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PRIMO PIANO In Molise il fenomeno è quasi due volte superiore alla media stilata in Italia

Milioni di italiani vivono in povertà

I dati peggiori nel Sud CAMPOBASSO - Tra il 2005 e il 2007, l’incidenza di povertà assoluta è rimasta sostanzialmente stabile in Italia. Sebbene un leggero miglioramento (il numero di famiglie indigenti è passato da 510mila a 443 mila), il fenomeno continua a essere diffuso soprattutto al Sud, compreso il Molise, dove l’incidenza di povertà assoluta (5,8 per cento) è circa due

Quotidiano del mattino Registrazione al Tribunale di Campobasso n°3/08 del 21/03/2008 DIRETTORE RESPONSABILE Angelo Santagostino A.I. COMMUNICATION SEDE LEGALE via Gorizia, 42 86100 Campobasso Tel. 0874.481034 - Fax 0874.494752 E-mail: lagazzettadelmolise@tin.it Sito internet: www.gazzettadelmolise.com

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2 ANNO II - N° 92 GIOVEDÌ 23 APRILE 2009

volte superiore a quella osservata nel resto del Paese: nel 2007, tra le famiglie residenti nel Nord la percentuale delle famiglie povere in termini assoluti si attesta, infatti, al 3,5 per cento, e al 2,9 tra le famiglie del Centro. E' quanto emerge dall'ultimo rapporto dell'Istat secondo il quale l' “intensità della povertà”, ossia la percentuale di quanto la spesa mensile delle famiglie assolutamente povere si colloca al di sotto della soglia di povertà, risulta pari al 16,3 per cento e raggiunge il 18,2 tra le famiglie residenti al meridione. Il 4,1% di italiani vive in povertà assoluta. Sono 975 mila le famiglie italiane in condizioni di povertà assoluta nel 2007, pari a 2 milioni e 427mila individui, vale a dire il 4,1% della popolazione italiana. Il fenomeno è più diffuso nel sud e nelle isole, dove l'incidenza di povertà assoluta (5,8%) è circa due volte superiore a quella rilevata nel resto del Paese: nel 2007, tra le famiglie residenti al nord la percentuale delle famiglie povere si attesta infatti al 3,5%, mentre al centro si ferma al 2,9%. "Peggiorano - spiegano i ricercatori dell'Istat - le situazioni delle famiglie con a capo un adulto di età compresa tra i 45 e 54 anni o un lavoratore con basso profilo professionale, mentre si rileva un miglioramento nelle famiglie giovani". L'Istat ha sottolineato che la fotografia sulla povertà assoluta in Italia si riferisce a un periodo precedente all'insorgere della crisi economica esplosa nel 2008.

D’Ascanio all’Aquila al coordinamento Il presidente della Provincia, D’Ascanio, accompagnato da Giovanni Norante, parteciperà oggi all’incontro dei presidenti delle Province d’Italia per il coordinamento delle iniziative sul terremoto in Abruzzo, che si terrà a Coppito, nella caserma della Guardia di finanza.

Tra il 2005 e il 2007 leggero miglioramento Le incidenze più elevate si osservano comunque tra le famiglie di maggiori dimensioni, in particolare con tre o più figli soprattutto se mino-

Le stime Istat si riferiscono al periodo prima della crisi renni. Anche tra le famiglie con componenti anziani i valori di incidenza sono superiori alla media, soprattutto se si tratta di anziani soli. La po-

Peggiorano le famiglie con a capo 50enni

vertà è fortemente associata a bassi livelli di istruzione, a bassi profili professionali e all'esclusione dal mercato del lavoro. Le stime dell'Istat sono state definite in base a una nuova metodologia messa a punto da una commissione di studio ad hoc, che ha avuto il compito di valutare insieme con l'Istituto di statistica i requisiti di minimalità di un paniere di povertà assoluta, rivedendo e modificando il precedente approccio anche attraverso l'aggiornamento della sua composizione con l'inclusione o esclusione di beni e servizi che avevano acquistato o perso carattere di essenzialità. In sostanza, il dato non definisce una soglia di sopravvivenza, cioè la mancanza di risorse tali da mettere in pericolo le persone, ma delinea il minimo accettabile. Nel paniere individuato ci sono diverse com-

ponenti: alimentare, abitazione e una componente residuale che comprende voci come trasporti, scuola e sanità. Tutto questo per una famiglia formata da una sola persona, fra i 18 e 59 anni, in un'area metropolitana del nord, significa vivere con meno di 724.29 euro al mese. Se invece la stessa famiglia vive in un piccolo comune la soglia è di 650.04 euro. Se la stessa persona vive in un grande comune del mezzogiorno la soglia scende a 520.18 euro. La soglia varia anche con il numero dei componenti della famiglia. Per una famiglia di tre componenti con età sotto i 59 anni, la soglia di povertà assoluta è stabilita in 1.158,71 euro se vive in un'area metropolitana nelle regioni centrali, mentre è a 966,20 euro se risiede nelle regioni settentrionali.

Incontro Movimento partecipazione e rinnovamento ‘Donne protagoniste del futuro. Nuove opportunità occupazionali a livello regionale e nazionale’ è il titolo dell’incontro che si terrà a Sant’ Elia a Pianisi sabato alle 17 nella sala dell’oratorio. Dopo l’intervento della consigliera regionale di Pari opportunità, Giuditta Lembo, l’imprenditrice Concetta Iacovino racconterà la sua testimonianza.


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