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novembre 2009 - anno 1 n° 1

Mensile Freepress dedicato a musica, spettacolo, cinema, televisione, gossip, tecnologia, cultura, eventi, moda e tendenze, in allegato a

MARGE SIMPSON coniglietta di Play Boy

INFLUENZA SUINA tutte le precauzioni

Pennelli di Vermeer la sacra famiglia quando il teatro incontra il rock

PARTE L’ERA DI WINDOWS 7 LA BELLEZZA E L’INFERNO il nuovo di Saviano


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pennelli di vermeer in la sacra famiglia PH Vincenzo Ruocco

IGV MAGAZINE Mensile Freepress in allegato a Direzione: via Messigno, 152 80045 Pompei (NA) Redazione e Amministrazione: via Carlo Alberto, 34 80042 Boscotrecase (NA) Tel. 081 858 1529 - 081 3442598 www.ilgazzettinovesuviano.com IGV@interfree.it Aut. Trib. Torre Annunziata n°22 del 06-10-2004 Direttore Responsabile Gennaro Cirillo Direttore Editoriale Pasquale Cirillo Graphic Design Giacomo Giarraffa www.trillygraph.it info@trillygraph.it Progetto Grafico Trillygraph Srl Stampa Ruggiero - Avellino Per la pubblicità Tel 081 858 1529 - 081 344 2598 339 2346458 - 320 7147223 IGV@interfree.it

sommario

IN COPERTINA

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//PENNELLI DI VERMEER: QUANDO IL TEATRO INCONTRA IL ROCK di Giorgio Opaca

//VASCO PARTE PER L’EUROPA sulle note di Un Gran Bel Film di Peppe Somma

//MARGE CONIGLIETTA DI PLAY BOY di Giacomo Acunzo

//NON RIUSCIAMO A TOGLIERCELO DI TORNO moda: il Nero Mero di Maria Chiara D’Apolito

//CINEMA IN 3D i film con gli occhiali di Francesco Ferrigno e Dario Sautto

//PARTE L’ERA DI WINDOWS 7 di Mariano Chirichella

//NATI DIGITALI di Maria Pia Rossignaud

//RU 486 la pillola del mese dopo di Giovanna Sorrentino

//GLI EVENTI DEL MESE pasticcieri e barman a Napoli di Gennaro Cirillo e Nino Staiano

//TORRE ANNUNZIATA E LA SUA PASTA //PAPPAMI il piatto che si mangia

//CONOSCERE L’INFLUENZA A di Giuseppe D’Ambrosio

//RUBRICHE E TEMPO LIBERO motori, libri, riflessioni, curiosità, giochi, oroscopo \\ SOMMARIO \\ 05


editoriale

Direttore Responsabile Gennaro Cirillo

Anche noi abbiamo il nostro “magazine”, quello che una volta, in italiano, si chiamava rotocalco. Un mensile di approfondimento che guarderà al sociale, al mondo dei giovani, e che proverà a colmare quelle lacune che un giornale come il Gazzettino vesuviano, votato alla politica locale, per forza di cose tende ad evidenziare. Un giornale diverso dunque, ma allo stesso tempo “uguale” nello spirito e nell'impegno. Una rivista tutta a colori che approfondirà tematiche come la moda, la musica, la satira, il costume, gli interessi più svariati, e che proverà ad offrire notizie sempre interessanti, curiose, portando ancora tanta verità nelle vostre case. Non ci siamo mai posti l'interrogativo se fosse giusto realizzare un altro giornale, una rivista, un magazine, ma il punto è che migliorarci e migliorare il servizio che vi offriamo ci dà gusto. E allora con l'immutata passione che ci ha contraddistinti in quarant'anni al servizio dell'informazione, ci siamo lanciati in questa nuova avventura. Un'idea che accarezzavamo da tempo, una bozza grafica lasciata in letargo da almeno un paio di anni è così esplosa. Siamo abituati da sempre a realizzare, settimana dopo settimana tante colonne di parole, tantissimo nero su bianco, tantissimo piombo, come si diceva quando il Gazzettino vesuviano, fondato da Pasquale Cirillo, mio padre, vedeva le prime pubblicazioni, ma con l'IGV magazine abbiamo scoperto un modo nuovo, ricco di colori, di foto a tutta pagina e titoli sfiziosi. Tutto questo, però, non è accaduto oggi semplicemente per caso. Da qualche anno il nostro giornale ha visto crescere in maniera esponenziale la diffusione e il gradimento nei paesi di cui ci interessiamo; nuova linfa è venuta dai più ampi locali nei quali la redazione si è trasferita e soprattutto da un gruppo di giovani giornalisti che è andato via via arricchendosi di nuovi aspiranti tutori della notizia, neo “giornalai” come simpaticamente amiamo definirci per distinguerci dagli altri. Un gruppo di giovani in gamba. Giornalisti, grafici, impaginatori, fotografi e chi più ne ha più ne metta; tutti pronti a scambiarsi i

ruoli e tirare tardi per chiudere un articolo, una pagina, un'edizione, giovedì dopo giovedì, gioiendo dei successi e raccogliendo tutti insieme la croce quando ci è capitato di non essere proprio puntuali nel riportarvi la vita vesuviana. Una redazione che si è ampliata con un commerciale che incessantemente gira per assicurarci quegli sponsor, unico sostegno alla nostra missione, che non esito a ringraziare. Una redazione che oggi conta decine di amici vecchi e nuovi. Una redazione che spesso si è estesa sino agli esercizi commerciali di giovani imprenditori che, senza pensarci troppo, sono da sempre al nostro fianco come partner tecnici, ma soprattutto come amici del Gazzettino e nostri personali. Ed oggi, quindi, abbiamo anche noi il nostro allegato mensile, ed è così che ci siamo arrivati con la caparbietà e lo spirito di sacrificio, ma anche e soprattutto con le capacità e la professionalità di quanti hanno creduto in un progetto importante ed ora sono pronti a sostenerne questa bellissima costola che mi onoro di veder prender vita anche dalla mia tastiera. Grazie per averci letto in tutti questi anni, grazie per avermi dato la vostra attenzione e grazie per tutte le volte che deciderete di lasciarvi far compagnia dal nostro IGV magazine. Pompei, 17 novembre 2009, ore 04,45

\\ EDITORIALE \\ 07


Pennelli di Vermeer:

quando il teatro incontra il rock di Giorgio Opaca

Dal rock pittorico di “Tramedannata” e “La primavera dei sordi” al teatro-canzone de “La Sacra Famiglia” passando per le audizioni di Piedigrotta

(…) L'anno era il 2003 e sembrava incombere l'incertezza assoluta dopata da: instabilità politica (post-undici settembre), precariato lavorativo e carenza di valori comuni. Di sicuro, la cosa peggiore da fare in quel periodo era mettere su un gruppo musicale ma pensammo:“Se le cose stanno così è meglio fare la fame suonando che la fame soltanto”. Nacquero i Pennelli di Vermeer e da allora sono successe un sacco di cose (….) Con queste parole, Pasquale Sorrentino (autore e voce della band), taglia corto sulla nascita di un progetto musicale che in questi ultimi anni sta riscuotendo consensi positivi e, a dispetto di un nome che rimanda ad usi e costumi di una cultura lontana secoli e chilometri da qui, i Pennelli di Vermeer sono figli di questa terra e come tali non potevano non essere concentrati e arrabbiati. Due cd all'attivo prodotti dalla storica etichetta napoletana La Canzonetta (James Senese, Peppe Barra, 24Grana), uno uscito nel 2007 dal titolo Tramedannata e l'altro, La primavera dei sordi, pubblicato nel 2008; unico gruppo ad aprire il concerto evento di Pino Daniele a Piazza Plebiscito nel Luglio del 2008, la Premiata Forneria Marconi al Palinuro Coast Festival e Franco Battiato al Meeting del Mare di Marina di Camerota nel 2006. Vincitori di numerosi premi critica e festival di livello nazionale; ultimo, il premio SIAE “Sergio Endrigo” al Biella Festival preceduto dal premio speciale alla Festa di Piedigrotta consegnatogli direttamente dal musicista Enzo Avitabile con testuali parole: “Premiamo un progetto innovativo nel panorama musicale emergente che mira alla sperimentazione”. Mai parole furono più appropriate e difatti la loro musica è una vivace tavolozza di generi che si fondono e confondono tra flussi di parole ora visionarie, ora grottesche, PH Vincenzo Ruocco \\ MUSICA \\ 09


ora ironiche, ora impegnate. Prima della letteratura e della poesia c'è nei Pennelli di Vermeer la pittura, il cinema e soprattutto quella voglia di raccontare storie che affonda le sue radici nella canzone d'autore italiana. “Ultimamente – racconta l'autore – prediligo le storie con un messaggio diretto; che sia condivisibile o no non importa, ciò che conta è che ho detto come la penso su un argomento. Sia ben chiaro, una canzone è solo un punto di vista tra milioni e niente di più”. Certo è che canzoni come “Manifesto cm 70x100”,“Sulla mia scrivania”,“Autogestione”, “Incuboinuncubo” e tutto il repertorio del progetto “La Sacra Famiglia” non lasciano dubbi. La riflessione in chi ascolta è inevitabile quanto il sorriso generato da

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testi che con semplicità ed ironia disarmante rendono “appetibili”, di facile consumo, argomenti su cui ci sarebbe poco da ridere. Questo forse è il loro pregio più grande. “Mischiamo rock, teatro-canzone e musica cantautoriale con risultati imprevedibili – spiega il tastierista Raffaele Polimeno – e anche se hanno definito la nostra musica “rock pittorico” sappiamo bene che è solo un'etichetta dataci dagli addetti ai lavori e dettata da quella smania di classificare, contestualizzare e fare paragoni”. Dunque dire Pennelli di Vermeer significa dire prima di tutto “contaminazione” di linguaggi espressivi, di umori e soprattutto di persone: oltre i sopracitati Pasquale Sorrentino e Raffaele Polimeno ci sono Marco Sorrentino (batteria e voce), Giovanni

Vicinanza (chitarre), Fulvio Di Nocera (basso). “L'anno prossimo – dichiara il batterista Marco Sorrentino - dovrebbe uscire un nuovo cd che mirerà a consolidare il progetto nel panorama musicale indie italiano. Purtroppo i principali canali mediatici (tv, radio e major discografiche) prediligono ancora la canzone scontata e il bel canto all'italiana dove tutto è costruito secondo uno stereotipo finalizzato a fare soldi. Per questo motivo, consideriamo la nostra etichetta un'oasi felice perche ci lascia libertà artistica: ebbene queste persone che ci sostengono sono napoletane, vivono e lavorano a Napoli…. una città di cui si vogliono mostrare troppo spesso solo le ombre”. Altra novità è lo show “La Sacra Famiglia” che vede aggiungersi due collaboratrici


abituali: le stabiesi Stefania Aprea e Valentina Bruno. Si tratta di uno spettacolo caratterizzato da quattro voci e pianoforte, in cui i Pennelli di Vermeer “abdicano” a favore del teatro-canzone: un padre, una madre, un figlio e una figlia che affrontano in musica gli aspetti più crudi della vita di tutti i giorni, indagando su quanto di più oscuro accade tra le mura domestiche. Un progetto che li ha portati in breve a condividere il palco con Ascanio Celestini e vincere il premio speciale alla finale della Festa di Piedigrotta con la canzone “Capa e' Lupo”. Quest'ultima, suona come un mix tra musica popolare e opera buffa il cui tema è quello della diversità. Gli autori, Pasquale Sorrentino e Giorgio Volpe, hanno voluto raccontare le disavventure di un

personaggio additato dalla famiglia e dalla società come “Capa 'e lupo” perché diverso da uno stereotipo di persona normale. Messo con le spalle al muro e discriminato, il protagonista diventa un violento e uno spietato: a volte – sottolineano i due autori – la violenza può avere una dignità. Proprio quest'estate lo show ha girovagato per l'Italia con la partecipazione ai festival Immensa di Sant'Arcangelo di Romagna, Volterra Teatro On/Off e il Ferrara Buskers Festival. Per Marzo del 2010 è prevista l'uscita del DVD dello spettacolo che sarà distribuito nei migliori negozi. Intanto, chiunque volesse acquistare i cd, acquisire informazioni sulle attività del gruppo e sul calendario dei concerti può collegarsi ai seguenti siti web: www.myspace.com/ipenn ellidivermeer www.myspace.com/lasacr afamiglia www.lacanzonetta.it

nella foto: Pasquale Sorrentino

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di Peppe Somma

“Io lo so che le cose poi non sono mai come te le aspettavi te…”

E sulle note di Un Gran Bel Film parte il Vasco Europe Indoor. Da Mantova a Pesaro passando per Ancona e Caserta senza dimenticare Milano e Torino. Un tour infinito che porterà il rocker di Zocca anche nelle maggiori capitali europee per finire, nel 2010, con le date di Firenze. Quest’anno Vasco ha voluto regalare ai suoi fans qualcosa di diverso. Noi che eravamo abituati a vederlo riempire gli stadi adesso dovremo seguirlo al chiuso nei palazzetti. È stata una scelta dettata dalla voglia di avere un rapporto più intimo con il suo pubblico, per sentirlo più vicino. Vasco in indoor è quindi un sicuro successo perché al “chiuso” non si vede praticamente dal 1990 quando con “Fronte del Palco” sbaragliò la concorrenza di tutti gli stranieri arrivati in 12 // MUSICA //

Italia. Il suo ultimo tour indoor risale al 1996 l’anno di “Nessun Pericolo per Te”,“Sally” e “Gli Angeli”. La scaletta ripercorrerà le tappe più importanti dei suoi 30 anni di carriera con canzoni come “La Nostra Relazione”,“Ieri ho Sgozzato mio Figlio” e “Sono Ancora in Coma” che hanno segnato l’inizio dell’era Vasco. Un tour quasi per intenditori dove sono state inserite canzoni che da molti anni non cantava live come “Vivere Senza Te” e “Quanti Anni Hai” senza dimenticare chicche eterne come “Gli Angeli” e “Ogni Volta”. Quasi tre ore di rock, insomma, da seguire con le mani in alto e il cuore in gola. E proprio a Caserta Vasco ha voluto regalare ben sei date fra la fine di Ottobre e l’inizio di

Novembre. Prima di iniziare ogni concerto tenutosi al Palamaggiò, Vasco si è soffermato su quelle che lui definisce “calunnie” relative sul suo odio verso il Sud. “Sono anni che gira una voce sul mio conto. Dice che io avrei offeso il Sud. Allora io non solo non l’ho detta ma non l’ho neanche pensata. Io amo il Sud. Vi voglio bene, vi voglio bene, vi voglio bene”. Così il Blasco prima dell’inizio di ogni concerto. Poi, il delirio. Poi rock, rock e rock con “Domenica Lunatica” fino a “Colpa del Whisky” passando per “Anima Fragile”. Ad un certo punto Vasco ha imbracato la chitarra e si è posizionato sulla passerella principale del palco:“Adesso vi spiego come nascono le mie canzoni”.


Qualche accordo ed è partita Sally una delle canzoni più belle e più amate dalla Cambriccola del Blasco. Da quel momento un inedito concerto acustico, quasi una rarità perché non si era mai visto Vasco cantare ad un concerto “chitarra e voce”. E per finire “Vita Spericolata” accompagnata da “Albachiara”. Stop. Il pubblico che applaude e lui che scappa via seminudo per aver donato la maglietta ai fans sulle note finali della sua più famosa canzone. Un altro concerto è finito ma ne è pronto subito un altro. Adesso la stanchezza della giornata si fa sentire, le gambe ritornano pesanti dopo che l’adrenalina le aveva fatte saltare per quasi tre ore. Si esce e si torna a casa sudati ma felici perché il cuore è gonfio di emozioni, emozioni che solo Vasco sa regalare. Si esce tranquilli dal palazzetto, uno stato d’animo che è l’esatto opposto della frenesia dell’entrata. Si entra di corsa. Di corsa per trovare il posto migliore con la sicurezza che ti tiene e la polizia che ti controlla. Una buona organizzazione quella di Caserta. Pochissimo caos e subito dentro. Dentro per Vasco. Intanto da qualche giorno

una bella notizia per i fans del Komandante fatta trapelare dal suo sito ufficiale. Il 27 Novembre uscirà una nuova collezione cd+dvd con inediti e rarità. Oltre al nuovo singolo “Ad Ogni Costo” (di cui è uscito anche il nuovo video con la ballerina Eleonora Abbagnato come protagonista) il cd dovrebbe contenere altri inediti tra cui “Ho Fatto un Sogno” di cui Vasco ha dato una piccola anticipazione al Tg di Vincenzo Mollica. Oltre agli inediti il cd dovrebbe contenere altri pezzi mai incisi come la cover “Il Tempo di Morire” (tour 1996),“Amico Fragile” (Genoa 2001),“Ragazzo di strada” (Roma 2009) e “SuperMarket” di Battisti. Il dvd dovrebbe riguardare il tour del 1996 per commemorare le ultime uscite di Vasco insieme a Massimo Riva prima che questi muoia. Insomma una rarità imperdibile per tutti gli appassionati. Da non perdere

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Marge Simpson coniglietta di Playboy di Giacomo Acunzo


“Gli uomini preferiscono le bionde, ma sposano le blu”. Playboy Italia si conferma rivista provocatrice e intelligente. Antefatto: il mensile di Hugh Hefner, nella sua edizione americana ha deciso di dedicare la copertina a Marge Simpson, mamma e moglie delle più conosciute nel globo. Il magazine in edicola dall’inizio del 2009 nello stivale non è da meno.“La mia sfida sarà quella di realizzare una rivista allo stesso tempo elegante e dissacrante, dai contenuti editoriali capaci di interessare e contemporaneamente di divertire”.

Ha le idee chiare Enrico Barbieri, direttore dell’edizione italiana, che sposando l’iniziativa dei colleghi americani festeggia con entusiasmo i 20 anni della famiglia più sconquassata d’America. E continua: "Per festeggiare abbiamo deciso di creare scandalo anche a Springfield. Cerchiamo naturalezza e sensualità, cerchiamo la ragazza della porta accanto, una donna che non abbia solo un bel fisico, ma

anche qualcosa da raccontare". …e la nostra Marge, perfettamente in linea con le esigenze editoriali del direttore, ha veramente tanto da raccontare. Nell’ultimo ventennio la signora Simpson ne ha combinate di tutti i colori. E’ finita in carcere, ha salvato la vita a figli e marito, ha danzato come etoile nei teatri della cittadina in cui vive, si è fatta imprenditrice per salvare le finanze familiari, ha sostenuto battaglie ecologiche e capeggiato rivolte femministe e oggi ha stabilito un nuovo record: è la prima diva disegnata a matita che finisce sulla copertina della rivista più chiacchierata di sempre. Dopo Marilyn Monroe, Pamela Anderson e molte altre super dive, svela le sue grazie (per mano del geniale Matt Groening) in una ambientazione fatta di ciambelle, lenzuola di lino e abiti succinti. E’ l’ennesima sfida per un cartone animato che sin dal primo episodio si è preso gioco, con intelligente ironia, dei vizi e delle debolezze della caotica società moderna. Una sagace operazione commerciale, in un momento nel quale il mercato della carta stampata attraversa una crisi profonda. Il numero in questione infatti, tra i più venduti di sempre, sta andando a ruba tra collezionisti e fan di ogni età. All’interno del servizio intitolato “Il diavolo in Marge Simpson”, la signora Bouvier ( questo è il suo cognome da celibe ) racconta di un Homer incuriosito “perché fino ad ora non conosceva questa rivista”, della figlia Lisa “ che le ha dato il permesso di posare nuda” e di Bart che “non vedrà mai queste foto” nella quali sorride accattivante da una poltrona a forma di coniglietto che copre le sue grazie. Qui di seguito alcune delle domande che gli intervistatori statunitensi hanno maliziosamente posto alla playmate del mese di novembre, scatenando la curiosità dei lettori, qualche malumore di suo marito Homer e sicuramente la gioia di Apu, gestore del Jetmarket, di Boe, il barista di fiducia e dell’intera comunità maschile di Springfield. Playboy: Prima Marilin Monroe, poi Madonna e ora Marge Simpson. Come è finita una brava ragazza di Springfield sulla copertina di Playboy? Marge: Una ragazza carina come me non avrebbe mai mostrato il suo corpo, se non fosse per raccogliere soldi per beneficenza. E’ per questo che sto donando il ricavato di questo servizio per il salvataggio e conservazione dei gazebo storici. I Gazebo stanno scomparendo gente, e non torneranno indietro! Playboy: Quali sono state le reazioni degli amici e dei familiari? Cosa hanno detto Homer, Lisa e Bart? Marge: Homer ha detto di

essere curioso perchè non aveva mai sentito parlare della vostra rivista. Non è stato dolce a mentire? Quando Lisa ha sentito del servizio ha detto di approvare nel vedere una donna nel pieno controllo del proprio corpo. Bart non saprà mai di tutto ciò. Playboy: I vostri telespettatori sanno che tu e Homer avete sempre avuto un fantastico matrimonio e un’ottima vita sessuale. Qual’è il successo della vostra relazione? Marge: Homer e io abbiamo una regola che ha sempre funzionato incredibilmente bene: mai andare a letto arrabbiati. Playboy: Quali consigli dai a tua figlia riguardo gli uomini? Marge: Dico sempre a Lisa che dovrà sposare un uomo che la ami veramente. Non importa se si dimentica il compleanno e l’anniversario, se perde i capelli o è in sovrappeso o passa la notte in un bar…quello che importa è che nient’altro significhi qualcosa per lui, all’infuori di lei. Playboy: Quali consigli dai a Bart sul sesso? Marge: Gli ripeto sempre che non incontrerà mai una ragazza in prigione se va avanti di questo passo. Playboy: Come casalinga, quali sono i tuoi compiti? Marge: Cerco le vostre riviste e le butto via. Playboy: Nella camera da letto? Marge: Si, di solito sono nella camera da letto. Playboy: In linea generale, le copertine delle riviste sono proprie delle celebrità. Hai mai desiderato essere famosa? Ti piace queso genere di attenzioni? Marge: Sono solo felice di essere una MILK – Mom I’d Like to Know


Non riusciamo a togliercelo di torno NERO MERO. Ovvero puro, genuino, schietto, ma soprattutto un NERO ROCK, quello proposto dagli stilisti per questa stagione. di Maria Chiara D’Apolito

Non riusciamo a togliercelo di torno. Non vogliamo togliercelo di torno. Un amore eterno che non vede cedimenti, forse solo dei piccoli ripensamenti per poi ritornare alla "tanto cara (retta - eh si ammettiamolo!) vecchia via". NERO MERO. Ovvero puro, genuino, schietto, ma soprattutto un NERO ROCK, quello proposto dagli stilisti per questa stagione. Attitudine ribelle.Tra richiami punk e dettagli al maschile, il look assume tinte extra strong. Una bad girl che non rinuncia al glam e al farsi notare. Non a caso le parole chiavi di stagione risultano: CARATTERE, DECISIONE, APPEAL. La versione dark aggiornata? Si ispira alle donne di Hitchock o alle modelle sexy di Netwon. Nel guardaroba aggiornato, quindi, tanto nero e pezzi forti dai richiami punk. Ecco il chiodo di pelle, i pants skinny ultra lucidi, i minidress borchiati, le catene. Attenzione però, il NEO PUNK è più chic e raffinato. Basta dare un'occhiata alle sfilate: i leggings si indossano con camicie di pizzo (Alessandro dell'Acqua) mentre il blouson da biker è impreziosito da cristalli shine (Blumarine) o da inserti in pelliccia (touch of wild per Dsquared). Ma il nero versione 2010 ostenta pure una forte cotè maschile. Come ha proposto Gucci: silhoutte androgina e atteggiamento spavaldo per una donna che sa quel che vuole. Una dark lady fasciata in cuissard di pelle, aderenti come second skin, tubini in pelle, che osa lampi blu elettrico e superfici "glossate" che richiamano i colori dello scarabeo. Musa ispiratrice Tina Chow, icona della bella vita newyorchese degli anni '80, amica di Andy Wharol che si faceva notare per il suo vestire anticonformista. Carisma, sensualità, e una buona dose di aggressività per la donna Cavalli. "Amo la donna in ogni sua versione: delicata, sexy, aggressiva; oggi il romanticismo non mi pare la scelta giusta, bisogna aggredire per vincere; ho dichiarato guerra alla crisi". Suona preciso, chiaro e forte, lo statement dello stylist per la stagione. Non a caso, non la (solita) sfilata barocca e opulenta, ma un guardaroba dosato, modulato adatto appunto ad una donna strong, rock, decisa infilata in microtutine asciutte e scattanti, genere cotta medievale affacciata al futuro.


Superfici crivellate di occhiellini nichelati d'oro e d'argento, borchie cromate "insinuanti" lungo abiti che non rinunciano al tocco sexy e allusivo del jersey. Una donna pronta alla guerra. Biker metropolitane, ragazze toste e agguerrite vestite di pelle, di gonne a ruota tagliate sopra al ginocchio e pull luminosi, pronte a fendere la metropoli come saette sempre più avanti rispetto alla loro epoca. Action generation quella di E. Capasa che sfida le avversità avvolta in blouson destrutturati da motard, sfilacciati ad arte; bad girl dall'incidere sicuro e spavaldo dall'alto dei tacchi rock dei tronchetti in tecnicolor, unico vezzo di questa noir profusion. Rock'n sparkling la Dark Lady proposta invece da Balmain, portavoce di quel popolo della notte che salta da un party all'altro, forse dimenticandosi anche del giorno, pioniera della notte in abiti corti(ssimi) ricoperti di strass e dalle spalle anni '80. For dancing night!!! L'attitudine ribelle che ha invaso il fashion sistem si fa "notare" (decisamente) anche nel make up. Non a caso le collezioni make up di stagione sono dei veri e propri tributi al noir (Chanel con la linea effimera Noir Obscur, ma anche Collistar, Pupa). Le ragazze innocenti ora lasciano il posto alle nuove eroine dark. Così lo sguardo si fa ambiguo. Via libera al nero allora. Smoky eyes? Si ma rivisti e corretti: infatti il metodo di applicazione di polveri & co non ha niente a che vedere con la casualità della scorsa stagione. Più ricercato e strutturato, per una cura del dettaglio e della precisione assoluta.

E non solo per quanto riguarda gli occhi. Il viso è scolpito grazie a sapienti colpi di blush, mentre la bocca viene ridisegnata (niente gloss e più rouge, quindi) con tutte le tonalità del rosso. Dimenticate l'applicazione con le dita! Il blak eyes urge di brush professionali. Un mood di carattere, questo descritto, replicabile da mattina a sera. Come? Bastano un paio di leggings in pelle nera! Di giorno abbinati a blouson in pelle, Converse e tshirt over size; di sera a pellicciotto (eco!), tronchetti, camicia in pizzo. Complici una serie infinita di gioielli d'argento o oro con teschi, stemmini, borchiette, catene e tocchi pailettati. Perchè come ama ricordare Kaiser Karl(Lagerfield) "Lucifero è un angelo caduto dal cielo". E noi lo sappiamo bene...

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Cinema in 3D I film con gli occhiali conquistano l'Italia

Un mercato cinematografico da anni in crisi, nella stagione 2009\2010 prova a rinnovarsi con un esperimento tecnologico – già tentato con scarso successo negli anni ’50 e nei decenni subito successivi – che si crede possa dare nuova linfa al mondo del grande schermo: il 3D. Macchina da presa con doppio obiettivo o doppia esposizione (o due macchine a poca distanza l’una dall’altra) e se si utilizza ancora la pellicola, due rulli che corrono parallelamente e riprendono due visioni leggermente sfalsate della stessa immagine. L’obiettivo è quello di riprodurre l’effetto dato dalla distanza tra i due occhi umani. Le sale predisposte per il 3d saranno attrezzate con uno o due proiettori digitali D-cinema che


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cineprese HD 3-D. Burton invece, col suo attesissimo Alice in wonderland, girato con la tecnica del performancecapture e riprese live-action, porta al cinema la sua versione allucinata e 3d del celebre romanzo di Lewis Carroll con l’amico di sempre: Johnny Depp. Resta da chiedersi se in quest’epoca di forte spinta verso prodotti tecnologici e costosi, resterà spazio per il “vecchio”cinema d’autore. Dopo la promessa di Cameron e Peter Jackson di mettersi al lavoro per trasporre in tridimensionale Titanic e l’intera saga del Signore degli Anelli, sorge il dubbio che le nuove frontiere aperte dal cinema stereoscopico possano dar vita ad una lunga serie di “remake”, che con il pretesto di rendere tridimensionale qualche vecchia pellicola, potrebbero far dimenticare allo spettatore la mancanza, negli ultimi tempi, di idee cinematograficamente geniali e generare una sorta di piatta rincorsa all’effetto speciale…in questo caso ovviamente 3d

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spareranno segnali digitali visivi in sincrono, dando allo spettatore il senso della profondità. Su uno schermo ad hoc scorreranno 144 frames al secondo ( contro i 24 del cinema tradizionale) e gli spettatori saranno dotati di speciali lenti polarizzate nere, molto diverse da quelle di plastica rosse e blu tanto in voga negli anni ’80. Ecco dunque svelati i segreti della nuova tecnologia. Guardando gli incassi di film come Coraline, San Valentino di Sangue in 3D, Viaggio al centro della terra 3D, L’era glaciale 3 o L’alba dei dinosauri, il tentativo sembra aver già dato i primi frutti. Anche i festival internazionali di settore come Cannes e Venezia, che negli anni precedenti hanno guardato con poco interesse al fenomeno, hanno scelto, per tutti gli eventi speciali fuori concorso, il 3d. In Francia infatti hanno affidato l’apertura ad UP, il nuovo gioiello della Pixar, mentre in laguna si sono “aperti” al nuovo che avanza con le proiezioni speciali in 3d di due capolavori della casa di John Lasseter, Toy story 1 e 2 e anche di un horror d’autore come The Hole in 3d di Joe Dante. L’interesse per il grande schermo negli ultimi anni sembrava esser venuto meno per la larga diffusione di homevideo e pirateria, ma se l’operazione tridimensionale dovesse concretamente andare in porto, il cinema, come una volta, tornerà ad essere luogo di intrattenimento dove assistere ad uno spettacolo esclusivo in quanto non riproducibile in casa propria. Lo stesso interesse dei principali festival ha allontanato lo snobismo di alcuni e messo al riparo il tridimensionale da preconcetti che lo vedevano esclusivamente come fenomeno commerciale, legato ad un certo tipo di cinema mirato ad attirare l’attenzione di un fruitore non abituale. Ad avvalorare questa tesi l’interesse di due amatissimi dal pubblico: James Cameron e Tim Burton. Il primo con il suo Avatar, costato la bellezza di 200 milioni di dollari, si pone come obiettivo il fotorealismo assoluto, raggiunto, a suo dire, grazie all’utilizzo di

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di Mariano Chirichella

WIndwos 7 è il "Nuovo" sistema operativo di casa Microsoft. Come tutto ciò che è nuovo porta innovazione, tuttavia ha sia lati positivi che negativi. Iniziamo con la descrizione del sistema. In primis, 7 sarà disponibile in versione Starter, Home, Professional, Enterprise e Ultimate: tutte queste versioni ovviamente a 32 e 64 bit. Le differenze tra questi sistemi è soltanto il numero di tecnologie. Mi spiego meglio: la versione Home è la versione Starter più aero, la versione Ultimate è la versione Enterprise più la tecnologia bitlocker (sistemi di crittografia). Passiamo all'installazione. Ho scelto la versione Enterprise perché è la versione più completa per l'utente medio che usa il pc in casa e pure per le piccole aziende, che non hanno bisogni di eccessiva protezione dati. L'installazione su un Phenom x4 4 gb di Ram e scheda video 9800gt dura poco più di 15 minuti (contro i quasi 30 di Vista), segnale del fatto che l'installazione e la decompressione dei file è stata ottimizzata. L'interfaccia per l'installazione è molto simile (a mio giudizio quasi identica) alla versione Vista. Dopo l'installazione il primo

20 // NUOVE TECNOLOGIE //

avvio è abbastanza veloce e con sommo piacere noto che la quasi totalità delle periferiche è stata riconosciuta, mentre ciò che non è stato riconosciuto, ovviamente, è la scheda video e il gestore del cool'n'quiet del processore. Dopo aver installato tutti i driver partiamo con i primi test. Attivo l'interfaccia aero e noto le trasparenze simili al Vista, una barra degli strumenti un po’ più grande. La funzione che mi è risultata molto utile (e che è stata aggiunta) è la possibilità di chiudere le finestre direttamente nelle anteprime che si attivano passando il mouse sull'icona nella barra delle applicazioni. Un'altra applicazione molto utile, almeno per chi, come me, utilizza molte finestre sul desktop è che, se si trascina la finestra sul bordo superiore, la finestra viene automaticamente agganciata e portata a tutto schermo, se poi si "stacca" dalla barra si ridimensiona. Una aggiunta è anche la "peek": una funzione a mio giudizio abbastanza inutile, con la cui attivazione le finestre sul desktop diventano trasparenti. Ma passiamo ai vari test. L'avvio è molto più veloce del Vista, anche se un po’ più lento di XP, il senso che da è buono, nel senso che sembra molto più reattivo di Vista. Installo qualche applicazione ed ecco finalmente il tasto dolente, il controllo UAC, sinceRamente rispetto al Vista è molto meno invasivo, ma comunque la serie di avvertimenti che dà, è comunque fastidiosa.. Disabilito il controllo UAC ed ecco che il tutto diventa molto più funzionale. Dopo aver installato diverse applicazioni, noto che (a differenza del passaggio da XP a Vista) non c'è stato nessun problema di compatibilità, tutti i progRammi installati non hanno dato nessun problema (Office, Adobe Acrobat, persino Photoshop CS4). Ora valutiamo le prestazioni, vedendo i tempi di caricamento di questo sistema noto che sono un po' più rapidi, cosa che ved con piacere è che il Photoshop è molto più snello. Ovviamente c'è una spiegazione a tutto ciò. Con il 7 le risorse legate alla scheda video sono estremamente ottimizzate, infatti il Photoshop CS4 ha un'ottima accelerazione video che alleggerisce il processore, dalla visualizzazione alla modifica dell'immagine. Testiamo qualche gioco, il fRamerate di

Crysis (gioco noto per la sua estrema complessità e pesantezza) rispetto al Vista, risulta più costante, anche se il fRamerate non è più alto. Ciò significa che il sistema gestisce meglio le risorse hardware, con precisione fisica all'interno del gioco e sfruttamento della Ram, facendo sì che il sistema non abbia quei rallentamenti classici dei sistemi non multithread. Passiamo agli aggiornamenti: il sistema di aggiornamento è molto simile a quello di Vista, con l'unica differenza che il sistema divide in 2 parti gli aggiornamenti, quelli importati e quelli consigliati, per quanto mi riguarda questa differenza non porta molti vantaggi, ma forse per un utente un po’ più distratto è molto chiaro. Analizzando il file di configurazione del computer noto che il 7 ha di base il supporto per dispostivi di puntamento e MULTI TOUCH, che è una tecnologia che spero prenderà piede nel prossimo futuro, perché usare tastiera e mouse se possiamo utilizzare non una, ma tutte e 10 le dita? Per farvi capire di che sto parlando vi rimando a questo link http://www.youtube.com/w atch?v=ZlWCgWCoeOg, abbastanza esplicativo: tutti vorrebbero avere una cosa del genere a casa. Ora facciamo un ultimo test, il problema fondamentale che ha sempre avuto Windows rispetto agli altri sistemi operativi è la gestione della memoria Ram, e della memoria virtuale. Allora proverò a saturare il sistema, aprendo Photoshop e aprendo un quantitativo di file Raw che satureranno la Ram. Dopo circa 30 foto, noto che la Ram è circa al 80% e i rallentamenti cominciano ad essere vistosi, ma comunque ben al di sotto


di Vista nelle stesse condizioni. Provo a lavorarci e noto che il file di swap (alias file di scambio) non lavora in modo assiduo come con Vista. Cosa è cambiato? Finalmente Windows sta cominciando a sfruttare meglio le risorse hardware, e quindi anche l'impaginazione nel file di scambio. Conclusione: su un sistema mediamente performante Windows 7 è caldamente consigliato. Provo a fare un altro esperimento, quasi malefico, provo ad installare Windows 7 su un netbook. Partiamo con il dire che un netbook ha

prestazioni ridicole rispetto ad un pc come quello analizzato, quindi l'analisi sarà ancora più ardua. I dati di questo netbook sono: Intel Atom 280, 1 gb di Ram, scheda video Intel 945. Parto con l’ installazione senza problemi; dopo quasi 50 minuti il tutto è installato e funzionante. Noto con piacere che il sistema ha riconosciuto addirittura la scheda video attivandomi AERO. Provo a farlo funzionare, ovviamente è estremamente più lento rispetto alla macchina di prima, ma comunque utilizzabile. Qui a differenza del primo sistema segnalo un utilizzo molto superiore del file di scambio, 1 gb di Ram sono pochini, e il processore arranca un pò Ma dopo ci si rende conto che il sistema può essere tranquillamente utilizzato per controllare la posta o Facebook, cosa che fanno la maggior parte degli utenti che comprano un netbook. Precisazione: un pc

con queste caratteristiche avrebbe sofferto molto di più con Vista, dato che il Vista con 1 gb di Ram ha enormi problemi. Analizziamo i risultati, se il sistema funziona decentemente su un netbook, significa che le risorse di sistema per farlo funzionare sono minori, e questo significa che il kernel è stato ripulito o, almeno, alleggerito. Concludendo, siamo ancora agli inizi e il sistema promette bene, ci saranno cose da correggere (io ho avuto problemi con schede wireless), ma il sistema essendo meno esoso è anche molto più semplice da gestire. Spero di avervi dato un’ idea del sistema e di ciò che si vedrà nel prossimo futuro. Continuerò con i test e vi terrò aggiornato. Precisazione: in questo momento le versioni di 7 che sono in commercio sono SOLO in versione UPGRADE, cioè non sono installabili su un sistema privo di sistema operativo

Seven ha l'obiettivo di riconquistare gli utenti delusi da Vista, dalla sua lentezza, dai sui fastidiosi avvisi e da un'interfaccia troppo diversa da quella alla quale tutti con Xp erano abituati.

\\ NUOVE TECNOLOGIE \\ 21


I Nati Digitali Svezzati in un mondo senza carta wireless e ipertecnologico di Maria Pia Rossignaud Direttore Media Duemila

“Nati digitali”, così il Washington Times definisce i giovani della generazione svezzata in un mondo senza carta, wireless ed impregnato di tecnologia. Sono ragazzi instancabili: digitano continuamente sms, seguono immagini e sentono musica contemporaneamente, amano i videogiochi e i social network per discutere. Non leggono libri ed aborrano la scrittura manuale. La “Grande Mutazione”, come Media Duemila ha definito la rivoluzione digitale che ha cambiato il modo di vivere e lavorare di tutti, ci ha portato inesorabilmente verso i prossimi abitanti del pianeta terra. La sfida, ieri come oggi, è quella di comprenderne in anticipo le esigenze e le aspettative di questa nuova generazione che sta cambiamo le regole del gioco. Secondo Derrick de

22 // SOCIETÀ //

Kerckhove, direttore del Marshall Mcluhan Program di Toronto, noi siamo al centro (middle aged - l'età di mezzo) o meglio nel mezzo del cammin di nostra vita… e quindi perfetti per studiare il presente e prevedere il futuro. Noi siamo “Immigranti Digitali”, persone nate in un contesto non ipertecnologico, traghettate dagli eventi in una realtà nuova con l'obbligo di adeguarsi e comprendere. L'articolo del prestigioso quotidiano statunitense racconta che Rupert Murdoch si è autodefinito “Immigrato Digitale” durante un convegno di editori, circa tre anni fa. Da allora la discussione sulla netta rottura generazionale fra “Immigranti” e “Digitali” è andata via via crescendo e Media Duemila ha aperto vari forum di studio e ricerca, seguendo una tradizione lunga già venticinque anni, che

ha portato la rivista ad anticipare molti trend della nostra epoca. Il viaggio è cominciato a Washington, con la Biblioteca del Congresso ed una serie di seminari con Edith Ackerman, visiting scientist al MIT e professore onorario in psicologia dello sviluppo all'Università di Aix –Marsielle (L'antropologia dei Nati Digitali); Steven Berlin Johnson scrittore (Ogni cosa brutta è buona per te); Michael Wesch, professore di antropologia culturale all'Università del Kansas (L'antropologia di YouTube); Douglas Rushkoff, autore di “Screenagers: Lessons in Chaos from Digital Kids” (Sulla realtà dell'Open Source). Il ciclo di seminari è stato coordinato da de Kerckove che ha accettato di lavorare insieme a Media Duemila anche al fine di costruire un ponte culturale che vede unite le due sponde dell'Atlantico in uno sforzo comune dedicato, ancora una volta, alla comprensione del futuro. Un futuro che è dietro la nostra porta perché questi ragazzi digitali sono già pronti ad essere parte attiva della società. A tutti coloro che oggi occupano posizioni istituzionali di spicco, come ha voluto sottolineare de Kerckhove si chiede di non perseverare in modelli e regole nate a sostegno di una razza che oggi è in via di estinzione. Ogni progetto per crescere e diffondersi ha bisogno di alleati, ha bisogno di uomini che credono nella visione che propone, ha bisogno di coinvolgere e appassionare un numero sempre crescente di persone. Pensare con lungimiranza è fondamentale, è il momento di comprendere cosa pensano, cosa vogliono i Nati Digitali, perché sono loro i cittadini del futuro. I comportamenti dei giovani di oggi sono completamente diversi persino in una pratica antica come il mondo e cioè prendere un appuntamento. Escono di casa senza aver precisato il luogo dell'incontro, con l'uso del cellulare si


incontreranno certamente. Ecco un esempio banale ma calzante di come i Nati Digitali usino gli strumenti offerti dalla tecnologia con una peculiarità tutta loro. Nessuno di noi l'ha mai avuta. Queste peculiarità vanno considerate soprattutto nell'ambito della scuola. Oggi gli studenti sono completamente cambiati. Partendo da questa considerazione bisogna immaginare scuole ed istituzioni adatte a persone che preferiscono il computer ai giochi nel cortile di casa. Educatori e ricercatori devono ripensare il loro lavoro ed il loro modo di insegnare. La differenza fra gli studenti di eri e di oggi è abissale, drammatizzare questa differenza è utile a promuovere cambiamenti radicali. La rottura fra le generazioni oggi è netta: i giovani studiano,

leggono, relazionano in modo completamente diverso, bisogna prenderne atto. Il laureato medio oggi ha trascorso meno di 5000 ore della sua vita leggendo, ma più di 10.000 parlando con il telefono cellulare e più di 20.000 guardando la Tv. I ragazzi di oggi scaricano sei miliardi di messaggi di testo al giorno, circa 250.000 email e vedono più di 500.000 spot pubblicitari prima di avere 21 anni. Un consumo digitale che non ha pari nella storia. La tecnologia digitale è parte integrante della vita dei nostri bambini sin dalla nascita; il primo risultato è che loro pensano e processano le informazioni in maniera radicalmente diversa rispetto a noi, loro predecessori, cresciuti in un mondo analogico. Una testa mezza vuota ma

connessa è meglio di una testa piena ma non connessa? Un dilemma sheaksperiano per il quale sicuramente i nati digitali hanno una sola risposta: meglio connessi

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Ru486 Pillola del mese dopo

di Giovanna Sorrentino

La pillola RU-38486, poi abbreviata dalla Roussel Uclaf (azienda produttrice) in Ru 486, è un farmaco che permette di interrompere chimicamente, anziché chirurgicamente, la gravidanza. Attualmente è in uso in tutti gli stati dell'Unione Europea ad eccezione di Polonia e Lituania, oltre che Irlanda e Malta, paesi dove l'aborto è vietato. Il principio attivo è il mifepristone, uno steroide sintetico. La Ru 486 non va confusa con la pillola del giorno dopo, farmaco da somministrasi entro 72 ore dal rapporto sessuale e quindi non considerato una pratica abortiva. Dopo un

lungo procedimento dettato dalle norme europee (cd. procedura di mutuo riconoscimento), il 30 luglio del 2009, l'Agenzia Italiana del FArmaco (AIFA), con 4 voti favorevoli su 5, ha autorizzato la commercializzazio

ne del prodotto anche in Italia. La Ru486 potrà essere utilizzata solo in ambito ospedaliero, così come la legge 194 prevede per le IVG (interruzioni volontarie di gravidanza). Nelle disposizioni, ha spiegato Bissoni, consigliere dell'Aifa c'è un «richiamo al massimo rispetto della legge 194 e all'utilizzo in ambito ospedaliero. Dopo una lunga istruttoria è stato raccomandato di utilizzare il farmaco - ha aggiunto - entro il quarantanovesimo giorno, cioè entro la \\ MEDICINA \\ 25


settima settimana». E' possibile anche l'utilizzo della pillola in caso di morte fetale in utero per ridurre la dose di prostaglandine necessaria all'espulsione. Il metodo non richiede né intervento chirurgico, né anestesia e non ha gli stessi rischi dell'aspirazione: traumi dell'utero, del collo (dell'utero), rischio ulteriore di sterilità, di gravidanza extra-uterina, etc. Permette dunque l'interruzione volontaria di gravidanza in quei casi in cui l'aborto chirurgico non può essere praticato. La procedura dà l'impressione di un aborto spontaneo e può essere utilizzata dalle prime settimane di gravidanza, mentre l'aspirazione non è possibile fino verso la 6° settimana. Ma passiamo alle controindicazioni. Non può essere effettuato in pazienti che presentino allergia nota al mifepristone, insufficienza surrenalica, disordini emorragici, o che siano in terapia con anticoagulanti o cortisonici. E' controindicato in caso di gravidanza extrauterina ipertensione arteriosa, angor, sindrome di Raynaud, insufficienza cardiaca, aritmia. Strettamente connessa all'uso della Ru 486 è l'associazione no profit “Woman on waves”, nata ad opera di Rebecca Gomperts nei Paesi Bassi. L'Associazione si pone come obiettivo quello di assistere donne che chiedono di praticare l'aborto laddove è vietato.Tale pratica viene esercitata a bordo di una nave ancorata in acque internazionali al largo di paesi dove non è possibile praticarlo e serve appunto ad incentivare l'uso della pillola rispetto a pratiche “non convenzionali” e pericolose per la vita

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Dulcis in Naples I pasticcieri AMPI al Museo Nazionale

di Gennaro Cirillo

Martedì 10 novembre la giornata dedicata alla stampa e ai tanti, golosi, visitatori dal “Dulcis in Naples”, la kermesse organizzata dall’Accademia Maestri Pasticcieri Italiani presso il Museo Nazionale di Napoli. Moltissimi i partecipanti da tutta la penisola, tantissime le dolcezze presentate, tanti i rappresentanti campani e un pompeiano: Salvatore Gabbiano, giovane imprenditore e filosofo della dolcezza che opera nella città mariana. La costituzione dell’Accademia Maestri Pasticcieri Italiani rappresenta la sintesi massima della professionalità nell’ambito della pasticceria nazionale di livello superiore. L’accademia, nata nel giugno del ’93, accomuna l’esperienza di pasticcieri che si distinguono nel comparto nazionale per l’elevato apporto qualitativo e professionale e per le spiccate capacità artistiche applicate alla tradizione pasticcera italiana. Le finalità dell’Accademia, sintetizzate in un dettagliato e severo regolamento redatto all’atto della costituzione, sono rivolte alla crescita professionale dei pasticcieri e allo sviluppo del dolce di qualità con specifico riferimento a quello tradizionale. L ‘Accademia intende riunire e valorizzare i maggiori esponenti del settore a livello nazionale, studiare e adottare i mezzi più idonei per perfezionare i processi di lavorazione, diffondere e potenziare l’immagine dell’alta qualità nella pasticceria italiana, produrre nei negozi degli Accademici

pasticceria di qualità superiore, facendo uso di materie prime d’alta qualità. Nei Simposi dell’Accademia organizzati in autunno, in centri sempre diversi della nazione, i Maestri mostrano al pubblico il proprio operato. Ogni pasticciere deve realizzare una pièce artistica a tema, sempre ispirata al territorio ospitante, nonché vari prodotti dolciari da assaggio, dando massimo sfogo al proprio estro e professionalità. Il pubblico è invitato ad ammirare le opere d’arte nonché a gustare i prodotti realizzati dai vari concorrenti.Tale agonismo mira esclusivamente alla formazione personale dei membri dell’Accademia attraverso una ricerca che assicuri lustro alla pasticceria italiana nel mondo. Nella categoria “mignon” la regione premiata è stata la Lombardia, mentre il Piemonte ha primeggiato nella categoria “torte”. Durante la kermesse è stato nominato Pasticciere dell’anno Gino Fabbri di Bologna. In primavera invece, si tengono i Simposi tecnici interni dedicati agli approfondimenti, agli studi e alle valutazioni dei membri

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\\ EVENTI \\ 03


Cocktail di passione di Nino Staiano

Consigliere Nazionale A.I.B.E.S. Giovanni Di Somma

PIZZERIA

L'A.I.B.E.S. compie 60 anni e li festeggia a Sorrento nell'ambito del Concorso nazionale che ha visto i migliori barman italiani sfidarsi all'ultimo drink, tra incontri, master e riunioni. Protagonisti i vertici internazionali e nazionali delle associazioni di categoria, con i presidenti dell'associazione britannica, Daniel Crebesse, di quella norvegese, Harry Granas, e di quella svedese, Martin Bergqvist e dell'Aibes, Giorgio Fadda. Ospite d'onore, Derrick Lee, presidente Iba, l'International bartenders association. Il convegno-gara “Cocktail di Passione” si è svolto dall'8 al 13 novembre presso il Grand Hotel Vesuvio. Impeccabile l'organizzazione curata, tra gli altri, dall'ex campione italiano Giovanni Di Somma, membro del consiglio nazionale per la Campania. Altra location dell'evento sorrentino il Teatro Tasso dove si sono svolte le eliminatorie del Concorso Nazionale Bartender Skill Technique, che tra i 14 partecipanti ha visto la presenza di ben 3 promesse del Bartender Campano: Luigi Sgaglione, Alessandro Mas e Carmine Nasti. “Abbiamo sostenuto - ha affermato Luigi Sgaglione - un esame scritto e orale

inerente a merceologia e cultura generale. Una esperienza unica e altamente formativa a prescindere dal risultato ottenuto”. Barman dell'anno è Andrea Balleri (Toscana), fiduciario dell'anno Roberto Pellegrini (VenetoTrentino Alto Adige). Accanto a loro, sul podio dei vincitori dei professionisti di shaker e mixer, per le decorazioni Luca Calliani (Toscana), per Aibes domanisparkling, Domenico Neroni (Marche), per gli emergenti Michele Venturini (Genova), Premio Angelo Zola ad Andrea Finora (Emilia Romagna). Vincitore della finale WIRSPA, Mattia Pastori, parmense, che ha presentato un cocktail estremamente originale battezzato Carribean Sun. Al bravo Mattia un viaggio di una settimana per due persone a Barbados. Estremamente positivo il giudizio sullo stato del settore. Un profilo solare testimoniato dalla tendenza da parte del grande pubblico ad avvicinarsi ad un approccio nuovo a coppe e tumbler, lasciandosi guidare dai professionisti dell'Aibes. Un evento, questi 60 anni dell'Aibes, insomma, utile per comprendere umori e anticipare tendenze dei prossimi mesi, sempre all'insegna del bere con gusto e responsabilmente. Infine martedì 24 novembre a Milano saranno presentati tutti i cocktail vincitori del 60° Convegno nazionale Aibes

PH Giacomo Acunzo

Si è svolto a Sorrento il Campionato Nazionale dei barman A.I.B.E.S.

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Torre Annunziata e la sua pasta La tradizione pastaia a Torre Annunziata ha origine antiche. Il tutto ebbe inizio verso la metà del XVI secolo, quando la famiglia D'Alagno vendette il feudo di Torre Annunziata al Conte di Sarno, Muzio Tuttavilla. Il Conte, avendo constatato che la città di Napoli era sprovvista di mulini (vi erano solo quelli di Castellammare di Stabia, Gragnano, Scafati e pochi altri lungo la Costiera Amalfitana), decise di crearne una serie proprio a Torre Annunziata. Essendo la cittadina oplontina più vicina a Napoli, sarebbe stato di certo più facile trasportare ed offrire ai Napoletani la farina ad un prezzo vantaggioso. L'iniziativa ebbe grande successo. Le tante opere idriche realizzate al fine di alimentare i mulini diede la spinta definitiva alla riuscita

dell’impresa e Torre divenne la capitale dei mulini. Intorno al 1850, grazie alla disponibilità della semola di grano duro nacquero i primi Pastifici ovviamente dotati di macchinari molto semplici. Ci si rese presto conto che il clima mite della zona, l'assenza di correnti di aria fredde, il mare di fronte e il Vesuvio alle spalle che funzionavano da volano termico, rendevano particolarmente facile il processo di essiccazione "all'aria" della pasta. Una città invasa dalla pasta: le tipiche canne di bambù che sorreggevano il prodotto finito posto ad essiccare erano disposte lungo le strade e nei cortili. Un successo a valanga caratterizzò lo sviluppo di questa nuova attività potendosi contare dopo circa un secolo più di centoventi tra molini e pastifici. La Pasta di Torre Annunziata o meglio la "Pasta di Napoli" fu quindi conosciuta in tutto il mondo. Purtroppo tale ascesa si interruppe quando i grandi gruppi industriali arrivarono sul mercato con prodotti più competitivi dal punto di vista economico, anche se qualitativamente diversi. Le piccole organizzazioni artigianali che operavano a Torre Annunziata, le quali non ebbero l'abilità di sapersi velocemente adeguare ai tempi, subirono le consegu enze del

modo che cambiava. Comparve la disoccupazione e la situazione sociale divenne molto tesa, al punto da indurre i pochi Pastifici rimasti a trasferirsi in zone relativamente più tranquille. Ormai e già da tempo, a Torre Annunziata esiste un'unica azienda superstite depositaria della grande tradizione dell'arte bianca torrese. E' il Pastificio Setaro, che finora ha potuto sopravvivere grazie anche ad un collaudato sistema di conduzione familiare ed alla sua scelta clientela di "intenditori" Il Pastificio Setaro produce ancora Pasta con sistemi artigianali nel rispetto della natura e della tradizione. Le semole di grano duro selezionate, l'acqua di fonte purissima, le datate trafile in bronzo, il processo di essiccazione della pasta a bassa temperatura e particolarmente lento (da 24 a 120 ore a seconda del formato), il clima ad hoc di Torre Annunziata, la conoscenza dell'arte bianca tramandata per ben tre generazioni dalla famiglia Setaro - dal 1939, infatti la famiglia Setaro si dedica con passione a questa attività, rendendo unico sia il gusto che la qualità della Pasta prodotta. Fondato nel 1939 dal Signor Nunziato Setaro come azienda familiare la superstite fabbrica torrese si è specializzata nella produzione di pasta alimentare essiccata per lungo tempo a bassa temperatura. Il Pastificio opera in uno stabile ottocentesco di tre piani nel centro storico di Torre Annunziata, antica capitale dell'arte bianca. Circa 90 i formati prodotti perché ogni giorno sia un'occasione unica da festeggiare con fantasia. Da tre generazioni il pastificio produce pasta con semola di grano duro selezionata ed acqua di fonte, nel rispetto della natura e della tradizione con trafile di solo bronzo tali da ottenere paste ruvide che invitano a nozze i sughi più disparati


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Pappami è un nuovo prodotto per la ristorazione: un piatto da mangiare, durante o a fine pasto. I “petali” della corolla possono essere spezzati e consumati insieme alla pietanza.

PAPPAMI

Il piatto che si mangia.

Pappami è un nuovo prodotto, per la sua versatilità può essere proposto nella ristorazione classica, veloce e nei bar, nel catering e in molte altre occasioni di consumo. E' un piatto di pane dal gusto naturale, da mangiare, durante o a fine pasto. I “petali” della corolla possono infatti essere spezzati e consumati insieme alla pietanza, il fondo – che ha uno spessore maggiore possiede invece un'ottima impermeabilizzazione che consente di contenere cibi liquidi e semiliquidi per il tempo della consumazione. La forma e la particolare composizione ottenuta solo da ingredienti naturali, sono frutto di uno studio e di una progettazione industriale durate circa due anni, che hanno consentito di mettere a punto un prodotto innovativo con fattezze artigianali e un processo produttivo replicabile a livello industriale. Pappami è coperto da brevetto europeo, 32 // NUOVI PRODOTTI //

pendente nei maggiori paesi internazionali ed è un marchio registrato. Si tratta di un prodotto innovativo e fortemente ecologico: può essere mangiato o smaltito gettandolo direttamente nel nell'umido. Caratteristiche tecniche: • è caratterizzato da una corolla con petali preincisi che si possono facilmente staccare e gustare unitamente alla pietanza • ha uno spessore non uniforme, che permette da un lato di contenere il cibo - avendo un fondo più robusto - e dall'altro di spezzare facilmente i petali laterali realizzati con uno spessore differente. • consente di contenere e mangiare al suo interno

cibi solidi e liquidi per un tempo adeguato al consumo delle pietanze: contiene liquidi per circa 30 min a temperatura ambiente, con trattamento di impermeabilizzazione naturale può contenere liquidi a 60° per


! o t s u g o r e v Il circa 60 min • pesa circa 110 g, il 50% del piatto può essere consumato (escluso il fondo) a sostituzione del pane • è caratterizzato da una forma idonea per il canale HO.RE.CA del contenitore in base a parametri quali capienza, ingombro e immagine • è dotato di spazi laterali sul bordo per una facile presa del piatto • ha un gusto naturale, che richiama alla mente il sapore del pane; che gli permette di essere abbinato con la maggior parte delle pietanze • può essere surgelato, congelato e utilizzato nel forno a microonde • è personalizzabile: incidendo sul fondo o sulla

corolla il nome o il marchio dell'azienda, può diventare un originale strumento di marketing • è compostabile: facilmente smaltibile nella frazione dell'“organico” • è termico: mantiene calde le vivande più a lungo rispetto a qualsiasi altro piatto è economico: grazie alla produzione industriale può essere proposto al pubblico ad un costo poco superiore a quello di un semplice panino

Locanda Silva Mala Via C. Prisco, 55 Boscotrecase info: 081 19970408 3317093791 Chiusi il Lunedì \\ NUOVI PRODOTTI \\ 33


Conoscere l'influenza A, tutte le precauzioni. a cura del Dott. Giuseppe D'Ambrosio Dirigente medico 1° Livello Azienda sanitaria Napoli 1 Centro Specialista malattie infettive e tropicali c/o Università degli Studi Federico II di Napoli.

34 // MEDICINA //


- Rimanere a casa se malati evitando di intraprendere viaggi o di recarsi al lavoro o a scuola, in modo da limitare i contatti potenzialmente infettanti con altre persone, nonché ridurre il rischio di complicazioni e infezioni concomitanti (superinfezioni) da parte di altri batteri o virus. In caso di sintomatologia influenzale da virus A (H1N1) a seguito della conferma diagnostica si procede a trattamento terapeutico con: - Antipiretici (che abbassano la febbre) - Analgesici e antinfiammatori (che agiscono sul senso di malessere, sulla cefalea e sui dolori articolari e muscolari) - Assunzione di liquidi (acqua, tè, brodo, succhi di frutta) - Riposo. Nei casi più impegnativi può rendersi necessario il trattamento con farmaci antivirali come l'oseltamivir (Tamiflu) o lo Zanamivir (Relenza). La durata del trattamento con farmaci antivirali è di 5 giorni. Il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali sta mettendo in atto tutte le azioni necessarie per la disponibilità effettiva del vaccino contro il virus influenzale A(H1N1) (Vaccino pandemico) e la consegna alle Regioni e Province Autonome è prevista nel periodo 15 Ottobre -15 Novembre 2009. L'Ordinanza dell'11 Settembre 2009 individua le categorie a rischio per la vaccinazione antinfluenzale con vaccino pandemico A(H1N1) con il seguente ordine di priorità: - Personale ospedaliero e sanitario in genere - Personale forze armate e protezione civile - Personale enti e società di servizi pubblici essenziali - Persone a rischio perché affette da patologie croniche gravi, di età compresa tra 6 mesi e 65 anni.

La malattia non si affronta con paura e pregiudizio, ma, con adeguata conoscenza ed approfondimento, questo permetterà di capirne la reale portata. Il sistema sanitario italiano è ricco di professionalità e competenza tali da garantire, anche nei momenti di emergenza sanitaria una adeguata risposta. Ci sono alcune azioni che aiutano a prevenire la diffusione dell'influenza (che si trasmette per via aerea): - Coprire con un fazzoletto (possibilmente di carta) naso e bocca quando si starnutisce e gettare il fazzoletto nella spazzatura o nella biancheria da lavare dopo averlo usato - Lavare spesso le mani con acqua e sapone e in particolare dopo aver tossito o starnutito o dopo aver frequentato luoghi e mezzi di trasporto pubblici; se acqua e sapone non sono disponibili è possibile usare in alternativa soluzioni detergenti - Evitare di toccare occhi, naso e bocca con le mani non pulite

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La vaccinazione stimola la produzione di anticorpi dando una immunizzazione duratura. Gli antivirali, invece se assunti entro 48 ore dalla comparsa dei sintomi, possono ridurre i sintomi, la durata della malattia e le complicanze dell'influenza

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L’EVOLUZIONE CONTINUA di Domenico Liguori

La Fiat presenta la nuova Grande Punto, ora rinominata Fiat Punto Evo, giunta all'appuntamento del Salone di Francoforte con il suo secondo restyling. L'evoluzione riguarda il frontale, con la fascia del paraurti che taglia in due la grande presa d'aria e con un lungo baffo cromato in stile Fiat 500, rinfrescato anche il posteriore, con portellone, gruppi ottici e paraurti di nuovo disegno. Le dimensioni restano invariate (larghezza di 169 centimetri, altezza di 149 cm e il passo di 251 cm) tranne che per la lunghezza che passa da 4,03 a 4,06 metri. Gli interni sono stati completamente ridisegnati e migliorati con materiali più morbidi, forme moderne e una plancia tutta nuova. Anche l'offerta di equipaggiamenti di sicurezza migliora con il sistema Hill-holder che aiuta nelle partenze in salita, i sette airbag di serie per tutte le versioni e i fari fendinebbia anteriori adattivi, di serie il sistema start&stop,che spegne il motore temporaneamente quando il cambio è in folle. Insieme ai motori già in vendita

si aggiungono gli innovativi motori turbodiesel 1.3 multijet da 75 e 95 cavalli e il 1.4 multiair a benzina da 105 cavalli o, nella versione turbo da 135. Solo con il

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Debutta all'edizione 2009 del salone Internazionale del ciclo e motociclo di Milano l'Aprilia Dorsoduro Factory, versione superdotata della gamma, nata per divertire e dare grande scossa al segmento delle supermotard. Una moto ancora più leggera e con soluzioni raffinate in grado di soddisfare le esigenze più estreme che un pilota può pretendere dalla sua moto. Sfoggia un bicilindrico 750 a V di 90° quattro valvole, doppio albero a camme in testa, raffreddato a liquido,capace di erogare 92 CV a 8.750 giri con 82 Nm di coppia a 4.500 giri, in grado di offrire prestazioni elevatissime, allineate a quelle di motori di cilindrata superiore. Il suo design essenziale caratterizzato da una nuova colorazione e da un ampio uso di carbonio, a primo impatto trasmette una forte aggressività, grazie anche alla sua forma snella e filante, che favorisce gli

spostamenti repentini in sella tipici della guida motard. Il telaio misto traliccio/alluminio sfrutta tutta l'esperienza Aprilia

Un elenco delle caratteristiche principali della versione Factory: - Sovrastrutture in carbonio (convogliatori, copri blocchetto accensione, parafango anteriore); - Grafica dedicata con telaio rosso, piastra nera, sella esclusiva e copri scarichi neri; - Motore V2 di 90° quattro valvole, doppio albero a camme in testa, raffreddato a liquido; - Tecnologia Ride by Wire di seconda generazione “Tri-Map”; - Telaio scomponibile traliccio/alluminio ultraleggero e a elevata rigidità torsionale; - Forcellone in alluminio con ammortizzatore laterale a gas pluriregolabile; - Forcella a steli rovesciati da 43 mm pluriregolabile; - Pinze freno anteriori Brembo ad attacco radiale abbinate a dischi Wave da 320 mm.

maturata nelle competizioni. La parte superiore del telaio è unita a piastre laterali in alluminio con bulloni ad alta resistenza, questa soluzione è pensata per creare una struttura estremamente rigida e leggera, capace di controllare la mostruosa forza che sprigiona il bicilindrico. Il reparto sospensioni Factory è molto sofisticato, con forcella a steli rovesciati Sachs da 43 mm con piedini fusi in conchiglia a supporto delle pinze radiali, ammortizzatore con serbatoio separato, incastonato direttamente al forcellone e piastre di sterzo forgiate. Per quanto riguarda l'impianto frenante,

l'anteriore è caratterizzato da pinze radiali Brembo a 4 pistoncini con dischi da 320 mm, leggerissimi e potenti che assicurano spazi di arresto minimi, mentre il posteriore adotta una pinza con singolo pistoncino e disco da 240 mm.Tutti e due gli impianti utilizzano tubazioni in treccia metallica di derivazione aeronautica capaci di assicurare la massima precisione in frenata

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La bellezza e l'inferno

Il nuovo libro di Roberto Saviano di Salvatore Violante

C’è di tutto in questo libro, lo scritto recensivo, quello saggistico, il resoconto giornalistico e l’editoriale. È la scrittura che si manifesta con tutte le armi per aggredire il reale e rappresentarlo. L’enorme, planetario successo avuto da “Gomorra”, le continue apparizioni televisive di Saviano, il sospetto, la malevolenza che nasce dai propri insuccessi in confronto dei successi altrui, spesso, provoca venefiche reazioni fra gli addetti ai lavori “Giovane scrittore di mondiale successo, dovrebbe fidanzarsi di più e affliggersi di meno” scrive sul “Foglio” del 25 aprile 2008 una certa Annalisa. Seguiranno le scuse del direttore del Foglio. È un esempio di quanto Saviano abbia dovuto subire. Nel frattempo lo scrittore a rischio d’attentato, vive una vita da perseguitato, sempre in movimento, prigioniero dei suoi protettori, desideroso di una scrivania luminosa mentre è costretto ad utilizzare scrittoi precari, in luogo asettici, per tempi indeterminati. In questa e 40 // LIBRI //

da questa atmosfera nasce e cresce “La bellezza e l’inferno”. Si vociava di un nuovo libro: doveva denudare i meccanismi del traffico internazionale della cocaina, è arrivato “La bellezza e l’inferno” con il pregiudizio di una minestra riscaldata essendo costruito con scritti già editi anche se ricostruiti per la bisogna. A sfogliarlo però la sensazione scompare immediatamente. Già il titolo la dice lunga. L’antinomia è apparente perché in fondo il bello, non può che provenire da un viaggio interiore attraverso l’inferno. Saviano trasforma gli articoli in racconti, ne confeziona solo uno ex novo. Il risultato è una sorta di romanzomes-saggio tra l’affabulante, il divulgativo e lo scientifico dove il filo conduttore è la funzione della parola come praxis rovesciante, la parola come scalpello che intacca la crosta che nasconde la verità, ma anche come forza propulsiva di conoscenza e di presa di coscienza con il successivo, possibile, consequenziale rinnovamento. Ne “La bellezza e l’inferno” Saviano racconta e raccontando resiste al silenzio in cui, altrimenti, lo costringerebbe la sua vita sotto scorta. Racconta i suoi esordi fra i letterati, lo sguardo sul mondo, l’impegno civile, l’attitudine al giornalismo d’inchiesta. Esamina e comprende che la Camorra non è un semplice fenomeno criminale ma di potere. Ritrae Giancarlo Siani e racconta con


la coscienza dello scrittore che ha il dovere di mettere insieme racconto e verità con la mortificazione consapevole di non potere, sic et simpliciter, cambiare le cose. Lo sostiene la speranza-certezza, che le parole, quelle parole, quando penetrandole, cambiano le coscienze, possono rimodellare il mondo. In fondo l’ha già vissuto con Gomorra, il sogno-speranza. Lo ha visto prendere corpo in tre milioni di copie vendute. Per lo scrittore la parola diventa una sorta di pala meccanica capace di portare in superficie, il fenomeno camorra privandolo della dilatazione che nasce dal mistero sconosciuto. Il libro sarà tradotto in molte lingue e letto in tutto il mondo. In tal modo la parola esercita la sua funzione, penetrando nel corpo della realtà, con la forza della denuncia. Da qui arriva l’invito all’accademia dei Nobel di Stoccolma, il suo dialogo con Salmon Rushdie. E’ Rushdie che sottolinea come certa scrittura, sia fastidiosa per chi è abituato a vendersi per lavorare o a fare compromessi per scrivere. Narra della morte di Makeba tra gli africani della diaspora, la sua gente, a Castelvolturno e quella di Biagi o della Politkovskaia, uccisa per eliminare la sua voce, l’indice accusatore contro i crimini in Cecenia. S’interessa del crimine organizzato all’estero, nel Sud America, in Siberia, negli Stati Uniti. Evidenzia, come il Male abbia di caratteristico la costanza rabbiosa di stringere la vittima tra la sua voglia di vivere e l’impotenza a farlo come vorrebbe. Si preoccupa dei tentacoli della camorra. Potrebbero strozzare anche il territorio

abruzzese devastato dal sisma, da ricostruire, con prevedibile arrivo di danaro a pioggia. Narra infine di un altro sogno, quello della “Pulce”, il calciatore argentino Lionel Messi. Pulce, perché tutto in lui era piccolo: i piedi, le gambe, il busto: il sogno di crescere per diventare un campione. Esemplare anche la storia di Michel Petrucciani, deforme per nascita, che per amore della musica, la costruisce tra sofferenze e limitazioni fisiche sforzandosi di allungare il suo corpo deforme per realizzare una bellezza indescrivibile. Ecco la bellezza, mostrarsi come si è in realtà, mentre si somiglia all’immagine che si ha mentre si è visti come si è. È tutta qui la Bellezza e l’Inferno di Saviano, nella suggestione del bello che non è né semplice né facile da realizzarsi, proprio come l’arte. Cresce e si realizza piano piano, passando attraverso la ricognizione della sofferenza, fino alla resurrezione da tutte le croci. Roberto Saviano,“La bellezza e L’inferno” Scritti 2004-2009 Mondadori euro 17,50

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Il Matto Riflessioni inattuali per un mondo che va sottosopra…

a cura di Giacomo Giarraffa e Daniele Laganà

ESSERE I latini avevano due parole per significare l’uomo homo e vir. La prima deriva da humus, cioè terra, ed indica l’individuo che ha fatto della materia il suo ideale, che non va oltre ciò che i sensi fisici suggeriscono alla sua coscienza. Vir, al contrario, è l’individuo che, per usare un’immagine, al pari di un albero, ha i piedi ben piantati in terra ma il suo essere si slancia verso l’alto. La realtà è come un’alta montagna: in basso tutto appare estremamente rigido e l’orizzonte limitato, ma più si va verso l’alto, verso la vetta, più lo sguardo si fa limpido, più ogni singola cosa ritrova il suo valore nella complessità del tutto, più ogni cosa disvela aspetti che prima non erano visibili. Restando al paragone della montagna, l’homo è colui che ne abita la base e che non osa andare più in alto del posto in cui si trova, ma anzi fa della sua condizione l’unica condizione possibile. Il vir, invece, è colui che ha i coraggio di osare sempre un passo oltre se stesso, è colui che ama i sentieri impervi e poco battuti, che ama l’ebbrezza della vetta che gli ricorda la sua antica essenza divina. Questi due uomini corrispondono a due ben nette categorie interiori, due distinti modi d’essere, tra cui è impossibile ogni tipo di comunicazione. Si tratta di fare una scelta:

Dettaglio e o

essere l’uno o l’altro: non esistono mezze misure. Da un punto di vista “pratico”, l’homo si distingue dal vir per il fatto che quest’ultimo è assolutamente padrone del proprio destino, non si lascia determinare dagli eventi esterni ed interni, dalla società, dal modo di pensare comune, dal proprio retaggio familiare o dalla propria natura istintiva. Egli è centro a se stesso, padrone della sua volontà. E’ giunto a tale ardua conquista attraverso una dura disciplina che gli ha insegnato a comandare a se stesso, ad essere giudice equilibrato di se stesso. Come insegnava Nietzsche, l’uomo è qualcosa che deve essere superato, è una corda tesa tra la bestia e il superuomo. Vi è un veleno da cui, finalmente, occorre immunizzarsi. E’ il veleno sociologico, che ha ridotto l’uomo ad un prodotto della società in cui vive. Questa sciocca verità, ripetuta costantemente da alte cattedre universitarie, pontificata nei circoli politici e nei salotti televisivi, ha la grave

responsabilità di aver persuaso l’uomo ad essere uno schiavo, di essere il prodotto di qualcosa che è fuori di lui. Stato, società, economia sono parole astratte che nel mondo moderno sono state elevate a divinità a cui tutta l’umanità deve inchinarsi. E’ arrivato il momento in cui si riappropri della sua dignità, riscopra la sua natura superiore. L’uomo non è un contenitore vuoto che deve essere riempito: il suo essere ha radici antiche… Come diceva il Cristo, ma non è stato compreso “non è impuro ciò che entra dalla bocca, ma ciò che esce dal cuore”, volendo indicare che l’intenzione, la consapevolezza dell’intenzione, è ciò che dà all’atto il suo valore e non il contrario. In un tempo come quello attuale, in cui il dio denaro, e l’interesse dettano legge; in cui la politica è ridotta a chiacchiericcio da salone di barbiere (con ogni rispetto per la categoria!!), siamo convinti che solo la riconquista da parte dell’uomo della sua autentica dignità può essere l’unica via di salvezza. Nessuna ricetta politica o economica, dunque, quanto piuttosto imparare finalmente ad ESSERE se stessi

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varie ed eventuali

Rassegna stampa delle news più interessanti, bizzarre ed incredibili.

a cura di Giacomo Giarraffa

TEMA MONTECARLO 2010 Il Campania TEMA MONTECARLO 2010 è una idea esclusiva di Edoardo Lanza, che nasce dopo uno scrupoloso e attento lavoro di promozione territoriale rivolto alle tipicità enogastronomiche campane. Percorrendo in lungo e in largo l’intero territorio campano alla ricerca di tradizioni, aneddoti e notizie legate ai prodotti tipici, viene fuori che la Campania non è solo “pizza”,“mare”, “sole”,“Vesuvio” o “rifiuti, camorra” ma ci sono tante realtà che spesso vengono dimenticare o alle quale non si da il giusto rilievo. In tutto il mondo, in qualsiasi occasione fieristica, il made in Italy occupa un posto di rilievo nei più svariati settori, ma quasi sempre l’attenzione va sui marchi e non sulla provenienza. La stessa Campania ospita delle manifestazioni fieristiche, ma tutto si risolve in momenti di incontro molto dispersivi sia per gli espositori che per i visitatori. Credo che un momento “esclusivo” riservato alla Campania, alla sua storia, alla sua cultura, alle sue eccellenze, alle sue intelligente e alle sue capacità, produttive ed organizzative, sia un punto di partenza per il meritato riscatto della regione sotto tutti gli aspetti. Il Campania TEMA vuole essere una finestra aperta su delle specifiche eccellenze regionali che sono da

sempre note al mondo intero ma che ultimamente stanno subendo un periodo recessione. Quando parliamo di Campania, parliamo di moda, oro, corallo, pelletteria ed inoltre archeologia, pittura, musica, teatro e ancora turismo, parchi naturali, compagnie di navigazione, cantieri nautici, industria aerospaziale ed in primis tutto il comparto enogastronomico che farà da apripista a tutte le attività collaterali previste nel corso dell’evento: n°3 convegni (turismo, enogastronomia, storia) – una serata dedicata al comparto moda – n°2 spettacoli dedicati alla storia della canzone classica e al teatro napoletano. Ogni serata si concluderà con una cena ad invito offerta dalle singole province che provvederanno singolarmente per i prodotti ed il personale di cucina.

dell’uomo hanno spiegato che Ismail è un giocatore compulsivo, ma che dopo che hanno saputo della scommessa, e della sparizione della figlia, lo hanno cacciato immediatamente di casa.

GOOGLE DASHBOARD SVELA CIÒ CHE GOOGLE SA DI NOI. di Cinzia Barletta Google sta dimostrando di essere bene informata del disagio crescente tra gli internauti, preoccupati dell’aumento vertiginoso dei propri dati personali

PADRE PERDE LA FIGLIA A CARTE. Un uomo nell’est dell’India ha giocato e perso sua figlia 18enne a carte. Ismail Sheikh, questo il nome dell’uomo, ha pensato bene di puntare la figlia quando era rimasto completamente a secco, nella speranza di recuperare parte della scommessa. Ma la speranza è stata vana, ed ha perso anche la figlia, contro un uomo di cui è noto solo il nome, Mustafa. L’uomo, dopo la vincita, è andato a prendere la giovane che ha ovviamente protestato, ma nonostante questo l’uomo è riuscito a portarla via dal villaggio dove abitava con la famiglia. Ora la polizia ha lanciato una ricerca per trovare la ragazza. I familiari

memorizzati da BigG. L’azienda di Mountain View ha allora pensato di lanciare Google Dashboard, un servizio che permette di visualizzare tutti i dati personali che Google memorizza quando si utilizzano i suoi servizi, da GMail a YouTube, da Blogger a Picasa. L’utente ha la possibilità di effettuare il login sulla pagina delle impostazioni del proprio Google account (http://www.google.com/dashboard) e di controllare i link ai propri dati personali su un’unica pagina web. Gli utenti possono cancellare i dati, cambiare le impostazioni di privacy e leggere le politiche di privacy utilizzate da Google per i vari servizi. Uno dei temi dominanti, di cui si è tanto discusso quest’anno per quanto riguarda Google, è stato il disagio crescente nel rendersi conto che Google, con la sua crescita esponenziale, è ormai in grado di dominare Internet. Con quasi i due terzi delle ricerche effettuate su Internet

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che passano attraverso i suoi servers ed il crescente numero di utilizzatori di Google Docs, Gmail e YouTube, Google è diventato per gli internauti un passaggio quasi obbligato per ottenere informazioni. Google ha cercato di placare più volte gli informazioni. Google ha cercato di placare più volte gli animi dei suoi critici più accaniti e la sua Dashboard rappresenta un ulteriore passo in avanti per rassicurare gli utenti sul pieno controllo che quest’ultimi hanno sui propri dati personali. Ma gli utenti sapranno realmente farne buon uso? Probabilmente no, dal momento che alla maggior parte di loro non importa nulla dei rischi legati dalla diffusione dei propri dati personali. Il perché è molto semplice: si valutano rischi e benefici, e sembra che quest’ultimi pesino molto di più sui piatti della bilancia. Una mossa molto astuta, quindi, da parte di Google, che sembra aver fatto suo il motto

del “tutto cambi affinchè nulla cambi” di gattopardiana memoria.

LADRO A 5 ANNI Quando le maestre dell’asilo di Jirlau, in Romania nella zona di Braila, hanno trovato una finestra rotta nel retro dell’asilo dove lavorano, e diverse stanze messe a soqquadro, hanno immediatamente pensato ad un furto ed hanno chiamato la polizia. Gli agenti sono prontamente intervenuti, e hanno esaminato la scena del crimine, notando però uno strano particolare: non era stato minimamente toccato il (poco) denaro presente nell’asilo,

ma erano spariti solo due sacchi di giocattoli. Gli agenti hanno perciò iniziato a interrogare i vicini, nella speranza di

raccogliere informazioni utili, finché hanno avuto la sorpresa, parlando con due bambini di 5 e 13 anni, di vedersi confessare il furto. Secondo quando hanno raccontato, il più giovane sentiva la mancanza dei giocattoli dell’asilo, e non riusciva ad aspettare fino a settembre per poterci giocare di nuovo, e perciò aveva convinto l’amico più grandicello ad aiutarlo nel furto.

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COME SI GIOCA Sudoku è un gioco solitario di logica nel quale al giocatore viene proposta una griglia di 9 × 9 celle, ciascuna delle quali può contenere un numero da 1 a 9 oppure essere vuota o bianca; la griglia va considerata divisa in 9 "sottogriglie", chiamate regioni, di 3 × 3 celle contigue. Al giocatore viene proposta una griglia nella quale solo alcune celle, da 20 a 35, SCHEMA FACILE

contengono dei numeri. Lo scopo del gioco è quello di riempire gli spazi vuoti di un reticolato fatto di righe, colonne e riquadri con numeri da 1 a 9, in modo tale che ogni riga, colonna e regione contenga tutte le cifre da 1 a 9 (ciascuna una sola volta).

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AMORE: Dovrai darti molto da fare per conquistare una nuova conoscenza che gioca a fare la difficile... LAVORO: Avrai la possibilità di prenderti una rivincita nei confronti di un collega invidioso, ma dovrai stare attento a non esagerare. SALUTE: Cerca di dormire un pò di più.

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AMORE: Dovrai cercare di non essere troppo insistente, altrimenti questo tuo atteggiamento ti procurerà un litigio con la persona amata. LAVORO: Dovrai impegnarti parecchio per portare a termine una situazione che ti sta a cuore. SALUTE: Sarai un pò stressato.

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AMORE: Avrai un'ottima energia positiva, sarai molto disponibile verso la persona che ami e la sorprenderai. LAVORO: Non avrai voglia di attendere tempi ulteriori, ma fai attenzione: la fretta potrebbe farti commettere degli errori irreparabili! SALUTE: E' preferibile evitare il consumo eccessivo di alcolici.

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AMORE: Sarai più estroso e fantasioso del solito e riuscirai a conquistare con grande facilità una nuova conoscenza. LAVORO: Un introito inatteso ti metterà di buonumore e ti darà la possibilità di fare un valido investimento. SALUTE: Tieniti in forma con l'attività sportiva.

VERGINE

AMORE: Non dovrai esagerare nel puntualizzare i difetti del tuo partner e di sdrammatizzare scherzando con lei affettuosamente. LAVORO: Non vorrai ammettere un tuo errore, sarai vinto dal tuo orgoglio... invece sarebbe più opportuno cercare un dialogo! SALUTE: Non farti prendere dall'ansia.

AMORE: Risolverai una situazione che ultimamente ti ha procurato del malessere parlandone apertamente con il partner. LAVORO: Affronterai un superiore con grinta e tenacia e sarai apprezzato per la tua sicurezza e professionalità. SALUTE: Attenzione allo stress.

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AMORE: Sarai un pò nervoso perché avrai l'impressione che la persona amata abbia sempre qualcosa da ridire sui tuoi atteggiamenti... cerca comunque di evitare le impulsività. LAVORO: Un piccolo contrattempo potrebbe impedirti di fare tutto quello che avevi programmato. SALUTE: Aumenta il consumo di frutta.

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AMORE: Nonostante la grande quantità di impegni riuscirai a stare accanto alla persona che ami. LAVORO: Non dovrai abbatterti se i tempi non sono in linea con le tue aspettative, perché fra poco gli eventi saranno a tuo favore. SALUTE: Ottimo equilibrio psicofisico.

AMORE: Vivrai un periodo romantico e positivo, avrai modo di vivere intensi momenti di gioia insieme alla persona amata. LAVORO: Comprenderai i tuoi limiti dinanzi ad una mansione difficile e chiederai aiuto a persone con più esperienza. SALUTE: Necessiti di più riposo.

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AMORE: Riceverai notizie da una vecchia conoscenza ma non dovrai dare troppa importanza alle cose che ti dirà. LAVORO: Dovrai assecondare le esigenze altrui per non essere accusato di insensibilità e di autoritarismo. SALUTE: Nervosismo.

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Hotel Leonessa

benvenuti a casa

L’Hotel Leonessa unisce l’eleganza e il confort: sito in una posizione strategica, vicino ai raccordi autostradali, l’Aereoporto Internazionale di Napoli, la Stazione Centrale di Napoli e facilmente raggiungibile dalle più importanti zone industriali di Napoli. Concepito per una clientela business, si propone anche come luogo ideale per lunghi o brevi soggiorni, destinati alla visita delle maggiori attrazioni turistiche della provincia di Napoli. Via Raffaello Sanzio - 80040 Volla (NA) - Tel. +39 0817748915 - www.hotelleonessa.com - info@hotelleonessa.com

IGVmagazine1 2009  
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