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lunedì 18 novembre 2013

SCULTURA - La mostra allestita all’Hôtel des Etats rimarrà aperta fino al 28 febbraio

Priod, quando arte si fonde con natura Roberto Priod, a destra “Organiche geometrie”

aosta - Arte e natura, binomio vincente per Roberto Priod che da oltre 15 anni lavora con i materiali più diversi per dare forma ed espressione al mondo. È stata inaugurata venerdì sera nelle salette dell’Hôtel des Etats, in Piazza Chanoux, la sua mostra dal titolo “La

Priod, che si divide tra Aosta e Milano dove svolge attività di ricerca e didattica come docente di scultura all’Accademia di belle arti di Brera. Si parte infatti dalla raccolta chiamata “Mimesi”, realizzata nel 1998, costituita da cinque teche in legno con esposti oggetti di origine naturale (una pigna, una pietra) e si passa alle foto di documentazione dell’installazione nel parco di Via Conseil des Commis, “Semi di Cayu”, del 2001 in legno combusto e ceramica cruda, fino all’ope-

forma del senso” visitabile fino al 28 febbraio, organizzata e dal Consiglio Regionale e dall’Assessorato regionale dell’istruzione e cultura, un percorso museale «che raccoglie opere di scultura che risalgono agli inizi della mia attività, fino a quelle più recenti» come spiega lo stesso

ESPOSIZIONE: all’Atelier Noliparquet, in via De Tillier, l’arte di Patrick Passuello

Grandi tele e tavole per la ‘prima’ di One Day Event aosta - Una piccola isola d’arte riparata dal via vai di persone e luci del centro per esposizioni di un solo giorno. Ha preso il via sabato scorso la serie di ‘One day event’ di artisti valdostani emergenti nell’atelier Noliparquet al primo piano di via De Tillier 23, in collaborazione con l’associazione dei commercianti del centro storico Aosta 2.0. Le tele di Patrick Passuello hanno inaugurato la rassegna; classe 1972, Passuello si è avvicinato alla pittura e alla fotografia grazie al padre Gianilo; dopo il diploma all’Istituto d’Arte nel 1992, ha studiato a Parigi e dal suo ritorno in Valle è rilevatore archeologi-

Patrick Passuello davanti a un dettaglio di ‘The Great Cosmic Acquarium’

co. «L’idea dell’esposizione è nata grazie a una conoscenza in comune con Marco Noli, proprietario di questo spazio. Si tratta di tele in larga parte

già presentate in mostre precedenti, in particolare in Angelomakìa al Castello di Bosses nel 2012. Alcune invece sono nate di recente, l’ultima pro-

prio l’altro ieri». Non mancano poi le rivisitazioni di opere passate, come la preferita dell’artista, The Great Cosmic Aquarium, su una tavo-

la di 185x252 cm. «Mi piace lavorare sulle grandi dimensioni, anche se non sempre è possibile, dopo un po’ non si sa più dove metterle in casa… Con questa tela c’è un rapporto particolare; ora la sento completa, finita, grazie all’aggiunta dei tre pannelli nella parte inferiore. Nate come opere a parte, dopo averle sistemate lì ho capito che erano esattamente ciò che mancava per darle compiutezza». Lo spazio di Noli Parquet è messo gratuitamente a disposizione degli artisti; gli interessati potranno contattare il responsabile alla mail noliparquet@gmail.com. ■ Miriam Begliuomini

ra più enigmatica e scenografica, “Aura”, realizzata in alabastro, legno e cera, posta in un ambiente buio con elementi luminosi e fonici in sottofondo che intendono rievocare la lenta germinazione dei semi, invisibile e misteriosa. Forme, colori e materiali poliedrici, ma anche tecniche realizzative diverse: «ceramica e pasta di legno sono lavorate con tecniche particolari, per rendere i colori più intensi e opachi al tempo stesso. Ho voluto che questa mostra potesse permettere un avvicinamento all’arte contemporanea anche per i non esperti, o per chi ne è digiuno da un po’ di tempo» prosegue Priod. La mostra contiene anche le opere più recenti: grande attenzione è stata riservata all’installazione a forma di stella realizzata in encausto, ferro, ceramica e gommalacca intitolata “Organiche geometrie” realizzata nel 2011 e a cui è stato dedicato lo spazio espositivo più grande, al centro della prima sala, per poi proseguire con “Fior di Polline”, in giallo fluorescente e “Velluto di petali blu”. Nomi evocativi ed eterei, per rafforzare il legame con la natura, tutti presenti nel catalogo monografico curato da Laura Cherubini che accompagna la mostra e che ripercorre e approfondisce l’opera dell’artista valdostano. ■ Cristina Compagnoni

Gazzetta Matin del 18 novembre 2013  

Versione sfogliabile del settimanale Gazzetta Matin

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