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GENTE SALESE - MENSILE DI ATTUALITÀ, CULTURA E INFORMAZIONE

N° 4 - ANNO XXX - APRILE 2013

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GENTE SALESE

APRILE 2013

La danza che emoziona 4

ALBO D’ORO: i nomi dei premiati

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CENTRO SCOLASTICO: dai il tuo parere

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VENETKENS: mostra a Padova


intro. 2

Riceviamo la lettera del Sig. Andreatta che pubblichiamo integralmente senza metter mano al testo.

“sono andreatta fiorenzo e sono il presidende di associazione mondo agricolo caselle de ruffi, sono un responsabile festa agricoltura di mirano (anno 2012 300000 presnze ), l’associazione ha 350 soci, collaboro con associazione cultura e tradizione di santa cristina, collaboro con 2 societa’ operaie (quella di crocetta del montello 110 anno di storia e 500 soci , societa’ operaia di vedelago con 4000 iscritti e comitato scientifico villa emo), collaboro con danilo gasparini e francesco antoniol in alcune trasmissioni di geo e geo rai tre vedi quella sulla seta di martedi di 2 settimane or sono, collaboro con paolo favaretto a mivida nuovo mezzo di comunicazione per eventi nel terriitorio dei sette comuni del miranese. Bene dopo essermi presentato vorrei solo dire un paio di appunti che forse l’amico che ha scritto l’articolo di gente salese sulla festa dei fiori a santa maria di sala non ha scritto e sopratutto almeno le cose belle le poteva scrivere. A 40 giorni dall’evento l’assessore di competenza mi consegna la festa dei fiori di santa maria di sala. Io con molta correttezza ho offerto l’evento in collaborazione con la pro loco; 2 associazioni con caratteristiche diverse ma con grandissime forze e creativita’ se messe vicino.....Risposta no. In attesa risposta la caterina va in ferie e quel punto mi viene consegnata la festa a 30 giorni dall’evento. Lo stesso giorno chiedo incontro con angelo pegoraro e chiedo collaborazione. Risposta: con i 6 voti che ho ricevuto da santa maria di sala nessuno merita la mia collaborazione. Chiedo se per cortesia mi dava i precedenti delle feste e mi risponde che aveva consegnato il tutto alla proloco. Ringrazio eprendo atto che non avrei avuto nessuna collaborazione. Invito il sig. pegoraro angelo a ritirare una targa che avevo preparato per lui e per remo gardin alla memoria. Angelo mi risponde che doveva andare al mercato in quanto aveva problemi di soldi. IL resto potete immaginare creare una festa dal nulla. Io ho avuto 20 aziende tutte di un certo spessore, elogio dal comandante dei vigili di santa • • • • • • • •

“Fiori e Sapori” in una precedente edizione maria di sala e elogi da ogni parte e non vedo tutta questa negativita’ come e’ stato scritto. Almeno quando si scrive prima ci si informa e poi si scrive.......... non solo io andreatta fiorenzo ho tanti difetti ma ho un pregio : faccio solo il bene comune e non ho nessuna tessera politica in tasca. scrivere sopratutto le cose belle in quanto io non ho mai parlato male di nessuno. ultima cosa ho bussato alle porte di tutte le aziende del salese senza esclusione di nessuna e le aziende che non sono venute anno 2013 sicuramente verranno se la faro’ io

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nelle prossime edizioni......Scusandomi se vi ho fatto perdere 5 minuti del vostro prezioso tempo e aspettandomi anche una risposta solo email della presente cordialmente saluto e sempre a disposizione di chi nella vita faccia del bene. andreatta fiorenzo presidente associazione agricola caselle.”

Gentile Sig. Andreatta, vogliamo sperare che la sua lettera integra (abbiamo fatto copia incolla) sia stata scritta in buona fede e dettata da una cattiva interpretazione del nostro italiano, evidentemente, non sempre comprensibile. Abbiamo scritto: “...I nuovi inquilini del municipio, anziché confermare la “festa “ e la sua “organizzazione” già consolidata e proporre, eventualmente, qualche cosa di nuovo, hanno lanciato la nuova (nel nome) idea di “Fiori, gusti & colori” affidandone l’organizzazione alle associazioni di Caselle “Mondo Agricolo” e “G.S. Fenice” e all’onnipresente LABS, onlus della amministrazione, gettando così le esperienze e le capacità acquisite negli anni.” Queste parole non volevano assolutamente denigrare Lei o gli altri organizzatori, quanto stigmatizzare il comportamento “possiamo dire fazioso?” dell’amministrazione comunale che senza una ragione plausibile (o confessabile ??) ha tolto agli ideatori e storici organizzatori una manifestazione ben avviata per assegnarla (per quale motivo?) a dei gruppi che sono senza dubbio bravissimi a fare altre loro cose ma che hanno dovuto improvvisare (come Lei stesso ammette) questa festa in Villa Farsetti. Lei dichiara candidamente di avere “offerto l’evento alla Pro Loco” ma non le sembra di avere, invece, sottratto l’evento alla Pro Loco e ad Angelo Pegoraro? E le sembrava plausibile che coloro che sono stati ingiustamente scippati del risultato di una loro lunga fatica venissero a portare acqua al mulino di chi li ha traditi? Ci sembra che ciò che abbiamo scritto lei ce lo ha confermato con la sua lettera. Non si deve scusare per averci fatto perdere tempo, semmai siamo noi che dobbiamo ringraziarla per averci chiarito il suo punto di

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Con una crisi economica non sarebbe stato utile non aumentare le tasse? Nel Consiglio comunale del 18 aprile scorso l’Amministrazione Fragomeni ha deliberato l’aumento del 14,28% dell’addizionale IRPEF per tutti i salesi con reddito superiore ai 10 mila euro annui e l’aumento della aliquota base IMU di un altro bel 22,36% Le giustificazioni sono sempre le solite: “a fronte di tagli dei trasferimenti statali, per mantenere i servizi ai cittadini dobbiamo aumentare l’imposizione fiscale comunale”. I servizi erogati dal Comune sono alcuni istituzionali (come l’anagrafe, polizia, assistenza, manutenzione del territorio ecc), altri opzionali che si sono venuti ad istituire nel tempo (attività ricreative e sportive, iniziative ludico-culturali ecc). É indubbio che a tutti faccia comodo e piacere poter godere di servizi efficienti ed a basso costo, ma in questi momenti eccezionali di crisi senza fine fa anche altrettanto piacere non sentirsi il “bancomat” di tutte le amministrazioni, periferiche e centrali. Noi pensiamo che la gente sopporterebbe anche un po’ di erba alta e di illuminazione razionata (in modo più intelligente di quanto fatto) e anche, e soprattutto, qualche festa od evento pseudoculturale in meno (che non è vero che non costano nulla come sostiene il sindaco), pur di pagare meno tasse. Così come non guasterebbe vedere applicata un po’ di sobrietà, se non proprio austerità, anche dalla amministrazione comunale. E se proprio non si vuole intervenire sui tagli alle spese, almeno si curino di più i servizi come il taglio dell’erba che appare esagerato in alcuni luoghi a scapito di altri quartieri dove vive la gente che appaiono del tutto abbandonati all’incuria. G.V.

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Il degrado dei paesi si nota nella scarsa manutenzione Il simpatico ed intraprendente consigliere delegato al “patrimonio, manutenzione e pubblico decoro” non vuole sentire parlare di inefficienze del suo ufficio ma come possiamo tacere dell’inammissibile degrado in cui è stato lasciato tutto il quartiere a nord di Villa Farsetti. Dall’inverno ad oggi 24 maggio non si è visto uno sfalcio dell’erba che ha invaso ormai tutto. Il marciapiede di quello che viene pomposamente chiamato Viale dei Carpini è completamente invaso dall’erba (che ha scavalcato la staccionata ad est) e la gente deve camminare su un viottolo incerto. I campi? giardini? prati? parcheggi? (non so come chiamarli) a nord e ad ovest del parcheggio ovale presentano un’erba incolta alta oltre un metro, le piante ornamentali sono soffocate dall’erba che avvolge anche le isole ecologiche e gli impianti di servizio. Stessa situazione di incuria ci è stata segnalata anche in altre parti ed in particolar modo da una signora

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di Caltana che lamenta una analoga situazione di incuria in Via De Gasperi e Via Einaudi. Ma meglio non è conciato neanche il centrale Viale deille Rimembranze di Santa Maria di Sala ed alcuni parchetti giochi dove ironicamente si dice che i “bambini si perdono in mezzo all’erba”. E che dire del cimitero di Santa Maria di Sala dove si è sfalciata l’erba all’esterno ma ci si è dimenticati di quella all’interno?

Ricordo a chi si era proposto di “trasformare il comune in un giardino” che non c’è solo il Municipio, Villa Farsetti, Caselle e pochi altri posti d’elite ma anche tanti quartieri centrali e periferici dove vivono molti cittadini che non vogliono sentirsi di serie B o peggio. E non basta “netare dove passa el prete” per gloriarsi di avere una casa pulita ed essere più bravi degli altri. Giovanni Vanzetto

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Premiati i Campioni Delle varie discipline sportive

Una delle manifestazioni molto apprezzate, soprattutto dagli atleti salesi, è sicuramente l’Albo d’Oro che ogni anno riscuote sempre maggiori consensi perchè mette in vetrina e premia i migliori atleti che si sono affermati nel corso dell’anno agonistico. Una kermesse che viene presentata dal patron Giorgio Minto nel corso della Festa dello Sport, il 25 aprile, anniversario della Liberazione, organizzata con grande maestria dall’Unione Sportiva San Marco Stigliano. A premiare gli oltre 100 atleti ed i loro allenatori che si sono resi protagonisti nel 2012 a livello internazionale, nazionale e regionale, sono stati il sindaco e l’assessore allo sport, i consiglieri comunali, il delegato del Coni, ed i campioni e dirigenti del ciclismo. Tra loro Alfredo ed Arturo Sabbadin, Attilio Benfatto, Bruno Carraro ed Italo Bevilacqua. Ad aprire le premiazioni i Giovanissimi del calcio del San Marco Stigliano che hanno vinto il campionato di categoria con tre giornate d’anticipo. Tra i festeggiati le ragazze del Volley TM Automatismi Under 16;

Ginnastica ritmica Spartum Laura Peretto e Anna Zavan (ginnastica ritmica); Aurora Artusi, Chiara e Giulia Crespan (ginnastica ritmica); Aurora Volpato e Monica De Rossi (Ginnastica artistica); Francesco Zucchetta, Daniel e Nicholas Righetto e Domiziano Bolzonella (nuoto); Elia Rigo (minicross); Andrea Rossato, Simone Beggiora, Luca Bianco e Nicole Bianco (tiro con l’arco); Daniele Coletto, Nicola Favata, Gianmarco Calfa e Davide Bortolato (tennis); Gianluca Bortolato (Tiro a

Esibizione della ginnastica artistica AIACE

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Esibizione della ginnastica artistica AIACE segno pistola P9); Alice Basso (Karate project Noale); Alessandro Caluori e Stefano Salvadori Groppo (Karate interstile); Giorgio Perin, Marenco Natali e Eddy Tiozzo (Atletica leggera); Laura Vian e Tiziano Marzaro (ciclismo); Lionello Masiero (tiro al volo). A rendere più coregrafica la manifestazione sono state le esibizioni magistrali della scuola di Ginnastica ritmica Spartum (Laura Peretto e Anna Zavan) e quelle della scuola di ginnastica artistica

Esibizione della ginnastica artistica AIACE

dell’AIACE. A mettere la ciliegina sulla torta ci ha pensato la bravissima Anira Amira, insegnante di danza orientale, che ha sfoggiato costumi di chiffon con perline luccicanti, accompagnata da musiche accattivanti, in una splendida coreografia. Si è espressa in alcune danze con la grazia orientale, ma con una dolcezza appassionante italica dai sinuosi movimenti che ricordano le onde del mare, la forma della luna o un flessuoso serpente. Immagini della fantasia che è riuscita a far emozionare anche l’animo più duro. Infine, e non per questo meno importante, la bravura dell’orchestra Rossella Ferrari e i Casanova che hanno condotto la serata splendidamente. All’inizio, con le note dell’Inno d’Italia, tutti gli atleti hanno ascoltato l’orchestra in religioso silenzio. E, alla fine, quando hanno cantato “Nessun dorma”, la celebre romanza tratta da “Turandot” di Giacomo Puccini, e gli acuti del finale di “Vincerò”, hanno simbolicamente augurato a tutti, atleti ed organizzatori della festa, che il serio e costante impegno, nello sport come nella vita, porti a vincere e a raggiungere il podio più alto. Graziano Busatto

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Il Centro Scolastico s’ha da fare o no? Vogliamo sentire il parere dei cittadini

L’Amministrazione comunale, accantonato il progetto per la realizzazione del nuovo centro scolastico a costo zero per i contribuente salesi, ha dato inizio, con solo otto mesi di ritardo, all’ampliamento del vecchio edifico scolastico del capoluogo per realizzare una decina di nuove aule (5 quest’anno e le rimanenti il prossimo anno). L’intervento costerà circa un milione e mezzo di euro del bilancio comunale. E questo per un ampliamento che non risolve alle radice il problema, perché si dovrà mettere mano anche ai preesistenti fabbricati delle scuole medie ed elementari, obsoleti, onerosi per le continue manutenzioni richieste ed energeticamente dispendiosissimi oltre che non più funzionali alla moderna didattica scolastica. Il progetto del nuovo Polo scolastico, come è risaputo, ha avuto l’approvazione di tutti gli Enti preposti ed un finanziamento a fondo perduto dalla Regione di circa un milione di euro, il rimanente costo è in parte garantito da privati (circa 4 milioni di euro mediante perequazione urbanistica) ed il resto con la vendita di parte dell’edificio scolastico dismesso. Il nuovo Polo scolastico, oltre a risolvere per i prossimi cinquant’anni le esigenze scolastiche del Capoluogo potrà ospitare anche gli uffici della Direzione Didattica, ora provvisoriamente ubicati in Villa Farsetti, oltre alla mensa scolastica ed un auditorium polifunzionale. Il progetto prevede anche la possibilità di un ulteriore ampliamento per un asilo nido-scuola materna comunale. L’ampliamento voluto dalla attuale Amministrazione (a ridosso del vecchio edifico delle scuole medie con la distruzione di gran parte del parchetto di Via Monte Santo), oltre che inconcludente ed inadeguato alle esigenze scolastiche, condizionerà pesantemente anche un futuro riassetto urbanistico dell’area centrale del paese che già la mia amministrazione aveva ipotizzato per dare dignità di Capoluogo alla frazione di Santa Maria di Sala. Oltre che per l’aspetto edilizio-didattico suddetto, ritengo che la scelta

di ampliare il plesso scolastico della scuola media sia insensata e da condannare anche per l’aspetto economico. Appare, infatti, inopportuno spendere un milione e mezzo di euro proprio in un momento di grave crisi generale e del bilancio comunale, che sembra imporre, (contrariamente a quanto promesso in campagna elettorale solo dodici mesi or son), all’Amministrazione Zamengo-Fragomeni, un pesante aumentato dell’IMU e dell’ IRPEF; tasse che andranno a colpire i cittadini e soprattutto

le aziende artigianali, commerciali e industriali già in situazione di estrema difficoltà. Se questa Amministrazione con cieca ostinazione ha voluto avviare l’ampliamento del vecchio edificio scolastico, contestualmente all’aggravio delle tasse comunali, almeno avrebbe potuto invitare alla gara d’appalto anche imprese edili salesi cercando di tenere il lavoro in loco. Invece, in modo del tutto incoerente con quanto promesso in campagna elettorale da Fragomeni ed i suoi, senza alcuna apparente ragione, l’Amministrazione

ha escluso totalmente dalla gara le imprese salesi. Viste le premesse non può che suonare del tutto stonata la pomposità mediatica con cui si annuncia la creazione del Polo Tecnologico Salese a sostegno delle ditte locali per la ricerca di futuri nuovi mercati internazionali quando contestualmente si nega deliberatamente quel po’ di lavoro al mercato locale. In conclusione ritengo che prima di pronunciare la parola definitiva sulla questione scolastica sia necessario interpellare la cittadinanza specificatamente sul dispendioso ed inconcludente ampliamento a ridosso del vecchio edifico delle scuole medie e sulla realizzazione del nuovo Polo scolastico a costo zero per il bilancio comunale. In attesa di avviare le procedure per un eventuale referendum popolare sull’argomento la Lista Salese invita i cittadini ad esprimere liberamente il loro parere sul sondaggio lanciato sul sito vogliamolascuola. myblog.it Paolo Bertoldo Capogruppo Lisa Salese

La Giunta ritorna sui suoi passi: lascia accesa l’illuminazione pubblica per qualche ora in più Nel numero precedente di Gente Salese abbiamo scritto che il provvedimento adottato dalla Giunta comunale di spegnere gli impianti di illuminazione pubblica dall’una alle cinque del mattino, per risparmiare sui consumi elettrici, appariva una decisione drastica e poco meditata. Avevamo talmente ragione che grazie al nostro intervento e sopratutto alle giuste lamentele di tanti cittadini, la giunta comunale è parzialmente tornata sui suoi passi modificando la precedente ordinanza deliberando di riprogrammare l’orario di funzionamento degli impianti di illuminazione pubblica, rispetto ai contenuti della delibera G.C. n° 35/13, nei giorni di Venerdì e Sabato, prevedendo lo spegnimento dalle ore 1,30 alle ore 3,30, fatta eccezione per i piccoli im-

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pianti composti da qualche unità di punti luce che necessitano di ulteriori interventi a titolo oneroso;

di non sottoporre alla riduzione dell’orario notturno l’illuminazione pubblica posta nei centri delle frazioni in occasione delle feste paesane ed eventi particolari. Noi restiamo sempre dell’avviso che visti i tempi di recrudescenza della criminalità meglio sarebbe stato adottare altre forme di intervento quali lo spegnimento alternato e la riduzione di intensità della luce piuttosto che lasciare interi quartieri al buio totale anche se per poche ore. Poi bisognerebbe anche valutare se non sia divenuto prioritario un intervento di sostituzione delle vecchie lampade ad incandescenza con le più tecnologiche fluorescenti. Certo servirebbe un investimento importante ma che si pagherebbe in due-tre anni col risparmio sulla bolletta.

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Nel bicentenario della nascita di Giuseppe Verdi la parrocchia di Caselle gli dedica il “Va pensiero” Sabato 11 Maggio, nella chiesa Parrocchiale di Caselle, si è tenuto un concerto celebrativo del bicentenario della nascita di Giuseppe Verdi (1813/1901) dal titolo “Va, pensiero…..” organizzato dalla Parrocchia di Caselle, con il Patrocinio del Comune di Santa Maria di Sala – Assessorato alla Cultura. L’ideatore del concerto Giancarlo Zamengo, nella presentazione, si chiedeva se era un obbligo celebrare Giuseppe Verdi, oppure un’opportunità; una volontà di comprendere un passato che potremmo scoprire non così remoto? Ricordava che quella di Giuseppe Verdi è una figura complessa che necessita di elementi di lettura diversificati se si vuole attribuire alla celebrazione del bicentenario della nascita, un significato “altamente significante”. Non è un gioco di parole; scorrendo le testimonianze della celebrazione del primo centenario nel 1913, appare evidente con immediatezza, la diversità delle argomentazioni sostenute allora rispetto a quelle di questo 2013 e l’analisi della comparazione, oltre a segnalare il mutamento del tempo, ci parla anche di come sia cambiato il significato dell’opera nel nostro mondo. Nell’illustrare Giuseppe Verdi uomo, musicista, operista, regista, attivista prima, osservatore politico poi, benefattore, agricoltore, ricordava la nascita nel 1813, nell’ambiente tipicamente semplice della bassa padana e la morte avvenuta a Milano nel 1901, dopo 87 anni di vitalità, di determinazione, di geniale slancio creativo a disposizione dell’espressione artistica italiana per antonomasia, l’opera, sistema imprenditoriale del primo “Made in Italy” esportato nel mondo. Verdi fu uomo rigoroso, schietto, riservato, incapace di gestire compromessi che avrebbero potuto avvantaggiarlo. Non solo la creatività, non solo l’abilità professionale consegnano Verdi all’immortalità; decisivo per aver segnato l’evoluzione del melodramma al dramma in musica, interprete del suo tempo grazie all’acume con cui ha vissuto, anticipatore di modelli estetici elaborati su analisi puntuali dei fenomeni sociali in divenire, Giuseppe Verdi anche per questi motivi, è un patrimonio nazionale su cui riflettere, non solo quando ascoltiamo la sua musica.

Giancarlo Zamengo, nell’illustrare poi il “Va, pensiero…..” brano tratto dal famosissimo momento corale del terzo atto dell’opera “Nabucco”, che ha dato anche il titolo al concerto, precisa che con questa opera, Verdi scopre il popolo, facendolo protagonista di pagine corali indimenticabili. Una coralità quella introdotta da Verdi che dal teatro passa alla strada e dalla strada al campo di battaglia in quanto capace di suscitare energie vitali. Il meraviglioso coro “Va, pensiero, sull’ali dorate” che inizia con una melodia liberatrice, in cui la dolcezza del ricordo dei luoghi natali affiora

sommessamente, ma poi il canto unisce presto la larghezza alla forza e da perfino nel minaccioso. Sono stati cantati brani tratti da opere quali: “Nabucco”, “La forza del destino”, “La Traviata”, “Otello”, nonché otto romanze per voce e pianoforte che vengono eseguite raramente, non perché meno valide rispetto ad altre opere da camera, ma perché richiedono una notevole maturità artistico-musicale ed interpretativa e non all’ultimo posto, sensibilità e tanta passione, qualità necessarie per il palcoscenico operistico. I vari interpreti che si sono succeduti

sono stati: Ivano Broggin, Patrizia Cojaniz, Denitsa Dobreva, Roberta Fuga, Silviana Morando, Marco Palma, Gabriella Salizzato, oltre alla inconfondibile voce di Lyudmila Dobreva, mezzosoprano bulgara, naturalizzata italiana, di fama internazionale, accompagnati all’organo dal M° Mario Trevisan ed al pianoforte dal M° Giovanni Ferrari. Al termine del concerto, il Parroco Don Lucio ha rivolto un caloroso ringraziamento agli interpreti ed un saluto al numeroso pubblico presente, augurandosi che la tradizione concertistica a Caselle, sia mantenuta anche in futuro.

circa 100 dB) per un periodo di 20 gg., come promessoci dal sindaco e assessori nella riunione del 2 maggio, per passare definitivamente nella nuova sede della sala Cedraie. Nella sala cedraie abbiamo modo di proseguire l’attività didattica rivolta agli alunni della scuola dell’obbligo (lezioni Concerto, propedeutica per l’anno prossimo ecc.) Nella ex Sala Musica è rimasta la pedana e il fotocopiatore, che l’amministrazione comunale, nella persona

del Consigliere delegato Sig.Pistore, si è fatta carico di spostare provvisoriamente nel corridoio di Villa Farsetti (retro Sala Consiliare). ... Confidando fortemente nella Sua sensibilità, Sig. Sindaco, e in quella di tutti coloro che hanno a cuore l’ORCHESTRA DI FIATI DEL VENETO, nel risolvere questa situazione a dir poco disagevole, la ringrazio fin d’ora per il suo sicuro intervento. Distinti saluti”. Benvenuto Bassan

Orchestra di Fiati del Veneto dall’Osservatorio ora è stata trasferita in sala Cedraie Benvenuto Bassan, presidente e legale rappresentante dell’Associazione ORCHESTRA DI FIATI DEL VENETO, ha scritto al sindaco, agli assessori e ai consiglieri comunali comunicando che “la Sala Musica, sede dell’Orchestra dal 1983, con grande tristezza e amarezza è stata liberata da tutti gli strumenti, sedie ecc. per trasferisi provvisoriamente nella sala dell’osservatorio astronomico (sede non adeguata per la nostra attività con una sonorità di


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In ricordo di don Angelo Basso

Festa della mamma a Sant’Angelo “Son tutte belle le mamme del mondo”. Con le parole della celebre canzone di Umberto Bertini, il “Gruppo Ricreativo” di Sant’Angelo ha voluto promuovere la Festa della mamma. Con la solita buona volontà, sabato e domenica 13 Maggio u.s. i volonterosi genitori del Gruppo Ricreativo hanno organizzato momenti d’incontro per festeggiare tutte le mamme. L’evento é iniziato sabato sera con l’offerta dei dolci fatti dalle mamme ed è proseguito domenica mattino con l’aperitivo. La parte più coinvolgente, però, è avvenuta nel pomeriggio di domenica, nello spazio retrostante il Patronato. Tutti i genitori che hanno partecipato alla festa hanno potuto lasciare tranquillamente i loro giovani figli ai vari giochi, che si sono svolti durante il pomeriggio, in un

“Fiori e Sapori” in una precedente edizione clima molto gioioso e piacevole. Era bello vedere gruppetti di genitori conversare serenamente e con un occhio seguire i loro figli che giocavano in tutta tranquillità e sicurezza.

La musica in sottofondo, l’immancabile proposta di stuzzichini vari e la lotteria, hanno reso il clima e la giornata molto piacevole e serena per tutti. P.B.

A Stigliano uno spettacolo per le mamme

Sabato 11 e domenica 12 maggio a Stigliano si è svolta la consueta “festa della mamma” organizzata dai genitori della Scuola dell’Infanzia e Nido Integrato “Madonna del Rosario”. Il ricco programma ha visto una folta partecipazione di pubblico a partire dalla mattina di sabato dove i bambini della Scuola Primaria del paese hanno intrattenuto i presenti con poesie, riflessioni e testi teatrali e musica, accompagnati dalle note del violino della maestra Lucia Samadan. Al pomeriggio, nel piazzale della Chiesa, genitori volenterosi hanno allestito uno stand con gustosi dolci fatti in casa e tante varietà di fiori, degustazione di buonissimi panini caldi con porchetta, salsicce, e pop-corn e alle 16.30 si è esibito in simpatiche coreografie il gruppo di danza hip hop “Two Step” di Trebaseleghe. Domenica mattina dopo la celebrazione della Santa Messa dedicata alle

Immagine notturna della Villa Farsetti di S. Maria di Sala

mamme, i presenti hanno assistito allo spettacolo del gruppo “Majorettes Blu Bell” di Trebaseleghe. Il ricavato della manifestazione è stato devoluto alla Scuola dell’Infanzia e Nido Integrato. Un ringraziamento particolare va ai commercianti di Stigliano: Ma-

celleria Panè di Adriano e Ivo, al Bar Todaro, all’A.S.D.G.S. San Marco, Masiero Stefano Costruzioni Edili di Santa Maria di Sala, a Don Rodolfo e a tutti i genitori che hanno contribuito alla buona riuscita della manifestazione. W le mamme !

Il 10 marzo 2013 don Angelo Basso, nativo di Caltana di S. Maria di Sala, ha concluso il suo itinerario su questa terra. Da tempo si muoveva su una sedia a rotelle, lui che aveva sempre avuto il gusto di lunghe camminate per svolgere il suo ministero. Nato nel 1921 in una famiglia numerosa che ha dato alla chiesa diocesana due preti (don Angelo e don Ampelio), un religioso e due suore. Don Angelo amava ricordare che la sua vocazione è scaturita dall’esempio del suo vecchio parroco che andava a trovare i bambini all’asilo e portava loro le caramelle. L’immagine di questo prete buono e generoso è stata la scintilla della sua vocazione. Don Angelo è stato ordinato prete assieme al fratello don Ampelio il 7 luglio 1946, e iniziò il suo ministero a Limena per poi essere trasferito a Piovene. Dal 1952 svolse per brevi periodi il servizio di vicario economo a Fellette, Saccolongo, Trambacche, Cogollo del Cengio, Campoverardo. È in questa parrocchia che rimane, per dieci anni, come parroco. Nel 1964 il suo impegno è come cappellano in ospedale prima a Este fino al 1977, poi a Dolo e in seguito a Mirano. Dal 1991 svolse il servizio presso la casa di cura Villa Maria in Padova, pur dimorando presso la casa del clero insieme al fratello don Ampelio. Nel 2009, a causa dell’invalidità, trovò ospitalità all’Opsa.

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Il dott. Vecchiato, direttore relazioni internazionali ha ricevuto l’investitura e la croce di San Marco Il 25 aprile 2013 nella storica sede dei Cavalieri di San Marco, presso il monastero francescano di San Francesco della Vigna nel Sestiere Castello a Venezia, c’è stata l’investitura di 36 nuovi Cavalieri di San Marco. Le persone scelte, per vari motivi, hanno avuto in comune una vita dedicata alla beneficienza, allo sviluppo del sociale, al recupero dei valori e dell’eredità della cultura Veneziana. Fra i neo Cavalieri spicca la figura del Direttore delle Relazioni Internazionali della Regione Veneto dott. Diego Vecchiato la cui investitura è stata motivata per aver realizzato numerosi progetti a salvaguardia e tutela del patrimonio culturale e artistico dell’antica Serenissima. Accompagnato dalla madrina Cav. Alessandra Tudor e in presenza dei Presidenti dell’Ordine di San Giorgio e dei Templari Italiani ha ricevuto dalle mani del Presidente dei Cavalieri di San Marco Giuseppe Vianello il mantello e la Croce di San Marco di continuare la Sua opera di recupero della storia della Serenissima. Il valore della presenza dalmata è stato sottolineato dalla madrina Cav. Alessandra Tudor, Presidente della Comunità degli italiani e corrispondente Consolare per la isola di Lesina e da Antonella Tudor - Tomas segretaria e tesoriera della Comunità degli italiani di Spalato. In un ‘atmosfera solenne è stato aggiunto un altro tassello nel mosaico della storia comune. Il neo Cavaliere Diego Vecchiato ha prestato la sua opera, negli anni 80, presso la nostra Amministrazione Comunale di Santa Maria di Sala, in qualità di apprezzato responsabile dello Sport e della Cultura e chi ha avuto modo di conoscer-

lo, anche come Docente dell’Università di Padova, non può fare altro che rallegrarsi per questo meritato riconoscimento e porgere le più sincere congratulazioni.

La devozione mariana è radicata nel territorio

I capitèi, piccole edicole a carattere religioso, dedicate a qualche santo od alla Madonna, erano parte integrante del territorio rurale veneto. Essi venivano costruiti dalla devozione popolare sui confini, o agli incroci di frequentate vie di comunicazione o come ex voto per grazie ricevute o pericoli scampati. Ogni contrada e colmello aveva, poi, il suo capitello dove i fedeli si raccoglievano devotamente per la recita del rosario nel mese di maggio. Molti capitelli, sopratutto quelli di confine, erano anche meta della celebrazione delle rogazioni (pro-

cessioni effettuate per chiedere la protezione divina dai danni del maltempo). Ebbene, nel 1954 il sig. Bolzonella Mariano (dei Carubini) di Veternigo ha sentito l’esigenza di offrire alla sua contrada una semplice edicola con la statuetta della Madonna. Una semplice colonna sovrastata da una nicchia ospitante la Vergine Maria. Nulla di strabiliante ma il segno concreto della devozione semplice di Mariano e del suo attaccamento alla contrada natia. Nel 2013 il figlio di Mariano, Alessandro, ha voluto pazientemente

restaurare il capitello che era stato gravemente danneggiato da un incidente riportandolo alla sua primitiva semplice bellezza. Questa meritevole opera di conservazione di un segno caratteristico del territorio è anche un deferente omaggio che Alessandro ha voluto dedicare alla memoria del padre e alla devozione popolare. Il capitello così restaurato sarà solennemente benedetto dal parroco Don Paolo martedì 28 maggio e potrà tornare ad essere luogo di devozione per i fedeli di Veternigo.

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VENETKENS: i Veneti antichi in mostra a Padova

di Veronica Groppo

Dal 5 aprile scorso il Palazzo della Ragione di Padova ospita un’importante mostra archeologica che riguarda l’antica civiltà dei Veneti, quella popolazione che abitava il nostro territorio durante il I millennio a.C., prima dell’arrivo dei romani. La mostra raccoglie quasi 2000 reperti provenienti dai diversi musei del Veneto, molti finora mai esposti, e propone un quadro aggiornato e complessivo delle conoscenze su questa civiltà, mai offerto fino ad oggi al grande pubblico. L’esposizione si configura come un viaggio immaginario nello spazio e nel tempo, suddiviso in ben 13 sezioni: il visitatore approda idealmente sulle coste del delta del Po agli inizi del I millennio a.C., si inoltra nelle nebbie di un territorio solcato da numerosi fiumi, si addentra negli insediamenti di pianura dei secoli IX-VI a.C., e, lasciandosi alle spalle le città dei morti, prosegue verso gli abitati collinari, per arrivare ai santuari di montagna, sperduti e quasi inaccessibili ma ricchi di mistero, alle soglie dell’età romana. Il tutto arricchito da pannelli grafici, didascalie esplicative, effetti sonori e visivi, postazioni multimediali. I numerosi reperti raccontano come viveva questo popolo, come costruiva le abitazioni, come e quali oggetti fabbricava, quali erano le attività economiche, come seppelliva i propri morti, in che modo pregava le divinità. I reperti più antichi testimoniano che sin dai secoli XIII-X a.C. la nostra regione si trovava al centro di uno straordinario sistema produttivo e commerciale che prevedeva scambi a lungo raggio tra l’Adriatico, il Mediterraneo e l’Europa, confermati dai rinvenimenti di ceramica micenea, di ambra proveniente dal Baltico, di avorio e uova di struzzo dall’Africa, di lingotti di bronzo dalla Toscana meridionale; la materia prima veniva così lavorata in loco da artigiani variamente specializzati, e poi smerciata.

I centri abitati sorgevano di norma presso un corso d’acqua, che rappresentava una fonte di approvvigionamento, una via di comunicazione e una garanzia di difesa. All’interno erano costituiti da quartieri residenziali con capanne adiacenti e isorientate, divise da viottoli e strade: la ricostruzione in scala reale di un’abitazione preromana permette al visitatore di capire con quali materiali veniva costruita e com’era strutturata internamente. Gli abitati erano autonomi dal punto di vista del sostentamento e della produzione: accanto alle zone residenziali vi erano infatti quelle artigianali, dove si produceva la ceramica, si lavoravano i metalli, il corno e l’osso, mentre spazi aperti destinati all’agricoltura e all’allevamento si trovavano im-

mediatamente all’esterno. Uscendo dalla città, al di là del corso d’acqua, si raggiungono le necropoli. La mostra offre la ricostruzione di numerose sepolture, composte dal vaso-ossuario che conteneva le ossa combuste del defunto, e dal corredo che doveva accompagnarlo nel viaggio verso l’aldilà, attraverso il quale spesso si possono identificare la professione, il rango e il sesso del defunto. Spazi aperti dedicati al culto erano invece i santuari, collocati nell’immediata periferia dei centri abitati, spesso in luoghi strategici di accesso. Ognuno era dedicato ad una o più divinità, e presentava proprie caratteristiche: nel santuario di Reitia a Este si praticava e insegnava la scrittura; quello di Altino aveva carattere emporico

e accoglieva genti di varie etnie che qui venivano a commerciare; spesso le divinità avevano proprietà salutifere, e i fedeli invocavano la guarigione attraverso preghiere, libagioni o con l’offerta di oggetti vari, recanti a volte l’iscrizione con il nome del dedicante e della divinità. Un’intera sezione è riservata ai cavalli, che venivano allevati ed esportati quale razza da corsa, nota per la sua velocità. Erano spesso oggetto di sacrifici nell’ambito di cerimonie pubbliche, che prevedevano la loro uccisione e il loro seppellimento in appositi spazi all’interno delle necropoli. Eccezionale la ricostruzione di una sepoltura in cui l’animale è deposto assieme all’uomo che di lui si era preso cura in vita, esposta assieme ad un’altra deposizione equina e a un gruppo di tombe umane che costituivano un complesso funerario famigliare. Questi pochi cenni concedono solo un’idea generica e parziale rispetto a quello che la mostra offre realmente, approfondendo molti altri aspetti relativi alle genti che popolarono il nostro territorio prima che la cultura romana assimilasse, benché senza traumi, quella locale: genti che rappresentano senza dubbio i nostri antenati più antichi e le nostre radici più profonde. “Venetkens. Viaggio nella terra dei Veneti antichi” Padova, Palazzo della Ragione, fino al 17 novembre 2013. Orario: tutti i giorni 9.00-19.00, chiuso lunedì. Info www.venetiantichi.it

Le immagini sono fornite su concessione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Soprintendenza per i beni archeologici del Veneto, riproduzione vietata.


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Marina Calzavara incanta il pubblico Devo essere sincero: la danza del ventre non mi ha mai attratto perché l’idea principale mi riportava agli harem con donne semi nude, belle e piene di sessualità destinate ad esibirsi ai potenti e ricchi sceicchi. Immagini che ho visto nei film e alle quali non ho dato una benché minima riflessione di qualsiasi genere. All’Albo d’Oro 2013 di Stigliano, quel vulcanico Giorgio Minto ha pensato di frastagliare le premiazioni degli atleti con alcune esibizioni di ginnastica artistica e ritmica e da due esibizioni di danza orientale o del ventre di Aniram Amira (nome d’arte) alias Marina Calzavara. Ho dovuto ricredermi perché questa donna, bella e simpatica, mi ha fatto cambiare idea sulla danza orientale. Il motivo vero e proprio non l’ho capito. So che l’esibizione mi ha emozionato perché ho sentito una musica di accompagnamento molto bella, piacevole e ho visto una donna che offriva il meglio di sé in un’espressione artistica in cui lasciava emergere la femminilità, la grazia, l’intelligenza, la conoscenza e la sicurezza di sé stessa che era il frutto di tanta passione, di tanto studio e dedizione. Sicuramente la danza del ventre che oggi conosciamo non è l’originale: possiamo verificare questa diversità a priori, per mezzo del suo nome, perché in realtà, in arabo, questa danza si chiama Racks Shark, letteralmente, danza dell’est, danza orientale. Passò per essere conosciuta come “dance du ventre” dopo i viaggi realizzati dagli orientalisti europei nei paesi orien-

tali alla fine del secolo XIX. Dire “Danza del ventre” mi sembra riduttivo rispetto alla totalità della sua espressione perché in realtà i suoi movimenti non si limitano solo al ventre, ma è un completo lavoro di tutto il corpo, con movenze isolate di braccia, testa, bacino, petto, gambe e la loro integrazione crea l’armonia nella danza. Per questo mi sono piaciute le due esibizioni di Marina Calzavara. La prima nello stile folcloristico Raks Sharki e sul Tarab che è l’interpretazione musicale, che genera nell’ascoltatore quasi un rapimento estatico, sublime! E il secondo, un Baladì moderno, imperniato sulle movenze non troppo ricercate, ingenue e non troppo accademiche. E allora non potevo non incontrare Marina per farla conoscere a tutti voi lettori di Gente Salese perché è una donna di una grande intelligenza, semplicità e umiltà disarmante. È laureata in lingue e quindi parla bene inglese, francese e spagnol o . A Marina piace viaggiare moltissimo e fin da

questo quello che desidero insegnare ai bambini dell’asilo e delle elementari con il progetto ritmo e danza. Inoltre – prosegue Marina – danza è amore, l’amore per se stessi che è alla base del benessere”. La pratica della danza del ventre ci porta dei benefici: fisicamente, rinforza la muscolatura di tutto il corpo, assottiglia la vita, brucia calorie, dà maggiore equilibrio e consapevolezza corporale; per la mente, rilassa, stimola la femminilità, l’auto stima e la fiducia in sé stesse.

Attualmente Marina è insegnante di corsi di danza del ventre a Mirano, Cittadella e spera di avere lo spazio per iniziare dei corsi a settembre, a Caltana, presso le scuole elementari. Ma la sua attività professionistica, nell’era della globalizzazione, non finisce in Italia. Auguri. Graziano Busatto

bamb i n a ha coltivato la passione per la danza. “Per me la danza è gioia, la gioia di esprimere me stessa attraverso la musica, libera da ogni condizionamento ed è

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I Giovanissimi dell’U.S. San Marco Stigliano vittoriosi in Campionato, sfumano il titolo provinciale

Il 25 aprile, in occasione della manifestazione “Albo d’Oro”, i Giovanissimi Stiglianesi, reduci dalla vittoria del campionato provinciale, hanno sfilato assieme ai campioni salesi, orgogliosi di una vittoria che aspettavano da tempo. Un così bel traguardo era nell’aria visto che per tutto il campionato la squadra ha mantenuto la posizione di testa con notevole distacco dalle altre formazioni, accumulando ben 52 punti, frutto di 17 vittorie e soltanto due sconfitte, conquistando così il diritto di accedere alle fasi finali per misurarsi con le migliori 4 squadre degli altri gironi. Il primo incontro con il Nettuno Lido, terminato in parità con uno 0-0 all’andata ed un 2-2 al ritorno, si è concluso a nostro favore grazie al 7-6 dei calci dal dischetto, consentendoci di entrare nelle fasi finali, affrontando il Lupia Maggiore-Bojon, a sua volta vittoriosa sul Maerne. La sconfitta casalinga del 2-1 all’andata ed un combattutissimo 0-0 al ritorno, non ci hanno consentito di salire sul gradino più alto del podio; non siamo riusciti a spuntare quel gol che ci permettesse di raccogliere quanto seminato durante tutta la gara, ma per il S. Marco Stigliano è stato un ri-

sultato storico mai raggiunto. Una finale di campionato avvincente che ha riempito di entusiasmo la realtà calcistica stiglianese a partire dal mister Emanuele Miccoli che lo aveva rincorso fin dall’inizio della stagione ed in quest’ottica aveva saputo impostare con i ragazzi un equilibrato rapporto di spirito di squadra e tecnica calcistica, spianando così la strada ad un risultato che la nostra società attendeva da tempo. Una bella soddisfazione anche per il giovanissimo presidente Cristian Vanin, per il direttore sportivo Endrius Gallo e per tutto lo staff che ha supportato la squadra: ma un particolare “bravi ragazzi”, per aver scritto una bella pagina di sport ed avere dimostrato che con la volontà e la costanza si raggiungono buoni risultati. Ecco i protagonisti: Thomas Ballarin, Anna Bettin, Giacomo Bettin, Federico Deppieri, Nicola Favaretto, Giovanni Gallo, Riccardo Gambaro, Michael Michielon, Simone Mozzato, Bryan Pagini, Nicolò Pappalardo, Alessio Ravaziol, Daniel Rocco, Samuele Rocco, Daniele Sacca, Manuel Spolaore, Mauro Stefani, Kevin Toniolo, Alessandro Zamengo, Marco Zanon. Endrius Gallo

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Alice Brugnaro Campionessa Regionale Ragazzi Kumite

La giovane salese Brugnaro Alice (Sportkarate Kyuryu) ha conquistato il titolo regionale ragazzi kumite al Campionato Regionale di Malo –VI- dove si sono dati ritrovo oltre 500 atleti distribuiti nelle varie categorie. Alice, oltre a questo ambito titolo di campionessa regionale ragazzi Kumite, conta su un bel palmares che fa onore agli allenatori Doriano Boem e Melissa Masiero

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che possono contare anche di altri importanti risultati che le loro atlete hanno conquistato in questo periodo. Anche il secondo posto a livello regionale di quattro atleti non è cosa da poco: e sono Marcella Testa, Giovanni Coletto, Matteo Gasparini e Denise Patrizi. Dulcis in fundo due sono i bronzi regionali conquistati: Lisa Musaragno e Alessandro Manente.


Il Gs Volley Salese vola in 1ª Divisione Hanno vinto venti partite su ventidue Un’altra annata da incorniciare per le ragazze della Seconda Divisione del Volley Salese che, arrivate da un precedente ottimo campionato nella categoria nell’intera stagione, hanno perso solo 2 partite su 22 giocate (con il minimo scarto in entrambe le occasioni) meritando una nuova sorprendente promozione in Prima Divisione. La giovane squadra dello scorso anno in estate è stata irrobustita con una importante iniezione di forze nuove, a cominciare dal tecnico Agostino Ferro che, reduce da una felice esperienza con il Volley Colombo, ha scelto di provare nuovi stimoli ritenendo la Salese una società in grado di garantire ambiente sano e ampie possibilità di sviluppo tecnico. Con lui sono arrivate Serena L., Giulia G., Daniela F., Sara M., ragazze che indubbiamente hanno aumentato il potenziale di una squadra già competitiva. Il campionato è iniziato subito nel modo in cui era terminato quello precedente: un succedersi di successi che hanno rafforzato nelle ragazze la convinzione che anche al piano di sopra era possibile lottare per raggiungere un risultato eccezionale. Gli sbandamenti ci sono stati, ma le due sconfitte per 3 a 2 con la squadra che ha terminato da seconda classificata, non hanno abbattuto il morale della squadra e anzi hanno contribuito a stimolare in modo positivo le ragazze della Salese accrescendone la consapevolezza che per arrivare ai vertici bisogna sempre dare il massimo perché la concorrenza è di alto livello. Nei giorni scorsi, presso la palestra di Stigliano, la squadra ha festeggiato il bellissimo risultato con i dirigenti, gli appassionati e le ragazze delle giovanili, creando una bella occasione di socializzazione e di condivisione e già durante i festeggiamenti c’era chi ha cominciato a guardare avanti, al campionato di Prima Divisione

che è il massimo gradino di livello Provinciale. A chi interpreta il prossimo campionato di Prima Divisione come il primo passo verso i campionati regionali, sognando già una possibile promozione che sancirebbe il passaggio in serie D, il direttore sportivo Dario Ziliotto ha ribadito che sognare è lecito, ma per una squadra reduce da due campionati di alto livello sarà fondamentale un approccio prudente e assennato alla nuova categoria. Quindi nessun volo pindarico e

laurea

tanta concretezza come d’altronde è d’uso alla Salese con Ziliotto che sta già valutando quante ragazze delle giovanili promuovere in prima squadra per accrescere ulteriormente l’entusiasmo e la territorialità di una squadra che vuole rappresentare al meglio in tutta la provincia il territorio di Santa Maria di Sala. Il G.S. Volley Salese ringrazia le industrie Piovan per l’importante sostegno che hanno dato a questa squadra.

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Lo scorso 16 aprile, presso l’Università degli Studi di Padova, Cristian Vanin si è laureato in Consulente del Lavoro discutendo la tesi: “La legislazione del Granducato di Toscana dalla Leopoldina alla codificazione”. Si congratulano con il neo dottore il papà Gianpietro, la mamma Carmen, la sorella Silvia, la fidanzata Giorgia, la nipotina Giada, il cognato Daniele, l’Us S. Marco Stigliano, i parenti e gli amici.

years

Il 21 maggio Giulia Carraro ha compiuto 6 anni. Tanti auguri con tantissimo amore da mamma Giovanna e papà Fabio.

Il 20 luglio compie 4 anni Giada Dal Corso. Tanti auguri di buon compleanno da mamma Sabrina e papà Diego

Il 28 maggio, Maria Busatto in Marzaro, compie il 92° compleanno. Tanti auguri dai figli Giancarlo, Francesco, Renzo, Pietro, Bruno, Silvano e Natale, dalle nuore, nipoti e pronipoti.

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Pietre e leggende:

L’Acquamarina Se non sapete cosa regalare alla vostra amata per le nozze, oppure a vostra figlia nel giorno del suo diciannovesimo compleanno, allora ho proprio un consiglio per voi: acquamarina! Infatti secondo le credenze popolari questa pietra dal colore del cielo azzurro assicura l’amore e la felicità nel matrimonio, aiuta a distinguere il vero dal falso e l’amico dal nemico. E quindi quale regalo migliore per una ragazza che ha iniziato a muovere i primi passi nell’età adulta? A quanto pare 19 è un numero buono per questa pietra, portafortuna del segno zodiacale dei Pesci, spesso indecisi e poco speranzosi nel futuro. L’acquamarina è la sorella minore dello smeraldo. Si tratta quindi di un berillo, nella varietà azzurra o azzurro-verde, il cui colore è dovuto al ferro presente all’interno del minerale. Interessante aspetto di questa affascinante gemma è il fenomeno del pleocroismo, cioè la capacità di acquistare diversi toni di colore azzurro a seconda dell’angolazione dalla quale viene osservata. Si tratta di una gemma delicata, tanto che gli addetti ai lavori dicono che “si striscia a guardarla”. Ma forse è anche questa la sua bellezza. Che siamo di fronte a una pietra straordinaria lo abbiamo capito, ma la parte più bella, quella che io preferisco (perché ormai lo avete capito che sono un romantico, soprattutto se avete letto il mio romanzo) è la storia che mi ha raccontato Rajeev durante uno dei miei viaggi in Thailandia. Ci eravamo trovati casualmente davanti alla statua del Sanghs-rghie-sman, cioè il Buddha della Medicina. Incuriosito dal colore azzurro della statua, avevo chiesto il motivo di quella particolare colorazione.

“È il Sovrano dell’acquamarina mi aveva risposto, spiegandomi poi che veniva chiamato così perché il suo corpo era puro, e non c’era traccia di malattia in lui, in quanto il Buddha della Medicina era in grado di vincere il dolore e lo sconforto. Poi, guardando verso il fiume, il mio amico Rajeev aveva iniziato a raccontarmi una vecchia storia… La nave era in balia delle onde, e la tempesta non accennava a placarsi. All’improvviso il giovane marinaio venne sbalzato fuori dal veliero, cadendo nelle gelide acque del

mare. Dopo aver lottato a lungo, stremato e tra le lacrime, il ragazzo si lasciò cadere nel fondo marino. Allora una sirena, nonostante avesse giurato di non farsi mai vedere dagli uomini, spinta dalla disperazione del naufrago, nuotò verso di lui e lo trasse in salvo tra le sue braccia. In quel momento si accorse di quanto bello fosse quel giovane e se ne innamorò. Adagiato sulla riva, il ragazzo aprì gli occhi e incrociò lo sguardo della sua salvatrice. E vide occhi tristi, perché lei soffriva per l’inevitabile separazione a cui erano destinati.

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Il marinaio cercò di baciarla. Ma fu inutile, perché la Sirena se ne andò, scappando in un pianto singhiozzante per il suo amore impossibile. Prima di sparire tra le acque del mare, lasciò uno scrigno su di un’onda diretta verso la spiaggia. Il ragazzo, ansioso, aprì il prezioso cofanetto, trovandovi una gemma azzurra e trasparente. Nello stesso istante in cui il giovane la toccò, il mare si placò, e divenne calmo come non lo era stato mai. Da quel giorno l’acquamarina è la pietra che protegge i marinai, in grado di placare ogni tempesta, anche quella dell’anima. Tra tanti questo è uno dei racconti di Rajeev a cui sono più affezionato, perché in fondo ognuno di noi è un marinaio che affronta il suo viaggio personale nel misterioso mare della vita. Ogni volta che vi sentirete agitati, persi nella tormenta o in balia degli eventi, pensate a questa pietra e a questa storia, e forse troverete la serenità. È arrivato il momento di salutarci ma prima, una piccola domanda: lo sapevate che esistono gemme che si formano in mare? No? Bene, allora la prossima volta faremo un viaggio alla scoperta di un mondo magico: il Giappone.

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Proiezioni a cura della dott.ssa Vallj Vecchiato psicologa e psicoterapeuta

Maria, una donna intorno ai 60 anni, finalmente, dopo tanti anni di lavoro, va in pensione. Coi risparmi di una vita e con la liquidazione, si compra una casetta con un piccolo giardino: il sogno di una vita. Qualche tempo prima di andare in pensione, Maria aveva conosciuto un collega, anche lui vicino alla pensione, e insieme avevano deciso che, al termine dell’attività lavorativa, sarebbero andati a vivere insieme nella casa di lei. Quando Maria venne da me, ormai erano 3 anni che vivevano insieme. Entrò nello studio tutta trafelata e ansimante; neanche il tempo di salutarci e subito cominciò a raccontare di quanto si sentisse disperata per la vita che stava vivendo col suo compagno. “Non ne posso più, non riesco a uscire da questa situazione, mi sento soffocare; sono in prigione e non so cosa fare”. Maria, come un fiume in piena raccontò di quanto all’inizio fosse contenta della relazione con Carlo: “Era premuroso, attento, si preoccupava che in casa e a me non mancasse niente, mi aiutava nei lavori in casa e in giardino; non spesso, ma si usciva per andare al cinema, a teatro, qualche piccolo viaggio… adesso è diventato un’ossessione: lui è sempre presente; non posso fare niente da sola, neanche la ricarica telefonica perché fa tutto lui. Mi controlla se telefono alla mia amica, se vado dai miei parenti mi accompagna lui, da mesi non guido più la mia auto perché lui mi deve accompagnare ovunque, mi ha riempito la casa di mobili, neanche in giardino c’è più spazio per piantare un fiore, anche sessualmente ultimamente non va per niente bene”. Le chiedo: “Glielo ha detto che si sente in prigione?” Lei: “Sì, glielo dico sem-

pre ma lui mi dice che lo fa perché mi vuole bene, perché non vuole che mi stanchi, perché vuole stare con me”. Le chiedo: “Ma visto che niente va bene e che lui non vuole modificare il suo comportamento, perché non lo lascia?” Lei si sorprese della mia domanda e con aria molto seria disse: “No, non posso lasciarlo perché ho paura che si faccia del male”. Indagammo su come mai le fosse venuto quel pensiero ma niente dei comportamenti di lui poteva far presagire ciò. Non fu facile per Maria capire che quella “paura” nasceva da lei ed era sua e che quel preoccuparsi della reazione di lui fosse una sua paura che “proiettava” su di lui: una trappola per lei perché le impediva di essere libera di decidere se stare o non stare con lui e come stare. La “proiezione” è un processo psichico che consiste nell’attribuire ad altri sentimenti spiacevoli propri. Ne consegue che la persona spiega gli atti e le intenzioni degli altri attraverso le proprie motivazioni. Così facendo però, proietta sugli altri il proprio pensiero e interpreta in modo distorto le loro azioni e intenzioni. Il meccanismo della proiezione è una difesa del tutto naturale che troviamo fin dalla primissima infanzia. I bambini se ne servono per rinnegare i propri atti o desideri che possono portare a una punizione da parte dei genitori, o comunque a una cattiva immagine di sè. È facile sentire dire da un bambino piccolo: “È il sasso che mi ha fatto cadere”. Oppure: “È il cane o la bambola che vuole la caramella”. Quando si è adulti però, l’uso inconsapevole della “proiezione” può portare, come nel caso di Maria, a costruirsi delle prigioni da cui diventa difficile uscirne.

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Rinnovo C.Q.C.

CQC cos’è? È la Carta di qualificazione del conducente, denominata CQC, ed è un documento abilitativo che si aggiunge alla patente di guida. È necessaria per tutti i conducenti che effettuano professionalmente l’autotrasporto di persone e di cose su veicoli per la cui guida è richiesta la patente delle categorie C, CE, D e DE. Indipendentemente dalla data di presentazione e di rilascio, le scadenze riportate sulla CQC sono: 09.09.2013 per trasporto di persone; 09.09.2013 per trasporto di persone e cose; 09.09.2014 per il trasporto di cose I conducenti titolari della CQC devono rinnovarla ogni cinque anni, dopo aver frequentato obbligatoriamente un corso di formazione periodica, solo teorico che consiste nell’aggiornamento professionale che consente ai titolari della CQC di perfezionare le conoscenze essenziali per lo svolgimento delle proprie funzioni, con particolare riguardo alla sicurezza stradale e alla razionalizzazione del consumo di carburante. Il corso per il rinnovo della CQC può essere effettuato: a partire da diciotto mesi antecedenti la scadenza di validità della CQC: in tal caso si possono continuare a guidare professionalmente veicoli per trasporto di persone e cose; dopo la scadenza della CQC ma entro due anni: in tal caso dopo la scadenza del documento non si possono guidare professionalmente veicoli per trasporto di persone e cose fino all’avvenuto rinnovo; oltre due anni dalla scadenza: in tal caso, occorre anche sostenere l’esame ed è preclusa la guida professionale di veicoli per trasporto

a cura di Mario Garippo

di persone o cose dalla data di scadenza della CQC fino alla data di superamento dell’esame. La CQC viaggiatori può essere rinnovata fino al compimento di 68 anni, sempre che sia stata rinnovata fino a tale età la patente di guida di categoria D. Al termine del corso di formazione periodica è rilasciato agli allievi un attestato di frequenza. La validità della nuova CQC decorre: dal giorno successivo a quello di scadenza della CQC posseduta se il corso è stato frequentato nei 18 mesi precedenti la scadenza; dalla data di rilascio di attestato di fine corso, se il corso è stato frequentato nei 2 anni successivi alla scadenza della CQC. In questo caso è precluso l’esercizio dell’attività di autotrasporto professionale di cose e persone; dalla data di superamento dell’esame, per la CQC scaduta da oltre due anni e rinnovata a seguito di corso di formazione ed esame. Il possesso della patente di categoria “C” italiana può essere soddisfatto anche dalla titolarità della patente di categoria “D” qualora questa sia stata conseguita antecedentemente all’1 ottobre 2004. Per i titolari di CQC per trasporto di persone, che prima del 09.09.2013 dovessero raggiungere i 65 anni di età, la scadenza sarà quella coincidente con il compimento del 65° anno di età.


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L’impegno dell’associazione Lesina per favorire i rapporti con la Croazia

DIREZIONE, REDAZIONE, AMMINISTRAZIONE: Associazione Culturale Gente Salese Via dei Tigli 10 - 30036 S. Maria di Sala Ve Tel. 041 486369 E-mail. redazione@gentesalese.com www.gentesalese.com DIRETTORE RESPONSABILE Graziano Busatto PRESIDENTE Liliana dal Lago ART DIRECTOR Manuel Rigo TIPOGRAFIA Grafiche Quattro Santa Maria di Sala (VE) Registraz. Tribunale di Venezia n° 770 - 17 gen 1984

Prosegue con successo l’attività della neocostituita Associazione che mira a intensificare i rapporti culturali e commerciali con la Croazia. Dall’11 al 15 giugno ci sarà l’occasione per far visita ad alcuni luoghi particolarmente suggestivi della Croazia, come Spalato, la città di Diocleziano che conserva tra le più belle tracce della dominazione romana e veneziana del mediterraneo. Poco lontana si trova anche Medjugorje dove i partecipanti potranno visitare uno dei più famosi e discussi santuari mariani. Sulla via del ritorno ci sarà l’occasione per un paio di giorni di mare e relax assoluto a Moscenicka Draga, nei pressi di Abazia, con acque cristalline, boschi a picco sul mare e una tra le più belle spiagge di ciottoli del Mediterraneo. Ma, come noto, l’Associazione è prima di tutto orientata a facilitare gli investimenti italiani in Croazia; ecco dunque che stanno già partendo al-

cune iniziative in Istria e Dalmazia favorite dall’operato dei soci. Appuntamento fondamentale è poi quello dell’incontro a Zagabria con i rappresentati della camera di commercio croata, che vede la presenza dei rappresentanti dell’associazione costruttori e di confindustria della provincia di Venezia, nel quale vengono esposti i vantaggi, anche fiscali, di un possibile investimento. Nell’incontro a Zagabria è esposta anche una serie di progetti già pronti, a partire, che le autorità croate mettono a disposizione di investitori italiani che intendono cogliere significative opportunità nei settori del turismo, dell’agricoltura, ma anche del manifatturiero. L’Associazione, grazie alla sua rete di contatti, è ormai un punto di riferimento per quanti puntano all’internazionalizzazione, all’investimento e alla ricerca di nuovi mercati che offrono possibilità di nuovi impieghi anche in Italia.

SIAMO PRESENTI NEI MERCATI DI: lunedì: Mirano (Ve) - Mogliano (Tv) martedì: Pianiga (Ve) - Marghera (Ve) mercoledì: Maerne (Ve) - Villorba (Tv) giovedì: Noale (Ve) - Istrana (Tv) venerdì: Martellago (Ve) - Silea (Tv) sabato: Fiesso d’Artico (Ve) - Vedelago (Tv) domenica: Camisano Vicentino (Vi) CON ASSORTIMENTO DI:

GASTRONOMIA - ROSTICCERIA FRIGGITORIA DAL 1964 STIGLIANO DI S. MARIA DI SALA (VE) Via Fracasso 22 Cell. 335 6327747 / Fax 041 2430815 E-mail: anticafattoria@vodafone.it

Crazy Sun di Barbara e Fabiana

Via Don Gallerani, 2 - Caltana (VE) - Tel. 041.5732508

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Onoranze Funebri Via Desman, 139 S. Angelo di S. M. di Sala - tel. 041.487341

Lunedì: 15.30 - 19.30. Da martedì a venerdì: 9.30-12.30 e 15.30-19.30 Sabato: 9.30-13.00 e 15.30-20.00 Dal 7 ottobre tutte le domeniche: 10.00 - 13.00 e 15.30 - 19.30

Gs aprile 2013  
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