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BRACCO GEAS BASKET

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21/01/2010

BECK DOOR (Geas e dintorni) Stella d’argento c.o.n.i. 1985 al merito sportivo

Campione d’Europa 1977/78

Campione d’Italia Serie A 1969/70 - 1970/71 1971/72 - 1973/74 1974/75 - 1975/76 1976/77 - 1977/78 Juniores 1970/71 - 1973/74 1974/75 - 2003/04 Allieve 1970/71 - 1972/73 1973/74 Ragazze 1971/72 Propaganda 1976/77

Coppa Italia 1972/73

Stella d’oro c.o.n.i. 2004 al merito sportivo

Il primo “o.k.” per Abiola Wabara (E i ricordi top degli anni Duemila)

Quattordicesima puntata della rubrica settimanale curata da Manuel Beck, giornalista che segue con molta attenzione il Bracco Geas e tutti i campionati giovanili, riferendone sulla "Prealpina del Lunedì". L’autore spazia, come sempre, anche su altri versanti del basket femminile di Lombardia e dintorni. Le precedenti puntate sono consultabili nell’elenco delle news. Non era probabilmente quella di Venezia la partita più attendibile per valutare gli effetti dell’innesto di Abiola Wabara per il Geas. Un po’ per la troppa differenza attuale tra le due squadre nonostante l’assenza della top scorer dell’Umana, Basko (comunque compensata in parte dal ritorno di Sottana); poi perché l’ala del 1981 era alla prima volta con la sua nuova squadra e veniva da due mesi senza partite ufficiali; e infine perché l’uscita di Bernice Mosby per infortunio ha scombinato i piani, accorciando nuovamente rotazioni che, per una volta, non avrebbero dovuto presentare problemi. Considerando Wabara al posto di Danzi e tralasciando le condizioni non ancora ottimali di Manuela Zanon, infatti, alla palla a due la Bracco poteva disporre dell’assetto con 9 giocatrici “senior” che era quello progettato durante la scorsa estate, ma che finora non si era mai visto all’opera. Peccato che il tutto sia durato 11 minuti, fino al brutto ruzzolone sulla linea laterale che ha chiuso la partita dell’ala da Baylor… Vero è che per qualche minuto, all’inizio dell’ultimo periodo, coach Montini ha potuto schierare un quintetto con 4 italiane (Arturi, Frantini, Wabara e Zanon), piacevole novità che con l’arrivo di Ilaria Zanoni potrebbe riproporsi anche più spesso. Ma in quel frangente, più che una scelta era una necessità. Spunti dalla partita – Al di là degli oggettivi e perduranti problemi, tuttavia, non si può negare (nella giornata in cui Pozzuoli ha dato 16 punti alla Comense giocando senza Dixon, Barnes e per metà partita Walker; e in cui Umbertide senza i suoi due play ha fatto soffrire Schio fino all’ultimo) che il Geas poteva fare qualcosina di più, magari senza


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comunque riuscire a stare spalla a spalla con la “corazzata” di Dalmasson, ma impegnandola maggiormente sì. Ci sono stati senza dubbio degli sprazzi buoni per le rossonere, a inizio 2° quarto e soprattutto nel finale del terzo, con una rimonta da –20 a –11. Machanguana ha disputato l’ennesima prova solida; le italiane hanno avuto tutte dei flash da protagoniste: due triple di Arturi, un canestro e fallo di Crippa su rimbalzo in attacco, un “coast to coast” di Frantini. Ma la sostanza, a essere obiettivi, è che la Reyer è stata avanti dal primo all’ultimo minuto, mai sotto il +10 nel secondo tempo, e quando ha spinto sull’acceleratore ha fatto il vuoto. Si potrebbe semplicemente dire che Venezia è più forte, ma sarebbe come ammettere che certe partite siano perse in partenza. Che cosa dunque è pesato di più sulla Bracco, al di là dei meriti di Ballardini e compagne? Non le poche triple: anche per le avversarie non sono state un fattore. Nemmeno, a nostro parere, il conto sfavorevole a rimbalzo, perché in attacco il Geas ne ha presi tanti, 13 (e lì si è sentito subito l’effetto-Wabara). Ma piuttosto, ancora una volta, il divario tra le proprie percentuali da 2 e quelle altrui, che come notavamo già le scorse settimane si verifica, quest’anno, sia contro formazioni di prima fascia sia contro le “pericolanti”: con questa fanno 13 partite ufficiali su 15 in cui le sestesi hanno tirato da 2 peggio delle avversarie. Peccato perché, così, l’ennesimo raccolto abbondante di palle recuperate non si è concretizzato come poteva. La difesa di Venezia è indubbiamente “tosta”, ma è ancora vivo il ricordo dell’andata, in cui la manovra-Geas era fluida ed efficace come non mai, e infatti produsse un ottimo 56% da 2. Certo, rispetto ad allora manca una Danzi che prima di doversi fermare aveva il 55%; ma in compenso domenica c’erano Wabara e Zanon. Insomma, se non credessimo che ci siano tutte la qualità per tirare meglio, ci sarebbe poco da sperare per il prosieguo della stagione. Le chiavi di una svolta positiva, per Montini e Petitpierre, ci paiono dunque essere soprattutto due: una è appunto quella di trovare la “quadra” per sbloccare questo problema di costruzione ed esecuzione; la seconda sarà di mettere insieme nel modo migliore tutte le “tessere” del “puzzle” al quale paragonavamo la scorsa settimana questo Geas in divenire, cui si aggiungerà dalla prossima partita anche Ilaria Zanoni. Per finire, due parole sulla prestazione di Abiola Wabara, chiaramente osservata speciale al suo esordio. È stata brava a non voler strafare, prendendo confidenza col passare dei minuti. Il suo momento migliore è stato infatti il finale di 3° quarto, quando ha segnato 6 punti, di cui i due più pregevoli dalla media distanza dopo che lei stessa aveva recuperato in tuffo un rimbalzo d’attacco. La situazione – Guardando il filmato di domenica, ci ha colpito un dettaglio extra-tecnico, e cioè quanto le ragazze delle Bracco apparissero sorridenti e affiatate durante la presentazione della squadra. Senza dubbio contano le vittorie e non i buoni sentimenti, e non vorremmo scadere nella retorica del “gruppo”; tuttavia, in questo momento difficile, facce tese, clima depresso e cattivi rapporti costituirebbero un’ulteriore zavorra: bene evitarli.


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Anche perché, per l’ennesima settimana, la quota-playoff, ovvero l’ottava posizione in classifica, è rimasta inchiodata a 8 punti, grazie alla rocambolesca vittoria all’overtime di Faenza su Parma con una tripla di Sciacca a 5” dalla fine. A oggi, cioè, il Geas non è ancora costretto a rimontare. È anche vero, d’altra parte, che Pozzuoli ha battuto Como raggiungendo il duo Lavezzini-Bracco; e che quest’ultima ha perso le partite d’andata con entrambe le avversarie. La prospettiva è dunque che la doppia sfida con Parma (in casa il 6 febbraio) e con Pozzuoli (in Campania il 14) valga una buona fetta di stagione. Arriverà dopo la sosta per i quarti di Coppa Italia (ai quali le rossonere non sono qualificate), che capita a fagiolo per inserire ulteriormente Wabara e Zanoni e a recuperare la condizione di Zanon: per quelle due partite bisognerà essere al top, dato che conterà non solo vincere ma anche recuperare la differenza-canestri dell’andata. Intanto si guarda con interesse, nella domenica che viene, a due sfide soprattutto: Parma-Umbertide e Livorno-Napoli. Qualora vincessero le due squadre di casa, e il Geas non riuscisse nel “colpo gobbo” a Schio, significherebbe penultimo posto per la Bracco. Chiaro che in questo momento, nonostante la cosiddetta “gufata” sia un esercizio spiacevole, gli aiuti della sorte, come la tripla di Sciacca che abbiamo citato prima, sono grasso che cola... L’angolo storico (segue dalle puntate precedenti) – Ed eccoci arrivati al super-podio dei migliori 10 capitoli della storia-Geas negli anni Duemila, di cui abbiamo classificato le posizioni dalla 10 alla 4 nelle due settimane passate (vedi http://www.geasbasket.it/public/pdf_comunicati/beck_door_12.pdf e http://www.geasbasket.it/public/pdf_comunicati/beck_door_13.pdf). Qui di seguito la conclusione in bellezza del nostro “countdown”, con l’auspicio che, alla fine del decennio appena iniziato, qualcuno possa trovare altrettanta materia prima per farne uno simile... # 3: fuori dal tunnel col ritorno in A2 (aprile ‘02) – Battendo Thiene 63-46 grazie a un progressivo allungo, il Securbancomat Geas allenato da Maurizio Manzati conquista la promozione in A2 con un turno d’anticipo. È il ritorno in una categoria più consona al blasone rossonero, l’uscita dagli anni bui che avevano fatto sprofondare il club fino alla B. Ed è anche la prima grande vittoria della presidenza di Natalino Carzaniga, che accanto alle più esperte Laura Maiorano e Silvia Dindo lancia tante giovani destinate a fare strada: Annalisa Censini, Masha Maiorano, Madda Ntumba, Valentina Turri e pure un’adolescente Iaia Zanoni, più Roberta Colico che a 23 anni vantava già un’esperienza in A1. # 2: scudetto Juniores, il vivaio Geas torna sul trono (giugno ‘04) – Dopo il secondo posto conquistato l’anno precedente, le under 18 del Celtech Geas si vestono di tricolore a Pescara. È la più inattesa delle vittorie: non certo perché la squadra di Maurizio Frigerio mancasse di talenti, anzi partiva tra le favorite della rassegna (Giulia Arturi, Elisa Silva, Iaia Zanoni e una giovanissima Martina Crippa sarebbero arrivate fino all’A1, Selene Marulli in A2; e ricordiamo anche Chiara Bonfanti), ma dopo i due netti k.o. iniziali con Livorno e Napoli sembrava tutto perduto. Invece il Geas strappa la qualificazione in extremis con un +25 su


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Borgotaro, prende fiducia, fa fuori Treviso in semifinale e, con sempre maggiore autorità, Trieste nella finalissima (78-66, 24 punti di Zanoni e 20 di Arturi), rompendo un digiuno di scudetti giovanili che per il club sestese durava dal 1977. # 1: dal dramma di Nat al paradiso dell’A1 (maggio ‘08) – L’improvvisa morte del presidente Carzaniga sembra il capolinea non solo delle ambizioni stagionali, ma dell’intero Geas. Invece, nel giro di 3 settimane, le ragazze di Roberto Galli sapranno scrivere la più incredibile delle storie sportive. Prima tappa epica, il Paladozza di Bologna, cattedrale del basket italiano che esalta lo spirito guerriero della Tuv Italia di Galli, vittoriosa nella decisiva gara-3 di semifinale dopo una volata risolta dai tiri liberi di capitan Censini (61-65). Gran partita di Martina Crippa (21 punti e 10 rimbalzi), Calastri caparbia nel tornare in campo nonostante il naso rotto da una gomitata nel primo tempo. Si avvera la profezia di “Censo” dopo la sconfitta in gara-1, «pareggeremo la serie, poi sbancheremo Bologna»: la prima parte si era realizzata al termine di una durissima battaglia al PalaFalck. Dopo l’impresa in gara-3, c’è la sensazione che qualcosa di “soprannaturale” stia spingendo la squadra. Anche la serie finale con Crema, inatteso derby lombardo, inizia con una sconfitta, stavolta in casa: avversarie in serata di grazia, Calastri fuori per il naso rotto, la stanchezza di una stagione lunghissima... Ma ormai nulla può fermare le rossonere: cancellata in gara-2 la festa di Crema già pronta a esplodere, si torna per la “bella” in un PalaFalck dall’atmosfera da brividi. Lì, il 24 maggio, il Geas piega Fumagalli e compagne 75-71: monumentale Yadi Rios con 32 punti e 13 rimbalzi, determinante anche Frantini con 17 punti, 11 rimbalzi e la tripla-chiave per il +5 a 40” dalla fine. Ecco due video dell’ultimo minuto: http://www.youtube.com/watch?v=3mDMIDV6QJo e http://www.youtube.com/watch?v=_JK9dCAtygo . È lo storico ritorno in A1 dopo 15 anni per il club, reso possibile da una perfetta saldatura tra il nucleo storico (Arturi, Calastri, Censini, Crippa, Frantini, Marulli), che corona anni di battaglie in maglia rossonera, e gli innesti più recenti: Arnaboldi, Ponchiroli, Rios, le “under” come Schieppati e Tomanovic, e ovviamente coach Galli. Un’affermazione del bel gioco, perché quello sestese è il miglior attacco del campionato e anche la serie finale è di assoluta qualità; ma soprattutto dell’incredibile forza mentale con cui le rossonere hanno reagito al dramma che le ha appena colpite, trasformandolo in spinta inarrestabile a superare se stesse: «Nat...uralmente grandi», come è scritto sullo striscione che accompagna le ragazze nella loro cavalcata. E la Gazzetta dello Sport titola: «Geas, le favole esistono». Under 15, momento topico – Torniamo al presente. A livello giovanile, sabato scorso, i riflettori erano puntati sulla supersfida tra le U15 di Comense (ovvero il gruppo di Malnate) e Geas, entrambe imbattute. L’anno passato, a livello ’95, le varesine erano le più forti, ma la campagna di rafforzamento condotta da Sesto durante l’estate (compreso l’arrivo del miglior elemento di Malnate, Gambarini) ha ribaltato le gerarchie. Dopo metà partita condotta di misura, la squadra di Cinzia


Zanotti ha preso il largo sfruttando la maggior profondità fino a chiudere sul 54-76. Non era solo questione di vincere, ma anche di incamerare uno scarto tale da mettere al riparo da sorprese nel ritorno: e in tal senso il +22 a Malnate è più che confortante. Ma è soltanto metà dell’opera per la PlusValore, perché dopodomani (sabato 23) a Macherio c’è un nuovo big match con l’altra imbattuta, Biassono. Intanto, nell’Under 17, proprio Biassono s’è laureata campione d’inverno davanti al Geas; titolo analogo nell’U19, con una giornata d’anticipo, per la Comense, mentre il gruppo misto Carugate-Sesto ha ottenuto la seconda vittoria consecutiva. Stella d’argento c.o.n.i. 1985 al merito sportivo

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Coppa Italia

Panorama lombardo – Gran bel derby di A2 a Pessano: rivincita dell’andata per il Sanga Milano su Biassono con un 89-86 che ha divertito il folto pubblico. Gli attacchi hanno decisamente prevalso sulle difese, ma ci è parso più merito dei primi che demerito di queste ultime. Tante le protagoniste: per Milano la solita Gottardi e il trio di ali Silva, Lisnere e Pastorino, quest’ultima (classe ’91) risolutrice a sorpresa con 14 rimbalzi; per Biassono le veterane Barbieri, Scudiero e Zanon. Dopo metà gara con alternanze al comando (46-42 al 20’), il Sanga ha guadagnato a inizio ripresa un vantaggio che pur oscillando tra 1 e 9 punti di scarto non è più stato recuperato da Biassono, che allo scadere ha fallito la tripla del supplementare. Milano rimane al 4° posto in coabitazione con Borgotaro, le brianzole ultime alla pari con Reggio Emilia. Sconfitta prevedibile per Crema sul campo della Virtus Cagliari: e Madda Ntumba (15 punti e 10 rimbalzi) si è aggiudicata il duello tra ex geassine con Annalisa Censini. Mentre la B1 era ferma per la pausa tra la prima e la seconda fase, diamo un’occhiata alla B2, il massimo campionato regionale che ha terminato nello scorso weekend il girone d’andata. Al comando c’è Cremona, che conta sull’americana Martin, la cubana Boza e un’ex serie A come Marcolini; subito dietro, la coppia formata dal Lussana Bergamo della brasiliana Renata de Oliveira (ma anche delle ’94 Filippi e Minali che rivaleggiano col Geas nelle giovanili) e da Rho, dove stanno disputando un ottimo campionato due conoscenze del pubblico sestese: Vera Ponchiroli e Martina Colombera. Alla fine della stagione regolare, la prima sarà promossa direttamente in B1, mentre le squadre dalla seconda alla quinta disputeranno una fase finale che qualifica a uno spareggio con la vincente del Veneto-Trentino.

1972/73

Manuel Beck

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