastre riscaldanti elettriche, forni a microonde, apparecchi elettri ci di riscaldamento, radiatori elettrici, ventilatori elettrici, apparecchi per il condizionamento. Tra le spese da portare in detrazione si possono includere quelle di trasporto e di montaggio dei beni acquistati. L’acquisto di mobili o di grandi elettrodomestici è agevolabile anche se i beni sono destinati ad arredare un ambiente diverso, purché facente parte dello stesso immobile ogget to di intervento edilizio. Il contribuente che ese gue lavori di ristrutturazione su più unità im mobiliari avrà diritto più volte al beneficio. Come previsto per i lavori di ristrutturazione, per ave re la detrazione sugli acquisti di mobili e di grandi elettrodomestici occorre effettuare i pagamenti con bonifici bancari o postali, sui quali va indicato: • la causale del versamento (è quella attualmente utilizzata da banche e Poste Spa per i bonifici re lativi ai lavori di ristrutturazione); • il codice fiscale del beneficiario della detrazione; • il numero di partita Iva o il codice fiscale del sog getto a favore del quale il bonifico è effettuato. Stesse modalità devono essere osservate per il pagamento delle spese di trasporto e di montag gio dei beni. È consentito effettuare il pagamento anche mediante carte di credito o carte di debito. In questo caso, la data di pagamento è individuata nel giorno di utilizzo della carta da parte del ti tolare (indicata nella ricevuta di transazione) e non nel giorno di addebito sul conto corrente del titolare stesso. Non è consentito, invece, effet tuare il pagamento mediante assegni bancari, contanti o altri mezzi di pagamento. Il contri buente deve conservare, inoltre: • la documentazione attestante il pagamento (rice vuta del bonifico, ricevuta di avvenuta transazio-


Azimut ne, per i pagamenti con carta di credito o di debi to, documentazione di addebito sul conto corren te); • le fatture di acquisto dei beni, riportanti la na tura, la qualità e la quantità dei beni e dei servizi acquisiti. A differenza di quanto previsto per la detrazione dei lavori di ristrutturazione, le spese per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici sostenute da un contribuente deceduto non possono essere portate in detrazione, per le quote non ancora fruite, dall’erede, anche quando quest’ultimo conserva la detenzione materiale e diretta dell’immobile. In sostanza, la detrazione non utilizzata in tutto o in parte dal contribuente deceduto non si trasferisce agli eredi per i rimanenti periodi d’imposta (circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 17/E del 24 aprile 2015).

Bonus Mobili Giovani Coppie La legge di stabilità 2016 ha introdotto la possibilità per le giovani coppie, definite come vedremo in seguito, di beneficiare di una detrazione in misura pari al 50% delle spese sostenute per l’acquisto di mobili, fino ad un limite massimo di spesa di Euro 16.000,00=. Nel dettaglio: • Sotto il profilo soggettivo il bonus è destinato alle giovani coppie, a condizione che: • Abbiano costituito un nucleo familiare da almeno 3 anni, dimostrabile mediante il certificato di sta to di famiglia che attesti la comune residenza, che può essere rilasciato anche a mezzo di autocertifi cazione; • Abbiano acquisito una unità immobiliare da adibire ad abitazione principale; • Almeno uno dei due componenti non abbia supera to i 35 anni di età. • Sotto il profilo oggettivo: • Le spese devono essere sostenute all’interno di un determinato arco temporale che va dal 01/01/2016

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Normativa al 31/12/2016. Si nota che in assenza di ulteriori proroghe future con la prossima legge finanziaria del 2017, tale bonus è destinato ad esaurire i suoi effetti a partire dal 01/01/2017; • Non è necessario che si siano sostenute delle spese di ristrutturazione edilizia; • Non rilevano le spese sostenute per elettrodome stici (ricomprese invece nel bonus mobili “ordina rio”) ma soltanto le spese sostenute per l’acquisto di mobili. Le modalità di fruizione della detrazione sono le stesse previste per il bonus mobili “ordinario” e quindi, la ripartizione in 10 quote costanti del 50% della spesa sostenuta, entro un limite massi mo superiore rispetto alla soglia dei Euro 10.000,00= prevista per il bonus mobili “ordina rio”, in quanto tale limite per le giovani coppie risulta pari ad Euro 16.000,00=. Per concludere quindi, limitatamente all’immobile adibito ad abitazione principale, il bonus mobili per le giovani coppie, risulta non cumulabile con le altre detrazioni fiscali previste per gli interventi di ristrutturazione edilizia e per l’acquisto di mobili effettuate sullo stesso immobile. Quindi in tale ottica, se il contribuente avesse sostenuto spese per la ristrutturazione edilizia, troverebbe più conveniente optare per il bonus sulle ristrutturazioni edilizie e il bonus mobili ordinario. Tuttavia si ritiene che, se il contribuente effettuasse interventi di ristrutturazione edilizia e acquisto di grandi elettrodomestici nell’immobile non adibito ad abitazione principale, beneficerebbe dei relativi bonus sulle ristrutturazioni edilizie e acquisto di mobili e grandi elettrodomestici. continua nel prossimo numero

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Le linee di vita sono obbligatorie ? di Giancarlo Vitali

... continua dal numero 2 di Azimut 2016

Dopo aver esaminato la norma EN 795:2012, la Commissione ha stabilito che solo i dispositivi di ancoraggio di tipo B ed E sono da considerarsi ancore mobili non destinate a rimanere permanentemente fissate alla struttura, e sono pertanto DPI disciplinati dalla direttiva 89/686/CEE. (9) Sono stati consultati gli organismi europei di normalizzazione, le organizzazioni europee dei soggetti interessati che ricevono finanziamenti dell'Unione e il gruppo di lavoro sui dispositivi di protezione individuale, HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE: Articolo 1 Il riferimento della norma EN 795:2012 «Equipaggiamento personale anticaduta — dispositivi di ancoraggio» è pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea con la limitazione di cui all'allegato. Articolo 2 La presente decisione entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea. Fatto a Bruxelles, il 24 novembre 2015 Ancoraggi permanenti STANDARD DI RIFERIMENTO Dispositivi di ancoraggio PERMANENTI Cronologia EN 795 – 2002 ritirata nel 2012 e comunque utilizzata fino al 2015 UNI 11578- 2015 pubblicata nel maggio del 2015 Sostanziale cambiamento è dato da: • l’idoneità tecnica all’impiego che deve essere di chiarata dal fabbricante • le informazioni del fabbricante sono molto più det tagliate e specifiche • non esiste più la classe ma il tipo • I valori dei carichi di progetto sono espressi come valore ultimo e non è più necessario amplificare i valori per la verifica degli ancoraggi

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Normativa 8. Il direttore dei lavori – accettazione in can tiere e il rilascio dei fine lavori

Chi è il direttore dei lavori Il codice civile non ne fornisce una definizione né vi fa espresso riferimento. In questo contesto la dottrina ha affermato che il direttore dei lavori è un rappresentante del committente con riferimento alle manifestazioni di volontà contenute in ambito strettamente tecnico, con poteri d'ingerenza, pari a quelli del committente, finalizzati alla buona realizzazione dei lavori  (Caringella – De Marzo, Manuale di diritto civile, Giuffré 2007). Quali sono le responsabilità nel caso di inadempimento dei compiti affidatigli? ln riguardo la Corte di Cassazione ha avuto modo di specificare chiaramente che il direttore dei lavori per conto del committente presta un'opera professionale in esecuzione di un'obbligazione di mezzi e non di risultati  (così Cass. 24 aprile 2008 n. 10728). Detta più semplicemente, il committente affida ad un tecnico qualificato (ingegnere, architetto, geometra) il compito di vigilare e, per l'appunto, dirigere i lavori affinché l'impresa esecutrice degli stessi esegua l'opera commissionata in conformità alle norme vigenti e secondo le regole della buona tecnica. Per dirla con un'espressione ancor più nota il tecnico

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Azimut incaricato di dirigere i lavori deve fare in modo che gli stessi siano eseguiti a regola d'arte. Direzione Lavori, le responsabilità del direttore dei lavori A differenza di quanto avviene per il progettista nell’assunzione del proprio incarico il direttore dei lavori contrae un’obbligazione di mezzi che consiste in uno specifico impegno del professionista nell’assolvere le mansioni assegnate con la diligenza necessaria e richiesta per garantire la corretta esecuzione dell’opera . La giurisprudenza consolidata in materia di direzione lavori afferma che rientrano nelle competenze specifiche delle obbligazioni assunte dal direttore dei lavori non soltanto l’accertamento di conformità dell’opera al progetto in ogni sua parte ma anche l’esecuzione di tutti i lavori in modo conforme al capitolato speciale d’appalto, alle norme tecniche in coerenza con tutte le previsioni normative vigenti includendo anche l’adozione di tutti gli accorgimenti necessari a garantire la corretta e perfetta funzionalità dell’opera oltre alla completa rispondenza amministrativa dell’eseguito, della documentazione esecutiva oltre alla completezza degli atti contabili. Da queste considerazioni e da quanto affermato dalla giurisprudenza, deriva il fatto che, anche se l’obbligazione del direttore dei lavori risulti chiaramente individuata come un’obbligazione di mezzi questo non limita l’ambito di competenza del suo incarico al solo controllo di conformità delle opere rispetto al progetto e alla normativa ma lo vede direttamente coinvolto, in relazione alla propria preparazione e capacità tecnica, all’individuazione e alla correzione di eventuali carenze progettuali che precludano la corretta esecuzione dell’opera. Questo aspetto diventa un presupposto essenziale ai fini della comprensione delle mansioni del direttore dei lavori in quanto la mancata buona riuscita delle opere impedirebbe, oltretutto, il raggiungimento dell’obiettivo primario del committente e per il quale il direttore dei lavori è tenuto a prestare la propria attività o a svolgere mansioni sostitutive, come nel caso di una stazione appaltante pubblica per cui la direzione dei lavori (anche se affidata a un tecnico esterno) si configura come rapporto di servizio nei confronti della stessa amministrazione (equivalente all’esercizio di pubblico servizio – da qui deriva anche la competenza della Corte dei Conti in merito all’attività contabile del direttore dei lavori anche se tale mansione viene affidata ad un tecnico


Azimut esterno all’amministrazione). In questi termini ne deriva che sulla base di un contratto d’opera professionale viene affidato al tecnico lo svolgimento della specifica mansione di verifica e controllo dell’esecuzione dell’opera, attività che dovrà essere compiuta dal tecnico stesso con tutti i mezzi e le capacità di cui dispone il professionista e con l’ulteriore condizione che richiede che tali mezzi e conoscenze siano adeguati alle caratteristiche delle opere che si dovranno realizzare. Di fatto il richiamato obbligo di diligenza si esplicita attraverso una serie di attività che il direttore dei lavori deve svolgere e che riguardano, in sintesi: - il controllo dei lavori (presenza in cantiere anche non giornaliera), - la conformità delle opere con il progetto (piena rispondenza dei lavori a quanto stabilito dal pro getto), - conformità normativa (adeguatezza e corrispon denza dell’eseguito alle norme vigenti), - verifica tecnica (compiutezza e correttezza tecnica delle lavorazioni eseguite), - verifica contabile- amministrativa (correttezza de gli atti contabili e corrispondenza delle liquidazio ni rispetto ai lavori – completezza delle autorizza zioni richieste). Da quanto sinteticamente descritto emerge con chiarezza, al di la delle considerazioni normative o giurisprudenziali che hanno ormai da tempo inquadrato il tema della responsabilità del direttore dei lavori, che il criterio guida per lo svolgimento delle proprie mansioni da parte del tecnico incaricato (anche in relazione all’eventuale accertamento di responsabilità che può derivare da eventi o situazioni che abbiano determinato l’avvio di un contenzioso) resta la piena applicazione del concetto basilare della diligenza (insito nell’opera professionale) e del complementare livello di competenza tecnica che deve essere adeguato alle caratteristiche delle opere da eseguire. Rientra nelle obbligazioni del direttore dei lavori l'accertamento della conformità sia della progressiva realizzazione dell'opera al progetto, sia delle modalità dell'esecuzione di essa al capitolato e/o alle regole della tecnica, nonché l'adozione di tutti i necessari accorgimenti tecnici volti a garantire la realizzazione dell'opera senza difetti costruttivi; pertanto, non si sottrae a responsabilità il professionista che ometta di vigilare e di impartire le oppor-

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Normativa tune disposizioni al riguardo, nonché di controllarne l'ottemperanza da parte dell'appaltatore e di riferirne al committente (Cass. 24 aprile 2008 n. 10728) In sintesi: il professionista può essere ritenuto responsabile per non aver fatto tutto quanto era in suo potere (e dovere) al fine di scongiurare un'opera mal eseguita. Questa rappresenta, indubbiamente, un'ulteriore garanzia per il committente; esso, infatti, oltre che citare in giudizio l'appaltatore potrà chiedere i danni, nella misura a lui imputabili, anche al direttore dei lavori. Guida per l’accettazione in cantiere delle opere eseguite facendo riferimento a: Idonei presidi fissi di sicurezza in dotazione all’opera per la prevenzione e protezione per l’accesso, il transito e l’esecuzione dei lavori in quota in condizioni di sicurezza contro il rischio di caduta dall’alto degli addetti ai lavori sulle coperture. Nel gergo comune viene semplificato la definizione con il termine “ linee vita” Guida per il direttore dei lavori Asseverazione di conformità Il direttore dei lavori attestata come professionista abilitato che le opere realizzate sulla copertura corrispondono: • A quanto stabilito dal progetto (conformità delle opere con il progetto ) • Alla adeguatezza e corrispondenza dell’eseguito alle norme vigenti (conformità normativa) • Alla compiutezza e correttezza tecnica delle lavo razioni eseguite (verifica tecnica) Conformità delle opere con il progetto Ai fini dell’accertamento è necessario acquisire: Elaborati grafici in scala adeguata che indichino: Redatta da tecnico competente • l’area di intervento • l’ubicazione e le caratteristiche dimensionali dei percorsi e degli accessi • il posizionamento degli elementi protettivi e dei dispositivi anticaduta per il transito e l’esecuzione dei lavori in copertura • le aree della copertura non calpestabili • le aree libere in grado di ospitare le soluzioni prov visorie prescelte • i dispositivi di protezione collettiva e/o individuali previsti OTTOBRE 2016

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Normativa • l’altezza libera di caduta su tutti i lati esposti ad arresto caduta • i bordi e le aree di lavoro soggetti a trattenuta, ad arresto caduta, a manutenzione operata dal basso le misure relative al recupero in caso di caduta Relazione tecnica illustrativa Redatta dal coordinatore della progettazione o da tecnico abilitato ( progettista dell’intervento) • nella quale sia evidenziato in modo puntuale il rispetto delle misure preventive e protettive ; nel caso di adozione di misure preventive e protettive di tipo provvisorio la relazione esplicita le motiva zioni che impediscono l’adozione di misure di tipo fisso o permanente, nonché le caratteristiche del le soluzioni alternative previste nel progetto Planimetria di dettaglio della copertura in scala adeguata Redatta da tecnico competente • nella quale siano evidenziati gli elementi speci ficando per ciascuno dei dispositivi di ancoraggio strutturale, il tipo di appartenenza, il modello, il fabbricante ed il numero massimo di utilizzato ri contemporanei, nonché il richiamo alle specifi che del manuale d’uso per l’impiego e per il piano di mantenimento; Verifica dell’applicazione del dispositivo di ancoraggio alla struttura di supporto Redatta da un professionista abilitato al calcolo strutturale: • relazione di calcolo, , contenete la verifica del sistema di fissaggio o sintetici di prova di laborato rio rilasciati dal fabbricante attestante l’applica zione su un campione tipo della struttura a cui va fatta l’applicazione • relazione dell’accertamento della resistenza del la struttura di supporto alle massime sollecitazio ni trasmesse dal dispositivo di ancoraggio in caso di arresto caduta mediante calcoli o prova di cari co in sito ( collaudo). Conformità normativa Campo di applicazione Dispositivi di ancoraggio strutturale installati permanentemente alla struttura ( UNI 11578 -2015 ) Documentazione fornita dal fabbricante Anche nel caso che lo standard dichiarato sia diverso dalla norma UNI 11578 Documentazione minima richiesta:

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Azimut Dichiarazione di conformità del fabbricante Certificazione rilasciata da laboratorio prove (corrispondente alla dichiarazione di conformità) Scheda tecnica del prodotto (perfomance indicate nelle informazioni fornite dal fabbricate) Manuale di installazione Manuale di utilizzo Manuale di manutenzione e verifica del prodotto Le informazioni fornite dal fabbricante devono essere fornite insieme al dispositivo di ancoraggio e devono essere messe a disposizione almeno nella o nelle lingue ufficiali del Paese di destinazione. Le informazioni fornite dal fabbricante devono essere conformi alla UNI EN 365:2005 eccetto per quanto riguarda la raccomandazione circa la periodicità delle ispezioni periodiche di cui alla seconda frase del punto 4.4 b), che in ogni caso non deve essere maggiore di 2 anni per i controlli relativi al sistema di ancoraggio e 4 anni per i controlli relativi alla struttura di supporto e agli ancoranti. In aggiunta, le informazioni fornite dal fabbricante devono riportare almeno le seguenti informazioni: • il numero massimo di utilizzatori collegati contem poraneamente che il dispositivo di ancoraggio può ospitare • quando il dispositivo di ancoraggio è utilizzato come parte di un sistema anticaduta, un'avverten za che l'utilizzatore sia equipaggiato con i mezzi per limitare le forze dinamiche massime esercita te durante l'arresto di una caduta ad un massimo di 6 kN • su il/i carico/i massimi che possono essere tra smessi in servizio al dispositivo di ancoraggio e le direzioni di carico • sul valore massimo di deflessione del dispositivo di ancoraggio e spostamento del punto di ancoraggio che possa verificarsi in servizio • per i dispositivi di ancoraggio progettati per defor marsi durante l'utilizzo, informazioni sulla loro adeguatezza all'uso in tipi diversi di sistemi anti caduta, come per esempio nell'accesso con fune, o salvataggio • per elementi o componenti non metallici del di spositivo di ancoraggio, informazioni sui materiali di cui sono fatti sulla documentazione dopo l'in stallazione e ispezione periodica • un'avvertenza che il dispositivo di ancoraggio sia usato esclusivamente per la protezione contro le cadute dall'alto e non per sollevare equipaggia-


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mento • per dispositivi di ancoraggio che includono un indi catore di caduta, informazioni su come ispeziona re l'indicatore di caduta • se il dispositivo di ancoraggio è progettato anche per l'utilizzo in trattenuta Le informazioni fornite dal fabbricante devono porre particolare enfasi in merito alle strutture più deboli che sono destinate ad ospitare i dispositivi di ancoraggio. Questi tipi di strutture sono simulate in laboratorio con il fine di valutare il dispositivo di ancoraggio e il suo fissaggio, tuttavia i risultati di prova non forniscono alcuna informazione in merito alla capacità delle strutture di assorbire i carichi che possono svilupparsi in esercizio. La capacità di assorbimento dei carichi connessi all'arresto di una caduta da parte di tutte le strutture è oggetto di valutazioni diverse che sono escluse Verifica tecnica Documentazione fornita dall’installatore Anagrafica completa dell’installatore • visura camerale che riporti l’attività di: installazione e manutenzione di dispositivi di an coraggio strutturali, linee di ancoraggio, sistemi di sicurezza contro le cadute dall’alto , dispositi vi di protezione individuale e collettiva e ogni al tra attività volta a coordinare, gestire ed organiz zare quanto inerente o connesso all’attività speci ficata. • attestato di qualifica di installatore validato da ente superiore ( tipo ACCREDIA)

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Normativa

Dichiarazione di corretta posa in opera • aver installato secondo le istruzioni fornite dal fab bricante; • aver installato in modo conforme agli elaborati grafici di progetto • aver fissato i dispositivi di ancoraggio alla struttura di supporto secondo le modalità indicate dal tec nico abilitato al calcolo e come indicato nelle schede tecniche del Fabbricante degli elementi di fissaggio • aver messo in esercizio secondo le informazioni fornite dal fabbricante (apposizione di targhette e cartellonistica) • aver collaudato tramite prova statica per la verifi ca della corretta posa in opera degli ancoraggi strutturali o punti di ancoraggio ( se previsto dal fabbricante o richiesto nel progetto esecutivo)

Documentazione fotografica: • delle fasi di installazione e dei particolari del fis saggio alla struttura di supporto, qualora il fissag gio non risultasse più visibile ad installazione ter minata. • delle operazioni di collaudo degli ancoraggi strut turali o dei punti di ancoraggio

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Istruzione

Progetti degli studenti per l'abbattimento delle barriere architettoniche Il Progetto “Una città per Tutti” è un bellissimo esempio di collaborazione tra mondo delle associazioni, mondo scolastico e quello del professionismo. Realizzato in collaborazione tra il Coordinamento AREA – Associazioni Disabili in Rete, l’Istituto Superiore ISTVAS di Ancona ed il Collegio dei Geometri della Provincia di Ancona si pone il doppio obiettivo di fare cultura tra gli studenti nel delicato tema dell’abbattimento delle barriere architettoniche e di realizzare il reale abbattimento delle stesse nella città di Ancona. Un aspetto determinante e centrale del progetto è quello relativo alla dei giovani studenti, cioè i futuri professionisti significa iniziare a idealizzare, creare, progettare e creare opere con l’abbattimento delle barriere architettoniche tout court, come avviene da decenni in Europa ed in molte altre nazioni del mondo. Le giornate di formazione sono state riservate agli studenti delle Classi IV e V del Corso per Geometri per gli a.s. 2013/2014, 2014/2015 e 2015/2016, ed ha raccolto grande entusiasmo e partecipazione tra i giovani coinvolti. Il progetto in questi primi tre anni si è sviluppato attraverso quattro step, rigorosamente tenuti ogni anno: 1. Svolgimento di tre/quattro sedute di formazione per i ragazzi del quarto e quinto anno del corso dei Geometri sulle normative nazionali ed europee e dimostrazioni pratiche di abbattimento di barriere architettoniche indoor e outdoor.

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2. Suddivisione degli studenti in gruppi di lavoro accompagnati dai professori e dagli esperti del Collegio dei Geometri, che hanno effettuato uno screening delle barriere architettoniche presenti nella spina dei tre corsi della città da P.zza XIV Maggio al Porto (attraverso un percorso appositamente preparato dalle associazioni ANIEP e Centro H, partner del Progetto A.Re.A.). Gli studenti hanno potuto usufruire anche di carrozzine manuali per potersi rendere conto in prima persona delle difficoltà quotidiane che incontrano le persone con disabilità motoria negli spostamenti quotidiani. 3. Elaborazione di un progetto per l'abbattimento delle barriere architettoniche rilevate, da portare all’esame di maturità secondo le più moderne tecniche di progettazione comprensivo di computo metrico ed elaborazione di materiale plastico o rappresentazioni 3D, grazie all'ausilio dei geometri professionisti del Collegio e con il supporto dei professori. Il secondo aspetto, quello relativo al reale un progressivo e reale abbattimento delle barriere architettoniche presenti nella città di Ancona che purtroppo limitano quotidianamente la vita di numerose persone disabili che vivono o si recano nel capoluogo dorico. Sarà realizzato attraverso la pubblicazione dei 37 elaborati degli studenti, che verrà presentata alla città attraverso una conferenza stampa che si terrà presso l’Aula Magna della scuola per Geometri di Ancona.


Azimut Il nostro obiettivo è quello di mettere in rete Comune, Coordinamento, Associazioni di categoria dei commercianti e la Camera di Commercio per poter attingere a fondi comunitari (o di altre tipologie di provenienza da valutare assieme) allo scopo di realizzare una città con il Centro storico senza barriere architettoniche. Annualmente gli studenti che hanno dimostrato più impegno e che hanno prodotto i progetti più innovativi ed economicamente sostenibili sono stati premiati nel corso della festa del Coordinamento AREA, considerati alla stregua di veri professionisti.

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Istruzione rappresenta una bellissima esperienza professionale per questi giovani che di fatto hanno dovuto espletare un lavoro commissionato dal Coordinamento. Sono stati costantemente seguiti in questo percorso educativo ma anche professionale da professionisti del Collegio dei Geometri che hanno svolto tale attività con grande passione e soprattutto gratuitamente e dai professori che si sono dimostrati sin da subito molto entusiasti e propositivi nei confronti del Progetto. Il progetto andrà avanti anche per gli anni futuri e probabilmente verrà allargato anche ad altri Istituti Superiori della Provincia di Ancona.”

Intervistato, Gianluca Polverini, presidente del Coordinamento AREA precisa: “Questo progetto è stato realizzato grazie ad un grande lavoro di equipe, e

Progetto per l'abbattimento delle barriere architettoniche al Passetto di Ancona

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Istruzione

Progetto per l'abbattimento delle barriere architettoniche nel Parco del Cardeto

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Istruzione

Progetto per l'abbattimento delle barriere architettoniche a Portonovo

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Istruzione

Progetto per l'abbattimento delle barriere architettoniche a Portonovo

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Cantieri

Storie di Misura Attraverso la misura osservo la distanza tra due punti. E grazie a questa cerco di capire l’equilibrio delle cose. William Tantucci

Geom. William Tantucci

Mi presento. Sono William Ta n t u c c i e da circa venti anni cerco di portare il mio contributo, ossia quella di essere un bravo geometra e far bene, grazie all’ausilio di una semplice, costante e ripetuta attività: quella della misura. L’arte della misura passa attraverso l’osservazione delle cose del tempo e delle persone. Sono iscritto all’Albo dei Geometri della provincia di Ancona dal 01.03.2001 con il n. 1858, dopo aver frequentato lo studio tecnico Galileo per svolgere il mio periodo di tirocinio per due anni e aver svolto per alcuni anni attività presso il Comune di Osimo nell’Ufficio Lavori Pubblici. Ora sono il titolare del mio “Studio Tecnico Tantucci” e ho la fortuna di avere assieme a me, nel coworking che ho strutturato, dei validi colleghi. Ossia il geometra Alfredo Colombati, il geometra Enrico Petraccini e il geometra Abdyl Luzi. Sono aperto a collaborare con i miei Colleghi: mi piace scambiare esperienze e parlare dei metodi di approccio allo stesso lavoro per capire e placare la mia curiosità. Chiedo spesso “Perché”. Forse questo è lo strumento più grande che ho a mia

William Tantucci durante il rilievo

disposizione. Voglio raccontarvi di questo rilievo che nasce attraverso la collaborazione che ho con il geometra Andrea Becchetti, che conosco ormai da anni, ed il suo collega, il geometra Stefano Coppi. Andrea si trovava in difficoltà per l'esecuzione urgente del rilievo dello stato del completamento dei lavori di ripristino di Piazza Cavour ad Ancona per conto della ditta appaltatrice. L’inaugurazione della piazza era imminente, ma lui aveva già altri impegni. Un giorno ci siamo incontrati al Collegio e per caso mi ha guardato e come per magia mi sono ritrovato a fare il rilievo. Il rilievo è stato eseguito con tecnica Laser Scanner ed ho utilizzato il mio Faro X 330 nuovo fiammante che avevo appena

Daniele Bartolucci durante il rilievo

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Cantieri

acquistato da Daniele Bartolucci, agente Geomax e Microgeo che oltre ad essere un bravo commerciale è un tecnico esperto che vanta nel campo della Geomatica e tecniche di laser scanner una carriera pluriennale. Daniele Bartolucci è anche autore del testo “Principi di Laser scanning 3D”. Posso quindi dire di aver fatto “Bingo” Ho acquistato uno strumento valido e stretto rapporto con un professionista affermato. Obbiettivo del rilievo era quello di monitorare il restauro della statua di Cavour, del suo basamento e dell’intera piazza. Esso è stato eseguito con più di 38 stazioni. Ho eseguito l'elaborazione del rilievo attraverso il software dedicato. Ma, dato che ormai da quindici anni mi interesso di laser scanner e fotogrammetria, mi sono appassionato ad un nuovo dispositivo detto 3d Eye che ho voluto testare con una

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OTTOBRE 2016 Valeria Mancinelli, sindaco di Ancona

Azimut

nuova stazione motorizzata della Geomax. Questo strumento, con precisione al secondo e portata fino a 1000 mt, è semplicissimo da utilizzare grazie il Cad on Board che permette inoltre di visualizzare il rilievo in pianta mano a mano che si fanno misurazioni. Questo ci da la possibilità di eseguire i lavori con un'impressionante sicurezza certi di aver il controllo immediato di eventuali errori. Il caso ha fatto sì che potessi partecipare ad un progetto particolarmente importante per la città di Ancona: la riqualificazione di Piazza Cavour, fulcro della vita cittadina. Sono contento di aver dato il mio fattivo contributo e aver potuto utilizzare gli strumenti che la tecnologia ci mette a disposizione per svolgere al meglio la nostra professione.


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Istituzioni

Scalinata Passetto

Progetti e interventi per la città Intervista al Sindaco di Ancona, Valeria Mancinelli Davide Amicucci - Ancona sta recuperando il rapporto con il suo mare a partire dal Porto Antico. Com'è la collaborazione con l'Autorità Portuale e quali sono i prossimi progetti nell'Area del Porto Antico? La collaborazione con la Autorità Portuale, che ha Valeria Mancinelli, sindaco di Ancona ottenuto negli ultimi tempi riconoscimenti decisivi quali un ruolo di centralità nel Medio Adriatico, è uno dei punti fermi dell'azione di governo della città. L'apertura degli spazi del Porto Antico alla cittadinanza, avviata oltre un anno e mezzo fa, grazie ad un progetto complessivo di ampliamento dello scalo per accogliere le grandi navi da crociera, con la riorganizzazione delle banchine e della aree attigue, ha consentito di identificare un'area destinata alla fruizione turistica e al tempo libero ottenendo il pieno consenso della cittadinanza e contribuendo a ridisegnare la mappa della città rispetto a spazi destinati a socializzazione, enogastronomia, cultura e spettacolo. L'Amministrazione comunale, in pieno concerto con A.P., ha vinto recentemente un bando della Regione Marche di eccezionale importanza rispetto ad un progetto -ITI Waterfront 3.0”- finalizzato a valorizzare e riattivare il wa-

terfront storico del nostro capoluogo attraverso azioni integrate, incentrate sul recupero del patrimonio storico-archeologico. - Dopo i lavori di recupero di Piazza Cavour su quali area della città il Comune è intenzionato a rivolgere la sua attenzione prioritaria? Restituita alla città la sua piazza principale di impianto ottocentesco, baricentrica tra i due mari (Porto e Passetto) lungo il percorso che li unisce, l'Amministrazione è attualmente concentrata in alcuni progetti che riguardano in particolare il cuore storico-artistico-commerciale della città. In particolare la riqualificazione di piazza della Repubblica (attigua all'area portuale e dove è ubicato lo storico Teatro delle Muse)e della spina dei corsi, dove sono da poco iniziati i lavori per la sistemazione della pavimentazione e l'allestimento di nuovi arredi che -negli intenti- renderanno più curato, omogeneo e attrattivo il centro storico. Altri interventi riguardano il recupero del Mercato delle Erbe, pregevole manufatto in stile Liberty, e la rifunzionalizzazione di piazza Pertini che si conferma come spazio principale destinato alla socializzazione e ad eventi di natura commerciale (fiere, esposizioni e quant'altro) e ludica (feste cittadine, spazio giochi per bambini ecc). L'Amministrazione ha inoltre partecipato ad un bando nazionale per la riqualificazione delle periferie, al fine di mettere mano ad un'ampia area all'ingresso nord di Ancona, Palombella-Stazione-Archi. Ubicata a fianco della linea ferroviaria, è caratterizzata da una condizione di accentuata marginalità economica e sociale e da un diffuso degrado edilizio. OTTOBRE 2016

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Istituzioni

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Arco Clementino, porto antico

A questo si aggiunge il fattore legato al rischio idrogeologico, in quanto si tratta di un segmento di città compresso tra i binari e i dislivelli orografici costituiti dalla frana di Posatora, che ha segnato la città dal 1982 in avanti. - L'Unione Europea può essere una fonte di finanziamenti per le opere pubbliche nella città di Ancona? Ci si sta muovendo in questo senso? Certamente e si sta lavorando in questa direzione da tempo. Il già citato progetto ITI Waterfront 3.0 è uno degli esempi principali. Attraverso bandi regionali l'Europa assegna fondi ai capoluoghi e Ancona si è classificata prima nelle Marche per l'asse città con un progetto cui sono destinati 6 milioni e 200.000 euro circa tra fondi FERS e FSE. Si tratta dell'80% di un cofinanziamento che, per la restante parte, è a carico del Comune, dell'Autorità Portuale, della Sovrintendenza e dell'ISMAR. Altro esempio è “Flag”, lo strumento di partenariato pubblico-privato, individuato dall’Unione Europea, per sviluppare politiche attive sui territori a vocazione marinara, per l’attuale periodo di programmazione dei fondi comunitari all'interno del piano operativo del Fondo Europeo per gli Affari Marittimi e la Pesca (FEAMP 2014-2020). Il Flag Marche Centro, costituitosi formalmente nel mese di settembre, è frutto di un processo di condivisione e concertazione sul territorio co-

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stiero che va da Falconara a Civitanova Marche, e vede il Comune di Ancona capofila. - A che punto siamo con la stazione degli Autobus nella ex fornace Verrocchio? Il recupero dell'ex fornace Verrocchio adiacente alla Stazione ferroviaria - bloccato da lungo tempo per un problema con l'impresa - destinata ad ospitare una autostazione di pullman, un parcheggio per i viaggiatori FFSS e altri servizi, dipende da molteplici fattori. Il progetto è stato inserito infatti nel più ampio piano con cui il Comune ha aderito al bando ministeriale per il recupero delle periferie degradate (v.sopra) ma è anche in attesa della definizione di fondi da parte della regione Marche, l'auspicio è di avere risposte entro l'anno. - Uscita ad ovest. Ci sono novità significative? Dopo che l'impresa aggiudicataria dell'infrastruttura da tanto tempo attesa dalla città e dalla Regione per alleggerire porto e capoluogo dalla morsa del traffico e dell'inquinamento ha fatto richiesta di finanziamenti ministeriali per l'esecuzione dell'opera (nel contratto aveva previsto di recuperare le somme investite con l'importo del pedaggio), l'iter è congelato. Si è da tempo in attesa del pronunciamento del Ministero Trasporti, cui competono le decisioni in merito per dare soluzione alla vicenda.


Azimut

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Istituzioni

Veduta del porto

- Parliamo di uffici comunali. Quante sono le pratiche presentate dai Geometri sul totale delle pratiche in ambito edilizio? Difficile definire l'effettivo lavoro svolto dai singoli professionisti (geometri, ingegneri ecc) in quanto alcune volte compaiono in forma associata all'interno di una singola pratica. Nè è possibile stabilire il "peso" che ciascun professionista ha nell'ambito del suo incarico: il programma informatico non ha la funzionalità di distinguere in automatico le pratiche svolte dai vari professionisti. Il dato che indi-

chiamo di seguito è per così dire "a chi si rivolge il cittadino per fare una pratica edilizia" (questi dati statistici fanno riferimento al periodo che va dal febbraio 2014 al settembre 2016): Il 39% si rivolge ai Geometri il 44% si rivolge agli Ingegneri il 17% si rivolge agli Architetti Le pratiche edilizie fanno tutte capo al SUI -Sportello Unico integrato- (che include anche lo sportello Attività produttive) attivato nel 2014, tra i primi Comuni in Italia.

Porto turistico

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Condominio

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Pescara del Tronto

Il Terremoto Una tragedia anche per gli Amministratori di Condominio Luigi Morra, Presidente ALAC Marche

Ancora una volta siamo stati spettatori di un brutto evento naturale che ha distrutto abitazioni ed ucciso persone e bambini, il nostro territorio Italiano è ormai quasi tutto sismico e bisogna fare i conti questa inevitabilmente verità. È giunto il momento che gli Amministratori di Condominio, in quanto categoria, cambino mentalità per la cura e la manutenzione degli edifici Condominiali. Infatti una nuova impostazione mentale, che miri di più al recupero funzionale e l’adeguamento sismico di tutti gli edifici, è la strada maestra per dare inizio a due soluzioni; la prima è quella funzionale, legata alla realizzazione degli interventi di manutenzione straordinaria per l’adeguamento sismico degli edifici e, l’altra, è quella di aprire un nuovo filone lavorativo per le imprese edili che, smettano per un lungo tempo di costruire abitazioni che non servono a nessuno, ed inizino a risanare tutti quegli edifici condominiali che sono presenti per l’80% nelle nostre città. Gli edifici realizzati nelle nostre città dagli anni 70 in poi, oggi più che mai hanno la necessità di essere monitorati costantemente e, nel caso, adeguati laddove sia tecnicamente possibile, In caso contrario prevedere l’abbattimento e la loro ricostruzione. Per poter arrivare all’attuazione di questa necessità occorrerebbe riqualificare il sistema normativo e rivisitare l’intero quadro legislativo inerente la tutela della proprietà immobiliare pubblica e privata, dando anche il settore di interventi di riqualificazione sismica, dei veri e propri incentivi, non certamente fiscali, ma incentivi a contributo economico per quelle persone che per fascia di reddito, non possono affrontare economicamente il costo dei lavori per il risanamento e l’adeguamento sismico degli edifici in cui vivono. Un ruolo importante potrebbe essere svolto responsa-

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bilmente dagli Amministratori di Condominio Professionisti che, con i giusti supporti normativi, Nazionali e Regionali, realizzati con criterio e raziocinio e senza speculazioni di sorta, possono dare con certezza il giusto contributo per coordinare e rappresentare i Condòmini nella complessa gestione finalizzata ad adeguare sismicamente gli edifici Condominiali. Il Legislatore ha già a suo tempo identificato l’Amministratore di Condominio quale custode del bene condominiale, attribuendogli Responsabilità civili e penali, quindi sulla scia queste attribuzioni l’Amministratore è il soggetto assolutamente più adeguato a cui affidare, secondo Legge in rappresentanza dei Condomini (art. 1131 c.c.) la gestione degli interventi per l’adeguamento sismico. A tal proposito si riporta qui di seguiti quanto pubblicato da Peppe Caridi il 25.08.2016 in un editoriale …. Che ampiamente si condivide. (( omissis…………. Le vecchie costruzioni in pietra, come quelle dei paesi distrutti dal terremoto, sono “meno pericolose dei condomini degli anni 60-70-80 costruiti quando non c’era sensibilità anti-sismica, roba di pessima qualità“. A parlare è il presidente di Ance Umbria, Massimo Calzoni, uno dei protagonisti della ricostruzione di Norcia dopo il sisma del 1979, considerata oggi un modello. Calzoni spiega all’ANSA che è possibile rendere “notevolmente antisismiche” anche costruzioni molto vecchie, “l’importante è non introdurre elementi nuovi strutturali incompatibili con vecchi edifici“, come i tetti in cemento armato edificati, per esempio ad Accumoli, su abitazioni dell’anteguerra. “Questi tetti possono aver rappresentato un problema, in una situazione generale un pò di abbandono“, osserva il presidente di Ance Umbria. “Oggi le conoscenze


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sono molto più approfondite di un tempo aggiunge  e c’è solo l’imbarazzo della scelta tra gli interventi possibili sui vecchi edifici”, dalla tenuta in ordine delle travi in legno fino a catene per eliminare le spinte dalle volte e a cappe di rivestimento più o meno sottili. “In Italia – continua Calzoni –abbiamo quasi l’80% di abitazioni non adeguate, ma siamo un paese sismicamente attivo e dobbiamo cominciare a conviverci come fa il Giappone. Serve un approccio strutturale per mettere in sicurezza il territorio. Con i privati si può ragionare sulla fiscalità, sul credito di imposta, riflettere poi sull’adozione di assicurazioni anti-calamità. Ma bisogna fare qualcosa di strutturale, è im-

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Condominio

possibile che ogni volta ci sia una strage“. Guardando all’esempio Norcia, dove le nuove scosse hanno portato “moltissime lesioni agli edifici, come è naturale, ma tutte di lieve entità“, quello che secondo Calzoni ha funzionato nella ricostruzione è l’insieme di linee guida ferree che hanno imposto di lavorare secondo piani urbanistici precisi e di agire sull’intero isolato e non su singoli edifici, un modello che “stanno di fatto replicando per il centro storico dell’Aquila“. Nel caso di quest’ultimo terremoto, però,  Calzoni invita a riflettere “se ricostruire tutto ‘com’era e dov’era’ anche nel caso di paesi di fatto spopolati e che purtroppo si sono sbriciolati come Pescara del Tronto“)).

Amatrice, prima e dopo il terremoto

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Regolo guida nella fase di progettazione e realizzazione dell’opera con la stessa facilità che si ha lavorando su un foglio di carta, con la certezza che i documenti prodotti siano sempre perfettamente allineati all'evoluzione normativa.

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Azimut n. 4 2016  

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