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GENTE SALESE - MENSILE DI ATTUALITÀ, CULTURA E INFORMAZIONE

N° 3 - ANNO XXXII - MARZO 2015

n. 3 MARZO 2015

GENTE SALESE

25 APRILE S. MARCO EVANGELISTA

Buona Pasqua 5

A cento anni dalla 1ª Guerra Mondiale

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Simone Minto, ricercatore Salese

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Esaltante inizio per la Salese Cycling


intro. 2

Il 25 aprile l’Italia festeggia la fine della seconda guerra mondiale e la liberazione dal nazifascismo, ma per Venezia e per i veneziani il 25 aprile è una ricorrenza ben più antica dell’attuale festa nazionale: è la festa di San Marco, il Santo Patrono della città, nonché il giorno dedicato ad una simpatica tradizione tra innamorati. In questo giorno, infatti, è consuetudine fra i maschi veneziani donare un bocciolo di rosa rossa alla propria amata come pegno del loro amore. Questa usanza, tramandata di generazione in generazione, nasce da vecchie storie non si sa quanto attendibili. Una di queste, che risale all’epoca del Doge Orso I Partecipazio (864-829), racconta che Maria, la bellissima figlia del Doge, si fosse perdutamente innamorata di Tancredi, un giovane trovatore dalle umili origini che impedivano ai due giovani di coronare il loro sogno d’amore. Tancredi, allora, partì in cerca di fama ed onori per ritornare a Venezia degno della sua amata. Ben presto in tutti i territori cristiani cominciarono a diffondersi le notizie delle gloriose imprese del gio-

vane; notizie che arrivarono anche a Venezia che si preparava ad accoglierlo con tutti gli onori riservati agli eroi. Sfortunatamente, però, Tancredi cadde in battaglia e, ferito a morte, si accasciò su un rosaio macchiando con il proprio sangue un bocciolo di rosa. Privo ormai di forze riuscì, tuttavia, a consegnare il fiore ad un messo che lo portò alla giovane amata a Venezia. Straziata dal dolore, la giovane si ritirò piangente nelle sue stanze; la mattina seguente venne trovata morta di crepacuore con il bocciolo di rosa posato sul seno. Era il 25 aprile, giorno in cui a Venezia si festeggia San Marco. Da allora in questo giorno si ripete il rito di donare all’amata un “bocolo” di rosa rossa, simbolo di amore eterno.

1945 - 2015

Il 25 Aprile Settant’anni di Repubblica

San Marco, Patrono dei Veneti Il 25 Aprile ricorre l’anniversario della morte di San Marco Evangelista, le cui reliquie furono avventurosamente portate a Venezia nell’anno 828 da due leggendari mercanti veneziani: Buono da Malamocco e Rustico da Torcello. Si narra che per trafugare ai Mussulmani il prezioso corpo, che si trovava ad Alessandria d’Egitto, i due astuti mercanti lo abbiano nascosto sotto della carne di maiale che passò la dogana senza essere controllata a causa del tabù islamico per la carne suina. Secondo la tradizione, San Marco avrebbe evangelizzato le genti venete divenendone Patrono ed emblema col leone alato, armato di spada, che regge un libro sul quale è scritta la frase “Pax Tibi Marce Evangelista Meus” che, nell’iconografia cristiana, identifica la figura dell’evangelista.

Il 25 aprile è una delle festività civili della Repubblica italiana, istituita per ricordare la fine dell’occupazione tedesca in Italia, del regime fascista e della Seconda guerra mondiale. La ricorrenza divenne ben presto monopolizzata da quella parte politica che più attiva era stata nella resistenza al nazifascismo e nel sentire collettivo divenne la “Festa della Liberazione”, mettendo in second’ordine il ricordo della fine del secondo conflitto mondiale. Anche se la guerra continuò fino ai primi giorni di maggio, una legge del 1949, con presidente del Consiglio Alcide De Gasperi, scelse convenzionalmente la data del 25 aprile perché il 25 aprile 1945 furono liberate da parte dei partigiani le città di Milano e Torino e con esse tutto il nord. Idealmente la Repubblica Italiana fonda le sue radici proprio in quel 25 aprile 1945 che permise il ricostituirsi di una forma di governo partecipativa e democratica. Con la festa della Repubblica italiana, che si celebra invece il 2 giugno, anniversario del 2 giugno 1946, ci ricorda il referendum con cui gli italiani scelsero la forma di governo repubblicana del nuovo stato rispetto alla monarchia.

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Lettere al direttore

Stigliano, S. Marco e lo sport Una sanzione troppo tanti motivi per far festa punitiva e persecutoria Riceviamo e pubblichiamo, senza entrare nel merito della vicenda, la lettera del Sig. Bolzonella. Francamente, però, ci sembra spropositata l’ammenda comminata anche perché alla fine non c’è stato alcun danno. Così come ci appare punitivo e persecutorio l’atteggiamento del sindaco che a parole dice di essere il sindaco di tutti, ma in pratica lo è per qualcuno di più, per qualcuno di meno. Foto d’archivio dall’Albo d’Oro 2013

Molte le novità quest’anno alla festa dello sport di Stigliano organizzato dall’U.S. San Marco Stigliano. Il programma prevede la serata di sabato 18 tutta per i giovani con i bikers e i camionisti che si divertiranno con orchestra e intrattenimenti a tema. Domenica 19 aprile kermesse calcistica e alla sera si aprirà lo stand gastronomico. Un’altra serata è quella di venerdì 24 aprile che sarà riservata per le classi di Stigliano con una cena a base di grigliata mista e frittura di pesce a scelta. Si sono

già prenotati quelli del 1949, si attendono presso il bar del centro sportivo le prenotazioni e sarà previsto un intrattenimento. Giornata clou il 25 aprile, festa di San Marco, dove non mancheranno le competizioni sportive dal calcio al tiro con l’arco alle bocce e gran finale di serata sotto lo stand gastronomico. La festa terminerà il 26 aprile con una tombola e l’intrattenimento per il pubblico. Sarà rinnovato anche lo stand gastronomico e la cucina con maggior qualità nel menù.

Bella sfilata di carri allegorici a Caltana

Bella sfilata di carri mascherati a Caltana, l’8 marzo, che hanno

allietato la gioia di grandi e bambini.

Egr. Direttore, sono un affezionato lettore del suo giornale fin dal primo numero del dicembre 1983. Per questo chiedo ospitalità e desidero esporre quanto mi è accaduto. Sono proprietario di sei asinelli che custodisco in un terreno agricolo vicino alla mia abitazione. Si tratta di animali di affezione che detengo per la gioia dei miei nipotini senza qualsivoglia interesse a ricavarne profitto. Detti asinelli sono regolarmente iscritti presso l’anagrafe degli equidi e muniti di microchip. Si trovano in un’area recintata e isolata dalle altre abitazioni. Il 26 Settembre 2014, verso il fine giornata, si è constatato che un’asinella era deceduta, presumibilmente per motivi naturali. Data la calura e nel timore che il corpo si decomponesse si è provveduto al seppellimento vicino al ritrovamento del corpo. Tutto questo è stato fatto in buona fede e consci che il regolamento consente, per gli animali di affezione, il seppellimento anche nelle vicinanze del giardino di casa. Alcuni giorni dopo ho avuto la

visita del sindaco, degli ispettori dell’ULSS 13 che mi hanno imposto, con ordinanza, la distruzione del corpo dell’asinella tramite incenerimento. È seguito un verbale di accertamento per violazione amministrativa che prevede una sanzione da euro 5.000,00 a euro 10.000,00 (se pagata entro 60 gg). A seguito di questo verbale ho inviato uno scritto difensivo nel quale ho indicato le mie ragioni e contestato che per il corpo dell’animale deceduto, considerato di affezione, ci fosse l’obbligo di essere distrutto mediante incenerimento. In data 02 febbraio 2015 il sindaco del comune di Santa Maria di Sala invia ingiunzione di pagamento di sanzione per euro 7.500,00. Fino a qui la descrizione della cronistoria, necessariamente compressa. La mia conclusione di cittadino è molto amara. In primo luogo per la contestazione del metodo di smaltimento del corpo dell’asinella da me adottato, in quanto, invece, ritengo corrisponda a quanto previsto dal regolamento. Per questo proseguirò in tutte le sedi possibili la richiesta di annullamento della contestazione. In secondo luogo per il trattamento avuto dal sindaco del mio comune. Era, infatti, sua facoltà applicare il minimo della sanzione, cioè euro 5.000,00 invece ha applicato euro 7.500,00, una via di mezzo fra il minimo e il massimo. Questo è la dimostrazione di quanto il sindaco sia vicino e sensibile ai problemi dei cittadini. Purtroppo solo a parole. Grazie per l’ospitalità. Cordiali saluti. Carlo Bolzonella

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Il nuovo sistema di manutenzione: eliminare il marcio Per ovviare alle strade dissestate, si chiudono?

Nello scorso numero di settembre ,Gente Salese aveva denunciato, fra i numerosi esempi di incuria del Capoluogo Comunale, anche lo stato di disfacimento della staccionata in Viale dei Carpini (foto di settembre). L’amministrazione, a seguito di quelle denunce, ha provveduto a sistemare alcune cose, ma la staccionata? A febbraio, durante la potatura delle piante ornamentali, si è provveduto a tagliare qualche pezzo di recinzione marcio senza, poi, sostituirlo. Costa troppo?? La giunta Zamengo-Fragomeni una decina d’anni fa aveva riempito il comune di queste belle staccionate di legno, ora la giunta Fragomeni-Zamengo ritiene che la loro manutenzione sia troppo onerosa?? Se questo è il nuovo modo di fare manutenzione speriamo che quando una strada ha troppe buche non si pensi di chiuderla anziché sistemarla. Ma poi, sarà proprio vero che non ci sono i soldi per qualche metro di pali di legno se per il 2015 si prevedono a bilancio 2.847.816,60 euro di spesa per opere pubbliche?? Ma la domanda ci sorge spontanea: a cosa servono quelle staccio-

nate così a saltello? Qualche metro si e qualche metro no! La scusa della mancanza di soldi non sta in piedi perché se è un’opera importante e per di più, per una

spesa di poche migliaia di euro, i fondi si trovano. Se, invece, questa staccionata non serve, perché, allora, gli stessi amministratori che l’hanno realizzata dieci anni fa ora

rinunciano a farne la manutenzione? Non c’è coerenza tra prima e dopo! Oppure la coerenza è che se il lavoro è costoso conviene, se è di pochi euro non conviene.

La nuova scuola ha già bisogno di cure L’ampliamento della scuola media, formalmente consegnato il 20 marzo 2014, ma i cui lavori sono di fatto stati ultimati solo a fine del 2014, ben dopo l’avvio dell’anno scolastico, come ormai tutti sanno è costato quasi 2.000.000 di euro. A noi sembra una bella cifra, anche e soprattutto in momenti di crisi. Vista la spesa uno si aspetta un lavoro eseguito a regola d’arte, considerando, anche, che lo staff che amministra il nostro Comune è ricco di professionalità specifiche del settore.

Purtroppo la realtà è un’altra! Si perché passando da Via Monte Santo e guardando il nuovo ingresso del plesso scolastico non si può non notare come già ci siano affioramenti di umidità e scrostamenti della dipintura della rampa di accesso. Già ad ottobre avevamo denunciato le problematiche lamentate all’interno, ora ci dobbiamo occupare anche dell’esterno. Speriamo che questo prefabbricato pseudo industriale frettolosamente impiantato nel bel mezzo

La nuova scuola già presenta i primi sintomi di scrostamenti del colore

del Capoluogo non apra un altro capitolo di spesa per manutenzione continua perché si sa che

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A Cento anni dalla 1ª Guerra Mondiale Il 24 maggio 1915 l’Italia entrava in guerra. In quella carneficina che sarebbe stata la “Grande Guerra”: l’ultima “guerra di indipendenza” e la “prima guerra mondiale”. A cento anni da quell’avvenimento Gente Salese intende ricordare con una serie di articoli quei tragici anni che contribuirono a cambiare non poco la consapevolezza delle masse di italiani che da pochi anni si erano ritrovate parte dello stesso Stato, combattenti sotto la stessa bandiera. Per questo invitiamo tutti i nostri lettori ad aiutarci in questo compito spedendoci pezzi da pubblicare o informazioni, materiale ecc. relativo ai nostri paesi o ai loro familiari coinvolti in queste vicende.

*** Stigliano ricorda i suoi caduti Quei due colpi esplosi a Sarajevo, nell’estate del 1914, risuonarono per tutta Europa come una campana a morte. Grandi città o piccoli paesi furono investiti da un conflitto tra i più crudeli che la storia ricordi ed anche Stigliano, quel 24 maggio 1915, fu chiamato a dare il suo contributo. Così vide partire i migliori ragazzi, a volte poco più che giovinetti, spesso inconsapevoli di quello che altri avevano deciso per loro, molti non più ritornati. Ventuno fra loro non fecero più ritorno, ingoiati da una guerra che non avevano cercato e a questi si aggiunse un’altra trentina che vi partecipò; un’intera generazione di giovani, calcolata in circa il 10% della popolazione, strappati agli affetti e al lavoro, sbattuti nelle trincee, senza riconoscenza alcuna, a volte dimenticati.

Ecco i nomi di chi non tornò: Ancillotto Emilio, Barbato Giuseppe, Barbato Riccardo, Bettiolo Umberto, Caccin Fortunato, Calzavara Pietro, De Franceschi Germano, De Franceschi Virgilio, Favaro Umberto, Favaro Vittorio, Ghedini Giuseppe, Masiero Rodolfo, Munaretto Guerrino, Pinton Vittorio, Pinton Luigi Alessandro, Toson Ettore, Vecchiato Primo, Volpato Angelo, Zamengo Angelo, Zamengo Giovanni, Zamengo Giovanni Battista. Qui a Stigliano ci fu un altro protagonista di quella guerra: il castello. Nel 1918, per sopperire alle necessità di un crescente numero di feriti e ammalati, esso fu adibito a ospedale militare, catalogato come “ospedaletto da campo n. 191”, a servizio della 3° armata,

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dove trovarono la morte oltre una sessantina di soldati, provenienti da vari fronti, deceduti per lo più a causa della famigerata “febbre spagnola” scoppiata proprio in quell’anno, oltre ad alcuni civili qui morti per la stessa causa. Nei libri di storia, ed in alcune rievocazioni avvenute qualche tempo fa a Noale, viene ricordata Rhoda De Bellegarde, crocerossina volontaria arruolatasi per l’assistenza dei feriti di guerra la quale, dopo una permanenza presso l’ospedale di Gradisca, fu trasferita, assieme alla sorella Nina, qui a Stigliano. È rimasta viva nella memoria di chi l’ha conosciuta la sua grande dedizione per la missione che si era scelta, trascurando anche se stessa pur di assistere i ricoverati e questo la portò a morire il 13 ottobre 1918 in mezzo ai suoi “ragazzi”. Ora riposa nel cimitero di Briana. Alcune testimonianze giunte fino a noi, da persone che abitavano nei pressi del castello, ci parlano di un continuo sentire di urla e lamenti, di giorno, di notte e del ribrezzo che provavano alla vista dell’acqua del Muson che si colorava di rosso sangue quando le infermiere calavano giù le ceste piene della biancheria dei feriti. Altro che luogo ameno; a vederlo oggi sembra un posto incantato,

ordinato, pieno di fiori, eppure qui cent’anni fa vi era dolore e morte. Il prossimo 25 aprile verrà celebrato il 70° anniversario della fine della 2° guerra mondiale; un conflitto tragico quanto il primo dal quale non uscì indenne nemmeno Stigliano. Nell’ottobre scorso abbiamo ricordato i 29 morti di Tre Ponti, ma altri andarono ad ingrossare quei numeri; ecco i loro nomi. - Bertoldo Guido, morto nell’affondamento della nave; - Bertoldo Alfeo, morto in Grecia - Chiariello Aldo, morto in prigionia in Tessaglia; - Zacchello Sergio, disperso sotto le nevi di Russia; - Peron Amelia, Merlo Ferdinando, Frasson Pietro (Brianese morto presso il mulino di Stigliano), Vedovato Vittorio ed Antonio Ghedini, morti a causa delle incursioni aeree; - Gallo Elda, Montagna Lodovico ed uno sconosciuto, morti a causa della guerra civile. A ricordo di tutti, nel campanile del paese, è stata issata una campana con incisi i nomi di alcuni caduti, tenuta a battesimo da Ceolin Irma, madre del ragazzo disperso in Russia. A tutti loro vera pace eterna; a noi il dovere di ricordare. Egle Caon


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Dal Commissario Provinciale e dai Comuni l’accordo su come intervenire su via Desman. I manifestanti anche al passaggio del Giro d’Italia

Nello scorso numero di Gente Salese abbiamo dato un ampio resoconto del Consiglio Comunale straordinario convocato su richiesta dei gruppi di opposizione per sollecitare risposte al sempre più grave problema del traffico su Via Desman e per chiedere conto della mancata partecipazione dei comuni di Mirano e Santa Maria di Sala al bando Regionale che stanziava fondi per le piste ciclabili. A supporto della “iniziativa” del Comitato di Via Desman e di quanto dichiarato dalle opposizioni, in primis Paolo Bertoldo, nel Consiglio comunale straordinario, arriva la lettera del Commissario reggente della Provincia di Venezia con la quale convocava le parti interessate (sindaci di Mirano e di S. Maria di Sala) per un incontro del 2 marzo successivo. Nell’incontro il Commissario Cesare Castelli ha voluto capire come mai non si sia dato seguito al progetto di Via Desman nonostante fosse già stato elaborato fin dal 2009 dalla Provincia di Venezia. A seguito dell’incontro si

sono definite tre linee di intervento: l’immediata attivazione di un tavolo tecnico con Comuni e Provincia per individuare ed adottare quei provvedimenti (segnaletica, limiti di sicurezza e divieto di transito per i mezzi pesanti, ecc) atti a garantire maggiore sicurezza su Via Desman. Un secondo tavolo tecnico si incaricherà di riesumare il famoso progetto del 2009 che, oltre ad

intervenire sulla sede stradale, prevede anche la pista ciclabile individuando, eventualmente, anche percorsi alternativi. Conclusa la ricognizione tecnica sarà fatta richiesta alla Regione Veneto di un finanziamento specifico per l’opera. E i tempi? Sono stati promessi tempi molto brevi. Come si vede è questo un primo significativo risultato ottenu-

to dagli agguerriti cittadini del Comitato di Via Desman e dalle opposizioni, così come appare completamente smantellata la patetica linea di difesa assunta originariamente dalle amministrazioni di Santa Maria di Sala e di Mirano. Il comitato di via Desman continua la sensibilizzazione sul problema sicurezza e i cittadini vogliono sottolineare decoro, visto lo spettacolo delle fognature a cielo aperto nei fossati laterali. Sicché, oltre al pericolo dei mezzi che continuano a sfrecciare a 90 km orari, ai gas di scarico che i manifestanti continuano a respirare ogni giorno, tra poco dovranno sopportare anche i profumi di fognatura che aumenteranno con l’innalzamento delle temperature estive. Mentre continua anche la quotidiana azione dimostrativa in strada e si stanno valutando idee e proposte di dimostrazioni di protesta durante le manifestazioni nel nostro territorio, come la Mille Miglia del 15 Maggio e il Giro d’Italia del 22 Maggio.

Cinquantenni di Veternigo per una serata di festa Sabato 14 Marzo una trentina di cinquantenni di Veternigo, si sono ritrovati assieme per trascorrere una serata in allegria. Il primo ritrovo è stato nella Chiesa arcipretale della Trasfigurazione dove Don Paolo Cecchetto ha ricordato la loro coetanea, Cristina Malvestio, scomparsa qualche anno fa. La serata è poi proseguita nell’agriturismo di Briana “Le due fontane” dove, tra una pietanza e l’altra, sono riemersi tanti

vecchi ricordi, vissuti da bambini, quando frequentavano le classi elementari A e B della scuola primaria “Papa Sarto”. Un simpatico pensiero floreale è stato offerto a tutte le donne dai loro coetanei. Queste rimpatriate sono possibili solo grazie alla disponibilità organizzativa delle promotrici: Vanna e Martina che, con molto piacere, ne predisporranno altre in futuro. Bertilla Ceccato

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Simone Minto, ricercatore I talenti fruttificati impegnato su tecnologie di Walter Zavan per malati di Parkinson e Vittorio Businari Congratulazioni al nostro concittadino Simone Minto per il conseguimento il 27 febbraio, del titolo di “Dottore di Ricerca in Ingegneria Meccatronica e dell’Innovazione Meccanica del Prodotto”. Dopo la Laurea Magistrale in “Bioingegneria”, discutendo la tesi su “Controllo di sistema robotico planare tramite bus Ethercat”, ha proseguito gli studi triennali di “Dottorato di Ricerca”, occupandosi di “studio e sviluppo di sistemi di controllo di Robot adattivi ai cavi”, presso l’Università di Padova. Negli ultimi otto mesi di dottorato, trascorsi alla Columbia University di New York, ha lavorato sullo sviluppo di una scarpa strumentata, completamente portabile, in grado sia di misurare alcuni parametri spazio-temporali della camminata, per l’analisi delle problematiche relative ai pazienti sofferenti di Parkinson, sia di agire come strumenti per la riqualificazione della camminata stessa, fornendo un feedback uditivo o vibratorio, al fine di aiutare coloro che indossano questi

Il dott. Ing. Simone Minto

dispositivi a correggere i loro movimenti in caso di bisogno. Quest’ultima attività di ricerca è stata inserita in un servizio televisivo che trattava le nuove tecnologie applicate alle persone col morbo di Parkinson ed è stato mandato in onda in un telegiornale della “CBS di New York”. Auguriamo al nostro Dottore di Ricerca Simone Minto di non essere uno dei “cervelli in fuga” dall’Italia, ma di trovare nel nostro Paese la realizzazione in ambito lavorativo, più che meritata dopo tanto impegno e sacrificio.

In questo ultimo periodo ci hanno lasciati Walter Zavan e Vittorio Businari, persone che si sono distinte nel Salese per la ricchezza dei loro talenti. Entrambi avevano quasi la stessa età; sono nati nel 1931 e nel 1932, a pochi mesi di distanza uno dall’altro. Entrambi vivevano a Stigliano e sono deceduti il 20 Gennaio 2015. Hanno vissuto la loro giovinezza nel periodo pre bellico e della seconda grande guerra mondiale. Facile capire quanto sia stata dura la loro vita in quel periodo di ristrettezze di ogni genere e quanto sia stato necessario il loro impegno e la loro opera in famiglia, senza mai concedersi il benché minimo tempo per sé per le proprie passioni. Così la vita di Walter e di Vittorio è trascorsa dedicandosi alle rispettive famiglie. Per Walter Zavan il suo impegno ai figli prima, e poi alla moglie ammalata e alla adorata nipotina Beatrice. Lo stesso per Vittorio Businari che si è dedicato alla famiglia di origine, che contava ben sette fratelli, e poi alla propria famiglia,. È quello che la maggior parte degli uomini esprimono nella loro vita, ma queste due persone sono riuscite a far emergere i loro splendidi talenti personali: l’arte del ferro per Walter e la pittura per Vittorio. Quando potevano Walter e Vittorio esprimevano il meglio nelle loro opere. Walter era diventato un vero artista del ferro. Un pezzo di materia, il ferro, nelle sue mani diventava “arte”.

Vittorio Businari e il suo angolo artistico

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Walter Zavan

Per questo suo talento coltivato, ma anche per la sua grande umanità, gli amici gli hanno dedicato una poesia in occasione del suo 82° compleanno. Vittorio aveva coltivato la passione per l’arte e ha impresso nelle tele quanto aveva nel cuore e nell’animo, attraverso la pittura impressionista. Ogni momento libero andava nella sua stanza “laboratorio” ad esprimere nella pittura le sue fantasie e i suoi sentimenti. Tantissime sono state le esposizioni attraverso “Collettive” e Concorsi, fin dal 1966, dove numerosi sono stati i riconoscimenti ricevuti. Walter e Vittorio, due persone le cui vite hanno lasciato importanti segni, non solo nelle rispettive famiglie, ma anche nella comunità dove hanno vissuto e dove saranno ricordati a lungo. P.B.

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Concluso, con lode, il corso di lingua e cultura croata

Da circa tre anni sul nostro Giornale “Gente Salese” parliamo e diamo notizie sull’Associazione “Lesina” nata a seguito del gemellaggio fra Santa Maria di Sala e la città di Hvar (Lesina). Riportiamo le attività di Lesina che sono quelle previste dalla sua missione statutaria, cioè: “promuovere i rapporti Culturali, sociali e di collaborazione con la vicina Croazia”. L’entrata della Croazia nella UE, avvenuta il 1° Luglio 2013, con le conseguenti notevoli disponibilità di risorse e programmi da realizzare, ha notevolmente incrementato i contatti di Lesina con tutte le controparti Croate, siano le Autorità o altri Soggetti pubblici o privati. Diversi “progetti” di collaborazione sono in cantiere e stanno andando verso la conclusione. Parallelamente all’attività dell’Associazione, i Dirigenti di Lesina, con lungimiranza, hanno assunto delle iniziative per rafforzare le capacità di dialogo e amicizia con la vicina Croazia. Nel numero di Ottobre 2014 di Gente Salese, abbiamo annunciato l’inizio di un corso di “Lingua e Cultura Croate”. Questo corso è iniziato l’8 Ottobre 2014 ed è terminato il 25 Febbraio 2015, dopo 16 lezioni per un totale di 32 ore. Al corso hanno partecipato 14 persone, Soci dell’Associazione Lesina. L’età degli “allievi” variava dai 18 ai 70 anni ma l’interesse e l’entusiasmo era, per tutti, al massimo dell’intensità. La frequenza alle lezioni è stata totale e costante sia perché gli allievi avevano scelto di propria volontà di fare il corso sia perché il Docente, Dott. Gilberto Pegoraro, laureato in lingua Croata con 110 e lode, ha saputo condurre il corso con una tecnica di insegnamento

attuale ed efficace, con grande professionalità e disponibilità, facendo sentire gli allievi sempre a loro agio. Gli esami finali, svoltisi l’11 Marzo 2015, hanno visto la partecipazione di 11 alunni, tutti licenziati con “ottimo”. Tre alunni hanno avuto il certificato di frequenza. Questo corso di Croato ha suscitato l’elogio, l’approvazione e l’interesse del Ministero della Pubblica Istruzione Croato il quale, tramite il Consolato Croato di Trieste, ha dato il proprio Patrocinio e ha inviato una Rappresentante, la Sig. ra Ana Fonovic’, ad assistere agli esami finali. Il riconoscimento da parte Croata è tale che l’avere frequentato e superato il corso indetto dall’Associazione Lesina, con rilascio finale del Certificato di valutazione, costituisce titolo per quanti interessati ad ottenere la Cittadinanza

Croata. Tutto questo inorgoglisce i Dirigenti dell’Associazione Lesina e dimostra l’importanza e la considerazione che l’Associazione sta conquistando in ambito Croato. Un ulteriore aspetto molto interessante e piacevole è costituito dal fatto che fin dall’inizio del corso l’atmosfera che si è creata fra il Docente e tutti i partecipanti è stata così bella e cordiale che ha generato nuove relazioni sociali e amicizia fra tutti, sfociate in ulte-

riori, seguenti, incontri a carattere conviviale. Ora, molti allievi licenziati attendono il prossimo inizio del corso di secondo livello per proseguire l’apprendimento della lingua Croata. C’è chi lo frequenterà per piacere e cultura personale, ma anche chi per interesse, considerato che aiuterà ognuno nei rapporti con la Croazia, una Nazione da poco entrata nella UE e dalle interessanti prospettive. P.B.

Non c’è pace nemmeno in cimitero È stato detto che il grado di civiltà di un popolo si misura dal culto dei Defunti che esso è capace di esprimere attraverso i riti, i gesti, le manifestazioni proprie della cultura e della tradizione. Se così è, la nostra civiltà si sta involvendo verso una primordiale barbarie. Questo perché i continui furti, atti vandalici, se non peggio, che si registrano nei nostri cimiteri stanno a dimostrare che non c’è più pietà né rispetto neanche per i nostri defunti. Viste le numerose segnalazioni ci vediamo costretti a denunciare questo gravissimo fenomeno che l’amministrazione comunale tenta di contrastare col patetico collocamento di una telecamera mobile posta quindici giorni qua e

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quindici giorni là. Certo però che non possiamo pretendere di avere un carabiniere ogni incrocio ed una telecamera ad ogni lampione. Bisogna che ci sia una presa di coscienza morale e civica collettiva che passa attraverso una lunga e paziente opera di educazione che deve partire dalle istituzioni, dalla famiglia e dalla scuola.

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Conquistano la prestigiosa Coppa Padova nel 25° del G.S. Sant’Angelo pallavolo

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I ragazzi della prima divisione maschile del G.S. S.Angelo conquistano la prestigiosa Coppa Padova di pallavolo 2014/2015, trofeo organizzato dalla Fipav Padova riservato alle squadre iscritte ai campionati di Terza, Seconda e Prima Divisione. La provincia di Padova terza per numero di tesserati a livello nazionale offre un campionato provinciale di grande livello. La manifestazione ha dato il via alla stagione agonistica e ha avuto il suo culmine nella finale di domenica 8 marzo nella palestra “Romero” di Limena dove i ragazzi del coach Volpato hanno affrontato l’ostica formazione della Pallavolo Piovese, attualmente prima in classifica. Pubblico delle grandi occasioni e tifo sfrenato hanno dato vita ad una partita intensa, giocata sempre punto punto con rapidi capovolgimenti di fronte, dove la differenza l’ha fatta la maggiore “fame” del S. Angelo. Il presidente Tiso Basilio alla fine della gara ha affermato con orgoglio “Il fatto

che tutto questo sia avvenuto proprio nella stagione del 25° anniversario della società, non fa che rendere il tutto ancora più emozionante. Vedere il nostro capitano Patrik Mistro, che riceve dalle mani del Presidente del Comitato FIPAV di Padova, Fabio Nardo, il trofeo è stata una grandissima soddisfazione, considerando l’impegno ed il lavoro profusi sinora da tutti (ragazzi, allenatori e dirigenti) per mantenere viva e raggiungibile la possibilità di perseguire traguardi importanti e questo lascia ben sperare anche per il prosieguo del campionato”. Il G.S. Sant’Angelo da 25 anni cerca di trasmettere la passione per la Pallavolo e il Beach Volley nel territorio, punta alla crescita dell settore giovanile maschile e femminile coprendo quasi tutte le categorie federali. Con il progetto “Volley insieme” in collaborazione con Asd Alba di Veternigo e Usd Villanova di Camposampiero mira a consolidare le formazioni giovanili e far conoscere attraverso i progetti

scuola e tecnici federali capaci, la passione per la pallavolo. Alcuni risultati del grande lavoro di squadra sono: under 14 Maschile e femminile qualificate alle fasi del campionato di eccellenza; convocazioni degli atleti Dal Corso Gianluca, Berto Federico, Furlan Elena alle rappresentative Provinciali; secondo posto al Trofeo Internazionale Juniors di Beach Volley; ed in primis la vittoria della Coppa Padova. Risultati importanti frutto dell’impegno costante della società, degli atleti e degli allenatori, che hanno ri-

Elena fiori è il semplice sintetico ed efficace titolo che rappresenta l’attività di Elena: fornire fiori per tutte le occasioni, matrimoni, battesimi, cresime e ogni altra festa o ricorrenza, per addobbi di chiese, ristoranti o ogni altro locale, pubblico o privato. Finora Elena ha esercitato e ha lavorato, prevalentemente, per addobbare le occasioni di festa dei della stretta cerchia degli amici e conoscenti. Questo le ha consentito di acquisire

una notevole professionalità nel suo lavoro in quanto, per tradizione, i fiori hanno un significato particolare e sono un elemento decorativo molto importante e molto usato in tutti i momenti belli di festa ma anche in quelli tristi. Forte di questa esperienza, Elena, ha aperto ad una clientela molto esigente e desidera far conoscere la sua professionalità e proporsi ad un pubblico ancor più ampio. La bellezza dei fiori sta nello sbocciare ma se questi fiori vengono

assemblati in una composizione a regola d’arte, non c’è bisogno solo dei fiori freschi, ma anche del cosiddetto “verde”, e cioè di rami e foglie che creino la base per far risaltare il colore dei fiori e aggiungere volume alla struttura. Elena ha avuto il coraggio di ampliare la sua attività anche in un momento di difficoltà economiche, ma la sua bravura merita il successo e grandi soddisfazioni per il suo impegno lodevole. P.B.

servato importanti soddisfazioni in un clima di crescita e di collaborazione. Questa la rosa del G.S. Sant’Angelo: Patrik Mistro, Andrea Casari, Nicola Pinaffo, Samuele Niero, MattiaZanin, Davide Dudine, Filippo Bortolotto, Luca Dengo, Riccardo Fasolato, Manuel Vanzetto, Nicolò Fedele, Fabrizio Callegari, Mattia Carraro, Cristian Vedoato, Riccardo Fracalanza; allenatore Mirko Volpato, vice Giampaolo Ferro; dirigente Fabio Bosello.

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Esaltante inizio di stagione per la Salese Cycling

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La motonave Saturno sul fiume Stella

Parte alla grande la stagione 2015, per la neo costituita Salese cycling. Questa prima parte di stagione consegna al team Salese, diretto da Gabriele Tomaello, la classica ciliegina sulla torta: la conquista del titolo valido per il G. Prix d’Inverno, in occasione degli Internazionali d’Italia, svoltasi a Maser, sulle colline Asolane. Ad imporsi, nella categoria master woman, l’atleta di Cessalto, Alessandra Teso (nella foto a destra), che conquista la maglia con i “cristalli di neve”, un titolo ambito a livello nazionale. I risultati utili partono dal mese di Gennaio con il ciclocross, dove l’atleta di Musile di Piave, GianFranco Mariuzzo (master 5) conquista l’argento ai campionati Italiani mettendo a frutto le sue 4

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vittorie di categoria e un primis assoluto in questi primi mesi di attività. Dopo gennaio e lo stop con il ciclocross, arriva la prima vittoria nelle ruote grasse con Mattia Donà in terra Emiliana. Febbraio consegna la prima vittoria assoluta maschile con Gianluca Giraldin e prima vittoria assoluta femminile con la Elisa Cappellari a Campagnola Emilia. Altri atleti che faranno sicuramente parlare sono il Patavino Manuel Piva, già in attivo con due successi, e Elisa Cappellari con un risultato utile. Entusiasmo a mille per il presidente Tomaello, che nel primo bilancio stagionale conta una quindicina di successi, tutti nel fuoristrada, confermando la Salese cycling come la so-

cietà rivelazione. Parole di elogio anche per gli altri biker piazzati e altri in “griglia di partenza”, un secondo posto nel Ravennate ad opera di Ivo Rampado, mentre scalpita il “cavallo di razza” Luca Kogler pronto al salto di qualità. Primo piazzamento dalla strada (corsa in linea) con un brillante 6° posto per Loris Girotto ad Are, anche la strada aspetta i suoi “puledri”. La stagione sta per partire ed il prossimo trimestre consegnerà i primi “verdetti”. Il vulcanico presidente con un grazie agli sponsor, punto di forza del team. Per la nostra comunità, ora i fari sono puntati sulla tappa del giro il 22 maggio, consapevoli che il grande ciclismo transita per S.Maria di Sala e la Salese cycling

sta dimostrando di far parte di questo comune che alle due ruote ha dato tanto e continua a dare ad offrire ancora grandi emozioni e spettacoli. Luciano Martellozzo

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Chiara Pierobon copia Gli Allievi del Graticolato i campioni del ciclismo vincono nel loro girone

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Chiara Pierobon, prima da sinistra, sul 2° posto del podio al Giro di Campania

Nel ciclismo Salese anche tra le WOMAN spicca un volto nuovo, (almeno per i non addetti ai lavori) la giovane Chiara Pierobon (Top Girl Fassa Bortolo) classe 1993 di Caselle, in questo inizio stagione sta affilando le armi per una stagione da protagonista, lusinghiero il suo 2° posto al giro di Campania, quasi ad emulare le imprese di un altro campione Salese Antonio Bevilacqua, che nel ‘42 giunse secondo proprio al giro della Campania. Una coincidenza? Sicuramente sì! Un argento per entrambi che non sfugge ai più attenti; sempre in Campania nel 1958 segnava il successo un altro atleta del comprensorio Salese: parliamo di Alfredo Sabbadin di Caltana. Se dunque il giro Campano ha portato bene ai nostri atleti, l’augurio è d’obbligo per il ciclismo rosa e per la nostra Chiara. Il

proverbio dice “non c’è due senza tre!” Un altro risultato di prestigio, in questo inizio stagione, la vede concludere onorevolmente nelle top 50, le strade bianche, una specie di Parigi-Roubaix, un misto tra la strada e il fuoristrada (ampio spazio televisivo su Rai sport) visto le sue doti di pistard, già campionessa Triveneta e Regionale nell’inseguimento e corsa a punti. Viene subito da pensare ad una maturità fisico-sportiva, una stagione, quella in corso, tutta da sfruttare per potersi laureare campionessa delle due ruote. Incrociamo le dita e auguriamo a Chiara di farsi onore nello sport come nella vita di tutti i giorni, regalando non solo alla gente salese ma a tutti i tifosi italiani un volto e un sorriso nuovo, simbolo vero degli italiani onesti. L. M.

Gli Allievi provinciali festeggiano, con anticipo, la vittoria nel loro girone

Allievi provinciali del Graticolato vincitori, in anticipo, del loro girone. Nella foto il gruppo festeggia la

vittoria conseguita sulla diretta inseguitrice. Un applauso a tutti i ragazzi e ai mister Mattia e Andrea. Complimenti.

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12 Aprile 2015

CASELLE di Santa Maria di Sala

Programma Ore 10.00

Apertura manifestazione e presentazione del programma Aperitivo di benvenuto a tutte le persone accompagnate dall’amico a 4 zampe che avrà un biscotto.

Ore 11.00

Ritrovo e passerella amatoriale degli amici BASSOTTI con premiazione I°, II°, III° classificato

Ore 11.30

Apertura segreteria iscrizioni Cani meticci e 5,00 / Cani di razza e 10,00

Ore 14.00

Passerella amatoriale CANI METICCI con premiazione I°, II°, III° classificato.

Ore 14.30

Gara amatoriale CANI DI RAZZA e valutazione Premiazioni: Categoria Puppy da 4 a 9 mesi: I°, II°, III° classificato. Categoria Giovani da 9 a 18 mesi: I°, II°, III° classificato. Categoria adulti da + 18 mesi: I°, II°, III° classificato.

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Durante la manifestazione saranno presenti persone qualificate che saranno a disposizione per spiegare le seguenti tematiche: HuSSE: l’importanza della nutrizione del cane DR. LuCA DE MARCHI - MEDICO vETERINARIO: Le malattie del cane ASSOCIAZIONE L’IMPRONTA: L’educazione del cane NARCISI TOILETTE: La bellezza del cane ENPA RIfugIO DI MIRA: L’affido del cane DITTA ARgO, amici per sempre del nostro amico: L’accompagnamento per l’addio

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GITA DI GENTE SALESE IN MOTONAVE SULLA LAGUNA DI MARANO

Da Marano lagunare a Grado visitando i Casoni dei pescatori Per la gita di primavera che si svolgerà domenica 31 maggio, proponiamo una giornata alla scoperta della natura e della tradizione. Un giro nella Laguna di Marano in motonave per poi risalire le foci del Fiume Stella (riserva naturale della Regione Friuli Venezia Giulia). Non mancherà una doverosa sosta ad un tradizionale Casone di pescatori per il ristoro con i sapori marinari locali ed un’ora di musica ed allegria. Finiremo la giornata a Grado, La laguna di Marano, con quella di Grado, forma un unico comprensorio lagunare di circa sedicimila ettari; un bacino d’acqua salmastra fra la pianura friulana ed il mare Adriatico, zona umida fra le più importanti della nostra penisola. Partiremo da Marano, pittoresco paesino di pescatori, anticamente fortezza veneta, a bordo della motonave Nuova Saturno che dispone di un ampio salone coperto e di un ponte panoramico dove, oltre ad ammirare il suggestivo ambiente, potremo anche rifocillarci con un buon spuntino. Nel viaggio saremo accompagnati dal Comandante Adriano Zentilin che ci

illustrerà i luoghi, ci farà scoprire la caratteristica flora lagunare e ci indicherà i numerosi esemplari di uccelli palustri che incontreremo sul nostro percorso. E il pranzo sarà da “casone” semplice, con i sapori della laguna, allietato dalle storie e dalla musica del Comandante Adriano. La nostra giornata si concluderà a Grado, rinomato centro balneare che conserva il suo antico Fascino veneziano. Unita alla terraferma da una sottile striscia di terra, Grado presenta un centro storico dove potersi perdere tra vicoli e campielli contornati da pittoresche case dei pescatori, strette una all’altra. Nella splendida cornice di Campo dei Patriarchi nella “città vecchia” si potranno ammirare gli edifici paleocristiani della Basilica di santa Eufemia, dalla quale si erge “l’Anzolo San Michele”, simbolo della città stessa, con il Battistero e il Lapidario e la Basilica di Santa Maria delle Grazie, la più antica di tutta Grado. Passeggiando sul lungomare si può godere uno splendido panorama sul Carso, Trieste e la costa istriana. G.V.

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Associazione Culturale “Gente Salese” GITA SOCIALE DI PRIMAVERA

MINICROCIERA IN LAGUNA E SUL FIUME STELLA

DOMENICA 31 MAGGIO 2015 ore ore

7.30 10.00

ore ore ore ore

16.00 16.30 18.30 19.30

PROGRAMMA Ritrovo davanti alle chiese delle frazioni Marano Lagunare ed imbarco sulla motonave Nuova Saturno minicrociera nella Laguna di Marano ed nell’Oasi naturale delle foci del fiume Stella con sosta in un caratteristico Casone di Valle per il ristoro Rientro a Marano Lagunare, breve visita al paese Partenza in pullman per Grado per visita del centro storico S. Messa nella storica chiesa di Santa Eufemia Partenza per S. Maria di Sala con arrivo previsto per le ore 21.30.

La gita è organizzata per gli Associati. Org. Ag. CVV Mirano (VE) - La quota di partecipazione è di 65 €, Le prenotazioni, non più di 100, saranno accettate da lunedì 9 a sabato 23 Maggio 2015, presso i seguenti recapiti: • CALTANA: Non solo Tabacchi

• STIGLIANO: Alimentari Zacchello

• CASELLE: Panificio Borsetto

• S. MARIA DI SALA: Panificio Smaggiato

• SANT'ANGELO: Alimentari Negro

• VETERNIGO: Cartoleria La Farfalla

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RUBRICHE

Osteoartrite a cura del dott. Luigi Cazzaro

La cartilagine sana è normalmente sottoposta ad un rimodellamento continuo, ma nel caso dell’osteoartrite questo processo viene modificato con conseguente aumento delle alterazioni degenerative e dell’incapacità riparativa normale. Se la cartilagine non riesce a compensare questo danno si arriva ad una proliferazione anomala dell’osso con la formazione di calcificazioni e cisti ossee. La sede più frequentemente colpita è il ginocchio e i sintomi principali sono il dolore e la rigidità articolare con difficoltà al cammino. Come avviene anche in altre articolazioni, il dolore può essere secondario ad infiammazione delle strutture periarticolari. Un altro distretto frequentemente colpito dall’osteoartrite è l’anca. In questo caso si ha costantemente un dolore alla deambulazione, rigidità e, nei casi più gravi, la limitazione al movimento fino ad arrivare ad un accorciamento dell’arto interessato. Il dolore può essere locale, ma anche irradiato alla regione glutea, alla regione inguinale fino al ginocchio. Il rachide cervicale e quello lombare sono altre due aree frequentemente colpite da questa patologia e spesso si ritrova associata a degenerazione dei dischi intervertebrali. In questo caso il sintomo più comune è la lombalgia con irradiazione agli arti inferiori o la cervicalgia con coinvolgimento degli arti superiori. Purtroppo anche lo sport effettuato ad alta intensità può portare allo sviluppo di osteoartrosi che in questo caso potrebbe essere definita come post-traumatica. Questo tipo di malattia è una patologia cronica con progressione e gravità variabili,

conseguenza dell’assottigliamento graduale della cartilagine articolare a causa dell’attività sportiva intensa che provoca ripetute sollecitazioni delle articolazioni. Il sintomo principale in questo tipo di osteoartrite è il dolore localizzato a livello di inserzioni tendinee, legamenti o borse che può portare alla perdita della funzione articolare. La diagnosi di questa patologia si basa essenzialmente sulla storia clinica del paziente e può essere confermata da una semplice radiografia, mentre nei casi più gravi si può ricorrere ad una risonanza magnetica per un eventuale successivo intervento chirurgico. Non esiste invece una vera e propria terapia dell’osteoartrite. Questa si basa essenzialmente sul controllo del dolore, anche se esistono terapie a base di acido ialuronico che possono aiutare in casi particolari e solo per alcune articolazioni. La prevenzione si basa su una buona attività fisica che bandisce quindi la sedentarietà e le attività troppo impegnative. Un’attività fisica regolare è utile per prevenire l’osteoartrite, in quanto rinforza i legamenti e la muscolatura che stabilizzano l’articolazione. Se il paziente è in sovrappeso diventa fondamentale il dimagrimento in modo da diminuire il carico sull’articolazione dolente. Dall’attività fisica possiamo ottenere numerosi benefici: maggiore mobilità articolare, rinforzo muscolare e stabilizzazione dell’articolazione con mantenimento o riduzione del peso corporeo con conseguente migliore equilibrio e prevenzione delle cadute.

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Fumaria Officinalis La Fumaria da tempo immemorabile viene utilizzata nella terapia delle affezioni epatobiliari. Scrive J. Valnet : “Non c’è da stupirsi che curando i bisbetici-epatici appaia come un fattore di equilibrio e di serenità dato che favorisce il buon umore, quindi la longevità, neutralizzando la tristezza e la melanconia”. Le attuali ricerche hanno permesso di precisare il meccanismo d’azione della pianta. Aumenta, infatti, il flusso biliare insufficiente, lo frena quando è in eccesso e non agisce se non vi è necessità. La fumaria risulta efficace nell’80% dei casi di quelle forme di emicrania dovute alle variazioni del flusso biliare che si manifestano anche con nausea, vertigini, pesantezza e dolori all’ipocondrio destro. È soprattutto negli stati emicranici che questo medicamento si rivela prezioso, dato anche il fatto che sono pochi i mezzi di cui si può disporre. L’utilizzo clinico in questa direzione era stato preceduto da sperimentazioni che, inducendo un aumento della pressione biliare, scatenava un’emicrania identica a quella che sorge spontaneamente. La Fumaria, somministrata a titolo curativo, faceva scomparire le emicranie indotte artificialmente mentre, somministrata preventivamente, impediva la comparsa dei fenomeni dolorosi. Interessante è anche la benefica attività della pianta nei disturbi della secrezione salivare che si manifesta nei soggetti trattati con farmaci psicotici (antidepressivi e neurolettici). Infatti diminuisce la secrezione salivare e le conseguenze a livello della mucosa,

a cura della dott.ssa Sonia Giacometti

dei denti, nonchè il dolore nelle persone che assumono questa categoria di farmaci. Nella medicina popolare l’uso della pianta nel trattamento di svariate dermatosi potrebbe essere giustificato dall’azione depurativa e dalla presenza dell’acido fumarico che compare, come sostanza di sintesi, in alcuni farmaci per il trattamento della psoriasi. Si può fare una considerazione anche riguardo l’utilizzo della pianta in pediatria e geriatria. Il trattamento delle manifestazioni epato-digestive dell’infanzia dovrebbe essere basato su una dieta appropriata e su un buon funzionamento della regolazione biliare; sovente la Fumaria potrebbe costituire un buon trattamento di fondo di tali manifestazioni in quanto favorirebbe il ritorno o il mantenimento di un equilibrio perturbato il più delle volte da errori alimentari. Nell’anziano è utile nei casi in cui si presenta frequentemente uno stato di insufficienza digestiva generale dovuta ad una bassa secrezione enzimatica e nell’inappetenza. La Fumaria è ben tollerata e alle dosi terapeutiche non manifesta effetti secondari, a meno che non vi sia una particolare sensibilità individuale. La formulazione più usata dai fitoterapeuti della scuola francese per il drenaggio prevede l’utilizzo della Fumaria insieme al Tarassaco e al Carciofo in parti uguali. Questa formulazione viene definita “I tre moschettieri della fitoterapia” e questo ci fa simpaticamente comprendere l’importanza terapeutica che le viene da sempre attribuita.

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Rubriche

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ALESSANDRITE: quando la logica non ha risposte... Porto Recanati, 2005, ex convento dei padri agostiniani. Mi guardo intorno. Si percepisce ancora la sacralità del luogo. Sorge in cima alla collinetta (mi chiedo se è la stessa da cui Leopardi guardava il mare). Nella sala adibita ad aula ci sono almeno quindici persone. Io sono il più giovane e mi sento a disagio. Alcuni parlano di diamanti, altri di rubini. Un altro ha un’ametista in mano. Tutti conosco le gemme. Tutti, tranne me. No, non è proprio vero che non le conosco. Diciamo che non le conosco così bene da dire di essere un esperto. Ecco il motivo per cui sono qui: per imparare. Mi siedo in prima fila, vicino a una finestra alta due metri. Fuori c’è il sole e la luce entra proprio da lì . Sul mio banco ci sono un microscopio, uno spettrometro, un bicchiere d’acqua e una pinzetta. Quando arriva il professore C. tutti si siedono. Molti di loro lo conosco e lo chiamano per nome. In effetti è una celebrità tra i gemmologici. Ha gli occhiali sul naso, i capelli grigi pettinati con la riga di lato e un paio di baffi alla Charlot. E poi porta quel papillon giallo. Mette allegria a guardarlo, ma è molto serio quando parla di pietre, di fisica e di chimica, e di sicuro non è arrivato dov’è per caso. Ha girato mezzo mondo, ha vissuto per anni in Africa al tempo in cui voleva fare l’ingegnere edile, e ha studiato le pietre per quarant’anni. (Una vita spesa per le gemme.) Ad un certo punto della lezione si rivolge a me, dandomi del “lei”. “Si, la conosco. Cambia colore in base alla luce.” Rispondo. “Molto bene. E sa perché?” “Francamente no.” Ametto (can-

didamente). “Molto bene. Qualcuno dei presenti sa rispondere?” dice rivolgendosi agli altri sedici partecipanti al seminario “Riconoscere le gemme di colore: pietre naturali e imitazioni”. Tutti si guardano. Nessuno apre bocca. “Molte bene. Nessuno lo sa. Nemmeno io” dice ridendo, prima di congedarci. È chiaro che è una bugia. Ma lo fa apposta. Vuole vedere se domani qualcuno lo avrà scoperto, se si sarà documentato. Se sarà stato curioso da cercare le risposte… E in effetti l’indomani qualcuno alza la mano e dice: “Cambia colore per effetto di un forte assorbimento di luce nella parte gialla e blu dello spettro dei colori. Ed essendo un crisoberillo, contiene ferro, titanio ma anche cromo. Ecco spiegata la magia.” “Molto bene. E che colori assume?” “Verde smeraldo di giorno. Rosso lampone se illuminata artificialmente. Come adesso.” “E come lo ha scoperto?”

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“Ieri lei ha lasciato una pietra sul mio tavolo. Era verde, ma quando l’ho portata in camera e ho acceso la luce era diventata rossa. Allora ho cercato di capire…”

Lo zar Alessandro I di Russia

“Lei come si chiama?” domanda attento. “Luca Novello” rispondo. “Molto bene Luca, complimenti. Può tenere la pietra. E ora possiamo proseguire. Stavamo dicendo…” È stato così che ho iniziato ad amare le pietre. Per merito dell’alessandrite, questa pietra molto rara scoperta nel 1834, il giorno

a cura di Luca Novello

del diciottesimo compleanno dello zar Alessandro I di Russia. Ma soprattutto per lui, il professore C. che mi ha fatto capire che ogni gemma nasconde il suo trucco, la sua leggenda. La sua magia. Da quel giorno non ho mai smesso di cercare, in particolare le storie che le pietre si portano appresso. Come l’alessandrite, in realtà conosciuta anche dai popoli indiani per i quali rappresentava un simbolo di prosperità e longevità, e che credevano che se diventava gialla (fenomeno rarissimo) bisognava temere per la propria salute o per la propria sicurezza. Veniva quindi considerata un “barometro” dello stato emotivo della persona che la possedeva. Oltre a questa vi sono altre leggende, ma quella che io preferisco è quella che sostiene che in situazioni difficili l’alessandrite sa rafforzare l’intuizione aiutandoci a trovare nuove vie ogni volta che la logica non da risposte, favorendo così la creatività e ispirando l’immaginazione. Nella mia vita ho percorso molte strade, ho esplorato luoghi che non credevo possibili, e ho usato la mia fantasia per uscire da situazioni critiche. Mi ha guidato a compiere scelte importanti, e a credere nei miracoli. Così come nell’amore, che di logico ha poco, e richiede creatività e immaginazione, appunto, soprattutto quando pensi di averlo perso per sempre… Sono passati dieci anni da quel giorno, e ripensando a quell’uomo con gli occhiali sul naso, i capelli grigi con la riga di lato e i baffetti, mi chiedo se lui non lo avesse capito prima di me, lasciandomi quella pietra che in qualche modo mi ha suggerito la via.


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Siamo i gemelli Davide e Nicola Frezzato di Caselle. Il 4 aprile abbiamo festeggiato 7 anni con papà Andrea, mamma Renata e tutti coloro che ci vogliono tanto bene.

Tanti auguri di buon compleanno alla nostra principessa Elena che il 18 aprile compie 10 anni da mamma Monica, papà Marco, sorellina Eleonora e tutti i nonni.

Il 9 Aprile compie 10 anni Giulia Merlo. Tantissimi auguri da papà Francesco, mamma Roberta, dalla sorella Alessia, dalle nonne Giuseppina e Norma, dagli zii e cugini.

Il 5 marzo Maria Teresa Perusin ha festeggiato 68 anni. Tanti auguri dal marito, dai figli, nipoti ,nuora e generi.

Il 12 aprile compie 40 anni Martina Centenaro. Tanti auguri dal marito Massimiliano, da mamma Maria, dal papà Dino, da Barbara, Raffaele, Matteo e Luca.

Il 16 marzo Matteo Bugin ha festeggiato 13 anni. Tantissimi auguri da mamma, papà e fratellino Luca.

Il 27 marzo Montin Maria, conosciuta da tutti come Vittoria, ha compiuto 90 anni. Tutti gli amici e i parenti hanno festeggiato con lei e le hanno augurato Buon Compleanno.

Il 7 Marzo Palmira Bortolato ha festeggiato 95 anni attorniata dall’affetto delle figlie Nerina, Loredana, con Claudio, dai nipoti Ivan, Damiano, Riccardo.

laurea anniv Papà Moreno e mamma Raffaella augurano buon compleanno ai figlioletti Valentina, che ha compiuto 11 anni il 15 febbraio, e Filippo di 3 anni, compiuti il 18 marzo.

Il 13 marzo 2015 nonna Sabina, detta Ornella, ha compiuto 80 anni. L’hanno festeggiata la nipote Melissa, la sorella Gabriella, i figli, gli amici e la compagnia delle carte. Il 25 marzo 2015 presso l’Università IUAV di Venezia, Marco Barbato ha conseguito la laurea magistrale in architettura con il punteggio di 110/110 e lode discutendo la tesi “Il restauro del Corridore al Giardino dei Semplici del Palazzo Ducale di Mantova” con il relatore Prof. Arch. Ing. Paolo Faccio. Al neo dottore le congratulazioni dei genitori Cheti e Gianfranco e dal fratello Luca.

Il 9 aprile compie 95 anni Pasqua Rossetto ved. Pistore, di Caselle. È stata festeggiata dai figli Giovannina, Luciano e Bepi, dal genero Renzo e dalle nuore Silvana ed Antonietta, i nipoti e la pronipote.

Marco e Nicoletta, annunciano il loro matrimonio e il battesimo di Gaia, che si terrà il 25 aprile, nella chiesa di san Giacomo a Caselle alle ore 11.

A tutti i festeggiati giungano gli auguri e le felicitazioni di tutta la redazione di Gente Salese.

Il 28 febbraio Ivana Volpato e Giovanni Bindoni hanno festeggiato le Nozze d’Oro, attorniati dai figli, dalla nuora, dal genero, dai consuoceri e dai nipoti.

INFORMAZIONI PER I LETTORI Per inserzioni nella rubrica Years basta inviare una foto in jpg e un breve testo in word, all’indirizzo mail redazione@gentesalese.com. Gli auguri saranno pubblicati gratuitamente nel primo numero utile


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CASTELLO DI STIGLIANO

DIREZIONE, REDAZIONE, AMMINISTRAZIONE: Associazione Culturale Gente Salese Via dei Tigli 10 - 30036 S. Maria di Sala Ve Tel. 041 486369 E-mail. redazione@gentesalese.com www.gentesalese.com DIRETTORE RESPONSABILE Graziano Busatto

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Vini e non solo

Sabato 18 Aprile: Inaugurazione con autorità locali. dalle 10.00 alle 19.00 Degustazioni libere di vini, formaggi, salumi, ecc. Ore 20.00 Cena con degustazione a base di pesce con 5 etichette di vino bianco (info e prenotazioni sul sito oppure al 3922485061);

18-19-20 Aprile 2015 CASTELLO DI STIGLIANO Via Noalese, 7 - Santa Maria di Sala (Ve)

Degustazione dei migliori vini d’Italia accompagnati da pregiati salumi, formaggi e non solo...

Domenica 19 Aprile: dalle 10.00 alle 19.00 Degustazioni libere di vini, formaggi, salumi, ecc. Ore 15.30 "Wine Passion" degustazioni di 5 etichette di vini rossi presentata e guidata da Sommelier dall'Associazione Italiana Sommelier (A.I.S.) (info e prenotazioni sul sito oppure al 3922485061); Ore 20.00 Cena con degustazione a base di carne con 5 etichette di vino rossi (info e prenotazioni sul sito oppure al 3922485061);

Lunedì 20 Aprile: dalle 10.00 alle 18.00 Degustazioni libere di vini, formaggi, salumi, ecc. Giornata dedicata al Business Professionale tra visitatori, produttori e operatori del settore. Ore 15.30 "Wine Passion" degustazione di 5 etichette di vini bianchi presentata e guidata da Sommelier dall'Associazione Italiana Sommelier (A.I.S.) (info e prenotazioni sul sito oppure al 3922485061);

Via dei Marsari 23 30036 S. Angelo di S. M. di Sala (Ve) Tel. 041 486088 - Cel. 338 9891652

photo by vasco & Paola | graphic design by Francesco Bonaldo & Cristian Pinzon

Ingresso: 10,00 euro IN OMAGGIO Sacca e Calice da degustazione.

SIAMO PRESENTI NEI MERCATI DI: lunedì: Mirano (Ve) - Mogliano (Tv) martedì: Pianiga (Ve) - Marghera (Ve) mercoledì: Maerne (Ve) - Mestre (Ve) giovedì: Noale (Ve) venerdì: Martellago (Ve) - Mestre (Ve) sabato: Fiesso d’Artico (Ve) - Vedelago (Tv) domenica: Camisano Vicentino (Vi) SERVIZIO PRO LOCO E COMUNITA’ INFO@LANTICAFATTORIA.NET INFO: LUCA 3356327747 – OLINDA 3356327748

L’ANTICA FATTORIA SNC

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Crazy Sun di Barbara e Fabiana

Via Don Gallerani, 2 - Caltana (VE) - Tel. 041.5732508

Bernardi

la TUA sicurezza è la nostra rotta!!! Via Caltana 67 Caltana di S. Maria di Sala (VE) Tel. 041/5730635 assipiu@gmail.com

Onoranze Funebri Via Desman, 139 S. Angelo di S. M. di Sala - tel. 041.487341

ORARI: Lunedì: 15.30 -19.30 Da martedì a venerdì: 9.30-12.30 e 15.30 -19.30 Sabato: 9.30-13.00 e 15.30 -20.00 Domenica (fino al 31 dicembre 2014): 10.00 - 13.00 e 15.30 -19.30

Gs marzo 2015  
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