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lunedì 18 novembre 2013

C O M U N I TÀ M O N TA NA

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E VA N Ç O N

■ ayas / Consiglio infuocato; il voto per l’adesione a INVA divide la maggioranza; in sei esprimono parere contrario

Ambulatorio di Antagnod a rischio chiusura; la minoranza insorge ayas - INVA divide il consiglio comunale di Ayas. Compatta la minoranza di Roberto Obert a favore dell’adesione alla centrale di committenza, un po’ meno la maggioranza, dove gli assessori Federico Favre, Ivana Gaillard, Fulvio Blanc e i consiglieri Alfredo Favre, Luca Sarteur e Giulio Caprilli hanno dato il loro voto contrario. Sul sei a sei della maggioranza, è stato determinante il voto a favore del primo cittadino Giorgio Munari (che ad agosto al Celva era stato tra gli undici sindaci che avevano votato contro alla mozione della Cen-

trale unica di committenza, «perché il Comitato non è rappresentativo»): «La legge ce lo impone e ne prendiamo atto. L’adesione doveva passare, perché se no venivano bloccate varie procedure e non possiamo permettercelo. Io però comprendo le motivazioni di coloro che hanno votato contro» il parere del primo cittadino. Ci tiene a sottolineare il sindaco: «Il clima è tranquillo, non si deve pensare a una maggioranza divisa, perché io non ho dato alcuna indicazione ai miei su come votare, ognuno deve agire seguendo la sua coscienza, sono

consiglieri non schiavi». L’assessore Federico Favre, in merito al voto contrario, sostiene: «Non ho nulla contro quello che ha detto il Sindaco, ma speravo che come Consiglio comunale prendessimo una decisione unica. La questione non sono i 500 euro, ma il fatto che andremo a vincolare chi si siederà in futuro al nostro posto. Si va a fare uno “spezzatino” delle piccole imprese e si iscriveranno solo le ditte più strutturate. Il prezzo migliore sarà offerto dalle grandi ditte. Per come vedo io la cosa, oggi in Valle non vi è l’obbligo della Centrale Uni-

ca di Committenza. Per quanto concerne gli appalti di lavori e servizi bisognerà fare molta attenzione. Innanzitutto, perché a oggi non vi è l’obbligo di adesione alla C.U.C., poi per una questione di merito e perché non si creerà nessun risparmio. Inoltre, per un motivo politico: ci hanno già tolto l’autonomia finanziaria e se svendiamo la gestione degli appalti di servizi non ci resta più molto. In questo periodo è rischioso “mettersi un laccio” senza certezze. Infine la delibera di Giunta Regionale in materia di C.U.C. prevede unità di personale e im-

porti che non portano certo a dei risparmi». Per il consigliere di minoranza, Silvio Rollandin, è un atto dovuto quello di aderire a Inva: «Era una necessità, altrimenti si rischia che da gennaio 2014 tutto si blocchi. Un senso di responsabilità nei confronti dei cittadini e del Comune». Chiusura ambulatorio Tra le comunicazioni del primo cittadino, emerge la prospettiva di chiusura dell’ambulatorio comunale di Antagnod, per mantenere un unico polo sanitario a Champoluc, nel palazzetto dello

sport: «Visto che vogliamo creare un unico polo scolastico pensiamo di creare anche un unico polo sanitario». La proposta va di traverso alla minoranza che è categorica per voce di Silvio Rollandin: «La chiusura dell’ambulatorio di Antagnod creerebbe problematiche agli anziani del paese. Non si può sostenere che andando in ambulatorio a Champoluc ci si potrebbe recare comodamente anche in farmacia. Per noi non è una questione di campanilismo ma di ordine sociale». ■ Teresa Marchese

■ montjovet / A vuoto il primo tentativo di assegnazione dell’edificio comunale del ‘500 dotato di bar, ristorante e sala conferenze

La casa che frena il rilancio del Bourg

Interrotta bruscamente la precedente gestione, ma il sindaco non fa drammi: «Troveremo a breve i gestori» montjovet - Molti ne ignorano persino l’esistenza, nascosto com’è dalla mole imponente della Mongiovetta, ma a Montjovet un antico borgo c’è davvero, ed è a detta degli esperti uno dei meglio conservati della Valle d’Aosta: una manciata di case, alcune architettonicamente pregiate, affacciate su una via lastricata in pavé che conduce direttamente alla vecchia chiesa parrocchiale del paese. Un villaggio dal passato glorioso, testimoniato proprio dall’eleganza delle costruzioni che ancora si può intravedere passeggiando nella strada centrale, che ha rischiato anche il completo abbandono, dopo che la ferrovia prima e l’autostrada poi ne hanno completamente sfigurato i contorni. Eppure, negli ultimi anni, le amministrazioni comunali hanno creduto e investito nelle potenzialità turistiche del Bourg, cercando, con una serie di importanti lavori, la strada giusta per farne un polo d’attrazione nel piccolo comune della bassa Valle. Mentre si metteva mano alla viabilità, rifacendo la via principale e costruendo una nuova

A sinistra, l’edificio del ‘500 di proprietà comunale; sopra, il sindaco RInaldo Ghirardi

strada esterna alla frazione, la vecchia chiesa quattrocentesca tornava a splendere grazie ai finanziamenti del Giubileo del 2000. Come piatto forte della campagna di investimenti, il Comune acquistava e restaurava con i fondi europei

una casa del ‘500, con l’intento di farne una struttura polivalente, dotata di bar, ristorante, sala per conferenze e punto vendita di prodotti tipici. Ma è proprio sui locali della casa cinquecentesca che ora il rilancio del Bourg sembra esser-

si arenato: dopo una prima gestione privata, durata cinque anni e che si è interrotta bruscamente, la struttura è chiusa da alcuni mesi e l’amministrazione fatica a trovare altri gestori. La prima procedura di concessione, lanciata quest’estate,

è andata deserta, così la situazione resta bloccata e il Comune si ritrova, in tempi resi difficili dalla crisi, con un immobile sfitto e un rilancio del suo borgo strozzato ancora sul nascere. Il sindaco Rinaldo Ghirardi guarda avanti: «Faremo un nuovo bando, e alla fine credo che troveremo i gestori; del resto, anche nel 2007 ci vollero tre gare per assegnare la struttura, per cui non ci stupisce non avercela fatta al primo tentativo. Certo, spiace avere lì l’edificio e non averlo a disposizione anche per le nostre associazioni e la vita culturale del paese». Per le casse comunali, c’è ovviamente un mancato introito – il bando prevedeva un canone di 6000 euro per il primo anno destinati poi a salire – che si aggiunge alla consapevolezza che, con la struttura chiusa, ogni discorso sul Bourg rimane monco, mancando spazi e supporti logistici per organizzare manifestazioni ed eventi nel villaggio. Ci proverà ancora la Pro Loco, che il 7 dicembre riporterà ancora nel borgo il suo Mercatino di Natale. ■ Julien D’Herin

Issogne: il baratto sbarca prepotentemente su Facebook issogne - Il baratto era la forma di commercio usata nell’antichità prima dell’introduzione del denaro. C’è chi ai giorni nostri ha pensato bene di farlo tornare di moda, per farne una sorta di filosofia di vita. Si può pensare che in questo momento di crisi niente si butta e tutto si utilizza, ma non è solo questo il leitmotiv che ha spinto Anna Cama di Aosta a creare la pagina di facebook “Barattiamoci in Valle d’Aosta”. «Mia figlia Debora e io lo pratichiamo praticamente da sempre - spiega Anna Cama -. Certo che con Facebook gli orizzonti si allargano a dismisura». Ed ecco barattare vestiti, bottoni, libri, giocattoli, elettrodomestici e utensili vari; della serie «baratto un vestito e in cambio mi dai del latte e dei biscotti». Non deve per forza essere uno scambio paritario. Ad esempio se l’oggetto che si intende barattare vale 15 euro non si deve per forza contraccambiare con un oggetto di pari valore: «Può succedere che uno ci guadagni di più dell’altro - chiosa anco-

ra Anna Cama - non ci sono obblighi di nessun genere». Ed ecco che a un mese dalla sua nascita, il gruppo sfiora già le 1348 adesioni. «Non riesco a stabilire quanti baratti compio in un giorno prosegue Cama -. Si inizia con uno e si conclude con tre a volte. Si arriva anche a quindici scambi al giorno; è una cosa che sta davvero prendendo piede». Ma il baratto non è una sorta di rac-

Anna Cama con la nipote Isolde Duclair

Arnad: castagnata in ludoteca con i mitici Alpini

colta dell’indifferenziato, dove tutto va bene; ci sono delle regole, come conferma ancora la diretta interessata: «Sto attenta a quello che inserisco nella pagina. Gli oggetti devono essere in buone condizioni e funzionanti. Bisogna comprendere che se una cosa non è buona per noi, non lo è neanche per gli altri». Parti attive di questa lodevole iniziativa sono anche la figlia di Anna

Champdepraz

Cama, Debora Marchesini di Issogne, e la nipote Isolde Duclair. Una generazione dedita al baratto, ma il progetto si fa più ambizioso come ci svela Anna: «L’obiettivo è di creare una banca del tempo. In cambio, per esempio, di un’ora di pulizie della casa si possono eseguire lavori di cucito». Insomma, aguzzare l’ingegno per non arrendersi mai. ■ te.ma.

Flash

Istituzione Evançon 2: la corretta educazione alimentare spiegata a grandi e piccoli

Un bel pomeriggio di festa e tanto divertimento alla ludoteca di Arnad in occasione della castagnata. Le ludotecarie Stefania e Alessia hanno organizzato diversi giochi per allietare il pomeriggio dei piccoli partecipanti. Dulcis in fundo, le castagne preparate ad hoc dal gruppo locale degli Alpini

Un incontro sull’educazione alimentare, l’attività fisica e la bellezza autentica. Questa l’iniziativa messa in piedi dall’istituzione scolastica CM Evançon 2, con la partecipazione del dottor Andrea Perruquet (Psicologo – Servizio di Dietologia e nutrizione clinica dell’U.S.L. della Valle d’Aosta; responsabile del progetto “A scuola di salute passo dopo passo”). L’appuntamento è per giovedì 21 novembre alle 20.30 nel salone polivalente del comune di Champdepraz ed è rivolto a tutta la popolazione, con particolare riferimento ad alunni e genitori delle scuole d’infanzia e primaria dei comuni di Arnad, Champdepraz, Issogne, Montjovet e Verrès. La serata servirà anche per presentare il progetto “A scuola di salute passo dopo passo”, che ha l’obiettivo di sviluppare l’autostima nel bambino, promuovendo un corretto rapporto con il proprio corpo e l’alimentazione. Ai genitori saranno forniti gli strumenti adatti per supportare il lavoro fatto a scuola, a cominciare dall’iniziativa “Più salute con una merenda sana a scuola”, che prevede il consumo di frutta e yogurt durante le pause scolastiche al posto di merendine dolci e salate.

Gazzetta Matin del 18 novembre 2013  

Versione sfogliabile del settimanale Gazzetta Matin

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