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BRACCO GEAS BASKET

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08/01/2009

BECK DOOR (Geas e dintorni)

Stella d’argento c.o.n.i. 1985 al merito sportivo

Campione d’Europa 1977/78

Campione d’Italia Serie A 1969/70 - 1970/71 1971/72 - 1973/74 1974/75 - 1975/76 1976/77 - 1977/78 Juniores 1970/71 - 1973/74 1974/75 - 2003/04 Allieve 1970/71 - 1972/73 1973/74 Ragazze 1971/72 Propaganda 1976/77

Coppa Italia 1972/73

Stella d’oro c.o.n.i. 2004 al merito sportivo

Primi segnali per una riscossa (E la hit parade del decennio)

Dodicesima puntata della rubrica settimanale curata da Manuel Beck, giornalista che segue con molta attenzione il Bracco Geas e tutti i campionati giovanili, riferendone sulla "Prealpina del Lunedì". L’autore spazia, come sempre, anche su altri versanti del basket femminile di Lombardia e dintorni. Le precedenti puntate sono consultabili nell’elenco delle news. Appunti di coppa – Ben ritrovati nel 2010. Un doppio calo nell’ultimo quarto ha impedito al Geas di raccogliere quanto seminato nel primo turno di Coppa Italia contro Parma. Più che legittima la qualificazione della Lavezzini, vincitrice due volte su due, ma l’andamento di entrambe le gare autorizza a dire che la Bracco non avrebbe rubato nulla se ne avesse vinta almeno una, soprattutto quella di andata. Che se anche non fosse stata decisiva per il passaggio del turno, avrebbe fatto bene al morale dopo il tribolato dicembre rossonero. Parma aveva un vantaggio d’organico, viste l’assenza di Debora Danzi e la condizione ovviamente incerta della rientrante Manuela Zanon: non stupisce che la differenza sia venuta fuori nei finali, sotto forma di maggior freschezza e lucidità nelle scelte da parte delle avversarie. Peraltro anche in campionato, a inizio novembre, senza il pivot Ajanovic, le emiliane piazzarono la zampata in rimonta: nei momenti decisivi, va riconosciuto in attesa della rivincita di campionato del 6 febbraio, sono state più brave del Geas. La consolazione è che, contro quella che a oggi è l’avversaria diretta per l’ultimo posto-playoff, la squadra di Montini ha dimostrato che le manca qualcosa, ma non molto per essere alla pari o anche superiore. E questo “qualcosa” può arrivare sia dalla crescita di chi ha giocato finora, sia dalle nuove carte pronte a essere calate sul tavolo sestese. Zanon, una volta tornata in forma, sarà come un nuovo acquisto. Un’altra certezza è Abiola Wabara, che debutterà nella seconda di ritorno a Venezia. Meno chiare, mentre scriviamo, le prospettive di Danzi, ma un suo rientro, presto o tardi, dovrebbe avvenire. E la società si sta muovendo in varie direzioni


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Campione d’Europa 1977/78

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per piazzare un’ulteriore mossa di mercato in entrata. A conti fatti, stiamo parlando di 4 giocatrici (diciamo 3 e mezza) in più rispetto a questa serie con Parma... Non solo, ma guardando alle caratteristiche di Zanon e di Wabara, c’è la speranza fondata di risolvere una delle maggiori carenze del Geas (emersa sia con, sia senza Danzi): la difesa in area. Nelle scorse settimane abbiamo parlato più volte delle basse percentuali, sia da 2 che da 3, delle rossonere. Vero, ma il problema è anche sul fronte opposto: su 11 partite di campionato, 9 volte le avversarie hanno tirato meglio della Bracco da 2 (eccezioni: Venezia e Napoli), e sempre 9 volte hanno superato il 50% (eccezioni: Venezia e Parma). La difesa sestese, da inizio stagione, produce tanti recuperi, ma quando le avversarie riescono a superare la “prima linea” e tirare da distanza ravvicinata, segnano con troppa regolarità. La Coppa Italia non ha invertito la tendenza: all’andata (secondo nostre cifre “ufficiose”, in mancanza del rilevamento ufficiale) il Geas ha avuto il 43% da 2 (20/46), Parma il 63% (20/32). Al ritorno, in realtà, la differenza è stata minima: 54% per le ducali, 52% per le lombarde. Ma è stata ancora inarrestabile Summerton, ala grande della Lavezzini, che in due partite ha realizzato 45 punti con 21/27 da 2. In attacco, le prove di Mosby e Martinez nel ritorno sono state incoraggianti, Machanguana ha fatto il suo solito, ma vorremmo soffermarci soprattutto su Martina Crippa, che domenica scorsa al PalaAllende abbiamo visto trasformata rispetto a quella piuttosto anonima della prima metà di campionato. Inutile strologare sulle cause (probabilmente c’entrano anche le attese molto cresciute dopo il titolo di “miglior giovane” 2008/09), preferiamo registrare che da 4,3 punti di media nell’andata, Martina è salita a 14,5 in questa mini-serie con Parma. Non colpisce solo il 4/4 da 3 nel primo tempo di gara-1, ma la ritrovata sicurezza con cui s’è presa i suoi tiri ogni volta che ce n’era l’occasione. Anche quando ha sbagliato, l’ha fatto cercando con decisione il canestro, ad esempio con un “giro e tiro” dal limite dell’area contro Zara. Nel ritorno è stata forse meno scoppiettante, ma 10 punti più 7 rimbalzi indicano che la condizione c’è. Insomma, siamo in pieno inverno, ma se son rose (ri)fioriranno. «Sì, Martina ha ritrovato fiducia al tiro – ci spiegava Walter Montini al termine della prima partita, - a riprova che l’applicazione in palestra paga.

In realtà, in queste prime settimane della mia gestione, abbiamo lavorato soprattutto sul piano psicologico, per far credere tutte nei propri mezzi. Confermo quanto avevo detto appena presa in mano la squadra, cioè che una delle maggiori difficoltà nostre era costruire buoni tiri, e in effetti abbiamo già visto dei progressi in tal senso, ma non si tratta di una questione tecnica quanto piuttosto mentale: le ragazze pensavano troppo alle conseguenze dei propri errori, alimentando un circolo vizioso perché se non segni perdi fiducia, ma se perdi fiducia è più facile che sbagli ancora. Abbiamo cercato di rompere questo meccanismo». Sempre

domenica scorsa, preannunciando l’arrivo di Andrea Petitpierre come suo vice, ufficializzato l’indomani, Montini ha usato il paragone con Tonino Zorzi, allenatore di lungo corso nel maschile, che negli ultimi anni ha ricoperto con successo il ruolo di “senior assistant”, mettendo la sua


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esperienza al servizio di head coach più giovani. Intanto ci prepariamo al ritorno della Bracco, dopo lunga astinenza, sugli schermi di RaiSport Più. Sembra passata una vita dall’andata, quando il Geas battè Faenza nell’Opening Day di Roma, finora unica apparizione tv delle rossonere in questa stagione: lunedì saranno nettamente favorite le romagnole, autrici di un ottimo girone d’andata concluso al 3° posto, ma ci sarà quantomeno un vantaggio di “carburazione” per le sestesi, rodate dalla Coppa Italia mentre l’Atletico non disputa partite ufficiali dal 20 dicembre. L’anno scorso la Bracco espugnò l’impianto faentino, bisogna credere nella possibilità di un bis anche perché la serie terribile di gennaio prosegue con le trasferte a Venezia e Schio, che richiederanno miracoli nonostante l’innesto di Wabara, e la classifica non può aspettare troppo per rivitalizzarsi. L'angolo storico – In queste settimane vanno di moda le classifiche sul “meglio degli anni Duemila” o “anni zero”. Allora non può mancare l’hit parade del decennio rossonero: perché a Sesto è successo davvero di tutto, nel bene e nel male ma sicuramente (ci sentiamo di dire) molto più nel bene rispetto alla decade precedente. E dunque è bello, prima di tuffarsi negli “anni dieci”, voltarsi indietro a ricordare, con la nostra top 10 dei migliori capitoli della storia-Geas nel decennio appena concluso. Andiamo in ordine inverso e cominciamo con le posizioni dalla 10 alla 6: alla prossima puntata riserviamo le prime cinque. # 10: brividi al PalaFalck (ottobre ‘05-dicembre ‘06) – In due stagioni senza infamia e senza lode, allenatori Maurizio Frigerio in una e Valerio Signorini nell’altra, la palestra sestese è teatro di una serie di vibranti finali in volata che, vinti o persi che siano, contribuiscono a cementare una mentalità da battaglia poi decisiva nell’impresa del 2008, e regalano emozioni forti ai “fedelissimi” del sabato sera in via Falck. Tra le perle, ricordiamo un 63-62 su Udine con canestro vincente di Arturi a -5” (ottobre ’05); un 75-74 su Marghera con miracolo di Censini da 8 metri sulla sirena (gennaio ’06); uno spettacolare, anche se sfortunato, derby con Carugate (73-74, novembre ’06); e un 84-81 di nuovo contro Marghera, con “rimontona” da -20 e vittoria al supplementare (dicembre ’06). # 9: croce e delizia nel ritorno in A1 (ottobre ‘08) – Incredibile in tutti i sensi l’atteso ritorno del Geas in A1 dopo 15 anni. Nell'Opening Day stagionale a Roma, la squadra di Roberto Galli, neo-sponsorizzata Bracco, perde 0-20 per violazione della regola sul massimo di 3 straniere in campo (succede nel 2° quarto per un paio di azioni), ma non passa inosservato lo spettacolare 80-56 rifilato a un'avversaria di primo livello da Penicheiro e compagne, di fatto insieme da pochi giorni dopo le mille traversie e incognite dell’estate. Un messaggio al campionato: il Geas non è tornato per fare la comparsa... # 8: terze in stagione regolare (aprile ‘04) – Con Maurizio Frigerio al timone e uno spumeggiante “backcourt” formato da Roberta Colico, Annalisa Censini e l’emergente Michela Frantini, ben bilanciato sotto canestro dalle giovani Rovida e Calastri e dalla veteranissima Renata Salvestrini, il Celtech Geas, al suo secondo anno dopo il ritorno in A2, è


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Campione d’Europa 1977/78

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già ai vertici, piazzandosi terzo in regular season con 21 vinte e 5 perse. La delusione nei playoff, subito chiusi con un 1-2 incassato da Cervia, rovina solo in parte l’annata. # 7: due volte seconde in Italia con le junior (giugno ‘03 e giugno ‘08) – Non portano scudetti in bacheca, ma testimoniano il lavoro della presidenza Carzaniga sul vivaio i due titoli di vice-campionesse d’Italia conquistati a distanza di 5 anni nella principale categoria giovanile. Nel 2003 a Gressoney, dopo una drammatica semifinale-derby con Biassono della futura geassina Calastri (41-40), la squadra allenata da Maurizio Manzati e trascinata da Nadia Rovida, Iaia Zanoni e Giulia Arturi si arrende nettamente al S. Raffaele Roma (ma l’anno dopo sarà tricolore). Stessa avversaria e stesso esito 5 anni dopo, a Udine, col gruppo agli ordini di Roberto Galli e con Martina Crippa e Giulia Gatti come “prime punte”, che dopo aver sconfitto la Comense in semifinale cede negli ultimi minuti alle più fresche romane, mancando d’un soffio una storica accoppiata con la promozione in A1 di una settimana prima. # 6: la promozione morale (maggio ‘05) – Una stagione rocambolesca per l’IGB Geas di Frigerio, che sembra partire col freno a mano tirato (3 vittorie nelle prime 7 giornate), complice l’iniziale indisponibilità di Colico e un grave infortunio a Calastri: trovato un solido equilibrio con l’attacco in mano al trio perimetrale Colico-Censini-Frantini, i centimetri di Salvestrini e l’energia delle giovani Visconti, Zanoni, Marulli e Arturi, le rossonere iniziano a vincere (20 delle successive 22 partite) e non si fermano più, nemmeno contro le favorite Cavezzo e Vicenza, battute in volata al PalaFalck nel ritorno. Si arriva così all’ultima giornata col Geas che, in caso di vittoria su Broni e di sconfitta vicentina a Cavezzo, sarebbe promosso (la formula quell’anno non prevede playoff). La seconda condizione si realizza, non la prima: c’è amaro in bocca per una promozione non tanto sfuggita quanto non cercata per una sofferta e ponderata scelta societaria, ma resta l’applauso per una grande annata. Per saldare il conto ci sarà da aspettare 3 anni… Panorama lombardo – Riprendevano ieri (6 gennaio) i campionati nazionali minori. Turno importante per la B1, il penultimo della prima fase: solo avvicinata l’impresa per Carugate sul campo della seconda forza Broni (65-61). La sconfitta rende necessaria, per entrare nella poulepromozione, un’impresa ai limiti dell’impossibile contro la capolista Valmadrera (finora vittoriosa 12 volte in 13 giornate), ma il team satellite del Geas, al PalaBCC di Pessano, ha già battuto le altre due “big” del girone, Costamasnaga e la stessa Broni, per cui confida nella cabala del “non c’è due senza tre”... Però servirebbe anche una sconfitta di Cantù sul campo di una teoricamente demotivata Varese (già certa della poulesalvezza), e per quanto le brianzole siano in crisi (quinta sconfitta di fila, ieri, con Vittuone che ha avuto 13 punti e 15 rimbalzi dall’ex geassina Rovida, qualificandosi matematicamente), sarebbe un harakiri clamoroso. In A2 importante colpo di Biassono a Marghera, sconfitta a sorpresa per il Sanga Milano con Alghero. Nelle giovanili, tutto da seguire il big match di sabato 9 nella categoria Under 17 tra Biassono e Geas, con ogni probabilità decisivo per il titolo d’inverno.


Manuel Beck

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Beck Door #12  

BECK DOOR (Geas e dintorni) Primi segnali per una riscossa (E la hit parade del decennio)