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L’ultima conferenza da sindaco di Cassino

I ribelli si difendono: siamo molto dispiaciuti

CASSINO - Alle 9,30 di ieri, l’ormai ex primo cittadino di Cassino, ha tenuto la sua ultima conferenza stampa da sindaco sostenendo di essere stato mandato a casa da “una cogniura di potere”. Sul suo futuro di politico si è detto fiducioso: “ Ripartiamo da un punto certo - ha aggiunto -, già dalle prossime elezioni comunali”. Accanto a lui i suoi fedelissimi tra ex consiglieri ed ex assessori. PAG. 6

CASSINO - Il gruppo dei ribelli che ha fatto cadere l’Amministrazione Scittarelli si è dichiarato dispiaciuto e sorpreso dalle parole del loro ex primo cittadino.“Abbiamo posto un problmea politico da tre mesi - hanno scritto in una nota - ma il sindaco ha pensato che le nostre erano soltanto richieste strumentali. Eppure così non era. Lo scioglimento si poteva tranquillamente evitare. Nessuna congiura di palazzo”. PAG. 6

ANNO I - N° 120 GIOvEDì 22 LuGLIO 2010 DISTRIbuzIONE GRATuITA

Allegato alla Gazzetta del Molise free press. Registrazione Tribunale di Campobasso n. 3/08 del 21/03/2008. Direttore responsabile: Angelo Santagostino. Redazione di Cassino Corso della Repubblica n. 5. Tel. e Fax 0776.278040 e-mail: redazione@lagazzettacassino.it. A.I. Communication sede legale: via Gorizia, 42 86100 Campobasso tel. 0874/481034. Tipografia A.I Communication Sessano Del Molise (IS) GIORNALE SATIRICO

SCIACALLI www.lagazzettacassino.it IL TAPIRO DEL GIORNO AI RIBELLI Hanno tirato la corda per tre mesi, hanno chiesto la testa di Mignanelli e poi, a vaso rotto, hanno diffuso un comunicato stampa quantomeno risibile che avrebbero fatto meglio a non sottoscrivere. Ora si dicono dispiaciuti e rammaricati per quanto accaduto. Sostengono che non c’era nessuna congiura di palazzo (e vorrebbero che noi li credessimo in pieno) e che il problema poteva essere risolto diversamente. Ma cosa ancora più grave, rispediscono ogni responsabilità ai mittenti: vale a dire Mignanelli e Scittarelli, senza avere neppure la dignità di camminare a faccia alta convinti delle conseguenze delle loro azioni. Ma non preoccupatevi: si fa presto ad arrivare al voto ed allora i cittadini vi chiederanno il “redde rationem”.

L’OSCAR DEL GIORNO AI CITTADINI INCAZZATI Che martedì sera, poco prima che venisse fatto l’appello e subito dopo quando è stato ufficializzato lo scioglimento del Consiglio comunale, hanno inveito contro gli amministratori, nessuno escluso, gridando: “Andatevene a casa”. Segno questo che le motivazioni date nel corso di questi tre mesi di crisi, mascherate da frasi come: “Problema politico” e “Dialettica democratica interna al partito”, non hanno fregato nessuno. Tutta la Città ha compreso che nessuno, in tutto questo tempo, ha pensato al bene di tutti, ma solo agli interessi personali, ai giochi di potere e a tutto ciò che ne consegue.

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