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Tumore al colon-retto Prevenire si può I

tumori costituiscono circa il 27% delle cause di morte nella popolazione italiana. Al fine di diminuire tale incidenza, la prevenzione è universalmente riconosciuta quale strumento fondamentale. Prima si individua un tumore, più aumentano le possibilità di curarlo con successo. In particolar modo, sono tre gli screening dei tumori validati e recepiti nel Piano nazionale della Prevenzione 2005-2007: mammella, cervice uterina e colon retto. Prevenire questi tipi di tumore è possibile. A questo proposito il programma regionale di prevenzione e diagnosi precoce ha attivato lo screening per la prevenzione del tumore colorettale che si rivolge ai soggetti residenti in Molise di entrambi i sessi appartenenti alla fascia di età compresa tra i 50 ed i 70 anni. Il tumore del colonretto costituisce oggi, in Italia, la seconda causa di morte per patologie neoplastiche sia negli uomini (dopo il tumore al polmone) che nelle donne (dopo il tumore della mammella). I destinatari dello screening vengono invitati,con una metodica già positivamente sperimentata in Umbria, con una lettera personale ogni due anni alla ricerca di minime tracce di sangue nelle feci anche in quantità tanto piccole da non poter essere rilevate ad occhio nudo (sangue occulto). Tale test aiuta ad identificare i casi di malattia nella fase asintomatica e tutte le alterazioni che predispongono alla malattia (es: polipi benigni) nelle loro prime fasi di sviluppo dando così la possibilità di un tempestivo intervento terapeutico. Con l’invito i cittadini riceveranno anche il materiale utile (kit) per eseguire il test insieme alle istruzioni per l’uso, kit che dovranno poi rispedire attraverso una busta pre-affrancata e pre-indirizzata per lo svolgimento delle analisi in laboratorio. Il prelievo di feci per il test è semplice, si esegue a casa propria, seguendo accuratamente le istruzioni consegnate evitando così qualsiasi spostamento della popolazione interessata. Se il test risulterà negativo (vale a dire in assenza di sangue occulto nelle feci) la persona riceverà la risposta a casa propria, per posta, nel giro di due settimane circa. Dopo due anni la stessa persona sarà invitata a ripetere il test. Nel caso, invece, il test risultasse positivo – per presenza di sangue nelle feci – verrà consigliato un approfondimento diagnostico, tramite colonscopia, finalizzato alla ricerca della causa del sanguinamento, da eseguirsi entro i 60 giorni successivi. La persona sarà seguita in tutto il percorso di approfondimento diagnostico relativo alla presenza di lesioni tumorali o pre-tumorali, di eventuale cura, fino al follow up successivo (monitoraggio nel tempo). E’ importante sottoporsi al test anche in assenza di particolari sintomi: lo sviluppo di un tumore del colon retto è quasi sempre preceduto dalla comparsa di lesioni benigne dell’intestino che generalmente NON danno alcun disturbo per anni. Abbiamo perciò il tempo di individuare e rimuovere il polipo prima che degeneri in patologia maligna.

Ogni cittadino in età di screening riceverà, qualora non aderisse al primo invito, un’ulteriore lettera. Si precisa che, dal programma di screening, vengono escluse le persone con pregressa diagnosi di tumore maligno del colon-retto e persone affette da malattia infiammatoria idiopatica dell'intestino (rettocolite ulcerosa e malattia di Crohn) sotto controllo endoscopico o che abbiano avuto una colonscopia completa negli ultimi 5 anni. Ancora una volta il Medico di Medicina Generale svolge un ruolo importante. I Medici, infatti, proprio per il rapporto di fiducia che hanno con i propri assistiti, sono chiamati a svolgere una funzione tanto delicata, quanto fondamentale: fornire una corretta informazione, per una maggiore adesione all’invito, ma anche al momento, se necessario, di eventuali ulteriori accertamenti della

E’ la seconda causa di morte per patologie neoplastiche sia negli uomini (dopo il tumore al polmone) che nelle donne (dopo quello alla mammella)

Il programma regionale di diagnosi precoce ha attivato uno screening diretto alle persone di età compresa tra i 50 e 70 anni cui necessità vengono tempestivamente informati. Tutto il percorso relativo alla diagnosi, alla terapia e ai controlli successivi è gratuito, esente da ticket e non prevede richieste da parte del Medico di Medicina Generale. I numeri di popolazione già processata sono importanti. Valutando i dati preliminari del primo anno di vita dello Screening del Colon-Retto da Marzo 2008 a Marzo 2009 viene fuori che gli inviti totali inviati sono 65.948. Gli esami FOBT processati presso il laboratorio centralizzato sono stati 17.431. Di questi l’8% è risultato positivo al FOBT. Il dato più interessante, benché preliminare, è che al 66% dei pazienti FOBT positivi che hanno praticato una colonscopia è stata riscontrata una patologia asintomatica in atto (polipi o tumore). Da quì l’assoluta necessità di sottoporsi agli accertamenti di secondo livello una volta essere risultati positivi al FOBT. Di tutti i pazienti sottoposti ad intervento chirurgico per neoplasia del colon-retto riscontrata allo screening abbiamo una mortalità pari allo 0%. Questo vale più di mille discorsi. Gli screening oncologici ambiscono a garantire ai Molisani una prevenzione di qualità mediante il lavoro di operatori competenti impegnati impegnati in un programma di salute per il quale esiste in alto grado di evidenza ed efficacia.


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