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GENTE SALESE - MENSILE DI ATTUALITÀ, CULTURA E INFORMAZIONE

N° 9 - ANNO XXX - SETTEMBRE 2013

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GENTE SALESE

SETTEMBRE 2013

In redazione senza Liliana 6

LABEL: ingegneria al passo coi tempi

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AL CASTELLO di Stigliano il libro di Vittorio Boesso

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TIRO CON L’ARCO Finale con polemiche


intro. 2

Non passa giorno che i “media” ci propinino episodi di femminicidio. Quante donne e quanti uomini vengono ammazzati ogni giorno. Guerre, odi e rancori personali, freddo cinismo degli stati, delinquenza, droga fanno a gara per infrangere quel comandamento sacro che impone agli uomini di non ammazzare. Eppure da Caino che ammazza Abele, da Romolo e Remo, dagli Orazi e Curiazi fino ai giorni nostri la storia dell’umanità si è sempre immersa nel sangue dei morti ammazzati. Ma c’è un delitto che supera tutti gli altri, un delitto che viene commesso non tanto perché l’uomo è la belva più feroce tra tutti gli animali, ma solo per il fatto che bisogna affermare il proprio dominio sulla donna ed annientare, eliminare, cancellare la figura femminile come tale proprio perché rappresenta la femminilità. Sto parlando del femminicidio che è stato definito: “la forma estrema di violenza di genere contro le donne, prodotto della violazione dei suoi diritti umani in ambito pubblico e privato, attraverso varie condotte di maltrattamenti, violenza fisica, psicologica, sessuale, educativa, sul lavoro, economica, patrimoniale, familiare, comunitaria o anche istituzionale – che comportano l’impunità delle condotte

poste in essere tanto a livello sociale quanto dallo stato e che, ponendo la donna in una posizione indifesa e di rischio, possono culminare con l’uccisione o il tentativo di uccisione della donna stessa, o in altre forme di morte violenta di donne e bambine: suicidi, incidenti morti o sofferenze fisiche e psichiche comunque evitabili, dovute all’insicurezza, al disinteresse delle istituzioni e alla esclusione dallo sviluppo e dalla democrazia”. Solo nel 2012 secondo un’indagine i femminicidi in Italia sono stati 124, i tentati omicidi di donne 47. Il 70% circa delle donne è stata uccisa da uomini con cui le donne avevano avuto una relazione sentimentale (mariti, compagni, ex mariti, ex compagni etc.); la maggior parte degli omicidi vengono compiuti nella casa della coppia, della vittima o dell’autore, circa 80% delle donne sono Italiane,come

Agenti Generali: dott. Vito Stocco e rag. Roberta Degan

anche gli autori sono Italiani; la maggior parte di loro vivono nelle regioni del nord. In sintesi in Italia ogni tre giorni viene commesso un femminicidio. Attualmente da gennaio sono stati commessi circa 100 femminicidi . La motivazione è sempre la stessa anche se le modalità e le concause sono diverse. Si tratta del sentimento di possesso che l’uomo ha nei loro confronti. Un sentimento morboso che non accetta il dialogo, il confronto, il rispetto ma conosce solo il super ego che alberga dentro ciascuno di noi. Cosa fare per ovviare a questo triste e disperato fenomeno? Credo che il Parlamento debba essere il motore propulsore di tante iniziative soprattutto preventive: formazione, magari in collaborazione con le scuole, le parrocchie, le famiglie e le associazioni. Istituzione di una qualche forma di protezione delle donne in stato di necessità per sfuggire ai soprusi magari con l’istituzione di un numero telefonico dedicato. Infine, come hanno già istituito molti comuni, dotarsi di una residenza segreta e protetta dove le donne perseguitate possono trovare rifugio. Paolo Bertoldo

Presentare delle esposizioni d’arte durante le sagre paesane è un modo per mettere in mostra gli artisti locali e offrire ai frequentatori delle sagre di godere di uno spazio culturale per condividere le emozioni che gli artisti hanno espresso sulla tela. Di recente a Veternigo Loretta Zampieri, Laura Tellatin e Daniela Barizza (nella foto sotto) hanno ottenuto un lunsighiero successo. Non da meno è stato il concorso organizzato durante la sagra “Madonna della Mercede” a Stigliano che ha visto la partecipazione di ben 39 artisti (foto in alto) da tutto il Triveneto che anziché sulla tela hanno dipinto sui taglieri. Bertilla Ceccato

Nella riunione dei soci di Gente Salese, del 10 settembre 2013, l’assemblea, dopo aver reso omaggio alla scomparsa della presidente Liliana Dal Lago, ha votato all’unanimità il nuovo presidente nella persona di Giovanni Vanzetto. Al nuovo presidente l’augurio di buon lavoro nella continuità.

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Sagra di Sant’Angelo Sotto la protezione occasione d’incontro di San Michele Arcangelo La Sagra a Sant’Angelo è occasione per rinnovare l’affetto e la dedizione alla Madonna della Cintura, promesse dai nostri avi, come ci ricorda sempre il Parroco Don Pietro, quando hanno chiesto alla Madonna di preservarci dalle tragedie e dalle sofferenze della guerra. Numerosissime sono state, per l’occasione, le persone che hanno partecipato alle cerimonie religiose e alla tradizionale processione con la statua della Madonna, portata a spalle per le vie del paese, nonostante il sole cocente della bellissima giornata di domenica 18 agosto. Ricco il programma e le proposte della sagra offerte ai visitatori: dalle giostre per i più piccoli, il ballo “liscio” per gli adulti appassionati, la pesca di beneficienza e la rinomata cucina, tanto frequentata per gustarne i vari piatti tradizionali. Immancabile, a conclusione, lo spettacolo pirotecnico, veramente stupefacente e apprezzato.

In un clima festoso durante i cinque giorni di durata della sagra tutti si sono sentiti a proprio agio. Quest’anno la sagra a Sant’Angelo è stata realizzata con una rinnovata organizzazione ed inoltre la situazione economica generale poneva dei seri interrogativi circa il risultato economico. La sagra ha avuto un andamento in linea con altre sagre del territorio registrando una diminuzione delle entrate e generando un utile molto esiguo. L’analisi consentirà agli organizzatori della sagra 2014 di esaminare possibili spreche da elimare per poter avere utili più consistenti da destinare alla Parrocchia. Ma aldilà dell’aspetto economico occorre instaurare un vero rapporto di collaborazione e stima reciproca perchè tutti possano contribuire al bene comune del paese. P.B.

(P.B.) - La festa di San Michele Arcangelo è una ricorrenza molto sentita dai Santangiolesi alla cui protezione è dedicata la parrocchia. Ogni anno, l’ultima domenica di settembre, con molta fede e partecipazione, viene vissuta come momento di comunione tra uomini e “sacrum”. La S. Messa delle 10, 30, è l’occasione per celebrare i giubilei. Quest’anno , infatti oltre agli anniversari di matrimonio sono state festeggiate anche tre suore della Beata Imelda per il loro 50° e 75° di professione religiosa. La chiesa non riusciva a contenere i fedeli per la S. Messa. All’omelia Don

Pietro ha sottolineato il tema della carità quale sentimento ed espressione di fede autentica. Il Coro ha arricchito la celebrazione liturgica con brani molto belli. Il pranzo comunitario, partecipato da oltre 300 persone, è stato un momento di scambio di relazioni vecchie e nuove, di convivialità vera tra persone che condividono la gioia dello stare bene insieme e terminato con la simpatica estrazione dei premi della lotteria. Tutti soddisfatti, dunque, nonostante l’inclemenza del tempo e la durata del pranzo “nunziale”.

Fiera regionale del Crisantemo e dei fiori autunnali, a Caselle Il vulcanico Angelo Pegoraro ha partorito, con l’aiuto di amici, una nuova associazione culturale, quella appunto VITA IN PIAZZA che muoverà i primi passi con l’organizzazione, assieme al Comitato Festeggiamenti, della Fiera Regionale del Crisantemo e dei fiori autunnali, proprio nel periodo nel quale si ricorda quanti hanno lasciato questo mondo. La decennale esperienza nell’ambito delle manifestazioni ha indotto Angelo Pegoraro a promuovere questa manifestazione per valorizzare al

meglio la Piazza come luogo d’incontro e di esperienze diverse creando l’opportunità alle attività artigianali e commerciali di mettersi al servizio del territorio e promuovere i propri prodotti. L’appuntamento è fissato per domenica 27 ottobre con il seguente programma: Ore 8.00 Apertura fiera mercato e mostra dei crisantemi; mostra d’arte in piazza e illustrazione della storia di questo fiore nella tradizione popolare; mostra statica trattori d’epoca in

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collaborazione con il comitato festeggiamenti. Ore 15.00 Premiazioni dei migliori prodotti presenti (scelti da una giuria popolare formata da 10 persone) Ore 15.30 Intrattenimento a sorpresa in piazza. G.B.

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Una sera in redazione COL PENSIERO A Liliana

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Una sera ci siamo trovati (alcuni collaboratori) per parlare del nostro giornale ma sono bastate poche parole perché il discorso andasse su Liliana. Ma tu che la conoscevi da molto tempo, com’era Liliana? “Prima che io collaborassi con Liliana al giornale, negli anni ’80, lei era mia collaboratrice perché a quel tempo ero sindaco - così inizia Paolo Bertoldo. - Ricordo con precisione un episodio perché allora mi aveva molto stupito. Poi, imparando a conoscerla, i suoi comportamenti erano diventati più familiari e mi impressionavano meno. Era un sabato, c’era tanta gente che aspettava per parlarmi; tra questi c’era anche una ragazza visibilmente agitata perché stava vivendo un periodo molto brutto. Ad un certo punto questa ragazza si è messa a cavalcioni della finestra per buttarsi giù. Liliana si è subito avvicinata e, con fare tranquillo, ha cominciato a parlarle. Io ho subito chiamato i vigili e il medico ma nel frattempo che questi sono arrivati, la ragazza si era convinta a scendere. Poi con l’ambulanza l’hanno portata all’ospedale e Liliana è voluta andare con loro. La mattina del giorno dopo, Liliana mi telefona dall’ospedale dicendomi che aveva passato la notte con la ragazza perché le dispiaceva lasciarla sola ma che adesso stava bene è quindi sarebbe tornata a casa. A me era sembrato già tanto che l’avesse accompagnata all’ospedale! Liliana era così, generosa e aperta e quando qualcuno aveva un problema si rendeva subito disponibile. Qualche volta la gente se ne approfittava. Non aveva un carattere facile perché era molto spontanea e immediata e quando chiedeva qualcosa lo pretendeva subito. A volte si rendeva antipatica perché quando aveva le giornate storte ti mandava a quel paese. Era molto diretta, a volte irruente, non girava intorno alle cose”. “Non era certo diplomatica e quando sbottava, sbottava. Però questo episodio mostra come si assumesse molto la responsabilità anche per gli altri”, afferma Vallj. “Sì, spesso si faceva carico anche di problemi che non la toccavano direttamente e a volte trascurava anche la famiglia pur di rendersi disponibile. Lei non cercava il successo, seguiva i suoi valori. È stata apprezzata per questa sua generosità. Non faceva distinzione tra il povero o il ricco, il potente o il debole. Anzi a volte trattava meglio la persona più semplice che l’onorevole perché era spontanea e non faceva distinzioni. Non cercava riconoscimenti e quando faceva, spesso era per gli altri. Con i colleghi - prosegue Paolo Bertoldo - non aveva rapporti facili proprio per la sua modalità combattiva di essere”. “Ricordo - afferma Graziano - quando era stata messa nell’ufficio anagrafe e doveva inserire i dati in appositi grafici, non si faceva scrupolo a chiedere una mano. Anche se non ero del comune spesso mi chiedeva di • • • • • • • •

aiutarla a preparare certi tabulati perché fossero più accattivanti sotto l’aspetto grafico. Lei era una donna generosa e, come lo era lei, chiedeva che lo fossero anche gli altri”. “Sì, essendo lei una persona spontanea, - afferma Vallj - aperta, generosa, si aspettava che anche gli altri fossero come lei”. “Però questa sua pretesa a volte suscitava insofferenza perché non era per niente diplomatica nel chiedere, lei pretendeva. Era concreta - ricorda Paolo - quando aveva un suo obbiettivo si faceva in quattro per raggiungerlo, soprattutto se era per gli altri”. “La nascita del nostro giornale - afferma Graziano - è la dimostrazione di questo suo carattere forte e generoso. Quando Liliana ha colto i campanilismi, le rivalità e le divisioni che c’erano tra le frazioni del comune, ha pensato di creare un giornale che desse pari risalto a tutte le realtà del territorio, ciò per aiutare gli abitanti a sentirsi parte di una unica realtà anche se frazionata. Sapere cosa fanno a Stigliano, a Caselle o a Veternigo, ecc. poteva aiutare gli abitanti a conoscersi e magari a collaborare”. “Quaranta anni fa il comune aveva un suo giornale afferma Paolo - perché, essendo un territorio molto vasto diviso in sei frazioni, c’era bisogno che ci fosse qualcosa che informasse gli abitanti. Il giornale è durato una decina d’anni perché è venuto a mancare, non tanto il sostegno economico, ma qualcuno che se ne occupasse. Ricordo che con Liliana abbiamo passato diverse serate perché lei insisteva a voler rimettere in piedi un giornale. Io condividevo l’idea ma ero titubante perché ritenevo che ci volesse la certezza che il giornale durasse. Insomma non è facile avere tutti i mesi la gente disponibile a scrivere. Lei invece continuava a rassicurarmi che avrebbe trovato la gente per farlo e anche i fondi per sostenerlo”. “Ci vuole un forte senso di responsabilità,- afferma Vallj -ma anche una forte volontà per mettere in piedi un giornale sapendo che ogni mese deve uscire. È un impegno non indifferente”. “Il primo numero di Gente Salese è uscito nel dicembre ’83 - continua Paolo - Trenta anni fa. Allora il giornale era composto di 2 pagine ed era per buona parte fatto a mano: lei scriveva gli indirizzi a mano e attaccava le etichette”. “E tutto questo veniva fatto a casa sua - afferma Bellino - Tante sere fino all’una, due di notte; tutte le etichette sparse sul tavolo, i giornali da piegare e questo succedeva tutti i mesi”. “Però questo impegno - afferma Graziano - è stata la colla che ha formato il gruppo”. “Gente Salese è nato a casa sua - afferma Paolo.- Per tanti anni ci siamo trovati a casa sua anche per decidere cosa scrivere. Quindi oltre al suo impegno aveva messo a disposizione anche la sua casa”.

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Sabato 16 novembre, alle ore 18,45, nella chiesa di S. Maria di Sala verrà celebrata una S. Messa per Liliana. Seguira un concerto di cori misti. Nel prossimo numero il programma. Tutti sono invitati a partecipare.

“Coinvolgeva molta gente per fare il giornale, certamente tutti volontari, ricorda Bellino; non si faceva scrupoli, quando aveva bisogno, chiamava”. “Be, era una persona che trasmetteva molto entusiasmo - rileva Vallj - nelle cose che faceva perché ci credeva fortemente”. “Infatti - afferma Graziano - non eri capace a dire di no alle sue richieste”. “Liliana quando chiedeva - afferma Vallj - lo faceva con molta forza e decisione. Il giornale è in piedi da trenta’anni. Basta questo per mostrare il coraggio e volontà che aveva”. “Non è facile tenere un giornale vivo per tanto tempo - afferma Graziano”. “Infatti ha cambiato 4 direttori perché con i direttori locali c’era la questione politica che si intrometteva e quindi bisognava stare molto attenti. Allora abbiamo cercato un direttore fuori dal territorio - afferma Paolo - proprio perché potesse essere più distaccato e obbiettivo.” “Molti giornali locali delle zone qui intorno - afferma Graziano - sono morti perché troppo immischiati con le correnti politiche o perché cercavano di avere più pubblicità possibile per manie di grandezza”. “A Liliana interessava far girare l’informazione nel territorio del comune. Prima del giornale afferma Paolo - Gentes Salese era nata come associazione culturale, infatti si proponevano mostre o altro che coinvolgesse anche culturalmente gli abitanti. Il giornale Gente Salese è nato come espressione di questa associazione. Quindi per lei la pubblicità doveva servire solo per pagare le spese del giornale e non per acquisire potere o ricchezza”. “E se un anno c’era un avanzo lo si dava in beneficienza o si comprava qualcosa per le scuole perché i conti di entrata e uscita dovevano pareggiare - afferma Graziano”. segue a pag. 5

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Liliana ha lottato fino alla morte perchè sapeva di non essere sola

La capacità di infondere energia

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Vorrei lasciare una breve testimonianza di Liliana, per quanti non l’hanno conosciuta per la sua forza, la sua voglia di vivere e la sua sensibilità, così come è accaduto a me nel momento più doloroso della mia vita. Chi ha toccato con mano la sofferenza, sa che le parole che ci vengono dette in quel periodo molto spesso vengono dimenticate o ignorate eppure, a volte o un piccolo gesto o una frase ti aiutano a ritrovare la forza ed il coraggio per affrontare ciò che il destino ti riserva. Nell’ascolto di ciò che ci dicono gli altri ci influenza il nostro giudizio personale nei confronti di chi sta parlando, di come si presenta, di ciò che ha vissuto o di come i nostri occhi in quel momento vedono chi ci sta davanti. E proprio di occhi voglio parlare, perché di Liliana ciò che mi ha sempre colpito ed intimorito erano i suoi profondi occhi scuri, che sembrava quasi potessero leggere ciò che stavo pensando. Questo è stato il mio primo ricordo di lei, quando la incontrai la prima volta che ero solo una bambina. Tanto rimase in me impresso in me questo ricordo che, anche da grande, quando la incontravo e ci fermavamo a fare due chiacchiere cercavo sempre di allontanare lo sguardo dal suo, per timore di ciò. L’ultima volta che incontrai Liliana fu qualche anno fa nella sala di attesa di un reparto ospedaliero, dove stavo attendendo che la mia mamma entrasse

per fare la sua seduta di chemioterapia. Quando ci vide si sedette accanto a noi e ci scambiammo i saluti, qualche chiacchiera al femminile e ricordo che vi fu una intensa stretta di mani tra le due al momento dei saluti. Poi mamma si alzò per dare inizio al suo calvario e io rimasi vicino a Liliana, aspettando il mio turno per entrare a farle compagnia. Mentre parlavamo del decorso della sua malattia e di quella di mia mamma, come sempre i suoi profondi occhi neri scrutavano i miei. Le chiesi come si sentiva. Mi disse: “Mi sento come una barca in un fiume in piena: perdo il controllo, mi capovolgo, roteo su me stessa, sono travolta dagli eventi e da ciò che mi sta succedendo, ma non mi perdo d’animo, non posso farlo! Cerco sempre di ritornare a galla e riprendere il mio viaggio perché in questo viaggio non sono sola. C’è tutta la mia famiglia a cui voglio un mondo di bene ed io non posso permettermi di abbattermi. Non posso mollare!”. Nella mia mente le sue parole innescarono un pianto a dirotto, immaginando la mia piccola barchetta che mi aspettava nell’altra stanza, in balia della corrente, in attesa del suo calvario quotidiano. Ciò che mi tormentava di più era il fatto che non potevo lanciarle la cima di una fune e tirarla a riva per salvarla dalla corrente che la stava travolgendo in una lenta distruzione. Non potevo fare nulla se non rimanere a guardare mentre quel maledetto male

mi portava via quanto di più caro avevo a questo mondo. Per quanto me lo imponessi, non riuscivo a fermare quel diluvio di lacrime e mi vergognai molto, perché chiunque si trova in quei reparti vive la propria tragedia quotidiana e compatirmi per il mio dolore senza curarmi di quello degli altri era mancanza di rispetto nei confronti di chi stava soffrendo quanto me o ancora di più. Ad un certo punto mi disse con tono severo ma delicato “Adesso smettila di piangere! Devi entrare dalla tua mamma per farle compagnia e stai piangendo? Non vorrai mica che ti veda con gli occhi rossi o in lacrime? Non pensi che la faresti stare ancora più male? Devi essere forte per lei e non piangere mai quando le stai vicino, perché la sofferenza più grande per la tua mamma non è il suo male! Non c’è dolore più grande per una madre che la sofferenza dei propri figli. Quindi asciugati le lacrime e quando entri falle un bel sorriso. Stalle vicino e falla sorridere, abbracciala e dille quanto le vuoi bene che ne ha tanto bisogno”. Sembreranno parole scontate, ma in quel momento ho avuto la certezza che i suoi occhi avevano visto i miei pensieri fino in fondo ed avesse trovato in quel modo le sole parole giuste per spronarmi e non compatirmi. Parole che poi mi sarebbero servite per poter affrontare assieme alla mia mamma il fiume in piena che ci stava travolgendo.

Ho pensato molto a Liliana in queste settimane, ho tanti ricordi di lei compresi quelli della lunga e penosa malattia che si è portata via prima l’entusiasmo e l’energia di Liliana per poi togliercela completamente. Tra tutti questi pensieri quelli che prevalgono sono sempre e comunque i bei ricordi, soprattutto i momenti divertenti e le fragorose risate che ci siamo fatti assieme. Curioso il fatto che anche nelle lacrime piante durante il funerale il pensiero andasse sempre ai momenti felici piuttosto che ai giorni della malattia. E così la ricorderò per sempre, determinata e con quella innata capacità di infondere energia anche alle persone che le stavano vicino. Stefano Luise

segue da pag. 4 “Come sei arrivato a fare il direttore di Gentesalese?” “Per l’amicizia con Paolo e poi con Liliana e Giovanni perchè abbiamo condiviso un percorso di scoutismo. Poi ci siamo allontanati per ritrovarci tanti anni dopo a S. Maria di Sala perché dovevo fare dei servizi giornalistici per un giornale quotidiano. Alla festa del 50° dei boy-scout di Noale, anche se non ne facevamo più parte, siamo andati a dare una mano per organizzare l’evento dando un contributo nella stesura di un opuscolo rievocativo; lei era fatta così, bisognava sempre dare una mano a chi aveva bisogno”. “Lei era cattolica- afferma Paolo - ed era nella sua indole aiutare gli altri”. “Ha fatto anche delle battaglie politiche

a suo modo” - afferma Bellino. “Liliana non era né di sinistra né di destra, anche se aveva le sue idee- afferma Paolo - Non c’è mai stato un vero impegno politico, pur appoggiando, non si è mai messa in primo piano”. “Non aveva l’ambizione di farlo perché dalla sua posizione le sarebbe stato facile - afferma Vallj. Forse emergere come personaggio politico non era il suo scopo”. “Sicuramente, non l’interessava essere un personaggio pubblico”. “Io ho seguito alcune situazioni dove lei, anche se aveva sostenuto politicamente una persona, afferma Graziano - se non le andava bene come si comportava, glielo diceva direttamente in faccia. Quello che aveva nel cuore lo aveva in bocca; non si tratteneva”.

“Liliana era anche una che lavorava tantissimo; afferma Bellino - quando aveva preso un impegno, non c’erano orari”. “Era una donna piena” afferma Vallj. “Sì anche la sua statura metteva soggezione, - afferma Graziano - però, quando le chiedevi qualcosa, ti dava anche il cuore”. “Quando era arrabbiata bisognava lasciarla sfogare - afferma Paolo - e solo dopo si poteva parlare”. “Comunque era un personaggio perché, per una donna, in una realtà di paese, prendersi la responsabilità di un giornale con tutte le difficoltà e l’impegno che comporta, non è da tuttiafferma Vallj. Un impegno poi durato tanti anni”. “Aveva anche tanti amici che la soste-

nevano- ricorda Bellino”. “ Tanti amici che sapevano che c’era lei davanti ad organizzare, gestire; ricorda Paolo - capace di coinvolgere e dare sicurezza, con una motivazione forte perché il giornale era fatto per fini sociali e non per scopi personali. Quindi speriamo che duri”. “Quando facevamo la cena di fine anno e lei annunciava che anche per l’anno prossimo si erano raccolti i fondi per pagare le spese per cui si sarebbe fatto il giornale - ricorda Graziano - si vedeva tutta la sua soddisfazione. Allora riuscire a portarlo avanti ancora è anche motivo per ricordarla e non tradirla”. “Ma anche per continuare - conclude Vallj - a portare avanti delle idee buone che hanno dato i suoi frutti”. R.G.S.

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Labelit, ingegneria al passo coi tempi

Dopo qualche mese di pausa, riprendiamo con la presentazione delle aziende del nostro territorio che si sono particolarmente distinte, rappresentando il meglio del “made in Italy” nel mondo. Labelit è una di queste realtà, nata inizialmente con il nome di Etichettificio Salese nel 1986, ha avuto il primo boom all’inizio del 2000 e in barba alla crisi un apice nel 2011 in cui l’azienda è cresciuta del 20%. Rilevata nel 2012 da Marcello Busetto, attuale proprietario, questa importante realtà ha continuato a crescere e si posiziona oggi tra i primi dieci etichettifici in Italia. Ad oggi vi sono circa 50 dipendenti, 11 linee di lavoro ed enormi prospettive di crescita visto che l’azienda sta affrontando importanti investimenti per nuovi macchinari ed è alla ricerca di ulteriori spazi. La prima cosa che mi ha colpito, prima ancora di entrare negli uffici di via Salgari, è stato uno degli slogan: “10 milioni di etichette al giorno”. Se ci pensate, considerando un normale orario di lavoro, significa “sfornare” circa 350 etichette al secondo. Dirlo fa un po’ impressione, vi posso confermare che vederlo dal vivo inizialmente lascia di stucco e poi affascina, specialmente se a presentare i cicli di lavorazione e i trucchi del mestiere è lo stesso Marcello Busetto il quale, con il “savoir faire” del bravo industriale, inizialmente mi prende alla sprovvista con vocaboli per me igno-

ti, come stampa offset, flexo e prodotti siliconici, poi rendendosi conto che ha davanti una persona totalmente avulsa al mondo delle etichette mi introduce in questo ambiente con una semplicità e chiarezza che solo chi ama veramente il proprio lavoro può trasmettere. Ma veniamo ai prodotti che escono dall’azienda, le etichette appunto. Come prima cosa, se vi capita di parlare con qualcuno del settore, evitate la gaffe di confondere etichettificio e tipografia. Senza voler sminuire nessuno, per carità, in genere un’etichetta ha delle caratteristiche che ne evidenziano la lavorazione particolare come ad esempio le scritte in rilievo o i disegni olografici i quali necessitano

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di macchinari di stampa specifici. Altra caratteristica tipica dell’etichetta è la fustellatura, cioè quel processo che permette di sagomare il taglio secondo linee spezzate o curve svincolandosi quindi dalla ortogonalità. Tra i marchi più noti per i quali l’azienda lavora vale la pena di citare

la Perfetti, la carta a ologramma che ricopre le confezioni delle caramelle mentos penso sia nota a tutti. Bene, sappiate che tutte le etichette di Europa e America che rivestono le confezioni di caramelle alla menta più famose del mondo provengono proprio dalla Labelit di Santa Maria di Sala. Un altro prodotto che si sta evolvendo e sul quale si è concentrata Labelit è l’etichetta “apri e chiudi”, cioè quella linguetta trasparente e leggermente appiccicosa che ci consente di aprire e chiudere le confezioni dei fazzoletti di carta. Una volta appresi i processi di ingegnerizzazione che stanno dietro a prodotti così apparentemente banali, azioni quali aprire un pacchetto di fazzoletti o mettere in bocca una caramella alla menta assumono un significato completamente diverso. La prossima volta che vi capita pensateci, chi ha prodotto quello che avete in mano sta proprio dietro casa vostra. Stefano Luise

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Al Castello di Stigliano il libro di Vittorio Boesso Sabato 26 ottobre, alle ore 17.30, presso il Castello di Stigliano, in via Noalese, 7 a cura dell’Associazione Gente Salese in collaborazione con il gestore del Castello di Stigliano, verrà presentato il libro “Tra il Muson e il Castello di Stigliano” curato dal dott. Vittorio Boesso, nativo di Stigliano. La presentazione verrà fatta dal critico letterario e d’arte prof.ssa Lidia Mazzetto. L’artista noalese Mario Maccatrozzo esporrà alcune sue recenti opere e per l’occasione presenterà l’ultimo suo lavoro che rappresen-

ta una veduta del Muson che lambisce il Castello di Stigliano. Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare e gli organizzatori saranno lieti di avervi come ospiti per il brindisi. Sia il dott. Vittorio Boesso che il M° Mario Maccatrozzo saranno lieti di fermarsi a cena con quanti desiderano condividere questo momento culturale. Per la cena il costo di partecipazione è di 25 euro previa prenotazione al centralino del Ristorante al Castello n. 0415750666. G.B.

Ricordo dell’insegnante Laura Doz dotata di grande semplicità e intelligenza e di sensibilità verso i più deboli La notizia della morte di Laura Doz, ex insegnate all’Istituto Comprensivo “Cordenons” ha lasciati basiti tutti i colleghi che sapevano del male incurabile che Laura cercava di non far trasparire, ma soprattutto perchè suo marito Renato Muscarella è morto tre giorni prima di lei, sempre per uno stesso male. Li separavano tre anni di età e sono morti a tre giorni di distanza uno dall’altro, tanto che i figli Andrea, Elena e Giulia Laura hanno deciso per un funerale unico. Una vita insieme ritmata da una grande generosità, dalla gioia di una bella famiglia e dalla passione per fare della loro vita una condivisione totale con quelli che avevano meno. Laura, oltre ad essere una brava insegnante, ha dedicato grande impegno per attività extrascolastiche non pagate, per il sociale con lo scopo di fare del bene agli alunni e riuscire nel contempo a raccogliere fondi per inviarli in terra di missione per opere pubbliche o per le adozioni a distanza. Laura e Renato, ma credo anche i figli, erano innamorati delle cose belle ed eterne: erano appassionati delle opere liriche. Quando potevano partecipavano al cinema oratorio di Robegano alla diretta cinematografica di importanti opere liriche trasmesse via satellite dai migliori teatri del mondo.

La perdita di Orlando Marzaro, impegnato nel volontariato Ricordo la sensibilità che dimostrava verso i ragazzi con problemi. Era un’insegnante molto apprezzata. Una persona di grande semplicità e intelligenza con la quale era bello lavorare insieme. Dopo la loro scomparsa, i famigliari hanno chiesto che al posto dei fiori per le esequie, offerte a due fondazioni: la Città della Speranza di Padova (conto corrente postale 13200365), impegnata nella ricerca contro le malattie infantili e la Lega del Filo d’oro (conto corrente postale 358606) che si occupa di disabilità sensoriali. Tutto il personale della scuola Media di S. Maria di Sala ricorda con affetto e riconoscenza Laura per il suo sorriso e la sua dedizione. G.B.

Orlando Marzaro, il 21 settembre 2013, ha lasciato sgomenti nel dolore la moglie Manuela Colletto, i figli Marco, Mauro e i tanti amici. Molti hanno avuto modo di conoscerlo per le sue grandi doti di solidarietà e d’amicizia. Orlando, infatti, è stato socio fondatore dell’Associazione Protezione Civile di Santa Maria di Sala, con cui ha collaborato per più di 10 anni. Nel 2011 si è iscritto all’Associazione di volontariato “Mano amica” per indossare la divisa di nonno vigile. Accompagnava i bambini di fronte alla Scuola primaria di Caltana e svolgeva servizio di sorveglianza presso la Caritas di Caselle. Era sempre solare, con spirito di collaborazione partecipava a tante iniziative, ricoprendo i ruoli più umili sempre con il sorriso. Questa caratteristica

lo ha reso un salese doc e rimarrà per sempre nel cuore di chi ha avuto modo di conoscerlo. Bertilla Ceccato


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Perchè investire in Croazia?

La Croazia è a due passi dall’Italia, appena al di là di Trieste. Per fare un esempio Venezia dista dalla zona industriale di Rijeka/ Fiume appena 200 kilometri. Il paese si è recentemente dotato di nuove ed importanti infrastrutture stradali (es. autostrada Zagabria-Fiume e da Fiume a Spalato) che consentono collegamenti rapidi e veloci movimentazioni delle merci. Il sistema interportuale è in espansione, grazie a significativi investimenti nelle dotazioni e all’ampia disponibilità di spazi a prezzi contenuti. Nel 2012 è stata approvata la legge per favorire “il clima degli investimenti”. Un’efficiente agenzia governativa costituita ad hoc (HAMAG) si occupa di gestire ed erogare gli incentivi agli investimenti che riguardano principal-

mente: - garanzie statali sui crediti; - contributi a fondo perduto per nuove imprese o per ammodernamenti; - agevolazioni fiscali (l’aliquota base del 20% può azzerarsi fino a 10 anni a seconda dell’investimento);

- contributi e agevolazioni per le assunzioni di personale e per la formazione. La Croazia dal luglio 2013 è membro dell’Unione Europea per cui si applica la legislazione comunitaria e vi è la libera circolazione delle merci. Per favorire lo sviluppo la Croazia ha creato nuove aree industriali in zone particolarmente appetibili dal punto di vista logistico, in cui sono disponibili a prezzi competitivi di lotti per la costruzione/ affitto di capannoni industriali o commerciali. Il mercato del lavoro è molto flessibile ed è in fase di approvazione una nuova norma che lo renderà ancora più flessibile, nel quale si trovano professionalità di alto livello a costi veramente contenuti. Dal 1991 la Croazia è indipendente e ha dovuto partire sostanzial-

mente da zero per ricostruire l’intero ordinamento giuridico, esso pertanto non soffre di un’incrostazione di norme che si sovrappongono e creano incertezza, ma l’apparato normativo nei vari settori di interesse economico è tendenzialmente ridotto all’osso e di semplice lettura. Operano inoltre appositi Tribunali delle imprese. Per chi vuole saperne di più può contattare l’Associazione via mail :info@associazionelesina.org Paolo Bertoldo Presidente Associazione Lesina Associazione Lesina Libera Associazione per la promozione dei rapporti Italo-Croati via Giovanni XXIII° n.°11 – 30036 S. Maria di Sala (Ve)- Italia www.associazionelesina.org – info@associazionelesina.org Fax: 041-8623694

Ad Abano l’incontro degli Esuli Dalmati. Tra gli ospiti l’Associazione Lesina

Consiglio comunale dei Dalmati Il periodo delle ferie è terminato ed è ripresa a pieno ritmo l’attività dell’Associazione Lesina il cui obiettivo statutario, lo ricordiamo, è quello di proseguire l’avvicinamento fra la gente delle due sponde dell’Adriatico, quale buon frutto del gemellaggio fra Hvar e Santa Maria di Sala, costituendo un sicuro, competente ed affidabile, punto di riferimento e di promozione per lo sviluppo dei rapporti e dei reciproci scambi culturali ed economici. Sabato 28 settembre, ad Abano Terme, c’è stato un importante avvenimento che ha visto la partecipazione dell’Associazione Lesina. In agenda c’era il “60° Incontro degli Esuli Dalmati”. Un annuale incontro che ha visto l’arrivo di Dalmati da molte parti d’Italia e del mondo per ricordare

la loro storia e non dimenticare i legami che li tengono tutt’ora uniti, nonostante le vicissitudini li abbiano costretti a spargersi per il mondo. A questo importante evento, l’Associazione Lesina è stata invitata d’onore e ha partecipato con una Delegazione al vertice del Direttivo composta dal Presidente Paolo Bertoldo, dal Consigliere diplomatico Matteo Tudor e dai soci Primo Bertoldo e Giampietro Vanin. Interessante lo svolgimento del Consiglio Comunale dei Dalmati durante il quale si sono svolte le relazioni del Sindaco del comune di Zara, in esilio, Franco Luxardo; dell’assessore al bilancio Giorgio Varisco; dell’assessore responsabile della gestione dei rapporti con le Comunità in Dalmazia e Cattaro, Generale Elio Ricciardi

il quale, fra l’altro, ha ricordato l’impegno dell’Associazione Lesina per il restauro della Loggia di Hvar e per non perdere il Consolato di Spalato; di Lucio Toth che ha illustrato, fra l’altro, il tema generale della situazione dei pagamenti dei danni di guerra e dei compensi a quanti sono

stati brutalmente sfrattati dalla zona B; Rina Villani della Comunità di Zara che ha comunicato l’importante notizia dell’apertura di un asilo a Zara. Commovente la testimonianza di un anziano Bersagliere che ha narrato la sua tremenda e tribolata storia di soldato in terra Jugoslava. L’associazione Lesina, attraverso il suo Presidente Paolo Bertoldo, ha portato il saluto di tutti i suoi componenti, ha ricordato che l’Associazione ha lo scopo di unione e collaborazione fra i due popoli Croato e Italiano e ha augurato ai fratelli Dalmati in esilio che non venga mai a mancare lo spirito di unione, la memoria della terra e del passato recente, collante formidabile per il superamento di tutte le ferite che la storia ha inferto. Primo Bertoldo

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La visita in Croazia e tappa a Medjugorje L’Associazione “LESINA” é nata a seguito del Gemellaggio fra Santa Maria di Sala e Hvar (Lesina) e ha l’obiettivo di favorire i rapporti con la Croazia. È una realtà sempre più evidente e sta svolgendo il proprio ruolo con efficacia e determinazione, sotto la direzione del suo Presidente Paolo Bertoldo. Alla sua base ha, anzitutto, le radici del Gemellaggio cioè l’Amicizia. E’ con questo sentimento che i responsabili dell’Associazione hanno ideato e proposto un “Tour attraverso le strade del Gemellaggio”, che si è svolto tra l’11 e il 15 Giugno 2013 e la cui partecipazione era aperta a tutti gli amici dell’Associazione. Il discreto numero di amici di Lesina, partecipanti, ha iniziato il viaggio con un tempo meteorologico ancora non stabile per la stagione ma, arrivati a Spalato, prima tappa del Tour, un bel sole e una dolce temperatura hanno accompagnato la visita alla “Comunità degli Italiani di Spalato”. L’incontro con i nostri “connazionali” è stato particolarmente cordiale e intenso ed è avvenuto con la significativa partecipazione della Console di Spalato, Sig. ra Paola Coliandro e sotto l’organizzazione della rappresentante della Comunità degli Italiani di

Spalato, Antonella Tudor. Durante lo scambio di doni fra le parti e il buffet c’è stata l’occasione per una chiacchierata rievocativa della nostra comune storia di Italiani al di qua e al di là dell’Adriatico. Il saluto del Dott. Matteo Tudor, prezioso e concreto Consigliere Diplomatico dell’Associazione Lesina, avvenuto telefonicamente al momento dell’incontro, ha dato un significato di ideale partecipazione e di rapporti affet-

Medjugorje: la salita lungo l’irto sentiero per il Podbro, luogo dell’apparizione

tuosi fra l’Associazione e la Comunità. La visita alla Città, assistiti da una guida, ha fatto apprezzare i principali aspetti e attrazioni di Spalato, fra cui il famoso “Palazzo di Diocleziano”. Il viaggio è, poi, proseguito per Medjugorje, luogo di un Santuario Mariano, dove ognuno ha potuto, in personale atteggiamento, vivere momenti di fede intensa. Il gruppo degli amici di Lesina ha poi proseguito il viaggio verso Moschenika Draga, nelle vicinanze di Abbazia. Si tratta di una piccola ma bellissima località sul mare dove è possibile trascorrere piacevoli giornate sulla spiaggia e assaporare il sole dell’estate. In questo paesetto della costa Fiumana abbiamo potuto trascorrere il tempo previsto in compagnia di un altro rappresentante della Comunità degli Italiani di

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Fiume, Teobaldo Giovanni Rossi, proprietario del Residence “Villa Rubin”, dove abbiamo goduto della sua simpatica amicizia, dei racconti della sua storia e potuto gustare i cibi del suo ristorante. Al termine possiamo dire che il viaggio è stato interessante. Ci ha coinvolto e fatto vivere tre aspetti: l’aspetto sociale con la visita alla Comunità degli Italiani di Spalato, l’aspetto religioso con la visita a Medjugorie e l’aspetto ludico con la permanenza a Moschenika Draga. Il Gruppo di amici di Lesina era ben affiatato e per tutto il viaggio ha potuto gustare le gradevoli esternazioni del simpatico Maurizio. Un bel viaggio, possibilmente da ripetersi, che non è stato guastato nemmeno dal lieve inconveniente meccanico verificatosi al mezzo di trasporto. P. B.

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Campionati nazionali di Tiro con l’Arco un’occasione da non farsi scappare Nei giorni 13-14-15 settembre si sono svolti i Campionati Nazionali di Tiro con L’Arco organizzati dalla Arcieri San Marco di Stigliano presieduta da Giorgio Minto. Le eliminatorie si sono tenute nel parco di Villa Farsetti, mentre le finali e le premiazioni sono state dirottate all’ultimo momento a Noale visto l’atteggiamento ostruzionistico tenuto dall’Amministrazione comunale di S. Maria di Sala. Ancora una volta la nostra amministrazione ha ceduto alla tentazione di boicottare quelle persone-associazioni che pensa non le siano “vicine politicamente” dimenticando che il loro impegno è per l’associazione che rappresentano e per far esaltare le bellezze e le capacità e l’operatività del comune e della gente salese. Tanto è il rammarico per come sono andate le cose che gli organizzatori hanno scritto una lettera piena di amarezza all’Amministrazione ed a tutti i consiglieri. Lettera che riportiamo in ampi stralci. Scrive Giorgio Minto rivolgendosi agli amministratori: “Abbiamo organizzato un evento che non veniva svolto nel Veneto da 26 anni e che è stato penalizzato economicamente e nell’immagine dalle Vostre decisioni. A gennaio -prosegue Minto- ci rilasciate un nulla osta per l’utilizzo di tutto il complesso di Villa Farsetti, a giugno negate l’utilizzo del giardino antistante la villa stessa per motivi estetici, a luglio ci ridate il nulla osta per tutti gli spazi esterni alla villa,..a pochi giorni dall’inizio della manife-

stazione ci togliete nuovamente l’utilizzo del giardino e dei locali interni quando tutta l’organizzazione era stata completata. Le argomentazioni sull’ambiente e sulla sicurezza - prosegue il presidente- non centrano nel modo più assoluto. La FITARCO non va a colpire i monumenti, dove organizza eventi di tiro con l’arco, semmai li valorizza e li rende visibili in tutto il mondo con le dirette.” Dopo aver lamentato lo stato di degrado in cui sono stati trovati la sala cedraie e il prato destinato a campo di gara, la lettera prende in esame la cronologia della assurda vicenda. “il 19 dicembre 2012 abbiamo chiesto tutti gli spazi di Villa Farsetti per organizzare l’evento. - scrive Minto- Il 15 gennaio 2013 riceviamo il nulla osta per l’utilizzo di tutti gli spazi richiesti. Il 5 febbraio 2013 abbiamo trasmesso al protocollo “le precisazioni ecc.” dove vengono elencati nel dettaglio gli utilizzi degli spazi ed in particolare: le finali sono previste davanti alla villa domenica 15 settembre con inizio alle ore 9 in diretta Rai Sport e su web; il giardino davanti alla villa, zona centrale, nella stradina con ghiaino, per le finali di domenica e le premiazioni, tutta quest’area verrà chiusa al pubblico con apposite transenne. Come potete analizzare diventa difficile organizzare mostre culturali all’interno della villa...a causa della limitazione degli spazi al pubblico di domenica per le finali.”

Riprendendo la cronistoria il presidente Minto scrive: “Il 27 maggio 2013, con un comunicato firmato dall’assessore allo sport e dal Sindaco ci viene negato il giardino antistante la villa e non per motivi collegati a pareri della Sovraintendenza o alla sicurezza, ma per estetica ambientale. A questo punto, negato il giardino, ossia quella parte più qualificante del contesto storico, dove la Rai voleva riprendere in diretta televisiva, abbiamo deciso di trasferire il campionato italiano a Noale. Dopo aver contattato i responsabili della Amministrazione comunale di Noale -scrive Giorgio Minto- il 7 giugno ho presentato la richiesta al sindaco di Noale ma all’improvviso tutto si blocca; vengo a sapere che ci sono state interferenze da Santa Maria di Sala per condizionare la disponibilità del comune di Noale. Ho chiesto, poi, un incontro con il Sindaco di S. Maria di Sala dove apparentemente mi dava la sua disponibilità a trovare una soluzione. Successivamente vengo contattato dal sindaco di S. Maria di Sala che mi comunica la disponibilità di utilizzare la villa al completo. Il 18 luglio, dopo numerosi solleciti, ho ricevuto il nulla osta. Alla fine di luglio, vengo a sapere che per lo stesso giorno e la stessa ora previste per le finali, era stato rilasciata la concessione della villa ad una coppia di futuri sposi già in data 2 marzo 2013. Coppia di sposi che ha rinunciato alla villa schifata dal comportamento dell’Amministrazione Comunale. Con la notifica del 2 settembre -continua

la lettera- abbiamo capito che tutti i bei discorsi di non andare a Noale erano solo una presa in giro; si trattava di una povera strategia per cercare di colpire la manifestazione e l’organizzazione, i motivi li sapete Voi, ma non ci siete risusciti, perché il comune di Noale, per la seconda volta, ci ha dato la massima ospitalità e collaborazione. Complimenti!! -scrive Minto- Siete riusciti a far in modo che la Rai abbia fatto le riprese a Noale e non in Villa Farsetti. Per quanto riguara il capitolo “sovraintendenza” lo avete messo in mezzo per cercare di giustificare i Vostri errori... Nessun atto o parere della sovraintendenza mi è stato mai notificato -prosegue Giorgio Minto- o allegato alle Vostre comunicazioni e nemmeno nella delibera di Giunta n. 88 del 30.08.2013. A memoria, nessun parere contrario a queste manifestazioni è stato espresso in passato nelle varie regioni italiane dalle sovraintendenze; sono eventi dotati di normative che garantiscono la massima sicurezza in tutto e per tutto, certo che il protocollo della FITARCO non permette di passeggiare davanti alla linea di tiro, come ad esempio per gli sposi. Tutto questo al Sig. Sindaco lo avevamo detto e scritto-conclude Giorgio Minto. Si tratta di povere decisioni accompagnate da scuse infondate di chi è convinto che una volta seduto nella sedia dell’amministrazione comunale può disporre a proprio piacimento del patrimonio dei cittadini salesi”.


Noale vince la finale nazionale del tiro con l’arco, S. Maria di Sala la medaglia dell’ostruzionismo La 52° edizione dei campionato nazionale assoluto di Tiro con l’arco è stata giudicata dai dirigenti e dagli operatori della Federazione Italiana Fitarco, dagli arbitri e dagli stessi atleti, una stupenda manifestazione con un finale forse tra le più belle in assoluto. Organizzato dagli Arcieri di Stigliano – U.S. San Marco Stigliano del patron Giorgio Minto, con la collaborazione degli arcieri dell’Accademia Veneziana, Arcieri Treviso, dalle Pro Loco di Santa Maria di Sala e Noale si è svolto dal 13 al 15 settembre 2013, nelle cornici di Villa Farsetti a Santa Maria di Sala e nella Rocca dei Tempesta a Noale. 550 gli atleti iscritti al campionato nazionale assoluto provenienti da tutte le regioni d’Italia, presenti tutti i nostri campioni olimpici e mondiali, come Marco Gagliazzo, Oscar De Pellegrin, Mauro Nespoli, Michele Frangilli, Natalia Valeeva, Di Buò, Guendalina Sartori, Laura Longo. Nell’organizzazione hanno lavorato oltre cento persone al giorno per la logistica e i servizi: alla fine stanche ma soddisfatte del risultato ottenuto. Dopo il contestato rifiuto dell’amministrazione comunale di Santa Maria di Sala di concedere gli spazi antistanti la villa, importanti per la Rai che voleva riprendere le finali con le quinte naturali della Villa Farsetti, sono stati organizzati a tempo di record due campi gara, uno in Villa Farsetti e l’altro nel salotto storico ambientale della Rocca dei Tempesta di Noale. Un vero “tour de force” per l’organizzazione che ha dovuto trasferire nella tarda serata di sabato tutta l’apparecchiatura elettronica, il maxischermo e quant’altro da Santa Maria di Sala a Noale. Sorpresi gli atleti e il pubblico per le bellezze dei luoghi della Villa Farsetti e il campo gara

per le finali organizzato presso la Rocca dei Tempesta. Spettacolare l’esibizione di Aniram Ammira che ha danzato sopra il palco della linea di tiro, accompagnata dagli arcieri in costume d’epoca della Pro Loco di Noale. Le medaglie d’oro, disputate fra le classi ragazzi, allievi, juniores, seniores e master individuali e a squadre maschili e femminili, con archi olimpici e compound sono

state 34. Per gli assoluti sul podio a Noale sono saliti sempre loro, i campioni olimpici Mauro Nespoli, Michele Frangilli, Natalia Valeeva, assieme ai nuovi campioni italiani della specialità. Il rammarico per i troppi disagi causati dalle decisioni politiche per una manifestazione che veniva svolta in Veneto dopo 26 anni e che poteva mettere in mostra a tutta l’Italia le bellezze del nostro

Comune. Ringraziamo il sindaco e l’Amministrazione Comunale di Noale che, a pochi giorni dall’inizio dell’evento, ci hanno aperto le porte del municipio, dopo che gli Amministratori di Santa Maria di Sala ci hanno negato l’utilizzo degli spazi antistanti la Villa e l’uso delle sale della Villa con grande imbarazzo per gli organizzatori di fronte a 6 mila persone arrivate da tutta Italia.

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Il Gruppo Ricreativo interra i cavi elettrici per dare più sicurezza agli utenti sportivi Continua l’impegno e l’opera dei volontari del Gruppo Ricreativo di Sant’Angelo per la realizzazione di un’area attrezzata ludico/sportiva per bambini e adulti. Dopo la posa della recinzione dell’area è, ora, il momento di un altro importante lavoro: lo spostamento dei cavi della linea ad alta tensione che insisteva nella zona interessata, sia per la presenza dei bambini che dalle attrezzature della sagra. I cavi saranno interrati e arriveranno al pilone opposto percorrendo i lati del campo. Viene così eliminato un potenziale pericolo che i cavi aerei rappresentavano per tutti. Questo spostamento, è giusto rilevarlo,

viene reso possibile grazie alla tenacia dei componenti il Gruppo Ricreativo nel perseguire l’obiettivo e alla disponibilità dell’Enel a farsi carico di buona parte dei costi. Il Gruppo Ricreativo, nel realizzare l’area ludico/ sportiva non ha dimenticato, anche, l’aspetto educativo per i bambini, e per gli adulti, che l’iniziativa deve avere. Così, cogliendo la generosità di alcuni, sta costruendo, ai margini del campo, un capitello, che può essere utilizzato come altare per le celebrazioni religiose. Un grande plauso e ringraziamento, quindi, ai volontari del Gruppo Ricreativo che, nonostante le difficoltà e le fatiche, stanno portando a termine l’impegno che si erano assunti nella realizzazione di una struttura utile alla parrocchia.

Festa in casa Guidolin pregando la Madonna Non sono trascorsi che pochi giorni dalla sagra della “Madonna della Cintura” che viene riproposta la venerazione della Madre di Dio dalla famiglia Guidolin, da quando ha eretto un capitello con la statua della Madonna pregata da tutti i residenti. Da diversi anni, in concomitanza con la natività di Maria, molti fedeli si riuniscono per partecipare alla Santa Messa davanti al Capitello. Una Messa celebrata da don Piero molto seguita e partecipata con le voci del Coro dei giovani. Infine la degustazione dei genuini prodotti della famiglia Guidolin onorando, così, l’invito e l’ospitalità di Fulvio.

La “Festa dell’aratura” a Caselle Nicolò Barina campione in ricordo di un amico scomparso Italiano open scooter cup

Il Team Argo Orsi organizza anche quest’anno la “Festa della Aratura” dedicandola allo scomparso Dorino Coi, grande appassionato di questo mondo di trattori ed agricoltura dei tempi passati. La manifestazione, giunta alla sua terza edizione, si svolgerà a Caselle su un terreno della famiglia Basso prospi-

ciente Via Fratella e vedrà la collaborazione della Azienda agricola Basso Diego, della Pizzeria Barutta Rino e del Comitato festeggiamenti di Caselle. È questa una bella manifestazione sorta per volontà e con l’impegno di numerosi appassionati di trattori d’epoca che speriamo rimanga semplice e spontanea com’è nata.

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A ottobre 2012, in pista a Viterbo, Nicolò Barina, classe 1995, si è laureato campione (1° assoluto nazionale) della categoria 70 cc Italian Open Scooter Cup-ROOKIE. Un successo di volontà e grande passione condiviso e sorretto da un gruppo di amici che l’hanno sostenuto e aiutato in mancanza di un team ufficiale. Segnale che l’eccellenza emerge quando si coltivano i sogni attraverso la

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passione, il sacrificio e il duro lavoro di tante serate nel garage di casa. Nel campionato in corso (categoria AMA 70 cc) Nicolò continua a distinguersi e a presentarsi sui gradini del podio, come nella gara di Franciacorta, svoltasi il 21 luglio, dove si è classificato secondo e nell’ultima gara di Modena del 22 settembre dove ha conquistato il terzo podio fra un agguerrito gruppo di concorrenti ben più esperti.


Roberto Bisello, il coach vincente, rilancia con umiltà il Volley salese Il Volley Salese ha vinto il titolo nazionale Under 14. Di certo l’impresa testimonia che un tale risultato non è frutto della fortuna. Alla base dell’impresa delle ragazze di S. Maria di Sala ci sono la costanza, l’applicazione, il talento, ma c’è soprattutto un tecnico che le ha saputo guidare e formare con una competenza professionale. È il caso di Roberto Bisello, ex atleta del 1966 con una grandissima passione per il Volley, coltivata fin da giovane nelle squadre della sua città. Nella Pallavolo Monselice Bisello è salito fino alla 2° Divisione prima di approdare a 16 anni nelle giovanili del Petrarca Padova. Qui ha avuto l’opportunità di giocare subito in serie C per alcuni anni, per poi passare nella prima squadra della serie A misurandosi quotidianamente con dei mostri sacri della pallavolo Italiana quali Lorenzo Bernardi e Paolo Tofoli. Negli anni successivi il passaggio in B1 al Silvolley, poi al Ferrara e a fine carriera il ritorno al Monselice, dove ha avuto la soddisfazione in 4 anni di passare dalla C alla B1 con la sua città. Contemporaneamente all’attività di giocatore è stato allenatore del Monselice Pallavolo Femminile. Per diversi anni ha curato con dedizione il settore giovanile, con la soddisfazione di vedere ancora oggi dopo molto tempo alcune delle sue ex atlete approdare in B proprio nel Monselice. Nel 2000 si è trasferito con la famiglia a S. Maria di Sala; nel 2010 ha ripreso in mano la vecchia passione ed ha iniziato ad allenare nel G.S. Volley Salese. Nell’ultima stagione agonistica il grande risultato del titolo Italiano che ci piace rivivere con i suoi ricordi: per questo nei giorni scorsi lo abbiamo avvicinato mentre si stava preparando per l’ennesima nuova avventura. Coach! Sei campione d’Italia, ormai l’avrai dimenticato… “Sono un allenatore campione d’Italia? Aiuto! forse me ne sto rendendo conto solo adesso! Comunque preferirei dire “siamo”

campioni d’Italia perché a Lignano c’erano soprattutto le ragazze in campo poi noi allenatori, i dirigenti e anche i genitori con il loro caloroso tifo. Pensare che solo un anno fa siamo stati anche vice campioni d’Italia con un gruppo di ragazze U16 fantastiche. La medaglia d’argento è stata proprio una sorpresa inaspettata per tutti, doveroso ricordarlo, ma quest’anno essere stati sul tetto d’Italia con l’U14 e aver vinto lo scudetto tricolore fa sicuramente un certo effetto”. Perché hai scelto di entrare nel Volley Salese? “Dopo una pausa di quasi 10 anni per motivi famigliari l’occasione era ghiotta e stimolante per tornare nell’ambiente pallavolistico, in cui fra giocatore e allenatore avevo speso più di vent’anni della mia vita. Così ho accettato di allenare la Salese, una società molto giovane, ambiziosa e nel mio comune di residenza”. Ti saresti atteso una stagione così ricca di successi? Facendo un resoconto dei traguardi raggiunti in rapporto agli obbiettivi prefissati a inizio stagione direi proprio di no. Siamo andati oltre le aspettative nel FIPAV con il gruppo U16/3° DIV., raggiungendo in U16 un buon piazzamento in eccellenza ed il secondo posto a pari punti con il Dream Volley in 3° DIV.: il punteggio è stato così buono da farci meritare poi la promozione in 2° DIV.. Resta però il rammarico per la finale regionale CSI persa con il Terraglio Mestre (poi campione d’Italia allieve CSI). Ovviamente la ciliegina sulla torta è arrivata con la proclamazione di campioni nazionali U14”. Quando hai pensato che effettivamente questa squadra avrebbe potuto raggiungere risultati importanti? “L’U14 è un gruppo con delle qualità e con una buona base: va riconosciuto il lavoro dei precedenti allenatori, che hanno portato la squadra a un buon livello FIPAV. Per quello che mi riguarda, ad un certo punto s’intravedeva sempre

più nelle ragazze la voglia di vincere qualcosa d’importante e di arrivare prime a tutti i costi, cosa in cui fino ad ora non erano ancora riuscite”. Un anno chiuso trionfalmente, è stata tutta una lunga discesa? “Direi che il più delle volte sono state delle “salite” con varie problematiche, a cominciare dagli infortuni, dalle tantissime partite in vari campionati e per di più in concomitanza”. Portare le squadre avanti il più possibile per raggiungere determinati obbiettivi non è un compito facile. “A livello giovanile, ma non solo, l’avversario più temibile siamo spesso “noi stessi”. Non a caso sia nella partita d’esordio delle nazionali che nella finale ci siamo dimostrati timorosi e, per un tratto, proprio nella finale verso la fine della partita, abbiamo rischiato un po’. Dopo essere state a lungo praticamente perfette è subentrata un po’ di insicurezza, comunque giustificata considerando le 5 partite in tre giorni alle spalle e la posta in palio tanto alta”. Quali meriti vi hanno portato alla finalissima? “Dio ha voluto che nella squadra ci fossero buona convinzione e fiducia reciproca, le quali ci hanno permesso di imporci nelle partite. Così, nel corso del torneo, il nostro livello di gioco è cresciuto sempre di più, evidenziando tanta determinazione e sicurezza. Sul piano tecnico, invece, battuta e ricezione sono stati i valori aggiunti”. Nei giorni delle Finali Nazionali hai dovuto porre delle attenzioni particolari ai comportamenti delle ragazze? “Su tutti il rispetto degli orari per andare a dormire e per la sveglia, non andare in spiaggia senza il consenso, ed il sequestro dei telefonini dalle 10 di sera”. Le famiglie? “Le famiglie le ringrazio per il prezioso supporto. Prima delle nazionali ho richiesto allenamenti quasi tutti i giorni, addirittura il giorno

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stesso della partenza, in un periodo molto impegnativo per loro dato che dovevano sostenere anche gli esami di 3° media. In questo le ragazze sono state esemplari, ed i sacrifici sono stati ripagati visto che poi sono state anche tutte promosse”. Vincere un titolo nazionale implica delle grandi responsabilità per il futuro? “Questi risultati, assieme a quello ottimo della prima squadra promossa in 1° DIV., non devono creare un entusiasmo tale da farci vivere negli allori né di rendita: se i risultati crescono anche la società dovrà crescere di pari passo, considerando appunto che le responsabilità future saranno sempre maggiori. A mio avviso si dovrà cercare di pianificare per bene i programmi futuri, consapevoli di avere un buon settore giovanile alle spalle. Come allenatore, invece, non dò per scontato niente”. Per il prossimo anno sarà facile trovare le motivazioni e non sentirsi in alcun caso “arrivati”? “Per me è quello di dare le giuste motivazioni nelle varie circostanze”. A chi dedichi questo successo? “Sono un Cristiano per cui penso che ogni cosa dipenda da Dio. Voglio dedicare questa vittoria a Gesù Cristo e lo ringrazio per aver permesso tutto questo. Infine voglio ringraziare la società per avermi dato fiducia e che con serietà, impegno, ed evidenti sacrifici si adopera a portare avanti questo progetto”.

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Rubriche

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Pietre e leggende:

Rodocrosite: la rosa degli Inca Argentina e Sicilia, cos’hanno da condividere queste due terre? Molto direi, perché agli inizi del secolo scorso erano stati tanti i giovani che avevano preso una nave e da Messina erano salpati verso Buenos Aires, formando famiglie con gli indigeni, raccontando ai nipoti i ricordi di una terra meravigliosa e solare, di un mare profondo solcato dai pescherecci e di isole favolose come le Eolie. È successo che lo scorso agosto, quando con mia moglie Alessandra, e i nostri due amici di vacanze, Elisa e Andrea, abbiamo preso il taxi che da Catania ci ha portato a Milazzo, ho potuto sentire una storia da un emigrante che aveva fatto il viaggio inverso: dall’Argentina era arrivato in Italia, seguendo a ritroso le orme dei suoi antenati. Perché da bambino il nonno di Walter, così si chiamava il taxista, gli aveva raccontato dell’isola, delle terre calde, del mare blu, del “pane cunzato”, della malvasia, dei pistacchi e soprattutto della gente… Così, con la malinconia del suo vecchio e la fervida immaginazione di quel bambino che era stato, lui aveva sognato di arrivare quaggiù, di trovare un lavoro e metter su famiglia. L’occasione si era presentata nel 2003. L’Argentina aveva raggiunto il

Rodocrosite default, toccando il punto più basso della sua storia economica, dando il coraggio a Walter di partire. Cosi aveva preso un aereo ed era arrivato a Ragusa, dove era nato suo nonno. E qui vi è rimasto. “Ho amato da subito la città, con i muri bianchi e la bellezza del periodo barocco immortalata dai palazzi del centro” aveva detto, raccontandoci la sua storia nel tragitto fino a Milazzo, porto da dove avremmo salpato verso Salina, nelle Eolie.

“Se trovi un lavoro, e risolvi questo problema che affligge la Sicilia, non c’é posto migliore al mondo dove vivere” aveva aggiunto. Walter un lavoro lo aveva trovato tanti anni fa. Aveva preso la licenza di taxista, aveva studiato la storia dell’Italia e si era messo in proprio, portando turisti e uomini d’affari in giro per le città siciliane. E così, vista la confidenza con cui si era presentato, non ho avuto difficoltà a chiedergli cosa fosse la colla-

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na di pietre rosa che portava al collo. “Un regalo di mio nonno: rodocrosite! La pietra portafortuna degli argentini” mi aveva risposto. Poi mi aveva spiegato che era anche chiamata la “Rosa degli Inca” per via di quel suo colore rosato e per il fatto che l’antico popolo l’aveva trovata durante le ricerche di rame e argento. Questa gemma ha la magica facoltà di spingerci a trovare la forza interiore per superare i traumi, le paure, di chiarire i dubbi e le incertezze. Inoltre la rodocrosite, se portata al collo, aiuta a superare la stanchezza degli occhi e a rendere i dialoghi piacevoli e interessanti! Per uno che di professione deve guidare da mattina a sera, trasportare e intrattenere i passeggeri in giro per le città, quale miglior talismano della sua collana di pietre rosa? Walter mi é rimasto nel cuore, con quel suo buffo accento siculo-argentino, con la semplicità della sua vita e con i suoi occhi fieri che imprigionavano quella luce che vedi solo nei bambini e nei vecchi. Perché puoi girare il mondo, vedere paesaggi, scattare foto e comprare ricordi di una vacanza, ma sono le persone che incontri il vero tesoro da portare a casa.

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anniversari Il 1 Settembre 2013, Padre Gino Masiero ha festeggiato a Veternigo il 25° Anniversario di sacerdozio. Lo ha fatto celebrando la Santa Messa delle ore 11.00, amministrando il Battesimo a due gemelli, Alice e Lorenzo Rigon. Padre Gino ha ricordato che il battesimo e l’ordine sacro si completano a vicenda perchè rappresentano la prima chiamata del Signore ad essere i suoi figli. Padre Gino ha detto che il ruolo fondamentale è stato svolto dalla famiglia che gli ha tramandato la vita nella fede. Afferma che la sua vocazione è stata stimolata dall’amore che la sua famiglia gli ha trasmesso. Mons Giuseppe Vardanega, parroco emerito di Salzano, figura fondamentale per Padre Gino, ha voluto riassumere la sua vita religiosa, il cui punto fondamentale è stato e è ancora oggi l’Eucarestia. Padre Gino dell’Ordine del SS. Sacramento, è stato consacrato a Salzano il 3 luglio 1988. Ha svolto 5 anni come padre spirituale a Bergamo e a Treviso, seguito dal servizio come viceparroco prima a Milano e attualmente a Trieste. Padre Gino ha concluso la celebrazione impartendo la benedizione finale ricordando che la preghiera fa miracoli, specie se comunitaria; è necessario pregare per tutti i sacerdoti affinché rimangano sempre innamorati del Signore. Bertilla Ceccato

Il 7 settembre 2013, nella chiesa arcipretale di Veternigo, Resi Malvestio e Dante Giacomin hanno festeggiato il 50° anniversario di matrimonio, partecipando alla Santa Messa celebrata da Don Paolo Cecchetto, accompagnati dalla figlia Marina con Filippo, dal figlio Roberto, dalle nipoti Sofia e Mia, dalle sorelle degli sposi, parenti e amici.

laurea

Il 18 settembre, Filippo Longo si è laureato in Lingue, Letterature e Culture Moderne presso l’Università di Padova discutendo la tesi Edgar Allan Poe’s “The Raven” and Its Relation with “The Philosophy of Composition” con il relatore prof.ssa Anna Sacchi. Congratulazioni vivissime dal papà Marino, dalla mamma Barbara, dal fratello Simone e dalla sorella Virginia, dagli amici e parenti.

libera associazione per i rapporti italo - croati

Via Giovanni XXIII, 11 - 30036 S. Maria di Sala (VE) Tel 3398192638

www.associazionelesina.org - mail: info@associazione lesina.org

Il 1 ottobre, Bruno Gottardo e Oriana Vedolin hanno festeggiato le nozze d’argento! Le figlie Elena e Anna, i fratelli, le sorelle, i cognati e i parenti tutti si stringono in un grande abbracciano e augurano loro un felice anniversario.

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Fernanda Ferro e Mario Norbiado hanno festeggiato le nozze d’oro assieme ai figli Stefano, Michele con Manuela, Diego con Silvia, Katy con Ermenegildo, Nicoletta con Andrea e con i sei nipoti Filippo, Edoardo, Mattia, Denis, Alessandro, Michele, parenti e amici.

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Giulia Zambon il primo di ottobre ha festeggiato il suo primo anno di vita. La mamma Ketty, il papà Diego e la sorella Gaia le augurano un felice compleanno.

L’11 ottobre scorso ha compiuto 101 anni nonna Claudia Franceschi, vedova di Armando Selizziato. L’importante traguardo è stato festeggiato a Treponti assieme ai figli ed alle nuore Italo con Bruna, Umberto con Clara ed Ennio con Mirella, ai sei nipoti e ai ben 12 pronipoti. La signora Claudia ha ora il primato di essere la più anziana del Comune.


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GENTE SALESE IN GITA A MONTICHIARI (BS)

Un omaggio alla Madonna

DIREZIONE, REDAZIONE, AMMINISTRAZIONE: Associazione Culturale Gente Salese Via dei Tigli 10 - 30036 S. Maria di Sala Ve Tel. 041 486369 E-mail. redazione@gentesalese.com www.gentesalese.com DIRETTORE RESPONSABILE Graziano Busatto PRESIDENTE Giovanni Vanzetto ART DIRECTOR Manuel Rigo TIPOGRAFIA Grafiche Quattro Santa Maria di Sala (VE) Registraz. Tribunale di Venezia n° 770 - 17 gen 1984

Domenica 22 Settembre 2013 è stata una giornata molto intensa per tutti i partecipanti alla gita autunnale programmata dall’associazione Gente Salese. Un grande plauso agli organizzatori per avere armonizzato l’aspetto religioso e culturale, senza tralasciare quello culinario. Ricca di significati la visita a “Le Fontanelle, piccola Lourdes italiana”. La guida ci ha fatto fare il percorso del pellegrino con il passaggio a piedi nella piscina rettangolare, la

salita in ginocchio della Scala Santa fino a giungere alla statua che raffigura la Madonna con le tre rose di diverso colore sul petto: rossa simbolo del sacrificio, bianca della preghiera e dorata della penitenza. A mezzogiorno gli aderenti si sono recati al ristorante in località Boschetti, dove hanno gustato un prelibato pranzo. Nel pomeriggio la gita si è ulteriormente valorizzata, con la visita al castello, in centro a Montichiari, fatto costruire dal conte Gaetano Bonoris nel

1900. Nonostante la recente costruzione, riproduce un castello medioevale con le grosse pareti tutte abbellite da affreschi che rappresentano scene di vita quotidiana, al cui interno sono conservati alcuni degli arredi originali in legno intarsiati, che lo rendono un vero gioiello. L’escursione si è svolta con tranquillità, lasciando in tutti i partecipanti la sensazione di serenità e nello stesso tempo di arricchimento personale. Bertilla Ceccato

SIAMO PRESENTI NEI MERCATI DI: lunedì: Mirano (Ve) - Mogliano (Tv) martedì: Pianiga (Ve) - Marghera (Ve) mercoledì: Maerne (Ve) - Villorba (Tv) giovedì: Noale (Ve) - Istrana (Tv) venerdì: Martellago (Ve) - Silea (Tv) sabato: Fiesso d’Artico (Ve) - Vedelago (Tv) domenica: Camisano Vicentino (Vi) CON ASSORTIMENTO DI:

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Dal 1 Settembre: Lunedì: 15.30 - 19.30. Da martedì a venerdì: 9.30-12.30 e 15.30-19.30 Sabato: 9.30-13.00 e 15.30-20.00

Gs settembre 2013  
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