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Frosinone, Marini in acque agitate

Lsu: vogliamo essere stabilizzati

FROSINONE - Il terremoto elettorale, con la cocente sconfitta del Pd e della coalizione di centrosinistra, non poteva non ripercuotersi anche sul comune di Frosinone dove la maggioranza che sostiene il sindaco Marini è da tempo in fibrillazione. E se qualcuno vuole la verifica, altri iniziano a parlare di dimissioni. PAG. 11

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FROSINONE - Sono quindici anni che da lavoratori socialmente utili percepiscono poco più di 500 euro al mese. Sulla loro definitiva stabilizzazione di chiacchiere ne hanno sentite tante, anzi troppe. Anche perché alle promesse non sono seguiti i fatti. E così hanno deciso di scendere sul sentiero di guerra. PAG. 3

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Allegato alla Gazzetta del Molise free press. Registrazione Tribunale di Campobasso n. 3/08 del 21/03/2008. Direttore responsabile: Angelo Santagostino. Redazione di Cassino Corso della Repubblica n. 5. Tel: 0776.278040 Fax: 0776.325688 e-mail: redazione@lagazzettacassino.it. A.I. Communication sede legale: via Gorizia, 42 86100 Campobasso tel. 0874/481034. Poligrafica Ruggiero 83100 Avellino (Av)

Finalmente www.lagazzettafrosinone.it IL TAPIRO DEL GIORNO A VIRGINIO BONANNI L’ex sindaco di Fiuggi, Virginio Bonanni, deve essere considerato il più diretto responsabile della netta sconfitta del centrodestra alle elezioni comunali che si sono svolte nella città termale in contemporanea alle regionali. E’ stato lui, infatti, a far fallire l’accordo che pure era stato raggiunto con Davide Della Morte, una candidatura di indubbio spessore, e di conseguenza a mandare allo sbaraglio il suo ex assessore Antonio Maulu che con tali premesse non poteva non andare incontro ad una magra figura. Complimenti vivissimi, caro ex sindaco.

L’OSCAR DEL GIORNO A FRANCESCO STORACE Oggi tutti plaudono al sindaco di Frosinone Michele Marini che è riuscito, sia pure dopo una lunghissima ed interminabile attesa, ad inaugurare l’ascensore inclinato, il marchingegno meccanico che dalla parte bassa del capoluogo mena in pochi secondi al centro storico. In pochi ricordano, però, che il finanziamento del progetto, la cui idea era già venuta fuori negli anni settanta del secolo scorso, si deve all’allora presidente della regione Lazio Francesco Storace che agì su sollecitazione dell’allora sindaco di Frosinone Domenico Marzi. E’ giusto dare a Cesare quel che è di Cesare.

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REGIONE Il presidente Polverini avrà non poche difficoltà ad esaudire le richieste degli eletti

Scenario post elettorale in Ciociaria FROSINONE – Assessorati sicuri, posti in giunta da rivendicare, ricorsi per l’attribuzione di un seggio o qualcosa di più, incarichi negli enti intermedi, delusione degli esclusi, resa dei conti interna alla colazione e futuri assetti di partito. E questo, riassumedo, il quadro che esce dalle urne delle regionali dopo la vittoria della Polverni e la schiacciante affermazione del Pdl nella provincia di Frosinone. Tutti, vincitori e vinti, hanno qualcosa da rivendicare, chi in senso positivo e legittimamente, i primi, chi contro i propri colleghi o ex colleghi a questo punto, i secondi. Ma comunque, qualcosa di cui parlare, come il titolo di un vecchio film, ce l’hanno tutti. Vediamo caso per caso, partendo naturalmente dai vincitori. Non c’è dubbio che nella prossima giunta regionale ci sarà posto per un rappresentante di ogni provincia. Non c’è dubbio che per Frosinone, ci sarà Franco Fiorito, votatissimo e in pole position per un dicastero di peso. Boatos delle ultime ore lo avvicinano all’importante assessorato ai lavori pubblici e addirittura alla vicepresidenza. Ma il Pdl ciociaro vuole di più. Non dimenticando di far pesare come il risultato di Frosinone sia stato determinante per la vittoria della Polverini. Ecco

dunque che anche Mario Abbruzzese non ha perso tutte le speranze di far parte della nuova squadra di governo della Polverini. Chi chiede posti in giunta, è anche la lista collegata alla presidente, ossia Enzo Di Stefano. Non dimentichiamo, poi, che l’esecutivo regionale dovrà per forza di cose avere almeno quattro volti femminile. E da questo punto di vista le sue carte può giocarsele molto bene Alessandra Mandarelli, che già grazie a questo obbligo, aveva ricoperto l’incarico di assessore regionale alle politche sociali nella giunta Marrazzo. Veniamo poi a chi sta per fare ricorso contro la non attribuzione del seggio. E’l’Udc, che rivendica lo scranno alla Pisana per Fabio Forte. Ricorda il sindaco di Arpino: “L’Udc ha presentato una memoria al presidente del seggio centrale, in cui si fa riferimento ai conteggi effettuati per l’assegnazione dei seggi suppletivi e non un ricorso. A nostro giudizio i 24.000 mila voti ottenuti in Ciociaria dalla lista dcell’Udc dovevano far scattare proprio qui il seggio per il “resto” migliore”. Ma non si ferma qui Forte, chiede anche un assessorato: “Penso ad un incarico istituzionale, che non è affatto una regalia ma è assolutamente meritato. L’Udc della

tura alle regionali. L’interessato è molto cauto, ma qualcosa si aspetta. “A livello regionale ci sono molti enti o aziende pubbliche. Tra queste l’Ater. Ma non è certamente l’unica. Dico solo che sono il primo dei non eletti a Frosinone. Non solo. Ho il numero di preferenze maggiore rispetto ai primi dei non eletti di tutto il Lazio”. Nel Pdl ciociaro, sembrerà strano a dirlo, ci sono anche i delusi. E’il caso di Angelo D’Ovidio, che ha sfiorato i diecimila voti, quarto nella compagine del Popolo della Libertà in provincia. “Non nascondo che ci attendevamo di più – ha dichiarato l’ex consigliere di Pastena – ma la cosa più importante, come ho spesso dichirato nei miei comizi in campagna elettorale, era impedire alla provincia di Frosinone è la seconda del Bonino di diventare governatore del Lazio per percentuale di voti. Dunque, Lazio, a prescindere dalle preferenze”. ne abbiamo diritto”. Passiamo poi agli E veniamo agli sconfitti. Tante le poleenti intermedi di competenza regionale. miche all’interno soprattutto del partito Di solito al primo dei non eletti si asse- democratico. Molto lucida l’analisi di un gna la presidenza dell’Ater. Ed è proprio dirigente storico dei ds ciociari, Luciano all’incarico di vertice dell’azienda che si Gatti: “Il vero problema è che a FrosiSgarbinone abbiamo ripetuto lo stesso risuloccupa di alloggi popolariVittorio a cui si accosta il nome di Adriano Roma, primo tato delle provinciali. Con la lista messa degli esclusi con il Pdl. Intanto il vice in piedi non si poteva fare di più. Le elesindaco di Arnara è tornato ad ricoprire zioni regionali sono state politicizzate, si il ruolo di vice coordinatore del partito è parlato di tutto tranne che dei prodopo l’autosospensione per la candida- blemi del Lazio. Siamo caduti nel solito

trucco del referendum: Berlusconi si, Berlusconi no”. Per entrambi gli schieramenti si sta per aprire la stagione dei congressi. Più imminente quello del Pd, si parla di maggio o settembre, che sancirà, crediamo, il mutato rapporto di forza interno, comandano gli ex popolari di Scalia, anche se bisogna vedere in quanti rimarranno in un partito che tutti definiscono un cantiere aperto, ma che sembra invece un cantire da iniziare ex novo e non si vede all’orizzonte una figura in grado di iniziare in maniera proficui in lavori. Anche nel Pdl c’è da affrontare il tema della leaderschip provinciale, anche se non si sa bene se si celebrerà il congresso. Comunque a livello di consensi si viaggia con il vento in poppa e questo facilita lo smussamento delle polemiche interne. Lo stesso Adriano Roma ha sottolineato:“Occorre mettere mano al partito per formarlo sul territorio, visto che ancora non possiamo dire di avere un partito funzionante e ben organizzato, con tutti gli incariche assegnati. Insieme a Fiorito e con tutto il coordinamento provinciale lavoreremo proprio a questo”. Questo il quadro. Le prime nomine della Polevrini aiuteranno a capire meglio l’evolversi della situazione. Pompeo Di Fazio

Confindustria Lazio augura un proficuo lavoro al nuovo presidente della Pisana FROSINONE – Arrivano dal numero uno di Confindustria Lazio, Maurizio Stirpe, gli auguri di buon lavoro al nuovo presidente della regione Renata Polverini: “Esprimo a nome di Confindustria Lazio le più vive felicitazioni a Renata Polverini per la sua elezione a presidente della regione, formulando ogni augurio di buon lavoro. Le critità in agenda del nuovo governo della regione Lazio sono certamente numerose, ma in particolare va utilizzata la trasformazione in senso federale del paese per avviare finalmente una politica di effettivo riequilibrio territoriale, che deve anzitutto trovare una risposta con l’attivazione di ogni più efficace raccordo tra le istituzioni. Bisogna percorrere con decisone una strada volta al controbilanciamento del peso dell’area metropolitana romana, con interventi di crescita e integrazione con gli altri ambiti territoriali del Lazio meno sviluppati. In questo obiettivo sarà anzitutto necessario collegare in maniera più efficace, con una adeguata azione di infrastrutturazione materiale ed immateriale, i principali centri urbani della regione nonché i diversi poli produttivi locali, in modo da consentire alle imprese, in particolare le piccole e medie aziende che sempre più dovranno aggregarsi ed operare in rete, di per-

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D’Ovidio ringrazia i suoi elettori ROMA - “Voglio ringraziare tutti gli elettori che hanno avuto fiducia in me e congratularmi con tutti i candidati che sono riusciti ad entrare negli scranni della Pisana”: così ha dichiarato l’ex consigliere regionale Angelo D’Ovidio a margine del risultato elettorale che ha visto il centro destra surclassare gli avversari.

seguire obiettivi comuni di sviluppo. Confindustria Lazio continuerà a porsi, nei confronti dell’istituzione regionale, come interlocutore attento e responsabile, ma è fondamentale che la nuova giunta sappia attivare con le parti sociali una concertazione che, per essere utili, sia effettivamente a monte delle decisioni che incidono sulla competitività del sistema delle imprese laziali e che si sappia focalizzare su poche e perseguibili priorità”. Anche da Frosinone, Marcello Pigliacelli, responsabile locale di Confindustria, fa gli auguri alla Polverini, indicando gli obiettivi da raggiungere: “Il recupero della valle del Sacco, una maggiore attenzione alle politiche distrettuali con interventi mirati a sostenere lo sviluppo dei distretti industriali e dei sistemi produttivi locali; un impegno, pur nella limitatezza delle risorse economiche, da parte della Regione Lazio, avelocizzare i pagamenti alle imprese fornitrici di beni e servizi che vantano un credito nei confronti della stessa”. Dunque si gli auguri ma anche un elenco di priorità, quelle di Confindustria. Ora la palla passa alla Polverini. Nella speranza che anche la provincia di Frosinone possa godere dei positivi effetti della auspicabile inversione di tendenza del nuovo corso.

Battisti: ottimo il risultato dell’IdV SUPINO - Così Matteo Battisti: ”Ringrazio tutti i 106 elettori che hanno scelto di votare IdV. Nonostante la vittoria di Polverini e del centro destra nella nostra provincia, l'IdV è riuscita a ottenere un ottimo risultato eleggendo un consigliere regionale. Approfitto per fare le mie congratulazioni ad Anna Maria Tedeschi neo eletta Idv alla Regione”.


PROVINCIA Lsu: vogliamo essere stabilizzati I lavoratori sono intenzionati ad occupare la sala consiliare di Palazzo Gramsci FROSINONE – Ormai non ce la fanno più a forza di ricevere promesse mai mantenute. Sono quindici anni che lavorano per poco più di 500 euro al mese, senza contributi previdenziali. Di chiacchiere ne hanno sentite tante sulla loro stabilizzazione, sulla loro giusta richiesta di avere un posto di lavoro fisso e con una retribuzione normale. Sono gli Lsu della provincia di Frosinone, sempre agli onori della cronaca perché a scadenze precise si parla sempre della loro stabilizzazione. Ma poi l’atteso provvedimento rimane sempre nel vuoto o fermo in qualche cartella nascosta negli angoli remoti di qualche ufficio amministrativo. Stavolta, però, hanno deciso di protestare sul serio. A almeno è la loro intenzione in questo momento, sempre suscettibile di cambiamenti. Si sono riuniti presso il salone dell’amministrazione provinciale, hanno discusso i loro problemi con i rappresentanti sindacali e hanno preso una decisone: fare un gesto eclatante. Quale? L’occupazione della sala consiglio della Provincia. Un gesto estremo per riportare attenzione sul loro cronico problema. A partire dalla settimana prossima, gli Lsu trasformeranno l’assise provinciale nella loro dimora. Staranno lì giorno e notte, fino a che non avranno precise garanzie dall’ente. Hanno già avuto un primo abboccamento con il dirigente del personale dell’amministrazione provinciale, il dott. Elvio De Santis, che ha preso a cuore il problema. Ma comunque, non è solo questione di “prendere a cuore”: il problema sono i fondi per risolvere la questione e stabilizzare circa cento persone per la provincia non è semplice. C’è un patto di stabilità da rispettare, c’è un vincolo di rap-

Botta e risposta polemico tra Schietroma e Iannarilli

porto tra dipendenti effettivi e popolazione residente da non superare. Dunque una strada tutta in salita per i lavoratori precari. Comunque si aspetta di vedere cosa produrrà la protesta, sempre se verrà messa in atto. Tra il dire e il fare c’è, come recita un vecchio adagio, di mezzo il mare e in questo caso anche le vacanze pasquali. Che possono portare a più miti proponimenti. Appuntamento alla prossima settimana per vedere cosa succederà. Pompeo Di Fazio

Codici: la Provincia si occupi delle strade FROSINONE – Lancia l’allarme sulla scarsa manutenzione delle strade provinciali l’associazione Codici. E lo fa rivolgendo un invito al Presidente Iannarilli affinché si attivi per risolvere la questione. Così il segretario Luigi Gabriele: “Da più parti ci giungono segnalazioni di cittadini che chiedono il rifacimento del manto stradale e della segnaletica per i tratti Frosinone-Sora, Sora-Cassino e Cassino-Formia. Tratti aperti già da molti anni che ricevono una scarsa manutenzione sia per l'asfalto che per la segnaletica. E’ opportuno che l'amministrazione provinciale, nella persona del Presidente Iannarilli, insieme agli organismi e agli uffici competenti, si adoperino per iniziare un programma di rifacimento di queste tratte e che antepongano la sicurezza stradale alle esigenze di fare casse che molti comuni indebitamente stanno operando nelle aree succitate. E’ altresì opportuno

che la segnaletica all'uscita del nuovo casello di Ferentino venga adeguata per il nuovo tronco stradale, inserendo l'importante snodo della superstrada per Sora che si dirige verso i distretti industriali del tessile e della carta, non dimenticando le uscite d'interesse turistico come le cascate del Liri, la valle di Comino e le città storiche come Arpino. Queste richieste potrebbero apparire di poca importanza ma se si circoscrivono agli interessi economici che ne scaturiscono si evince che l'importanza di tali provvedimenti è legata all'economia che in questi luoghi si produce o che si potrebbe produrre attraverso il turismo e il marketing territoriale. Codici ha già provveduto a contattare gli uffici del tronco autostradale interessato, i quali si sono resi disponibili alle modifiche, ma necessitano di deliberazioni o atti formali dalla provincia o dai comuni per effettuare gli aggiorna-

Fiuggi, Martini incontra Bonanni FIUGGI - Il neo sindaco di Fiuggi Fabrizio Martini si è incontrato con l’ex primo cittadino Virginio Bonanni. A quanto pare la materia amministrativa è stata l’argomento principale del loro incontro. Intanto il nuovo sindaco ha già fissato il primo consiglio comunale al 6 aprile.

Luigi Gabriele menti necessari”. Dunque un invito a mettere mano ad un degrado ormai al limite anche perché ci si avvicina alla stagione estiva e molte delle tratte interessate dal problema di scarsa manutenzione, vedi la Cassino-Formia, saranno interessate da un notevole transito automobilistico.

FROSINONE – Le sconfitte, si sa, sono dure da digerire. Il leader del Partito Socialista della provincia di Frosinone, l’on. Gianfranco Schietroma, invece di preoccuparsi degli affari di casa sua, invece di analizzare il perché della sconfitta del centrosinistra alla regione e della vera e propria Caporetto avvenuta in Ciociaria, non sembra aver niente di meglio da fare che attaccare il Presidente dell’amministrazione provinciale di Frosinone, l’on. Antonello Iannarilli e il suo modo di amministrare l’ente, dimenticando che proprio lui è stato sconfitto dal parlamentare di Alatri poco meno di un anno fa e che nel suo ruolo di capo dell’opposizione è apparso un fantasma: mai un’interrogazione, mai una critica, mai una proposta. Ora, anche complice il risveglio dal lungo letargo invernale e, aggiungiamo noi, la scoppola elettorale, ha deciso all’improvviso di tornare a far sentire la propria voce. “Prendo a prestito le parole di un autorevole senatore della Repubblica, il senatore Giuseppe Ciarrapico, che ha chiesto scusa per aver sbagliato candidato per le scorse provinciali”, afferma l’onorevole. Prescindendo dal fatto che, comunque, il Presidente lo hanno scelto gli elettori, Schietroma continua nel suo affondo critico verso Iannarilli e la maggioranza che governa Palazzo Gramsci: “L’unico atto è stato quello di licenziare 84 lavoratori non tenendo conto della grave crisi occupazionale. Non voglio essere pessimista ma sembra che non c’è un’idea e un progetto che guidi la azioni dell’on. Iannarilli. C’è un’assoluta mancanza di risposte alle esigenze del territorio e dei suoi abitanti. Lo statuto provinciale prevede che dopo quattro mesi dall’inse-

Alatri, gli “Attimi” di Michela Tarquini ALATRI -Sabato 10 aprile alle ore, 17.00, nella sala conferenze della biblioteca comunale di Alatri Michela Tarquini presenteràa il suo libro "Attimi". Sarà una serata in cui si parlerà di emozioni,sensazioni e storia di vita vissuta. L’intermezzo musicale sarà a cura del pianista Gianpaolo Venditti

diamento il Presidente presenti in Consiglio gli indirizzi di programma. Ne sono passati molti di più ma questo non è stato ancora fatto”. Il Presidente Iannarilli ha risposto immediatamente all’on. socialista: “Queste sue dichiarazioni mi preoccupano. Sia chiaro non è per la solita nenia destituita di qualsiasi fondamento che sono preoccupato. Schietroma sa bene che i 15 anni di nulla, anzi di progetti costosissimi e fallimentari come quello dell’aeroporto portati avanti dal centrosinistra, hanno contribuito alla sonora bocciatura da parte dell’elettorato e sa anche che, finalmente, da parte nostra, qualcosa in favore dei cittadini si vede: considerate, ad esempio, la sospensione della Cosap e la difficile partita innescata contro i rincari dell’acqua. Sono preoccupato e deluso perché simili esternazioni, così generiche, non sono da Schietroma. Attaccare con argomentazioni strumentali l’operato dell’amministrazione provinciale è grave in un momento tanto delicato per il nostro territorio. Occorrono critiche serie e costruttive semmai. Forse si tratta di frustrazione per le ripetute sconfitte. Ora non siamo più in campagna elettorale. La nostra provincia ha bisogno di tante cose: noi lavoriamo seriamente e con idee molto chiare. Questo i cittadini lo hanno capito al di là delle esternazioni un pò strampalate che ogni tanto si devono registrare”. Conclude il presidente della Provincia: “Diciamo che ci sono cose più importanti da fare e sono sicuro che, se ci pensa un attimo, ne converrà anche Schietroma”. Così, con molto spirito e tanta ironia, il Presidente Iannarilli ha rispedito al mittente le accuse dell’on. Schietroma.

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PRIMO PIANO Nella mattinata di ieri l’inaugurazione ufficiale dell’opera che era attesa da tempo

Si è avviato l’ascensore inclinato FROSINONE - Quello di ieri per Frosinone è stato un giorno che non è esagerato definire “storico”. Dopo una interminabile attesa che si protraeva ormai da anni, con annunci di partenza e puntuali rinvi che si succedevano con metodica quanto desolante ripetitività, finalmente si è avviato, si è messo in moto quel marchingegno meccanico che tutti ormai conoscono con il nome di “ascensore inclinato”. Un’opera che, almeno secondo gli amministratorti comunali, dovrebbe risolvere gran parte dei problemi di traffico che assillono in sommo grado il capoluogo ciociaro che, come e noto, è tra le città più intasate, più congestionate e, quindi, più inquinate della penisola italica. In due minuti o giù di lì da via Aldo Moro, nella parte bassa, si potrà raggiungere piazzale Vittorio Veneto, nella parte alta di Frosinone. E, questa è la grande novità, senza dover ricorrere obbligatoriamente all’automobile come si era costretti fino ad una manciata di ore fa. Di qui le speranze neanche tanto nascoste del sindaco Marini e della sua giunta di snellire l’esorbitante volume di traffico che ogni giorno soffoca la città. Ma gli effetti positivi dell’ascensore inclinato (inclinato perché copre una pendenza notevole dalla parte bassa a quella più alta di Frosinone, sulla falsariga di ciò che da tanto tempo funziona in maniera impeccabile nelle principali città storiche della vicina Umbria) non si limitano alla sola circolazione automobilistica. L’avveniristica infrastruttura, infatti, dovrebbe (ma in questo, come nell’altro caso, il condizionale è più che mai d’obbligo) rivitalizzare il centro storico del capoluogo ciociaro, la parte più interessantre della città che, però, da qualche tempo giace in desolante abbandono, con gli esercizi commerciali che chiudono l’uno dietro l’altro e con le abitazioni che si svuotano. Una sorte, del resto, co-

Intitolato al sindaco Spaziani Fu il primo a pensare ad un’opera del genere

mune a tanti alteri centri storici della provincia ciociara che vanno sempre più svuotandosi a beneficio di località più comode e più vicine alle grandi vie di comunicazione. Vedremo nei prossimi mesi se l’ascensore inclinato, corroborato magari da politiche più incisive in materia da parte dell’amministrazione comunale, riuscirà a compiere anche quest’altro miracolo. Per il momento comunque, e questo è già una gran cosa dopo cotanta attesa, la teleferica, con la cabina capace di trasportare 40 persone per volta, si è finalmente messa in moto e funzionerà ogni giorno dalle 7.00 alle 24.00 e dalle 7.00 alle 2.00 nei fine settimana. E, per di più, si potrà salire e scendere gratis. Almeno nei primi tempi.

Difficile che sia la risoluzione di tutti i problemi

FROSINONE – Tutti gli amministratori comunali di Frosinone, sia quelli di maggioranza che di opposizione, sono concordi nel giudicare assolutamene positiva la giornata di ieri quando finalmente si è messo in moto l’ascensore inclinato. Questa volta non si è trattato di una inaugurazione di chiaro stampo elettorale (vedi il tratto della superstrada Sora-Ferentino che già dopo pochi giorni ha subito un doveroso restinimento della carregiata per consentire l’ultimazione di lavori che erano stato interrotti proprio per consentire il fatidico taglio del nastro e la solita parata rutilante di personaggi politici) ma di una vera e propria messa in moto. La teleferica, insomma, è ufficialmente partita e, salvo imprevisti, continuerà a funzionare anche nei prossimi mesi. Raggiante il sindaco di Frosinone, Michele Marini, che ha raggiunto l’unico risultato positivo di una azione amministrativa che almeno fino ad ora non può ritenersi di certo esaltante. Così come molto soddisfatti sono i suoi più stretti collaboratori che tante critiche avevano ricevuto per la mancata entrata in funzione del marchingegno meccanico, pronto ormai da tempo ma impossibilitato a mettersi in moto per ripetuti impedimentii di natura burocratica. Ma adesso tutto è stato finalmente risolto e la cabina, sferragliando sulle ripide rotaie, si è avviata tra il plauso generale e le legittime aspettative di chi tanto fa affidamento sui suoi effetti taumatirgici. L’impianto, inaugurato ufficialmente ieri mattina, potrebbe essere intitolato a Dante Spaziani, ex primo cittadino del capoluogo ciociaro. E non si tratterebbe certo di una idea malvagia. Fu proprio Spaziani, infatti, che negli anni settanta del secolo scorso, per primo pensò ad una teleferica per mettere in collegamento la parte bassa di Frosinone con il centro storico. Idea che ha visto la luce dopo ben quarant’anni o giù di lì. Sarà, ovviamente, il consiglio municipale a decidere in merito. Ma, come assicurato dall’assessore Paris, non dovrebbero esserci grossi problemi.

L’ascensore va supportato con una incisiva politica amministrativa FROSINONE – Nei giorni passati in città non si faceva altro che parlare dell’ascensore inclinato, della sua imminente entrata in funzione dopo tanti ed inspegabili rinvii, dei benefici effetti che sarebbero ricaduti a pioggia su Frosinone e il suo tessuto socioeconomico. E così tanto interesse era ampiamente giustificato. Da tantissimo tempo nel capoluogo ciociaro si favoleggia di un piano corposo di opere pubbliche destinate a cambiare radicalmente il volto della città (una per tutte il nuovo stadio comunale atteso da oltre quarant’anni) ma, puntualmente, il tutto finisce per restare desolatamente confinato nel vacuo mondo dei sogni e delle buone intenzioni. Questa volta, però, non è andata così. I sogni si sono trasformati in tangibile realtà e l’ascensore incli-

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nato ha cominciato a mettere in collegamento per davvero la parte alta della città con il centro storico. Una volta tanto le promesse, sia pure in clamoroso ritardo, sono state mantenute. Adesso che la cabina è partita, però, si tratta di vedere se essa veramente coglierà nel segno come è nelle aspettative di tutti qui a Frosinone. Ossia se il maledetto traffico diminuirà (e con esso le pestifere esalazioni di Pm10 che rendono l’aria irrspirabile) e se il centro storico della città, ormai moribondo e desolatamente vuoto, tornerà a pulsare e a palpitare di vita come ai bei tempi che furono. L’ascensore inclinato, insomma, è visto come un toccasana capace di avere positive ricadute anche e soprattutto sul tessuto economicio di una sempre più decadente Frosi-

Pascarella: diciamo grazie a Storace FROSINONE - “Ben venga l’opera anche va detto che l’intervento è stato realizzato grazie alla regione Lazio che ha finanziato il progetto - così chiarisce Claudia Pascarella (La Destra) -. All’epoca il Presidente della Pisana era Francesco Storace e il sindaco di Frosinone era Domenico Marzi”.

none. Oggi si è ancora, e giustamente, in luna di miele. Però è giusto dire che l’ascensore, per quanto importante sia, non può essere considerato la miracolosa panacea di tutti i mali. E’ neccessario, infatti, che l’amministrazione comunale studi e metta in campo una azione più concreta ed incisiva di quella fino ad oggi portata avanti. Sia per risolvere i problemi di traffico che per la rivitalizzazione del centro storico e della stessa economia cittadina. Solo così si può cullare la ragionevole speranza che nel medio termine qualche cosa possa cambiare per il meglio. Affidarsi al solo ascensore inclinato, pertanto, potrebbe non bastare. Si correrebbe il serio rischio, passata la luna di miele, di avere un brutto quanto traumatico risveglio.

Orari di apertura dell’impianto FROSINONE - L’ascensore inclinato funzionerà tutti i giorni dalle ore 7.00 fino alle 24.00. Il venerdì, il sabato e la domenica, invece, la chiusura è protratta fino alle 2.00 della notte. Le partenze sono previste ogni quindici minuti. Per i primi tempi l’uso dell’impianto sarà completamente gratuito.


FROSINONE Il terremoto elettorale ha accentuato le fibrillazioni all’interno della coalizione

Marini oscilla tra verifica e dimissioni

FROSINONE – Che rompicapo! Verifica si o verifica no. Questo è il dubbio amletico che assilla la maggioranza che governa il comune di Frosinone. Si perché la verifica può essere l’avvio di una crisi interna a cui si aggiunge la possibile richiesta di dimissioni della giunta in carica che sta cer-

cando di avanzare il centrodestra, una richiesta scaturuta a seguito dei risultati delle regionali che hanno pesantemente meso in discussione l’amministrazione Marini. Ma sulla maggioranza pesa anche un altro rompicapo. Tornare alle urne è veramente conveniente? Infatti il prossimo consiglio comunale, per quanto riguarda il numero dei membri, subirà gli effetti della legge 25 del 23 marzo scorso che prevede il taglio del 20% dei consiglieri e la diminuzione degli assessori. Il che significa che ogni lista che si presenterà alla competizione elettorale avrà dieci candidati in meno ed anche gli eletti saranno in numero minore, con tutti i problemi a livello di “equilibratura” interna che ne deriveranno. Anche il ruolo delle circoscrizioni subirà una pesante cura dimagrante quindi una situazione molto complicata, con meno possibilità di essere eletti soprattutto in una lista civica, visto che diminuendo il numero dei competitor, è normale che il voto diventa più politicizzato e si affermeranno i partiti tradizionali. Con tutte queste difficoltà deve fare i conti Michele Marini. Ve-

diamo la sua maggioranza. Il Pd conta 5 consiglieri in maggioranza e 4 assessori. Il Psi 7 consiglieri e 3 assessori più il Presidente del consiglio. La lista Marini 4 consiglieri e 2 assessori, la Sinistra 1 consigliere, l’Italia dei Valori 1 consigliere, Realtà Civica, 5 consiglieri. Sono proprio i membri di questa formazione (Mauro Vicano, Claudio Caparrelli, Giovanbattista Mansueto, Maurizio Ciotoli e Paolo Lacava) ad essere decisivi per la sopravvivenza della maggioranza. Chiedono l’azzeramento della giunta, la diminuzione degli assessori e la verifica programmatica. Questo già prima delle elezioni. Ora, dopo il terremoto elettorale, ancora di più. Riuscirà il nocchiero Marini a cavarsela in queste acque tormentate? E poi incombe, come un macigno, la richiesta delle dimissioni del gruppo di minorenza. Come si comporteranno i consiglieri in aula, siano essi di maggioranza o di minoranza? Riuscirà il sindaco Marini a portare a termine, indenne, la consiliatura? Ad oggi tutto è possibile. L’unica certezza è che non sarà davvero un’impresa molto semplice . Pompeo Di Fazio

E’ ancora guerra nel Pd: Martini replica ad Urbano FROSINONE - “A parlare dopo sono tutti bravi, specialmente se si tenta di addossare le responsabilità della sconfitta solo agli altri”: così comincia Alessandro Martini, presidente cittadino del Partito Democratico nel replicare all’ex consigliere regionale Ettore Urbano. “E’ un dato di fatto che il risultato elettorale del Pd è deludente - prosegue Martini - e che la lista doveva essere composta in maniera diversa per renderla più forte. Ma l’unico che non può parlare è proprio Ettore Urbano, consigliere regionale uscente, che inspiegabilmente non si è ricandidato. Vorremmo sapere quali sono le ragioni o, meglio, le promesse, per le quali Urbano ha rifiutato la candidatura alle regionali propostagli dal coordinamento del Pd. I risultati delle regionali dovrebbero indurre tutti noi ad un’approfondita analisi ed una seria riflessione, ma da questi commenti si capisce che siamo ancora lontani dal comprendere la realtà del paese. Un partito serio dovrebbe interrogarsi sui deludenti, e in alcuni casi eclatanti e sconfortanti, risultati elettorali che puntualmente arrivano in città che si amministrano da anni, vedi Frosinone, Sora, Ferentino e Veroli. Tra le ragioni della nostra sonora sconfitta in provincia c’è anche la gestione assolutistica e personalistica dell’Ater di Frosinone che sotto la presidenza Urbano ha creato solo malcontenti: di questo vogliamo discutere e lo faremo appena ci sarà data l’occasione. Non si può pensare di concepire la politica come mera gestione del potere: in questo modo il Pd ha perso il contatto con la realtà e, so-

prattutto, con i cittadini”. Fin qui l’intervento di Alessandro Martini che in linea dui massima può essere condiviso. Meno, però, quando parla della gestione troppo personalistica dell’Ater di Frosinone. La cocente sconfitta subita, infatti, si fonda su ben altre e più pregnanti motivazioni.

Lavori in piazza, Bracaglia interroga il primo cittadino

FROSINONE – Giusta osservazione quella del consigliere del Pdl al comune di Frosinone Fabio Bracaglia: se in una piazza interessata da interventi di lavori pubblici si tolgono le transenne vuol dire che detti lavori sono terminati. O non è così? “Caro sindaco – scrive il consigliere – facciamo una bella passeggiata la Distretto insieme ai nostri concittadini. Da qualche giorno in piazza Risorgimento, quella del distretto militare, sono state tolte le transenne, a suo tempo poste per indicare che lì c’era un cantiere aperto. Deduco dunque che se le transenne sono state tolte, i lavori sono finiti; per essere ancora più chiaro, deduco che i lavori di recupero della piazza sono terminati, forse qualche ritocco e qualche aggiustamento qua e là ma in ogni caso, visto che le transenne non ci sono più, la piazza è transitabile dai cittadini. Ma, visto che non pago la mia curiosità con le mie deduzioni, voglio chiedere al sindaco, è così?, Cioè, caro sindaco, i lavori sono finiti? Ripeto: caro sindaco dicci con parole tue se è così? I lavori sono terminati e la piazza è stata riconsegnata alla città? Prima di rispondere, caro sindaco, voglio ricordarti che nell’ultima seduta del consiglio comunale, quando per l’ennesima volta ti rifiutavi di rispondere alla ia interrogazione sul problema, il tuo assessore all’urbanistica, avv. Picchi, affermava che la Sopraintendenza alle Belle Arti aveva posto alcune prescrizioni al nuovo progetto e che sotto l’attenta e solerte sorveglianza del comune le stesse sarebbero state poste in essere e che a seguire la piazza sarebbe stata ultimata e consegnata alla città. Caro sindaco, ripeto, rendici edotti; di quali prescrizioni parla o parlava la Sopraintendenza e a quale progetto, vecchio o nuovo, faceva riferimento? E, comunque, caro sindaco, interrogazione o no, prescrizioni o no, non mi sembra che qualcosa sia cambiato in quella piazza dal giorno in cui furono sospesi i lavori, oltre al fatto che le transenne non ci sono più. Ed allora, caro sindaco, rendici edotti e spiega a tutti i tuoi concittadini, come sarebbe dovuta diventare quella piazza”. Siamo certi che il sindaco Marini non si sottrarrà a questo tipo di domande e risponderà. Solo che bisogna aspettare un pò: è Pasqua e tutti hanno diritto al riposo.

Martedì prossimo consiglio comunale

Cna e la sicurezza sui luoghi di lavoro

FROSINONE – Martedì prossimo, 6 aprile, con inizio alle ore 18.00, come reso noto dal presidente Norberto Venturi, vi sarà una riunione straordinaria di consiglio comunale con all’ordine del giorno il primo anniversario del terremoto dell’Aquila ad un anno esatto da quella immane tragedia.

FROSINONE -Il mese di aprile vedrà 4 comuni della provincia ciociara impegnati insieme alla Cna in una importante attività di diffusione della cultura della sicurezza sui luoghi di lavoro, rivolta ad imprese e cittadini. Atina, San Giorgio a Liri, Ceprano e Paliano vivranno quattro settimane di formazione.

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FRUSINATE La “sala adulti” della biblioteca sarà intitolata a Marco Alviani e Armando Cristiani

Sora ricorda le vittime del terremoto SORA - Sora, che nella sua lunga storia ha sempre avuto a che fare con gli eventi sismici (terribile quello che il 13 gennaio del 1915 rase completamente al suolo la città provoncando parecchie centinaia di vittime) non ha dimenticato i due giovani studenti rimasti uccisi sotto le macerie dal devastante sisma che il 6 aprile dello scorso anno devastò L’Aquila e la regione abbruzzese. Ad una anno di distanza da quel tragico evento, giovedì prossimo, con inizio alle ore 17.30, si terrà una toccante cerimonia per intitolare a Marco Alviani e Armando Cristiani la “Sala Adulti” all’interno della biblioteca comunale di Sora. Interverranno mons. Filippo Iannone, verscovo della diocesi di Sora, Aquino e Pontecorvo, il Prefetto di Frosinone Paolino Maddaloni, il sindaco di Sora Cesidio Casinelli e le autorità civili, militari e religiose della città. La “Sala Adulti”, riservata alla lettura e allo studio, ospita 18 mila volumi suddivisi in varie sezioni: narrativa, saggistica, collana sui diritti umani, lingue straniere, storia dell’arte. ”E’ stato il Consiglio comunale ad esprimere la volontà di intitolare la

Sala Adulti della bibliotreca comunale ai due giovani ragazzi periti tragicamente nel terremoto

d’Abruzzo affinchè questi due nostri sfortunati concittadini siano da esempio alle generazione future,

Ferentino, i tanti problemi del presidio sanitario FERENTINO – Lavori in corso nel presidio sanitario della città ma, purtroppo, servizi carenti con buona pace degli amministratori comunali e dell’azienda sanitaria. Abbiamo già dato notizia dei lavori di ampliamento in via di ultimazione dell’ala esterna del presidio “Giorgio Pompeo”, dove si stanno ristrutturando i locali che devono accogliere la postazione del 118. Non si può glissare però sull’andamento di alcuni servizi di fondamentale importanza per una città di circa 22mila abitanti, che spesso accoglie anche cittadini di centri limitrofi. Agli amministratori municipali va ricordato il finanziamento regionale di oltre un milione di euro più volte sbandierato ma mai arrivato, per poter procedere all’ampliamento del pianterreno dell’ospedale. Chi governa la città dovrebbe sapere che il reparto di radiologia, fiore all’occhiello della struttura sanitaria e una miniera per la Asl, continua a sfornare centinaia di esami

di eccellenza fino a sfiorare i mille al mese, anche a vantaggio di utenti che arrivano dalle province di Roma e Latina. A tutt’oggi, però, il reparto è dotato di un solo tecnico di radiologia che fa salti mortali ed è orfano di un radiologo che arriva a Ferentino un paio di volte a settimana per re-

fertare gli esami che si sono accumulati nel tempo. Inoltre i macchinari, datati anziché no, rischiano di fermarsi da un momento all’altro. Maggiori attenzioni meriterebbero anche altri reparti. Parliamo del centro prelievi, dei poliambulatori, ma anche del primo soccorso che palesano molte carenze. E poi non è stato ancora applicato il protocollo d’intesa che prevedeva il raddoppio di posti letto nel reparto di riabilitazione post acuzie. E invece tutto è rimasto come prima, con soli 12 posti letto. La qualcosa potrebbe comportare una nuova e temporanera chiusiura con l’avvento del periodo estivo, considerata la scarsità del personale medico e paramedico. La situazione, insomma, è giunta molto vicina al livello di guardia. L’auspicio è che il nuovo governo regionale, che ha puntato tanto sulla riorganizzazione del sistema sanitario laziale, possa procurare una netta e repentina inversione di tendenza.

ricordando l’attaccamento allo studio che hanno coltivato sfidando le difficoltà di quei giorni all’Aquila, con la terra che continuava a tremare. Scopriremo una targa che riproduce i diplomi di laurea ad honorem, che le famiglie dei ragazzi hanno ricevuto all’Aquila”. E il gesto non vuole essere soltanto un qualcosa di freddo e di simbolico. Non si può dimenticare, infatti, che dopo il sisma del 6 aprile dello scorso anno molti studenti universitari che vivevano a L’Aquila iniziarono a frequentare la biblioteca comunale di Sora per proseguire i loro studi e non l’hanno più abbandonata. Hanno goduto, inoltre, di alcune agevolazioni come il poter frequentare gratuitamente la sala informatica anche durante l’orario di chiusura al pubblico. La biblioteca vanta 6.000 iscritti annui tra Sora e paesi limitrofi. ”E’ straordinario che la città di Sora abbia fatto qualcosa per i nostri figli che erano studenti modello – sottolineano i familiari di Alviani e Cristiani –. E’ un momento di riflessione per noi, che parteciperemo alla fiaccolata di mezzanotte di Pasquetta in memoria di tutte le vittime del terremoto

dell’Aquila. Torneremo a Sora subito dopo perché martedì, alle ore 18.00, nella chiesa di Santa Restituta, sarà celebrata la funzione religiosa in memoria dei nostri figli ad un anno di distanza dalla loro tragica e prematura scomparsa. La nostra vita è radicalmente cambiata. Ancora a distanza di dodici mesi non abbiamo accettato che un figlio esce di casa per studiare e torna chiuso in una bara. Non l’abbiamo accettato e non l’accetteremo mai”. Struggente la storia di Marco Alviani, uno dei due ragazzi di Sora vittima del terremoto. Egli si era trasferito nel capoluogo abbruzzese per seguire gli stidi universitari e risiedeva in una convento di suore. Poi ottenne la borsa di studio ed entrò nella casa dello studente. E vi si trasferì con grande gioia specialmente per il fatto che avrebbe fatto rispasrmisare ai suoi genitori le spese per il fitto della camera. E invece, proprio lì, travolto dalle macerie e dai calcinacci di un edificio dolosamente costruito in maniera pessima e criminale da affaristi privi di scrupoli, il povero Marco ha trovato la morte.

Alatri, gli infioratori alla III edizione del concorso “Pietra Ligure in fiore” ALATRI - Tra i partecipanti alla terza edizione del noto concorso “Pietra Ligure in fiore” prenderà aparte anche il gruppo infioratori della parrocchia di San Paolo Apostolo di Alatri. Gli organizzatori si stanno preparando ad accogliere ottocento maestri infioratori provenienti da undici regioni italiane e da due località tedesche. La manifestazione prenderà il via la sera di venerdì 21 maggio, a Pietra Ligure, con la presentazione dei gruppi partecipanti al cinema teatro comunale di Piazza Castello. All’alba del 22 maggio, poi, gli infioratori inizieranno a realizzare le loro opere e il pubblico potrà seguire il loro lavoro per tutta la giornata, assistendo alla tracciatura dei disegni e alla minuziosa copertura delle linee e degli spazi con i fiori, sia freschi sia essiccati. Una vera e propria opera d’arte che si deve alla straordinaria abilità dei maestri infioratori

Alatri, strano furto di cani di razza

Ceprano, il portone di Sant’Arduino

ALATRI - I Carabinieri di Alatri hanno tratto in arresto un 34enne rumeno resosi responsabile del furto di due cani di razza dal giardino di una villa della città. Immediatamente braccato a seguito della denuncia da parte della proprietaria l'uomo è stato intercettato in serata ed ammanettato.

CEPRANO - Sarà inaugurato lunedì 5 aprile il portone di Sant’Arduino, il santo patrono della città. L’opera di restauro è stata avviata molti anni fa da un gruppo di cittadini che si sono dedicati alla realizzazione di piccole opere grazie alle quali sono stati recuperati i fondi per l’ultimazione dei lavori.

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S P O RT CALCIO SERIE B

Nelle dodici gare disputate dopo il giro di boa solo due vittorie, tre pari e ben sette sconfitte

Frosinone, un ritorno disastroso La gara di venerdì prossimo col Gallipoli rappresenta l’ultima spiaggia per salvare la stagione FROSINONE - Dodici partite giocate nel girone di ritorno: 2 vittorie, 3 pareggi e ben 7 sconfitte. E’questro il magro bottino del Frosinone che non riesce a risollevarsi da una crisi di gioco e di risultati che lo ha fatto sprofondare nei bassifondi della classifica del torneo cadetto. Moriero è sotto accusa. Con il suo 4-2-3-1 il mister ciociaro è nella bufera. Il Frosinone così come impostata è una squadra che non sembra poter fare molta strada davanti ma attualmente i ciociari però non sembrano in grado di poter giocare meglio. La squadra sembra essere vittima degli schemi “leggeri” del suo allenatore.A corredo poi delle prestazioni imbarazzanti dei gialloblu il fastidiosissimo silenzio stampa imposto dalla società a tempo indeterminato. A questo punto sembra infatti che la squadra e lo staff tecnico terranno la bocca chiusa fino al termine della stagione. Adesso però silenzio stampa o no, non si scherza più. Restano nove gare da giocare e il Frosinone appare in crisi nera. Sconfitto per due a uno dal Sassuolo con un calcio di rigore sbagliato a tre minuti dalla fine i ciociari escono dal “Braglia” a

pezzi. Non deve ingannare il fatto di aver sbagliato un tiro dal dischetto che poteva portare un punto in classifica. Punto che sicuramente sarebbe stato utile in chiave salvezza ma che onestamente sarebbe

sottolineato che Frattali è risultato essere il migliore dei suoi.A ritmi alti il Sassuolo ha praticamente nascosto la palla ai ciociari che sono entrati nel match esclusivamente quando i padroni di casa

Prosegue ad oltranza il silenzio stampa imposto dal presidente Stirpe stato poco meritato (anche in considerazione del fatto che il rigore assegnato da Celi era un mezzo regalo pasquale). La partita è stata quasi sempre in mano ai padroni di casa. A conferma del fatto va

respiravano.A fine gara nel tabellino degli emiliani c'erano segnati ben ventidue tiri nello specchio della porta. Stellone e soci ormai sembrano in caduta libera e la gara di venerdì prossimo contro il Gallipoli,

NUOTO SPECIAL OLYMPICS

I canarini al fianco di Assosporth che conquista sedici medaglie FROSINONE - Si sono svolti nello scorso fine settimana i giochi regionali di nuoto 2010 di Special Olympics. Scenario quest'anno il nuovissimo impianto della città di Frosinone. La struttura moderna ed efficiente ha accolto 150 atleti sia con disabilità che atleti "partner". Così si definiscono gli altleti non disabili che da qualche tempo gareggiano negli sport Unified dando il loro contributo a questa interessante apertura che alimenta lo sport per tutti ed inserisce, includendo, le persone con disabilità nella vita sportiva "per e con tutti". Il momento più emozionante è stato l'incontro con la squadra del Frosinone Calcio che non si è limitata a qualche scatto fotografico ed uno scambio cordiale di presentazioni, ma ha voluto premiare la presenza e l'impegno della squadra sportiva di Assosporth offrendo il pranzo di domenica a tutti gli atleti ed accompagnatori. Così dovrebbe il mondo del calcio rapportarsi a chi non vede nella disabilità un limite alla partecipazione sociale e nella pratica spotiva. Così dovremmo apprezzare le doti dei giocatori del calcio, al contrario di quanto viviamo nelle cronache domenicali, nelle sanzioni che i giudici sportivi addebitano a coloro che non sanno distinguersi per fair play ma solo per il calcio - spettacolo dal business tracontante. Forti di questa accoglienza generosa i nuotatori Assosporth hanno portato a casa 9 medaglie d'oro, 2 medaglie d'argento,1 medaglia di bronzo e 4 medaglie di partecipazione dai giochi di Frosinone. A partire da questi eccellenti risultati c'è ben più di una rassicurante prospettiva di arricchire il medagliere Assosporth ancora una volta nei giochi nazionali Special Olympics che si svolgeranno a Monza dal 28 giugno al 4 luglio prossimi.

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battuto in casa per cinque a uno dall’Albinoleffe, sembra rappresentare l'ultimo scoglio a cui aggrapparsi. Il sistema di gioco non garantisce nemmeno un pizzico di equilibrio e sono venute a galla molteplici falle nello schieramento di Moriero. Cinquantaquattro gol subiti fanno della difesa ciociara un pastrocchio inaudito. Negli ultimi due mesi poi è tutto peggiorato con delle prestazioni collettive a ridosso del ridicolo. Senza considerare il fatto che il vero problema di questo Frosinone sembra essere rappresentato da una condizione fisica che da tre mesi a questa parte è radente allo zero. Gli uomini di Moriero, come successo venerdì sera a Sassuolo, non appena si gioca ad un ritmo sufficientemente alto vanno in apnea totale. A considerazione di ciò è sembrato quantomeno forzato il modulo di gioco con cui il mister dei gialloblu ha scelto di affrontare una squadra veloce e grintosa come il Sassuolo. Questa squadra sembrava già da ottobre non essere strutturata per questo modulo, e le prime avvisaglie di ciò erano apparse proprio in occasione della gara di andata contro il Sassuolo persa al “Matusa” per tre a zero.

Presi singolarmente i giocatori ciociari sono dei buoni atleti ma nel complesso inadeguati per giocare con un 4-2-3-1. Ecco da dove scaturiscono i due punti in sette partite. Cosi continuando il Frosinone va dritto dritto nei play-out. E la strada intrapresa sembra quasi totalmente senza via d'uscita. Un girone di ritorno disastroso e con le altre squadre dietro che corrono e rosicchiano punti turno dopo turno rappresentano per la società canarina seri motivi di preoccupazione. Nessuno si attende un cambio in panchina, che a questo punto della stagione farebbe più danni che altro, ma quantomeno sia lo staff tecnico che societario dovrebbero assumersi le responsabilità per questo comatoso fine di stagione e non trincerarsi dietro un silenzio stampa che appare assai scorretto soprattutto nei confronti della tifoseria. La classifica dietro si è accorciata tantissimo e Salernitana a parte, ormai quasi definitivamente spacciata, almeno sei squadre, ciociari compresi,sono coinvolte nella bagarre per evitare retrocessione diretta e play-out. Andrea Mastrantoni

TENNIS

Tutto pronto per il Memorial “A. Desiato” Si parte il dieci aprile con l’open maschile FROSINONE - La tredicesima edizione del torneo open maschile del T2 di Frosinone, a partecipazione internazionale, si svolgerà dal 10 al 25 aprile. Ne ha dato notizia l’organizzatore Stefano Peruzzi che a ridosso dell’inizio della manifestazione terrà una conferenza stampa per illustrare le novità della kermesse. Il maestro del circolo di Gaetano Tinè anche quest’anno sta profondendo ogni energia per coinvolgere quanti più sponsor possibili al fine di elevare ancora di più il livello del quarto trofeo “Memorial Armando Desiato”. L’evento è infatti dedicato allo storico tennista alatrese del circolo scomparso da qualche tempo. Il montepremi si attesterà anche in questa edizione sulla ragguardevole cifra di 8000 euro, questo renderà il torneo fra i più importanti Open d’Italia. Non sono in pochi a sostenere (specie le autorevoli riviste del settore) che

quello del T2 sia l’Open più importante del suolo italico e le illustri partecipazioni tennistiche degli anni passato ne sono fulgida testimonianza. Sui campi in terra rossa del

Il tennistaVincenzo Santopadre circolo del Sacro Cuore hanno giocato i più forti tennisti italiani (manca solo Stefano Pescosolido) fra cui anche il compianto Federico

Luzzi scomparso per leucemia circa due anni fa. Non mancheranno di partecipare i vari Santopadre, Cobolli, Luddi, Gonzalia, Pedrini,Veronelli, Viola, Lommi e tanti altri ancora per una kermesse che come sempre catalizzerà tutti gli appassionati della racchetta. Anche quest’anno il torneo sarà aperto alle categorie inferiori. I primi quattro giorni della manifestazione infatti effettueranno una scrematura dei tennisti di terza e quarta categoria che si giocheranno quei pochi posti a disposizione nel tabellone di seconda categoria che si presume sarà affollatissimo. Un anno fa furono addirittura undici i tennisti classificati 2.1, un record assoluto che rende benissimo l’idea del livello della manifestazione. Nel 2009 a vincere in una bella finale fu il tennista russo Serguei Demekhine che sconfisse Massimo Dell’Acqua in due set. andr.mastr.

Vincono le tre in fuga Atalanta, scatto salvezza

Cassano trascina la Samp La Lazio blocca il Napoli

Questi i risultati della 33^ giornata di serie A. Nulla cambia in vetta alla classifica, vincono le tre battistrada. AtalantaSiena 2-0; Bari-Roma 0-1; Cagliari-Milan 2-3; Chievo-Sampdoria 1-2; Genoa-Livorno 1-1; Inter-Bologna 3-0; Lazio-Napoli 1-1; Parma-Fiorentina 1-1.

Questa la classifica del torneo dei serie A: Inter 66, Roma 65, Milan 63, Palermo e Sampdoria 51, Napoli 49, Juventus 48, Genoa e Fiorentina 45, Bari e Parma 43, Cagliari 40Chievo 38, Catania e Bologna 35, Lazio 34, Udinese 32, Atalanta 31, Siena e Livorno 26.


S P O RT CALCIO LEGA PRO

Al Salveti si impongono i pugliesi 4 a 2: l’arbitro concede un rigore inesistente sul due a due

Il Cassino fallisce lo scatto play-off La festa è del Brindisi Il fischietto Di Paolo la combina grossa Per gli azzurri soliti problemi di gioco

Al centro il contestato arbitro Aleandro Di Paolo di Avezzano CASSINO (4-3-3): Indiveri 5,5; Lolli 6, Goisis 5,5(dal 40’ s.t. Giannone s.v.), Merli Sala 5, Bianciardi 6; Martinelli 6, Kone 6,5 (dal 30’ s.t. Morello s.v.), Berardi 4; Mezgour 5, Jefferson 6 (dal 10’ s.t. Vigna 5,5), Bracaletti 6. A disposizione Amadio, Bica Badan, Romeo, Bardeggia. All. Pellegrino 5. BRINDISI (4-3-3): Pinzan 5,5; Maulella 5,5, Idda 6,5, Pasqualini 6, Taurino 6,5; Carcione 7(dal 31’s.t.Trinchera s.v.), Piccinni 6, Battisti 6,5; Fiore 6, Moscelli 6(al 26’ s.t. Montella 6), Albadoro 6,5 (dal 36’s.t. Galetti s.v.). A disposizione Ferrante, Monopoli, Mortelliti, Da Silva. All. Silva 6.

ARBITRO: Di Paolo di Avezzano 4 MARCATORI Moscelli (B) al 41’ p.t.; Jefferson (C) al 1’, Piccinni (B) al 2’ , Maulella (autogol) al 6’, Carcione (B) (rigore) al 22’, Montella (B) al 45’s.t. NOTE Angoli 7-4. Ammoniti Bianciardi, Martinelli, Taurino, Moscelli, Battisti. Spettatori 1500 di cui una trentina ospiti. CASSINO - Ancora una volta la compagine azzurra fallisce l’appuntamento con la vittoria contro una concorrente diretta nella corsa play-off.Ad avere la meglio nello spareggio del Salveti è stato il Brindisi che si è rivelato

squadra quadrata e cinica nello sfruttare tutte le occasioni che è stato capace di costruire. Di contro, un Cassino voglioso ma dalle idee confuse che ha confermato di incontrare enormi difficoltà quando si tratta di fare la partita tra le mura amiche. La manovra azzurra è apparsa lenta, prevedibile e farraginosa e non è bastata la buona volontà per avere la meglio su un avversario che ha sfruttato un grossolano errore dell’arbitro Di Paolo che ha assegnato ai pugliesi un calcio di rigore insistente quando il punteggio era fermo sul due a due. E’ stato senz’altro questo l’epidosio che ha influito in maniera decisiva sul risultato finale. A metà ripresa infatti il fischietto di Avezzano ha abboccato allo “svenimento” dell’esperto Moscelli che si è lasciato cadere appena fuori dal vertice alto dell’area di rigore cassinate. Ammesso che ci sia stato il fallo sicuramente non è stato commesso all’interno di sedici

metri difesi da Indiveri. Il risultato più giusto per quanto si è visto in campo sarebbe stato il pari: il Brindisi infatti si è portato in vantaggio sul finire di prima frazione sfruttando la momentanea assenza del terzino Lolli costretto all cure mediche per un colpo subito da Moscelli. E proprio il “pelato” pugliese ha colpito sfruttando una dormita della difesa azzurra.Appena rientrati in campo dall’intervallo Jefferson ha riequilibrato le sorti dell’incontro con uno splendido destro a giro al termine di una magnifica azione personale. Due minuti dopo un errore in disimpegno di Merli Sala ha consentito a Piccinni di trafiggere Indiveri per la seconda volta: palla al centro e di nuovo pari grazie ad un clamoroso autogol di Maulella. Poi, l’episodio incriminato che ha tagliato le gambe al Cassino prima del quarto gol brindisino a tempo scaduto che porta la firma di Montella. ant.mass.

SALA STAMPA DOPO GARA

L’ira del presidente Murolo sul direttore di gara Pellegrino non si scoraggia e pensa già alla sfida col Siracusa CASSINO - Il presidente del Cassino Clodomiro Murolo si è presentato in sala stampa furioso a causa dell’arbitraggioche ha condizionato il risultato dell’incontro. “E’ stata una partita difficile ed il risultato è stato troppo penalizzante per noi. Al di la degli errori che abbiamo commesso, devo dire che si è verificato l’ennesimo scandalo arbitrale: domenica scorsa a Monopoli abbiamo vinto ma c’erano almeno quattro rigori a nostro favore. Oggi invece è stato assegnato un penalty al Brindisi che tutti hanno potuto ammirare. A questo punto ritengo che ci sia la chiara volontà di penalizzare il Cassino in questa corsa play-off. La mia intenzione è quella di farmi sentire in Lega perché davvero non ne possiamo più di subire conti-

nui torti arbitrali. Anche nella distribuzione dei cartellini Di Paolo di Avezzano è stato scandaloso ed in pratica ha consegnato su un piatto d’argento i tre punti ai brindisini. Io credo che abbiamo ancora la possibilità di centrare gli spareggi anche se si è perso un importante scontro diretto. Un mese fa sembrava che l’obiettivo fosse fuori portata invece in cinque gare siamo rientrati nella corsa. Non ci resta che vincere tutte le partite che restano da giocare; sarà difficile ma possiamo farcela, sperando di avere degli arbitraggi imparziali”. Una dura presa di posizione quella del numero uno del sodalizio azzurro che comunque crede nelle potenzialità della squadra azzurra, così come il tecnico Maurizio Pellegrino.“Abbiamo subito gol

nella zona di campo occupata da Lolli che in quel momento era fuori a farsi medicare. -ha detto il mistr nel dopogara- Poi nel secondo tempo c’è stata una reazione: siamo riusciti a pareggiare,abbiamo concesso il nuovo vantaggio agli ospiti e poi siamo stati caparbi nel trovare, anche se su autogol, la rete del due a due. L’atteggiamento è stato propositivo,non abbiamo mollato mai cercando di vincere a tutti i costi questa partita e forse questo ci ha un pò penalizzato sotto l’aspetto mentale. Però io credo che sia stato messo in campo da parte del cassino lo spirito giusto,quello di chi vuole crederci: per questo ho detto ai ragazzi di non demoralizzarsi troppo perché già domenica prossima col Siracusa ci aspetta un’altra dura battaglia. Non bi-

Il presidente Clodomiro Murolo sogna dimenticare che siamo staccati di quattro punti dal Barletta quinto in classifica: non sono tantissimi considerando le gare interne che dovremo giocare. Chi ha visto la partita col Brindisi si è accorto che le decisioni dell’arbitro Di Paolo ci hanno penalizzato ed è stato davvero un peccato perché la partita è stata tirata fino all’episodio del rigore”. ant.mass.

Isola impatta a Noicattaro Balzo in avanti del Melfi

La Juve Stabia se ne va Catanzaro ha mollato

Questi i risultati della ventinovesima giornata del torneo di Seconda Divisione, girone C: Barletta-Vico Equense 2-1; Cassino-Brindisi 2-4; Catanzaro-Aversa 0-0; Cisco Roma-Gela 0-0; Juve Stabia-Iga Virtus 4-1; Manfredonia-Monopoli 1-1; Noicattaro-Isola Liri 0-0; SiracusaScafatese 2-1; Vibonese-Melfi 1-2.

Qusta la classifica del girone C della Seconda Divisione: Juve Stabia 63, Catanzaro 58, Cisco Roma 55, Siracusa 51, Barletta 48, Brindisi 47, Cassino e Gela 44, Melfi 42, Monopoli 37, Manfredonia 33, Scafatese, Aversa Normanna ed Isola Liri 31, Noicattaro 28, Vibonese e Vico Equense 23, Igea Virtus 11.

LE PAGELLE Indiveri 5,5 Un bell’intervento degno di nota nel primo tempo e poi nulla può sulle marcature brindisine. Lolli 6 Gioca in condizioni fisiche non ottimali: subisce un duro colpo da Moscelli ma stringe i denti e resta in campo fino alla fine. Lottatore. Bianciardi 6 Il buon Stefano autore della solita prova di sostanza in qualsiasi posizione lo si impieghi. Affidabile. Goisis 5,5 Il centrale ex Andria subisce la fisicità degli avanti brindisini andando spesso in confusione. Sottotono. Merli Sala 5 Clamoroso l’errore in disimpegno che favorisce il scondo vantaggio ospite. Paga l’inesperienza. Martinelli 6 Il capitano viene schierato a centrocampo e lui si batte in fase di contenimento. Quando si tratta di impostare cala il buio. Konè 6,5 Come capita spesso è il migliore del Cassino: corre, lotta e recupera una miriade di palloni. Ingeneroso chiedergli anche di fare gioco. Berardi 4 Prestazione pessima per il macchinoso centrocampista ex Catanzaro: impalpabile la sua presenza in campo. Un ectoplasma che può consolarsi per il fatto di non essere stato l’unico spettatore non pagante. Mezgour 5 Il marocchino non è in buona forma e si vede: spesso si intertardisce in azioni personali che si concludono nel nulla. Jefferson 6 Da cineteca il gol del momentaneo uno ad uno: l’attaccante brasiliano da tutto fino a quando alza bandiera bianca causa crampi. Bracaletti 6 Da lui ci si attende sempre la giocata del fuoriclasse ma va spesso a cozzare sulla possente difesa brindisina. Pellegrino 5 Rinuncia ancora una volta a Giannone ed il gioco cassinate ne risente. Inventa Martinelli centrocampista e lascia Berardi a passeggiare sull’erba del Salveti. Perde l’ennesimo scontro diretto: fallito il salto di qualità.

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DOMENICA 04 APRILE 2010


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IL TAPIRO DEL GIORNO A VIRGINIO BONANNI L’OSCAR DEL GIORNO A FRANCESCO STORACE DISTRIBUZIONE GRATUITA DOMENICA 04 APRILE 2010 ANNO 1 - N° 31...

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