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Del tutto involontariamente, mi sono qualificato per questo posto durante tutta la mia vita. J.L.Borges

GB

Giovanni Benedetti, nato a Reggio Emilia, vive l’infanzia e l’adolescenza a Modena. Una volta diplomato si traferisce a Milano dove studia Architettura al Politecnico di Milano. Nel 2010, da laureato, si trasferisce a Madrid. Nel 2011 collabora con il professore Alberto Morell (Escuela tecnica superior de Madrid) per la realizzazione di una guida sull’Egitto. Lavora per due anni nello studio di Teresa Sapey come collaboratore e come project leader in concorsi e progetti privati; fra questi la sala VIP di ARCO a Madrid (realizzato 2011 con IKEA), la sala VIP di Paris Photo (realizzato nel 2012), una casa in Extremadura (Spagna, in fase di costruzione) e una biblioteca (costruita nel 2012) e residenze in Pakistan. Sempre all’interno dello studio Teresa Sapey, collabora a diversi progetti di design tra cui la “testa” Adam della marca Vondom (2012). Nel 2013 partecipa ad una mostra collettiva dal titolo “Printing Miiverse” a Norimberga presso la Kunstbunker Gallery. Lo stesso anno uscirá il libro di poesie La casa orfana (casa editrice Lietocolle) scritto da Daniela Andreis e da lui illustrato. Attualmente vive a Modena, dove lavora e porta avanti uno studio personale sull’architettura. Scrive e disegna in forma non regolare sul suo blog (mutomuto.tumblr.com) usando lo pseudonimo di Muto.


Proposta di progetto per l’ex-campo di deportazione di Fossoli (Modena). La pianura e la sua assenza di emergenze permettono l’avvio di un processo progettuale | Dei due campi di concentramento non è rimasto più nulla (processi naturali e umani hanno riscritto la geografia del luogo), solo un canale continua a dividere le due aree. | Una struttura ossea in cemento che si appoggia lungo il corso del canale e connette i due campi. | L’acqua del canale, ciclicamente, allaga o mette a nudo questa spina. Il tempo atmosferico e cronologico segnano la forma visibile del progetto.


Questi frammenti fanno parte di un possibile alfabeto autobiografico | le lettere/parole derviano da un accumulo di ricordi che si ripresentano attraverso elementi costanti | Questa riscrittura della propria memoria non ha nessuna finalità operativa o accademica, non insegna nulla. | Un esercizio continuo di recupero di analogie personali. | Attraverso la ripetizione è possibile cancellare alcuni di questi frammenti e raramente incontrarne di nuovi. | La scoperta di qnuove costruzioni mentali semplici permette la continuità del lavoro.


Grand Palais, Parigi, Sala VIP per Paris Photo. 2012 Estudio Teresa Sapey

ARCO, Mardid, Sala VIP, 2011 Estudio Teresa Sapey

Ampliamento per una casa rurale, Extremadura, costuito, 2013 Estudio Teresa Sapey

Progetto per 200 case in Pakistan, Shigar, proposta di progetto, 2012 Estudio Teresa Sapey

Profile for Giovanni Benedetti

Giovanni Benedetti short folio  

Giovanni Benedetti short folio  

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