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TERMOLI La conferma è arrivata dal procuratore di Larino Nicola Magrone

Caso Di Paolo, il numero è stato riassegnato L’ipotesi era già stata avanzata dal legale di parte civile Gaetano Caterina Richiesto un supplemento di indagine da allegare agli atti processuali

LARINO – “Il numero di telefonino di Nicola Di Paolo è stato assegnato ad una ditta di trasporti”. La conferma è arrivata direttamente dal procuratore di Larino Nicola Magrone. L’ipotesi era già stata avanzata dall’avvocato dei genitori del 42enne scomparso Gaetano Caterina. Ad effettuare l’operazione ci ha pensato direttamente la compagnia telefonica Vodafone. Come avviene in tutti gli altri casi quando una scheda sim non viene utilizzata per oltre un anno. Cadono quindi le speranze di Anna Vincelli e Domenico Ciarlitto di veder ritornare l’uomo a Larino. Tramonta definitivamente anche l’ipotesi di un allontanamento volontario. “Sapevamo già che il telefono aveva ripreso a squillare – ha continuato il procura-

tore – e abbiamo preso atto delle richieste che ci hanno presentato i legali della difesa. Ora spetterà al pubblico ministero Luca Venturi avviare l’indagine supplementare”. Si dovrà anche stabilire in quale luogo fosse il telefonino al momento della scomparsa di Nicola Di Paolo avvenuta il 20 luglio 2007. C’è più di qualche sospetto che si trovasse proprio a Larino. Lì era stato localizzato anche l’apparecchio telefonico del Ciarlitto, attuale compagno della moglie del Di Paolo. Le risultanze investigative saranno allegate agli atti del procedimento contro i due presunti amanti. Il 15 aprile scorso il gup di Larino Aldo Aceto ha disposto il rinvio a giudizio per i due. Dovranno rispondere di concorso in omicidio, sequestro di persona ed occultamento di cadavere. Il processo inizierà il 22 settembre in Corte d’Assise a Campobasso. Viviana Pizzi

Liscione e Occhito dighe sotto controllo

Come vivere ai limiti della civiltà con grande dignità

BASSO MOLISE - Una situazione critica quella che si è concretizzata gli scorsi giorni nel Basso Molise e ai confini della vicina Puglia per l'esondazione del fiume Fortore. Parte degli argini hanno ceduto per le copiose piogge degli ultimi giorni e per la struttura poco adeguata degli stessi. Ore di preoccupazioni quelle che hanno vissuto i residenti delle zone a rischio inondazione, soprattutto la notte del 21 Aprile quando è stato dichiarato lo stato di pre-allarme per le zone coinvolte. Il ricordo dell'inondazione 2003, tra chi in quel tragico evento ha perduto tutto tra il fango e i detriti trasportati dal fiume in piena, è tornato con forza, ad insediare negli animi, profondi timori per una possibile seconda alluvione. Le paratie della diga del Liscione e della diga di Occhito sono state aperte la mattina del 21 per poter permettere al livello degli invasi, di rientrare nei limiti di sicurezza. Nel tardo pomeriggio dello stesso giorno la Prefettura ha diramato ai Comuni a valle del Biferno un comunicato annunciando la condizione di pre-allarme per poter permettere agli enti di essere pronti a fronteggiare l'eventuale condizione d'emergenza. Le forze di sicurezza del territorio, Protezione Civile, Vigili del Fuoco, Polstrada, Vigili Urbani e Anas, si sono mobilitate per scongiurare il peggio e per poter gestire al meglio la condizione venutasi a creare in relazione allo straripamento del fiume occupandosi sia di far fluire il traffico su strade agibili, sia dello sgombero, da detriti massi e fango, delle strade rese impraticabili dalle numerose frane e smottamenti che hanno interessato una vasta zona della regione Molise. Condizione preoccupante che già il 22 Aprile ha subito un leggero miglioramento sulla Bifenina, al contrario della zona del Fortore che ha vissuto quasi in concomitanza con il basso Molise una condizione similare per cause e conseguenze. Continuano i controlli su tutto il territorio interessato dalla furia delle acqua, preservando lo stato di preallarme. Le dighe continuamente monitorate e le strade seguite in tutti i loro percorsi è l'opera che gli organi preposti continueranno a sostenere fino a quando tutto non sarà rientrato nei parametri della normalità. Ida Petrone

La storia di una famiglia che da sempre abita nelle prossimità della diga

Spettacolo “Schegge di futurismo” TERMOLI - Il Liceo Artistico Statale di Termoli per commemorare il centenario del Futurismo, ha progettato e realizzato lo spettacolo“Schegge di Futurismo”, che assembla efficacemente esperienze di pittura, scultura, poesia, letteratura, musica, teatro, performance, scenografia, luci e rumori. Lo spettacolo avrà luogo presso il Liceo Artistico domenica alle 20,30, aperto a tutti

LARINO – Vivere in condizioni non propriamente convenzionali, può significare vivere sotto un cavalcavia, ma nello specifico, con la propria casa e con tutti gli animali. E’ il caso del signor Petrarca, il quale, con la propria famiglia e con oltre 60 mucche da latte vive sul pianoro della diga del Liscione, quello che si è allagato nel 2003. Una storia incredibile, che ci viene

raccontata dal signor Giuseppe, mentre porta le mucche al pascolo. “Come si fa a vivere qui – ci dice il signor Petrarca – quando scatta l’allerta e ci fanno sgomberare casa? Non abbiamo un’altra abitazione e portare gli animali via di qui, è impensabile. L’ultima volta che è scattato lo stato d’allerta, cioè martedì, siamo andati via e abbiamo dormito in macchina”. La famiglia Petrarca

Alla normalità flusso idrico BASSO MOLISE – E' tornato alla normalità il flusso idrico di acqua potabile per i comuni del basso Molise. Il potabilizzatore di Molise Acque é tornato a funzionare regolarmente dopo che era stato spento a causa di problemi causati dalla diga del Liscione. Il momentaneo guasto é stato riparato durante la scorsa notte dai tecnici della Molise Acque che hanno lavorato incessantemente.

vive a poche centinaia di metri dalla paratia aperta ieri per far defluire l’acqua della diga. La casa è sotto il cavalcavia e ad ogni accenno di allerta meteo, ogni qualvolta debbono sgomberare, si creano problemi logistici di non facile risoluzione. L’alluvione del 2003 è stato un disastro anche per loro: “Non abbiamo ricevuto alcun rimborso – conclude Petrarca – e abbiamo perso, oltre a tutti gli animali, anche il lavoro”. Le mucche da latte sono l’unico sostegno economico. Dopo la perdita per il disastro del 2003, oggi, con questi animali, vendono il latte ad un caseificio locale a 40 centesimi al litro. A conti fatti, con la mungitura che si effettua due volte al giorno, non resta molto per campare. Insomma, come vivere ai limiti della civiltà, ma con gran dignità.

19 ANNO II - N° 93 VENERDÌ 24 APRILE 2009

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Liscione e Occhito dighe sotto controllo Alla normalità flusso idrico La storia di una famiglia che da sempre abita nelle prossimità della d...

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