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Parla Teresio Di Pietro, esponente Udc e commissario dello Iacp

“Se passa il referendum muore la democrazia” CAMPOBASSO – La legge elettorale conosciuta come Porcellum è stata approvata nel dicembre 2005. Essa prevede il ritorno al sistema proporzionale senza indicazione della preferenza e con l’abolizione del collegi: i seggi vengono attribuiti alle liste secondo l’ordine di presentazione dei candidati deciso dai partiti nelle diverse circoscrizioni elettorali. Uno dei partiti che più si è battuto per la reintroduzione delle preferenze, almeno nelle prossime consultazioni europee, è l’Udc. “Se il referendum passasse, sarebbe la morte della democrazia”, afferma l’esponente molisano del partito e commissario dello Iacp – Istituto Autonomo Case Popolari –, Teresio Di Pietro. I tre quesiti referendari non sembrano, però, interessare più di tanto all’opinione pubblica ad un mese alla fatidica data. Ma essi cosa prevedono nel dettaglio? Il primo e il secondo (valevoli rispettivamente per la Camera e il Senato) propongono l’abrogazione dei collegamenti tra le liste e l’abolizione del premio di maggioranza alle coalizioni di liste. Il terzo prevede, invece, l’abolizione delle candidature in più collegi, sia a Montecitorio che a Palazzo Madama. In questa legislatura, questo fenomeno coinvolge circa un terzo dei parlamentari: essi sono scelti da chi è già stato eletto. In questo modo sono diventati parlamentari per grazia ricevuta. Il referendum, promosso da Mariotto Segni e Giovanni Guzzetta, prevede una abolizione di parte del testo. In caso di accoglimento, il risultato sarebbe – per i primi due quesiti – l’abolizione del collegamento tra liste, togliendo la possibilità di collegarsi creando

coalizioni: il premio di maggioranza andrebbe così alla lista singola che raccoglie da sola più voti. La scelta della data del 21 giugno, inoltre, ha suscitato polemiche dal momento che il 6 e 7 si vota per l’europarlamento. Il non voler accorpare le due consultazioni è stato visto da qualcuno come una mossa per far saltare il quorum e da altri come un’agevolazione per l’elettore, evitandogli la confusione e adducendo motivi di compatibilità costituzionale.

Il partito è dato in crescita dai sondaggi. Lei che risultato si aspetta? “L’Udc molisana è stata un grande esempio di coerenza: siamo stati per dieci anni all’opposizione al Comune di Campobasso, così come alla Provincia di Campobasso; sosteniamo il governo regionale e lo

Le Europee saranno solo un sondaggio sull’operato del Governo Commissario, la posizione dell’Udc sul referendum è sempre stata chiara. “La posizione del partito è chiarissima: se passasse il referendum, sarebbe la morte della democrazia. Non è così per Di Pietro e il Pd che sono orientati a votare ‘Sì’. Noi non siamo d’accordo e ci siamo battuti per arginare il tentativo di togliere le preferenze anche dalla prossima consultazione europea. Oggi, infatti, si vota con il vecchio sistema. Qualcosa bisognava pur fare e l’Udc l’ha fatto. Bisogna anche dire che queste elezioni non provocheranno grandi sconvolgimenti e si ridurranno ad una sorta di sondaggio sull’operato del Governo. Si confronteranno, per il Parlamento europeo, i blocchi Socialista e Popolare”.

stesso sindaco di Isernia è espressione del partito. Non vedo come e perché avremmo dovuto agire diversamente per queste amministrative, visto che abbiamo un accordo programmatico ed anche se, in Italia, nell’80% dei casi l’Udc si presenta da sola. Come alle ultime Politiche, a nostro rischio e pericolo. La lista che abbiamo presentato Campobasso rappresenta una bella squadra con un’età media di 39 anni ed è quella che schiera più donne – 14, cioè il 35%, con un’età media di 32 anni. Si tratta di un cocktail che rappresenta un bello spaccato della società campobassana: medici, professori, avvocati ed anche disoccupati. Non è stato un cammino facile, ma siamo stati i primi a depositare la lista. Non ho la sfera di cristallo, ma credo che otterremo un buon risultato”.

Parliamo dello Iacp. Qual è il futuro di questo Ente, anche riguardo al piano casa proposto dal Governo? “A questo Ente sto dedicando grande passione ed impegno e lo noto dalle risposte positive della gente. Mi auguro che il piano casa sia fatto, anche perché i fondi Gescal non possono essere più sufficienti. Nel contesto delle politiche abitative e della famiglia non pos-

siamo più pensare di dipendere dai finanziamenti pubblici o a pioggia. Il nostro obiettivo è quello di dare una casa a quelle persone che mettono da parte un gruzzoletto, il quale però non gli è sufficiente per acquistarla. Bisogna cercare l’aiuto di società miste e abbandonare l’idea dei finanziamenti pubblici, specie quelli a pioggia”. Antonio Di Monaco

Lo Iacp vuole aiutare chi mette da parte un gruzzoletto per acquistare casa

Sri Lanka, Ban Ki-moon preoccupato per i civili

Lavoro, italiani più stressati Di inglesi e tedeschi

Il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon si e' detto profondamente preoccupato per le vittime civili nello Sri Lanka. ''C'e' un lavoro immenso da compiere per la riconciliazione nazionale'', ha detto Ban Kimoon, che ha confermato che si rechera' nello Sri Lanka i prossimi 22 e 23 maggio.

Per gli italiani il lavoro non solo stanca, ma stressa. E' quanto emerge da uno studio di Scs Consulting, società di consulenza strategica attiva nel settore della valorizzazione delle risorse umane, secondo cui in Italia sono oltre nove milioni, il 41% del totale, i lavoratori che soffrono di stress legato al proprio mestiere.

5 ANNO II - N° 113 MERCOLEDÌ 20 MAGGIO 2009


La telefonata del 20 Maggio 2009  

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