Page 70

LETTERE

70

lunedì 18 novembre 2013

INVIATE LE VOSTRE LETTERE A: l.mercanti@gazzettamatin.com

Corecom, le motivazioni del ritiro della disponibilità di Massimo Boccarella Dopo quanto emerso dal dibattito in Consiglio regionale ho deciso di ritirare la disponibilità richiestami per l’elezione nel Corecom della Valle d’Aosta. Mi corre l’obbligo però di dover fare alcune puntualizzazioni, visto che nel dibattito che è seguito alle nostre dimissioni ho ascoltato ricostruzioni fantasiose e affermazioni generiche frutto, credo, di scarsa informazione. In Consiglio è stato affermato che le dimissioni dei componenti del Corecom erano dovute ad una manovra politica. Niente di più lontano dalla verità. Le dimissioni dei consiglieri del Corecom si sono materializzate il 4 luglio dopo che il comitato al completo aveva preso posizione contro un comunicato stampa emesso dalla presidente Manuela Ghillino che, per tutti gli altri componenti, aveva rappresentato la classica goccia che fa traboccare il vaso. Il disagio del comitato risaliva a mesi prima, ma era stato contenuto visto che, da novembre 2012 a giugno 2013, vi erano ben tre appuntamenti elettorali: referendum, politiche e regionali e si rischiava di creare un black out nelle funzioni del Corecom. Nessuno ha poi evidenziato che non sono stati i cosiddetti componenti di maggioranza a dare le di-

missioni, ma tutto il comitato, compreso il rappresentante dell’opposizione che non si capisce che interesse avrebbe avuto a favorire una cosiddetta manovra di palazzo. Al contrario di quanto affermato, invece, la politica è intervenuta per fermare le dimissioni, tanto che uno dei componenti è stato forzato a ritirarle dal consigliere Leonardo La Torre come comunicato agli altri componenti del Corecom con una email dallo stesso dimissionario. Fa strano che in un paese dove nessuno si dimette siano stati messi alla berlina coloro che lo hanno fatto, senza analizzare le reali motivazioni che erano all’origine della decisione ma facendone esclusivamente un terreno di scontro politico. Per quanto concerne poi l’attività svolta dal Corecom emerge con chiarezza la scarsa conoscenza delle sue competenze da parte di alcuni consiglieri regionali che attribuiscono all’organismo compiti che esulano dal suo campo di intervento, come la definizione degli orari di messa in onda dei dibattiti elettorali che rientrano nella esclusiva prerogativa della Rai. Il Corecom poi per quando riguarda i monitoraggi elettorali ha voluto che fossero effettuati dall’Osservatorio di Pavia, sia per l’esiguità del personale disponibile, sia per non incorrere in alcun dubbio di parzialità nella lettura dei dati. Infine per quanto con-

cerne la tutela di ogni forza politica presente in Consiglio, mi piace ricordare che tutte le segnalazioni pervenute sono state attentamente esaminate nell’ambito di quanto previsto dalla legge, senza alcuna preclusione. Oggi a gran voce sono stati richiesti al Corecom monitoraggi costanti, dimenticando che la legge impone regolamentazione dei tempi tra le varie forze politiche solo in periodo elettorale e che i telegiornali e radiogiornali, compresa la tgr, nel restante periodo hanno piena autonomia giornalistica ed editoriale nella scelta dei servizi come è stato risposto dalla Rai all’Onorevole Brunetta. Mi corre poi l’obbligo di ringraziare i colleghi che mi hanno affiancato in questo periodo e in particolare il rappresentante delle forze di opposizione Daniele Amedeo che ha svolto con serietà e imparzialità e indipendenza il suo compito. In chiusura una considerazione: è perlomeno strano che dopo 4 mesi dalle dimissioni nessun rappresentante delle forze politiche che ha preso posizione in Consiglio regionale sulla vicenda del Corecom si sia sentito in dovere di ascoltare le motivazioni dei dimissionari al fine di avere un quadro completo della situazione, ma forse era meglio la polemica per la polemica piuttosto che un’ analisi onesta e approfondita sul-

REGALATI

UN ANNO DI

ABBONATI! 52 NUMERI A 70 €

E SE VUOI ANCHE LA VERSIONE

SFOGLIABILE ONLINE UN FANTASTICO

OMAGGIO*PER TE!

+ =

85 € In collaborazione con: BRUNELLO

1994

Discount solo nel prezzo

CENTRO

AOSTA & SARRE

INFO: REGIONE BORGNALLE 12 - AOSTA (AO) TEL: +39 0165 231711 MAIL: SEGRETERIA@GAZZETTAMATIN.COM

*Fino ad esaurimento scorte - immagine puramente indicativa

“SOFT SHELL” DI

Corecom Valle d’Aosta, situazione sconcertante La situazione che vede da molti mesi un vuoto nella gestione del CO.RE.COM della nostra regione è sconcertante! I Comitati regionali per le comunicazioni (CO.RE.COM) sonoorgani previsti dalla Legge Maccanico, istituiti dall’ AGCOM e disciplinati da leggi delle singole regioni con funzioni di organo di governo, garanzia e controllo sul sistema delle comunicazioni in ambito regionale e svolgono anche funzioni a loro delegate dall’AGCOM, Autorità per la garanzia nelle Telecomunicazioni oltre a compiti istruttori per conto del Ministero delle Comunicazioni. Tale impianto giuridico li pone al centro di procedimenti amministrativi con una moltitudine di soggetti portatori di diritti soggettivi e anche di interessi legittimi. Ricordiamo inoltre che un ulteriore compito dei CO.RE. COM è quello di gestire le conciliazioni delle controversie tra operatori di comunicazione e utenti e che gli utenti sono vari e di diversa natura. Ai CO.RE.COM si recano cittadini, sia in qualità di consumatori che di operatori economici, che intendono avvalersi dei servizi che i CO.RE. COM offrono per affrontare il complesso mondo delle telecomunicazioni. Questo continuo rimandare la nomina del nuovo Comitato di gestione non aiuta assolutamente le persone che operano con professionalità all’interno della struttura del CO.RE. COM della nostra regione come questi continui rinvii nella nomina non portano assolutamente credito alla struttura stessa da parte della cittadinanza valdostana che vede anche in questa vicenda un negativo aspetto della vita politica, facendo passare in secondo piano quella che dovrebbe essere la tutela dei cittadini e la crescita della nostra regine in un corretto e vitale pluralismo a più voci. ■ Federconsumatori Valle d’Aosta Il copiancollismo privo di analisi giornalistica

GIACCA

LA

la vicenda. ■ Massimo Boccarella, consigliere Corecom dimissionario

Egregio direttore, il giornalismo è tale se rispetta i fatti e di conseguenza i lettori; irride queste due entità il copiaincollismo privo di analisi giornalistica. Riferimento critico verso l’articolo a pagina 4 della Gazzetta dell’11 novembre: un comunicato a mia firma afferma che residenti in Valle, in sintonia con personalità e costituzionalisti nazionali, stanno operando a Roma per modifiche allo Statuto regionale valdostano funzionali al suo adeguamento ad articoli della Costituzione oggi calpestati in Valle, contrapponendosi alle esigenze meramente partitiche del senatore eletto in questa regione, confortato dal deputato militante in una formazione il cui presupposto esistenziale è il fare da spalla al movimento di maggioranza relativa. Chi ha preso in mano il mio comunicato, importante per la tematica e controcorrente

in questa Valle di persone remissive su fondamentali aspetti culturali e che si inalberano generalmente solo se i privilegi statali si riducono o se la propria mucca si piazza male in una competizione, non lo ha professionalmente sintetizzato ma ha compiuto un insensato copia/incolla della sua parte iniziale, soddisfacendo così la fretta o la volontà di non informare i lettori (se copia/incolla doveva esserci, allora la parte non copiaincollata era quella più importante, anche se urticante il Palazzo). Il copiaincollista ha ignorato i tre obiettivi di Valle d’Aosta Tricolore, chiarissimamente evidenziati e succo del comunicato assieme alla critica (pure ignorata) al cosiddetto principio dell’intesa StatoValle per le modifiche statutarie e alle ragioni (ignorate nell’articolo anche loro) del non ritenere i due parlamentari eletti in Valle persone atte a trattare tale tematica per la loro partigianeria che difende integralismi, anacronismi e illiberalità necessarie a una nota bottega politica. Lo spazio riservato all’articolo era sufficiente per una notizia completa, ma è stato invece riempito acriticamente dello spazio senza assolutamente fornire quell’informazione chiara e articolata che il mio comunicato forniva. Ci sarebbe stato più rispetto per i lettori se il copiaincollista mi avesse informato che sulla Gazzetta c’erano tot battute disponibili per illustrare l’iniziativa in questione e io, in dieci minuti via smartphone, avrei spedito una sintesi seria e puntuale di tale comunicato rispettando lo spazio disponibile. Il comunicato era manifestamente confezionato anche per testate e persone lontane dalla Valle, poco o per nulla addentro alle insensatezze valdostane, ma preparate e disposte a leggere per capire. Ma era doveroso dare notizia anche in Valle di tale iniziativa strategica e importante, ma evidentemente era ostica, sia per il contenuto che localmente più che informare “formava” su tematiche lontane mille anni luce dal mortorio culturale valdostano, sia per le critiche ai due parlamentari qui eletti che si ritengono presuntuosamente titolati a decidere per altri nel solco di esigenze partitiche e non del rispetto di articoli costituzionali, fatto questo grave per qualcuno visto che è giornalistico sport de notra tera ritenere tali parlamentari non criticabili pubblicamente. Fossi il direttore della Gazzetta riparerei pubblicando integralmente nel prossimo numero raggiungibile il comunicato in questione. Cordiali saluti. ■ Giancarlo Borluzzi, Aosta Gentile Borluzzi: ha ragione. Mi invii nuovamente il comunicato (non lo abbiamo archiviato) e glielo pubblicherò. Nessuna ombra a Gazzetta Matin, mi creda. La saluto Quei treni c’erano Buongiorno, premesso che solo con materiale ad assetto variabile (pendolini) indipendentemente dal tipo di propulsione (termicaelettrica-ibrida) si arriverebbe verosimilmente ad una traccia di un’ora e trenta minuti, preciso quanto segue:

-La percorrenza attuale tra Chivasso e Torino non è di 20’ come da lei affermato ma compresa tra i 25 ‘ e i 27’ con impostazione della velocità attuale di 160 Kmh e non di punta. - I tempi di sosta a Ivrea sono dovuti per attendere “anche” i treni incrocianti e non solo per la rottura di carico di conseguenza il recupero sarà limitato e non completo. - Ribadisco che esisteva la relazione diretta Roma T.ni-PréSt- Didier e viceversa treno n°1822 in partenza da Pré alle ore 19.20 con arrivo nella Capitale al primo mattino e viceversa. - Aggiungo che non esisteva solo la relazione diretta sulla Capitale ma anche una tra Pré-St-Didier e Milano P.G. e vv. treni 1827/26 e ancora ben quattro relazioni dirette tra Pré-St-Didier e Torino PN e vv. in estate e tre nella stagione invernale. Ci si preoccupa solo sulla rottura di carico di Ivrea senza considerare quella di Aosta per i viaggiatori provenienti/ diretti dell’Alta Valle soppressa nei primi anni Ottanta come se questi fossero viaggiatori di serie B. Infine, preme ricordare che l’Aosta - Pré-St-Didier è stata costruita ed elettrificata a 3000 Vcc in soli due anni di lavoro e con la tecnologia degli anni Venti! La saluto. ■ Livio Soldà, Aosta Gentile lettore, la ringrazio. per le sue precisazioni. Degli anni Ottanta trascorsi in treno per motivi di studio, ricordavo solo le coincidenze perse a Chivasso e i vagoni affollati il venerdì al rientro in Valle. Vedremo un po’ come andrà a finire. Una cosa è certa: questa è una situazione pesante sia per i pendolari che per chi il treno lo prende anche solo poche volte. Recarsi a Torino La saluto. «Mi batterò per avere giustizia» Gentilissimo signor direttore, il noto giornalista ormai mancato da qualche anno Igor Man definiva l’islam con tre sostantivi: fede, violenza, spontaneismo. Come ebbi modo già di dirle tempo fa la violenza islamica l’ho conosciuta il 7 marzo 2013 in quel di Saint-Marcel in quanto aggredito del tutto gratuitamente e senza motivo da un signore che poi si è scoperto essere un marocchino nato a Khouribga all’epoca ospitato in una stuttura di accoglienza per famiglie sfrattate gestita da una cooperativa per conto dell’assessorato regionale alla Sanità e politiche Sociali. Mi consenta di comunicare a tutti i suoi lettori con soddisfazione che a seguito della mia denuncia, questo individuo dovrà rispondere dei fatti a lui ascritti davanti ad un giudice del Tribunale di Aosta in data 17/03/2014; è ovvio che mi batterò come un leone affinchè venga inflitta a costui una giusta condanna e sarà mia premura informare il suo giornale dell’esito del processo. ■ Giovanni Faggionato, Aosta Che giustizia sia fatta! Attendo notizie.

Gazzetta Matin del 18 novembre 2013  

Versione sfogliabile del settimanale Gazzetta Matin

Advertisement