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ANNO X - N° 28 - MARTEDÌ 4 FEBBRAIO 2014 - DISTRIBUZIONE GRATUITA Quotidiano del mattino - Registrato al Tribunale di Campobasso atto n. 03 del 21/03/2008 - Direttore Responsabile: Angelo Santagostino Rotostampa Molise sede legale: Sessano del Molise (Zona Industriale) Direttore Editoriale: Tommaso Di Domenico Tel.: 0874.698012 Fax: 0874.494461 E-mail Redazione Campobasso: redazione@lagazzettadelmolise.it E-mail: Amministrazione - Pubblicità: commerciale@lagazzettadelmolise.it Ufficio pubblicitario: Tel.: 0865.412094 - Cell.: 389.0563606 Stampa: Rotostampa Molise - Sessano del Molise (Z.I.) Il lunedì non siamo in distribuzione La collaborazione è gratuita

GIORNALE SATIRICO

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L’Oscar del giorno a Giulio Perrucci

L'Oscar del giorno lo assegniamo a Giulio Perrucci. Al primo appuntamento che conta il presidente del Campobasso calcio è riuscito a coglierlo. La formazione rossoblu ha conquistato sul campo la Coppa Italia regionale e potrà, ora, partecipare alla fase successiva con la speranza e l'auspicio di potere arrivare fino in fondo per un secondo, possibile, traguardo. Visti anche i risultati maturati in campionato, il presidente l'Oscar se l'è pienamente conquistato con la speranza di sempre nuovi risultati.

Il Tapiro del giorno ad Angela Fusco Perrella

Il Tapiro del giorno lo diamo a Angela Fusco Perrella. Il centrodestra, da qualche tempo, la va cercando perchè, dopo le nomine dirigenziali nel partito di Alfano, non se ne conoscono più i movimenti. Dopo la decennale presenza in Giunta a guida Michele Iorio è stato proprio quest'ultimo a domandarsi che fine avesse fatto il suo ex assessore. Con molta probabilità avrà, semplicemente, ritenuto prendersi una pausa di riflessione in attesa di una valutazione più estesa dinanzi ai nuovi scenari politici che si vanno a comporre.

REGIONE

La fidanzata di Frattura guida l’espansione All’Unimol A PAG. 2

ASSINDUSTRIA

Gli imprenditori criticano il presidente Natale A PAG. 2

PROTEZIONE CIVILE

I soldi per i precari ci sono ma Ciocca finge di non sapere A PAG. 5


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4 febbario 2014

Il governo regionale lasciato di dire e di fare in assoluta libertà e autarchia, cui assiste ebete la società civile molisana, complice la partitocrazia, e indifferente il sistema dei controlli

Liquidato il Parco scientifico e tecnologico del Molise per fare posto ad un nuovo management capeggiato da Gilda Antonelli, compagna di Frattura L’università del Molise, la Regione Molise (attraverso FinMolise ed Ersam), l’Unione delle Camere di Commercio di Campobasso e Isernia, l’Associazione industriali del Molise, le banche: Unicredit, Monte Paschi di Siena e Banca dell’Adriatico, le industrie: la Molisana, Colavita (Enrico) e Alley Sud-Est, ovvero il Molise che conta, raccolto nel Parco Scientifico e Tecnologico, s’è arreso a se stesso. Ha alzato bandiera bianca e ha deciso di liquidare la società, e con essa la propria insufficienza politica e amministrativa. Incapace di fronteggiare un debito di un milione di euro pur vantando un parco progetti di valore di gran lunga superiore al deficit. Il cupio dissolvi dei soci ha prevalso su ogni circostanza di buon senso e ragionevolezza. Eppure c’erano tutti gli elementi tecnici e amministrativi per valutare la situazione e porvi rimedio con operazioni di natura societaria, soprattutto se si tiene conto che i maggiori creditori erano le tre banche per finanziamenti concessi al Parco, sui quali finanziamenti hanno lucrato gli interessi. Gatta ci cova. La Ricerca e la Tecnologia applicate così come le abbiamo considerate finora, ovvero al servizio dei settori produttivi tra i maggiori nel Molise (l’agroalimentare) devono cedere il passo per aprirsi – come siamo certi – ad un nuovo management, che sia di gradimento al governo regionale che giorno dietro giorno stiamo raccontando con le sue innumerevoli cointeressenze, le sue fobie, le sue vendette, le sue arroganze, le sue prevaricazioni.

Lasciato di dire e di fare in assoluta libertà e autarchia, cui assiste ebete la società civile molisana, complice la partitocrazia e indifferente il sistema dei controlli. E’ davvero difficile da mandare giù l’idea che il Parco scientifico e tecnologico, che per sua natura è la summa delle energie economiche intellettuali di un territorio, che pure ha ascritto a proprio merito una buona attività di ricerca applicata soprattutto ai prodotti agroalimentari, che detiene macchinari di primissima qualità ed una struttura efficiente, debba essere stato liquidato perché, con Cannata presidente e Molino direttore generale, non corrispondeva alle necessità clientelari e alle strategie di potere della presidenza regionale. Il cui primo atto di potere discrezionale ha tagliato il contributo di 22 milioni assegnato in precedenza all’università, in cui era stato incluso anche il contributo di un milione per l’attività del Parco. L’avesse mantenuto quel contributo, sarebbe stato ampiamente turato il buco di un milione di euro al quale, ironia del caso, ha contribuito l’attuale presidente della giunta regionale quale membro del consiglio di amministrazione, rappresentante delle Camere di Commercio di Campobasso e Isernia. Sull’abbrivo del taglio dei 22 milioni all’università, privo di ogni logica amministrativa e di opportunità politica, il nuovo rettore dell’università, Palmieri, ha gratificato della delega alla Ricerca scientifica e tecnologica la dottoressa Gilda Antonelli notoriamente

compagna del presidente della Giunta regionale. Una delega importante, ma che per essere tale, ed esplicativa, ha bisogno di uno strumento operativo, di una poltrona presidenziale e di un emolumento (tutti teniamo famiglia!). Per arrivare a questo inconfessato (finora) e inconfessabile obiettivo, il meglio del Molise raccolto nel consiglio di amministrazione del Parco scientifico e tecnologico ha deciso di liquidarsi, con la riserva mentale, strada facendo, di ricomporsi successivamente con un nuovo management. Reso possibile dal fatto che l’università con Palmieri e la delega alla Antonelli ha riguadagnato punti nel conto della presidenza regionale, la Regione Molise è nelle mani di Frattura, le Camere di Commercio sono succube e vassalle, la presidenza dell’Assindustria Molise ha dichiarato ripetutamente di essere con il nuovo governo regionale, le banche per la loro natura affaristica e opportunistica si adattano a tutto, gli eventuali soci privati saranno tutti scelti tra gli allineati e alleati. Strategia complicata ma, una volta realizzata, di pieno affidamento. Con la certezza di un nuovo consiglio d’amministrazione per il Parco scientifico e tecnologico del Molise o per un ente strumentale omologo. E la dottoressa Gilda Antonelli, delegata dal rettore Palmieri alle attività di Ricerca scientifica e tecnologica, e dal compagno di vita, Paolo di Laura Frattura, assisa alla presidenza. Prosit. Dardo

Mauro Natale, ma chi é?

Lettera aperta ad Assindustria

Qualche giorno fa il presidente dell’Associazione Industriali del Molise, Mauro Natale, ha rilasciato dichiarazioni a dir poco sconcertanti sulla sua personale visione dello sviluppo di questo territorio e di quelle che sarebbero le sue priorità. Poiché però il Molise è fatto anche di tanti imprenditori che lavorano e non parlano, è forse il caso di ristabilire la verità con questa lettera aperta al Presidente Natale ed a quella classe dirigente che magari si trovasse d’accordo con lui. Il Molise non può vivere di sagre e tratturi…? Un Presidente che parla in questo modo mostra di non conoscere né la regione in cui vive, né lo stato generale dell’economia. Parliamo con numeri alla mano, come siamo abituati a fare ogni giorno. Un recente rapporto Isnart sulle attività turistiche rileva che negli ultimi tre anni i settori dell’alimentare e del vino hanno avuto addirittura un incremento del 43%, dati in netto contrasto con quelli di altri settori certamente non meno importanti ma in seria difficoltà, dell’industria italiana. Nonostante il particolare momento di crisi, il Made in Italy agroalimentare si è affermato come il motore trainante dell’estate appena trascorsa, anche dal punto di vista occupazionale, con un importante aumento delle assunzioni, in controtendenza rispetto al mercato del lavoro italiano (nel centro Italia l’incremento più alto). Tutti gli esperti di mercato concordano nel ritenere che il futuro di questo settore procederà con un trend positivo nel quale la campagna, l’enoturismo, le produzioni alimentari, le attività in genere del settore

enogastronomico saranno parte trainante di un comparto all’avanguardia per l’Italia. Una nota di grande sollievo e speranza, mentre purtroppo il Pil italiano è calato verticalmente per otto trimestri consecutivi, con una conferma del crollo della domanda interna e ultimamente perfino della discesa dell’export (che non registrava riduzioni dal lontano 2009!). In un quadro recessivo sia per l’industria che per servizi e costruzioni, il valore aggiunto del settore agricolo è cresciuto sia a livello congiunturale che tendenziale. Con un incremento record del 5,7 per cento l’agroalimentare è stato l’unico settore che ha aumentato il fatturato, grazie all’export, proprio mentre i dati Istat relativi al fatturato dell’industria italiana nel gennaio 2013 avevano indicatori negativi. Lo scorso anno si è registrato in tutti settori, ad eccezione dell’alimentare, un calo che varia dal -17% dei prodotti petroliferi raffinati, al - 5,7 % nella metallurgia, al - 3,2 per cento per tessili, abbigliamento, pelli ed infine al -2,3 per la fabbricazione di mezzi di trasporto. L’industria alimentare made in Italy ha invece continuato a registrare un incoraggiante costante segno positivo, e per l’anno trascorso ha raggiunto un fatturato di oltre 133 miliardi di euro. Questi dati rendono l’agroalimentare la seconda industria manifatturiera in Italia dopo quella metalmeccanica, e soprattutto confermano nuove potenzialità di crescita, grazie anche ai dieci miliardi di euro annui investiti in ricerca e innovazione.

Ma è dal connubio tra agricoltura e turismo che vengono fuori le soddisfazioni maggiori per la nostra economia: il vero valore aggiunto delle vacanze Made in Italy sono le specialità alimentari presenti in tutta Italia. Deteniamo un record mondiale nel turismo enogastronomico che ammonta a 24 miliardi di euro spesi da turisti nazionali e stranieri in pasti tra ristoranti, pizzerie, trattorie, agriturismi, escludendo il dato dell’acquisto dei prodotti tipici: un terzo del costo vacanziero va in cibarie, dove il buon cibo è indicato addirittura come primo motivo di viaggio per l‘Italia, prima ancora delle attrazioni culturali, paesaggistiche, sportive. Quindi, caro Dott. Natale, dovrebbe rivedere la sua opinione: lo sviluppo si può fare, e molto bene, anche con i tratturi e con l’agroalimentare di qualità. Ha fatto un incauto riferimento al progetto Granarolo, che con l’agroalimentare molisano nulla a che vedere: noi lavoriamo quotidianamente per dare sviluppo a questa regione, per valorizzare i nostri prodotti ed il nostro territorio, non certo per raccogliere il letame altrui, in un’idea di sviluppo che concentra i benefici in determinate aree d’Italia e scarica i costi ambientali, sanitari ed economici su una Regione che se ne accolla tutto il peso. Ha parlato incautamente anche di Momentive, derubricando un argomento così scottante come l’ampliamento di una delle industrie più ad alto rischio d’Italia, in termini di una banale equazione in posti di lavoro: forse il Dott. Natale non sa che nel basso Molise c’è un’incidenza di morti per patologie

tumorali superiori alla media, eppure nessuno ha mai voluto istituire il Registro tumori. Noi abbiamo in mente un Molise che cresce grazie alle sue forze e le sue professionalità (perché ne ha, e tante!) non un territorio che sotto il misero ricatto di un’occupazione che non c’è, è disposto a svendersi: non è in saldo la nostra agricoltura, non è al migliore offerente la nostra salute. Se il Molise investisse in quei tratturi che Lei disprezza, nella forza, la bellezza e la produttività del suo territorio, invece che nelle discariche di letame della Granarolo, o negli stabilimenti ad alto rischio di incidente ambientale, potremmo agganciare anche noi quel treno che ha reso il settore agroalimentare la seconda industria italiana. Valorizzare un territorio significa renderne anche il turismo più competitivo. Significa tornare ad essere orgogliosi di creare ricchezza e permetterci di rifiutare un certo tipo di elemosina…non siamo terra di conquista. Siamo bravi, meritiamo più di questo, e ci piacerebbe che il Presidente degli Industriali ne fosse consapevole. Questa Regione, questa classe dirigente, ci aiutino piuttosto a favorire quella collaborazione che sino ad oggi ha impedito alla nostra terra di esse un sistema. Abbiamo tante piccole grandi eccellenze, ma non abbiamo la rete che le unisce: colpa o responsabilità, forse anche dell’individualismo della nostra classe imprenditoriale, ma rimediare a questo è tanto più semplice e conveniente che rincorrere uno sviluppo al ribasso. Crediamoci di più, tutti. Anche Lei, Presidente Natale. Un gruppo di imprenditori del Basso Molise


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Si “salva” la sanità 4 febbario 2013

Tagli drastici al pubblico per favorire i privati e il Neuromed di Patriciello la fa da padrone

con la S.p.A.

CAMPOBASSO. Quante volte durante la campagna elettorale si è sentito parlare di una coalizione, di centrosinistra, che era in pratica una “società per affari”? Nella sanità il quadro che si sta delineando non è per nulla confortante. Il progetto che il commissario Frattura vuol mettere in campo, contravvenendo alle sue parole della difesa del pubblico, sta diventando realtà. Si taglia al pubblico per favorire i privati. E chi ci guadagna di più? La struttura Neuromed sarà sicuramente accomodante su questo progetto. In fondo si tratta dell’azienda sanitaria privata che

fa capo alla famiglia Patriciello. Sì, la stessa famiglia che siede con il governo della sinistra di Frattura tramite il cognato dell’eurodeputato di Forza Italia. La stessa struttura che porta la Regione Molise in tribunale tramite il suo legale Salvatore Di Pardo che poi, tanto per ricordarlo, è anche il consulente di fatto della Regione Molise in tema di sanità. Frattura infatti premia tutte le strutture private, toglie posti letto agli ospedali pubblici, e accontenta i suoi sostenitori di governo. In fondo, politicamente parlando, se non riesce nemmeno in questo, cosa ce l’hanno messo a fare

lì? E come si fa ad attribuire premi alle strutture private? Basta dire che in sanità ci sono i doppioni. “Partendo dal fabbisogno individuato per ciascun bacino territoriale, nonché da quanto evidenziato nel PSR, si è provveduto alla determinazione dei posti letto per le strutture pubbliche contemperando l’esigenza di eliminare ogni forma di duplicazione nell’offerta con quella di non penalizzare ulteriormente gli erogatori privati, già oggetto, negli scorsi anni, di rilevanti manovre di riduzione delle dotazioni. Sono stati, pertanto, confermati i numeri di posti letto contenuti negli ultimi decreti commissariali di accreditamento”. In fondo Patriciello e Frattura hanno in comune la passione per le attività imprenditoriali. E non solo in Molise. A proposito di sanità, ad esempio, l’eurodeputato ha provato anche la scalata alla clinica Montevergine (in Campania) finendo in Procura a febbraio 2013 per “una denuncia che sarebbe stata presentata ai militari della Guardia di Finanza, in quanto, come avrebbero dettagliatamente rappresentato i soci che non hanno avallato la «scalata» alla Montevergine Spa da parte del gruppo Neuromed di Isernia, il Cda della struttura sarebbe stato sostituito in modo illegittimo. Come recita la norma che è stata evidenziata nella denuncia alla Gdf, sarebbe stata avviata in modo «occulto» cedendo le azioni proprio al gruppo dell’eurodeputato Aldo Patriciello” scriveva qualche mese fa il Corriere dell’Irpinia. In fondo, avere imprese e fare politica si potrebbe tradurre in offrire posti di lavoro e assicurarsi preferenza

al momento delle elezioni come ampiamente sostenuto nella puntata di Ballarò andata in onda su Rai3 una settimana fa. Ma Patriciello di Sanità si occupa anche nel suo ruolo politico di parlamentare europeo. Ad esempio condivide molto il progetto “Spread sanitario”: un’iniziativa patrocinata dalla Regione Campania che mira a offrire una comparazione tecnica dei nosocomi e tra vari modelli di assistenza sanitaria, in particolare di quelle campane (e più in generale del Sud Italia), con quelle del resto d’Europa. Il programma dispone di 446 milioni di euro per il periodo 2014-2020 ovvero 60 milioni all’anno. I contributi dell’Ue possono avere forma di sovvenzioni, appalti pubblici e qualunque altro intervento necessario per conseguire gli obiettivi del programma. L’importo massimo fissato per le sovvenzioni erogate sarà pari al 60 per cento dei costi ammissibili per il conseguimento di uno degli obiettivi del programma, per il funzionamento di un ente non governativo, per azioni aventi un chiaro valore aggiunto per l’Ue in materia di sanità pubblica. E guarda un po’, ad aprile 2013 lo Spread sanitario ha fatto tappa al Neuromed definito “centro di ricerca con il cuore campano”. In giro si dice che il gruppo Patriciello abbia puntato lo sguardo su altre cliniche per un possibile ampliamento. Cattolica? Villa Maria? Le voci sono tante, a volte si tratta di illazioni. Una cosa è certa: i posti letto. Ma per quello ci pensa Frattura. Almeno in Molise. Ci penserà anche con le preferenze alle prossime elezioni europee? red.pol.

La segreteria dei Comunisti italiani denuncia la privatizzazione in atto nel settore

"Sulla sanità Frattura sbaglia"

CAMPOBASSO. Il Partito dei Comunisti italiani esprime forti preoccupazione e perplessità rispetto ai Programmi Operativi 2013 – 2015 deliberati dalla Giunta Regionale e illustrati dal Presidente nella seduta monotematica del Consiglio Regionale del 27 gennaio 2013. "Una nuova proposta di piani operativi molto diversa da quella approvato a luglio 2013. Una proposta, all'epoca, ampiamente condivisa che trovava un giusto equilibrio di ripartizione tra sanità pubblica e privata anche rispetto ai poli di eccellenza presenti sul territorio. Una proposta che prevedeva interventi per un miglioramento e potenziamento del servizio sanitario pubblico e

misure i di razionalizzazione e riorganizzazione per evitare sprechi e doppioni di prestazioni e riequilibrare le risorse disponibili per la sanità molisana". Cos' Nicola Macoretta segretario regionale del Pdci. "La nuova proposta di Programmi operativi non sembra in grado di garantire un rilancio e una razionalizzazione della sanità regionale almeno su alcune scelte:· il progetto di integrazione tra Ospedale Cardarelli e Fondazione Giovanni Paolo II di fatto prevede un forte penalizzazione della struttura pubblica a vantaggio della Fondazione Privata, con un progressivo trasferimento delle attività presso la struttura

privata;· il trasferimento di 7 unità operative complesse dall’Ospedale Cardarelli alla Fondazione rappresenta la sottrazione alla struttura pubblica di unità funzionanti presso l’ospedale Cardarelli, concedendo un indebito vantaggio al privato attraverso la penalizzazione del pubblico;· la ripartizione dei posi letto prevista dal nuovo Piano prevede l’assegnazione di 440 posti letto alla struttura privata (37%) utilizzando il progetto di integrazione delle strutture, considerando pubblici anche quelli i posti letto della Fondazione che in realtà sono privati a tutti gli effetti.Il PdCI del Molise intende riaffermare la centralità del programma di centro sinistra nei

confronti delle scelte strategiche che la governance regionale intende attuare, compresa la revisione dei Programmi Operativi. Si rischia una privatizzazione selvaggia della sanità molisana che il programma del centrosinistra non prevedeva e che noi riteniamo dannosa e sbagliata. Chiediamo, quindi, al Presidente Frattura di tornare sui suoi passi e di ripartire dal Programma del Luglio 2013, condiviso anche delle strutture del Ministero della Salute, che affrontava anche, in modo risolutivo, la razionalizzazione delle risorse finanziarie in ambito sanitario. In un momento così critico per la nostra regione sarebbe folle spingere sull'acceleratore per un piano diverso dal programma sottoscritto con gli elettori, scontentando i cittadini e svantaggiando la sanità pubblica solo per fare l'ennesimo regalo, dopo i disastrosi anni della gestione Iorio, alle strutture private".


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4 febbario 2013

Le aziende sono stritolate dal fermo lavori. Occorre una svolta

Infrastrutture, solo parole CAMPOBASSO. Cinquemila posti di lavoro persi, mentre i mancati incassi dalla pubblica amministrazione sfiorano i 30 milioni di euro. Ecco perchè bisogna far ripartire il settore attraverso lo sblocco dei cantieri e il pagamento dei crediti vantati dalle aziende con gli enti locali: otto milioni di euro solo per gli imprenditori iscritti all’Associazione costruttori edili del Molise. Si tenterà, a breve, di fare partire almeno le opere già cantierate. La Regione deve cominciare a pensare seriamente a investire in infrastrutture. A partire dall'autostrada del Molise. Del resto l’edilizia è il settore più indicato per la ripresa economica della nazione: è un settore anticiclico, ha un grande indotto, rappresenta una fetta importante del Pil, circa l’11% ed è il motore della green economy. Bisogna intervenire con urgenza sulle infrastrutture, anche per permettere di recuperare il gap del sud Italia rispetto al nord e della nostra nazione rispetto al resto dell’Europa. Ma la sola previsione della costruzione dell'autostrada non basta. Oggi

l'Europa sta puntando sulla rete ferroviaria e il Molise risulta essere grande assente. Eppure è il tratto più corto di collegamento tra Adriatico e Tirreno. Perchè non sfruttare, allora, questo percorso e far vedere con un progetto reale e credibile che il territorio è appetibile? Anche alla luce della crisi economica che ha coinvolto lo scenario mondiale, si profila un futuro per il nostro Paese in cui tra le linee guida da seguire vi sarà verosimilmente la necessità di programmare investimenti in infrastrutture e tecnologie e richiamare la sensibilità soprattutto delle istituzioni per pianificare, definire normative, sistemi di incentivazione e regole sempre più rivolte a favorire l'intermodalità e la crescita del trasporto ferroviario. E' anche questa una sfida che la Regione deve portare nelle sedi competenti anche scommettendoci finanziariamente di proprio. Del resto, è ancora bassissima la spesa dei fondi europei che potrebbero trovare collocazione in tale genere di investimenti. Ecco perchè bisogna ripartire

dagli investimenti in infrastrutture per sostenere la crescita economica. Occorre, dunque, riportare le infrastrutture al centro del programma per lo sviluppo della regione, tramite l’identificazione di 5 o 6 opere urgenti, che possano dare un impulso allo sviluppo ed allo stesso

tempo influenzare positivamente l’immagine del nostro territorio. Altresì, è necessario chiarire e velocizzare il processo di autorizzazione per queste opere, definire un programma di finanziamento realistico, massimizzando il ricorso al settore privato, ove possibile.

L'intervento.

Scuola, un dimensionamento e tanti problemi. Da il direttivo Regionale Anief Molise Dopo tanto travaglio, poco prima di Natale, la Regione Molise ha partorito il piano di dimensionamento scolastico regionale che prevede un riassetto delle istituzioni scolastiche mirato alla riduzione delle autonomie e alla fine delle scuole dimensionate e date in reggenza. Data la conformazione del territorio molisano ci saranno, ovviamente, istituti comprensivi che comprendono scuole situate in una decina di comuni diversi e che ciò nonostante, non raggiungono il numero di alunni previsto per legge. Le nuove geometrie della rete scolastica molisana sono il frutto di difficilissimi equilibri tra comuni che non intendevano rinunciare alla scuola, lunghe battaglie per la conservazione delle autonomie e, con esse delle presidenze, idiosincrasie personali e di gruppo nei confronti degli accorpamenti. Siamo un popolo litigioso sebbene l’oggetto del contendere non sia quasi mai il bene collettivo. Tra tagli, accorpamenti, autonomie rinnovate e ampliate, ci si è completamente dimenticati l’istruzione agli adulti. Non c’è più traccia dei CTP, i vecchi Centri Territoriali Permanenti, non c’è alcuna traccia dei nuovi CPIA, i Centri Provinciali per l’Istruzione agli adulti. In base al Regolamento recante norme generali per la ridefinizione dell’assetto organizzativo didattico dei Centri d’istruzione per gli adulti (CTP), ivi compresi i corsi serali (DPR 263), i CTP avrebbero dovuto lasciare il posto alle

nuove entità autonome, i Centri Provinciali per l’Istruzione agli Adulti entro agosto 2015. La finalità dichiarata del riassetto è sempre la stessa, quella di tutte le recenti riforme della scuola: “una maggiore razionalizzazione dell’utilizzo delle risorse umane e strumentali disponibili, che conferiscano una maggiore efficacia ed efficienza al sistema scolastico”. Il Regolamento è in vigore dal 25 febbraio 2013; i Centri Territoriali per l’educazione agli adulti, cesseranno di esistere per lasciar spazio alle nuove entità chiamate CPIA il 31 agosto 2015. A fare da pendant alla finalità sopra dichiarata, “dall’attuazione del presente regolamento non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.” Dunque i CTP aggregati alle istituzioni scolastiche dovranno lasciare il posto ad istituzioni autonome, più complesse e complete senza costi aggiuntivi. Come si traduce tutto ciò nel piano di dimensionamento scolastico che la Regione Molise ha finalmente varato ed approvato il 17 dicembre 2013? CPIA attribuiti dal MIUR alla regione Molise: ZERO!!! Dei vecchi, ma ancora esistenti CTP, nessuna traccia nelle tabelle che elencano le nuove autonomie scolastiche. Il CTP di Campobasso, associato all’Istituto Comprensivo Montini, è scomparso dal nuovo istituto comprensivo “Montini”. Il CTP di Isernia, finora aggregato alla Direzione Didattica Primo Circolo (Giovanni Bosco) non compare nel nuovo I. C. San Giovanni Bosco che ingloba due

scuole primarie e l’ex scuola media “Andrea D’Isernia”. Rimane traccia soltanto dell’esistenza della Casa Circondariale – sede di Larino, associata all’Istituto Professionale Servizi Alberghieri di Termoli. Il personale docente delle scuole carcerarie fa parte dell’organico dei Centri Territoriali Permanenti. In Molise risulta esserci una sola scuola carceraria, benché anche i docenti del CTP di Isernia insegnino presso la Casa Circondariale della città, in un nuovo corso ibrido che avrebbe dovuto in futuro, presso i nuovi CPIA, sostituire le vecchie scuola primaria e Licenza Media. Insomma, come al solito, incoerenze, incongruenze, differenze non giustificabili neanche con norme di legge che spesso anziché fare chiarezza e portare verso la standardizzazione, lasciano ulteriori ‘vuoti’. Nel nuovo Regolamento sulla riorganizzazione dei “Centri” è stata completamente dimenticata la scuola in carcere. Paradossalmente, a nostro avviso. L’apprendimento permanente è una condizione necessaria dell’invecchiamento attivo e dell’esercizio della cittadinanza attiva, anche da parte degli immigrati, se la nostra vuole essere una vera società della conoscenza dove tutti i cittadini hanno accesso all’informazione, alla formazione e alla partecipazione; è condizione necessaria per l’accesso al e la permanenza in un serio ed efficiente mondo del lavoro che tenda alla piena occupazione e alla realizzazione della persona. Le persone devono poter co-

struire i loro percorsi di apprendimento “formale, non formale e informale”, vederli riconosciuti e certificati da un sistema standard nazionale e poter fruire dell’orientamento per tutta la vita. I docenti devono essere formati per realizzare tali obiettivi. I CTP con tutte le loro carenze di mezzi, risorse umane e materiali, in perenne attesa di una riforma che appena arrivata è già inadeguata e incongruente pur costituivano il nucleo, il punto di partenza per qualsiasi percorso serio e completo sull’educazione permanente si volesse finalmente realizzare in questo paese. Nella Regione Piemonte, per fare soltanto un esempio, nasceranno 16 CPIA. Il Piemonte ha, ovviamente tutti altri numeri. Ma quando si tratta di dati numerici, quelli del Sud vengono elaborati soltanto per spietate quanto semplificate e imprecise classifiche sulla qualità dei risultati, dimenticando quanto alla scuola del sud sia stato ‘selvaggiamente’ tolto in questi anni: infrastrutture e strutture assolutamente inadeguate quando non ‘pericolose’, strumenti e sussidi, multimedialità, ingiustificati squilibri nei numeri del personale in servizio a tempo indeterminato, abbandono del settore dell’istruzione agli adulti. Il Molise ha bisogno quanto e più di altre regioni del potenziamento di un istruzione agli adulti di qualità. Non potendoci accontentare sulla qualità, hanno ben pensato di tagliare il problema alla radice, privandoci dei nuovi CPIA.


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4 febbario 2013

Per l'ex presidente Michele Iorio gravi le responsabilità del governo regionale attuale

"Protezione civile, volontà di distruggerla" L'intervento

La prego, Geom. Ciocca, ci illumini... di Ulisse di Giacomo*

CAMPOBASSO. "Il problema dei precari della Protezione Civile del Molise semplicemente non esisterebbe se si applicassero le disposizioni normative vigenti. La pervicace volontà di creare confusione dell’attuale governo regionale e il malcelato obiettivo di scegliere fior da fiore, secondo una logica assai discriminatoria, sono alla base di questa triste vicenda". Lo sostiene Michele Iorio. "Gli amministratori regionali non hanno mai gradito l’Agenzia di Protezione Civile come riforma legislativa: tant’è, da sempre, hanno annunciato di volerla riformare nuovamente, prospettando imminenti rivoluzioni mai avvenute. Abbiamo assistito, invece, solo e soltanto al balletto delle nomine (tre direttori dell’Agenzia in soli sette mesi), alla paralisi dell’attività di ricostruzione cui sta seguendo una seconda paralisi dovuta al licenziamento dei 218 professionisti che ostacolerà ancor di più le procedure legate al post sisma.

La legge istitutiva della Protezione Civile del Molise prevede la copertura finanziaria per tre anni e per quel numero di persone: tutto il resto rientra letteralmente nel solito chiacchiericcio da bar cui gli attuali governanti ci hanno abituato, nascondendosi nel falso problema della rendicontazione. Laddove c’è copertura finanziaria – come garantita dalla legge regionale istitutiva – prescindendo dalla disponibilità di cassa – i contratti di lavoro per il personale impiegato possono essere tranquillamente rinnovati, anche se si dovesse seguire la logica del 3% come tetto di spesa. Occorre essere impegnati in azioni di governo, tese a trovare soluzioni ai problemi della collettività. Gli attuali amministratori regionali – somiglianti sempre più ad azzeccagarbugli improvvisati – si limitano a prese d’atto di questioni burocratiche dietro le quali si cela una irresponsabile volontà politica: licenziare 218 professionisti e salvare gli amici".

Il geom. Ciocca, titolare di uno studio tecnico di progettazione "che si occupa di cartografia, di sistemi informativi territoriali e che progetta e offre consulenza per l'attivazione dei regolamenti UE" ( a tal proposito qualcuno malignamente sospetta che possa esserci un conflitto di interessi con la sua delega alla ricostruzione e alla Protezione Civile, pensa tu cosa mai si va a inventare la gente in una Regione dove il conflitto di interessi è diventato prassi consolidata....) si è scomodato, rubando tempo prezioso alla sua insostituibile e produttiva azione di governo, per rispondere ad un mio comunicato stampa. E' evidente che ha colto l'occasione per dimostrare a se stesso di esistere, dal momento che un comunista che girava in Jaguar, dichiarando nel 2011 un reddito complessivo di 25.090 euro, evidentemente qualche dubbio di identità lo pone, ma approfitto per fare alcune considerazioni che lui potrà utilmente portare all'attenzione della riunione di domattina. Con legge n. 12/2012 il Consiglio Regionale del Molise ha istituito l’Agenzia regionale di Protezione Civile con lo scopo anche di completare la ricostruzione post-sisma. Pertanto è questa legge in vigore che disciplina il reclutamento del personale per assicurare lo svolgimento delle funzioni e dei compiti amministrativi transitori volti al completamento degli interventi di riparazione o ricostruzione degli edifici, privati e pubblici, colpiti dagli eventi sismici. In particolare dagli artt. 7 (commi 3, 4 e 5) e 10 (comma 2). Art. 7, comma 3:“Al fine di assicurare, in continuità con la presedente gestione commissariale, lo svolgimento delle funzioni e dei compiti amministrativi transitori l’Agenzia è autorizzata al reclutamento di personale a tempo determinato per una durata fino a ventiquattro mesi, prorogabili per un massimo di ulteriori dodici mesi”. Per la spesa sostenibile da parte dell’Agenzia per il personale in questione la Regione ha stabilito “il rispetto della proiezione dei massimali di spesa, su base annua, stabiliti dal decreto (ordinanza) del Presidente del Consiglio dei Ministri 22 marzo 2012, n. 4009”. Parametrando tali limiti di spesa su base annua l’importo ammonta ad € 5 milioni e per tre anni, come da legge regionale n. 12/2012 (art. 7 comma 3), la somma complessiva è di circa € 15 milioni. La copertura economica di tali contratti di lavoro stipulati dall’Agenzia graverebbe sui fondi di cui all’art. 10, comma 2, della suddetta legge regionale Molise n. 12/2012, che recita testualmente:“Per la gestione delle competenze transitorie di cui all'articolo 4, comma 1, sono trasferite all'Agenzia le ri-

sorse economiche e finanziarie presenti, alla data del 30 aprile 2012, nella contabilità speciale istituita presso la struttura commissariale, i fondi assegnati alla Regione Molise con deliberazione CIPE del 3 agosto 2011 per le attività postsisma e i fondi eventualmente messi a disposizione dalla Regione Molise, da iscriversi in appositi capitoli di entrata e di spesa del bilancio dell'Agenzia. Gli oneri per la copertura economica dei contratti di lavoro stipulati graveranno sui medesimi fondi nella misura non eccedente il 4 per cento della loro consistenza complessiva”. Bisogna sottolineare che per la legge 12/2012, il Consiglio dei Ministri con provvedimento adottato nella seduta del 15 giugno 2012 (n. 35) ha deliberato “la non impugnabilità della legge regionale”. I fondi assegnati alla Regione Molise con delibera CIPE 3 agosto 2011 per le attività post sisma ammontano a 346,2 milioni di euro. Con delibera di Giunta Regionale n. 608/2012 che approvava gli interventi da inserire nella delibera CIPE, trasmessa al Ministero per lo sviluppo economico e riconosciuta dallo stesso come base di predisposizione degli APQ (Accordi di Programma Quadro), la quota delle azioni di sistema (su cui pagare i 218 tecnici) era già fissata al 3% a valere su tutti gli interventi. In base a questa delibera il Ministero ha accreditato alla Regione Molise una anticipazione di 27,9 milioni di euro incassata dalla regione con deliberazione n.873 del 31/12/2012. Intanto, a seguito della sua istituzione L'Agenzia di protezione civile aveva ereditato, dalla gestione commissariale, circa 64 milioni di euro per la gestione degli interventi sul terremoto, su cui sono stati appoggiati, in attesa del trasferimento sul bilancio dell'agenzia dell'anticipazione concessa dal governo, il pagamento delle spettanze dei 218 contrattisti. Ora, l'anticipazione incassata dalla Regione non è stata mai trasferita al bilancio dell'Agenzia e le somme spese, per le azioni di sistema non sono mai state rendicontato al Ministero. Voglio solo ricordare che tutti gli interventi inseriti nella delibera CIPE, a valle dagli accordi di programma quadro, che pur devono essere sottoscritti, sono a rendiconto, ossia le somme devono essere prima spese e poi, il Ministero, le riaccredita alla Regione che successivamente li trasferisce all'Agenzia! In seguito a tali procedure, basterebbe rendicontare quanto speso nell’annualità 2012-2013 per il personale e imputare il tutto sugli APQ già sottoscritti che valgono circa 140 milioni di euro che basterebbero per questa annualità e, successivamente basterebbe sottoscrivere gli altri accordi per rendicontare le risorse per l’ulteriore anno. *Senatore della Repubblica

E Frattura rilancia l'energetico

AVVIATA LA DISCUSSIONE SUL NUOVO PIANO CHE DOVRÀ VEDERE L'APPORTO DEI SINDACI

CAMPOBASSO. Dal Molise il progetto pilota per il resto dell’Europa: lancia la sfida, il presidente della Regione, Paolo di Laura Frattura, in materia di efficienza energetica. Stamani nel Parlamentino di Palazzo Vitale con gli amministratori aderenti ad Ali-ComuniMolisani il punto sul Patto dei sindaci e sull’impegno e le attività condotte dall’Alleanza locale per l’innovazione. Definendo il ruolo e l’importanza dei principali attori convolti nella clear mission, “Patto dei sindaci, Ali come strumento operativo e Regione pronta a intervenire con fondi propri”, il governatore ha disegnato il percorso che darà forma agli obiettivi di tutela ambientale fissati dall’Europa per il 2020.

“Mostriamo subito – lo sprone di Frattura –, un’attenzione diversa rispetto alla valorizzazione energetica, al contenimento dei consumi e all’efficientamento del patrimonio edilizio pubblico. Facciamolo sotto la guida di una regia unica, attraverso la banca data, straordinario strumento realizzato con Ali, aggiornabile quotidianamente”. “Da qui si parte per costruire il futuro. Grazie al fondo comunitario E.l.e.n.a., considerando le reali potenzialità, l’aggregazione, gli obiettivi, le risorse disponibili, e con l’aiuto della Regione, possiamo arrivare a definire, tutti insieme, un progetto pilota per il resto dell’Europa”, la scommessa di Paolo Frattura.


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Campobasso

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Comunali, in 56 le sfide CAMPOBASSO. Su 136 comuni saranno 56 i centri che a maggio dovranno eleggere i nuovi sindaci. La data è quella del 25 maggio e probabilmente ci sarà l'abbinamento con le elezioni Europee, anche se il decreto con la fissazione della data per le Europee deve essere ancora emanato dal governo. In Molise la sfida più attesa che ha già acceso i riflettori è quella della scelta del sindaco di Campobasso. Al momento il primo candidato ufficiale è Giuseppe Saluppo con tre liste civiche a supporto. Il centro sinistra sceglierà il candidato con le primarie il 23 marzo, mentre il centro destra sceglierà il candidato con le primarie del 9 marzo. Il sindaco uscente di Campobasso ha già annunciato la ricandidatura e potrebbe ritrovarla proprio con il centrodestra. Altro Comune sotto i riflettori è quello di Riccia, dove l'uscente sindaco è Micaela Fanelli, candidata alla segreteria regionale del Pd. Di seguito l'elenco dei comuni che andranno alle urne nelle due province molisane.

Si voterà il 26 maggio. Riflettori accesi su Campobasso Primo candidato ufficiale a Sindaco, Giuseppe Saluppo PROVINCIA DI CAMPOBASSO Acquaviva, Campobasso, Campodipietra, Campomarino, Casacalenda, Castelmauro, Castropignano, Cercemaggiore, Colle d'Anchise, Ferrazzano, Fossalto, Gambatesa, Gildone, Lucito, Mafalda, Mirabello, Monacilioni, Montagano, Montecilfone, Palata, Petrella Tifernina, Riccia, Ripalimosani, Rotello, San Giuliano di Puglia, San Martino in Pensilis, Sant'Elia a Pianisi, Spinete, Tavenna, Trivento, Tufara. PROVINCIA DI ISERNIA Belmonte, Carovilli, Castel del Giudice, Castelpetroso, Castelverrino, Cerro al Volturno, Chiauci, Civitanova, Filignano, Fornelli, Frosolone, Longano. Macchia d'Isernia, Miranda, Monteroduni, Pescolanciano, Pescopennataro, Pettoranello, Pietrabbondante, Rionero, Rocchetta, Sant'Agapito, Santa Maria del Molise, Sant'Angelo del Pesco, Scapoli.

Salvo un neonato Era in pericolo Figlio di due romeni era stato portato via dall'ospedale. Rischiava di morire CAMPOBASSO. La Polizia di Stato ha eseguito un provvedimento urgente del Tribunale per i Minorenni di Campobasso. In data 27 gennaio 2014 nasceva nel reparto di ostetrica e ginecologia dell’Ospedale “Cardarelli” di Campobasso un bambino, figlio di due genitori di origine rumena, non domiciliati in Molise. I medici riscontravano immediatamente alla nascita una grave patologia che richiedeva specifiche cure per il bambino. La sera del 30 gennaio, i genitori, contro il parere dei sanitari, abbandonavano la struttura ospedaliera, per una ignota destinazione, portando con loro il neonato. La Direzione Sanitaria del nosocomio si rivolgeva alla Procura della Repubblica presso il Tribunale dei Minorenni di Campobasso, rappresentando quanto accaduto e chiedendo un provvedimento urgente diretto a rintracciare il bambino per garantire il ricovero presso una struttura ospedaliera, in quanto in pericolo di vita. Il Tribunale per i Minorenni emetteva quindi un provvedimento urgente col quale ordinava alla Questura di Campobasso di rintracciare il piccolo ed i genitori (cui era stata sospesa nel frattempo la potestà genitoriale con conseguente nomina di un tutore), disponendo l’immediato ricovero del minore presso la più vicina struttura ospedaliera. La Squadra Mobile di Campobasso localizzava la madre ed il piccolo nel territorio Comune di Napoli e richiedeva l’immediato concorso dei Personale della Questura partenopea per l’esecuzione del provvedimento dei Giudici. La Squadra Mobile di Napoli ritrovava così il bambino e, con l’ausilio di un’ambulanza, lo trasportava presso l’Ospedale Santobono, affidandolo alle cure dei sanitari. È al vaglio la posizione dei genitori che potrebbero essere denunciati alla locale Procura della Repubblica.

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di Giuseppe Saluppo

Pietracatella, il progetto di accoglienza dei migranti Il Comune ha aderito al bando Sprar. Il sindaco: “Buone pratiche di servizi” PIETRACATELLA. Il comune di Pietracatella, insieme ad altri 18 comuni molisani, ha aderito al bando S.P.R.A.R. , il Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati. Si tratta di un progetto di integrazione che attinge al Fondo Nazionale per le Politiche e i Servizi di Asilo, istituito presso il Ministro dell’Interno, al quale possono accedere gli enti locali che prestano servizi finalizzati all’accoglienza. “Abbiamo partecipato in partnership con la Provincia e in collaborazione con l’associazione ‘Dalla parte degli Ultimi’ di Campobasso che ha curato la progettazione. Si tratta di accogliere, presumibilmente, due famiglie di richiedenti asilo provenienti dalla Siria. Tutta l’iniziativa è stata concordata con la locale parrocchia e con le associazioni comunali che si occupano di sociale con le quali più volte ci siamo sentiti per definire i dettagli. Le famiglie accolte saranno alloggiate nell’ala del palazzo comunale attualmente utilizzate dalle associazioni locali che sarà appositamente ristrutturata e arredata”. “Si tratta, - continua il sindaco

Giovanni Di Vita – di un progetto di ‘buone pratiche di accoglienza’, come le ha definite il ministro Kyenge, alle quali l’Italia, terra di frontiera, non può sottrarsi: non si può certo piangere quando i migranti muoiono in mare per poi non far nulla affinché questo non accada. E neppure si può pensare che restino confidati a Lampedusa nella consapevolezza, ormai, che non ci sono mezzi per poter arrestare il flusso migratorio se non quelli che una nazione civile quale la nostra non può neppure immaginare di mettere in conto”. “Ci sono stati finanziati 45mila euro per la ristrutturazione dei locali che dovranno accogliere gli immigrati, i lavori saranno realizzati da ditte locali. Terminato il progetto, lasceremo alla comunità una struttura di accoglienza che potrà, eventualmente, anche essere utilizzata per altri fini, Immagino, ad esempio, un ostello per la gioventù. Queste persone faranno spesa nei nostri negozi, ad occuparsi di loro ci saranno persone di Pietracatella creandosi, così, occupazione. I loro bimbi studieranno nelle no-

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stre scuole e ci consentiranno di allontanare ancora di qualche anno lo spettro della chiusura del plesso scolastico dovuto al sempre più esiguo numero di studenti. A queste persone saranno garantiti controlli e assistenza sanitaria, tutto questo senza nessun costo per l’amministrazione comunale la quale potrà anche beneficare di sussidi per l’inserimento lavorativo. Ma non è questo – continua il sindaco – l’aspetto che più mi interessa. Una comunità cristiana come la nostra non può far finta di non vedere. Non una comunità che ha vissuto sulla propria pelle il dramma della emigrazione e della emarginazione! A breve convocherò tutte le associazioni di Pietracatella per coinvolgerle direttamente nelle attività di integrazione. L’arrivo di questi migranti deve essere un momento di eccezionale solidarietà, di crescita sociale e di arricchimento culturale per tutta la nostra comunità e, in particolar modo, per i nostri figli”. Giovanni Di Vita Il sindaco

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Campobasso

4 febbraio 2014

Il veleno dell’urbanistica potrebbe esiziale per l’amministrazione di Palazzo san Giorgio.

Un succulento pacchetto clientelare a pochi mesi dalle elezioni. Non c’è di meglio per “corrompere” le coscienze e ottenere ciò chi si vuole L’assessore Gesualdo che s’è trovato a maneggiare i faldoni dell’urbanistica, convinto più che mai a tirarli fuori perché il sindaco, la giunta e il consiglio, ciascuno per ciò che gli compete, si decidano a decidere Nella coda, il veleno. Nella coda della sindacatura Di Bartolomeo il veleno dell’urbanistica. E come scioglierlo senza danneggiare ulteriormente il territorio urbano ed extraurbano. Il prossimo consiglio e quello ulteriore si promettono di affrontare decine di problemi urbanistici accumulatosi nel corso degli anni cui nessuno, né la struttura e né l’amministrazione, hanno saputo o voluto dare una riposta. Riclassificazioni d’aree urbane e nuovi volumi edilizi: piatto forte dei prossimi ordini del giorno dell’assemblea consiliare. Un succulento pacchetto clientelare a pochi mesi dalle elezioni. Non c’è di meglio per “corrompere” le coscienze e ottenere ciò chi si vuole. Il marchingegno lo conosce a menadito il sistema della speculazione e delle imprese, che sul finire delle sindacature ha raccolto sempre a piene mani. Peccato che a condividere questo passo verso l’appesantimento cementizio della città si presti il sindaco la cui elezione era stata assecondata dalla veemenza con cui aveva dichiarato di mettere ordine all’uso del territorio, di bloccare la corruzione, di fermare la speculazione edilizia, di contenere l’invadenza di taluni signori del cemento, degli appalti comunali e dei subappalti.Acqua passata e, si sa, le parole le porta via il vento. Che su Palazzo san Giorgio ha soffiato senza fine. Politicamente, nei prossimi consigli comunali, passa all’incasso l’assessore Gesualdo

che s’è trovato a maneggiare i faldoni dell’urbanistica, convinto più che mai a tirarli fuori perché il sindaco, la giunta e il consiglio, ciascuno per ciò che gli compete, si decidano a decidere. Obiettivo centrato. Politicamente ha dato prova di valere. Né lo hanno scalfito le minacce del sindaco di buttarlo fuori dalla giunta qualora non si schieri a sostegno della sua (del sindaco) ri-candidatura. Sul piano pratico probabilmente qualcosa gli potrà andare di traverso se, come è augurabile, la maggioranza dei consiglieri saprà astenersi dalla tentazione di cedere alle lusinghe formali e sostanziali dei gruppi imprenditoriali che aspettano le nuove destinazioni urbanistiche e i nuovi

Fondovalle Tappino ennesimo incidente Al solito bivio per Monacilioni un'auto si ribalta. Resta ferita la donna al volante CAMPOBASSO. Ancora un grave incidente stradale registratosi sulla fondovalle del Tappino, all’altezza del bivio di Monacilioni. Molto probabilmente a causa dell’asfalto reso viscido dall’umidità e dalle leggere piogge di ieri, una giovane donna, una 46enne di Campobasso, ha perso il controllo della propria auto ribaltandosi completamente. Sul posto i Vigili del Fuoco che hanno estratto l’automobilista dalle lamiere accartocciate del veicolo. Intervenuto anche il 118 che ha trasportato la donna all’ospedale Cardarelli di Campobasso dove le sono state riscontrate fratture ad un braccio e ad entrambi gli arti inferiori. Le sue condizioni non desterebbero preoccupazioni. Si tratta dell’ennesimo incidente che vede come triste teatro le curve della fondovalle del Tappino. Come si ricorderà l’ultimo grave sinistro su questa nota arteria stradale che collega il capoluogo molisano a Foggia risale all’11 novembre scorso quando purtroppo un giovane di 29 anni, Matteo Cutaio, originario di Casalvecchio di Puglia ma da tempo residente a Campobasso (dove aveva condotto i propri studi universitari e lavorava come barista in un noto locale della città), ha perso tragicamente la vita dopo un violento frontale con un camion.

volumi edilizi, ed avrà la forza e la capacità intellettuale di distinguere il grano dal loglio. Alcune riclassificazioni sono funzionali ad un uso più consono del territorio e non all’aumento di volumi edilizi. Tra le lusinghe, una lusinga su tutte: quella che vuole riaprire una lottizzazione ampiamente chiusa e scaduta: la lottizzazione Parco dei Pini, che di suo, nella storia cittadina, ha cancellato una storica cartolina di Campobasso: il villino Mascilli, la filiera di pini marini che la contornavano, e il panorama di fondo. Non soddisfatta, la lottizzazione ampiamente chiusa e scaduta, vuole completare l’opera di cancellazione delle poche altre memorie storiche della città, alzando

pilastri su via Quattro Novembre per dare luogo a nuovi 4 locali commerciali. Come abbiamo avuto modo di scrivere, così facendo si realizzerebbe il peggiore e violento atto amministrativo dell’intera storia urbanistica di Campobasso. Si consentirebbe di creare una quinta di cemento, un sipario, una ostruzione alla vista, per cui l’immagine panoramica più bella, interessante ed emblematica di Campobasso, che racchiude in un solo colpo d’occhio il centro storico, le chiese romaniche di san Giorgio e san Bartolomeo, e il Castello dei Monforte, scomparirebbe per sempre. Qualcuno tra i cultori della speculazione edilizia e delle colate di cemento potrebbe

opporre che una tale argomentazione è sterile letteratura, non conoscendo – è chiaro - il valore della letteratura ma quello dei soldi e come farseli con la complicità di chi ritiene impunemente che una lottizzazione conclusa e scaduta, possa essere riaperta. Come? Cambiando la localizzazione e la qualità delle aree pubbliche che per legge ogni lottizzante deve assicurare all’amministrazione comunale. La aree pubbliche lasciate all’amministrazione comunale all’interno della lottizzazione Parco dei Pini sarebbero impraticabili. Meglio cambiarle, dunque. Ma con l’intesa che alle nuove aree si accompagnino nuovi volumi commerciali e per abitazioni. Una proposta scellerata che solo un’amministrazione allocca potrebbe fare sua. Gesualdo ha avuto l’abilità di iscriverla all’ordine del giorno del consiglio comunale e di dichiarasi neutrale rispetto al volere della maggioranza. Comunque verrà deciso, potrà vantare di averla provata, e farsi bello con i lottizzanti. Riaprire o meno la lottizzazione è una libera scelta degli amministratori di Palazzo san Giorgio e non già un “obbligo” di piano regolatore, né un diritto dell’imprenditore, né un dettato del piano urbanistico territoriale. Negli annali della cronaca politica e amministrativa fortunatamente rimarranno impressi i nomi di chi avrà detto sì e di chi avrà detto no. Dardo

Toro, migliorie alla rete idrica L'amministrazione comunale avvia il progetto per risolvere il problema dell'acqua TORO. Meno disservizi, più risparmio economico, controllo costante telematico delle perdite: cosi miglioriamo la rete idrica e risolviamo il problema dell’acqua”. Lo afferma con soddisfazione Angelo Simonelli, sindaco di Toro, dopo che l’amministrazione comunale ha avviato un progetto esecutivo con un importante obiettivo: il miglioramento del servizio idrico per i cittadini. Si tratta di interventi finalizzati anche a ridurre i costi di gestione del servizio, e soprattutto a prevenire e ridurre i disservizi. Il progetto è finanziato dalla Regione Molise per un importo di 70mila euro, e quindi non graverà sulle tasche dei cittadini. Tre sono le aree di intervento attivate dal Comune di Toro: 1) sono state aumentate le pressioni nelle ore di massimo consumo al punto di consegna delle utenze; sono state altresì installate nuove valvole di sezionamento nel pozzetto esistente

in località Quercia dei Preti. Con questi interventi i cittadini non avranno più disservizi; 2) sono stati installati contatori per la misura delle portate di alimentazione delle reti idriche. Questo porta notevoli vantaggi: riduzione costi di fornitura; costi di manutenzione pressoché nulli; maggiore affidabilità della lettura; alimentazione elettrica non necessaria; 3) l’amministrazione comunale si è dotata di un sistema tecnologico che consentirà di controllare in maniera costante la portata dell’acqua, le pressioni in rete e i livelli nei serbatoi. Così si otterranno meno sprechi d’acqua e meno costi. “Si tratta – spiega l’Ufficio Tecnico del Comune – di un sistema di monitoraggio a distanza che ci permetterà di raggiungere obiettivi precisi, misurabili e confrontabili nel tempo”. “Con questo sistema di monitoraggio – precisa Simonelli – ridurremo al minimo i disservizi, ri-

durremo i costi operativi di gestione, controlleremo gli sprechi d’acqua e anche le perdite amministrative, cioè i consumi non fatturati”. In particolare, aggiunge il sindaco, “questo sistema acquisisce i dati di portate, di livello idrico e di pressione, li registra e li trasmette al centro di controllo al quale accediamo dal web. In questo modo avremo il sistema idrico costantemente sotto controllo. Abbiamo inoltre attivato un servizio grazie al quale siamo immediatamente avvertiti via sms e e-mail nel caso in cui ci siano problemi che potrebbero causare disservizi o sprechi di risorse ambientali e finanziarie, come ad esempio rotture nella rete o livello idrico basso dei serbatoi. Così – conclude il sindaco – con un complesso di interventi per la ricerca delle perdite, con l’automazione del sistema di controllo dei serbatoi, risolviamo il problema dell’acqua e abbassiamo i costi”.


ISERNIA

ANNO X - N° 28 - MARTEDÌ 4 FEBBRAIO 2014 - DISTRIBUZIONE GRATUITA

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Isernia

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Alluvioni, elevati i rischi Proprio la provincia di Isernia presenta il più alto tasso d'incidenza per il pericolo idrogeologico ISERNIA. Le alluvioni di questi giorni hanno fatto rispolverare dati impietosi: in Italia oltre 6.600 comuni (l'82% del totale) sono in aree ad elevato rischio idrogeologico, pari al 10% della sua superficie. La popolazione "potenzialmente esposta" a questo tipo di rischio e' stimata in 5,8 milioni di persone. Tra queste, anche quelle che vivono (ovunque a quanto pare) nel Molise. L'analisi è del Corpo forestale dello Stato che l'ha messa nero su bianco in un recente rapporto sullo stato del territorio e si trova in linea con l'ultimo studio di Legambiente, realizzato insieme con la Protezione civile. L'associazione ambientalista sottolinea infatti come in dieci anni in Italia sia raddoppiata l'area dei territori colpiti da alluvioni e frane, passando da una media di quattro regioni all'anno a otto regioni. Negli anni in Italia "sono aumentate in modo esponenziale le concentrazioni di piogge" brevi ed intense, le cosiddette 'bombe d'acqua'. Eppure, "negli ultimi dieci anni

abbiamo speso per la prevenzione due miliardi di euro", fa notare Legambiente; una cifra, quella di due miliardi, impegnata negli ultimi tre anni per far fronte alle emergenze principali causate dal dissesto idrogeologico. Come se non bastasse, aggiunge Legambiente, nelle aree a rischio spesso si trovano anche abitazioni (85%), industrie (56%), hotel e negozi (26%), scuole e ospedali (20%). Per la Forestale negli ultimi anni c'e' stato un aumento straordinario dei Comuni a rischio idrogeologico, soprat-

tutto al sud, specialmente tra quelli più piccoli. Tra le cause che condizionano ed amplificano il "rischio meteo-idrogeologico ed idraulico" c'e' anche "l'azione dell'uomo", con abbandono e degrado, cementificazione, consumo di suolo, abusivismo, disboscamento e incendi. Ma per la Forestale, "la causa principale e' sicuramente la mancanza di una seria manutenzione ordinaria che e' sempre piu' affidata ad interventi 'urgenti', spesso emergenziali, e non ad una organica politica di prevenzione".

Frode all’ex Ittierre, sanzionato L'uomo dovrà ora restituire un milione e mezzo per la maxi frode PETTORANELLO. Avevano architettato una maxi frode da oltre dieci milioni di euro ai danni della allora (parliamo di qualche anno fa) Ittierre di Pettoranello del Molise. Tra loro c’era anche un imprenditore isernino, chiamato oggi a rispondere dinanzi al Tribunale pentro oltre che di truffa aggravata in concorso , anche di evasione fiscale. Al termine delle indagini sulla frode milionaria alla ex Ittierre, le Fiamme Gialle di Isernia hanno utilizzato le risultanze investigative ai fini fiscali, avviando una verifica nei confronti della ditta individuale di cui l’imprenditore è titolare, il quale aveva emesso negli anni 2009 e 2010 fatture false in favore di società che avevano a loro volta tratto notevoli vantaggi economici in danno del-

l’azienda di Tonino Perna. Poiché le prestazioni non erano state mai effettivamente rese, i finanzieri hanno accertato che gli ingenti importi – realmente percepiti dallo stesso imprenditore verificato – costituivano il profitto della truffa, tassabile quale provento illecito, per effetto della Legge 537/93. Il ruolo dell’indagato, all’epoca dei fatti collaboratore interno della ex Ittierre, era quello di attestare la bontà delle fatture “taroccate”, emesse da quattro distinte società – due delle quali riconducibili a se stesso – che venivano in tal modo puntualmente saldate per un importo complessivo di oltre dieci milioni di euro. Gli autori della frode avevano anche tentato, con artifici contabili e interposizioni fittizie, di “ripulire”

il denaro illecitamente ricevuto dalla Ittierre attraverso investimenti di varia natura, tra cui l’acquisto di immobili ad Isernia e a Vasto. Le complesse indagini di polizia giudiziaria ed economico-finanziaria concluse oggi dagli uomini del Nucleo di Polizia Tributaria, hanno complessivamente consentito di recuperare a tassazione base imponibile per oltre un milione e mezzo di euro e centocinquantamila euro di IVA non versata all’Erario. Ora l’imprenditore, oltre che del delitto di truffa aggravata, dovrà anche rispondere dei reati previsti per chi presenta la dichiarazione dei redditi infedele e per chi emette fatture relative ad operazioni inesistenti, rischiando complessivamente fino a sei anni di reclusione.

L’intervento.

Quell’autovelox a Macchia è deleterio Antonio Incollingo quale delegato della Prefettura di Isernia, benché ricusato dall’Associazione Sindacale FIADEL, dal Comitato Pro Trignina, dal PCL Molise, dall’Associazione Antimafia Caponnetto, perché unitamente al Prefetto hanno omesso di intervenire per ripristinare la regolarità violata dal Comune di Macchia d’Isernia, dopo aver accolto più di cento ricorsi presentati dalle suddette associazioni avverso gli illegittimi verbali elevati con l’Autovelox abusivamente installato dal Comune di Macchia d’Isernia sulla SS. 85 venafrana, improvvisamente ha cambiato idea ed ora sta rigettando i ricorsi con conseguente raddoppio delle somme a carico dei ricorrenti. In sostanza Incollingo sostiene che il lato destro dove è posizionato attualmente l’autovelox di Macchia sulla SS. 85 Venafrana, “deve intendersi” come lato sinistro direzione Venafro, contraddicendo l’autorizzazione ANAS Prot. n. CCB-0020719-P del 09.11.2012. . Incollingo sostiene ciò nonostante la FIADEL con nota del 06.12.2013 e del 09.12.2013 gli aveva trasmesso le sentenze n. 491/13 e 521/13 con le quali il Giudice di Pace di Isernia Avv. Ruscillo aveva accolto i ricorsi e sentenziato che “Quanto al merito, l’opposizione va accolta sull’eccezione relativa all’errato posizionamento della postazione autovelox, dove in effetti l’autorizzazione concessa dall’Ente proprietario della strada ne disponeva la collocazione sulla SS. 85 “Venafrana” al Km 36+777 sul lato sinistro della carreggiata (direzione di marcia Venafro), mentre la stessa, come si evince dalla documentazione fotografica in atti e non smentita dalla difesa dell’Ente, risulta invece posizionata sul lato destro”. Orbene, anche il Giudice di Pace Avv. Fabrizio Zarone con le Sentenze n. 546/13 depositata il 13.01.2014; n. 547/13 depositata il 13.01.2014; n. 561/13 depositata il 24.01.2014; n. 562/13 depositata il 24.01.2014; n. 563/13 depositata il 24.01.2014; 624/13 depositata il 12.12.2013; n. 628/13 depositata 14.01.2014; n.631/13 depositata il 14.01.2014; n. 632/13 depositata il 14.01.2014; n. 639/13 – depositata il 14.01.2014 ; n. 641/13 – depositata il 14.01.2014; n. 643/13 depositata il 14.01.2014 ha accolto i numerosi ricorsi ed ha sentenziato la stessa cosa! Quest’ultimo Giudice è andato anche oltre petitum sentenziando che “in tale ottica, il palese contrasto tra l’effettiva posizione dell’apparecchiatura e l’autorizzazione concessa dall’ANAS determina l’annullamento del verbale conseguente per il noto principio dell’illegittimità derivata (trattandosi di violazioni accertate mediante apparecchiatura collocata in modo difforme da quello autorizzato e quindi, in definitiva non autorizzato)”. Incollingo ed il suo Prefetto, dunque, ignorano e disapplicano le sentenze suddette. Inoltre ci attiveremo per verificare ipotesi di spostamento/manomissione del segnale prescrivente il limite di velocità di Km/h 70 al fine di far intercorrere tra il segnale e l’autovelox la distanza prescritta dal C. d. S. di 1 (uno) chilometro; dunque per far apparire legittimo il posizionamento dell’Autovelox stesso che invece risulta assolutamente abusivo. Su questo fatto l’Associazione Caponnetto ha già sporto denuncia. Difatti tale segnale sulla carta risulta al Km 37+774 però qualcuno lo sposta in continuazione. Pertanto le scriventi Associazioni con il presente atto di rimostranza legale chiedono l’intervento di competenza sulla Prefettura di Isernia affinchè quest’ultima si conformi alle sentenze sopra citate anche perché è ancora in itinere l’interrogazione parlamentare n. 4/02400 del 5.11.2013, primo firmatario l’On. Cristian Iannuzzi del Movimento 5 Stelle. Si invitano i cittadini ad inoltrare analogo atto di rimostranza per le medesime ragioni ed a tenersi pronti per la prossima manifestazione di protesta. PCL FIADEL Comitato Protrignina Associazione Caponnetto


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Termoli

4 febbraio 2013

Nuovo look al cimitero La Giunta comunale ha approvato lo studio di fattibilità per loculi e cappelle gentilizie TERMOLI – La Giunta comunale ha approvato lo studio di fattibilità, redatto dall’architetto Pietro Ieronimo, per i lavori di realizzazione di loculi e cappelle gentilizie presso il cimitero comunale, attraverso il ricorso al project financing. Nell’atto dell’esecutivo cittadino, seguito dall’intero Settore Lavori Pubblici e dall’assessore Vincenzo Sabella, si è dato atto che, secondo quanto previsto dall’art. 153 del D.lgs. 163/2006, sulla base dello studio di fattibilità redatto dall’architetto Pietro Ieronimo, nell’ambito della gara di appalto, le ditte concorrenti dovranno proporre la progettazione preliminare, l’offerta economica, il piano economico-finanziario e la

la procedura della finanza di progetto. “Molto presto – ha dichiarato il sindaco Di Brino – il cimitero sarà dotato di nuovi loculi e nuove cappelle gentilizie; il provvedimento adottato dalla nostra Giunta consentirà in questo modo di eliminare la spiacevole carenza di spazi per i defunti, già lamentata dai cittadini nei confronti delle precedenti amministrazioni. Il sistema del project financing – continua il primo cittadino – potrà garantire inoltre la realizbozza di convenzione regolante i rapporti tra il Comune di Termoli e il soggetto promotore. E’ stato stabilito inoltre che la spesa di investimento per la

realizzazione dell’intervento in questione è quantificata in 6.980.000 euro e che la spesa troverà copertura finanziaria mediante capitale privato, con

Niente più parcheggio in piazza Monumento TERMOLI - Il parcheggio sotterraneo in piazza Monumento che dovrebbe essere progettato per il futuro certamente resta nel cassetto degli amministratori “sognatori”. Ed è così che nella riunione di maggioranza di martedì 28 gennaio è stata avviata una riflessione in maggioranza. Il possibile ripensamento c’è stato nell’ultima riunione di maggioranza dove è stato espresso che: “L’idea si sta allontanando – commenta il sindaco Antonio Di Brino – ma pa-

rallelamente stiamo studiando la possibilità di confermare una delle altre location previste dal Piano urbano del traffico e della sosta”. Che potrebbero essere individuate in Piazza Garibaldi, piazza Bega e l’area del Pozzo dolce. Intanto l’amministrazione comunale va avanti con il piano delle opere pubbliche e tra i primi punti della riqualificazione, per un importo da oltre 3 milioni di euro procede nell’iter. “Il prossimo mese parti-

ranno i lavori per l’impianto fognario delle acque bianche lungo il Corso Nazionale – spiega l’assessore comunale ai Lavori pubblici Vincenzo Sabella – e gli interventi riguarderanno anche altri sottoservizi, come l’illuminazione e la filodiffusione. Dopo l’estate, in cui la via principale della città adriatica sarà accessibile al cento per cento, a settembre si andrà avanti con la pavimentazione, anche in piazza Monumento”.

Pesca, al via retribuzione convenzionale soci cooperative LITORALE - E' attesa nei prossimi giorni la circolare Inps che definisce per l'anno 2014, la retribuzione convenzionale mensile riferita ai soci di cooperative ex lege n. 250/58. Per quest'anno l'importo è pari a 661 euro. L’aliquota contributiva da applicare ammonta al 14,90% alla quale tuttavia va aggiunto lo 0,30% per il finanziamento dell’ASPI (assicurazione sociale per l’impiego). Intanto l’Alleanza delle cooperative settore pesca, commenta positivamente “il via libera dal Consiglio dei Ministri al testo del collegato alla Stabilità per il rilancio del settore agricolo, che contiene la delega per la pesca, che è un buon primo passo ma se la ripartenza non sarà da centometristi temiamo sarà inutile. Il settore è allo stremo e pressoché in fase di stallo totale. Per non perdere questa opportunità occorrerà perciò un intervento

politico e amministrativo urgentissimo. Stiamo vivendo una fase cruciale. Non possiamo proseguire con un immobilismo – prosegue l’Alleanza -, di natura politica e amministrativa, che ha di fatto paralizzato un settore già in forte sofferenza, nell'auspicare che già nei prossimi giorni venga trovata una soluzione idonea per affrontare al meglio i tanti dossier, nazionali e comunitari, che attendono di essere

esaminati. Non vogliamo neanche che siano le prefetture a sbrogliare le matasse che si vanno sommando in giro per l'Italia. Cresce sempre più l'insofferenza delle imprese e dei pescatori: la nostra responsabilità è di contribuire a garantire reddito e lavoro e questa sfida la stiamo perdendo se le Istituzioni non si renderanno conto che non c'è più tempo da perdere”.

zazione di ulteriori opere, tra cui nuovi bagni pubblici, la sala per gli esami autoptici, la sala per la cremazione e la cella frigorifera; tra le altre opere comprese in questo project financing è prevista anche la sistemazione di Via Pertini e la realizzazione della rotatoria in prossimità di Piazza Giovanni Paolo II. Esprimo piena soddisfazione per questo nuovo obiettivo che sta per essere realizzato, nell’esclusivo interesse dei cittadini termolesi”.

Auto in una buca, danneggiata ruota TERMOLI – Le strade “gruviera” della città hanno fatto una nuova “vittima”. Una Smart che percorreva Rio Vivo è terminata con una ruota in una buca piena di acqua piovana e, pertanto, non visibile, riportando danni alla stessa. Sul posto sono intervenute due pattuglie della Polizia Municipale per i rilievi che serviranno al risarcimento danni che l’automobilista certamente chiederà, e gli operai del Comune che hanno provveduto a chiusere la buca.

Affidamento gestione impianti sportivi TERMOLI – Il sindaco Basso Antonio Di Brino invita oggi, martedì 4 febbraio, alle 10,30 terrà una conferenza stampa presso il Polo Velico Remiero. Il primo cittadino e il presidente del Circolo della Vela, Beniamino Coronese, parleranno dell’affidamento della gestione del Polo Velico Remiero. Altro appuntamentoi con i rappresentantii la stampa locale alle 16,30, presso la sede dell’assessorato allo Sport, Turismo e Cultura, per illustrare i dettagli della convenzione tra il Comune e l’Asd Arcadia Termoli Calcio a Cinque, per la gestione degli impianti sportivi di Viale Sandro Pertini e Via Catania.

Porte aperte all’Alberghiero TERMOLI – Anche l’Istituto Alberghiero e Agrario "Federico II di Svevia apre le proprie porte a studenti e le loro famiglie. L’iniziativa è fissata per sabato 8 febbraio dalle 15 alle 18 e, oltre alle strutture scolastiche, si potranno visionare elaborazioni di cake design, sculture di ghiaccio e sculture vegetali, esibizioni di free style e animazione, esposizione dei prodotti ortofrutticoli.

Al centro di salute mentale si realizza un cortometraggio TERMOLI – Il Centro di Salute Mentale “La casa di Ofelia” si trasforma in set cinematografico. Gli utenti stanno infatti realizzando un cortometraggio che li vedrà vestire gli abiti da attori unitamente ad artisti professionisti, su un testo di Stefano Carta. Il direttore del Centro, il dottor Angelo Malinconico, sulla trama accenna solo a dire che “si tratterà di un thriller psicologico. Il filn – dice ancora Malinconico - è un ulteriore atto per toccare il tema della necessità di tenere viva la curiosità sull’opera di comprensione del disturbo mentale. Esso non nasce a caso e occorre sempre spendere energie per la comprensione della matrice psicologica, relazionale, familiare del disagio. Purtroppo ci sono ancora troppe carenze nelle risorse sanitarie e sociali, occorra che si prenda coscienza, anche ben valutando i costi dei mancati interventi precoci”.


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Termoli

4 febbraio 2014

Fallimento Amica: tra gli indagati anche Orazio Ciliberti FOGGIA - La Procura della Repubblica e la Guardia di Finanza, che ha seguito le indagini, hanno notificato 19 avvisi di garanzia ad ex amministratori, revisori, dirigenti della società per la nettenza urbana, Amica fallita nel gennaio 2012 per circa 60 milioni di euro. Nel mirino degli inquirenti ex amministratori, revisori e dirigenti succedutisi negli anni alla guida dell’ex municipalizzata. Tra gli indagati figurano l’ex sindaco ( di centrosinistra) di Foggia (dal 2004 al 2009), Orazio Ciliberti, ed attuale magistrato presso il TAR Molise, tre ex assessori della sua giunta, Angelo Benvenuto, Italo Pontone e Michele Del Carmine, ed i due viceprefetti nominati dal sindaco Mongelli amministratori unici della società, Michele Di Bari e Pasquale Santamaria. Inoltre ex

amministratori e revisori di Amica: Elio Aimola, Giovanni Ricci, Michele Simone, Maria Teresa Zingrillo, Saverio Balestrucci, Raffaele Brigida, Fabrizio Cangelli, Mario Mancaniello, Carlo Marconi, Michele Milano e Giuseppe Salvato. Le accuse avanzate a vario titolo agli indagati, ciascuno per la posizione che occupava, vanno dal falso in bilancio alla bancarotta fraudolenta sino alla distrazione di fondi pubblici. Coinvolti anche numerosi componenti dei consiglio di amministrazione dell'ex azienda municipalizzata. Diversi i filoni dell'inchiesta della procura di Foggia, dal costo dei lavori nella discarica di Passo Breccioso all'aumento dei costi per la partecipazione del Comune nelle aziende satelliti di Amica.

Battello “spazzamare” per le Diomedee ISOLE TREMITI - Da tre anni è parcheggiato in un cantiere privato dopo essere stato ormeggiato per cinque anni e senza alcuna custodia nel porto di Manfredonia. Non è mai stato utilizzato se non nel giorno della sua inaugurazione. Il battello spazzamare, costato all’incirca 80 mila euro e donato nove anni fa dal ministero dell’Ambiente al Parco nazionale del Gargano, è un battello fantasma. Avrebbe dovuto facilitare la raccolta di rifiuti solidi galleggianti presenti nell’area marina delle Isole Tremiti, gestita proprio

dal Parco, grazie ad un porta cassone capace di contenere fino ad un massimo di 20 metri cubi di materiale-immondizia. Ma alle Tremiti il natante non è mai arrivato, non avendo mai funzionato se non per l’ora e mezza necessaria al varo, avvenuto il 5 maggio del 2005 al largo di Manfredonia . Secondo gli amministratori del Parco del Gargano, la colpa del mancato funzionamento del mezzo è stata del ministero, che ha donato il battello ma non ha poi stanziato i fondi per la sua gestione. Ora a presidente del Parco Stefano Pecorella al quale la situazione del battello fermo non va proprio ed ha deciso che il natante sia rimesso in sicurezza e di rimetterlo in funzione per la prossima stagione estiva. “Non si poteva più tollerare una simile vergogna — tuona Pecorella — ci stiamo impegnando e ci impegneremo affinché il

battello spazzamare sia operativo da giugno. Ho fatto stanziare le somme necessarie, dopo averle ottenute appositamente dal ministero dell’Ambiente nel piano di gestione 2014 dell’area marina protetta. Il mio obiettivo è consegnare finalmente un importante strumento di tutela per le Tremiti. L’Ente Parco - conclude Pecorella - dimostra così di proseguire nell’opera di valorizzazione delle isole, per le quali il 2014 si prospetta come l’anno dei grandi progetti. Si spera, infatti, di portare a compimento la realizzazione di un campo boe per l'ormeggio delle imbarcazioni dei turisti e dei residenti (dopo aver finalmente ricevuto il consenso dei tremitesi e dell’amministrazione comunale lo scorso dicembre) così come è già in cantiere la realizzazione di sentieri panoramici per rendere le diomedee pienamente fruibili anche dai diversamente abili”.

Nuovi appuntamenti al teatro comunale CASACALENDA – Continuano gli appuntamenti con il teatro. Prossimamente sarà la volta della compagnia teatrale “Sceme sembe nuje” di Santa Croce di Magliano. Infatti i

prossimi 15 e il 16 febbraio, nel teatro comunale, la compagnia molisana rappresenterà lo spettacolo “Eh! Se ce ccumbagnasse a cocce”, opera teatrale tratta da “Ditegli sempre di si” di

Eduardo De Filippo. Il 15 lo spttacolo avrà inizio alle 20,30, mentre domenica 16 inizio alle 18,30. Per informazioni ci si può rivolgere ai numeri telefonici: 339 78 27 250; 327 95 66 623.

Autobus fuori strada, nessun ferito a bordo LARINO – Hanno vissuto momenti di paura ieri mattina alcuni passeggeri che viaggiavano a bordo di un pullman di linea che da Larino li stava trasportando a Termoli. Il torpedone, forse a causa del manto stradale reso viscido dalla pioggia, dopo aver sbandato è terminato nella cunetta inclinandosi. E’ stato lo stesso autista del mezzo, dopo essersi sincerato che nessuno dei passeggeri era rimasto ferito, a tranquillizzarli e a chiamare i soccorsi. Sul posto i Vigili del Fuoco e uomini della Protezione Civile per rimettere in carreggiata il pullman, mentre i passeggeri sono stati trasbordati su altro mezzo ed hanno potuto raggiungere le rispettive destinazioni.

A monte Calvario nasce il parco degli ulivi PORTOCANNONE – Presto il centro bassomolisano avrà il suo Parco degli ulivi con relativo percorso naturalistico. Iniziativa dell’assessore comunale all’Ambiente Michele Di Legge il quale sottolinea che: “L’idea progettuale rientra in un discorso di valorizzazione di luoghi e culture locali. Le piante degli ulivi plurisecolari non devono essere viste solo come vecchi arbusti da salvare ma come patrimonio complessivo per l’intera comunità”. Secondo le previsioni i lavori dovrebbero iniziare agli inizi della primavera e, nel frattempo, gli ulivi plurisecolari, la loto età è stata stimata in circa 800 anni, a dimora nella zona di Monte Calvario, sono continuamente monitorati dai tecnici dell’Arsiam. “I due lotti dove sorgono le piante – spiega l’assessore Di Legge - saranno ripuliti da sterpaglie e pietre, recintanti con delle staccionate in legno e al loro interno

verranno realizzate delle panchine, per chi volesse sostare dopo una passeggiata, e verranno installati dei cestini per i rifiuti in modo da tenere pulita l’area. Inoltre Di Legge ha spiegato che oltre al Parco verrà ripristinata una vecchia strada interponderale che andrà a creare un “percorso naturalistico collegato al parco che avrà anche l’intento di valorizzare l’intero territorio non solo dal punto di vista ambientale ma anche da un punto di vista storico”. Infine, in attesa dei lavori nel Parco, l’assessore ha presentato un prossimo appuntamento che si terrà in paese. Il 22 marzo, nel Palazzo Manes in piazza Skanderbeg, “In collaborazione con l’Arsiam abbiamo istituito la prima giornata di degustazione dell’olio. Sarà un evento molto importante per l’intera comunità perchè permetterà a tutti noi di crescere la conoscenza in materia di olio”.


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4 febbario 2013

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4 febbraio 2014  

Sua Sanità Patriciello

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