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BRACCO GEAS BASKET

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04/02/2010

BECK DOOR (Geas e dintorni) Stella d’argento c.o.n.i. 1985 al merito sportivo

Campione d’Europa 1977/78

Campione d’Italia Serie A 1969/70 - 1970/71 1971/72 - 1973/74 1974/75 - 1975/76 1976/77 - 1977/78 Juniores 1970/71 - 1973/74 1974/75 - 2003/04 Allieve 1970/71 - 1972/73 1973/74 Ragazze 1971/72 Propaganda 1976/77

Coppa Italia 1972/73

Stella d’oro c.o.n.i. 2004 al merito sportivo

La voce delle cifre nel momento-verità (E Cantamesse giudica le brave Under 15)

Sedicesima puntata della rubrica settimanale curata da Manuel Beck, giornalista che segue con molta attenzione il Bracco Geas e tutti i campionati giovanili, riferendone sulla "Prealpina del Lunedì". L’autore spazia, come sempre, anche su altri versanti del basket femminile di Lombardia e dintorni. Le precedenti puntate sono consultabili nell’elenco delle news. Ci siamo! Smaltita la sosta per i quarti di Coppa Italia (che hanno rispettato i pronostici, mandando in semifinale le prime 4 del campionato – Taranto, Schio, Faenza e Venezia – con un solo brivido, la vittoria di Priolo all’andata sulla Reyer), si entra nella fase decisiva della stagione. L’abbiamo già detto la scorsa settimana: a 8 giornate dalla fine ci sono 6 squadre tra il sesto e il penultimo posto: Comense (12 punti), Umbertide (12), Parma (10), Geas (10), Livorno (8) e Pozzuoli (8). Tre di queste andranno ai playoff, le altre ai playout insieme a Napoli che solo con un miracolo potrebbe ormai evitarli. La differenza tra chiudere in attivo l’annata e rischiare di bruciarla nella lotteria degli spareggi-salvezza può essere fatta da uno-due episodi: una vittoria allo scadere, un infortunio, un “regalo” dagli altri campi... Ecco perché tutto ciò che succederà di qui in avanti avrà un’importanza doppia. L’importanza di sabato – Il Geas ha rilanciato morale e classifica con l’impresa a Schio, ma le partite davvero determinanti arrivano adesso, contro le avversarie dirette. E quella di sabato, contro Parma, non può essere decisiva fin da subito perché dopo ci saranno altre 7 partite, ma può avere un peso determinante nell’orientare la stagione. Intanto perché serve partire col piede giusto, in questa serie di battaglie. Ma soprattutto perché, lo dice la classifica, la Lavezzini è appaiata alla Bracco all’ottavo posto: stanno procedendo a braccetto da due mesi, hanno entrambe avuto una lunga crisi di risultati da cui, per coincidenza, sono uscite


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insieme nell’ultimo turno. Insomma, a oggi, la corsa ai playoff Sesto la fa su Parma. Il risultato del PalaAllende deciderà dunque chi occuperà l’ottava piazza (o magari qualcosa di meglio, se l’indomani perdesse la Comense; mentre la partita di Umbertide è rinviata) e chi sarà costretto a inseguire: e se il Geas fosse sconfitto (andando quindi 0-2 negli scontri diretti), o se le emiliane fossero battute con più di 4 punti di scarto (quelli a loro favore all’andata), il –2 in classifica per la perdente diventerebbe un virtuale –4, complicato da rimontare in 7 giornate. Insomma, non per caricare troppa pressione sull’evento... ma quella di sabato è, finora, la partita dell’anno per la Bracco. E, come tale, sarebbe bello e anche doveroso avere un’importante risposta dal pubblico, recentemente sollecitata pure dal presidente Mazzoleni sulle colonne del «Giorno». In questo campionato breve, le occasioni di vedere la squadra sono davvero poche (ne rimangono 5, post-season a parte), motivo in più per non perdersele, specie quando contano tantissimo come in questo caso. Parma, in questa stagione, è la “bestia nera” del Geas, che ha battuto 3 volte, Coppa Italia compresa, sempre in rimonta: sarebbe il caso di provare a “esorcizzarla” tutti insieme… Dentro le cifre Geas – La pausa è un’occasione utile per fare un “check up” alle statistiche individuali e di squadra in casa sestese. Diciamo subito che dai numeri – che comprendono anche le partite di Coppa Italia, quindi un totale di 16 – emergono più conferme che sorprese. Un punto a favore dell’affidabilità delle cifre nel valutare una stagione. Avvertenze: per minuti, punti, rimbalzi ecc. parliamo sempre di mediepartita; non consideriamo i dati su Wabara, Zanon, Zanoni, Schieppati e Genta perché finora hanno giocato troppo poco; e nelle percentuali guardiamo solo a chi ha effettuato un numero sufficiente di tentativi. – Nei minuti giocati spicca l’insostituibile “stakanovista” Martinez (36,5), seguita da Machanguana (31,5) e Mosby (29,2). Tra le giocatrici già in rossonero lo scorso anno, emerge un aumento notevole dello spazio per Arturi (da 14,7 a 25,4), significativo per Twehues (da 14,7 a 20,1) e Machanguana (+5), mentre il minutaggio di Crippa e Frantini è in leggerissima diminuzione (circa 1-2 in meno). Un raffronto peraltro indicativo fino a un certo punto, soprattutto per le italiane, perché i dati di quest’anno sono condizionati dagli infortuni di Zanon e Danzi, che hanno ovviamente liberato spazi imprevisti. – Nei punti segnati capeggia Machanguana (16,9), seguita da Martinez (12,7) e Mosby (10,7): per Clarisse l’aumento di oltre 4 punti rispetto allo scorso anno fotografa pienamente il suo ruolo più centrale nell’attacco rossonero. Da notare la stabilità di Crippa (5,6 di media contro 6,2 di media dell’anno passato): siccome qualche acuto analista l’ha definita “desaparecida” rispetto alla stagione da matricola, vorremmo capire dove sta codesto calo verticale, considerando anche che Martina tira da 2 il 5% peggio ma da 3 il 6% meglio… Nel complesso la Bracco segna 63,8 punti a partita, buona sesta in A1 ma con un calo rispetto ai 69,5 dello scorso anno; peggioramento numericamente simile per la difesa, passata dai 64,8 incassati di media nel 2008/09 agli attuali 69,1,


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penultima assoluta. Conclusione scontata quanto evidente: segnando meno e incassando di più, ecco le 5 vittorie che mancano all’appello dopo le prime 14 giornate rispetto all’anno passato... – Nei tiri da 2, che, come già abbiamo sottolineato nelle passate settimane, sono il tallone d’Achille del Geas (che ha il 43,7% di squadra), solo Danzi (54,5%) e Machanguana (53,3%) superano il 50%: e non stupisce che il forfait di Debora abbia aggravato il problema… Sarebbe importante che crescessero soprattutto il 44,4% di Mosby e il 36,3% di Martinez, considerando l’importanza delle giocatrici in questione e il numero di tentativi che effettuano. – I tiri da 3 hanno fatto registrare un recente miglioramento (32,5% il totale di squadra); alzi la mano chi è sorpreso che la “sparatriple” più precisa della Bracco sia Twehues (42,7%)... Dietro di lei Martinez (36,8%) e Crippa (32,6%). – Nei tiri liberi il Geas è poco oltre il 71%, e le uniche oltre la soglia dell’eccellenza, cioè l’80%, sono Martinez (81,6%) e Twehues (81,0%), poi si scende fino al 69,2% di Crippa. – Tutto secondo logica anche nei rimbalzi, dove guida Machanguana (6,6) di stretta misura su Mosby (6,3) e a seguire Danzi (5,1). Buona, nel complesso, la quantità dei rimbalzi offensivi di squadra, indice di combattitività visto che i centimetri, senza Danzi, sono venuti parecchio a mancare. – Nelle stoppate, voce statistica numericamente poco “corposa”, è Mosby la migliore con 0,7 a partita. Si è presentata bene, al riguardo, Wabara che ne ha rifilate 3 in 2 gare. – Negli assist, dove è prevedibile prima Martinez (2,3 a partita), interessante il dato di Machanguana, seconda con 1,4, che dimostra la sua capacità di giostrare da “regista aggiunta” in post alto o spalle a canestro. Terza Arturi con 0,9. – Nelle voci palle perse e recuperate, in cui la Bracco fa registrare il miglior differenziale di tutta l’A1 (quasi 6 “furti” in più rispetto agli “sciupi”), le prime tre sono le stesse: Martinez perde più palloni di tutte (4,2) ma compensa ampiamente rubandone 5,3 a partita (unica rossonera insieme a Frantini ad avere più recuperi che perse); Machanguana e Mosby si scambiano seconda e terza piazza (2,9 perse e 2,5 recuperi per Clarisse; 3,7 perse e 1,6 recuperi per Bernice). – Nei falli subiti domina ancora Martinez (7,7) davanti a Machanguana (4,2) e Mosby (2,5). Le stesse tre sono, nell’ordine Macha-Nuria-“B”, le prime anche nei falli commessi, il che è piuttosto ovvio, visto il minutaggio elevato. – Ed eccoci infine al condensato di tutto questo vorticare di cifre, ovvero la valutazione, che indica in sostanza chi sono le più produttive almeno dal punto di vista statistico: testa a testa tra Machanguana (17,1) e Martinez (15,9) che tengono a distanza Mosby (8,5). Vediamo poi alcuni “high” stagionali: il massimo di punti in una partita è di Machanguana (28 all’andata contro Schio); sue anche le migliori singole prestazioni in canestri da 2 (11), rimbalzi d’attacco (8) e totali (12) oltre che nella valutazione (35, sempre contro Schio al PalaAllende). Martinez detiene i record nei recuperi (9) e negli assist (6), Twehues quello nelle


triple (7 a bersaglio contro Napoli); Mosby e Wabara, infine, nelle stoppate (3). E infine è interessante vedere quali rossonere entrano nelle “top 10” del campionato in ogni categoria. L’anno scorso la Bracco dominò svariate graduatorie con Penicheiro e Tillis, quest’anno meno, ma non mancano le presenze. Sottolineiamo subito il primato assoluto di Martinez sia nei recuperi che nei falli subiti. Altri piazzamenti significativi: Machanguana 4° nei punti segnati; Twehues 4° nella percentuale da 3; Martinez 10° nei tiri liberi; Machanguana 4° e Mosby 8° nei rimbalzi offensivi (Clarisse 7° in quelli totali); Martinez 7° negli assist. Stella d’argento c.o.n.i. 1985 al merito sportivo

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Eurolega – Sono iniziati i playoff della massima competizione europea per club. Scriviamo dopo gara-1 degli ottavi, che purtroppo non ha detto bene alle due rappresentanti italiane. Schio è stata battuta in casa dalle slovacche di Kosice (67-70) con una rimonta non coronata dalla tripla fallita da Raffaella Masciadri sulla sirena. Taranto ha perso resistendo fino all’ultimo, con 25 punti di Rebekkah Brunson, sul campo delle turche del Fenerbahce (89-83). Domani (venerdì 5) le seconde partite, con l’obbligo per le nostrane di vincere, pena l’eliminazione. Mercoledì 10 le eventuali gare-3. Le Under 15 Geas secondo Cantamesse (2. parte) – La scorsa settimana avevamo iniziato un “omaggio” alle U15 Open del Geas, vincitrici del titolo d’inverno, sentendo il qualificatissimo parere di Guido Cantamesse, coach di Azzurrina lombarda e della Nazionale U16. Dopo averci dato il suo commento ai recenti big match vinti dalla PlusValore di Cinzia Zanotti e Monica Lanzi contro Comense e Biassono, Cantamesse ci regala oggi un profilo (pregi e difetti) delle 8 ragazze sestesi che segue più da vicino, quelle inserite nella selezione regionale. Andiamo in ordine di età e alfabetico. Francesca Gambarini (play, ’95): «Talento offensivo individuale fuori

dal comune, ma sa anche far girare la squadra. L’arresto e tiro dalla media ce l’ha; usa poco il tiro da 3 anche se all’occorrenza lo mette; deve lavorare su questo, oltre che sull'intensità dei suoi ritmi: si accontenta, a tratti, di andare al piccolo trotto per poi cambiare passo. Il paragone con Pozzecco? Un po’ irriverente, ma come il “Poz” ha varietà di soluzioni, sa trovare tiri anche in situazioni impossibili... ed è un po' meno interessata alla difesa che all’attacco, in particolare lontano dalla palla. Spero che metta qualche centimetro in più». Anna Minguzzi (play, ’95): «L’alter ego di Gambarini, con un po’ meno di fantasia. Tenace in difesa, rapida anche senza palla, ha un buon tiro dal perimetro. A volte tende a “pompare” troppo il palleggio, rischiando di far giocare sotto ritmo la squadra: il mio suggerimento è di verticalizzare di più». Elisa Penna (ala, ’95): «Aveva iniziato da guardia, ora sfiora l’1,80, per cui è una presenza fisica importante, ma ha mantenuto l’agilità fronte a canestro. Sa applicarsi in tutto, ha grande apertura di braccia, per cui può marcare le lunghe come le piccole. Mi piace la sua capacità di non fermarsi sugli errori e di imparare anche i dettagli, come la tecnica di


subire sfondamento. Non ha difetti particolari da correggere ma deve continuare a crescere, magari diventando un po’ più "egoista" in certe situazioni». Arianna Beretta (ala, ’96): «Al momento è più efficace fisicamente che

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tecnicamente, dove ha un po’ frenato la crescita. Gioca con sicurezza in post basso, prende bene posizione e regge i contatti, in difesa c’è; in attacco fa un po’ fatica a mettere palla a terra contro la difesa schierata, deve sviluppare il tiro dai 4-5 metri». Claudia Colli (guardia, ’96): «Al primo anno al Geas, sta ancora completando l’adattamento. Rapida negli spazi brevi, discreto tiro e punti nelle mani, deve migliorare in difesa dove tende a commettere troppi falli, e in attacco nelle selezioni di tiro, perché in futuro non sempre riuscirà ad arrivare fino al ferro». Martina Kacerik (guardia, ’96): «Gambe lunghe, buon tiro, generosa in difesa, matura nelle scelte: ho ben poco da rimproverarle, se non di essere, a volte, fin troppo al servizio della squadra. Le servirebbe più personalità, tirare anche da 3». Carlotta Picco (ala, ’96): «La lottatrice che tutte le squadre vorrebbero avere. Probabilmente altrove sarebbe titolare fissa, in una squadra come il Geas deve invece accettare un ruolo di supporto. È sempre pronta a dare il suo contributo, pensa un po’ troppo sui suoi errori ma la vedo migliorata in questo aspetto. Deve velocizzare i piedi». Cecilia Zandalasini (ala, ’96): «Talento offensivo straordinario, sa già cosa fare in ogni situazione, ad esempio sa valutare le caratteristiche dell’avversaria diretta per batterla vicino o lontano da canestro. È un po’ pigra in difesa ma rimedia con l’intelligenza: è forte negli intercetti, ad esempio, perché capisce un attimo prima dove andrà la palla. Però deve lavorare sull’1 contro 1 difensivo. Il paragone con Macchi? Al momento è esagerato, non ha le stesse doti fisiche e di rapidità; diciamo che come “Chicca” ha varietà di soluzioni e senso dello spazio». Cantamesse ci dà anche un parere su Beatrice Barberis («Intensa e generosa, l’elemento equlibratore della squadra»), una delle altre nove

ragazze del roster, completato da De Mari, Ruisi, Manzoni, Siggillino, Da Ros, Lazzarin, Antonioli e Gariboldi, che, oltre a contribuire in partita, «tengono alta la qualità degli allenamenti», sottolinea il coach bergamasco: un aspetto non da poco a livello giovanile, dove spesso, all’interno di una squadra, è troppa la differenza tra gli elementi di maggior spicco e le giocatrici “normali” perché le prime possano trovare la giusta competizione interna per migliorarsi. In questo Geas non si corre il rischio. Eravamo curiosi, poi, di chiedere a Cantamesse anche un’impressione sulla “collega” Cinzia Zanotti, al suo primo anno da capo allenatrice: non è scontato che una campionessa sia brava anche in panchina, come la vede? «Ovviamente deve ancora crearsi l’esperienza nel ruolo, ma la vedo

già lucida nel valutare le caratteristiche delle sue giocatrici. Ha entusiasmo, e il suo passato da grande giocatrice si farà sicuramente sentire nelle situazioni più difficili».


Situazioni difficili che arriveranno, perché questa squadra sta viaggiando fortissimo in Lombardia, ma guarda inevitabilmente al traguardo delle finali nazionali, sapendo che non si è ancora vinto nulla e che, come insegna l’esperienza sfortunata dell’anno scorso con le ’94, là non è mai facile per le favorite. E, come avverte Cantamesse in conclusione, siamo solo all’inizio delle fatiche, specialmente per le “azzurrine”: «Il problema

per loro sarà reggere il triplo impegno tra U15, U17 e selezione regionale, cui si aggiungerà per qualcuna anche l’estate con la Nazionale: sarà l’anno ideale per temprarle. A tutte auguro il meglio perché mi sento orgoglioso e fortunato ad allenarle». Stella d’argento c.o.n.i. 1985 al merito sportivo

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Panorama lombardo – Approfittando della pausa dell’A1, ci siamo potuti dedicare meglio alle serie minori, in particolare alla B2, massimo campionato regionale, dove era in programma il big match tra Rho (seconda) e Cremona (capolista). Nelle fila delle padrone di casa, spiccava la presenza in quintetto di due giocatrici ben note al pubblico Geas: Vera Ponchiroli (fondamentale “collante” nella promozione del 2008) e Martina Colombera, forse il miglior prodotto sestese della classe ’88. Colombera è stata protagonista dello scoppiettante avvio di partita, che poi s’è fatta spigolosa come si addice a una sfida al vertice; Ponchiroli con 17 punti e 13 rimbalzi è stata riferimento indispensabile sui due lati del campo per Rho, che con un organico tutto lombardo battagliava contro avversarie che allineavano un’americana (Martin) e una cubana (Boza). Cremona ha agguantato il supplementare con un tiro libero a 8” dalla fine, ma nel prolungamento la difesa rhodense l’ha tenuta a zero, e così il 60-55 ha sancito il riaggancio in vetta. In A2, colpo importante per Milano, a segno 70-75 su un campo difficile come Borgotaro, nello scontro diretto che valeva il 4° posto; consueta top scorer Gottardi con 22 + 11 rimbalzi, in evidenza anche Gatti (15+11). Sconfitte piuttosto nette, invece, per Crema (a Bolzano) e Biassono (in casa della capolista Virtus Cagliari dove ha nuovamente impazzato l’ex sestese Ntumba). In B1, nella seconda giornata della poule-retrocessione, prestazione solida per Carugate, che batte Savona con spunti importanti delle due rossonere Genta, in attacco, e Schieppati, in difesa. La squadra satellite del Geas rimane al comando da sola. Nella poule-promozione, sconfitte Vittuone e Costamasnaga, a segno invece Cantù, Broni e la capolista Valmadrera. Nelle giovanili, si allontana la qualificazione all’interzona U19 per il gruppo misto Carugate/Geas, nettamente sconfitto nel derby col San Gabriele Milano. Tra le U17, il Geas ha consolidato con due vittorie il secondo posto, mentre la capolista Biassono ha offerto una prova di forza squassando Costamasnaga a domicilio. Biassono ride anche tra le U15, aggiudicandosi a Malnate lo scontro diretto per tallonare Sesto battistrada. Manuel Beck

Beck Door #16  

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