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ANNO IX - N° 57 - MARTEDÌ 6 AGOSTO 2013 - DISTRIBUZIONE GRATUITA Quotidiano del mattino - Registrato al Tribunale di Campobasso atto n. 03 del 21/03/2008 - Direttore Responsabile: Angelo Santagostino Rotostampa Molise sede legale: Sessano del Molise (Zona Industriale) Direttore Editoriale: Tommaso Di Domenico Tel. e Fax 0874.698012 E-mail Redazione Campobasso: redazione@lagazzettadelmolise.it E-mail: Amministrazione - Pubblicità: commerciale@lagazzettadelmolise.it Stampa: Rotostampa Molise - Sessano del Molise (Z.I.) Il lunedì non siamo in distribuzione La collaborazione è gratuita

GIORNALE SATIRICO

30.000 copie in omaggio

www.lagazzettadelmolise.it | redazione@lagazzettadelmolise.it

L’Oscar del giorno ad Antonio Cicchetti

L'Oscar del giorno lo assegniamo a Antonio Cicchetti. Il responsabile della Fondazione Giovanni Paolo II di Campobasso ha spiegato benissimo lo stato della situazione dopo il licenziamento di 45 unità lavorative. Ha descritto per bene cosa sia accaduto in questi mesi e le colpe della Regione che ha cercato di prendere tempo ma non ha ultimato il percorso con il rischio di mettere in ginocchio la struttura sanitaria. E così proprio Cicchetti ha ribadito la necessità dell'accordo con l'ente pubblico richiamando l'attenzione dell'assessore Petraroia.

Il Tapiro del giorno a Luigi Brasiello

Il Tapiro del giorno lo diamo a Luigi Brasiello. Ieri è stato il suo compleanno e per questo gli facciamo gli auguri. Ma stappare le bottiglie di spumante all'interno della sala consiliare, non è apparso un bel gesto. L'aula è la massima espressione della città e della democrazia e per rispetto non dovrebbe essere considerata alla stregua del bar. Possibile che in tutto il Municipio di Isernia non ci sia una stanza capace di vedere l'apertura dello spumante tanto da consentire il brindisi augurale? All'istituzionale aula consiliare poteva essere risparmiato questa scena.

REGIONE

In Consiglio regionale la protesta dei 5 Stelle A PAG. 3

PROVVIDENTI

Un Festival per conoscere il territorio e l-enogastronomia A PAG. 7

POLITICA

Dirigenza regionale, riorganizzazione senza sindacati A PAG. 5


TAaglio lto

2 6 agosto 2013

Ieri il consigliere regionale delegato alla programmazione Vincenzo Cotugno, sovvertendo ruoli e funzioni, ha convocato l’Acem, l’Ance e l’Api, l’assessore ai Lavori pubblici e il collega alla Protezione civile

Le deleghe ai consiglieri sono una pacchianata politica e un appesantimento dei processi decisionali che spettano alla presidenza, alla giunta, alle commissioni e al consiglio Sovvertono anche i ruoli istituzionali e le gerarchie amministrative. La nuova giunta regionale non finisce di stupire e di regalare sorprese e amenità. Il consigliere delegato dal presidente Frattura alla Programmazione, Vincenzo Cotugno, che non ha alcuna rilevanza esterna, ieri ha convocato i vertici e gli associati dell’Associazione nazionale costruttori edili (Ance), dell’Associazione costruttori edili molisani (Acem) e dell’Associazione piccole industrie (Api) per discutere della grave crisi del settore e dei problemi che dalla crisi sono derivati alla realtà edilizia molisana in modo particolare, situazione che la giunta presieduta da Poolo di Laura Frattura non è in grado di fronteggiare, di contenere, e risolvere. Non solo. Cotugno ha convocato anche l’assessore ai Lavori Pubblici, Pierpaolo Nagni, e un altro dei consiglieri (a iosa) delegati, Salvatore Ciocca, alla Protezione civile. Nel rispetto della logica istituzionale e

amministrativa sarebbe toccato all’assessore Nagni convocare i vertici dell’Ance, dell’Acem e del’Api e i consiglieri regionali, se motivati da una qualche funzione e/o interesse, e non viceversa. Questa dei consiglieri regionali con deleghe, che, ribadiamo, non hanno alcun rilievo esterno, è una pacchianata politica, ma anche un appesantimento dei processi decisionali che spettano alla presidenza, alla giunta e al consiglio. Insomma una perdita di tempo, per il solo sfizio di aver dovuto soddisfare l’ego dei consiglieri allo scopo di tenerli legati alla presidenza da una forma di riconoscenza. Non è il caso di Cotugno il quale, almeno, i problemi dell’imprenditoria li conosce, e può aiutare a risolverli. Eccezione che però non assolve la regola. Infatti, si passa dai consiglieri delegati perché poi costoro passino a loro volta per l’assessore, per le commissioni

permanenti, per la presidenza e per il consiglio. Un passaggio in più del tutto inutile. Anzi pericoloso, perché se il delegato non è all’altezza dei problemi chiamato a gestire rischia di peggiorare i rapporti con gli interlocutori e, di conseguenza, le soluzioni. Come raccontiamo da giorni in cronaca, dalla Regione piovono ininterrottamente sorprese. La maggioranza sembra una compagnia teatrale alle prese con una commedia di Ionesco (il padre del Teatro dell’assurdo). L’incontro di Cotugno con i vertici dell’Ance, dell’Ancem e dell’Api s’è tenuto ieri pomeriggio nella sala del parlamentino della Regione Molise, in Via Genova. Diversamente dal trattamento riservato ad altri rappresentanti portatori di altri problemi lasciati per giorni e settimane in anticamera, i costruttori sono stati immediatamente chiamati a raccolta e ascoltati. Evidentemente, la vicinanza profes-

sionale e imprenditoriale dei Frattura e dei Cotugno nella circostanza è valsa a qualcosa. Conoscono le vicende dell’imprenditoria (che sono anche le loro) e hanno interesse a risolverle, meglio se aiutati e coperti dalle sigle storiche dell’associazionismo di categoria. Sensibili e accorti al problema, tanto da mettere in cantiere (il termine ci azzecca!) una pesantissima azione fiscale (aumento delle aliquote Irpef e del bollo automobilistico) giustificata quale gesto di solidarietà dei molisani verso i costruttori che chiedono di essere pagati. Loro, però, i Frattura, i Cotugno, i Nagni, i Ciocca e tutto l’ambaradan dei consiglieri regionali, non ci rimetteranno un centesimo. Hanno approfittato della farragine dialettica del momento per dare una ritoccatina in alto ai benefit collaterali delle indennità di carica. Una vergogna senza pari. Dardo

L'edilizia bussa a soldi

Intanto la Giunta eroga i primi 5 milioni di euro per il post sisma Una boccata d'ossigeno ma alla lunga mancano i nuovi progetti CAMPOBASSO. L'avevamo preannunciata i costruttori edili e i titolari di imprese di servizi che operano con le stesse la manifestazione dinanzi la sede della Giunta regionale. Troppo tempo è passato dagli impegni assunti dalla Regione di pagamento dei fondi legati ai lavori della ricostruzione post-sisma. Per questi, la Giunta si è impegnato a un primo pagamento di 5 milioni di euro. Per gli altri 10 bisognerà attendere. Una piccola boccata di ossigeno per le aziende che, diversamente, dal prossimo mese dovranno chiudere i cantieri. Significherebbe mettere sul lastrico le piccole aziende che lavorano con le stesse. Anche se il problema di fondo resta, ed è quello più pesante, e riguarda l'assenza di progettualità per il futuro. Non ci sono opere all'orizzonte nè, tantomeno, piani di riqualificazione urbana degni di poter dare vitalità alle imprese. La giunta è stata inerte, ha disatteso l’impegno preso con la Finanziaria sulle opere cantierabili. Era stato previsto di destinare fondi aggiuntivi, di ridurre i crediti

delle imprese, di costituire una centrale unica di pagamento. Nulla di tutto questo. L’edilizia molisana è al capolinea e la sua storia è lo specchio della crisi dell’intero sistema economico regionale. Il mercato delle costruzioni ha perso nel 2011 il 6,5% degli investimenti e il 5,8% del volume d’affari. Il residenziale ha perso il 19,3% e per il non residenziale siamo a -27%. Nell’anno in corso si prevede un calo dell’1,1%. Da questo punto di vista la storia dell’edilizia rappresenta “la parte per il tutto”, che riproduce la crisi dell’intero sistema, laddove alla crisi congiunturale si cumulano i ritardi dei pagamenti della pubblica amministrazione e le difficoltà dell’accesso al credito. I bandi per le opere pubbliche sono diventati, via via, un vero e proprio miraggio. Se il vecchio modello di edilizia è al tramonto, non si può che puntare su segmenti diversi. La riqualificazione del nuovo e la questione energetica hanno un’implicazione: dipendono dalla mano pubblica. Ed è quella, che in questo momento, è del tutto assente.


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3 6 agosto 2013

Lavoratori ancora in sciopero e Bianchi avverte: così la Ittierre chiude Dal patron dure accuse anche alla Regione e ad ignoti: “Sembra tutto congeniato per aprire la strada a qualche avventuriero”

ISERNIA. Continuo lo sciopero ad oltranza dei lavoratori dell’Ittierre che ieri mattina hanno manifestato con un corteo nel capoluogo pentro. Loro, i lavoratori, vogliono gli stipendi di giugno e

luglio. Dall’altro lato il braccio di ferro tra l’azienda e la Regione Molise. Il proprietario, patron Bianchi, chiede una fideiussione alla Finmolise (la finanziaria regionale), l’istituzione regionale da

parte sua è disposta a concedere lo strumento per avere 5milioni di euro ma in cambio pone paletti insormontabili per una proprietà privata. La scorsa settimana il Cda della Finmolise ha deciso di non decidere sulla fideiussione, rimandando tutto alla nuova riunione di domani. I componenti del consiglio di amministrazione, secondo Bianchi, “non hanno ritenuto legittimo il contenuto dello schema deliberato dalla prima Commissione regionale e dalla Giunta regionale per la concessione della fideiussione”. Non per “l’ostracismo dell’imprenditore”, precisa il patron dell’azienda tessile di Pettoranello, “ma per l’illegittimità dei patti che si volevano imporre alla Ittierre e che la Finmolise ha rigettato”. Insomma, la Giunta regionale guidata dal presidente Frattura, una volta dato l’assenso alla fideiussione, ha parla per bocca dell’assessore Scarabeo fissando l’erogazione della garanzia di 5milioni di euro ad un paletto insormontabile sia dalla parte politica che imprenditoriale: la Regione deve ge-

stire i soldi all’interno dell’azienda privata. E tra paletti del governo regionali e sciopero ad oltranza, “i danni che si stanno provocando e che si provocheranno sono incalcolabili e con ricadute incontrollabili”. E l’imprenditore comasco avverte di un sospetto per nulla piacevole: “Si ha l’impressione che tutto sia stato congeniato scientificamente per aprire la strada a qualche avventuriero” si spiega in una nota stampa. Insomma, si starebbe mettendo di proposito la Ittierre in condizioni di chiudere. Seppur rispettando il diritto di sciopero, l’imprenditore comasco avverte tutti: “Se non si avvia oggi stesso la produzione non si potrà più produrre la collezione autunno inverno. E se salta la collezione – spiega Bianchi – la Ittierre, chiunque sarà il proprietario, non avrà nulla da produrre e non avrà più interlocutori. Se questo è il fine che si vuole raggiungere, ossia uccidere deliberatamente una realtà così importante, si continui pure lo sciopero. Se si vorrà salvare la Ittierre, e ciò potrà avvenire solo con reciproci sacrifici – l’unico passo è – la ripresa del ciclo produttivo e la normalizzazione di una situazione divenuta anomala per gli interventi esterni”.

Nonostante la crisi la maggioranza pensa alle sciocchezze: la priorità di Niro è la Festa del Molise

Aumentano le indennità: per Frattura e Di Pietro jr è tutta una balla CAMPOBASSO. Per Cristiano Di Pietro dell’Idv il mancato taglio alle indennità è “una bufala che stanno raccontando”. Per il presidente della Regione, Paolo di Laura Frattura del Pd, loro, i componenti del governo regionale, lavorano tanto per cui basta con questo populismo sui costi della casta che porta solo a ricevere “l’applauso del momento”, bisogna “volare un po’ più in alto” e valutare l’operato del governo. In fondo, anche per Frattura, il taglio c’è stato. Come mai ci sono proteste allora? Semplice, la presa di posizione del Movimento 5 stelle è solo un aspetto squisitamente politico: “Il movimento 5 stelle fa la sua politica, una politica per infiammare le piazze e dare addosso alla casta”. Insomma, l’aumento in busta paga è una balla dei grillini. E questi, a loro volta, dimostrano con i numeri le balle del centrosinistra. In fondo la busta paga arriva anche a Federico e Manzo. E visto che Frattura tira in campo anche la riduzione dei fondi ai gruppi consiliari, i pentastellati puntualizzano anche su quest’altro aspetto portando alla luce una somma niente

E il Movimento 5 stelle replica con i numeri: anche un bambino col pallottoliere capirebbe il mancato taglio male per essere ridotta: 434.343 euro all’anno. Perché, “mentre la Regione Abruzzo, considerata dalla Conferenza Stato-Regioni “regione virtuosa” da prendere obbligatoriamente ad esempio per il finanziamento in questione, fissa l’importo complessivo con (riporto dalla legge) “la somma dei seguenti importi: quota pari ad € 5.000, per il numero dei componenti il Gruppo; più quota determinata moltiplicando il coefficiente 0,05 per il numero degli abitanti della Regione, dividendo il prodotto ottenuto per il numero dei Consiglieri regionali e moltiplicando il risultato così ottenuto per il numero dei componenti il Gruppo”, la Regione Molise inspiegabilmente fa così: 5000€ per consigliere, come l’Abruzzo, ma il prodotto 0,05€ per il numero di abitanti viene moltiplicato, invece

che diviso, per il numero dei consiglieri. Ovviamente risulta una cifra spropositata rispetto a quella che per noi dovrebbe essere”. La protesta contro il taglio delle indennità che in Molise si è trasformato magicamente in un aumento porterà questa mattina ad una manifestazione di piazza davanti a Palazzo Moffa proprio nel giorno della seduta consiliare. Gli eletti si riuniscono e, al primo punto dell’ordine del giorno, ci sarà un argomento vitale per il Molise e la sua popolazione. Visto che siamo in periodo di piena crisi, visto che il presidente Frattura non riceve e non parla con chi avrebbe bisogno di dialogo per risolvere le problematiche nei vari settori, visto che persino Michele Petraroia (vice presidente della Giunta)

è stato costretto a scrivere una lettera al buon presidente che, nonostante il sudore che gronda dalla fronte, si è visto puntualizzare che è il caso di darsi un’accelerata nel risolvere le questioni vitali per i cittadini mentre la politica molisana sembra più avvinghiata a risolvere la questione dell’aumento degli assessori e dell’ingresso a Palazzo dei primi dei non eletti. Visto tutto questo, l’altro presidente, quello del Consiglio Vincenzo Niro dell’Udeur, ritiene prioritario discutere ed approvare la legge riguardante “La festa del Molise 2012”.Tornando alle balle, non resta che chiedersi: vuoi vedere che anche l’aumento delle tasse per i molisani a partire dal 1 gennaio 2014 alla fine è il risultato di una rappresentazione illusionistica? giorug


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4 6 agosto 2013

Sanità, Petraroia dovrebbe studiare prima di scrivere La Fondazione replica al vice presidente della Giunta e spiega: se la struttura chiude è responsabilità della Regione

CAMPOBASSO. Inutile girarci intorno. La ex Cattolica, oggi Fondazione Giovanni Paolo II, rischia di chiudere i battenti con tutte le conseguenze che nella sanità molisana si ripercuoterà, ovviamente, sui cittadini. Michele Petraroia, dall’alto del suo ruolo istituzionale di vice presidente della Giunta, si prende la briga di scrivere e porsi domande del tipo: non capisco perché licenziate 45 dipendenti, non sarebbe meglio metterli in cassa integrazione? Un bel modo di risolvere una questione a dir poco drammatica. Non solo per i lavoratori del settore ma soprattutto per i molisani. Già, perché dietro la decisione del la struttura di contrada Tappino, vi è la questione del riordino sanitario. Quel dilemma annunciato dal presidente Frattura, di cui Petraroia è vice ma forse non ne conosce le decisioni, ma che nessuno conosce. Così dalla Fondazione, di fronte al dilemma di Petraroia, si armano e decidono di spiegare al vice presidente della Giunta regionale, eletto per risolvere i problemi e non certo per prolungarne l’agonia. “Dal contenuto della sua lettera – dicono rivolgendosi al rappresentante istituzionale del Pd – dobbiamo purtroppo rilevare che non ha esaminato tutta la documentazione” inviata a partire dal 27 settembre 2012. I vertici della Fondazione, nella nota, decidono così di ripercorrere tutte le tappe di una storia che chi decide di governare dovrebbe conoscere alla perfezione. Prima di quel 27 settembre era partita “la prima procedura di licenziamento collettivo poi sospesa, proprio il 27 settembre, a seguito dell’accordo sottoscritto dai sindacati e il competente servizio regionale. Accordo in cui sono stati contestualmente previsti la concessione della cassa integrazione in deroga e il ricorso al Training on the job fino al 31 dicembre 2012. Nell’occasione la Regione si era impegnata a trovare una soluzione entro quella data anche in considerazione del nuovo piano sanitario regionale. Ciò non è avvenuto e, il 3 gen-

naio, la Fondazione è stata costretta a riavviare la procedura di licenziamento collettivo per 47 persone motivata ampiamente nella lettera inviata, nello stesso giorno, anche alla Regione. La Fondazione, adempiendo scrupolosamente a tutte le procedure previste dalla legge, avrebbe potuto dar corso ai licenziamenti a partire dal 22 marzo ma ha ritenuto opportuno aderire all’invito del presidente della Regione Frattura di voler soprassedere per dare il tempo alla nuova Giunta e al Commissario della sanità (lo stesso Frattura ndr) di trovare una soluzione alternativa. Dopo un’ ipotesi di accordo con i sindacati sui contratti di solidarietà, l’importo di questi contratti doveva essere restituito ai lavoratori ma la Regione doveva impegnare a garantire la soluzione”. La Regione Molise però, guidata sempre da Frattura, non ha sottoscritto un bel nulla. Il seguito? Senza la restituzione del contributo richiesto i sindacati si sono rifiutati di firmare i contratti di solidarietà. Da qui la decisione del Cda della Fondazione di concretizzare i licenziamenti inviando le lettere che avranno effetto da novembre 2013. Nel frattempo non si sono chiuse le porte alla Regione in attesa di trovare una soluzione diversa. Evidentemente però con via Genova non c’è dialogo. Non solo tra i componenti dello stesso governo ma anche tra i vertici istituzionali e le aziende molisane. Siano esse sanitarie o di altro settore. “Mi auguro – chiude Antonio Cicchetti presidente della Fondazione – che al di là delle note giornalistiche e di proposte ad effetto (cosa succederà dopo il 31 dicembre 2013?) sia arrivato il momento di esaminare seriamente la situazione del Centro di Ricerca e Formazione ad Alta Tecnologia nelle Scienze biomediche di Campobasso che, fortemente voluto dalla Regione Molise è stato e resta un polo di eccellenza della sanità molisana nonché un importante risorsa economica per il territorio”. Almeno questo lo avrà capito Michele Petraroia?

Industria, senza Piano tutto bloccato CAMPOBASSO. Mentre la crisi continua a 'mordere' con forza il sistema produttivo regionale, non sarebbe male pensare a un vero e proprio Piano regionale di sviluppo economico. Ovvero ad uno strumento, elaborato dalla direzione generale Sviluppo economico, con il quale la Regione pianifica l'attuazione delle politiche economiche per il prossimo quadriennio in materia di industria, artigianato, commercio, cooperazione, turismo e settore secondario e terziario. Un documento agile, fondato su quattro punti strategici capace di dare delle direttive e fornire linee d'azione tanto per quanti già operano sul territorio, tanto per quanti potrebbero mettere un pensierino sul Molise. Anche alla luce della sbandierata e manifesta volontà di ridurre, finalmente, i Nuclei industriali da tre a uno. Da qui l'idea dell'elaborazione di un Piano con al suo interno concetti chiave per lo sviluppo dei settori produttivi da fare emergere dagli ambiti di intervento e relativi obiettivi operativi fissati dallo stesso piano. Tanto per fare qualche esempio: innovazione e trasferimento tecnologico, promozione ed internazionalizzazione, competitività, integrazione/aggregazione e certificazioni ambientali e sociali delle imprese. Il tutto, però, senza faraonici e irrealizzabili propositi ma guardando, piuttosto, alla realtà, alla situazione in essere e da qui ripartire per garantire sviluppo. E' chiaro e evidente che il Piano dovrà essere stilato in stretta correlazione con le politiche di sviluppo e le politiche strutturali della Commissione europea e concentrare i propri interventi di sostegno e di revisione delle proprie politiche nell'innovare l'industria, il sistema turistico e il sistema commerciale, per accrescere la competitività delle produzioni e del territorio molisano nel mercato internazionale. Si tratterebbe, oltremodo, di una sfida necessaria in questo momento di grave crisi congiunturale. Il Piano, quindi, dovrebbe essere capace di assicurare quell'articolata rete di azioni e progetti per rilanciare la produzione e assicurare alle imprese che operano sul territorio i necessari punti d'appoggio. E' questa la sfida che si impone in un momento di massima difficoltà del mondo imprenditoriale molisano.

Mentre la crisi continua a mordere manca la riforma dei Nuclei


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5 6 agosto 2013

E’ la burocrazia il vero cancro della pubblica amministrazione, il freno a mano dei processi economici e di sviluppo.

Dal 2007 gli agricoltori aspettano i contributi per i danni della siccità All'assessorato si discetta di manze (a migliaia) da allevare nel Molise per una grande multinazionale del latte, fregandosene del resto

Il ricordo della stagione del 2007 in cui l’assenza di pioggia per mesi e mesi ha determinato un grave danno alle colture e alle produzioni agricole è largamente sbiadito. Se torna alla memoria e diventa motivo di cronaca giornalistica è perché da quella data ad oggi, nonostante la conclusione del procedimento amministrativo, chi era in attesa del contributo regionale continua ad esserlo. Nel frattempo all'assessorato per le politiche agricole si sono avvicendati personaggi di diversa estrazione, natura, e caratura politica e amministrativa. Oggi dei problemi degli agricoltori se ne occupa l’avvocato Facciolla ma anche per lui, come per Cavaliere e Fusco Perrella, sbloccare la pratica è un ostacolo

evidentemente insormontabile. Quando si discute delle crisi, delle difficoltà economiche, delle sofferenze dei produttori agricoli non si può omettere il ruolo negativo che in quelle situazioni ha svolto e svolge la burocrazia: il vero cancro della pubblica amministrazione il fremo a mano dei processi economici e di sviluppo. Dal 2007 al 2013 (ma è del tutto naturale che la data si sposti ancora più avanti) la burocrazia regionale, complice la impalpabilità degli assessori, non è riuscita a ristorare i produttori agricoli dei danni subiti dalla siccità, nonostante abbiamo dimostrato l’entità e la gravità della compromissione. Stiamo dicendo di un caso specifico che però è anche un caso emblematico della lentezza con cui le

strutture regionali corrispondono alla soluzione dei problemi. Una situazione deplorevole in sé, essendo la pubblica amministrazione un servizio e non un handicap per il cittadino, ma se collegata alle dinamiche economiche del settore agricolo diventa insopportabile e inammissibile. I danni della siccità hanno di fatto annullato un anno di fatica nei campi e il reddito di un anno. E non è affatto igienico che ad aggravare situazioni già al limite, siano persone in giacca e cravatta, comodamente sedute alla scrivania, con la certezza dello stipendio a fine mese. Piova, nevichi, faccia freddo o faccia caldo per costoro, a differenza di chi lega la propria esistenza al ciclo della natura pie-

gando la schiena nei campi, non cambia nulla. Motivo per cui riteniamo indecente che l’assessorato all'agricoltura non provveda ad elargire i contributi per la siccità del 2007, né a rimuovere l’incaglio della macchina burocratica già lenta di suo e inefficiente. Tanto più è stucchevole è commentare fatti di questo genere se si tiene conto che l’istruttoria delle pratiche e la loro verifica si sono concluse abbondantemente da oltre un anno. Mentre gli agricoltori sono costretti a lamentarsi, nelle stanze del potere, in Via Genova, c’è qualcuno che discetta di manze (a migliaia) da allevare nel Molise per fare grande una multinazionale del latte, fregandosene del resto. Dardo

Personale regionale, i sindacati sanno? La Giunta ha approvato l'ipotesi di riordino della macchina amministrativa senza ascoltare le organizzazioni di categoria. Tace l'assessore Petraroia CAMPOBASSO. "...Che sarà trasmesso alle organizzazioni sindacali". Così si legge nella delibera n.376 di Giunta regionale di fine luglio 2013 che ha per oggetto "Ipotesi di riorganizzazione delle strutture dirigenziali". Se fosse successo qualche anno fa i sindacati avrebbero gridato allo scandalo. A partire dall'allora attivo consigliere di opposizione, Michele

Petraroia. Questa volta, Michele Petraroia è assessore nella Giunta Frattura e, tra l'altro, detiene la delega al Personale. Come è stato possibile allora far passare l'approvazione in Giunta di un simile provvedimento dimenticando di trattare l'argomento in via preventiva con i sindacati? Una distrazione politica oppure la volontà assoluta di arrivare a una determina-

zione senza ascoltare i rappresentanti dei lavoratori? Interrogativi ai quali l'assessore al Personale Michele Petraroia dovrebbe dare una risposta. E, poi, cosa si muove all'interno dell'ipotesi di riorganizzazione della macchina dirigenziale? Al momento, si registrano solo alcuni spostamenti all'interno delle aree dirigenziali che hanno finito con il bloccare l'andatura

della macchina legislativa. Dirigenti che, pure, hanno assicurato la continuità dei servizi e, in questo momento, avrebbero potuto garantire la predisposizione dei programmi da attuarsi secondo le scadenze previste. Ma c'è dell'altro che emerge da una rapida lettura della delibera. Il rafforzamento ulteriore delle prerogative della segretaria particolare nonchè la possibilità di

nuove consulenze a sostegno dell'apparato particolare sono i punti più forti del progetto di riforma previsto dalla Giunta. Sulle ipotesi di riorganizzazione dell'apparato dirigenziale, ora, bisognerà valutare le indicazioni e le proposte del sindacato. Anche se resta in piedi il passaggio dell'approvazione della delibera in Giunta prima del confronto con i sindacati.


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Campobasso

6 agosto 2013

Centro off limits per gli ambulanti Abusivismo imperante e intralcio al traffico spingono il sindaco a fissare dei paletti per il commercio itinerante Il centro di Campobasso diventa off limits per gli abulanti. Il sindaco Gino Di Bartolomeo ha emanato un’ordinanza che disciplina il commercio itinerante cioè quello che il più delle volte si svolge agli angoli delle strade dove gli operatori offrono frutta e vedura in esposizione su camion o altri tipi di mezzi. La necessità di stabilire delle regole deriva dall’aumento del numero di abulanti in città che , non solo esercitano il commercio abusivamente e quindi danneggiano chi invece svolge regolarmente l’attività, ma , molto sepsso, sono da intralcio al traffico e rappresentano un rischio per la circolazione. Per questo il sindaco ha disposto che il nucleo centrale del capoluogo è vietato agli ambulanti che potranno vendere i propri prodotti solo in via Lombardia, via Marche, via San Giovanni dei Gelsi 51/b, via Puglia all’altezza di via Calabria. Via Tiro a Segno all’altezza dell’edicola, via Trivisonno, voa

Pascoli all’altezza dei Fin Molise, via Parco dei Pini all’incrocio con via Crispi, via Longano, via IV Novembre all’altezza della

piazzola di ingresso di Irgomme,, piazza Padre Pio all’interno del terminal dei bus, via Monsignor Bologna accanto all’ex edi-

Emarginati dalla società, nuove opportunità per 35 tossicodipendenti Il progetto di inclusione nasce dall’intesa tra Comune e Sert e consete il reinserimento nel modo del lavoro attraverso percorsi formativi Una chance per 35 tossicodipendenti di Campobasso. La Regione Molise ha approvato il “Progetto inclusione sociale di persone tossicodipendenti ad elevata emarginazione” che punta a promuovere e sostenere processi di reinserimento nella società attraverso cui consentire una maggiore stabilizzazione della loro vita.Tali processi di inclusione si strutturano mediante percorsi formativi e lavorativi di di borse lavoro e mirano a favorire l’apprendimento di specifiche mansioni lavorative a personei considerate a rischio di esclusione sociale. La metodologia prevede la promozione di percorsi di inclusione socio-formativo-lavorativa con fasi di formazione ed acquisizione di capacità professionali da parte del soggetto spendibili successivamente sul mercato del lavoro. Il progetto si basa su una forte collaborazione del servizio sociale professionale dell’ente con il Sert di Campobasso che si occuperà, tra l’altro, dell’individuazione dei beneficiari e del monitoraggio dei singoli progetti. Il Comune in collaborazione con il Sert si impegna a realizzare il progetto per la concessione di 35 percorsi formativo-lavorativi di borse lavoro della durata di otto mesi prorogabili in caso di soldi residui per promuovere l’inserimento o il reinserimento lavorativo di persone tossicodipendenti ad elevata emarginazione che hanno programmi in corso di tipo medico-farmacologico e psicosocio riabilitativo presso il Sert. Il progetto ha come finalità quella dell’identificazione, della sperimentazione e della valutazione di un modello di intervento sociale che abbia come obiettivo fondamentale il progressivo reinserimento nel tessuto sociale e produttivo di persone tossicodipendenti. Obiettivo specifico è sviluppare percorsi di integrazione e di

reinserimento lavorativo dei soggetti svantaggiati attraverso i quali potenziare il progetto terapeutico individuale intrapreso. Il percorso formativo-lavorativo non costituisce ad alcun titolo rapporto di lavoro con il gestore del progetto, ed è seguito da un tutor aziendale in qualità di responsabile e da un tutor didattico organizzativo. Il progetto delle borse lavoro si inserisce nel contesto delle azioni progettuali che l’ente vuole portare avanti nell’area tematica dell’inclusione sociale di persone ad elevato rischio di esclusione, con lo scopo di favorire nella fase successiva l’inserimento nel mondo del lavoro di persone i considerate a rischio di esclusione sociale “nuovi poveri”; realizzare percorsi individualizzati di orientamento e di accompagnamento alla formazione ed al lavoro, finalizzati al raggiungimento di specifiche competenze spendibili nel campo lavorativo; sviluppare percorsi di integrazione e di reinserimento lavorativo dei soggetti svantaggiati attraverso i quali potenziare il progetto terapeutico individuale intrapreso. Il costo complessivo del progetto è di 200mila euro e la Regione ha già provveduto a liquidarne 144mila come prima rata per l’avvio del progetto che prevede anche il coinvolgimento del personale comunale. Per per venti percorsi formativo lavorativi di borse lavoro ci si avvarrà della collaborazione della Sea che, come società in house dell’ente, faràà da sede operativa e collaborerà per la realizzazione del progetto attraverso l’individuazione di tutor operativi e organizzativi. Altre 15 percorsi si svolgeranno all’interno dell’ente nei servizi comunali verde pubblico, segnaletica stradale, lavori pubblici, servizi alla persona, canile comunale dove il personale individuerà di volta in volta a seconda dei casi il servizio più idoneo.

ficio dell’Enel, via San’Antonio Abate accanto al piazzale della Protezione civile e accanto all’edicola che si trova nella piazzola dell’ospedale Cardarelli . La durata massima consentita per la vendita è di un’ora e tra una postazione e l’altra deve intercorrere una distanza di almeno duecento metri;inoltre gli imprenditori agricoli che intendono esercitare la vendita dei prpri prodotti in forma intinerante dovranno presentare una comunicazione al Comune dove vengono specificati i dati dell’azienda e la tipologia di prodotti in vendita. In ogni caso è vietata la vendita con l’uso di bancarelle, l’esposizione della merce esternamente al mezzo, l’uso di amplificazioni sonore per pubblicizzare la propria presenza. La vendita può essere effettuata dalle 8 alle 20 rispettando tutte le disposizioni vigenti , in modo particolare quelle fiscali e igienico sanitarie.

Auto d’epoca, buoni risultati A Bojano ha fatto da capofila una Lancia Lambda di 85 anni fa BOJANO. Con grande successo si è conclusa l’XI^ edizione della manifestazione di auto d’epoca, organizzata dal Gruppo Auto Classiche “Il Sorpasso” di Bojano. La tre giorni matesina ha visto la partecipazione di numerosissimi equipaggi provenienti dalla Puglia, Basilicata, Calabria, Campania, Lazio, Umbria, ed anche dalla lontana Germania. Le tre giornate della manifestazione sono state ricche di appuntamenti; hanno avuto inizio nella giornata di venerdì 2 agosto, con visita guidata al Borgo Medievale di Civita Superiore di Bojano. Successivamente sono state effettuate visite guidate all’Oasi del WWF e al centro storico di Guardiaregia, giri turistici che hanno visto attraversare le località di Indiprete, CastelPetroso, Sant’Angelo in Grotte, Macchiagodena e Frosolone. Quest’anno, veterana delle auto partecipanti alla manifestazione è stata una Lancia Lambda del 1928, appartenete alla collezione del Dott. Giacomo Roccatagliata, presidente del “CAMEC” (Club Auto Motoveicolo d’Epoca Campano). La Lancia Lambda, nonostante i suoi 85 anni di vita, ha fatto da capofila, sulle strade molisane, a tutte le autovetture partecipanti all’evento, suscitando l’ammirazione di tutti coloro che hanno avuto la possibilità di vederla. Altra autovettura che ha suscitato notevole ammirazione è stata una Jaguar 150XK OTS del Dott. Angelo Ruggiero. L’autovettura, molto rara, (solo 23 esemplari costruiti) è stata di proprietà del famoso pilota britannico di formula 1, Jackie Stewart, tre volte campione del mondo di Formula 1 negli anni 60 e 70, successivamente l’autovettura, prima di passare nella collezione del Dott. Ruggiero è stata di proprietà dall’attore britannico Robbie Coltrane, famoso per l’interpretazione del mezzo gigante, Rubens Hagrid, della saga di Harry Potter. Nel giornata di domenica è stato inoltre presentato dallo stesso autore, Dott. Michele Perla, romano di nascita ma barese d’adozione, il libro “Gran Premio di Bari 1947 – 1956” edito dalla Libreria Automotoclub Storico Italiano – TO. Il Dott. Perla ha illustrato come, attraverso numerosissimi documenti e illustrazioni raccolti, si sono svolte le nove edizioni delle gare per vetture Formula corsa, con cui si disputavano i Gran Premi di quel periodo, nella città di Bari, negli anni dell’immediato dopoguerra, su un circuito cittadino, e che da circa tre anni viene riproposto con successo in forma rievocativa. Nel corso della tre giorni, i circa 90 equipaggi partecipanti all’evento, molti dei quali ormai fedelissimi habitué, hanno avuto modo di scoprire, ammirare ed apprezzare la ricchezza e la varietà dei contenuti naturali, paesaggistici e gastronomici della nostra Regione, condividendo la passione per le auto storiche. L’intento di far conoscere il territorio molisano, divulgare la storia dell’automobile, sottolineare i valori di ospitalità, affetto ed amicizia, anche quest’anno hanno trovato riscontro attraverso l’apprezzamento che tutti gli intervenuti hanno manifestato agli organizzatori del raduno.


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Campobasso

6 agosto 2013

Tre giovani e un Festival Si è chiusa la manifestazione a Provvidenti nata per far conoscere i prodotti della nostra terra accompagnati da buona musica e tanta idee PROVVIDENTI. Lavorare, organizzare e allestire una tre giorni di conoscenza del territorio, dei suoi sapori, dei suoi colori accompagnati dalla musica in un paese centro dello spopolamento ma, come si suol dire, povero ma bello. Ci riferiamo alla manifestazione Mediterroneanfest che arditi giovani: Nicola Del Vecchio, Davide Petrollino e Chiara Tirro hanno pensato, voluto e messo sù. Senza chiedere contributi a nessun ente e, sicuramente, averci rimesso anche di tasca propria. A volte l'amore gioca di questi tiri e proprio per questo il loro lavoro è da apprezzare ancora di più. A Provvidenti, piccolissimo, particolarissimo e bellissimo borgo molisano, si è dato vita a tre giorni di gastronomia, musica, dibattiti e interrogativi sul futuro di questo nostro territorio. Così la conoscenza diretta dei produttori di vino, dei piccoli birrifici artigianali nati in

Molise, della cucina attraverso l'interpretazione di quattro ristoranti e relativi chef, di giovani talenti musicali e il confronto di idee su cosa è stato fatto e cosa bisognerà fare per garantire ai giovani un futuro in questa terra. Tutto con maestria è stato fatto. La conoscenza delle cantine molisane, attraverso la presenza tecnica degli esperti assaggiatori dell'Onav Molise guidati dal delegato regionale Carla Iorio, con un sipario anche che ha abbracciato il racconto del frutto di Bacco attraverso il cinema, per richiamare anche l'inizio della manifestazione di Casacalenda, ne ha impreziosito il tessuto. Così come la presenza dei ristoratori da Mariano Di Tota a Assunta D'Ermes da Antonio Trotta a Nicola Iafelice da Antonio Terzano a Nino Nasillo che hanno presentato le loro prelibatezze ai tanti astanti. Ma anche la scoperta dei prodotti caseari con la qualità di

Una buona azione di quelle che danno fiducia al prossimo.

quelli di Agnone della famiglia Di Nucci e delle fragole, ribes, mirtilli e more delle serre di Fossalto. Così anche per la conoscenza del mondo della birra attraverso il lavoro di molisani che hanno inteso aprire un impianto di lavorazione del luppolo. Poi tanta buona musica nelle diverse piazzette dello scenario na-

turale di Provvidenti. Fino alla ciliegina sulla torta della presenza di Carlo Petrini, di Slow Food internazionale, che ha richiamato tutti alla necessità di conservare le biodiversità e la terra. E proprio quell'arretratezza del nostro territorio potrebbe essere il volano giusto per una possibile ripresa economica

del Molise. Inviti fatti alla classe politica perchè agisca su questa linea. Un plauso, dunque, ai tre giovani che hanno inteso organizzare questa manifestazione proprio nel momento in cui la preoccupazione maggiore è dettata dalla mancanza di lavoro. Una tenue speranza si è accesa a Provvidenti.

Appello a firmare la petizione lanciata da “Larino viva” e “Rivoluzione Democratica” per evitare l’insediamento della “Stalla di Ruta”.

Valentina Perrone Con Mediterroneamfest e il portafogli trovato a Provvidenti è stata vissuta A Valentina Perrone l’onore della cronaca. Per una delle più classiche delle “buone azioni”, di quelle che danno fiducia al prossimo e aiutano a credere che non tutto è perduto in questa nostra società civile annebbiata dall'egoismo e dalla cupidigia. Nei pressi di un grande supermercato, dei tanti che hanno ridotto il commercio al dettaglio al lumicino, Valentina ha rinvenuto un portafogli con all'interno documenti, carte di credito e contanti per 200 euro. Un tesoretto che avrebbe fatto gola a chiunque in questi tempi di crisi. Non alla giovane Valentina (classe 1990, orgoglio di papà Peppino) che non ha frapposto un minuto a recarsi presso il comando dei carabinieri a depositare ciò che a aveva trovato per strada (res nullius?), felice che potesse tornare nelle mani del legittimo proprietario, il signor F. D’A. il quale, coerentemente e correttamente, ha voluto poi personalmente ringraziare la ragazza e complimentarsi per il gesto di onestà che aveva compiuto. Poteva appropriarsene Valentina, ma l’impulso immediato, segno di un senso e di una educazione civica pronunciati, è stato quello di dare a Cesare quel ch’è di Cesare. Una notazione in cronaca in questo caso e in altri casi simili che dovessero verificarsi meritano, eccome, un pubblico riconoscimento.

e toccata con mano la cultura Mediterroneamfest, è l’evento che fino a domenica scorsa ha animato il piccolo e incantevole borgo di case in pietra viva che è Provvidenti. Per parlare del Molise, della sua agricoltura e del suo territorio, di farfalle e di api, di sostenibilità, di futuro a un pubblico, seduto sulle scale del sacrario della Chiesa dedicata a Santa Maria Assunta, molto attento alle tematiche sviluppate dai relatori. E poi la Mediterroneanfest lungo le stradine caratterizzate da un saliscendi continuo, piene di respiro, animate da banchi di assaggio e di mostra e vendita dei prodotti al ritmo della musica. Una festa capace di coniugare, come in un crescendo, i valori e le risorse del territorio fatti di storia, cultura, ambienti e paesaggi, tradizioni come alla riscoperta di quella identità che la società dei consumi e dello spreco vuole azzerare, ancor più oggi

che mostra il suo totale fallimento. Il piacere di stare insieme, di vivere le emozioni dei profumi e dei sapori di un piatto, un vino, una birra artigianale, un olio extravergine di oliva o di assistere, con un maestro casaro e straordinario promotore della qualità dei prodotti del tratturo, qual è Franco Di Nucci, alla preparazione di una mozzarella o una stracciata, una scamorza o un caciocavallo. Tutto questo nel paese di 190 abitanti, il più piccolo del Molise, da qualche anno “Borgo della musica”, che ha dimostrato le potenzialità che questo nostro Molise ha nel momento in cui si ridà ai 130 paesi, svuotati in questi anni da una programmazione sbagliata che ha concentrato tutto a Campobasso, Termoli, Isernia e pochi altri, la dignità persa. Il Molise è anche Provvidenti, Castel Pizzuto, Montelongo. Per dire che non è

solo Campobasso, Termoli, Isernia. La concentrazione che è, poi, la ragione dell’abbandono e dello spopolamento con il rischio di diventare niente, soprattutto sulla spinta della crisi che morderà l’anima a chi non si crea le opportunità per sognare e vivere il futuro. A tale proposito l’appello a firmare la petizione lanciata da Larino viva e Rivoluzione Democratica per evitare l’insediamento della “Stalla di Ruta”, quella delle 12.000 manze che ha incantato il nostro senatore e quanti con lui governano il Molise. Un NO a questo megaprogetto che è pura follia per l’agricoltura, per il territori0, per gli allevamenti e, con essi, per i tanti caseifici che stanno dando immagine a questa nostra terra, oggi più che mai, con la sua ruralità e la sua agricoltura e zootecnia, di grande attualità. Pasquale Di Lena



6 agosto 2013