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lunedì 18 novembre 2013

■ calabria in festa / Ieri, a tavola, all’Ancien Bracconier di Sarre, 400 golosi della carne di capra

Tra amicizia e buona cucina Angelo e Franco, addetti agli antipasti

sarre - 200 kg di carne di capra, 35 kg di pastella per i ‘crispiddi’, 10 kg di acciughe per farcire le deliziose ‘zeppole’ fritte in abbondante olio, 80 kg di maccheroni, da condire con il robusto sugo di capra. A tavola, circa 400 persone. Sono i ‘numeri’ della sesta edizione di ‘Calabria in festa’, la kermesse abbinata alla sagra della capra ideata dalla consigliera regionale del PD Sinistra VdA Carmela Fontana e organizzata da un comitato presieduto da Antonio Crea e composto dalla stessa Fontana, da Valentino Cataldo, Francesco ‘Ciccio’ Panetta, Fortunato Romeo e Giovanni Aloisi. Ieri, al ristorante Ancien Braconnier di Sarre, si è ripetuto il rito di un pranzo in buona compagnia: antipasto con salumi, formaggio, verdure sott’olio e olive, maccheroni al sugo, carne di capra, crispiddi (le ‘zippole’, frittelle di pastella lievitata arricchite con l’acciuga) e come des-

I pentoloni con la carne di capra e dietro, Franco, Giuseppe - titolare dell’Ancien Braconnier e la consigliera regionale Carmela Fontana

sert, i ghiotti petrali, dolci ipercalorici con la frutta secca. In cucina e tra i tavoli, anche gli attori della Compagnia Annà in scena che onorano con impegno e passione l’appuntamento d’autunno con

Vittoria ‘Tota’ e Giannino friggono i ‘crispeddi’

gli amici valdostani. Sabato sera, al Giacosa, gli attori della compagnia che prende il nome dalla frazione Annà del comune di Melito di Porto Salvo si sono esibiti nalla commedida in tre atti ‘San Giovan-

ni Decollato’, strappando applausi a ripetizione. «Alla fine anche questa sesta edizione è andata in porto - commenta la consigliera Fontana - grazie a tutti coloro che hanno partecipato e co-

loro che hanno lavorato e contribuito alla riuscita di questa bella giornata di allegria e amicizia». Nel pomeriggio, per smaltire l’abbondanza calorica, il giusto mix tra tarantella e ballo liscio.

■ personaggio / Père Jean-Marie, vice parroco di Valpelline si laurea oggi all’Università della Valle d’Aosta, poi tornerà in Africa

Libri e latte in polvere per aiutare gli amici della Guinea Miriam BEGLIUOMINI inviata alla Cittadella aosta - 35 scatoloni di materiale scolastico, 80 di libri in francese, 30 carrozzine per bambini, 400 litri di latte in polvere: sono solo alcuni dei materiali raccolti per accompagnare, a gennaio 2014, il ritorno di Père Jean-Marie Guemou in Guinea. Sabato scorso alla Cittadella dei Giovani la serata ‘Dalla Valle d’Aosta alla Guinea’, nata dalla collaborazione con le due associazioni Universum Aosta e Quartiere Possibile, è stata l’occasione per raccogliere fondi per la spedizione, grazie ai preziosi costumi de La Bottega dei Sogni, al duetto chitarra e flauto di Giorgio Pilon e Giovanni Navarra, alle astuzie del rumorista Alessandro Favre e alla voce di Ranzie Mensah.

Père Jean Marie con gli amici che lo hanno sostenuto, sabato sera alla cittadella dei giovani

«Il container è pieno - spiega Fiorella Venturella, presidente di Universum Valle d’Aosta - ed è stato riempito solo gra-

zie al passaparola. Per i costi di spedizione, viste le frequenti collaborazioni con l’Associazione presieduta da Leti-

zia Patrizi, abbiamo pensato a questa serata». «Oggi è il sedicesimo anniversario del mio sacerdozio,

ma non fosse per Fiorella me ne sarei dimenticato - scherza Père Jean-Marie. Classe 1969, dopo studi in filosofia e teologia, è ordinato sacerdote il 16 novembre 1997. viceparroco di Valpelline dal 2009, già laureato in Scienze giuridiche nel 2004 in Guinea, oggi alle 9 discute la sua tesi di laurea in Scienze della Formazione all’Università della Valle d’Aosta: «L’idéal universel de l’enfance et les cultures traditionnelles en Afrique: les droits universels de l’enfant dans la culture “Kpellé». «In tutti questi anni sono stati donati e investiti un sacco di soldi; sul suolo africano sono presenti tantissime associazioni, solo nella mia diocesi ce ne sono cinque. E nonostante tutti i discorsi sui diritti dell’infanzia la situazione è rimasta sempre uguale. Il mio

studio si concentra sulla componente culturale locale della cultura Kpellé, quella della mia etnia, perché bisogna partire da quella base se si vuole cambiare qualcosa». Da gennaio padre Jean-Marie sarà direttore diocesano dell’insegnamento nella regione N’Zérékoré, area distante 1000 km dalla capitale e isolata dalla foresta, ma, come spiega il sacerdote, con grandi possibilità di sviluppo; lì si troverà a coordinare 5000 allievi e 188 insegnanti, distribuiti sui vari gradi del sistema scolastico. «Per tornare bisogna prima partire - dice a metà fra serio e scherzoso Père Jean-Marie - io di certo tornerò a raccontarvi cosa succederà dei materiali che porterò con me; ma saremo contenti di accogliervi se sarete voi a partire per vedere coi vostri occhi».

Gazzetta Matin del 18 novembre 2013  

Versione sfogliabile del settimanale Gazzetta Matin

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