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Aldo Barletta: gestire questa istituzione è una scommessa Il rettore del Mario Pagano continua ad investire sul futuro

CAMPOBASSO - Chi si aspetta di trovarsi di fronte un signore un po’ attempato, all’antica, di quelli vecchio stile con la testa infilata tra polverosi libri, si sbaglia. Il Rettore del Convitto Nazionale Mario Pagano, Aldo Barletta, è tutt’altro. “Gioviale e giovanile” lo definisce chi lo conosce bene, disposto al dialogo, ma soprattutto con lo sguardo proiettato verso il futuro. Nessuna faccia da bibliote-

cario d’antan ma un tipico sguardo da manager, così come sono oggi i dirigenti scolastici che vogliono far crescere i loro istituti. E a guardare i risultati si potrebbe dire, senza paura di essere smentiti, che Aldo Barletta ha vinto la sua scommessa. Con il suo arrivo molte cose sono cambiate nella storica struttura. Prima di tutto in fatto di iscrizioni. Dopo una crisi piuttosto lunga e che aveva toccato anche altre scuole, all’attuale rettore è toccato il compito di risanare i bilanci, tanto per usare

un termine caro ai manager di grandi aziende. Come fare? Di sicuro una ricetta di successo Aldo Barletta non ce l’aveva. Ha provato a svecchiare la scuola, ha ampliato l’offerta formativa. Insomma, ha investito parecchio e alla fine è riuscito nell’intento: ha aggiunto alla scuola primaria e alle medie il Liceo Scientifico Europeo. Insomma, chi entrava nel Convitto aveva a disposizione la possibilità di seguire tutto il percorso di studio. I timori erano tanti ma i risultati gli hanno dato ragione e il vecchio istituto ha preso il volo. Iscrizioni su iscrizioni. E addio alla crisi. “Sgombriamo subito il campo da ogni dubbio il Convitto Nazionale Mario Pagano è un’istituzione storicamente statale e i tre ordini, Elementari, Medie e Liceo Scientifico,

Festa per i 200 anni del Convitto Celebrazioni in grande stile lunedì 11 per il Bicentenario del Convitto Nazionale Mario Pagano di Campobasso celebrazioni che si terranno a partire dalle 17 nell’Aula Magna, cuore e fiore all’occhiello dell’Istituto. Una scaletta che prevede gli interventi di Aldo Barletta, rettore del Convitto, del presidente della Regione Michele Iorio, del presidente del Consiglio regionale Mario Pietracupa, il prefetto Carmela Pagano, il direttore generale dell’Ufficio scolastico per il Molise Giuseppe Boccarello. Alla cerimonia ci sarà anche il rettore dell’Università del Molise Giovanni Cannata, il presidente della Provincia Nicola D’Ascanio e il sindaco Giuseppe Di Fabio. Moderatore Paolo Di Mizio caporedattore del Tg 5.

Ma la cerimonia di lunedì è anche l’occasione per presentare il volume di Sergio Bucci con tanto di contributi di Oreste Boffa e Simonetta Tassinari: “Il Convitto Nazionale Mario Pagano di Campobasso. Ieri, oggi domani”, Le conclusioni sono state affidate al padrone di casa il Rettore Barletta. Ci sarà spazio anche per la consegna degli attestati di merito e per l’esibizione del Duo Musicale Gabriella Pensa (pianoforte) e Paolo Castellito (viola). Ciliegina sulla torta il concerto dell’Ensamble Strumentale della Scala di Milano. Un’occasione imperdibile per chi vuole ascoltare buona musica, senza raggiungere il capoluogo lombardo.

sono come tutti gli altri. Anzi hanno un valore aggiunto: il semiconvitto e il convitto. In altre parole, un modo per tenere occupati a scuola gli studenti di ogni ordine e grado durante il pomeriggio. Fino alle 17 i ragazzi delle elementari e fino alle 18 quelli che frequentano le medie e le superiori”. Quindi gli alunni restano a scuola, ma chi si occupa di loro? “Per curare le attività ci sono gli educatori che hanno la responsabilità di gestire i vari gruppi accompagnandoli a pranzo e rimanendo con loro nei momenti ricreativi. Gli educatori, tutti preparatissimi, seguono i ragazzi anche nello studio. Questo è il semiconvitto che offre agli iscritti l’opportunità di confrontarsi con i valori dell’amicizia, dell’onestà”. Prima di tutto studio, ma anche amicizia, ‘svago’, insomma al Mario Pagano c’è tutto quello che si dice un ambiente sano? “In questa scuola cerchiamo di rispondere a tutte le necessità che hanno gli studenti. Ma c’è di più: passando in questa scuola molto del loro tempo, tra gli iscritti cresce l’appartenenza all’istituzione, sentimento che riporta alla memoria i famosi college inglesi”. I ruoli di rettore e di manager non sono facilmente gestibili. Se poi si pensa a tutta la scolaresca…? “Non vanno mai persi di vista fattori ed esigenze. Ma tutto sommato è ostacolo che abbiamo superato alla grande. Tant’è che accanto alla formazione in senso stretto c’è tutta una progettualità educativa che aiuta i nostri iscritti a delineare il carattere e a formare il bagaglio culturale. Che poi sono le armi vincenti nella battaglia che si combatte contro quei percorsi strani che portano alla violenza e a quei comportamenti devianti”.

Insomma, una palestra di vita! “Posso dire con tranquillità che è proprio così. Il Convitto è un ottimo contenitore che affianca all’impegno per lo studio l’attenzione verso i convittori e semiconvittori. In altre parole qui garantiamo, oltre alle attività curriculari, anche quelle pomeridiane che toccano le più svariate discipline riuscendo ad entusiasmare gli studenti. Che, le garantisco, non è cosa da poco. Tra le attività, mi vengono in mente i master con docenti universitari che spiegano che cos’è l’Europa di oggi, che cos’è il diritto internazionale. Penso anche ai corsi di informatica e di inglese, che danno reali competenze. Nella lista anche altre discipline come teatro, musica, pittura, scacchi e attività sportive: calcetto e tennis tra le preferite. Mi piace ricordare pure che in questi anni abbiamo messo su un’orchestra formata da sessanta ragazzi e un coro di alto spessore”. Attività che hanno raggiunto buoni risultati. “Davvero ottimi. Ma nell’elenco dimenticavo di aggiungere i viaggi dei ragazzi nelle più belle capitali d’Europa e che in un momento si trasformano in un diverso modo di studiare: attraverso la conoscenza diretta di altre culture, tradizioni e lingue”. Detta così, sembra che la scuola ‘cammini da sola’? “E’ una scuola completa a 360 gradi, ma non è sempre così facile spiegare e far comprendere quanto possa essere importante, oggi, un’istituzione statale come il Mario Pagano. Negli altri convitti d’Italia si fanno dure selezioni per poter entrare. Invece a Campobasso, nonostante i passi avanti fatti in questi ultimi dieci anni, abbiamo raggiunto i settecento alunni. Ma sono convinto che dovrebbe esserci maggiore richiesta per questo simbolo della cultura molisana”.

Il Convitto nazionale CENNI STORICI Mario Pagano venne istituito con decreto napoleonico del 30 maggio 1807, anche se la sua apertura si ritardò di ben dieci anni. Inaugurato il 16 novembre 1817, fu elevato a liceo dal re Ferdinando II di Borbone con decreto del 7 maggio 1861 e venne intitolato al patriota lucano Mario Pagano il 4 maggio 1865. Tra i professori illustri si ricordano Domenico Ciampoli, Nicola Zingarelli e il filosofo Giovanni Gentile. Sui banchi del Mario Pagano sono passate intere generazioni di studenti molisani e non solo, tra i quali i matematici Achille Sannia, Nicola Trudi, Enrico D’Ovidio, Giulio Pittarelli; gli storici Alfonso Perrella e Vincenzo Eduardo Gasdia; il sindacalista Arturo Giovannitti, il giornalista e direttore della Stampa di Torino, Gaetano Scardocchia.


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