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ANNO VIII - N° 31 - MARTEDÌ 07 FEBBRAIO 2012 - DISTRIBUZIONE GRATUITA Quotidiano del mattino - Registrato al Tribunale di Campobasso atto n. 05 del 05/03/2005 - Direttore Responsabile: Angelo Santagostino A.I. Communication sede legale: via Gorizia, 42 - 86100 Campobasso - Tel. 0874.481034 - Fax 0874.494752 -Tel. Isernia 0865.414168 Ufficio Commerciale: Piazza della Vittoria, 5 - 86100 Campobasso - Tel. 0874.318092 - Fax 0874.413631 E-mail Redazione Campobasso: redazione@lagazzettadelmolise.it E-mail RedazioneIsernia: lagazzettaisernia@alice.it E-mail: Amministrazione - Pubblicità: commerciale@lagazzettadelmolise.it Stampa: A.I. Communication Sessano Del Molise (IS) Il lunedì non siamo in distribuzione La collaborazione è gratuita

GIORNALE SATIRICO

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L’Oscar del giorno a Filoteo Di Sandro

L'Oscar lo assegniamo all'assessore alla Sanità, Filoteo Di Sandro, per l'organizzazione del sistema sanitario d'emergenza sul territorio. Nessun problema, infatti, è stato registrato nonostante neve e ghiaccio. Un plauso anche per le guardie mediche che hanno continuato ad operare nei rispettivi Comuni e a tutti i sanitari che hanno fatto altrettanto. In un momento di massima allerta fa piacere constatare l'operato di quanti si sono impegnati sul territorio.

Il Tapiro del giorno a Vittorio Moffa

Il fatto. La situazione molisana ignorata dall’informazione italiana ad esclusione di Sky Tg 24

CAMPOMARINO Il Tapiro lo diamo al responsabile di Trenitalia Molise, Vittorio Moffa, per avere bloccato la circolazione dei treni su tutta la rete molisana fino alla mattina di lunedì. Mancava il mezzo spazzaneve? Ma, almeno, non si sarebbe potuto lavorare per la linea per Roma anche perchè nemmeno i pullman potevano raggiungere la Capitale? E' questo il piano anti neve?

Non si vede per giorni, anziano ritrovato morto in casa dalla vicina. Chiarirà l’autopsia A PAG. 12

CAMPOBASSO

Scuole chiuse fino a giovedì Ancora disagi per il ghiaccio e domani nuovo peggioramento A PAG. 9

CAMPOBASSO

Piano antineve, Assindustria polemizza: ci hanno lasciati soli nell’emergenza A PAG. 4


2 07 febbraio 2012

TAaglio lto

La questione. Gli indici Istat Il fatto. Anche la Regione mettono in mostra la dura dovrebbe pensare a una realtà del momento legge per il lavoro

PARLANO I RAGAZZI

“Ma al nostro domani chi ci pensa, lette queste dichiarazioni?” Sono state le parole del premier Monti a provocare lo scontro generazionale

Sul posto fisso divampa la polemica tra i giovani CAMPOBASSO. Divampa la polemica politica e sul web sulla dichiarazione fatta da Mario Monti durante la sua partecipazione al programma Matrix a proposito del posto fisso definito dal premier "monotono". Da Facebook a Twitter, il popolo di Internet ha immediatamente crocifisso il Premier, ma critiche sono arrivate anche dai partiti e dai sindacati. "I giovani devono abituarsi a non avere un posto fisso per tutta la vita, è più bello cambiare, avere delle sfide, purché siano in condizioni accettabili". Così il premier Mario Monti ospite di Matrix, ha parlato anche della riforma del mercato del lavoro. La battuta sulla monotonia del posto fisso ha immediatamente messo in ombra tutto il resto del discorso, diventando in un attimo un tormentone da social network. "Precari per tutta la vita? Ma che noia e che monotonia", ironizza ad esempio la Cgil. Certo, prosegue il sindacato, con la "disoccupazione oltre l'11%, un giovane su tre disoccupato, due su tre al Sud. Quanto tempo libero, chissà come si annoiano e che monotonia". Insomma, si sottolinea, "i professori stanno lavorando con impegno ma di tanto in tanto spunta il loro snobismo. I ministri non vivono fra noi". Ma sono i dati dell'Istat sugli occupati e i disoccupati in età giovanile a preoccupare. Le recenti rilevazioni Istat indicano, nella nostra regione, un tasso di disoccupazione tra i giovani di età compresa fra i 15 e i 24 anni del 38,3 per cento.

Il dato

Non sarebbe male, a questo punto, che il Consiglio regionale si accingesse a preparare una legge regionale sugli Interventi per l'autonomia abitativa, l'imprenditoria e l'accesso al credito dei giovani molisani. Una legge da inserire nel quadro delle politiche regionali a sostegno dei giovani e favorire l'autonomia delle giovani generazioni anche attraverso la promozione dell'auto imprenditorialità. L'allarme occupazionale relativo ai giovani conta numeri e cifre preoccupanti: in un anno e mezzo si sono persi, in Italia, circa 885 mila posti di lavoro: il dato è esplicativo di una situazione di debolezza del sistema, sia a livello nazionale che locale e, proprio per sopperire alle carenze presenti anche in Molise occorrerebbe una tale iniziativa legislativa per rappresentare un utile strumento di sostegno ai giovani tramite la previsione di interventi mirati e concreti che possono servire ad accompagnare i ragazzi nella loro crescita formativa e professionale. Dalla promozione dell'autoimprenditorialità attraverso il sostegno, anche economico dell'Ente Regione, ai progetti e alle iniziative ritenute ammissibili. Da prevedere anche l'istituzione di un “Fondo di garanzia per le opportunità dei giovani” che ha lo scopo di favorire le opportunità di studio, formazione, inserimento lavorativo e sociale delle nuove leve provenienti da famiglie residenti in regione da almeno cinque anni.

38,3% tasso di

disoccupazione in Molise tra i giovani di età compresa fra i 15 e 24 anni

CAMPOBASSO. Al posto fisso, quello che Monti ha cancellato dai loro sogni, ci credono, eccome. Sono i ragazzi dell’ultimo anno degli Istituti di Campobasso a dirsi scoraggiati dal panorama occupazionale che per loro, giovani generazioni, si prospetta all’orizzonte. La battuta sulla noia che si prova ad avere un lavoro da dipendente, che il premier ha diffuso da un salotto televisivo qualche giorno fa, li irrita e li spaventa.

"Studio economia aziendale, e ho già deciso di andare all’università, quindi al momento non mi pongo il problema dice Antonio dello Sperimentale - Ma la speranza del posto fisso ce l’avevo, almeno fino a qualche giorno fa. Certo, quello che ha detto il premier mi ha un po’ preoccupato. Probabilmente, per il mio futuro, ci potranno essere contratti a progetto, altre forme di collaborazione, ma non il classico rapporto di lavoro a tempo indeterminato, quello insomma garantito alle generazioni che ci hanno preceduto". Stesso scetticismo manifestato da Michele della stessa scuola. "Si fa presto a dire che ci dobbiamo scordare il posto fisso, che un unico lavoro può portare noia - spiega il diciottenne - Poi, però, vai in banca a chiedere un mutuo per comprarti la casa e la prima cosa che ti chiedono è la busta paga da dipendente. Per noi il futuro lavorativo è molto più incerto rispetto ai nostri genitori. speriamo che la situazione migliori, magari con l’uscita dell’Italia dalla morsa di questa grave crisi economica". Tra i ragazzi c’è anche chi ambisce ad un contratto definitivo, ma non rinuncia a coltivare il sogno di una professione più “romantica”. "Io al posto fisso ci speravo, certamente, ma credo che la prospettiva, per molti anni a venire, sia quella di rimanere un precario: ricattabile e licenziabile a piacimento, insomma - afferma Giovanni". Il legame tra allungamento dell’età lavorativa e la mancanza di posti di lavoro per i giovani è ben chiaro a molti maturandi. "Se si eleva l’età pensionabile non si creano possibilità per chi deve entrare nel mondo del lavoro - dice Anna Maria - Ho già avuto esperienze lavorative, d’estate, e il panorama è di disperazione totale: difficile trovare un impiego, difficile ricevere un trattamento economico soddisfacente. Un tempo bastava essere diplomati e ti assumevano, oggi i requisiti per raggiungere questo obiettivo si sono moltiplicati. E servono pure le conoscenze. Il mio sogno? Lavorare in proprio, come tatuatrice". Anche per Davide dello Scientifico la battuta del premier è suonata come uno schiaffo alle speranze dei giovani. "Se una persona mette su famiglia non può pensare di essere in una posizione di instabilità lavorativa: ha delle responsabilità. Vorrei andare all’università, seguire psicologia, magari potrebbero esserci possibilità nel settore della sanità pubblica". Assenza di prospettive certe. Scordarsi il posto fisso, che peraltro porta monotonia e noia. "Siamo spaventati, oltre che un po’ indignati per queste parole - ammette Giovanni dell'Artistico - Per la nostra generazione, così come per quelle precedenti, il lavoro certo e garantito significa la possibilità di sviluppare la propria vita su una base solida. Il mio futuro? Incerto, ma spero di trovare la mia strada in campo artistico".


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3 07 febbraio 2012

Il fatto. Nessuna notizia sulla situazione molisana nei Tg nazionali

L’eccezione. Siamo comparsi solamente su Sky Tg 24 con filmati amatoriali

L’incognita. C’è chi ci vede già legati all’Abruzzo o alla Daunia?

Dal Meteo scompare il Molise

di Giuseppe Di Iorio CAMPOBASSO. Proprio mentre si ritorna a mettere in discussione l'autonomia regionale del Molise, guarda caso, la regione scompare dal quadro metereoligico da qualsiasi telegiornale nazionale, eccezion fatta per Sky Tg 24. Proprio mentre il presidente della Regione, Michele Iorio, decretava lo stato d'emergenza chiedendo l'intervento dell'esercito, in nessun telegiornale è mai apparso il Molise. Eppure, mai come quest'anno, di neve ne ha fatta fino a toccare i due metri a Capracotta. Ma come, si è detto l'uomo della strada, per dieci centimetri di neve a Roma sono state fatte edizioni straordinarie dei Tg nazionali ma del Molise nemmeno l'ombra? Eppure, una volta, la nostra regione finiva nell'impaginato dei Tg nazionali proprio per la nece. Ora nemmeno più per questa. Fermo restando, naturalmente, Sky Tg 24 per dare a Cesare quello che è di Cesare. Evidentemente, avrà pensato qualcuno, tanto in Molise ci si è abituati, nessuno protesta. Esempio civico quanto registrato a Pescopennataro dove

Ma a Campobasso non insiste una redazione della Rai?

sono stati gli stessi abitanti a mobilitarsi per avere la meglio sulla neve. Ma un passaggio, che fosse uno, su un Tg nazionale era d'uopo. Non per fare vetrina, non per implorare aiuto, non per un piagnisteo generalizzato. Solo per far vedere che tra le regioni interessate dal maltempo vi era

anche la nostra, seppur piccola, regione. Ma a Campobasso, è stato il mormorio di qualche altro, non insiste la sede regionale della Rai? Non hanno proposto da questa un servizio o non è stato proprio richiesto? Un interrogativo che qualcuno deve, pure, sciogliere perchè, a noi, non ci è parsa una bella cosa. Che qualcuno già pensa agli Abruzzi e Molise? Non potremmo neppure meravigliarci perchè c'è chi da noi già pensa a questa ipotesi e l'ha riproiettata sui teloni d'anteguerra. Allora non c'è di che meravigliarsi, forse, che a livello nazionale abbiano ritenuto di accantonare il Molise, di nasconderlo tra la neve, di non considerarlo di farne, in definitiva, un pupazzo di neve. Tanto, si scioglierà per la gioia dei tanti che oggi pensano all'Abruzzo o alla Daunia. Ma al Molise chi ci pensa?

L’intervento. Il presidente della Regione rilancia

Iorio: “Ecco perchè l’autonomia va difesa”

CAMPOBASSO. E' stato il presidente della Regione, Michele Iorio, a rilanciare la questione autonomia alla luce di quanti vogliono tornare con l'Abruzzo o, addirittura, pensano all'accorpamento con la Daunia. "Il Molise ha ricevuto dalla sua autonomia benefici immensi - ha ribadito il presidente Iorio - siamo passati da una delle zone più arretrate d’Italia, e dunque territorio di confine e marginale dell’Abruzzo, ad una regione, che pur con varie criticità è cresciuta, ha creato benessere, ha trasformato radicalmente il suo assetto economico-sociale, garantendo ai propri cittadini servizi e qualità della vita. Credo siano quindi da rigettare con forza le idee antistoriche di fusioni o ricongiunzioni con regioni limitrofe". Per Iorio, tra l'altro, si potrebbe pensare ad un Molise più ampio. "Se altri territori delle regioni confinanti hanno mostrato interesse

per un passaggio al Molise, denunciando poca attenzione e marginalità rispetto alle regioni di appartenenza, evidentemente il valore della nostra autonomia e della possibilità che abbiamo di costruire il nostro futuro senza essere zona marginale di realtà più grandi, è ritenuto importante tanto da volerne condividere i benefici. In quest’ottica possiamo immaginare un percorso che possa vedere impegnati anche i nostri Parlamentari e quindi lo Stato centrale per dare la possibilità ai vari comuni limitrofi di poter disegnare il loro futuro con noi in un’ottica che veda a medio termine la costruzione di più vaste aree omo-

genee sia per cultura, che per economia e quindi per comunanza di interessi strategici e di prospettive di sviluppo. Come pure siamo molto interessati ad ipotesi di collaborazione e di lavoro comune con la altre regioni per realizzare iniziative e progettualità di interesse reciproco e di ampi orizzonti”. Una difesa dell'autonomia, quella del presidente Iorio, che parte dall'assunto che grazie proprio a questa è stato possibile far crescere socialmente ed economicamente la regione nel corso di questi anni. Oggi più che mai, poi, è necessario garantire al Molise la sua autonomia.


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4 07 febbraio 2012

La Sanità molisana non teme il ghiaccio “Tutto sotto controllo” CAMPOBASSO. “Le straordinarie precipitazioni nevose degli ultimi giorni hanno flagellato il Molise, in particolar modo i centri più piccoli che, spesso, sono rimasti isolati per ore o per giorni”. L’assessore alla Sanità e alle Politiche sociali della Regione Molise, Filoteo Di Sandro, a dispetto dell’emergenza meteo, definisce “la situazione difficile, ma sotto controllo. Tutte le istituzioni ed i vertici regionali – continua – sono a lavoro per restituire, al più presto, ai cittadini una situazione di normalità”. Per l’assessore, l’attività del Sistema sanitario regionale “va nonostante le difficoltà. Le postazioni di Pronto intervento presenti sul territorio lavorano a pieno ritmo, sebbene si registrano alcuni ritardi dovuti a problemi di viabilità; gli uffici Asrem sono aperti e funzionanti sull’intero territorio regionale”.

L’assessore Di Sandro: “È nelle situazioni di disagio che la macchina deve saper funzionare” Sarebbe lo stesso Di Sandro, si legge nella nota, a coordinare l’attività per assicurare massimo impegno e disponibilità verso gli utenti: “Sono costantemente in contatto con i vertici Asrem – spiega – e con molti degli operatori impegnati sul territorio per assicurare che, a una situazione di disagio, non se ne aggiunga anche una di rischio per i nostri cittadini, cercando, nel

contempo, di raccogliere e convogliare tutte le istanze più urgenti”. C’è il rischio che il gelo blocchi la macchina organizzativa? “Sono certo – chiosa Di Sandro – che il lavoro incessante di queste ore, sarà in grado di fronteggiare al meglio l’emergenza. È nelle situazioni di disagio come queste che la macchina deve dimostrare di saper funzionare,

zioni, pur garantendo i parametri minimi del servizio: “In campo sanitario – continua l’assessore – non ci si può arrestarsi di fronte alle necessità, ci sono pazienti che hanno bisogni essenziali che vanno assolti quotidianamente; pazienti dializzati, utenti che hanno bisogno d’ossigeno, anziani che non possono restare isolati senza assistenza medica”.

Strade impraticabili nei distretti produttivi di Bojano e Pozzilli Fabbriche chiuse e imprenditori furibondi

La polemica. “Siamo indignati C’è chi latita irresponsabilmente invece di difenderci” CAMPOBASSO. Temperature polari e precipitazioni copiose bloccano l’Italia e il Molise. Alcuni piccoli comuni sono isolati e, nell’isernino, l’esercito è intervenuto su sollecitazione del governatore Iorio. Ciò nonostante, il vicepresidente regionale di Assindustria Paolo Di Giovanni, protesta per il caos di queste ore: “La situazione straordinaria dovuta al maltempo di questi giorni – scrive in una nota – nonostante sia stata anticipata dalla protezione civile e ampiamente ripresa dagli organi di comunicazione, non è stata affrontata con il dovuto senso di responsabilità verso le imprese che operano nei nuclei industriali a Pozzilli e a Bojano”. Il gelo ha bloccato la produzione, costringendo all’immobilità le macchine. “I nostri operai – continua il numero due di Assindustria Molise – non riescono a raggiungere il posto di lavoro

proprio per questo ci stiamo impegnando, in modo sinergico, affinché tutti gli ingranaggi, anche se con qualche piccolo ritardo, possano assicurare le necessità”. I tempi subiranno dila-

È gelo tra industriali e politica perché le strade del nucleo industriale sono quasi tutte inaccessibili. Un varco è stato realizzato ieri dal Comune di Pozzilli, mentre la percorribilità la stanno garantendo le imprese con i mezzi e le risorse proprie”. Ci avete lasciato soli, affondano senza mezzi termini gli imprenditori, pur ammettendo che si tratta di “una emergenza drammatica”, e perciò di difficile soluzione. Il maltempo sembra un pretesto, buono per affrontare vecchie e nuove inefficienze: “Il Consorzio per lo Sviluppo Industriale di Isernia - Venafro è assente e sembra non preoccuparsi affatto delle sorti delle fabbriche e dei lavoratori. Per di più i responsabili non sono rintraccia-

bili”. È il silenzio delle istituzioni a indignare i titolarti delle imprese, i quali lamentano “di faticare per tenere aperte le fabbriche a causa della recessione in atto ma, nonostante gli sforzi che facciamo in tutti i sensi, veniamo lasciati soli. Nessuno si è preoccupato di noi”. La situazione di emergenza delle aziende insediate nei nuclei, sostiene Paolo Di Giovanni, non è una priorità per le amministrazioni locali. “Protestiamo indignati verso chi – conclude l’esponente di Assindustria – chiamato a tutelare e a salvaguardare gli interessi della collettività e delle imprese, latita irresponsabilmente”.

Disagi e disguidi.

Chi si lagna non ha capito l’entità delle precipitazioni Le due facce dell’emergenza molisana sono quelle della Sanità e dei Distretti industriali provinciali. I servizi primari hanno la precedenza perché, una strada innevata, ha conseguenze diverse se ostruisce l’accesso ad un ospedale oppure quello di un’impresa locale. Quando non è raggiungibile un nosocomio, non si genera un danno economico, si mette a repentaglio la vita di chi sta male. Di coloro i quali, in preda a difficoltà serie, non hanno che il servizio pubblico per salvarsi. Una volta garantiti i livelli minimi di assistenza sanitaria, sgombrando le principali strade di comunicazione per gli ospedali, si può pensare alle attività commerciali. La produzione è subordinata alle cure in qualsivoglia società: è impensabile accompagnare gli operai in fabbrica invece dei malati in autoambulanza. Irresponsabile è chiedere il contrario.


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TAaglio lto

07 febbraio 2012

Abbiamo 120 mezzi e 6 turbine dislocati sul territorio che garantiscono la transitabilità sulle arterie

Il piano neve della Provincia ha funzionato. Le strade sono tutte percorribili di Anna Maria Di Matteo CAMPOBASSO. L’emergenza maltempo resta. Ancche nelle prossime ore sono previste nuove nevicate e soprattutto molto gelo. Un’emergenza che non ha fatto sentire, come si temeva, i suoi effetti sulle strade della provincia di Campobasso che sono percorribili, ovviamente con pneumatici invernali o catene. Non si registrano situazioni di criticità. La conferma giunge dall’assessore provinciale alla Viabilità, Luciano Di Biase, raggiunto telefonicamente. Assessore qual è la situazione sulle strade di competenza della Provincia di Campobasso? “Al momento non ci sono situazioni di criticità. Tutte le strade di nostra competenza sono completamente transitabili. Anzi, siamo dovuti intervenire su altre situazioni segnalateci dalla Prefettura. Ciò è sinonimo di efficienza”. Quanti mezzi sono impegnati sul territorio provinciale? “Novantasette mezzi privati, che hanno stipulato un contratto con la Provincia, a cui vanno ad aggiungersi diciassette dei nostri, muniti di spargisale. In più ci sono sei turbine dislocate nei punti nevralgici, a cominciare da Campitello Matese. Lì la strada è transitabile, completamente pulita”. La situazione è dunque sotto controllo? “Al momento le strade di nostra competenza sono tutte percorribili, 1600 chilometri su cui si circola senza alcuna diffi-

Parla l’assessore alla Viabilità Luciano Di Biase soddisfatto del lavoro svolto dalla struttura coltà”. Quindi tutte le strade di accesso ai paesi sono libere? “Sì. Nessun comune ci ha chiamato per comunicare che è rimasto isolato”. Come vi raccordate con gli altri enti preposti ad affrontare l’emergenza? “Siamo in riunione costante. Abbiamo creato una task force all’interno della Provincia attiva ventiquattr’ore su ventiquattro. Un ufficio preposto che coordina tutto, operatori e mezzi”. Le previsioni per le prossime ore non annunciano nulla di buono… “Credo che ci sarà un ulteriore abbassamento delle temperature, quindi gelo soprattutto. Di neve dovrebbe caderne, ma in quantità minore rispetto ai giorni scorsi. Il peggio, da questo punto di vista, dovrebbe essere passato. Ora il problema è la neve ammucchiata. Ma i nostri mezzi sono adatti anche a liberare le strade dai cumuli di neve ghiacciata. Continuo a raccomandare ai cittadini di evitare di uscire, se possono. E a quanti si mettono in viaggio, di munirsi di gomme termiche con catene a bordo, perché è chiaro che le sulle strade il pericolo maggiore, ora è il ghiaccio”. E visto che l’insidia maggiore nelle prossime ore sarà il ghiaccio, appunto, la Provincia ha scorte a sufficienza di sale? “Certo, ma dobbiamo comunque farne un uso oculato. Anzi colgo l’occasione per spiegare che il sale va buttato sull’asfalto solo dopo che è stato liberato dalla neve.

L’utilizzo del sale subentra nel momento in cui le strade sono completamente libere. Cosa che è stata fatta, ovviamente”. Possiamo dire che il piano neve della Provincia ha funzionato? “Posso affermare con sicurezza di sì. La dimostrazione è data dal fatto che non ci sono reclami. Ci tengo a precisare che quando si parla di disagi a Campobasso, noi non c’entriamo assolutamente nulla. Abbiamo assicurato la transitabilità lungo le strade provinciali grazie all’utilizzo dei centoventi mezzi, ognuno dei quali ha un tratto di competenza che percorre in maniera continua”. Questa emergenza maltempo ha rappresentato un importante banco di prova per lei… “Io sono un amministratore da ventisei anni, ho messo a disposizione della Provincia la mia esperienza maturata in tutto questo tempo. Sono sindaco di Mirabello ed anche nel mio comune siamo riusciti a

fronteggiare senza difficoltà l’emergenza. Ma un ruolo importante lo giocano anche i cittadini che devono comunque collaborare con le amministrazioni”. Soddisfatto dei risultati raggiunti, quindi… “Sì, molto soddisfatto. Soddisfazione per il lavoro svolto da tutta la struttura: tutto il personale si è messo a completa disposizione per fronteggiare quella che inizialmente si era prospettata come una situazione estremamente difficile. Siamo riusciti a lavorare bene, con il puntuale coordinamento di uomini e mezzi sul territorio, riuscendo così a garantire la sicurezza a tutti i veicoli che transitano lungo le strade di nostra competenza”. Bilancio dunque ampiamente positivo, quello tracciato dal neo assessore provinciale Di Biase. L’ente ha dimostrato di essere efficiente, sottolineando anche l’importanza della sua presenza sul territorio. Una sorta di presidio a tutela dei cittadini.

Il nostro ente gestisce 1600 km di strade e anche in questa circostanza è riuscito a fare in modo che non vi fossero disagi Abbiamo ancora scorte di sale ma è chiaro che va usato dopo che il manto stradale è stato liberato dalla neve


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PPrimo iano

07 febbraio 2012

Il numero due dell’Economia replica alla nota ricevuta da Petraroia (Pd) lo scorso 31 gennaio

Post-sisma, il vice ministro Grilli: “Il governo risponderà a breve” Futuro ancora incerto per i dipendenti pubblici (restituzione dei contributi in 288 rate) e i 14 Comuni del cratere che attendono la proroga dello stato di criticità per completare la ricostruzione CAMPOBASSO – I due provvedimenti più attesi di un post-sisma, che sembra ormai infinito, tardano ad arrivare. La proroga dello stato di criticità nei Comuni del cratere per il 2012 e la rateizzazione uniforme (288 mensilità) dei contributi previdenziali sospesi per i lavoratori pubblici e privati (come disposto dal decreto risalente al 29 novembre 2002 a firma dell’allora premier Berlusconi) sono le spine nel fianco di circa 10mila persone tra coloro i quali vivono ancora nelle casette di legno e i dipendenti pubblici della provincia di Campobasso. Il consigliere regionale del Pd, Michele Petraroia, lo scorso 31 gennaio ha inviato una nota di sollecito al presidente del Consiglio, Mario Monti, e ai ministri competenti per attivarsi “a risolvere la doppia problematica”. E ieri è arrivato il riscontro dalla segreteria del vice ministro dell’Economia, Vittorio Grilli, come annunciato anche da una nota dell’associazione Ecologisti Democratici, la quale “preannuncia (a breve) una risposta di merito del Governo”. La stessa associazione, “insieme ai lavoratori interessati e al Comitato unitario per il recupero dei contributi post-sisma Molise 2002 che ha raccolto e inviato migliaia di firme di protesta a Roma, seguirà l’evoluzione della vicenda riservandosi ogni altra

mobilitazione o iniziativa di lotta al riguardo”. Eppure, nei giorni scorsi sembrava che la situazione si fosse sbloccata grazie all’intercessione del sottosegretario Catricalà (conosciuto ormai come “Catricaletta”) dopo i vari e numerosi incontri tecnici tra governo e strutture interessate, tra cui la Protezione Civile. Questa situazione di incertezza, non permette ai comuni di utilizzare i fondi commissariali per le spese straordinarie (affitti, stipendi per i tecnici a contratto, spese illuminazione villaggi temporanei), oltre ai 346 milioni già stanziati dal Cipe per la ricostruzione “pesante”, dopo gli oltre 800 già utilizzati finora dal 31 ottobre 2002. Senza contare la “sufficienza” del Consiglio dei ministri che, conoscendo ipso facto la scadenza dello stato di criticità al 31dicembre, ha lasciato passare tutto gennaio e la prima settimana di febbraio senza decidere né sulla proroga né sull’individuazione di un’altra soluzione amministrativa. In ballo c’è un fiume di denaro che è ormai straripato da un pezzo. E non certo (in buona parte dei casi) in favore di chi ne ha realmente bisogno, come tutte quelle famiglie e gli anziani che in questi giorni patiscono (a più di nove anni dal sisma, sic!) freddo e gelo nelle casette di legno. Antonio Di Monaco

A che punto siamo CAMPOBASSO – Lo stato di criticità (che non corrisponde allo “stato d’emergenza” cessato il 31 dicembre 2009) permetterebbe ai comuni di utilizzare i fondi commissariali per le spese straordinarie (affitti, stipendi per i tecnici a contratto, spese illuminazione villaggi temporanei), oltre ai 346 milioni già stanziati dal Cipe per la ricostruzione “pesante” con delibera pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale. Attualmente, il territorio molisano vive una condizione di “vuoto normativo” con la mancata proroga dello stato di criticità, e la mancata definizione (di concerto con Regione e Comuni) di uno strumento amministrativo alternativo. L’altra questione (ma qui si tratta di ottenere un provvedimento “perequativo”) altrettanto importante è la necessità di garantire l’uguaglianza di trattamento tra i lavoratori privati e pubblici, consentendo anche a quest’ultimi

Il caso.

Troppi enti sub regionali: via le Comunità montane, ma non basta CAMPOBASSO – Gli enti sub regionali sono stati spesso indicati più come un costo che come un’opportunità. L’ultimo dossier dell’Upi (Unione delle Province Italiane), diffuso qualche giorno fa, parla di oltre 7mila enti strumentali (consorzi, aziende, società) che occupano circa 24mila persone nei Consigli di Amministrazione formati per la quasi totalità dai politici sconfitti dalle urne. Il costo dei compensi, le spese di rappresentanza, il funzionamento dei cda, degli organi collegiali, delle società pubbliche o partecipate, nel 2010 è stato pari a 2,5 miliardi che concorrono

di restituire l’importo dei contributi previdenziali dovuti in 288 rate mensili, come disposto dal decreto del 29 novembre 2002 firmato dall’allora premier Berlusconi. A beneficiarne gli 8mila dipendenti pubblici, le cui rate mensili (per un importo di 15/20 euro) pari a quelle dei lavoratori privati consentirebbe alle relative famiglie di avere a disposizione ogni mese un margine netto di 100/200 euro in più con evidenti riflessi positivi sui consumi e sulle condizioni di vita in genere, senza arrecare alcun danno alle casse dello Stato. Ma ciò che deve far riflettere di più è la situazione degli ancora 2mila senzatetto ospitati nelle case di legno o in appartamenti in affitto. E questo (lo ripetiamo ancora una volta) non è degno di un Paese civile. Adimo

Serve una legge organica che disciplini l’intero settore e snellisca la già pesante architettura istituzionale al totale delle spese di funzionamento di società, aziende, consorzi, ed enti regionali, provinciali e comunali che supera di poco i 7 miliardi di euro. In Molise, la situazione non è certo rosea con una marea di enti strumentali (che concorrono al bilancio regionale con i loro profitti o le loro perdite) che non fa altro che appesantire l’architettura istituzionale, regalando una o più poltrone ai politici di turno battuti alle urne. Il primo giro di vite è stato dato con la soppressione delle dieci Comunità montane (legge regionale numero 6 del 24 marzo 2011), attualmente

rette da altrettanti commissari. Ma resta l’incognita del personale dipendente che attende di essere “ricollocato” o, in qualche caso, “accompagnato” al pensionamento. È pacifico che il lavoro da fare è ancora lungo: di grasso in politica ce n’è ancora molto e, soprattutto di questi tempi, una dieta dimagrante (niente incarichi plurimi, niente presenze plurime nei cda e via di questo passo) è quello che ci vuole. Per il bene (e per rispetto) di chi a fine mese stenta ad arrivarci o non ci arriva proprio. Adimo


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Regione

07 febbraio 2012

Il fatto L’azienda ha modificato gli orari di apertura degli sportelli senza concertare la decisione con la Cisl Infuriati i segretari Battista e D’Alessandro

Sindacati messi all’angolo da Poste Italiane CAMPOBASSO – Ancora disagi per il personale di Poste Italiane. L’azienda ha infatti modificato gli orari degli sportelli senza essersi confrontata prima con il sindacato. A denunciare questa situazione è ancora il segretario regionale della Cisl Poste, Franco Battista, che ieri in una nota ha detto: “Poste Italiane anziché preoccuparsi dei disservizi e della mancanza di personale preferisce solo cambiare l’orario al pubblico”. Dal 26 gennaio scorso, infatti, sono state previste delle variazioni sia per gli orari di apertura al pubblico che per il collegamento dei furgoni che provvedono al ritiro della corrispondenza. Duro anche il commento del sindacalista Antonio D’Alessandro: “Siamo di fronte all’ennesima iniziativa unilaterale di Poste che così facendo continua a nostro

Giovane Italia, D’Auria nuovo coordinatore provinciale

avviso a non preoccuparsi dei reali problemi che esistono: disservizi, con conseguente danno d’immagine, e mancanza di organico che stanno portando a un aumento sempre maggiore delle attese in coda della clientela, con tante postazioni di lavoro che rimangono invece vuote. A questo va aggiunta la volontà aziendale di non rinforzare il personale negli uffici in un momento così difficile. Modificare gli orari di apertura e chiusura senza nessuna concertazione finalizzata invece solo a risparmiare sul costo del personale a discapito dei cittadini, invece che rafforzarli assieme a investimenti in innovazione, sicurezza e formazione, rischiano di compromettere fortemente lo stato stesso dell’azienda, oltre che la tenuta occupazione, vera artefice dei risultati tanto sventolati in questi anni”.

Michele D’Auria è il nuovo coordinatore provinciale di Campobasso della Giovane Italia, l’organizzazione giovanile del Popolo della Libertà. D’Auria, ringraziando, per la fiducia riservatagli dalla coordinatrice nazionale Annagrazia Calabria, ha ricordato come la Giovane Italia in questi anni, in Molise, ha partecipato con estremo entusiasmo alla vita politica supportando concretamente il governatore Iorio e affiancando altresì il coordinatore regionale Ulisse Di Giacomo, quello provinciale Pierluigi Lepore e l’onorevole Sabrina De Camillis, in qualsiasi evento politico della nostra regione che ha visto coinvolto il partito. D’Auria ha infine affermato: “La Giovane Italia è per il Popolo della Libertà la più importante risorsa in termini umani, il futuro del partito dipende molto dall’entusiasmo che noi giovani militanti siamo capaci di profondere. In un presente politico in cui gli eletti e gli elettori sembrano estremamente distanti solo l’entusiasmo, l’orgoglio e la passione dei giovani impegnati in politica possono per il futuro rappresentare quell’elemento innovativo necessario per riaffermare che la politica è al servizio dei cittadini e non viceversa”.

Zuccherificio: avanti tutta! Parola di Izzi Ottimismo dal consigliere regionale dell’Udc, che chiede di coinvolgere nella filiera saccarifera anche la zona di Venafro Lo Zuccherificio riparte e con una nuova marcia. E’ l’auspicio del consigliere regionale dell’Udc, Domenico Izzi. Un auspicio che è una certezza, conseguente all’approvazione della delibera di Giunta sulla ricapitalizzazione che interesserà lo stabilimento saccarifero. L’esito positivo della seduta consiliare a palazzo Moffa, che ha visto l’approvazione del documento licenziato in Prima e Seconda commissione, se-

gna un punto di svolta fortemente voluto anche dai lavoratori, con le Rsu e le associazioni bieticole. Proprio gli attori principali della filiera, alla vigilia della seduta di sabato del Consiglio regionale, avevano inoltrato una nota nella quale chiedevano un gesto di responsabilità da parte di tutti i consiglieri, per trovare una soluzione condivisa in grado di sbloccare la situazione di stallo creatasi. Le

richieste di chiarezza del centrosinistra e le proposte della Giunta di Michele Iorio, richiedevano una quadratura del cerchio, che alla fine c’è stata. Far fallire l’unico impianto di produzione di zucchero del centro sud non si poteva. Quello saccarifero è un settore strategico per il Molise, dal punto di vista dello sviluppo economico ed occupazionale. “Crediamo nel rilancio della produzione e auspichiamo anche il coinvolgi-

mento della zona di Venafro – commenta ottimista Izzi - il che rappresenterebbe un bene per l'economia dell'intera regione”. Un risultato raggiunto, ricorda il consigliere, anche grazie all’impegno del neo assessore all’Agricoltura, Angiolina Fusco Perrella, che ha avuto il merito di inquadrare la problematica in un ambito extra regionale, coinvolgendo le altre regioni, il Ministero competente e L’Europa.

En & En S.p.A. Richiesta di Pronuncia di compatibilità ambientale alla Regione Molise – Assessorato Regionale dell’Ambiente. La società En & En S.p.A., con sede legale in Belluno via I. Caffi n.15/C, ha presentato istanza di Valutazione di impatto ambientale relativamente ad un’opera appartenente all’Allegato B) comma 2) lettera e) “impianti industriali per la produzione di energia mediante lo sfruttamento del vento” della Legge Regionale 24 marzo 2000 n. 21, sita nel Comune di Montemitro, località Monte Roccile e Monte Baiardo in provincia di Campobasso. Trattasi di impianto eolico della potenza di 21 MW elettrici e prevede la posa di sette aereogeneratori di potenza unitaria pari a 3 MW e di una sottostazione MT/AT nel comune di Montemitro e la realizzazione di un elettrodotto in AT che interesserà i comuni di Montemitro, San Felice del Molise, Tavenna, Palata e Montecilfone dove si attesterà a una sottostazione, già predisposta da Terna, per il collegamento sulla linea AT “ Larino – Gissi “. Il progetto e lo studio di impatto ambientale rimarranno depositati presso gli uffici dell’Assessorato Regionale all’Ambiente per la pubblica consultazione e eventuali istanze, osservazioni o pareri da presentare, entro il termine di quarantacinque giorni, allo stesso ufficio dell’Assessorato Regionale all’Ambiente. En & En S.p.A.


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Campobasso

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Controcorrente

Incapaci, ciarlatani e accattoni di Berardo Viola Andremo in pensione sempre più tardi, pagheremo sempre più tasse, i nostri figli non avranno futuro, ci aspettano solo sacrifici, ma un diritto lo rivendichiamo: vogliamo che la nostra città, Campobasso, sia amministrata da uomini affidabili. Non tolleriamo più il teatrino che ha come leitmotiv le solite battute: “non ci sono soldi – domani mi dimetto – no, non mi dimetto – la cultura non è una priorità – tu sei fuori dalla mia maggioranza - la mia maggioranza è di 21 fedelissimi – vi chiedo aiuto per superare questo momento – quelli che la pensano diversamente da me, lo fanno per interesse personale”. Lui sostiene di non essere come Schettino. Ha ragione, Schettino era responsabile di 4.000 passeggeri e 1.000 uomini di equipaggio, non rappresentava 51.000 abitanti. Dei 51.000 abitanti di Campobasso, quasi 29.000 (56 %) hanno creduto nella sua squadra, anch’io l’ho votata perché credevo in lui. Ma ora il tempo della tolleranza è finito. Noi, che l’abbiamo votato, non ci stiamo a essere rappresentati da un Imbonitore che in oltre 2 anni non ha innovato nulla, ci ha solo offerto lo spettacolo vergognoso di un uomo, circondato da 22 allineati e 5 uomini liberi, che si è arrampicato sugli specchi senza concretizzare nulla di buono, solo iniziative che non contribuiscono al bene della comunità, ma agli interessi di pochi. Io ho creduto nella sua squadra, ero entusiasta, ma ora sono il primo dei delusi. Consideriamo gli atti espletati dall’amministrazione di Campobasso. Ho condotto un piccolo sondaggio su un campione di persone di cultura medio-alta, ho proposto a 50 amici, che sono assolutamente rappresentativi della nostra comunità, la seguente domanda: “Qual è l’atto migliore espletato dall’Amministrazione Di Bartolomeo?” Molti non mi hanno saputo dire una sola operazione positiva. In 3 (6 %) hanno ricordato, come forse positiva, l’apertura del corso al traffico nelle rush hours. Ho cambiato domanda: “Qual è l’atto peggiore espletato dall’Amministrazione Di Bartolomeo?” Gli atti considerati negativi sono stati purtroppo numerosi, non li elenco per non infierire su un caso terminale, ormai pietoso. I 32 campobassani, che nel 1277 denunciarono con la “Pancarta Campobassana” le angherie e i soprusi del feudatario

Roberto di Molise, oggi si rivolterebbero nella tomba se ascoltassero le Pantomime del nostro Saltimbanco. Si rivolterebbe nella tomba il Conte Cola dei Monforti, se sapesse che la nostra città è vittima degli umori di chi la governa. C’è chi, nel gruppo della maggioranza, tiene duro. Sono i 5 consiglieri, liberi di pensare, che qualcuno ha definito Aventiniani. Il paragone penso che non dispiaccia ai 5 coraggiosi. Nel 1924, dopo la scomparsa di Matteotti, alcuni deputati d’opposizione protestarono contro il governo fascista, astenendosi dai lavori parlamentari, riunendosi separatamente in una Sala di Montecitorio, oggi nota come la Sala dell’Aventino. L’agitazione è nota come la secessione dell’Aventino, dal nome del Colle dove si ritiravano i plebei durante la secessio plebis contro i patrizi. La differenza è che i nostri fantastici 5 non si sono ritirati, ma hanno partecipato ai lavori delle ultime sedute consiliari, mentre gli altri, i 22 fedelissimi, sono evaporati, radunati altrove a riflettere sugli errori dei loro ultimi atti amministrativi. Oggi lo show è finito, non è più credibile chi, in oltre due anni, ha sbraitato, cianciato, piagnucolato, offeso, minacciato. Un capo incapace è dannoso per la comunità, è dannoso per i suoi collaboratori. I cittadini di Campobasso che studiano o lavorano con serietà e pagano le tasse vogliono iniziative adatte ad una comunità moderna, vogliono il rispetto del welfare e dello stato sociale, occasioni di lavoro, eventi culturali, sinergie con le imprese e l’università, vogliono una città vivibile. I cittadini di Campobasso che lavorano e pagano le tasse vogliono essere amministrati da persone serie, trasparenti e credibili: lui non lo è! A lui potremo al massimo dedicare la canzone di Morrisey “You have killed me” il cui primo verso recita: “Pasolini is me, 'Accattone' you'll be…”

Giudiziaria Udienze bloccate a causa del maltempo anche nel Tribunale di Larino

Il maltempo fa slittare il processo sul bracciante Gheorghe Radu E’ stata aggiornata a data da destinarsi l’udienza del processo sulla morte del bracciante Gheorghe Radu prevista per oggi al Tribunale di Larino. Tutto rinviato a causa delle cattive condizioni metereologiche e dell’emergenza neve. Il Movimento dei Cristiano Sociali continuerà ad essere al fianco di Maria Radu e di sua figlia Valentina che si sono costituite parte civile chiedendo, giustamente, che venga fatta chiarezza sull’infortunio mortale in cui rimase vittima il lavoratore rumeno. Era il 29 luglio delle 2008 quando Radu perse la vita nelle campagne di Nuova Cliternia a Campomarino, abbandonato sotto il sole cocente. Da allora, la moglie del bracciante ha chiesto giustizia. Il rumeno aveva 35 anni e lavorava in nero. Quel giorno Gheorghe si sentì male. Non venne soccorso e forse, se qualcuno l’avesse aiutato, si sarebbe potuto salvare. Tre gli imputati: Teodoro Zullo (proprietario del terreno, teatro dell’evento tragico), Domenico Scarano e Edilio Cardinale (che assumevano e organizzavano). Secondo la tesi dell’accusa avrebbero agito con «negligenza, imprudenza e violazione della normativa sulla salute e sicurezza sul lavoro, destinando Gheorghe Radu, il 35enne deceduto, a lavoro agricolo in spregio a qualsiasi accortezza». Non tenendo conto nemmeno e soprattutto delle sue condizioni di salute. L’uomo, infatti, aveva problemi di cuore.

Processo Di Paolo, venerdì le repliche Spazio alle repliche il prossimo venerdì in Corte d’Assise a Campobasso nell’ambito del processo sulla scomparsa di Nicola Di Paolo, l’operaio di Larino di cui non si hanno più notizie dal 20 luglio del 2007. Nella scorsa udienza le arringhe della difesa e precendentemente la requisitoria del pubblico ministero. Intanto, hanno chiesto l'assoluzione con formula piena per i propri assistiti gli avvocati Michele Urbano, Egidio e Fausi Iannucci. Il primo difensore di Anna Vincelli (moglie dello scomparso), gli altri due di Domenico Ciarlitto (amante della consorte di Di Paolo). Per l'accusa, rappresentata dal pubblico ministero Luca Venturi, i due imputati sarebbero invece i responsabili dell'omicidio e dell'occultamento del cadavere di Nicola Di Paolo. Ma per la difesa nessun concreto indizio di colpevolezza, nessuna prova che i due imputati siano i colpevoli. Sempre nella scorsa udienza, l'avvocato Urbano ha puntato sulla irregolarità di alcuni atti acquisiti nel fascicolo e sull'ascolto della propria assistita, nella Procura frentana, in assenza del suo difensore. Ed ancora. In evidenza l'impossibilità fisica da parte della Vincelli di poter, pur volendo, uccidere il consorte. La sua forza fisica non sarebbe stata sufficiente. Se avesse usato una pistola il colpo sarebbe stato udito. Impossibile che si sia potuta avvalere di un silenziatore: praticamente irreperibile. Nell'appartamento di via Mazzini (ereditato da una signora che l'imputata aveva as-

sistito per anni) in cui si recò con il marito la sera della sua scomparsa, poi, nessuna traccia di veleno o di altre sostanze che possano far presupporre una uccisione. Dunque, se a Di paolo qualcosa è accaduto, è escluso che possa essere successo in quella abitazione, dove pare che entrambi si fossero recati per trascorrere dei momenti di intimità. E' forse più realistica l'ipotesi che l'operaio, facendo uso di sostanze stupefacenti e andandole a comprare spesso a 'casa' degli spacciatori, sia finito in qualche malaffare. Circa la telefonata che la Vincelli ricevette da Ciarlitto alle 22e30 di quel 20 luglio, mentre era con Di Paolo, Urbano ha sottolineato che spesso accade tra amanti e che la donna, per rispondere e messaggiarsi abbia approfittato di momenti in cui il marito era distratto. Gli avvocati Egidio e Fausi Iannucci, hanno rimarcato le numerose incongruenze relative alle celle agganciate dall'utenza telefonica di Ciarlitto e che lo indicavano in diversi posti a distanza di poco tempo. Nessuna indagine accurata, poi, nella cabina telefonica dalla quale l'imputato avrebbe chiamato la Vincelli. Nessuna traccia di Di Paolo nella macchina dell'uomo e soprattutto assente l'arma del delitto ed il corpo dello scomparso. Il pm Venturi aveva chiesto una condanna all'ergastolo. L'avvocato di parte civile, Gaetano Caterina, il riconoscimento della penale responsabilità ed un consistente risarcimento. Si tornerà in aula a febbraio per le repliche e la sentenza.


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Campobasso

07 febbraio 2012

Scuole chiuse fino a giovedì Di Bartolomeo prolunga la chiusura degli istituti. Intanto in città si lavora per risolvere la crisi: “Una nevicata così non si vedeva dal ‘52” Fino a giovedì tutti a casa. Almeno per ora. Le dichiarazioni rese ai tg regionali ieri dal sindaco di Campobasso, sono state confermate da una nuova ordinanza emanata ieri che sancisce, per ghiaccio, la chiusura di tutte le scuole del territorio (asili nido esclusi) fino a giovedì 9. Intanto, ieri il vicesindaco, Giuseppe Cimino, l’assessore alla Mobilità, Nicola Cefaratti, i consiglieri Colagiovanni, Tiberio, Colalillo, Pascale ed il responsabile Sea, Vitolo, hanno fatto il punto della situazione sulla task force aperta dall’amministrazione in collaborazione con i vigili urbani e la Protezione civile. Assente il sindaco, “in giro per le contrade a monitorare la situazione”. Come che sa, il nucleo, in riunione quasi permanente, ha fornito i dati dell’operazione. Un metro di neve circa ha investito la città. Ottanta sono gli spalatori in campo coadiuvati da altrettanti operatori addetti alla rimozione dei rifiuti presso i cassonetti. In

due giorni le strade sono state liberate da 7mila metri cubi di neve, mentre sono 3mila i quintali di sale utilizzati fino ad ora. Ultimo dato: 24 ore su 24 è il servizio straordinario garantito dai vigili urbani. A ciò si aggiungano spartineve, spargi sale, bobcat e muletti a lavoro da ormai tre giorni in città. Una situazione che dovrebbe far dormire sogni tranquilli, secondo l’amministrazione comunale che, tuttavia, ha richiesto “la collaborazione dei

cittadini”. Innanzitutto: “Aiutateci spalando la neve davanti alle case di proprietà”. Troppe le chiamate definite d’emergenza che, invece, “si rivelano semplici mezzi per liberare il piazzale delle proprie ville. Così facendo si distolgono i mezzi dal servizio e le strade comunali non vengono ripulite”. Secondo punto: “Spalate la neve dalle auto e, magari, spostale così possiamo intervenire con la pulizia”. Cosa che, tuttavia, cozza con un’altra richiesta: “Uscite poco

Continua l’allerta, attesa una nuova perturbazione

Maltempo e disagi: il gelo non concede tregua Viabilità in crisi e situazione destinata a peggiorare CAMPOBASSO – Nessuna tregua in vista. Almeno per il momento. L’ondata di gelo che si sta abbattendo sul centro-sud della penisola, Molise compreso, continuerà infatti almeno fino al prossimo venerdì: è questa la previsione, non certo confortante, diramata dagli istituti di meteorologia . Neve che dovrebbe diminuire di intensità, accompagnandoci però nelle prossime ore insieme al vento gelido siberiano, il Buran, pronto ad attanagliare l’intera regione in una morsa artica. I disagi, dunque, sono destinati a perdurare anche nel capoluogo. Traffico in tilt, incolonnamenti, auto arenate su di un asfalto sempre più preda del ghiaccio: la viabilità locale sta conoscendo in questi giorni la sua fase più critica, con i bobcat impegnati duramente per cercare di porre rime-

Agricoltori e vivaisti partecipano alle operazioni di sgombero

dio ad una situazione – per dirla eufemisticamente – complessa. Vetture in panne e conducenti obbligati a montare le catene o ‘attendere rinforzi’ai bordi delle corsie - per altro non ben definite - costituiscono ormai scene di ordinaria amministrazione e, molto probabilmente, saranno destinate a ripetersi anche nel prossimo futuro. Le strade, anche nella zona del centro, sembrano gigantesse piste per sport invernali, con la neve accatastata ai margini delle carreggiate a fungere quasi da guardrail per gli automobilisti; in periferia, invece, l’isolamento e pressoché totale. Sono i bus urbani a tentare di garantire l’essenzialità del servizio di trasporto cittadino almeno per le corse essenziali e soprattutto in direzione dell’ospedale Cardarelli, mentre le tratte extraurbane – afflitte ancora dalle problematiche causate dal maltempo – stanno riprendendo gradualmente il loro corso regolare, non senza difficoltà. Dopo le criticità dei giorni scorsi, anche il sistema ferroviario sembra aver ripreso il proprio corso regolare: ripristinate, infatti, le partenze dei convogli da Campobasso per Termoli, Roma e Napoli, anche se diversi treni delle tratte adriatiche sono rimasti bloccati sui binari. Per i malcapitati utenti, ancora una volta, sono stati istituiti i servizi sostituivi con pullman. Spartineve, operatori comunali e vigili urbani stanno ‘presidiando’ costantemente le principali arterie cittadine, ma la sensazione è che se non si riuscirà nel breve, brevissimo periodo a sbloccare - per lo meno in minima parte - la situazione, i cittadini dovranno stringere i denti e combattere con gli innumerevoli disagi di questi giorni ancora per un po’.

E le pecore diventano cannibali RIONERO SANNITICO – Pecore che mangiano altre pecore, questo è quanto accaduto a Rionero Sannitico. La neve sta creando disagi letteralmente a tutti infatti, nei giorni scorsi, diversi erano stati gli appelli in tutta la regione per salvare animali che rischiano di morire. Sembrerebbe assurdo ma diversi animali sono prigionieri in stalle non raggiungibili dai mezzi meccanici. Ma quello che si è verificato a Rionero ha dell’incredibile. L’altro ieri, intorno alle 14, il proprietario è riuscito finalmente a raggiungere la propria stalla di Montalto dopo giorni che, a causa della

per strada, usate poco l’auto”. Ultima questione: “Cercate di tenere in casa i rifiuti per uno o due giorni. Dateci il tempo di liberare i cassonetti”. Queste le richieste di un’amministrazione che ha preferito evitare ordinanze sanzionatorie, come fatto in Emilia Romagna (multe a chi non libera gli usci delle case) o ad Isaernia, lì dove il sindaco “ha deciso di multare chi lascia i rifiuti per strada. Noi confidiamo nell’intelligenza dei campobassani”. Questo il quadro della situazione in evoluzione già dai prossimi giorni, allorquando “puliremo le altre strade iniziando da corso Bucci, via Elena e piazza d’Ovidio. Poi con i fragighiaccio libereremo tutte le zone”. Certo, i disagi ci saranno, “non potremo intervenire simultaneamente in tutte le strade”. Così, mentre è chiusa al traffico la ss87, già da domani “potremmo aver risolto il 70% dei disagi in città”. Nuove nevicate permettendo. SG

Trattori usati come spalaneve e spandiconcime adoperati come spargisale: gli agricoltori scendono in campo in prima persona per l’emergenza neve. Anche in Molise i coltivatori hanno risposto all’appello lanciato dal presidente nazionale della Coldiretti, Sergio Marini, impegnandosi nelle operazioni di sgombero da neve e ghiaccio. Nel frattempo, i vivaisti collaborano per la messa in sicurezza degli alberi che cadono sulle strade a causa del peso della neve, per evitare danni alle persone e agli automezzi. “In una situazione di tale difficoltà – ha affermato il presidente regionale della Coldiretti, Amodio De Angelis - chi può ha il dovere di dare una mano”. In tutta la penisola situazione drammatica nelle campagne: intere famiglie isolate e almeno due milioni di mucche e maiali bloccati nelle stalle, irraggiungibili. L’inaccessibilità dei siti di allevamento, unita alle difficoltà di garantire l’approvvigionamento dei mangimi sulle strade e per i danni provocati dal gelo alle condutture che portano l’acqua agli abbeveratoi, se protratta nel tempo, potrebbe determinare la morte degli animali, senza contare gli ingenti danni economici per gli allevatori.

Stalle non raggiungibili e animali che rischiano di morire L’appello del sindaco di Rionero Sannitico:“Salviamo gli animali”

neve, non aveva potuto raggiungerla. A portarlo sul posto non mezzi ma solamente i suoi sci. La scena che ha trovato davanti ai suoi occhi è stata a dir poco raccapricciante: dei 300 ovini che aveva 20 erano morti, alcune pecore avevano mangiato le altre morte. A lanciare l’allarme e la tragicità di quello che sta accadendo, in alcune zone del Molise, il sindaco di Rionero Ferdinando Carmosino che, dopo aver comunicato in modo provocatorio la chiusura delle scuole cittadine fino al 31 marzo, ora dice: “Liberiamo gli esseri umani e salviamo gli animali”. Il primo cittadino ha preci-

sato che il comune pur abituato a situazioni di emergenza non ricorda una nevicata così dal 1956 tant’è che è stato chiesto il riconoscimento della calamità naturale e l’invio dell’esercito. Oltre all’allevamento di Montalto ce ne sono altri che sono difficilmente raggiungibili come quello della stalla comunale di Rionero, con 150 ovini, 10 mucche e diversi cani da tartufo, che dista due chilometri dall’abitato. Nelle zone limitrofe basta l’esempio di Montenero Valcocchiara dove sono deceduti diversi cavalli ed alcune mucche.


ANNO VIII - N° 31 - MARTEDĂŒ 7 FEBBRAIO 2012 - DISTRIBUZIONE GRATUITA

ISERNIA

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L’Oscar del giorno ai vigili del fuoco L'oscar del giorno ai vigili del fuoco di Isernia che, rispondendo a migliaia di richieste di intervento, le hanno evase una alla volta, con pazienza, abnegazione e spirito di servizio. Hanno risposto alle richieste piu' disparate di centinaia di famiglie rimaste isolate e tagliate fuori a causa della neve. Hanno soccorso anziani, bambini, famiglie in difficolta'. Un lavoro silenzioso che ha permesso di aiutare migliaia di persone in tutta la provincia. Meno male che ci sono i vigili, altrimenti chissa' quanta gente avrebbe avuto problemi seri, con la totalita' dei comuni che ha abdicato alla funzione di primo aiuto per i cittadini.

Il Tapiro del giorno a Gabriele Melogli Il primo tapiro della settimana al sindaco di Isernia, Melogli, per l'assoluta inadeguatezza e impreparazione dimostrate in occasione dell'emergenza neve. Non esiste una strada di Isernia dove il comune e' intervenuto come avrebbe dovuto in un frangente del genere. Le maggiori magagne nelle frazioni e nel centro storico. Il comune ha dato l'impressione di essere assolutamente impreparato a gestire un'emergenza del genere. Senza uomini, senza mezzi, ma quello che e' piu' grave, senza idee, senza uno straccio di piano antineve. Una vera vergogna per un capoluogo di provincia. Tapiro a chi ha affrontato tutto cio' con la solita faciloneria, che magari lo rende simpatico, ma che non serve a risolvere i problemi.

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Pastore ferito in montagna Salvato da un elicottero della polizia A PAG. 11

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Capoluogo nel caos Il sindaco fa appello ai cittadini per spalare la neve A PAG. 11

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Residenti al buio per un black out Cotugno a caccia dei responsabili A PAG. 11


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Isernia

07 febbraio 2012

Chiesto l’intervento dei soldati anche a Pescopennataro, Capracotta e Vastogiardi

Rionero Sannitico, salvata dall’Esercito Nella frazione Montalto sono intervenuti i mezzi militari per aiutare cittadini e animali RIONERO. Tra i paesi in emergenza c’è Rionero Sannitico. Ci sono oltre due metri di neve. Il Sindaco , Ferdinando Carmosino, ha fatto ricorso a Facebook per chiedere aiuto. Isolate molte case in paese, isolate le frazioni, gli animali muoiono nelle stalle. Un’emergenza assoluta. Che lo ha indotto a dire: “Chiudo le scuole fino al 31 marzo”. Ieri mattina i soccorsi richiesta sono arrivati. I mezzi dell’Esercito hanno cominciato a operare nella frazione Montalto. Insieme ai carabinieri, amministratori e volontari stanno dando aiuto agli anziani e ai malati. Nel frattempo comincia a fare paura il freddo: ieri il termometro è sceso a meno sei gradi. Anche a Pescopennataro la neve ha superato i due metri: il sindaco Pompilio Sciulli ha chiesto l’intervento dell’esercito per caricare la neve: spalarla non basta più, bisogna spostarla altrove, non si sa più dove accumularla. Problemi analoghi a Vastogirardi, mentre i Vigili del fuoco hanno provveduto a distribuire medicinali nei paesi dell’Alto Molise. Questa la situazione a Capracotta. Le abbondanti nevicate di questi giorni se da un lato sono state causa di difficoltà, dall’altro rappresentano una vera e propria manna per la stagione invernale capracottese. “Ci sono stati momenti di grande apprensione dichiara l’assessore comunale Carmine Santilli, ma siamo riusciti a far fronte a tutte le emergenze. Per fortuna non abbiamo avuto le solite bufere

che interessano Capracotta, per questo motivo gli interventi, anche se difficoltosi, sono stati da subito risolutivi”. Il Sindaco di Capracotta, Antonio Monaco, dichiara:“devo rivolgere un ringraziamento a tutti, ai dipendenti comunali, agli operatori di ditte appaltatrice e a tutti coloro che si sono prodigati e che si stanno prodigando per assicurare la viabilità e i servizi fondamentali. Un grazie al nostro medico Dr. Michele Notario che ha garantito l’assistenza sanitaria 24 ore su 24 sempre collaborativa e da sempre avvezza a vivere queste situazioni precarie legate a copiose nevicate facendovi fronte, spesso, rimboccandosi le maniche. Da sottolineare che è stato molto importante anche il ruolo svolto dall’amministrazione provinciale di Isernia che con personale di provata esperienza e mezzi idonei ha garantito al meglio la viabilità lungo le strade di competenza provinciale” “Oggi resta un problema da risolvere, molto importante, conclude il vice sindaco Maria D’Andrea, il paese è sommerso dalla neve, che in alcune strade deve essere assolutamente rimossa e trasportata fuori dal centro abitato. Per questo abbiamo chiesto alla Prefettura di Isernia ed alla Protezione Civile Molisana di inviare a Capracotta almeno due autocarri dell’esercito per collaborare in questo intervento. Altra neve che dovesse scendere dal cielo non sappiamo più dove accumularla”.

L’episodio a Miranda. I carabinieri hanno aiutato una partoriente e decine di anziani

Pastore ferito in montagna, soccorso con l’elicottero ISERNIA. Numerosi gli interventi sul territorio da parte delle forze dell’ordine. Senza sosta l’attività dei vigili del fuoco. La voro duro anche per polizia e carabinieri. Ieri un elicottero della polizia è intervenuto in località Santa Lucia, a Miranda, per prelevare un pastore rimasto ferito e isolato. È stato caricato in elicottero grazie al soccorso alpino. Poi è stato trasferito al comando dei Vigili del fuoco, dove c’era ad attenderlo un’ambulanza. I carabinieri, in particolare, in questi giorni hanno gestito centinaia di chiamate. Una situazione che ha assunto sin dalle prime ore di venerdì aspetti di forte disagio, soprattutto per i cittadini dei comuni della Valle del basso e medio Volturno interessati da un prolungato black out della rete elettrica che ha interessato interi paesi e quartieri per l’intera giornata sino al sabato. Ed ancora richieste di soccorso urgente per trasporti di anziani malati presso gli ospedali, frazioni rimaste isolate per le strade bloccate dalla nevicata. Centinaia gli interventi svolti dai carabinieri delle 22 Stazioni soprattutto nelle località rese impervie ed irraggiungibili dalle abbondanti nevicate: una gestante al settimo mese di gravidanza, in preda a doglie, è stata prelevata dalla sua abitazione, situata in zona non raggiungibile dall’ambulanza, e trasportata da una pattuglia di una Stazione dell’Alto Volturno all’ospedale Veneziale di Isernia; un Comandante di Stazione ha personalmente, a piedi e più volte raggiunto famiglie isolate, residenti in frazioni particolarmente disagiate per portare viveri e medicinali, oltre ad una parola di necessario conforto ai soggetti più deboli; gli equipaggi dei nuclei radiomobili delle compagnie di Agnone, Isernia e Venafro hanno accompagnato presso gli ospedali alcuni dializzati, curando anche il recapito dei medicinali salvavita a malati residenti in zone isolate; diversi interventi per il trasporto di medici che dovevano raggiungere i loro pazienti bisognosi di cure; accompagnato presso un negozio di alimentari un anziano che, non disponendo di mezzi di locomozione e risiedendo in località isolata aveva necessità di fare la spesa.

Isernia nel caos, Melogli: “Aiutateci tutti a spalare la neve” ISERNIA. Situazione difficile anche a Isernia. Polemiche a parte (tutti hanno puntato l’indice contro un piano neve inefficiente, specie nelle borgate), si fa fatica a tornare alla normalità: tanta neve, che cade anche dai tetti, ghiaccio sulle strade e difficoltà negli spostamenti. In crisi molte famiglie nelle borgate, rimaste isolate per giorni. Ieri in città è arrivato l’esercito. Ma dal Comune scrivono: “Alcuni organi d’informazione hanno divulgato la notizia dell’invio d’un ingente numero di uomini e mezzi dell’esercito nel Comune di Isernia, per l’emergenza neve. Ciò ha generato false aspettative nei cittadini, giacché, allo stato attuale, le forze impiegate dall’esercito in Isernia constano di soli quindici militari “appiedati” e d’una ruspa di dimensioni inadeguate che non può essere utilizzata. Pertanto, il servizio comunale di protezione civile continua da solo nell’opera di contrasto della situazione d’emergenza”. Inoltre il sindaco Gabriele Melogli, considerato il perdurare delle avverse condizioni atmosferiche ha disposto che «ogni cittadino è tenuto a sgomberare la parte di marciapiede o di strada prospiciente l’ingresso della propria abitazione, negozio o ufficio, nonché a liberare dalla neve e dal ghiaccio balconi e grondaie, laddove possibile, al fine di scongiurare ogni pericolo per la pubblica incolumità». Il Settore Tecnico del Comune, infine, avverte i cittadini che, nel caso in cui le temperature dovessero scendere al di sotto dei 3 gradi, è opportuno lasciare aperto almeno un rubinetto da cui far defluire una minima quantità d’acqua, scongiurando in tal modo il possibile congelamento dei contatori e delle tubazioni esposte.

Black out a Venafro, sindaco infuriato: “Fuori i nomi dei responsabili” Disagi nel Venafrano soprattutto per il black out che ha interessato diversi paesi, per giorni senza energia elettrica. A Venafro il Comune ha messo in campo tutte le risorse per fronteggiare l’emergenza neve. “Com’è possibile constatare – dice il sindaco Nicandro Cotugno - sono impegnati numerosi mezzi spazzaneve e sono in servizio gli operai per cospargere i marciapiedi di sale al fine di tutelare i cittadini. Io stesso sto seguendo ormai da quattro giorni da vicino le operazioni di sgombero attuate anche con mezzi “di fortuna” come trattori e ruspe e con il lavoro di tanti volontari. Credo che si stia facendo un grande lavoro in piena emergenza e soprattutto in una situazione alla quale Venafro certamente non è abituata. Ho ricevuto tantissimi attestati di disponibilità, tra cui quelli dei consiglieri di opposizione Ricci, Di Vito e Tommasone che mi hanno manifestato da subito la propria volontà per fronteggiare l’emergenza, a differenza di chi, come consuetudine, ha saputo solo criticare da lontano. Sono invece infuriato per il gravissimo black out che ha colpito la nostra Città, facendo vivere a noi tutti momenti drammatici. I danni per i cittadini e per le attività commerciali sono ingenti. Comprendo le difficoltà e la situazione di emergenza venutasi a creare e voglio ringraziare comunque quei dirigenti Enel che hanno dimostrato sensibilità e disponibilità offrendo anche le proprie scuse, tuttavia è inconcepibile che una cittadina di 12mila abitanti venga lasciata al buio, senza acqua né riscaldamento tanto a lungo. Chiederò di accertare se esistono eventuali responsabilità, perché quanto accaduto è di una gravità inaudita. Ringrazio infine tutti quei cittadini che armati di buona volontà e di pale come il sottoscritto stanno pulendo le strade davanti le proprie abitazioni, aiutando così gli addetti a risolvere più rapidamente l’emergenza”.


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Termoli

07 febbraio 2012

Crisi pesca, pieno sostegno del Pd alle proposte dell'Aci BASSO MOLISE - Le Associazioni Pesca dell'Alleanza delle Cooperative Italiane (Agci-Agrital, Federcoopesca - Confcooperative e Lega Pesca), nel confermare lo stato di agitazione della categoria, proseguono l'incalzante attività di sensibilizzazione di Governo, Parlamento e forze politiche per dare risposte all'emergenza attraversata dal settore ittico. Dopo il confronto con il Ministro e le competenti Commissioni Parlamentari, e l'incontro con l'UDC, i presidenti delle Associazioni, Giampaolo Buonfiglio, Massimo Coccia e Ettore Ianì, sono stati ricevuti dal responsabile economico del Partito Democratico, Stefano Fassina, alla presenza del presidente del Forum Agricoltura del partito, Enzo Lavarra e del responsabile settoriale Pesca, Luciano Agostini, che hanno espresso innanzitutto apprezzamento per il ruolo propositivo svolto dalle Associazioni in questo difficile momento, grazie al confronto con le Istituzioni, il Parlamento, la società civile. Le ragioni del malessere e le progettualità per fronteggiare la crisi sono state al centro di un serrato approfondimento. E' stato riconosciuto che il settore versa in una oggettiva e allarmante situazione di debolezza strutturale, che deve essere affrontata, al di là degli aspetti sociali, puntando soprattutto a valorizzare appieno la sua dimensione economica, mediante stra-

tegie ed interventi di politica industriale. Nell'esprimere il pieno consenso e sostegno del PD alle proposte avanzate dalla cooperazione della pesca, ritenute ragionevoli e realistiche, Fassina, Lavarra e Agostini hanno concordato che l'obiettivo non è solo quello di dare un'immediata boccata d'ossigeno agli operatori, schiacciati da costi di gestione non recuperabili e dai gravosi e spesso penalizzanti adempimenti delle norme europee, come la licenza a punti, ma soprattutto di impostare una più complessiva azione di riposizionamento strategico a sostegno della redditività alle imprese. Al centro dell'agenda della cooperazione: recupero fondi caro gasolio, per azioni di sviluppo della concorrenza e della competitività; credito di imposta, per fronteggiare i rincari dei prezzi dei prodotti petroliferi; armonizzazione della normativa sulle taglie minime; liberalizzazione degli adempimenti in materia di lavoro; semplificazioni burocratico - amministrative su nulla osta e licenza di pesca elettronica; estensione degli ammortizzatori sociali agricoli alla pesca; vendita diretta, formazione professionale, e, sul fronte ambientale, una maggiore tutela della pesca dagli impatti dei dragaggi e un maggiore coinvolgimento degli operatori nella gestione delle Aree Marine Protette. Il responsabile economico del PD, Fas-

sina, si è impegnato a sostenere la piattaforma della cooperazione presso tutti i Ministeri competenti (Agricoltura, Economia, Ambiente). Il responsabile pesca, Agostini, ha rilanciato l'impegno ad incardinare le priorità in un disegno di legge sul rilancio del settore, annunciando la immediata presentazione di una risoluzione sui temi d'attualità, che si aggiunge a quelle presentata dall'UDC. Anche Lavarra, presidente del Forum Agricoltura del PD, ha annunciato la predisposizione in calendario di una serie di ini-

Anziano trovato morto nella sua abitazione CAMPOMARINO – Sarà l’autopsia ad accertare la causa del decesso di F. M., 84enne, trovato privo di vita domenica sera nella sua abitazione al quarto piano di un condominio in Via Ancona al Lido di Campomarino. A Dare l’allarme un vicino di casa che da alcuni giorni non lo vedeva e neppure sentiva rumori provenire dall’appartamento dell’anziano. Ha quindi chiamato i soccorsi e sul psto è giunta una squadra dei Vigili del Fuoco del distaccamento di Termoli, medici del 118 e Volontari della Misericordia e i carabinieri della locale stazione. Per entrare nell’appartamento i Vigili del Fuoco che hanno forzato la porta d’ingresso. Poi la tragica scoperta. Il pensionato era riverso in cucina, il corpo rigido, segno che il decesso è avvenuto molte ore prima se non da alcuni giorni. La morte potrebbe essere collegata ad un malessere o al freddo sarà l’autopsia a stabilirlo.

Gettone di presenza a famiglie tunisine, il grazie di Federcoopesca TERMOLI – I Consiglieri comunali hanno deciso di devolvere il gettone di presenza dell’ultima assise civica alle famiglie di Fathì e Mohamed, i due pescatori tunisini morti in seguito al naufragio del peschereccio Sarago Il presidente di Federcoopesca Molise, Domenico Guidotti, ringrazia l’amministrazione comunale ritenendo il gesto “ la dimostrazione dell’attenzione che questa amministrazione nutre nei confronti dell’intero comparto della pesca molisana. Esprimo da parte dei nostri associati armatori, la soddisfazione per le parole di sostegno alla categoria, così colpita dai gravosi problemi che attanagliano il settore, accogliendo a pieno l’esigenza di guardare oltre l’emergenza e le sterili strumentalizzazioni e impostare interventi di politica economica in grado di risollevare il settore che versa in una oggettiva e allarmante situazione di debolezza economica”.

ziative volte a monitorare con la dovuta attenzione il recepimento delle proposte nei prossimi provvedimenti legislativi in corso di approvazione. I presidenti delle Associazioni hanno espresso soddisfazione per l'esito dell'incontro e per gli impegni scaturiti, soprattutto perché è stata colta appieno l'esigenza di guardare oltre l'emergenza, per impostare interventi di politica economica in grado di incidere e rimuovere quei pesanti vincoli strutturali che minacciano il futuro del settore.

Controlli e norme sulla pesca, se ne parlerà venerdì a Roma ROMA - La Federcoopesca - Confcooperative ha organizzato per venerdì 10 febbraio a Roma, presso la Sala “70” del Palazzo della Cooperazione in via Torino, 146, per l’intera giornata a partire dalle ore 10, un’iniziativa di carattere seminariale sul tema dei controlli, nonché di tutte le tematiche connesse al Regolamento CE 1224/2009 e relative norme attuative (verifiche sulla potenza dei motori, ruolo del Corpo delle Capitanerie di Porto, novità in materia di licenze e autorizzazioni, sistemi di controllo satellitari, Logbook e funzionamento licenza a punti, marcatura degli attrezzi, tracciabilità e commercializzazione). La Federcoopesca intende infatti fornire informazioni e risposte alle numerose richieste di chiarimento che giungono da tutto il territorio. All’incontro prenderanno parte il Direttore della Direzione generale della pesca marittima e dell’acquacoltura Francesco Saverio Abate e il gruppo dirigenziale della DG pesca composto da Maria Severina Liberati, Plinio Conte, Vincenzo De Martino Rosaroll, Pietro Gasparri, Cesare Tabacchini, Maria Isabella Angela Verardi e in rappresentanza delle Capitanerie di Porto Vittorio Giovannone.


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Termoli TERMOLI – Anche ieri Termoli e moltissimi paesi del basso Molise si sono svegliati sotto la coltre di neve. La coltre bianca a Termoli ha creato qualche problema nelle periferie che comunque sono state raggiunte dalle circolari del trasporto pubblico urbano, attrezzate con catene: meno problemi nel centro della città sia per la viabilità veicolare che pedonale. Scuole di ogni ordine e grado ovviamente chiuse e qualche disagio si è registrato al Terminal dei Bus domenica sera e ieri mattina per la mancanza di illuminazione e scarsa informazione sui collegamenti con gli altri centri. Scuole chiuse anche nella maggior parte dei comuni del basso Molise e a Montenero di Bisaccia oggi, per il secondo giorno consecutivo, resteranno chiusi tutti gli uffici pubblici ad eccezione dei servizi essenziali per garantire le emergenze ed in particolare: il servizio tecnico - manutentivo ed il servizio di Polizia Municipale. E ieri, su disposizione del Prefetto di Campobasso, Stefano Trotta, sono rimaste chiuse le sedi Inps di Termoli e di Larino. Dall’Istituto di Previdenza Sociale hanno inoltre comunicato che, grazie anche alla collaborazione dell'Arma dei Carabinieri, sono stati informati gli utenti per i quali erano previste visite sanitarie, che saranno riprogrammate così come tutti gli appuntamenti fissati con l'utenza e con gli interlocutori istituzionali. Restando a Termoli, i supermercati sono stati presi letteralmente d’assalto e già ieri pomeriggio iniziavano a scarseggiare alcuni alimenti quali frutta e verdura per i mancati o carenti rifornimenti. Sempre nella città adriatica la Termoli Nuoto ha comunicato che oltre a sabato, domenica e ieri, la piscina comunale di Via Asia resterà chiusa anche oggi. Le normali attività, meteo permettendo, riprenderanno regolarmente domani.

07 febbraio 2012

Chiusi gli uffici pubblici e tutte le scuole

Ancora neve a Termoli e in basso Molise Supermercati presi d’assalto per l’approvvigionamento di alimentari che iniziano a scarseggiare

Peschereccio rischia di affondare in porto, inchiesta della Capitaneria TERMOLI – Lo scorso sabato il peschereccio “Garapa I” ha imbarcato acqua rischiando di affondare mentre si trovava ancorato nella banchina di riva. La fase critica è stata scongiurata grazie all’intervento degli uomini della Capitaneria di Porto prima e dei Vigili del Fuoco successivamente. Una volta svuotato lo scafo dell’acqua, lo scafo è stato ispezionato alla ricerca di una possibile falla che avesse fatto imbarcare l’acqua di mare. Dalla perlustrazione è emerso che non esistevano problemi strutturali allo scafo e che la causa dell’imbarco di acqua era dovuto al malfunzionamento di una presa a mare. Per questo motivo la Capitaneria di Porto ha avviata una inchiesta sommaria per accertare le cause, e le eventuali responsabilità, dell’imbarco dell’acqua nello scafo ed è stata disposta una visita occasionale per convalidare i certificati di bordo e autorizzare quanto prima la navigazione in sicurezza del motopeschereccio.

Pro Loco: al via le adesioni per la gita in Puglia TERMOLI –La Pro Loco organizza per l’11 Marzo una escursione a Barletta e Trani. La quota di partecipazione al viaggio è di 25 euro per gli adulti e comprende anche vari ticket, mentre il pranzo è facoltativo ed il costo è di 15 euro. La partenza è fissata per le 7 da Piazza del Papa e l’arrivo a Barletta è previsto per le 9,30 e poi inizierà la visita al Castello Svevo, la Cantina della sfida, la Cattedrale di Santa Maria Maggiore, la Basilica del Santo Sepolcro, il Colosso e il Palazzo della Marra. Dopo la pausa pranzo alle 15 si ripartirà per Trani dove si visiteranno il Castello Svevo, la Cattedrale, le Sinagoghe e il quartiere Ebraico. La visita si concluderà al porto con la passeggiata nei giardini pensili.

La Fiom denuncia: “Discriminazioni da parte della Fiat” TERMOLI – La richiesta di Cassa integrazione ordinaria ha creato nuovi attriti tra la dirigenza dello stabilimento Fiat di Rivolta del Re e la Fiom Cgil, la quale denuncia la “discriminazione” messa in atto dalla direzione aziendale dello stabilimento automobilistico termolese. “Alla richiesta di chiarimenti sulla procedura legale di esame congiunto – scrive in un comunicato il sindacato - la direzione aziendale in premessa ha chiarito che l’incontro aveva il solo carattere informativo e che precedentemente la stessa aveva già incontrato le Rsa delle altre organizzazioni sindacali presenti in azienda con le quali aveva già sottoscritto un verbale di esperita procedura. A seguito di queste comunicazioni la delegazione della Fiom Cgil ha chiarito che essendo Organizzazione maggiormente rappresentativa, come prevede la legge, ha il diritto di esaminare non solo le ragioni ma anche di verificare la corretta procedura. L’azienda ha precisato che non era nelle sue intenzioni comunicare oltre quanto già detto. La Fiom Cgil ha quindi chiesto di poter visionare l’accordo con le altre organizzazioni sindacali, ma è stata negata. La Fiom Cgil non ritenendo conclusa la procedura di esame congiunto ha chiesto la scrittura di un verbale di incontro, ma anche in questo caso la risposta è stata negativa. E’ evidente il carattere discriminatorio messo in atto dall’azienda. Quello che più ci preme – continua la nota - è il mancato raggiungimento nella discussione di obiettivi utili alle lavoratrici e i lavoratori che consistevano nella richiesta di piena maturazione dei ratei di ferie e permessi e che venisse garantita la rotazione a parità di mansione tra i lavoratori. Ma prioritariamente ci preoccupano i segnali di crisi che intervengono sullo stabilimento. Ad oggi non abbiamo conoscenza, nonostante le richieste, del futuro industriale del nostro sito. Per queste ragioni abbiamo chiesto un nuovo incontro con la direzione aziendale e di tenere una assemblea con le lavoratrici e i lavoratori. Inoltre, daremo mandato ai nostri legali di verificare le procedure messe in atto dall’azienda per la Cigo e il comportamento antisindacale messo in atto. Sappiamo che i comportamenti messi in atto dalla direzione aziendale verso la Fiom Cgil – conclude la nota sindacale - hanno il solo interesse di mettere in discussione la democrazia e i diritti per i lavoratori, per questa ragione invitiamo tutti a partecipare alla manifestazione nazionale che si terrà a Roma l’11 Febbraio”.


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Sport

07 febbraio 2012

Lupi belli e convincenti Ora servono i punti al Selva Piana Doppio miracolo compiuto nel week end dal Campobasso. Il primo c’è stato sabato quando i rossoblù sono riusciti a raggiungere il capoluogo umbro nonostante le proibitive condizioni meteo e la difficile percorribilità delle strade. I molisani sono giunti a Perugia dopo oltre dieci ore di pullman: una vera e propria odissea. Il match non si sarebbe dovuto giocare, ma gli umbri hanno fatto pressioni credendo di poter fare un sol boccone dei rossoblù che, invece, sono stati ampiamente all’altezza della situazione. Il secondo miracolo c’è stato in campo. Dove un Campobasso rivoluzionato, giovane e senza allenamenti nelle gambe ha messo alle corde la capolista del girone B della seconda divisione. Una gara pressoché perfetta quella del Campobasso che ha saputo soffrire e pungere nei momenti opportuni. Probabilmente senza l’espulsione, non sappiamo quanto giusta, di Viscido, la

Prova perfetta dei rossoblù a Perugia, nonostante le difficoltà Cruz il migliore in campo: ottime le prestazioni di Viscido, Rega e Todino Settimana di allenamento al coperto truppa di Imbimbo sarebbe riuscita a portare a casa anche l’intera posta in palio. Il Campobasso ha dimostrato di saper stare bene in campo, ma soprattutto di avere grinta da vendere e tanto cuore. Tantissime le note liete di giornata. Iniziando dal portiere Ioime, che è già una conferma. L’estremo difensore si è letteralmente esaltato al Curi, compiendo autentici miracoli. Una piccolissima sbavatura esclusivamente in occasione del pari dei locali, ma ampiamente giustificabile. All’altezza della situazione gli esterni di difesa Modica ed Esposito, mentre i due centrali Scudieri e Mateo sono stati insuperabili. Si sono confermati su buoni livelli Forgione e Cirillo, mentre Viscido è stato il vero e proprio motorino del centro-

campo, almeno sino a quando è stato in campo. Il mediano ha lottato, ma soprattutto ha trascinato i suoi nei momenti topici del match. La sorpresa più gradita è stata rappresentata da Rega: un esterno inesauribile e con i piedi raffinati. Da lui sono partite le azioni più pericolose del Campobasso ed ha fornito l’assist per il gol di Cruz. Sicuramente un acquisto importante per i rossoblù che in tal modo possono tornare a sfruttare le corsie laterali. Todino, da due gare nuovo capitano rossoblù, il terzo della stagione, ha fornito una prova convincente. Anche se ha sul groppone l’occasione fallita al 91° che avrebbe potuto regalare i tre punti ai molisani. Come scusante, però, c’è da dire che il fantasista ha corso tantissimo e si è sacrificato oltre-

Cruz. il migliore del Campobasso modo e pertanto è giunto stanco all’appuntamento che gli si è presentato sul finire di gara. Il migliore in campo è stato il brasiliano Cruz, per la terza volta a segno lontano da casa. Gol a parte l’attaccante è stato generoso ed ha colpito anche un palo clamoroso. Un buon Campobasso che lascia ben sperare per il futuro. A patto che si inizi a giocare con la stessa intensità anche in casa. Laddove va costruita la salvezza. E’ giunto, infatti, il momento di far punti davanti al proprio pubblico perché, nonostante tutto, la classifica resta preoccupante.

Questo è il momento di dare il massimo perché il Campobasso è atteso da due scontri diretti. Il primo domenica al Selva Piana quando arriverà l’Ebolitana, il secondo a Fano dopo sette giorni. Per queste due occasioni ci sarà anche l’attaccante La Porta e pertanto mister Imbimbo avrà più soluzioni a sua disposizione. Intanto la società sta lavorando per trovare una soluzione logistica per lo svolgimento degli allenamenti settimanali. Quasi sicuramente i rossoblù lavoreranno al coperto in una palestra del capoluogo. RS

Balistreri strattona i rossoblù Declino morale di un bomber

Un comportamento del genere da uno come lui non ce lo saremmo aspettati. Pietro Balistreri da pochi giorni a Perugia e dopo essere stato un anno a Campobasso, in cui ha condiviso momenti belli e soprattutto meno belli con alcuni amici, non ha avuto un atteggiamento simpatico (eufemismo) nei confronti dei suoi ex compagni di squadra. Al gol del pari degli umbri si è catapultato con veemenza nella porta per raccogliere il pallone, e questo può anche passare. A lasciare interdetti è stato quanto successo poco dopo. Il

I GOLEADOR DELLA 26^ GIORNATA Arzanese - Neapolis 1-0 19' (1T) Mascolo Celano - Giulianova Rin Chieti - L’Aquila

Rin

Ebolitana - Melfi 14' (1T) Russo G. 7' (2T) Ambrogetti 22' (2T) Tirelli

0-3

Fano - Aprilia

Rin

Isola Liri - V. Lamezia Rin Milazzo - Catanzaro 1-2 5' (1T) Masini S. (C) 7' (2T) Chiara (Rigore) (M) 29' (2T) Masini S. (Rigore) (C) Perugia - Campobasso 1-1 8' (2T) Cruz (C) 37' (2T) Clemente (P)

Fondi - Gavorrano 2-2 23' (1T) Pucciarelli (G) 17' (2T) Fioretti (G) 28' (2T) Formuso (F) 38' (2T) Cucciniello (F)

Vibonese - Paganese 1-1 29' (1T) Doukara (V) 43' (2T) Orlando L. (P)

suo ex compagno e amico Piero Scudieri è rimasto a terra in area di rigore, alle prese con i crampi. Balistreri lo ha strattonato per la maglia invitandolo ad alzarsi immediatamente. Va bene che nel calcio c’è di tutto e che i calciatori spesso non danno prova di comportamenti moralmente integerrimi, però bisognerebbe pure conservare un pizzico di di-

26^ GIORNATA

CLASSIFICA

ARZANESE - NEAPOLIS 1-0 RIN CELANO - GIULIANOVA CHIETI - L'AQUILA RIN EBOLITANA - MELFI 0-3 RIN FANO - APRILIA FONDI - GAVORRANO 2-2 ISOLA LIRI - VIGOR LAMEZIA RIN MILAZZO - CATANZARO 1-2 1-1 PERUGIA - CAMPOBASSO 1-1 VIBONESE - PAGANESE RIPOSA: AVERSA NORMANNA

PERUGIA CATANZARO L’AQUILA VIGOR LAMEZIA PAGANESE GAVORRANO ARZANESE CHIETI AVERSA N (-1) APRILIA GIULIANOVA FANO (-5) CAMPOBASSO (-2) NEAPOLIS (-2) FONDI MILAZZO VIBONESE EBOLITANA (-1) MELFI (-4) ISOLA LIRI (-2) CELANO

PROSSIMO TURNO 12 febbraio - ORE 14.30 APRILIA - CELANO ARZANESE - PERUGIA CAMPOBASSO - EBOLITANA CATANZARO - FANO GAVORRANO - ISOLA LIRI GIULIANOVA - AVERSA N. L'AQUILA - MILAZZO NEAPOLIS - CHIETI PAGANESE - FONDI V. LAMEZIA - VIBONESE RIPOSA:MELFI

gnità e ispirarsi, qualche volte, a valori di serietà e umanità. Per tale motivo non abbiamo condiviso gli atteggiamenti di Balistreri che, anche grazie ai suoi ex compagni, si trova ora a Perugia con un contratto triennale. E a poco è servito il suo tentativo di rimediare a fine gara quando ha dispensato baci e abbracci ai rossoblù. Buona fortuna Baligol. mdi

54 49 48 47 43 39 38 34 34 33 29 27 27 26 26 24 24 23 20 18 13

CLASSIFICA MARCATORI 21 reti Fioretti (Gavorrano; 6 rigori) 16 reti Clemente (Perugia; 4 rigori) 12 reti Ceccarelli (Aprilia; 3 rigori) Orlando L. (Paganese; 1 rigore) 10 reti Masini S. (Catanzaro; 2 rigori) Improta U. (L'Aquila; 1 rigore) Doukara (Vibonese) Mancosu (V. Lamezia; 3 rigori) 9 reti Carotenuto (Arzanese; 3 rigori) Balistreri (CB/PG; 3 rigori) 4 reti Todino (Campobasso) 3 reti Cruz (Campobasso) 2 reti Forgione, (Campobasso)


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Sport

07 febbraio 2012

VOLLEY MASCHILE - SERIE A2

Fenice, il cuore non basta

Il pullman bloccato nella neve

L’Odissea infinita dei pentri e le leggerezze della Legavolley Una trasferta da incubo che difficilmente gli atleti e lo staff della Fenice Volley Isernia dimenticheranno. Tutto è iniziato sabato: la società, viste le avverse condizioni meteo, aveva deciso di partire nella prima mattinata, intorno alle 9.00, ma il pullman che doveva portare i pentri a Castellana ha incontrato innumerevoli difficoltà per arrivare ad Isernia e dopo un’infinita attesa la squadra è riuscita a partire ad ora di pranzo mentre alcuni dirigenti si erano attivati, anche attraverso la locale Prefettura, per chiedere il rinvio della partita, viste le oggettive difficoltà che si presentavano nel raggiungere la Puglia. Nulla da fare, la partita “s’adda fare”. Il viaggio dei biancocelesti è lunghissimo, interminabile, ci sono volute oltre sei ore per arrivare nella provincia barese. Il ritorno, peggio del peggio, è stato un’Odissea infinita, complice anche le temperature polari della notte. Il pullman ha viaggiato, comprensibilmente, ad una velocità molto ridotta, il risultato è stato che la squadra è arrivata ad Isernia alle prime luci dell’alba, intorno alle 5.00, dopo circa otto ore di viaggio, con il mezzo in avaria, logorato dalla traversata, ed una pattuglia della Polizia, giunta alle porte del capoluogo pentro in soccorso della squadra. A questo punto la domanda sorge spontanea: ma visto che le altre Federazioni hanno optato per il rinvio di diverse partite, perché quella di Volley non è stata altrettanto prudente? Come si fa a pensare di mettere a repentaglio la vita di tante persone che attraversano l’Italia, da Nord a Sud (i campionati di A1 e A2 specialmente abbracciano tutto lo stivale) in condizioni meteo disastrose? Per fortuna non si sono registrati disastri o danni seri ma, se malauguratamente qualcosa fosse accaduto, la Lega di Pallavolo si sarebbe dovuta fare un grosso esame di coscienza. The show must go on, lo spettacolo deve continuare, comprensibile, certo, ma la vita delle persone crediamo valga molto di più di una partita di pallavolo. ANPA

Nonostante la sconfitta, la Cicchetti Isernia esce a testa alta dal mondoflex del Pala Grotte di Castellana. I ragazzi di coach Giannini hanno lottato per quasi un’ora e mezza, tenendo testa alla corazzata pugliese e rimanendo sempre in partita. Purtroppo, nonostante gli sforzi dei molisani, i padroni di casa hanno conquistato l’intera posta in palio. Il primo set prende il via con l’errore al servizio dei pentri ad opera di Cardona ma prontamente capitan Fiore riporta in carreggiata i suoi con un muro. Da qui è un continuo il punto a punto coi pugliesi avanti al primo time out tecnico (8-7). Un lieve infortunio alla caviglia di Fiore porta ad un avvicendamento con Mengozzi in campo per due azioni. Isernia riprende l’inseguimento

In casa della vice capolista Castellana si ripete il copione dell’andata Dopo aver vinto il primo set i molisani hanno ceduto le armi per 3-1 e due ace consecutivi di Cardona fanno sì che i biancazzurri arrivino sul 10-12. Fiore firma il 15-16 che porta le due squadre al secondo stop previsto dal regolamento. Giannini, a quel punto, si gioca la carta Çayir al servizio ed Isernia vola sino al 24 con tre muri consecutivi. L’errore al servizio di Cicola chiude il set (22-25). Nel secondo parziale, i padroni di casa cambiano registro e vanno subito sul 3-1. Isernia, però, non molla e pareggia i conti. Poi, però, si distrae e commette qualche errore di troppo, costringendo così coach Giannini al time out. Tentativo che, purtroppo, si rivela vano perché, al primo tempo tecnico, Castellana è avanti sull’8-5. La determinazione non manca nei pentri e così un brillante Cardona tiene i suoi in partita (13-11). I pugliesi fuggono e, nonostante il tentativo di recuperare terreno da parte dei biancazzurri, arrivano sul 23-15. Prologo all’aggiudicazione del parziale grazie ad un attacco di Milushev e ad un mani out di Rodriguez (25-18). Al rientro sul mondoflex i pentri fanno fatica a tenere il ritmo ed inseguono sino dal primo stop (8-7). I pugliesi accelerano ulteriormente ed arri-

vano a prendere sei lunghezze di margine (16-10 al secondo time out tecnico). I molisani, però, provano a tornare in partita. I due muri consecutivi di Fiore e Sesto valgono il 20-17. Giannini prova a giocarsi nuovamente la carta Çayir per Cardona. Ma c’è poco da fare: il set è ormai compromesso ed i padroni di casa chiudono sul 25-19. L’ultimo parziale è il più acceso. Isernia ci crede e dà vita ad una lotta punto a punto. Il muro di Saitta su Castellano vale il 4 pari, la diagonale vincente di Fiore il 5-5 con Cardona che poi impatta a sette. L’errore al servizio di Fiore manda le squadre in panchina sull’8-7. Al rientro i castellanesi accelerano nuovamente ed arrivano sino al 16-13. Un primo tempo di Sesto ed un missile di Cardona riportano sotto Isernia (16-16). Si ritorna al punto a punto. Saitta a muro sigla quello del 21-20. Fiore ben servito fa 24-23, ma è Maric a chiudere i conti. Una sconfitta, questa, che probabilmente pesa meno di altre, ma che rappresenta il preludio ad un finale di stagione ancora in salita per la Cicchetti Isernia.

Volley femminile serie B2.

L’Effe Sport Isernia è tornata al successo Dopo quattro sconfitte consecutive, la Fonte del Benessere riassapora il gusto del successo battendo in maniera più netta di quanto dimostri il 3-1 finale l’Orakom Salerno. Le isernine, solo in nove a referto a causa del maltempo che ha impedito alle altre giocatrici di essere presenti, e in un palasport davvero gelido, hanno dominato l’incontro, grazie ad una buona prova in difesa e a muro, con l’unica “licenza” di un terzo set nel quale un calo di concentrazione ha creato qualche problema di troppo. Comincia molto bene la squadra di casa che con tre punti di capitan Cassili guadagna subito un discreto vantaggio (6-3) che consente di arrivare al primo time-out tecnico avanti di quattro punti (8-4). Le campane oppongono una minima resistenza e allora la Fonte del Benessere ne approfitta con Ricciardi e Tomassetti per allungare ulteriormente, tanto che alla seconda sospensione obbligatoria la distanza aumenta (16-6). A questo punto le isernine controllano con facilità e

incamerano il primo set dopo un attacco vincente della Ricciardi. Seconda frazione di gioco abbastanza simile. Le moli- Rossana sane arrivano avanti al primo Montemurro tempo tecnico con due muri di Montemurro e Cassili (8-6) e incrementano il vantaggio approfittando anche degli errori delle avversarie, con Jimenez che prova anche a cambiare regia, non trovando però giova- striglia le sue che reagiscono tanto mento. Dal 16-7 del secondo time- che trovano la parità (18-18) e pasout obbligatorio è davvero poco il sano a condurre 22-18 grazie al tempo che passa prima che Cassili primo tempo della Santagata. Addipossa mettere a terra il pallone che rittura arrivano a servire ben due match-point (24-22), ma sprecano chiude anche questo parziale. A questo punto, però, la Fonte del tutto con le campane che ringraBenessere commette l’errore di ri- ziano e provano a riaprire la partita. Ma, dopo il cambio di campo, la lassarsi e l’Orakom ne approfitta subito, portandosi in vantaggio dopo Fonte del Benessere ritrova lo pochi scambi 1-5. Le padrone di smalto delle prime due frazioni di casa incassano il colpo e si ripren- gioco: subito piazzano un break imdono, tanto che alla prima sosta tec- portante (8-3) e poi costringono le nica sono in scia (7-8), ma di nuovo avversarie a forzare e sbagliare, ausi perdono dietro agli errori, con le mentando il vantaggio (16-9) e chiuospiti che guadagno quattro punti di dendo set e partita con relativa facivantaggio (12-16). Coach Caliendo lità.


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Quotidiano - 7 Febbraio 2012  

Quotidiano - 7 Febbraio 2012