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TUTTO QUELLO CHE GLI ALTRI NON DICONO

ANNO X - N° 113 - MERCOLEDÌ 4 GIUGNO 2014 - DISTRIBUZIONE GRATUITA Quotidiano del mattino - Registrato al Tribunale di Campobasso atto n. 03 del 21/03/2008 - Direttore Responsabile: Angelo Santagostino Rotostampa Molise sede legale: Sessano del Molise (Zona Industriale) Direttore Editoriale: Tommaso Di Domenico Tel.: 0874.698012 Responsabile di Redazione: Giovanna Ruggiero Fax: 0874.494461 E-mail Redazione Campobasso: redazione@lagazzettadelmolise.it E-mail: Amministrazione - Pubblicità: commerciale@lagazzettadelmolise.it Ufficio pubblicitario: Tel.: 0865.412094 - Cell.: 389.0563606 Stampa: Rotostampa Molise - Sessano del Molise (Z.I.) Il lunedì non siamo in distribuzione La collaborazione è gratuita

GIORNALE SATIRICO

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L’Oscar del giorno a Mario Totaro

L'Oscar del giorno lo assegniamo a Mario Totaro. L'ex esponente regionale socialdemocratico ha compiuto gli 80 anni in buona salute. E' stato uno degli artefici della politica molisana facendo parte anche di non pochi esecutivi monocolore democristiani. Scomparsi i partiti tradizionali ha raccolto le memorie della sua attività in un libro che testimonia la bontà del suo operato e fotografato un lungo periodo che ha caratterizzato la crescita economica della regione. Vedendo l'esistente, non lascia che tanta nostalgia.

Il Tapiro del giorno a Mauro Natale

Il Tapiro del giorno lo diamo a Mauro Natale. Il presidente di Assindustria Molise deve proprio voler bene al governatore Frattura visto e considerato che non parla su nessun atto adottato dalla Giunta regionale nè, tantomeno, sulle cose non fatte. Ricchi di fair play più che di commesse, al termine dell’Assemblea interna delle aziende associate,hanno rilasciato alcune considerazioni sul precario stato di salute dell’economia molisana, ponendo attenzione a tenere lontano dalle critiche il governo regionale dal quale attendono grandi cose. Beati loro.


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4 giugno 2014

Il potere amico non va sfiorato dalle criticheper la sede regionale al campo sportivo Romagnoli

Credito illimitato al presidente

Frattura dai colleghi

di Assindustria Molise

Gli industriali hanno ribadito la necessità di portare a termine quanto prima la dismissione delle aziende partecipate, guardandosi bene dal mettere in discussione i costi della politica, i faraonici emolumenti che percepiscono i consiglieri regionali, gli assessori, e i presidenti di giunta e di consiglio, i rimborsi elettorali, i vitalizi, e i finanziamenti ai gruppi consiliari Hanno pazienza, e tanta, quelli di Assindustria Molise nei confronti del presidente della giunta regionale Frattura al quale sono politicamente devoti. Ricchi di fair play più che di commesse, al termine dell’Assemblea interna delle aziende associate, hanno rilasciato alcune considerazioni sul precario stato di salute dell’economia molisana, ponendo attenzione a tenere lontano dalle critiche il governo regionale dal quale, diciamolo, attendono grandi cose e rapporti costruttivi in vista della programmazione 2014/2020. Non ne hanno fatto cenno nel documento, preferendo altri argomenti da mettere in risalto tra cui l’indignazione “degli imprenditori titolari di piccole aziende, che stanno sul mercato da soli, senza aiuti pubblici, rischiando in proprio”. Indignati per il perdurare della Regione Molise nel capitale di aziende che giudicano decotte. Hanno fatto perfino i conti dei milioni di euro che dal loro punto di vista sarebbero stati dilapidati in questa avventura che vede da anni una pubblica amministrazione in veste imprenditoriale: 140 milioni, “soldi provenienti dalla tassazione regionale di cittadini e imprese, riversati in queste aziende senza speranza di futuro”. Che coi 140 milioni di euro si siano tenute in vita miglia di famiglie, è fatto marginale. Molto probabilmente non lo è per Frattura, se ancora traccheggia nel prendere una decisione in proposito. Comunque, se seguirà il diktat di Assindustria, non gli rimane altro da fare che metterle sul lastrico. Salvo che, una volta utilizzate quelle risorse “per rendere il Molise una regione più competitiva e attrattiva di nuovi investimenti”, non saranno le industrie rifocillate di Assindustria a dare lavoro e futuro a tutti. Sarebbe bello ed auspicabile. Probabilmente lo faranno, avendo un partner istituzionale di grande prospettiva, che non appena avrà messo ordine ai conti in dissesto della Regione, secondo il parere di Assindustria Molise, “ sarà in grado di chiudere questo capitolo e aprirne altri, quelli cioè volti al rilancio delle imprese e dell’occupazione”. Tra industriali s’intendono. Frattura, non va dimenticato, è uno di loro, onusto di società, di prospettive economiche e di partecipazioni imprenditoriali. Mettersi nella sua in scia non sarebbe un’idea sbagliata per molte industrie che arrancano. Se c’è da aspettare ancora un po’ per intra-

vedere una ripresa dell’economia, quelli di Assindustria di pazienza ne hanno a sufficienza; a esserne deficitarii, e per questo incontenibili nella loro rabbia, sono i lavoratori in cassa integrazione e i senza lavoro. Chissà se il presidente della giunta regionale e il presidente degli industriali ne terranno conto, una volta trovata insieme la chiave della soluzione dei problemi sociali e del rilancio economico, come hanno immaginato e promesso. Dispongono dei milioni dei fondi europei (2014/2020) da lisciare e da incassare. A riflettere bene, forse, il rilancio economico ci sarebbe potuto essere, almeno accennato, se, ad esempio, invece di far chiacchiere inutili e lanciare a vuoto proclami, il governo regionale di centrosinistra avesse dato un senso concreto alla razionalizzazione della spesa, la cosiddetta spendig review che gli industriali di Assindustria Molise ribadiscono essere la “necessità di portare a termine quanto prima la dismissione delle aziende partecipate”. Guardandosi bene dal mettere in discussione i costi della politica, i faraonici emolumenti che percepiscono i consiglieri regionali, gli assessori, e i presidenti di giunta e di consiglio, i rimborsi elettorali, i vitalizi, e i finanziamenti ai gruppi consiliari. Argomenti tabù in Via Cardarelli. Il potere amico non va nemmeno sfiorato. A Frattura si sono limitati a suggerire, avendo tempo, di dare un’occhiata all’edilizia che più degli altri settori risulta essere maggiormente colpito dalla crisi e di conseguenza “è quello che riflette la contrazione occupazionale più preoccupante”. Manco a dirlo, tempestivo e solerte come non mai, il presidente Frattura agli associati del settore edile in Assindustria ha preparato un nuovo elargivo Piano casa, e ha confermato la libertà di sfruttare il territorio a piacimento, non immaginando nemmeno lontanamente di mettere in cantiere una legge urbanistica. Il Molise è l’unica regione italiana a non averla, e gli speculatori, difatti, sentitamente ringraziano. Dardo

Uomini di parola!

All’indomani della nomina a Commissario ad acta per la sanità nel Molise, il presidente della giunta regionale Paolo di Laura Frattura ha solennemente dichiarato: “Con la nomina a commissario porteremo a termine gli adempimenti previsti dalla legge per il ri-

sanamento dei conti del servizio sanitario regionale. Assieme al commissario Basso condivideremo gli atti necessari a ribaltare il giudizio fortemente negativo che ancora oggi il Governo esprime nei confronti della Regione Molise. Dimostreremo di non es-

sere contrari a processi di cambiamento, riqualificazione, riorganizzazione e razionalizzazione del servizio sanitario regionale, purché calibrati sull’interesse dei cittadini. Manterremo fede agli impegni presi per il Piano di rientro, senza produrre più tutti

quegli “atti inidonei e insufficienti” che finora ci hanno sempre contestato i Ministeri dell’Economia e della Salute, come si legge nella delibera di nomina del Governo. Il Molise sarà capace non solo di risanare i conti, ma anche di offrire un servizio di qualità ai suoi abitanti, diventando un esempio di buone pratiche per il Paese”. Siccome la memoria ogni tanto gli fa cilecca, riteniamo fargli un piacere rammentandogli ciò che ha detto e non ha fatto. Naturalmente, per dargli il tempo, con comodo, di farlo! Semmai ne sarà capace.


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L’azienda Fai mangia 4 giugno 2014

altri 255mila euro

La Camera di Commercio nel 2013 ha dirottato altri soldi pubblici sull’azienda in liquidazione dal buco di mezzo milione e la magistratura molisana dorme

L’azienda Fai mangia altri 255mila euro La Camera di Commercio nel 2013 ha dirottato altri soldi pubblici ‘sull’azienda in liquidazione dal buco di mezzo milione’ e la magistratura molisana dorme CAMPOBASSO. Le aziende in liquidazione, in Molise, continuano a mangiare soldi pubblici. Soldi che, stavolta, pesano esclusivamente sulle spalle delle imprese e dei contribuenti, quelli cioè che alimentano le entrate del bilancio della Camera di Commercio. Ricordate la vicenda dall’azienda camerale Fai? Quell’azienda speciale, di cui la Camera di commercio era socia al 100%, nata per fare corsi di formazione professionale finanziati da fondi europei e statali. Tra i protagonisti ci sono personaggi di spicco quali Paolo Frattura (allora presidente della Camera di

Commercio, governatore del Molise da febbraio 2013), Paolo Spina (presidente di Confcommercio e oggi interessato a diventare presidente della Camera di Commercio). Tra i professionisti scelti dalla dirigenza dell’azienda vi è la compagna del governatore Frattura. L’azienda dopo un anno chiude con un passivo di mezzo milione di euro. Soldi pubblici spariti. La Fai viene messa in liquidazione. La liquidatrice è la direttrice della Camera di Commercio del capoluogo, Lorella Palladino. Frattura (in qualità di presidente della Camera di Commercio) si affretta a versare 174mila euro alla banca Bnl per chiudere uno scoperto dell’azienda Fai. L’importo non è stato accreditato a copertura di una possibile perdita, ma semplicemente come prestito temporaneo alla Fai. Prima domanda: con quali risorse una società in liquidazione e con uno sbilancio patrimoniale già accertato di ben 485.000 euro potrà mai restituire il prestito alla Camera di Commercio? Ed oggi, come se non bastasse, si scopre che la stessa Camera assegna altri 255mila euro alla stessa azienda. Soldi pubblici, soldi delle imprese molisane che sono al collasso. Soldi dei cittadini molisani. L’unità operativa Affari generali, Affari legali, Archivio e protocollo informatico, servizi ausiliari della Camera di Commercio di Campobasso ha elargito, infatti, a favore dell’azienda speciale Fai (in liquidazione) 255mila 467 euro. La firma in calce della responsabile dell’ufficio è quella, sempre, della dottoressa Lorella Palladino, in base alla decisione presa dal consiglio camerale in data 21 maggio 2013. L’importo è sotto la voce “sovvenzioni, contributi e sussidi”. Il tutto dopo aver già bruciato mezzo milione di euro. Sempre di soldi pubblici, ovviamente.

Questo è quanto si è riusciti a sapere dalle notizie presenti sul sito della Camera di Commercio dove qualcosa di strano è successo. Il sito infatti è stato blindato e non sono più disponibili i documenti come era sino a qualche mese fa. Addirittura la Fai non viene più citata tra le società di cui la Camera di Commercio ha la partecipazione al 100%. E qui scatta la seconda domanda: perché la Fai è stata rimossa come azienda totalmente partecipata dalla Camera di Commercio, per proteggere qualcuno? Dando uno sguardo al passato e tornando ai 174mila euro, La Camera di Commercio mette i soldi sul conto della Bnl per ripianare il buco della Fai non come spesa ma come “anticipazione”, cioè come se poi la Fai glieli potesse restituire. Si h ala sensazione che l’operazione ha preciso scopo (tecnico): evitare di portare il bilancio in perdita perché un prestito non è una spesa ma soldi che si devono riavere. Terza domanda: la manovra anomala è legale? Perché guardandoci intorno, per molto meno, amministratori pubblici, sono stati condannati. Per cose simili, ad esempio, Scopelliti (ex governatore della Calabria) si è beccato 6 anni di carcere quando era sindaco di Reggio Calabria. Per una firma su una delibera di Giunta, restando in Molise, Michele Iorio è stato condannato dal tribunale di Campobasso. Infine, se la Fai non può restituire i soldi (delle imprese) alla Camera di Commercio perchè ha un buco, certificato dalla stessa Camera di Commercio, di 485mila euro, come mai la stessa Camera di Commercio elargisce ancora 255 euro di soldi pubblici? Antonio Careca

L'intervento

Sul Vietri promesse fasulle di Frattura di Associazione “Comitato Civico Frentano” Se per il “Vietri” Michele Iorio è stato un brutto sogno, Paolo Di Laura Frattura è ormai il suo incubo peggiore. E se lo è per un ospedale lo diventerà per un intero territorio e probabilmente per il Molise tutto. L’uomo del cambiamento e delle belle promesse si è rivelato un flop totale. Dai dati che cominciano a filtrare sul nuovo Programma Operativo inviato a Roma, emerge un Frattura totalmente appiattito sulle posizioni dei potentati che si spartiscono le risorse destinate alla Sanità di questa regione. Ci sono voluti solo pochi mesi per dismettere gli abiti del buon amministratore, disposto a far partecipi i cittadini delle scelte di governo, affinché si potesse costruire quel Molise di tutti che, in moltissimi, avevamo sognato e che ancora una volta stiamo vedendo preda di fameliche fauci. Nessuna democrazia, trasparenza zero, si delinea sempre più forte l’ombra del “despota”: ma ad un più attento esame si scorgono nitidamente i fili del puparo e ci si rende conto di assistere tristemente al solito teatrino della più scadente politica. In poco più di un anno da che si è inse-

diato il nuovo Governatore, le strutture sanitarie pubbliche sono sempre più agonizzanti, in particolare quelle del BassoMolise che ancora una volta sarà il territorio più penalizzato: il progetto prevede la chiusura del “Vietri” ed un forte ridimensionamento del “San Timoteo” con una assegnazione di posti letto e servizi assolutamente risibili per far fronte al fabbisogno di una popolazione di oltre 100.000 abitanti. Il tesserato del Partito Democratico, Paolo Di Laura Frattura si appresta a chiudere (ammesso che gli riesca) gli ospedali pubblici ed a privatizzare la Sanità del Molise. E’ dunque questa la posizione del Partito Democratico? Bisogna scendere nuovamente in trincea per difendere il diritto alla tutela della salute dei cittadini del Basso-Molise e l’Associazione “Comitato Civico Frentano” è pronta a “disseppellire l’ascia di guerra” ma questa volta per lottare al fianco delle Amministrazioni locali, per le quali è giunto il tempo di prendere coscienza del rischio gravissimo di non aver più garantita l’assistenza sanitaria per le popolazioni che esse rappresentano. Si spera, pertanto, che saranno numerosi i Sindaci chiamati a partecipare all’incontro sul tema Sanità che si terrà

oggi, 3 giugno alle ore 17,00, presso la Sala Consiliare al Palazzo ducale di Larino. Per concludere una considerazione tutta rivolta ai Larinesi perché siano spinti a fare un esame di coscienza e ad avere un maggiore rispetto gli uni per gli altri e per la propria Città. “Non chiederti cosa il tuo paese può fare per te, chiediti cosa puoi fare tu per il tuo paese” (J. F. Kennedy) è il principio cui si è sempre ispirata l’azione dell’Associazione “Comitato Civico Frentano” così come il lavoro di tanti altri Larinesi, per nascita o per adozione, nella nostra città: vi è chi cura, con somma perizia e dedizione, l’Archivio Storico Diocesano di Termoli-Larino; chi si impegna nell’esaltare le qualità del nostro olio di oliva; come non tributare elogi a chi ha reso e sta rendendo la musica motivo di orgoglio per tutta la comunità; una menzione particolare va a tutti quei giovani che lavorano con passione la carta pesta per rendere il Carnevale una vera opera d’arte; grazie a chi, con impagabile umanità, si prende cura dei malati terminali; un ringraziamento anche a chi, in condizioni quasi proibitive, continua la sua opera nell’ospedale cittadino; come non encomiare tutti coloro che lavorano nel-

l’arco dell’intero anno per rendere sempre più meravigliosa la festa in onore di S. Pardo; chi mette in scena rappresentazioni del Presepe Vivente e della Passione con sacrificio ed abnegazione; chi cerca di coinvolgere tanti giovani e giovanissimi in attività sportive o ne cura l’istruzione ottenendo brillanti risultati; chi si sforza di valorizzare il nostro patrimonio archeologico e culturale; chi difende il territorio dalla devastazione di eolico e fotovoltaico selvaggio: insomma e per fortuna, sono in tanti quelli che lavorano e si spendono per il bene di tutti. Ma nella nostra città, purtroppo, non mancano neppure nefandi spargitori di immondizia che deturpano l’ambiente inondandolo di rifiuti di ogni genere, come pure sono immancabili le solite “tre civette sul comò” che non concludono mai niente ma sono sempre pronte a sputare sentenze sull’altrui operato. Sarebbe interessante approfondire come mai il loro ricorso al TAR, contro la chiusura del “Vietri”, non abbia avuto seguito e capire a quale uso siano stati destinati i soldi chiesti ai cittadini per quello scopo. A costoro, dunque, un prezioso suggerimento: stridire meno, lavorare di più! Preferibilmente per il bene di tutti e non per un recondito tornaconto personale.


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Guardie mediche, nessuna soluzione

Speciale Elezioni

La riorganizzazione del sistema non trova ancora un tavolo di confronto CAMPOBASSO. Nei mesi scorsi la questione dei medici delle guardie mediche e la necessità di una riorganizzazione del servizio sul territorio, era tornata prepotentemente alla ribalta. Poi, però, il silenzio è calato su questa vicenda. Al contrario, proprio alla luce della bozza del piano sanitario, bisognerebbe tornare a riprendere l'argomento. L'ipotesi di rimodulazione delle Guardie mediche in Molise, che prevede una razionalizzazione del servizio finalizzata al risparmio con l’eliminazione di postazioni oggi esistenti in alcuni comuni, pone l’attenzione sulla proposta organizzativa che se venisse confermata - comprometterebbe la copertura territoriale della continuità assistenziale e determinerebbe un aumento dei ricoveri ospedalieri e del ricorso alle prestazioni del servizio di emergenza – urgenza. In Molise, è pur vero, così come per altre realtà territoriali, l'indice di presenza sul territorio di medici per pazienti è tra i più alti. Altrettanto vero, però, è che in molti comuni della regione, soprattutto nelle aree interne e in quelle zone che presen-

tano maggiori difficoltà di collegamento, i presidi di guardia medica costituiscono spesso l’unico riferimento sanitario nelle ore notturne e nei giorni festivi. Pertanto la riorganizzazione del servizio di guardia medica dovrebbe avvenire sulla base di criteri che tengano conto del fabbisogno dell’utenza e della funzionalità territoriali. La questione torna, così, di stretta attualità proprio nel momento in cui erano stati proprio i medici di guardia medica a sollecitare la Regione ad assumere provvedimenti in merito ad un migliore e diverso criterio di ripartizione sul territorio per garantire una migliore funzionalità del servizio. Troppo spesso operanti in strutture di fortuna, privi anche dei più elementari servizi le guardie mediche hanno garantito, comunque, prestazioni efficacie e, soprattutto, immediate. Oggi, per una politica di ridisegno del sistema, si rischia di privare ancora di più il territorio di punti di guardie mediche a scapito di quanti abitano nei centri più piccoli tra l'altro mal collegati tra di loro.

La soppressione di alcuni di loro, pertanto, porterebbe a un dilatamento delle zone da servire con grave nocumento per la tempestività dell'intervento stesso. A questo punto, forse, l'apertura di un tavolo di confronto tra le parti non guasterebbe.

Rifiuti urbani, mancano le direttive

CAMPOBASSO. Quanto accaduto, di recente, a Riano in provincia di Roma per la realizzazione della discarica dei rifiuti urbani, rischia di ripercuotersi in varie parti del territorio italiano, Molise compreso. In regione, infatti, insistono sette discariche che raccolgono 122mila tonnellate di rifiuti. La verità è che bisogna guardare alla previsione di un impianto di smaltimento capace di riciclare i rifiuti, produrre composti e ottenere energia elettrica a impatto zero, facendo guadagnare amministrazioni e cittadini. Diversamente non finirà mai la tarantella “discarica a te, no discarica a me” che innesca solo una guerra tra poveri. Il più sfortunato otterrà in cambio una discarica sul proprio territorio, il che equivale a una grossa buca piena zeppa di rifiuti indifferenziati o differenziati. È evidente che qualcosa

CAMPOBASSO. Il rilancio dell'economia parte dal credito. Un accesso agevolato al sostegno di spese improvvise, lo stimolo a cercare nuovi canali di vendita e condizioni chiare affinché anche il più piccolo esercizio possa modernizzarsi, sono elementi fondamentali per la ripresa. Questi passaggi, però, non possono aversi avendo dinanzi un sistema creditizio chiuso e, ormai, ingessato. Così come la Regione deve pensare a rivedere l'organizzazione della Finmolise superata, già, dal tempo e dalla crisi congiunturale che 'morde' il sistema economico regionale e che mostra una gestione assai conservatrice, che si traduce in scelte orientate ad una eccessiva prudenza. Debolezze che si riflettono in risultati economici modesti, spesso contrassegnati dal segno negativo, che non ten-

I ritardi in Regione fanno rischiare i Comuni di brutto

non funziona. Su questa problematica c’è bisogno che si apra un grosso dibattito, altrimenti si rischia come al solito di fregarsene democraticamente dei cittadini e fargli calare qualsiasi decisione irresponsabile, con l’unico obiettivo di arricchire qualcuno a discapito dei comuni e dei territori. Così non si va da nessuna parte. Non si risolve nulla. I metodi per smaltire i materiali senza dover presentare costi salatissimi ai cittadini ci sono. Cambiamento culturale e certezze normative dovranno essere gli elementi per invertire in sistema. Passo importante e determinante è l’introduzione della raccolta spinta porta a porta, unico sistema in grado di raggiungere in breve tempo

e su larga scala quote percentuali superiori al 70% di rifiuto differenziato che in Molise è ancora troppo basso. In contemporanea si dovranno necessariamente inserire iniziative di intervento pubblico di attività di compostaggio comunale (il compostaggio è un processo di trasformazione di scarti organici, la cosiddetta frazione umida dei rifiuti solidi urbani, in una biomassa, detta “compost” che ha svariati usi biodegradabili), realizzare piattaforme per il riciclaggio e il recupero dei materiali, in modo da reinserirli nella filiera produttiva. Diversamente, si corre il rischio che a saltare sia l'intero sistema di raccolta e smaltimento rifiuti.

Credito, nessuno ci pensa

La Regione è chiamata a rivedere l'organizzazione della Finmolise

gono però conto dello spazio che esse possono ricoprire sul mercato, delle condizioni della domanda e dell'offerta, dei servizi sia finanziari sia reali. All' interno della Regione, invece, oggi grava una fitta nebbia d' idee che impe-

disce di capire quale direzione prendere. Inoltre, se prima l' obiettivo era la piccola e media impresa locale da aiutare nella crescita - gestendo agevolazioni pubbliche e collaborando con i consorzi di garanzia - ora in alcuni casi la priorità

diventa la remunerazione del capitale investito. L'istituzione finanziaria deve remunerare il capitale investito e spesso si comporta, né più né meno, come quei gruppi privati che si rifugiano per convenienza nei settori protetti o negli ex monopoli. Così quei soldi rendono, ma non riescono ad accrescere la robustezza complessiva del territorio, tradendo così la vocazione originaria della società, che paradossalmente retrocede all' incapacità di essere motore di sviluppo. Ecco perchè c'è la necessità che la Finmolise cambi pelle e inizi a pensare alla funzione

delle finanziarie in termini di sviluppo e non più di sussidiarietà fine a se stessa. Abbandonare la logica del finanziamento a fondo perduto, puntare a un abbattimento dei tassi per un'evoluzione verso contributi per l' innovazione, come partner nelle start-up di imprese innovative e come garante per l' abbattimento del rischio. Come sul fronte del project financing, nel campo delle infrastrutture pubbliche, della mobilità, dei servizi e della sanità. Finanza innovativa in settori innovativi, per spostare provvedimenti dalle singole imprese a progetti sistemici. La Regione, però, stenta a muoversi in questa direzione, in alcuni casi ragiona ancora per compartimenti stagni, secondo vecchie logiche ministeriali. Invece è chiamata a un balzo in avanti e soprattutto di scegliere.


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4 giugno 2014

Gam, finalmente se ne parla in Consiglio Il centrodestra mette a segno un colpo: discutere a Palazzo Moffa dei problemi reali del popolo CAMPOBASSO. Erano presenti una cinquantina di lavoratori della filiera avicola di Bojano ieri mattina a Palazzo Moffa. Per la prima volta nella storia del governo guidato dal centrosinistra, finalmente il Consiglio regionale ha potuto discutere di problemi reali, che riguardano il popolo. Non per merito o per volontà del centrosinistra. Grazie ad una richiesta dell’opposizione. O meglio, grazie ad una pretesa del centrodestra. A dirla tutta, si è avuta la sensazione che l’azione amministrativa non sia stata gradita dalla classe di governo. Con un Michele Petraroia che ha cercato di minimizzare la responsabilità di quanto sta avvenendo in Molise. Non è colpa del governo regionale è in sintesi il pensiero espresso. A replicare c’era Michele Iorio che non ha potuto fare a

meno di notare: possibile mai che quando ieri c’era qualcosa che non andava, la colpa era del governo regionale. Oggi, che siamo ancora in attesa di conoscere il piano industriale della Gam mentre il governo di centrosinistra ha letteralmente chiuso l’azienda e sbattuto in mezzo ad una strada centinaia di lavoratori, oggi in questa situazione, la regione è immune da qualsiasi tipo di responsabilità? Al di là del dibattito politico, nel merito della questione si scenderà solo martedì prossima con la continuazione dell’argomento. Motivo? II governatore Frattura ha presentato il piano industriale ai consiglieri regionali solo ieri mattina. E per discutere nel dettaglio del problema, per decidere se condividere o meno il piano, per valutare la situazione, è necessario per i consi-

glieri soprattutto di opposizione studiare gli atti. Si spera con una celerità maggiore rispetto al periodo di studio impiegato dal governo Frattura che, dopo un anno e mezzo dall’elezione, non riesce ancora a prendere un provvedimento concreto, che sia uno, a favore del territorio molisano. Proprio perché “Si sta ancora studiando” ha affermato Frattura una settimana fa. Ad ascoltare c’erano madri e padri di famiglia che dal centrosinistra hanno ricevuto solo chiacchiere. Vediamo se con l’incalzare dell’opposizione sulle questioni concrete, si riuscirà ad arrivare a fatti che possano, in qualche modo, risollevare le sorti del Molise. Alla fine del dibattito dal centrodestra di Iorio è arrivato un avvertimento a Frattura: da questo momento in maniera periodica l’opposizione chiederà che si renda conto in Consiglio dell’operato amministrativo. Che si tratti di Gam, Sanità o altro. E se si manterrà fede a quanto detto, allora forse in Consiglio se ne vedranno delle belle.

Industria, qualcuno ha responsabilità? Troppi i casi di chiusura di aziende. E la Regione che fa? CAMPOBASSO. Qualcuno avrà anche delle responsabilità politiche per non avere portato avanti un'organica politica di investimenti per il settore industria nel suo complesso in tutti questi anni. Così come non si è riuscito nell'intento di ridurre i Nuclei industriali da tre a uno. I casi Zuccherificio e Gam, alla luce di quanto oggi in essere, devono, pure, dimostrare qualcosa. Come l'assenza dell'Università del Molise dalle politiche per il territorio nonostante i copiosi fondi dirottati alla stessa dalla Regione. In verità, bisogna fare un passo indietro per vedere che la questione si pone diversamente, e per fare questo è necessario porre un quesito fondamentale: gli incentivi sono stati effettivamente progettati come strumenti di politiche finalizzate ad incidere e orientare le scelte delle imprese verso obiettivi economicamente e socialmente rilevanti? I fatti mettono in luce come ciò non sia accaduto e come, piuttosto, l’orientamento delle politiche che si sono andate affer-

mando sia stato di fatto quello di non intervenire a modifica delle caratteristiche del sistema produttivo a cui erano rivolte. L’attuale clamore che circonda il tema della “riconversione ambientale” dell’economia attraverso la produzione di energia da fonti

rinnovabili, con prospettive quasi miracolistiche di recupero della stagnazione economica, ne è un ulteriore emblematico esempio. Bisogna considerare come alla base di quell’inefficacia a cui si è fatto appello per

screditare il ricorso alle politiche industriali stia proprio quell’abbandono di “visione” della politica industriale registrata fino ad oggi. Un paradosso, questo, che sembra non trovare limiti nella sua capacità di accrescimento. Guardando al Molise, le insufficienze del sistema industriale e dell’intervento pubblico per le imprese assumono, infatti, proporzioni ancor più rilevanti. Il circolo vizioso si è ormai però innescato: l’incapacità delle politiche industriali di agire per quello che ora sono, lascia gioco facile nel dimostrare che ogni euro in più speso dallo Stato è un euro sprecato e che, per questo, bisogna “lasciar fare” al mercato. In questi ultimi anni la politica ha fallito, non perché non abbia messo risorse e buona volontà, ma perché è mancata la capacità di analisi e di monitoraggio del contesto e, quindi, di porvi rimedio. Sembra che il rilancio industriale non interessi il Molise: l’assessore Michele Petraroia farebbe bene ad assumersi l’impegno nella ripresa effettiva di questo comparto perché la situazione di oggi è veramente drammatica.


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Campobasso

Piazza Cesare Battisti, un giovane esemplare prende il posto della vecchia sequoia Lo stato della sequoia di piazza Cesare Battisti è notevolmente compromessa. Del grande albero che dominava la piazza è rimasto solo il tronco, in pratica non si può far altro che espiantare la sequoia, o meglio ciò che ne è rimasto. A questa conclusione è giunta il “vecchio” Esecutivo di palazzo San Giorgio che ha deciso di sostituire l’attuale esemplare con una giovane sequoia. La proposta, in realtà, è arrivata lo scorso novembre al sindaco Gino Di Bartolomeo dal comitato “L’albero di natale” costituito spontaneamente da un gruppo di cittadini che si sono offerti di curare ogni dettaglio della messa a dimora della nuova pianta sia sotto l’aspetto finanziario che operativo. Il comitato ha trasmesso al Comune il programma dettagliato dell’intervento che è stato sottoposto all’attenzione del Servizio di manutenzione del Verde pubblico e del dirigente per le valutazioni tecnico scientifiche. L’intervento ha ricevuto il parere favorevole della struttura e quindi in piazza Cesare Battisti sarà ricollocato un giovane esemplare di Sequoiadendron giganteum .

Primaria d’Ovidio, Borsa di studio domani la mostra per Alessio Colasurdo spettacolo dedicata alla “casa della scuola” Domani alle ore 17,30 presso l'aula magna della scuola primaria "E. D'Ovidio" di via Roma avrà luogo uno mostra-spettacolo che interviene o conclusione del progetto "Passo dopo posso....,....indietro nel tempo". Sarà,in pratica, uno sorta di parallelismo tra la storia recente della scuola con quello del passato che, come è noto, essendo

stata a ragione definita “casa della scuola” ha rappresentato per tutti i campobassani nati dal 1920 ad oggi il riferimento dell'avanguardia formativa di molteplici generazioni. I bambini e le loro maestre hanno raccolto documenti, interviste e curiosità varie che daranno spessore ad uno serata che per certi versi, potrebbe risultare emozionante.

Alessio Colasurdo, 19 anni di Campobasso, allievo iscritto al 10ecimo anno della Scuola di Organo e Composizione Organistico del Conservatorio di Campobasso, classe del Maestro Alberto Pavoni, ha ottenuto una Borsa di Studio nella Categoria A del secondo concorso organistico nazionale dedicato alla memoria di "Rino Benedet" , tenutosi a Bibione lo scorso primo giugno. Successo dettato dal talento e dall'altissima preparazione riconosciuti ad Alessio da tutta la giuria del premio, composta dai Maestri Roberto Antonello, Giuseppe Russolo, Roberto Padoin, Michele Bravin.


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Campobasso

4 giugno 2014

Due gatte immediatamente da pelare: la formulazione di una proposta della giunta a 6, e il completamento dei quadri dirigenziali

Battista ha vinto largo alle primarie e alle urne elettorali, ciò dovrebbe suggerirgli di essere e di sentirsi libero quanto basti per darsi un profilo riconoscibile agli occhi della gente e all’interno della coalizione Mai come questa volta i consiglieri eletti sanno di essere dei mandatari e hanno impresso sulla pelle il nome dei mandanti. Povera città in mani simili La città aspetta segnali apprezzabili di cambiamento a Palazzo san Giorgio. E il sindaco Battista, in attesa che si compiano i conteggi relativi alla composizione del consiglio, ha due gatte immediatamente da pelare: la formulazione di una proposta della giunta a 6, e il completamento dei quadri dirigenziali. Sono scoperti l’Urbanistica e la Polizia urbana, in procinto di restare scoperti sono inoltre l’Ufficio legale e la Ragioneria. Da decidere infine se istituire di nuovo la direzione generale. Materie delicate, aspetti decisivi per un’organizzazione efficiente dei servizi municipali; materie sulle quali la mano della politica è stata finora pesante e determinante ma Battista, se vuole aprirsi da subito uno spazio di sopravvivenza, deve quantomeno alleggerirla. Parte con il marchio di essere l’espressione amministrativa di Roberto Ruta e con questo fardello sulle spalle deve aspettarsi che anche gli altri capibastone del Pd cerchino di piazzare paletti e puntelli nella sfera delle scelte e delle decisioni che dovrà prendere. Prevista quindi la solita fase estenuante di richieste, diktat, minacce e suggerimenti. Dicono che abbia assaggiato la pietanza e ne sia rimasto (all’apparenza) disgustato. Ha vinto largo alle primarie e all’esame delle urbe elettorali, e ciò

dovrebbe suggerirgli di essere e di sentirsi autonomo e libero quanto basti per darsi un profilo riconoscibile agli occhi della gente e all’interno della coalizione. L’anonimato, la remissività, la eccessiva flessibilità della schiena lo condannerebbero a cantare e a portare la croce: condizione disagevole oltre ogni dire per chi la patisce e per la collettività cittadina che si troverebbe ad avere un’amministrazione pretenziosa nella connotazione politica e ancora una volta sottomessa e irretita nella ragnatela degli interessi socio-economici, professionali, e affaristici che sono alla base dello sfascio urbanistico, del qualunquismo culturale e del degrado morale generali, ancorché contraltare di un sistema di potere e di una fascia sociale identificabile dall’arroganza con cui si muove e dalla ricchezza con cui si ostenta. Saprà Battista distinguere e distinguersi in questo guazzabuglio? Saprà governare una giunta e un consiglio formati da delegati, uno ad uno, del presidente della giunta, del presidente del consiglio e dei consiglieri regionali? Mai come questa volta gli eletti hanno coscienza di essere dei mandatari e impresso sulla pelle il nome dei mandanti e, quindi, la missione da compiere. Per contenerli, molto dipenderà dalla qualità politica e cul-

turale della mallevadoria rutiana cui il capriccio della storia locale gli ha voluto dare di nuovo una possibilità per qualificarsi, dopo la non brillante esperienza fatta con Di Fabio. Di pretta marca rutiana, peraltro applicata già con Di Fabio, è

la proposta della giunta a 6 con dentro i primi eletti di ogni lista (salva la proporzionalità della rappresentanza). Criterio oggettivo sì, ma anodino, che premia il consenso delle urne, e molti sanno con quali metodi a volte lo si ot-

tiene, e non la qualità, la versatilità, la professionalità, l’affidabilità delle persone. Un criterio che nella fase d’avvio gli toglierebbe il fastidio di scegliere e il perché della scelta, ma alla lunga potrebbe riservare brutte sorprese al sindaco e alla collettività. Chi non ricorda com’è finita la sindacatura di Di fabio? Dicono che Battista abbia intenzione di tenere molto in considerazione l’apporto dei piccoli partiti e delle piccole formazioni, cosa che gli darebbe forza e coesione ma di converso obbligherebbe il Pd e l’Idv ad essere meno arroganti, nonché un modo pratico per limitare l’invadenza ad esempio di Frattura, di Niro, dei Di Pietro, padre e figlio: gente che dagli scanni di Palazzo Moffa fa il bello e cattivo tempo nel Molise. Frattura tra l’altro ha notevoli interessi edilizi ed urbanistici e vuole che gli siano salvaguardati, con quale e quanta trasparenza dipenderà dal nuovo sindaco metterlo in mostra. Un nodo, in particolare, Battista dovrà poi cercare di sciogliere e riguarda le procedure degli appalti, per fare in modo che non sia sempre una sola ditta a Campobasso a farne incetta. Di Bartolomeo ha dovuto alzare le mani. Occhi puntati e orecchie drizzate delle associazioni edili e, si spera, della magistratura. Dardo

Intouract day all’istituto tecnico Pilla Rapina alle Poste, Questa mattina dalle ore 11.30 alle ore 13.00 presso l’aula magna dell’ITE “Pilla”, in Via V. Veneto – Campobasso - si terrà l’incontro denominato “Intouract day ” che la Provincia di Campobasso ha organizzato in collaborazione con l’Istituto Tecnico Economico “L. Pilla” di Campobasso. Tale azione rientra nell’ambito del progetto “InTourAct- Integrated Tourism Action Plans for SEE Excellence”, Programma Europeo SEE, il cui obiettivo è quello promuovere uno sviluppo turistico sostenibile nelle destinazioni partner del progetto, stimolando, altresì, una maggiore partecipazione degli stakeholders alla definizione delle strategie turistiche e delle azioni concrete. Più in specifico il Progetto Intouract mira a garantire un approccio integrato nella pianificazione dello sviluppo del turismo, promuovendo non solo le destinazioni turistiche principali, ma anche le aree circostanti, attraverso l'estensione della stagione turistica, la conseguente riduzione della concentrazione di turismo e favorendo in tal modo una migliorata sostenibilità ambientale ed economica.

Per raggiungere i suddetti obiettivi la Provincia ha inteso coinvolgere nel progetto alcune scuole ad indirizzo turistico della provincia di Campobasso al fine di realizzare assieme azioni comuni volte a: • produrre materiale di promozione e valorizzazione del turismo sostenibile maggiormente rivolto ad un pubblico giovanile; • definire possibili percorsi turistici volti a valorizzare turisticamente la Provincia di Campobasso; • ricercare nuovi ed innovativi sistemi di comunicazione che vadano a migliorare la percezione turistica della provincia di Campobasso. Il tema dell'incontro di oggi o sarà “La promozione del turismo scolastico nella Provincia di Campobasso” . Verranno proiettati i video realizzati dagli studenti dell’Istituto Tecnico Economico “L. Pilla” di Campobasso con il supporto del regista William Mussini. Interverranno il Presidente e l’Assessore al Turismo della Provincia di Campobasso, le autorità scolastiche regionali, esponenti delle aziende ed operatori del settore.

Lo stesso Assessore al Turismo della Provincia di Campobasso, Alberto Tramontano, ha sottolineato l’importanza di coinvolgere nel progetto le scuole ed in particolare i ragazzi in quanto è necessario dare loro il giusto ascolto su temi importanti quali lo sviluppo del turismo sostenibile nella nostra provincia. Il loro coinvolgimento attivo è fondamentale per renderli consapevoli e partecipi di scelte che riguardano anche il loro futuro. Intouract Day si inserisce tra le tante attività del progetto tra i quali i Forum Locali sul Turismo, da cui si parte per la realizzazione del Piano di azione Locale sul turismo della Provincia di Campobasso, che sarà presentato alla Regione Molise affinché confluisce nei documenti di programmazione 2014-2020. Da anni, infatti, la Provincia di Campobasso è impegnata per affermare un modello di turismo più sostenibile, vale a dire a minor impatto ambientale pur nel miglioramento dei benefici per tutti gli operatori economici, per i turisti e per la comunità provinciale in generale.

bottino di 4mila euro

Due uomini a volto coperto hanno fatto irruzione ieri nell'ufficio di Macchiavalfortore

MACCHIAVALFORTORE. Due uomini a volto coperto hanno fatto irruzione nell’ufficio postale armati l’uno di una pistola e l’altro di un coltello, intimando il personale di farsi consegnare i soldi. E’ successo ieri mattina a Macchiavalfortore, poco dopo l’orario di apertura. I due malviventi hanno minacciato i presenti e sono riusciti a portare via circa 4mila euro che erano nelle casse dell’ufficio, prima di fuggire a bordo di una moto di grossa cilindrata. Avvertiti immediatamente i Carabinieri che, di concerto con i colleghi delle stazioni vicine, hanno posizionato dei posti di blocco lungo la strada che porta a Foggia e quella in direzione di Bojano. In corso anche le verifiche per tentare di risalire all’identità dei rapinatori, telecamera di sorveglianza e testimonianze saranno al vaglio degli inquirenti


TUTTO QUELLO CHE GLI ALTRI NON DICONO

ANNO X - N° 113 - MERCOLEDÌ 4 GIUGNO 2014 - DISTRIBUZIONE GRATUITA Quotidiano del mattino - Registrato al Tribunale di Campobasso atto n. 03 del 21/03/2008 - Direttore Responsabile: Angelo Santagostino Rotostampa Molise sede legale: Sessano del Molise (Zona Industriale) Direttore Editoriale: Tommaso Di Domenico Tel.: 0874.698012 Responsabile di Redazione: Giovanna Ruggiero Fax: 0874.494461 E-mail Redazione Campobasso: redazione@lagazzettadelmolise.it E-mail: Amministrazione - Pubblicità: commerciale@lagazzettadelmolise.it Ufficio pubblicitario: Tel.: 0865.412094 - Cell.: 389.0563606 Stampa: Rotostampa Molise - Sessano del Molise (Z.I.) Il lunedì non siamo in distribuzione La collaborazione è gratuita

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Isernia

4 giugno 2014

Rifiuti interrati, sequestrati due terreni

L'operazione è stata condotta dal Noe dei Carabinieri e i Vigili del fuoco Interessate aree tra Venafro e Sesto Campano. Ulteriori esami dall'Arpa ISERNIA. Sono due i terreni sequestrati, per un totale di sei ettari. Uno a Venafro, l’altro a Sesto Campano. Al momento non ci sono persone iscritte nel registro degli indagati, si procede contro ignoti, ma l’inchiesta è tutt’altro che conclusa. L’operazione Cover Weist, rifiuti interrati, coordinata dalla procura della repubblica di Isernia, ha coinvolto i carabinieri del nucleo operativo ecologico di Campobasso, i militari dell’Arma e i Vigili del fuoco del comando provinciale di Isernia. In campo anche alcuni geologi incaricati dalla magistratura e gli esperti dell’Arpa Molise del dipartimento isernino: a loro è stato affidato il compito di effettuare ulteriori esami tossicologici su tutto il materiale recuperato. Sotto i terreni sequestati, a una profondità tra i 5 e i 7 metri, è stato trovato di tutto: fusti conte-

nenti rifiuti, strati di argilla di colore nero, scarti provenienti dai cantieri edili, plastica e buste contenenti materiali irritanti, strati di terreno impregnati di oli minerali, scarti delle fonderie, rottami provenienti da auto demolite, tubi contenenti amianto, addirittura blocchi di asfalto, mentre resta da accertare la provenienza e la natura di una strana sostanza di colore verde chiaro trovata sotto terra. L’indagine – precedente alle dichiarazione del boss della camorra Carmine Schiavone – prosegue per accertare le eventuali responsabilità, ha assicurato il procuratore capo Paolo Albano. Al tempo stesso non sono esclusi altri scavi. Per ora, comunque, non è il caso di allarmarsi, ha sottolineato: falde acquifere e terreni non sono stati compromessi

L’intervento.

Carceri, troppe disfunzioni

La Casa Circondariale di Isernia è uno dei tre istituti di pena presenti nella Regione Molise oltre alla Casa di Reclusione Campobasso e la Casa di Reclusione di Larino. In termini di capienza detenuti la C.C. di Isernia è quella che ne può ospitare di meno ma in ogni caso, pur facendo registrare una presenza di 54 detenuti al 27 maggio 2014, la Direzione dell'Istituto deve garantire, rispetto alla gestione dei detenuti, tutte le previsioni della normativa di settore (ordinamento penitenziario) alla stessa stregua di un Istituto con capienza maggiore. Per l'assolvimento dei compiti istituzionali è quindi previsto un reparto di polizia penitenziaria e la presenza di personale civile del comparto ministeri (assistenti amministrativi, contabili, educatori, funzionari di area giuridico pedagogica ecc) sulla base di apposite piante organiche, per tutte le attività amministrative connesse. Le piante organiche non sono comunque attuali perché non rispondono ad una adeguata rilevazione dei carichi di lavoro degli operatori dei due comparti (sicurezza e ministeri) che molto spesso non sono contestualizzati alla normativa sia nazionale che comunitaria. Ciò significa che il complesso dei diritti e dei doveri del personale previsto nei contratti diventa poco compatibile con l'obbligo di garantire i compiti istituzionali (esecuzione misure privative della libertà personale, ordine e sicurezza degli istituti, osservazione e trattamento, traduzioni e piantonamenti dei detenuti). Affianco al suddetto personale troviamo poi molti altri operatori (volontari, insegnanti della scuola carceraria, medici, infermieri dipendenti e convenzionati con le ASL) che frequentano l'istituto e che inevitabilmente “fruiscono” degli spazi della struttura anche se gli stessi sono caratterizzati dalla sufficiente manutenzione. Il sovraffollamento delle carceri è un argomento molto attuale tanto più se si considera che proprio in data 28 maggio u.s. è

scaduto il termine concesso dalla CEDU (Corte Europea dei Diritti dell'Uomo) all'Italia per adeguare la situazione carceraria rispetto a quanto sancito nella sentenza del 3 maggio 2013 nota come sentenza “Torreggiani”, a seguito della quale è stato riscontrato nei penitenziari italiani, a fronte del sovraffollamento, un trattamento disumano e degradante del detenuto. Sono noti i vari interventi in merito da parte del Presidente della Repubblica per trovare una soluzione idonea al problema (provvedimento di amnistia, indulto) Comunque dal 2013 sono stati emanati vari provvedimenti legislativi (c.d. svuotacarceri) che hanno determinato un effetto deflattivo sulla presenza dei detenuti migliorando, di conseguenza, le condizioni detentive degli stessi. Da non trascurare, però, che negli ambienti in cui sono reclusi i detenuti caratterizzati dalla scarsa manutenzione, sono presenti per i controlli, nell'arco delle 24h gli appartenenti alla polizia penitenziaria e, se tali ambienti non sono salubri ed igienicamente regolari per i detenuti, NON lo sono nemmeno per il personale. Uno dei diritti fondamentali costituzionalmente garantito è quello relativo alla salute che come ben noto dal 2008, dopo il passaggio della Sanità Penitenziaria al Servizio Sanitario Nazionale, grava, per effetto distorto del principio di federalità, sul servizio sanitario regionale su cui insiste l'Istituto. Premesso che l'Amministrazione Penitenziaria Dap (Dipartimento Amministrazione Penitenziaria) ha previsto per gli istituti dell'Abruzzo e Molise il riferimento territoriale del Prap (Provveditorato Regionale dell'Amministrazione Penitenziaria) con sede di dirigenza generale in Pescara, si assiste, per effetto delle previsioni e degli stanziamenti diversificati dei due diversi servizi sanitari regionali (Abruzzo – Molise) ad una differente tutela del diritto alla salute dei detenuti che, come ben noto, trattasi di diritto costituzionalmente garantito. Questa doverosa

premessa era necessaria per affrontare le problematiche che sono state rilevate nell'incontro tenutosi il 20 maggio u.s. presso l'assessorato alle politiche sociali con il Vice Presidente della giunta Regionale Dott. Michele PETRAROIA che, grazie alla sua sensibilità personale ed istituzionale ha ritenuto, dopo una visita presso le carceri di Isernia di convocare le OO.SS. del personale di Polizia Penitenziaria per condividere soluzioni adeguate, anche alla luce della prossima visita del Pontefice presso l'Istituto di Isernia programmata al 5 luglio p.v.. E' chiara la necessità di interventi sulla struttura per la manutenzione degli spazi comuni, delle celle e delle docce, proprio per aumentare la vivibilità per tutti (detenuti e operatori) del penitenziario e, nello stesso tempo, rappresentare un adeguato “biglietto da visita” del mondo penitenziario regionale in occasione della presenza del Papa. Per rilanciare l'Istituto di Isernia potrebbe essere importante l'opportunità di utilizzo di un repartino composto di n. 4 celle che potrebbe ospitare, anche secondo il progetto dei circuiti regionali predisposto dal Prap di Pescara, almeno n. 8 detenuti affetti da patologie psichiatriche e ciò potrebbe costituire il polo regionale in tal senso, alla stessa maniera in cui gli istituti di Teramo e Pescara costituiscono analogo riferimento per la Regione Abruzzo. E' chiaro che la gestione dei detenuti suddetti necessita, così come già previsto per gli Istituti Abruzzesi, della presenza continua e regolare dei medici del SIAS (Servizio Integrativo Assistenza Sanitaria) e di personale infermieristico, oltre a quella di uno specialista psichiatra per un considerevole numero di ore giornaliere, tanto più se si considera che l'Ordinamento Penitenziario (Legge 354/75) all'art 11, prevede espressamente che in ogni istituto debba essere assicurato il servizio psichia-

trico interno. Inoltre, non potrà procedersi all'apertura del repartino se prima non sarà prevista l'assegnazione di personale di polizia penitenziaria da destinare alla sorveglianza. In maniera analoga, cioè potenziando il personale di polizia e provvedendo all'installazione di impianti per la video sorveglianza, si potrà procedere all'attivazione dell'altro repartino (reparto zero) indicato nel verbale costituito da quattro camere (capienza 10 detenuti) che potrà essere destinato alla gestione di situazioni particolari quali quelle dell'isolamento giudiziario, isolamento sanitario e per motivi di opportunità penitenziaria. Parallelamente dovrà essere previsto il potenziamento del personale dell'area pedagogica e l'aumento delle ore destinate agli esperti di cui all'art. 80 O.P. (Psicologo, Criminologo ecc). Insomma è necessario attribuire la giusta attenzione alle problematiche sopra evidenziate per consentire un'adeguata gestione delle complesse situazioni dell'istituto di pena di Isernia, tra l'altro riscontrabili in ogni altro carcere, sia relativamente ai detenuti che al personale. N. Farina (FP CGIL), M. Della Ventura ( FP CISL ), M. Laudati (CISL FNS), L. Di Michele (UIL PA)


Isernia

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Stipendi, nulla di fatto in Provincia ISERNIA. Ancora un nulla di fatto per il pagamento degli stipendi di maggio ai dipendenti della Provincia di Isernia. La banca del lavoro e del piccolo risparmio, infatti, deve riunire il suo consiglio d'amministrazione per deliberare sulla nuova convenzione con via Berta. In sostanza, Mazzuto ha dovuto piegare la testa e accettare le nuove condizioni imposte dalla banca, per concedere anticipazioni di cassa all'ente Provincia di Isernia. Si tratta dello scoperto sul conto corrente bancario di via Berta. Solo con lo scoperto di conto, infatti, sarà possibile pagare le retribuzioni del personale. E per dire sì allo scoperto, occorre il parere obbligatorio del consiglio d'amministrazione della banca che dovrà approvare le nuove condizioni di gestione del conto corrente. Si passa dalla gestione gratuita al costo dell'uno per cento sulle anticipazioni e inoltre la Provincia rinuncia al bonus annuale per le sponsorizzazioni di 21mila e cinquecento euro che la banca in precedenza concedeva a via Berta. Insomma, Mazzuto ha dovuto mediare con l'stituto di credito che gestisce la tesoreria dell'ente per ottenere una nuova linea di credito, o meglio, un nuovo prestito per pagare gli stipendi del personale. Intanto, i dipendenti di via Berta stringono la cinghia e si augurano al più presto di lasciare questo regime di morte annunciata per andare verso la nuova strutturazione finanziaria dell'ente voluta dal governo Renzi in concomitanza con la riforma delle Province.

Lettera al direttore

Ma i treni fermano ancora a Cassino?

Caro Direttore, ieri mattina nel fare l’abbonamento mensile Cassino Isernia – Isernia Cassino ho appreso che la regione Molise non farà fare più alcuna fermata dei suoi treni nella regione Lazio, impedendo così lo spostamento di lavoratori, Studenti, professionisti e quant’altro di categorie di cittadini che hanno la necessità di spostarsi tra questi due territori. E’ una decisione miope, dannosa e considerato i tempi di crisi economica ed il costo di un trasporto individuale con la macchina anche provocatoria. Qualsiasi sia la motivazione di questa decisione è senza ombra di dubbio a danno dei cittadini sia mo-

lisani che laziali privati di un diritto essenziale quale è il trasporto pubblico. Questa mattina ho constatato che vi sono frontiere all’interno del territorio nazionale, per venire nel Molise bisogna recarsi nella capitale “Roma” e poi accedere al servizio pubblico di trasporto della regione Molise, è questa la sostanza di quanto stanno attuando. Molise e Lazio sono regioni confinanti, la fermata di Cassino è la prima oltre il confine del Molise e secondo questi grandi pensatori in meno di 50 Km non vi sono persone che hanno necessità di spostarsi per recarsi a scuola, nei posti di lavoro, presso esercizi commerciali o presso strut-

ture pubbliche, si può continuare ancora per molto se si pensa a tutte le attività ed interessi che le persone pongono in essere. Pertanto chiedo che la vicenda abbia un’attenzione ed un coinvolgimento di quelle parti sociali che abbiano a cuore il benessere di questo paese , decisioni del genere danneggiano i cittadini di questi territori ed il territorio stesso con l’ impoverimento di servizi che ne favoriscono lo sviluppo economico. Resto in attesa di una vostra comunicazione in merito, i passeggeri sono disposti ad essere testimoni del loro disagio. Cordiali saluti Una passeggera


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Termoli

4 giugno 2014

Ballottaggio, nessun apparentamento dei due candidati sindaci

con altri schieramenti

TERMOLI – Tutto secondo previsioni: per il ballottaggio dell’8 giugno per scegliere il sindaco non c’è stato nessun apparentamento ufficiale. I due candidati Angelo Sbrocca e Michele Marone vanno avanti che le forze che li hanno sostenuti al primo turno. Ma se Marone da subito aveva annunciato che non avrebbe fatto alcun apparentamento, Sbrocca ha avuto alcuni abboccamenti specialmente con Paolo Marinucci, giunto in terza posizione in prima battuta. Ma le richieste di quest’ultimo, che ha rifiutato la carica di vice sindaco in caso di vittoria di Sbrocca, non hanno convinto il candidato sindaco. Marinucci aveva chiesto che in caso di vittoria che Sbrocca non avrebbe dovuto dare incarichi a consiglieri appartenuti all’ex giunta di centrodestra guidata dall’ex sindaco Di Brino ed ora confluiti nel centrosinistra. Secca la risposta di Angelo Sbrocca che ha ritenuto la proposta irricevibile. Dunque ufficialmente nessun accordo anche se Marinucci ha lanciato egualmente un segnale ai suoi: “Lasceremo a quanti ci hanno scelto al primo turno libertà di coscienza”, frase che per un raggruppamento di centrosinistra è abbastanza chiaro. E un appoggio a Sbrocca dovrebbe es-

sere assicurato dai civatiani che già durante la trattativa per l’apparentamento si erano schierati per il si: “E’ un’occasione da non perdere – era stato detto - per ricostruire un tessuto unitario a sinistra. A Termoli, quest’obiettivo assume un significato di particolare importanza per le vicende della storia politica recente”. Remo Di Giandomenico, altro candidato sindaco al primo turno, non si nasconde facendo sapere che la sua coalizione (ha preso il 18% dei consensi) preferisce Angelo Sbrocca in quanto “male minore e maggiore garanzia di cambiamento rispetto a un’amministrazione che abbiamo mandato a casa e ora si ripresenta con le stesse persone”. Dunque, escluso il Movimento 5 Stelle che ha fatto corsa a se e non voterà altri candidati (disertare le urne o votare scheda bianca) i giochi sembrano fatti. Intanto, mentre i due contendenti continuano nella campagna elettorale, in Municipio la commissione elettorale ha sorteggiato i nomi che appariranno in successione sulle schede elettorali: al promo posto Michele Marone, al secondo Angelo Sbrocca.

Amministrative, Marone:

riunire i punti nevralgici della città TERMOLI – Continua la campagna elettorale da parte del candidato sindaco del centrodestra Michele Marone in vista del ballottaggio di domenica prossima. L’aspitante primo cittadino, nella propria sede elettorale, ha illustrato le sue intenzione per riunire due aree strategiche con il centro cittadino: baipassare la ferrovia che taglia in due Termoli e pensare ad ubn nuovo ingresso a nord della città dove una volta esisteva il ponte Foce dell’Angelo. “Per questo intervento – ha detto Marone - si pensa a una passeggiata, e comunque ad un percorso che ricongiunga viale Cristoforo Colombo con la zona del viadotto abbattuto e viale Trieste costeggiando lo stadio comunale Cannarsa. Un nuovo itinerario per i cittadini per fruire al meglio della città e per gli

appassionati del tempo libero che possono, in questo modo, godere appieno di una parte di Termoli relegata ad automobili e ingolfata da ferrovia e palazzi”. Per quanto riguarda i binari della ferrovia, Marone ha detto che: “E’ necessario ricucire viale Trieste con il centro urbano attraverso una copertura della ferrovia che permetterà di ricongiungere tutta la città con il centro murattiano. La copertura permetterà di realizzare nella parte superiore un’area vasta di parcheggi a raso, verde attrezzato con panchine e chioschi. L’intervento determinerà nuovi spazi per i cittadini e, nel contempo, risolverà i disagi dei residenti legati alla presenza della stazione, i problemi dell’inquinamento acustico

e non solo che da anni affligge la popolazione residente nei quartieri e vie circostanti. La città deve essere ricucita, deve essere, per così dire, guarita da quella che è una ferita profonda rappresentata dai binari che tagliano Termoli proprio nel cuore centrale. Con questa idea progettuale – ha concluso Marone - si possono ottenere più risultati, risolvere il problema annoso dell’inquinamento di viale Trieste, lasciare la stazione in centro che rappresenta una comodità unica e, nel contempo, ricavare nuovi spazi a servizio dei cittadini e non solo delle automobili, liberando questa zona e riorganizzando al meglio il centro della città anche per quanto riguarda la regolamentazione del traffico”.

Futuro Zuccherificio, sindacati chiedono un incontro TERMOLI - Mentre è stato approvato il bilancio e sono iniziate le prime assunzioni del personale stagionale, restano alcune perplessità sul futuro produttivo dello Zuccherificio. A tal proposito le rappresentanze sindacali della Fai - Cisl, Flai - Cgil e Uila Uil chiedono un incontro nella sede della presidenza del Consiglio regionale per discutere del futuro dello Zuccherificio del Molise. Le Rsu metteranno in discussione le problematiche dell’azienda e le possibili soluzioni per garantire le prospettive future.

No all’apparentamento, le spiegazioni di Paolo Marinucci TERMOLI - Fatto il quadro della situazione sul prossimo ballottaggio Paolo Marinucci ha diramato un comunicato con il quale spiega che la sua decisione sul mancato apparentamento “non si è trattato né di personalismi, né di veti, ma della volontà di dare un segnale forte di discontinuità con il passato. Avevamo subordinato il nostro ingresso in maggioranza all’esclusione dalla futura giunta di quanti avevano ricoperto incarichi esecutivi nella ex-giunta Di Brino. Nulla di più di quanto chiesto sin dalla fase organizzativa delle primarie. Del resto non crediamo che ci si possa muovere l’accusa di porre veti, quando lo stesso entourage ha impedito inspiegabilmente, al dottor Pino Marino, la candidatura nella lista del Pd. Non abbiamo chiesto nulla in cambio, per nessuno, né incarichi né poltrone. Ciononostante la nostra proposta è stata rifiutata e si è scelto la compagnia di ex assessori che non hanno esitato a cambiare nottetempo casacca. Noi a questa politica non ci stiamo”. Marinunci ha una nota di rammarico ricordando che se si fosse raggiunto l’apparentamento si sarebbe dato a Termoli un buon governo relegando Marone, Di Brino e la sua exgiunta all’opposizione. “Noi abbiamo fatto il nostro passo avanti – scrive Marinucci -, qualcun altro è stato irremovibile. Questo dimostra, prima di tutto, la mancanza di lungimiranza e di coraggio. Siamo orgogliosi del lavoro svolto. Abbiamo usato un metodo collegiale per prendere le decisioni ascoltando i punti di vista di ciascuno, ma soprattutto abbiamo mantenuto una linea estremamente coerente con quanto abbiamo affermato fin dall’inizio. E siamo convinti che la coerenza paghi. L’idea era la formalizzazione di un apparentamento con il quale ripristinare condizioni di omogeneità della coalizione. Tutto ciò non è accaduto: qualcuno ha deciso di sposare un vecchio e superato modo di fare politica perdendo l’occasione di proiettare Termoli verso il futuro. Peccato. Per completezza di informazione va detto che, abbiamo declinato, l’offerta del Candidato Sindaco Sbrocca di realizzare un accordo politico, non in grado a nostro avviso di garantire discontinuità e incisività dell’azione amministrativa”. Infine l’appello al suo elettorato: “Scegliere il candidato che meglio potrà governare la nostra città e la cui proposta programmatica più si avvicina alla nostra. Invitiamo pertanto gli elettori termolesi ad esercitare il diritto-dovere di voto sancito dalla Costituzione, esprimendo il proprio consenso a quel candidato che assumerà impegni seri e concreti, depurati da ogni intento propagandistico”.


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Termoli

4 giugno 2014

Accoglienza profughi, contrario il vicesindaco PETACCIATO – Nel centro del litorale sono arrivati una ottantina di profughi provenienti da Lampedusa dove sono sbarcati nei giorni scorsi. Uomini, donne e bambini sono ospitati nella struttura residenziale “Al Colle” gestita dalla cooperativa sociale “Cosmo”. Ma non tutti concordano sull’accoglienza. Di questa tendenza è il vice sindaco Alberto Di Vito. “Non condivido né il metodo né il merito. Non il metodo perché si tratta di una decisione imposta dall’alto, senza che il Comune sia stato minimamente coinvolto. Non ne sappiamo nulla – continua Di Vito - né siamo al corrente se sono state prese tutte le iniziative atte ad assicurare la sicurezza e l’incolumità pubblica sotto il profilo igienico sanitario. Il Comune non ha mai dato la sua disponibilità ad

Ornitologia, Fratino: ci sono nove nidi lungo il litorale

COSTA MOLISANA – Ci sono nove nidi con uova e piccoli di Fratino già nati lungo il litorale tra la foce del Saccione e quella del Trigno. Lo testimoniano i componenti del Gruppo Molisano Studi Ornitologici per la salvaguardia del Fratino. Dalle ispezioni eseguite, la pre-

senza maggiore è stata registrata nella zona sud del litorale e, specialmente, nei pressi del porto turistico di Campomarino e della foce del Saccione, dove maggiormente si creano le dune che sono l’habitat naturale di questo uccello. E’ vero – si legge in un documento di-

vulgato dall’ornitologo Nicola Norante che il “tronco spiaggiato in inverno” e poi coperto dalla sabbia trasportata dai venti favorisce la formazione delle dune e la conseguente colonizzazione da parte delle piante pioniere. Questo concetto va trasmesso alle ditte che operano la rimozione che dovranno lasciare in loco quelli depositati più internamente. In qualità di ornitologo di professione e presidente del Gmso Onlus, desidero elogiare e ringraziare i Sindaci delle Amministrazioni dei Comuni costieri che ormai sono entrati nell’ottica di gestire la pulizia delle spiagge in sintonia con l’attività biologica della specie. Alcuni bagnanti ci hanno chiesto l’identikit delle uova unicamente per riconoscerle, quindi rispettarle e segnalarle contribuendo alla ricerca”.

Conclusa la festa del patronoSs. Adamo GUGLIONESI – Grande partecipazione ai tre giorni di festività per la 921esima rievocazione della prima traslazione delle reliquie di S. Adamo Abate, Patrono di Guglionesi.

Lunedi si è svolta la solenne processione e la Santa Messa e la benedizione del paese. Nei tre giorni tanti gli appuntamenti musicali: napoletana, jazz e musica per bande. Proprio a quest’ultimo genere è

stata riservata la serata del 2 giugno con la banda di Bracigliano mentre nella serata conclusiva si è esibita la banda “Città di Francavilla Fontana” diretta dal maestro Ermir Krantja.

TERMOLI – Gli alunni delle elementari dell’Istituto comprensivo “Marconi” di Petacciato sono stati ospiti del comando della Capitaneria di porto, dove hanno preso conoscenza delle varie attività del Corpo della Marina e, in special modo, della Guardia Costiera. Iniziativa che rientra nelle finalità del progetto di diffusione della “cultura del mare”, compresi il rispetto r la sua salvaguardia e all’osservanza di regole importanti per la loro ed altrui sicurezza in mare. Il personale della Capitaneria hanno fatto visitare agli ospiti la Sala Operativa dove ci sono le varie apparecchiature per i controlli a distanza del mare e delle imbarcazioni in navigazione e da dove partono tutti i comandi. Una giornata di scuola diversa per i 40 alunni che hanno ricevuto un aiuto ad acquisire le competenze di base necessarie per la vita e ai fini dello sviluppo personale e della cittadinanza attiva.

accogliere profughi sul nostro territorio. E non condivido nemmeno nel merito. Non si tratta né di discriminazione né di mancanza di spirito di solidarietà, ma Petacciato ha altre priorità legate soprattutto al turismo. La struttura dove sono stati accolti è nata ed è stata autorizzata per fare turismo. Non possiamo accogliere profughi proprio mentre parte la stagione turistica. È sempre la solita storia, le decisioni sono imposte dall’alto ad onta delle reali necessità delle comunità locali. Mi rendo conto che siamo costretti a obbedire – termina il vice sindaco -, ma non ci possono impedire né di dissentire, né di farci risentire al primo episodio che sfugga al controllo di chi ha assunto questa inopportuna decisione!”.

Termoli... Ricordare e Capire il 2 Giugno...

LITORALE - "Si passa la prima metà della vita a ricordare senza capire, e l'altra metà a capire senza ricordare". Ho ancora buona memoria, nonostante l'avanzare degli anni. Tuttavia, devo confessare che in giovinezza la mia mente riusciva a conservare un bagaglio enorme di informazioni, anche non necessarie. Forse non le capivo con la profondità che lo scorrere del tempo mi ha dato. E' un po’ quello che accade alle menti giovani, che possono immagazzinare dati, come avviene nei computer, senza però elaborarli più di tanto. E' una delle osservazione che lo scrittore francese A. de Rivarol riusciì ad incastonare nei suoi "almanacchi" di ritratti di personaggi. La situazione della giovane generazione attuale, con l'avvento dell'informatica, è appunto quella di avere a disposizione una valanga di dati, di "memorie", come si usa dire nel linguaggio "virtuale". una massa che, però, non è ordinata in un progetto sensato ed è, quindi, arduo elaborarla, comprenderla, trasformarla in uno strumento di conoscenza. Ma all'antipodo, ecco la vecchiaia che incarna un altro modello antitetico, quello di capire, sì, ma senza ricordare, disperdendo in tal modo la capacità di sintesi e di conservazione. Memoria e intelligenza, allora, non procedono necessariamente insieme e, così, ci troviamo sempre un pò monchi e incompleti. Eppure ricordare e comprendere è, senz'altro, una meta ardua, ma non impossibile, e questo avviene attraverso la selezione dei dati, il rigore del metodo. Purtroppo pare che di questo la scuola e la stessa cultura contemporanea non si preoccupino. La vera conoscenza, infatti, unisce al dato appreso lo scavo per comprenderlo, a differenza di quanto oggi accade: "un'infarinatura di tutto, una conoscenza di niente" per dirla con lo scrittore C. Dickens. Repubblica: forma di governo caratterizzata dall'elezione del Capo dello Stato da parte dei cittadini, e dalla temporaneità di tale carica. Si distingue la Repubblica Parlamentare, Italiana, in cui il potere è espresso dal Parlamento eletto dai cittadini. Cognome: Repubblica, nome: italiana, età: 68. Rocco Cappella Detto Tommaso

Alunni di Petacciato in visita alla Capitaneria di porto



4 giugno 2014