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ANNO IX - N° 140 - SABATO 23 NOVEMBRE 2013 - DISTRIBUZIONE GRATUITA Quotidiano del mattino - Registrato al Tribunale di Campobasso atto n. 03 del 21/03/2008 - Direttore Responsabile: Angelo Santagostino Rotostampa Molise sede legale: Sessano del Molise (Zona Industriale) Direttore Editoriale: Tommaso Di Domenico Tel.: 0874.698012 Fax: 0874.494461 E-mail Redazione Campobasso: redazione@lagazzettadelmolise.it E-mail: Amministrazione - Pubblicità: commerciale@lagazzettadelmolise.it Ufficio pubblicitario: Tel.: 0865.412094 - Cell.: 389.0563606 Stampa: Rotostampa Molise - Sessano del Molise (Z.I.) Il lunedì non siamo in distribuzione La collaborazione è gratuita

GIORNALE SATIRICO

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L’Oscar del giorno a Gaetano Scardocchia

L'Oscar del giorno lo assegniamo a Gaetano Scardocchia. Ha avuto un pregio oggi molto raro tra i giornalisti: Onestà, Morale, Economica ed Intellettuale. D'altronde la sua morte negli Usa ne costituisce una prova. Campobassano doc, figlio di un barbiere, cresciuto in mezzo ai coetanei ha inseguito testardamente il suo sogno di essere cronista e giornalista girando per il mondo e dirigendo alla fine numerose testate. Stimato da tutti anche nella morte non ha voluto dare eccessivo fastidio agli altri. Un infarto ne ha stroncato repentinamente la vita, privando il Molise di un suo figlio illustre e l'informazione mondiale di un acuto analista dei popoli e dei fatti.

Il Tapiro del giorno a Pierpaolo Nagni

Il Tapiro del giorno lo diamo a Pierpaolo Nagni. L'assessore non si è presentato ieri all'incontro in Prefettura a Campobasso sulla questione legata ai trasporti su gomma. L'Atm è senza carburante e lunedì potrebbero esserci già problemi. La gara d'appalto del servizio, poi, non viene assegnata da oltre otto mesi dall'aggiudicazione provvisoria alla stessa Atm. L'assessore sembra lavarsene le mani o, peggio, non interessarsi alle questioni poste. C'è chi pensa che si voglia portare qualche altra azienda del Nord in Molise sullo stile delle Gran Manze. Più che il Tapiro ci vorrebbe il commissariamento dell'assessorato.


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23 novembre 2013

In piazza la protesta degli Indignati contro la Casta Ieri un comitato ha illustrato al Prefetto di Campobasso le ragioni della protesta. "Un consigliere regionale costa come 25 pensionati"

CAMPOBASSO. "Il comitato promotore che ha organizzato questa iniziativa è costituto da persone prive di notorietà, che non occupano cariche istituzionali, non rappresentano associazioni di categoria, né partiti politici. Sono solo normali cittadini, padri di famiglia che, dopo una vita dedicata al lavoro ed alla crescita dei propri figli, hanno avvertito la necessità ormai ineludibile, di denunciare il malessere, la difficoltà, la sofferenza, la sfiducia che vive la popolazione molisana". Così ieri i proponenti la manifestazione di protesta di questa mattina a Campobasso in piazza Prefettura, a partire dalle ore 10, hanno ritenuto comunicare le ragioni della manifestazione al Prefetto. "Gli emolumenti da loro percepiti mensilmente superano di molto i diecimila euro netti e sono determinati con leggi approvate all’unanimità! Con il passare delle legislature si è ampliata a dismisura, ormai intollerabile, la differenza

tra i loro compensi e quelli percepiti da un operaio o impiegato medio o da un pensionato al minimo. Un consigliere regionale costa alla collettività quanto venticinque pensionati!". Per il Comitato degli Indignati in un sistema democratico piegare la democrazia per scopi quasi esclusivamente personali, ne determina la distruzione. "Chiediamo pertanto al Presidente della Giunta, al Presidente del Consiglio ed ai 14 capigruppo di rivedere le determinazioni adottate in questi ultimi mesi riguardanti i costi della politica ed in modo particolare di: Abrogare l’art, 7, portare a livelli accettabili il finanziamento ai gruppi consiliari, abrogare il vitalizio agli ex consiglieri, ridurre drasticamente il rimborso spese per l’esercizio del mandato". Quale è la ratio per cui per il funzionamento dei gruppi consiliari, oltre alle spese per il personale, la

Regione Basilicata che ha una popolazione di 587.517 abitanti spende 179.375,85 euro, il Molise con una popolazione di 313.660 abitanti spende 434.343 euro ? Ancora, si chiede di abrogare il cosiddetto bonus di reinserimento, elargito quando non si è più rieletti. A tale proposito l’ultimo consiglio regionale con un provvedimento ritenuto d’urgenza ha deliberato la bella somma di 450.000 euro. "Ci chiediamo : ma dove si deve reinserire un pensionato? Dove un dipendente pubblico? Dove chi non ha mai lavorato? Per questo abbiamo avviato una battaglia di “civiltà” che, alla luce della delibera “bavaglio” dell’Ufficio di Presidenza, inevitabilmente ha assunto i connotati anche di una battaglia “per la democrazia”. Sappiamo perfettamente che i tagli che proponiamo non sono risolutivi dei problemi finanziari della Regione, ma rappresentano un segnale importante".

Forza Italia per la continuità delle idee di Roberto Crema* Il 16 novembre abbiamo vissuto tutti, noi che c'eravamo, un momento importante. Si è trattato di un passaggio niente affatto ordinario né fine a sé stesso, come parte dell'opinione pubblica e della stampa stanno in qualche modo tentando di attestare. Si riparte con Forza Italia per fare ordine e dare all'elettorato un punto di riferimento meno "appannato", più definito e riconoscibile, più identitario e vicino alla base. Il momento difficile che stava vivendo l'oramai archiviato PDL poteva in qualche modo far nascere dubbi, timori, ritrosie o, come mi rendo conto essere per fin troppi "ex azzurri", motivazioni di opportunità ed opportunismo in grado di ridurre tutto ancora una volta a mera salvaguardia di un futuro e teorico tornaconto personale. Ho presto capito, però, che tali "virus" potevano aggredire solo chi non ha vis-

suto questi anni con convinzione, partecipazione vera e con una condivisione di valori, ideali ed idee adeguata a produrre azioni per quel bene comune che spesso resta lettera morta. Intendiamoci, non mi illudo che possa esistere una politica completamente dedita ai cittadini ed ai loro bisogni, ma sono invece sicuro che ne può esistere una che per la maggior parte del tempo è in grado di pensare al futuro della comunità e del Paese. Noi possiamo senza dubbio, ciascuno al proprio livello e con il proprio ruolo, operare in questo senso. Ho la presunzione di dire di essere in campo da tanti anni, fin dalla nascita di quella Forza Italia che, piaccia o no a seconda dei gusti, cambiò la politica, sospinto esattamente dal desiderio di fare la mia parte per la collettività. Quei "virus", quei dubbi, non hanno avuto nemmeno il tempo di palesarsi nel mio caso: ho scoperto subito, ed è stato piacevole e confortante, che dentro di

me c'era l'adesione immediata e senza tentennamenti a questo che è un vero e proprio riaggancio con la storia. Certo, colpisce quanto facile per molti sia dimenticarsi di chi ha permesso loro di intraprendere una strada, di avere un futuro migliore ed una carriera assicurata. Meno comprensibile è invece l'atteggiamento di coloro, nemmeno pochi, che stanno popolando un insignificante "limbo", una posizione attendista che a primo impatto fa pensare, e pensar male, ma che dopo una breve riflessione si palesa per quel che è davvero: l'inno all'opportunismo. Difficile è accettare la posizione di tutti quelli che, guardandosi bene dal fare una scelta immediata, stanno aspettando di capire che aria tira per scegliere il carro sul quale salire. Questo mio giudizio non è personale né astioso ma scaturisce da una valutazione politica: per ragioni di discrezione, indole e buona educazione evito infatti

di valutare gli uomini e le donne ma non posso esimermi dal sottolineare quanto un simile modo di affrontare questo cambiamento sia politicamente di basso profilo. Ho parlato di un "cambiamento", non di una "scissione". Per me non c'è stata alcuna scissione: da una parte la storia va avanti con rinnovate energie, dall'altra un "nuovo movimento" è a mio parere destinato a mescolarsi in quell'area "grigia" che oscilla a destra e manca, pronta ad appoggiare ora questo ora quello, in barba a quel gioco di squadra che dovrebbe essere alla base della nostra politica ed alla governabilità che sarà sempre più difficile, al limite dell'impossibile. Un rischio, quest'ultimo, che solo gli elettori possono scongiurare ed è esattamente quello che mi auguro possa avvenire in occasione dei prossimi appuntamenti elettorali. * Consigliere e Capogruppo del PDL alla Provincia di Campobasso


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3 23 novembre 2013

Intanto oggi nuova manifestazione di protesta degli indignati in Piazza Prefettura a Campobasso

Archiviato “Vincenzo” si riparte:

via col quinto assessore Il centrosinistra opta per l’abrogazione dell’articolo 7 e intanto ha già preparato la strada per aumentare la Giunta

CAMPOBASSO. Ci volevano Le Iene di Italia1 per far capire al presidente della Regione Frattura ed alla sua maggioranza che percepire 2.451 euro dell’articolo 7 era illegittimo? Evidentemente sì. Nel vertice di mercoledì scorso (giorno successo alla seconda puntata delle Iene sulla questione), convocato dal governatore con urgenza (escludendo Nunzia Lattanzio, l’unico consigliere di maggioranza che aveva portato in Commissione l’abrogazione della legge), bene in quel vertice Frattura sembra sia stato chiaro: l’articolo 7 va abrogato. L’ironia sarebbe d’obbligo se non fosse che per l’ennesima volta questo centrosinistra ha manifestato pubblicamente incapacità politico-amministrativa. Dunque la questione nota a tutta Italia con il nome di “Vincenzo il portaborse” sembra essere stata archiviata dalla maggioranza. Martedì andrà in scena il Consiglio regionale e lì, in quella sede, potrebbe essere presentata la proposta di abrogazione. Magari con l’indicazione dell’urgenza. Da qui si potrebbe chiudere con una deduzione: il governo regionale ha capito, ha ammesso lo sbaglio, ora cambia rotta. Macchè. Si riparte con un altro capitolo che di nuovo ha solo il fatto che final-

mente se ne potrebbe parlare sempre martedì in Consiglio. Al secondo punto all’ordine del giorno, infatti, c’è finalmente la proposta di abrogazione della legge 21 del 2012. Ossia di quella legge che fissa il numero degli assessori a 4. A meno di colpi di scena con il rinvio, il merito di aver fatto slittare la discussione tra i primi posti va a Nicola Cavaliere (Forza italia). La sua richiesta di inversione dell’ordine del giorno è stata accettata da Frattura con un’aria di strafottenza in aula. Come a dire: certo che ne possiamo parlare, voi dell’opposizione non ci fate paura. E allora via col quinto assessore. L’abrogazione della legge è necessaria per poi discutere dell’aumento della Giunta regionale. L’idea piace molto a Frattura che, stavolta, non potrà fare il Ponzio Pilato della situazione come accaduto con l’articolo 7. Insomma, il presidente stavolta non potrà dire: io non c’entro, lo hanno chiesto i miei consiglieri. Che Frattura quel quinto assessore lo voglia è risaputo da mesi (otto per l’esattezza). E quasi certamente continuerà con la solita giustificazione ingannevole: sarà a costo zero. Se in aula discussione ci sarà, altrettanto potrebbero esserci sorprese. Forse potremmo vedere all’opera quel che rimane dell’opposizione, si dovrà prendere atto di una spaccatura interna del centrosinistra che oggi è diviso sulla questione ma solo sulla carta. Insomma, tutti dovranno buttare giù la maschera. La conseguenza sarà il raddoppio del malcontento popolare che, a differenza dei diretti interessati, non ha ancora digerito quanto accaduto con l’articolo 7 e che non ha nessuna intenzione di mollare la protesta mirando alla riduzione delle indennità. Perché prendere un rimborso spesa di 4.500 euro (esentasse e forfettario, cioè senza doverci pagare le tasse e intascati a prescindere se sono stati spesi) in una regione così piccola appare come l’ennesimo schiaffo alla crisi. Così da un parte in Molise c’è il 50% di disoccupazione, dall’altra c’è la classe politica che invece di pensare a qualche diavoleria per cambiare rotta si occupa solo del proprio portafogli. E dopo 8 mesi di governo di centrosinistra c’è da ammettere solo una verità: siamo solo all’inizio. gr

La Regione ancora in tribunale ad opera di Di Pardo Il tema del ricorso al Tar è sempre lo stesso: la Sanità CAMPOBASSO. Ancora un ricorso di una struttura sanitaria privata, ancora la Regione Molise finisce il tribunale, ancora una volta a difendere la struttura privata è l’avvocato che partecipa ai tavoli tecnici romani affiancando la Regione Molise. Stavolta l’oggetto del ricorso riguarda l’assistenza specialistica ambulatoriale, in particolare i limiti massima di spesa. Il centro radiologico Francesco Potito di Campobasso ricorre contro l’istituzione regionale e si lascia difendere dall’ormai noto Salvatore Di Pardo. La storia è sempre la stessa. Paolo Frattura, in qualità di Commissario alla Sanità, a luglio emana il decreto in cui definisce i limiti massimi di spesa (per il triennio 2012-2014) per l’acquisto di prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale da parte delle strutture private. L’azienda Potito, rappresentata da Di Pardo, chiedeva l’annullamento o la sospensione dell’efficacia del decreto. Stavolta però il colpo non è andato a segno. Il Tar ha respinto la domanda cautelare. Red.cro.

I politici non hanno smesso di rubare,

hanno smesso di vergognarsi “Silent enim leges inter arma” (In tempi di guerra la legge tace). La frase di Cicerone che risale al primo secolo Avanti Cristo è più che mai attuale. Più che mai in questo piccolo Molise. Lo dimostrano i politici regionali che ormai hanno riportato la situazione all’epoca di Cicerone con uno scontro tra le classi sociali. E se nel periodo romano si parlava di contrapposizione tra optimates (gli aristocratici) e plebe, stavolta lo scontro è tra politici e popolo. La causa? La mancanza di soldi per gli ultimi, la riscossione a iosa di soldi per i primi. A volte con metodi consentiti dalla legge ma non dalla morale (come nel caso delle indennità), a volte percepiti persino in maniera illegittima come nel caso dei fondi dell’articolo7. I politici ormai sono sempre più simili agli sciacalli: si cibano di animali morti. Peccato che questo cibo sia rappresentato dal popolo che muore pagando le tasse per mantenere in piedi un sistema ormai al collasso, ma solo per i lavoratori. In Molise è scoppiato il caos dell’articolo 7 che, al di là della responsabilità degli eletti (tutti ma

in primis del centrosinistra che è maggioranza), evidenzia un problema peggiore del fatto che i consiglieri regionali spesso e volentieri, intascano i 2.451 euro come surplus delle indennità. Il problema vero è che i rappresentanti di un’assemblea legislativa dovrebbero porre in essere regole per combattere il lavoro nero e lo sfruttamento dei lavoratori. Invece troppo spesso sono i primi ad utilizzarlo. I collaboratori vari (in genere giovani utilizzati all’interno dell’istituzione) sono nella maggior parte dei casi sottopagati. Il budget che gli eletti mettono a disposizione per il personale al loro servizio comporterebbe, nella normalità, l’assunzione con relativo contratto e relative buste paga che permettesse a quei collaboratori di poter vivere. Invece la cifra, generalmente, è irrisoria creando così la capacità economica di poter aumentare il numero delle “assunzioni”. E’ questa la denuncia silente che molti fanno per paura di perdere il cosìdetto posto. Chi controlla? La legge tace.

Si assume per far cosa? Il ruolo di segretaria/o dell’eletto non è abbastanza per far funzionare la politica vera. Il consigliere regionale, sia esso di maggioranza o di opposizione, ha un ruolo fondamentale: presentare proposte di legge i cui effetti ricadono sui cittadini, soprattutto nei periodi di crisi. Avere un gruppo di lavoro alle spalle che sappia organizzare, preparare tali proposte sarebbe indispensabile per un eletto che poi, di converso, ne guadagnerebbe in visibilità politica e quindi, elettoralmente parlando, a scadenza del mandato chiedendo conto del suo operato agli elettori. Eppure, questo sistema costruito dagli avi su principi oggettivamente giusti, è stato ribaltato dai figli degli avi che dovevano utilizzarlo con la stessa coerenza. Se è vero che gli inizi degli anni ’90 hanno segnato uno spartiacque tra la prima e la seconda repubblica, appare altrettanto veritiera la frase di Davigo, ex pm di Mani Pulite: “Dopo Tangentopoli i politici non hanno smesso di rubare. Hanno solo smesso di vergognarsi”. Irene Corsini


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23 novembre 2013

Per uno sviluppo turistico del Molise raccolto intorno alle dotazioni archeologiche e documentali di straordinaria unicità

Il valore storico e documentale dell’abbazia di san Vincenzo al Volturno al centro del convegno organizzato dall’Iresmo sul tema ““L’Officina di San Vincenzo – Artisti e amanuensi in una grande abbazia medievale”

Limitazioni al traffico su Bifernina e Trignina I lavori partiranno da lunedì e si protrarranno fino al 13 dicembre

Come rendere il complesso monumentale di San Vincenzo al Volturno il punto nodale della storia del primo Medioevo in Europa è stato l’argomento discusso nel corso del convegno tenuto ieri a Campobasso, presso l’Aula Magna dell’università trattando del tema “L’Officina di San Vincenzo – Artisti e amanuensi in una grande abbazia medievale”. Un titolo di merito va dato all’Istituto regionale per gli studi storici del Molise (Iresmo) organizzatore e patrocinatore dell’evento culturale cui hanno preso parte eminenti personalità del mondo accademico e scientifico tra cui  Alessio Monciatti, docente di Storia dell’Arte Medievale presso l’Ateneo molisano, e Giulia Orofino, docente della stessa materia presso l’Università di Cassino e del Lazio Meridionale che hanno illustrato e commentato due   importanti pubblicazioni: il Chronicon Vulturnense del Monaco Giovanni, che  contiene la preziosa traduzione italiana del Chronicon Vulturnense, ovvero la cronaca del XII secolo che narra la storia del monastero di San Vincenzo; e La cripta dell’Abate Epifanio a San Vincenzo al Volturno che riunisce tutti i principali studi apparsi sulla cripta dell’abate Epifanio, il cui ciclo di affreschi del IX secolo costituisce il gioiello artistico e culturale dell’intero complesso archeologico dell’Alto Vol-

turno molisano. Una giornata di studio i cui contenuti aprono prospettive interessanti sul piano scientifico ma certo non mancano anche di allargare l’orizzonte per uno sviluppo turistico del Molise raccolto intorno alle due dotazioni archeologiche e documentali di straordinaria unicità. Orecchie sensibili e particolarmente interessate sono state quelle del rettore dell’università, Gianmaria Palmieri, del Direttore regionale per i Beni Culturali e paesaggistici del Molise, Gino Famiglietti (difensore e cultore indefesso del patrimonio storico, archeologico, naturale e paesaggistico del Molise) e il presidente dell’Iresmo, Claudia Angiolini, sul cui impegno ed interesse non si nutrono dubbi, che invece si portano dietro il presidente della giunta regionale, Frattura, e del consiglio, Niro. La conclusione del convegno è stata affidata al professore  Federico Marazzi, che da molti anni conduce gli scavi all’interno del grande sito monastico,   che ha ragguagliato la platea sulle più recenti ricerche in corso presso il sito dell’abbazia cui l’Iresmo sta fornendo le carte inedite dell’archivio di Vincenzo Federici, lo studioso che, nella prima metà del XX secolo, pubblicò l’edizione critica del testo del Chronicon Vulturnense.    A pensarci bene, noi molisani veniamo da molto lontano.

CAMPOBASSO. L’Anas comunica che da lunedì 25 novembre a venerdì 13 dicembre 2013, saranno attivi restringimenti di carreggiata sulle strade statali 647 “Fondo Valle del Biferno”, 650 “Fondo Valle del Trigno” e 16 “Adriatica”, tra le province di Campobasso e Isernia. In particolare, saranno istituiti due sensi unici alternati sulla strada statale 647 “Fondo Valle del Biferno”: dalle ore 8,00 di lunedì 25 novembre alle ore 18,00 di sabato 7 dicembre 2013, tra il km 55,800 e il km 56,400 e dalle ore 8,00 di lunedì 2 dicembre alle ore 18,00 di venerdì 13 dicembre 2013, nel tratto compreso tra il km 55,800 e il km 59,000, in provincia di Campobasso. I provvedimenti si rendono necessari per consentire il rifacimento dei giunti di dilatazione. Dalle ore 7,00 di lunedì 25 novembre alle ore 17,00 di sabato 7 dicembre 2013, sarà attivato un restringimento di carreggiata tra il km 526,100 e il km 526,400 della strada statale 16 “Adriatica”, in provincia di Campobasso. I provvedimenti si rendono necessari per consentire il rifacimento dei giunti di dilatazione del viadotto “Trigno”. Dalle ore 7,00 di martedì 26 novembre alle ore 16,00 di martedì 10 dicembre 2013, le limitazioni interesseranno la strada statale 650 “Fondo Valle del Trigno”, nel tratto compreso tra il km 12,600 e il km 15,500, in corrispondenza dei viadotti “Sant’Onofrio”, “Trigno” e “Chiauci”. Il provvedimento si rende necessario per eseguire prove tecniche di laboratorio. Durante le limitazioni, il traffico sarà regolato da un impianto semaforico e dal personale dell’Anas.

L'intervento

Allevare solo il “segmento” delle manze è inutile e dannoso per il nostro territorio Per chi non lo sapesse o lo avesse dimenticato dai dati a noi noti è da supporre che le 12 mila Manze da rimonta da allevare in Molise, servono al rinnovo del parco produttivo di vacche da latte di circa 150 mila capi attualmente allevate nel centro nord d’Italia. Cioè, considerato che una vacca produce latte per 12/15 anni e che a questa età va sostituita da una giovane manza gravida, va da se che un 12/15% del gregge produttivo va annualmente rinnovato; va anche considerato che il rinnovo è costituito solo da soggetti femmine, ma nascono anche i vitelli maschi quasi al 50%, cioè altri 12 mila capi maschi. La domanda è: “ i vitelli nati maschi dove vengono allevati?” ...ma nel nord, mi si risponde e lo sapete perché? Perchè allevare e produrre carne è più conveniente, più pulito, indotto più proficuo e quelli del nord sono più sapienti e ben organizzati sul territorio per svezzare e ingrassare vitelloni da carne. Seconda domanda: supposto che la Granarolo fornisce latte alimentare al centro sud (da Roma in giù) di quasi il 15% del suo fatturato, allora “perchè delle attuali 150 mila vacche produttrici, almeno 15 mila capi non si allevano al centro sud, luogo di consumo”? Terza domanda: “perchè nel Molise solo la produzione delle manze da rimonta e non anche i manzi e il ciclo integrale della filiera produttiva?” Non vogliamo più che nel Molise accada ancora che si producono solo segmenti, magari più inquinanti o solo

bulloni e il resto migliore delle filiere si producono altrove! Agli attuali governanti vogliamo ricordare in proposito, che circa 45 anni fa, fu la FIAT a ingannarci facendoci credere che da li a poco si sarebbe realizzato a Termoli anche la produzione delle auto, occupando oltre 5 mila operai: mai realizzato tale impianto e mai superati neanche tre mila unità occupate. Intanto acquisirono, adiacente all’attuale azienda, l’area necessaria per tale ipotesi, circa 20 ettari di terreno in più dell’occorrenza del momento; terreni fertilissimi, all’epoca espropriati agli agricoltori e poi lasciati lì, abbandonati e dove ancora oggi vegetano solo vigorosi cespugli. Ma su questo argomento ci torneremo presto. Va da se che pensare male è peccato, ma se non ci convincono su queste domande, noi del Molise non possiamo dare l’ok alle “gran manze” allevate così come proposto. Anzi andrebbe verificato anche se vi sono altri gruppi produttori di latte e carne per attivare nel Molise una nuova, moderna integrale filiera zootecnica per prodotti solo di qualità. Considerato che in questo periodo di crisi globale e della dilagante contaminazione degli alimenti umano la produzione di latte e carni di qualità e di sicura salubrità, vitali per la salute dell’umanità, nel medio alto Molise troverebbe tutte le prerogative naturali necessarie per un loro naturale ottenimento. Quindi si alle 12 mila fattrici in Molise, però se dislocato sul

tutto il territorio della regione e coadiuvate da un progetto produttivo integrale: dallo svezzamento alla produzione di latte e carne di almeno 10 mila capi con la lavorazione del latte e carni in Molise, pronto al consumo e con tutto l’indotto molisano: occupazione, foraggere ecc.. Rispettando comunque il naturale e rigido rapporto spazio- bestiame, cioè non più di due capi grandi per ettaro di terreno disponibile. Questo per salvaguardare gli aspetti igienici sanitari e ambientali del territorio e degli allevamenti stessi, nonchè la salvaguardia della integralità e salubrità degli alimenti che se ne produrranno a vantaggio della salute dei consumatori. In conclusione si dovrà attuare un sistema produttivo “integrale ed estensivo” sul territorio e non “intensivo e concentrato” come ci propone oggi la Granarolo. Cosi facendo ci sarebbe un naturale utilizzo e conservazione del territorio e tra l’altro si darebbe un forte e vero impulso economico ed occupazionale a tutte le cosi dette famose aeree interne del nostro Molise, dove il settore agricolo, in particolar modo quello zootecnico, potrebbe rappresentare l’ossigeno vitale ed economico sociale per bloccare il pericoloso, continuo spopolamento demografico e condurre all’asfissia le nostre comunità interne della regione, trascinandosi con esse tutto il Molise verso un declino inesorabile, fino alla sua estinzione Istituzionale. Comitato regionale Dc Molise


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5 23 novembre 2013

Avvisate Petraroia che da solo non va da nessuna parte, e nemmeno il Molise C’è il sospetto che all’interno della maggioranza e dell’esecutivo non trovi accoglienza, né il suo esasperato populismo assemblearistico finora gli è giovato ad avere solidarietà e sostegno

Qualcuno dica al (vice?) presidente della giunta regionale Petraroia che scrivere al ministro dello Sviluppo Economico; al responsabile  del dipartimento per le imprese e l’internazionalizzazione di quel ministero; ai sottosegretari di Stato della Presidenza del Consiglio dei ministri e al dirigente responsabile della direzione generale Relazioni industriali del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, per muoverli alla stipula di un Contratto di sviluppo o, in alternativa, a uno strumento di programmazione negoziata “che aiuti il processo di reindustrializzazione di un’area di crisi in cui tra la filiera tessile (Pettoranello), la filiera avicola (Boiano) e l’indotto metalmeccanico e dell’auto (Venafro) si sono persi duemila posti di lavoro su un territorio che conta meno di 100 mila abitanti ed in cui il tasso di disoccupazione giovanile è elevatissimo come certifica anche il Rapporto recentissimo della Banca d’Italia”, gli vale tanto sul piano della propaganda personale, della conferma di essere (e di voler essere) il deus ex machina dell’esecutivo, la polena del consiglieri regionali di centrosinistra, il”Migliore”, come gli erano care in gioventù l’immagine e la figura di Palmiro Togliatti, ma sul piano concreto questo suo affannarsi, ragionare, relazionare con dovizia di dati e di valutazioni, non porta a nulla. A Roma, o dovunque sono costretti e leggere le sue lettere-relazioni, se ne impipano, perché sanno che ciò che viene detto e scritto è una mera iniziativa per-

sonale, un impulso alla visibilità, un anelito alla notorietà, non certo la definizione di una volontà politica della maggioranza o dell’esecutivo di cui è (vice?) presidente. Fintanto un Contratto di sviluppo o un’azione programmatica negoziata da proporre al governo nazionale non vengono deliberati  e approvati dagli organi competenti, non sia una parte sostanziale della programmazione settennale 2014-2020), i buoni propositi di Petraroia, le sue lettere-relazioni, le sue documentate valutazioni sono niente. Le sue argomentazioni su come collocare all’interno di un percorso istituzionale la soluzione dei problemi dell’Ittierre e, soprattutto, come sommare in unico quadro d’interventi i problemi di agibilità delle realtà produttive esistenti all’interno del distretto territoriale che comprende i nuclei industriali “Campobasso-Boiano” e “Isernia-Venafro” sono inappuntabili, ma andrebbero dette e illustrate ai consiglieri di maggioranza, ai colleghi assessori, allo stesso presidente Frattura perché ne facciano una convinzione, un motivo di dibattito e di deliberazione. Farne invece oggetto – e non è la prima volta – di missive a ministeri, autorità territoriali, categorie sociali e forze sociali senza accorgersi che non viene cavato il ragno dal buco, alla lunga si risolve unicamente in uno stucchevole esercizio di propaganda personale. Abbiamo il sospetto che Petraroia sia in un certo qual senso costretto a dirottare su altri soggetti (istituzionali o meno) il proprio  attivismo in quanto all’interno della maggioranza e dell’esecutivo non trova la dovuta accoglienza, né il suo esasperato populismo assemblearistico finora gli è giovato ad avere solidarietà e sostegno. Come del resto non trovano riscontro nell’opinione pubblica molisana, satura di comunicati stampa e d’iniziative a vuoto. Senza sofismi, siamo alla perfetta rappresentazione di un governo che in circa 10 mesi di potere ha badato unicamente ad assicurare a sé stesso e alle forze sodali una invidiabile prospettiva di vita. In aperta antitesi con lo stato socio-economico della collettività. Meno lettere-relazioni; più concretezza. Dardo

Trasporti, l'assessore Nagni non si presenta L'Atm attende il pagamento di oltre 800mila euro L'azienda rischia di restare senza carburante CAMPOBASSO. Ieri mattina in Prefettura a Campobasso si è svolta la riunione per discutere in merito alle spettanze che la Regione Molise doveva pagare all'Azienda ATM. Assente l'assessore regionale al ramo trasporti, Pierpaolo Nagni, hanno partecipato i responsabili dell'Azienda e il dirigente dei trasporti Aufiero. La richiesta, più volte formulata, è quella delle spettanze dovute alla società per un importo complessivo di euro 867.111,63 relativo a fatture emesse alla regione e non ancora liquidate. Altra questione, che ancora non viene chiarita, è la mancanza di assegnazione del bando di gara. L'Azienda aveva già preannunciato l'interruzione dei servizi di TPL gestiti da ATM e il mancato pagamento del 50% dello stipendio di ottobre al personale dipendente, e l'impossibilità di fare rifornimento di carburante. A fine tavolo si è avuta una tregua fino a lunedì 25 novembre, il dirigente Aufiero ha chiesto tempo per verificare con l'Assessore Nagni le documentazioni e le richieste. L'ATM però informa che se entro la giornata di lunedì non si avrà un responso positivo da parte della regione, il trasporto pubblico avrà delle ripercussioni, in quanto i mezzi viaggeranno fino ad esaurimento scorta di carburante, non potendo più fare rifornimento.

Sono 42 i lavoratori in trasferimento a Napoli o con il telelavoro

Telecom chiude a Campobasso CAMPOBASSO. Il Molise ancora una volta penalizzato da una ristrutturazione aziendale: chiude una delle sedi di Campobasso e 42 dipendenti saranno messi in mobilità. In una lettera, inviata all’Arcivescovo della Diocesi Campobasso Bojano, al Prefetto della Provincia di Campobasso, al Presidente della Regione Molise ed a quello della Provincia di Campobasso, al Sindaco del capoluogo, ed agli onorevoli Ruta, Venittelli e Leva, si parla della chiusura, per la ristrutturazione di una parte dei servizi di Telecom Italia e in special modo quelli relativi al Caring Service, della sede di Campobasso e la messa in mobilità, appunto, di 42 dipendenti, i quali potranno scegliere il trasferimento a Napoli oppure ipotesi di tele-

lavoro d casa. Ciò è motivato dalla ‘societarizzazione’ di detta divisione. “Parliamo – si legge nella nota- della cessione di un ramo di azienda fortemente voluta dal C.d.A. del gruppo Telecom Italia riunitosi l’8 febbraio 2013, nel quale è stata anche approvata la distribuzione di un monte dividendi agli azionisti di 450 milioni di Euro all’anno per il triennio 2013-2015; Quindi il controsenso è che mentre si chiede per lo stesso periodo una pesante “solidarietà” ai lavoratori, con gli stessi sacrifici si prestabilisce per i prossimi anni una bella distribuzione degli utili: ciò vuol dire una chiara stima del buon andamento finanziario nel triennio”. I lavoratori avanzano una propria proposta. “Telecom Italia oc-

cupa sul Territorio più sedi (Via Conte Rosso - Centrale Sud, Caring Services e CE Top - e Via IV Novembre - Centrale Nord, Open Access ) e pertanto riteniamo che con la conoscenza dello stato dei luoghi, si possa compattare il personale in una delle due sedi esistenti fungendo questa (e non Napoli) da “sede di concentrazione” oltre che

unica del capoluogo e in Molise ad ospitare il servizio di Caring. In questo modo si realizzerebbe la riduzione dei costi di affitto e gestione delle sedi, come previsto nel piano Aziendale e nel contempo operando un riassetto non invasivo per i lavoratori”. Una proposta ragionevole, che merita di essere attentamente valutata.


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Campobasso

23 novembre 2013

Castello Monforte, basta con le antenne Troppi impianti istallati sul maniero emblema della città CAMPOBASSO. Un Castello Monforte, ormai, destinato a base per le antenne di ogni specie. E' quello che salta evidente all'occhio di chi si porta nella parte alta della città alla ricerca di uno spazio che non sia quello frenetico della vita in basso. E cosa si trova? Antenne, fili, tiranti e la stazione metereologica dell'Aereonautica. E' possibile che un monumento nazionale, un maniero che identifica la stessa città capoluogo di Regione possa essere considerato la piattaforma di tutto questo? Noi crediamo proprio di no e, per questo, da tempo che andiamo sottolineando la necessità che quella foresta di antenne che caratterizza da tempo il castello venga immediatamente spazzata via. Tra l'altro, va detto, che anche il dipartimento del-

l'Aereonautica ha espresso il proprio parere favorevole allo spostamento della stazione in altra sede. Certo, evidentemente, avrà chiesto al Comune uno sforzo finanziario per accelerare il trasferimento.

Ed è questa l'occasione per chiudere una partita che si trascina da anni e che permetterebbe il recupero della parte più alta della torretta di guardia. Lo stesso dicasi per gli altri ripetitori ed antenne che non si sa nemmeno se i pro-

prietari degli impianti paghino un fitto, almeno, adeguato considerato che trattasi di un monumento nazionale. L'amministrazione comunale non può fare finta di ignorare il problema o di rinviarlo alle calende greche. Il castello Monforte deve tornare ad essere quello che era un tempo. Anzi, va valorizzato ulteriormente con piccoli interventi, come la realizzazione del ponte levatoio e la stradina che lo costeggia che hanno un costo irrisorio ma che ne andrebbero a valorizzare le sue caratteristiche. Al pari della possibilità di usufruire dei torrioni ai quattro lati. Ma se un Comune non riesce a risolvere una questione come questa è nelle condizioni di affrontare temi ben più scottanti e difficoltosi?

Campitello, prima neve sul pianoro CAMPOBASSO. Il maltempo di queste ore ha portato alla comparsa della prima neve a Campitello Matese. Un paesaggio, finalmente, invernale per la stazione sciistica con la speranza che questi primi fiocchi di neve possano essere un buon presagio per la stagione ormai alle porte. Pochi centimetri, al momento, ma sicuramente beneauguranti anche perchè si avvicina la festività dell'Immacolata e se dovesse cadere nei prossimi giorni copiosa la neve si tratterebbe di una boccata d'ossigeno per gli imprenditori del settore.

Scuola allievi, Renzetti nuovo comandante Lascia il servizio attivo il generale Di Santo dal 2006 a Campobasso CAMPOBASSO. Presso la caserma “Eugenio Frate”, sede della scuola allievi carabinieri di Campobasso, alla presenza del generale di brigata Antonio Bacile, comandante della legione allievi carabinieri, si è svolta la cerimonia di passaggio di consegne tra il generale di brigata Michele Di Santo, comandante cedente, ed il tenente colonnello Antonio Renzetti, comandante subentrante. Il generale Di Santo, che lascia il servizio attivo dopo oltre trentacinque anni di servizio ed una carriera importante che lo ha visto impegnato al comando di unità territoriali per ventisette anni, si è arruolato nell’arma il 24 gennaio 1978. Era dal-

l’ottobre del 2006 che reggeva il comando della scuola allievi carabinieri di Campobasso. Nel suo messaggio di commiato ha ricordato, rivolgendosi al personale del quadro permamente ed agli allievi del 131° corso, i sette anni trascorsi al comando della scuola ringraziando tutti della preziosa collaborazione ricevuta nella non facile gestione dell’istituto di formazione. Ha, nel contempo, formulato al tenente colonnello Renzetti l’augurio di cogliere ogni soddisfazione dall’esperienza che si accinge ad intraprendere. nel suo discorso ha salutato il comandante della legione allievi e si è anch’egli rivolto

agli allievi del 131 corso ed al personale del quadro permanente, infine augurando al predecessore generale Michele Di Santo una felice quiescenza.

In Comune ricordato Scardocchia Ieri l'incontro nella sala consiliare del Comune di Campobasso

CAMPOBASSO. Il Comune di Campobasso e l’Associazione della Stampa del Molise hanno organizzato ieri nella sala consiliare comunale, una cerimonia pubblica per ricordare il ventennale della morte del direttore Gaetano Scardocchia. Gaetano Scardocchia è nato a Campobasso nel 1937 e morto a New York, a seguito di infarto, nel 1993. Giornalista e scrittore, ha diretto il quotidiano La Stampa di Torino dal 1986 al 1990. La carriera giornalistica Scardocchia la inizia all’Agenzia Italia, da praticante. Poi diventa corrispondente del Giorno dall’Austria e dalla Germania dell’Ovest. Nel corso della sua carriera ha lavorato anche per il Corriere della Sera e La Repubblica, come corrispondente da New York. Agli annali del giornalismo resta, tra le altre, l’inchiesta sullo scandalo Lockeed, del 1976, realizzata assieme ai colleghi Giampaolo Pansa e Pierluigi Franz, sul Corriere della Sera, che portò alle dimissioni dell'allora Presidente della Repubblica, Giovanni Leone.


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Campobasso

23 novembre 2013

Le dimissioni farsa del sindaco: la politica che si fa spettacolo.

I primati negativi di un’amministrazione tremebonda, rissosa , costantemente alla ricerca inutile di se stessa L’entità del disagio amministrativo dimostrato a lettere cubitali dalle dimissioni farsa del sindaco Di Bartolomeo, invita a pensare che anche le strutture interne di Palazzo san Giorgio non sono nella condizione di fronteggiare con dovizia i problemi che insorgono e di volgerli a favore dell’amministrazione. Infatti, tra le amministrazioni locali molisane Campobasso assomma il numero maggiore di atti amministrativi annullati, di sentenze (civili) di condanna rese esecutive, di risarcimenti

dei danni procurati, di cause amministrative, civili e penali che aspettano di essere affrontate e per la gran parte destinate a concludersi negativamente. La maggioranza ha perso tempo e denaro alla vana ricerca di una identità e di una missione. Fallita, purtroppo. Non un progetto, un’opera pubblica, un investimento che fosse anche pallidamente aderente al pomposo programma elettorale con cui nel 2009 ha conquistato il consenso dell’elettorato campobassano. Questa che commentiamo è un’amministrazione in difficoltà, allo sbando, priva di iniziative e di mordente. L’ultimo colpo di teatro del ritiro delle dimissioni non risolve affatto i motivi politici che l’attraversano, né le difficoltà gestionali che hanno reso i consiglieri della maggioranza un insieme di soggetti in cerca d’autore. Il quadro amministrativo si compendia in questa sequenza di fatti e situazioni: bloccata la gara per il

completamento dei “Contratti di Quartiere” di S. Giovanni dei Gelsi; pendente in appello la richiesta di danni per la mancata gestione del terminal delle autocorriere alla Seac; aperto il contenzioso di 8 milioni di euro in atto con l’Esattoria; impressionante l’elenco dei rimborsi per le infrazioni al Codice della Strada notificate fuori tempo massimo e altrettanto impressionante la lista dei pagamenti per danni procurati ai cittadini per la mancata agibilità delle strade e dei marciapiedi; gravi le anomalie delle farmacie comunali e grave l’ipotesi ancora aperta di svenderne una. L’insieme dice di una situazione al limite della ratio. Non bastasse, pesano, eccome, l’annullamento dell’appalto dei lavori della galleria che avrebbe dovuto collegare il terminal con via San Lorenzo e il mancato utilizzo del finanziamento di 11 milioni di euro; stagna irreversibile il blocco dei lavori del sottopasso

di Via Mazzini all’altezza del passaggio a livello di Rione San Pietro; i servizi assegnati all’esterno (luce, gas, cimitero, raccolta dei rifiuti e depurazione) sono totalmente fuori controllo, in assoluta autogestione; la società di servizio in house, la Sea, deve superare l’esame del mercato alla ricerca di un socio privato, e non ci riesce. La mancata approvazione del master-plan presentato dalla Regione Molise, e la mancata definizione del campo sportivo Romagnoli ad area per la sede regionale sono il risultato di una maggioranza tremebonda che messa di fronte alla possibilità di assegnarsi un posto di prestigio negli annali del capoluogo, non è riuscita a dischiudere il benché minimo sprazzo di vivacità politica e intellettuale. Immaginare che nei mesi che gli rimangono riesca a correggere gli errori, le manchevolezze, le insufficienze, e le incapacità, è del tutto velleitario. Dardo

Palazzo San Giorgio: tutti a casa? Meglio di no Il sindaco ha ritirato le dimissioni. Ma va? Chi l’avrebbe mai detto. L’ironia è d’obbligo in questi casi perché nessuno ha mai pensato che il sindaco potesse, davvero, andare fino in fondo. Di Bartolomeo ha sempre minacciato di presentare le dimissioni ma non le ha mai protocollate. Ecco, questa è l’unica differenza che c’è rispetto al passato. La formalità di un gesto che alla fine è durato 32 ore. La scarsa credibilità delle sue dimissioni sono dovute al particolare momento dell’attività amministrativa. L’assestamento del Bilancio di previsione è dietro l’angolo e la maggioranza non poteva fare altro che ricon-

fermare la fiducia al sindaco perché la mancata approvazione della manovra potrebbe comportare gravi conseguenze sul piano della gestione e degli equilibri finanziari dell’ente. La maggioranza ha espresso la volontà di voler portare a termine il programma di governo, assicurando il sostegno al sindaco per giungere alla conclusione del quinquennio amministrativo. Senso di responsabilità o attaccamento alla poltrona? Non tutti i consiglieri di maggioranza brillano di luce propria, per molti restare in Comune fino alla fine significa anche poter sfruttare il ruolo di consigliere comunale in vista delle elezioni di maggio.

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di Giuseppe Saluppo

Anche se, in questo caso, considerando gli umori dei cittadini, non si sa fino a che punto possa rappresentare un vantaggio essere consiglieri uscenti, Di Bartolomeo sa benissimo come funziona il meccanismo ed infatti, quando l’altro giorno in aula ha annunciato di voler lasciare la carica, è stato proprio lui a evidenziare questo aspetto avvertendo gli amici della maggioranza: “Tutti a casa, la campagna elettorale dovrete costruirvela da soli”. Evidentemente il richiamo all’ordine del sindaco ha prodotto gli effetti desiderati ed allora meglio concludere il mandato. Teresa Manara

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ISERNIA

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Isernia

23 novembre 2013

Ittierre, troppe disattenzioni Per l’ex asilo si ricorre al Vescovo A Rionero Sannitico chiesto l'intervento del prelato per la struttura della Curia

di Massimo Saluppo Questione Ittierre: nulla di più falso. dall'incontro di Castelpetroso di una settimana fa, dipendenti, fasonisti, trasportatori e sindacati, avevano concordato unitariamente di presentare la mia proposta ad una riunione da tenersi prima di oggi, con le istituzioni politiche (regione, provincia e sindaco) e tracciare una linea comune da presentare oggi al tavolo ministeriale. Le istituzioni politiche hanno ritenuto, invece, voler incontrare mercoledì a Isernia, solo i dipendenti, non invitando, alla riunione, gli altri soggetti. in questa sede si è proposta una cooperativa sulla falsa riga di quella della GAM, non capendo che la ITR commercializza capi

prodotti da lavorazioni esterne e non già polli da batteria. Dato lo smarcamento voluto dalle Istituzioni, era inutile la riunione di ieri in Provincia, considerato che sarebbe stato un tavolo privo di tutte le parti e soprattutto una mera pubblicità per la Euridit che promulga il piano di "distretto della moda", ma non contempla, ovviamente, un piano di salvataggio della ITR. Il mio progetto prevede che TUTTE le parti siano coinvolte nella New-Co e non solo i dipendenti; questo perchè, tra l'altro, questi ultimi saranno gli unici a non perdere denaro (data la copertura garantita dall'INPS) sia nell'ipotesi di ammissione al concordato e sia in quella più spettrale del falli-

mento. Al contrario i tanti fasonisti e trasportatori presenti a Castelpertroso e provenienti da tutti Italia, hanno già perduto sulle forniture con la vecchia ITR (qualcuno, in revocatoria, anche dovendo restituire gli ultimi pagamenti ricevuti), perderanno comunque dalla attuale Ittierre, e saranno così gli unici a uscire con le ossa rotte da entrambe le vicende. Sarebbe stato invece utile, per entrambe le parti sociali, un unico tavolo dove, unitamente alle istituzioni, fosse stato sottoscritto un protocollo del progetto da presentare al Ministero oggi. Ma forse gli interessi in gioco sono tanti e sicuramente non contemplano quanto da me proposto.

RIONERO SANNITICO. L’ormai ex asilo del Comune di Rionero Sannitico, di proprietà della Curia, verte in un totale stato di abbandono da ben oltre 10 anni . A seguito del tragico terremoto del 2002 , l’allora Sindaco Orazio Ciummo ne decretò di fatto la chiusura immediata dichiarandolo inagibile. Con il passare degli anni, constatato che nessuna delle parti interessate paresse volersene fare carico, sia essa l’Amm. Comunale che la Chiesa, diversi gruppi indipendenti di cittadini rioneresi iniziarono a discutere ed a proporre progetti validi e fattibili al fine di riconsegnare, in condizioni di massima sicurezza, lo stabile alla popolazione tutta. A tale scopo, l’allora gruppo dell’Azione Cattolica e l’Associazione Don Antonio Fioritto richiesero ed ottennero un finan-

ziamento al fine di procedere alle verifiche necessarie. Tale incartamento, dopo essere stato consegnato nelle mani del nostro Parroco, giunse a Sua Eccellenza il Vescovo di Trivento, mons. Domenico Angelo Scotti. Da quel tempo, sebbene sia stato certificato e documentato la totale incuria, peggioratosi grazie al costante utilizzo della struttura a mo’ di deposito da parte di alcune ditte che espletavano lavori commissionati dalla precedente Amm. Comunale, il popolo di Rionero Sannitico non si è mai arreso o sottratto ad incontri ed anzi ne ha sollevato più volte la questione, sempre speranzoso. Non demordendo, ci auguriamo che almeno quest’ultima lettera aperta rivolta a Sua Eccellenza il Vescovo di Trivento, firmata Giuseppe Fioritto, non resti disattesa.

A Isernia si delinea il percorso per l'asse che passa per la provincia.

Esercitazione ricerca persona

Via Francigena, gli aspetti progettuali

I Vigili del fuoco alla prova con attrezzature e mezzi

ISERNIA. La via Francigena nel Sud prende sempre più corpo e va delineandosi sempre più. Nella sala consiliare del Comune di Isernia, gremita , alla presenza delle amministrazioni di Pesche,Pettoranello,Castelpetroso, Santa Maria del Molise, Cantalupo nel Sannio, San Massimo e, naturalmente Isernia, si è costituito l'asse Isernino de la Via Francigena nel Sud di cui capofila Isernia del padrone di Casa , il sindaco, Luigi Brasiello che, entusiasta del progetto, ha rilanciato con voler ospitare a breve, la partenza del Cammino francigeno ( da Isernia a Benevento ) che si terrà a Maggio e che vedrà coinvolti i CAI Abruzzo, Molise,Campania e Puglia. Alla presenza delle istituzioni, provinciali,regionali, con il consigliere Nunzia Lattanzio e parlamentari, era presente l'entusiasta on. Lauta Venittelli, il camminatore simbolo de la via Francigena ha ripercorso il

suo cammino che lo ha visto in solitaria, percorrere circa 3000 km da San Michele Arcangelo a Gerusalemme. Un illuminato Franco Valente ha, storicamente, interpretato la via Francigena che ha visto l'architetto Walter Di Paola esaminare gli aspetti progettuali. Mozzafiato le immagini trasmesse da Nicola Lanese e Massimo Martusciello del Cai Molise sotto la conduzione del coordinatore Maurizio Varriano. Una accoglienza calorosa da parte del Sindaco padrone di casa per un evento unico anche perché la giornata si è conclusa con la presentazione da parte della fonderia Marinelli, della Campana " LA FRANCIGENA ". Non di secondario aspetto l'esibizione popolare del gruppo folk di Casacalenda con i suoi bufu'. Un arrivederci alla costituzione dell'asse Francigeno Frentano.

ISERNIA. In collaborazione con la TIM Telecom Italia Mobile e i Vigili del Fuoco del Comando Provinciale di Isernia si è svolta una esercitazione di ricerca persona dispersa nelle prime ore notturne utilizzando la geolocalizzazione dell'utenza telefonica. Il disperso ha eseguito un percorso predeterminato effettuando circa 50 km con soste in particolari zone. Ciò ha permesso di valutare, da parte del personale VF specialista TAS (Topografia Applicata al Soccorso) in tempo reale la posizione effettiva del disperso (utilizzando la geolocalizzazione dell'autovettura VF munita di radio di ultima generazione) e di verificare l'area tramite gli "Eventi Posizione" comunicati dal gestore telefonico con una cadenza di circa 15 minuti, verificando i dati con applicazione delle tolleranze previste. Il percorso effettuato dal disperso ha consentito di "agganciare" svariati ponti telefonici e ciò ha permesso di effettuare anche una simulazione dell'ipotetico

percorso effettuato, con un errore, rispetto al tracciato reale trascurabile. Gli eventi posizione comunicati dalla TIM hanno permesso di determinare l'area in cui il disperso era posizionato e quindi di definire il PUA (Punto di Ultimo Avvistamento). Applicando la procedura prevista per le ricerche persone è stato approntato un posto di Comando

Avanzato nelle immediate vicinanze del PUA e le squadre ordinarie VF hanno effettuato una ricerca munite di attrezzature idonee per lavorare in condizioni di scarsa visibilità (visore notturno, termo camera, lampade frontali ecc.) nell'area delimitata dagli eventi posizione della TIM con la tecnica della "ricerca a rastrelliera" recuperando il disperso.


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Spettacolo

23 novembre 2013 Quartetto di Cremona al Savoia CAMPOBASSO - Oggi alle 18.30 al teatro Savoia concerto del Quartetto di Cremona. Sul palco saliranno Cristiano Gualco (violino), Paolo Andreoli (violino), Simone Gramaglia (viola), Giovanni Scaglione (violoncello). saranno eseguite musiche di Beethoven (op.18 e 74). Prevendita al botteghino del teatro savoia dalle 17.30 di sabato. Informazioni 0874416374.

Scampoli d’autunno Il sabato tra musica, cabaret e disco, non smentisce la movida: solo divertimento sano di Charles N. Papa CAMPOBASSO - Si avvicina la stagione fredda, ma la movida non molla e non trova alcun impedimento con l’arrivo dell’inverno. Il fine settimana viene santificato, ogni settimana, nei luoghi scelti da comitive e gruppi di amici, a seconda dell’età. Stasera, la discoteca Alexander, sarà il ritrovo di teenager affamati di commerciale e consumatori voraci di tecnologie androidiane. I pub faranno la loro parte e saranno il prologo alla lunga notte del sabato. A scapito dei detrattori e dei bacchettoni, di quelli che vedono nel divertimento notturno il diavolo, va considerato che il popolo della notte, non si fa molto male, si ritira in buon ordine a casa, e non si segnalano casi di incidenti o arresti clamorosi. Diciamo che il branco, si muove nella norma. Piccole eccezioni si contano, giovani che si rivesciano su una panchina, che si fermano contro un albero, che alle sei del mattino, sono ancora logorroici contro ogni logica oraria. Il target si alza un pò con la serata del Move club e di “Deep movement”. House scelta e ambiente sempre mondano. Questo sabato vanta molte opzioni. Il teatro del

Loto, tornato a nuova vita, prosegue con le repliche di “Maratona a New York”, lo spettacolo di Stefano Sabelli, che ha messo su lun nuovo cartellone al teatro di piazza Spensieri e che tenta, per l’ennesima volta, di avere pubblico, costantemente e di pari passo con la scuola. Il cabaret a cena è la nuova tendenza (come Aciniello di Fossato cupo oggi), ma la musica non manca mai. I Taraf de Gadjo, stasera saranno live a Jelsi. Espressione musicale klezmer, tzigana e gypsy jazz, la band è composta da Giuseppe Moffa, Domenico Mancini, Guerino Taresco. La rock band dei Cafè Wha! oggi live al pub La Pantera di Santa Croce di Magliano. Ma va segnalato anche il caso curioso, della non assegnazione di un Premio musicale come il “1° concorso nazionale di composizione polifonica” perchè: Vista l’estrema esiguità dei partecipanti e delle opere, si propone di non assegnare il primo premio, pertanto le quattro opere presentate vengono giudicate ‘ex aequo’ e degne del secondo posto in classifica. Il consiglio d’amministarazione della Nuccio Fiirda, consegna un attestato di partecipazione e l’impegno a stampare le quattro opere in un fascicolo unico.

Poesie a Staffoli

AGNONE - Oggi alle 18.00 presso il saloon dell’azienda agrituristica Selvaggi di Staffoli, il poeta Marco Franco D’Astice presenta la sua raccolta di poesie “Si, anche noi crediamo nel chewingum alla menta piperita”. L’evento è inserito nel cartellone della manifestazione “Versi-divini - Vini-di-versi”. Interverranno Gianmaria Casilli, Gabriella Cinti, Tiberio La Rocca, Fabrizio Meo.

Jacovitti forever, in mostra

Oggi e domani teatro

Cabaret a cena

Al Dlf e al Proscenio

Tony Figo show

Oggi (ore 21.00) e domani (ore 18.00) al Proscenio di Isernia, lo spettacolo “A gentile richiesta” di Pierluigi Tortora. Il cartellone è “Mario Scarpetta” e trmina il 22 dicembre. Domani al dopolavoro ferroviario nel capoluogo “Shakespearando”, reading teatrale e dibattito con Valentina Bonaccio, Alessandra Valerio, Alessandra Di Iorio. Conduce Pietro Mignogna.

ROMA - Prosegue con successo presso il Millepiani (via Odero, Garbatella), la mostra di Jacovitti “La matita molisana”. Visibile sino al 1° dicembre.

CAMPOBASSO - Questa sera da Aciniello (Fossato cupo), lo show di Tony Figo (Antonio D’Ursi) per la cena spettacolo del sabato. Ingresso euro 25,00. Informazioni e prenotazioni 3383188333.

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23 novembre 2013

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23 novembre 2013  

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