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lunedì 18 novembre 2013

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■ SPESE DEI GRUPPI / Attesa in settimana la consegna di una «corposa relazione finale» al procuratore capo di Aosta

La FINANZA chiude l’indagine sui costi della politica

Una volta analizzati gli accertamenti, dalla Procura partiranno gli avvisi di garanzia verso quei consiglieri le cui spese sono rimaste non giustificate AOSTA - L’aliquota della Guardia di Finanza di Polizia Giudiziaria ha concluso l’indagine a lei delegata relativa alle spese effettuate dai sei gruppi consiliari della XIII legislatura (Union Valdôtaine, Stella Alpina, Fédération Autonomiste, Pdl, Alpe e Pd) negli anni 2009, 2010, 2011 e 2012. Gli accertamenti svolti dalle Fiamme Gialle, che in settimana - a meno di clamorosi intoppi dell’ultima ora - dovrebbero essere consegnati al procuratore capo di Aosta, Marilinda Mineccia, attraverso una «corposa relazione finale», hanno a vario titolo coinvolto tutti e sei i gruppi consiliari in carica nella passata legislatura, con le ipotesi di reato formulate dalla Procura della Repubblica di Aosta che vanno dal finanziamento illecito dei partiti al peculato. Una volta depositata la «corposa relazione finale» negli uffici

al secondo piano del palazzo di giustizia, questa dovrà essere letta e analizzata dal procuratore capo, così da poter chiedere conto di quelle spese rimaste non giustificate al termine dell’attività di indagine portata a compimento nei giorni scorsi dall’aliquota della Guardia di Finanza. Un’azione, quella di chiedere ulteriormente conto di quelle

spese non ancora giustificate da diversi consiglieri, che si dovrebbe sostanziare attraverso l’invio di avvisi di garanzia, considerato che negli uffici delle Fiamme Gialle - a inizio luglio - erano già stati convocati i sei capigruppo della XIII legislatura, chiamati a produrre - in qualità di legali rappresentanti pro tempore delle rispettive formazioni politiche

consiliari - documentazione utile alla giustificazione delle spese effettuate negli anni 2009, 2010 e 2011 (negli ultimi mesi l’attività di indagine della Finanza si è quindi ‘allungata’ anche al 2012). Quello che al momento si ipotizza, è che ci sarebbero stati gruppi consiliari che avrebbero finanziato occultamente il proprio partito attraverso l’acquisto a prezzi superiori a quelli di mercato di spazi per la resocontazione delle iniziative promosse in Consiglio sugli organi di informazione di partito, soldi utilizzati (in parte) per pagare segretarie assunte nella sede di partito, soldi dirottati su conti correnti personali di singoli consiglieri, contributi previdenziali pagati con gli stanziamenti provenienti dalla Presidenza del Consiglio e gruppi consiliari editori del giornale di partito. ■ Patrick Barmasse

■ PROTEZIONE CIVILE / I volontari hanno completato un corso base di 44 ore, i cinque capisquadra un corso di 54 ore

DICIOTTO nuovi tecnici abilitati per il soccorso fluviale AOSTA - La Protezione Civile valdostana può contare su 18 nuovi tecnici del soccorso in fiume e cinque capisquadra, che grazie al corso Rescue River - promosso dal CSV e cofinanziato dal FSE - hanno ottenuto il brevetto internazionale Rescue 3 international. I neo tecnici abilitati provengono dalle associazioni di volontariato di Protezione Civile, e potranno intervenire nelle attività di soccorso in ambiente fluviale, recuperare persone cadute in acqua, essere impegnati nella ricerca di persone scomparse in fiumi o torrenti o ancora rimuovere barriere nei corsi d’acqua in condizioni di rischio idrogeologico ed esondazioni. I volontari hanno frequentato un corso base di 44 ore, mentre i cinque capisquadra hanno ottenuto la qualifica grazie a un corso avanzato di 54 ore. I percorsi formativi hanno affiancato lezioni teoriche a esercitazioni pratiche in acqua con l’uso del raft e dei sistemi di carrucole. Sempre grazie al contributo del FSE, il CSV ha organizzato anche un corso sulla sicurezza riservata a 16 volonta-

Morte Gabriele Tondat

Le precisazioni della famiglia

In merito all’articolo pubblicato su Gazzetta Matin del 4 novembre scorso, dal titolo «L’ombra dell’E.coli sulla morte del piccolo Gabriele», la famiglia Tondat ritiene oltremodo scorretto l’aver pubblicato un articolo non solo senza autorizzazione e senza alcuna evidenza pubblica o meglio senza alcun pubblico interesse, come dimostrato dal fatto che le stesse autorità sanitarie non hanno ritenuto di dare evidenza all’infezione. Quindi più che evidenza pubblica riteniamo si sia avviato un processo speculativo su una iniziale notizia che non è passata sotto silenzio proprio a causa dell’improvviso decesso di un bambino. La nostra maggiore preoccupazione è rivolta all’immagine della famiglia, tenendo presente che di questo nucleo fa parte una bambina di soli sei anni. E’ umano che chiunque sentendo parlare di infezioni da batteri si ponga in allarme e a ben poco vale spiegare che esistono centinaia di ceppi del batterio e che per la maggior parte sono inoffensivi. Quello che rimane nella memoria non è la casistica della percentuale di imprevedibilità, ma il fatto che l’infezione possa essere causata dal non essersi sincerati dalla salubrità dell’acqua, per aver mangiato cozze e/o per non essersi lavati le mani prima di mangiare. Il giornalista dovrebbe sapere che le dichiarazioni del dottor Arioni sono una grave violazione al segreto professionale imposto a ogni medico. Non è assolutamente vero che l’ospedale pediatrico Regina Margherita abbia reso noto l’esito dell’autopsia del piccolo Gabriele, pertanto non vi è alcuna certezza sulla causa che ne ha provocato il decesso. Il medico non è certamente bene informato, infatti nel rilevare la sindrome emolitico-uremica deve sapere che la sua comparsa produce un’anemia emolitica, ma forse non sa che in Gabriele questa non era presente, così come erano intatti i globuli rossi. E queste sono le informazioni dateci telefonicamente dal Regina Margherita. Non si vuole assolutamente entrare in polemica, ma è doveroso precisare che neppure a seguito del secondo ricovero il quadro clinico di Gabriele è parso così drammatico, tanto che ai genitori era stata ipotizzata solamente una reidratazione del bimbo e che in serata sarebbe stato rimandato a casa. Solo alle 22, con il cambio del medico, è stata evidenziata la gravità del caso ed è stato disposto il trasferimento al Pronto soccorso del Parini. Ed è in quella sede che è stata eseguita la laparoscopia, a seguito della quale è stata decisa l’appendicectomia e l’estrazione del liquido formatosi nel ventre. Per quanto ne sappiamo, è solo grazie al prudente e oculato consiglio dei medici del Parini che abbiamo accettato il trasferimento del piccolo a Torino. Motivo: in caso di bisogno né il Parini, né il Beauregard hanno una sala di rianimazione pediatrica! Forse questa è la notizia di evidenza pubblica! ■ Fabio Tondat, Gignod RISPOSTA

I neo tecnici del soccorso in fiume durante un’esercitazione pratica in acqua

ri delle associazioni di Protezione Civile, adempiendo così alla nuova normativa. I partecipanti CORSO SICUREZZA: Francesco Agostino, Silvano Bassi, Andrea Belli, Corrado Bologna, Massimo Cestaro, Augusto Daniele Chevrère, Michel Giachino, Maurizio Lanivi, Liliana Bordet, Roberto Mastella, Franco Pagliaro, Emanuele Peron, Patrizia Petey, Ro-

sario Scandale, Fabio Scuttari e Corrado Zambelli. MODULO BASE RESCUE RIVER: Simone Gottardelli, Riccardo Deregibus, Massimiliano Torraco, Luca Fasulo, Andrea Bertone, Emanuele Peron, Fabio Scuttari, Marco Maria Lucci, Andrea Belli, Roberto Mastella, Andrea Manfrin, Donatello Anello, Corrado Zambelli, Maurizio Lanivi e Augusto Daniele Chevrère.

MODULO ADVANCED: Maurizio Lanivi, Augusto Daniele Chevrère, Patrizia Petey, Franco Pagliaro, Riccardo Deregibus, Daniel Pinet, Federico Modafferi, Roberto Fosson, Emanuele Peron, Fabio Scuttari, Marco Maria Lucci, Andrea Belli, Mauro Tessitore, Giuseppe Balistrieri, Roberto Mastella, Andrea Manfrin, Donatello Anello e Corrado Zambelli. ■ r.g.

Signor Tondat, nessuna volontà di speculare su una simile tragedia, che ha colpito, oltre a voi, anche chiunque ne sia venuto a conoscenza, compreso il sottoscritto. L’articolo in questione risponde esclusivamente al diritto/dovere di cronaca insiti nella professione giornalistica. La notizia aveva evidenza pubblica in quanto era stata resa pubblica l’effettuazione dell’autopsia per conoscere le cause del decesso di Gabriele, quindi il nostro tornare sull’argomento è stato un doveroso completamento della notizia stessa. Detto questo, in merito all’esito dell’esame autoptico, il sottoscritto si è affidato a una fonte ufficiale dell’ospedale pediatrico Regina Margherita di Torino, che nel rilasciarci le informazioni - evidentemente - ha ritenuto a sua volta che la notizia fosse di pubblico interesse (così come l’ha ritenuto anche il dottor Cesare Arioni dietro autorizzazione dell’Azienda Usl della Valle d’Aosta). ■ Patrick Barmasse

Gazzetta Matin del 18 novembre 2013  

Versione sfogliabile del settimanale Gazzetta Matin

Gazzetta Matin del 18 novembre 2013  

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