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ANNO X - N° 5 - MERCOLEDÌ 8 GENNAIO 2014 - DISTRIBUZIONE GRATUITA Quotidiano del mattino - Registrato al Tribunale di Campobasso atto n. 03 del 21/03/2008 - Direttore Responsabile: Angelo Santagostino Rotostampa Molise sede legale: Sessano del Molise (Zona Industriale) Direttore Editoriale: Tommaso Di Domenico Tel.: 0874.698012 Fax: 0874.494461 E-mail Redazione Campobasso: redazione@lagazzettadelmolise.it E-mail: Amministrazione - Pubblicità: commerciale@lagazzettadelmolise.it Ufficio pubblicitario: Tel.: 0865.412094 - Cell.: 389.0563606 Stampa: Rotostampa Molise - Sessano del Molise (Z.I.) Il lunedì non siamo in distribuzione La collaborazione è gratuita

GIORNALE SATIRICO

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L’Oscar del giorno a Filoteo Di Sandro

L'Oscar del giorno lo assegniamo a Filoteo Di Sandro. E' riuscito a ridare un volto ad una destra che si era smarrita dopo la parentesi della chiusura di An. Questa volta ha puntato sui giovani non senza trascurare quanti, pure, si erano riconosciuti nei valori e nella visione di società di quella parte politica. Ora, con la composizione dei vertici dirigenziali del partito ha inteso rilanciare con forza le idee che avevano fatto parte del bagaglio politico di un'area ben definita. Dinanzi a tanti caroselli e valzer almeno si ha un quadro preciso.

Il Tapiro del giorno a Salvatore Ciocca

Il guardiano del foro di Tommaso Di Domenico

Scriviamo volentieri dell’ex Presidente del TAR Molise Goffredo Zaccardi. Mentre Telecom, Alitalia e Ansaldo rischiano di finire in mano estera per pochi spiccioli, il governo guidato da Enrico Letta pensa a garantire poltrone, aumenti di stipendio e prebende varie. Cosa fa, tra le altre cose, il ministro Flavio Zanonato (Pd)? Garantisce un aumento di stipendio al suo capo di gabinetto Goffredo Zaccardi. Questi, magistrato amministrativo, già capo di gabinetto di Pier Luigi Bersani, aveva lo stesso ruolo con il Ministro (PD) Zanonato.

Verso la fine del luglio scorso, però, si è dimesso quasi all'improvviso. E’ stato destinato, infatti, al Consiglio di giustizia amministrativa per la regione siciliana, in pratica il Consiglio di Stato dell'isola. Inutile notare che il passaggio comporta un aumento dello stipendio. Ora, prima di arrivare in Sicilia, come emerge dal curriculum, Zaccardi era un consigliere di Stato che dall'aprile del 2010 allo stesso mese del 2013 è assurto al rango di presidente del Tar Molise. Del resto anche dalla sua "Dichiarazione sostitutiva cumulativa" depositata al ministero (il documento in cui i funzionari di vertice chiariscono di non avere incompatibilità o condanne) viene fuori che al dicastero dello Sviluppo Zaccardi è in posizione di

Il Tapiro del giorno lo diamo a Salvatore Ciocca. Si era presentato come il baluardo del sistema della Protezione civile deciso a fare piazza pulita del passato. Dopo avere spazzato via i vertici sta riuscendo anche a mandare i precari a casa senza dire come sarà possibile rimpiazzarli e come, soprattutto, sarà possibile gestire la fase di ricostruzione nei comuni. Un sistema che sta cadendo a pezzi dopo avere conosciuto una fase organizzativa buona tanto da essere apprezzata in occasioni di eventi disastrosi in altre regioni.

"fuori ruolo", con un rapporto di lavoro subordinato presso il Consiglio di Stato e con la qualifica di presidente Tar.La dichiarazione è datata 9 luglio 2013 ed è firmata dallo stesso Zaccardi. Insomma, quando viene chiamato al ministero da Zanonato, il magistrato non è ancora presidente di sezione del Consiglio di Stato. Lo diventa non appena arriva in Sicilia. Ed era evidentemente questo lo scopo delle sue dimissioni: farsi promuovere presidente di sezione e incassare il corrispondente aumento di stipendio. Che Zaccardi sia transitato per il Consiglio di giustizia amministrativa della regione siciliana è anche confermato da un'ordinanza dello stesso organo datata 4 settembre 2013, firmata dal magistrato, relativa a una causa promossa dalla società Condotte contro il comune di Sant'Agata di Militello e altre società di costruzioni. SEGUE A PAGINA 3


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TAaglio lto

8 gennaio 2014

Annuncio choc del presidente facente funzioni della Regione Molise, Michele Petraroia:

“La pacchia è finita ” Chi si fosse illuso che il 2014 potesse essere l’anno della ripresa, seppure lenta e faticosa; che si fossero dischiusi spazi vitali alla politica (con le riforme elettorale e strutturali); che gli investimenti pubblici avessero dato una spinta allo sviluppo, ovvero alla ripresa economica, bene, chi si fosse illuso di tutto ciò, non ha fatto i conti con il pensiero e l’azione del presidente facente funzioni della Regione Molise, Michele Petraroia. La sua informazione ai molisani è una doccia gelata anche sul più velato, incerto, improbabile e tremebondo ottimismo. Prepariamoci al peggio, all’Annus horribilis per eccellenza, a riporre sentimenti di fiducia e di creatività. Ci aspettano eventi e situazioni al limite della catastrofe. Ad iniziare dal governo nazionale che, a parere di Petraroia, “evolverà in crisi aperta, ponendo termine ad una provvisorietà che non dispone più di una maggioranza. Le dimissioni del viceministro dell’Economia accelereranno questo epilogo col ritorno alle urne immediato o con la nascita di un nuovo Governo di scopo che traghetterà il paese alle elezioni per i primi mesi del 2015”. Ipse dixit. Con annessi scongiuri di Letta e compagni. Ad essere maggiormente colpito, comunque, sarebbe il Molise in quanto gli verrebbe meno una interlocuzione stabile, seria e concreta a livello nazionale, nonché gli verrebbero ulteriori guai alla sanità che – ci ricorda Petraroia - dal 29 luglio 2009 è gestita direttamente dal Tavolo Tecnico Nazionale; alla attivazione dei nuovi fondi europei 2014-2020, e alle misure urgenti e strutturali tese a far ripartire la crescita, aumentare l’occupazione e contrastare la povertà. Ma c’è dell’altro a rendere l’immediato futuro dei molisani un calvario. Innanzitutto, facciano i conti e si regolino di conseguenza con l’ipocrisia con cui si

sono accompagnati a Michele Iorio e alla politica del centrodestra fino a quando non sono assurti loro, i cantori del centrosinistra, alla ribalta del governo regionale. L’ipocrisia “di chi non ha capito o finge di non capire che una fase storica si è chiusa in via definitiva e non solo per una salutare alternanza di governo”. Ipse dixit. Per il presidente facente funzioni della Regione Molise tutto si può fare “fuorché replicare le politiche espansive finanziate con fondi pubblici”. Pertanto, Assindustria Molise così amica e sodale con i nuovi padroni del Molise, prenda nota e si rassegni. Glielo consiglia il presidente facente funzioni della Regione Molise, nonché storico sindacalista della Cgil. Avanti, dunque, con il disastro. Verso il quale il consiglio emotivamente più avvertito e partecipato del presidente facente funzioni della Regione Molise (Frattura, infatti, non parla, non esterna, non pontifica, non annuncia, non relaziona, non comunica, non certifica) è che “la pletora di soggetti cresciuti grazie alla greppia bonaria che distribuiva occupazione in cambio di clientele” metta l’anima in pace “per la banalissima ragione che nessun governo regionale potrà continuare a pagare con soldi che non ha, che non ci sono e che non arriveranno più”. La pacchia è finita. Per tutti. Tranne per loro, per i regionali, che, stante la crisi, portano a casa, netti, ogni mese, e per cinque anni, circa dodicimila euro. Dardo

Precari Molise Acque a casa L'intervento

La denuncia del sindacato Cisl. "Nulla di più sciagurato"

CAMPOBASSO. La CISL FP chiede un incontro urgente alla Presidenza e alla Direzione generale di Molise Acque per avere delle delucidazioni in merito agli atti di indirizzo alla base della delibera del consiglio di amministrazione numero 14 del 28/12/2013. "In questo momento di grande preoccupazione per l’intero sistema socio economico della Regione, il Molise, ancora una volta, vede in bilico il destino di alcuni lavoratori precari di Molise Acque che sono passati, secondo il suddetto deliberato, dalle 49 alle attuali 20 unità". Lo sostiene il segretario del sindacato, Carmine Iadovito. "Nulla di più

sciagurato, considerando il complesso sistema di gestione di Molise Acque che vede siti regionali ed extraregionali ai quali non si potrebbe più assicurare la copertura gestionale. A tal proposito il rappresentante della CISL Fp di Molise Acque chiede che venga istituito nell’immediatezza un tavolo tecnico concertativo affinché si possa divenire ad una soluzione che contempli gli interessi dei dipendenti che fino ad oggi hanno assicurato la continuità del servizio nonché gli interessi dell’intera collettività regionale. Tutela che potrebbe avere forti disservizi di imprecisabili ricadute".

Il Cobas denuncia la situazione dei precari. Ma chi gestirà la ricostruzione?

Protezione civile, via 210 lavoratori

CAMPOBASSO. Sono 210 i precari della Protezione civile che entro il mese andranno a casa. La denuncia viene dal sindacato dei Cobas a firma della segretaria Maria Luisa Di Bianco. E' la nuova gestione a prevedere la fuoriuscita di quanti hanno garantito, fino ad oggi, il funzionamento della struttura. La protezione civile in regione è completamente allo sfascio, i dipendenti non hanno più di-

rettive su cosa fare, quelli distaccati sui comuni non vengono nemmeno considerati tali, si parla solo di smantellamento con tante famiglie che a breve si ritroveranno in mezzo ad una strada. C'è stato chi ha provato più volte a suggerire possibili soluzioni, per esempio la costituzione di uffici comunali di protezione civile con il riassorbimento degli esuberi, ma non nessuno ha ritenuto ascoltare

le proposte formulate. Anzi, i proponenti non li hanno nemmeno ricevuti. Mentre, per intanto, dei 346 milioni quanto è effettivamente è arrivato? Quanti nuovi decreti di finanziamento sono stati firmati? Che passi avanti ha fatto la ricostruzione post sisma? E se andrà via il personale sui comuni chi gestirà le fasi di espletamento delle gare e delle procedure legate alla ricostruzione?


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Forza Italia, attesa per il coordinatore regionale TAaglio lto

8 gennaio 2013

Berlusconi sta per definire le nomine: oggi potrebbe toccare al Molise CAMPOBASSO. Continua l’organizzazione di Forza Italia sul territorio nazionale. Ieri il presidente Berlusconi a Roma a proceduto a nominare altri coordinatori regionali. In tutto, al momento, sono 14 le Regioni interessate. A Nord ci sono: Lombardia con Maria Stella Gelmini, Liguria con Sandro Biasotti, Valle d’Aosta dove è stato nominato Massimo Lattanzi. Ed ancora: in Friuli Venezia Giulia c’é Sandra Savino, Piemonte: Gilberto Pichetto, Emilia Romagna: Massimo Palmizio e il Veneto con Marco Marin. Le regioni del centro Italia che hanno un loro coordinatore regionale sono: Toscana con Massimo Parisi, in Lazio Claudio Fazzone e nelle Marche Remigio Ceroni. A Sud troviamo la Basilicata dove il nuovo coordinatore è Cosimo Latronico, Calabria con Jole Santelli, Campania dove c’è Domenico De Siano e in Sicilia con Vincenzo Gibiino. Mancano poche ore e il nodo potrebbe sciogliersi anche per il Molise dove i nomi messi in circolazione dalla stampa locale sono quelli di Maruizio Tiberio, Manuele Martelli, Annaelsa Tartaglione, Pierluigi Lepore. E poi ci sarebbero ancora Emanuela Guglielmi, Domenico Chiacchiari. Insomma, una rosa abbastanza vasta da cui al momento non è possibile indovinare. Né trapelano indiscrezioni su chi possa essere il coordinatore che traghetterà il partito verso le amministrative di Campobasso prima e le politiche poi. Il primo compito dei neo-coordinatori sarà, in accordo con il Presidente Nazionale, la costituzione di un Comitato di Presidenza Regionale costituito da altri tre Vice Presidenti che li affiancheranno nello svolgimento

delle loro funzioni. Secondo fonti attendibili ieri il presidente Iorio era a Roma per definire le ultime rifiniture in vista della scelta che spetterà al presidente Berlusconi. Intanto il popolo di centrodestra è in ansia per la decisione che, senza ombra di dubbio, getterà le basi per ricostruire

in Molise un partito forte capace di riunire tutto il popolo di centrodestra che dopo la sconfitta alle regionali e dopo il governo delle larghe intese a Roma sembra piuttosto smarrito e aspetta di ritrovarsi dietro una figura che dia credibilità e autorevolezza alla nuova Forza Italia.

Fratelli d'Italia, composto l'organigramma CAMPOBASSO. A poco più di un mese dall’ufficializzazione dell’incarico di guidare il partito a livello regionale, Filoteo Di Sandro presenta la squadra con la quale condividerà questa prima fase di attività politica. “L’abbiamo ripetuto più volte in questi mesi, l’intento era quello di riorganizzare un partito radicato sul territorio, partecipato, pieno di giovani e di persone pronte ad impegnarsi concretamente e con serietà per restituire dignità all’azione politica. La sfida lanciata a febbraio ed il risultato ottenuto allora hanno rappresentato un’importante punto di partenza che ci ha permesso, nel periodo appena trascorso, di affrontare, da un lato, con serenità le elezioni amministrative di Isernia e Venafro e, dall’altro, di concentrarci sulla riorganizzazione territoriale di Fratelli d’Italia“. Così il coordinatore regionale, Filoteo Di Sandro. “In questa prima fase, che vede i coordinamenti nominati fino alla successiva fase congressuale, abbiamo deciso di puntare sui giovani, sui volti nuovi e puliti del panorama politico regionale, guardando però anche al giusto connubio con l’esperienza.

Il guardiano del foro 1 A chiudere il cerchio, adesso spunta fuori che Zaccardi é tornato al ministero dello Sviluppo sempre come capo di gabinetto, ma con uno stipendio superiore a quello di partenza, a cui potrà cumulare, in base alla normativa vigente, un 25% CONTINUA DA PAGINA

in più e arrivare alla soglia dei 300 mila euro l'anno. Il curriculum, aggiornato sul sito al 19 settembre scorso, riporta testualmente che Zaccardi "attualmente è stato nominato presidente di sezione del consiglio di Stato". E’ mai possibile che solo in Molise non vale la

Ad affiancarmi in questa delicata fase saranno Costanzo della Porta, giovane avvocato e storico militante di area AN, da sempre impegnato nell’azione politica, che guiderà il coordinamento provinciale di Campobasso ed Alessandro Altopiedi, di area moderata, che si occuperà della Provincia di Isernia. La guida del movimento giovanile sarà affidata a Luisa Iannelli, anch’essa da tempo impegnata sul campo, specialmente con i più giovani, coadiuvata, nella provincia di Campobasso, dal giovane Marco Saluppo. Dobbiamo affrontare la delicata fase del tesseramento, giunta ormai a termine, poi saremo chiamati a scegliere il nostro segretario nazionale ed, a cascata, i nostri portavoce regionali e provinciali. Ma non è tutto, ci aspetta la dura battaglia per il Comune del Capoluogo Regionale dove cercheremo con forza di affermare la necessità di volti nuovi, di persone serie e capaci di affrontare una fase politica sempre più delicata, disponibili al dialogo ma pronti a correre con un proprio candidato“.

regola esistente che un dipendente pubblico, a maggior ragione se magistrato amministrativo, non solo sia ma che appaia anche, al di sopra delle parti? Possiamo immaginare al di là di ogni ragionevole dubbio che il dottor Zaccardi presidente del Tar già consigliere di Stato quindi di nomina politica non sia stato influenzato dal suo background culturale nella decisione di annullamento delle elezioni regionali 2011 in contrasto anche con quanto deciso dalla commissione elettorale presso la Corte d’Appello? L’altro dubbio va

oltre i tecnicismi giuridici e sentenze criticabili: i soldi pubblici, quindi anche nostri, erogati alla BIO.COM come sono stati utilizzati, chi li ha incassati, con chi, eventualmente, li hanno divisi, che cosa hanno prodotto? Morale ed etica politica imporrebbero di rispondere in modo chiaro e trasparente. Ma chiarezza e trasparenza sono categorie di valori; i nostri seguono disvalori che li, e ci, porteranno indietro nel tempo e nella Storia. Tommaso Di Domenico


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TAaglio lto

8 gennaio 2013

Gam, una soluzione mille dubbi Dopo che è stata fatta abortire la proposta per le cooperative restano in piedi i fantasmi per il futuro CAMPOBASSO. Sulla questione del possibile rilancio della Gam, dopo che è stata fatta abortire la proposta delle cooperative, lascia non pochi dubbi tra i lavoratori. Lo ha descritto bene "Informamolise" in un suo editoriale. "Rilancio del polo avicolo di Bojano? Non ce ne vogliano i diretti interessati ma a noi sta storia dei 30 milioni disponibili dalle casse europee francamente non ci convince. I fatti sono noti. Ferma la produzione, a casa tutti i dipendenti (tranne i dirigenti che continuano a dirigere non si bene cosa) la Gam di Bojano diventa un contenitore vuoto. Un contenitore, tra l'altro, di cui non è chiaro nemmeno chi sia il proprietario. Dopo anni di finanza creativa e di girandole societarie, infatti, non è chiaro di chi sia la proprietà delle mura, degli immobili di Bojano, gli unici che possono valere ancora qualcosa. Ma la Gam non ha nemmeno un marchio, visto che il marchio Arena (che ha ancora un suo appeal commerciale) è di proprietà di altre società, oggi in concordato preventivo al tribunale di Campobasso. Eppure in un incontro di inizio anno 2014 il presidente Frattura, con dirigenti regionali e il nuovo manager della Gam spiegano ai sindacati che il rilancio è cosa fatta. Che addirittura non servirà nemmeno il socio privato, dopo che si è dileguato il gruppo Avimecc, alla stessa stregua di quel famoso emiro che doveva comprare la Roma Calcio e che poi si rivelò essere un

ambulante di monili in un mercatino della capitale. Quindi, par di capire, creiamo una bella cooperativa di dipendenti Gam, li facciamo accedere ai fondi europei per circa 30 milioni di euro et voilà il gioco è fatto. D'altronde meno di 25/30 milioni di euro per far ripartire le macchine sono necessari. Gli impianti sono in una condizione penosa e sono obsoleti, perché nonostante le decine se non centinaia di milioni di euro che la Regione ha speso a Bojano non è stata fatta alcuna innovazione, nessuna manutenzione straordinaria e forse neanche quella ordinaria. Benissimo. Ma a questo punto spunta l'avvocato del diavolo. E dice: ma siamo proprio sicuri che l'Europa e i fondi strutturali stiano lì pronti a versare 30 milioni di euro per la rinascita del polo avicolo? Noi ricordiamo che per ottenere i fondi europei c'era una piccola clausola, chiamata cofinanziamento. Se vuoi i soldi ce li metti pure tu, altrimenti ciccia. E dove li prendono i soldi i lavoratori ex Gam messi in cooperativa? Li fornisce la Regione? Arriva un altro socio privato?. Boh. Punto due. L'Europa non finanzia progetti di aziende per quanto rilevanti solo per il fatto che mandano a casa tanti lavoratori, Innanzitutto finanzia solo le operazioni di investimento, mentre la nuova cooperativa avrebbe bisogno di cash (e tanto)

per far ripartire l'azienda, per le spese correnti non solo per rifare gli impianti. Poi gli stessi non devono rappresentare una artefatta minaccia alla concorrenza leale tra le aziende e non devono rappresentare illegittimi aiuti di stato. E voi l'immaginate i competitor di Bojano, player del calibro di Amadori o Aia, stare zitti e quieti mentre la Regione Molise fa versare dall'Europa 30 milioni di euro ad una cooperativa per vendere gli stessi prodotti, sugli stessi mercati su cui loro operano (con successo, va detto) da anni? Punto terzo e ultimo (ma ce ne sarebbero tanti altri): ma quanti fondi sono disponibili ancora nei fondi strutturali europei. Sono finiti i tempi dell'obiettivo 1, il Molise non ha la stessa riserva finanziaria che aveva dieci o quindici anni fa. Se togli 30 milioni di euro ai fondi strutturali (che hanno una programmazione di sei anni) praticamente ti sei bruciato quasi tutto il plafond disponibile, ammesso che ci sia ancora (penso che stiamo parlando della nuova programmazione 2014-2020, perché sulla vecchia le difficoltà sarebbero insormontabili). Insomma, e con tutto il rispetto, il piano attuale per il rilancio di Bojano sembra essere più che altro una presa per il pollo, un modo per mandare in cassa integrazione i lavoratori con qualche speranza in più. Un modo per prendere tempo, ma certo non una soluzione ragionevole".

L'intervento

Preoccupazione per le condizioni generali del Paese di Antonio D'Alessandro*

Per l'Italia è in un momento difficilissimo, complicato dal punto di vista sociale e occupazionale, per fare il punto su Poste che, essendo la più grande azienda di servizi del Paese, deve e può contribuire alla crescita in termini sociali e occupazionali. In questi ultimi mesi abbiamo effettuato profonde ristrutturazioni, abbiamo

fatto anche tagli dolorosi, però nel complesso della situazione nazionale la nostra Azienda è l'unica che al momento regge garantendo occupazione e salario reale. Il Molise è tra le regioni che vive una sofferenza maggiore del punto di vista dell'occupazione e della socialità, e noi riteniamo che Poste anche in questa regione si debba rilanciare se non per offrire nuove prospettive al-

meno per salvaguardare cioè che in questi anni abbiamo fatto. In questo periodo c'è molta preoccupazione tra i lavoratori, le condizioni generali del Paese non migliorano e in un contesto negativo anche un'Azienda di proprietà pubblica rischia moltissimo. La preoccupazione c'è anche perché una delle branche del nostro settore importante è quello della Corrispondenza che è in crisi in tutto il mondo e in Europa in modo particolare. Il mondo della comunicazione cambia, i mezzi tecnologici sostituiscono la posta tradizionale e questo per noi diventa un problema grosso anche dal punto di vista della tenuta occupazionale. È necessario, attraverso investimenti o nuove forme di lavoro che stiamo sperimentando e cioè il recapito dei pacchi Amazon in tutt'Italia, di poter rimpinguare quella rete che si sta dissanguando e che inevitabilmente dal punto di vista tecnologico sarà sop-

piantata, il problema della Corrispondenza che scompare per noi sarà negli anni a venire il vero problema con cui dovremmo fare i conti. Posso assicurare ai colleghi postali che, com’è accaduto in questi ultimi anni di crisi profonda, dell'Italia e dell'Europa, cercheremo di mantenere l'Azienda in piedi, ed anche per il 2014, in cui qualcuno intravede segnali di ripresa - ma ancora mancheranno lunghi anni per tornare nelle condizioni precedenti - prometto ai colleghi, il nostro impegno, il nostro sforzo perché all'interno di quest'Azienda, si possa vivere con tranquillità e con maggiore serenità. In linea con quella che è il nostro progetto nazionale e in simbiosi anche con le nostre regioni consorelle, Abruzzo e Puglia, ormai viaggiamo in sintonia anche come strategie sindacali per affrontare le problematiche difficili che in questo momento ci vedono impegnati in Azienda. * Segretario regionale Cisl Poste


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TAaglio lto

8 gennaio 2013

Il nuovo Piano operativo ospedaliero è l'ennesima frittata artatamente ideata

Sanità, manca il coraggio di agire CAMPOBASSO. Quali le prospettive del Sistema sanitario regionale? Come andare a costruire un percorso nuovo alla luce della confusione di questi ultimi mesi? Qualcuno si è posto questi interrogativi prima di rendere effettivo il Piano di riordino della sanità? Sicuramente no. Eppure, chi si occupa di cambiamento dal punto di vista teorico, così come il manager chiamato concretamente a gestire il cambiamento, sa quanto possa essere importante trovarsi di fronte ad un momento di crisi significativa. Perché dalla consapevolezza dell’esistenza di una crisi, dei rischi connessi, delle possibili conseguenze e dell’urgenza di dover affrontare alcuni nodi decisionali ed operativi, emerge la predisposizione a cambiare. Niente di tutto questo. Bisognerebbe, invece, partire dalla presa visione del problema nella sua intierezza per poter ripartire a costruire un'ossatura nuova del sistema. Un’occasione per ridefinire una visione di sistema, un’ambizione collettiva attorno a cui aggregare motiva-

zione, senso di appartenenza, identità con il sistema. Per fare ciò occorrerebbe usare il Piano di rientro non solo come documento tecnico per identificare colpevoli, capri espiatori e spazi di razionalizzazione (e razionamento), ma soprattutto come strumento di valorizzazione delle potenzialità, di prefigurazione di scenari a cui tendere. Da noi, invece, la politica ha preferito il terreno dello scontro, delle ripicche, delle accuse e delle denunce. Dimenticando il suo ruolo di proposta e di programma. Girando il ragionamento all’inverso: occorreva cambiare non per risolvere tanti problemi, pur veri, ma soprattutto per ambire a costruire un servizio regionale sanitario moderno, efficiente, innovativo. Può sembrare una questione di lana caprina, ma non lo è se consideriamo quanto sia importante nella motivazione delle persone la comprensione e la condivisione della ragione per cui vale la pena lavorare, impegnarsi al di là dei propri interessi individuali e di gruppo. Era poi anche l’occasione per delineare alcune grandi strategie direzionali di medio-lungo periodo quali sche-

letro della visione futura del Servizio regionale. Il canovaccio di fondo, invece, è rimasto quello dell’approccio razionale-burocratico al cambiamento, fatto da un pensiero normativo scollegato dalla diretta valutazione della azionabilità dei cambiamenti prefigurati, almeno stante le non mutate condizioni di scarsa coesione politica e capacità gestionale del sistema. Ed ecco la nascita dell'ennesimo pateracchio.

Nomine all’Asrem: il ruolo di Niro e Patriciello

A proposito della nomina firmata dal direttore Lastoria a favore di Florindo Magnifico con un co.co.co di 81mila euro, sono arrivate segnalazioni che tendono ad evidenziare il ruolo di due esponenti politici che avrebbero in qualche modo dato il proprio assenso alla scelta dell’assessorato alla Sanità retto da Paolo di Laura Frattura. Si tratterebbe di Vincenzo Niro, il presidente del Consiglio regionale, che ha visto candidato nelle fila dell’Udeur alle regionali 2011 il dottor Magnifico. E il nome di Aldo Patriciello, alla cui famiglia fa capo l’istituto di Neuromed di Pozzilli che annovera tra i propri collaboratori anche il nominativo che ha ricevuto l’incarico. Se così fosse, assodata l’indiscussa professionalità del dottor Magnifico, dovrà prendersi atto che con il nuovo governo regionali mutano i soggetti ma il modus operandi per le scelte passa attraverso quella metologia sempre criticata dal centrosinistra.

Solo tagli e nessuna prospettiva L'intervento

di Tecla Boccardo*

E’ proprio il caso di dire che è arrivato il “PACCO” di fine anno per la sanità Molisana. Peccato che oltre alle premesse, non ci sono contenuti che migliorano la qualità dell’offerta sanitaria Molisana. Mi riferisco al Piano di riorganizzazione Aziendale prodotto dall’ASREM e trasmesso alle Organizzazioni sindacali il 30 dicembre che non poche polemiche ed allarmismi ha generato, un atto che promana dalla sola ASREM e ad oggi non conosciamo il propedeutico atto di indirizzo della struttura Commissariale né se esiste. Riteniamo però che l’esigenza di riorganizzazione non può passare né attraverso uno “Piano-scoop di fine anno” che non passi attraverso il confronto vero con i territori e le parti sociali coinvolte né l’esigenza di ridurre il deficit può essere attuata a danno del diritto universale di tutela della salute del cittadino molisano o che penalizzi alcuni territori come quello basso Moli-

sano che considerato il bacino d’utenza è già carente di posti letto e inoltre privo di strutture private accreditate. Non servono Piani per i tagli, ma, una “buona spesa pubblica, tagli alla spesa inappropriata e a tutte quelle strutture e sovrastrutture” che nessun contributo utile fin’ora hanno dato ad un’offerta sanitaria di qualità. Che fine ha fatto la struttura Commissariale che ha un ruolo di responsabilità nella stesura del Piano operativo e dell’atto aziendale? Negli ultimi tempi si assiste, purtroppo, ad un lavoro autonomo e disgiunto tra struttura commissariale e direzione ASREM che di fatto ha prodotto un mix poco virtuoso in termini di risultati positivi per la sanità Molisana, a discapito del cittadino, infatti, per ridurre il disavanzo il risultato è stato: l’aumento dell’addizionale IRPEF portandolo dallo 0,50 al 2,03%, l’introduzione del super ticket di €10,00 oltre ad altri 4,00 euro per tutti i pacchetti ambulatoriali,tutto questo però non ha migliorato l’offerta sanitaria,

non ha ridotto le liste d’attesa anzi ha reso economicamente più vantaggioso il ricorso alle strutture private o alle strutture fuori regione incrementando la mobilità passiva. Oggi con il Piano proposto dalla struttura ASREM più che rispondere in modo appropriato ai bisogni di cura e di salute utilizzando in maniera razionale le risorse a disposizione, cancella posti di lavoro, penalizza interi territori, non si attivano servizi d’eccellenza ma si smembrano attività efficienti con probabile incremento della mobilità passiva. La UIL ritiene che se non si interviene sulle cause strutturali dell’inefficienza, non si inciderà nè sulla qualità del servizio né su un risparmio vero. Pertanto la UIL Fpl torna a chiedere alla struttura commissariale nella persona e alla direzione ASREM alla quale ha inviato già una nota nei giorni scorsi, l’apertura di un tavolo di confronto per riscrivere, un vero PATTO PER LA SALUTE, attraverso un percorso di demo-

crazia partecipata, coinvolgendo le Organizzazioni Sindacali e le Comunità locali per riorganizzare e motivare le future scelte dell’offerta sanitaria, partendo dalla prevenzione e passando per l’integrazione socio sanitaria, i servizi territoriali e l’assistenza domiciliare integrata. Sottolinea inoltre che se fino ad oggi il sistema sanitario ha in parte retto è stato solo grazie all’abnegazione, al sacrificio e al senso di responsabilità degli operatori sanitari, molti dei quali ancora precari, che di fatto hanno garantito l’assistenza al malato in un sistema gravemente MALATO. Il percorso è certamente complesso ma ora all’accordo devono seguire atti concreti e quindi l’impegno della Regione Molise e del Commissario ad acta, che auspichiamo ci sarà, per la definizione di un percorso che possa dare certezza al lavoro e qualità alla Sanità Molisana”. Così il Segretario Regionale UIL FPL sanità . * *Segretaria Uil Funzione pubblica


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Campobasso

8 gennaio 2014

Continuano gli incontri con l’associazione Adoc Molise per stabilire la strategia da mettere in atto contro l’amministrazione.

Ici zone Lucarino, i residenti delle contrade non mollano e preparano i ricorsi I residenti delle contrade non mollano e preparano i ricorsi per evitare di pagare l’Ici riferita al 2007 e 2008. Dopo il putiferio prenatalizio dovuto alla partecipazione dei cittadini al Consiglio comunale interamente dedicato alla tassazione Ici sulle zone ricadenti nella perimetrazione Lucarino, i cittadini non si sono accontentati del risultato, seppur positivo, portato a casa. L’assise civica si è conclusa, infatti, con l’approvazione all’unanimità di un ordine del giorno che impegnava l’amministrazione a sospendere l’efficacia degli avvisi di pagamento inviati dal Comune. Ma, ad oggi, l’atto di indirizzo politico non è stato concretizzato cioè, in altre parole, il sindaco non ha dato seguito al provvedimento e

quindi i termini per il pagamento restano quelli stabiliti dalla legge, 60 giorni dalla notifica. I cittadini sapevano che le cose sarebbero andate così, fin dal primo momento non si sono fidati dell’amministrazione comunale e per questo hanno continuato ad organizzare incontri con l’associazione dei consumatori Adoc Molise e con diversi legali che stanno seguendo i vari casi grazie anche alla mediazione del consigliere Michele Coralbo. La proposta dell’assessore al Bilancio Donato Toma di allungare i tempi del ricorso presentando la richiesta di accertamento con adesione non è piaciuta alla maggior parte dei cittadini che preferiscono procedere con il ricorso, far analizzare i casi singolarmente per valutare l’op-

portunità di chiedere l’annullamento, la cancellazione o la rivisitazione delle somme. “La struttura urbanistica del Comune - commenta Coralbo - continua a non dialogare con quella finanziaria ed ancora non viene emessa la tabella di valutazione dei prezzi, vista l’inerzia del Comune i cittadini hanno deciso di procedere legalmente e non è escluso che laddove ci siano i presupposti, sarà richiesto al Comune il risarcimento danni per i mancati utili derivanti da compravendite drogate da certificati di destinazione urbanistica che fino al dicembre del 2009 e all’inizio del 2010 facevano risultare quelle zone come aree agricole”. Teresa Manara

Presepi al museo Cena con i poveri, vince la solidarietà dei Misteri, mostra Plauso all'iniziativa della Comunità parrocchiale aperta fino a sabato di San Giovanni Battista a Campobasso Prorogata fino a sabato 11 la mostra dei Presepi al Museo dei Misteri di Campobasso Sta riscuotendo un buon successo di pubblico con oltre 4000 visitatori, la mostra Presepi al Museo “a mio padre Cosmo” di Giovanni Teberino al Museo dei Misteri di Campobasso. Sarà possibile visitare la mostra fino a sabato 11 gennaio dalle alle 19.30 nei giorni feriali, mentre nei festivi dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 16.00 alle 19.30, Lodevole l’operato dell’Associazione Misteri e Tradizioni, che anche quest’anno ha aperto il Museo durante tutte le festività natalizie senza ricevere nessun contributo pubblico, dando così l’opportunità ai tanti visitatori non solo di ammirare i Presepi ma anche una delle tradizioni più antiche e meravigliose non solo di Campobasso ma dell’intero Molise, i Misteri di Campobasso.

CAMPOBASSO. La Comunità parrocchiale dei frati minori di S. Giovanni Battista di Campobasso, in collaborazione con il consiglio parrocchiale e con i vari gruppi che operano presso la parrocchia ha promosso, anche quest’anno, nell’ambito delle attività collegate alle festività natalizie, la “cena di solidarietà” con gli indigenti della città, segnalati dalle parrocchie del capoluogo, giunta alla V^ edizione. Alla iniziativa, forte-

mente voluta dalla fraternità, svoltasi nella serata di domenica scorsa, hanno partecipato numerosi gruppi e singoli cittadini, accompagnati dai volontari delle caritas parrocchiali. Alla suggestiva manifestazione, svoltasi quest'anno in una tenda messa a disposizione dalla Protezione civile regionale, posta dinanzi al convento omonimo, retto dai frati minori della provincia monastica di Puglia e Molise, ha preso parte anche il Sindaco, Gino Di Bartolomeo, che ha portato il saluto della intera città a tutti i partecipanti. Presente anche padre Antonio D'Orsi, parroco e guardiano del convento S.Maria delle Grazie di Sannicandro Garganico, già vice parroco e responsabile Caritas di San Giovanni Battista, ideatore del significativo appuntamento che, come detto, si ripete da cinque anni a questa parte, per la felicità del Parroco p.Roberto e per la soddisfazione dei tanti volontari che prestano la loro collaborazione per la buona riuscita della manifestazione. Manifestazione che vuole, per una serata, far dimenticare ai “poveri” il loro stato di precarietà economica e i loro assilli esistenziali quotidiani. Oltre cento persone hanno trascorso piacevoli momenti, accompagnati dalla splendida esibizione di un gruppo musicale composto da elementi che frequentano la parrocchia, alla insegna dell'allegria e della fratellanza, vivendo attimi di autentica comunione, preceduti dalla celebrazione eucaristica, nel corso della quale p.Roberto ha inteso ringraziare tutta la città di Campobasso per la sua generosità. La cena, infatti, viene resa possibile grazie soprattutto al contributo degli esercizi commerciali e degli operatori economici, oltre che, beninteso, dallo sforzo della parrocchia stessa. Ieri sera, invece, 6 gennaio, giorno dell'Epifania, c'è stato l'arrivo dei Magi, al termine della Santa Messa, che hanno fatto rivivere, anche grazie al presepe vivente, allestito dalla Pia Unione San Giovanni, lo straordinario evento di oltre duemila anni fa. Anche queste due ulteriori “proposte” hanno fatto registrare notevole successo di partecipazione e di consenso, a testimonianza della vitalità che anima la parrocchia nella realizzazione delle proprie attività. Attività che avranno il loro epilogo, per queste festività natalizie, domenica prossima, 12 gennaio, in serata, dopo la celebrazione della santa messa delle ore 18,30, con la premiazione dei vincitori della mostra-concorso “Piccoli presepi” , con un concerto che si terrà in Chiesa e con la estrazione dei biglietti vincenti della lotteria di beneficenza a favore del restauro di una Pala d'altare della Chiesa stessa.


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Campobasso

8 gennaio 2014

Il cambio delle colonnine del parcheggio a pagamento promesso e non mantenuto.

Come farsi prendere in giro senza muovere foglia!

A che titolo, con quale supporto analitico, con quale certezza di miglioramento è stato ritenuto necessario esternalizzare la gestione dei parcheggi?

Figuraccia (e non è una novità) per gli assessori comunali di Campobasso Toma e Cefaratti resisi garanti, con eccesso d’ottimismo e di credulità, del cambio sistematico e totale delle colonnine per l’emissione del tiket per il parcheggio a pagamento da parte della ditta AJ Mobilità srl che per aggiudicarsi l’appalto aveva inserito tra i vantaggi che avrebbe assicurato all’amministrazione di Palazzo san Giorgio proprio il rinnovamento di quegli impianti. Così come aveva assicurato che avrebbe mantenuto perfettamente in regola le strisce blu degli stalli, migliorato e professionalizzato la dotazione organica. Passano gli anni dalla aggiudicazione e siamo ancora qui a denunciare ciò che doveva essere realizzato e non l’è stato. L’amministrazione si sta accontentando d’incassare il minimo garantito che, se non erriamo, è di poco superiore al minimo che garantiva il gestore molisano precedente. Una storia, questa delle strisce blu, che annovera una serie di incongruenze a partire dalla nascita; dall’aver aver dato in gestione in via sperimentale (Sic! –nd) all’Aci per cinque anni la gestione delle aree a pagamento, per poi rinnovarla sulla stessa base, per passare quindi all’appalto del servizio che, come diciamo, si va consumando con evidenti carenze contrattuali, a vantaggio dell’aggiudicatario. Che, a quanto sembra, dicono, sia stato particolarmente abile nel formulare l’offerta e la relativa interpretazione. Ciò è vero, in quanto l’assessore Toma ci ha lavorato sul contratto, e ci lavora ancora, per capire quali possono essere i margini da recuperare a favore dell’amministrazione quantomeno per una gestione del parcheggio che sia efficiente e adeguatamente organizzata, nonché per

stabilire su basi contabili ineccepibili quanto incassa la società e quanto spende. Fin qui, però, non ha cavato il ragno dal buco. Cioè, non ha ottenuto niente. Soprattutto, non ha ottenuto la installazione delle colonnine che, con il collega Cefaratti, aveva promesso sarebbero state installate nel giro di un mese, a partire da metà ottobre. C’è da dire che la società ne ha installate un paio: una in Via Verdone, di fronte al Distretto militare, e una a Villetta Flora. Entrambe paiono essere colonnine già utilizzate, ovvero non nuove di zecca. Il che, dovesse corrispondere tecnicamente al vero, starebbe a significare che la società installerebbe a Campobasso colonnine utilizzate altrove e, quindi, riciclate. D’altronde, ad un’amministrazione che tollera che i contratti con le società esterne che gestiscono luce, gas, cimitero, depurazione, raccolta dei rifiuti e parcheggio non vengano passati sistematicamente al setaccio delle verifiche, si possono tranquillamente rifilare colonnine utilizzate altrove fatte passare per nuove. Sicché il

Bomba o non bomba–il Molise se non c’è un inversione di rotta potrebbe scoppiare di Massimo Dalla Torre Allarme in Regione: "C'è una bomba di tritolo radiocomandata". Bonifiche in tutte le sedi. Uffici evacuati, anzi interdetti a tutti fino a metà mattinata. Questo e’, il titolo di un blog che riporta in parte i fatti che hanno scosso il primo giorno dopo le festività natalizie nella sonnacchiosa ventesima regione d’Italia. Fatto che ha messo a soqquadro l’intero parterre non solo politico che rende evidente, qualora fosse necessaria una conferma, come gli animi sono esacerbati e la tranquillità è un optional a tutti gli effetti. Una situazione che fin dai primi concitati momenti dell’episodio che, fortunatamente si è rivelato una bufala, vede ancora una volta il Molise in cronaca nazionale il quale, causa distonie di cui bisogna capire il perché, anche se lo immaginiamo, da molti mesi è testimonio di continue fibrillazioni che rendono l’ambiente elettrico e non certamente tranquillo; obiettivo che era stato prefissato sia in campagna elettorale ma anche il giorno stesso dell’apertura delle urne poi dissolto come un’enorme bolla di sapone. Mentre ci s’interroga sulle possibili conseguenze che potrebbero scaturire da un episodio simile molti interrogativi, si affastellano nella mente della gente, tant’è che qualcuno ha detto aperta-

mente e a voce non troppo bassa “sono cose che prima o poi dovevamo aspettarci”. Considerazioni che lasciano con l’amaro in bocca perché evidenziano come il Molise presenta moltissime criticità che difficilmente possono essere risolte, perché le soluzioni sono utopiche se non addirittura impossibili da praticare. Carenza di lavoro, disoccupazione, licenziamenti, altalenate andamento dell’economia ma soprattutto promesse non mantenute. Questi sono, alcuni dei perni su cui poggia il dissolvimento dell’identità Molise.Terra che ora più che mai non offre certezze anzi le allontana forse a causa di cose a noi sconosciute. Cose che invece necessitano una netta inversione di rotta perché le linee guida dettate non sono propriamente adeguate alle necessità dei molisani che, se la vogliamo dire tutta, non hanno alcuna necessità di rifarsi una “verginità” né morale né materiale, perché gli stereotipisti ma soprattutto i modelli esportati da altre realtà hanno pochissimo valore. Un non valore che fa si che lo slogan pubblicitario “basta poco che c’vo’” possa essere la soluzione per amministrare un territorio in cui 320 mila molisani sono i vettori della rinascita che oggi purtroppo si paga a carissimo prezzo e che ci vede un semplice corridoio di passaggio per raggiungere altre realtà meno produttive della nostra.

cittadino campobassano deve assistere a impegni contrattuali lasciati inopinatamente passare in cavalleria, indotto a chiedere e a chiedersi perché mai questa

forma di compiacenza nei confronti delle ditte e società aggiudicatarie dei servizi comunali. Diventa impellente pertanto porsi l’interrogativo: a che titolo, con quale supporto analitico, con quale certezza di miglioramento è stato ritenuto necessario esternalizzare la gestione dei parcheggi? E giacché ci siamo, diventa impellente chiedere agli assessori Toma e Cefaratti se non spetti alla AJ Mobilità srl pagare la tassa sui rifiuti, come pare sia tenuta dalle ultime, recenti, disposizioni di legge. A meno che anche questo onere, come gli altri, debba rientrare nella sfera autarchica della tolleranza. Per estensione s’è indotti a credere che, in assenza di controlli, questi tipi di vantaggi li godano tutte le altre concessionarie. Il bilancio municipale non a caso è al limite del collasso. Dardo

Cefaratti fa le scarpe a Big Gino L'assessore ai Trasporti pronto a scavalcare il Sindaco dopo essere stato in Giunta per quattro e anni e mezzo condividendone le scelte CAMPOBASSO. La politica, a volte, è strana. L'assessore ai Trasporti del Comune di Campobasso, Nicola Cefaratti, dopo essere stato in Giunta per quattro e anni e mezzo vorrebbe prendere il posto di Gino Di Bartolomeo. Eppure, fino a questo momento, ne ha pienamente condiviso le scelte programmatiche e continua a farlo visto e considerato che è ancora un membro di Giunta. Come si fa, allora, a pensare di potere scavalcare chi, pure, pensa di ricandidarsi alla carica di primo cittadino? Eppure, Cefaratti, di tempo ne avuto per dimostrare le cose che aveva intenzione di fare. Al contrario, i trasporti sono ridotti assai male per non dire del caos che regna nel sistema mobilità. Nelle ultime settimane Nicola Cefaratti ha dimostrato un certo impegno solo nella realizzazione di una serie di rotonde sparse per la città. Un attivismo registrato solo in prossimità delle elezioni e null'altro. E nei quattro anni e mezzo trascorsi a Palazzo San Giorgio non ha brillato per nessun piano o proposito progettuale finendo con l'appiattirsi sulle non scelte dell'amministrazione. Che oggi, invece, vorrebbe rinnegare.


ISERNIA

ANNO X - N° 5 - MERCOLEDÌ 8 GENNAIO 2014 - DISTRIBUZIONE GRATUITA

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Isernia

8 gennaio 2014

“Frattura, Isernia non ce la fa” Il Comune pentro scrive alla Regione Molise per aprire una vertenza per la città ISERNIA. Sarà presto aperta la “Vertenza Isernia”. Lo farà l’amministrazione comunale del capoluogo pentro nei confronti della Regione Molise. Il proposito è nato da una istanza dell’assessore ai lavori pubblici del Comune di Isernia, Luciano Sposato, che ha sollecitato in tal senso il sindaco Luigi Brasiello nel corso della conferenza stampa di fine anno, tenuta a palazzo San Francesco lo scorso 31 dicembre, alla presenza dell’intera giunta e del presidente del consiglio comunale. Sposato, davanti ai giornalisti, ha chiesto a Brasiello un preciso impegno per quella che lui ha definito “la Vertenza Isernia”. «Occorre che la Regione Molise – ha affermato Sposato – riconosca il ruolo di Isernia, come città e come ambito provinciale. Attualmente ci sentiamo rappresentati in modo marginale, con una iniqua forza regionale e con ottiche territoriali che ci penaliz-

zano. Chiedo, pertanto, al sindaco di attivarsi immediatamente, già nei primi giorni di gennaio, per aprire un tavolo di confronto con la Regione Molise. Un tavolo al quale invitare le istituzioni, i parlamentari, le forze sociali, i partiti e le associazioni. Bisogna che il presidente Di Laura Frattura si renda conto che così non si può andare avanti. La nostra vicinanza alla giunta regionale è immutata, ma bisogna che si riconosca che la provincia isernina, avendo un terzo degli abitanti del Molise, deve essere rappresentata a palazzo Moffa da un terzo dei consiglieri [che in totale sono venti] e non certo con gli attuali due. In attesa di modificare la legge elettorale regionale, si dovrebbe quanto meno trovare, senza indugio alcuno, il modo di rispettare la ripartizione quantificata dall’attuale normativa, che prevede quattro candidature per la circoscrizione isernina e,

quindi, quattro consiglieri regionali. Invece, ne abbiamo solo due. Una rappresentanza ampiamente ingiusta e penalizzante. Siamo stati dimezzati senza che nessuno se ne preoccupasse davvero. Frattura ponga immediato rimedio a questa situazione.

Coldiretti, potenziare il controllo dei pascoli La denuncia: troppe aggressioni dei selvatici alle pecore in alpeggio ISERNIA - Anche in Molise, rileva la coldiretti i lupi hanno ucciso molti capi di pecore, stimando che in tutta Italia nel solo 2013 il fenomeno abbia riguardato circa 3mila pecore, ma anche capre, puledri, vitelli e mucche al pascolo. E’ quanto afferma la Coldiretti sottolineando che la presenza di animali selvatici, dai lupi ai cinghiali, sta mettendo a rischio la presenza e il lavoro dell’uomo in molte aree interne del paese. Dal Piemonte all’Emilia Romagna, dall’Abruzzo alle Marche, dal Lazio al Molise fino alla Toscana e in molte altre regioni si moltiplicano segnalazioni di attacchi a greggi e mandrie al pascolo. E’ da tener presente che agli animali uccisi si aggiungono i danni indotti dallo spavento e dallo stato di stress provocato dagli assalti, che in conseguenza degli attacchi si registra nel bestiame sopravvissuto uno stato fisiologico di ridotta produzione di latte e aborti. Si è passati da un periodo nel quale il lupo risultava essere una specie presso-

chè scomparsa in molte aree del paese, ad un attuale fenomeno di ricomparsa anche in molte zone in cui non era più presente da circa un secolo a seguito degli interventi di ripopolamento da far stimare che attualmente la presenza del lupo è ben oltre il migliaio di animali sul territorio nazionale. La presenza di branchi di lupi sta scoraggiando in molte aree l’attività di allevamento mettendo a rischio anche il tradizionale trasferimento degli animali in alpeggio che, oltre ad essere una risorsa fondamentale per l’economia montana, rappresenta anche - sottolinea la Coldiretti - un modo per valorizzare il territorio e le tradizioni culturali che lo caratterizzano. Con il ritorno del lupo il lavoro dei pastori è però notevolmente cambiato divenendo sempre più complesso e oneroso e stravolgendo le abitudini di una pratica storica. Non è infatti più possibile - precisa la Coldiretti - lasciare gli animali in alpeggio allo stato brado, impiegando il tempo in tutte le altre atti-

vità che caratterizzano il lavoro in montagna, dalla lavorazione del latte alla fienagione. Negli ultimi anni si è infatti reso necessario un continuo vigilare su greggi e mandrie, al fine di proteggerle da attacchi di lupi e cani randagi poiché recinzioni e cani da pastori spesso non sono stati sufficienti per scongiurare il pericolo. Considerato il crescente aumento del fenomeno, si appaleserebbe necessario – continua la Coldiretti – rivedere il sistema di accertamento e risarcimento dei danni affinché oltre a garantire un completo reintegro della perdita di reddito per l’agricoltore siano coperti non solo i danni da lupo, ma anche quelli causati da cani inselvatichiti nonché quelli indiretti per aborti e cali di produzione; prevedere un sistema di misure di prevenzione dei danni incentivando le imprese agricole con un adeguato regime di sostegno; costituire delle ronde con volontari che collaborino con i pastori e gli allevatori nella sorveglianza; un maggior impegno nella lotta al randagismo. Ricordando che il lupo è una specie protetta dalla normativa europea si rende indispensabile trovare un giusto equilibrio perché questa convivenza forzata tra l’animale e l’uomo non porti all’abbandono dell’attività di allevamento. Non sarebbero solo gli allevatori a perderci, ma l’intera comunità poiché - conclude la Coldiretti - i pastori attraverso la loro opera conservano e valorizzano la montagna e le sue tradizioni.

Campobasso “fagocita” tutto e Isernia è abbandonata a un destino di progressiva obliterazione identitaria, sociale ed economica, sotto la pressione d’una grave crisi che attanaglia ogni settore». Brasiello ha subito accolto l’invito di Sposato, impegnandosi ad atti-

vare nei prossimi giorni un tavolo di confronto. «La Vertenza Isernia non può aspettare – ha detto il sindaco. – Bisogna che la Regione Molise chiarisca, in modo urgente e inequivocabile, cosa intende fare di questa città e di questa provincia».

Carovilli, rinnovate le cariche della Società Operaia Confermati Angelo Di Ianni, Presidente, e Antonio Putaturo, Vicepresidente CAROVILLI. La Società Operaia di Mutuo Soccorso di Carovilli, l’antico sodalizio che il prossimo 9 gennaio compirà 127 anni e che può vantare ben 300 Soci iscritti, a conferma dell’affetto che i carovillesi nutrono nei confronti di questo antico sodalizio, come previsto dallo Statuto rinnovato proprio dall'Assemblea straordinaria dell'agosto scorso e dalla tradizione consolidata, ha provveduto al rinnovo di alcune cariche sociali giunte a scadenza. L'Assemblea indetta per eleggere quattro Consiglieri ha confermato nell'incarico: Antonio Putaturo, Raffaele Canciello, Giuseppe Conti e Luciano Scarpitti. Nel successivo Consiglio di Amministrazione si è proceduto alla elezione dei vertici sociali: Presidente è stato confermato Angelo Di Ianni, Vicepresidente è stato rieletto Antonio Putaturo, mentre per il ruolo di Cassiere, a seguito delle dimissioni di Stefano Carano, che svolgeva brillantemente l'incarico da quasi un ventennio, è stato nominato Stefano Falasca che, per ricoprire il ruolo, si è dimesso da consigliere.Il Consiglio ha inoltre deciso di ordinare uno stendardo di cui la Società Operaia è tuttora priva, e di far rivitalizzare la bandiera che appare un po' usurata dai tanti anni di esposizione.È sbalorditiva la vitalità che ogni anno dimostra questo antico sodalizio che a

quanto pare è capace di rinnovarsi continuamente e trovare le energie per organizzare attività molto gradite all'intera popolazione di Carovilli. Nel corso delle passate festività natalizie i responsabili della Società hanno dato vita ad alcune significative manifestazioni con l’intenzione di raccogliere delle somme da destinare a scopi benefici. Si sono attivati per organizzare una pesca di beneficienza che ha reso possibile la raccolta di una congrua somma che sarà versata all’AIRC (Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro).Come ogni anno, soprattutto i giovani hanno fatto la fila per pescare il “biglietto buono” per ottenere un premio desiderato, sapendo, comunque, di contribuire ad un lodevole scopo benefico. Ed è stato ammirevole che molte persone e società abbiano volentieri messo in palio oggetti o prodotti di buon valore proprio con lo spirito di partecipare ad una “gara” di solidarietà. Nel rispetto della tradizione sono poi state organizzate tre tombolate che hanno avuto grandissimo successo e larga partecipazione. Le più ricche avevano come premio importante un televisore a led di 32 pollici, i tanto apprezzati prodotti dell'elettronica e perfino una macchinina elettrica che è stata la "Befana" a sorpresa di una bambina.


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Termoli

8 gennaio 2014

Ex lavanderia Gilda, condannati i titolari Dovranno restituire 3milioni e mezzo di euro. La sentenza della Corte dei conti TERMOLI - La Corte dei conti del Molise, con una propria rececente sentenza, ha condannato T.G.e M.G., rispettivamente amministratore e rappresentante legale della ex Gilda Lavanderia Industriale Sas, azienda del nucleo industriale di Termoli, a restituire 3 milioni e mezzo di euro per aver ottenuto dal Ministero, in modo ritenuto irregolare, un finanziamento di 6.848.118.000 lire. La vicenda ha avuto inizio nel 1996 quando i due rappresentanti dell’azienda presentaro al Ministero dell’Artigianato domanda per ricevere fondi grazie alle agevolazioni previste dalla legge 488 del 1992,

ottenendo un finanziamento di 6.848.118.000 lire. Denaro che sarebbe dovuto servire ad ampliare l’azienda e per l’acquisto di nuovi macchinari. La Guardia di Finanza di Campobasso però volle vederci chiaro del come quei soldi erano stati impiegati e iniziò degli accertamenti e constatò irregolarità e presunte false fatturazioni. A distanza di anni o giudici della Corte dei conti del Molise hanno approvato la tesi della Procura condannando l’amministratore e il rappresentante legale a restituire in solido l’intera somma ottenuta dal Ministero quale finanziamento.

Radon alla scuola di via Tremiti, Monaco chiede chiarezza

TERMOLI - Il caso della presenza di gas Radon nella scuola di Via Tremiti potrebbe terminare all’attenzione della Procura della Repubblica di Larino. A farlo trapelare è il consigliere regionale Filippo Monaco il

quale per avere notizie certe ha presentato una nota all’Agenzia regionale per la Protezione Ambientale, l’Arpa Molise. “Le verifiche effettuate dall’Arpa Molise in uno sgabuzzino della scuola di Via Tremiti

hanno evidenziato che i valori elativi alla presenza di gas radon superano di circa il doppio il livello di riferimento fissato dalla legge. La stessa Agenzia ci informa che i dati relativi alla presenza di radon nelle classi saranno disponibili solo a primavera. Dal momento che la faccenda desta qualche sospetto, ho chiesto di sapere la data esatta in cui l’Agenzia ha avviato le verifiche in modo da capire se effettivamente c’era chi sapeva ma ha taciuto, mandando ugualmente i bambini a scuola, prima quindi che il caso esplodesse. ale “disattenzione” e il perché si è fatto finta di non sapere, mettendo a rischio la vita di piccole creature oltre che dell’intero personale scolastico”.

Corso somministrazione alimenti e bevande ed alimentarista TERMOLI - L'Associazione Commercianti Molise aderente Confesercenti informa che sono aperte le iscrizioni per un corso per ottenere le qualifiche di "Somministrazione Alimenti e Bevande ed Alimentarista" autorizzato dalla Regione Molise. Il corso avrà inizio il 3 febbraio e le iscrizioni sono aperte fino al 21 gennaio o ad esaurimento degli ultimi 8 posti a disposizione. Le suddette qualifiche sono un requisito necessario per coloro che intendono aprire attività nel settore della "Somministrazione Alimenti e Bevande"

come pub, ristoranti, bar, pizzerie ecc. e nel settore del "Commercio alimentare" come market, pescherie, macellerie, frutta e verdura ecc. Il corso, che si svolgerà a Termoli, ha la durata di 120 ore, al termine delle quali, per il conseguimento delle qualifiche, si sosterrà un esame dinanzi ad una commissione nominata dalla Regione Molise, Assessorato alla Formazione Professionale. Per informazioni ed iscrizioni è possibile consultare il sito web www.corsi-

pizzaiolo.info o recarsi presso la sede dell'Associazione Commercianti Molise aderente Confesercenti in Via Cavour, 9 a Termoli zona stazione ferroviaria al telefono 0875.706044.

Notizie in breve TERMOLI - Due persone sono rimaste ferite, per fortuna non in modo grave, a seguito di un incidente stradale avvenuto lungo vian Corsica. Due autovetture si sono tamponate e i conducenti sono rimasti contusi e hanno fatto ricorso alle cure dei medici del Pronto Soccorso dell’ospedale San Timoteo. Sul posto dell’incidente sono intervenuti gli agenti della Polizia Municipale che hanno eseguito i rilievi e regolamentato il traffico.

TERMOLI – La società sportiva comunica che per l’incontro di calcio Termoli – Ancona che si disoputerà domenica 12 gennaio allo stadio Cannarsa è indetta la giornata Giallorossa. Pertanto non sono validi gli abbonamenti e il biglietto d’ingresso, per ogni settore, è di 10 euro

Chiusa la mostra di Presepi al castello Svevo TERMOLI – Si è chiusa con molto successo anche questa ediziopne della mostra dei Presepi nel Castello Svevo organizzata dall’associazione Amici del Borgo Vecchio. La giuria degli esperti composta dall’insegnante di arte e artista Michele Carafa, dall’architetto Dalia Crema e da Giuseppe Zuma dell’Accademia delle Belle Arti, ha assegnato quattro premi. Il primo posto, per “la vivace quotidianità e l’ambientazione articolata costruita nel suo presepe”, è stato assegnato a Lucia De Gregorio che ha ricevuto una sagoma color oro del Castello Svevo; secondo posto per Mario Russo, al terzo Michele Lafronza, quarto posto per Paqualino D’Ascenzo; un premio speciale è stato assegnato a Gianni Di Lisa il quale ha un presepe in argento di Raspini offerto dall’Argento. A consegnare i premi il presidente dell’associazione Amici del Borgo Vecchio, Salvatore

Marinucci, e due giovani consiglieri comunali, Daniele Paradisi e Angelo Farina. Altri cinque premi sono stati assegnati dalla giuria popolare che hanno votato i Presepi in mostra. Il primo posto è andato a Costantino Sciarretta seguito da Antonio Sciarretta e Lucia Giannone, quarto posto pewr Mario Russo e al quinto Giuseppe Nurolo. Sono stati consegnati diplomi di merito alla scuola di via Maratona di Termoli e alla 3 C della scuola Vinceenzo Cuoco di San Giacomo degli Schiavori; a tutti i presepisti sono stati consegnati attestati di partecipazione. “Siamo soddisfatti – ha detto in chiusura Salvatore Marinucci - perché abbiamo offerto a chi passeggiava tra le vie del centro una bella iniziativa durante le festività natalizie e abbiamo potuto valorizzare e promuovere la conoscenza del Castello Svevo”. L’appuntamento ora è per il Natale del 2014.


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Termoli

8 gennaio 2014

Furto nella scuola materna di Colletorto I ladri hanno portato via tutti i generi alimentari presenti nella struttura COLLETORTO – Un furto di generi alimentari nella scuola materna del paese è stato compiuto da anonimi che sono penetrati all’interno dell’istituto dopo aver forzato una finestra. I ladri hanno portato via tutti gli alimenti presenti sugli scaffali e nel frigorifero senza tralasciare due lattine di olio extravergine, tovaglioli, piatti e sacchi per la raccolta dei rifiuti. Il furto è stato scoperto ieri mattina alla riapertura della scuola e subito

sono stati avvisari i carabinieri che subito hanno avviato le indagini. I ladri hanno approfittato della chiusura del plesso scolastico per mettere a segno il colpo e agire indisturbati. I militari dell’Arma hanno preso a verbale alcuni testimoni e, oltre ad eseguire i rilievi sulle infrazioni commesse dal malviventi, hanno rilevato anche delle impronte sia sui tavoli che sul pavimento

Presepe vivente, conclusa la sacra rappresentazione 10.000 visitatori nelle grotte arenarie MONTENERO DI BISACCIA – Si è conclusa, con l’arrivo dei Magi sul dorso di tre cammelli, la trentesima edizione del Presepe Vivente. Una rappresentazione da record, come da tradizione, che ha portato quest’anno presso la zona grotte oltre 10.000 visitatori provenienti da ogni parte d’Italia. Il Comune di Montenero di Bisaccia e la Pro Loco Frentana hanno compiuto uno sforzo economico ed organizzativo notevole, sostenuto anche per dare il massimo lustro al 50° Anniversario della Regione Molise. La serata conclusiva ha vissuto un altro momento particolare in occasione della visita di Corrado Ientilucci, presidente dell’Associazione “Most” (cioè Ponte, in croato) di Montemitro. Ientilucci ha reso omaggio al Presepe Vivente portando in dono al Bambinello la “Carta della Fratellanza” tra le minoranze linguistiche di lingua croata e l’intera popolazione della Regione

Molise. Il presidente dell’Associazione “Most” ha espresso inoltre parole di vivo apprezzamento, anche a nome dei suoi associati, per la bellezza del Presepe Vivente di Montenero di Bisaccia: “La rappresentazione delle nostre origini e le tradizioni della nostra terra – ha commentato Ientilucci – sono perfettamente rappresentate nel Presepe Vivente di Montenero. Si tratta di un ponte tra passato, presente e futuro che va rafforzato e sostenuto. L’Associazione Most, dal canto suo, si occupa proprio di costruire ponti e rapporti tra comunità ed etnie: il nostro scopo, ad esempio, è quello di promuovere l’edificazione di un ponte tra il Molise e la Croazia, cercando di comprendere le rispettive esigenze degli imprenditori croati e molisani e stimolando nuove idee per una proficua collaborazione”. Entusiasmo ed apprezzamento sono anche i sentimenti espressi dal

sindaco di Montenero di Bisaccia Nicola Travaglini: “Ringrazio il presidente dell’associazione Most Corrado Ientilucci per aver accolto il mio invito a visitare il Presepe Vivente e, soprattutto, per aver raccolto l’appello a collaborare al progetto di creazione del Brand Molise e di promozione del partenariato tra Molise e Croazia. Siamo tutti consapevoli del momento storico di grande cambiamento che stiamo vivendo; la crisi economica e finanziaria che ha stretto la sua morsa negli ultimi anni, ha portato a consistenti tagli in tutti i settori dell’economia e, in molti casi, alla perdita della speranza nel futuro. Ma il cambiamento è anche opportunità. E le opportunità di cambiamento si colgono solo facendo rete e lavorando tutti assieme per un obiettivo comune. Ciò che intendiamo portare avanti, quindi, è proprio un metodo di lavoro e di programmazione condiviso, finalizzato alla crescita sociale ed economica di questa realtà territoriale. Rivolgo infine il mio più sentito ringraziamento alla Regione Molise, al presidente della Pro Loco Frentana Emanuela Manes e al vicepresidente Daniele D’Ascenzo, a tutti i volontari della Pro Loco e a tutti i figuranti per l’eccelso lavoro svolto nell’allestimento e nella rappresentazione delle scene del Presepe Vivente: si tratta di un meraviglioso esempio di come la collaborazione, la disponibilità e l’entusiasmo, possano portare a realizzare imprese straordinarie”.

Terminate le feste è ripresa regolarmente l’attività didattica BASSO MOLISE – Hanno riaperto regolarmente dopo le scosse di terremoto registrate durante le feste di Natale e specialmente quella del 29 dicembre, tutte le scuole di ogni ordine e grado in basso Molise. Il personale dei vari comuni interessati e della provincia di Campobasso hanno eseguito sopralluoghi e controlli che hanno dato esito negativo. Tutte le strutture non hanno subito danni e pertanto l’attività didattica è ripresa regolarmente. Controlli sono stati eseguiti anche nelle case e nelle chiese.

Befana all’orfanotrofio CERCEPICCOLA – Befana anche per l’orfanotrofio di Cercepiccola grazie anche all’impegno dei conmponenti dell’associazione “Angeli” di Termoli. I volontari hanno consegnato vari giocattoli e generi alimentari: 200 succhi di frutta, 80 kg di zucchero; 30 pacchi di biscotti da latte; 20 pacchi di brioche; 174 kg di pasta; 200 litri di latte; 58 kg di sale; caramelle e dolci misti, oltre che vestiti, scarpe e accessori vari. Un impegno umanitario quelli degli “Angeli” di Termoli che raforza la loro presenza sul territorio.

Domenica escursione lungo la costa LITORALE - L'Associazione Ecomuseo Itinerari Frentani organizza per domenica 12 gennaio, sulla costa molisana, una escursione per scoprire la vegetazione delle dune costiere, della macchia mediterranea e del bosco retrodunale umido. Oltre che ammirare i paesaggi, si potranno conoscere piante e prodotti ad utilizzo farmaceutico e alimentare che, tra le altre cose, rappresentano un mezzo per combattere l'erosione costiera.E' necessaria prenotarsi, ma la visita è gratuita. La partenza è alle ore 9 da Piazza del Popolo a Larino ma per chi giunge dai centri costieri è previsto l'incontro in un secondo ritrovo. L’escursione è gratuita ma è necessario prenotarsi telefonando al 3406550584

Presentazione del libro “Radici&Gemme” MONTEMITRO - "Radici&Gemme” è il titolo del libro di Alfonso Pascale che verrà presentato questo pomeriggio alle ore 18 nel Caffè Letterario. Oltre all’autore del libro saranno presenti Pasquale Di Lena, esperto conoscitore del territorio, i professori Rossano Pazzagli e Stefano Panunzi dell’Università del Molise. L’incontro-dibattito è promosso dall’associazione Diversessere in collaborazione con il Comune di Montemitro, la Banca di Credito Cooperativo di San Salvo, l’associazione culturale Na Našo, il circolo culturale Naš Grad, la Fondazione Agostina Piccoli.


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Spettacolo

8 gennaio 2014

Mondi paralleli Con la fantasia si possono parcheggiare dolori e problemi in virtù dell’arte di Charles N. Papa CAMPOBASSO - La libertà parte dalla fantasia, da lì in poi, è un susseguirsi di emozioni, colori, storie, di tempo curvi su una scrivania, di ore passate alla finestra ad osservare il mondo che gira, la gente che scalpita nel frastuono moderno. I fumetti sono il pass che permette di librarti al di sopra dei problemi, che ti fa scavalcare le ansie quotidiane, che ti posa su un prato in cui regna la quiete e la pace, che agevola la fuga dal quotidiano e ti autorizza a vivere storie altrimenti impossibili. Non è da tutti permettere ad altri, di leggre di storie di fantasia, di mondi paralleli sui quali posare dolori e problemi. Chi permette questo, e cioè gli autori, gli scrittori, i fumettisti, ha un ruolo importante nella società: alleggerire le tensioni. Non si parla molto di ciò in Molise, lo facciamo con Giancarlo Civerra, fumettista/restauratore. Il disegno oggi, salva dall’ansia? “Che il disegno sia curativo per gli ansiosi non me l’ero mai posto. Posso assicurarti che per disegnare c’è bisogno di tanta, tanta pazienza e molto, molto tempo da dedicarci e quindi gli ansiosi non li vedo ben predisposti a realizzare disegni, forse la scrittura è più indicata… ma anche lì la vedo molto dura ed io non sono uno psicologo per dirti se funziona o meno”. Quali i tuoi esordi come fumettista? “Premetto che “Fumettisti si nasce non si diventa” ed io fin da piccolo traducevo in immagine tutto quello che leggevo. Mi veniva spontaneo, leggevo un libro, ascoltavo un racconto e tutto assumeva una sequenza visiva nella mia mente. Il problema era poi concretizzarlo su un foglio e devo ammettere che nel Molise non ho mai trovato un “maestro” adeguato per potermelo insegnare, quindi ho molti limiti e si vedono tutti. Comunque ho pubblicato la mia prima storia su un mensil e molisano, “Occhio”, edito dalla Gepros nel 2001, che aveva più pagine pubblicitarie che articoli, ed in seguito altre strisce, articoli, disegni su riviste, mensili e quotidiani locali”. Quali sono i tratti caratteristici delle tue realizzazioni? “Amo molto il disegno realistico e quindi preferisco un tratto quanto più vicino al reale. Sono cresciuto con le ‘donnine’ di Milo Manara e le storie di Andrea Pazienza e Vittorio Giardino, quindi quello è il genere che prediligo e quando più è fedele al reale più mi intriga. Pensa che ho perfino ricostruito una Campobasso del 1500 per reinterpretare a fumetti la storia della Delicata Civerra e la pace dei crociati e dei trinitari, ancora inedita”. L’evoluzione tecnologica agevola la

tecnica di apprendimento? “L’apprendimento, no. Ma di sicuro facilita il lavoro, perché se non hai le basi e non sai quello che devi realizzare, la tecnologia ti può solo servire per giocare con il taglia, copia ed incolla ma non a creare specifici lavori grafici”. Perchè un giovane oggi dovrebbe scegliere di fare il fumettista? “Per lo stesso motivo per cui un giovane oggi ceglie di fare lo scrittore o il musicista. Credo per istinto, talento, capacità o semplicemente pura follia”. Come associ il disegno al tuo essere restauratore? “Perché sono ambedue principalmente delle attività artigianali e necessitano di competenza e sapere. Disegnare una prospettiva ad esempio ha delle regole precise come restaurare una tela e basta solo conoscere le ‘regole’ per poterla realizzare. Io ad esempio conosco molti disegnatori che non sanno costruire una sola vignetta in un fumetto ma seguono per filo e per segno tutto quello che scrive uno sceneggiatore e questa la dice lunga sul loro lavoro e sul realizzare le cose ad ‘opera d’arte’. Nel restauro è la stessa cosa se non conosci le tecniche e le ‘regole’ con cui sono state realizzate, non puoi mai fare questo lavoro”. Diabolik, Tex Willer, Dylan Dog, Alan Ford. Chi ha lasciato di più il segno nell’editoria? “Tutti e nessuno ma visto che non hai citato Topolino, dico Rat man”. A cosa stai lavorando ora? “Lavorare è una parola grossa per chi sente l’irresistibile voglia di disegnare storie anche senza alcun committente ed io ho più di una storia inedita nel cassetto, compreso quella sui crociati e trinitari e quelle di Marilena De Cicco e Andrea Celiento, due giovani campobassani che hanno partecipato ad un mio corso propedeutico sul linguaggio del fumetto ed hanno realizzato delle interessanti storie. Comunque, ti dico in anteprima che sto trasformando in fumetto un piccolo ma delizioso testo di Marcello Scarano che l’artista molisano scrisse nel 1936 quando andò sulle Mainarde e rimase folgorato dal paesaggio abruzzese-molisano e chissà se dopo questa intervista non ci sarà qualche “editore” intenzionato ad investire sul fumetto…”.

336 pagine € 19,90

di Giuseppe Saluppo

Attesa per il concerto di Stefano Bollani CAMPOBASSO - Attesa per il concerto di Stefano Bollani, previsto per il 28 gennaio al teatro Savoia. L’evento vede già i primi fan in cerca di biglietti. Bollani, pianista di spessore che si discosta da quelli vestiti di lustrini, in Molise ha avuto una notorietà in più, grazie alla biografia firmata dalla molisana Valentina Farinaccio.

Il cartellone di Aciniello CAMPOBASSO - Il cartellone di cabaret e musica da Aciniello (Fossato cupo), ha in serbo ancora nomi importanti e da Made in sud. Il programnma di gennaio/febbraio, prevede il 25 la cenaspettacolo con Francesco Pasquali di Rds, il 15 febbraio lo spettacolo di Mariano ‘a cert cert’ Bruno, il 1° marzo le selezioni regionaloi di Castrocaro

Dove acquistare il libro

CAMPOBASSO - Via Normanno, 14 - presso La Gazzea del Molise dal Lunedì al Venerdì, ore 10.00 / 13.00 e 16.00 / 20.00 Presso il Bar del Terminal Presso le Edicole di: Piazza della Repubblica - Via Scardocchia - Via Lombardia ISERNIA - Piazza della Repubblica - presso l’Edicola della Stazione TERMOLI - Via M. Pagano, 46 - Libreria Dolce Stil Novo


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Annunci a pagamento

8 gennaio 2013

Pagina redazionale singolarmente autogestita Si consiglia la lettura ad un pubblico adulto

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ROTOSTAMPA MOLISE SI RISERVA

DI MODIFICARE PAROLE O FRASE RITENUTE POCO IDONEE ALLA PUBBLICAZIONE NELLA SEZIONE DEGLI ANNUNCI


8 gennaio 2014  

Mister blablabla chiude il Molise ma non la bocca!

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